Mediation in EU countries

Mediation is at varying stages of development in Member States. There are some Member States with comprehensive legislation or procedural rules on mediation. In others, legislative bodies have shown little interest in regulating mediation. However, there are Member States with a solid mediation culture, which rely mostly on self-regulation.

More and more disputes are being brought to court. As a result, this has meant not only longer waiting periods for disputes to be resolved, but it has also pushed up legal costs to such levels that they can often be disproportionate to the value of the dispute.

Mediation is in most cases faster and, therefore, usually cheaper than ordinary court proceedings. This is especially true in countries where the court system has substantial backlogs and the average court proceeding takes several years.

This is why, despite the diversity in areas and methods of mediation throughout the European Union, there is an increasing interest for in this means of resolving disputes as an alternative to judicial decisions.

Please select the relevant country's flag to obtain detailed national information.

Last update: 18/01/2019

This page is maintained by the European Commission. The information on this page does not necessarily reflect the official position of the European Commission. The Commission accepts no responsibility or liability whatsoever with regard to any information or data contained or referred to in this document. Please refer to the legal notice with regard to copyright rules for European pages.

La versione originale in lingua francese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Belgio

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio? La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione della definizione della lite. Il governo del Belgio e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

La Commissione federale di mediazione.

Sebbene essa non esegua mediazioni, la Commissione federale regolamenta la professione e aggiorna un elenco di mediatori abilitati.

La segreteria della Commissione fornisce informazioni in Il link si apre in una nuova finestraolandese e in Il link si apre in una nuova finestrafrancese. Essa può essere contattata via Il link si apre in una nuova finestrae-mail e al seguente indirizzo:

SPF Justice
Commission fédérale de médiation
Rue de la Loi, 34
1040 Bruxelles
Tel: (+32) 2 224 99 01
Fax: (+32) 2 224 99 07

La Commissione federale di mediazione garantisce (grazie al riconoscimento dei mediatori) la qualità e lo sviluppo della mediazione.

L'elenco dei mediatori è disponibile in Il link si apre in una nuova finestraolandese e in Il link si apre in una nuova finestrafrancese.

In quali settori il ricorso alla mediazione è ammissibile e/o più comune?

La mediazione è ammissibile in:

  • Diritto civile (comprendente le controversie di diritto di famiglia);
  • Diritto commerciale;
  • Diritto del lavoro;
  • Esiste inoltre una mediazione penale e attinente al risarcimento, ma tali settori non rientrano nella competenza della Commissione federale della mediazione.

Il settore della mediazione più frequente è il diritto civile, più in particolare le cause di diritto di famiglia.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è una scelta volontaria delle parti, e non è sottoposta a sanzioni in caso di fallimento.

Secondo le recenti disposizioni sul diritto di famiglia, il giudice è tenuto a informare le parti della possibilità di una mediazione.

Esiste un "Codice di comportamento" dei mediatori, disponibile in Il link si apre in una nuova finestraolandese e in Il link si apre in una nuova finestrafrancese.

Informazione e formazione

Sul sito Web sono disponibili numerose informazioni, in Il link si apre in una nuova finestraolandese e in Il link si apre in una nuova finestrafrancese, e vi sono informazioni sui vari aspetti della mediazione (svolgimento della mediazione, costi, indirizzi,…).

L'aspetto professionale

Questa parte del sito Web dà informazioni sui criteri di riconoscimento e le condizioni di formazione dei mediatori.

La Commissione federale della mediazione ha regolamentato la formazione dei mediatori, ma la formazione viene assicurata dal settore privato.

Comprende una parte comune di 60 ore che vengono ripartite in almeno 25 ore di formazione teorica e almeno 25 ore di formazione pratica.

  • La parte comune copre i principi generali di mediazione (etica/filosofia), lo studio dei vari Modi alternativi di regolamento dei conflitti, il diritto applicabile, gli aspetti sociologici, psicologici e il processo di mediazione.
  • Gli esercizi pratici coprono le materie del programma e dello sviluppo, con giochi di ruolo, l'attitudine a negoziare e a comunicare.

Oltre a tale parte comune, vi sono programmi particolari per ciascun tipo di mediazione (almeno 30 ore ripartite liberamente tra i tempi di formazione teorica e pratica).

Vi sono programmi particolari di mediazione nei settori del diritto di famiglia, diritto civile, commerciale e sociale.

I criteri per il riconoscimento

  • i criteri di riconoscimento dei mediatori,
  • le direttive per la presentazione di un fascicolo per ottenere un riconoscimento come mediatore in base alla legge del 21 febbraio 2005,
  • l'Inventario di domanda di riconoscimento come mediatore (Word)

I criteri di formazione/la formazione permanente

Formazione di base

  • La Decisione del 1° febbraio 2007 che fissa le condizioni e le procedure di riconoscimento dei centri di formazione e delle formazioni di mediatori riconosciuti (PDF)
  • Le Istanze di formazione di mediatori riconosciuti dalla Commission Federale di Mediazione

Formazione permanente

  • Decisione del 18 dicembre 2008 che definisce gli obblighi dei mediatori riconosciuti in materia di formazione continua e i criteri di riconoscimento dei programmi in questa materia

Il Codice di buona condotta

  • Il codice di buona condotta del mediatore riconosciuto (Word)

La Gestione delle denunce

  • La Decisione relativa alla procedura di revoca del riconoscimento, alla determinazione di sanzioni che derivano dal codice di buona condotta e alla procedura di applicazione delle sanzioni

Quanto costa la mediazione?

La mediazione non è gratuita. Gli onorari del mediatore costituiscono l'oggetto di un accordo tra il mediatore privato e le parti. La legge non prevede alcunché al riguardo. Generalmente, ciascuna parte paga la metà degli onorari.

È possibile per una parte ottenere una sovvenzione per pagare gli onorari di un mediatore nel caso in cui non disponga di un reddito modesto e a condizione che il mediatore sia riconosciuto.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Secondo la Il link si apre in una nuova finestraDirettiva europea 2008/52/CE, dev'essere possibile chiedere l'esecuzione forzata di un accordo scritto che risulta da una mediazione. Gli Stati membri comunicano quali tribunali o altre autorità siano competenti a ricevere tali domande. Il Belgio non ha ancora comunicato tale informazione.

Tuttavia, in base agli articoli 1733 e 1736 del codice giudiziario è possibile far omologare l'accordo di mediazione da parte di un giudice che renda tale accordo autentico ed esecutivo. Per quanto riguarda la forma, l’accordo viene equiparato a una sentenza.

Esiste un'alternativa all'omologazione. Infatti è possibile far trascrivere l'accordo di mediazione in un atto notarile presso un notaio. Pertanto l'accordo è altresì autentico ed esecutivo senza aver fatto ricorso a un giudice. Tale opzione è possibile solo nel caso in cui tutte le parti siano d'accordo.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraService Public Fédéral Justice

Il link si apre in una nuova finestraCommission fédérale de médiation

Ultimo aggiornamento: 06/08/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua bulgaro di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Bulgaria

Invece di rivolgersi a un giudice, perché non tentare di risolvere una controversia attraverso la mediazione? Si tratta di una misura alternativa di risoluzione delle controversie (ADR) con la quale un mediatore aiuta le parti in controversia a raggiungere un accordo. Il governo e gli operatori della giustizia bulgari sono consapevoli dei vantaggi della mediazione.

Chi contattare?

Il Ministero della giustizia della Bulgaria ha istituito un registro dei mediatori nell'ambito del registro centrale delle persone giuridiche senza scopo di lucro che prestano servizi di pubblica utilità.

Attraverso il sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraMinistero della giustizia è possibile accedere a:

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione è ammissibile in molti ambiti legali. Tuttavia, questi ambiti non sono regolamentati o limitati per legge. Finora, la maggior parte dei mediatori registrati è specializzata nella mediazione commerciale e tra imprese.

Esistono norme specifiche in materia?

La mediazione è interamente volontaria. Pur costituendo un mezzo alternativo per la risoluzione delle controversie rispetto al ricorso ad un giudice, la mediazione non è una condizione preliminare all'avvio di un procedimento giudiziario.

Non esiste un codice di condotta specifico per i mediatori. Tuttavia, disposizioni sulle norme etiche sono contenute nella legge sulla mediazione e nel regolamento n. 2 del 15 marzo 2007, che stabilisce le condizioni e la procedura di abilitazione delle organizzazioni che prestano servizi di mediazione.

Informazione e formazione

Le organizzazioni che offrono formazione per mediatori provengono dal settore privato.

Nei seminari di formazione si trattano temi quali procedimenti giudiziari e norme etiche per la condotta dei mediatori, come pure la procedura stabilita nella legge sulla mediazione e nel regolamento n. 2 del 15 marzo 2007.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione non è gratuita; l'importo del pagamento è oggetto di un accordo tra il mediatore e le parti interessate.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Conformemente alla Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE (intesa a incoraggiare e agevolare la mediazione come forma alternativa di risoluzione delle controversie transfrontaliere nell'UE), deve essere possibile chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo.

Gli Stati membri ne danno comunicazione agli organi giurisdizionali e alle altre autorità competenti a ricevere tali richieste.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraRegistro dei mediatori

Il link si apre in una nuova finestraRegistro dei mediatori (ricerca)

Ultimo aggiornamento: 17/12/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Repubblica ceca

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. Si tratta di una forma di risoluzione alternativa delle controversie in cui un mediatore aiuta le parti a raggiungere un accordo. Il ricorso alla mediazione permette di risolvere una controversia risparmiando tempo (rispetto ai tempi di un procedimento giudiziario) e spesso anche denaro (rispetto ai costi di un procedimento giudiziario).

A chi rivolgersi?

Il Il link si apre in una nuova finestraservizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca (Probační a mediační služby ČR) è l’organo centrale responsabile in materia di mediazione come modo per raggiungere un accordo in relazione alle conseguenze di un reato tra l’autore e la vittima di tale reato. Questo servizio dipende dal ministero della Giustizia.

Per quanto riguarda la mediazione in ambito non penale, ci si può rivolgere ad uno dei mediatori che offrono tale servizio. Le informazioni sui mediatori della Repubblica ceca si trovano su diverse pagine Internet cui si accede effettuando una ricerca con la parola chiave “mediazione” (“mediace”).

L’elenco dei mediatori è, per esempio, disponibile sulle pagine Internet del sito dell’Associazione dei mediatori della Repubblica ceca, dell’ordine forense ceco e dell’Unione per le procedure di arbitrato e mediazione della Repubblica ceca. I dati relativi al servizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca (Probační a mediační služby ČR), che svolge la propria attività presso i tribunali distrettuali competenti, si trovano sulle pagine Internet del sito di tale servizio. L’elenco dei mediatori registrati ai sensi della legge n. 202/2012 sulla mediazione sarà prossimamente pubblicato dal Ministero della Giustizia ceco.

Svolgono attività di mediazione anche altre organizzazioni non governative (ONG) e altri enti.

In quali settori è ammissibile e/o indispensabile il ricorso alla mediazione?

La mediazione è ammissibile in tutti i settore del diritto, tranne che nei casi specificamente esclusi dalla legge. E’ previsto il ricorso alla mediazione nell’ambito del diritto di famiglia, del diritto commerciale e del diritto penale. Conformemente al codice di procedura civile, il presidente del tribunale, qualora lo ritenga opportuno, può ordinare alle parti un incontro iniziale con un mediatore della durata di tre ore. In tali casi il procedimento viene sospeso per un periodo massimo di tre mesi.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Sì, la mediazione è disciplinata dalla legge n. 202/2012 sulla mediazione e, in ambito penale, dalla legge n. 257/2000 sul servizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca (Probační a mediační služby ČR).

Informazione e formazione

I mediatori registrati che svolgono le proprie attività in conformità della legge n. 202/2012 devono superare un esame professionale dinanzi a una commissione nominata dal ministero della Giustizia della Repubblica ceca. I mediatori che svolgono le proprie attività presso il servizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca, in conformità della legge n. 257/2000, devono superare un esame di qualificazione.

La formazione dei mediatori che esercitano la propria attività in ambito penale è assicurata dal servizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca mentre la formazione alla mediazione in ambito non penale è offerta da una serie di organizzazioni e istituti di formazione.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione offerta dal servizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca è gratuita in quanto le spese sono sostenute dallo Stato.

Nei casi in cui un giudice sospende un procedimento e ordina alle parti un incontro iniziale con un mediatore della durata di tre ore, tali ore sono pagate in base a quanto stabilito dalla legislazione vigente (400 CZK per ogni ora iniziata) e la spesa viene sostenuta in parti uguali dalle parti (nei casi in cui le parti sono esentate dal pagamento delle spese giudiziarie, lo Stato sostiene le spese della mediazione). Se la mediazione si protrae al di là di tali ore, le spese vengono ripartite in parti uguali tra le parti fini all’importo concordato tra le parti e il mediatore.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. L’accordo raggiunto dalle parti in un procedimento civile può essere sottoposto al giudice per l’approvazione nell’ambito di un procedimento successivo . Il pubblico ministero e il giudice possono tener conto dell’esito di una mediazione in ambito penale svolta dal servizio per la libertà vigilata e la mediazione nella Repubblica ceca quando deliberano sul caso in questione.

Ultimo aggiornamento: 05/03/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Danimarca

In Danimarca è possibile ricorrere privatamente ai servizi di un mediatore. La mediazione privata non è disciplinata dalla legge e le relative spese devono essere sostenute dalle parti. Inoltre, la legge prevede il ricorso alla mediazione nelle cause civili dinanzi a un tribunale distrettuale, a un tribunale regionale o al tribunale marittimo e del commercio, nonché il ricorso alla risoluzione delle controversie nelle cause penali (cfr. oltre).

La mediazione nelle cause civili

Il capo 27 della legge in materia di amministrazione della giustizia (retsplejeloven) definisce le norme relative alla mediazione giudiziaria nelle cause civili presso i byretterne (tribunali distrettuali), l’Østre Landsret (tribunale regionale della Danimarca orientale) o il Vestre Landsret (tribunale regionale della Danimarca occidentale) e il Il link si apre in una nuova finestraSø- og Handelsretten (tribunale marittimo e del commercio).

Il tribunale può nominare, a richiesta delle parti, un mediatore giudiziario che le assista nella composizione della controversia (mediazione giudiziaria).

L'obiettivo della procedura è fornire ai soggetti parte di una causa l'opportunità, qualora lo desiderino, di tentare di risolvere la controversia in un modo alternativo, diverso dalla tradizionale procedura di conciliazione giudiziaria, basata sulle norme della legge attualmente in vigore, o dalla decisione di un giudice. La mediazione giudiziaria può rappresentare un'opportunità per comporre la controversia ed è considerata un’alternativa più soddisfacente per entrambe le parti: infatti, la composizione derivante dalla mediazione può accordare alle parti una maggiore influenza sull’andamento della vicenda e consente di tenere conto di interessi ed esigenze non immediate delle parti medesime, anche in una prospettiva futura.

A fungere da mediatore può essere un giudice o un funzionario del tribunale competente, nominato per agire in qualità di mediatore, o un avvocato che sia stato approvato dal Domstolstyrelsen (amministrazione degli organi giudiziari danesi) per agire in qualità di mediatore nel distretto di un tribunale regionale di competenza.

Il mediatore determina lo svolgimento della procedura insieme alle parti. Il mediatore può incontrarsi con le parti anche singolarmente, previa autorizzazione di queste ultime.

Ogni parte sostiene i propri costi per la mediazione giudiziaria, salvo diverso accordo.

Qualora la mediazione conduca a una composizione della controversia, potrà essere redatto un documento formale, al quale potrà far seguito l'archiviazione della causa.

Ai sensi dell'articolo 478, paragrafi 1 e 2, del Lov om Rettens Pleje - Retsplejeloven (legge in materia di amministrazione della giustizia), l'esecuzione forzata può avvenire sulla base di un accordo di conciliazione raggiunto di fronte a un tribunale o altra autorità per le cui decisioni la legge preveda l'esecuzione forzata.

Ai sensi dell'articolo 478, paragrafi 1 e 4, l'esecuzione può inoltre avvenire sulla base di un accordo di conciliazione stragiudiziale, avente forma scritta e relativo a obbligazioni debitorie rimaste inadempiute, qualora l’accordo indichi esplicitamente di avere valore esecutivo.

Il Lov om Rettens Pleje - Retsplejeloven è reperibile sul sito Internet Il link si apre in una nuova finestraRetsinformation (informazioni sulle leggi).

La mediazione nelle cause penali

La legge n. 467, del 12 giugno 2009, relativa ai collegi per la risoluzione dei conflitti in connessione con le fattispecie di reato, entrata in vigore il 1° gennaio 2010, introduce un sistema nazionale permanente per la risoluzione dei conflitti nelle cause penali.

Il commissario di ogni distretto di polizia riunisce un collegio per la risoluzione dei conflitti, nell'ambito del quale la vittima e l'autore del reato, alla presenza di un mediatore neutrale, possono incontrarsi successivamente al reato stesso.

La mediazione nell'ambito di un collegio può avere luogo solo se le parti vi acconsentono. I minori di 18 anni, tuttavia, possono partecipare solo previa autorizzazione del tutore legale. La mediazione nell'ambito di un collegio di questo tipo può avvenire solo previa ammissione di colpa da parte dell'autore del reato.

Il mediatore stabilisce la posizione del collegio previa consultazione con le parti. Durante la risoluzione del conflitto il mediatore assiste le parti nella discussione in merito al reato e può aiutarle nella formulazione di un eventuale accordo che desiderino concludere.

La mediazione nell'ambito di un collegio non sostituisce la pena o qualsiasi altra conseguenza legale del reato.

La legge in materia di collegi per la risoluzione dei conflitti in connessione con le fattispecie di reato è reperibile sul sito Internet Il link si apre in una nuova finestraRetsinformation (informazioni sulle leggi).

Chi è possibile contattare?

Nelle cause civili è possibile rivolgersi al giudice competente a conoscere della controversia. L’indirizzo, il numero di telefono e altre informazioni di contatto del tribunale in questione si possono reperire sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraDomstolsstyrelsen (Il link si apre in una nuova finestraamministrazione degli organi giudiziari).

Nelle cause penali è possibile rivolgersi al distretto di polizia che esamina il caso. L’indirizzo, il numero di telefono e altre informazioni di contatto del distretto di polizia in questione si possono reperire sul sito Internet della Il link si apre in una nuova finestraPolizia di Stato danese.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Vedi sopra.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Vedi sopra.

Informazione e formazione

Vedi sopra.

Quanto costa la mediazione?

Vedi sopra.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Vedi sopra.

Ultimo aggiornamento: 13/08/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua tedesco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Germania

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un modo di risoluzione alternativa delle controversie (Alternative Dispute Resolution - ADR) nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo tedesco e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

Sono molte le organizzazioni che forniscono servizi di mediazione. Le più importanti sono:

Queste associazioni professionali assistono le parti che intendono avvalersi di un mediatore.

In quali settori è ammissibile e/o è più comune il ricorso alla mediazione?

In linea generale, la mediazione è permessa ogniqualvolta le parti siano autorizzate a ricorrere a metodi di risoluzione stragiudiziale delle controversie e di altre questioni. Gli ambiti in cui è più comune il ricorso alla mediazione sono il diritto di famiglia, il diritto di successione e il diritto commerciale.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il 26 luglio 2012 è entrata in vigore in Germania la legge sulla mediazione (Mediationsgesetz - articolo 1 della legge sulla promozione della mediazione e di altri metodi stragiudiziali di risoluzione delle controversie, Gesetz zur Förderung der Mediation und anderer Verfahren der außergerichtlichen Konfliktbeilegung), pubblicata nella Bundesgesetzblatt I¸ p. 1577. Essa ha disciplinato legislativamente per la prima volta la mediazione in Germania. Questa legge recepisce inoltre la direttiva europea sulla mediazione (direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale, GU L 136 del 24.5.2008, pag. 3). L’ambito di applicazione della legge sulla mediazione tedesca va oltre i requisiti della direttiva europea. Quest’ultima si applica solo alle controversie civili e commerciali transnazionali, mentre la legge sulla mediazione tedesca comprende tutte le forme di mediazione attuate in Germania, indipendentemente dal tipo di controversia e dal luogo di domicilio delle parti.

La legge sulla mediazione tedesca stabilisce solo principi generali visto che i mediatori e le parti interessate devono godere di un margine di manovra significativo durante il processo di mediazione. La legge definisce in primo luogo il concetto di “mediazione” e di “mediatore”, al fine di distinguere la mediazione da altre forme di risoluzione dei conflitti. Ai sensi di questa legge, la mediazione è un procedimento strutturato nel quale le parti, con l’aiuto di uno o più mediatori, cercano di giungere volontariamente e sotto la propria responsabilità a una composizione della controversia. I mediatori sono soggetti indipendenti e imparziali, privi del potere di decisione, che orientano le parti nel corso della mediazione. La legge sulla mediazione non istituisce un codice processuale sulla mediazione, ma fissa una serie di obbligazioni in materia di pubblicità e di limitazioni all’esercizio dell’attività per proteggere l’indipendenza e l’imparzialità del mediatore. Inoltre la legislazione obbliga formalmente i mediatori a mantenere l’obbligo di riservatezza nei confronti dei clienti.

La legge introduce nei codici processuali (ad esempio nel codice di procedura civile) vari incentivi volti a promuovere la risoluzione amichevole dei conflitti. In tal modo quando le parti esercitano un’azione dinanzi a un tribunale civile esse devono indicare se hanno già esperito un tentativo di risoluzione stragiudiziale della controversia, ad esempio mediante la mediazione, o se secondo loro ostano a tal fine particolari ragioni. Il tribunale può proporre alle parti una mediazione o un altro procedimento stragiudiziale di risoluzione della controversia e, nel caso in cui le parti accettino detta proposta, può decidere la sospensione dell’azione. Attualmente non è previsto un sostegno finanziario per la mediazione.

Il governo federale è legalmente obbligato a presentare una relazione al Bundestag sull’impatto della legge sulla mediazione cinque anni dopo la sua entrata in vigore. Deve anche esaminare la necessità di introdurre misure addizionali in materia di formazione e di aggiornamento dei mediatori.

Informazione e formazione

Informazioni generali possono essere reperite sul sito Web del Il link si apre in una nuova finestraministero federale della Giustizia (Bundesministeriums der Justiz).

Non esiste un profilo professionale del mediatore. Analogamente, l’accesso alla professione non è limitato. Il mediatore deve assicurare sotto la propria responsabilità, tramite un’adeguata formazione e l’aggiornamento professionale, di disporre delle conoscenze ed esperienza necessarie per poter orientare con sicurezza le parti durante la mediazione. La legislazione tedesca determina le conoscenze, le competenze e i metodi che una formazione adeguata deve normalmente permettere di acquisire. Chiunque soddisfi queste condizioni può esercitare la professione di mediatore. Non sono necessari un’età minima né una formazione con diploma di laurea.

Il ministero federale della Giustizia è competente per introdurre, mediante regolamenti, ulteriori requisiti di formazione e aggiornamento. In tal caso, chi ha concluso positivamente un tipo di formazione corrispondente ai suddetti requisiti è abilitato a utilizzare il titolo professionale di mediatore certificato.

Sino ad oggi non è previsto nessun procedimento formale.

La formazione alla professione di mediatore è fornita da associazioni, organizzazioni, università, imprese e da singole persone fisiche.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione è un servizio a pagamento. L’onorario del mediatore è soggetto a un accordo stipulato tra quest’ultimo e le parti interessate.

Non esiste una norma che disciplina le tariffe del servizio di mediazione, né vi sono statistiche sulle spese ad esso correlate. Si considera realistico un costo orario compreso tra 80 e 250 euro.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

In linea di massima, un accordo frutto di una mediazione può essere eseguito attraverso l’intervento di un avvocato (articolo 796, lettere da a) a c) del Codice di procedura civile) o di un notaio (articolo 794, comma 1, punto 5, del Codice di procedura civile).

Collegamenti utili

Il link si apre in una nuova finestraAssociazione federale dei mediatori familiari (Bundesverband Mediation e.V.)

Il link si apre in una nuova finestraAssociazione federale per la mediazione (Bundesverband Mediation e.V.)

Il link si apre in una nuova finestraAssociazione federale dei mediatori per l’economia e il mondo del lavoro (Bundesverband Mediation in Wirtschaft und Arbeitswelt e.V.)

Il link si apre in una nuova finestraCentro per la mediazione (Centrale für Mediation GmbH & Co. KG)

Il link si apre in una nuova finestraGruppo di mediazione dell’associazione degli avvocati tedeschi

Ultimo aggiornamento: 12/04/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Estonia

Anziché agire in giudizio, è possibile risolvere una controversia ricorrendo alla mediazione, un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di un accordo. Il governo e gli operatori della giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente efficace.

Chi contattare?

In Estonia occorre distinguere tra mediazione e conciliazione. La mediazione è un concetto ampio che comprende tutte le attività in cui una parte terza interviene in modo imparziale per risolvere una controversia tra individui, senza esercitare però i diritti di un giudice arbitrale.

In alcuni casi la funzione di mediatore può essere svolta dal cancelliere della giustizia. Benché la legge sul cancelliere della giustizia non contempli il concetto di "mediatore" (ombudsman), tale cancelliere svolge anche le funzioni di mediatore, controllando se gli enti pubblici rispettano i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini e i principi di buona condotta amministrativa e monitorando le amministrazioni locali, le persone giuridiche di diritto pubblico e gli enti privati nell'espletamento delle funzioni pubbliche. Dal 2011 il cancelliere della giustizia svolge il ruolo di mediatore anche a favore dei minori, ai sensi dell'articolo 4 della Convenzione sui diritti del fanciullo. Per ulteriori informazioni consultare il Il link si apre in una nuova finestrasito Internet del cancelliere della giustizia.

Nella normativa estone, la conciliazione si riferisce alle attività di un conciliatore o di un organo di conciliazione nelle cause civili. La conciliazione è regolamentata da un'apposita legge, così come la mediazione. La legge sulla conciliazione è stata redatta con l'intento di recepire nel diritto nazionale la direttiva 2008/52/CE relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale.

Secondo questa legge, il ruolo di conciliatore può essere assunto da qualsiasi persona fisica chiamata dalle parti. Anche gli avvocati e i notai possono agire nelle vesti di conciliatori, come pure gli enti pubblici centrali e periferici.

Sul Il link si apre in una nuova finestrasito Internet della Camera dei notai è pubblicato l'elenco dei notai che offrono servizi di conciliazione.

Analogamente, sul Il link si apre in una nuova finestrasito Internet dell'Ordine degli avvocati dell'Estonia è pubblicato l'elenco degli avvocati che offrono servizi di conciliazione.

Il ministero per gli Affari sociali sta progettando di sviluppare le attività dei mediatori e dei conciliatori familiari.

Inoltre è possibile contattare le seguenti organizzazioni non governative:

  • l'Il link si apre in una nuova finestraAssociazione estone dei mediatori, che fornisce informazioni in inglese ed estone. Nome della persona da contattare: Il link si apre in una nuova finestraAnneli Liivamägi;
  • l'Il link si apre in una nuova finestraUnione estone per l'assistenza all'infanzia, associazione senza scopo di lucro che sostiene i diritti dell'infanzia e, tra le attività di cui si occupa, fornisce consulenza ai genitori che intendono separarsi o divorziare, invitandoli a usufruire dei servizi forniti dai conciliatori per tutelare gli interessi dei loro figli. Tale organismo ha organizzato la formazione nel settore della mediazione familiare;
  • l'Il link si apre in una nuova finestraAssociazione estone delle società di assicurazione ha istituito un organo di mediazione in materia di assicurazioni per la risoluzione delle controversie tra assicurati e assicuratori o broker assicurativi.

La legge sulla risoluzione delle controversie collettive di lavoro riconosce alle parti il diritto di ricorrere al conciliatore pubblico nei casi di dispute sui termini e sulle condizioni dei contratti collettivi di lavoro. Il conciliatore pubblico è un esperto imparziale che aiuta le parti coinvolte in una controversia di lavoro a raggiungere un compromesso.

Il ruolo di conciliatore pubblico per la risoluzione delle controversie collettive di lavoro è svolto dal signor Henn Pärn. Per contattarlo, telefonare al numero +372 6269 960 o scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: Il link si apre in una nuova finestraHenn.Parn@riikliklepitaja.ee. Per ulteriori informazioni consultare il Il link si apre in una nuova finestrasito Internet del conciliatore pubblico.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

In genere, la procedura di conciliazione prevista dalla legge in materia può essere applicata per risolvere tutti i tipi di controversie civili relative a un rapporto di diritto privato e soggette al giudizio di un giudice regionale. Anche se non sono stati prodotti dati statistici comparativi, il ricorso alla mediazione è più probabile nelle controversie civili di diritto di famiglia.

Il cancelliere della giustizia risolve le controversie in materia di discriminazione, laddove un soggetto dichiari di aver subito un trattamento discriminatorio per motivi di sesso, razza, nazionalità (origine etnica), colore della pelle, lingua, paese di origine, religione, credo politico o di altra natura, status sociale ed economico, età, inabilità, orientamento sessuale o altre caratteristiche contemplate dalla legge. I mediatori possono anche agire nei casi di violazione dei diritti fondamentali.

Il conciliatore pubblico interviene per risolvere le controversie collettive di lavoro.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

In genere, secondo quanto previsto dalla normativa estone, il ricorso alla mediazione è facoltativo.

L'Associazione estone dei mediatori ha definito uno standard professionale cui devono conformarsi i conciliatori che intendono esercitare funzioni di mediazione familiare in Estonia.

Il codice di procedura civile estone contiene una norma speciale che prevede la conciliazione a opera del giudice in situazioni in cui un genitore violi un provvedimento relativo al diritto di visita del figlio. Ai sensi dell'articolo 563 del codice, su istanza di uno dei genitori il giudice può chiamare entrambi i genitori a comparire dinanzi ad esso al fine di risolvere la controversia mediante accordo. Il giudice invita i genitori a comparire personalmente e li informa delle eventuali conseguenze giuridiche (pena pecuniaria o detentiva) della mancata comparizione.

Il codice di procedura civile stabilisce inoltre che, qualora lo ritenga necessario per la risoluzione del caso, alla luce dei fatti esaminati e del procedimento avviato il tribunale può imporre alle parti di partecipare a una procedura di conciliazione, secondo quanto previsto dalla legge sulla conciliazione.

L'articolo 35, punti 5-15, della legge sul cancelliere della giustizia disciplina lo svolgimento della procedura di conciliazione dinanzi a tale cancelliere.

La risoluzione delle controversie collettive di lavoro è regolamentata da un'apposita legge (legge sulla risoluzione delle controversie collettive di lavoro) che specifica le attività del conciliatore pubblico, nonché i diritti e i doveri delle parti coinvolte nella procedura di conciliazione.

Le norme procedurali dell'organo di mediazione dell'Associazione estone delle società di assicurazione sono reperibili sul Il link si apre in una nuova finestrasito Internet dell'Associazione estone delle società di assicurazione.

Il ministero per gli Affari sociali sta contribuendo allo sviluppo della mediazione familiare; è prevista l'istituzione di una qualifica standard per la mediazione familiare. In futuro lo Stato o le amministrazioni locali potranno offrire un servizio di mediazione e coprire i costi di alcuni di tali servizi.

Informazione e formazione

Le informazioni sui conciliatori che agiscono ai sensi della legge sulla conciliazione, compresi i notai e gli avvocati, sono reperibili sui siti Internet di tutte le figure professionali che svolgono il ruolo di conciliatori. Un elenco di notai che offrono il servizio di conciliazione è reperibile sul Il link si apre in una nuova finestrasito Internet della Camera dei notai. Un elenco analogo riguardante gli avvocati è disponibile sul Il link si apre in una nuova finestrasito Internet dell'Ordine degli avvocati dell'Estonia.

Le informazioni sull'attività di conciliatore da parte del cancelliere della giustizia sono reperibili sul suo Il link si apre in una nuova finestrasito Internet.

Analogamente, il Il link si apre in una nuova finestrasito Internet del conciliatore pubblico offre informazioni sulle sue funzioni di conciliatore.

La formazione ai mediatori è fornita privatamente (ad esempio, dall'Associazione dei mediatori). Non esiste alcuna norma specifica sulla formazione dei mediatori.

Quanto costa la mediazione?

Secondo quanto previsto dalla legge in materia, la conciliazione non è gratuita; il costo di questa procedura è concordato tra il mediatore e le parti interessate. Secondo i dati forniti dal sito Internet dell'Associazione dei mediatori, nel 2013 la conciliazione familiare è costata 60 EUR a seduta. Il costo della mediazione viene diviso equamente tra le parti.

Qualora il giudice ritenga necessario rivolgersi a un mediatore/conciliatore per agevolare la risoluzione della controversia, la parte economicamente più debole può chiedere il patrocinio a spese dello Stato per coprirne i costi.

Se il servizio di conciliazione viene offerto dal cancelliere della giustizia non è previsto alcun onorario. Tuttavia, è possibile che la procedura di conciliazione comporti il pagamento di costi aggiuntivi. Il cancelliere della giustizia deciderà chi dovrà sostenerli.

Anche la risoluzione delle controversie collettive di lavoro da parte del conciliatore pubblico è gratuita. Eventuali costi derivanti da questa procedura graveranno sulla parte giudicata colpevole o saranno divisi tra le parti sulla base di un accordo.

L'organo di mediazione dell'Associazione estone delle società di assicurazione applica una tassa amministrativa massima di 50 EUR, mentre il conciliatore in materia di assicurazioni riscuote un onorario di 160 EUR. Tuttavia se la conciliazione non è raggiunta l'importo dell'onorario è dimezzato.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Ai sensi della legge sulla conciliazione, l'accordo raggiunto in seguito a una procedura di conciliazione diventa esecutivo solo dopo l'avvio di un procedimento specifico richiesto che ne determini l'esecutorietà (articoli 6271 e 6272 del codice di procedura civile). Conformemente alla legge sul rogito, un notaio può anche dichiarare esecutivo un accordo di conciliazione concluso da un notaio o da un avvocato.

L'accordo per la risoluzione di una controversia collettiva di lavoro raggiunto mediante il conciliatore pubblico vincola entrambe le parti ed è valido a decorrere dalla data della sua sottoscrizione, salvo il caso in cui venga concordato un termine diverso per la sua esecutività. Tuttavia, questo tipo di accordo non costituisce un titolo esecutivo.

Ultimo aggiornamento: 11/12/2014

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua inglese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Irlanda

Chi contattare?

Non esiste alcun organo statale centralizzato preposto alla fornitura dei servizi di mediazione.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Il ricorso alla mediazione è più frequente nelle cause per danni alle persone, questioni familiari e commerciali, nonché nelle cause scaturite da denunce di discriminazione vietata ai sensi delle leggi in materia di parità di trattamento.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Danni alle persone

Il ricorso alla mediazione è solitamente volontario. La legge su responsabilità civile e tribunali (Civil Liability and Courts Act) del 2004 (articoli 15 e 16) contiene disposizioni in materia di mediazione. L’articolo 15 introduce il concetto di colloquio di mediazione. Un giudice può disporre che le parti di una causa per danni alle persone si incontrino per discutere e cercare di comporre la controversia. Nel caso in cui una delle parti non si attenga a tale ordine del giudice, quest’ultimo può disporre che la parte sopporti i costi successivi.

In talune circostanze, il mediatore può essere una persona nominata da un organo “stabilito, ai fini del presente articolo, con provvedimento del ministro della Giustizia, delle Pari opportunità e della Riforma legislativa”.

Cfr., per ulteriori informazioni, l’Il link si apre in una nuova finestraOrdinanza del 2005, legge su responsabilità civile e tribunali del 2004 (organi prescritti a norma dell'articolo 15) e l’Il link si apre in una nuova finestraORDINANZA DEL 2005, legge su responsabilità civile e tribunali del 2004 (organi prescritti a norma dell'articolo 15) (n. 2).

Diritto di famiglia

Nella sfera del diritto di famiglia, una serie di leggi prevede che i legali delle parti in una causa di separazione/divorzio discutano con la parte attrice o con quella convenuta (a seconda del caso) la possibilità di avvalersi di una mediazione. Lo scopo della mediazione è contribuire a ottenere una separazione o un divorzio su basi concordate tra i coniugi. I legali sono altresì tenuti a fornire alle parti interessate i nomi e i recapiti di soggetti qualificati a prestare un servizio di mediazione per coniugi separati e devono confermare al giudice di aver rispettato tale obbligo. Nel caso in cui tale dichiarazione del legale non venga fornita, il giudice può rinviare la causa per il tempo che riterrà ragionevolmente necessario affinché i legali delle parti si impegnino nel relativo dibattito.

Ulteriori informazioni sono disponibili sui siti Internet dell’Il link si apre in una nuova finestraEnte per l'assistenza alle famiglie (Family Support Agency) e del Il link si apre in una nuova finestraServizio per la mediazione familiare (Family Mediation Service).

Diritto commerciale

In sede di udienza di una causa iscritta nel ruolo commerciale, un giudice può (ai sensi dell’Order 63A del Il link si apre in una nuova finestraRegolamento dei tribunali di grado superiore [procedimenti commerciali] del 2004), su istanza di una qualsiasi delle parti o per iniziativa propria, disporre che “la causa o una questione ivi compresa venga rinviata per il periodo, non superiore a ventotto giorni, che riterrà opportuno per concedere alle parti il tempo di considerare se la causa o la questione debba essere rimessa a un procedimento di mediazione, di conciliazione o di arbitrato e, nel caso in cui le parti decidano di rinviare la causa o la questione, disporre la proroga del termine entro il quale le parti sono tenute a rispettare le disposizioni contenute nel presente regolamento o qualsivoglia provvedimento del giudice”.

Tribunale per le pari opportunità

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito Internet di Informazioni sulla pubblica amministrazione (Il link si apre in una nuova finestraCitizens Information website ) e al sito del Il link si apre in una nuova finestraTribunale per le pari opportunità.

Informazione e formazione

In linea generale, la formazione dei mediatori non è di competenza dello Stato. Tuttavia, l’Ente per l’assistenza alle famiglie prevede anche, tra i propri servizi, l’erogazione di corsi di formazione in materia di mediazione familiare. Per poter partecipare ai corsi, i candidati devono aver ultimato un corso propedeutico di 60 ore sulla mediazione e superare una rigorosa procedura di selezione.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet dell’Il link si apre in una nuova finestraEnte per l’assistenza alle famiglie.

Quanto costa la mediazione?

In linea generale, la mediazione non è gratuita e il corrispettivo è soggetto all’accordo tra un mediatore privato e le parti.

Tuttavia, il Il link si apre in una nuova finestraServizio per la mediazione familiare e il Il link si apre in una nuova finestraTribunale per le pari opportunità possono fornire un servizio gratuito.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Una composizione ottenuta in sede di mediazione può essere resa esecutiva alla stregua di un contratto.

Ultimo aggiornamento: 01/05/2010

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua greco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Grecia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione. Il governo e gli operatori di giustizia della Grecia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

In Grecia le seguenti istituzioni forniscono servizi di mediazione:

  • Ai sensi della legge n. 3898/2010 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 211 del 16.12.2010) che recepisce la direttiva 2008/52/CE un mediatore deve essere un avvocato con una certificazione specifica. Il Comitato di certificazione dei mediatori (Επιτροπή Πιστοποίησης Διαμεσολαβητών) istituito dalla legge summenzionata svolge le sue funzioni alle dipendenze del Ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani ed è responsabile della certificazione dei mediatori. Detta certificazione avviene previo superamento di un esame dinanzi una commissione d’esame composta da due membri provenienti dal Comitato di certificazione dei mediatori e da un funzionario giudiziario. Il dipartimento per le professioni giuridiche e i funzionari giudiziari (Τμήμα Δικηγορικού Λειτουργήματος και Δικαστικών Επιμελητών) del direttorato generale per l’amministrazione della giustizia del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani responsabile della certificazione dei mediatori e dell’emanazione degli atti amministrativi necessari per la certificazione. Il dipartimento garantisce anche la redazione e la distribuzione di elenchi delle organizzazioni che si occupano della formazione dei mediatori e degli elenchi di mediatori certificati presso i tribunali. Gli elenchi di migratori certificati possono essere reperiti sul sito web del Il link si apre in una nuova finestraMinistero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani.
  • Il ministero del Lavoro, della sicurezza sociale e del welfare offre un servizio governativo che consente ai lavoratori di chiedere un incontro ufficiale con le autorità governative per la risoluzione di una controversia di lavoro. La procedura è guidata dall’Ispettorato del lavoro (Επιθεώρηση Εργασίας). Un ispettore specializzato fissa un incontro durante il quale il lavoratore può illustrare la sua situazione. Quest’incontro non fa parte di un procedimento giudiziale.
  • Il Mediatore dei consumatori (Συνήγορος του Καταναλωτή) è un’autorità indipendente preposta alla tutela dei diritti dei consumatori che opera nell’ambito del ministero per lo sviluppo regionale e la competitività. È un organo extragiudiziale per la risoluzione consensuale delle controversie dei consumatori ed ente consultivo che agisce di concerto con il governo nella risoluzione delle problematiche di cui è competente. Il Mediatore sovraintende inoltre il Il link si apre in una nuova finestraComitato di risoluzione amichevole delle controversie (Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού) del locale consiglio di prefettura (Νομαρχιακές Αυτοδιοικήσεις), che ha margini di azione qualora non sia già avviato il contenzioso giudiziario.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione è fornita:

  • in controversie civili e commerciali
  • nel settore del diritto del lavoro e per la risoluzione in materia di controversie dei consumatori, come descritto sopra;
  • per le vittime di violenza domestica (legge n. 3500/2006); e

per talune controversie di cui alla legge n. 3094/2010.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

La Grecia ha recepito la Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE con legge n. 3898/2010 (Gazzetta ufficiale serie I, n. 211 del 16.12.2010).

Ai sensi della legge summenzionata le controversie private possono essere oggetto di mediazione con il consenso delle parti, qualora esse possano liberamente disporre dell’oggetto della controversia. Un accordo per sottoporre una controversia alla mediazione può essere provato mediante documenti o dalle risultanze procedimentali di un giudice dinnanzi al quale pende la controversia ed è disciplinata dalla legge sui contratti.

La mediazione è possibile se: a) le parti si accordano sul ricorso alla mediazione prima o dopo una procedimento giudiziario; b) la corte adita chiede alla parti di ricorrere alla mediazione, considerando tutti gli aspetti del caso, previo accordo delle parti, la corte deve quindi rinviare la discussione del caso da tre a sei mesi; c) un tribunale in un altro Stato membri ordina il ricorso alla mediazione; d) la mediazione è prevista dalla legge.

La decisione 109088 del Ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani: a) fissa i termini specifici e le condizioni di certificazione dei mediatori e la procedura per il riconoscimento della certificazione in altri Stati membri dell’UE; tale riconoscimento e la perdita temporanea o definitiva della certificazione richiede il consenso preliminare del Comitato di certificazione dei mediatori; b) fissa un codice deontologico per i mediatori certificati; c) determina le specifiche condizioni per l’applicazione di sanzioni in caso di violazione del codice deontologico; queste sanzioni che richiedono il consenso preliminare del Comitato di certificazione dei mediatori, consistono nella perdita temporanea o definitiva della certificazione; e d) specifica tutti gli altri aspetti correlati.

Durante il procedimento di mediazione le parti o i rispettivi rappresentanti legali sono presenti con i loro avvocati.

Il mediatore è scelto dalle parti o da un’altra persona di loro scelta.

Il procedimento di mediazione è determinato dal mediatore in accordo con le parti che possono porre fine al procedimento quando vogliono. Il procedimento di mediazione è riservato, nessuna registrazione della conversazione è conservata. Un mediatore può contattare e incontrare le parti nell’ambito del procedimento di mediazione. Un mediatore non può trasferire informazioni ottenute da una parte all’altra senza il suo consenso.

La persona proposta in qualità di mediatore non è obbligata a accettare la nomina. Durante la mediazione in mediatore può essere considerato responsabile soltanto se intende frodare una delle parti.

Il mediatore redige un verbale del procedimento di mediazione sul quale devono figurare:

a) il nome completo del mediatore;

b) il luogo e l’ora della mediazione;

c) il nome completo di tutti i partecipanti al procedimento di mediazione;

d) l’accordo raggiunto in sede di mediazione;

e) l’accordo raggiunto dalle parti durante la mediazione o la conferma del mancato raggiungimento dell’accordo, nonché il motivo della controversia.

Dopo la mediazione, il verbale è firmato dal mediatore, dalle parti e le loro avvocati. Su richiesta di almeno una delle parti, il mediatore garantisce il deposito del verbale originale presso la segreteria del tribunale di prima istanza della regione dove é avvenuta la mediazione. Ciò richiede il pagamento di un corrispettivo, il cui ammontare di base o l’importo adeguato sono stati fissati da a una decisione congiunta del ministero delle finanze e del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani. In caso di mancato raggiungimento dell’accordo di mediazione, il relativo verbale può essere firmato anche solo dal mediatore.

Una volta depositato il verbale di mediazione presso la segreteria del tribunale di prima istanza, detto verbale costituisce un titolo esecutivo di cui all’articolo 904, paragrafo 2, lettera c) del codice di procedura civile nei casi in cui esso includa un accordo tra le parti in tal senso.

Applicazione pratica del metodo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR)

L’unico metodo di risoluzione alternativa delle controversie che può essere considerato operativo in Grecia è l’arbitrato.

Ai sensi degli articoli 99 e seguenti del codice fallimentare greco, un mediatore può essere nominato per una procedura transattiva dopo la presentazione della relativa domanda da parte di una persona fisica o giuridica dinanzi al Tribunale fallimentare (πτωχευτικό δικαστήριο).

Il Tribunale fallimentare valuta la validità della domanda e può nominare un mediatore da un elenco di esperti. Il ruolo del mediatore consiste nel raggiungimento di un accordo tra il debitore e la maggioranza dei suoi creditori, al fine di garantire la sopravvivenza della società del debitore.

Il mediatore può richiedere agli istituti di credito e finanziari qualsiasi informazione relativa all’attività economica del debitore che potrebbe essere utile per il completamento della sua missione.

Se non si raggiunge alcun accordo, il mediatore deve darne immediata informazione al presidente del tribunale; si inizia così il procedimento dinanzi al Tribunale fallimentare. A questo punto la missione del mediatore si conclude.

Informazione e formazione

Il Comitato di certificazione dei mediatori è responsabile della certificazione dei mediatori e garantisce che l’organizzazione di formazione dei mediatori rispetti i requisiti, in modo tale che i mediatori certificati rispettino il codice deontologico e raccomanda inoltre al ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani sanzioni fissate da norme di legge.

La formazione in materia di mediazione può essere fornita da un ente privo di scopi di lucro che comprenda almeno un ordine degli avvocati e almeno uno degli ordini nazionali e che operino con una licenza del dipartimento per le professioni giuridiche e i funzionari giudiziari della direzione generale dell’amministrazione della giustizia del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani. Su raccomandazione del Comitato di certificazione dei mediatori. Il decreto presidenziale n. 123/2011 emesso su proposta del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani di concerto con il ministero delle finanze, il ministero della concorrenza e il mistero dell’educazione, dell’aggiornamento professionale e degli affari di culto, fissa i termini e le condizioni specifiche per l’autorizzazione e lo svolgimento delle organizzazioni di formazione professionale dei mediatori, i requisiti dei curricula per la formazione iniziale e quella successiva, la durata della formazione, il luogo della formazione, la qualifica dei formatori, il numero dei partecipanti e le sanzioni da applicarsi alle organizzazioni di formazione in caso di inosservanza degli obblighi. Le sanzioni consistono in una multa o nel ritiro temporaneo o definitivo della licenza. I criteri di selezione di applicazione delle sanzioni saranno definiti nel decreto presidenziale summenzionato. Per ottenere la licenza l’organizzazione di formazione deve pagare una tassa pubblica, il cui importo base e il relativo importo adeguato sono stabiliti in una decisione congiunta del ministero delle finanze e del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani.

Il ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani si avvale di tutti i mezzi idonei, in particolare Internet, per informare il pubblico di come sia possibile accedere alla mediazione.

Quanto costa la mediazione?

I mediatori ricevono un compenso orario per un massimo di 24 ore, compreso il tempo necessario alla preparazione per la mediazione. Un mediatore può convenire altri metodi di remunerazione con le parti per una determinata controversia. Il costo della mediazione è equamente diviso tra le parti, salvo diversamente concordato. Ogni parte paga le rispettive spese per l’avvocato. L’importo orario massimo di base e adeguato è fissato con decisione del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Conclusasi la mediazione il verbale è firmato dal mediatore, dalle parti e dai loro avvocati. Su richiesta di una delle parti in mediatore garantisce che il verbale o originale è depositato alla cancelleria del tribunale di prima istanza della regione in cui ha avuto luogo la mediazione. A tal fine è necessario il pagamento di una tassa di cui importo di base e gli eventuali adeguamenti sono stabiliti da a una decisione comune del ministero delle finanze e del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani. Se la mediazione fallisce il rispettivo verbale può essere firmato anche solo dal mediatore.

Depositato alla cancelleria del tribunale di prima istanza il verbale di mediazione costituisce un titolo esecutivo come disposto all’articolo 904, comma 2, lettera c) del codice di procedura civile qualora esso comprenda a un accordo tra le parti in tal senso.

È uno processo di mediazione iniziato ex lege sospende i termini di decadenza e i termini per la presentazione dei ulteriori istanze fino al suo completamento. Ai sensi dell’articolo 261 dei codici civile i periodi di sospensione e i termini per la presentazione delle domande iniziano nuovamente a decorrere dal deposito del verbale di mancato raggiungimento dell’accordo di mediazione o dalla notifica all’altra parte e al mediatore dell’intenzione di porre fine al processo di mediazione.

Ai sensi dell’articolo 10 della direttiva 2008/52/CE le richieste in tal senso devono essere presentate alla cancelleria del tribunale di prima istanza della regione in cui ha avuto luogo la mediazione, che costituisce l’autorità competente (come disposto all’articolo sei, paragrafo 1 e paragrafo 2 della direttiva).

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraΔικηγορικός Σύλλογος Αθηνών (ordine degli avvocati di Atene)

Il link si apre in una nuova finestraΥπουργείο Εργασίας, Κοινωνικής Ασφάλισης και Πρόνοιας (ministero del lavoro, della sicurezza sociale e del welfare)

Il link si apre in una nuova finestraΣυνήγορος του Καταναλωτή (mediatore dei consumatori)

Il link si apre in una nuova finestraΥπουργείο Δικαιοσύνης, Διαφάνειας και Ανθρωπίνων Δικαιωμάτων (ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani)

Centro greco per la mediazione e l’arbitrato (centro greco per la mediazione e l’arbitrato)

Ultimo aggiornamento: 25/06/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Spagna

Uno dei fenomeni che caratterizzano l'amministrazione della giustizia in Spagna negli ultimi anni è l'aumento del numero di controversie, che si ripercuote sul buon funzionamento della stessa.

Per questo motivo, si cercano metodi di risoluzione alternativa delle controversie, più efficaci di quelli offerti dal modello attuale.

La mediazione è uno di tali metodi, insieme con l'arbitrato e la conciliazione.

Chi contattare?

Consultare le informazioni su come trovare un mediatore in Spagna.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La Legge 5/2012, del 6 luglio relativa alla mediazione in materia civile e commerciale, recepisce nel diritto spagnolo la direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008. Questa legge fissa un quadro minimo per l'esercizio della mediazione, fatte salve le disposizioni approvate dalle Comunità autonome.

La mediazione in materia sociale

La mediazione è molto frequente nei processi di lavoro. In alcuni casi è obbligatorio fare ricorso alla mediazione prima di adire il tribunale. Le controversie collettive sono abitualmente oggetto di mediazione, ma in alcune Comunità autonome si comincia a farvi ricorso anche per le controversie individuali.

Le Comunità autonome si avvalgono di organismi di mediazione incaricati di trattare specificatamente le questioni legate al lavoro. A livello statale, il Servizio interconfederale di mediazione e Arbitrato (Servicio Interconfederal de Mediación y Arbitraje, SIMA) offre un servizio gratuito di mediazione per le controversie che esulano dalla sfera di competenza degli organi delle Il link si apre in una nuova finestraComunità autonome.

La legge 36/2011, che disciplina la giurisdizione sociale, introduce un'autentica novità nello stabilire, come regola generale, che ogni domanda deve essere accompagnata dal certificato attestante il preventivo tentativo di conciliazione o mediazione dinnanzi al servizio di mediazione, arbitrato e conciliazione (SMAC) o dinnanzi a enti che offrono queste funzioni ai sensi di un accordo collettivo, sebbene l'articolo seguente elenchi i procedimenti che sono esenti da questo requisito.

La legge 36/ 2011 non solo introduce espressamente il riferimento alla mediazione relativamente alla conciliazione processuale, ma anche una volta che il procedimento giudiziario è pendente.

La mediazione in materia civile e familiare

La legge 5/2012, relativa alla mediazione in materia civile e commerciale, prevede la possibilità di informare le parti nell'udienza preliminare della possibilità di fare ricorso alla mediazione per trovare una soluzione alla controversia. Nel decidere sulla controversia anche il tribunale potrà invitare le parti a procedere alla mediazione al fine di trovare un accordo che ponga fine al procedimento giudiziario e il giudice può concedere alle parti la possibilità di chiedere la sospensione del processo per fare ricorso alla mediazione o all'arbitrato.

La legge 5/2012 ha previsto un cambio importante in questo settore del diritto, in quanto introduce con la legge sul processo civile un riferimento espresso alla mediazione quale uno dei modi extragiudiziali di porre fine al processo.

Nell'ordinamento giuridico spagnolo è il settore del diritto di famiglia quello in cui il procedimento di mediazione è più strutturato e raggiunge il massimo sviluppo.

A livello statale la legge 15/ 2005, ha contributo a un importante progresso considerando la mediazione alla stregua di un ricorso volontario alternativo di risoluzione delle controversia e proclamando la libertà come uno dei valori più importanti dell'ordinamento giuridico spagnolo; questa legge dispone che le parti in ogni fase processuale possono chiedere al giudice di sospendere il processo per ricorrere alla mediazione familiare e cercare di raggiungere una soluzione consensuale relativa all'oggetto della controversia.

Inoltre il codice di procedura civile prevede la possibilità che le parti, di comune accordo, possono chiedere la sospensione del processo per sottoporre l'oggetto della controversia alla mediazione, ma non dispone che il giudice sospenda il processo dall'inizio per replicare alle parti una sessione informativa né che esso consigli questa sospensione iniziale.

I servizi di mediazione familiare offerti nelle diverse Comunità autonome sono molto eterogenei e anche nella stessa Comunità possono variare da una città all'altra. In alcune Comunità autonome è la Comunità stessa ad offrire il servizio (ad esempio in Catalogna), mentre in altre servizi di mediazione familiari sono forniti dai comuni.

Il Consiglio generale del potere giudiziario [Consejo General del Poder Judicial] sostiene e sovrintende alle iniziative di mediazione promosse nei diversi tribunali spagnoli, con l'assistenza delle Comunità autonome, delle università, dei comuni e delle associazioni.

La mediazione in materia penale

La finalità della mediazione in materia penale è, da un lato, il reinserimento dell'imputato e, dall'altro, il risarcimento della vittima.

Nella giustizia minorile (da 14 a 18 anni) la mediazione è espressamente disciplinata come mezzo per conseguire la rieducazione del minore. In questo ambito la mediazione è condotta da gruppi di sostegno della Procura minorile (Fiscalía de Menores), ma può anche essere svolta da organismi delle Comunità autonome e da altri enti, come le associazioni.

Per quanto riguarda gli adulti la mediazione non è disciplinata, sebbene nella pratica vi si faccia ricorso in alcune province sulla base della disciplina penale e processuale penale, che permette la conformità e la riduzione della pena in caso di risarcimento del danno, come previsto anche dalle norme internazionali applicabili.

In genere la mediazione si svolge in relazione a illeciti meno gravi, come le infrazioni, anche se, nelle circostanze opportune, è possibile farvi ricorso nei processi per reati più gravi.

Per quanto riguarda la violenza di genere, la Legge organica 1/2004 recante Misure di protezione integrale contro la violenza di genere, proibisce espressamente la mediazione quando si tratti di un caso di violenza di genere. Ciononostante i difensori della mediazione in questo settore del diritto penale sono sempre più numerosi e diventa quindi opportuno valutare la situazione concreta per verificare o meno la convenienza della mediazione. In tal senso il Consiglio generale del potere giudiziario (Consejo General del Poder Judicial) in una nota informativa sulla violenza di genere in ambito familiare del 2001 evidenziava la convenienza di rimettere alla competenza della giurisdizione civile le infrazioni lievi o i reati in materia di violenza domestica.

Il Consiglio generale del potere giudiziario sostiene e controlla le iniziative in materia di mediazione che sono svolte dai giudici penali locali (Juzgados de Instrucción), dalle corti penali (Juzgados de lo Penal) e dalle corti provinciali (Audiencias Provinciales en España). Sino ad ora le esperienze più importanti da un punto di vista quantitativo hanno avuto luogo in Catalogna e nei Paesi Baschi.

La mediazione nel contenzioso amministrativo

La Legge sulla giurisdizione contenziosa amministrativa non prevede espressamente la possibilità di ricorrere a modi alternativi di composizione delle controversie, anche se non li proibisce.

Questa legge prevede la possibilità che il controllo della legalità dell'attività amministrativa sia effettuata con altri mezzi diversi da quelli giudiziari al fine di evitare la proliferazione dei ricorsi non necessari e fornire metodi poco costosi e rapidi di risoluzione dei numerosi conflitti.

Il Il link si apre in una nuova finestraportale dell'amministrazione della giustizia contiene informazioni sugli organi giudiziari che prestano servizio di mediazione nel corso delle controversie in materia civile, commerciale, penale, di diritto di famiglia e di diritto del lavoro nonché sui diversi servizi di mediazione estera giudiziale che sono offerti dalle varie associazioni professionali.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

In generale la mediazione è svolta da un terzo imparziale tenuto a garantire la riservatezza.

Le parti, con l'assistenza dei loro avvocati, possono decidere di ricorrere alla mediazione e comunicarlo al tribunale, oppure possono essere contattate dal tribunale se si ritiene che la questione possa essere oggetto di mediazione.

In ambito penale di norma si contatta innanzi tutto l'imputato e, se quest'ultimo acconsente, si contatta la vittima per tentare la mediazione.

Informazione e formazione

La legge 5/2012 sulla mediazione nelle cause civili e commerciali, stabilisce che il mediatore deve essere in possesso del titolo ufficiale universitario o di formazione professionale superiore e avere una formazione specifica all'esercizio della mediazione, che è conseguita mediante la partecipazione a uno o vari corsi specifici impartiti dalle situazioni debitamente accreditate, che saranno valide per l'esercizio dell'attività di mediazione in qualsiasi parte del territorio nazionale.

Alcune Comunità autonome, mediante leggi e regolamenti di applicazione menzionano la formazione necessarie per svolgere la mediazione familiare. In generale si richiede al mediatore un titolo di studio universitario, almeno di livello medio, e una formazione specifica in materia di mediazione tramite corsi essenzialmente pratici di durata compresa tra 100 e 300 ore.

La formazione specifica materia di mediazione di norma è offerta dalle università e dagli ordini professionali, per esempio quelli degli psicologi degli avvocati.

Quanto costa la mediazione?

In generale la mediazione promossa dal tribunale è gratuita.

In materia di lavoro, i servizi delle Comunità autonome e del SIMA sono gratuiti.

In materia di famiglia, i servizi offerti dagli enti che collaborano con i tribunali in genere sono gratuiti. In Catalogna le spese del processo di mediazione sono regolamentate per le persone che non beneficiano del patrocinio a spese dello Stato.

In ambito penale, la mediazione offerta dagli organismi pubblici è gratuita.

Al di là della mediazione promosso dal tribunale, le parti sono libere di rivolgersi a un mediatore e di corrispondere generare liberamente concordati. Per quanto riguarda il costo della mediazione, la Legge 5/2012, stabilisce espressamente, indipendentemente dal fatto che la mediazione si sia o meno conclusa con un accordo, che il costo sarà diviso equamente tra le parti, salvo diversamente pattuito.

Al fine di incoraggiare la composizione delle controversie facendo ricorso a mezzi extragiudiziari, la Legge 10/2012 che disciplina talune spese in materia di amministrazione della giustizia e dell'Istituto nazionale di Tossicologia di Scienze forensi stabilisce una restituzione di una parte della tassa quando la composizione extra giudiziale della controversia consente che vengano risparmiate talune spese della prestazione dei servizi.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Legge 5/ 2012 stabilisce che le parti potranno registrare con forma pubblica l'accordo raggiunto in sede di mediazione.

Quando l'accordo di mediazione debba essere eseguito in un altro stato, oltre alla registrazione in forma pubblica sarà necessario il compimento di altre formalità che nel caso di specie potranno essere previsti dalle convenzioni internazionali firmate dalla Spagna e dalle norme dell'Unione europea.

Quando l'accordo di mediazione raggiunto nel corso di una mediazione iniziata durante la pendenza di un processo, le parti potranno chiedere al tribunale l'omologazione dell'accordo conformemente con le disposizioni contenute nel codice di procedura civile.

La possibilità di dare esecuzione a un accordo di mediazione dipende dal grado di disponibilità nella materia oggetto dell'accordo di mediazione.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraSERVIZIO INTERCONFEDERALE DI MEDIAZIONE E DI ARBITRATO DI SPAGNA

Ultimo aggiornamento: 26/03/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Francia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione, anziché agire in giudizio. La mediazione è una soluzione alternativa delle controversie nell’ambito della quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. In Francia, il governo e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

In Francia non esiste un'autorità centrale o statale responsabile della regolamentazione della professione di mediatore e, ad oggi, non ne è prevista la creazione.

Sono presenti alcune organizzazioni non governative nel settore della famiglia.

  • L'Il link si apre in una nuova finestraAPMF (Associazione per la mediazione familiare) nel 2012 contava 700 membri, perlopiù mediatori familiari. Essa redige un elenco dei mediatori, suddiviso per regione, facilmente accessibile.
  • La Il link si apre in una nuova finestraFENAMEF (Federazione nazionale delle Associazioni per la mediazione familiare) nel 2012 contava più di 480 sedi di esercizio della mediazione familiare e fornisce una carta dei servizi di mediazione.

Figurano altresì:

  • il Il link si apre in una nuova finestraCMAP (Centro di mediazione e di arbitrato di Parigi), che si occupa delle controversie tra (grandi) imprese.
  • L'Il link si apre in una nuova finestraIEAM (Istituto di perizia, arbitrato e mediazione), che nel 2012 riuniva oltre 100 praticanti mediatori anche giudiziari, nei settori dell'economia e della finanza, giuridico e fiscale, medico, dell'edilizia e dei lavori pubblici, dell'industria, delle materie prime e dei trasporti.
  • La Il link si apre in una nuova finestraFMCML (Federazione dei mediatori e dei coordinatori di progetti), che raggruppa un centinaio di periti immobiliari o industriali la cui attività di mediazione completa l'attività di perito in numerosi settori (edilizia, immobiliare, industria, servizi, commercio, sociale e fiscale, informatico, ambientale, medico e paramedico).
  • La Il link si apre in una nuova finestraFNCM (Federazione nazionale dei Centri per la mediazione), che nel 2012 raggruppa 79 centri per la mediazione degli ordini forensi, strutturati per regione, Composta perlopiù da avvocati, beneficia del sostegno del CNB e vanta diversi collegamenti con il mondo della giustizia. Il suo sito internet fornisce anche un elenco dei propri membri.
  • L'Il link si apre in una nuova finestraANM (Associazione nazionale dei mediatori) costituita nel 1993, raggruppa nel 2012 una ventina di associazioni e circa 300 membri ripartiti in undici delegazioni regionali. Tale associazione ha elaborato un codice nazionale di deontologia del mediatore. Dal sito è possibile scaricare gratuitamente un elenco dei membri che ne fanno parte.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Secondo il diritto francese, le parti possono ricorrere alla mediazione in tutti i settori del diritto poiché la mediazione non lede quello che si definisce "l'ordine pubblico di direzione". Per esempio, non sarà possibile avvalersi della mediazione per aggirare norme imperative in materia di matrimonio o di divorzio.

La mediazione viene soprattutto impiegata nelle cause familiari (giudice competente in materia di diritto di famiglia, tramite l'opera di un mediatore) e nelle piccole controversie (istanze al giudice di prossimità o al giudice unico, tramite l'intervento del conciliatore).

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Ricorso alla mediazione

Il ricorso alla mediazione è soggetto al previo consenso delle parti.

Tuttavia, nel momento in cui viene introdotta un'azione dinanzi al tribunale, "il giudice adito può, con il previo consenso delle parti, nominare una terza persona affinché le ascolti e confronti i rispettivi punti di vista per consentire loro di trovare una soluzione alla controversia che le contrappone" (articolo 131-1 del codice di procedura civile).

Il giudice può inoltre imporre alle parti, nel settore ben delimitato della determinazione dell'esercizio della potestà genitoriale o delle misure provvisorie in materia di divorzio, di partecipare a un incontro informativo sulla mediazione, che è gratuito per le parti e che non può costituire oggetto di alcuna sanzione particolare (articoli 255 e 373-2-10 del codice civile).

L'ordinanza n. 2011 -1540 del 16 novembre 2011 ha proceduto alla trasposizione della direttiva 2008/52/CE che istituisce un quadro destinato a favorire la risoluzione amichevole delle controversie mediante l'aiuto di un terzo, il mediatore, estendendo le sue competenze non solo alle mediazioni transfrontaliere, ma anche a quelle interne, salvo eccezioni per le controversie in materia di diritto del lavoro e di diritto amministrativo.

L'ordinanza richiama il principio secondo il quale il giudice adito di una controversia in ogni momento può nominare un mediatore che in pratica può anche essere un conciliatore di giustizia. Tuttavia il giudice non può delegare a un mediatore i tentativi preliminari e di separazione di beni. L'ordinanza indica che il giudice che non ha riscontrato l'accordo delle parti può consigliare loro di rivolgersi a un mediatore per ottenere informazioni sull'oggetto e lo svolgimento della mediazione. Per legge solo i conciliatori di giustizia e i mediatori familiari possono svolgere questa funzione di informazione.

Il decreto n. 2012-66 del 20 gennaio al 2012 adottato in applicazione dell'ordinanza del 16 novembre 2011 introduce nel codice di procedura civile un Libro quinto dedicato alla risoluzione amichevole delle controversie, per precisare le norme applicabili in materia di mediazione e di conciliazione convenzionale, nonché quelle relative alla procedura partecipativa. Questo Libro quinto costituisce il seguito dei titoli VI e VI bis del codice di procedura civile, che si occupano rispettivamente della conciliazione e della mediazione giudiziaria. Inoltre il decreto n. 78-381 del 20 marzo 1978 è stato modificato e riprende solo le disposizioni statutarie relative ai conciliatori di giustizia.

Regolamentazione della mediazione

A livello nazionale non esiste alcun "codice deontologico" dei mediatori.

La Camera di commercio e dell'industria di Parigi ha creato un codice deontologico e ne garantisce la corretta applicazione.

Nel settore del diritto di famiglia, i mediatori familiari fanno riferimento, per la loro adesione diretta o in virtù di quella dell'organismo presso cui sono impiegati, ai codici deontologici delle due associazioni federatrici degli organismi di mediazione familiare, l'Associazione per la mediazione familiare (Il link si apre in una nuova finestraAPMF) e la Federazione nazionale delle Associazioni per la mediazione familiare (Il link si apre in una nuova finestraFENAMEF). Siffatti codici riprendono le "regole deontologiche della mediazione familiare" adottate il 22 aprile 2003 dal CNCMF. In tal modo, secondo quanto contenuto nel suo sito "l'APMF emana il codice di deontologia della professione che contiene i principi etici della pratica professionale e i requisiti per l'esercizio della mediazione familiare in Francia. Esso vale per tutti coloro che praticano tale professione".

La Il link si apre in una nuova finestraFNCM (Federazione nazionale dei Centri per la mediazione) ha adottato, nel marzo 2008, un "codice di deontologia", basato sul "Codice di condotta europeo per i mediatori".

Informazione e formazione

Non esiste un sito web ufficiale e nazionale relativo alla mediazione.

Attualmente, il diritto positivo francese non prevede alcuna formazione particolare per esercitare la professione di mediatore, ad eccezione del settore familiare. Invero, per questo settore è stato istituito un diploma di mediatore familiare con decreto 2 dicembre 2003 e ordinanza 12 febbraio 2004.

In materia di mediazione familiare, la legge prevede una formazione offerta da enti riconosciuti e un diploma rilasciato dal prefetto della regione, superato il tirocinio o i test di certificazione mediante i quali vengono confermate le conoscenze acquisite. La formazione viene assicurata da centri riconosciuti dalla Direzione regionale degli affari sanitari e sociali (DRASS, Direction régionale des affaires sanitaires et sociales). In questi centri, gli alunni seguono un corso di formazione di 560 ore in tre anni con almeno 70 ore di tirocinio. Al termine del tirocinio il candidato supera delle prove che confermano tale percorso formativo.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione stragiudiziale o giudiziaria non è gratuita per le persone che ricorrono a siffatta modalità alternativa di soluzione delle controversie. In materia di mediazione giudiziaria, il compenso del mediatore può rientrare nel patrocinio a spese dello Stato. In ogni caso, essa è fissata dal magistrato preposto alla tassazione dopo l'esecuzione dell'incarico e dietro presentazione di una memoria o di una nota spese (articolo 119 del decreto n. 91-1266, del 19 dicembre 1991).

Il giudice fissa l'importo del deposito e del compenso (articoli131-6 e 131- 3 del codice di procedura civile). In assenza di tariffe definite espressamente dalla legge, il costo unitario delle prestazioni di mediazione familiare è dunque variabile. I servizi che beneficiano di una prestazione di servizio "mediazione familiare" si sono impegnati, nel quadro del protocollo nazionale siglato dal ministero della Giustizia, dal ministero del Lavoro e delle relazioni sociali, della famiglia e della solidarietà, la cassa nazionale per gli assegni familiari e l'istituto di previdenza sociale del settore agricolo, a rispettare un tariffario nazionale variabile secondo i redditi delle parti. Fatta salva la valutazione del giudice, la quota di partecipazione lasciata a carico delle parti per ciascun incontro di mediazione e per persona può variare tra i 5 EUR e i 131,21 EUR.

In ambito familiare, la Cassa nazionale per gli assegni familiari (CNAF, Caisse nationale des allocations familiales) ha attuato una procedura di accordo tra medici ed enti assistenziali statali che consente alle strutture di fruire di una prestazione di mediazione familiare subordinata al rispetto di talune norme.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Se il giudice non è adito, l'articolo 1565 del codice di procedura civile prevede che l'accordo cui le parti sono pervenute possa essere sottoposto, per renderlo esecutivo, all'omologazione del giudice che sarebbe stato competente della controversia.

Se la mediazione si inserisce in una procedura giudiziaria, l'articolo 131-12 del codice di procedura civile prevede che il giudice adito proceda all'omologazione, su istanza della parti, dell'accordo che esse gli sottopongono.

L'articolo L.111-3 1° del codice delle procedure civili di esecuzione prevede che costituiscano titoli esecutivi gli accordi frutto della mediazione giudiziaria o extragiudiziaria cui le giurisdizioni giudiziarie o amministrative conferiscono forza esecutiva.

Ultimo aggiornamento: 13/02/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Croazia

Il governo della Repubblica di Croazia, per il tramite del ministero della Giustizia, sostiene fortemente (sul piano legislativo, finanziario e tecnico) lo sviluppo e la promozione della mediazione ed è diventato uno dei soggetti rilevanti nella strategia della riforma giudiziaria.

Mediazione giudiziale ed extragiudiziale

La mediazione è ammessa in tutte le giurisdizioni ordinarie e speciali di primo e secondo grado (tribunali municipali, di contea e commerciali e l'Alta Corte commerciale), in tutte le fasi dei procedimenti e, quindi, per la durata dei procedimenti di appello. La mediazione è condotta esclusivamente da un giudice dell'organo giurisdizionale interessato che è in possesso di una formazione specifica nel campo della mediazione ed è iscritto nell'elenco dei giudici mediatori stilato dal presidente dell'organo giurisdizionale sulla base di un'attribuzione annuale degli incarichi. Un giudice mediatore non può mai condurre una mediazione in un procedimento nel quale riveste il ruolo di giudice.

Per molti anni la mediazione extragiudiziale è stata condotta con ottimi risultati dai centri di mediazione istituiti presso la Camera croata dell'economia, la Camera croata del commercio e dell'artigianato, l'Associazione croata dei datori di lavoro, l'Associazione croata di mediazione, l'Ordine degli avvocati croati, l'Ufficio croato per le assicurazioni e l'Ufficio per il partenariato sociale del governo della Repubblica di Croazia. La mediazione può essere condotta anche da mediatori scelti al di fuori dei centri citati.

Ai sensi della legge sulla mediazione, pubblicata nella Narodne novine (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia, di seguito "NN") n. 18/11, e delle norme sul registro dei mediatori e sui requisiti per l'accreditamento degli enti di mediazione e dei mediatori (NN n. 59/11), il ministero della Giustizia ha il compito di tenere il registro dei mediatori.

Commissione per la risoluzione alternativa delle controversie

Il ministero della Giustizia ha istituito e nominato la Commissione per la risoluzione alternativa delle controversie; ne fanno parte rappresentanti degli organi giurisdizionali, dell'Ufficio del pubblico ministero, dell'Ufficio per il partenariato sociale del governo della Repubblica di Croazia, della Camera croata dell'economia, dell'Associazione croata dei datori di lavoro, della Camera croata del commercio e dell'artigianato e del ministero della Giustizia.

La Commissione ha il compito di vigilare sull'andamento della risoluzione alternativa di controversie e sull'attuazione dei programmi esistenti e di proporre misure volte a promuovere l'elaborazione di modalità alternative per la risoluzione delle controversie. Inoltre, la Commissione ha il compito di esprimere pareri e fornire risposte a domande che rientrano nel suo ambito di competenza.

Nella riunione della Commissione per la risoluzione alternativa delle controversie del 26 novembre 2009 è stato adottato un codice etico per i mediatori.

Quadro legislativo

La mediazione, in quanto strumento per la risoluzione di controversie, è stata disciplinata per la prima volta da una norma speciale, la legge sulla mediazione (NN n.163/03, entrata in vigore il 24 ottobre 2003), che ha integrato alcuni dei principi guida contenuti nella raccomandazione del Consiglio d'Europa relativa alla mediazione in materia civile e commerciale e il cosiddetto libro verde relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale dell'Unione europea. La legge sulla mediazione è stata modificata nel 2009 e, all'inizio del 2011, è stata approvata una nuova legge sulla mediazione (NN n. 18/11), che è entrata pienamente in vigore alla data di adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea.

Accanto alla legge sulla mediazione, che è il testo legislativo più importante, sono in vigore altre leggi che disciplinano parzialmente questa materia, nonché regolamenti di attuazione che assicurano l'applicazione della legge.

Procedimento di mediazione

Il procedimento di mediazione inizia con la presentazione di una proposta di una delle parti di una controversia e la sua accettazione da parte della controparte, oppure con la presentazione di una proposta comune di entrambe le parti per una risoluzione amichevole della controversia o con la presentazione di una proposta di un terzo (ad esempio il giudice di un procedimento giudiziario).

I mediatori sono persone singole ovvero più persone che conducono la mediazione sulla base di un accordo tra le parti. I mediatori devono avere una formazione specifica (le competenze e le abilità di un mediatore sono tra gli elementi essenziali di una mediazione efficace) e seguono una formazione professionale continua. L'Accademia giudiziaria svolge un ruolo essenziale ai fini dell'organizzazione e della conduzione di corsi di formazione per mediatori.

La mediazione deve essere condotta nelle modalità concordate dalle parti e il mediatore deve garantire la parità e l'equità di trattamento delle parti. Nel corso della mediazione il mediatore può incontrare ciascuna parte separatamente e, se non diversamente concordato dalle parti, può rivelare a una parte le informazioni e i dati ottenuti dalla controparte soltanto previa autorizzazione. Può inoltre partecipare alla redazione dell'accordo e formulare raccomandazioni sui suoi contenuti.

L'accordo concluso tramite la mediazione è vincolante per le parti che lo hanno sottoscritto. Se le parti hanno assunto determinati obblighi in virtù dell'accordo, devono adempierli tempestivamente. L'accordo concluso tramite la mediazione ha valore di titolo esecutivo se prevede l'obbligo di esecuzione, sul quale le parti possono trovare un compromesso, e se contiene una disposizione che autorizza l'applicazione diretta dell'accordo (clausola di esecutività).

Salvo diversamente concordato, ciascuna parte sopporta le proprie spese, ma entrambe le parti devono sostenere le spese della mediazione in parti uguali ovvero conformemente a una legge speciale o alle regole degli enti di mediazione.

Secondo la maggioranza degli esperti in questo settore, la mediazione consente di risolvere qualsiasi controversia relativa a diritti di cui le parti possono liberamente disporre; pertanto le parti in causa dovrebbero essere incoraggiate quasi sempre a risolvere le controversie in via amichevole. La mediazione è particolarmente adatta per le controversie tra imprese (controversie commerciali) e per quelle transfrontaliere (quando una delle parti ha il domicilio o risiede abitualmente in uno Stato membro dell'UE) in materia civile e commerciale. A tale riguardo va rilevato che le controversie transfrontaliere non comprendono i procedimenti amministrativi o i procedimenti relativi a dazi o imposte, né le controversie concernenti la responsabilità dello Stato per atti o omissioni nell'esercizio del suo potere.

Altri link

Il link si apre in una nuova finestraTrovare un mediatore

Il link si apre in una nuova finestraUlteriori informazioni

Ultimo aggiornamento: 20/07/2016

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Italia

Anziché agire in giudizio, è possibile risolvere una controversia ricorrendo alla mediazione, un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di un accordo. Il governo e gli operatori della giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente efficace.

1. Chi contattare?

Il Il link si apre in una nuova finestradecreto legislativo 28/2010 ha introdotto in Italia la disciplina della mediazione civile e commerciale per risolvere in via stragiudiziale le controversie relative a diritti disponibili.

L’attività di mediazione è gestita da organismi di mediazione, cioè da soggetti pubblici o privati iscritti presso un registro degli organismi di mediazione vigilato dal Ministero della Giustizia.

Nel sito web del Il link si apre in una nuova finestraMinistero della Giustizia è possibile reperire tutte le informazioni relative alla mediazione.

In particolare all’indirizzo è pubblicato l’elenco degli Il link si apre in una nuova finestraorganismi di mediazione accreditati.

L’interessato potrà quindi contattare l’organismo di mediazione del cui servizio vuole avvalersi, utilizzando i mediatori in esso iscritti. Informazioni in merito potranno essere date direttamente dai responsabili dei diversi organismi di mediazione.

2. In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Si può ricorrere agli organismi di mediazione per la risoluzione stragiudiziale di tutte le controversie in materia civile e commerciale aventi ad oggetto diritti disponibili. La mediazione in Italia è condizione di procedibilità per le controversie in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. In tali casi la parte deve essere assistita da un avvocato. Può essere, inoltre, facoltativa, su invito del giudice ovvero per obbligo previsto nel contratto dalle parti.

3. Esistono disposizioni specifiche in materia?

Attualmente, la disciplina generale in materia di mediazione civile e commerciale è regolata dal decreto legislativo 28/2010 (con le modifiche apportate dal D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito nella L. 9 agosto 2013 n. 98, e successivamente dal Il link si apre in una nuova finestraD.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla Il link si apre in una nuova finestraL. 10 novembre 2014, n. 162 e dal Il link si apre in una nuova finestraD.Lgs. 6 agosto 2015, n. 130) nonché dal decreto ministeriale 180/2010.

4. Formazione

Per diventare mediatore occorre avere i requisiti di cui all’art.4 comma 3, lett. b) del d.m. 180/2010, in particolare: possesso del titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale, ovvero, in alternativa, iscrizione ad un ordine o collegio professionale; possesso di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale acquisito presso enti di formazione accreditati dal Ministero della Giustizia; partecipazione nel biennio di aggiornamento in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione.

Gli enti di formazione, che rilasciano l’attestato di superamento del corso di formazione per mediatori, sono soggetti pubblici o privati accreditati dal Ministero della Giustizia a seguito della verifica di determinati requisiti.

5. Quanto costa la mediazione?

L’art.16 del d.m. 180/2010 ha disciplinato i criteri di determinazione dell’indennità di mediazione che comprende le spese di avvio del procedimento e quelle proprie di mediazione.

Gli importi sono specificamente indicati nella tabella A allegata al decreto. Gli stessi variano in relazione all’aumento di valore della controversia.

6. L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. 28/2010 ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico. In tutti gli altri casi l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell'ordine pubblico. Nelle controversie transfrontaliere di cui all'articolo 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, il verbale è omologato dal Presidente del tribunale nel cui circondario l'accordo deve avere esecuzione.

7. L’accesso alla banca dati dei mediatori è gratuito?

Attualmente il Ministero pubblica regolarmente sul proprio sito internet l’elenco degli organismi di mediazione e dei mediatori iscritti presso ciascun organismo di mediazione.

Il link si apre in una nuova finestraQuesto il link, come indicato sub. par. 1, con accesso libero e gratuito.

Ultimo aggiornamento: 11/06/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua greco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Cipro

Chi contattare?

Per informazioni sulla mediazione a Cipro contrattare un Il link si apre in una nuova finestraavvocato accreditato a Cipro (Παγκύπριος Δικηγορικός Σύλλογος).

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Il ricorso alla mediazione è previsto per comporre controversie, purché entrambe le parti acconsentano a questa opzione.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

A differenza dell’altra forma di composizione alternativa delle controversie (l’arbitrato) non vi sono leggi che disciplinino specificamente il procedimento di mediazione; Di conseguenza, alla mediazione non si applicano disposizioni specifiche.

N.B.: una proposta di legge sulla questione specifica della mediazione nelle controversie di famiglia è stata presentata alla Camera dei rappresentanti (Βουλή των Αντιπροσώπων) ed è in fase di discussione.

Quanto costa la mediazione?

Non sono previsti costi fissi per la mediazione: il costo dipende fondamentalmente dalla complessità del caso e dalla rilevanza del mediatore.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La mediazione non porta a una decisione che possa esser resa esecutiva secondo le medesime modalità della sentenza di un organo giudiziario.

Ultimo aggiornamento: 08/02/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua lettone di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Lettonia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione  per la definizione della lite. Il governo e gli operatori di giustizia della Lettonia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

L’impiego della mediazione per risolvere controversie civili è attualmente in una fase iniziale in Lettonia. Non esiste, pertanto, alcun organismo statale a livello centrale che si occupi della regolamentazione della professione di mediatore.

Le seguenti organizzazioni non governative svolgono attività di mediazione:

Latvijas Tirdzniecības un rūpniecības kamera (LTRK) - Camera del commercio e dell’industria della Lettonia

Uno dei compiti della Il link si apre in una nuova finestraLatvijas Tirdzniecības un rūpniecības kamera (LTRK) è favorire l’uso della mediazione nella risoluzione delle controversie commerciali. I mediatori di questa organizzazione conducono procedure di mediazione ai sensi della normativa sulla mediazione approvata in occasione della riunione del consiglio di amministrazione della Il link si apre in una nuova finestraLTRK del 23 novembre 2006.

Organizzazione “Mediācija un ADR” (Mediazione e risoluzione alternativa delle controversie)

L’Il link si apre in una nuova finestraorganizzazione "Mediācija un ADR" è stata creata il 7 aprile 2005, allo scopo di:

  • promuovere l’introduzione progressiva e l’applicazione di metodi alternativi per risolvere una controversia (mediazione, conciliazione, analisi imparziale dei fatti, valutazione, arbitrato, ecc.) in Lettonia
  • partecipare ai processi decisionali, per esempio nei gruppi di lavoro creati da organismi pubblici
  • promuovere il miglioramento dei requisiti previsti per l’esercizio della professione degli iscritti e fornire servizi di mediazione e di risoluzione alternativa delle controversie della migliore qualità possibile
  • riunire i professionisti del settore per raggiungere obiettivi comuni
  • collaborare con organizzazioni internazionali e con altre persone fisiche e giuridiche.

L’organizzazione fornisce un servizio di consulenza alle parti di una controversia e ai rispettivi rappresentanti in merito alla scelta di uno specialista e tiene conferenze e seminari sulla mediazione e sui metodi alternativi per risolvere una controversia. Molti membri di tale organizzazione sono mediatori che esercitano la professione con specializzazione nell’ambito della giustizia civile e penale. Essi hanno acquisito le capacità di negoziazione e di mediazione frequentando corsi in Lettonia e all’estero tenuti da mediatori esperti e specialisti nella risoluzione di conflitti provenienti dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dalla Germana e da altri Stati.

Cietušo atbalsts centrs (CAC) - Centro di sostegno per le vittime dell’organizzazione “Integrācija sabiedrībai” (Integrazione nella società)

Il Il link si apre in una nuova finestraCietušo atbalsts centrs (Centro di sostegno per le vittime) è operativo dal 2003. Lo scopo principale è sostenere le vittime di reati. A partire dal 2004 prestano la propria attività presso il centro circa 20 mediatori, la cui formazione specifica nel settore della mediazione abbraccia anche le controversie civili e amministrative.

Latvijas Zvērinātu mediatoru asociācija (LZMA) - Associazione lettone dei mediatori certificati

La Latvijas Zvērinātu mediatoru asociācija (LZMA) è stata istituita nel maggio 2007. Scopo principale dell’associazione è creare un ambiente professionale per lo sviluppo del settore della mediazione e sensibilizzare altresì la società, a tutti i livelli, in merito alla buona pratica della mediazione.

Per raggiungere i suddetti obiettivi la LZMA si propone di svolgere i seguenti compiti:

  • organizzare esami per i mediatori e rilasciare certificati
  • sviluppare e introdurre un servizio di risoluzione delle controversie di qualità elevata e un programma di formazione e comunicazione a lungo termine orientati al risultato
  • promuovere le pertinenti opportunità di formazione all’estero
  • elevare i livelli di qualità della professione informando e orientando i potenziali utenti verso l’uso di questo metodo di risoluzione delle controversie
  • avviare la formulazione e l’attuazione di normative nel settore della mediazioni.

Organizzazione “Mediazione integrata in Lettonia”

L’organizzazione “Mediazione integrata in Lettonia“ (Integrētā Mediācija LatvijāIMLV) è stata istituita il 10 agosto 2007, con l’idea di creare una società che riuscisse a risolvere positivamente le controversie, in cui gli interessi di tutte le parti fossero rappresentati in maniera equa e  la procedura di risoluzione delle controversie fosse umana, giusta e basata sulla collaborazione. L’IMLV è stata creata in stretta collaborazione con l’organizzazione di mediazione integrata “Integrierte Mediation” situata in Germania. La collaborazione è prevista nei settori dell’istruzione, dell’aggiornamento delle competenze, della supervisione, dell’introduzione dei servizi di mediazione e dell'adozione di buone pratiche.

Scopo dell’IMLV è promuovere lo sviluppo della mediazione a livello regionale, nazionale e internazionale integrandola nel processo di risoluzione delle controversie all’interno di istituzioni e organizzazioni, nonché nell’attività di professionisti e nella società in generale.

Per raggiungere quest'obiettivo, l’IMLV si propone di svolgere i seguenti compiti:

  • promuovere e sviluppare l’idea della mediazione integrata in Lettonia come un metodo di risoluzione delle controversie moderno e di qualità elevata
  • promuovere la collaborazione tra professionisti, organizzazioni e istituzioni
  • definire e sostenere i concetti e i vantaggi della mediazione integrata
  • informare ed educare la società relativamente ai concetti e alle opportunità della mediazione integrata
  • diffondere in maniera più ampia la conoscenza dei successi della mediazione integrata
  • organizzare la formazione sulla mediazione e le potenzialità per la sua integrazione nelle attività di svariati settori
  • compiere studi e indagini.

L’IMLV riunisce rappresentanti di diverse professioni, tra cui i mediatori, che intendano integrare le capacità di mediazione nella rispettiva attività e promuovere la conoscenza pubblica della mediazione quale valida opportunità per risolvere le controversie.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina dedicata alla mediazione, dove sono riportati i recapiti delle Il link si apre in una nuova finestraorganizzazioni private per la mediazione in Lettonia.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione è ammissibile in numerosi settori ma il ricorso a questo strumento è più probabile nelle controversie civili in materia di diritto di famiglia e di rapporti commerciali.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è assolutamente facoltativo.

La mediazione non è un presupposto per avviare taluni tipi di procedimenti o per accedere a qualsiasi altra fase del procedimento giudiziario.

Non esistono normative specifiche né codici di condotta che disciplinano le attività di mediazione.

Informazione e formazione

Non esiste un sito Internet nazionale specifico sulla mediazione né un organo nazionale responsabile della formazione dei mediatori.

È prevista la creazione di una sezione distinta sulla mediazione sul Il link si apre in una nuova finestraportale degli organi giudiziari nazionali.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione nelle cause civili non è gratuita e il costo dipende da svariati fattori: qualifiche ed esperienza del mediatore, complessità della controversia, numero di incontri col mediatore e altri fattori.

Tuttavia, nelle cause che riguardano i diritti e gli interessi di minori, la Commissione per gli affari esteri e sulla conciliazione del Tribunale degli orfani di Riga fornisce un servizio di mediazione gratuito per i residenti del Comune di Riga. Le controversie riguardano per lo più il mantenimento, gli accordi per il luogo di residenza di un minore, i diritti di visita, l’affidamento e l’educazione del minore.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Ai sensi della Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE, le parti devono poter chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante dalla mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco degli organi giurisdizionali o delle altre autorità competenti a ricevere tali richieste.

La Lettonia non ha ancora trasmesso tali informazioni.

Link correlati

Mediazione in Lettonia

Ultimo aggiornamento: 21/01/2011

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Lituania

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo e gli operatori di giustizia della Repubblica di Lituania sono consapevoli dei vantaggi offerti dallo strumento della mediazione.

Chi contattare?

Non esiste un organo centrale o di governo responsabile della mediazione (tarpininkavimas) e la Lituania non prevede di istituirne uno.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

È possibile ricorrere alla mediazione conciliativa (taikinamasis tarpininkavimas) nelle controversie di natura civile (ossia le controversie trattate da un tribunale di giurisdizione ordinaria conformemente a una procedura civile).

Esistono disposizioni specifiche in materia?

L'istituto della mediazione è disciplinato dalla legge sulla mediazione conciliativa nelle controversie di natura civile (Civilinių ginčų taikinamojo tarpininkavimo įstatymas). In questo contesto il ricorso alla mediazione è del tutto facoltativo. Non esistono disposizioni specifiche in materia, come un codice deontologico dei mediatori.

Informazione e formazione

Per il momento non esiste un programma di formazione nazionale. Tuttavia, il centro di formazione del ministero della Giustizia (Teisingumo ministerija), così come alcuni enti privati, offrono una formazione in questo campo. Gli enti privati non sono regolamentati.

Quanto costa la mediazione?

Ai sensi della legge sulla mediazione conciliativa nelle controversie di natura civile, il servizio di mediazione conciliativa può essere fornito dietro corresponsione di un onorario o gratuitamente. Se il servizio è fornito a pagamento, la procedura può iniziare soltanto dopo che il mediatore abbia concordato per iscritto con entrambe le parti l'ammontare del suo onorario e le condizioni di pagamento.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La direttiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri ne danno comunicazione agli organi giurisdizionali o ad altre autorità competenti a ricevere le richieste.

Ai sensi della legge sulla mediazione conciliativa nelle controversie di natura civile, le parti possono scegliere il tribunale competente. Può trattarsi del tribunale distrettuale del luogo di residenza o della sede legale di una delle parti.

Ultimo aggiornamento: 18/02/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Lussemburgo

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione. Il governo e gli operatori di giustizia del Granducato del Lussemburgo considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

Non esiste un organismo centrale incaricato della regolamentazione dei mediatori.

Oltre alla mediazione in settori specifici (banche, assicurazioni, ecc.) e tranne il Il link si apre in una nuova finestraMediatore (Ombudsman) responsabile della mediazione in materia amministrativa, e il Il link si apre in una nuova finestraComitato per la difesa dei diritti del minore (Ombudskommittee fir t’Rechter vun de Kanner), l’attività di mediazione è svolta dalle seguenti associazioni giuridiche:

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Principalmente la mediazione è ammissibile per:

  • cause amministrative,
  • cause penali,
  • cause di diritto di famiglia,
  • cause commerciali,
  • cause per problemi di vicinato

Le principali caratteristiche della mediazione civile e commerciale sono rappresentate dalla sua natura consensuale, dalla riservatezza del procedimento nonché dall’indipendenza, imparzialità e competenza del mediatore. La mediazione può vertere su tutta la causa o su una sua parte. La mediazione civile e commerciale può essere stragiudiziale o giudiziale, e la mediazione familiare occupa una posizione privilegiata.

Nell’ambito della mediazione stragiudiziale la parte può proporre all’altra o alle altre parti, indipendentemente dal tipo di procedura giudiziaria o arbitrale, il ricorso alla mediazione in ogni fase della procedura giudiziaria a patto che la causa non sia stata assegnata al giudice per le decisione.

Nell’ambito della mediazione relativa a una causa già in corso (cosiddetta mediazione giudiziale) il giudice è già stato adito di una controversia in materia civile, commerciale o familiare e le può procedere in ogni istante alla mediazione giudiziale a patto che la causa non sia già stata assegnata al giudice per la decisione e che non si tratti di un procedimento d’urgenza dinanzi alla Corte di cassazione. Il giudice può invitare le parti di propria iniziativa o su domanda congiunta delle parti a una mediazione, ma il loro consenso deve essere presente in ogni fase del processo. Se il giudice è adito di una causa relativa a un problema in materia di diritto familiare, può proporre alle parti il ricorso alla mediazione e fissa un’udienza informativa gratuita durante la quale sono spiegati i principi la procedura gli effetti della mediazione.

In materia penale il procuratore dello Stato può, a talune condizioni, e prima di determinarsi in merito all’esercizio dell’azione penale decidere di ricorrere alla mediazione se:

  • il ricorso alla mediazione può garantire la riparazione del danno provocato alla vittima, o
  • può porre fine alle conseguenze dell’infrazione, o
  • può contribuire al recupero dell’autore dell’infrazione.

Il ricorso alla mediazione non osta a una decisione ulteriore di avviare procedimenti giudiziari, in particolare se non sono rispettate le condizioni della mediazione.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è assolutamente facoltativo.

La mediazione in materia amministrativa e la mediazione penale, nonché le mediazioni dette “di settore” sono disciplinate da leggi specifiche.

Informazione e formazione

Mediatore penale

La legge 6 maggio 1999 e il regolamento granducale del 31 maggio 1999 hanno istituito il regime della mediazione penale. Il procuratore dello Stato può, preliminarmente alla decisione sulla via dell’azione penale, decidere il ricorso alla mediazione se tale scelta è suscettibile di garantire la riparazione del danno provocato alla vittima, di porre fine alle conseguenze dell’infrazione, o può contribuire al recupero dell’autore dell’infrazione. Se il procuratore dello Stato decide di avvalersi della mediazione penale, può designare come mediatore qualsiasi persona avente i requisiti a tal fine prescritti.

Per quanto riguarda il riconoscimento della figura di mediatore:

La persona che desidera essere ammessa all’esercizio delle funzioni di mediatore penale deve farne domanda al Ministero della giustizia che decide in merito, sentito il parere del procuratore generale dello Stato.

Mediatore in materia civile e commerciale

La legge del 24 febbraio 2012 ha istituito un quadro legislativo nazionale per la mediazione in materia civile e commerciale, inserendolo sotto forma di un nuovo titolo al Nuovo codice di procedura civile. Mediante questa legge, il Lussemburgo ha recepito la direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale, riprendendo i principi in essa contenuti relativi alle controversie transfrontaliere e applicandoli alle controversie nazionali. La legge è completata dal regolamento granducale del 25 giugno 2012 che dispone le procedure di riconoscimento delle funzioni di mediatore giudiziario e familiare riconosciuto, la formazione specifica richiesta per essere mediatore e la fissazione di una riunione di informazione gratuita.

Il mediatore è un soggetto terzo che ha il fine di procedere all’audizione congiunta delle parti, se necessario, separatamente, affinché esse possano trovare una soluzione alla controversia. Il mediatore non impone una soluzione alle parti, male in vita a mettersi d’accordo su una soluzione negoziata e amichevole.

La mediazione giudiziale e la mediazione familiare possono essere effettuate da un mediatore riconosciuto o non riconosciuto. Per mediatore riconosciuto si intende una persona fisica riconosciuta a tal fine dal ministro della giustizia.

In caso di mediazione convenzionale e in caso di controversia transfrontaliera le parti possono far ricorso a un mediatore non riconosciuto.

Per quanto riguarda il riconoscimento della figura di mediatore:

Il ministro della giustizia è l’autorità competente a riconoscere i mediatori. In materia civile commerciale i mediatore non hanno bisogno di essere riconosciuti ai fini della mediazione convenzionale.

Chiunque (persona fisica) può domandare il riconoscimento se sono soddisfatte le condizioni previste dalla legge del 24 febbraio 2002 relativa all’introduzione della mediazione in materia civile e commerciale nel nuovo codice di procedura civile nonché le condizioni previste dalla regolamento granducale del 25 giugno 2012 che dispone la procedura di riconoscimento per le funzioni di mediatore giudiziale e familiare, il programma della formazione specifica in mediazione e la fissazione di una riunione di informazione gratuita.

Ai sensi della direttiva 2008/52/CE summenzionata e dell’articolo 1251-3 (1) comma 3 della legge 24 febbraio 2012 sulla mediazione, il prestatore di servizi di mediazione che soddisfa i requisiti equivalenti relativi al riconoscimento o sostanzialmente comparabili in un altro Stato membro dell’Unione europea è dispensato dal riconoscimento nel Granducato del Lussemburgo.

Il riconoscimento è concesso per una durata indeterminata.

L’articolo 1251-3. (2) del nuovo codice di procedura civile e il regolamento granducale del 25 giugno 2012 summenzionato fissano i requisiti cumulativi di cui devono essere in possesso i soggetti richiedenti il riconoscimento:

  1. il richiedente deve presentare garanzie di onorabilità, competenza, formazione, indipendenza e imparzialità;
  2. il richiedente deve produrre un estratto del casellario giudiziario lussemburghese o un analogo documento rilasciato dalle autorità competenti del paese di residenza in cui il richiedente ha avuto la residenza negli ultimi cinque anni;
  3. il richiedente deve godere dei diritti civili e dell’esercizio dei diritti politici;
  4. il richiedente deve avere una formazione specifica in mediazione attestata:
  • da un diploma di secondo livello (master) in mediazione, rilasciato dall’università del Lussemburgo o da un’università, un istituto di insegnamento superiore o da un istituto avente lo stesso livello di formazione, designato conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di uno Stato membro dell’Unione europea; o
  • da un’esperienza professionale triennale completata da una “formazione specifica in mediazione” come previsto all’articolo 2 del regolamento granducale del 25 giugno 2012 summenzionato.
  • da una formazione in mediazione riconosciuta da uno Stato membro dell’Unione.

L’università del Lussemburgo organizza uno specifico programma di formazione (Master) alla mediazione (Il link si apre in una nuova finestramaster in mediazione).

Quanto costa la mediazione?

La mediazione è spesso gratuita. È indicato chiaramente se essa è oggetto di un corrispettivo.

Nell’ambito della mediazione convenzionale, gli onorari dei mediatori sono fissati liberamente. Le spese e gli onorari in tal caso sono ugualmente a carico delle parti, salvo diverso accordo.

Nell’ambito della mediazione giudiziale e della mediazione familiare, gli onorari sono fissati con regolamento granducale.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Occorre notare che gli accordi derivanti dalla mediazione civile e commerciale hanno la stessa forza probatoria di una decisione giudiziaria. Questi accordi di mediazione, siano essi conclusi in un altro Stato dell’unione europea o in uno Stato membro, sono esecutivi in tutta l’unione europea grazie alla direttiva 2008/52/CE summenzionata. L’omologazione dell’accordo totale o parziale da parte del giudice competente conferisce ad esso forza esecutiva.

La legge 24 febbraio 2012 recepisce la direttiva nel diritto nazionale ed equipara la mediazione alle altre procedure giudiziarie esistenti.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraMinistero della giustizia

Associazione lussemburghese della mediazione e dei mediatori riconosciuti Association luxembourgeoise de la médiation et des médiateurs agréés (ALMA asbl)

Il link si apre in una nuova finestraCentro di mediazione del consiglio dell’ordine degli avvocati del Lussemburgo Centre de médiation du Barreau du Luxembourg (CMBL asbl)

Il link si apre in una nuova finestraCentro di mediazione Centre de médiation (asbl)

Il link si apre in una nuova finestraCentro di mediazione socio-familiare Centre de médiation Socio-Familiale

Ultimo aggiornamento: 20/12/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Ungheria

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. Si tratta di una forma di risoluzione alternativa delle controversie (alternatív vitarendezés) in cui un mediatore (közvetítő) aiuta le parti a raggiungere un accordo. In Ungheria, il governo e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

Ai sensi della legge LV del 2002 sulla mediazione (a közvetítői tevékenységről szóló 2002. évi LV. törvény), l’Igazságügyi és Rendészeti Minisztérium (ministro della Giustizia) è responsabile della registrazione dei mediatori e delle persone giuridiche che impiegano i mediatori.

Un registro dei mediatori e delle persone giuridiche che impiegano i mediatori è disponibile sul sito internet del Il link si apre in una nuova finestraKözigazgatási és Igazságügyi Minisztérium (ministero dell’amministrazione pubblica e della giustizia).

Il sito mette a disposizione degli utenti informazioni di carattere generale e permette di effettuare ricerche, utilizzando criteri quali il nome, il settore di competenza, le conoscenze linguistiche e il distretto in cui ha sede l’ufficio dei mediatori. Per le persone giuridiche, le ricerche possono essere effettuate utilizzando come criterio la denominazione, la provincia e il nome in forma abbreviata.

Lo stesso Il link si apre in una nuova finestrasito fornisce moduli di registrazione per mediatori e persone giuridiche che impiegano mediatori.

Tra le associazioni non governative che operano nel settore della mediazione si annoverano:

  • l’Il link si apre in una nuova finestraOrszágos Mediációs Egyesület (l’associazione nazionale per la mediazione); e
  • il dipartimento per il coordinamento giuridico e la mediazione della Camera di commercio e dell’industria di Budapest (a Budapesti Kereskedelmi és Iparkamara Mediációs és Jogi Koordinációs Osztálya).

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La legge LV del 2002 sulla mediazione si applica alle controversie civili, ma esclude la possibilità di ricorso alla mediazione nelle cause di diffamazione a mezzo stampa, nei procedimenti amministrativi, nei procedimenti in materia di affidamento, nelle cause riguardanti la decadenza della potestà genitoriale, nei procedimenti esecutivi, in quelli relativi al riconoscimento di paternità e all’accertamento degli ascendenti, nonché nei ricorsi costituzionali.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è facoltativo, ma presenta specifici vantaggi per quanto riguarda la legge sulle spese (az illetékekről szóló törvény) e il codice di procedura civile (polgári perrendtartás).

Se le parti ricorrono alla mediazione dopo la prima udienza e l’accordo raggiunto è ratificato dal giudice con funzioni di presidente, è dovuta solo la metà delle spese dovute. Anche l’onorario del mediatore, cui va aggiunta l’IVA (HÉA) (per un importo in ogni caso non superiore a 50 000 HUF), può essere detratto da tale importo già ridotto. L’unica limitazione è che l’importo finale delle spese non può essere inferiore al 30% dell’ammontare originario. Tale limitazione non si applica se la mediazione non è ammessa dalla legge in un caso specifico.

Se le parti ricorrono alla mediazione prima dell’avvio del procedimento civile, le spese dovute, una volta detratti l’onorario del mediatore e l’IVA, sono ridotte di un importo in ogni caso non superiore a 50 000 HUF, ma non possono essere inferiori al 50% dell’ammontare originario. La riduzione non si applica se la legge non consente la mediazione, o se le parti, nonostante l’accordo raggiunto grazie alla mediazione, si rivolgono al giudice (tranne nel caso in cui si rivolgano al giudice per chiedere l’esecuzione dell’accordo non rispettato volontariamente dall’altra parte).

Non esiste un codice nazionale di condotta per mediatori, ma la maggioranza delle associazioni di mediazione aderisce al Codice europeo di condotta per mediatori (közvetítők európai magatartási kódexe).

Esiste uno speciale codice di condotta per le controversie in materia di diritto del lavoro, che è stato redatto dal Servizio di conciliazione e mediazione in cause del lavoro (Munkaügyi Közvetítői és Döntőbírói Szolgálat).

La mediazione è disponibile gratuitamente anche presso alcuni organi giurisdizionali per i procedimenti pendenti. I dettagli delle relative disposizioni e l’elenco degli organi giurisdizionali sono disponibili sul sito web centrale degli organi giurisdizionali ungheresi: (http://birosag.hu/engine.aspx?page=Birosag_showcontent&content=Birosagi_kozvetites)

Informazioni e formazione

Non esiste un sito Internet specifico disponibile in inglese sulla mediazione né un ente nazionale di formazione per mediatori.

Il Il link si apre in una nuova finestrasito internet sulla mediazione è disponibile solo in lingua ungherese.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione non è un servizio gratuito. L’onorario del mediatore è soggetto a un accordo stipulato tra quest’ultimo e le parti interessate.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l’elenco degli organi giurisdizionali e delle altre autorità competenti a ricevere le domande.

Le parti possono far dichiarare esecutivo il contenuto dell’accordo raggiunto grazie alla mediazione. A tal fine esse possono chiedere al giudice o al notaio di incorporare l’accordo in un atto approvato dal giudice o in un atto pubblico, avente efficacia di titolo esecutivo.

Link correlati

A magyar közvetítők adatbázisának honlapja

Ultimo aggiornamento: 06/04/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Malta

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. Si tratta di una forma di risoluzione alternativa delle controversie in cui un mediatore aiuta le parti a raggiungere un accordo. A Malta, il governo e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

L’organo governativo di Malta responsabile della mediazione è il Centro maltese per la mediazione, istituito ai sensi del capo 474 del Il link si apre in una nuova finestraMediation Act del 2004 (legge maltese sulla mediazione). Il Centro per la mediazione è un servizio a cui le parti possono ricorrere o possono essere rinviate per risolvere il conflitto con l’assistenza di un mediatore.

È possibile contattare il Centro per la mediazione attraverso il cancelliere al seguente indirizzo: Malta Mediation Centre, Palazzo Laparelli, South Street, La Valletta VLT 1100.

È anche possibile telefonare al numero +35621251110 o inviare un'e-mail all’indirizzo Il link si apre in una nuova finestramediation.mjha@gov.mt

Il Centro fornisce un elenco di mediatori debitamente accreditati, dal quale le parti selezionano un mediatore gradito a entrambe.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

È possibile ricorrere alla mediazione in controversie vertenti sul diritto civile, di famiglia, della previdenza sociale, commerciale e industriale.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

La mediazione è un processo volontario. Le parti processuali possono tuttavia richiedere congiuntamente al tribunale di sospendere il procedimento durante il tentativo di risolvere la controversia attraverso la mediazione. Il tribunale può inoltre sospendere il procedimento di propria iniziativa per la durata del processo e invitare le parti a dibattere e risolvere la controversia mediante la mediazione. Si osservi, tuttavia, che la mediazione è obbligatoria nelle cause di diritto di famiglia, in particolare in quelle riguardanti la separazione, il diritto di visita ai figli, l’affidamento dei figli e gli alimenti dei figli e/o del coniuge.

Il Centro maltese per la mediazione si è dotato di un codice di condotta che i mediatori sono tenuti a rispettare nei procedimenti di mediazione loro sottoposti.

Il codice prevede misure da osservare rigorosamente. Esso stabilisce, per esempio, che il Board of Governors (Consiglio di amministrazione) del Centro ha il potere di avviare un’azione disciplinare contro ogni mediatore la cui condotta non sia conforme a quella prevista dai principi del codice o se ne discosti eccessivamente; il nome del mediatore che abbia violato una qualsiasi delle disposizioni del Codice o che si sia comportato in modo indecoroso viene rimosso dall’elenco dei mediatori per un periodo della durata che il Board of Governors riterrà appropriata.

Informazione e formazione

Il Centro maltese per la mediazione organizza periodicamente corsi di formazione per mediatori. Il primo di tali corsi, sulle competenze necessarie nella mediazione, si è tenuto nel luglio 2008. Un altro corso, finalizzato a fornire una formazione sulle competenze necessarie nella mediazione con particolare riguardo agli aspetti psicologici, sociali e giuridici della separazione, si è tenuto dal 16 al 18 aprile 2009.

Quanto costa la mediazione?

L’importo del contributo da versare è stabilito in base ai regolamenti 2 e 4 del Legal Notice (decreto) 309 del 2008.

Nella mediazione familiare, le parti possono scegliere liberamente un mediatore (dall’elenco di mediatori accreditati) e sostenerne le spese a titolo personale, oppure lasciare che il cancelliere nomini un mediatore a rotazione da un elenco trasmesso dal Centro per la mediazione. In quest’ultimo caso le spese sono sostenute dai tribunali.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Ai sensi della Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE, le parti devono poter chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante dalla mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri dovranno indicare i tribunali o le autorità competenti a ricevere tali richieste.

Sono attualmente in discussione alcuni emendamenti alla Legge maltese sulla mediazione del 2004 volti a recepire la disposizione summenzionate hand.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraCentro maltese per la mediazione

Legge maltese sulla mediazione del 2004

Direttiva 2008/52/CE

Ultimo aggiornamento: 19/08/2015

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua olandese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Paesi Bassi

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo olandese e gli operatori di giustizia nei Paesi Bassi sono consapevoli dei vantaggi offerti dallo strumento della mediazione.

Chi contattare?

Il Nederlands Mediation Instituut (NMI, Centro per la mediazione dei Paesi Bassi) è un centro indipendente che serve a far conoscere l'istituto della mediazione nei Paesi Bassi e a promuoverne la qualità. A tale scopo ha elaborato diversi modelli e norme.

L'NMI gestisce inoltre un registro nazionale dei mediatori in cui figurano solo le persone qualificate, ossia chi ha seguito una formazione di base in mediazione riconosciuta dal Centro, e ha superato in seguito un esame teorico e una valutazione delle competenze. I mediatori iscritti nel registro dell'NMI sono tenuti a mantenere aggiornate le loro conoscenze e le loro competenze, sotto il controllo del Centro. Il registro può essere consultato sul seguente sito: Il link si apre in una nuova finestraRegistro dei mediatori dell'NMI (NMI Register van Mediators).

Il sito fornisce inoltre informazioni indipendenti sulla mediazione e sui mediatori nei Paesi Bassi. Gli utenti sono liberi di effettuare ricerche utilizzando i criteri di ricerca più adatti alle loro esigenze. Per esempio, possono cercare un mediatore specializzato in un determinato campo.

L’indirizzo dell’NMI è il seguente: Westblaak 150, 3012 KM, Rotterdam. Il recapito postale è PO Box 21499, 3001 AL Rotterdam. Tel: 010 - 201 23 44, Fax: 010 - 201 23 45, e-mailIl link si apre in una nuova finestrainfo@nmi-mediation.nl

I mediatori possono iscriversi presso l’NMI e successivamente aderire al codice di condotta dei mediatori. L’iscrizione è facoltativa (così come l’adesione al codice di condotta). Tuttavia, se un mediatore desidera operare all’interno del sistema olandese del patrocinio a spese dello Stato o fornire un servizio a clienti indirizzati dal tribunale, è tenuto a iscriversi presso l’NMI e ed essere in possesso di un certificato di accreditamento/valutazione.

Nei Paesi Bassi esiste l'iniziativa Mediation naast rechtspraak ("La mediazione accanto alla giustizia"), che implica che il Tribunale distrettuale o la Corte d'appello presso cui pende un contenzioso possono indicare agli interessati la possibilità di scegliere la mediazione quando la controversia vi si presta. Ciò può avvenire per iscritto (entrambe le parti ricevono una lettera contenente un opuscolo informativo, un auto-test di mediazione e un modulo di risposta), oppure su proposta del giudice a entrambe le parti durante un'udienza.

È anche possibile contattare di propria iniziativa l'incaricato per la mediazione presente presso ogni Tribunale e Corte d'appello, che risponderà alle domande, contatterà la controparte per presentarle una proposta di mediazione, aiuterà le parti a trovare il mediatore adeguato e organizzerà il primo incontro.

Altri organi che possono fornire informazioni sulla mediazione sono:

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione è sempre ammissibile ed è più comune nel diritto civile e pubblico.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è facoltativo. Esiste un codice di condotta per i mediatori.

Informazione e formazione

IlIl link si apre in una nuova finestraCentro per la mediazione dei Paesi Bassi (NMI) fornisce informazioni sulla mediazione e si occupa della registrazione dei mediatori.

Il Centro fornisce un servizio indipendente di assicurazione della qualità che interessa i servizi di mediazione e l’operato dei mediatori su tutto il territorio nazionale e gestisce il Il link si apre in una nuova finestraRegistro dei mediatori.

I mediatori membri dell’NMI seguono un percorso formativo e ottengono le qualifiche necessarie per agire in qualità di mediatori in conformità con il regolamento dell’NMI sulla mediazione. Aderiscono inoltre al sistema di assicurazione della qualità dell’NMI.

Per poter figurare nel registro dell’NMI un mediatore deve soddisfare i seguenti due requisiti fondamentali:

  • aver terminato con esito positivo un corso di formazione per mediatori riconosciuto dall’NMI;
  • aver superato un esame per la valutazione delle conoscenze.

L’NMI ha riconosciuto vari istituti di formazione nel campo della mediazione. I programmi di formazione di tali istituti vanno da corsi di base di sei giorni a corsi della durata di 20 giorni o più. Il completamento, con esito positivo, di uno di questi corsi di formazione è una delle due condizioni fondamentali per poter essere iscritti nel registro dei mediatori dell’NMI.

Il secondo requisito per l’iscrizione è poi, come già indicato, il superamento di un test di valutazione delle conoscenze. Le autorità dei Paesi Bassi tengono delle Il link si apre in una nuova finestrastatistiche sulla mediazione (è disponibile anche una sintesi in lingua inglese).

Quanto costa la mediazione?

La mediazione nell’ambito del contenzioso civile non è gratuita.

Il costo varia in base al tipo di controversia. Alcuni procedimenti sono complessi, lunghi e quindi più onerosi. Inoltre, in alcuni casi, è consigliabile fare intervenire nella mediazione avvocati specializzati. A volte, grazie all’intervento di un mediatore, le parti risolvono la controversia autonomamente, a dimostrazione del fatto che la mediazione può evitare l’aggravarsi di un contenzioso.

Se le parti dispongono di mezzi finanziari sufficienti, sono tenute a sostenere direttamente i costi della mediazione. La soglia di reddito per potersi avvalere di un avvocato o di un mediatore a spese dello Stato è la seguente:

  • per coppie coniugate, coppie di fatto registrate o conviventi: 35 200 EUR annui;
  • per soggetti single: 24 900 EUR annui.

In aggiunta a questi limiti finanziari, il patrocinio a spese dello Stato non è disponibile per le parti che dispongono di risorse patrimoniali di valore superiore a un determinato importo per le quali è richiesta la comunicazione alle autorità tributarie, come una seconda casa, altre proprietà immobiliari, risparmi, liquidità, cespiti, ecc. Il valore esatto per le coppie coniugate, le coppie di fatto registrate o i conviventi è stabilito in base ai dati delle autorità tributarie.

Se le risorse finanziarie delle parti sono comprese nelle soglie applicabili, lo Stato provvede a sostenere il costo di un avvocato o di un mediatore, ma soltanto parzialmente. Ogni parte deve infatti versare un contributo finanziario, pari a 51 EUR da 0 a 4 ore e a 102 EUR per più di cinque ore (per mediazione, non per parte). Il contributo dovuto a un avvocato è superiore. Queste cifre sono solo indicative e non sono giuridicamente vincolanti. Gli importi esatti figurano nel sito web del Il link si apre in una nuova finestraConsiglio per il patrocinio a spese dello Stato (Raad voor rechtsbijstand).

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri indicano gli organi giurisdizionali o le altre autorità competenti a ricevere tali richieste. Il Consiglio per il patrocinio a spese dello Stato può fornire informazioni sullo stato attuale dell'attuazione della direttiva.

Link

Il link si apre in una nuova finestraNederlands Mediation Instituut (Centro per la mediazione dei Paesi Bassi)

Ultimo aggiornamento: 11/04/2013

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua tedesco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Austria

Perché risolvere una controversia ricorrendo alla mediazione anziché agire in giudizio? La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite.

Chi contattare?

In Austria la legge stabilisce il percorso formativo che deve essere assolto per diventare mediatore e iscriversi nell'apposito registro. Anche il ministero federale della Giustizia tiene un Il link si apre in una nuova finestraelenco di mediatori.

Tuttavia, non esiste un organo amministrativo centralizzato competente per i servizi di mediazione.

Esistono inoltre organizzazioni che forniscono servizi di tipo commerciale e non, mentre alcune organizzazioni non governative offrono assistenza ai mediatori.

Quando ricorrere alla mediazione

Nelle cause civili la mediazione permette di dirimere qualsiasi controversia per la quale è competente il giudice ordinario. Il ricorso alla mediazione è facoltativo, al fine di permettere alle parti il raggiungimento di una responsabile composizione della controversia.

In determinate liti di vicinato il tentativo di mediazione o di un altro strumento di risoluzione alternativa delle controversie deve essere fatto prima di adire il giudice. Ciò avviene ricorrendo a un ufficio di conciliazione, a un tentativo di conciliazione dinanzi al giudice (un procedimento denominato "prätorischer Vergleich") o mediante la mediazione.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Non esiste un regolamento specifico o un codice deontologico nazionale per i mediatori.

I mediatori non sono iscritti nel registro come esperti, ad esempio, in materia di diritto di famiglia, in ambito sanitario o nel settore edile.

Chiunque possieda un livello sufficiente di esperienza può iscriversi nel "registro dei mediatori", in ottemperanza alle Il link si apre in una nuova finestranorme pertinenti. Non sussistono tuttavia restrizioni all'offerta di servizi di "mediazione" né alla possibilità di qualificarsi come "mediatori".

Informazione e formazione

Per maggiori informazioni, disponibili soltanto in lingua tedesca, sui requisiti formativi e di altro genere necessari, per esempio, per la registrazione come mediatore in Austria, cliccare Il link si apre in una nuova finestraqui.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione non è un servizio gratuito.

Il costo di questo servizio è soggetto a un accordo tra il mediatore e le parti coinvolte nella controversia.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La direttiva 2008/52/CE consente alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri ne danno comunicazione agli organi giurisdizionali o ad altre autorità competenti a ricevere le richieste.

In Austria questo tipo di accordo dev'essere reso esecutivo da un notaio o da un tribunale civile.

Ultimo aggiornamento: 23/05/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua polacco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Polonia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. Si tratta di una forma di risoluzione alternativa delle controversie in cui un mediatore aiuta le parti a raggiungere un accordo. In Polonia, il governo e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

Nel 2010 è stata istituita presso il ministero della Giustizia una sezione responsabile per la mediazione, attualmente funzionante come Ufficio per le vittime di reato e per la promozione della mediazione (Wydział ds. Pokrzywdzonych Przestępstwem i ds. Promocji Mediacji) all'interno del Dipartimento responsabile per la cooperazione internazionale e i diritti umani. Per le informazioni di base sulle attività di mediazione si prega di consultare Il link si apre in una nuova finestrail sito del Ministero della Giustizia.

Negli ultimi anni il Ministero della Giustizia dedica un'attenzione particolare alle questioni legate allo sviluppo e alla promozione della mediazione e di altre forme di ADR in Polonia e cerca di incrementare l'efficacia complessiva dell'azione della giustizia e di renderla più accessibile ai cittadini.

Su iniziativa del Ministero, nel 2010 è stata creata una rete di coordinatori in materia di mediazione.
Attualmente, il numero dei coordinatori è pari a circa 120 persone (giudici, funzionari addetti alla sorveglianza di individui in libertà provvisoria, mediatori) in otto corti d'appello, tutti i tribunali distrettuali e, per sei distretti, nei tribunali regionali.

Quando presta consulenze e formula pareri il Ministero della Giustizia si avvale della collaborazione del Consiglio sociale per i metodi di risoluzione alternativa delle controversie e dei dissidi (Społeczna Rada ds. Alternatywnych Metod Rozwiązywania Konfliktów i Sporów, in appresso "Consiglio per l'ADR"; indirizzo email: Il link si apre in una nuova finestraadr_rada@ms.gov.pl), che svolge un ruolo importante in materia di promozione della mediazione e di comunicazione tra l'amministrazione statale, il sistema della giustizia e i mediatori.

Il Consiglio per l'ADR è stato nominato per la prima volta con decreto del Ministero della Giustizia il 1° agosto 2005 come organismo di consulenza del Ministro su problematiche connesse alle forme alternative di risoluzione delle controversie e dei conflitti. Durante il suo primo mandato ha elaborato i seguenti documenti:

Il Consiglio per l'ADR è stato nominato per la seconda volta con decreto del Ministero della Giustizia il 3 aprile 2009 (modificato il 1° luglio 2011). Durante tale secondo mandato il documento più importante elaborato dal Consiglio per l'ADR è stato il seguente: Il link si apre in una nuova finestraPrincipi base per la modifica del sistema (marzo 2012).

Attualmente, il Consiglio per l'ADR è costituito da 23 rappresentanti del mondo della scienza o esperti di pratiche di mediazione e rappresentanti di organizzazioni non governative, istituzioni accademiche o uffici.

Tra le competenze del Consiglio rientrano principalmente l'elaborazione di raccomandazioni relative ai principi di funzionamento del sistema nazionale delle forme alternative di risoluzione delle controverse e soprattutto:

  • l'adeguamento del sistema di ADR ai requisiti del diritto dell'Unione;
  • l'elaborazione di un modello unico di istituti di mediazione nel sistema giuridico polacco;
  • la divulgazione delle norme che governano le procedure della mediazione;
  • la promozione dei meccanismi di ADR come metodo per la risoluzione dei conflitti tra gli operatori della giustizia, gli organi giudiziari e nella società;
  • la creazione delle condizioni istituzionali per lo sviluppo di forme diverse di ADR;
  • l'adozione di altre misure ad hoc per sviluppare la mediazione in Polonia.

Vi è inoltre un elevato numero di organizzazioni non governative e private che rivestono un ruolo importante nella promozione della mediazione e nell'elaborazione delle sue regole interne. Tali organizzazione stabiliscono proprie norme per quanto riguarda: la formazione; le condizioni che devono soddisfare gli aspiranti mediatori; i metodi di mediazione; le norme etiche e le buone pratiche professionali. Tali norme sono interne e riguardano soltanto i mediatori membri dell'organizzazione interessata.

Le organizzazioni più importanti sono:

Inoltre, vi sono organismi professionali che svolgono attività istituzionali per la promozione della mediazione. Tra gli altri:

Le organizzazioni non governative, nell'ambito delle loro funzioni statutarie, e le università possono costituire elenchi di mediatori permanenti. Le informazioni sugli elenchi e i centri sono comunicate ai presidenti dei tribunali distrettuali. Gli elenchi dei mediatori in materia penale e in materia di giustizia minorile vengono costituiti dai presidenti dei tribunali distrettuali.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

È possibile ricorrere alla mediazione in numerosi settori. Ai sensi della legge polacca, il ricorso alla mediazione è ammissibile nei seguenti ambiti:

  • diritto civile;
  • diritto commerciale;
  • diritto del lavoro;
  • diritto di famiglia;
  • diritto dei minori;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo.

Informazioni dettagliate sulla mediazione di trovano Il link si apre in una nuova finestrain fascicoli e depliant elaborati e distribuiti dal Ministero della Giustizia.

Attualmente, il ricorso alla mediazione è più frequente in materia penale e civile. Nel periodo 2011-2012 ad avere il maggior sviluppo è stata la mediazione in materia di diritto di famiglia e di diritto commerciale.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

La mediazione è un modo di risolvere controversie e conflitti scelto volontariamente a cui si ricorre sulla base di:

  • accordi di mediazione (mediazione extragiudiziale)
  • decisioni del giudice che indirizzano verso la mediazione (mediazione su richiesta di un giudice).

Tuttavia, se le parti non scelgono un mediatore, il tribunale è autorizzato a nominarne uno attingendo a un elenco di persone in possesso della qualificazione necessaria, affinché intervenga nella causa. In ambito penale e di diritto dei minori è il giudice a designare il mediatore.

La mediazione è disciplinata dal codice di procedura civile e penale, dalla legge che regola la procedura nelle cause relative a minori, dalla legge sulle spese giudiziarie nelle cause civili e altre leggi. Inoltre, sono stati adottati atti di rango inferiore alla legge per organizzare i dettagli della procedura di mediazione in alcuni tipi di cause.

Nelle cause relative a minori il regolamento disciplina:

  • le condizioni che devono soddisfare le istituzioni e le persone autorizzate ad agire in qualità di mediatori;
  • le modalità di registrazione delle istituzioni e delle persone autorizzate ad agire in qualità di mediatori;
  • le modalità per quanto riguarda la formazione dei mediatori;
  • le condizioni alle quali il mediatore ha accesso agli atti processuali e le restrizioni che si applicano a tale accesso;
  • la forma e la portata della relazione sui progressi e i risultati della mediazione.

Nelle cause penali il regolamento disciplina i seguenti aspetti:

le condizioni che devono soddisfare le istituzioni e le persone autorizzate ad agire in qualità di mediatori;

  • le condizioni per la designazione e la revoca delle persone autorizzate ad agire in qualità di mediatori;
  • le condizioni alle quali le istituzioni e le persone autorizzate ad agire in qualità di mediatori hanno accesso agli atti processuali e le restrizioni che si applicano a tale accesso;
  • il metodo e la procedura da seguire nelle procedure di mediazione.

Nelle cause relative al diritto di famiglia vi sono condizioni supplementari da rispettare per quanto riguarda la formazione e l'esperienza (psicologia, pedagogia, sociologia o diritto e capacità pratiche per svolgere attività di mediazione nelle cause attinenti al diritto di famiglia).

Un regolamento di attuazione definisce l'importo dell'onorario del mediatore e delle spese che possono essergli rimborsate nell'ambito di una procedura civile (si veda la sezione: Costi della mediazione).

Informazioni e formazione

Le informazioni fondamentali sulla mediazione in Polonia si trovano sul Il link si apre in una nuova finestrasito internet del ministero della Giustizia dove sono consultabili: estratti di atti giuridici concernenti la mediazione, atti giuridici internazionali relativi alla mediazione e Il link si apre in una nuova finestradocumenti e raccomandazioni elaborati dal Consiglio per l'ADR, e, soprattutto, la versione elettronica di Il link si apre in una nuova finestravolantini, depliant, opuscoli e manifesti pubblicati per promuovere la mediazione. Vengono inoltre pubblicate Il link si apre in una nuova finestrainformazioni aggiornate sulle attività destinate a promuovere la mediazione e sulle attività a livello locale e nazionale connesse alla celebrazione della Giornata internazionale delle mediazione. Nel sito si trovano anche Il link si apre in una nuova finestrainformazioni, traduzioni di atti giuridici e esempi di buone pratiche in uso in altri paesi.

Le problematiche della mediazione sono oggetto di studio nell'ambito della formazione iniziale dei pubblici ministeri e dei giudici e figurano anche nei programmi dei corsi per giudici e per pubblici ministeri che si svolgono presso la Il link si apre in una nuova finestraScuola nazionale dei giudici e dei pubblici ministeri.

Il ministero della Giustizia organizza corsi di formazione per preparare i coordinatori in materia di mediazione a svolgere le loro funzioni nelle seguenti sfere: comunicazione, gestione di gruppi e collaborazione con il mediatore.

I mediatori possono scegliere tra i diversi corsi di formazione offerti dai centri di mediazione, le università e altri istituti.

Il ministero della Giustizia realizza statistiche sui seguenti aspetti della mediazione:

  • il numero dei casi in cui il tribunale ha rinviato alla mediazione;
  • il numero di accordi conclusi;
  • le condizioni degli accordi (mediazione in materia penale e in materia di minori);
  • il numero di mediazioni extragiudiziali (mediazione in ambito civile).

Negli anni 2010-2011 i tribunali, le direzioni regionali di polizia e i centri di mediazione hanno distribuito in relazione alle attività connesse a progetti: volantini, depliant e opuscoli che forniscono informazioni sui diversi tipi di mediazione e la loro applicazione pratica. Inoltre, si è svolta una campagna di informazione sulla mediazione che ha cercato di raggiungere un ampio pubblico mediante manifesti e attraverso i canali della televisione e della radio. Il ministero della Giustizia aggiorna e distribuisce sistematicamente volantini, depliant e informazioni sintetiche allegate ai documenti procedurali oltre a manifesti informativi che possono anche essere scaricati gratuitamente dal sito internet del Ministero.

Da cinque anni si celebra in Polonia la Giornata internazionale della mediazione in occasione della quale il ministero della Giustizia organizzata una conferenza nazionale. Nel corso di questa giornata si svolgono, inoltre, molte altre conferenze, cerimonie, formazioni e dibattiti a livello regionale e locale, in numerose città.

Quanto costa la mediazione?

Le informazioni sulla mediazione sono fornite gratuitamente dal ministero della Giustizia e la stessa mediazione, come dimostrano Il link si apre in una nuova finestragli studi, è più efficace, sul piano economico, di una procedura giudiziaria.

Nei procedimenti penali e nelle cause vertenti sul diritto di famiglia non vi sono spese di mediazione a carico delle parti, in quanto le relative spese sono coperte dall'erario. Negli altri tipi di procedimenti, di norma, l'onorario è stabilito da un accordo concluso tra il mediatore e le parti. Il mediatore può, tuttavia, accettare di intervenire gratuitamente.

Nei procedimenti civili le spese sono sostenute dalle parti. Di solito, sono ripartite in parti uguali, tranne quando le parti stabiliscono diversamente. In una procedura di mediazione, avviata sulla base di una decisione del giudice, l'importo dell'onorario del mediatore in una controversia di natura non patrimoniale è pari a 60 PLN (circa 15 EUR) per la prima sessione di mediazione e a 25 PLN (circa 6 EUR) per ciascuna delle successive. Se invece la procedura riguarda diritti patrimoniali, l'onorario del mediatore è pari all'1% del valore dell'oggetto della controversia (e comunque non è mai inferiore a 30 PLN (circa 7,5 EUR) né superiore a 1 000 PLN (circa 250 EUR)). Il mediatore ha inoltre diritto al rimborso delle spese (per esempio, di corrispondenza, di telefono, di locazione) Al costo della mediazione si aggiunge poi l'IVA.

Se la mediazione porta alla conclusione di un accordo, la parte che ha adito il giudice ottiene il rimborso del 75% delle spese di giudizio sostenute. Nelle cause di divorzio e separazione viene rimborsato il 100%.

In caso di mediazione extragiudiziale, l'onorario del mediatore e il rimborso delle spese vengono stabiliti dal centro di mediazione o concordati tra le parti e il mediatore prima dell'inizio della procedura di mediazione. Nessuna delle parti può essere esentata dalle spese di mediazione anche qualora essa sia stata esonerata dalle spese di giudizio. In entrambi i tipi di mediazione (giudiziaria ed extragiudiziale) il mediatore può rinunciare al proprio onorario.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Nei procedimenti civili, se le parti pervengono a un accordo, tale accordo viene allegato alla documentazione. Il mediatore informa le parti del fatto firmando l'accordo acconsentono implicitamente all'invio di tale accordo al giudice per l'approvazione. Il mediatore trasmette la documentazione e l'accordo al giudice competente e ne invia copia alle parti. Il giudice procede immediatamente all'approvazione o alla dichiarazione di esecutività dell'accordo concluso grazie alla mediazione. Il giudice rifiuta di approvare o di dichiarare l'esecutività dell'accordo, nella sua integralità o in parte, nei casi in cui l'accordo: si oppone al diritto o alle norme della vita in società; cerca di aggirare la legge; è incomprensibile o contraddittorio; è contrario a un interesse legittimo del lavoratore. L'accordo concluso in sede di mediazione, approvato dal tribunale e dichiarato esecutivo, ha la validità di un accordo concluso in tribunale e può essere eseguito.

In materia di diritto di famiglia possono essere oggetto di un accordo di mediazione: la riconciliazione dei coniugi, le modalità con cui vengono stabilite le condizioni della separazione, l'esercizio della responsabilità genitoriale, i contatti con i figli, le modalità per soddisfare le esigenze della famiglia, gli alimenti e le questioni relative al patrimonio e all'alloggio. Mediante l'accordo, dopo la separazione dei genitori o dei coniugi, possono essere regolate questioni come il rilascio di passaporti, le scelte in materia di istruzione, i contatti con i parenti meno prossimi e la gestione del patrimonio dei figli.

Nei procedimenti civili l'avvio di una procedura di mediazione sospende il termine di prescrizione.

Nei procedimenti di diritto penale e in quelli relativi a minori l'accordo raggiunto in sede di mediazione non sostituisce la decisione del giudice e non è vincolante per quest'ultimo, tuttavia, il giudice deve tener conto del contenuto dell'accordo nella decisione che pone fine al procedimento. I termini dell'accordo possono concernere i seguenti aspetti: la formulazione di scuse, il risarcimento dei danni materiali e morali, la realizzazione di lavori di interesse generale, testimonianze a favore della vittima, testimonianze nell'interesse generale e altri ancora.

Ultimo aggiornamento: 25/09/2014

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Portogallo

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione. Il governo e gli operatori di giustizia del Portogallo considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi occorre contattare?

In Portogallo esiste un ente statale preposto alla regolamentazione delle attività di mediazione, la Direção-Geral da Política de Justiça o DGPJ (Direzione generale delle politiche in materia giudiziaria).

La Direzione generale è un dipartimento del ministero della Giustizia portoghese, ubicato al seguente indirizzo:

Av. D. João II, Lote 1.08.01-E, Torre H, Pisos 2/3 1990-097 Lisbona.

Di seguito sono riportati i recapiti dell'ente:

  • fax (+351) 217924048 o 217924090.

Il sito internet della Direzione generale fornisce la maggior parte delle informazioni disponibili sui servizi di mediazione pubblici, nonché su altri metodi di risoluzione alternativa delle controversie.

La Direzione generale non fornisce informazioni su come trovare un mediatore, ma possiede elenchi di mediatori. Dopo aver optato per la mediazione in forza delle disposizioni che disciplinano i servizi pubblici di mediazione, viene automaticamente selezionato un mediatore.

In Portogallo non esistono organizzazioni non governative (ONG) che operano nel campo della mediazione. Esistono, invece, associazioni private che forniscono servizi di mediazione e programmi di formazione per mediatori.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Il ricorso alla mediazione è ammissibile in svariati settori.

Il Portogallo ha adottato provvedimenti per promuovere il ricorso alla mediazione in aree specifiche del diritto, segnatamente il diritto di famiglia, del lavoro, penale, civile e commerciale.

La mediazione nelle questioni che riguardano il diritto di famiglia, del lavoro e il diritto penale si avvale di strutture proprie, con mediatori specializzati in tali aree. La mediazione in ambito civile e commerciale ha luogo quale parte del procedimento giudiziale presso tribunali dinanzi ai julgados de paz (giudici di pace).

I giudici di pace possono occuparsi anche di mediazioni che esulano dalla loro competenza, nel qual caso si parla comunemente di "mediazione extra-giurisdizionale". Tuttavia, questo tipo di mediazione non segue le stesse procedure previste per le questioni di competenza dei julgados de paz poiché, se non viene raggiunto un accordo nel corso di tale procedura, il caso non può essere sottoposto all'esame del giudice come avviene per la mediazione civile e commerciale, per la quale sono competenti i julgados de paz.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è assolutamente facoltativo.

Non esiste alcun codice di condotta nazionale per i mediatori, i quali esercitano le proprie attività nel rispetto del Codice di condotta europeo per i mediatori. Le attività e i requisiti necessari per l'esercizio della professione sono definiti da alcune strutture giuridiche e amministrative. Esistono linee guida per la conduzione degli incontri di mediazione nonché per i metodi che possono essere utilizzati per raggiungere una comunicazione costruttiva o un contatto con le parti, e per le modalità con le quali i mediatori possono proporre accordi.

La condotta dei mediatori è monitorata da un sistema pubblico di mediazione. La tipologia impiegata dipende dal settore in cui i mediatori si trovano a operare. Questo sistema pubblico è dotato di una commissione di supervisione che controlla l'attività di mediazione. I criteri seguiti nei corsi di formazione per i mediatori mirano all'insegnamento dell'etica e dei principi fissati dal Codice europeo.

Ogni settore di mediazione pubblica — famiglia, lavoro, diritto penale, civile e commerciale — è dotato di un quadro giuridico caratterizzato da apposite linee guida per la gestione della mediazione.

Attualmente, i sistemi pubblici di mediazione, tra cui la mediazione civile e commerciale che si svolge dinanzi ai julgados de paz, servono unicamente a risolvere le controversie in Portogallo, con l'impiego delle procedure e dei ricorsi previsti dalla legge portoghese.

Informazione e formazione

Le informazioni sono reperibili nella sezione dedicata alla mediazione del sito internet della Direzione generale per le politiche in materia di giustizia (DGPJ).

Il Portogallo conserva dati statistici sul ricorso alla mediazione. La Direzione generale per le politiche in materia di giustizia raccoglie informazioni sul numero di incontri di mediazione avviati, sul numero di incontri culminati o meno in una composizione della lite e sui tempi di ciascun incontro.

Il Portogallo non possiede un ente di formazione nazionale per i mediatori, che pertanto ricevono tale servizio da enti privati. Questi corsi di formazione sono approvati dal ministero della Giustizia portoghese. Per l'accreditamento è richiesto un certo numero di ore di insegnamento, l'utilizzo di alcune prassi didattiche e un programma dal contenuto specifico, che deve essere in linea con la legislazione pertinente.

Gli enti privati che formano i mediatori che intendono essere inseriti negli elenchi redatti dalla Direzione generale delle politiche in materia di giustizia devono soddisfare i requisiti previsti per la formazione. Il programma di formazione permette ai mediatori di acquisire le capacità e le competenze professionali necessarie per risolvere controversie in materia di diritto di famiglia, del lavoro, penale e civile attraverso la mediazione.

Quanto costa la mediazione?

Nei casi in cui il giudice decide di ricorrere alla mediazione nelle controversie riguardanti il diritto di famiglia, ai sensi dell'articolo 147.C della legge che disciplina l'affidamento dei minori, non vengono applicati oneri specifici. Nelle rimanenti situazioni è previsto, senza alcuna eccezione, il versamento di un onere connesso alla procedura di mediazione, salvo il caso in cui sia garantito il patrocinio a spese dello Stato.

Nei casi in cui la mediazione ha luogo su iniziativa delle parti, i costi per ciascuna di esse dipendono dall'oggetto della controversia, come di seguito indicato:

  • mediazione per questioni di diritto di famiglia: 50 EUR per ciascuna delle parti;
  • mediazione per questioni di diritto penale: esente da spese se promossa dal pubblico ministero o se richiesta dalla vittima e dall'imputato;
  • mediazione per questioni di diritto del lavoro: 50 EUR per ciascuna delle parti;
  • mediazione per questioni di diritto civile e commerciale: 25 EUR per ciascuna delle parti (questo tipo di mediazione può essere condotta dinanzi ai julgados de paz; in tale evenienza, le parti versano il proprio contributo soltanto se la controversia viene risolta).

Nel caso in cui le parti a cui viene richiesto il pagamento di oneri connessi alla procedura di mediazione si trovino in difficoltà economiche, queste potranno richiedere il patrocinio a spese dello Stato e ottenere l'esonero dall'ente per la sicurezza sociale (Instituto de Segurança Social).

Link utili

Il link si apre in una nuova finestraDirezione generale delle politiche in materia di giustizia

Il link si apre in una nuova finestraConsiglio di vigilanza dei giudici di pace

Ultimo aggiornamento: 29/12/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Romania

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un modo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo e gli operatori di giustizia in Romania considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

Il Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere (Consiglio di mediazione), istituito dalla legea nr. 192/2006 privind medierea (legge n. 192/2006 sulla mediazione), è responsabile della supervisione delle attività di mediazione in Romania. È un soggetto di diritto autonomo che opera nel pubblico interesse e ha sede centrale a Bucarest.

La legge n. 192/2006 ha definito il quadro legislativo sulla mediazione, nel cui ambito operano i professionisti del settore.

I membri del Consiliul de Mediere sono eletti dai mediatori e approvati dal Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia rumeno.

Le principali competenze del Consiliul de Mediere sono:

  • definire gli standard formativi nel campo della mediazione, sulla base delle migliori prassi internazionali, e vigilare sul loro rispetto da parte dei professionisti del settore;
  • autorizzare all'esercizio della professione, provvedendo a gestire e aggiornare l'elenco dei mediatori;
  • approvare i curricula formativi dei mediatori;
  • adottare il codice etico e deontologico dei mediatori autorizzati, nonché le disposizioni in materia di responsabilità disciplinare;
  • disciplinare l'organizzazione e il funzionamento del Consiliul medesimo;
  • presentare proposte di modifica o armonizzazione della normativa sulla mediazione.

I recapiti del Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere sono i seguenti:

Indirizzo: str. Cuza Vodă, nr. 64, sector 4, cod. 040285, Bucarest

Telefono: 004 021 315 25 28; 004 021 330 25 60; 004 021 330 25 61

Fax: 004 021 330 25 28

Indirizzi di posta elettronica: Il link si apre in una nuova finestrasecretariat@cmediere.ro , Il link si apre in una nuova finestraConsiliul_de_mediere@yahoo.com

Registrul Naţional al Asociaţiilor Profesionale ale mediatorilor (Registro nazionale delle associazioni professionali dei mediatori)

Il Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere ha istituito il Il link si apre in una nuova finestraRegistrul Naţional al Asociaţiilor Profesionale ale mediatorilor, che include un elenco delle organizzazioni non governative che promuovono la mediazione e rappresentano gli interessi professionali di categoria.

Qui di seguito si riporta un elenco di associazioni professionali attive nell'ambito della mediazione:

Il repertorio dei mediatori

In conformità con l'articolo 12 della legge nr. 192/2006, i mediatori autorizzati sono registrati nel Tabloul mediatorilor autorizaţi (repertorio dei mediatori autorizzati), gestito dal Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere e pubblicato nel Monitorul Oficial (Gazzetta ufficiale) della Romania, Parte I.

Il Tabloul mediatorilor autorizaţi è inoltre disponibile sui siti Internet ufficiali del Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere e del Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia.

L'elenco dei mediatori autorizzati indica per ciascun mediatore:

  • le associazioni professionali di cui è membro;
  • l'istituto presso il quale ha conseguito il proprio titolo;
  • il programma di formazione seguito;
  • le lingue straniere nelle quali è in grado di prestare i servizi di mediazione;
  • i recapiti.

Chiunque sia interessato a risolvere una controversia tramite la mediazione può contattare un mediatore entro un mese dalla pubblicazione del Tabloul mediatorilor autorizaţi presso le sedi dei tribunali e sul sito Internet del ministero della Giustizia.

Il Consiliul de mediere è tenuto per legge ad aggiornare periodicamente, almeno una volta all'anno, il Tabloul mediatorilor autorizaţi e a comunicare i relativi aggiornamenti ai tribunali, alle autorità amministrative locali e al ministero della Giustizia.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

L'articolo 2 della legge n. 192/2006 consente alle parti di ricorrere alla mediazione nelle controversie in materia civile, penale e di diritto di famiglia e in altri settori giuridici, in conformità con le disposizioni di legge. Inoltre, possono essere risolte con la mediazione le controversie che coinvolgono i consumatori e altre controversie riguardanti i diritti disponibili. Non possono invece essere oggetto di mediazione le controversie riguardanti i diritti personali e indisponibili.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è volontario. Le parti non hanno alcun obbligo di risolvere la lite tramite la mediazione e possono decidere di rinunciare alla mediazione in qualsiasi momento. In altre parole, possono scegliere liberamente, in qualsiasi momento, di usare altri mezzi di risoluzione delle controversie: procedimenti giudiziari, arbitrato, ecc. Le parti possono contattare un mediatore sia prima di un'eventuale azione in giudizio sia quando il procedimento è già in corso.

Tuttavia, varie disposizioni di legge nazionali in materia di mediazione prevedono che, in determinati casi, i giudici sono tenuti a informare le parti della possibilità di ricorrere alla mediazione e dei suoi vantaggi. In altri casi, è offerta una serie di incentivi finanziari alle parti che optano per la mediazione o altre procedure alternative di risoluzione delle controversie.

Il 17 febbraio 2007 il Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere ha approvato il codice etico e deontologico dei mediatori. Il codice è vincolante per tutti i mediatori facenti parte del Tabloul mediatorilor autorizaţi.

Informazione e formazione

Il sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere è la principale fonte di informazioni sulla mediazione in Romania.

La formazione in materia di mediazione è erogata solo da soggetti privati, ma è il Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere che concede le necessarie autorizzazioni alle strutture formative, allo scopo di assicurare che tutti i corsi offrano il medesimo livello didattico.

Un elenco delle strutture autorizzate è disponibile anche sul sito Internet ufficiale del Il link si apre in una nuova finestraConsiliul de Mediere.

I corsi sono tenuti con frequenza regolare. Al momento esiste un programma di formazione valido come corso iniziale per mediatori (80 ore). Il programma definisce gli obiettivi di apprendimento, le competenze che il partecipante dovrebbe avere sviluppato al termine del programma e i relativi metodi di valutazione. Le otto strutture autorizzate dal Consiliul sono responsabili dello sviluppo di materiale didattico ed esercizi, in conformità con il quadro di riferimento stabilito dal programma nazionale di formazione.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione non è gratuita. Il suo costo è stabilito contrattualmente tra il mediatore e le parti.

Attualmente, non sono previsti aiuti finanziari o sostegno giuridico da parte di autorità locali o nazionali a favore della mediazione.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La direttiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri indicano alla Commissione gli organi giurisdizionali o le altre autorità competenti a ricevere le richieste.

La Romania non ha ancora provveduto alla comunicazione di queste informazioni.

Ultimo aggiornamento: 10/06/2013

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Slovenia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo e gli operatori di giustizia in Slovenia sono consapevoli dei vantaggi offerti dallo strumento della mediazione.

Chi contattare?

La ZARSS - Zakon o alternativnem reševanju sodnih sporov (legge sulla risoluzione alternativa delle controversie giudiziarie), Uradni list Republike Slovenije (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Slovenia) nn. 97/09 e 40/12 – ZUJF, adottata il 19 novembre 2009 e in vigore dal 15 giugno 2010, impone ai tribunali di primo e di secondo grado di adottare e di applicare un programma di composizione alternativa delle controversie per offrire alle parti mezzi alternativi di risoluzione delle controversie in materia di diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto di famiglia e di altre materie di diritto civile. In virtù di questo programma i tribunali sono obbligati a consentire alle parti di ricorrere alla mediazione, in aggiunta ad altre forme di risoluzione alternativa delle controversie.

Il ministero della Giustizia e della Pubblica amministrazione mantiene un Il link si apre in una nuova finestraregistro centrale dei mediatori che operano presso i tribunali in conformità ai programmi di risoluzione alternativa delle controversie.

Varie organizzazioni non governative (ONG) sono attive nel campo della mediazione:

Sotto l’egida del ministero della Giustizia e della Pubblica amministrazione opera il Consiglio per la soluzione alternativa delle controversie. Istituito nel marzo 2009, si tratta di un organo centralizzato, indipendente e specializzato del ministero, che svolge un ruolo di consulenza e coordinamento.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Il ricorso alla mediazione è ammissibile nelle controversie riguardanti il diritto civile, il diritto di famiglia, il diritto commerciale, il diritto del lavoro e altre questioni patrimoniali relative a diritti disponibili e transigibili dalle parti. Il ricorso alla mediazione è ammissibile anche in altri casi, purché non sia escluso dalla legge.

Il ricorso alla mediazione è comune nelle controversie su questioni di diritto civile, diritto di famiglia e diritto commerciale.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è facoltativo. La ZMCGZ - Zakon o mediaciji v civilnih in gospodarskih zadevah (legge sulla mediazione nelle controversie civili e commerciali) (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Slovenia n. 56/08) disciplina la procedura di mediazione in generale, ossia la mediazione giudiziale e stragiudiziale. La legge si limita a stabilire le norme di base per le procedure di mediazione, che sono comunque disciplinate da meccanismi di autoregolamentazione, specificando, per esempio, i confini della mediazione, la persona che nomina il mediatore, la deontologia del mediatore, la forma dell’accordo di risoluzione della controversia, i mezzi per garantirne l’applicazione, ecc. Le parti possono derogare alle disposizioni di legge, ad eccezione delle norme che sanciscono il principio dell’imparzialità del mediatore e l’impatto della mediazione sui termini di decadenza e prescrizione.

L’Associazione slovena dei mediatori ha adottato un Il link si apre in una nuova finestracodice deontologico dei mediatori, che tuttavia si applica soltanto ai membri dell’associazione.

Informazione e formazione

Per informazioni sulla mediazione e per reperire i recapiti dei mediatori si rimanda ai siti internet delle varie ONG, tra cui:

La formazione per i mediatori è fornita da varie ONG e dal Il link si apre in una nuova finestraCentro per l'istruzione in materia giudiziaria istituito presso il ministero della Giustizia e della Pubblica amministrazione.

Quanto costa la mediazione?

Attualmente la mediazione giudiziale condotta secondo la ZARSS nelle controversie derivanti da rapporti tra genitori e figli e nelle controversie in materia di diritto del lavoro riguardanti la conclusione del rapporto di lavoro è gratuita; le parti pagano soltanto i rispettivi avvocati. In tutte le altre controversie, escluse quelle di diritto commerciale, la mediazione è gratuita per le prime tre ore.

Le organizzazioni private applicano tariffe differenti per la mediazione.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

L’accordo raggiunto in sede di mediazione non è di per sé direttamente esecutivo. Tuttavia, le parti possono concordare che l’accordo che pone fine alla controversia prenda la forma di un atto notarile direttamente esecutivo, di una transazione giudiziaria o di un lodo arbitrale che riprende i termini dell'accordo .

Link correlati

Ultimo aggiornamento: 23/03/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Slovacchia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione che ponga fine alla lite. Il governo slovacco e gli operatori di giustizia in Slovacchia sono consapevoli dei vantaggi offerti dallo strumento della mediazione.

Chi contattare?

Sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraMinisterstvo spravodlivosti Slovenskej republiky (ministero della Giustizia slovacco) c’è una Il link si apre in una nuova finestrasezione dedicata alla mediazione, disponibile soltanto in lingua slovacca.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

I meccanismi della mediazione sono descritti nella legge n. 420/2004 sulla mediazione e successive modifiche, che modifica alcune leggi e disciplina:

  • l’erogazione del servizio di mediazione;
  • i principi fondamentali della mediazione;
  • l’organizzazione e gli effetti della mediazione.

La legge si applica alle controversie nei rapporti governati da contratti di diritto civile, diritto di famiglia, diritto commerciale e diritto del lavoro.

La mediazione è uno strumento stragiudiziale con cui il mediatore cerca di aiutare le parti a risolvere una lite derivante da rapporti contrattuali o di altro genere. La procedura prevede che due o più parti in una controversia siano assistite dal mediatore per la composizione della lite.

L’articolo 99, comma 1, terza frase, della legge n. 99/1963 del codice di procedura civile, e successive modifiche, così recita: “Se le circostanze lo permettono, prima dell’udienza iniziale e nel corso di un procedimento il giudice può invitare le parti a presenziare a un incontro informativo con un mediatore elencato nel Registro dei mediatori per tentare di risolvere la controversia attraverso una mediazione”.

Informazione e formazione

La sezione relativa alla Il link si apre in una nuova finestramediazione sul sito Internet del ministero della Giustizia slovacco fornisce informazioni sulla mediazione in lingua slovacca. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet della Il link si apre in una nuova finestraRete giudiziaria europea.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione è un servizio a pagamento. Il compenso del mediatore è varia da caso a caso e in genere è espresso sotto forma di tariffa oraria o di forfait. La mediazione è un servizio professionale per il quale non sono previsti costi fissi.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri ne danno comunicazione agli organi giurisdizionali o ad altre autorità competenti a ricevere le richieste.

In Slovacchia la mediazione è una procedura informale, volontaria e riservata per risolvere le controversie in via stragiudiziale, servendosi di un mediatore. Scopo della mediazione è giungere a un accordo che possa essere accettato da entrambe le parti.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione deve avere forma scritta. Esso ha effetto innanzitutto sulle parti interessate ed è vincolante per esse. Sulla base dell’accordo ottenuto grazie alla mediazione, la parte avente diritto può chiedere l’esecuzione della decisione o il pignoramento, qualora l’accordo:

  • sia redatto come atto notarile;
  • sia approvato come conciliazione dinanzi a un tribunale da un collegio arbitrale.

Se la mediazione non termina con un accordo tra le parti, il caso può essere portato in tribunale.

Link correlati

Ministerstvo spravodlivosti Slovenskej republiky (ministero della Giustizia slovacco)

Ultimo aggiornamento: 18/03/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Mediazione negli Stati membri - Finlandia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo della Finlandia e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

Chi contattare?

La gestione generale, la direzione e il controllo della mediazione nelle cause penali e in alcune cause civili è compito del ministero degli Affari sociali. Gli uffici provinciali del servizio sanitario nazionale devono garantire la disponibilità dei servizi di mediazione nonché la loro corretta attuazione in tutto il territorio nazionale.

È possibile trovare informazioni sulla mediazione sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraTerveyden ja hyvinvoinnin laitos (THL) (Istituto nazionale finlandese per la sanità e la protezione sociale).

I servizi di mediazione giudiziale sono gestiti dai tribunali di circoscrizione, i quali possono decidere se avviare una procedura di mediazione in cause civili. Scopo della mediazione è aiutare le parti di una controversia a trovare una soluzione che sia accettabile per entrambe. Pertanto, i risultati raggiunti si basano nella maggior parte dei casi, di norma, su quanto è ragionevole date le circostanze, piuttosto che sulla rigorosa applicazione della legge. Ulteriori informazioni sui tribunali di circoscrizione sono disponibili sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia finlandese. È inoltre disponibile un Il link si apre in una nuova finestraopuscolo sulla mediazione giudiziale.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

I servizi di mediazione vengono impiegati sia nelle cause civili sia in quelle penali.

Il ricorso alla mediazione è più comune nelle cause civili, in particolare in quelle che riguardano minori. Tuttavia, non tutte le cause civili sono soggette alla mediazione giudiziale. Le controversie che riguardano i consumatori, per esempio, possono essere gestite da un consulente dei consumatori e dalla Commissione per le denunce dei consumatori. Riguardo alle cause penali, invece, è prevista una procedura di mediazione specifica.

Questioni e controversie civili sottoposte all’esame delle giurisdizioni generali possono essere soggette a mediazione come stabilito nella legge sulla mediazione giudiziale (legge n. 663/2005). L’obiettivo della mediazione giudiziale è la risoluzione amichevole delle controversie. Un requisito fondamentale è che la questione sia risolvibile tramite la mediazione e che questo strumento rappresenti una soluzione adeguata alle richieste delle parti. Una o entrambe le parti di una controversia possono redigere una richiesta scritta prima di iniziare il procedimento giudiziale. Tale richiesta dev’essere depositata in forma scritta e indicare l’oggetto della controversia e le posizioni divergenti delle parti, nonché fornire i motivi per cui la questione può essere risolta con la mediazione.

La conciliazione (o mediazione) può inoltre essere impiegata in cause civili in cui almeno una parte sia una persona fisica. Le cause civili, tranne quelle che riguardano il risarcimento dei danni derivati da un reato, possono tuttavia essere sottoposte a conciliazione solo se la controversia è di importanza minore, tenendo conto della materia e delle richieste avanzate dalle parti. Ciò che la legge prevede riguardo alla conciliazione nelle cause penali si applica, mutatis mutandis, alla conciliazione nelle cause civili.

Possono fare ricorso alla conciliazione le parti che hanno personalmente e volontariamente espresso il loro accordo in tal senso. Esse devono essere in grado di comprenderne il significato e le soluzioni proposte secondo la procedura di conciliazione. Pertanto, prima che le parti acconsentano alla conciliazione, occorre spiegare loro quali sono i loro diritti e la loro posizione nella procedura di mediazione. Ciascuna delle parti può ritirare il proprio consenso in qualsiasi momento durante la procedura di conciliazione.

I minori devono acconsentire alla mediazione personalmente e, inoltre, la partecipazione di un minore alla procedura di conciliazione richiede il consenso di chi ne ha la custodia o di altro rappresentante legale. Gli adulti incapaci possono partecipare a una procedura di conciliazione se sono in grado di capire il significato della causa e acconsentire personalmente alla procedura anzidetta.

È possibile ricorrere alla mediazione per reati che si ritiene possano essere oggetto di conciliazione, tenendo conto della natura e del modo in cui il reato è stato commesso, dei rapporti tra l’indiziato e la vittima e di altre questioni connesse al reato nel suo insieme. Il giudizio di reati che riguardano vittime minorenni non può essere rinviato alla conciliazione tra le parti se la vittima necessita di una tutela speciale a causa della natura del crimine o dell’età.

Gli uffici preposti alla mediazione ricevono richieste di mediazione e collaborano con varie autorità durante l'intera procedura. Ogni caso viene assegnato a un mediatore volontario scelto tra i professionisti che prestano servizio presso l'ufficio preposto alla mediazione. I mediatori gestiscono i casi e le relative formalità in collaborazione con l'ufficio, il cui personale dirige e controlla l’attività dei mediatori.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Nelle cause penali, la conciliazione è possibile solo tra le parti che vi hanno personalmente e volontariamente acconsentito e che sono in grado di comprenderne il significato nonché le soluzioni proposte nella procedura di conciliazione. Nelle cause civili (mediazione giudiziale) l’avvio di una procedura di mediazione richiede il consenso di tutte le parti.

In Finlandia esiste un codice di condotta nazionale per i mediatori, unitamente a codici di condotta settoriali (per esempio, per area di specializzazione quale il diritto di famiglia, il settore medico, il settore delle costruzioni, ecc.).

Informazione e formazione

Dal sito internet del Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia finlandese è possibile scaricare un opuscolo sulla mediazione giudiziale.

Il Terveyden ja hyvinvoinnin laitos (THL) organizza corsi di formazione per mediatori.

L’istituto raccoglie inoltre dati statistici sulla mediazione in cause civili e penali, controlla e conduce ricerche sulle attività di mediazione e coordina gli sforzi di sviluppo nel settore. Questa attività è sostenuta dall’Organismo consultivo sulla mediazione nelle cause civili e penali.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione nelle cause penali è un servizio gratuito. Consente alla vittima di un reato e al colpevole di incontrarsi attraverso l'intervento imparziale di un mediatore per discutere sui danni materiali e morali cagionati alla vittima e accordarsi sulle misure per porre rimedio al danno arrecato (legge n. 1016/2005).

La mediazione ha costi inferiori rispetto a un processo: ciascuna parte paga solo ciò che le compete e non è tenuta a versare anche le spese sostenute dalla controparte. Se le parti intendono procedere in tal senso, possono incaricare un consulente legale. Le parti possono inoltre presentare istanza di patrocinio a spese dello stato presso un ufficio di assistenza legale.

Nella mediazione giudiziale un giudice del tribunale di circoscrizione svolge le funzioni di mediatore. Infatti, la mediazione nelle controversie rientra nei compiti ordinari di un giudice. Nel caso in cui la controversia richieda delle conoscenze specifiche in alcuni settori, il mediatore può, con il consenso delle parti, incaricare una persona che lo assista, il cui onorario sarà a carico delle parti.

La mediazione giudiziale ha un costo, come tutte le altre questioni gestite da un tribunale.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La direttiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri devono comunicare la Commissione sugli organi giurisdizionali o le altre autorità competenti a ricevere le richieste.

La Finlandia non ha ancora fornito tali informazioni.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraOpuscolo sulla mediazione giudiziale, Il link si apre in una nuova finestrasito Internet sulla mediazione (Terveyden ja hyvinvoinnin laitos)

Ultimo aggiornamento: 14/10/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Svezia

Per risolvere una controversia di diritto civile è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo svedese e gli operatori di giustizia in Svezia sono consapevoli dei vantaggi offerti dallo strumento della mediazione. La mediazione può essere utilizzata anche per le controversie di diritto penale, ma non è una conseguenza del reato e non può mai sostituire un processo penale. L'obiettivo della mediazione nelle cause penali è rendere più consapevole l'autore del reato delle conseguenze del crimine e offrire alla vittima la possibilità di elaborare psicologicamente quanto è successo.

Mediazione nelle cause civili

Chi contattare?

Non esiste un’autorità centrale responsabile della regolamentazione della professione di mediatore. Per ottenere informazioni sulla mediazione è possibile contattare l'amministrazione svedese dei tribunali (Il link si apre in una nuova finestraDomstolsverket), che ha elaborato un elenco di persone dichiaratesi disposte a prestare servizi di mediazione. L’elenco è disponibile sul sito Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.domstol.se/.

In materia commerciale, la Il link si apre in una nuova finestraCamera di commercio di Stoccolma (Stockholms handelskammare) e la Il link si apre in una nuova finestraCamera del commercio e dell'industria della Svezia occidentale (Västsvenska industri- och handelskammaren) svolgono attività di mediazione.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Il ricorso alla mediazione è ammissibile in più settori, ma è più comune nelle questioni di diritto civile.

È possibile ricorrere al mediatore nel corso del procedimento giudiziario.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Il ricorso alla mediazione è del tutto facoltativo. Non esistono disposizioni specifiche in materia, come un codice deontologico dei mediatori.

Informazione e formazione

Non esistono informazioni specifiche sulla formazione dei mediatori, né enti di formazione nazionali dei mediatori.

Quanto costa la mediazione?

La mediazione non è gratuita. L’onorario del mediatore è stabilito in base a un accordo tra quest’ultimo e le parti interessate. Il costo della mediazione è ripartito equamente tra le parti.

Mediazione nelle cause penali

Chi contattare?

Dal 1° gennaio 2008 tutti i comuni svedesi offrono la possibilità di ricorrere alla mediazione se l’autore del reato ha meno di 21 anni. Le autorità locali o la polizia possono prendere l’iniziativa di chiedere all’autore del reato se è interessato a usufruire della mediazione.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione è possibile indipendentemente dall'età dell'autore del reato e in qualsiasi fase del processo. La legge sulla mediazione non impone limiti di età massima, ma dal 1° gennaio 2008 tutti i comuni svedesi offrono il ricorso alla mediazione se l’autore del reato ha meno di 21 anni.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

La mediazione non fa parte della pena. È soggetta alle seguenti condizioni:

  • deve essere volontaria per entrambe le parti .
  • il reato deve essere stato denunciato alla polizia e il responsabile deve avere ammesso la colpa.
  • deve essere considerata adeguata alla luce delle circostanze..

Informazione e formazione

La legge stabilisce che il mediatore deve essere una persona competente, onesta e imparziale.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alle autorità locali o al Consiglio nazionale per la prevenzione del crimine (Brottsförebyggande rådet).

Quanto costa la mediazione?

La mediazione è gratuita per la vittima e l’autore del reato.

Ultimo aggiornamento: 18/03/2013

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua inglese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Inghilterra e Galles

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) nell'ambito del quale un mediatore neutrale assiste le parti nella ricerca di una soluzione. Il governo e gli operatori del diritto in Inghilterra e Galles sono a conoscenza dei vantaggi della mediazione e in determinati casi incoraggiano il ricorso alla mediazione e la sua promozione come modo alternativo per la risoluzione delle controversie rispetto al ricorso dinanzi al giudice. Forse voi avete anche diritto al patrocinio a spese dello Stato (nella misura in cui la vostra situazione soddisfi i criteri abitualmente previsti in materia).

Chi contattare?

Il ministero della Giustizia è responsabile della politica di mediazione civile e familiare, compresa la sua promozione per quanto concerne esclusivamente l'Inghilterra e il Galles.

Mediazione civile

Per garantire la qualità della mediazione giudiziale nelle controversie civili (tranne i contenziosi in materia di diritto di famiglia in Inghilterra e Galles) il ministero della giustizia e il Servizio giudiziario di Sua maestà (Her Majesty's Courts and Tribunals Service (HMCTS)) hanno stabilito due procedure di mediazione civile che permettono alle parti di risolvere le controversie in funzione del valore di quest'ultime. Il servizio di mediazione per cause minori (Small Claims Mediation Service) è un servizio interno fornito e gestito dall'HMCTS in relazione alle controversie di scarsa portata, generalmente relative a importi inferiori a 10 000 GBP. Per controversie di valore maggiore, superiore a 10 000 GBP, il ministero della giustizia, in collaborazione con il Il link si apre in una nuova finestraCivil Mediation Council (consiglio di mediazione civile - CMC) ha introdotto una regime di accreditamento che permette alle organizzazioni che forniscono servizi di mediazione di domandare l     iscrizione nel repertorio dei mediatori civili, e, ai tribunali, di inviare loro le parti nei casi in cui la mediazione è possibile. Il CMC è un'organizzazione che rappresenta i mediatori in materia civile e commerciale.

Mediazione familiare

Riguardo alle controversie in materia di diritto di famiglia, la mediazione è autodisciplinata e consiste in una serie di organizzazioni associative o istituti di accreditamento a cui sono affiliati i mediatori. Tali istituti sono confluiti nel Consiglio per la mediazione familiare (Il link si apre in una nuova finestraFamily Mediation Council, FMC) allo scopo di armonizzare le norme nel settore della mediazione familiare. Un'altra funzione del FMC è rappresentare le proprie organizzazioni fondatrici e tutti i soggetti che praticano la mediazione familiare autonomamente nelle trattative con lo Stato che riguardano la professione.

Benché l'FMC non sia un ente statale, esso gioca un ruolo centrale tra le organizzazioni associate, che sono tutte organizzazioni o associazioni non statali e membri fondatori dell'FMC stesso. Le più importanti tra queste sono:

  • ADR Group
  • Family Mediators Association
  • National Family Mediation
  • College of Family Mediators
  • Resolution
  • The Law Society

Lo Stato non prevede attualmente effettivamente l'istituzione di un organo di regolamentazione per la mediazione civile o familiare.

È possibile trovare un mediatore civile accreditato, consultando il repertorio relativo sul sito web della giustizia (Il link si apre in una nuova finestrajustice website). Il repertorio vi aiuterà a trovare il mediatore a voi più vicino; il costo della mediazione si basa su un importo fisso che dipende dal valore della controversia. Per coloro che non sono in condizione di affrontare il costo della mediazione è disponibile un servizio gratuito di mediazione se si soddisfano determinati requisiti, fornito da LawWorks. LawWorks può essere raggiunto telefonicamente al numero 01483216815 o mediante il sito web Il link si apre in una nuova finestraLawWorks

Il sito web GovUK (precedentemente conosciuto come DirectGov) dispone di uno strumento di ricerca che vi aiuterà a trovare un servizio di mediazione familiare all'indirizzo seguente: Il link si apre in una nuova finestraFamily Mediation Service Finder. Si prega di notare che non esiste più il servizio di assistenza telefonica in materia di mediazione familiare (Family Mediation Helpline).

Potete ottenere maggiori informazioni relativamente al patrocinio a spese dello Stato e in particolare se avete diritto a questo tipo di aiuto mediante il nuovo servizio istituito in materia (Legal Aid Information Service) sul sito Gov.UK all'indirizzo seguente: Il link si apre in una nuova finestracheck-legal-aid.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione può essere impiegata per risolvere tutta una serie di controversie correnti in materia civile e commerciale, in particolare i problemi di abitazione, le controversie commerciali, i conflitti sul luogo di lavoro, le piccole controversie, le domande di recupero crediti, le controversie in materia di regolamento di confini, di lavoro, in materia contrattuale, di lesioni personali, di domande di risarcimento danni, nonché le controversie in materia di comunità relative alle immissioni e all'abuso di diritto.

La mediazione può trovare anche applicazione nel settore delle controversie familiari, compreso il divorzio, lo scioglimento del vincolo matrimoniale, la separazione, l'applicazione della legge in materia di figli, compresi il diritto di visita e di residenza. Il suo campo di applicazione non è limitato solo agli ex partner o sposi. Per esempio i nonni possono ricorrere alla mediazione familiare per raggiungere un accordo che consenta loro di continuare a mantenere una relazione con i loro nipoti.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Procedura per la mediazione civile

L'istituto della mediazione civile non è disciplinato dalla legge né è un presupposto necessario per i procedimenti giudiziali. Tuttavia, alle parti di cause civili viene chiesto di considerare seriamente l'ipotesi della mediazione prima di avviare una causa dinanzi a un giudice.

Le civil procedure rules (codice di procedura civile, CPR) regolano la prassi e la procedura da seguire presso le sezioni civili della Court of Appeal, della High Court e delle County Courts. Le CPR prevedono un codice di procedura il cui obiettivo principale è aiutare i tribunali a gestire le cause secondo giustizia. Parte di tale obiettivo principale prevede che i tribunali gestiscano le cause attivamente. Ciò significa che le parti coinvolte usufruiscono di una procedura alternativa per risolvere la controversia, se il giudice la reputa opportuna e ne agevola l'impiego.

Mentre la mediazione è interamente volontaria, le civil procedure rules definiscono i fattori di cui è necessario tener conto quando si tratta di fissare l'importo delle spese da stabilire. Il giudice è tenuto a considerare gli eventuali tentativi effettuati, prima e durante il procedimento, per cercare di risolvere la controversia. Di conseguenza, se la parte vittoriosa ha in precedenza rifiutato una ragionevole offerta di mediazione, il giudice potrebbe decidere che la parte soccombente non debba essere obbligata al pagamento delle spese della suddetta parte vittoriosa.

Procedura per la mediazione familiare

La mediazione familiare è, attualmente, un procedimento interamente volontario. Da aprile 2011 tutti i richiedenti (non solo i beneficiari di risorse pubbliche) devono considerare il ricorso alla mediazione, partecipando a una riunione informativa e di valutazione sulla mediazione (MIAM) prima di poterla domandare al giudice ai sensi del Il link si apre in una nuova finestraPresident's Pre Application Protocol. Anche la potenziale controparte deve partecipare alla riunione, qualora invitato. Se l'attore continua la sua azione dinanzi alla giustizia ordinaria, egli deve allegare alla sua domanda un formulario FM1 debitamente compilato indicante che è dispensato dal partecipare a una MIAM, che la mediazione non è stata giudicata idonea alla sua causa, o che malgrado il ricorso alla mediazione quest'ultima non ha consentito di ottenere alcun risultato o non tutti gli aspetti della controversia sono stati risolti.

In risposta alla raccomandazione formulata dal comitato di riforma della giustizia familiare, il governo ha introdotto una disposizione nella Legge sui figli e sulle famiglie (Children and Families Bill) nel febbraio 2013 per fare in modo che l'invito attuale a partecipare a una MIAM diventi un'esigenza legislativa (corredata da talune deroghe, in caso di provata violenza domestica, ad esempio).

Il deposito di un formulario FM1 debitamente compilato di accompagnamento alla domanda, come indicato precedentemente, costituirà anch'esso un requisito legislativo. Si prevede di promulgare la legge e di applicarne le disposizioni di attuazione nella primavera del 2014.

Analogamente alle norme di procedura civile, le norme di procedura familiare (un insieme completo di norme relative alla procedura giudiziaria) incoraggiano il ricorso ai modi alternativi di risoluzione delle controversie.

Conservazione dei requisiti professionali

Non è previsto alcun codice di condotta nazionale per i mediatori di Inghilterra e Galles. Tuttavia, per poter essere accreditati presso il CMC, il prestatore del servizio di mediazione civile deve aderire a un codice di condotta: il Il link si apre in una nuova finestracodice di condotta dell'Unione europea viene impiegato quale modello di riferimento. La professione è autoregolamentata e lo Stato non svolge alcun ruolo nell'incentivare i prestatori del servizio ad aderire a un codice volontario.

Tutti i membri fondatori dell'FMC sono tenuti a garantire che i propri iscritti (professionisti della mediazione familiare) aderiscano al Il link si apre in una nuova finestraCodice di condotta dell'FMC

Informazione e formazione

Informazioni sulla mediazione civile, i servizi offerti, e le tariffe sono disponibili sul sito web del governo all'indirizzo seguente: Il link si apre in una nuova finestraMinistry of Justice website: civil mediation.

Il repertorio sulla mediazione civile offre uno strumento di ricerca che permette di trovare un mediatore capace di intervenire in un luogo che le parti giudicano appropriato. I siti web dei membri dell'FMC e dei mediatori civili offrono maggiori informazioni sulla mediazione e sui servizi di mediazione.

Il servizio di mediazione familiare è dotato di uno strumento di ricerca che aiuterà l'utente a trovare un mediatore nella sua regione. I siti web dei membri dell'FMC offrono maggiori informazioni sui servizi di mediazione.

Non esiste alcun ente di formazione nazionale per i mediatori civili in Inghilterra e Galles. La formazione dei mediatori civili avviene a livello privato ed è autoregolamentata. La professione è autodisciplinata anche per quanto riguarda la formazione. I mediatori familiari vantano formazioni diverse, tra cui quella giuridica, psicoterapeutica o relativa ai servizi sociali; la legge non prevede che essi debbano avere una formazione specifica. Tuttavia, le varie associazioni di appartenenza/accreditamento fissano una serie di livelli di conoscenza professionale e di istruzione, che caratterizzano anche i requisiti della formazione. I mediatori che esercitano contrattualmente la loro professione nel quadro di un finanziamento pubblico devono aver raggiunto un determinato elevato standard di accreditamento/riconoscimento e formativo per poter svolgere i servizi di MIAM e di mediazione.

Quanto costa la mediazione?

Il costo varia in base al fornitore e non è regolamentato dallo Stato. Per quanto riguarda le questioni civili, il costo è connesso al valore della controversia e al tempo necessario per condurre a buon fine il procedimento di mediazione. Le tariffe fissate per un servizio di mediazione e riportate nel repertorio online dei mediatori civili possono essere consultate sul sito web della giustizia. L'organizzazione caritativa LawWorks offre un servizio di mediazione gratuito a coloro che non possono sostenerne il costo. LawWorks può essere contattata al numero 01483216815 o consultando il relativo sito web (Il link si apre in una nuova finestraLawWorks Mediation website).

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE recepita nel Regno Unito ai sensi del regolamento sulla mediazione transfrontaliera (direttiva UE) del 2011 (SI n. 1133 del 2011) permette alle parti di una controversia transfrontaliera, una delle quali è domiciliata in uno Stato membro al momento della causa, di chiedere che sia reso esecutivo il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco degli organi giurisdizionali o delle altre autorità competenti a ricevere tali domande.

Per quanto riguarda Inghilterra e Galles, le informazioni sui tribunali competenti sono disponibili sul sito Internet dell'Ufficio dei servizi giudiziari di Sua Maestà (Il link si apre in una nuova finestraHer Majesty's Court Service).

Le parti di una causa civile di cui è pendente il processo che hanno raggiunto un accordo mediante la mediazione, possono chiedere al giudice di approvarlo. Approvato dal giudice, l'accordo diventa un provvedimento giudiziale vincolante (consent order) legalmente vincolante ed esecutivo, qualora il giudice ritenga equo l'accordo raggiunto.

Le parti di una controversia familiare che hanno raggiunto un accordo tra di loro, mediante avvocato (solicitor) o ricorrendo alla mediazione, possono chiedere al giudice di trasformare tale accordo in un provvedimento giudiziale vincolante (consent order), qualora il giudice ritenga equo l'accordo raggiunto. E' più probabile che ciò si verifichi nel caso di accordi finanziari piuttosto che in accordi vertenti sui figli.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraCivil Mediation Council, Il link si apre in una nuova finestraFamily Mediation Council, Il link si apre in una nuova finestraCivil Mediation Online Directory, Il link si apre in una nuova finestraFamily Mediation Service Finder, Il link si apre in una nuova finestracodice di condotta dell'Unione europea per i mediatori, Il link si apre in una nuova finestraCodice di condotta dell'FMC, LawWorks Mediation

Ultimo aggiornamento: 07/10/2014

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Mediazione negli Stati membri - Irlanda del Nord

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo dell’Irlanda del Nord e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

In Irlanda del Nord non esiste un ente governativo responsabile dei servizi di mediazione. Vi sono tuttavia organizzazioni che forniscono servizi di mediazione e consulenza.

Chi contattare?

La Il link si apre in una nuova finestraLaw Society of Northern Ireland offre un Il link si apre in una nuova finestraservizio di risoluzione alternativa delle controversie che comprende il ricorso alla mediazione ai fini della soluzione negoziata delle liti. È possibile ricorrere a questo servizio in qualsiasi fase della lite e non necessariamente quando è il giudice a ordinarlo.

Il servizio di risoluzione delle controversie si avvale di un collegio di solicitor e barrister, che hanno ricevuto una formazione specifica e che sono stati accreditati per fungere da mediatori per conto delle parti in una controversia.

Altre organizzazioni di volontariato, come Il link si apre in una nuova finestraRelate e Il link si apre in una nuova finestraBarnardos, offrono servizi di consulenza e mediazione per problemi legati alla sfera familiare. La Il link si apre in una nuova finestraLabour Relations Agency propone invece un servizio di arbitrato per le controversie in materia di diritto del lavoro.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

I settori principali in cui è frequente il ricorso alla mediazione sono le controversie in ambito civile o commerciale e le questioni riguardanti la famiglia, il luogo di lavoro e la comunità.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Nell’ordinamento giuridico dell’Irlanda del Nord non esiste un sistema di mediazione delegata al giudice. È probabile, tuttavia, che i giudici autorizzino il rinvio di cause in cui vi sia la prospettiva di risolvere il conflitto attraverso la mediazione –- Il link si apre in una nuova finestraNorthern Ireland Court Service

La Il link si apre in una nuova finestraLaw Society of Northern Ireland definisce le norme e le procedure che regolano i servizi di risoluzione delle controversie.

Informazione e formazione

I solicitor e barrister che compongono il collegio cui è assegnato l’incarico di risolvere la controversia hanno ricevuto una formazione e sono stati accreditati dalla Law Society.

Quanto costa la mediazione?

Il costo della mediazione dipende dal fornitore del servizio e non è regolamentato dallo Stato.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Un accordo raggiunto in sede di mediazione e sottoscritto dalle parti è considerato dai giudici alla stregua della soluzione di una controversia in tribunale. In assenza di un’azione legale, l’accordo può inoltre essere reso esecutivo come un contratto vincolante tra le parti.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraThe Law Society of Northern Ireland

Il link si apre in una nuova finestraServizio di risoluzione delle controversie

Il link si apre in una nuova finestraRelate

Il link si apre in una nuova finestraBarnardos

Il link si apre in una nuova finestraLabour Relations Agency

Ultimo aggiornamento: 06/03/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua inglese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Mediazione negli Stati membri - Scozia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell'ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione per la definizione della lite. Il governo scozzese e gli operatori di giustizia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.

La Scozia possiede un'organizzazione specifica e disposizioni speciali in materia di mediazione.

Chi contattare?

La Legal System Division, Constitution, Law and Courts Directorate del governo scozzese è responsabile della definizione delle politiche in materia di mediazione in Scozia.

Di seguito si riporta un elenco di alcuni organismi a cui è possibile rivolgersi:

  • Rete di mediazione scozzese : Scottish Mediation Network, 18 York Place, Edimburgo, EH1 3EP
  • SACRO (Safeguarding Communities Reducing Offending), 29 Albany Street, Edimburgo EH1 3QN
  • Rete di mediazione sociale scozzese: Scottish Community Mediation Network 21, Abercromby Place, Edinburgh EH3 6QE. Relationships Scotland, 18 York Place, Edinburgo, EH1 3EP
  • Relationships Scotland, 18 York Place, Edinburgh, EH1 3EP

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

Il ricorso alla mediazione è consentito in tutti i settori del diritto. Si ricorre con maggior frequenza a questo strumento nei conflitti familiari e nelle liti di vicinato, ma la soluzione di un mediatore è sempre più richiesta anche nelle controversie commerciali. La mediazione dev'essere proposta nelle controversie sulle esigenze di ulteriori mezzi di sostegno e si deve poter ricorrere all'intervento conciliativo anche nelle controversie sulle discriminazioni basate sulle disabilità.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

Per la professione di mediatore, figura di recente istituzione in Scozia, non è disponibile un quadro normativo vincolante né il ricorso alla mediazione è un prerequisito per iniziare talune tipologie di procedimenti giurisdizionali. La mediazione è del tutto facoltativa.

È tuttavia disponibile un codice di condotta per la mediazione in Scozia, che tiene conto delle diverse aree di specializzazione quali diritto di famiglia, medicina e settore delle costruzioni. Il governo scozzese ha fornito la propria assistenza alle attività della Rete di mediazione scozzese (SMN) e allo sviluppo del Registro scozzese della mediazione (Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Register, SMR). Tutti i membri della SMN sono tenuti ad osservare il codice di condotta per la mediazione in Scozia. I mediatori e i servizi di mediazione presenti nell'SMR possono dimostrare di possedere livelli di qualifica più elevati. I siti Internet di entrambe le organizzazioni sono accessibili gratuitamente e sono consultati di frequente, e tutti i mediatori sono tenuti a rispettare il codice deontologico se desiderano figurare nei siti.

Modalità di accesso alle informazioni sulla mediazione

Informazioni sulla mediazione sono contenute nel sito Internet della Rete di mediazione scozzese (Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Network, SMN), mentre il sito del Registro scozzese della mediazione (Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Register, SMR) fornisce indicazioni su come trovare un mediatore in Scozia. Entrambi sono accessibili al pubblico e possono essere consultati gratuitamente.

Il Registro scozzese della mediazione (Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Register) è un registro autonomo che comprende un repertorio di mediatori e servizi di mediazione. Il sito fornisce accesso gratuito alle informazioni su persone che esercitano tutti i tipi di mediazione. Il registro è gestito dalla Rete di mediazione scozzese (Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Network, SMN).

I dati presenti sul sito vengono aggiornati dai mediatori almeno una volta all'anno.

Lo scopo del Registro scozzese della mediazione è assicurare agli utenti la qualità professionale dei mediatori prescelti, certificandone il rispetto di norme minime. Tali Il link si apre in una nuova finestranorme sono stabilite da un'apposita Commissione (Il link si apre in una nuova finestraStandards Board) indipendente. I mediatori che figurano nell'SMR possono definirsi "Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Registered Mediator" (mediatore accreditato) e utilizzare il logo dell'SMR accanto al nome.

Dopo che l'Il link si apre in una nuova finestraorgano di regolamentazione ha certificato che il mediatore rispetta le ulteriori norme settoriali previste dall'organo stesso, accanto al nome del mediatore iscritto nel registro potrà essere inserito un altro simbolo riconosciuto dal suddetto organo.

Informazione e formazione

L'SMN offre sul proprio sito Internet, a partire dal 2004, una "mappa della mediazione". La presentazione di informazioni è stata aggiornata più volte, grazie ai finanziamenti concessi dal governo scozzese. Il link compare in una serie di opuscoli e pagine web. La mappa è stata collegata al Registro scozzese della mediazione in modo da offrire un unico punto di riferimento per l'individuazione di un mediatore qualificato.

L'ufficio dell'SMN risponde anche a richieste telefoniche, che vengono dirottate agli specifici servizi di mediazione.

L'SMR stabilisce le qualifiche dei mediatori in maniera che le parti dispongano di informazioni più dettagliate al momento della scelta del mediatore.

In Scozia sono previsti programmi di formazione per settori diversi della mediazione. Tutti hanno una durata minima di 30 ore e comprendono i seguenti moduli:

  • Principi e pratica della mediazione
  • Fasi del processo di mediazione
  • Etica e valori della mediazione
  • Eventuale contesto giuridico delle controversie
  • Tecniche di comunicazione utili nella mediazione
  • Tecniche di negoziazione e loro applicazione
  • Effetti del conflitto e relative modalità di gestione
  • Diversità.

Quanto costa la mediazione?

Il costo della mediazione varia in funzione del mediatore e non è regolato dallo Stato.

La mediazione è solitamente gratuita per il singolo utente in caso di controversia che riguardi minori, liti di vicinato e comunità, esigenze di ulteriori mezzi di sostegno e conciliazione per discriminazioni fondate su disabilità.

Gli onorari dei mediatori privati si collocano tra 200 GBP e 2 000 GBP e oltre al giorno.

L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

La Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE permette alle parti di chiedere che il contenuto di un accordo scritto risultante da una mediazione sia reso esecutivo. Gli Stati membri ne danno comunicazione agli organi giurisdizionali o ad altre autorità competenti a ricevere le richieste.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Network, Il link si apre in una nuova finestraScottish Mediation Register, Il link si apre in una nuova finestranorme, Il link si apre in una nuova finestramediazione in Scozia: mediatori accreditati, organismo di regolamentazione

Ultimo aggiornamento: 11/10/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.