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Alimenti e mantenimento

Polonia
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European Judicial Network
Rete giudiziaria europea (in materia civile e commerciale)

1 Che cosa si intende in pratica per "alimenti" e "obbligazione alimentare"? Quali persone sono tenute a pagare gli alimenti a un'altra persona?

In linea con l'articolo 128 della legge in materia di famiglia e tutela, per "obbligazione alimentare" s'intende l'obbligo imposto ai parenti in linea retta o ai fratelli di fornire i mezzi di sussistenza (compresi vestiti, cibo, alloggio, benzina e medicine) e, se necessario, i mezzi d'istruzione (compresa la cura dello sviluppo fisico e mentale e l'accesso alla formazione e alla cultura).

Gli "alimenti" sono un'indennità in denaro o in natura. Essi comprendono, nel caso dei figli, l'intervento personale nella loro educazione e le attività nell'abitazione comune in linea con l'obbligo di mantenimento.

Il "diritto agli alimenti" è il diritto riconosciuto a una persona di chiedere l'adempimento di un obbligo di mantenimento gravante in capo a un terzo nei suoi confronti.

Di norma, le obbligazioni alimentari derivano da diverse tipologie di rapporti. A seconda del tipo di legame di parentela, la legge distingue tra le seguenti obbligazioni alimentari:

1. obbligazioni alimentari tra parenti (il mantenimento dei figli costituisce una forma specifica di tale obbligazione): nel caso dei parenti, solo le persone che si trovano in una situazione di difficoltà economica hanno diritto di ottenere gli alimenti. I genitori sono tenuti a versare gli alimenti ai figli che non sono in grado di provvedere alle proprie necessità, salvo che le entrate provenienti dai beni dei figli siano sufficienti a coprire i costi del loro mantenimento e della loro educazione. I figli che hanno compiuto 18 anni non hanno più diritto a ottenere gli alimenti, salvo che essi desiderino proseguire nel loro percorso di studi e i risultati già raggiunti giustifichino tale scelta o che la loro condizione di salute o personale giustifichi il mantenimento delle obbligazioni alimentari. I genitori non sono inoltre tenuti a pagare gli alimenti ai figli che abbiano superato i 18 anni e, seppur pronti per entrare nel mercato del lavoro, continuino gli studi, salvo poi trascurarli, senza fare progressi soddisfacenti, senza ottenere i minimi richiesti e superare gli esami nei termini prescritti e, per tali ragioni, omettono di completare i loro studi nel periodo previsto dal loro programma di studi.

Se non è possibile ottenere gli alimenti o se il loro ottenimento comporta difficoltà eccessive, altri parenti possono essere chiamati a versarli (ad esempio i nonni dal lato del debitore irreperibile);

2. un obbligo derivante dall'adozione: se l'adozione crea soltanto un legame tra l'adottante e l'adottato, l'obbligazione alimentare in capo all'adottante nei confronti dell'adottato prevale su quella degli ascendenti e dei fratelli dell'adottato, mentre l'obbligo di mantenimento dell'adottato rispetto ai suoi ascendenti e ai suoi fratelli si verifica per ultimo. Per il resto, all'adottato si applicano le disposizioni di cui al punto 1;

3. un obbligo tra persone legate da vincolo di affinità (madre adottiva, padre adottivo, figlio adottivo): solo le persone che si trovano in difficoltà economica hanno diritto a ottenere gli alimenti posto che, nella situazione considerata, l'imposizione di un obbligo di mantenimento è in linea con i principi dell'interazione sociale. In base alla normativa e alla giurisprudenza polacca, per "difficoltà economiche" s'intende l'incapacità di soddisfare le proprie ragionevoli esigenze con risorse e sforzi propri;

4. un obbligo tra i coniugi in costanza di matrimonio: i membri della famiglia possono vantare il diritto a un "pari tenore di vita" per tutti i membri della famiglia. In linea con l'articolo 27 della legge in materia di famiglia e tutela, entrambi gli sposi sono tenuti, conformemente alle loro capacità e alle loro entrate e disponibilità economiche, a contribuire a soddisfare le esigenze della famiglia che hanno costituito attraverso la loro relazione. Tale obbligo può essere considerato adempiuto in tutto o in parte anche sotto forma di sforzi personali per educare i figli e prendersi cura dell'abitazione comune;

5. un obbligo tra i coniugi successivo alla fine del matrimonio: se uno dei coniugi è stato ritenuto l'unico responsabile del fallimento del matrimonio e il divorzio comporta un sostanziale peggioramento delle condizioni economiche dell'altro, quest'ultimo può chiedere che le sue ragionevoli esigenze siano soddisfatte anche se non si trova in una situazione di difficoltà economica. In altri casi, il coniuge in difficoltà economica può chiedere gli alimenti al suo ex coniuge in proporzione alle sue ragionevoli esigenze e alle entrate e alle disponibilità economiche dell'ex coniuge. Le obbligazioni alimentari nei confronti del coniuge si estinguono quando quest'ultimo contrae nuove nozze. Tuttavia, quando un coniuge divorziato cui non è stato addebitato il fallimento del matrimonio è tenuto a pagare gli alimenti, anche l'obbligo in tal senso si estingue decorsi cinque anni dal provvedimento di divorzio, salvo che l'organo giurisdizionale proroghi tale periodo su richiesta del beneficiario degli alimenti in ragione di circostanze eccezionali;

6. l'obbligo in capo al padre del figlio nato al di fuori del matrimonio nei confronti della madre di quest'ultimo: il padre, che non è il marito della madre, deve contribuire in base alle circostanze ai costi connessi alla gravidanza e al parto nonché alle spese di mantenimento della madre per un periodo di tre mesi. In presenza di valide ragioni, la madre può chiedere al padre di contribuire al suo mantenimento per un periodo superiore.

2 Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti? Ci sono norme diverse per gli alimenti relativamente ai minori e agli adulti?

I genitori sono tenuti a versare gli alimenti ai figli che non siano ancora in grado di provvedere a sé stessi. Posto che l'obbligo scolare è fissato a 18 anni, i figli hanno di norma diritto a ottenere gli alimenti sino al raggiungimento della maggiore età e anche sino al completamento degli studi universitari o del percorso di formazione professionale superiore.

Il fondo statale per gli alimenti eroga prestazioni a favore degli aventi diritto sino al raggiungimento dei 18 anni. Tali persone hanno titolo a ricevere le prestazioni sino ai 25 anni, se continuano il loro percorso formativo scolastico o presso istituti d'istruzione superiore, e per un periodo indefinito se è stata certificata la loro grave disabilità.

3 Per ottenere gli alimenti, il ricorrente deve rivolgersi a un'autorità competente o deve adire un organo giurisdizionale? Quali sono gli elementi principali di tale procedura?

Sì, possono verificarsi le seguenti situazioni:

  1. la persona chiamata a versare gli alimenti vi adempie spontaneamente;
  2. le parti raggiungono un accordo sulle obbligazioni alimentari;
  3. se la persona tenuta a versare gli alimenti omette di adempiere i suoi obblighi, è possibile chiederne il pagamento dinanzi al sąd rejonowy (tribunale distrettuale) competente per il luogo di residenza dell'avente diritto agli alimenti (articolo 32 del codice di procedura civile) o del convenuto (articolo 27, primo comma, del codice di procedura civile), o una siffatta richiesta può essere formulata durante il procedimento di divorzio o di separazione dinanzi a un sąd okręgowy (tribunale regionale).

Il ricorso è esente da spese di giudizio. Esso deve tuttavia soddisfare i requisiti previsti per la memoria, ossia deve contenere: l'indicazione dell'organo giurisdizionale adito; nome e cognome delle parti, dei rispettivi rappresentanti legali e procuratori; la tipologia di memoria; una chiara descrizione della richiesta e il suo valore; la descrizione dei fatti che giustificano la richiesta, e, se necessario, fondano la competenza dell'organo giurisdizionale; la firma della parte e del suo rappresentante legale o procuratore (deve essere allegata anche la procura); un elenco degli allegati; il luogo di residenza o della sede ufficiale delle parti, dei rispettivi rappresentanti legali e procuratori; nonché una descrizione della domanda. Le memorie successive devono indicare il numero di fascicolo.

4 È possibile presentare una richiesta a nome di un parente (in caso affermativo, quale grado), o di un minore?

Le seguenti persone possono richiedere gli alimenti in nome dell'avente diritto:

  • i procuratori (oltre agli avvocati e ai consulenti legali, possono fungere da procuratore i genitori, il coniuge, i fratelli, gli ascendenti, le persone legate all'avente diritto da adozione, nonché le persone chiamate a gestire i beni dell'avente diritto);
  • i rappresentanti delle autorità governative locali responsabili dell'assistenza sociale [ai sensi della legge del 12 marzo 2004 sull'assistenza sociale pubblicata nel Dziennik Ustaw (Gazzetta ufficiale) del 2004, n. 64, voce 593; si tratta dei responsabili dei centri comunali di assistenza sociale o dei centri distrettuali di sostegno alle famiglie];
  • l'articolo 61, primo comma, punto 1, del codice di procedura civile stabilisce che le organizzazioni non governative possono, nell'ambito delle loro funzioni statutarie, avviare procedimenti per la richiesta di alimenti previo consenso scritto di una persona fisica;
  • i pubblici ministeri se il loro intervento è giustificato dalla necessità di tutelare la legge e l'interesse pubblico.

I rappresentanti legali agiscono in nome del minore avente diritto agli alimenti. Tuttavia, dopo il raggiungimento della maggiore età, il figlio deve agire in proprio.

Un convivente o un conoscente non può agire in nome dell'avente diritto se non rientra nelle categorie sopra elencate.

5 Qualora intenda adire un organo giurisdizionale, come posso individuare il giudice competente?

Secondo il codice di procedura civile la competenza per materia delle cause alimentari spetta al tribunale distrettuale. La competenza territoriale è invece determinata dal luogo di residenza dell'avente diritto agli alimenti o da quello del convenuto. Gli organi giurisdizionali competenti per determinati comuni sono elencati nel regolamento del ministero della Giustizia del 28 ottobre 2018 sulla determinazione delle sedi e della competenza delle corti d'appello, dei tribunali regionali e dei tribunali distrettuali e sulla portata della loro competenza (Gazzetta ufficiale del 2018, voce 2548).

I tribunali regionali sono competenti a pronunciarsi nelle cause vertenti sul riconoscimento, in Polonia, delle decisioni degli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'Unione europea (articolo 11511, primo comma, del codice di procedura civile) se la decisione è stata emessa prima che lo Stato in cui è stata pronunciata fosse vincolato dal protocollo dell'Aia del 23 novembre 2007 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari (GU L 331 del 16.12.2009, pag. 17).

In conformità con l'articolo 115314 del codice di procedura civile modificato, nella Repubblica di Polonia esistono i seguenti titoli esecutivi:

  1. sentenze emesse da organi giurisdizionali di Stati membri dell'UE e transazioni e documenti ufficiali emessi da tali Stati soggetti all'applicazione del regolamento (UE) n. 1215/2012, se esecutive;
  2. sentenze emesse dagli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'UE, transazioni e documenti ufficiali emessi da tali Stati certificati come titolo esecutivo europeo;
  3. ingiunzioni di pagamento europee emesse dagli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'UE la cui esecutività è stata dichiarata in tali Stati a norma del regolamento (CE) n. 1896/2006;
  4. sentenze emesse dagli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'UE nel contesto di un procedimento europeo per le controversie di modesta entità e certificate in tali Stati a norma del regolamento (CE) n. 861/2007;
  5. decisioni in materia di alimenti emesse negli Stati membri dell'UE parti contraenti del protocollo dell'Aia del 23 novembre 2007 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari (GU L 331 del 16.12.2009, pag. 17), nonché transazioni e documenti ufficiali concernenti questioni in materia di alimenti emessi da tali Stati a norma del regolamento (CE) n. 4/2009;
  6. sentenze emesse negli Stati membri dell'UE che comprendono misure di protezione in applicazione del regolamento (UE) n. 606/2013, se esecutive.

6 Chi avanza la pretesa deve servirsi di un intermediario per adire il giudice (ad esempio: avvocato, autorità centrale o locale ecc.)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire?

Non è necessario farsi rappresentare da un avvocato nelle cause in materia di alimenti. Le parti possono agire in proprio o mediante rappresentanti che operano a titolo professionale.

Si vedano i quesiti sub 7 e 20 per informazioni dettagliate in merito alla possibilità di ottenere la nomina d'ufficio di un avvocato che agisca in nome dell'avente diritto agli alimenti.

7 Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un'assistenza giudiziaria gratuita per far fronte alle spese del procedimento?

In base al diritto polacco, la parte che chiede il riconoscimento degli alimenti e il convenuto in una causa riguardante una riduzione degli alimenti sono esentati dalle spese di giudizio (articolo 96, primo e secondo comma, della legge del 28 luglio 2005 sulle spese di giudizio nelle controversie di diritto civile, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 2005, n. 167, voce 1398, come modificata). Le suddette persone sono esentate integralmente, il che significa che non possono essere chiamate a sostenere nessuna spesa di giudizio, di appello o di esecuzione.

Inoltre, la parte che beneficia dell'esenzione dalle spese di giudizio può chiedere di essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato sotto forma di un avvocato nominato d'ufficio. Se la richiesta di un avvocato è accolta, le relative spese sono a carico della controparte della persona per la quale è stato nominato l'avvocato. Se quest'ultima risulta soccombente nella causa, le spese dell'avvocato sono a carico della tesoreria dello Stato.

I diritti in tal senso dei cittadini degli Stati membri sono disciplinati dalla legge del 17 dicembre 2004 sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea e sul diritto all'assistenza in vista di una risoluzione amichevole di una controversia prima dell'avvio di un procedimento giudiziario in sede civile (Gazzetta ufficiale del 2005, n. 10, voce 67).

8 Che tipo di alimenti dev'essere concesso dal giudice e come si calcola il relativo importo? Si può ottenere una modifica della decisione del giudice qualora il costo della vita o la situazione familiare si siano modificate? In caso affermativo, in che modo (ad esempio, con il sistema di indicizzazione automatica)?

L'importo degli alimenti dipende dalle entrate e dalle disponibilità economiche della persona chiamata a versarli e delle ragionevoli esigenze dell'avente diritto. Tra le ragionevoli esigenze dell'avente diritto agli alimenti rientra tutto quanto necessario a garantirgli la sussistenza, in senso materiale e non (necessità culturali e spirituali). Le esigenze del minore comprendono anche le spese per la sua educazione. Nel valutare le entrate e le disponibilità economiche del debitore degli alimenti, non è preso in considerazione il suo reddito effettivo, bensì quello che egli potrebbe ottenere se sfruttasse appieno le sue possibilità di guadagno. Ciò significa che un disoccupato che non dispone di un reddito regolare può essere chiamato a pagare gli alimenti ed essere assoggettato ad azione esecutiva.

In caso di mutamento nelle condizioni, può essere richiesta una modifica di una decisione giudiziale o di un accordo sugli alimenti. Ciascuna delle parti del rapporto alimentare può chiedere una tale modifica. A seconda delle circostanze di fatto, la parte può chiedere l'annullamento dell'obbligazione alimentare o un incremento o una riduzione del suo importo. L'importo delle prestazioni alimentari può essere modificato se le ragionevoli esigenze dell'avente diritto agli alimenti o la capacità di guadagno della persona obbligata sono aumentate o diminuite.

In Polonia non esiste un importo determinato per gli alimenti. Essi non sono calcolati come percentuale fissa del reddito della persona chiamata a versarli. Nel 2014, il salario minimo ammontava a 1 680 PLN (circa 400 EUR) lordi. Nel 2013, il salario medio era pari a 3 650 PLN (circa 900 EUR) lordi al mese. Nel 2015 il salario minimo ammontava a 1 750 PLN lordi, nel 2016 a 1 850 PLN lordi, mentre nel 2019 ammonta a 2 250 PLN lordi. In pratica, nella maggior parte dei casi, l'importo degli alimenti concessi dagli organi giurisdizionali si colloca tra i 300 PLN e i 1 000 PLN al mese per un figlio. L'importo degli alimenti non è soggetto a indicizzazione automatica in ragione dell'età del figlio o del livello d'inflazione.

9 In che modo e a chi saranno pagati gli alimenti?

La persona indicata come debitore in un titolo esecutivo è tenuta a versare gli alimenti. Di norma, gli alimenti concessi in Polonia sono pagabili in zloty polacchi al rappresentante legale del minore (in contanti o mediante bonifico bancario) a cadenza mensile, generalmente entro il 10 del mese. Le sentenze prevedono, in caso di ritardo nel pagamento, l'applicazione degli interessi di legge (al tasso del 13% l'anno dal 2008) sull'importo ancora dovuto (cfr. informazioni fornite dalla Polonia sugli interessi legali).

Di norma, un'obbligazione alimentare grava quindi soltanto sulla persona chiamata a versare gli alimenti. Se tale persona non li versa spontaneamente, l'avente diritto può chiedere l'avvio di una procedura esecutiva all'autorità competente per le esecuzioni (di norma l'ufficiale giudiziario). L'esecuzione può anche essere avviata d'ufficio su richiesta dell'organo giurisdizionale di primo grado che ha pronunciato la decisione con cui è stato fissato l'importo degli alimenti. L'avente diritto agli alimenti può anche presentare il titolo esecutivo al datore di lavoro del debitore o all'ente che gli eroga la pensione e chiedere che il relativo ammontare sia detratto dall'importo pagato al debitore. Tale richiesta è vincolante per l'organismo pagatore.

Le esecuzioni sul patrimonio immobiliare del debitore necessitano di una richiesta separata.

10 Se la persona su cui grava l'obbligo dell'assegno (debitore) non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere?

Se l'obbligato non adempie spontaneamente alle obbligazioni alimentari, è possibile ricorrere all'esecuzione forzata (cfr. punto 9).

Inoltre, a norma dell'articolo 209 del codice penale (Gazzetta ufficiale 1997, n. 88, voce 553), il persistente omesso pagamento degli alimenti è un reato punibile con una sanzione pecuniaria, con provvedimenti non detentivi o con la pena detentiva sino a due anni. Tale reato viene perseguito su richiesta della vittima, di un istituto di previdenza o di un organo responsabile dell'azione nei confronti di un debitore di alimenti. Se alla vittima sono state concesse adeguate prestazioni familiari o rendite esigibili, in caso di mancata esecuzione per ottenere il pagamento degli alimenti, il procedimento giudiziario viene promosso d'ufficio.

L'articolo 5, comma 3b, punti 2 e 5, della legge del 7 settembre 2007 sull'assistenza alle persone aventi diritto agli alimenti (Gazzetta ufficiale del 2007, n. 192, voce 1378) stabilisce che l'autorità può presentare domanda di sospensione della patente di guida del debitore.

Se l'esecuzione risulta infruttuosa, l'ufficiale giudiziario può chiedere che il debitore sia inserito nell'elenco dei debitori insolventi.

11 Si prega di descrivere brevemente i limiti all'esecuzione, in particolare le norme concernenti la tutela del debitore e i periodi di limitazione o di descrizione nel suo sistema di esecuzione.

A norma dell'articolo 1083, secondo comma, del codice di procedura civile, i pagamenti arretrati a titolo di alimenti possono essere recuperati integralmente mediante pignoramento dei conti bancari.

In base all'articolo 833, primo comma, del codice di procedura civile, le retribuzioni per lavoro dipendente sono assoggettabili a esecuzione nella misura specificata nel codice del lavoro. Di norma può essere pignorato il 60% dello stipendio. Possono essere inoltre pignorati, sino ai tre quinti, gli importi concessi dalla tesoreria dello Stato per particolari finalità, in particolare sovvenzioni e misure di sostegno (articolo 831, primo e secondo comma, del codice di procedura civile).

Inoltre, conformemente all'articolo 829 del codice di procedura civile, non possono essere assoggettati ad azione esecutiva:

  1. gli articoli per la casa, la biancheria da letto, la biancheria intima e l'abbigliamento quotidiano strettamente necessari per il debitore e i membri della famiglia a suo carico, oltre all'abbigliamento strettamente necessario per prendere servizio o svolgere l'attività lavorativa;
  2. scorte di cibo e di carburante strettamente necessarie al debitore e ai membri a carico della sua famiglia per un mese;
  3. una mucca o due capre o tre pecore strettamente necessarie per nutrire il debitore e i membri della famiglia a suo carico, unitamente a scorte di alimenti per animali e materiale da lettiera fino al raccolto successivo;
  4. strumenti ed altri oggetti strettamente necessari al debitore per svolgere un'attività lavorativa lucrativa e materie prime strettamente necessarie alla produzione per un periodo di una settimana, esclusi i veicoli a motore;
  5. nel caso di debitori che assumono un impiego permanente periodico, un importo in denaro corrispondente alla parte non assoggettabile ad esecuzione dello stipendio per il periodo fino alla scadenza successiva e, nel caso di debitori senza stipendio regolare, una somma di denaro strettamente necessaria per la sussistenza del debitore e dei membri della famiglia a suo carico per un periodo di due settimane;
  6. gli oggetti necessari a fini di studio, documenti personali, decorazioni, oggetti utilizzati per pratiche religiose e oggetti di utilizzo quotidiano che possono essere venduti soltanto a un prezzo significativamente inferiore al loro valore ma che sono utili al debitore;
  7. medicinali ai sensi della legge sui prodotti farmaceutici del 6 settembre 2001 (Gazzetta ufficiale del 2008, n. 45, voce 271, come modificata), strettamente necessari per il funzionamento dell'istituzione sanitaria a norma delle disposizioni giuridiche in materia di assistenza sanitaria per un periodo di tre mesi e medicinali strettamente necessari per il suo funzionamento ai sensi della legge sui medicinali del 20 maggio 2010 (Gazzetta ufficiale del 2010, n. 107, voce 679 e Gazzetta ufficiale del 2011, n. 102, voce 586 e n. 113, voce 637);
  8. articoli strettamente necessari in considerazione della disabilità del debitore o dei membri della sua famiglia.

Il ministro della Giustizia, in consultazione con il ministro dell'Agricoltura e quello delle Finanze, specificherà, mediante un'ordinanza, quali oggetti appartenenti a un agricoltore non sono assoggettabili ad esecuzione (articolo 830).

L'articolo 831 del codice di procedura civile stabilisce, in particolare, che le prestazioni di assistenza sociale ai sensi della legge del 12 marzo 2004 sull'assistenza sociale (Gazzetta ufficiale del 2013, voce 182, come modificata) e i crediti vantati dal debitore nei confronti del bilancio dello Stato o del Narodowy Fundusz Zdrowia (fondo sanitario nazionale), per l'erogazione di assistenza sanitaria ai sensi della legge del 27 agosto 2004 sulle prestazioni sanitarie finanziate dai fondi pubblici (Gazzetta ufficiale del 2008, n. 164, voce 1027, come modificata) prima della loro erogazione, sono escluse da esecuzione sino al 75 % di ciascun pagamento, a meno che non si tratti di crediti dei dipendenti o dei fornitori di servizi del debitore di cui all'articolo 5, quarantunesimo comma, lettere a) e b), della legge del 27 agosto 2004 sulle prestazioni sanitarie finanziate dai fondi pubblici.

L'articolo 137, primo comma, della legge in materia di famiglia e tutela stabilisce che i crediti alimentari sono soggetti a un termine di prescrizione di tre anni.

L'articolo 121, primo comma, del codice civile stabilisce che il termine di prescrizione non inizia a decorrere e, se ha iniziato a decorrere, si sospende rispetto ai diritti dei figli nei confronti dei genitori fintantoché questi ultimi esercitano su di loro la potestà genitoriale.

Se il debitore contesta la validità delle obbligazioni alimentari nei confronti del figlio maggiorenne, l'ufficiale giudiziario può chiedere al ricorrente di fornire un certificato attestante il suo status di studente, il fatto che non dispone di entrate o che si sta sottoponendo a trattamenti medici e che, pertanto, necessita ancora del sostegno economico del debitore.

12 Esiste un'organizzazione o un'autorità che possa aiutare l'avente diritto a percepire l'assegno?

Come indicato al punto 4, una richiesta di alimenti può essere presentata in nome dell'avente diritto, in particolare, dai responsabili dei centri per l'assistenza sociale e di determinate organizzazioni sociali, dai rappresentanti delle autorità del governo locale responsabili per l'assistenza sociale e, in alcuni casi, dal pubblico ministero. I suddetti organismi assistono inoltre il creditore nella partecipazione ai procedimenti già in corso. La loro funzione è allora quella di sostenere l'avente diritto agli alimenti nei procedimenti giudiziali.

I tribunali regionali supportano gli aventi diritto agli alimenti nel presentare le richieste volte al loro recupero all'estero.

13 Le organizzazioni pubbliche o private possono anticipare il pagamento degli alimenti in tutto o in parte in sostituzione del debitore?

La legge del 7 settembre 2007 sull'assistenza agli aventi diritto agli alimenti (Gazzetta ufficiale del 2009, n. 1, voce 7, come modificata) fissa le norme per l'assistenza statale a favore degli aventi diritto agli alimenti nei casi in cui l'azione esecutiva risulti infruttuosa.

È possibile accedere alle prestazioni dal fondo per gli alimenti solo se il reddito familiare pro capite non eccede i 725 PLN (circa 170 EUR) al mese. A decorrere dal 1° luglio 2019 tale importo diventerà 800 PLN (articolo 9, secondo comma, di detta legge). La domanda è presentata all'ufficio comunale o cittadino competente per il luogo di residenza dell'avente diritto.

Tali prestazioni non sono però erogate se l'avente diritto a un anticipo sugli alimenti vive presso un'istituzione che gli fornisce il mantenimento completo (ad esempio, un centro di assistenza sociale, una struttura rieducativa, un centro di detenzione minorile o una struttura per la custodia cautelare) o presso una famiglia affidataria, se è coniugato o se ha un figlio ed ha diritto alle prestazioni familiari.

La legge menzionata si applica soltanto se l'avente diritto agli alimenti risiede in Polonia nel periodo per il quale gli acconti sono versati.

Ulteriori informazioni sono disponibili all'indirizzo http://www.mpips.gov.pl/wsparcie-dla-rodzin-z-dziecmi/fundusz-alimentacyjny/swiadczenia-z-funduszu-alimentacyjnego/.

14 Nel caso in cui il ricorrente si trovi in questo Stato membro e il debitore risieda in un altro paese:

Se il debitore risiede all'estero e l'avente diritto agli alimenti risiede in Polonia, il tribunale regionale competente per il luogo di residenza di quest'ultimo lo aiuta a presentare una richiesta di alimenti. Tale assistenza consiste nel fornirgli tutte le informazioni e l'assistenza necessaria al fine di completare la documentazione richiesta e nel controllare la correttezza formale della domanda.

14.1 Posso ottenere l'assistenza di un'autorità o di un'organizzazione privata in questo Stato membro?

Sì.

14.2 In caso affermativo, come si può contattare l'autorità o l'organizzazione privata?

La parte A della domanda proposta ai sensi del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, è compilata dal tribunale regionale.

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41 3402320

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Tribunale regionale

di Konin

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di Koszalin

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75-541 Koszalin

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Tribunale regionale

di Cracovia

ul. Przy Rondzie 7

31-547 Cracovia

12 6195697

12 6195241

12 6195648

12 6195648

12 6195373

oz@krakow.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Krosno

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38-400 Krosno

13 4373671

13 4373673

Obrot.zagr@krosno.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Legnica

ul. Złotoryjska 40

59-220 Legnica

76 7225936

76 7225936

76 7225912

oz@legnica.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Lublino

ul. Krakowskie Przedmieście 43

20-076 Lublino

81 4601004

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mstec@so.lublin.gov.pl

mzarzeczny@so.lublin.gov.pl

Tribunale regionale

di Łomża

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18-400 Łomża

86 2163807

86 2166753

sekretariat@lomza.so.gov.pl

Tribunale regionale

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pl. Dąbrowskiego 5

90-921 Łódź

42 6778799

42 6778978

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Tribunale regionale

di Nowy Sącz

ul. Pijarska 3

33-300 Nowy Sącz

18 4482145

alimenty@nowy-sacz.so.gov.pl

Tribunale regionale di Olsztyn

Ul. Dąbrowszczaków 44A 10-001 Olsztyn

89 5216049

89 5216160

oz@olsztyn.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Opole

pl. Daszyńskiego 1

45-064 Opole

77 5418134

Obrot.zagr@opole.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Ostrołęka

ul. Gomulickiego 5

07-410 Ostrołęka

29 7650130

29 7650181

sekretariat@ostroleka.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Piotrków Trybunalski

ul. Słowackiego 5

97-300 Piotrków Trybunalski

44 6494121

44 6494159

44 6478919

administracja@piotrkow-tryb.so.gov.pl

biblioteka@piotrkow-tryb.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Płock

pl. Narutowicza 4

09-404 Płock

24 2697220

24 2697220

24 2697364

24 2625253

so.plock.oz@plock.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Poznań

al. Marcinkowskiego 32

61-745 Poznań

61 8566205

61 8528751

opzagr@poznan.so.gov.pl

Tribunale regionale di Przemyśl

ul. Konarskiego 6

37-700 Przemyśl

16 6761336

16 6761353

m.telega@przemysl.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Radom

ul. Marszałka

J. Piłsudskiego 10

26-600 Radom

48 3680288

48 3680287

wizytacje@radom.so.gov.pl

wizytacja@radom.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Rzeszów

pl. Śreniawitów 3

35-959 Rzeszów

17 8756394

17 8756349

e.czudec@rzeszow.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Siedlce

ul. Sądowa 2

08-110 Siedlce

25 6407846

25 6407812

poczta@siedlce.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Sieradz

al. Zwycięstwa 1

98-200 Sieradz

43 8266650

43 8266607

43 8271287

43 8271014

sekretariat@sieradz.so.gov.pl

administracja@sieradz.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Słupsk

ul. Zamenhofa 7

76-200 Słupsk

59 8469422

59 8469424

59 8469424

rzecznik.prasowy@slupsk.so.gov.pl

poczta@slupsk.so.gov.pl

administracja@slupsk.so.gov.pl

magdalena.miklinska@slupsk.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Suwałki

ul. Waryńskiego 45

16-400 Suwałki

87 5631213

87 5631303

oz@suwalki.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Stettino

ul. Kaszubska 42

70-952 Stettino

91 4830147

91 4830170

91 4830170

91 4830170

91 4830170

91 4830170

administracyjny@szczecin.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Świdnica

pl. Grunwaldzki 14

58-100 Świdnica

74 8518 287

71 8518270

sekretarz@swidnica.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Tarnobrzeg

ul. Sienkiewicza 27

39-400 Tarnobrzeg

15 8234880+425

hrojek@tarnobrzeg.so.gov.pl

sadokregowy@tarnobrzeg.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Tarnów

ul. J. Dąbrowskiego 27

33-100 Tarnów

14 6887409

sad_okregowy@tarnow.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Toruń

ul. Piekary 51

87-100 Toruń

56 6105609

oz@so.torun.pl

Tribunale regionale

di Varsavia

al. Solidarności 127

00-951 Varsavia

22 440 11 54

22 6544411

karcz.19wiz@warszawa.gov.pl

Tribunale regionale

per il distretto Varsavia-Praga di Varsavia

al. Solidarności 127

00-951 Varsavia

22 4404040

22 4401066

oz@warszawapraga.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Włocławek

ul. Wojska Polskiego 22

87-800 Włocławek

54 4120353

54 4118575

oz@wloclawek.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Breslavia

ul. Sądowa 1

50-950 Breslavia

71 3704391

71 3704391

oz@wroclaw.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Zamość

ul. Akademicka 1

22-400 Zamość

84 6382970

84 6393 359

84 6382970

84 6393359

prezes@zamosc.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Zielona Góra

pl. Słowiański 1

65-958 Zielona Góra

68 3220221

68 3220193

oz@zielona-gora.so.gov.pl

15 Nel caso in cui provenga da un altro paese e il debitore sia in questo Stato membro:

15.1 È possibile rivolgere una richiesta direttamente a tale autorità o organizzazione privata in questo Stato membro?

L'articolo 55 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari non richiede che la richiesta sia proposta mediante l'autorità centrale dello Stato in cui il richiedente risiede. Le richieste possono essere inviate direttamente all'organo giurisdizionale polacco competente (sono così soddisfatti i requisiti formali stabiliti nei capi IV e VI del regolamento e nel codice di procedura civile).

Dettagli in merito agli organi di trasmissione sono reperibili al seguente indirizzo:

http://bip.ms.gov.pl/pl/ministerstwo/wspolpraca-miedzynarodowa/alimenty/.

Gli organi di trasmissione dei paesi stranieri, indicati nelle dichiarazioni allegate al regolamento, forniscono all'avente diritto agli alimenti tutte le informazioni necessarie per aiutarlo a completare i documenti richiesti, controllano che la domanda sia formalmente corretta e la inoltrano all'estero.

15.2 In caso affermativo, come posso mettermi in contatto con tale autorità o organizzazione privata e quale tipo di assistenza posso ricevere?

Se l'organo giurisdizionale ha riconosciuto gli alimenti e la causa rientra nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 4/2009, il creditore residente all'estero può ricorrere alla procedura prevista in tale regolamento e rivolgersi al competente organo di trasmissione del paese in cui egli risiede o presentare una domanda di accertamento dell'esecutività di una sentenza straniera all'organo giurisdizionale competente (cfr. punto 5). Le domande di esecuzione sono presentate all'ufficio di qualsiasi ufficiale giudiziario.

Se la Polonia e il paese in cui il creditore risiede sono firmatari di una convenzione o di un accordo bilaterale sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze in materia di alimenti, tale assistenza è fornita nella misura prevista nell'accordo considerato. Di norma, gli accordi bilaterali prevedono che la domanda possa essere presentata a un organo giurisdizionale polacco direttamente oppure attraverso un organo giurisdizionale straniero che ha pronunciato la sentenza. In quest'ultimo caso, la domanda è trasmessa attraverso le autorità centrali, solitamente il ministero della Giustizia o le autorità che ricadono nella convenzione di New York:

http://treaties.un.org/doc/Publication/MTDSG/Volume%20II/Chapter%20XX/XX-1.en.pdf.

Dettagli sugli organi giurisdizionali sono reperibili alla pagina:

http://bip.ms.gov.pl/pl/rejestry-i-ewidencje/lista-sadow-powszechnych/

Dettagli sugli ufficiali giudiziari sono reperibili invece alla pagina: https://www.komornik.pl/

16 Questo Stato membro è vincolato al protocollo dell'Aia del 2007?

Sì, dal 18 giugno 2011.

17 Qualora questo Stato membro non sia vincolato dal protocollo dell'Aia del 2007, quale legge sarà applicabile alla domanda di mantenimento in base alle norme di diritto private internazionale? Quali sono le corrispondenti norme di diritto privato internazionale?

Non applicabile.

18 Quali sono le norme sull'accesso alla giustizia nei casi transfrontalieri nell'ambito dell'UE secondo la struttura del Capo V del regolamento sugli alimenti?

Le disposizioni applicabili in Polonia sono quelle della legge del 17 dicembre 2004 sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea (Gazzetta ufficiale del 2005, n. 10, voce 67, come modificata) e della direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l'accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie (GU L 26 del 31.1.2003, pag. 41), che integrano le disposizioni del codice di procedura civile e della legge sulle spese di giudizio nelle controversie di diritto civile. La parte che desidera ricevere una specifica forma di assistenza (ad esempio, la nomina di un avvocato, la traduzione di documenti, il rimborso delle spese di viaggio) deve informarne chiaramente l'organo giurisdizionale utilizzando il modulo UE disponibile a questo indirizzo: https://e-justice.europa.eu/content_legal_aid_forms-157-it.do.

19 Quali sono le misure adottate da questo Stato membro per assicurare il funzionamento delle attività descritte all'articolo 51 del regolamento sugli alimenti?

La legge che modifica il codice di procedura civile e altri atti (legge del 28 aprile 2011 che modifica il codice di procedura civile, la legge sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea e sul diritto all'assistenza in vista di una risoluzione amichevole di una controversia prima dell'avvio di un procedimento giudiziario in sede civile e la legge sull'assistenza alle persone aventi diritto agli alimenti – Gazzetta ufficiale del 2011, n. 129, voce 735), ai sensi della quale l'autorità centrale polacca può ordinare all'autorità competente per il debitore di effettuare delle indagini in materia di obbligazioni alimentari, è stata adottata il 28 aprile 2011.

Se il debitore o la parte non possono essere localizzati, il ministero della Giustizia consulta i registri e i casellari centrali e locali (e può consultare la banca dati PESEL.SAD) per stabilire quale organo giurisdizionale o quale ufficiale giudiziario sia competente o per rispondere a una richiesta di misure specifiche. Attualmente, non sono previste modifiche alla base normativa né al finanziamento e al personale dell'autorità centrale nell'ottica di garantire il funzionamento delle attività descritte nell'articolo 51.

Ultimo aggiornamento: 23/06/2020

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