Divorce and legal separation

When a married couple decide to separate permanently, one of the spouses, or both together, will generally institute divorce proceedings.

In most countries divorce is decided by a court, and that court's judgment dissolves the marriage.

If the couple has children, besides the separation of the spouses, the divorce will lead to a reorganisation of the relationship between each of them and the children they have in common.

It will also lead to a division of the assets owned in common by the spouses, and if necessary to the payment of a contribution or maintenance by one spouse to another, or to support the children.

In the European Union, there are rules for working out to which court an application for divorce must be filed when the couple separates. These rules are particularly useful for couples where the spouses are of different nationalities, or where the spouses have lived in different Member States during the marriage.

The rules also allow a divorce pronounced in one country of the European Union to be more easily recognised in another Member State and have effect there.

Please select the relevant country's flag to obtain detailed national information.

Last update: 18/01/2019

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Divorzio - Belgio

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Nell’ordinamento belga esistono due forme di divorzio: il divorce pour désunion irrémédiable (divorzio per “carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale”) e il divorce par consentement mutuel (divorzio consensuale).

Il divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale può essere ottenuto in due modi:

  • con una prova del carattere irrimediabile dello scioglimento, che può essere fornita con qualsiasi mezzo legale (articolo 229, paragrafo 1, del codice civile). Lo scioglimento è irrimediabile quando rende impossibile la prosecuzione e la ripresa della vita comune tra i coniugi;
  • per effetto di una separazione di fatto prolungatasi nel tempo. Si ritiene che lo scioglimento sia irrimediabile quando la domanda viene presentata congiuntamente dai coniugi dopo oltre sei mesi di separazione di fatto. Se la separazione di fatto è durata meno di sei mesi e i coniugi desiderano presentare una domanda congiunta di divorzio, lo scioglimento è considerato irrimediabile dopo che i coniugi si sono presentati per la seconda volta in tribunale dopo un periodo di riflessione e hanno ribadito la loro volontà di divorziare (articolo 229, comma 2, del codice civile). Domanda unilaterale dopo oltre un anno di separazione di fatto: lo scioglimento è considerato irrimediabile quando la domanda è presentata da un solo coniuge dopo oltre un anno di separazione di fatto. Se la separazione di fatto è durata meno di un anno e uno dei coniugi desidera presentare una domanda unilaterale di divorzio, lo scioglimento è considerato irrimediabile dopo che il coniuge richiedente è comparso per la seconda volta in tribunale dopo un periodo di riflessione e ha ribadito la propria volontà di divorziare (articolo 229, paragrafo 3, del codice civile).

Il divorzio consensuale può essere ottenuto solo se i coniugi presentano un accordo preventivo completo che determina tutti gli effetti del divorzio ed entrambi i coniugi continuano ad esprimere la volontà di porre fine all’unione di comune accordo fino al momento della pronuncia del divorzio. L’accordo preventivo completo è costituito da un accordo transattivo che stabilisce ciò che i coniugi hanno convenuto in merito ai loro rispettivi beni (articolo 1287 del codice giudiziario) e da clausole riguardanti il luogo di residenza di ciascun coniuge durante il procedimento, l’autorità genitoriale e la gestione dei beni dei figli comuni e i diritti di relazioni personali durante e dopo il divorzio, il contributo di ciascuno dei coniugi al mantenimento dei figli comuni e l’importo dell’eventuale assegno di mantenimento tra i coniugi durante e dopo il divorzio (articolo 1288 del codice giudiziario).

2 Quali sono le cause del divorzio?

L’ordinamento belga prevede due forme di divorzio: il divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale (articolo 229 del codice civile) e il divorzio consensuale (articolo 230 del codice civile).

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il divorzio rompe il vincolo matrimoniale futuro; gli ex coniugi cessano in tal modo di essere l’erede l’uno dell’altro e possono anche risposarsi. In Belgio il matrimonio non ha alcun effetto sul cognome dei coniugi; una persona sposata ha tuttavia il diritto di usare il cognome del coniuge. Dopo il divorzio, il cognome dell’ex coniuge non può più essere utilizzato nella vita quotidiana e professionale ad eccezione, in determinate circostanze, del nome commerciale.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

La proprietà comune dei beni viene liquidata. In caso di divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale, salvo diverso accordo, i coniugi perdono tutti i vantaggi che si sono reciprocamente concessi con qualsiasi contratto prematrimoniale e dal momento in cui hanno contratto matrimonio, nonché i vantaggi degli istituti contrattuali. In caso di divorzio consensuale, i coniugi stabiliscono anticipatamente i loro rispettivi diritti mediante un accordo preventivo completo tra di loro (cfr. domanda 1).

3.3 i figli minori dei coniugi?

Lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio non ha alcun effetto sui diritti dei figli nati da tale matrimonio (articolo 304 del codice civile). Una volta che il matrimonio è stato sciolto per divorzio, l’autorità sui figli e l’amministrazione dei loro beni sono esercitate congiuntamente dal padre e dalla madre, o dal coniuge al quale sono affidati, attraverso un accordo approvato tra le parti o mediante decisione del presidente del tribunale con procedimento sommario (articolo 302 del codice civile). Ognuno dei coniugi deve contribuire, in proporzione alle proprie facoltà, alle spese di alloggio, mantenimento, custodia, educazione e formazione dei figli fino alla maggiore età o, se la loro formazione non è ancora terminata, fino alla conclusa di quest’ultima (articolo 203 del codice civile) e deve contribuire con la propria parte alle spese ordinarie e straordinarie derivanti da tale obbligo (articolo 203 bis del codice civile). Tale contributo è di norma erogato sotto forma di assegno alimentare determinato dal giudice o mediante accordo.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale: i coniugi possono eventualmente concordare un assegno di mantenimento dopo il divorzio, l’importo dello stesso e le condizioni in base alle quali l’importo concordato può essere rivisto. In assenza di accordo, l’autorità giurisdizionale può, su richiesta del coniuge che ne ha bisogno, ordinare all’altro coniuge il pagamento degli alimenti. Detta autorità può respingere la domanda di assegno se il convenuto prova che il richiedente si è reso colpevole di gravi irregolarità che rendono impossibile la prosecuzione della vita comune. L’assegno di mantenimento non può in alcun caso essere concesso al coniuge che sia stato riconosciuto colpevole di atti di violenza fisica nei confronti dell’altro coniuge. Se la parte convenuta dimostra che lo stato di necessità del richiedente scaturisce da una decisione presa unilateralmente da quest’ultimo, senza essere motivata da esigenze di famiglia, il giudice può esonerare il convenuto dal pagamento degli alimenti o può ridurre l’importo di tale pagamento (articolo 301, paragrafi 1, 2 e 5, del codice civile). L’importo dell’assegno deve coprire perlomeno le esigenze del beneficiario e non può superare un terzo del reddito del coniuge tenuto a effettuare il pagamento. Gli alimenti sono dovuti per un periodo di tempo non superiore alla durata del matrimonio, ma in circostanze eccezionali tale periodo può essere prorogato (articolo 301, paragrafi 3, 4, 6, 8 e 9, del codice civile).

Divorzio consensuale: i coniugi stabiliscono in anticipo i loro rispettivi diritti attraverso l’accordo preventivo completo tra di loro (cfr. domanda 1). Durante e dopo il procedimento di divorzio, possono accordarsi sull’importo di un eventuale assegno di mantenimento, nonché sulla formula di indicizzazione e sulle modalità di revisione dell’importo (articolo 1288, primo comma, punto 4°, del codice giudiziario).

In ogni caso, il giudice può aumentare, ridurre o sopprimere l’assegno di mantenimento se, a seguito di circostanze nuove e indipendenti dalla volontà delle parti, il suo importo non è più adeguato. Solo in caso di divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale il giudice può adeguare l’importo dell’assegno se il divorzio comporta un cambiamento della situazione finanziaria dei coniugi.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione personale non rompe il legale matrimoniale, ma riduce i diritti e gli obblighi reciproci dei coniugi: elimina l’obbligo di convivenza e divide il patrimonio.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

I motivi della separazione sono gli stessi del divorzio.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

La separazione personale non rompe il vincolo matrimoniale, ma riduce i diritti e gli obblighi reciproci dei coniugi. Per quanto riguarda i coniugi stessi, la separazione personale elimina solo l’obbligo di convivenza e l’obbligo di assistenza reciproca. Permangono gli obblighi di fedeltà e di sostegno materiale (articolo 308 del codice civile). Per quanto riguarda il patrimonio, la separazione personale comporta la divisione dei beni (articolo 311 del codice civile), mentre per quanto riguarda i figli, gli effetti della separazione personale sono gli stessi del divorzio. Il coniuge separato non ha diritto a un assegno di mantenimento, ma può invocare l’obbligo del sostegno materiale (articolo 213 del codice civile).

Gli effetti della separazione personale consensuale sono quelli del divorzio consensuale e sono disciplinati da accordi preliminari, a condizione che il vincolo coniugale non sia sciolto. Permangono anche gli obblighi di fedeltà e di sostegno materiale.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

La nullità del matrimonio costituisce la sanzione civile applicata in caso di matrimonio contratto in violazione delle disposizioni di legge, nonostante i controlli preventivi effettuati dall’ufficiale di stato civile.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Sono di seguito illustrate le cause di nullità assoluta del matrimonio:

  • uno dei coniugi è minorenne e non è stato esonerato dal requisito di età (articolo 144 del codice civile): l’età minima per contrarre matrimonio è 18 anni;
  • l’assenza di consenso (articolo 146 del codice civile);
  • il matrimonio simulato (articolo 146 bis del codice civile): non vi è matrimonio quando da un concorso di circostanze emerge che l’intenzione di almeno uno dei coniugi non era palesemente quella di creare una vita comune duratura, ma solo quella di ottenere un vantaggio in termini di residenza conferito dello status di coniuge;
  • il matrimonio forzato (articolo 146 ter del codice civile): non vi è matrimonio quando il matrimonio è contratto senza il libero consenso di entrambi i coniugi e se il consenso di almeno uno dei due è stato espresso in seguito a violenza o a minaccia.
  • la bigamia (articolo 147 del codice civile);
  • la violazione di un impedimento al matrimonio dovuto a legami di parentela o di affinità, a seguito di una sentenza di condanna del presunto padre biologico al pagamento degli alimenti o per legami di affinità per adozione (articoli da 161 a 164, articoli 341 e 356-1, primo e secondo comma, e articolo 353-13, del codice civile);
  • mancanza di autorità del pubblico ufficiale che ha celebrato il matrimonio (articolo 191 del codice civile) (nullità assoluta facoltativa);
  • il matrimonio clandestino (articolo 191 del codice civile) (nullità assoluta facoltativa).

Le cause di nullità relative del matrimonio sono il vizio di consenso di uno o di entrambi i coniugi oppure l’errore di persona (articoli 180 e 181 del codice civile).

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

La dichiarazione di nullità comporta l’annullamento del matrimonio, sia per il passato che per il futuro, con effetto retroattivo fino alla data del matrimonio. Tutti gli effetti del matrimonio vengono meno. Il matrimonio è ritenuto non essere mai stato celebrato.

Se i coniugi si sono sposati in buona fede, ovvero se non erano a conoscenza di un motivo di annullamento, il giudice può decidere che il matrimonio sia dichiarato nullo solo per quanto riguarda il futuro, conservando gli effetti del passato. Se solo uno dei coniugi si è sposato in buona fede, il matrimonio produce effetti solo a favore di quest’ultimo.

Gli effetti a favore dei figli sono mantenuti, anche se nessuno dei due coniugi si è sposato in buona fede. I figli nati durante il matrimonio o nei 300 giorni dall’annullamento dello stesso continuano a essere considerati figli del marito del matrimonio annullato.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

La legge prevede due forme di mediazione: la mediazione volontaria, in cui le parti si avvalgono dei servizi di un mediatore senza l’intervento del giudice, e la mediazione giudiziaria, nell’ambito di un procedimento giudiziario su proposta delle parti o di un giudice, nel qual caso il procedimento giudiziario è sospeso. La mediazione può essere utilizzata nelle controversie relative alle obbligazioni matrimoniali (articoli 201 e 203 del codice civile), ai diritti e ai doveri dei coniugi (articoli da 221 a 224 del codice civile), agli effetti del divorzio (articoli da 295 a 307 bis del codice civile), all’autorità genitoriale (articoli da 371 a 387 bis del codice civile), al divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale (articolo 229 del codice civile), al divorzio consensuale (articoli da 1254 a 1310 del codice giudiziario) e alla convivenza di fatto. Ciascuna parte è libera di proporre il ricorso alla mediazione (volontaria) (articoli 1730 e seguenti del codice giudiziario). Anche il giudice investito della domanda può ordinare una mediazione (giudiziaria) in qualsiasi fase del procedimento (articoli 1734 e seguenti del codice giudiziario). In entrambi i casi, se le parti raggiungono un accordo di mediazione, quest’ultimo può essere sottoposto al giudice per approvazione. Il giudice può negare l’approvazione dell’accordo solo se quest’ultimo è contrario all’ordine pubblico o agli interessi dei figli minorenni.

La pronuncia del divorzio resta di competenza del giudice.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

L’organo giurisdizionale competente a conoscere di una domanda di divorzio o di separazione personale per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale o di una richiesta di conversione della separazione personale in divorzio è il tribunale di primo grado dell’ultima residenza coniugale o del domicilio del convenuto (articolo 628, primo comma, punto 1°, del codice giudiziario).

In caso di divorzio consensuale, i coniugi si rivolgono al tribunale di primo grado di loro scelta (articolo 1288 bis, secondo comma, del codice giudiziario).

La domanda di annullamento del matrimonio è presentata al tribunale di primo grado del domicilio del convenuto (articolo 624 del codice giudiziario).

In caso di divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale, la domanda viene presentata: 1º mediante atto di ufficiale giudiziario, ai sensi dell’articolo 229, paragrafo 1, del codice civile; 2º congiuntamente, ai sensi dell’articolo 229, paragrafo 2, del codice civile, mediante domanda - ai sensi degli articoli 1026 e seguenti del codice giudiziario - firmata da ciascuno dei coniugi o almeno da un avvocato o da un notaio (articolo 1254, paragrafo 1, del codice giudiziario); 3º unilateralmente, in base all’articolo 229, paragrafo 3, del codice civile, mediante domanda in contraddittorio ai sensi degli articoli da 1034 bis a 1034 sexies del codice giudiziario. In ogni caso, oltre alle informazioni normalmente richieste, la domanda giudiziale deve contenere necessariamente una descrizione dettagliata dei fatti addotti e l’identità dei figli (articolo 1254, paragrafo 1, del codice giudiziario). Vengono inoltre depositati un estratto del certificato di matrimonio, un estratto del certificato di nascita dei figli e una prova dell’identità e della cittadinanza di ciascun coniuge, a meno che siano iscritti nel registro dell’anagrafe o in quello degli stranieri (articolo 1254, paragrafo 2, del codice giudiziario).

In caso di divorzio consensuale, la domanda è presentata mediante istanza (articolo 1288 bis del codice giudiziario). Oltre ai documenti richiesti nell’ambito di un divorzio per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale, vengono allegati anche gli accordi preliminari stipulati tra le parti e, se del caso, un inventario dei rispettivi beni.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Si applicano le norme del diritto comune. Cfr. la scheda “Aide judiciaire” (Assistenza legale) (link).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Qualsiasi decisione di pronuncia o di rifiuto di una domanda di divorzio/separazione personale per carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale o di una domanda di annullamento del matrimonio può essere oggetto di ricorso entro un mese dalla notifica della sentenza resa in contumacia o in contraddittorio (articolo 1048, primo comma, e articolo 1051, primo comma, del codice giudiziario).

L’impugnazione di una sentenza di divorzio è ammissibile solo se è basata sul mancato rispetto delle condizioni giuridiche per la concessione del divorzio o sulla riconciliazione dei coniugi. Tale impugnazione può essere presentata dal pubblico ministero entro un mese dalla pronuncia. In tal caso, viene notificata a entrambe le parti. Può essere presentata anche da uno dei coniugi o da entrambi, separatamente o congiuntamente entro un mese dalla pronuncia. In tal caso viene notificata al procuratore del re e, se presentata solo da uno dei due coniugi, anche all’altro coniuge. L’impugnazione basata sulla riconciliazione deve essere presentata in ogni caso congiuntamente dai coniugi entro un mese dalla pronuncia. L’impugnazione è notificata al procuratore del re (articolo 1299 del codice giudiziario). L’impugnazione di una sentenza di rifiuto del divorzio o della separazione personale consensuale è ammissibile solo se presentata da entrambe le parti, separatamente o congiuntamente, entro un mese dalla pronuncia (articolo 1300 del codice giudiziario).

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Dal 1° marzo 2005 si applica il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (di seguito il “regolamento Bruxelles II bis”). Detto regolamento trova applicazione all’interno dell’Unione europea (ad eccezione della Danimarca). Le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento (articolo 21, punto 1, del regolamento Bruxelles II bis). Non è necessario alcun procedimento per l’aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile di uno Stato membro a seguito di una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro, contro la quale non sia più possibile proporre impugnazione secondo la legge di detto Stato membro (articolo 21, paragrafo 2, del regolamento Bruxelles II bis). La decisione di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio non è riconosciuta se il riconoscimento è manifestamente contrario all’ordine pubblico; quando è resa in contumacia, ovvero la domanda giudiziale o un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprie difese; se la decisione è incompatibile con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti (articolo 22 del regolamento Bruxelles II bis). Non si può procedere al riesame della competenza giurisdizionale del giudice dello Stato membro d’origine (articolo 24 del regolamento Bruxelles II bis) e in nessun caso la decisione può formare oggetto di un riesame del merito (articolo 26 del regolamento Bruxelles II bis). Inoltre il riconoscimento di una decisione non può essere negato perché la legge belga non prevede per i medesimi fatti il divorzio (articolo 25 del regolamento Bruxelles II bis). I documenti da presentare per il riconoscimento di una decisione proveniente da un’autorità giurisdizionale straniera sono elencati all’articolo 37 del regolamento Bruxelles II bis.

Qualora non si applichi il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (Bruxelles II bis), le decisioni emesse dopo il 1° ottobre 2004 sono soggette alle disposizioni del codice di diritto internazionale privato (in appresso “codice D.I.P.”) (articolo 126, paragrafo 2, del codice D.I.P.). Ai sensi dell’articolo 22 del codice D.I.P., il riconoscimento avviene automaticamente, senza l’avvio di un procedimento giudiziario. Una decisione giudiziaria straniera non è riconosciuta se l’effetto del riconoscimento è palesemente incompatibile con l’ordine pubblico; se i diritti della difesa sono stati violati; se la decisione ottenuta scaturisce da una violazione della legge; se la decisione può ancora essere oggetto di ricorso; se è incompatibile con una decisione emessa in Belgio o con una precedente decisione emessa all’estero che può essere riconosciuta in Belgio; se la domanda è stata presentata all’estero dopo che in Belgio è stata presentata una domanda ancora pendente tra le stesse parti e avente lo stesso oggetto; se le autorità giurisdizionali belghe erano le uniche competenti a conoscere della domanda; se la competenza dell’autorità giurisdizionale straniera si fondava esclusivamente sulla presenza del convenuto o di beni senza un nesso diretto con la controversia nello Stato di competenza di quest’autorità; se il riconoscimento è subordinato a uno dei motivi di rifiuto elencati in via limitativa nel codice (in materia di diritto della persona e della famiglia, gli unici motivi sono il nome, l’adozione e il ripudio) (articolo 25, paragrafo 1, del codice D.I.P.). In nessun caso la decisione giudiziaria può essere oggetto di una revisione di merito in sede di esame (articolo 25, paragrafo 2, del codice D.I.P.). I documenti da produrre per il riconoscimento di una decisione giudiziaria straniera sono elencati all’articolo 24 del codice D.I.P.).

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Sia il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (Bruxelles II bis) che il codice di diritto internazionale privato si basano sul principio fondamentale di concedere il riconoscimento automatico senza la necessità di avviare un procedimento. Tuttavia, se il riconoscimento è basato sul regolamento Bruxelles II bis, ogni parte interessata può far dichiarare, secondo il procedimento di cui alla sezione 2, che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta (articolo 21, paragrafo 3, del regolamento Bruxelles II bis). Se non si applica il regolamento Bruxelles II bis, qualsiasi persona interessata, o il pubblico ministero, può - conformemente al procedimento di cui all’articolo 23 del codice D.I.P. - chiedere che la decisione sia riconosciuta, in tutto o in parte, o che non possa esserlo (articolo 22, paragrafo 2, del codice D.I.P.).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

L’articolo 55, paragrafo 1, del codice D.I.P. contiene la norma sulla scelta della legge applicabile ai divorzi e alle separazioni personali aventi carattere internazionale. Il divorzio e la separazione personale sono disciplinati:

1° dal diritto dello Stato nel territorio del quale entrambi i coniugi hanno la residenza abituale al momento della presentazione della domanda;

2° in mancanza di residenza abituale nel territorio di uno stesso Stato, dal diritto dello Stato nel cui territorio si trovava l’ultima residenza abituale comune dei coniugi, quando uno di essi ha la residenza abituale nel territorio di tale Stato al momento della presentazione della domanda;

3° in assenza di residenza abituale di uno dei coniugi nel territorio dello Stato in cui si trovava l’ultima residenza abituale comune, dal diritto dello Stato di cui entrambi i coniugi hanno la cittadinanza al momento della presentazione della domanda;

4° negli altri casi, dal diritto belga.

La nozione di “residenza abituale” è definita all’articolo 4, paragrafo 2, del codice D.I.P. La “residenza abituale comune” non si riferisce necessariamente a una residenza allo stesso indirizzo o nello stesso comune, ma a una residenza nello stesso Paese. È esclusa l’applicazione del diritto di cui all’articolo 55, paragrafo 1, del codice D.I.P. nella misura in cui tale diritto ignora l’istituto del divorzio. In tal caso si applica il diritto designato in base al criterio stabilito in subordine dal paragrafo 1 (articolo 55, paragrafo 3, del codice D.I.P.).

I coniugi hanno inoltre una limitata possibilità di scegliere il diritto applicabile al divorzio o alla separazione personale, ovvero il diritto dello Stato di cui entrambi hanno la cittadinanza al momento della presentazione della domanda oppure il diritto belga (articolo 55, paragrafo 2, del codice D.I.P.). Tale scelta può essere espressa al massimo al momento della prima comparizione dinanzi al giudice adito della domanda di divorzio o di separazione personale.

Il diritto applicabile di cui all’articolo 55 del codice D.I.P. determina le norme relative all’ammissibilità della separazione personale, alle cause e condizioni del divorzio o della separazione personale o, in caso di domanda congiunta, alle condizioni del consenso, compresa la relativa modalità di espressione, all’obbligo di un accordo tra i coniugi su misure riguardanti la persona, gli alimenti e i beni dei coniugi e dei figli di cui hanno l’affidamento, nonché allo scioglimento del vincolo matrimoniale o, in caso di separazione, al grado di allentamento di tale vincolo (articolo 56 del codice D.I.P.).

Ultimo aggiornamento: 22/10/2019

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Divorzio - Bulgaria

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il diritto bulgaro riconosce le seguenti forme di scioglimento del matrimonio attraverso il divorzio:

  • il divorzio consensuale ai sensi degli articoli 50 e 51 del codice di diritto familiare (Semeen kodeks);
  • il divorzio chiesto da uno dei coniugi sulla base di una rottura grave e irreparabile del matrimonio, ai sensi dell'articolo 49 del codice di diritto familiare;
  • il divorzio senza colpa che viene chiesto sulla base di una rottura grave e irreparabile del matrimonio tramite la presentazione di un accordo concluso tra i coniugi a norma dell'articolo 49, paragrafo 4, del codice di diritto familiare.

Nel divorzio consensuale i coniugi presentano una domanda congiunta al tribunale distrettuale (rayonen sad), contenente un accordo sottoscritto a norma dell'articolo 50 del codice di diritto familiare. Nell'accordo i coniugi regolano le questioni relative alla residenza dei figli, all'esercizio della potestà genitoriale, al diritto di visita e al mantenimento dei figli, nonché i rapporti patrimoniali tra i coniugi, la destinazione dell'abitazione familiare, gli obblighi alimentari tra i coniugi, l'uso del cognome familiare e così via. L'accordo deve essere approvato dal giudice dopo che questi abbia accertato che gli interessi dei figli sono tutelati. Se il giudice ritiene che l'accordo presenti alcune carenze o che gli interessi dei figli non siano adeguatamente tutelati, impartisce un termine per la rettifica dell'accordo. Qualora le irregolarità non siano sanate entro il termine impartito, il giudice respinge la domanda di divorzio.

Nell'ambito di un procedimento di divorzio in base a una rottura grave e irreparabile del matrimonio, la domanda viene presentata da uno dei coniugi ed è esaminata dal tribunale distrettuale competente (rayonen sad) del luogo di residenza del convenuto. Il giudice deve statuire d'ufficio sulle seguenti questioni: addebito della colpa per la rottura del matrimonio, esercizio della potestà genitoriale, diritto di visita e mantenimento dei figli nati dal matrimonio, rapporto patrimoniale tra i coniugi, uso dell'abitazione familiare, obblighi alimentari tra i coniugi e uso del cognome del marito. Tali disposizioni si applicano nei casi in cui i coniugi non abbiano stipulato una convenzione matrimoniale che disciplina i suddetti rapporti in caso di divorzio.

Nel caso del divorzio chiesto con domanda giudiziale, i coniugi possono dichiarare di aver concluso una convenzione che li obbliga a trovare un accordo sulle questioni relative all'esercizio della potestà genitoriale, al diritto di visita e al mantenimento dei figli nati dal matrimonio, al regime patrimoniale tra i coniugi, all'uso dell'abitazione familiare, agli obblighi alimentari tra i coniugi e all'uso del cognome del marito. Il giudice decide sull'addebito della colpa solo su richiesta di una o di entrambe le parti, ma deve nondimeno accertare la sussistenza dei presupposti per sciogliere il matrimonio, ossia l'esistenza di una rottura grave e irreparabile del rapporto coniugale.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Nel caso del divorzio consensuale:

Il presupposto per la concessione del divorzio consensuale è la solenne dichiarazione dei coniugi dell'irrevocabilità della loro volontà comune di sciogliere il matrimonio. Il giudice non valuta le motivazioni dei coniugi per chiedere lo scioglimento del matrimonio.

Nel caso del divorzio giudiziale:

Il presupposto per ottenere il divorzio giudiziale è la rottura grave e irreparabile del matrimonio. Non esiste una definizione giuridica della nozione di "rottura grave e irreparabile del matrimonio". In base alla dottrina e alla giurisprudenza interpretativa elaborata dalla Corte suprema di cassazione (Varhoven kasatsionen sad), una rottura grave e irreparabile del matrimonio si verifica allorché il vincolo del matrimonio esiste formalmente ma è totalmente privo dei contenuti richiesti dalla moralità pubblica e dalla legge. Una rottura grave e irreparabile del matrimonio è una situazione oggettiva che deve essere accertata caso per caso. Sono ammissibili tutti i mezzi di prova, comprese le audizioni di testimoni. La legge non stabilisce presupposti assoluti per la rottura grave e irreparabile del matrimonio. La giurisprudenza ammette, sebbene l'elenco non sia esaustivo, l'adulterio, una separazione di fatto prolungata, l'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, la crudeltà fisica e mentale e la persistente trascuratezza della famiglia. Il nuovo codice del diritto di famiglia non chiede più al giudice di decidere d'ufficio sull'addebito della colpa per la rottura grave e irreparabile del matrimonio, tranne nei casi in cui una parte o entrambe le parti abbiano espressamente richiesto una decisione in merito. Tuttavia, in mancanza di un accordo, l'addebito della colpa rimane una questione determinante ai fini della decisione sull'esercizio della potestà genitoriale, sul diritto di visita e sul mantenimento dei figli nati dal matrimonio, nonché sull'uso dell'abitazione familiare.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Dopo il divorzio, il giudice può ordinare la riacquisizione del cognome che il coniuge aveva prima del matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il nuovo codice di diritto di famiglia contempla tre tipi di regimi patrimoniali tra i coniugi: il regime di comunione dei beni, il regime di separazione dei beni e il regime contrattuale.

1. Il regime di comunione dei beni prevede la comunione indivisibile dei beni, compresi i depositi bancari, acquisiti durante il matrimonio. Tali beni appartengono a entrambi i coniugi, a prescindere dal cognome del titolare al momento dell'acquisto, qualora siano stati acquistati con il contributo di entrambi i coniugi. Il contributo comune dei coniugi può essere espresso attraverso un investimento finanziario, in termini di lavoro, di accudimento dei figli e di lavoro domestico. Il contributo comune viene presunto tranne che sia provato il contrario.

Il patrimonio personale di ciascun coniuge è composto dai beni acquisiti prima del matrimonio e dai beni ricevuti in donazione o in eredità durante il matrimonio. I beni (mobili) acquistati da un coniuge durante il matrimonio per il proprio uso quotidiano o personale ovvero per l'esercizio della propria attività professionale sono considerati beni personali.

Con il divorzio, la comunione dei beni si estingue e i beni sono assoggettati a un regime di proprietà "normale".

2. Regime di separazione dei beni

I diritti acquisiti da ciascun coniuge durante il matrimonio fanno parte del patrimonio personale del coniuge, ma qualora venga accordato lo scioglimento del matrimonio su istanza di parte, ciascun coniuge ha diritto a una quota del valore dei beni acquisiti dall'altro coniuge durante il matrimonio, nei limiti in cui il coniuge richiedente abbia contribuito al mantenimento della famiglia attraverso il proprio lavoro, i mezzi finanziari, l'accudimento dei figli, l'economia domestica o in altro modo. Le spese sostenute per soddisfare i bisogni della famiglia sono a carico di entrambi i coniugi; i coniugi hanno una responsabilità condivisa per soddisfare le esigenze della famiglia.

3. Regime contrattuale

Ai sensi del nuovo diritto di famiglia i coniugi possono stipulare una convenzione matrimoniale prima o durante il matrimonio, una possibilità che è stata recentemente introdotta nel diritto bulgaro. La convenzione si limita a stabilire il regime patrimoniale tra le parti, compresi i diritti sui beni acquistati durante il matrimonio, i diritti sui beni posseduti dalle parti prima del matrimonio; le modalità di gestione e di alienazione dei beni comuni, compresa l'abitazione familiare; la ripartizione delle spese e degli obblighi tra le parti; le conseguenze di un eventuale divorzio sui diritti patrimoniali dei coniugi; il mantenimento dei coniugi durante il matrimonio e in caso di divorzio, e il mantenimento dei figli nati dal matrimonio. Qualsiasi clausola che trasformi un bene immobile posseduto da un coniuge prima del matrimonio in bene comune è inammissibile. Una convenzione matrimoniale non può contenere disposizioni relative ad accordi ante mortem, salvo per quanto riguarda le rispettive quote dei beni in regime concordato di comunione alla data di scioglimento della comunione. Le disposizioni di legge in materia di diritti patrimoniali tra i coniugi si applicano a tutti i rapporti patrimoniali che non sono regolati dalla convenzione matrimoniale.

A prescindere dal regime particolare scelto dai coniugi, il regime generale si applica alla vendita dell'abitazione familiare, per esempio, qualora l'immobile sia di proprietà esclusiva di uno dei coniugi, per la vendita è richiesto il consenso dell'altro coniuge, a meno che i coniugi non possiedano altre abitazioni in comproprietà o a titolo personale. In mancanza del consenso, gli atti dispositivi dell'abitazione familiare possono essere autorizzati dal giudice distrettuale una volta accertato che la disposizione dell'immobile non pregiudica gli interessi dei figli minorenni e della famiglia. Una volta concesso il divorzio, se l'abitazione familiare non può essere utilizzata separatamente dai coniugi, il giudice assegnerà l'uso della casa a uno dei coniugi qualora ne abbia fatto richiesta e abbia bisogno di un alloggio. In presenza di figli nati dal matrimonio che non abbiano ancora raggiunto la maggiore età, il giudice decide d'ufficio in merito all'abitazione familiare e può concederne l'uso al coniuge cui sono stati affidati i figli, per l'intero periodo dell'affidamento.

Con il divorzio, l'ex coniuge perde la qualità di potenziale erede dell'altro coniuge e tutti gli altri benefici stabiliti negli accordi prematrimoniali. Dopo il divorzio, le donazioni o le altre liberalità di valore importante effettuate durante il matrimonio o in relazione ad esso da un coniuge o dai suoi parenti stretti a favore dell'altro coniuge possono essere revocati, tranne quando la revoca sia contraria alla moralità pubblica. La richiesta di revoca delle liberalità può essere presentata entro un anno dalla data della dichiarazione di divorzio.

Il regime patrimoniale legale si applica allorché al momento di contrarre matrimonio i nubendi non abbiano scelto un regime per regolare i loro rapporti patrimoniali o siano minorenni o colpiti da limitata capacità giuridica. Il regime patrimoniale viene iscritto nel Registro dei regimi patrimoniali delle famiglie. Il regime può essere modificato durante il matrimonio. La modifica viene annotata nell'atto di matrimonio e nel suddetto registro. Le convenzioni matrimoniali e il regime patrimoniale applicabile sono registrati in un archivio elettronico centrale presso l'Agenzia del registro; tale archivio è accessibile al pubblico. Quando uno o entrambi i coniugi realizzano un'operazione con un terzo, qualora il regime patrimoniale non sia iscritto nel registro, si applica il regime patrimoniale legale.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Il termine legalmente accettato dalla legislazione bulgara è "esercizio della potestà genitoriale".

Nella decisione di divorzio che scioglie il matrimonio, il giudice deve statuire sulle questioni relative all'esercizio della potestà genitoriale, al mantenimento dei figli nati dal matrimonio e all'uso dell'abitazione familiare. Per adottare la sua decisione, il giudice tiene conto degli interessi dei figli; il giudice decide quale dei genitori debba avere l'affidamento, prendendo provvedimenti per l'esercizio di tali diritti, nonché per i contatti tra genitori e figli e il mantenimento di questi ultimi. Quando attribuisce l'affidamento dei figli a un genitore, il giudice valuta tutte le circostanze rilevanti per l'interesse dei figli, ascoltando i genitori e i figli maggiori di dieci anni.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

A norma dell'articolo 83 del codice di diritto familiare, gli alimenti sono dovuti all'altro coniuge unicamente se questi non è colpevole del divorzio. Gli alimenti sono dovuti per un periodo massimo di tre anni dopo lo scioglimento del matrimonio, tranne che le parti abbiano concordato un periodo più lungo. Il giudice può prorogare tali periodi se l'ex coniuge beneficiario degli alimenti si trova in una situazione di particolare indigenza e l'ex coniuge obbligato può provvedere al suo mantenimento senza particolari difficoltà. Il diritto a ricevere gli alimenti dell'ex coniuge cessa nel momento in cui il beneficiario si risposa. Nella pratica, sono assai rari in casi in cui il giudice stabilisca un diritto agli alimenti o un obbligo alimentare nei confronti degli ex coniugi.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

L'attuale legislazione bulgara non conosce la nozione di separazione legale.

Nella giurisprudenza, la separazione di fatto significa soltanto che i coniugi non vivono più insieme e non condividono l'abitazione familiare. Tale situazione non equivale alla "separazione legale".

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

V. il precedente punto 4.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

V. il precedente punto 4.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Nel diritto bulgaro, l'annullamento è uno dei mezzi di scioglimento del matrimonio. Il matrimonio annullato produce tutti gli effetti giuridici di un matrimonio valido prima del suo scioglimento tramite procedimento giudiziario. Un matrimonio può essere annullato solo con procedimento giudiziario: la nullità del matrimonio può essere fatta valere soltanto dopo che sia stata dichiarata dal giudice.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

L'annullamento del matrimonio è possibile se uno dei coniugi:

  • era minore di 18 anni al momento di contrarre matrimonio;
  • era sposato con un'altra persona;
  • è stato dichiarato giuridicamente incapace o è affetto da una forma di infermità o disabilità mentale che costituisce motivo sufficiente per essere dichiarato tale;
  • è affetto da una malattia che compromette seriamente la vita e la salute dei figli o del coniuge, a meno che la malattia non metta in pericolo soltanto la vita del coniuge e questi ne sia al corrente;
  • è un ascendente o discendente diretto del coniuge;
  • è fratello o sorella, nipote o altro parente collaterale del coniuge fino al quarto grado, incluso l'altro coniuge;
  • è genitore o figlio adottivo dell'altro coniuge;
  • è stato costretto a contrarre matrimonio con la minaccia di un grave e imminente pericolo per la vita, la salute o l'onore suo o dei suoi familiari.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

A seconda della causa di invalidità del matrimonio, la legittimazione a chiederne l'annullamento spetta al coniuge cui si riferisce la causa di invalidità, ma anche al pubblico ministero, al coniuge del precedente matrimonio, ovvero al pubblico ministero e al coniuge. L'articolo 97 del codice di diritto familiare elenca espressamente e in maniera esaustiva le persone legittimate a presentare un'azione di annullamento e i relativi termini processuali.

L'annullamento del matrimonio produce gli stessi effetti del divorzio sui rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi, nonché con riguardo ai rapporti tra i genitori e i figli. In caso di annullamento del matrimonio, la mala fede equivale alla colpa nei casi di divorzio. I figli concepiti o nati durante il matrimonio annullato si considerano nati nell'ambito del matrimonio e godono della presunzione di paternità.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

L'unica procedura possibile per sciogliere il matrimonio mediante il divorzio è quella dell'istanza o della domanda giudiziale.

Se le parti scelgono la mediazione, la causa si chiude.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Quale giudice di primo grado, il tribunale distrettuale (rayonen sad) è di norma l'autorità competente a esaminare le domande di divorzio per colpa e le domande di annullamento. I tribunali distrettuali esaminano altresì le domande di divorzio consensuale. Le domande devono essere presentate al tribunale del luogo di residenza del convenuto. Il giudice non è tenuto a verificare d'ufficio la propria competenza, ma deve rinviare la causa al giudice competente qualora il convenuto sollevi un'eccezione d'incompetenza entro il termine stabilito per presentare la comparsa di risposta.

Nei procedimenti di divorzio non è ammessa la sentenza contumaciale.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Le parti in causa possono ottenere il patrocinio a spese dello Stato alle condizioni generali previste per tale istituto. Tali condizioni sono indicate nella legge sul patrocinio a spese dello Stato (Zakon za pravnata pomosht).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

La decisione che concede il divorzio consensuale non è impugnabile.

Quando le viene notificata una decisione relativa alla domanda di annullamento o di divorzio, una parte dispone di due settimane per proporre impugnazione presso il tribunale provinciale. La decisione sul divorzio acquista efficacia anche qualora sia stata proposta impugnazione nei confronti della parte cui viene addebitata la colpa.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

In tal caso si applica il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, come attuato dall'articolo 621 del codice di procedura civile (Grazhdanski protsesualen kodeks). L'autorità giudiziaria competente è il tribunale provinciale del luogo del domicilio della controparte oppure, se la controparte non ha un domicilio nella Repubblica di Bulgaria, è competente il tribunale del luogo di residenza della parte interessata; se quest'ultima non è residente nella Repubblica di Bulgaria, è competente il tribunale cittadino di Sofia (Sofiyski gradski sad).

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

In tali casi si applica il regolamento (CE) n. 2201/2003, attuato dagli articoli 622 e 623 del codice di procedura civile.

La parte che si oppone al riconoscimento può impugnare la relativa decisione o, se del caso, l'ordinanza di esecuzione della decisione dinanzi alla Corte d'appello di Sofia (Sofiyski apelativen sad), avverso la cui decisione è, a sua volta, proponibile un ricorso per cassazione.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La legge applicabile nel quadro di una procedura di annullamento del matrimonio è la legge del luogo in cui si è celebrato il matrimonio stesso.

I rapporti personali tra i coniugi sono regolati dalla legge nazionale comune. Nel caso di coniugi con diversa cittadinanza, i rapporti tra i coniugi sono regolati dalla legge dello Stato in cui essi hanno stabilito la residenza abituale o, in mancanza, dalla legge dello Stato con cui entrambi i coniugi hanno mantenuto legami più forti.

Il regime patrimoniale coniugale è regolato dalla legge applicabile ai rapporti personali tra i coniugi.

Il divorzio di coniugi stranieri è disciplinato dalla legge dello Stato di cittadinanza delle parti al momento della presentazione della domanda di divorzio. Il divorzio di coniugi con diversa cittadinanza è disciplinato dalla legge dello Stato in cui i coniugi avevano la residenza abituale al momento della presentazione della domanda di divorzio. Nel caso in cui i coniugi non abbiano una residenza abituale comune, si applica la legge bulgara.

Ultimo aggiornamento: 24/11/2015

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Divorzio - Repubblica ceca

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il tribunale pronuncia la sentenza di divorzio in base all'istanza proposta da uno dei coniugi. Nel corso del procedimento, il giudice stabilisce se sussistano o meno le condizioni per il divorzio, vale a dire se il matrimonio sia fallito e per quali motivi.

Il matrimonio è automaticamente considerato sciolto se i coniugi vivono separati da almeno sei mesi (in caso di matrimonio di durata superiore ad un anno), a condizione che l'altro coniuge acconsenta al divorzio. Il giudice può accordare il divorzio senza che sia necessario stabilire le cause del fallimento del matrimonio qualora constati che i coniugi concordano sul deterioramento del loro rapporto e intendono realmente ottenere il divorzio, a condizione che i medesimi presentino:

una sentenza passata in giudicato con cui siano stati omologati i loro accordi sulla potestà e i diritti di visita in relazione a un figlio minorenne che non acquisirà la piena capacità giuridica nel periodo successivo al divorzio;

una convenzione scritta tra i coniugi con firme autenticate che disciplini le relazioni patrimoniali, i diritti e gli obblighi in materia di coabitazione e gli eventuali obblighi alimentari nel periodo successivo al divorzio.

Se i coniugi hanno un figlio minorenne, il divorzio non viene pronunciato ove risulti pregiudizievole ai suoi interessi per particolari motivi (ad esempio una disabilità fisica o psichica). Il divorzio può essere pronunciato solo a seguito di una decisione giudiziaria passata in giudicato che statuisca sulla potestà e i diritti di visita in relazione al minore per il periodo successivo al divorzio.

Il tribunale non pronuncia il divorzio in caso di disaccordo del coniuge che non ha violato gli obblighi derivanti dal matrimonio e non ha pertanto contribuito significativamente al fallimento del matrimonio, e che subirebbe un danno grave a motivo del divorzio, se circostanze eccezionali rendono necessario il mantenimento del rapporto coniugale. Tuttavia, se i coniugi non coabitano più da oltre tre anni, il tribunale accorda il divorzio, a condizione che sia venuta meno la comunione materiale e spirituale tra i coniugi.

2 Quali sono le cause del divorzio?

I motivi del divorzio consistono in un deterioramento grave, permanente e irreversibile del matrimonio tale da rendere impossibile la riconciliazione tra i coniugi.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il coniuge che ha assunto il cognome dell'altro coniuge ha facoltà di comunicare all'ufficio di stato civile, entro sei mesi dalla data della decisione di divorzio, che intende riprendere il proprio cognome di nascita o non aggiungere più al proprio cognome quello dell'ex coniuge.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il divorzio determina lo scioglimento della comunione patrimoniale tra i coniugi.

Se il patrimonio comune viene liquidato, distrutto o ridotto, i precedenti obblighi e diritti comuni si estinguono per mezzo di un accordo. L'accordo per la divisione del patrimonio comune deve essere redatto per iscritto se è stato concluso durante il matrimonio o se riguarda un trasferimento di proprietà soggetto al requisito della forma scritta. In mancanza di accordo, la ripartizione del patrimonio comune viene effettuata dal tribunale su richiesta di uno dei coniugi. A tal fine, il tribunale presume che i coniugi siano proprietari in parti uguali dei beni costituenti il patrimonio comune. Ciascun coniuge può chiedere il rimborso del suo contributo al patrimonio comune e deve rimborsare il valore dei beni del patrimonio comune che gli vengono assegnati a titolo esclusivo. Ai fini della divisione si tiene conto principalmente delle esigenze dei figli a carico e della cura prestata da ciascuno dei coniugi alla famiglia (in particolare ai figli e all'abitazione familiare) nonché del loro contributo all'acquisto e al mantenimento dei beni che costituiscono il patrimonio comune.

Se dopo tre anni dal divorzio i coniugi non hanno ancora raggiunto un accordo sulla divisione e non è stata presentata una domanda per la definizione giudiziaria della stessa, si presume che i beni mobili materiali appartengano al coniuge che li utilizza in via esclusiva per le proprie necessità o per quelle della sua famiglia o della sua abitazione. Gli altri beni materiali mobili e immobili sono considerati di proprietà comune dei coniugi in parti uguali; la stessa regola si applica agli altri diritti su beni immobili, nonché ai crediti e debiti.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Prima di accordare il divorzio ai genitori di un figlio minorenne che non ha ancora acquisito la piena capacità giuridica, il giudice deve stabilire i diritti e gli obblighi dei coniugi nei confronti di tale figlio per il periodo successivo al divorzio. In particolare, esso deve decidere a quale coniuge debba essere affidato il figlio e con quali modalità ciascuno di essi debba contribuire al suo mantenimento.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il coniuge divorziato è tenuto a versare gli alimenti all'altro coniuge che non sia in grado di provvedere al proprio sostentamento, se tale impossibilità trae origine dal matrimonio o è collegata ad esso. Per fissare gli alimenti si tiene conto in particolare dell'età, dello stato di salute alla data del divorzio e della cessazione degli obblighi di mantenimento nei confronti dei figli nati dal matrimonio. Se i coniugi non raggiungono un accordo sugli alimenti, il loro importo viene fissato dal tribunale in base alla richiesta di uno dei coniugi. L'assegno alimentare può essere versato in un'unica soluzione o periodicamente.

Se i coniugi o ex-coniugi non raggiungono un accordo sugli alimenti, il tribunale può assegnarli, per un periodo non superiore a tre anni a decorrere dal divorzio, in base alla richiesta della parte che non ha contribuito significativamente al fallimento del matrimonio e ha subito un danno grave a motivo del divorzio.

Il diritto agli alimenti si estingue se l'ex-coniuge beneficiario contrae un nuovo matrimonio o costituisce un'unione civile.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Nella Repubblica ceca non esiste la separazione legale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Si veda la domanda 4.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Si veda la domanda 4.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il tribunale dichiara la nullità del matrimonio, anche in mancanza di ricorso, se constata che il matrimonio è stato contratto con un uomo o una donna già sposato/a oppure con una persona che aveva già costituito un'unione civile o altra analoga unione all'estero, sempre che tale matrimonio, unione civile o altra unione analoga esista ancora, o tra un ascendente e un discendente, un fratello e una sorella o adottante e adottato.

Il tribunale annulla il matrimonio su ricorso del coniuge il cui consenso al matrimonio sia stato estorto con violenza o minaccia di violenza o sia stato prestato solo a causa di un errore sull'identità del futuro coniuge o sulla natura delle trattative nuziali. Il ricorso deve essere proposto entro un anno dalla data in cui il coniuge ne ha avuto la possibilità o è venuto a conoscenza della situazione reale. Il tribunale può annullare il matrimonio su istanza di qualsiasi persona che abbia un interesse legittimo a farne domanda, se il matrimonio è stato contratto nonostante l'esistenza di una causa giuridica ostativa (ad esempio la minore età o l'incapacità giuridica, ma non la capacità giuridica limitata).

Il matrimonio è nullo se, nel caso di almeno uno dei futuri coniugi, non sussistevano le condizioni imprescindibili del consenso al matrimonio o della sua celebrazione o altre condizioni ad esso connesse.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Si veda la domanda 7.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Un matrimonio annullato è considerato come mai esistito (annullamento ex tunc). Tuttavia, è considerato valido fino a quando non sia dichiarato nullo dal tribunale. I diritti e gli obblighi dei coniugi nei confronti della prole e del loro patrimonio in seguito all'annullamento del matrimonio discendono dalle medesime disposizioni applicabili al divorzio. La dichiarazione di nullità del matrimonio implica che anche la dichiarazione di cambiamento di nome dei presunti coniugi diventa nulla. I coniugi recuperano di conseguenza il cognome di nascita e non hanno il diritto di scegliere tra i loro due cognomi. In caso di annullamento del matrimonio, i cognomi dei figli non cambiano. La presunzione di paternità vale anche dopo l'annullamento del matrimonio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Esistono vari servizi di orientamento nei settori della famiglia, del matrimonio e delle relazioni interpersonali. È inoltre possibile ricorrere alla mediazione. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet dell'Associazione dei mediatori della Repubblica ceca e dell'Associazione dei consulenti matrimoniali e familiari della Repubblica ceca – si vedano i link indicati sotto. Tuttavia, solo una decisione giudiziaria passata in giudicato può determinare lo scioglimento del matrimonio.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

L'istanza di divorzio o di annullamento del matrimonio deve essere presentata presso il tribunale distrettuale della zona dell'ultimo luogo di coabitazione della coppia nella Repubblica ceca, a condizione che almeno uno dei coniugi sia residente in tale zona. In caso contrario, la competenza spetta al tribunale distrettuale della zona in cui risiede il coniuge che non ha presentato istanza e, qualora questo tribunale non esista, la giurisdizione compete al foro generale del coniuge che ha presentato istanza. Il foro generale delle persone fisiche è il tribunale distrettuale della zona in cui l'interessato risiede o, in mancanza di residenza, della zona in cui è domiciliato. La residenza è intesa come il luogo in cui una persona risiede con l'intenzione di rimanervi stabilmente (può trattarsi di molteplici luoghi, di modo che tutti i relativi tribunali possono essere considerati fori generali). Per ulteriori dettagli si rinvia alle informazioni sulla competenza giurisdizionale.

L'istanza deve essere presentata per iscritto e indicare chiaramente il giudice adito, il richiedente, le parti (nome completo, cognome, numero o data di nascita, indirizzo di un domicilio stabile o indirizzo postale) e il matrimonio cui si riferisce (data del matrimonio nonché circostanze, evoluzione e cause del suo deterioramento). L'istanza deve essere firmata e datata. Se i coniugi si sono accordati sul divorzio, l'istanza deve essere firmata da entrambi. I fatti allegati nell'istanza devono essere dimostrati con prove documentali.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

In generale, le parti non hanno diritto al rimborso delle spese sostenute nel procedimento di divorzio, di annullamento del matrimonio o di convalida del matrimonio. Il tribunale può accordare un rimborso integrale o parziale delle spese se le circostanze o la situazione delle parti lo giustificano. Su domanda, il presidente del tribunale può esonerare le parti, in tutto o in parte, dal pagamento delle spese di giudizio se la loro situazione lo giustifica, purché la domanda non sia volta a fare valere indebitamente un diritto o a impedire l'esercizio di un diritto. Se necessario per la tutela degli interessi di una delle parti, l'interessato può anche chiedere al tribunale di assegnargli un avvocato. Il tribunale può designare un avvocato prima dell'inizio del procedimento, ma solo se la parte interessata soddisfa le condizioni che giustificano l'esenzione dalle spese di giudizio. Il richiedente deve quindi fornire al giudice prove plausibili della sua situazione economica e sociale.

Se ricorrono le condizioni previste dalla legge sugli avvocati, è possibile chiedere all'Ordine degli avvocati della Repubblica ceca di fornire assistenza legale gratuita o a tariffa ridotta.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, a condizione che l'appello sia inoltrato entro quindici giorni dalla ricezione della copia scritta della decisione giudiziaria di divorzio o di annullamento del matrimonio. L'appello deve essere presentato per iscritto presso il tribunale che ha emesso la decisione. Se tale decisione è stata seguita da una decisione di rettifica, il termine decorre dalla data in cui la decisione di rettifica produce effetti. L'appello depositato dopo la scadenza del termine di quindici giorni si considera presentato in tempo utile se l'appellante ha ricevuto dal tribunale istruzioni errate sul procedimento di appello. L'appello non può essere proposto se il divorzio è stato pronunciato in base a una domanda congiunta.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Se la decisione emessa in un altro stato membro dell'Unione europea (ad eccezione della Danimarca) rientra nell'ambito di applicazione ratione temporis del regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003 (regolamento Bruxelles II bis), la decisione viene riconosciuta senza alcuna procedura particolare. L'ufficio di stato civile prende semplicemente atto della decisione e provvede automaticamente alle annotazioni sui registri pertinenti previa presentazione dei documenti necessari, ad esempio la decisione di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio passata in giudicato di un giudice di un altro Stato membro o una copia autenticata della stessa, corredata di traduzione ufficiale in ceco e del certificato di cui all'articolo 39 del regolamento Bruxelles II bis (o all'articolo 33 del medesimo regolamento). Gli organi giurisdizionali che hanno pronunciato il divorzio, la separazione legale o l'annullamento del matrimonio devono rilasciare un certificato su richiesta di una delle parti. La presentazione di tale certificato può non essere richiesta se tutti i fatti che sarebbero ivi attestati risultano dalla decisione stessa, o in altri documenti prodotti (ad esempio se la decisione presentata è considerata definitiva).

L'interessato può chiedere al tribunale distrettuale competente di dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta, ad esempio qualora occorra chiarire se il matrimonio esiste o meno (articolo 21, paragrafo 3, del regolamento Bruxelles II bis). Tuttavia, tale dichiarazione riguarda solo il diritto dell'interessato e non è obbligatoria. Questo tipo di decisione giudiziaria non è richiesta per le normali trascrizioni allo stato civile.

Se la decisione è stata emessa in un altro Stato membro dell'UE prima del 1° maggio 2004 e almeno una delle parti del procedimento ha la cittadinanza ceca, le decisioni in materia matrimoniale sono riconosciute con provvedimento speciale della Corte suprema della Repubblica ceca. Le decisioni straniere considerate definitive e gli altri documenti necessari (ad es. gli atti di matrimonio) sono presentati alla Corte suprema corredati di traduzioni ufficiali in ceco e adeguatamente autenticati (sopralegalizzazione o apostille), salvo che sia diversamente previsto da una convenzione internazionale. Ulteriori informazioni riguardo a tale procedimento sono disponibili sul sito Internet della Corte suprema della Repubblica ceca (v. link sotto).

Alcuni accordi bilaterali sull'assistenza legale, vincolanti per la Repubblica ceca (conclusi con Slovacchia, Ungheria e Polonia), prevedono il riconoscimento delle decisioni giudiziarie in materia non patrimoniale emesse da una delle parti (comprese le decisioni di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio). Tali decisioni sono riconosciute nella Repubblica ceca senza che occorra alcuna procedura e l'ufficio di stato civile si limita a prenderne atto. In questi casi, l'ufficio competente procede a un'ulteriore trascrizione previa presentazione di una decisione straniera considerata definitiva, corredata di traduzione ufficiale in ceco e adeguatamente autenticata (sopralegalizzazione o apostille), salvo che sia diversamente previsto da una convenzione internazionale. Ovviamente, tale procedura si applica solo se la decisione è stata emessa prima del 1° maggio 2004. In caso contrario, si applica la procedura di cui al regolamento Bruxelles II bis (v. sopra).

La Repubblica ceca è parte della Convenzione sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni (Convenzione dell'Aia del 1° giugno 1970). Nella Repubblica ceca vige la prassi secondo cui, se la decisione soddisfa i requisiti previsti da tale convenzione, non occorre esperire alcuna procedura dinanzi alla Corte suprema della Repubblica ceca ai fini del riconoscimento, purché la decisione abbia iniziato a produrre effetti dopo l'11 luglio 1976, data in cui la Convenzione dell'Aia è entrata in vigore nella Repubblica ceca. Le decisioni straniere considerate definitive devono essere presentate all'ufficio di stato civile corredate di traduzione ufficiale in ceco e adeguatamente autenticate (sopralegalizzazione o apostille), salvo che sia diversamente previsto da una convenzione internazionale.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Le decisioni possono essere impugnate per i motivi indicati all'articolo 22 del regolamento Bruxelles II bis. In tal caso, il ricorso deve essere proposto dinanzi al tribunale distrettuale competente per territorio, che è il foro generale della persona fisica contro la quale è diretta la domanda.

È possibile opporsi al riconoscimento automatico di una decisione da parte dell'ufficio di stato civile, ai sensi di un accordo bilaterale o alla Convenzione sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, proponendo un ricorso amministrativo e successivamente un'azione giudiziaria dinanzi al tribunale regionale competente secondo l'ordinamento giudiziario amministrativo.

Le decisioni sul riconoscimento adottate dalla Corte suprema della Repubblica di Croazia non sono suscettibili di impugnazione.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Nella Repubblica ceca, lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio è disciplinato dalla legge dello Stato di cui i coniugi avevano la cittadinanza all'inizio del procedimento di divorzio. Se i coniugi hanno cittadinanze diverse, lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio è disciplinato dalla legge dello Stato in cui i entrambi coniugi hanno la residenza abituale o, in mancanza di tale residenza, dalla legge ceca.

Si applica la legge ceca se il divorzio sarebbe soggetto all'applicazione di una normativa estera che non consente lo scioglimento del matrimonio o lo subordina a condizioni molto restrittive, purché uno dei coniugi abbia la cittadinanza ceca o almeno uno di essi risieda abitualmente nella Repubblica ceca.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraAssociazione dei mediatori della Repubblica ceca

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Ultimo aggiornamento: 17/09/2019

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Divorzio - Estonia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il divorzio può essere pronunciato da un ufficiale di stato civile o da un notaio sulla base del mutuo consenso dei coniugi a seguito di una domanda scritta congiunta, oppure da un giudice a seguito di ricorso proposto da uno dei coniugi nei confronti dell'altro. Quest'ultimo caso si configura quando i coniugi siano in disaccordo sul divorzio o sulle sue circostanze, o qualora il divorzio non possa essere pronunciato da un ufficiale di stato civile.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il divorzio può essere pronunciato da un ufficiale di stato civile o da un notaio sulla base del mutuo consenso dei coniugi a seguito di una domanda scritta congiunta e se entrambi i coniugi sono residenti in Estonia.

Il divorzio può essere pronunciato da un giudice a seguito di ricorso proposto da uno dei coniugi nei confronti dell'altro.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il divorzio non incide sui rapporti personali tra i coniugi. In occasione del divorzio, il giudice o l'ufficiale di stato civile possono ripristinare il precedente cognome del coniuge interessato, se questo ne ha fatto domanda; in mancanza, viene mantenuto il cognome acquisito con il matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

In seguito al divorzio i beni dei coniugi vengono divisi tra loro in base al regime patrimoniale in vigore nel corso del matrimonio. Nel caso di comunione dei beni i coniugi generalmente dividono i beni tra di loro in parti uguali, in base alle disposizioni sullo scioglimento del regime patrimoniale tra i coniugi. I coniugi non sono tenuti a dividere il loro patrimonio in occasione del divorzio. Finché non entra in vigore la divisione dei beni in seguito allo scioglimento del matrimonio, i coniugi esercitano congiuntamente i diritti e adempiono congiuntamente gli obblighi relativi al patrimonio comune, e possono disporre congiuntamente di tutti i beni che ne fanno parte. Quando il regime dei beni in base al quale ogni acquisizione dei beni è stata divisa termina, i beni acquisiti da entrambi i coniugi sono oggetto di accertamento e vengono stabiliti gli eventuali crediti a favore di uno dei coniugi in base ai quali effettuare la compensazione.

Se la coppia intende procedere alla divisione dei beni in occasione del divorzio, la divisione viene effettuata conformemente al regime patrimoniale scelto o in base a una convenzione patrimoniale conclusa tra i coniugi. Se è stata stipulata una convenzione patrimoniale, tale convenzione cessa di produrre effetti al momento del divorzio. Lo scioglimento della convenzione patrimoniale tra coniugi in occasione del divorzio determina l'estinzione dei diritti e degli obblighi che ne derivano. I beni sono ripartiti conformemente a detta convenzione.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Il divorzio non incide di per sé sulla responsabilità genitoriale e i genitori mantengono l'affidamento condiviso.

In generale, i genitori devono accordarsi per stabilire chi convivrà con i figli e chi si occuperà di allevarli, e in quale misura, nonché per quanto tempo dovranno essere versati gli alimenti. L'assegno di mantenimento mensile per ciascun figlio non può essere inferiore alla retribuzione mensile minima fissata dal governo estone.

Qualora i genitori non intendano o non possano esercitare il diritto all'affidamento condiviso, ciascuno di essi può chiedere giudizialmente che gli sia trasferito in tutto in parte il diritto all'affidamento del figlio.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il coniuge divorziato ha diritto agli alimenti:

1)    fino a quando i figli non abbiano compiuto il terzo anno di età se, a seguito del divorzio, il coniuge divorziato non è in grado di provvedere al proprio mantenimento per motivi legati alla cura dei figli della coppia;

2)    se, a seguito del divorzio, il coniuge divorziato non è in grado di provvedere al proprio mantenimento in ragione dell'età o dello stato di salute e se la necessità di assistenza derivante da tali circostanze sussisteva già al momento del divorzio. Inoltre, l'altro coniuge deve corrispondere gli alimenti all'altro coniuge per l'età o per motivi di salute allorché il diritto di percepire gli alimenti dall'altro coniuge per un altro motivo previsto dalla legge sia cessato. Gli alimenti vanno corrisposti fintanto che l'avente diritto non possa essere ritenuto in grado di procurarsi un reddito.

Il padre è tenuto a provvedere al mantenimento della madre per le otto settimane precedenti e le dodici settimane seguenti alla nascita dei figli.

Il giudice può esentare il coniuge divorziato dall'obbligo di versare gli alimenti nei casi previsti dalla legge.

Il coniuge divorziato legittimato a percepire gli alimenti può chiedere l'adempimento del relativo obbligo giuridico solo mediante un'azione giudiziaria.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

I coniugi sono considerati legalmente separati nel caso in cui non coabitino né convivano e sia evidente che almeno uno di loro non intenda ripristinare né creare una convivenza.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

I coniugi vivono separati.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Se i coniugi sono legalmente separati, ciascuno di essi può:

1)    chiedere all'altro coniuge oggetti che venivano utilizzati nell'interesse della famiglia, se il richiedente ne necessita nella propria abitazione separata e ha un interesse legittimo a proseguirne l'utilizzo. I normali mobili ad uso domestico di proprietà comune sono ripartiti tra i coniugi secondo equità. In generale, ciascuno dei coniugi può proporre un ricorso per ottenere effetti personali di sua esclusiva proprietà. I beni di proprietà comune (ossia, in particolare, i beni in comunione legale tra i coniugi) sono divisi equamente, tenendo conto degli interessi di entrambi i coniugi e dei figli;

2)    chiedere all'altro coniuge di cedergli l'abitazione familiare comune o parte della stessa per il suo uso esclusivo, ove necessario per evitare gravi conflitti personali. Sebbene a tale riguardo si debba tenere conto anzitutto dei diritti preferenziali del proprietario dell'abitazione, quest'ultima può anche essere assegnata in uso al coniuge non proprietario, qualora il giudice lo ritenga necessario in considerazione dei mezzi di ciascun coniuge e dell'interesse dei figli.

Se i coniugi sono legalmente separati, ciascuno di essi è tenuto a contribuire mediante assegni periodici di mantenimento alle spese sostenute dall'altro coniuge nell'interesse della famiglia.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

L'annullamento implica che il matrimonio sia considerato nullo fin dall'inizio. Il matrimonio può essere annullato solo con provvedimento dell'autorità giudiziaria.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

L'annullamento del matrimonio può essere disposto quando ricorra una causa di invalidità prevista dalla perekonnaseadus (legge sul diritto di famiglia), ossia il giudice può annullare il matrimonio in seguito a ricorso se:

1)    è stato violato il requisito relativo all'età minima per contrarre matrimonio o alla capacità giuridica attiva al momento del matrimonio;

2)    il matrimonio è stato contratto contravvenendo a un divieto sancito dalla suddetta legge;

3)    al momento del matrimonio non sussistevano i requisiti formali previsti dalla medesima legge;

4)    almeno uno dei coniugi era affetto da un disturbo mentale transitorio o non era in grado di esercitare la propria volontà per qualsiasi altra ragione nel momento in cui è stato contratto il matrimonio;

5)    il matrimonio è stato contratto fraudolentemente o sotto costrizione, ad esempio celando lo stato di salute o altri dettagli personali di uno dei coniugi, nel caso in cui tali dettagli siano rilevanti per la validità del matrimonio;

6)    uno o entrambi i coniugi non intendevano adempiere gli obblighi derivanti dallo status di persona coniugata e il matrimonio è stato contratto per scopi diversi, in particolare al fine di ottenere un titolo di soggiorno in Estonia (matrimonio di convenienza).

7)    i coniugi sono dello stesso sesso in seguito al cambiamento di sesso intervenuto nel corso del matrimonio.

Inoltre, il matrimonio è considerato nullo se:

1)    è stato contratto tra persone dello stesso sesso;

2)    è stato formalizzato da un soggetto privo delle competenze di ufficiale di stato civile, o

3)    una o entrambe le parti non hanno espresso la volontà di contrarre matrimonio.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

A seguito dell'annullamento, il matrimonio è considerato nullo fin dall'inizio. Le parti del matrimonio annullato non hanno più i diritti e gli obblighi reciproci derivanti dal matrimonio (compresi quelli scaturenti da eventuali convenzioni patrimoniali tra coniugi, che sono parimenti considerate nulle).

Qualora il matrimonio sia stato annullato in quanto uno dei futuri coniugi ha celato all'altro di essere già sposato, o lo ha indotto al matrimonio in modo fraudolento o sotto costrizione, il giudice può condannare tale persona a provvedere al mantenimento della persona con cui ha contratto il matrimonio annullato, applicando le norme relative agli obblighi alimentari nei confronti del coniuge. Su istanza della parte illegittimamente indotta al matrimonio, il giudice può applicare le norme concernenti il patrimonio dei coniugi al regime patrimoniale delle parti (ossia la comunione legale tra coniugi).

I figli nati da un matrimonio annullato hanno gli stessi diritti e obblighi dei figli nati da un matrimonio valido.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Un divorzio basato sul mutuo consenso dei coniugi può essere pronunciato da un ufficiale di stato civile o da un notaio. Le conseguenze giuridiche del divorzio (ad esempio la divisione del patrimonio coniugale) possono essere stabilite in una convenzione conclusa dai coniugi stessi.

Non esistono procedure stragiudiziali per risolvere controversie tra coniugi relative alle circostanze del divorzio.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La domanda di divorzio può essere presentata:

1)    presso l'ufficio di stato civile del luogo di residenza di uno dei coniugi (se entrambi i coniugi sono residenti in Estonia);

2)    presso un notaio;

3)    dinanzi al tribunale di primo grado nel cui circondario si trova la residenza del convenuto (tribunale regionale).

La domanda di annullamento del matrimonio deve essere presentata dinanzi al giudice del luogo di residenza del convenuto.

Il divorzio può essere pronunciato da un ufficiale di stato civile sulla base di una domanda scritta congiunta dei coniugi. I richiedenti devono confermare nell'istanza che non esistono controversie tra loro per quanto riguarda l'affidamento dei figli, la ripartizione del patrimonio comune e gli obblighi di mantenimento. La domanda di divorzio deve essere accompagnata da un documento attestante il matrimonio. Qualora uno dei coniugi non possa, per validi motivi, recarsi presso l'ufficio di stato civile per presentare la domanda congiunta, può inoltrare una domanda separata autenticata da un notaio. I documenti redatti in una lingua straniera devono essere presentati all'ufficio di stato civile unitamente a una traduzione autenticata da un notaio, da un ufficiale consolare o da un traduttore giurato. I certificati matrimoniali rilasciati all'estero devono essere legalizzati o corredati di apostille, salvo che sia diversamente stabilito da un accordo internazionale.

Il divorzio può essere pronunciato da un notaio sulla base di una domanda scritta congiunta dei coniugi. La domanda di divorzio deve essere accompagnata da un documento attestante il matrimonio. Qualora uno dei coniugi non possa, per validi motivi, comparire dinanzi al notaio per presentare la domanda congiunta, può inoltrare una domanda separata autenticata da un notaio. I documenti redatti in una lingua straniera devono essere presentati al notaio unitamente a una traduzione autenticata da un notaio, da un ufficiale consolare o da un traduttore giurato. I certificati matrimoniali rilasciati all'estero devono essere legalizzati o corredati di apostille, salvo che sia diversamente stabilito da un accordo internazionale.

I procedimenti matrimoniali soggetti alla giurisdizione dei giudici estoni sono avviati con ricorso proposto dinanzi al giudice nel cui circondario si trova la residenza comune dei coniugi o, in mancanza, dinanzi al giudice nel cui circondario si trova la residenza del convenuto. Se il convenuto non è residente in Estonia, il ricorso deve essere presentato dinanzi al giudice nel cui circondario si trova la residenza di un figlio minorenne delle parti o, in mancanza di figli minorenni, dinanzi al giudice nel cui circondario si trova la residenza del ricorrente. I ricorsi in materia di divorzio, separazione legale e annullamento del matrimonio devono soddisfare tutti i requisiti formali previsti dal tsiviilkohtumenetluse seadustik (codice di procedura civile) per le azioni civili. Il ricorso e tutte le prove documentali devono essere presentati al giudice per iscritto o per via elettronica, in lingua estone e in formato A4.

Il ricorso deve indicare la denominazione dell'organo giurisdizionale e i dati personali del ricorrente, del resistente (coniugi) e dei loro figli, ed enunciare in modo chiaro le pretese del ricorrente. Devono inoltre essere indicate le circostanze di fatto dalle quali ha tratto origine la domanda; il ricorrente deve anche elencare e presentare tutti gli elementi di prova di cui dispone.

Oltre a quanto sopra esposto, in caso di divisione del patrimonio comune il ricorso deve indicare la composizione e l'ubicazione dei beni, determinare il valore complessivo dei beni appartenenti al ricorrente e contenere una proposta per la divisione dei beni comuni. Al ricorso deve essere allegata l'eventuale convenzione patrimoniale conclusa tra i coniugi.

Il ricorso deve essere firmato dal ricorrente o da un suo rappresentante. In quest'ultimo caso, alla domanda dev'essere allegato un documento di autorizzazione o un altro documento che attesti i poteri del rappresentante.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Se la persona che chiede il patrocinio a spese dello Stato non è in grado di pagare le spese processuali a causa della sua situazione economica, o può pagarle solo in parte o a rate, e sussistono motivi sufficienti per ritenere che le sue domande verranno accolte nel procedimento cui essa intende partecipare, il giudice può esentarla in tutto o in parte dall'obbligo di pagare tali spese, ponendole a carico dello Stato.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Le sentenze in materia di divorzio, separazione legale e annullamento del matrimonio sono impugnabili secondo le norme generali che disciplinano i procedimenti di appello, se l'appellante ritiene che la sentenza del tribunale di primo grado sia fondata su un errore di diritto (ad esempio, in quanto il tribunale di primo grado abbia applicato erroneamente una norma di diritto sostanziale o processuale).

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Conformemente al regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003, le sentenze di divorzio pronunciate in uno Stato membro sono automaticamente riconosciute negli altri Stati membri (ad eccezione della Danimarca) senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Per opporsi al riconoscimento di una decisione di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio occorre adire il giudice di appello dello Stato membro indicato nell'elenco di cui al regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003.

In Estonia tale funzione viene esercitata dai tribunali distrettuali.

Le modalità e i termini di impugnazione delle decisioni giudiziarie sono indicati nelle medesime decisioni.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

In caso di divorzio deve essere applicata la legge del paese in cui si trova la residenza comune dei coniugi. Se i coniugi risiedono in paesi diversi ma hanno la medesima cittadinanza, le conseguenze giuridiche generali del matrimonio sono definite dalla legge del paese di cui essi sono cittadini. Se i coniugi risiedono in paesi diversi e hanno cittadinanze diverse, le conseguenze giuridiche generali del matrimonio sono definite dalla legge del paese della loro ultima residenza comune, purché uno dei coniugi risieda in tale paese. Qualora, in base a quanto precede, non sia possibile individuare la legge applicabile alle conseguenze giuridiche generali del matrimonio, si applica la legge del paese con cui i coniugi presentano il legame più stretto.

Qualora tale legge non consenta il divorzio, o lo consenta solo a condizioni molto restrittive, si applica la legge estone se uno dei coniugi risiede in Estonia o è cittadino estone oppure risiedeva in Estonia o era cittadino estone nel momento in cui è stato contratto il matrimonio.

Ultimo aggiornamento: 23/10/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Divorzio - Irlanda

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Uno dei due coniugi interessati era domiciliato in Irlanda alla data dell'avvio del procedimento

OPPURE

uno dei coniugi aveva la propria residenza abituale in Irlanda nell'anno precedente a tale data.

Articolo 39, paragrafo 1, lettere a) e b), del Il link si apre in una nuova finestraFamily Law (Divorce) Act, 1996 (legge sul diritto di famiglia (divorzio), 1996).

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il giudice (la Circuit Court (Corte circondariale) in parallelo con la High Court (Alta corte) – articolo 38, paragrafo 1) deve verificare quanto segue.

Alla data dell'avvio del procedimento i coniugi hanno vissuto separatamente per un periodo o per periodi complessivamente pari almeno a quattro anni nei precedenti cinque anni,

E

non vi è nessuna prospettiva ragionevole di riconciliazione tra di loro

E

tale disposizione, che il giudice ritiene adeguata alle circostanze, esiste o sarà adottata per i coniugi e per ciascun membro della famiglia non autonomo.

Articolo 5, paragrafo 1, della legge.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il matrimonio, oggetto del provvedimento, è in tal modo sciolto e la parte che lo aveva contratto è autorizzata a contrarre nuovamente matrimonio – articolo 10, paragrafo 1.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Nell'emettere un decreto di divorzio, il giudice può adottare un provvedimento diretto a definire i rapporti patrimoniali – articolo 14, paragrafo 1, della legge – le proprietà possono essere vendute, divise equamente o attribuite singolarmente o trasferite a nome di una sola delle parti.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Con l'emanazione di un decreto divorzio il giudice può dare le indicazioni che ritiene opportune in merito al benessere, alla custodia o al diritto di visita in relazione a ciascun minore della famiglia considerata, articolo 5, paragrafo 2, della legge. Il benessere del minore è un aspetto fondamentale.

Per maggiori dettagli, v. scheda informativa sulla "Responsabilità genitoriale - Irlanda".

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Nell'emettere un decreto di divorzio, il giudice può disporre a favore di uno dei coniugi il versamento di un contributo di mantenimento, provvedimento questo che perde efficacia con il nuovo matrimonio del beneficiario – articolo 13 della legge.

Il giudice può inoltre emettere un provvedimento di perequazione della pensione a favore di uno dei coniugi – articolo 17 della legge.

Per maggiori dettagli, v. scheda informativa su "Controversie in materia di alimenti – Irlanda".

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione legale (giudiziale) agevola i coniugi separati nel riorganizzare le loro vite al fine di poter vivere stabilmente lontano l'uno dall'altro.

Il provvedimento di separazione giudiziale permette al giudice che lo emette di disporre ampi provvedimenti accessori in merito ai figli, ai versamenti a titolo di mantenimento, ai pagamenti in linea capitale, ai diritti pensionistici, alla casa familiare e alle altre proprietà. Il provvedimento di separazione giudiziale non scioglie il matrimonio. I coniugi separati che hanno ottenuto un provvedimento di "separazione legale" devono quindi ottenere un provvedimento di divorzio se intendono risposarsi.

Articolo 8 della Il link si apre in una nuova finestraJudicial Separation and Family Law Reform Act, 1989 (legge sulla separazione giudiziale e la riforma del diritto di famiglia, 1989).

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Deve ricorrere una o più di una delle seguenti condizioni:

1. il coniuge ha commesso adulterio;

2. uno dei coniugi ha tenuto un comportamento irragionevole e compiuto atti di crudeltà;

3. il coniuge ha abbandonato il tetto coniugale per un anno;

4. i coniugi hanno vissuto separati per 1 anno ed entrambi acconsentono alla presentazione della domanda;

5. i coniugi hanno vissuto separati per 3 anni;

6. il matrimonio è fallito a tal punto che il giudice ritiene che non vi sia stata una normale relazione coniugale per almeno un anno.

(Articolo 2 della Il link si apre in una nuova finestralegge sulla separazione giudiziale e la riforma del diritto di famiglia, 1989).

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

La separazione legale fa venir meno l'obbligo di coabitazione senza sciogliere il vincolo matrimoniale. La moglie può continuare a usare il cognome del marito.

Dal punto di vista economico, resta fermo il dovere di assistere il coniuge e può essere dovuto un contributo di mantenimento anche se non può essere preso in considerazione nessun addebito. Tuttavia, come nel caso del divorzio, la sentenza implica la risoluzione e la liquidazione del vincolo matrimoniale.

Restano fermi i diritti ereditari, salvo il caso in cui il coniuge si è separato di fatto per sua esclusiva colpa.

Le parti possono chiedere al giudice di revocare il decreto. Il giudice provvede in tal senso quando accerta che è intervenuta una riconciliazione e che le parti intendono riprendere la coabitazione.

Conversione della separazione legale in divorzio

Su richiesta di uno dei coniugi, una sentenza di separazione legale può essere convertita ipso jure in divorzio se la separazione legale è durata tre anni. In tal caso, il giudice accorda il divorzio e ne disciplina le conseguenze.

Se la separazione legale era stata concessa su richiesta congiunta, essa può essere convertita in divorzio solo a fronte di una richiesta congiunta in tal senso.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

L'annullamento del matrimonio comporta che ciascuna parte del matrimonio annullato si trova nella posizione in cui si troverebbe se non fosse mai stata sposata.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Deve sussistere una delle seguenti condizioni:

  • uno dei coniugi era domiciliato in Irlanda all'atto dell'avvio del procedimento;
  • a tale data, uno dei coniugi aveva la propria residenza abituale in Irlanda da un anno;
  • uno dei coniugi è deceduto prima di tale data;

e

  • era domiciliato in Irlanda al momento della morte o
  • a tale data, aveva la propria residenza abituale in Irlanda da un anno.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Il matrimonio si considera come se non avesse mai avuto luogo. Ciascuna parte è libera di risposarsi. Le parti non hanno diritti successori reciproci e non sono tenute a prestare contributi di mantenimento o a sostenere l'altro. I figli eventualmente nati dalla coppia in costanza di matrimonio sono considerati come figli naturali.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Le questioni economiche e patrimoniali e quelle attinenti ai figli a carico possono essere definite in sede di mediazione senza ricorrere al giudice, ma solo quest'ultimo può emettere un provvedimento di separazione giudiziale o un decreto di divorzio.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La Corte circondariale, in parallelo con l'Alta corte, è competente a decidere sulle domande di divorzio/separazione giudiziale/annullamento.

La domanda di divorzio/separazione giudiziale proposta dinanzi alla Corte circondariale è introdotta mediante ricorso civile dinanzi alla sede competente della Corte circondariale e la procedura è disciplinata dall'Order 59, rule 4, dei Circuit Court Rules 2001 (regole di procedura della Corte circondariale del 2001).

La domanda di divorzio/separazione giudiziale proposta dinanzi all'Alta corte è avviata mediante provvedimento speciale di convocazione emesso dal Central Office (Ufficio centrale). La procedura è disciplinata dall'Order 70A dei Rules of the Superior Courts (regole di procedura delle Corti superiori) (SI n. 343 del 1997). La domanda di annullamento dinanzi all'Alta corte è avviata presentando un ricorso all'Ufficio centrale. La procedura è disciplinata dall'Order 70 delle regole di procedura delle Corti superiori.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Si – attraverso il Il link si apre in una nuova finestraLegal Aid Board (Consiglio per il patrocinio a spese dello Stato), previa verifica delle risorse.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

La decisione dell'Alta corte su un appello proposto avverso una decisione della Corte circondariale pronunciata in un procedimento in materia di divorzio/separazione giudiziale/annullamento è definitiva, conclusiva e non impugnabile – articolo 39 del Il link si apre in una nuova finestraCourts of Justice Act, 1936 (legge del 1936 sugli organi giurisdizionali).

L'impugnazione contro tutte le decisioni pronunciate dall'Alta corte in un procedimento di divorzio/separazione giudiziale/annullamento avviato dinanzi a tale giudice deve essere presentato dinanzi alla Supreme Court (Corte Suprema).

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

In Irlanda è necessario rivolgersi al giudice (della Corte circondariale o dell'Alta corte) ai sensi dell'articolo 29, paragrafo 1, lettere d) ed e) del Il link si apre in una nuova finestraFamily Law Act 1995 (legge sul diritto di famiglia del 1995) per ottenere una specifica dichiarazione. La richiesta è presentata dinanzi alla Corte circondariale mediante ricorso civile. La richiesta dinanzi all'Alta corte è avviata mediante un provvedimento speciale di convocazione.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Dinanzi ai giudici irlandesi, posto che è il Constitutional Status of Divorce (disposizioni costituzionali in materia di divorzio) a stabilire se un divorzio pronunciato all'estero possa o meno essere riconosciuto in Irlanda – ossia da parte dell'Alta corte o della Corte circondariale.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Le condizioni per ottenere un divorzio in Irlanda sono quelle indicate nell'articolo 38 della legge sul diritto di famiglia (divorzio) del 1996.

Il coniuge che non risiede in Irlanda o non è cittadino irlandese può chiedere il divorzio in Irlanda se soddisfa le condizioni elencate nell'articolo 39, paragrafo 1, lettere a) e b), della legge sul diritto di famiglia (divorzio), 1996. La competenza dell'Irlanda in materia di divorzio si basa sulla residenza e non sulla cittadinanza.

Link collegati

Il link si apre in una nuova finestraCourts Service Ireland (Servizio giudiziario irlandese)

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Ultimo aggiornamento: 18/11/2019

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Divorzio - Grecia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Per ottenere il divorzio è necessaria una sentenza giudiziaria definitiva (articoli 1438 e segg. del codice civile (Αστικός Κώδικας)).

Esistono due procedure di divorzio:

  1. il divorzio consensuale (συναινετικό διαζύγιο), procedura in cui i coniugi decidono di comune accordo di sciogliere il loro vincolo coniugale mediante un accordo scritto firmato da entrambi e dai loro avvocati, o soltanto da questi ultimi purché abbiano ricevuto espressamente una procura per agire in rappresentanza dei coniugi. La coppia deve essere stata sposata per almeno sei mesi. Se non vi sono figli minori di età il matrimonio viene sciolto in via stragiudiziale, vale a dire che il suddetto accordo è sufficiente. Tuttavia, in presenza di figli minori, l'accordo sullo scioglimento del matrimonio deve essere accompagnato da un secondo accordo sottoscritto dai coniugi, regolante l'affidamento dei figli e le comunicazioni tra genitori e figli. Entrambi gli accordi sono presentati al tribunale monocratico di primo grado competente per territorio (Μονομελές Πρωτοδικείο), che li approva e scioglie il matrimonio secondo la procedura di giurisdizione volontaria.
  2. la procedura di divorzio contenzioso (διαζύγιο κατ' αντιδικία), in cui un coniuge o entrambi i coniugi, con domande separate, presentano la domanda di divorzio al tribunale di primo grado in composizione monocratica competente per territorio, indicandone i motivi.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Nel procedimento contenzioso il divorzio può essere chiesto per i seguenti motivi (articolo 1439 del codice civile):

  1. rottura del rapporto coniugale, causata dal convenuto o da entrambi i coniugi, tale da rendere fondatamente intollerabile per l'attore il proseguimento del vincolo coniugale. La rottura del rapporto coniugale è presunta, salvo che il convenuto non dimostri il contrario, in caso di bigamia, adulterio, abbandono, attentato alla vita dell'attore da parte del convenuto o atti di violenza domestica compiuti dal convenuto ai danni dell'attore. La rottura del matrimonio è presunta irrefutabilmente nel caso in cui i coniugi siano separati in modo continuativo da almeno due anni. In tal caso, può chiedere il divorzio anche il coniuge che ha causato il deteriorarsi delle relazioni coniugali;
  2. l'irreperibilità per morte presunta di uno dei coniugi, nel qual caso l'altro coniuge può chiedere il divorzio.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

In caso di scioglimento del matrimonio mediante divorzio cessa l'obbligo di coabitare e di prendere decisioni in comune. Se uno dei coniugi aveva assunto il cognome dell'altro, di norma riprende il proprio cognome, a meno che non desideri conservare quello del coniuge, avendo acquisito notorietà professionale o artistica sotto tale cognome. Cessa ogni responsabilità dei coniugi di adempiere i loro obblighi reciproci, perde validità l'impedimento costituito dalla bigamia e termina la sospensione della prescrizione dei diritti esigibili da un coniuge nei confronti dell'altro. Il legame di affinità costituitosi mediante il matrimonio tra i parenti dei coniugi continua a sussistere anche dopo lo scioglimento del matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

In caso di divorzio, ciascuno dei coniugi ha il diritto di recuperare i beni mobili che gli appartengono o che si presume gli appartengano - anche se tali beni sono stati utilizzati da entrambi i coniugi o soltanto da uno dei due - salvo che l'altro coniuge confuti la presunzione. Non costituisce ostacolo a tale riguardo il fatto che il bene in questione sia indispensabile per le necessità dell'altro coniuge. Se il coniuge che ha in possesso il bene rifiuta di restituirlo al proprietario, questi può intentare un'azione reale, un'azione possessoria o un'azione diretta a far valere l'adempimento delle relative obbligazioni. Per quanto riguarda l'abitazione familiare, dopo lo scioglimento del matrimonio, il proprietario della stessa può far valere tutti i suoi diritti di proprietario nei confronti dell'altro coniuge che ne fa uso ed esigere l'adempimento delle relative obbligazioni. Con il divorzio cessa la situazione di comproprietà e ciascuno dei coniugi resta con la parte di patrimonio che gli spetta secondo le disposizioni relative allo scioglimento della comunione dei beni e alla divisione dei beni comuni. Per quanto riguarda i beni acquistati da uno dei coniugi nel corso della vita matrimoniale, l'altro coniuge ha diritto a una parte di ciascuno di essi.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Dopo lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio, il giudice conferisce l'esercizio della responsabilità genitoriale o l'affidamento secondo una delle seguenti formule:

a) a uno dei genitori;

b) a entrambi i genitori, congiuntamente;

c) a entrambi i genitori, separatamente;

d) a un terzo.

L'obbligo dei genitori di mantenere i figli minori che non dispongono di redditi da lavoro o di rendite patrimoniali o le cui risorse non sono sufficienti per il loro sostentamento perdura anche dopo il divorzio. La ripartizione di tale obbligo è decisa dai genitori stessi o, in caso di divorzio contenzioso, dal giudice.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Dopo lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio, se uno degli ex coniugi non è in grado di assicurare il proprio sostentamento con i suoi redditi o rendite, ha il diritto di chiedere che l'ex coniuge gli corrisponda regolarmente gli alimenti:

  1. se, al momento della sentenza di divorzio, l'età e le condizioni di salute del coniuge richiedente non consentono di obbligare quest'ultimo a iniziare o a proseguire l'esercizio di un'attività lavorativa in modo tale da assicurarne il sostentamento;
  2. se al richiedente è affidata la custodia di un figlio minore e per tale motivo gli è impossibile svolgere un'attività lavorativa adeguata;
  3. se il richiedente non trova un lavoro stabile e adeguato oppure ha bisogno di acquisire una formazione professionale - in entrambi i casi, tuttavia, il diritto agli alimenti vale per un lasso di tempo non superiore a tre anni dopo la sentenza di divorzio;
  4. in ogni altro caso in cui nella sentenza di divorzio venga riconosciuto il diritto agli alimenti per ragioni di equità.

Il diritto agli alimenti può essere rifiutato o limitato nel tempo, per motivi validi, se il matrimonio ha avuto breve durata oppure se la colpa del divorzio è addebitata all'avente diritto o se quest'ultimo ha provocato deliberatamente la propria condizione di indigenza. Il diritto agli alimenti decade se l'avente diritto si risposa o convive stabilmente con un'altra persona; esso non decade se il coniuge obbligato muore, ma decade in caso di decesso dell'avente diritto, tranne nel caso in cui il diritto si riferisca a un periodo passato o se, al momento del decesso, rimangono alcuni pagamenti da corrispondere.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Annullamento del matrimonio significa che un matrimonio che aveva pieni effetti giuridici cessa di averli quando, a causa di uno o più vizi, è annullato mediante sentenza giudiziale definitiva, con l'unica eccezione che i figli nati dal matrimonio dichiarato nullo continuano ad essere considerati figli legittimi. Le disposizioni sull'annullamento degli atti giuridici si applicano ai casi di annullamento e di nullità del matrimonio (articoli 1372 e segg. del codice civile).

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio può essere annullato a causa della mancanza di uno dei requisiti positivi o della presenza di un impedimento assoluto, oppure a causa di un errore o di una minaccia.

Manca un requisito positivo quando le dichiarazioni dei futuri sposi non vengono pronunciate personalmente dagli stessi, oppure sono pronunciate con la riserva di condizioni o di termini temporali, quando i nubendi sono minorenni e non hanno ottenuto la dispensa dal tribunale, quando uno degli sposi si trova nella situazione giuridica d'interdizione e non ha ottenuto il consenso del tutore o l'autorizzazione del tribunale, oppure quando uno degli sposi, al momento del matrimonio, non è consapevole di ciò che sta accadendo o è privo dell'uso della ragione a causa di un'infermità mentale. Vi è impedimento assoluto in caso di consanguineità in linea retta, ascendente o discendente e senza limitazione di grado, e in caso di consanguineità collaterale sino al quarto grado incluso, oppure in caso di affinità in linea retta, ascendente o discendente e senza limitazione di grado, e in caso di affinità in linea collaterale sino al terzo grado. Sono impedimenti assoluti anche la bigamia e il vincolo di adozione.

La nullità è sanata dopo il matrimonio se gli sposi esprimono pieno e libero consenso, se il tribunale accorda successivamente l'autorizzazione ai minorenni o se il coniuge minorenne, compiuti i 18 anni, riconosce il matrimonio, se il coniuge interdetto riacquista la capacità e riconosce il matrimonio, se il matrimonio viene approvato dal tutore o dal tribunale o dal coniuge prima sottoposto ad assistenza giudiziaria e ridivenuto capace, ovvero se il coniuge indotto in errore o costretto sotto minaccia riconosce il matrimonio dopo aver scoperto l'errore o dopo la cessazione delle minacce. Il matrimonio è nullo se manca la relativa dichiarazione dinanzi al sindaco e ai testimoni, nel matrimonio civile, oppure se il matrimonio religioso non è stato celebrato da un ministro della chiesa ortodossa orientale o di un altro dogma o culto noto in Grecia. In tal caso, il matrimonio non ha effetti giuridici e la sua nullità può essere riconosciuta mediante atto ricognitivo da chiunque abbia un interesse legittimo al riguardo.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

In principio, gli effetti del matrimonio sono soppressi con valore retroattivo. La retroattività riguarda tutte le relazioni tra i coniugi, di carattere personale, familiare o patrimoniale senza distinzione. Quindi, l'annullamento del matrimonio comporta principalmente la decadenza ex tunc del diritto di successione ereditaria di ciascuno dei due coniugi nei confronti del patrimonio dell'altro, in caso di eredità testamentaria. Decadono anche tutte le transazioni legali con terzi che i coniugi avevano intrapreso in comune, per le esigenze della loro vita coniugale o ai fini della gestione dei beni dell'uno o dell'altro, ma senza pregiudizio dei diritti dei terzi in buona fede che avevano rapporti con i coniugi. Se al momento di contrarre matrimonio entrambi i coniugi o uno dei due ignoravano che il matrimonio era nullo, la nullità produce i suoi effetti soltanto per il futuro e solo per il coniuge che ignorava la nullità al momento della celebrazione del matrimonio. Inoltre, quest'ultimo ha diritto agli alimenti - secondo le disposizioni previste in caso di divorzio, che si applicano per analogia - da parte dell'altro coniuge che sapeva sin dall'inizio che il matrimonio era nullo e dai suoi discendenti, qualora l'altro coniuge muoia dopo l'annullamento del matrimonio. Il medesimo diritto spetta al coniuge che è stato costretto a contrarre matrimonio sotto minaccia, in contrasto con la legge o con i buoni costumi, nel caso in cui il matrimonio sia annullato oppure abbia termine con il decesso dell'altro coniuge (articolo 1383 del codice civile).

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

No.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Il tribunale di primo grado in composizione monocratica (articolo 17, paragrafo 1, del codice di procedura civile (Κώδικας Πολιτικής Δικονομίας)) è competente a dichiarare lo scioglimento di un matrimonio mediante divorzio per colpa di uno o di entrambi i coniugi o per irreperibilità o morte presunta, ad annullare un matrimonio invalido o dichiararlo nullo. Inoltre, durante il matrimonio, detto giudice è competente a pronunciarsi sulle relazioni tra i coniugi derivanti dal matrimonio. In tali casi il giudice applica la procedura prevista per il contenzioso in materia matrimoniale, che è stata modificata dalla legge n. 4055/2012.

In caso di divorzio consensuale, è del pari competente il tribunale di primo grado in composizione monocratica, che agisce secondo la giurisdizione volontaria. È competente per territorio il tribunale dell'ultima località di residenza comune delle parti (articolo 39 del codice di procedura civile) o il tribunale della residenza abituale delle parti, purché uno dei coniugi vi risieda ancora, o il tribunale della residenza abituale del convenuto (articolo 22 del codice di procedura civile) oppure, nel caso di domanda congiunta, il tribunale del luogo di residenza abituale dell'uno o dell'altro coniuge, o ancora, della residenza abituale dell'attore se vi risiedeva da almeno un anno prima della presentazione della domanda o da almeno sei mesi prima della presentazione della domanda se è cittadino greco o se entrambi i coniugi sono cittadini greci. Anche il ricorso incidentale deve essere presentato al medesimo tribunale. Inoltre, le azioni intese a ottenere la corresponsione degli alimenti possono essere riunite e giudicate in contemporanea con le azioni ai fini di divorzio, di annullamento o di riconoscimento della nullità di un matrimonio da parte del tribunale monocratico di primo grado competente per territorio, che segue la procedura del contenzioso in materia matrimoniale, con le limitazioni imposte da tale procedura. In fine, anche le azioni dirette all'attribuzione della responsabilità genitoriale e per la regolamentazione dei contatti tra figli e genitori possono essere intentate nel medesimo contesto della domanda di divorzio introdotta presso il tribunale di primo grado in composizione monocratica, conformemente alla procedura speciale di cui agli articoli 681B e segg. del codice di procedura civile.

La domanda va depositata presso la cancelleria del tribunale, dopo di che il cancelliere fissa la data dell'udienza e la annota sulle copie della domanda. L'avvocato dell'attore deve disporre affinché l'ufficiale giudiziario faccia pervenire al convenuto copia della domanda, con indicazione della data e della sede dell'udienza, nonché la citazione a comparire. Se il convenuto è residente o domiciliato in Grecia, la domanda e la citazione devono essergli notificate dall'ufficiale giudiziario entro 60 giorni dalla data dell'udienza; il termine è invece di 90 giorni se il convenuto è residente o domiciliato all'estero o se il suo domicilio è ignoto. Se gli atti devono essere notificati all'estero a una persona il cui domicilio è noto, tra gli Stati membri dell'Unione europea si applicano, per analogia, le disposizioni sulla notifica delle citazioni previste dai regolamenti dell'UE e, nello specifico, dal regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale, oppure quelle previste dalla convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965, ove applicabile, ovvero le disposizioni contenute in convenzioni bilaterali o multilaterali.

Le norme di diritto sostanziale applicabili ai rapporti patrimoniali tra i coniugi, al divorzio e alla separazione legale (articoli 14, 15 e 16 del codice civile) sono le seguenti, in ordine di prevalenza:

  1. il diritto del paese di cui i coniugi avevano l'ultima cittadinanza comune nel corso del matrimonio, se almeno uno dei due la conserva;
  2. il diritto dell'ultima residenza comune abituale dei coniugi nel corso del matrimonio; oppure
  3. il diritto del paese con il quale i coniugi hanno legami più stretti.

Le relazioni tra genitori e figli (articoli 18 e 19 del codice civile) vengono disciplinate, in ordine di prevalenza:

a)    dal diritto del paese di cui avevano l'ultima cittadinanza comune;

b)    dal diritto della loro ultima residenza abituale;

c)    dal diritto del paese di cui il figlio è cittadino. Se questi ha doppia cittadinanza, greca e straniera, si applica il diritto greco; se ha più di una cittadinanza straniera, si applica il diritto del paese con il quale ha legami più stretti.

Secondo il principio della lex fori, il diritto processuale da applicare è quello greco, sul quale prevalgono peraltro, a norma dell'articolo 28 della Costituzione greca, le disposizioni del diritto dell'UE e delle altre convenzioni internazionali. Gli avvocati che rappresentano ciascuna delle parti devono essere muniti di procura speciale o devono comparire in tribunale con la parte che rappresentano. Durante la fase di assunzione delle prove, si devono produrre in tribunale il certificato di matrimonio, il certificato di stato civile e gli altri documenti probatori. L'audizione dei testimoni e la presentazione delle conclusioni avvengono in aula. In caso di divorzio consensuale, le parti devono dichiarare in forma scritta che intendono sciogliere il loro matrimonio, tale dichiarazione deve essere firmata dalle parti o dai relativi rappresentanti legali, e devono presentare un accordo scritto riguardante l'affidamento dei figli e i diritti di visita tra i figli e i genitori. Il giudice approva l'accordo e dichiara lo scioglimento del matrimonio. Le deposizioni delle parti vengono esaminate liberamente. Il giudice non ammette, quali elementi di prova, l'audizione delle parti sotto giuramento e l'audizione dei figli quali testimoni, ma i testimoni e i periti rendono le loro deposizioni sotto giuramento. Nell'esaminare la domanda di divorzio, il giudice tenta di riconciliare le parti. Se il convenuto non compare in giudizio, ciò non influisce sulla pronuncia della sentenza. In caso di decesso di una delle parti prima della sentenza definitiva, l'azione legale decade. Nel caso di un'azione di annullamento del matrimonio, che può essere intentata anche dal pubblico ministero, è quest'ultimo che deve presentare le conclusioni. In caso di decesso di una delle parti, l'azione legale viene interrotta, ma può essere proseguita dagli eredi. Un'azione ai fini dell'annullamento o della dichiarazione di nullità di un matrimonio che sia intentata dal pubblico ministero è diretta contro entrambi i coniugi e, in caso di decesso di uno di essi, contro i loro eredi.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Sì, a determinate condizioni. In particolare, il patrocinio a spese dello Stato è accordato alla parte che possa dimostrare di non essere in grado di pagare le spese processuali senza che ne risultino ridotti i mezzi necessari per sostentare se stesso e la sua famiglia, e purché non venga dimostrato che tale richiesta è ingiustificata o inopportuna. La richiesta va presentata al giudice che sta esaminando o che dovrà esaminare la causa. Se il procedimento è discusso presso un tribunale di primo grado in composizione collegiale, la richiesta va presentata al suo presidente. In caso di azioni non processuali, la richiesta va presentata al giudice di pace (ειρηνοδικείο) della località di residenza del richiedente (articoli 194 e segg. del codice di procedura civile).

La richiesta deve indicare brevemente l'oggetto del procedimento, le prove che verranno fornite al riguardo e gli elementi addotti per attestare che la richiesta risponde alle condizioni previste per ottenere il patrocinio a spese dello Stato. Si devono allegare alla richiesta i seguenti documenti giustificativi:

  1. un certificato rilasciato su carta libera dal sindaco o dal presidente del consiglio comunale della località in cui il richiedente è domiciliato o ha la sua residenza permanente, che ne attesti la situazione professionale, economica e familiare;
  2. un certificato rilasciato su carta libera dall'ispettore fiscale della località in cui il richiedente è domiciliato o ha la sua residenza permanente, che attesti che negli ultimi tre anni il richiedente ha presentato la dichiarazione ai fini dell'imposta sul reddito o di ogni altra imposta diretta e che tale dichiarazione è stata approvata previo accertamento.

Il giudice adito può citare la controparte a titolo gratuito. Non è necessaria la presenza di avvocati. Dopo aver appurato che le condizioni suddette sono soddisfatte, il giudice accorda il beneficio del gratuito patrocinio. Tale istituto viene concesso separatamente per ogni azione giudiziale, è valido per ogni grado di giurisdizione e si estende anche all'esecuzione forzata della sentenza. La parte che ha ottenuto tale beneficio è esentata provvisoriamente dall'obbligo di pagare le spese giudiziarie e processuali in genere, ossia gli onorari dei notai e degli ufficiali giudiziari, le spese dei testimoni e gli onorari dei periti, degli avvocati e degli altri rappresentanti giudiziali, ed è altresì esonerata dall'obbligo di versare una cauzione a garanzia di tali spese. L'esenzione provvisoria può eventualmente essere concessa solo per una parte delle spese.

La concessione del patrocinio a spese dello Stato non incide sull'obbligo di versare alla controparte le somme accordategli dal giudice. Se l'obbligato glielo chiede, nella sentenza sul gratuito patrocinio o con una decisione successiva, il giudice può incaricare un avvocato, un notaio o un ufficiale giudiziario di assistere l'indigente. Tali persone sono obbligate ad accettare l'incarico e la decisione del giudice vale come conferimento del mandato di rappresentanza.

Il patrocinio a spese dello Stato cessa con la morte del beneficiario, con un'eccezione: sotto la copertura di tale beneficio possono essere effettuati, anche in epoca successiva, atti che non ammettono dilazione. Inoltre, tale beneficio può essere revocato o limitato con decisione autonoma del giudice o su proposta del pubblico ministero, se si dimostra che le condizioni per concederlo non sussistevano sin dall'inizio, oppure che non sono più valide o sono mutate. Il pagamento delle spese è disciplinato dagli articoli 190-193 del codice di procedura civile.

Pertanto, se la sentenza ordina che le spese siano a carico della parte avversa all'indigente, le somme dovute per l'imposta di bollo, la copia autenticata e gli altri oneri sono riscossi in conformità della legge sulla riscossione delle entrate pubbliche, mentre le somme dovute alla persona indigente, ai suoi avvocati o ad altri rappresentanti legali e ufficiali giudiziari vengono imputate alle persone interessate e riscosse mediante esecuzione forzata. Allo stesso modo, le spese imputate all'indigente sono riscosse non appena cessino di sussistere tutte o alcune delle condizioni per la concessione del gratuito patrocinio e qualora tale cessazione sia stata accertata. Se le parti hanno ottenuto il beneficio mediante dichiarazioni menzognere o false informazioni, il giudice che decide la revoca del beneficio le condanna a una pena pecuniaria di importo compreso fra 100 EUR e 200 EUR, a favore della cassa degli avvocati, fermo restando il loro obbligo di pagare le somme dalle quali erano state esentate e senza escludere un'azione penale nei loro confronti.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì. La parte soccombente può ricorrere presso la Corte d'appello (Εφετείο) competente per territorio per impugnare una sentenza di divorzio, di annullamento di un matrimonio nullo o annullabile, o di riconoscimento della non esistenza di un matrimonio, entro trenta giorni dalla data in cui le è stata notificata la sentenza, se la parte è residente o domiciliata in Grecia, oppure entro sessanta giorni se la parte è residente o domiciliata all'estero o se il suo domicilio è ignoto. Se la sentenza non è stata notificata alla parte, il termine per interporre appello è di tre anni a decorrere dalla pubblicazione della sentenza. In caso di decesso della parte avente diritto a impugnare la sentenza, il termine per interporre appello decorre dalla data alla quale la sentenza viene notificata ai suoi eredi universali o ai suoi legatari.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

A norma del regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, nella versione attualmente in vigore, le sentenze pronunciate in uno Stato membro dell'UE sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessaria una procedura speciale. Chiunque voglia far riconoscere in Grecia una sentenza di divorzio, di separazione o di annullamento del matrimonio deve presentarne domanda al tribunale monocratico di primo grado della località in cui risiede abitualmente la persona contro la quale si chiede l'esecuzione della sentenza o della località nella quale la sentenza deve essere eseguita.

Una volta fissata la data dell'udienza, una copia della domanda viene notificata alla controparte, assieme al documento di convocazione dell'udienza e alla citazione a comparire. Il giudice non può verificare la competenza del tribunale dello Stato membro dell'UE che ha pronunciato la sentenza, pertanto, deve accertare: che il suo riconoscimento non sia contrario all'ordine pubblico greco; che la domanda sia stata notificata al convenuto, qualora sia contumace, in tempo utile perché potesse difendersi o, in mancanza, che il convenuto abbia inequivocabilmente accettato la sentenza; che la sentenza stessa non sia in contrasto con nessun'altra decisione pronunciata in precedenza in una causa tra le medesime parti, in Grecia, in un altro Stato membro o in un paese terzo; e, infine, che risultino soddisfatte le condizioni per concedere il riconoscimento. Ove si reputi soddisfatto, il giudice riconosce la sentenza.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Per impugnare la decisione di un giudice greco con cui è stata riconosciuta la sentenza del giudice di un altro Stato membro dell'UE, si deve adire la Corte d'appello, che è competente a esaminare i ricorsi avverso le sentenze degli organi giudiziari inferiori. Il termine per interporre appello è di un mese dalla notifica della sentenza di riconoscimento, o di due mesi dalla notifica, se la parte contro la quale si agisce ha la sua residenza abituale in uno Stato membro diverso da quello in cui la sentenza è stata dichiarata esecutiva. Il termine non può essere prorogato per motivi di distanza. Se il convenuto non compare, il giudice è tenuto a sospendere il procedimento finché non sia accertato che il convenuto è stato citato a norma di legge ed entro il termine previsto o che si è compiuto ogni tentativo in tal senso. Avverso la decisione della Corte d'appello è proponibile ricorso dinanzi alla Corte di cassazione (Άρειος Πάγος).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Le disposizioni di diritto sostanziale da applicare ai fini del divorzio sono, in ordine di prevalenza, le seguenti:

  1. il diritto del paese del quale i coniugi avevano l'ultima cittadinanza comune, se uno di loro la conserva;
  2. il diritto del paese nel quale i coniugi avevano l'ultima residenza abituale, nel corso del matrimonio;
  3. il diritto del paese con il quale i coniugi hanno legami più stretti.

Conformemente al principio della lex fori, si applica il diritto processuale greco, sul quale peraltro prevale il diritto dell'Unione europea a norma dell'articolo 28 della Costituzione greca.

Ultimo aggiornamento: 26/11/2015

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Divorzio - Spagna

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Dopo la riforma introdotta dalla legge n. 15/2005, per ottenere il divorzio in Spagna non è più richiesta la preliminare separazione legale né la sussistenza dei motivi di divorzio previsti dalla legge. Si può presentare la domanda di divorzio direttamente all'autorità giudiziaria (è necessario ottenere una sentenza definitiva).

Il procedimento di divorzio può essere avviato da uno solo dei coniugi, da entrambi o da un coniuge con il consenso dell'altro. Affinché sia pronunciato il divorzio, è sufficiente che sussistano le condizioni e le circostanze seguenti:

  1. devono essere trascorsi tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è chiesto da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  2. devono essere trascorsi tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è chiesto da uno solo dei coniugi;
  3. nessun lasso di tempo è richiesto se si accerta la presenza di un rischio per la vita, l'integrità fisica, la libertà, l'integrità morale, la libertà e l'integrità sessuale del coniuge richiedente ovvero dei figli di entrambi i coniugi o di uno qualsiasi dei membri della coppia.

È quindi sufficiente che uno dei coniugi non desideri il proseguimento del matrimonio perché possa chiedere e ottenere il divorzio, senza che il convenuto possa opporsi per motivi concreti, purché siano trascorsi tre mesi dalle nozze e, nel terzo caso, senza nemmeno attendere che sia trascorso detto periodo.

In alternativa al divorzio, i coniugi possono optare per la separazione legale, per la quale sono previste le medesime condizioni, benché con la separazione continui a persistere il vincolo coniugale: infatti, con la separazione cessa la convivenza, ma il matrimonio non è sciolto come avviene invece con la sentenza di divorzio.

Come si è indicato in precedenza, il divorzio (al pari della separazione legale) può essere chiesto:

  • - da un solo coniuge;
  • - da entrambi i coniugi con domanda congiunta o da uno di essi con il consenso dell'altro.

Nel primo caso, la domanda di separazione o di divorzio va corredata da una proposta relativa alle misure atte a regolare gli effetti derivanti dal divorzio o dalla separazione. Tale proposta viene discussa nel corso del procedimento. In caso di disaccordo tra i coniugi, decide l'autorità giudiziaria.

Nel secondo caso, i coniugi presentano un accordo transattivo (convenio regulador), che comprende gli accordi raggiunti in merito alle misure da adottare riguardo all'abitazione familiare, al mantenimento dei figli, alla divisione dei beni comuni e alle eventuali obbligazioni alimentari tra coniugi. Queste disposizioni in materia di separazione e di divorzio sono pienamente applicabili a tutti i matrimoni contratti tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso: Il procedimento si svolge dinanzi al tribunale e il giudice decide se sono coinvolti figli minori non emancipati. In mancanza di figli minori la domanda può essere presentata: dinanzi al tribunale, nonostante la decisione spetti al cancelliere (Letrado de la Administración de Justicia), o dinanzi al notaio con la stipula di un atto notarile.

Le disposizioni in materia di separazione e di divorzio sono pienamente applicabili a tutti i matrimoni contratti tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso: infatti, a norma della legge n. 13/2005 uomini e donne hanno diritto a contrarre matrimonio e il matrimonio è soggetto alle medesime condizioni e ha i medesimi effetti nel caso che i contraenti siano dello stesso sesso o di sesso diverso.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Dopo la riforma introdotta dalla legge 15/2005, in Spagna non è necessario addurre motivi per ottenere il divorzio, poiché il proseguimento del vincolo matrimoniale è manifestazione della libera volontà dei coniugi.

L'unica condizione da rispettare è attendere che sia trascorso il lasso minimo di tempo previsto dalla legge (salvo in determinati casi), prima di chiedere il divorzio. Come si è già detto, il periodo da rispettare è il seguente:

  1. tre mesi dalla data delle nozze, se il divorzio è chiesto da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  2. tre mesi dalla data delle nozze, se il divorzio è chiesto da un solo coniuge;
  3. nessun lasso di tempo è richiesto se si accerta la presenza di un rischio per la vita, l'integrità fisica, la libertà, l'integrità morale, la libertà e l'integrità sessuale del coniuge richiedente ovvero dei figli di entrambi i coniugi o di uno qualsiasi dei membri della coppia.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

La prima conseguenza del divorzio è lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Cessa quindi l'obbligo di convivenza e di assistenza reciproca da esso derivante, e le parti sono libere di contrarre un nuovo matrimonio.

La legge spagnola non richiede alla moglie di assumere il cognome del marito al momento del matrimonio, come invece avviene in altri paesi.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il divorzio comporta lo scioglimento del regime patrimoniale dei coniugi e la liquidazione degli averi comuni eventualmente acquisiti. Si procede quindi alla ripartizione dei beni comuni, che è determinata dal regime patrimoniale che ha disciplinato il matrimonio.

3.3 i figli minori dei coniugi?

La sentenza di divorzio non altera i rapporti tra i genitori e i figli avuti in comune, tranne per quanto riguarda l'affidamento. Su di esso deve pronunciarsi il giudice che dichiara il divorzio, il quale può disporre l'affidamento esclusivo a uno dei genitori, prevedendo un regime di visite a favore dell'altro, oppure l'affidamento congiunto.

L'affidamento congiunto presuppone, di norma, l'accordo dei genitori (espresso nella proposta iniziale nell'ambito dell'accordo transattivo o nel corso del procedimento), che deve essere omologato dal giudice. In mancanza di accordo tra i genitori, su richiesta di una delle parti e previo parere favorevole del pubblico ministero (Ministerio Fiscal), il giudice può decidere l'affidamento congiunto, in considerazione di una sufficiente protezione dell'interesse superiore del minore. In alcune comunità autonome spagnole si applica in via prioritaria il regime di affidamento congiunto, il che prevede che si applichi subito tale sistema e si valuti successivamente l'esistenza di condizioni che ne impediscano l'applicazione (ad esempio in Aragona, nei Paesi Baschi e, in certa misura, in Catalogna). Analogamente, sempre nell'interesse superiore del minore, si potrà stabilire l'affidamento esclusivo a uno dei genitori o decidere persino sistemi misti o ibridi (minori in affidamento a genitori diversi o alcuni in affidamento esclusivo mentre altri in affidamento congiunto).

In linea di principio il divorzio non esime i genitori dagli obblighi nei confronti dei figli e, quindi, entrambi devono contribuire al loro mantenimento, esercitando congiuntamente la potestà genitoriale.

Ciò presuppone in generale che il coniuge non affidatario debba corrispondere gli alimenti al coniuge affidatario fino a quando i figli siano economicamente indipendenti o non abbiano raggiunto l'indipendenza economica per motivi loro imputabili. In linea generale, l'affidamento congiunto prevede che ciascun genitore si faccia carico delle spese ordinarie dei minori per il periodo durante il quale questi vivono presso di lui (abbigliamento, vitto o alloggio), mentre le spese rimanenti sono coperte da versamenti mensili che ciascun genitore effettua su un conto comune. Ciononostante, tenuto conto delle differenze di mezzi finanziari tra i genitori, niente vieta che uno dei genitori versi una somma all'altro al fine di provvedere alle spese dei minori quando si trovano presso di lui.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il divorzio sopprime l'obbligo di convivenza e di assistenza reciproca, il che implica che nessuno dei coniugi è più tenuto a mantenere l'altro. Nondimeno, se il divorzio comporta per uno dei coniugi, rispetto alla situazione dell'altro, uno squilibrio economico tale da determinarne l'impoverimento rispetto alla situazione anteriore allo scioglimento del matrimonio, il coniuge leso ha diritto alla corresponsione degli alimenti da parte dell'altro coniuge per correggere tale squilibrio.

Alcune province applicano disposizioni speciali al riguardo.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione legale implica l'interruzione della vita in comune dei coniugi, vale a dire la cessazione dell'obbligo di convivenza nonostante il persistere del vincolo matrimoniale, senza pregiudicare l'eventuale corresponsione degli alimenti ritenuta necessaria per correggere uno squilibrio. Viene meno anche la possibilità che entrambi i coniugi avevano di utilizzare i beni dell'altro per far fronte alle spese comuni. Analogamente la separazione legale (come anche la separazione di fatto) pone termine anche alla presunzione di paternità dei figli concepiti in costanza di matrimonio, secondo cui si ritengono "figli del congiunto" i figli nati fino a 300 giorni dopo la separazione.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Come per il divorzio, dopo la riforma introdotta dalla legge n. 15/2005, per ottenere la separazione legale in Spagna non è necessario addurre motivi, poiché il proseguimento del vincolo matrimoniale è manifestazione della libera volontà dei coniugi.

L'unica condizione da rispettare, prima di chiedere la separazione, è attendere che sia trascorso il lasso minimo di tempo previsto dalla legge (salvo in determinati casi). Come si è già detto, il periodo da rispettare è il seguente:

  1. tre mesi dalla data delle nozze, se la separazione è chiesta da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  2. tre mesi dalla data delle nozze se la separazione è chiesta da un solo coniuge;
  3. non è necessario attendere che sia trascorso un lasso di tempo dopo la data delle nozze se si accerta la presenza di un rischio per la vita, l'integrità fisica, la libertà, l'integrità morale, la libertà e l'integrità sessuale del coniuge richiedente ovvero dei figli di entrambi i coniugi o di uno qualsiasi dei membri della coppia.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Le conseguenze giuridiche della separazione sono le medesime del divorzio, con l'unica differenza che il vincolo matrimoniale non è sciolto. È quindi possibile una riconciliazione col ripristino completo del regime matrimoniale senza che i coniugi debbano contrarre tra loro un nuovo matrimonio; per produrre effetti giuridici, la riconciliazione deve essere notificata al giudice. Infine, in caso di regime patrimoniale che preveda la proprietà comune tra i coniugi (come la comunione dei beni), la separazione comporta la dissoluzione della proprietà comune e la sua sostituzione con il regime di separazione dei beni.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

L'annullamento del matrimonio (applicabile a tutti i matrimoni contratti tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso) implica una dichiarazione giudiziale secondo la quale il matrimonio contratto è affetto da vizi che lo privano della sua validità fin dall'inizio. Pertanto, tale dichiarazione indica che il matrimonio non è mai esistito e non ha mai prodotto effetti giuridici. I coniugi recuperano il loro stato civile di persone singole.

L'annullamento comporta lo scioglimento e la liquidazione del regime patrimoniale dei coniugi nonché la cessazione dell'obbligo di convivenza e di assistenza reciproca.

Contrariamente a quanto accade nei casi di separazione legale e divorzio, l'inesistenza del matrimonio implica che non può essere concessa un'indennità compensativa, poiché tale prestazione presuppone l'esistenza di un matrimonio valido. A tale situazione si pone rimedio mediante la possibilità di concedere un indennizzo al coniuge che ha agito in buona fede, se l'altro coniuge ha contratto il matrimonio in malafede.

Gli effetti giuridici sorti prima della sentenza di annullamento del matrimonio continuano ad applicarsi ai figli. Tali effetti sono quindi i medesimi della separazione legale e del divorzio.

Oltre alla richiesta di annullamento effettuata presso il tribunale civile, in Spagna devono essere riconosciuti anche gli effetti civili delle decisioni emesse dai tribunali ecclesiastici in merito alla nullità dei matrimoni canonici o le decisioni pontificie sui matrimoni conclusi e non consumati che necessitano di una procedura di convalida (simile a una procedura di exequatur) esaminata dal tribunale di primo grado (nelle sedi in cui sono presenti, i giudici specializzati in diritto di famiglia). Tale riconoscimento si fonda sull'accordo del 3 gennaio 1979 tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede sulle questioni giuridiche.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

I motivi di annullamento del matrimonio sono i seguenti:

1. la mancanza di consenso di uno dei coniugi;

2. la celebrazione del matrimonio nonostante l'esistenza di un impedimento, quale:

1. il fatto che uno dei contraenti fosse un minore non emancipato, a meno che non avesse più di 14 anni e avesse ottenuto dispensa giudiziaria (impedimento d'età);

2. il fatto che uno dei coniugi fosse già legato da vincolo matrimoniale al momento di contrarre il matrimonio in questione (bigamia);

3. il fatto che i contraenti siano ascendenti o discendenti tra loro o uno di essi sia figlio adottivo dell'altro (impedimento di parentela);

4. il fatto che i contraenti siano parenti fino al terzo grado - zio/zia con nipote - a meno che non abbiano ottenuto dispensa giudiziaria (vincolo di parentela);

3. la condanna di uno dei coniugi come autore o complice dell'omicidio dell'altro, tranne nel caso che ottenga una dispensa del ministero della Giustizia;

4. la celebrazione del matrimonio senza l'intervento del giudice, del sindaco o di un altro funzionario dinnanzi al quale si doveva celebrare o senza la presenza di testimoni. Tuttavia, la validità del matrimonio non viene compromessa dall'incompetenza o dalla mancanza di nomina legittima della persona che l'ha celebrato, a condizione che questa abbia esercitato tale funzione pubblicamente e che almeno uno dei coniugi abbia agito in buona fede;

5. l'errore di uno dei coniugi, nel contrarre il matrimonio, sull'identità dell'altro o sulle sue qualità personali che sono state determinanti per la prestazione del consenso al matrimonio;

6. la coazione o grave intimidazione esercitata su uno dei coniugi perché contraesse il matrimonio.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

L'annullamento determina l'invalidità del matrimonio ex tunc. I coniugi recuperano il loro stato civile di persone singole.

Nondimeno, per quanto riguarda i figli e il coniuge o i coniugi che abbiano agito in buona fede, restano validi gli effetti sorti durante il matrimonio nullo dalla sua celebrazione fino alla dichiarazione di nullità.

Quando viene liquidato il regime patrimoniale del matrimonio annullato, il coniuge che ha agito in malafede non ha diritto a ricevere una parte degli averi del coniuge in buona fede.

D'altra parte, se vi è stata convivenza, il coniuge in buona fede può ottenere un indennizzo che compensi lo squilibrio economico eventualmente prodotto dalla dichiarazione di nullità.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

In Spagna, la mediazione familiare è regolata a livello nazionale, mediante la legge sulla mediazione in materia civile e commerciale, che ha recepito nell'ordinamento spagnolo la direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale. I principi generali che disciplinano la mediazione sono: il carattere facoltativo e la libera scelta, l'imparzialità, la neutralità e la riservatezza. A fianco di tali principi esistono regole e orientamenti intesi a guidare le azioni delle parti nelle procedure di mediazione, come la buona fede, il rispetto reciproco e il dovere di cooperazione e sostegno nei confronti del mediatore.

La suddetta legge n. 5/2012 disciplina le procedure di "mediazione nelle controversie transfrontaliere", ossia nei casi in cui almeno una delle parti abbia il domicilio o la residenza abituale in uno Stato diverso da quello in cui abitano le altre parti interessate, qualora siano d'accordo sul ricorso alla mediazione o laddove la mediazione sia obbligatoria ai sensi della legge applicabile. Tale mezzo viene altresì utilizzato per i conflitti previsti o risolti attraverso un accordo di mediazione, a prescindere dal luogo in cui è stato stipulato l'accordo, ove, a seguito di un cambio di residenza di una delle parti, si intenda dare esecuzione all'accordo o ad alcuna delle sue conseguenze nel territorio di un altro Stato. Nelle controversie transfrontaliere tra parti che risiedono in diversi Stati membri dell'Unione europea, il domicilio è determinato conformemente agli articoli 59 e 60 del regolamento (CE) n. 44/2001 (Bruxelles I).

Nell'ordinamento spagnolo la mediazione familiare è considerata un mezzo alternativo rispetto alla risoluzione puramente giudiziale delle controversie familiari.

Molte comunità autonome hanno approvato, attraverso i rispettivi parlamenti, leggi sulla mediazione familiare, in generale - con alcune eccezioni - quale mezzo promosso dagli organismi di assistenza sociale: Andalusia, legge 27 febbraio 2009, n. 1, sulla mediazione familiare in Andalusia; Aragona, legge 24 marzo 2011, n. 9, sulla mediazione familiare in Aragona; Asturie, legge 23 marzo 2007, n. 3, sulla mediazione familiare; Isole Canarie, legge 8 aprile 2003 n. 15 sulla mediazione familiare; Cantabria, legge 28 marzo 2011 n. 1, sulla mediazione nella Comunità autonoma di Cantabria; Castiglia-La mancia, legge 24 maggio 2005 n. 4, sui servizi sociali specializzati in mediazione familiare; Castiglia Leon, legge 6 aprile 2006 n.1, sulla mediazione familiare in Castiglia Leon; Catalogna (la mediazione ha assunto particolare importanza in questa comunità autonoma, che ha sviluppato la propria competenza legislativa in tale area, prevedendo, all'articolo 233, paragrafo 6, del codice civile della Catalogna che l'autorità giudiziaria può invitare i coniugi a partecipare a un incontro di informazione sulla mediazione, ove ritenga, alla luce delle circostanze del caso di specie, che sia ancora possibile trovare un accordo); Valenza, legge 26 novembre 2001 n. 7, che disciplina la mediazione familiare nella Comunità Valenziana; Galizia, legge 31 maggio 2001, n. 4, sulla mediazione familiare; Isole Baleari, legge 9 dicembre 2010 n. 14, sulla mediazione familiare nelle Isole Baleari; Madrid, legge 21 febbraio 2017, n. 1, sulla mediazione familiare a Madrid; infine, Paesi Baschi, legge 8 febbraio 2008 n. 1 sulla mediazione familiare .

Sul piano nazionale, la legge 8 luglio 2005 n. 15, che ha modificato il codice civile e la legge sul procedimento civile per quanto riguarda la separazione e il divorzio, ha introdotto una nuova disposizione all'articolo 770 della legge stessa, che disciplina i procedimenti in materia di separazione e divorzio (tranne nel caso della separazione o del divorzio "per mutuo consenso") e di annullamento del matrimonio, secondo cui le parti possono, di comune accordo, chiedere una sospensione del procedimento, alle condizioni generali stabilite per il procedimento civile di cui all'articolo 19 della legge sul procedimento civile, per sottoporlo a una procedura di mediazione.

I procedimenti che riguardano i matrimoni transfrontalieri sono soggetti all'applicazione dell'articolo 55 del regolamento (CE) 2201/2003 (Bruxelles II bis), a norma del quale, su richiesta di un'autorità centrale o del titolare della responsabilità genitoriale, le autorità centrali cooperano nell'ambito di cause specifiche per realizzare gli obiettivi del regolamento. A tal fine esse provvedono, tra l'altro, a promuovere gli accordi tra i titolari della responsabilità genitoriale ricorrendo alla mediazione o ad altri mezzi.

Nei procedimenti civili relativi al diritto di famiglia, che rientrano nelle competenze dei giudici che trattano dei casi di violenza contro le donne (Juzgado de Violencia sobre la Mujer), la mediazione è vietata.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

a) A quale autorità va presentata la domanda

Una volta stabilita la competenza internazionale dei giudici spagnoli a trattare il caso (stabilita dal regolamento n. 2101/2003 - nullità, separazione, divorzio e responsabilità genitoriale, dal regolamento 4/2009 - alimenti, a decorrere dal 29.1.2019, dal regolamento (UE) n. 2016/1103 relativo ai regimi patrimoniali tra i coniugi e l'articolo 22 quater della legge organica relativa al potere giudiziario), per i casi non previsti dai regolamenti o che rimandano a norme di diritto nazionale, sul territorio spagnolo, la domanda di divorzio, separazione o annullamento deve essere presentata al tribunale di primo grado (Juzgado de Primera Istancia) (tranne laddove si decida di ricorrere a un notaio, in caso di separazione o divorzio consensuale senza figli minori). In alcuni distretti giudiziari operano tribunali di primo grado specializzati in diritto di famiglia. Si tratta in particolare del tribunale di primo grado:

  • della località in cui si trova il domicilio coniugale;
  • se i coniugi risiedono in circoscrizioni giudiziarie diverse, la domanda può essere presentata, a discrezione dell'attore, al tribunale:
    • della località dell'ultimo domicilio coniugale;
    • della località di residenza del convenuto; oppure
    • se il convenuto non ha domicilio né residenza fissi, può essere chiamato a comparire dinanzi al tribunale della località in cui si trova o a quello dell'ultima località di residenza, a discrezione dell'attore.
  • In mancanza di tutti i suddetti criteri, la domanda dovrà essere presentata al giudice di primo grado (Juez de Primera Instancia) della località in cui è domiciliato l'attore;
  • se la domanda di divorzio o di separazione è presentata congiuntamente, i coniugi possono presentarla al giudice:
    • della località dell'ultimo domicilio comune o
    • della località in cui è domiciliato uno degli attori.
  • L'adozione di misure provvisorie preliminari può essere chiesta al giudice di primo grado della località in cui è domiciliato l'attore.

Ulteriori informazioni sulle istituzioni giudiziarie spagnole sono reperibili sul sito internet Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.mjusticia.gob.es/cs/Satellite/Portal/es/administracion-justicia/organizacion-justicia/organizacion-juzgados.

Laddove si decida di ricorrere a un notaio (alternativa da privilegiarsi quando le parti non hanno figli minori non emancipati, sebbene in questo caso sia il cancelliere, e non il giudice, a emettere la decisione), l'atto notarile corrispondente deve essere redatto dal notaio dell'ultimo domicilio comune o da quello della residenza o del domicilio abituale di uno degli attori.

b) Formalità e documenti

Quando si ricorre al tribunale, la domanda di annullamento del matrimonio, separazione legale o divorzio deve essere presentata per iscritto, con la firma dell'avvocato che assiste l'attore e del procuratore che lo rappresenta. I coniugi possono avvalersi dei servizi di tali professionisti in comune se presentano congiuntamente la domanda di separazione o divorzio consensuale.

Alla domanda di separazione, annullamento o divorzio occorre allegare obbligatoriamente:

  • il certificato di matrimonio ed eventualmente il certificato di nascita dei figli; tali certificati non possono essere sostituiti dalla semplice presentazione del libretto di famiglia (Libro de Familia);
  • i documenti sui quali l'attore o entrambi i coniugi fondano il loro diritto;
  • se le parti chiedono misure di carattere patrimoniale, i documenti che consentono di valutare la situazione economica dei coniugi ed eventualmente quella dei figli, per esempio dichiarazioni dei redditi, buste paga, certificazioni bancarie, titoli di proprietà o certificati catastali;
  • una proposta di accordo transattivo, se la separazione o il divorzio è richiesto dai coniugi congiuntamente.

Nel caso in cui si scelga l'atto notarile (separazione o divorzio consensuale senza figli minori non emancipati), i documenti sopracitati sono obbligatori per la redazione dell'atto. Occorre sottolineare che, nonostante la presenza del notaio, i coniugi devono farsi assistere da un avvocato al momento della stipula dell'atto notarile.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

La Spagna riconosce il diritto al patrocinio a spese dello Stato ai cittadini spagnoli, ai cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea e agli stranieri che si trovino nel suo territorio, qualora provino di non disporre di mezzi sufficienti per avviare un'azione.

Si ritiene che abbiano diritto al gratuito patrocinio le persone fisiche le cui risorse ed entrate economiche per nucleo familiare, calcolate annualmente tenuto conto di ogni fattore, non siano superiori alle seguenti soglie:

a) due volte l'indicatore pubblico di reddito a effetto multiplo (IPREM) vigente al momento della presentazione della domanda, per le persone che non sono membri di un nucleo familiare;

b) due volte e mezzo l'indicatore pubblico di reddito a effetto multiplo vigente al momento della presentazione della domanda, se l'interessato è membro di un nucleo familiare con meno di 4 componenti;

c) tre volte il detto indicatore per i nuclei familiari con 4 o più persone.

Calcolo dell'IPREM

La domanda deve essere presentata all'Ordine degli avvocati (Colegio de los Abogados) della località in cui si trova l'organo giudiziario competente per il procedimento principale o al giudice della località in cui è domiciliato l'attore. In questo caso, l'organo giudiziario trasmette la domanda all'ordine degli avvocati territorialmente competente.

Gli Ordini degli avvocati sono le autorità competenti per ricevere le domande nel caso di controversie transfrontaliere. In tali controversie, l'autorità che deve trasmettere la domanda è l'Ordine degli avvocati della località in cui risiede abitualmente o è domiciliato l'attore.

Un cittadino europeo il cui Stato è parte contraente dell'Accordo europeo sulla trasmissione delle domande di assistenza giudiziaria può presentare la domanda all'autorità centrale alla quale il suo Stato ha affidato l'applicazione dell'Accordo.

La domanda va presentata prima di iniziare il procedimento o, se la parte che chiede il patrocinio a spese dello Stato è il convenuto, prima di intervenire nella causa. Nondimeno, tanto l'attore quanto il convenuto possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato in un momento successivo, purché possano provare che vi è stato un cambiamento nella loro situazione economica.

Quando non vi sono beni comuni sufficienti e un coniuge non può ottenere il patrocinio a spese dello Stato a causa della posizione economica dell'altro, il primo può obbligare il secondo a pagare le spese giudiziarie in tutto o in parte, secondo una procedura nota come "litis expensas" (le spese processuali regolate da accordi particolari applicabili ai procedimenti di divorzio).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Contro le sentenze pronunciate in Spagna nei procedimenti di separazione, divorzio e annullamento si può ricorrere in appello. Il ricorso deve essere presentato entro venti giorni al tribunale di primo grado che ha pronunciato la decisione impugnata, presso il quale viene formalizzato il ricorso. Competente a decidere è il corrispondente tribunale provinciale (Audiencia Provincial). In determinati casi, dopo che è stata emessa la sentenza di appello è possibile presentare un ricorso per cassazione o un ricorso straordinario dinanzi alla sezione civile della Corte suprema (Tribunal Supremo).

In Spagna, le sentenze emesse nei procedimenti di separazione, divorzio e annullamento del matrimonio non possono essere esecutive a titolo provvisorio se sono oggetto di ricorso (con l'eccezione delle decisioni regolanti gli obblighi e i rapporti patrimoniali attinenti all'oggetto principale del procedimento), sebbene questo non sospenda l'efficacia delle misure disposte nella sentenza, le quali sono direttamente esecutive anche se la sentenza è stata impugnata. Se invece il ricorso riguarda soltanto le suddette misure, la sentenza di separazione, divorzio o annullamento è dichiarata definitiva, nonostante la presentazione del ricorso.

Nel procedimento di separazione legale e di divorzio consensuale, la sentenza o decisione giudiziaria che dà luogo alla separazione o al divorzio e che approva nella sua totalità il progetto di accordo transattivo presentato al giudice per l'omologazione non può essere oggetto di ricorso, se non da parte del pubblico ministero, il quale può eventualmente presentare ricorso nell'interesse dei figli minori o incapaci. In tali procedimenti consensuali, si può presentare ricorso contro la decisione giudiziaria che nega il divorzio o la separazione o tutte o una delle misure proposte dai coniugi. In questi casi, il ricorso contro la decisione riguardante le misure non ne sospende l'efficacia e non pregiudica il carattere vincolante della sentenza per quanto attiene alla separazione o al divorzio.

Per quanto riguarda le misure provvisorie e preliminari che possono essere adottate dal giudice prima o nel corso del procedimento di separazione legale, annullamento del matrimonio o divorzio, si deve notare che i provvedimenti che adottano tali misure non sono impugnabili, anche se le decisioni emesse in tale fase non sono definitive e non passano in giudicato. Il riesame dei provvedimenti che stabiliscono misure provvisorie non avviene mediante ricorso, ma nell'ambito della sentenza che pone fine al procedimento di separazione legale, annullamento del matrimonio o divorzio.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

In tale materia si applica il regolamento del Consiglio (CE) n. 2201/2003 del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (Bruxelles II bis), che è in vigore in tutti gli Stati membri dell'Unione europea con l'eccezione della Danimarca. La normativa in materia applicabile in Danimarca è la Convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori.

Se s'intende soltanto aggiornare i dati del registro anagrafico di uno Stato membro in base alle decisioni giudiziarie in materia di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio pronunciate in un altro Stato membro e se, secondo la legge di questo Stato, non sono più ammessi ricorsi, è sufficiente presentare all'ufficio dello stato civile di ciascun paese una domanda in tal senso, corredata da:

  • una copia della decisione contenente gli elementi necessari per determinarne l'autenticità a norma della legge del paese che l'ha emanata;
  • un certificato conforme al modello ufficiale standardizzato, rilasciato dall'organo giurisdizionale o dall'autorità competente dello Stato membro in cui è stata pronunciata la decisione;
  • un documento attestante che il convenuto è stato citato regolarmente o che ha accettato la decisione se questa è stata pronunciata in contumacia.

Per ottenere il riconoscimento in Spagna di una sentenza di divorzio, di annullamento del matrimonio o di separazione legale pronunciata in un altro Stato membro, ad eccezione della Danimarca, occorre presentare una domanda di riconoscimento, non essendo necessario che la decisione da riconoscere sia definitiva nello Stato in cui è stata pronunciata. La domanda deve essere presentata al giudice di primo grado della località in cui risiede la persona contro la quale si chiede il riconoscimento ovvero la dichiarazione di non riconoscimento. Se il convenuto non risiede in Spagna, è possibile presentare la domanda nella località in cui si trova in Spagna o in quella della sua ultima residenza in Spagna o, in mancanza di tali elementi, nella località in cui è domiciliato l'attore.

La domanda deve essere presentata per iscritto tramite un avvocato e un procuratore e va corredata dei medesimi documenti del caso precedente.

Il riconoscimento in Spagna delle decisioni pronunciate in Danimarca è disciplinato dalle norme spagnole. La procedura va iniziata presentando la domanda direttamente al tribunale di primo grado della località in cui è domiciliata la persona contro la quale si chiede il riconoscimento.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Il procedimento per opporsi al riconoscimento di una decisione è analogo a quello da seguire per chiedere il riconoscimento. Se la decisione è stata riconosciuta a norma del regolamento n.°2201/2003 del Consiglio, si può presentare impugnazione soltanto dopo la notifica della decisione che concede il riconoscimento. L'impugnazione deve essere presentata al tribunale provinciale competente entro i termini previsti dalla legge.

Se si tratta di una decisione pronunciata in Danimarca, l'impugnazione deve essere presentata quando sia iniziato dinanzi al tribunale di primo grado il procedimento in cui la parte avversa chiede il riconoscimento. In tutti i casi, per formalizzare l'impugnazione si deve ricorrere a un avvocato e a un procuratore.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Dopo l'entrata in vigore del regolamento (UE) n. 1259/2010 del 21 giugno 2012, e in conformità degli articoli 5 e 8 del regolamento medesimo, i coniugi possono scegliere la legge applicabile alla separazione o al divorzio personale tra quelle indicate dal regolamento. In mancanza di una scelta ad opera delle parti, il divorzio e la separazione personale sono disciplinati dalla legge dello Stato:

a) della residenza abituale dei coniugi nel momento in cui è adita l'autorità giurisdizionale o, in mancanza,

b) dell'ultima residenza abituale dei coniugi, sempre che tale periodo non si sia concluso più di un anno prima che fosse adita l'autorità giurisdizionale e purché uno dei coniugi vi risieda ancora nel momento in cui è presentata la domanda o, in mancanza, o, in mancanza,

c) di cui i due coniugi sono cittadini nel momento in cui è adita l'autorità giurisdizionale o, in mancanza,

d) in cui è adita l'autorità giurisdizionale.

Quanto sopra esposto rappresenta il diritto applicabile al divorzio sebbene, per quanto riguarda gli effetti prodotti, la legge applicabile possa variare.

Per quanto attiene al regime patrimoniale, e fino al 29.1.2019 (entrata in vigore del regolamento 1103/2016), si applica (in mancanza di accordo matrimoniale che fissi il regime patrimoniale) il diritto dello Stato comune ai coniugi alla data della celebrazione del matrimonio (nazionalità comune). In mancanza di un diritto comune, gli effetti sono regolati dalla diritto dello Stato (applicabile in base alla rispettiva nazionalità) o dal diritto del luogo di residenza abituale di una delle parti, scelto dalle due parti in virtù di un atto autentico presentato prima della celebrazione del matrimonio. In mancanza di tale possibilità, si applica il diritto del luogo di residenza abituale comune immediatamente precedente alla celebrazione del matrimonio. Infine, in mancanza di residenza abituale comune, il regime suppletivo è quello del luogo di celebrazione del matrimonio. A decorrere dal 29.1.2019, quando entrerà pienamente in vigore il regolamento n. 1103/2016, in mancanza di scelta il regime patrimoniale applicabile sarà quello della legge dello Stato: a) della prima residenza abituale comune dei coniugi al momento della celebrazione matrimonio o, in difetto, b) della nazionalità comune dei coniugi al momento del matrimonio o, in difetto, c) di quella con cui, considerate tutte le circostanze, i coniugi presentano il legame più stretto al momento della celebrazione del matrimonio. Se i coniugi hanno più di una nazionalità comune al momento della celebrazione del matrimonio, non si applica il criterio della legge della nazionalità comune.

Le questioni relative all'affidamento dei minori sono regolamentate a norma del diritto dell'autorità competente a emettere la decisione, conformemente alle disposizioni stabilite dalla convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996.

In materia di misure provvisorie e cautelari, deve applicarsi logicamente la stessa legge che, in ciascun tipo di evenienza, disciplina la separazione, l'annullamento o il divorzio, tranne per le misure urgenti che possono essere adottate in funzione delle persone o dei beni che si trovano in Spagna, anche in assenza di competenza a trattare la causa.

Per quanto riguarda gli alimenti (compresi l'uso dell'abitazione familiare e, se del caso, l'assegno di mantenimento), in mancanza d'accordo sulla scelta del diritto applicabile, si applica quella della residenza abituale del creditore di alimenti.

Per quanto riguarda l'accertamento del diritto straniero in Spagna, ove occorra, è necessario verificarne il contenuto e la validità. L'autorità giudiziaria spagnola può utilizzare tutti i mezzi di verifica che ritiene necessari.

Infine, occorre notare che i procedimenti che si svolgono in Spagna sono sempre disciplinati dalla legge procedurale spagnola, indipendentemente dalla legge che si applica al divorzio, alla separazione legale o all'annullamento del matrimonio.

Ultimo aggiornamento: 05/04/2018

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Divorzio - Francia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Esiste un tipo di divorzio stragiudiziale:

  • il divorzio consensuale mediante atto in scrittura privata controfirmato da avvocati e depositato presso un notaio

Esistono quattro tipi di divorzio:

  • il divorzio consensuale,
  • il divorzio per accettazione del principio della rottura del rapporto coniugale, il cosiddetto "divorzio accettato",
  • il divorzio dovuto a un'irrimediabile rottura del rapporto coniugale,
  • il divorzio per colpa.

2 Quali sono le cause del divorzio?

  • Il divorzio consensuale mediante atto in scrittura privata controfirmato da avvocati e depositato presso un notaio può essere scelto se i coniugi sono d'accordo sul principio della rottura e sull'integralità delle conseguenze del divorzio. Con i loro avvocati essi elaborano una convenzione firmata dalle parti e dai due avvocati, previo periodo di riflessione. Se vi sono minori, questi devono essere informati del loro diritto a essere sentiti. Se almeno uno di essi chiede di essere sentito, le parti devono allora adire il giudice di famiglia per presentare domanda di divorzio consensuale giudiziario affinché il minore sia sentito.
  • Il divorzio consensuale giudiziario può essere chiesto dai coniugi qualora un minore in grado di intendere e volere chieda di essere sentito e siano d'accordo sul principio della rottura del matrimonio e ne accettino tutte le conseguenze. In questo caso, essi devono soltanto sottoporre all'approvazione del giudice un progetto di convenzione nel quale disciplinano gli effetti del divorzio senza essere tenuti a farne conoscere le cause. Il giudice respinge l'accordo solo qualora gli interessi dei figli o di un coniuge non risultino adeguatamente tutelati.
  • Il "divorzio accettato" può essere chiesto da un coniuge e accettato dall'altro o può essere proposto dai due coniugi con domanda congiunta. Contrariamente a quanto accade nel divorzio consensuale, i coniugi ammettono il principio del divorzio ma non si trovano d'accordo in merito alle sue conseguenze, che devono pertanto essere regolate dal giudice.
  • Il divorzio dovuto a un'irrimediabile rottura del rapporto coniugale può essere chiesto unilateralmente purché la coppia abbia interrotto la convivenza da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di divorzio. Ciò presuppone l'assenza di coabitazione e il desiderio di porre fine al matrimonio.
  • Il divorzio per colpa può essere chiesto da un coniuge per fatti imputabili all'altro allorché i fatti costituiscono una violazione grave o reiterata dei doveri e degli obblighi coniugali e rendono intollerabile la prosecuzione della vita comune.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

  • Gli obblighi di fedeltà, di convivenza e di assistenza cessano nel momento in cui la sentenza di divorzio passa in giudicato, cioè quando non è più impugnabile.
  • Ciascun coniuge recupera la libertà di contrarre un nuovo matrimonio.
  • Con il divorzio, ciascuno dei coniugi perde il diritto di utilizzare il cognome dell'altro. Tuttavia, un coniuge può mantenere il cognome dell'altro coniuge con il consenso di quest'ultimo o con l'autorizzazione del giudice, nel caso in cui adduca l'esistenza di un interesse particolare per lui stesso o per i figli.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

  • Il divorzio comporta lo scioglimento del regime patrimoniale tra i coniugi e, eventualmente, la divisione dei beni.
  • Il divorzio non incide sui vantaggi matrimoniali divenuti efficaci durante il matrimonio né sulle donazioni di beni esistenti. Per contro, il divorzio comporta la revoca automatica dei vantaggi matrimoniali che producono effetti in seguito allo scioglimento del regime patrimoniale tra i coniugi, con il decesso di uno dei coniugi o in virtù di disposizioni mortis causa.
  • In caso di divorzio consensuale giudiziario o stragiudiziale, l'accordo dei coniugi sulla liquidazione degli interessi finanziari condiziona la pronuncia del divorzio. In altre forme di divorzio, i coniugi possono accordarsi su tale liquidazione prima della pronuncia del divorzio, ma non esiste un obbligo in tal senso. In questo caso, la liquidazione interviene in un momento successivo.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Il divorzio non comporta alcun effetto particolare sulle norme relative all'esercizio della potestà genitoriale che, in linea di principio, rimane affidata congiuntamente a entrambi i genitori. Tuttavia, il giudice può decidere di affidare l'esercizio della potestà genitoriale a uno solo dei genitori nel caso in cui sia nell'interesse del minore. Si devono stabilire le modalità dell'esercizio dell'autorità genitoriale (residenza abituale, diritto di visita, ecc.)

Ciascun genitore deve continuare a contribuire al mantenimento e all'educazione dei figli. Tale contributo assume la forma di un assegno alimentare versato da uno dei genitori all'altro, ma può anche assumere la forma, in tutto o in parte, di un accollo diretto delle spese sostenute per il figlio. Infine, esso può essere corrisposto sotto forma di diritto di uso e di abitazione.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

NB: L'obbligo alimentare di un coniuge nei confronti dell'altro coniuge è una misura temporanea, vale a dire che gli alimenti sono corrisposti unicamente fino alla pronuncia di divorzio. Una volta pronunciato il divorzio, il coniuge può chiedere all'altro coniuge soltanto il versamento di un'indennità compensativa ("prestation compensatoire") o di un risarcimento per danni. Essa può essere composta in via amichevole per un divorzio consensuale giudiziario o stragiudiziale e dal giudice negli altri casi.

  • L'indennità è destinata a compensare la disparità che l'interruzione del matrimonio può determinare nelle rispettive condizioni di vita dei coniugi. L'importo dell'indennità viene fissato dal giudice sulla base dei redditi e delle esigenze di ciascun coniuge. È una prestazione di carattere forfettario e, generalmente, è corrisposta sotto forma di capitale che può essere costituito:
    • da una somma di denaro, pagata secondo modalità da stabilire di comune accordo;
    • o dall'attribuzione di beni in proprietà o di un diritto di uso, di abitazione o di usufrutto, a titolo temporaneo o permanente.

In casi eccezionali, si può stabilire che l'indennità di compensazione venga corrisposta sotto forma di rendita vitalizia, il cui importo può essere diminuito in seguito a cambiamenti relativi alle entrate o alle esigenze dei coniugi.

  • Un coniuge sul quale il divorzio abbia avuto conseguenze particolarmente gravi può ottenere un risarcimento per i danni subiti:
    • qualora si tratti del convenuto in un procedimento di divorzio per irreparabile rottura del rapporto coniugale e questi non abbia proposto a sua volta una domanda di divorzio, oppure
    • in caso di divorzio contenzioso, qualora la colpa sia interamente addebitata all'altro coniuge.

(V. la voce "Controversie in materia di alimenti - Francia")

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione legale è una separazione organizzata dal punto di vista giuridico che pone fine ad alcuni obblighi coniugali, come il dovere di coabitazione dei coniugi, peraltro senza sciogliere il vincolo matrimoniale. Pertanto, non è possibile contrarre un nuovo matrimonio e l'obbligo di assistenza perdura.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

  • I casi e la procedura sono uguali a quelli del divorzio giudiziario ma essa non può avvenire per consenso stragiudiziale.
  • In principio, il coniuge nei cui confronti è chiesta la separazione legale può proporre una domanda riconvenzionale di divorzio o di separazione e, analogamente, il coniuge nei cui confronti è avviata un'azione di divorzio può proporre una domanda riconvenzionale per divorzio o separazione legale.
  • Nel caso di divorzio dovuto a irreparabile rottura del rapporto coniugale non è ammessa la domanda riconvenzionale di separazione, ma solo di divorzio.
  • Quando vengono proposte contemporaneamente una domanda di divorzio e una domanda di separazione legale, il giudice esamina in primo luogo la domanda di divorzio. Solo qualora decida di non concedere il divorzio, il giudice procederà all'esame della domanda di separazione. Quando entrambe le domande sono basate sulla colpa, il giudice le esamina simultaneamente e, se le accoglie, pronuncia il divorzio per colpa reciproca.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Effetti della separazione legale.

  • La separazione legale pone fine al dovere di coabitazione, ma permangono gli obblighi di assistenza e di fedeltà. Inoltre, salvo diversa disposizione del giudice, la moglie conserva l'uso del cognome del marito. L'obbligo di assistenza implica che un coniuge può essere tenuto a versare un assegno alimentare all'altro coniuge che ne abbia bisogno. L'importo di tale assegno viene stabilito a prescindere dall'attribuzione della colpa, a meno che il coniuge beneficiario non sia seriamente venuto meno ai propri obblighi durante il matrimonio. L'assegno alimentare può essere sostituito da un importo di capitale se gli attivi del coniuge obbligato glielo permettono.
  • Sul piano patrimoniale, la sentenza implica lo scioglimento e la liquidazione del regime patrimoniale coniugale, come accade in caso di divorzio.
  • Nel caso di morte di un coniuge, il diritto di successione dell'altro coniuge rimane inalterato e questi godrà dei diritti spettanti al coniuge superstite. Tuttavia, in caso di separazione consensuale giudiziaria, il coniuge può decidere di inserire nell'accordo una clausola di rinuncia alla successione.

Conversione della separazione legale in divorzio

Su domanda di uno dei coniugi, un provvedimento di separazione legale è convertito di pieno diritto in una sentenza di divorzio allorché la separazione legale è durata due anni. In tale caso, il giudice pronuncia il divorzio e stabilisce i relativi effetti. Le cause della separazione possono diventare cause di divorzio. L'addebito della colpa non cambia.

In tutte le istanze di separazione legale, quest'ultima può essere convertita in divorzio consensuale su richiesta di entrambi i coniugi. Tuttavia, allorché la separazione legale giudiziaria è stata pronunciata su domanda congiunta giudiziaria, essa può essere convertita in divorzio solo mediante una nuova domanda congiunta.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

L'annullamento del matrimonio, che presuppone una sentenza, cancella retroattivamente tutti gli effetti del matrimonio, come se questo non fosse mai esistito.

L'annullamento si contrappone al divorzio e alla separazione legale, che producono effetti solo per il futuro.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

I motivi di annullamento del matrimonio sono diversi a seconda che si tratti di una nullità relativa (nel caso in cui si invochi un vizio del consenso o una mancanza di autorizzazione delle persone che avrebbero dovuto autorizzare il matrimonio) o di una nullità assoluta (che sanziona l'inosservanza di una condizione di ordine pubblico).

Cause di nullità relativa

Esistono tre casi:

  • l'errore relativamente alla persona o a caratteristiche essenziali della stessa,
  • la coercizione,
  • la mancata autorizzazione da parte dei soggetti che dovevano necessariamente concederla.

La domanda di annullamento può essere presentata soltanto da un ristretto numero di persone: il coniuge il cui consenso era viziato o che era giuridicamente incapace al momento della celebrazione del matrimonio, le persone che avrebbero dovuto dare il consenso al matrimonio oppure il pubblico ministero.

La domanda di annullamento del matrimonio è ammissibile solo se presentata entro cinque anni dalla data delle nozze (termine rinviato di cinque anni dal giorno in cui l'interessato/a ha raggiunto l'età per acconsentire al matrimonio).

Cause di nullità assoluta

La totale mancanza di consenso, la mancanza dell'età legale per il matrimonio, la bigamia, l'incesto, l'assenza di uno degli sposi al matrimonio, l'incompetenza dell'ufficiale di stato civile e la clandestinità.

La domanda di annullamento può essere presentata da chiunque abbia interessa ad agire o dal pubblico ministero, entro 30 anni dalla data delle nozze (termine rinviato di cinque anni dal giorno in cui l'interessato/a ha raggiunto l'età per acconsentire al matrimonio).

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Gli effetti sono identici, sia che si tratti di nullità relativa sia di nullità assoluta.

  • Gli effetti personali e patrimoniali del matrimonio vengono cancellati, poiché si considera che il vincolo matrimoniale non sia mai esistito. Ad esempio, in caso di morte di uno dei coniugi, l'annullamento del matrimonio priverà l'altro di qualsiasi diritto successorio.

    Tuttavia, un'attenuazione di tale principio è possibile nel caso in cui entrambi i coniugi, o almeno uno dei due, fossero in buona fede al momento di contrarre matrimonio. In tal caso il matrimonio "putativo" rimane nullo, ma si procede come se il vincolo fosse stato semplicemente sciolto. Di conseguenza, tutti gli effetti di ordine civile, personale e finanziario, prodotti prima della sentenza di annullamento, vengono conservati.
  • Nei confronti dei figli, l'annullamento del matrimonio dei genitori non ha effetti giuridici e la loro situazione è regolata come in materia di divorzio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Il divorzio e le relative conseguenze possono essere regolati secondo la procedura di divorzio consensuale stragiudiziale che comporta l'intervento di due avvocati e di un notaio ma non di un giudice, salvo il caso in cui un minore in grado di intendere e volere chieda di essere sentito.

In tutti gli altri casi, è obbligatorio adire il giudice ma le parti possono ricorrere a una mediazione familiare prima di adire il giudice o contemporaneamente.

Il giudice può anche proporre la mediazione. Tale misura è affidata a una persona fisica o a un'associazione al fine di ascoltare i coniugi, mettere a confronto i rispettivi punti di vista e aiutarli a trovare una soluzione rispetto al conflitto esistente.

In seguito all'intervento di mediazione, le parti che siano giunte a un accordo possono sottoporlo al giudice per la relativa omologazione oppure possono scegliere il procedimento di divorzio consensuale stragiudiziale.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Dove presentare la domanda

  • Domanda di divorzio giudiziario o di separazione

Tali domande assumono la forma di istanze depositate da un avvocato presso la cancelleria del Tribunal de grande instance (tribunale civile di primo grado).

Il tribunale competente per territorio è:

  • il tribunale del luogo di residenza della famiglia;
  • se i coniugi hanno residenze distinte ed esercitano entrambi la responsabilità genitoriale, il tribunale della residenza del coniuge con cui abita uno qualunque dei figli minorenni;
  • se i coniugi hanno residenze distinte e la responsabilità genitoriale è affidata a un solo coniuge, il tribunale del luogo di residenza di quest'ultimo;
  • negli altri casi, il tribunale ove risiede il coniuge che non ha presentato la domanda;
  • in caso di domanda congiunta, il tribunale competente è, a scelta dei coniugi, quello in cui risiede una delle due parti in causa.
  • Domanda di annullamento
    La domanda di annullamento del matrimonio deve essere presentata al tribunale civile di primo grado del luogo di residenza del convenuto; essa assume la forma di un atto di citazione e viene notificata da un ufficiale giudiziario.
  • Divorzio consensuale mediante atto in scrittura privata controfirmato da avvocati:
    la convenzione firmata dalle parti e dai due avvocati è depositata presso un notaio che esercita le sue funzioni in Francia.

Documentazione da produrre

  • Domanda di divorzio o di separazione

In tutti i casi di divorzio, i coniugi devono fornire tutte le indicazioni pertinenti alla loro identificazione, al loro regime di assicurazione malattia, nonché le altre informazioni relative ai servizi e agli organismi che forniscono loro prestazioni, erogano pensioni o qualsiasi altra forma di indennità.

Qualora venga inoltrata al giudice una domanda di indennità compensativa, i coniugi devono presentare una dichiarazione sull'onore indicando esattamente i loro rispettivi redditi, le risorse, i beni e le condizioni di vita.

In caso di divorzio consensuale giudiziario, la domanda non deve necessariamente includere i motivi di divorzio, ma deve comprendere in allegato un accordo, datato e firmato dai coniugi e dai loro rappresentanti legali, che riguarda il regolamento completo degli effetti del divorzio con l'indicazione, ove necessario, di liquidare il patrimonio derivante dal matrimonio ("état liquidatif du régime matrimonial").

Negli altri casi, la domanda non deve necessariamente indicare il fondamento normativo o i motivi del divorzio ma, ove applicabile, deve contenere la richiesta di provvedimenti provvisori.

  • Domanda di annullamento

Non è richiesto alcun documento particolare ma è necessario che il richiedente produca documenti in grado di dimostrare che il o i motivi invocati possano comportare l'annullamento del matrimonio.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Il patrocinio a spese dello Stato, totale o parziale, viene concesso sulla base dei mezzi finanziari di cui dispone il richiedente (v. la voce "Patrocinio a spese dello Stato – Francia").

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Tali decisioni di giustizia possono essere impugnate con i normali rimedi giurisdizionali.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Le decisioni emesse in materia di divorzio sono riconosciute di pieno diritto senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento particolare.

Questo vale anche per le decisioni in materia di annullamento del matrimonio.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Contro il riconoscimento di tale decisione, è possibile avviare un'azione detta di "inopponibilità" ("action en inopposabilité") dinanzi al tribunale civile di primo grado. Una decisione d'inopponibilità permette di opporsi a una domanda di exequatur (ossia al riconoscimento dell'efficacia esecutiva di sentenze o provvedimenti giurisdizionali stranieri) dell'altra parte (vale a dire ad un ricorso diretto a far dichiarare esecutiva in Francia la decisione di un altro Stato). Per contro, il suo rigetto equivale all'exequatur.

La procedura è la stessa di una domanda di exequatur.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Ai sensi delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1259/2010, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, la legge applicabile al divorzio o alla separazione può essere scelta dai coniugi.

In mancanza di tale scelta, il divorzio o la separazione sono regolati dalla legge dello Stato:

  • della residenza abituale dei coniugi nel momento in cui è adita l'autorità giurisdizionale o, in mancanza,
  • dell'ultima residenza abituale dei coniugi, sempre che tale periodo non si sia concluso oltre un anno prima che fosse adita l'autorità giurisdizionale e purché uno di essi vi risieda ancora nel momento in cui è adita l'autorità giurisdizionale o, in mancanza,
  • di cui i due coniugi sono cittadini nel momento in cui è adita l'autorità giurisdizionale o, in mancanza,
  • in cui è adita l'autorità giurisdizionale.

Tuttavia, se la domanda riguarda la conversione della separazione in divorzio, la legge applicabile al divorzio sarà quella applicata alla separazione legale, salvo diversa disposizione dei coniugi.

Tali norme si applicano anche ai coniugi in caso di divorzio consensuale mediante atto in scrittura privata controfirmato da avvocati e depositato presso un notaio; i coniugi non potranno tuttavia avvalersi della nozione di "legge del foro", in quanto non è stata adita alcuna giurisdizione.

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Ultimo aggiornamento: 22/10/2019

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Divorzio - Croazia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il presupposto per l'emissione di una decisione giudiziaria in materia di divorzio è l'avvio dell'opportuno procedimento giudiziario (contenzioso o meno) da parte di una o più persone autorizzate (locus standi), come previsto dalle disposizioni degli articoli 50, 369 e 453 dell'Obiteljski zakon (legge sui procedimenti in materia di famiglia) (Narodne Novine ("NN"; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia), n. 103/15), in prosieguo: "ObZ 2015"). Qualora i coniugi abbiano figli minorenni in comune, l'istanza di divorzio consensuale deve essere corredata dagli allegati pertinenti (relazione sulla consultazione obbligatoria e piano di corresponsabilità genitoriale - articolo 55 in combinato disposto con l'articolo 456 dell'ObZ 2015). Simili disposizioni si applicano nel caso in cui coniugi abbiano figli minorenni in comune e l'istanza di divorzio sia presentata da un solo coniuge (relazione sulla consultazione obbligatoria e attestazione della partecipazione al primo incontro di mediazione familiare - articolo 55 in combinato disposto con l'articolo 379 dell'ObZ 2015).

2 Quali sono le cause del divorzio?

Le condizioni necessarie ai fini del divorzio sono disciplinate dalle disposizioni di cui all'articolo 51 dell'ObZ 2015, secondo cui il giudice scioglie il vincolo matrimoniale: 1. se esiste un accordo tra i coniugi riguardo al divorzio, 2. se è comprovata una grave e irreparabile rottura della relazione tra i coniugi o 3. dopo un anno di "scioglimento dell'unione coniugale".

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Una delle conseguenze giuridiche dello scioglimento del matrimonio è la cessazione dei diritti e dei doveri dei singoli coniugi (articoli da 30 a 33 dell'ObZ 2015). La legge sui procedimenti giudiziari in materia di famiglia precisa che, in caso di scioglimento del matrimonio (per annullamento o divorzio), ciascun ex-coniuge potrà conservare il cognome che aveva al momento dello scioglimento del vincolo matrimoniale (articolo 48 dell'ObZ 2015).

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

La procedura più comune che precede lo scioglimento del patrimonio coniugale (di comune accordo o tramite risoluzione giudiziaria - con procedimento non‑contenzioso) è la distinzione tra diritti e beni facenti parte del patrimonio coniugale e diritti e beni personali di ciascun coniuge (suddividendo le tre categorie di beni). La questione è risolta nell'ambito di un procedimento civile avviato in base alle disposizioni pertinenti dell'ObZ (articoli da 34 a 39 e articoli da 43 a 46 dell'ObZ 2015), se i coniugi non sono giunti a un accordo sulla suddivisione dei reciproci rapporti patrimoniali (atto di matrimonio - articoli da 40 a 42 dell'ObZ 2015), con eventuale applicazione alternativa della legge in materia di proprietà e altri diritti reali, della legge in materia di obbligazioni civili, della legge sulla registrazione catastale dei terreni, della legge sulle imprese, della legge di esecuzione forzata e del codice di procedura civile (articoli 38, 45 e 346 dell'ObZ 2015).

3.3 i figli minori dei coniugi?

Gli effetti giuridici dello scioglimento del matrimonio applicabili ai figli minorenni riguardano aspetti fondamentali, quali decidere con quale genitore vivranno i figli dopo lo scioglimento del matrimonio, stabilire accordi con l'altro genitore, determinare gli alimenti per i figli e l'organizzazione dei restanti ambiti di responsabilità genitoriale (rappresentanza del minore, esecuzione di atti giuridici, gestione e cessione dei beni dei figli, istruzione e salute dei figli, ecc.). I coniugi possono concludere un accordo su detti effetti giuridici del divorzio (accordo sulla corresponsabilità genitoriale) e scegliere quindi di ricorrere a una procedura di divorzio stragiudiziale, più semplice e rapida (articoli 52, 54 e 55, 106, da 453 a 460 dell'ObZ 2015). Se i coniugi non concludono alcun accordo sulla corresponsabilità genitoriale, che disciplini gli effetti giuridici pertinenti del divorzio, la decisione su tali aspetti viene emessa d'ufficio dal giudice nell'ambito del procedimento giudiziario avviato con l'istanza di divorzio (articoli 53, 54, 56, 57 e 413 dell'ObZ 2015). Tuttavia, è possibile che i genitori giungano a un accordo sugli effetti giuridici del divorzio nel corso di un procedimento giudiziario. In tal caso, il giudice adotta la propria decisione basandosi sull'accordo dei genitori, qualora lo ritenga nell'interesse superiore del minore (articolo 104, comma 3, in combinato disposto con l'articolo 420 dell'ObZ 2015).

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

La legge sui procedimenti in materia di famiglia prevede la possibilità per ciascun coniuge di presentare una domanda di alimenti prima della conclusione del procedimento di divorzio. Se nel corso del procedimento di divorzio non viene presentata alcuna domanda al riguardo, l'ex coniuge può, entro sei mesi dallo scioglimento del matrimonio, proporre un'azione per chiedere il versamento degli alimenti, purché alla data di conclusione del procedimento di divorzio sussistano le condizioni necessarie a tal fine e che tali condizioni continuino a esistere sino alla fine del procedimento in materia di alimenti (articoli da 295 a 301 e da 423 a 432 dell'ObZ 2015). Le condizioni giuridiche per l'attribuzione degli alimenti sono che il coniuge che ha presentato la domanda non disponga di mezzi di sussistenza sufficienti né sia in grado di procurarseli con il proprio patrimonio e non possa esercitare o non riesca a trovare un'occupazione, purché il coniuge che dovrà corrispondere l'assegno alimentare abbia risorse e capacità sufficienti per adempiere a quest'obbligo (articolo 295 dell'ObZ 2015). L'obbligo alimentare ha una durata prestabilita. In base alle disposizioni dell'articolo 298 dell'ObZ 2015, gli assegni alimentari nei confronti di un coniuge possono essere versati per massimo un anno, a seconda della durata del matrimonio e della possibilità dell'altro coniuge di assicurarsi in altri modi un sostentamento sufficiente nel prossimo futuro. L'ObZ 2015 precisa altresì le modalità di versamento degli alimenti. Secondo le disposizioni dell'articolo 296 dell'ObZ 2015 gli alimenti sono corrisposti con un importo mensile regolare versato in anticipo. Ciononostante il giudice può, su richiesta di uno o di entrambi i coniugi, ordinare il pagamento in un'unica soluzione, a seconda delle circostanze del caso. Conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 302 dell'ObZ 2015, in caso di divorzio i coniugi possono concludere un accordo sugli alimenti (articoli 302 e da 470 a 473 dell'ObZ 2015).

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Il diritto di famiglia croato non prevede un termine equivalente a "separazione personale". L'espressione corrispondente contenuta nella legislazione vigente sarebbe prestanak bračne zajednice (cessazione dell'unione coniugale). La "cessazione dell'unione coniugale" si verifica quando i coniugi mettono fine a tutti i rapporti reciproci tipici della convivenza, in altri termini qualora non intendano più vivere da coniugi né condividere e creare l'essenza specifica della vita matrimoniale. La cessazione dell'unione coniugale ha conseguenze nell'ambito del diritto matrimoniale poiché, a norma dell'articolo 51 dell'ObZ 2015, uno dei fondamenti dello scioglimento del vincolo matrimoniale è che sia trascorso un anno dalla dissoluzione dell'unione coniugale. La cessazione dell'unione coniugale ha implicazioni specifiche anche per determinare i rapporti patrimoniali tra coniugi considerato che, ai sensi dell'articolo 36 dell'ObZ, i beni che i coniugi hanno acquisito con le retribuzioni percepite durante l'unione coniugale (che ha durata diversa rispetto al matrimonio) o il patrimonio derivante da tali beni sono considerati patrimonio coniugale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Il diritto di famiglia croato non prevede un termine equivalente a "separazione personale". L'espressione corrispondente contenuta nella legislazione vigente sarebbe prestanak bračne zajednice (cessazione dell'unione coniugale). La legge sui procedimenti giudiziari in materia di famiglia non prevede condizioni per la "cessazione dell'unione coniugale", poiché la stessa unione coniugale ha carattere giuridico e rappresenta l'essenza della vita matrimoniale. La cessazione dell'unione coniugale si verifica quando i coniugi mettono fine a tutti i rapporti reciproci che fanno normalmente parte della vita matrimoniale, ossia qualora non intendano più vivere da coppia sposata e dare alla loro unione il contenuto che caratterizza tali relazioni (ad esempio, interrompono le comunicazioni, ecc.). Nella maggior parte dei casi la cessazione dell'unione coniugale si manifesta nella pratica con l'abbandono da parte di uno dei coniugi dell'abitazione comune e dell'altro coniuge.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Il diritto di famiglia croato non prevede un termine equivalente a "separazione personale". L'espressione corrispondente contenuta nella legislazione vigente sarebbe prestanak bračne zajednice (cessazione dell'unione coniugale). La "cessazione dell'unione coniugale" ha conseguenze nell'ambito del diritto matrimoniale poiché, a norma dell'articolo 51 dell'ObZ 2015, uno dei fondamenti giuridici dello scioglimento del vincolo matrimoniale è che sia trascorso un anno dalla dissoluzione dell'unione coniugale. La "cessazione dell'unione coniugale" ha conseguenze specifiche anche per la determinazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi considerato che, ai sensi dell'articolo 36 dell'ObZ, i beni che i coniugi hanno acquisito con le retribuzioni percepite durante l'unione coniugale (che ha durata diversa rispetto al matrimonio) o il patrimonio derivante da tali beni sono considerati patrimonio coniugale. La logica che sottende tali provvedimenti è che la durata dell'unione coniugale può non coincidere esattamente con la durata del matrimonio, specie nel caso in cui questo si concluda con un divorzio. Di norma, l'unione coniugale termina prima dell'avvio del procedimento di divorzio, che può quindi essere in corso dopo la "cessazione dell'unione coniugale", come avviene di solito nella maggioranza dei casi (in particolare qualora le parti si avvalgano di mezzi di ricorso legali nel corso del procedimento).

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il poništaj braka (annullamento del matrimonio) è una delle cause di scioglimento del matrimonio (articolo 47 dell'ObZ 2015) e rappresenta una delle tre fattispecie di controversie matrimoniali disciplinate dal sistema giuridico croato (articolo 369 dell'Obz 2015). L'"annullamento del matrimonio" costituisce una sanzione del diritto di famiglia inflitta per i matrimoni contratti in violazione delle disposizioni sulla validità del matrimonio (articoli da 25 a 29 dell'ObZ 2015), eseguita nell'ambito di un procedimento giudiziario avviato con un'istanza (articolo 369 dell'ObZ 2015). Ai matrimoni nulli si applicano le disposizioni sull'"annullamento del matrimonio" (articoli 29, 49 e da 369 a 378 dell'Obz 2015).

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio contratto contrariamente alle disposizioni di legge di cui agli articoli da 25 a 28 dell'ObZ 2015 (il matrimonio è stato contratto da minorenni, persone senza capacità di intendere, persone giuridicamente incapaci ai fini di dichiarazioni sulla loro situazione personale, persone legate da legami di sangue, figli adottivi o se uno dei due coniugi è già sposato o in una relazione formale) è nullo e si applicano le disposizioni in materia di "annullamento del matrimonio" (articolo 29 dell'ObZ 2015).

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Gli effetti giuridici prodotti dall'"annullamento di un matrimonio" sono disciplinati secondo le stesse modalità previste per lo scioglimento del matrimonio in seguito a divorzio (cfr. risposta alla domanda n. 3).

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Nel sistema giuridico croato, il divorzio è un procedimento giudiziario e non sono previste alternative stragiudiziali. Ciononostante, uno dei principi fondamentali del diritto di famiglia, che riveste fondamentale importanza nei procedimenti di divorzio, è la risoluzione consensuale dei rapporti familiari, che promuove questo tipo di soluzione nell'ambito delle relazioni familiari, sottolineando che è compito di tutti gli organismi che forniscono assistenza professionale familiare e che prendono decisioni riguardanti i rapporti di famiglia raggiungere tale obiettivo (articolo 9 dell'ObZ 2015) Il diritto di famiglia prevede quindi due tipi di procedure stragiudiziali, i cui obiettivi includono la risoluzione consensuale di questioni correlate al divorzio, specificatamente la consulenza obbligatoria (articoli da 321 a 330 dell'ObZ 2015) e la mediazione familiare (articoli da 331 a 334 dell'ObZ 2015). La consulenza obbligatoria è esercitata da un gruppo di esperti del dipartimento dei servizi sociali e rappresenta una forma di sostegno per i membri di una famiglia (ad esempio, coniugi che intendono avviare un procedimento di divorzio e che hanno figli minori in comune), intesa a giungere a decisioni consensuali sui rapporti familiari, prestando particolare attenzione alla tutela delle relazioni familiari che interessano i figli (ad esempio, la definizione di un piano di corresponsabilità genitoriale - ossia un accordo sugli effetti giuridici del divorzio che specifichi il luogo e l'indirizzo di residenza dei figli, il tempo che i figli trascorreranno con ogni genitore, come verranno condivise le informazioni sul consenso per le decisioni importanti, come verranno condivise le informazioni importanti sui figli, l'importo degli alimenti a carico del genitore con cui non vivono i figli e come verranno risolte le questioni future) e sulle conseguenze legali del mancato raggiungimento di un accordo e dell'avvio di procedimenti giudiziari per decidere sui diritti personali dei figli. La mediazione familiare consiste in una procedura in cui le parti cercano di raggiungere una risoluzione consensuale delle controversie familiari con l'ausilio di uno o più mediatori familiari. L'obiettivo principale di tale procedura è definire un programma di corresponsabilità genitoriale e altri accordi riguardanti i figli, nonché tutte le altre questioni di natura materiale e non.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

I coniugi che non abbiano figli minori in comune possono avviare un'azione giudiziaria presentando, in caso di domanda da parte di un solo coniuge, un'istanza di divorzio oppure un'istanza di divorzio consensuale, in caso di domanda da parte di entrambi (articolo 50 dell'ObZ 2015). In entrambi i casi non è prevista la consulenza obbligatoria (una forma di assistenza professionale destinata ai membri della famiglia, al fine di raggiungere decisioni consensuali sulle relazioni familiari, esercitata da un gruppo di esperti del dipartimento di servizi sociali) (articoli 321 e 322 dell'ObZ 2015) e i coniugi iniziano senza indugio il procedimento di divorzio (giudiziale o stragiudiziale) in modo facile e rapido. Ciò si applica mutatis mutandis all'annullamento del matrimonio nei procedimenti giudiziari, qualora i coniugi non abbiano figli minorenni in comune.

Per i coniugi con figli minorenni avuti in comune, il procedimento giudiziario può essere avviato con un'istanza da parte di uno dei coniugi oppure con un'istanza di divorzio consensuale presentata da entrambi i coniugi (articolo 50 dell'ObZ 2015). Tuttavia, prima di avviare un procedimento di divorzio (con un'istanza o una domanda di divorzio consensuale) i coniugi con figli minorenni avuti in comune sono tenuti a partecipare al procedimento stragiudiziale della consulenza obbligatoria (una forma di assistenza professionale per i membri della famiglia, al fine di raggiungere decisioni consensuali sulle relazioni familiari, esercitata da un gruppo di esperti del dipartimento dei servizi sociali) (articoli 321 e 322 dell'ObZ 2015). Obiettivo di questo procedimento è fornire ai coniugi un ausilio professionale anche per l'elaborazione dell'accordo di corresponsabilità genitoriale, ossia un accordo sugli effetti giuridici del divorzio che specifichi il luogo e l'indirizzo di residenza dei figli, il tempo che i figli trascorreranno con ogni genitore, come verranno condivise le informazioni sul consenso per le decisioni importanti, come verranno condivise le informazioni importanti sui figli, l'importo degli alimenti a carico del genitore con cui non vivono i figli e come verranno risolte le questioni future). I genitori possono elaborare l'accordo sulla corresponsabilità genitoriale durante la consulenza obbligatoria oppure redigerlo autonomamente o durante la procedura di mediazione familiare (procedura stragiudiziale in cui le parti cercano di giungere a una risoluzione consensuale di controversie riguardanti i rapporti familiari con l'aiuto di uno o più mediatori familiari - articolo 331 dell'ObZ 2015). Redigendo un accordo di corresponsabilità genitoriale, i coniugi possono avviare, con l'invio di una domanda, un procedimento di divorzio stragiudiziale più semplice e rapido (articoli 52, 54, 55, 106 e da 453 a 460 dell'ObZ 2015). I coniugi con figli minorenni avuti in comune sono tenuti ad allegare alla domanda di divorzio consensuale una relazione sulla consulenza obbligatoria di cui all'articolo 324 ObZ 2015, nonché un accordo sulla corresponsabilità genitoriale, di cui all'articolo 106 ObZ 2015) (articolo 456 dell'Obz 2015).

Se i coniugi non compongono un accordo sulla corresponsabilità genitoriale, che disciplini gli effetti giuridici del divorzio summenzionati, il giudice emette d'ufficio una decisione al riguardo nell'ambito del procedimento giudiziario avviato con l'azione di divorzio (articoli 53, 54, 56, 57 e 413 dell'ObZ 2015). I coniugi con figli minorenni avuti in comune sono tenuti ad allegare all'istanza di divorzio una relazione sulla consulenza obbligatoria di cui all'articolo 324 dell'ObZ 2015, nonché l'attestazione della partecipazione al primo incontro di mediazione familiare (articolo 379 ObZ 2015).

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

In Croazia il patrocinio a spese dello Stato e la possibilità di esenzione dal pagamento dei procedimenti giudiziari e delle spese di giudizio sono disciplinate dalla Zakon o besplatnoj pravnoj pomoći (legge sul patrocinio a spese dello Stato) (Narodne Novine ("NN"; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia, n. 143/2013) - in prosieguo "ZBPP"). Il patrocinio a spese dello Stato di tipo primario può essere ottenuto per tutti i procedimenti, incluse le controversie coniugali e altri procedimenti di diritto di famiglia, purché i soggetti che ne fanno richiesta soddisfino le condizioni giuridiche previste (articoli da 9 a 11 del ZBPP). Il patrocinio a spese dello Stato di tipo secondario è possibile per i procedimenti in materia di diritto di famiglia e per altri procedimenti previsti dalla legge, purché i soggetti che ne fanno richiesta soddisfino le condizioni giuridiche previste (articoli da 12 a 25 del ZBPP). L'ottenimento di una decisione di concessione dell'esenzione dal pagamento del procedimento giudiziario per specifici procedimenti, inclusi quelli in materia di diritto di famiglia, è regolamentato dalle disposizioni di cui all'articolo 13, comma 3, del ZBPP. L'ottenimento dell'ammissione all'esenzione dal pagamento delle spese di giudizio per tutti i procedimenti, inclusi quelli in materia di diritto di famiglia, è regolamentato dalle disposizioni dell'articolo 13, comma 4, del ZBPP. Meritano particolare attenzione le disposizioni che regolamentano: a) l'ammissione all'assistenza legale secondaria senza determinazione della situazione finanziaria dell'interessato (articolo 15 del ZBPP), b) l'ammissione all'assistenza legale secondaria (articoli da 16 a 18 del ZBPP), c) la portata dell'assistenza legale secondaria (articolo 19 del ZBP), d) questioni procedurali e altri aspetti importanti ai fini dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato (articoli da 20 a 25 del ZBPP). Allo stesso tempo, in relazione alle parti sempre esentate dal pagamento delle spese di giudizio, è posto l'accento sull'articolo 6 della Zakon o sudskim pristojbama (legge sulle spese di giudizio) (Narodne Novine ("NN"; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia), nn. 74/95, 57/96, 137/02, (26/03), 125/11, 112/12, 157/13, 110/15).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Le sentenze di divorzio o di annullamento del matrimonio sono impugnabili ed entrambe le parti godono di tale diritto nel corso del procedimento. La legge sui procedimenti giudiziari in materia di famiglia non disciplina espressamente l'impugnazione nell'ambito delle controversie matrimoniali. Tuttavia, all'articolo 346 è prevista come alternativa l'applicazione delle disposizioni del Zakon o parničnom postupku (codice di procedura civile) (Narodne Novine ("NN"; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia), nn. 53/91, 91/92, 58/93, 112/99, 88/01, 117/03, 88/05, 02/07, 84/08, 123/08, 57/11, 148/11, 25/13 e 89/14), in prosieguo "ZPP").

L'articolo 348 del ZPP disciplina l'impugnazione delle sentenze, mentre l'articolo 378 l'impugnazione delle decisioni. Per quanto concerne le vie di ricorso, l'ObZ 2015 stabilisce che non è autorizzato (articolo 373 dell'ObZ 2015) il riesame delle sentenze di secondo grado relative a controversie in ambito matrimoniale.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Ai sensi dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (il regolamento "Bruxelles II bis"), le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento (articolo 21, paragrafo 1). Tuttavia, a norma dell'articolo 21, paragrafo 3, ogni parte interessata può far dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta. In tal caso, le istanze di riconoscimento o di non riconoscimento sono di competenza territoriale degli organi giurisdizionali pertinenti indicati nell'elenco comunicato da ciascuno Stato membro alla Commissione conformemente all'articolo 68 nelle modalità di cui all'articolo 37 del regolamento Bruxelles II bis. Inoltre è opportuno notare che, fatto salvo l'articolo 21, paragrafo 3, non è necessario alcun procedimento per l'aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile di uno Stato membro a seguito di una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro, contro la quale non sia più possibile proporre impugnazione secondo la legge di detto Stato membro.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Per le istanze di riconoscimento o di non riconoscimento (articolo 21, paragrafo 3, del regolamento Bruxelles II bis) hanno competenza territoriale gli organi giurisdizionali pertinenti iscritti nell'elenco, come indicato nella risposta alla domanda n. 14). In questo caso, si applica la procedura di cui alla sezione 2 del capo III del regolamento Bruxelles II bis.

Il mezzo di ricorso, ossia l'opposizione di cui all'articolo 33 del regolamento Bruxelles II bis, è proposto dinanzi all'autorità giurisdizionale di secondo grado (tribunale di contea) attraverso l'autorità giurisdizionale di primo grado che ha emesso la decisione (giudice con competenza locale dell'elenco summenzionato).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La legge applicabile nel quadro di un procedimento di divorzio è la legge del luogo di cui i coniugi sono cittadini alla data di presentazione della domanda.

Se al momento della presentazione della domanda, i coniugi sono residenti in diversi paesi, si applicano le leggi cumulative dei paesi di cui sono cittadini, a norma dell'articolo 35, comma 2, della Zakon o rješavanju sukoba zakona s propisima drugih zemalja u određenim odnosima) (legge sulla risoluzione dei conflitti di legge con i regolamenti di altri paesi riguardo a determinati rapporti) (Narodne Novine ("NN", Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia), nn. 53/91, 88/01). Se le leggi dei paesi di cui i coniugi sono cittadini non consentono di porre fine al vincolo matrimoniale, allo scioglimento del matrimonio si applica la legge croata, a condizione che uno dei coniugi avesse la residenza permanente in Croazia alla data di presentazione della domanda.

Se uno dei coniugi è cittadino croato senza residenza permanente in Croazia e il matrimonio non può essere sciolto in base alla legge di cui all'articolo 35, comma 2, della legge sulla risoluzione dei conflitti di legge con le normative di altri paesi per determinati rapporti, è applicata la legge croata.

Ultimo aggiornamento: 20/11/2019

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Divorzio - Italia

Rispetto alla precedente pubblicazione sono stati modificati i paragrafi 2.2, 6, 9, 10.

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

La legge disciplina i presupposti di legge per la pronuncia di divorzio (v. par. n. 2). Il giudice deve verificare la sussistenza dei presupposti di legge per la pronuncia di divorzio.

Tale verifica è necessaria anche nella ipotesi di domanda congiunta di divorzio; il consenso dei coniugi non costituisce infatti causa efficiente del divorzio (e quindi non si ha un divorzio propriamente congiunto), ma ai fini della pronuncia favorevole è pur sempre necessaria la verifica giudiziale dei fatti posti a fondamento della domanda.

La pronuncia giudiziale sarà di scioglimento del matrimonio, se contratto a norma del codice civile, ovvero di cessazione degli effetti civili se si tratta di matrimonio contratto secondo il rito religioso e regolarmente trascritto nei registri di stato civile. E’ necessaria la partecipazione del pubblico ministero.

Fonti: legge 1 dicembre 1970, n. 898, come modificata dalla legge 1 agosto 1978, n. 436, dalla legge 6 marzo 1987, n. 74 e dallalegge 6 maggio 2015 n. 55.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Uno dei coniugi può chiedere il divorzio:

1) quando l’altro coniuge, dopo la celebrazione del matrimonio, è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per fatti - anche anteriori al matrimonio – di particolare gravità, e cioè:

alla pena dell’ergastolo ovvero ad una pena superiore a 15 anni, anche con più sentenze, per delitti non colposi, con esclusione dei reati politici e di quelli commessi per motivi di particolare valore morale e sociale;

a qualsiasi pena detentiva per i delitti di incesto (art.564 cp) e per i delitti in materia di violenza sessuale di cui agli artt. 609 bis ( violenza sessuale), 609 quater, 609 quinquies, 609 octies (introdotti con legge 1996,n.66);

a qualsiasi pena detentiva per l’omicidio volontario di un figlio o per il tentativo di omicidio del coniuge o di un figlio;

a qualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per i delitti di lesioni personali gravissime, di violazione degli obblighi di assistenza familiare , di maltrattamenti in famiglia e verso fanciulli, di circonvenzione di incapace, in danno del coniuge o di un figlio, salve le ipotesi di condanna del coniuge richiedente per concorso ovvero di accertata ripresa della convivenza coniugale;

2) nei casi in cui:

l’altro coniuge è stato assolto dai reati di incesto e di violenza sessuale cui alle lett. b) e c) del punto n. 1, quando il giudice accerti la inidoneità del convenuto a mantenere o ricostituire la convivenza familiare;

è stata pronunciata separazione giudiziale o consensuale e la separazione si sia protratta ininterrottamente

  1. per almeno dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale
  2. per sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale
  3. ovvero per sei mesi dalla data certificata nell’accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato ovvero dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile;

il procedimento penale promosso per i delitti di cui alle lett. b) e c) del punto n. 1 si è concluso con sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato, ma il giudice del divorzio accerta che ricorrono le condizioni di punibilità dei delitti stessi;

il procedimento penale per incesto si è concluso con sentenza di non punibilità del fatto per mancanza di pubblico scandalo;

l’altro coniuge cittadino straniero ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all’estero nuovo matrimonio;

il matrimonio non è stato consumato;

è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso , potendo in tal caso la domanda di divorzio essere presentata sia dal coniuge che ha mutato sesso, sia dall’altro.

In sintesi, oltre alle ipotesi cd. penalistiche (nelle quali, oltre alla condanna per fatti di particolare gravità, vanno comprese anche le ipotesi di assoluzione per vizio di mente , di estinzione del reato , di mancanza della condizione obiettiva di punibilità nella fattispecie di incesto), costituiscono causa di divorzio: la separazione personale ; l’annullamento , lo scioglimento o il nuovo matrimonio all’estero dell’altro coniuge; la non consumazione del matrimonio; il mutamento di sesso.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

La pronuncia di divorzio comporta:

in primo luogo l’estinzione del vincolo coniugale, con conseguente restituzione ai coniugi dello stato civile di nubile o celibe che consente loro di contrarre nuovo matrimonio.

Per la donna, la perdita del cognome che aveva aggiunto al proprio; ma il tribunale può autorizzare la donna che ne faccia richiesta a conservare il cognome del marito in aggiunta al suo, quando sussista un interesse della ricorrente ovvero dei figli meritevole di tutela.

Non fa venire meno il vincolo di affinità ed in particolare non fa cessare l’impedimento dell’affinità in linea retta (art. 87, n. 4, cc);

Non fa perdere la cittadinanza al coniuge straniero che l’abbia acquisita a seguito di matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il divorzio determina lo scioglimento della comunione legale (la quale riguarda tutti gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, salvo che si tratti dei beni personali indicati nell’art. 179 cc), nonché lo scioglimento del fondo patrimoniale; ma qualora vi siano figli minori il fondo permane fino alla maggiore età dell’ultimo dei figli minori. Non produce effetti sulla comunione ordinaria (per esempio in caso di beni acquistati prima del matrimonio pro-quota, o anche durante il matrimonio ma in regime di separazione dei beni) che può essere sciolta ad istanza di uno dei coniugi.

Al genitore convivente con il figlio minore potrebbe essere riconosciuto il diritto a continuare ad abitare nella ex casa coniugale ove sussista l’interesse del minore a permanere in tale abitazione.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Il tribunale che pronuncia il divorzio dispone anche l’affidamento condiviso dei figli minori, tranne nei casi eccezionali di affidamento esclusivo ad uno dei due genitori; stabilisce inoltre i tempi di permanenza dei figli minori presso il genitore non collocatario (presso il quale non è collocato il minore); dispone per l’amministrazione dei beni dei figli; adotta provvedimenti per la determinazione di un assegno periodico mensile in favore dei figli da versarsi a mani del genitore convivente (in caso di minore età del figlio)

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Con la pronuncia di divorzio il tribunale, ad istanza di parte, dispone l’attribuzione di un assegno periodico divorzile in favore del coniuge che non abbia mezzi adeguati di sussistenza ovvero non possa procurarseli per ragioni obiettive. L’obbligo di corrispondere l’assegno cessa nel caso di passaggio a nuove nozze del coniuge beneficiario. L’assegno di divorzio, su accordo della parti, può anche essere corrisposto in unica soluzione, anche mediante trasferimento in favore del coniuge beneficiario del diritto di proprietà su un immobile. (Per ulteriori informazioni vedere: Crediti alimentari – Italia)

Il coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno per il mantenimento del coniuge (in caso di separazione) o dell’assegno divorzile e/o dei figli commette il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 cod.pen.).

Ulteriori effetti. Il coniuge divorziato e non passato a nuove nozze, che sia titolare di un assegno di divorzio, ha, altresì, diritto ad una percentuale della indennità di fine rapporto di lavoro percepita dall’altro coniuge; in caso di morte dell’ex coniuge, ha diritto alla pensione di reversibilità ovvero a concorrere alla ripartizione della pensione con il coniuge superstite, nonché ad un assegno successorio a carico dell’eredità, qualora versi in stato di bisogno. La legge prevede altresì la possibilità per il coniuge beneficiario di iscrivere ipoteca ovvero di ottenere il sequestro dei beni del coniuge obbligato.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione personale dei coniugi implica la cessazione dell’obbligo di convivenza derivante dal matrimonio. La separazione di fatto è priva di effetti (fatte salve le situazioni anteriori alla legge di riforma del 1975, n. 151).

Per effetto della separazione non viene meno il rapporto coniugale, ma si ha solo un’attenuazione del vincolo.

La separazione legale può essere giudiziale o consensuale.

Fonti: la disciplina di carattere sostanziale è contenuta nel codice civile (artt. 150 e seguenti del codice civile; in materia successoria articoli 548 e 585 codice civile).

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

La separazione giudiziale presuppone l’accertamento della sopravvenuta intollerabilità della convivenza tra i coniugi .

Su richiesta di uno dei due coniugi, anche in opposizione alla volontà dell’altro, il giudice - ove ne ricorrano i presupposti - dichiara la separazione;

in casi eccezionali è prevista anche una pronuncia di addebito che rileva ai fini dell’attribuzione dell’assegno di mantenimento, dell’assegno divorzile e ai fini successori. E’ necessaria la partecipazione del pubblico ministero.

La separazione consensuale trova la sua fonte nell’accordo dei coniugi, ma acquista efficacia solo con il provvedimento di omologazione da parte del Tribunale, cui spetta la funzione di controllare che i patti intervenuti tra i coniugi siano conformi ai superiori interessi della famiglia. In particolare, se l’accordo relativo all’affidamento e al mantenimento dei figli è in contrasto con l’interesse di questi ultimi, il giudice riconvoca le parti indicando le modifiche da adottare e, in caso di soluzione inidonea, può rifiutare l’omologazione.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Rapporti personali: con la separazione (giudiziale o consensuale) viene meno l’obbligo di assistenza in tutte le forme che presuppongono la convivenza; cessa la presunzione di paternità; la donna non perde il cognome del marito che aveva aggiunto al proprio, ma il giudice – su istanza di quest’ultimo - può vietarne l’uso ove esso sia gravemente pregiudizievole, così come può autorizzare la moglie a non farne uso qualora ne possa derivare un pregiudizio.

Proprietà beni comuni: la comunione si scioglie per la dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi, per l'annullamento, per lo scioglimento o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale dei beni, per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi.

nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione.

Responsabilità genitoriale: il giudice che pronuncia la separazione provvede sull’affidamento dei figli minori e stabilisce la misura dell’assegno a carico del coniuge presso il quale il minore non è collocato (o non affidatario nei casi eccezionali di affidamento esclusivo) per il mantenimento dei figli. Il coniuge presso il quale il minore è collocato è preferito nell’assegnazione del diritto di abitazione nella casa coniugale (Per ulteriori informazioni vedere “Responsabilità parentale” – Italia) .

Assegno di mantenimento: il giudice, se richiesto, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia stata addebitata la separazione, il diritto di ricevere dall’altro coniuge un assegno di mantenimento, qualora non abbia adeguati redditi propri. In caso di addebito, resta salvo il diritto del coniuge che si trovi in stato di bisogno a ricevere gli alimenti, cioè a ricevere periodicamente una somma nei limiti di quanto necessario al suo sostentamento (Per ulteriori informazioni v. “Crediti alimentari “– Italia)

La giurisprudenza ha ritenuto applicabile all’assegno di separazione il criterio di adeguamento automatico previsto espressamente per l’assegno di divorzio.

E’ possibile la successiva modifica dei provvedimenti relativi all’affidamento dei figli e alla misura dell’assegno (per il coniuge e per i figli). La violazione dell’obbligo di versamento dell’assegno costituisce reato (art. 570 cp).

Separazione senza e con addebito: Il coniuge separato cui non sia stata addebitata la separazione mantiene gli stessi diritti successori del coniuge non separato.

Il coniuge cui sia stata addebitata la separazione ha diritto solo ad un assegno vitalizio se, al momento dell’apertura della successione, godeva di un assegno alimentare a carico del coniuge deceduto ( ex artt. 548 e 585 cc).

Ulteriori effetti: la sentenza di separazione costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale; in caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può ordinare il sequestro dei beni dell’obbligato e ordinare a terzi, tenuti a corrispondere somme periodiche all’obbligato, di versarne una parte agli aventi diritto.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il codice civile raccoglie sotto la categoria della “nullità” (artt. 117 e segg. codice civile) ipotesi tra loro diverse, riconducibili alla nullità ovvero all’annullabilità del matrimonio. E’ preferibile utilizzare la categoria della invalidità e fare riferimento in concreto alle singole figure di invalidità e al relativo regime giuridico.

Il matrimonio è invalido quando è inficiato dai vizi espressamente indicati dal legislatore e che devono essere fatti valere con apposita impugnativa.

L’azione di annullamento del matrimonio non si trasmette agli eredi, salvo che il giudizio sia già pendente. E’ necessaria la partecipazione del pubblico ministero.

Fonti: la disciplina di carattere sostanziale è contenuta nel codice civile (artt. 117 – 129 bis cc)

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Le cause di invalidità del matrimonio sono le seguenti (artt. 117 e segg. cc):

1. vincolo di precedente matrimonio di uno dei coniugi (mancanza della libertà di stato); l’invalidità è assoluta e imprescrittibile; la legittimazione spetta ai coniugi, agli ascendenti prossimi, al pubblico ministero e a chiunque vi abbia interesse;

2. impedimentum criminis; tale causa sussiste quando il matrimonio viene contratto da persone delle quali l’una è stata condannata per omicidio consumato o tentato in danno del coniuge dell’altra; l’invalidità è assoluta e insanabile e può essere fatta valere dai coniugi, dal pubblico ministero e da chiunque vi abbia interesse;

3. interdizione per infermità di mente di uno dei coniugi; la pronuncia di interdizione può intervenire anche successivamente al matrimonio, purché accerti l’esistenza della incapacità al momento del matrimonio; la impugnazione può essere proposta dal tutore, dal Pubblico Ministero e da chiunque vi abbia interesse;

4. incapacità di intendere e di volere (cd. incapacità naturale) di uno dei coniugi; l’impugnazione può essere proposta dal coniuge che – benché non interdetto – provi di avere contratto il vincolo matrimoniale trovandosi in condizioni di incapacità di intendere e di volere; l’azione non può essere proposta se - dopo il recupero delle facoltà mentali – vi sia stata coabitazione per un anno;

5. difetto di età; la legittimazione spetta ai coniugi, al Pubblico Ministero e ai genitori; il già minorenne non può agire dopo oltre un anno dalla maggiore età;

6. vincolo di parentela, affinità, adozione, e affiliazione; l’invalidità può essere fatta valere dai coniugi, dal Pubblico Ministero e da chiunque vi abbia interesse, salvo che sia trascorso un anno dalla celebrazione e si tratti di una ipotesi in cui sarebbe stata possibile l’autorizzazione

7. violenza, timore ed errore ( consenso estorto con violenza o determinato da timore di eccezionale gravità derivante da cause esterne allo sposo; errore sulla identità della persona o errore essenziale sulle qualità personali dell’altro coniuge ex art. 122 cc); la legittimazione spetta al coniuge il cui consenso sia affetto da uno dei vizi sopra indicati, salvo che via stata coabitazione per un anno dal momento di cessazione della causa di violenza o di timore ovvero dalla data di scoperta dell’errore;

8. simulazione; il matrimonio può essere impugnato da ciascuno dei coniugi i quali abbiano contratto matrimonio con l’accordo di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti che ne derivano; l’azione non può essere proposta decorso un anno dalla celebrazione del matrimonio ovvero quando i contraenti, anche per breve tempo, abbiano convissuto more uxorio successivamente alla celebrazione del matrimonio

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Se i coniugi erano in buona fede (e cioè ignoravano il vizio al momento della celebrazione), il matrimonio si considera valido fino alla pronuncia di annullamento, la quale opera con effetti ex nunc (cd. matrimonio putativo). Il matrimonio dichiarato nullo ha gli effetti del matrimonio valido rispetto ai figli, anche nel caso di mala fede di entrambi i coniugi.

Il giudice può altresì disporre a carico di uno dei coniugi l’obbligo di corrispondere per un periodo non superiore a tre anni somme periodiche di denaro a favore dell’altro coniuge che non abbia redditi propri adeguati e non sia passato a nuove nozze.

Se uno solo dei coniugi era in buona fede, gli effetti del matrimonio putativo si verificano in suo favore e in favore dei figli. Il coniuge in mala fede è tenuto a corrispondere una congrua indennità corrispondete al mantenimento per tre anni, oltre alla prestazione degli alimenti se non vi siano altri obbligati.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Il Governo italiano con il decreto legge 12 settembre 2014 n. 132, convertito in legge n. 162/2014, ha previsto due nuove procedure alternative alla via giurisdizionale:

1) le parti possono stilare una convenzione di negoziazione assistita da un avvocato ovvero la possibilità di risolvere in via amichevole e stragiudiziale la controversia con l’assistenza degli avvocati. Possibilità estesa, anche in presenza di figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, alle separazioni consensuali tra coniugi, alla cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio o ai procedimenti di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. In tal modo, si vuole prevenire la instaurazione di un processo (artt.2 e 6);

2) laddove non vi siano figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, è stata introdotta la possibilità per i coniugi di concludere dinanzi all’ufficiale di stato civile un accordo di separazione personale o di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio (art 12).

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La disciplina processuale del divorzio è applicabile anche al procedimento di separazione giudiziale, salvo i limiti di compatibilità; è residuale l’applicazione delle previsioni di cui agli artt. 706 e segg. c.p.c..

Il giudizio si svolge nelle forme di un procedimento speciale di cognizione che segue regole differenziate rispetto a quelle del rito ordinario, soprattutto nella fase presidenziale (il procedimento è sostanzialmente diviso in due fasi: una fase presidenziale e una fase istruttoria, più propriamente contenziosa).

Competenza: tribunale, in composizione collegiale, del luogo di ultima residenza comune dei coniugi o di uno degli altri luoghi indicati dalla norma (706 c.p.c.) nel caso di irreperibilità o di residenza all’estero, del luogo di residenza o domicilio del ricorrente; se entrambi risiedono all’estero, è competente qualunque tribunale della Repubblica. Nel caso di divorzio congiunto, i coniugi possono scegliere il luogo di residenza o domicilio dell’uno o dell’altro.

Procedimento: la domanda di separazione o divorzio si propone in forma di ricorso che va depositato presso la cancelleria del tribunale competente; al ricorso vanno allegati i documenti che si offrono in comunicazione, ma è possibile produrli anche direttamente all’udienza presidenziale; il ricorso e il decreto con il quale il presidente del tribunale ha fissato l’udienza di comparizione dei coniugi davanti a sé devono essere notificati a cura del ricorrente all’altro coniuge; se all’udienza presidenziale il tentativo di conciliazione non ha esito positivo, il presidente adotta i provvedimenti temporanei nell’interesse dei coniugi e dei figli e fissa l’udienza davanti al giudice istruttore, davanti al quale la trattazione della causa si svolge secondo le regole del processo ordinario di cognizione.

Divorzio congiunto: l’istanza congiunta presuppone l’accordo dei coniugi sia in ordine al divorzio sia in ordine alle condizioni riguardanti i figli e i rapporti economici. Il procedimento è semplificato.

Fonti: legge 1970, n. 898 e succ.mod.; per la separazione personale è residuale l’applicazione degli artt. 706-711 c.p.c..

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

E’ previsto il patrocinio a spese dello Stato e quindi è possibile farsi assistere da un avvocato senza dover affrontare le spese di difesa e le altre spese processuali. Del patrocinio a spese dello Stato può usufruire anche il cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia. Per le condizioni di ammissione a tale beneficio si rinvia alla legge 1990/217 e alla scheda sul patrocino a spese dello Stato. Poiché la domanda va presentata al consiglio dell’ordine degli avvocati possono essere consultati i relativi siti web (per il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma) nonché il sito del Ministero della giustizia.

Fonti: legge 1990 n. 217, come modificata dalla legge 2001, n.134.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Le sentenze di separazione giudiziale, di divorzio o di annullamento del matrimonio sono suscettibili di impugnazione mediante il mezzo dell’appello. Le sentenze non definitive in materia di divorzio (per esempio quelle che pronunciano sullo status) o di separazione (per esempio quando la causa prosegue per la pronuncia sull’addebito o sull’assegno) non sono suscettibili di appello differito (cioè unitamente alla sentenza definitiva), ma devono essere impugnate nei termini di legge.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Trova in materia applicazione il regolamento (CE) n. 2201/2003 del 27 novembre 2003, che prevede una procedura comune a tutti i Paesi della U.E.

Il riconoscimento è automatico, quindi non è necessario alcun procedimento per l’aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile di uno Stato membro a seguito di decisione di divorzio, separazione, annullamento contro la quale non sia più possibile proporre impugnazione.

Ma ogni parte interessata può anche far dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta; i motivi di non riconoscimento sono espressamente previsti dal regolamento. L’istanza (nella forma del ricorso) si propone alla corte di appello territorialmente competente (con riferimento al luogo di attuazione della decisione, in applicazione delle norme interne). Il giudice decide senza indugio (anche senza contraddittorio) e la decisione viene comunicata al richiedente.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Contro la decisione sul riconoscimento ciascuna delle parti può proporre opposizione davanti alla corte di appello che ha adottato il provvedimento, nel termine di un mese dalla sua notificazione (due mesi se la controparte è residente in uno Stato diverso); in questa seconda fase vanno rispettate le regole del contraddittorio e trovano applicazione le ordinarie disposizioni sul processo contenzioso.

Contro la sentenza che decide sull’opposizione è ammesso ricorso per cassazione (V. allegati al Regolamento).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La legge nazionale comune dei coniugi al momento della domanda di separazione o di divorzio; nel caso di coniugi con diversa cittadinanza, la ricerca della legge applicabile viene rimessa al prudente apprezzamento del giudice che dovrà individuare il paese in cui la vita coniugale è prevalentemente localizzata.

Se la legge straniera in concreto applicabile non prevede la separazione personale e il divorzio, troverà applicazione la legge italiana (art. 31 legge 1995, n. 218), prevalendo in tal caso la lex fori. Al riguardo, va in particolare rilevato che l’applicazione della legge italiana non presuppone la cittadinanza italiana del coniuge richiedente e può essere invocata anche da uno straniero, sia in un matrimonio misto sia in un matrimonio tra stranieri.

Con riferimento alle ipotesi formulate nel quesito, ai coniugi italiani che abbiano presentato in Italia domanda di separazione o di divorzio sarà applicabile la legge italiana, anche se non residenti in Italia; se si tratta di coniugi di nazionalità diversa, troverà applicazione la legge dello Stato nel quale si è prevalentemente localizzata la vita matrimoniale; ma se detta legge non conosce gli istituti della separazione o del divorzio il giudice (italiano) applicherà la legge italiana.

Ultimo aggiornamento: 15/10/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Divorzio - Cipro

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Condizione necessaria per avviare una procedura di divorzio, se il matrimonio è stato celebrato con rito religioso, è la notificazione al vescovo della diocesi in cui risiede l'istante. L'istanza di divorzio può essere presentata tre mesi dopo la notificazione al vescovo competente. La notificazione non è necessaria se il motivo della domanda di divorzio è l'assenza dichiarata giudizialmente o l'infermità mentale del coniuge.

2 Quali sono le cause del divorzio?

  • Adulterio
  • Comportamento immorale, disonorevole o altri ripetuti atti ingiustificabili, che hanno portato al grave deterioramento del rapporto coniugale e hanno reso intollerabile per il/la ricorrente la convivenza con il coniuge.
  • Minaccia contro la vita e l'incolumità del coniuge, come l'aggressione fisica.
  • Infermità mentale per un periodo di tre anni, tale da rendere intollerabile la convivenza.
  • Condanna definitiva, con una pena detentiva superiore a sette anni.
  • Assenza dichiarata giudizialmente.
  • Incapacità di avere rapporti sessuali esistente al momento del matrimonio, persistente per sei mesi e protrattasi fino all'introduzione della domanda di divorzio.
  • Allontanamento ingiustificabile per due anni; lunghi periodi di assenza la cui durata superi complessivamente i due anni. Al convenuto deve essere stato inviato un invito a ritornare.
  • Cambiamento di religione o confessione, ricorso a violenza morale o tentativo di convertire il coniuge a una setta.
  • Rifiuto continuo di avere figli, malgrado la volontà dell'altro coniuge.
  • Rapporto irrimediabilmente compromesso.
  • Separazione quinquennale.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il divorzio implica la dissoluzione del matrimonio, ma non comporta automaticamente un cambiamento di cognome. Qualora desideri cambiare il cognome, la parte interessata deve rendere una dichiarazione giurata.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il divorzio non influisce sulle questioni di natura patrimoniale, che devono formare oggetto di una domanda separata, trattandosi di procedure diverse.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Visto che il procedimento di divorzio è distinto e indipendente da quello di affidamento, non vi sono conseguenze, tranne nel caso in cui il divorzio sia stato pronunciato per causa di minaccia contro la vita l'incolumità del minore.

Il divorzio non ha nessuna conseguenza sulle questioni relative ai figli minori dei coniugi (ad es. per quanto riguarda gli alimenti, l'affidamento e il diritto di visita). Per tali aspetti occorre presentare apposita istanza.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il divorzio non comporta automaticamente l'obbligo di corrispondere all'altro coniuge un assegno di mantenimento, ma è necessario introdurre un'apposita domanda dopo la separazione.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Il diritto di famiglia cipriota non conosce la "separazione legale".

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Non pertinente.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Non pertinente.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Significa che, dal giorno della sentenza di annullamento, il matrimonio è dichiarato nullo e perde i suoi effetti giuridici.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Conformemente all'articolo 17 della legge sul matrimonio (legge 104(I)/2003), come modificata dalla legge 66(I)/2009, il matrimonio non è valido se è avvenuto:

a) prima della dissoluzione o dell'annullamento del matrimonio precedente di una delle parti, compreso il matrimonio religioso o civile;

b) tra parenti consanguinei in linea retta o collaterale fino al quinto grado compreso;

b) tra affini in linea retta o collaterale fino al terzo grado compreso;

d) tra l'adottante e l'adottato o i loro discendenti;

e) tra un figlio nato fuori dal matrimonio e il padre che ha riconosciuto il figlio o i suoi consanguinei prossimi.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Il matrimonio annullato o dichiarato invalido con pronuncia definitiva del giudice diventa completamente inefficace dalla data della decisione.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Attualmente non ne esistono. È in preparazione una proposta di legge della commissaria per la legislazione, che riguarda la mediazione familiare.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La domanda di scioglimento o annullamento del matrimonio deve essere presentata al tribunale della famiglia della circoscrizione in cui risiedono entrambi i coniugi o uno di essi. La domanda deve essere redatta secondo il modello 1 del regolamento di procedura della Corte suprema, del 1990. Devono essere allegati alla domanda, a titolo di prova, la ricevuta dell'invio della notificazione al vescovo o l'avviso di ricevimento da parte del vescovo della lettera raccomandata relativa alla notificazione, nonché il certificato di matrimonio delle parti.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Sì, è possibile introducendo l'apposita domanda presso il tribunale della famiglia competente.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, esiste la possibilità di presentare ricorso contro una decisione di divorzio o di annullamento del matrimonio, presso l'organo di appello del tribunale della famiglia.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Occorre presentare una domanda presso il competente tribunale della famiglia della Repubblica di Cipro, sulla base del regolamento n. 44/2001.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

L'opposizione deve essere presentata al tribunale della famiglia presso cui è stata introdotta la domanda di riconoscimento e di registrazione della sentenza resa in un altro Stato membro.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

In tali casi i tribunali della famiglia della Repubblica di Cipro sono competenti a conoscere di un procedimento di divorzio o di annullamento del matrimonio solo qualora le parti risiedano a Cipro da almeno tre mesi. In tale caso si applica la legge cipriota.

Ultimo aggiornamento: 13/05/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Divorzio - Lettonia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Le condizioni per lo scioglimento del vincolo matrimoniale sono indicate nella parte del codice civile lettone relativa al diritto di famiglia e nella sezione P della legge sul notariato. La disciplina generale dell'istituto del matrimonio è contenuta nella parte del codice civile lettone relativa al diritto di famiglia.

In Lettonia, lo scioglimento del matrimonio può essere pronunciato solo dall'autorità giudiziaria o da un notaio (notārs). L'autorità giudiziaria può dichiarare lo scioglimento del matrimonio su domanda di uno o di entrambi i coniugi. I notai possono dichiarare lo scioglimento del matrimonio se i coniugi si sono accordati in tal senso e non hanno figli minori comuni, né un patrimonio comune o, nel caso in cui abbiano figli minori comuni o un patrimonio comune, se hanno concluso un accordo scritto sull'affidamento dei figli minori, i diritti di visita, il mantenimento dei figli e la divisione del patrimonio comune.

Uno dei presupposti di questo tipo di divorzio è quindi l'esistenza di un accordo tra i coniugi sull'affidamento dei figli nati dal matrimonio, sul mantenimento dei figli e sulla divisione del patrimonio comune.

Se lo scioglimento del matrimonio deve essere disposto dall'autorità giudiziaria, il giudice deve accertare che sia cessata la comunione materiale e spirituale tra i coniugi. La rottura del matrimonio è accertata nel caso in cui la convivenza dei coniugi sia cessata e non sia possibile una riconciliazione.

Uno dei presupposti dello scioglimento del matrimonio disposto dal notaio è che i coniugi si siano accordati sull'affidamento dei figli nati dal matrimonio, il mantenimento dei figli e la divisione del patrimonio comune. Nel caso in cui i coniugi non raggiungano un accordo, il giudice decide su tali questioni nell'ambito del procedimento di divorzio.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Scioglimento del matrimonio disposto da un notaio

Lo scioglimento del matrimonio può essere disposto se i coniugi, essendo cessata la loro comunione materiale e spirituale, si sono accordati in tal senso e hanno presentato una domanda congiunta dinanzi a un notaio. Se i coniugi hanno figli minori comuni o un patrimonio comune, la domanda deve essere accompagnata da un documento indicante gli accordi sull'affidamento dei figli minori, il mantenimento dei figli, i diritti di visita e la divisione del patrimonio comune.

Scioglimento del matrimonio disposto dall'autorità giudiziaria

Lo scioglimento del matrimonio deve essere disposto dall'autorità giudiziaria nel caso in cui i coniugi non abbiano raggiunto un accordo sullo stesso e ricorra una delle seguenti condizioni:

- i coniugi hanno vissuto separati per almeno tre anni: non convivono, non risiedono nella stessa abitazione e uno dei due si rifiuta di riprendere la convivenza. Il fatto di vivere nella stessa abitazione non equivale alla prosecuzione della convivenza;

- i coniugi hanno vissuto separati per meno di tre anni; in tal caso giudice può disporre lo scioglimento del matrimonio solo se:

la rottura del matrimonio è dovuta alla violenza fisica, sessuale, psicologica o economica perpetrata da uno dei coniugi contro quello che ha chiesto lo scioglimento, o contro i suoi figli o i figli comuni della coppia; o

l'altro coniuge è d'accordo con la domanda del coniuge che ha presentato ricorso per ottenere lo scioglimento del matrimonio; o

uno dei coniugi ha iniziato a convivere con un'altra persona e da tale rapporto è nato o sta per nascere un figlio.

Qualora il giudice ritenga che il vincolo matrimoniale possa ancora resistere pur nelle circostanze sopra descritte, la pronuncia del divorzio può essere rinviata fino a un massimo di sei mesi per esperire un tentativo di riconciliazione.

Qualora uno dei coniugi chieda il divorzio prima del compimento del periodo di tre anni di separazione e la richiesta di divorzio sia basata su motivi diversi dai tre sopraelencati, il giudice non può dichiarare lo scioglimento del matrimonio prima che sia trascorso il periodo di separazione di tre anni e deve rinviare l'esame del caso per esperire un tentativo di riconciliazione.

Se i coniugi hanno vissuto separatamente per meno di tre anni, un notaio può dichiarare lo scioglimento del matrimonio solo se entrambi i coniugi sono d'accordo e gli hanno presentato una domanda in tal senso con le modalità prescritte dalla legge sul notariato.

L'autorità giudiziaria non può disporre lo scioglimento del matrimonio, nemmeno nel caso in cui sia cessata la comunione materiale e spirituale dei coniugi, quando si renda necessario mantenere il matrimonio in circostanze eccezionali nell'interesse dei figli minori della coppia.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Allorché la sentenza di divorzio produce i suoi effetti, o quando viene rilasciato il certificato notarile di divorzio, i diritti e i doveri derivanti dal rapporto giuridico tra i coniugi si estinguono. Il divorzio può creare nuovi doveri e diritti per gli ex-coniugi. Dopo lo scioglimento del matrimonio, gli ex-coniugi possono risposarsi.

Secondo il codice civile, il coniuge che ha cambiato il cognome nel momento in cui ha contratto matrimonio ha il diritto di mantenerlo dopo lo scioglimento dello stesso o, in alternativa, può chiedere all'autorità giudiziaria o a un notaio di essere autorizzato ad usare il cognome che aveva prima di sposarsi.

Su domanda dell'altro coniuge, il tribunale può vietare al coniuge che ha contribuito alla rottura del matrimonio di mantenere il cognome con esso acquisito, purché tale divieto non leda gli interessi dei figli.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il notaio può pronunciare lo scioglimento del matrimonio se i coniugi si sono previamente accordati per iscritto sulla divisione dei beni comuni e tale accordo è allegato alla domanda di divorzio.

Nei casi in cui lo scioglimento del matrimonio debba essere disposto dall'autorità giudiziaria, i coniugi possono accordarsi sulla divisione del patrimonio comune. Se non raggiungono un accordo, il giudice stabilisce le condizioni di tale divisione in base al codice civile o alle disposizioni della convenzione matrimoniale. Il codice civile prevede due tipi di regimi patrimoniali, ossia i regimi regolati dal codice civile e quelli stabiliti mediante convenzione matrimoniale, che definiscono le modalità della divisione del patrimonio in caso di divorzio.

Se i rapporti patrimoniali sono regolati dalla legge, in caso di divisione del patrimonio ciascun coniuge ha il diritto di mantenere i beni che gli appartenevano prima del matrimonio e quelli che ha acquistato separatamente nel corso dello stesso. I beni acquistati congiuntamente, o individualmente da uno dei coniugi con risorse comuni, sono considerati beni di proprietà comune dei coniugi. Tali beni comuni appartengono ai coniugi in parti uguali, salvo che uno dei due dimostri e giustifichi il suo diritto a una quota diversa.

Se i rapporti patrimoniali sono regolati da una convenzione matrimoniale, quest'ultima può disporre che ciascun coniuge è proprietario esclusivo dei propri beni o che tutti i beni acquistati durante il matrimonio appartengono congiuntamente ad entrambi i coniugi, e la divisione del patrimonio viene effettuata con le modalità indicate dalla legge per lo specifico regime patrimoniale definito con la convenzione.

3.3 i figli minori dei coniugi?

In caso di divorzio, le questioni relative ai rapporti familiari sopra descritte, e in particolare quelle concernenti i rapporti giuridici tra genitori e figli, devono essere regolate nell'ambito di un unico procedimento.

Se lo scioglimento del matrimonio deve essere disposto da un notaio, i coniugi devono accordarsi, oltre che sul divorzio, anche sull'affidamento dei figli minori, i diritti di visita e il mantenimento dei figli. Alla domanda di divorzio deve essere allegato un documento indicante i suddetti accordi.

Se lo scioglimento del matrimonio deve essere disposto dall'autorità giudiziaria, i coniugi sono tenuti ad accordarsi sull'affidamento dei figli minori comuni, i diritti di visita e il mantenimento dei figli. In mancanza di accordo, i coniugi devono allegare alla domanda di divorzio le rispettive domande, sempre che non siano già state decise; in difetto delle stesse, il giudice non può pronunciare il divorzio.

Effetti del divorzio sulla potestà genitoriale

La potestà genitoriale non si estingue nel caso in cui i figli non vivano più con uno o entrambi i genitori.

Pur vivendo separati, i genitori mantengono la potestà sui figli. Spetta al genitore convivente provvedere alla loro cura e custodia.

I genitori devono adottare congiuntamente le decisioni relative a questioni rilevanti per il futuro dei figli. Le controversie tra i genitori sono esaminate dal Tribunale degli orfani (bāriņtiesa), salvo che la legge disponga diversamente.

L'affidamento congiunto dei figli cessa nel momento in cui un accordo tra i genitori o una decisione giudiziaria disponga l'affidamento monoparentale.

Se i figli sono affidati a un solo genitore, spettano a quest'ultimo i diritti e doveri derivanti dall'affidamento. All'altro genitore devono essere garantiti i diritti di visita (ossia il diritto di mantenere i contatti e rapporti personali con i figli).

Conseguenze del divorzio sul mantenimento dei figli

Le questioni relative al mantenimento dei figli devono essere risolte durante il procedimento di divorzio. I genitori devono provvedere al mantenimento dei figli proporzionalmente alle loro possibilità e alla loro situazione economica. Entrambi i genitori restano obbligati al mantenimento fino a quando i figli non siano in grado di provvedere a sé stessi. L'obbligo di mantenimento dei figli non si estingue nel caso in cui gli stessi vivano separati dalla famiglia o non vivano più con uno o entrambi i genitori. All'atto dello scioglimento del matrimonio i genitori devono accordarsi sul mantenimento dei figli e, qualora non raggiungano un accordo, la questione viene risolta dal giudice durante il procedimento di divorzio.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il codice civile prevede che, al momento dello scioglimento del matrimonio o anche in seguito, ciascun ex-coniuge possa chiedere all'altro di corrispondergli assegni proporzionati alla sua situazione economica per garantirgli il precedente tenore di vita. L'obbligo di garantire all'ex-coniuge il precedente tenore di vita si estingue se:

  • il tempo trascorso dal divorzio o dall'annullamento del matrimonio è pari alla durata del matrimonio disciolto o, in caso di annullamento, alla durata della convivenza;
  • l'ex coniuge contrae nuovamente matrimonio;
  • il reddito dell'ex-coniuge è sufficiente a consentirne il sostentamento;
  • l'ex-coniuge, deliberatamente, non provvede al suo sostentamento con il proprio lavoro;
  • l'ex-coniuge obbligato al mantenimento dell'altro non dispone di risorse sufficienti o è divenuto inabile al lavoro;
  • l'ex-coniuge beneficiario ha commesso un delitto contro l'ex-coniuge obbligato al mantenimento o contro la sua integrità, salute, libertà, proprietà o onorabilità, o contro un parente di questo in linea ascendente o discendente;
  • l'ex-coniuge non ha prestato la necessaria assistenza all'altro pur avendone la possibilità;
  • l'ex-coniuge ha falsamente denunciato un reato a carico dell'altro ex‑coniuge o di un parente di questo in linea ascendente o discendente;
  • l'ex-coniuge conduce una vita dissipata;
  • si verifica o viene dichiarato il decesso dell'ex-coniuge obbligato al mantenimento o dell'altro ex-coniuge;
  • ricorrono altri gravi motivi che giustificano l'estinzione dell'obbligo.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

L'espressione "separazione legale" non esiste nel diritto lettone.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

L'espressione "separazione legale" non esiste nel diritto lettone.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

L'espressione "separazione legale" non esiste nel diritto lettone.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il matrimonio può essere annullato se è stato celebrato in violazione delle condizioni alle quali la legge ne subordina la validità. A partire dal momento in cui la sentenza di annullamento produce effetti, si considera che le parti non abbiano mai contratto matrimonio e quest'ultimo si considera nullo con effetto retroattivo alla data in cui è stato celebrato. L'annullamento del matrimonio può essere disposto anche dopo il divorzio.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Il matrimonio può essere annullato solo nei seguenti casi previsti dalla legge:

  • il matrimonio non è stato registrato da un ufficiale di stato civile o dall'autorità di una delle confessioni religiose elencate nel codice civile;
  • il matrimonio è stato celebrato fittiziamente, senza la volontà di costituire una famiglia;
  • il matrimonio è stato celebrato prima che entrambi i coniugi avessero compiuto diciotto anni o, in alcuni casi, i sedici anni di età, al compimento dei quali il matrimonio è valido se è stato contratto con una persona maggiorenne e il consenso dei genitori o dei tutori; tuttavia, in questi casi il matrimonio non può essere annullato se in seguito al matrimonio è stato concepito un figlio o se, al momento della decisione giudiziaria, entrambi i coniugi hanno raggiunto l'età minima richiesta;
  • al momento della celebrazione del matrimonio uno dei coniugi era incapace di intendere e di volere;
  • il matrimonio è stato celebrato tra persone soggette al divieto inerente ai gradi di parentela, vale a dire tra parenti in linea diretta ascendente o discendente, tra fratello e sorella o tra fratellastro e sorellastra;
  • il matrimonio è stato celebrato tra adottato e adottando, salvo che sia cessato il rapporto giuridico di adozione;
  • il matrimonio è stato celebrato tra un minorenne e il suo tutore, o tra un adulto soggetto a tutela e il suo tutore, prima che sia cessato il rapporto giuridico di tutela;
  • uno dei coniugi aveva già contratto matrimonio.

In tutti i casi sopra indicati la domanda di annullamento del matrimonio può essere presentata in qualsiasi momento dalla parte interessata o dal pubblico ministero. Se lo scioglimento del vincolo matrimoniale è stato disposto in seguito a divorzio o al decesso di uno dei coniugi, la domanda di annullamento può essere proposta solo da coloro i cui diritti siano stati lesi dal matrimonio. L'annullamento non può essere chiesto nel caso in cui entrambi i coniugi siano deceduti.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Dopo l'annullamento i coniugi riprendono i cognomi che avevano prima del matrimonio. La persona che, al momento della celebrazione del matrimonio, non era consapevole del fatto che il medesimo doveva essere annullato, può chiedere al tribunale di mantenere il cognome acquisito con il matrimonio.

Se uno dei coniugi era già a conoscenza dell'esistenza di un eventuale motivo di annullamento del matrimonio al momento della sua celebrazione, l'altro coniuge può chiedere non solo un assegno per mantenere il precedente tenore di vita, ma anche il risarcimento dei danni morali.

In caso di annullamento del matrimonio, valgono le stesse regole applicabili al divorzio per quanto riguarda le ipotesi di esenzione dell'ex-coniuge dall'obbligo di garantire all'altro il medesimo tenore di vita che aveva durante il matrimonio (v. domanda 3.4).

Quanto alla divisione dei beni in caso di annullamento del matrimonio, ciascuno degli ex-coniugi può mantenere i beni che aveva prima del matrimonio e quelli che ha acquistato durante la convivenza. I beni acquistati congiuntamente devono essere divisi tra gli ex-coniugi in parti uguali.

Se al momento della celebrazione nessuno dei due coniugi era consapevole del fatto che il matrimonio avrebbe dovuto essere annullato, i beni devono essere divisi come previsto dalle disposizioni del codice civile che disciplinano la divisione dei beni acquistati durante un matrimonio valido. Tuttavia, se solo uno dei coniugi non era consapevole del fatto che il matrimonio avrebbe dovuto essere annullato, la procedura prevista in caso di divorzio per la divisione dei beni acquistati durante un matrimonio valido si applica solo a tale ex-coniuge.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

In Lettonia, lo scioglimento del matrimonio può essere disposto da un notaio su domanda congiunta dei coniugi. La procedura di scioglimento del matrimonio dinanzi al notaio è prevista dalla sezione P della legge sul notariato. Un notaio può dichiarare lo scioglimento del matrimonio se i coniugi sono d'accordo e non hanno figli minori né un patrimonio comune, oppure hanno figli minori o un patrimonio comune ma hanno concluso un accordo scritto sull'affidamento dei figli minori, i diritti di visita, il mantenimento dei figli e la divisione dei beni comuni.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Scioglimento del matrimonio disposto da un notaio

Ai fini dello scioglimento del matrimonio dinanzi a un notaio non è prevista una specifica competenza territoriale: le parti possono rivolgersi a qualsiasi notaio sul territorio nazionale. Ciò non vale per i casi transfrontalieri soggetti alle regole di competenza del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio. Se, conformemente al diritto dell'Unione europea o al diritto internazionale, un divorzio transfrontaliero non rientra nella giurisdizione della Lettonia, il notaio adito non può avviare il procedimento di divorzio e deve informare i coniugi di tale circostanza.

Nei casi transfrontalieri di divorzio, la legge applicabile si determina in base al regolamento (CE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale.

L'istanza di divorzio notarile deve contenere le seguenti indicazioni:

  • nome, cognome e numero personale di identificazione dei coniugi (in mancanza del numero personale di identificazione, la data di nascita);
  • la data del matrimonio e il numero con cui esso è stato registrato;
  • il paese in cui il matrimonio è stato registrato e l'autorità civile o religiosa dinanzi alla quale è stato celebrato;
  • se i coniugi abbiano figli minori comuni e si siano accordati sul loro affidamento, sull'esercizio dei diritti di visita e sugli alimenti;
  • se i coniugi abbiano beni comuni e si siano accordati sulla loro divisione;
  • il cognome mantenuto dai coniugi dopo il divorzio.

La domanda dev'essere accompagnata da un certificato di matrimonio, in originale, in copia o in forma di estratto rilasciato dall'anagrafe civile, o da una dichiarazione di un ufficiale di stato civile.

Se i coniugi hanno figli minori o beni comuni, devono allegare alla domanda un accordo scritto sull'affidamento dei figli minori, il mantenimento dei figli, i diritti di visita e la divisione dei beni comuni.

Scioglimento del matrimonio disposto dall'autorità giudiziaria

La domanda di divorzio o di annullamento del matrimonio deve essere proposta dinanzi al tribunale distrettuale o municipale (rajona (pilsētas) tiesa) competente per territorio – di norma il tribunale del luogo della residenza dichiarata del convenuto o, in mancanza, del luogo della sua residenza di fatto. La domanda può essere proposta dinanzi al tribunale del luogo della residenza dichiarata del ricorrente o, in mancanza, del luogo della sua residenza di fatto, se:

  • i figli minori convivono con il ricorrente;
  • il matrimonio di cui si chiede lo scioglimento è stato contratto con una persona che sta scontando una pena detentiva;
  • il matrimonio di cui si chiede lo scioglimento è stato contratto con una persona priva di una residenza dichiarata e la cui residenza di fatto è ignota o si trova all'estero.

Le regole di competenza nei procedimenti di divorzio, separazione legale e annullamento del matrimonio nei quali uno dei coniugi risieda abitualmente in un altro Stato membro, o sia cittadino di un altro Stato membro, sono stabilite dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.

Una volta individuato lo Stato membro competente, si applica la relativa procedura nazionale.

Le norme sulla competenza in materia di divorzio sono contenute anche in accordi internazionali bilaterali sull'assistenza giudiziaria e le relazioni giuridiche conclusi con paesi terzi e vincolanti per la Lettonia.

Ai sensi dell'articolo 128 del codice di procedura civile, il ricorso deve indicare:

  • l'autorità giudiziaria adita;
  • nome, cognome, numero personale di identificazione e residenza dichiarata del ricorrente (in mancanza di residenza dichiarata, la residenza di fatto); nel caso delle persone giuridiche, nome, numero di registrazione e sede legale; il ricorrente può anche indicare un altro recapito per la corrispondenza con il tribunale;
  • nome, cognome, numero personale di identificazione, residenza dichiarata ed eventuali recapiti aggiuntivi dichiarati del convenuto o della parte interessata o, in mancanza, una residenza di fatto; per le persone giuridiche: nome, numero di registrazione e sede legale; se sono noti, devono essere indicati il numero personale di identificazione o il numero di registrazione del convenuto;
  • se l'azione è esercitata da un rappresentante, nome, cognome, numero personale di identificazione del rappresentante del ricorrente e il suo recapito per la corrispondenza con il tribunale o, nel caso delle persone giuridiche, nome, numero di registrazione e sede legale;
  • nelle azioni per il recupero dei crediti, l'istituto di credito e il numero di conto sul quale deve essere versata la somma dovuta;
  • l'oggetto della domanda;
  • il valore della domanda, se la stessa può essere quantificata in termini monetari, con indicazione del modo in cui è stato calcolato l'importo da recuperare o controverso;
  • i fatti posti a fondamento della domanda e le relative prove a sostegno;
  • le norme giuridiche poste a fondamento della domanda;
  • le richieste del ricorrente;
  • un elenco dei documenti allegati alla domanda;
  • la data in cui è stata redatta la domanda e ogni altra informazione pertinente.

Ai sensi dell'articolo 235.1 del codice di procedura civile, l'istanza di divorzio deve inoltre indicare quanto segue:

  • il periodo di tempo per il quale i coniugi hanno vissuto separati;
  • se l'altro coniuge assenta al divorzio;
  • se le parti si siano accordate sull'affidamento e il mantenimento dei figli, le modalità di esercizio dei diritti di visita del genitore non convivente, gli alimenti e la divisione dei beni acquistati durante il matrimonio o se, al contrario, ciascuna parte presenti una domanda separata su tali punti.

L'istanza deve essere firmata dal ricorrente o dal suo rappresentante. In materia di divorzio e annullamento del matrimonio, i rappresentanti delle parti devono essere muniti di una procura specifica. La procura conferita in materia di divorzio o annullamento del matrimonio è valida anche ai fini delle azioni ad essi correlate.

Alla domanda devono essere allegati:

  • una copia autentica della domanda, da notificare al convenuto;
  • un documento attestante il pagamento delle tasse e delle altre spese giudiziarie secondo le modalità e nell'importo previsto dalla legge;
  • uno o più documenti che attestino i fatti posti a fondamento della domanda (ad esempio, un certificato di trascrizione del matrimonio).

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

In generale, lo Stato fornisce assistenza giuridica alle persone le cui risorse o il cui reddito non siano sufficienti per agire a tutela dei loro diritti, o che si siano improvvisamente trovate in una situazione personale ed economica tale da impedire loro di farlo (ad esempio a causa di calamità naturali, forza maggiore o altre circostanze al di fuori del loro controllo), oppure alle persone che dipendano interamente dallo Stato o dalle autorità locali e si trovino quindi in una situazione tale da rendere oggettivamente difficile per loro tutelare i propri diritti. L'assistenza giuridica viene concessa conformemente alla legge sul patrocinio a spese dello Stato (Valsts nodrošinātās juridiskās palīdzības likums).

Di norma, il patrocinio a spese dello Stato copre le spese concernenti la preparazione degli atti processuali, la consulenza giuridica durante il procedimento, la rappresentanza processuale e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie.

Lo Stato lettone fornisce inoltre assistenza giuridica conformemente al regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

In primo grado, il ricorso è esaminato da un tribunale distrettuale o municipale (rajona (pilsētas) tiesa), la cui decisione è impugnabile dinanzi al tribunale regionale (apgabaltiesa) o mediante ricorso per cassazione (kasācija).

Va rilevato che, se lo scioglimento del matrimonio deve essere disposto da un notaio, l'autenticità dei documenti, ove certificata nei modi previsti dalla legge, non può essere messa in discussione, ma può essere contestata promuovendo un distinto procedimento.

Gli eventuali ricorsi diretti a contestare l'operato del notaio o il suo rifiuto di adempiere i propri obblighi devono essere proposti dinanzi al tribunale regionale sotto la cui vigilanza è posto il notaio in questione, entro un mese dalla data in cui il medesimo ha compiuto l'atto contestato o ha rifiutato di compiere l'atto richiesto.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Le sentenze di divorzio, separazione legale e annullamento del matrimonio pronunciate in un altro Stato membro devono essere riconosciute in Lettonia ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio. Detto regolamento stabilisce che le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento.

Affinché una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro venga riconosciuta in Lettonia, ogni parte interessata può far dichiarare, secondo il procedimento di cui al menzionato regolamento, che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta, presentando una domanda di riconoscimento (atzīšana) o di riconoscimento ed esecuzione (atzīšana un izpildīšana) della decisione straniera presso il tribunale distrettuale o municipale del luogo in cui la decisione deve essere eseguita o del luogo della residenza dichiarata del convenuto o, in mancanza, della sua residenza di fatto.

Le decisioni sul riconoscimento o il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni straniere sono adottate da un giudice monocratico, sulla base della domanda proposta e dei documenti ad essa allegati, entro dieci giorni dalla presentazione della stessa e senza convocazione delle parti. Il giudice può negare il riconoscimento della decisione in Lettonia solo per i motivi di non riconoscimento elencati all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio. Secondo tale disposizione, le decisioni pronunciate in un altro Stato membro possono non essere riconosciute in Lettonia nei seguenti casi:

  • se il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico della Lettonia;
  • quando è resa in contumacia, ovvero la domanda giudiziale o un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprie difese, salvo che sia stato accertato che il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione;
  • se la decisione è incompatibile con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti in Lettonia;
  • se la decisione è incompatibile con una decisione anteriore avente le stesse parti, resa in un altro Stato membro o in un paese terzo, purché la decisione anteriore soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento in Lettonia.

Ai sensi dell'articolo 638 del codice di procedura civile, la domanda di riconoscimento della decisione deve indicare quanto segue:

  • il giudice adito;
  • il nome, cognome e numero personale di identificazione (o, in mancanza, altri dati identificativi) del richiedente e il suo indirizzo per la corrispondenza con il tribunale; qualora il richiedente sia una persona giuridica, il nome, il numero di registrazione e la sede legale;
  • il nome, cognome e numero personale di identificazione (o, in mancanza, altri dati identificativi) del convenuto, la sua residenza dichiarata ed eventuali recapiti aggiuntivi dichiarati o, in mancanza, la sua residenza di fatto; se il convenuto è una persona giuridica, il nome, il numero di registrazione e la sede legale;
  • l'oggetto della domanda e i fatti posti a fondamento della stessa;
  • la richiesta di riconoscere, o riconoscere ed eseguire, in tutto o in parte, la decisione resa dall'autorità giudiziaria estera;
  • qualora sia stato nominato un rappresentante ai fini del procedimento in Lettonia, il suo nome e indirizzo;
  • un elenco dei documenti allegati;
  • la data e l'ora in cui è stata redatta la domanda.

Ai sensi dell'articolo 37 del regolamento (CE) n. 2201/2003, alla domanda di riconoscimento della decisione pronunciata dall'autorità giudiziaria di un altro Stato membro devono essere allegati:

  • una copia della decisione, che presenti le condizioni di autenticità prescritte;
  • se si tratta di decisione contumaciale, un documento comprovante che l'atto introduttivo del procedimento è stato notificato al convenuto (per divorzio, separazione legale e annullamento del matrimonio); in alternativa, il richiedente può presentare un documento comprovante che il convenuto ha inequivocabilmente accettato la decisione contumaciale;
  • un certificato rilasciato dall'autorità competente o dall'autorità giudiziaria dello Stato membro d'origine ai sensi dell'articolo 39 del regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003, l'interessato può opporsi in due modi al riconoscimento in Lettonia di una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro.

In primo luogo, in forza dell'articolo 21 di detto regolamento, ogni parte interessata può adire l'autorità giudiziaria per far dichiarare che una decisione pronunciata in un altro Stato membro non può essere riconosciuta in Lettonia.

In secondo luogo, il convenuto in un procedimento per il riconoscimento di una decisione può opporsi al riconoscimento in Lettonia anche nel caso in cui sia già stata presentata una domanda di riconoscimento e qualora, sulla base di tale domanda, il tribunale distrettuale o municipale abbia già riconosciuto detta decisione. Il convenuto può opporsi al riconoscimento in Lettonia di una decisione resa in un altro Stato membro impugnando il provvedimento del tribunale distrettuale o municipale con cui tale decisione è stata riconosciuta. Conformemente all'articolo 33 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, le decisioni dei tribunali distrettuali o municipali con cui vengono riconosciute le decisioni rese da giudici di altri Stati membri possono essere impugnate dinanzi ai tribunali regionali proponendo un ricorso complementare (blakus sūdzība) dinanzi al giudice che ha adottato la decisione e trasmettendo il ricorso al tribunale regionale competente. Il convenuto o il richiedente possono impugnare la decisione relativa al riconoscimento dinanzi al Senato della Corte suprema (Augstākās tiesas Senāts) proponendo un ricorso complementare dinanzi al giudice che ha adottato la decisione e trasmettendo il ricorso alla Sezione delle cause civili del Senato della Corte suprema.

Il convenuto può opporsi al riconoscimento di una decisione resa in un altro Stato membro solo per i motivi di non riconoscimento indicati all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio (v. domanda 14).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La procedura per la determinazione della legge applicabile è stabilita dal Il link si apre in una nuova finestraregolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale (Regolamento Roma III).

Link

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.tiesas.lv/

http://www.llrx.com/features/latvia.htm Il link si apre in una nuova finestraIn lingua inglese

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.vvc.gov.lv/

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.tm.gov.lv/

Ultimo aggiornamento: 07/02/2019

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Divorzio - Lituania

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il matrimonio può essere sciolto per mutuo consenso dei coniugi se ricorrono i seguenti presupposti:

  1. sia trascorso più di un anno dalla celebrazione del matrimonio;
  2. i coniugi abbiano concluso una convenzione di divorzio (divisione del patrimonio, mantenimento dei figli, ecc.);
  3. entrambi i coniugi dispongano della piena capacità giuridica.

Nei casi di seguito indicati, il divorzio può essere ottenuto con una procedura semplificata.

Il matrimonio può essere sciolto su istanza presentata da uno dei coniugi presso il tribunale distrettuale (apylinkės teismas) del luogo in cui risiede se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  1. i coniugi vivono separati da oltre un anno;
  2. uno dei coniugi è stato dichiarato legalmente incapace con decisione giudiziaria successivamente alla celebrazione del matrimonio;
  3. uno dei coniugi è stato dichiarato irreperibile con decisione giudiziaria;
  4. uno dei coniugi sta scontando una pena detentiva di durata superiore a un anno per un reato non premeditato.

Il divorzio può essere imputabile a uno o a entrambi i coniugi. Uno dei coniugi può chiedere il divorzio se il matrimonio è fallito per colpa dell'altro coniuge. Un coniuge è considerato responsabile del fallimento del matrimonio se ha commesso una grave violazione degli obblighi matrimoniali previsti nel libro terzo (diritto di famiglia) del codice civile lituano (Civilinis kodeksas), tale da rendere impossibile la prosecuzione della convivenza coniugale.

Il matrimonio si considera fallito per colpa di un coniuge se quest'ultimo è stato condannato per un reato premeditato, oppure si è reso responsabile di adulterio o di maltrattamenti nei confronti del coniuge o di altri familiari, o ha abbandonato la famiglia senza prendersene cura per oltre un anno.

Il convenuto in un procedimento di divorzio può negare la propria responsabilità e addurre prove per dimostrare che il fallimento del matrimonio è imputabile al ricorrente. Il tribunale, previo esame delle circostanze del caso, può dichiarare entrambi i coniugi responsabili del fallimento del matrimonio, con conseguenze analoghe a quelle derivanti dallo scioglimento del matrimonio per mutuo consenso.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il matrimonio si scioglie per decesso di uno dei coniugi o nei casi previsti dalla legge. Lo scioglimento può avere luogo per mutuo consenso, su istanza di uno dei coniugi o per motivi addebitabili a uno o entrambi i coniugi.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

Il matrimonio è considerato sciolto a partire dal momento in cui la sentenza di divorzio produce effetti. Il tribunale deve inviare copia della sentenza, entro tre giorni dal passaggio in giudicato, all'ufficio di stato civile locale, che provvede alla sua trascrizione.

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Dopo il divorzio, il coniuge può mantenere il nome acquisito con il matrimonio o riprendere quello che aveva in precedenza. Il tribunale può vietare al coniuge responsabile del divorzio, su richiesta dell'altro coniuge, di mantenere il cognome acquisito, a meno che vi siano figli nati dal matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Le modalità di divisione del patrimonio coniugale dipendono dal regime patrimoniale, che può essere stabilito per legge o con una convenzione. In mancanza di convenzione matrimoniale, il patrimonio dei coniugi è soggetto al regime di comunione legale. I rapporti patrimoniali tra i coniugi sono disciplinati dal libro terzo, parte III, capo VI, del codice civile.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Se l'abitazione familiare appartiene a uno dei coniugi, il tribunale può assegnarne l'usufrutto all'altro coniuge consentendogli di rimanervi nel caso in cui continui a convivere con figli minorenni dopo il divorzio. L'usufrutto rimane valido fino quando i figli minorenni non raggiungano la maggiore età. Se l'abitazione familiare è in locazione, il tribunale può disporre la cessione del contratto al coniuge con cui vivranno i figli minori o al coniuge inabile al lavoro, e ordinare lo sfratto dell'altro coniuge nel caso in cui gli sia stato ordinato di abitare altrove.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Con la sentenza di divorzio il tribunale dispone anche l'attribuzione degli alimenti all'ex‑coniuge che ne abbia necessità, salvo che la questione sia stata definita dai coniugi nella convenzione di divorzio. I coniugi non hanno diritto agli alimenti se il loro patrimonio o reddito è sufficiente per il loro sostentamento. Si presume che un coniuge abbia diritto agli alimenti se ha a carico un figlio minorenne nato dal matrimonio, o se non può lavorare per motivi di età o di salute. L'ex-coniuge che non abbia potuto conseguire alcun titolo di studio (completare la sua formazione) a motivo del matrimonio, degli interessi comuni della famiglia o delle esigenze dei figli può chiedere all'ex-coniuge di sostenere le spese per il completamento dei suoi studi o della sua formazione.

Il coniuge responsabile del divorzio non ha diritto agli alimenti.

Per decidere se attribuire gli alimenti e definirne l'importo, il giudice deve tenere conto della durata del matrimonio, delle esigenze di mantenimento, del patrimonio di ciascun ex-coniuge, del loro stato di salute, della loro età e della loro capacità lavorativa, delle possibilità del coniuge disoccupato di trovare un'occupazione e di altri fattori rilevanti.

Gli alimenti vengono ridotti, concessi solo temporaneamente o negati se ricorrono le seguenti circostanze:

  1. il matrimonio è durato meno di un anno;
  2. il coniuge beneficiario ha commesso un reato contro l'altro coniuge o familiari di questo;
  3. le difficoltà economiche in cui si trova il coniuge beneficiario sono imputabili al suo stesso comportamento;
  4. il coniuge che chiede gli alimenti non ha contribuito al patrimonio comune o ha leso intenzionalmente gli interessi dell'altro coniuge o della famiglia durante il matrimonio.

Il giudice può ordinare all'ex-coniuge obbligato agli alimenti di fornire adeguata garanzia per l'adempimento di tale obbligo. Gli alimenti possono essere assegnati sotto forma di pagamento in un'unica soluzione o di pagamenti mensili, o di cessione di beni.

Se uno dei coniugi ha chiesto il divorzio a motivo della disabilità dell'altro, deve pagare le spese per il trattamento e le cure dell'ex-coniuge, salvo che siano coperte dalla previdenza sociale.

La decisione sugli alimenti costituisce titolo di pegno (ipoteca) sui beni del convenuto. Se l'ex-coniuge non adempie il proprio obbligo alimentare, i suoi beni possono essere utilizzati per pagare gli alimenti secondo la procedura prevista dalla legge.

In caso di decesso dell'ex-coniuge obbligato agli alimenti, l'obbligo si trasmette ai suoi discendenti nei limiti della loro quota ereditaria, a prescindere dalle modalità di accettazione dell'eredità.

Se l'ex-coniuge beneficiario degli alimenti muore o si risposa, l'obbligo alimentare si estingue. In caso di decesso, il diritto agli alimenti arretrati o non ancora corrisposti si devolve agli eredi del coniuge defunto. Se il nuovo matrimonio viene sciolto, l'ex-coniuge può chiedere il ripristino degli alimenti, purché abbia a carico un figlio minorenne o un figlio disabile nato dal precedente matrimonio. In tutti gli altri casi, il coniuge del matrimonio successivo è tenuto a versare gli alimenti in via prioritaria rispetto all'ex-coniuge di quello precedente.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

A seguito della sentenza di separazione legale, i coniugi non convivono più, ma alcuni loro diritti e obblighi non si estinguono. La separazione legale può essere una fase preliminare al divorzio. Tuttavia, essa non esclude il ripristino della convivenza coniugale. Diversamente da quanto accade in caso di divorzio, i coniugi separati non possono risposarsi, in quanto il loro matrimonio non è formalmente sciolto.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Uno dei coniugi può chiedere al tribunale di pronunciare la separazione legale se determinate circostanze, che possono anche non dipendere dall'altro coniuge, rendono intollerabile o impossibile la convivenza o potrebbero ledere gravemente gli interessi di figli minorenni, o se i coniugi non intendono più convivere. I coniugi possono chiedere congiuntamente al tribunale di pronunciare la separazione legale se hanno concluso un accordo sulla separazione che regola le questioni concernenti la sistemazione abitativa, il mantenimento e l'istruzione dei figli minorenni, la divisione del patrimonio e gli obblighi alimentari reciproci.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

La separazione non incide sui diritti e gli obblighi dei coniugi nei confronti dei figli minorenni; semplicemente, i coniugi vivono separati. Nel pronunciare la decisione di separazione, il tribunale deve sempre emettere un'ingiunzione di accordo patrimoniale, salvo che la questione sia regolata da una convenzione matrimoniale tra i coniugi. Gli effetti giuridici della separazione sui diritti patrimoniali dei coniugi si producono a decorrere dall'avvio del procedimento. Tuttavia, a meno che uno dei coniugi sia stato considerato responsabile della separazione, l'altro coniuge può chiedere al tribunale di disporre che gli effetti giuridici della stessa sul patrimonio coniugale si producano retroattivamente a decorrere dalla data in cui i coniugi hanno cessato la convivenza. Se uno dei coniugi separati muore dopo la decisione di separazione, il coniuge superstite mantiene tutti i diritti previsti dalla legge, a meno che il tribunale gli abbia addebitato la separazione. La medesima regola vale nel caso in cui il tribunale disponga la separazione in base a un'istanza congiunta dei coniugi, salvo che sia previsto diversamente dall'accordo sulla separazione concluso tra gli stessi. Tuttavia, il coniuge superstite non può ereditare il patrimonio del coniuge defunto.

Quando si pronuncia sulla separazione, il tribunale può condannare il coniuge colpevole a pagare gli alimenti all'altro coniuge, se quest'ultimo ne necessita, a meno che la questione degli alimenti sia regolata dall'accordo sulla separazione concluso tra i coniugi.

La separazione cessa se i coniugi riprendono a convivere e la loro convivenza conferma che essi intendono proseguire il rapporto matrimoniale. La separazione cessa nel momento in cui il tribunale accoglie l'istanza in tal senso presentata congiuntamente dai coniugi e revoca la sua precedente decisione di separazione.

Alla ripresa della convivenza, il patrimonio dei coniugi rimane separato fino a quando i medesimi non stipulino una nuova convenzione matrimoniale e scelgano un nuovo regime di regolazione dei loro rapporti patrimoniali. La cessazione della separazione legale produce effetti giuridici nei confronti dei terzi solo se i coniugi concludono una nuova convenzione matrimoniale e la registrano secondo la procedura prevista all'articolo 3.103 del codice civile.

Se i coniugi sono stati separati per almeno un anno dalla decisione giudiziaria, ciascuno di essi può chiedere il divorzio.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il matrimonio può essere annullato solo dall'autorità giudiziaria. Il matrimonio dichiarato nullo è tale ab initio. Le conseguenze giuridiche dell'annullamento del matrimonio (v. punto 9) variano a seconda che i coniugi, o almeno uno di essi, abbiano celebrato il matrimonio in buona fede o meno. Tuttavia, la legge tutela in ogni caso i diritti dei figli nati da un matrimonio annullato (considerandoli figli legittimi). Dopo l'annullamento, le parti possono nuovamente contrarre matrimonio o costituire un'unione civile.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Il matrimonio può essere dichiarato nullo se non ricorrono le seguenti condizioni di validità.

Il matrimonio può essere concluso solo tra persone di sesso diverso.

Un uomo e una donna devono contrarre matrimonio per libera scelta. Qualsiasi forma di minaccia, coercizione, inganno o altro vizio del consenso costituisce motivo di annullamento del matrimonio.

Il matrimonio può essere concluso solo tra persone che hanno compiuto diciotto anni alla data della celebrazione. Su richiesta del minore che intenda sposarsi prima di avere compiuto diciotto anni, il giudice può abbassare il limite di età per tale persona con procedura semplificata, ma di non oltre due anni. La gravidanza costituisce un motivo particolare di riduzione del limite di età. Se l'interessata è incinta, il tribunale può abbassare tale limite al di sotto dei sedici anni.

Le persone dichiarate giuridicamente incapaci con decisione giudiziaria passata in giudicato non possono contrarre matrimonio. Se viene presentata una domanda diretta a far dichiarare giudizialmente l'incapacità giuridica di uno dei futuri coniugi, la trascrizione del matrimonio deve essere rinviata fino al passaggio in giudicato della decisione giudiziaria che statuisce su tale domanda.

Il coniuge che non abbia ottenuto il divorzio secondo la procedura prevista dalla legge non può contrarre un altro matrimonio.

È vietato il matrimonio tra genitori e figli, adottanti e adottati, nonni e nipoti, fratelli o fratellastri e sorelle o sorellastre, cugini, zii e nipoti.

Anche i matrimoni fittizi possono essere annullati. Il matrimonio concluso solo pro forma e senza l'intenzione di costituire un rapporto giuridico familiare può essere annullato su domanda di uno dei coniugi o del pubblico ministero.

Il matrimonio può essere annullato se non è stato concluso liberamente. Un coniuge può chiedere l'annullamento se riesce a dimostrare che, alla data del matrimonio, non era in grado di intendere e di volere. L'annullamento può essere chiesto dal coniuge che sia stato indotto al matrimonio con minaccia, violenza o inganno.

Il coniuge che abbia prestato il proprio consenso a motivo di un errore sostanziale può chiedere l'annullamento del matrimonio. Un errore è considerato sostanziale se riguarda circostanze relative al coniuge che, se fossero state note, avrebbero indotto l'altro coniuge a non contrarre matrimonio. Si presume che l'errore sia sostanziale se riguarda: i) lo stato di salute o disturbi sessuali dell'altro coniuge tali da rendere impossibile la normale convivenza familiare o ii) un reato grave commesso dall'altro coniuge.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

I figli nati da un matrimonio successivamente annullato sono considerati figli legittimi. Se entrambi i coniugi erano in buona fede, vale a dire non sapevano né potevano sapere degli impedimenti, il loro matrimonio, pur se annullato, produce gli stessi effetti giuridici di un matrimonio valido, tranne per quanto riguarda i diritti di successione. La decisione giudiziaria deve specificare gli elementi da cui risulta che i coniugi hanno agito in buona fede.

Se uno o entrambi i coniugi hanno agito in malafede, le conseguenze giuridiche dell'annullamento si sostanziano nel fatto che, se solo uno di essi era in buona fede, il matrimonio annullato gli conferisce i medesimi diritti di una persona coniugata. Se entrambi i coniugi hanno agito in malafede, il matrimonio non conferisce loro i diritti e gli obblighi delle persone coniugate. Ciascuno di essi può recuperare i propri beni, comprese le donazioni fatte all'altro. Se il coniuge che ha agito in buona fede non è in grado di provvedere al proprio sostentamento, può chiedere gli alimenti, per un periodo non superiore a tre anni, a carico del coniuge che ha agito in malafede. L'importo degli alimenti deve essere stabilito dal tribunale tenendo conto della situazione economica delle parti. Il tribunale può disporre che gli alimenti siano versati sotto forma di pagamenti mensili o in un'unica soluzione. Se la situazione di una delle parti si modifica, l'interessato/a può chiedere al tribunale di aumentare o ridurre gli alimenti o di revocarli. L'obbligo alimentare nei confronti del coniuge che ha agito in buona fede cessa automaticamente se quest'ultimo contrae un nuovo matrimonio, o al termine del periodo triennale per il quale è previsto.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

La legge lituana non prevede modalità extragiudiziali per dirimere le questioni relative al divorzio; tali questioni possono quindi essere risolte solo in sede giurisdizionale.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

L'istanza di divorzio per mutuo consenso tra i coniugi deve essere presentata presso il tribunale distrettuale del luogo in cui risiede uno dei coniugi. La domanda deve indicare i motivi del divorzio e le modalità con cui l'istante adempirà i suoi obblighi nei confronti del coniuge e dei figli minorenni, nonché tutte le altre informazioni di cui all'articolo 384 del codice di procedura civile (Civilinio proceso kodeksas).

La domanda unilaterale di divorzio deve essere presentata presso il tribunale distrettuale del luogo in cui risiede l'istante.

La domanda di divorzio per motivi addebitabili a uno dei coniugi deve essere presentata presso il tribunale distrettuale del luogo in cui risiede il convenuto. Se l'istante convive con figli minorenni, l'istanza di divorzio può essere presentata anche presso il tribunale distrettuale del luogo in cui risiede l'istante.

La domanda di annullamento del matrimonio deve essere presentata presso il tribunale del luogo in cui risiede il convenuto o uno dei convenuti.

Le domande di separazione legale sono esaminate dal tribunale del luogo in cui risiede il convenuto.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

La legge lituana sull'assistenza giuridica garantita dallo Stato (Lietuvos Respublikos Valstybės garantuojamos teisinės pagalbos įstatymas) disciplina il patrocinio gratuito a favore dei soggetti a basso reddito, che è previsto anche in materia di famiglia.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì. Le decisioni di divorzio o di annullamento del matrimonio sono impugnabili secondo le norme generali dei procedimenti di appello.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziarie di divorzio, separazione legale e annullamento del matrimonio emesse in un altro Stato membro sono riconosciute nella Repubblica di Lituania in forza del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio. Ai sensi di tale regolamento, le decisioni emesse in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, gli interessati possono opporsi al riconoscimento nella Repubblica di Lituania di una decisione di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio emessa in un altro Stato membro.

In base all'articolo 21 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, gli interessati possono presentare un'istanza presso il tribunale distrettuale per chiedere che una decisione emessa in un altro Stato membro non sia riconosciuta in Lituania.

La persona nei cui confronti è stato chiesto il riconoscimento di una decisione in Lituania può opporsi anche adducendo l'esistenza di un procedimento analogo già in corso e avviato dopo la decisione di riconoscimento emessa dal tribunale distrettuale. Pertanto, in tal caso il convenuto può opporsi al riconoscimento della decisione in Lituania impugnando il provvedimento del tribunale distrettuale. In forza dell'articolo 33 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, il provvedimento del tribunale distrettuale sul riconoscimento di una decisione emessa in un altro Stato membro può essere impugnato dinanzi al tribunale regionale (apygardos teismas).

Il convenuto può opporsi al riconoscimento di una decisione emessa da un giudice di un altro Stato membro per i motivi di non riconoscimento previsti dall'articolo 22 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La separazione legale e il divorzio sono soggetti alla legge del luogo in cui risiedono abitualmente i coniugi. Se i coniugi non hanno una residenza comune abituale, si applica la legge del luogo in cui hanno avuto la loro ultima residenza abituale comune o, in mancanza, la legge del paese del giudice. Se la legge del paese di cui i coniugi hanno la cittadinanza non consente il divorzio o lo assoggetta a condizioni particolari, il divorzio può essere ottenuto secondo la legge lituana se uno dei coniugi è cittadino lituano o risiede abitualmente nella Repubblica di Lituania.

Ultimo aggiornamento: 21/10/2019

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Divorzio - Lussemburgo

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Secondo l’ordinamento lussemburghese esistono due forme di divorzio: il divorce par consentement mutuel (divorzio consensuale) e il divorce pour rupture irrémédiable des relations conjugales (divorzio per rottura irreparabile del rapporto coniugale).

  • Divorzio consensuale

Il divorzio consensuale può essere richiesto congiuntamente dai coniugi quando si accordano sulla rottura del matrimonio e sulle relative conseguenze.

Se i coniugi possiedono beni da dividere, un notaio deve provvedere all’inventario e alla stima di tali beni e i coniugi si accordano poi liberamente riguardo ai loro rispettivi diritti sui beni in questione. Per contro l’intervento del notaio non è previsto se non vi sono beni da inventariare.

I coniugi devono inoltre accordarsi sul loro luogo di residenza durante il procedimento di divorzio, sull’affidamento dei figli durante e dopo il procedimento, sul contributo di ciascuno di essi all’educazione e al mantenimento dei figli prima e dopo il divorzio e infine sull’importo dell’eventuale assegno di mantenimento che uno dei coniugi dovrà versare all’altro durante il procedimento e dopo la sentenza di divorzio. Quest’accordo deve essere documentato per iscritto (“contratto”) da un avvocato o da un notaio. Il contratto deve poi essere approvato dal tribunale, il quale verifica che l’interesse superiore dei figli sia tutelato e che non siano lesi gli interessi di uno dei coniugi in modo palesemente sproporzionato. Il contratto approvato fa parte integrante della sentenza di divorzio.

  • Divorzio per rottura irrimediabile del rapporto coniugale

Il divorzio per rottura irrimediabile del rapporto coniugale può essere richiesto da uno dei coniugi o, in caso di accordo sul principio del divorzio ma non su tutte le sue conseguenze, congiuntamente da entrambi i coniugi.

La rottura irreparabile è stabilita dall’accordo raggiunto dai coniugi sul principio del divorzio o dalla richiesta di un solo coniuge, mantenuta dopo un periodo di riflessione non superiore a tre mesi, rinnovabile una volta.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Secondo l’ordinamento lussemburghese esistono due forme di divorzio: il divorzio consensuale e il divorzio per rottura irreparabile del rapporto coniugale.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Con la pronuncia del divorzio il matrimonio si scioglie e cessano gli obblighi reciproci dei coniugi in termini di fedeltà, sostegno e assistenza.

Secondo il diritto lussemburghese, nessuno può usare un nome o un cognome diverso da quelli indicati sul certificato di nascita: chiunque abbia cessato di servirsene deve riprenderne l’uso. Pertanto un mutamento dello stato civile, per esempio con il matrimonio, non implica cambiamenti del nome per nessuno dei coniugi. Prendere il cognome del coniuge non è un diritto acquisito. L’altro coniuge deve autorizzare l’uso del proprio cognome.

I giudici lussemburghesi hanno statuito sugli effetti che il divorzio produce sul cognome usato da una persona:

una donna divorziata può continuare a usare il cognome dell’ex marito solo se questi la autorizza e quest’ultimo può ritirare il consenso in qualsiasi momento. L’ex marito ha il potere discrezionale di opporsi all’uso del proprio cognome, pertanto i giudici non possono autorizzare una donna divorziata a continuare a usare il cognome del marito per un tempo illimitato, neppure per ragioni professionali, qualora il marito vi si opponga. Tuttavia, ove la moglie abbia acquisito una certa notorietà a livello professionale con il cognome del marito e allo scopo di evitare eventuali danni economici, il giudice può concedere alla moglie un termine per informare i clienti del suo nuovo cognome – sentenza della Corte del 24 maggio 2006, P. 33, pag. 258.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

  • Con la sentenza di divorzio si determina la liquidazione e la divisione del patrimonio coniugale. In assenza di contratto matrimoniale, i coniugi rientrano nel regime della comunione legale, secondo cui la comunione dei beni si estende solo agli acquisti successivi al matrimonio. Il divorzio scioglie il regime di comunione. In occasione della divisione dei beni, occorre distinguere due fasi principali:
    • In una prima fase, ciascuno dei coniugi si riappropria dei beni che non rientravano nella comunione, qualora esistano in natura, o dei beni che li hanno surrogati.
    • In una seconda fase, la massa comune, attiva e passiva, viene liquidata. Per ciascun coniuge viene effettuato il calcolo di ciò che deve avere e di ciò che deve dare alla comunione.
  • Se un coniuge è stato condannato con sentenza passata in giudicato per uno dei reati di cui agli articoli 372, 375, 376, 377, 393, 394, 396, 397, 398, 399, 400, 401, 401 bis, 402, 403, 404, 405 e 409 del codice penale (oltraggio al pudore, stupro, percosse e lesioni dolose, omicidio e lesioni personali volontarie, omicidio volontario, assassinio, infanticidio e avvelenamento), commesso durante il matrimonio nei confronti dell’altro coniuge o di un figlio che vive sotto lo stesso tetto o se è stato condannato per un tentativo di reato di cui agli articoli 372, 375, 376, 377, 393, 394, 396, 397, 401, 403, 404 e 405 del codice penale, commesso durante il matrimonio nei confronti delle stesse persone di cui sopra, questi perde, su richiesta dell’altro coniuge, gli avantages matrimoniaux (vantaggi matrimoniali) che quest’ultimo gli aveva concesso. Il coniuge innocente conserva invece i vantaggi che ha ricevuto dal coniuge, anche se questi vantaggi dovevano essere reciproci e questa condizione non è soddisfatta.
  • Il coniuge che durante il matrimonio abbia abbandonato o ridotto la propria attività professionale può effettuare un riscatto retroattivo presso il regime previdenziale generale in base alle condizioni e ai criteri previsti dalla legislazione applicabile in materia civile e di previdenza sociale. A tal fine, prima della sentenza di divorzio e a condizione che al momento della domanda non abbia superato i sessantacinque anni di età, il coniuge può chiedere al giudice che si pronuncia sul divorzio di procedere al calcolo di un “importo di riferimento” basato sulla differenza tra i rispettivi redditi dei coniugi durante il periodo di abbandono o di riduzione dell’attività professionale. Le modalità di calcolo di tale importo sono definite dal regolamento granducale dell’11 settembre 2018 relativo al calcolo dell’importo di riferimento e alle modalità di pagamento e restituzione degli importi di cui all’articolo 252 del codice civile. Ai fini del riscatto retroattivo, il coniuge che ha abbandonato o ridotto la propria attività vanta, nei confronti dell’altro coniuge, un credito pari al cinquanta per cento dell’importo di riferimento, considerato entro i limiti delle attività costituite dai beni comuni o indivisi disponibili dopo la liquidazione del debito. L’importo equivalente a questo credito è dovuto dal coniuge creditore.

3.3 i figli minori dei coniugi?

In linea di principio, il divorzio dei genitori non modifica le condizioni dell’autorità genitoriale, che continua a essere esercitata congiuntamente da entrambi. Questi ultimi devono continuare a prendere insieme tutte le decisioni importanti della vita del figlio (mantenimento, educazione, orientamento scolastico, ecc.).

Solo quando lo richiede l’interesse superiore del figlio, il giudice affida l’esercizio dell’autorità genitoriale a uno solo dei genitori. In questo caso a prendere da solo le decisioni riguardanti il figlio è il genitore chiamato ad assumersene la responsabilità. L’altro genitore conserva tuttavia il diritto a essere informato e a seguire il mantenimento e l’educazione del figlio e, salvo eccezioni per gravi motivi, mantiene anche il diritto di visita e di alloggio. Ad esempio, in caso di separazione dei genitori, ogni genitore deve mantenere relazioni personali con il figlio e rispettare i legami tra quest’ultimo e l’altro genitore.

In caso di divorzio, salvo decisione contraria, i genitori devono continuare a contribuire insieme alle spese di mantenimento e di educazione del figlio. Questo contributo si presenta sotto forma di assegno di mantenimento e non cessa automaticamente al raggiungimento della maggiore età del figlio. Il contributo può essere versato direttamente al figlio maggiorenne ed è soggetto a revisione in base alle esigenze di quest’ultimo e alla variazione delle risorse e degli oneri di ciascun genitore.

Per quanto riguarda il luogo di residenza del figlio, si possono verificare due situazioni (tranne nel caso eccezionale in cui il tribunale decida di affidare il figlio a terzi):

  • la residenza del figlio è stabilita presso il domicilio di uno dei genitori. In tal caso, salvo gravi motivi, viene concesso all’altro genitore un diritto di visita e di alloggio; oppure
  • la residenza è fissata alternativamente presso il domicilio di ciascun genitore; in tal caso il giudice verifica che l’ipotesi della residenza alternata corrisponda all’interesse del figlio. La residenza alternata non richiede necessariamente una rigorosa divisione del tempo di residenza del figlio presso il domicilio di ciascun genitore.

I coniugi che si accordano sulle modalità di esercizio dell’autorità genitoriale, sul domicilio e sulla residenza del figlio, sul diritto di visita e di alloggio, nonché sul contributo al mantenimento e all’educazione del figlio possono sottoporre tale accordo al giudice nell’ambito del procedimento di divorzio. Se il giudice ritiene che l’accordo tuteli sufficientemente gli interessi del figlio e se il consenso dei coniugi viene espresso liberamente, il giudice può tenerne conto al momento della sua pronuncia.

Il divorzio dei genitori non priva i figli dei vantaggi che altrimenti sarebbero stati loro concessi e in tal senso non sono per nulla dissimili dai figli dei genitori non divorziati.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il giudice può imporre a uno dei coniugi l’obbligo di versare all’altro coniuge un assegno di mantenimento. Quest’assegno è determinato in base alle esigenze del coniuge al quale viene versato e nei limiti delle facoltà contributive dell’altro coniuge. In caso di accordo tra i coniugi, il giudice può decidere che l’assegno sia versato in capitale, di cui determina l’importo e le modalità.

Nel definire i bisogni e le capacità contributive, il tribunale tiene conto dei seguenti elementi:

1° l’età e lo stato di salute dei coniugi;

2° la durata del matrimonio;

3° il tempo da loro già dedicato o che dovranno dedicare all’educazione dei figli;

4° la loro qualifica e condizione professionale rispetto al mercato del lavoro;

5° la loro disponibilità a trovare nuovi posti di lavoro;

6° i diritti esistenti e prevedibili dei coniugi;

7° il loro patrimonio, sia in termini di capitale che di reddito, dopo la liquidazione del patrimonio coniugale.

La durata dell’assegno di mantenimento non può essere superiore alla durata del matrimonio, salvo in circostanze eccezionali.

Tranne quando è versato come capitale, l’assegno è soggetto a revisione e revocabile.

Se un coniuge è stato condannato con sentenza passata in giudicato per uno dei reati di cui agli articoli 372, 375, 376, 377, 393, 394, 396, 397, 398, 399, 400, 401, 401 bis, 402, 403, 404, 405 e 409 del codice penale (oltraggio al pudore, stupro, percosse e lesioni dolose, omicidio e lesioni personali volontarie, omicidio volontario, assassinio, infanticidio e avvelenamento), commesso durante il matrimonio nei confronti dell’altro coniuge o di un figlio che vive sotto lo stesso tetto, o se è stato condannato per un tentativo di reato di cui agli articoli 372, 375, 376, 377, 393, 394, 396, 397, 401, 403, 404 e 405 del codice penale, commesso durante il matrimonio nei confronti delle stesse persone, questi perde, su richiesta dell’altro coniuge, qualsiasi diritto all’assegno di mantenimento.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione personale allenta il vincolo matrimoniale, ma non lo scioglie: pone fine al dovere di convivenza, ma non fa venir meno il dovere di fedeltà e di assistenza tra i coniugi.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

I motivi della separazione personale sono identici a quelli del divorzio per rottura irreparabile del rapporto coniugale.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

La separazione personale comporta sempre la separazione dei beni. Se la separazione personale si è protratta per tre anni, ciascun coniuge può chiedere al tribunale il divorzio. Nel caso in cui l’altro coniuge non acconsenta a far cessare immediatamente la separazione, il tribunale pronuncia il divorzio.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Con l’annullamento il matrimonio è dichiarato nullo con sentenza pronunciata dal tribunale. In altri termini, il matrimonio si considera non essere mai stato celebrato.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Esistono vari motivi di annullamento del matrimonio:

  • il matrimonio è stato contratto senza il libero consenso dei coniugi. È il caso in cui vi è stata violenza oppure errore su una qualità essenziale dell’altra parte;
  • il matrimonio è stato contratto senza il consenso dei genitori (o l’autorizzazione del giudice) quando uno dei coniugi era minorenne al momento del matrimonio;
  • la bigamia, che si verifica quando uno dei coniugi è coniugato contemporaneamente con più persone;
  • i coniugi hanno un certo grado di parentela;
  • il matrimonio è di convenienza, finalizzato all’ottenimento di un vantaggio di residenza;
  • i requisiti formali del matrimonio non sono soddisfatti: il matrimonio non è stato contratto pubblicamente, è stato celebrato dinanzi a un pubblico ufficiale sprovvisto di adeguata autorizzazione.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Il matrimonio dichiarato nullo produce tuttavia degli effetti (teoria del “matrimonio putativo”):

  • nei confronti di entrambi i coniugi, se hanno contratto matrimonio in buona fede;
  • nei confronti del coniuge che ha agito in buona fede;
  • nei confronti dei figli nati da tale matrimonio, anche se entrambi i genitori erano in malafede.

Per contro, il matrimonio annullato non produce mai effetti giuridici nei confronti del coniuge che ha agito in buona fede.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Nel Granducato di Lussemburgo il matrimonio può essere sciolto solo mediante decisione giudiziaria e mai ricorrendo a mezzi stragiudiziali alternativi o alla mediazione. La mediazione familiare può invece essere utile per le questioni relative alla liquidazione, alla divisione della comunione dei beni e all’indivisione, alle obbligazioni alimentari e al contributo agli oneri del matrimonio, all’obbligo di mantenimento dei figli e all’esercizio dell’autorità genitoriale.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Dove inviare la domanda

  • La domanda di divorzio o di separazione personale va presentata al tribunale circondariale del luogo in cui i coniugi hanno il domicilio comune o, in caso contrario, del luogo in cui ha il domicilio la parte convenuta o, in caso di divorzio consensuale, del luogo in cui ha il domicilio una delle parti, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.
  • La domanda di annullamento del matrimonio deve essere presentata al tribunale circondariale del luogo in cui si trova il domicilio della famiglia o, se i genitori vivono separati, al tribunale circondariale del luogo in cui ha il domicilio il genitore con cui i figli minorenni risiedono abitualmente in caso di esercizio congiunto dell’autorità genitoriale, oppure al tribunale circondariale del luogo in cui ha il domicilio il genitore che esercita da solo tale autorità; negli altri casi, deve essere presentata presso il tribunale circondariale del luogo in cui risiede colui che non ha assunto l’iniziativa del procedimento. In caso di domanda congiunta, il tribunale circondariale competente è, a scelta delle parti, quello del luogo in cui è domiciliata l’una o l’altra parte. Queste norme si applicano nel rispetto delle disposizioni previste dal regolamento (CE) n. 2201/2003.

Le domande sono trattate dal juge aux affaires familiales (giudice competente in materia familiare).

Formalità da rispettare e documenti da allegare

  • Per quanto riguarda il divorzio consensuale, il procedimento è suddiviso in varie fasi. In presenza di beni da dividere, i coniugi devono chiedere a un notaio di provvedere a un inventario e alla stima di tutti i loro beni mobili e immobili. Successivamente i coniugi si accordano liberamente riguardo ai loro rispettivi diritti sui beni in questione. Devono inoltre stipulare un contratto diretto a disciplinare una serie di aspetti, tra cui la residenza dei coniugi durante il procedimento, la custodia dei figli e l’amministrazione dei loro beni, il diritto di visita, il contributo dei coniugi al mantenimento e all’educazione dei figli e l’eventuale assegno di mantenimento dovuto da un coniuge all’altro. Questo contratto deve essere redatto da un avvocato o da un notaio.

    Il giudice viene poi adito mediante ricorso presentato congiuntamente dai due coniugi in cancelleria. Per adire il giudice non è obbligatorio farsi rappresentare da un avvocato.

Il ricorso contiene:

1° la data;

2° il nome e cognome, la professione e il/i domicilio/i dei coniugi;

3° la data e il luogo di nascita dei coniugi;

4° se del caso, l’indicazione dell’identità dei figli comuni;

5° l’oggetto della domanda;

6° l’esposizione sommaria dei fatti e dei motivi invocati.

Oltre al contratto di cui sopra, al ricorso devono essere allegati i seguenti documenti:

1° un estratto del certificato di matrimonio;

2° un estratto dei certificati di nascita dei coniugi;

3° un estratto dei certificati di nascita dei figli comuni;

4° un documento attestante la cittadinanza dei coniugi;

5° se del caso, il contratto sulla designazione della legge applicabile al divorzio dei coniugi, in applicazione dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale e nelle forme previste da tale regolamento. I coniugi possono inoltre designare la legge applicabile al divorzio a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1259/2010 e in base alle forme previste da tale regolamento nell’accordo di divorzio consensuale;

6° ogni altro documento che i coniugi vogliano utilizzare.

Gli atti e i documenti depositati con il ricorso, di cui le parti intendano servirsi, e provenienti da un’autorità pubblica straniera, devono nel caso essere legalizzati.

  • In caso di divorzio per rottura irreparabile del rapporto coniugale o di separazione personale, è obbligatorio farsi assistere da un avvocato. Il tribunale circondariale deve essere adito mediante ricorso depositato in cancelleria.

Il ricorso contiene:

1° la data;

2° il nome e cognome, la professione e il/i domicilio/i dei coniugi;

3° la data e il luogo di nascita dei coniugi;

4° se del caso, l’indicazione dell’identità dei figli comuni;

5° l’oggetto della domanda;

6° l’esposizione sommaria dei fatti e dei motivi invocati.

Il ricorso può contenere anche la richiesta di emissione di provvedimenti provvisori riguardanti la persona, gli alimenti e i beni sia dei coniugi che dei loro figli.

Al ricorso devono essere allegati i seguenti documenti:

1° un estratto del certificato di matrimonio;

2° un estratto dei certificati di nascita dei coniugi o del richiedente;

3° un estratto dei certificati di nascita dei figli comuni;

4° un documento attestante la cittadinanza dei coniugi o del richiedente;

5° se del caso, l’accordo sulla designazione della legge applicabile al divorzio dei coniugi in applicazione dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale e nelle forme previste da tale regolamento.

6° se del caso, un progetto di regolamento degli effetti del divorzio su cui c’è accordo tra i coniugi;

7° se del caso, una copia della decisione di condanna di un coniuge per uno dei reati di cui ai precedenti punti 3.2 e 3.4;

8° ogni altro documento che il o i richiedenti intendano utilizzare.

Gli atti e i documenti depositati con il ricorso, di cui le parti intendano servirsi, e provenienti da un’autorità pubblica straniera, devono nel caso essere legalizzati.

  • In caso di domanda di annullamento del matrimonio, il giudice viene adito mediante ricorso depositato in cancelleria. Per adire il giudice non è obbligatorio farsi rappresentare da un avvocato. Il ricorso contiene:

1° la data;

2° il nome e cognome e il domicilio delle parti;

3° la data e il luogo di nascita delle parti;

4° l’oggetto della domanda;

5° l’esposizione sommaria dei fatti e dei motivi invocati.

Gli atti e i documenti depositati con il ricorso, di cui le parti intendano servirsi, e provenienti da un’autorità pubblica straniera, devono nel caso essere legalizzati.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Le persone i cui redditi sono considerati insufficienti secondo la legge lussemburghese possono beneficiare del patrocinio a spese dello Stato. A tal fine devono compilare un questionario disponibile presso l’ordine degli avvocati di Lussemburgo e inviarlo al Bâtonnier (Presidente) dell’ordine degli avvocati territorialmente competente, al quale spetta la decisione.

Il patrocinio a spese dello Stato copre tutte le spese relative a procedimenti, procedure o atti per i quali è stato concesso; copre in particolare l’imposta di bollo e di registro, le spese di cancelleria, gli onorari di avvocati, i diritti e le spese dell’ufficiale giudiziario, le spese e gli onorari dei notai, le spese e gli onorari dei tecnici, i costi della testimonianza, i compensi dei traduttori e degli interpreti, le spese per i certificats de coutume (certificati di usi e consuetudini), le spese di viaggio, i diritti e le spese delle formalità di iscrizione, di ipoteca e di garanzia, nonché le spese di inserzione sui giornali (all’occorrenza).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Nel Granducato di Lussemburgo è possibile proporre appello contro questo tipo di decisioni. In linea di massima il termine per l’appello è di 40 giorni, ma può essere prorogato nel caso in cui l’appellante risieda all’estero. Competente a pronunciarsi in appello è la Corte superiore di giustizia.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

La decisione di divorzio/separazione personale/annullamento del matrimonio emessa dal giudice di un altro paese dell’Unione europea beneficia, ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, del principio del riconoscimento automatico nel Granducato di Lussemburgo. Di conseguenza, il riconoscimento della decisione non richiede l’espletamento di alcuna procedura.

In Lussemburgo non è necessario ricorrere a una procedura preliminare per ottenere la rettifica degli atti di stato civile a seguito di una sentenza pronunciata da un giudice di uno Stato membro dell’Unione europea passata in giudicato. La decisione giudiziaria con cui viene pronunciato il divorzio deve essere annotata a margine dell’atto di matrimonio e degli atti di nascita dei coniugi. Se il matrimonio è stato celebrato all’estero, la decisione del tribunale deve essere trascritta nei registri di stato civile del comune in cui l’atto di matrimonio è stato trascritto, o in quelli della città di Lussemburgo, e annotata a margine degli atti di nascita di ciascuno dei coniugi.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Ogni parte interessata può chiedere al presidente del tribunale circondariale di negare il riconoscimento di una decisione di divorzio, separazione personale o annullamento di matrimonio pronunciata da un giudice di un altro Stato membro dell’Unione europea.

Il presidente del tribunale circondariale si pronuncia entro un breve termine; la persona contro la quale è richiesto il diniego del riconoscimento può astenersi dal presentare osservazioni in tale fase del procedimento. La richiesta può essere respinta solo per i seguenti motivi:

  • manifesta contrarietà all’ordine pubblico;
  • mancato rispetto dei diritti di difesa;
  • incompatibilità con una decisione emessa in un procedimento connesso.

Ciascuna delle parti può impugnare la decisione del presidente del tribunale distrettuale dinanzi alla corte d’appello. Il ricorso è esaminato secondo le norme sul procedimento in contraddittorio. La decisione della corte d’appello può essere impugnata dinanzi alla Corte di cassazione.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Il Granducato di Lussemburgo applica il regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, applicabile dal 21 giugno 2012 tra Belgio, Bulgaria, Germania, Spagna, Estonia (dall’11 febbraio 2018), Francia, Grecia (dal 29 luglio 2015), Italia, Lettonia, Lituania (dal 22 maggio 2014), Lussemburgo, Ungheria, Malta, Austria, Portogallo, Romania e Slovenia; detto regolamento stabilisce che i coniugi possano designare di comune accordo la legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, purché si tratti di una delle seguenti leggi:

  • la legge dello Stato della residenza abituale dei coniugi al momento della sottoscrizione del contratto; oppure
  • la legge dello Stato dell’ultima residenza abituale dei coniugi, a condizione che uno di essi vi risieda ancora al momento della sottoscrizione del contratto; oppure
  • la legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della sottoscrizione del contratto; oppure
  • la legge del foro.

In virtù del regolamento di cui sopra, in mancanza di scelta ai sensi del paragrafo precedente, il divorzio e la separazione personale sono soggetti:

  • alla legge dello Stato del luogo di residenza abituale dei coniugi nel momento in cui il giudice viene adito; o, in caso contrario,
  • alla legge dello Stato dell’ultima residenza abituale dei coniugi, a condizione che tale residenza non si sia conclusa da più di un anno da quando il giudice è stato adito e a condizione che uno dei coniugi risiedesse ancora in tale Stato nel momento in cui il giudice è stato adito; o, in caso contrario,
  • alla legge dello Stato della cittadinanza dei coniugi nel momento in cui il giudice è stato adito; o, in caso contrario,
  • alla legge dello Stato del giudice adito.

Quando il regolamento (UE) n. 1259/2010 non è applicabile, il divorzio e la separazione personale sono disciplinati nel diritto lussemburghese dalla:

  • legge nazionale dei coniugi, nel caso in cui abbiano la stessa cittadinanza;
  • legge del domicilio effettivo comune, nel caso in cui abbiano cittadinanza diversa;
  • legge del foro, nel caso in cui i coniugi di cittadinanza diversa non abbiano un domicilio effettivo comune.

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Ultimo aggiornamento: 27/05/2019

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Divorzio - Ungheria

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il divorzio viene pronunciato dal tribunale su richiesta di uno o di entrambi i coniugi se il rapporto matrimoniale è totalmente e definitivamente compromesso. Nel pronunciare il divorzio occorre innanzitutto tenere conto degli interessi dei figli minori comuni della coppia.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il divorzio può essere pronunciato in ragione del fatto che il matrimonio è completamente e definitivamente compromesso. Il tribunale procede all’assunzione delle prove relative a tale circostanza. Può anche disporre d’ufficio l’assunzione delle prove necessarie. La manifestazione della volontà definitiva e comune dei coniugi (il loro mutuo consenso) di divorziare, libera da qualsiasi influenza, attesta la rottura completa e definitiva del rapporto coniugale. Tale situazione può essere constatata segnatamente in caso di cessazione della convivenza e se – sulla base delle circostanze che hanno condotto alla separazione della coppia e della durata della separazione di fatto – il ripristino della convivenza appare improbabile.

La manifestazione della volontà comune e definitiva dei coniugi di divorziare, libera da qualsiasi influenza, è considerata una prova sufficiente della rottura del rapporto coniugale. Pertanto, qualora tale volontà sia stata manifestata, non occorre esaminare in dettaglio le circostanze che hanno condotto alla separazione.

La decisione può essere considerata definitiva se i coniugi si sono accordati sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale sui figli comuni, sul mantenimento dei contatti tra il genitore non convivente e i figli, sugli assegni di mantenimento, sull’utilizzo della casa coniugale e – se necessario – sugli alimenti da versare all’altro coniuge (l’accordo deve essere omologato dal tribunale). Se i coniugi si accordano sull’esercizio congiunto della potestà genitoriale, non sono tenuti a trovare un accordo sul mantenimento dei contatti con i figli, ma devono comunque stabilire quale sarà il domicilio di questi ultimi. Pertanto, in caso di divorzio consensuale, l’oggetto dell’accordo dipende dalla circostanza che i coniugi abbiano optato o meno per l’affidamento congiunto dei figli.

È importante sottolineare che, a differenza della disciplina previgente, il codice civile non prevede più la necessità di una convenzione tra i coniugi per la divisione del patrimonio coniugale.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

Il divorzio comporta lo scioglimento del matrimonio. In seguito al divorzio, il diritto di custodia e il mantenimento dei figli comuni, i contatti tra il genitore non convivente e i figli, gli assegni di mantenimento per l’altro coniuge, l’uso della casa coniugale e, in caso di affidamento congiunto, il domicilio dei figli sono regolati da una convenzione omologata dal tribunale in caso di accordo tra le parti, sempre che quest’ultimo sia conforme alla legge, o, in mancanza di accordo tra i coniugi, da una decisione giudiziaria. Per ottenere una pronuncia di divorzio non occorre che i coniugi trovino un accordo sulla divisione del patrimonio coniugale.

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

In seguito al divorzio o all’annullamento del matrimonio, gli ex coniugi continuano ad utilizzare il medesimo cognome che avevano durante il matrimonio. Se intendono derogare a tale regola, possono rendere nota la loro intenzione all’ufficiale di stato civile dopo il divorzio o l’annullamento del matrimonio. Tuttavia, la ex moglie non può utilizzare il cognome dell’ex marito con il suffisso indicante il suo stato di donna coniugata qualora non l’abbia fatto durante il matrimonio. Su richiesta dell’ex marito, il tribunale può vietare alla ex moglie di utilizzare un cognome che richiami quello dell’ex coniuge, se l’interessata è stata condannata a una pena detentiva per un reato doloso. Se la ex moglie si risposa, non può più utilizzare il cognome dell’ex marito con un suffisso indicante il suo stato di donna coniugata e non riacquista tale diritto nemmeno nel caso in cui divorzi nuovamente.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

A seguito del divorzio viene meno la comunione dei beni e ciascuno degli ex coniugi può chiedere la divisione del patrimonio coniugale. È possibile chiedere il rimborso degli investimenti in beni individuali effettuati con beni comuni e quello degli investimenti effettuati in beni comuni con beni individuali, nonché il rimborso delle spese di gestione e manutenzione dei beni. Le spese non devono essere rimborsate nel caso in cui i coniugi le abbiano sostenute rinunciando ai loro diritti sulle stesse. Il rimborso relativo a beni individuali utilizzati o consumati nell’ambito della convivenza coniugale può essere concesso solo in casi eccezionali e debitamente giustificati. Le quote spettanti agli ex coniugi dei beni comuni esistenti al momento del divorzio devono, per quanto possibile, essere liquidate in natura. I beni individuali esistenti al momento del divorzio devono essere parimenti liquidati in natura. Se, per qualsiasi motivo, ciò non è possibile o comporterebbe una significativa perdita di valore del bene, in caso di controversia, il metodo della divisione viene stabilito dal tribunale. Se, al momento del divorzio, non esistono beni comuni e il coniuge tenuto al rimborso non dispone di beni propri, i beni individuali o comuni mancanti non danno luogo a rimborso.

Se il patrimonio comune viene diviso in base a una convenzione tra i coniugi, tale convenzione è valida solo se è stata formalizzata per iscritto in un atto pubblico o in una scrittura privata controfirmata da un avvocato. Tale disposizione non si applica alla divisione dei beni mobili rientranti nel patrimonio comune dei coniugi, se la divisione è già stata effettuata.

Se i coniugi non hanno concluso una convenzione per la divisione del patrimonio comune o la convenzione stipulata non riguarda tutte le pretese derivanti dal divorzio, è possibile chiedere al tribunale di pronunciarsi sulla divisione e sulle pretese non ancora regolate. Il tribunale deve vigilare affinché nessuno dei coniugi ottenga un indebito vantaggio economico dalla regolamentazione delle pretese patrimoniali.

3.3 i figli minori dei coniugi?

I genitori hanno l’obbligo di condividere con i figli minori le risorse di cui dispongono per provvedere alle loro esigenze comuni, anche ricorrendo alle loro risorse individuali. Tale regola non si applica se i redditi da lavoro o da patrimonio del figlio sono sufficienti per soddisfarne le ragionevoli esigenze o se il figlio ha un parente in linea retta che può essere obbligato a provvedere al suo mantenimento. Il genitore avente il diritto di custodia provvede al mantenimento in natura mentre il genitore non convivente vi provvede principalmente in denaro (assegni di mantenimento).

Se gli assegni di mantenimento devono essere corrisposti per ordine del giudice, occorre fissarne l’importo esatto. Nella sua decisione il tribunale può statuire che, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo, l’importo dell’assegno di mantenimento venga automaticamente attualizzato in base all’indice dei prezzi al consumo pubblicato ogni anno dall’Ufficio centrale di statistica ungherese.

Le questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale sui figli vanno risolte, per quanto possibile, da entrambi i genitori di comune accordo.

In mancanza di accordo tra i genitori su tali questioni, il giudice assegna i diritti di custodia al genitore che, a suo avviso, è in grado di garantire meglio lo sviluppo fisico, intellettuale e morale del minore. Se l’affidamento a uno dei genitori rischia di pregiudicare gli interessi del minore, il giudice può assegnarne la custodia a un terzo, purché questi ne faccia richiesta.

Il minore ha il diritto di mantenere contatti personali e diretti con il genitore non convivente. Quest’ultimo può e deve mantenere rapporti personali e contatti diretti con il figlio su base regolare (diritto di visita). Il genitore o altro soggetto titolare del diritto di custodia è tenuto a rispettare il diritto di visita.

Il genitore titolare del diritto di custodia e il genitore non convivente devono collaborare – nel reciproco rispetto della vita familiare e del diritto alla tranquillità – per garantire lo sviluppo equilibrato del minore. Il genitore titolare del diritto di custodia deve informare periodicamente il genitore non convivente in merito allo sviluppo, allo stato di salute e agli studi del figlio e, nel caso in cui il genitore non convivente le richieda, è tenuto a fornirgli tali informazioni.

I genitori non conviventi esercitano congiuntamente i loro diritti in relazione alle questioni fondamentali per il futuro del figlio, anche nel caso in cui il diritto di custodia sia stato assegnato a uno solo di loro in base a un accordo tra gli stessi o a una decisione giudiziaria, tranne nel caso in cui la potestà genitoriale del genitore non convivente sia stata limitata o revocata dal tribunale. Devono essere considerate questioni fondamentali per il futuro del figlio quali l’uso o il cambiamento del cognome del minore, la scelta di un domicilio diverso da quello condiviso con il genitore affidatario, la designazione di un luogo di residenza all’estero ai fini di un soggiorno duraturo o di un trasferimento, il cambiamento di nazionalità nonché le scelte relative agli studi e alla carriera del figlio.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

In caso di separazione legale o di divorzio, il coniuge o ex coniuge può chiedere gli alimenti all’altro qualora si trovi, senza colpa, in stato di bisogno, a meno che sia divenuto indegno di percepirli a motivo del comportamento tenuto durante il matrimonio. Gli alimenti possono essere chiesti solo nei limiti in cui il loro pagamento non rischi di compromettere le possibilità di sussistenza dell’ex coniuge tenuto a versarli e delle persone alle quali quest’ultimo debba corrispondere assegni alimentari allo stesso titolo per il quale ne ha fatto richiesta l’ex coniuge. L’obbligo di versare gli alimenti può essere stabilito per un periodo determinato se si può presumere che lo stato di bisogno della parte che li ha chiesti cesserà entro la fine di tale periodo.

Se il coniuge o l’ex coniuge chiede gli alimenti a motivo del deterioramento della sua situazione oltre cinque anni dopo la separazione legale, tale richiesta può essere accolta solo per motivi di equità e in circostanze eccezionali. Se i coniugi hanno convissuto per meno di un anno e non hanno avuto figli, l’ex coniuge che si trovi in stato di bisogno può chiedere gli alimenti solo per un periodo pari a quello della convivenza. Per motivi di equità e in casi eccezionali, il giudice può ordinare il pagamento degli alimenti per un periodo più lungo.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione legale segna la fine della convivenza dei coniugi. Una volta intervenuta tale separazione, è possibile ad esempio chiedere a un tribunale di provvedere alla divisione del patrimonio coniugale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

L’inizio e la fine della convivenza matrimoniale e, quindi, della durata della comunione dei beni sono stabilite dal giudice secondo il proprio apprezzamento. Nell’esercizio del suo potere discrezionale, il giudice deve esaminare vari aspetti della convivenza dei coniugi (rapporti sessuali, collaborazione economica, casa coniugale, gestione comune della famiglia, manifestazioni dell’unità della coppia, educazione dei figli comuni, parenti, attenzione prestata ai figli dell’altro coniuge, ecc.). Pertanto, il giudice accerta l’esistenza o meno di una convivenza coniugale in base a un’analisi complessiva di tutti i fattori economici, familiari, affettivi e intenzionali tra loro connessi. La mancanza di uno o più di tali fattori non implica necessariamente che la convivenza coniugale sia cessata, soprattutto se tale mancanza è riconducibile a ragioni oggettive.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

A seguito della separazione legale, che segna la fine della loro convivenza, i coniugi possono chiedere la divisione del patrimonio comune. In questa fase il matrimonio non è ancora legalmente cessato, ma i coniugi possono acquisire beni a titolo individuale, salvo quelli preesistenti del patrimonio comune. Poiché non sussiste più la presunzione del consenso, i coniugi possono disporre di questi beni solo congiuntamente. Se hanno figli comuni, devono concordare le modalità di esercizio della potestà genitoriale.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Un matrimonio può essere considerato annullato solo se è stato dichiarato tale con sentenza pronunciata in esito a un giudizio di annullamento. La sentenza di annullamento del matrimonio è opponibile nei confronti di chiunque. Le conseguenze giuridiche dell’annullamento del matrimonio sono stabilite dalla legge.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Il matrimonio è nullo se esiste un precedente matrimonio o una precedente unione registrata di uno dei coniugi. Inoltre, il matrimonio è nullo se è stato contratto tra parenti in linea retta, tra fratelli e sorelle, qualora una parte sia discendente diretta del fratello o della sorella dell’altra parte che contrae matrimonio, nonché tra adottante e adottato. Il matrimonio è nullo se una delle parti è stata posta sotto tutela con limitazione totale o parziale della capacità di agire. È nullo il matrimonio di una persona che, pur senza essere stato posto sotto tutela, al momento della celebrazione del matrimonio si trovava in uno stato di incapacità totale di agire. Il matrimonio è nullo se le parti non erano entrambe presenti al momento della dichiarazione della volontà di contrarre matrimonio. Il matrimonio è nullo se è stato contratto da un minore. In via eccezionale, i minori possono contrarre matrimonio previa autorizzazione dell’autorità tutoria o della persona che ne esercita la tutela. Detta autorità o persona può concedere tale autorizzazione solo in casi debitamente giustificati e solo se il minore ha un’età non inferiore a sedici anni.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Se entrambi i coniugi erano in buona fede al momento della celebrazione del matrimonio successivamente annullato, gli effetti giuridici patrimoniali del matrimonio sono gli stessi di un matrimonio valido. In caso di annullamento, i coniugi possono far valere pretese patrimoniali secondo le medesime regole applicabili in caso di divorzio pronunciato dal giudice. Se solo uno dei coniugi era in buona fede al momento della celebrazione del matrimonio, le suddette regole si applicano solo dietro sua richiesta.

A seguito dell’annullamento del matrimonio, i coniugi mantengono il cognome che utilizzavano durante il matrimonio. Se intendono derogare a tale regola, possono rendere nota la loro intenzione all’ufficiale di stato civile dopo l’annullamento del matrimonio. Tuttavia, l’ex moglie non può utilizzare il cognome dell’ex marito con il suffisso indicante il suo stato di donna coniugata qualora non l’abbia fatto durante il matrimonio.

L’annullamento del matrimonio non ha effetti sulla presunzione di paternità.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

L’annullamento del matrimonio e il divorzio rientrano nella competenza esclusiva dell’autorità giudiziaria.

In caso di annullamento del matrimonio o di divorzio, il giudice, se del caso, deve adottare una decisione in merito alla custodia e al mantenimento dei figli minori nati dal matrimonio, anche in mancanza di richieste al riguardo. Per tutte le altre questioni accessorie (ad esempio alimenti, utilizzo della casa familiare, divisione del patrimonio coniugale) il giudice si pronuncia su specifica richiesta. In mancanza di richieste, il giudice non si pronuncia su tali questioni e le parti sono quindi libere di risolverle in via extragiudiziale con una convenzione.

Prima di proporre un’istanza di divorzio o durante il relativo procedimento i coniugi possono ricorrere alla mediazione, di propria iniziativa o su iniziativa del giudice, per giungere a un accordo sulle questioni relative ai loro rapporti e allo scioglimento del matrimonio. L’accordo concluso dalle parti attraverso la mediazione può essere integrato nella transazione giudiziaria.

Se necessario, per questioni accessorie al divorzio, il giudice può obbligare i coniugi a ricorrere alla mediazione ai fini del corretto esercizio della potestà genitoriale e della necessaria collaborazione tra le parti.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La domanda di divorzio deve essere presentata da un coniuge nei confronti dell’altro. L’azione di annullamento del matrimonio deve essere promossa da un coniuge nei confronti dell’altro, oppure dal pubblico ministero o da un terzo nei confronti di entrambi i coniugi. Se la parte contro cui dovrebbe essere esercitata l’azione è deceduta, la domanda deve essere proposta nei confronti dell’amministratore giudiziario designato dal tribunale.

La domanda si propone con ricorso, in cui devono essere indicati: il giudice adito, il nome, il cognome, il domicilio e la posizione processuale delle parti e dei loro eventuali rappresentanti, le pretese e i fatti posti a fondamento della domanda, gli elementi in base ai quali si possano stabilire la competenza e i poteri del giudice, nonché un’esplicita richiesta (ricorso) di una decisione giudiziaria. L’atto introduttivo del procedimento di divorzio deve contenere le informazioni relative alla celebrazione del matrimonio, alla nascita di figli dallo stesso nonché, se necessario, le informazioni che consentano di individuare il fondamento del diritto a presentare il ricorso. Devono inoltre essere allegati all’atto introduttivo i documenti che comprovano le informazioni fornite nonché i documenti (oppure loro copie o estratti) il cui contenuto venga fatto valere dal ricorrente come prova, i documenti necessari per stabilire la competenza e i poteri del giudice, nonché i documenti necessari ad attestare altre circostanze che devono essere esaminate d’ufficio, ad eccezione delle informazioni che possono essere verificate attraverso un documento di identità; tali documenti devono essere indicati nel ricorso.

Conformemente alle norme ordinarie in materia di competenza, il giudice competente per una causa di divorzio è quello nel cui territorio si trova il domicilio del convenuto. Se il convenuto non è domiciliato sul territorio nazionale, la competenza si determina in base al suo luogo di residenza. Se il luogo di residenza del convenuto è ignoto o si trova all’estero, si tiene conto del suo ultimo domicilio sul territorio nazionale. Se tale domicilio non può essere accertato o se il convenuto non aveva un domicilio sul territorio nazionale, la competenza si determina in base al domicilio del ricorrente o, in mancanza, in base al suo luogo di residenza. Inoltre, in materia matrimoniale è competente anche il giudice del luogo in cui si trova l’ultimo domicilio comune dei coniugi. Ciò significa che il ricorrente può scegliere liberamente se adire il giudice competente secondo le norme ordinarie oppure quello competente in base all’ultimo domicilio comune dei coniugi.

Se, in base alle suddette norme, nessun giudice nazionale risulta competente per una causa di divorzio, quest’ultima viene assegnata al tribunale distrettuale centrale di Pest.

Qualora una causa matrimoniale sia già stata avviata dinanzi a un giudice, quest’ultimo è competente in via esclusiva per eventuali nuove azioni concernenti i diritti sul patrimonio coniugale promosse in relazione al medesimo matrimonio.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Si veda il tema “Patrocinio a spese dello stato”.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Tali decisioni possono essere impugnate mediante appello. Tuttavia, la sentenza di annullamento del matrimonio o di divorzio non è impugnabile mediante ricorso di cassazione o di revisione del procedimento relativo all’annullamento o al divorzio.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2201/2003, le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono automaticamente riconosciute negli altri Stati membri; pertanto, di regola, non occorre fare ricorso ad alcun procedimento. Conformemente all’articolo 37 di tale regolamento, la parte che chiede il riconoscimento deve produrre i seguenti documenti:

  • una copia della decisione, che presenti le condizioni di autenticità prescritte;
  • il certificato di cui all’articolo 39 rilasciato dall’autorità giurisdizionale o da un’autorità dello Stato membro d’origine sul modello indicato nell’allegato I del medesimo regolamento; e
  • in aggiunta, se si tratta di una decisione contumaciale, l’originale o una copia autenticata del documento comprovante che la domanda giudiziale o l’atto equivalente è stato notificato o comunicato al contumace o di qualsiasi altro documento attestante che il convenuto ha inequivocabilmente accettato la decisione.

In base all’articolo 38 del menzionato regolamento, il giudice o l’autorità può, qualora ritenga di essere informato a sufficienza, disporre l’esonero della presentazione degli ultimi due documenti. Il giudice o l’autorità può inoltre chiedere una traduzione dei documenti da allegare ai documenti di cui sopra; generalmente, i giudici e le autorità ungheresi richiedono tale traduzione.

Conformemente all’articolo 21, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2201/2003, ogni parte interessata può chiedere il riconoscimento della decisione pronunciata in un altro Stato membro. In tal caso, il richiedente deve presentare la domanda corredata dei suddetti documenti presso il giudice competente, che sarà il tribunale distrettuale (járásbíróság) della sede del tribunale regionale (törvényszék) sul cui territorio si trova il domicilio o la dimora abituale in Ungheria della controparte (nel caso di Budapest, il tribunale distrettuale centrale di Buda) o, se quest’ultima non è domiciliata e non ha una dimora abituale in Ungheria, il tribunale distrettuale della sede del tribunale regionale sul cui territorio si trova il domicilio o la dimora abituale in Ungheria del richiedente (nel caso di Budapest, il tribunale distrettuale centrale di Buda). Qualora la parte che chiede il riconoscimento non sia domiciliata e non abbia una dimora abituale in Ungheria, la domanda va presentata dinanzi al Tribunale distrettuale centrale di Buda. Il giudice applica le disposizioni degli articoli da 28 a 36 del suddetto regolamento, adattandole alle circostanze del caso.

Qualora il riconoscimento sia necessario ai fini della registrazione degli atti di stato civile ungheresi, conformemente all’articolo 21, paragrafo 2, del medesimo regolamento, la domanda – alla quale occorre allegare i documenti sopra menzionati – deve essere trasmessa all’ufficiale di stato civile competente.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Conformemente all’articolo 21, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2201/2003, ogni parte interessata può chiedere che la decisione pronunciata in un altro Stato membro non sia riconosciuta. In tal caso, la parte che contesta il riconoscimento deve allegare una copia della decisione che presenti le condizioni di autenticità prescritte e il certificato di cui all’articolo 39 del regolamento rilasciato dall’autorità giurisdizionale o da un’autorità dello Stato membro d’origine sul modello indicato nell’allegato I del medesimo regolamento. Il giudice competente sarà il tribunale distrettuale della sede del tribunale regionale sul cui territorio si trova il domicilio o la dimora abituale in Ungheria della controparte (nel caso di Budapest, il tribunale distrettuale centrale di Buda) o, qualora quest’ultima non sia domiciliata e non abbia una dimora abituale in Ungheria, il tribunale distrettuale della sede del tribunale regionale sul cui territorio si trova il domicilio o la dimora abituale in Ungheria della parte che contesta il riconoscimento (nel caso di Budapest, il tribunale distrettuale centrale di Buda). Se la parte che contesta il riconoscimento non è domiciliata e non ha una dimora abituale in Ungheria, la domanda deve essere presentata dinanzi al tribunale distrettuale centrale di Buda. Il giudice applica le disposizioni degli articoli da 28 a 36 del suddetto regolamento, adattandole alle circostanze del caso.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

In Ungheria è applicabile il regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale. Pertanto, nei casi che presentano aspetti di estraneità, i giudici ungheresi applicano la legge indicata nel regolamento. Detto regolamento concede ai coniugi – entro certi limiti – la facoltà di scegliere la legge applicabile (articoli da 5 a 7) e prevede criteri di collegamento per l’individuazione della legge applicabile che rilevano solo in mancanza di una scelta valida ad opera delle parti (articoli da 8 a 10).

Ultimo aggiornamento: 04/07/2016

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Divorzio - Malta

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Per ottenere il divorzio a Malta, è necessario che i coniugi presentino una domanda congiunta oppure che un coniuge presenti una domanda di divorzio nei confronti dell'altro. Il procedimento di divorzio è avviato dopo la separazione di fatto dei coniugi per un periodo o per periodi di durata complessiva pari a quattro anni nei cinque anni immediatamente precedenti la domanda di divorzio, o dopo che siano trascorsi almeno quattro anni dalla data di inizio della separazione legale. Inoltre il giudice deve inoltre avere la certezza che non esiste alcuna prospettiva ragionevole di riconciliazione tra i coniugi. Altra condizione indispensabile è che i coniugi e i loro figli ricevano adeguati mezzi di mantenimento, ove sussista un obbligo di mantenimento; tuttavia le parti possono rinunciare al diritto agli alimenti in qualsiasi momento. La pronuncia di divorzio che interviene al termine di una separazione consensuale o giudiziale non altera quanto già stabilito dal giudice o dalle parti di comune accordo, tranne per gli effetti del divorzio previsti dalla legge. È utile ricordare che una domanda di divorzio non deve necessariamente essere preceduta da una separazione consensuale o giudiziale.

2 Quali sono le cause del divorzio?

La legge non enuncia le cause di divorzio. Tuttavia, come è stato indicato nella risposta relativa alle condizioni, alla data di inizio del procedimento di divorzio i coniugi devono essere stati separati di fatto per un periodo o per periodi di durata complessiva pari a quattro anni nei cinque anni immediatamente precedenti la domanda di divorzio, o devono essere trascorsi almeno quattro anni dalla data di inizio della separazione legale.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

La pronuncia di divorzio che interviene al termine di una separazione consensuale o giudiziale non altera quanto già stabilito dal giudice o dalle parti di comune accordo, tranne per gli effetti del divorzio previsti dalla legge. Le disposizioni in materia di separazione disciplinano l'uso del cognome e, pertanto, dopo la separazione, la moglie può riprendere il proprio cognome da nubile, ma tale decisione deve essere dichiarata all'interno dell'atto pubblico di separazione e, in caso di separazione giudiziale, la moglie deve inserire tale dichiarazione in una nota acquisita agli atti del procedimento dinanzi al giudice. Con la pronuncia di divorzio cessano tutti gli effetti civili e i vincoli di convivenza delle parti. Inoltre, si estinguono i diritti di successione del coniuge, con effetto dalla data di emissione del decreto di divorzio o di passaggio in giudicato della sentenza di divorzio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

La pronuncia di divorzio che interviene al termine di una separazione consensuale o giudiziale non altera quanto già stabilito dal giudice o dalle parti di comune accordo. L'articolo 66D, paragrafo 5, del codice civile maltese stabilisce che quando viene sciolto il regime di comunione legale dei beni o il regime di comunione de residuo con amministrazione separata, le parti hanno comunque il diritto di divorziare senza procedere alla liquidazione del patrimonio comune, se esiste il consenso di entrambi i coniugi.

3.3 i figli minori dei coniugi?

La pronuncia di divorzio non produce effetti sui diritti e sugli obblighi dei genitori nei confronti dei figli, né su eventuali accordi tra le parti sull'educazione e l'affidamento dei figli. Tuttavia, una parte può chiedere che l'altro genitore venga dichiarato non idoneo all'affidamento dei figli minorenni della coppia e, qualora il giudice emetta tale dichiarazione, in caso di decesso dell'altro genitore la parte dichiarata inidonea non potrà ottenere la custodia del figlio minorenne senza un'autorizzazione del giudice. L'obbligo di mantenimento nei confronti di un figlio minorenne sussiste fino al compimento del diciottesimo anno, ma si protrae fino al ventitreesimo anno di età, qualora il figlio decida di proseguire gli studi e salvo diverso accordo tra le parti.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

La pronuncia di divorzio che interviene al termine di una separazione consensuale o giudiziale non altera quanto già stabilito dal giudice o dalle parti di comune accordo. Di conseguenza, l'obbligo giuridico degli alimenti non si estingue con il divorzio, salvo diverso accordo tra le parti. Nella sentenza di accoglimento della domanda di divorzio, se la parte avente diritto agli alimenti per provvedere a se stessa o ai figli ne ha fatto domanda all'udienza, il giudice può ordinare che l'obbligo della controparte di pagare gli alimenti sia tutelato attraverso la costituzione di una garanzia adeguata e ragionevole, conformemente alle situazioni delle singole parti. Tale garanzia non può essere superiore all'importo degli alimenti corrisposti in cinque anni. Tale richiesta può essere formulata anche in un momento successivo alla pronuncia della sentenza di divorzio, ove sussista un obbligo di mantenimento.

Quando una domanda di divorzio viene presentata presso la giurisdizione civile competente con istanza unilaterale, oppure da entrambi i coniugi dopo che abbiano concordato lo scioglimento del loro matrimonio, e qualora i coniugi non siano separati in virtù di un accordo omologato o di una sentenza del giudice, prima di autorizzare l'avvio del procedimento di divorzio, il giudice convoca le parti a comparire dinanzi a un mediatore, nominato dal giudice o dalle parti di comune accordo, allo scopo di tentare una riconciliazione e, se il tentativo fallisce e se i coniugi non hanno ancora raggiunto un accordo sulle condizioni di divorzio, allo scopo di aiutare le parti ad accordarsi per un divorzio consensuale. L'accordo riguarda alcuni, se non tutti, i seguenti punti:

  • affidamento dei figli;
  • diritto di visita di entrambi i genitori;
  • mantenimento dei coniugi o di un coniuge e di ciascun figlio;
  • assegnazione della casa coniugale;
  • divisione dei beni della comunione legale e dei beni rientranti nella comunione de residuo con amministrazione separata.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

L'espressione "separazione legale" si riferisce alla presentazione di una domanda di separazione da parte di un coniuge nei confronti dell'altro coniuge e all'emanazione di una sentenza del giudice che stabilisce i diritti e gli obblighi dei coniugi durante la separazione legale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Possono condurre alla separazione legale uno o più dei seguenti motivi:

  • adulterio;
  • atti di violenza domestica;
  • maltrattamenti, atti di crudeltà, minacce o gravi ingiurie nei confronti del coniuge ricorrente o di uno dei suoi figli;
  • la prosecuzione della convivenza coniugale non è ragionevolmente possibile, in quanto il fallimento del matrimonio è irreparabile;
  • abbandono.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

In merito al dovere di mantenimento, il coniuge nei confronti del quale è stata emessa la decisione di separazione resta obbligato al mantenimento dell'altro coniuge e dei figli fino al compimento dei diciotto anni, o dei ventitré anni se sono impegnati a tempo pieno in attività di formazione scolastica o di apprendimento. L'importo dell'assegno a favore dell'altro coniuge o dei figli è stabilito tenendo conto di tutte le circostanze riguardanti i coniugi e i figli, compresi i seguenti fattori:

  • le esigenze dei figli, dopo aver considerato tutte le circostanze;
  • eventuali invalidità fisiche o mentali;
  • situazioni di malattia abbastanza gravi da compromettere la capacità del coniuge o dei figli di provvedere al proprio mantenimento;
  • l'eventuale riduzione, durante il matrimonio, della capacità di guadagno del coniuge nei confronti del quale sussiste il dovere di mantenimento, a motivo del fatto che il coniuge si è dedicato all'accudimento della casa, dell'altro coniuge e dei figli della coppia;
  • tutti i redditi e i sussidi percepiti dai coniugi o da uno di essi in base alla legge;
  • le esigenze abitative dei coniugi e dei figli;
  • l'importo che sarebbe spettato ad ognuna delle parti a titolo di sussidio, compreso, inter alia, il diritto alle prestazioni corrisposte attraverso il regime pensionistico che il coniuge ha perduto o non ha acquisito a causa della separazione.

Su domanda di una parte, il giudice può assegnare l'uso esclusivo della casa coniugale ad uno dei coniugi, per un periodo e alle condizioni che ritenga opportuni; il giudice può anche ordinare che l'abitazione coniugale sia venduta, dopo aver accertato che entrambi i coniugi e i loro figli dispongono di un alloggio alternativo adeguato, e che i ricavi della vendita vengano distribuiti alle parti nel modo che ritenga opportuno; oppure, se la casa coniugale è di proprietà di entrambi i coniugi, il giudice assegna l'uso dell'abitazione ad una parte e quest'ultima dovrà compensare il coniuge per la perdita economica subita.

Con la sentenza di separazione personale, il giudice determina altresì a quale dei due coniugi viene assegnato l'affidamento dei figli, informandosi al criterio fondamentale del benessere dei minori. Tuttavia, una parte può chiedere che l'altro genitore venga dichiarato non idoneo all'affidamento dei figli minorenni della coppia e, qualora il giudice emetta tale dichiarazione, in caso di decesso dell'altro genitore la parte dichiarata inidonea non potrà ottenere la custodia del figlio minorenne senza un'autorizzazione del giudice.

Dopo la separazione, la moglie può riprendere il proprio cognome da nubile, ma tale decisione deve essere dichiarata all'interno dell'atto pubblico di separazione e, in caso di separazione giudiziale, la moglie deve inserire tale dichiarazione in una nota acquisita agli atti del procedimento dinanzi al giudice.

In ogni caso, la separazione personale continua a produrre effetti nei confronti dei terzi fino al giorno dell'iscrizione dell'atto nel registro pubblico.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il matrimonio annullato è privo di effetti giuridici ed è dichiarato nullo.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio può essere annullato nei seguenti casi:

  • se le formalità che occorre espletare prima del matrimonio al fine di garantirne la validità, come prescritto dal diritto nazionale del paese in cui viene celebrato, non sono state osservate;
  • se il consenso di una delle parti è stato estorto con la violenza fisica o morale o con l'intimidazione;
  • se il consenso di una delle parti non è valido per un errore riguardante l'identità dell'altra parte;
  • se il consenso di una delle parti è stato estorto con l'inganno in merito ad alcune qualità dell'altra parte, con il rischio di perturbare gravemente la vita coniugale;
  • se sussiste un grave vizio del consenso di una parte per quanto riguarda la capacità di discernimento della vita matrimoniale, o dei suoi diritti e doveri fondamentali, o se sussiste una seria anomalia psicologica che rende impossibile al coniuge in questione adempiere agli obblighi fondamentali del matrimonio;
  • se una delle parti è impotente, sia che si tratti di impotenza assoluta o relativa, ma a condizione che tale stato sussistesse già prima del matrimonio;
  • se il consenso di una delle parti è ottenuto con l'intenzione di escludere con un positivo atto di volontà il matrimonio stesso, oppure una o più delle condizioni di base della vita coniugale o il diritto all'atto coniugale;
  • se una delle parti subordina il suo consenso a una condizione futura;
  • se una delle parti, benché non sia interdetta o mentalmente inferma, al momento della celebrazione del matrimonio non aveva la capacità di intendere e di volere, anche a causa di un problema transitorio, e ciò le impediva di dare il consenso al matrimonio in piena consapevolezza;
  • se il matrimonio non è stato consumato.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Si considera che gli effetti di un matrimonio valido siano sempre esistiti nei confronti dei figli nati o concepiti durante il matrimonio dichiarato nullo, nonché nei confronti dei figli nati prima del matrimonio e riconosciuti prima della sentenza di annullamento. Se solo uno dei coniugi ha agito in buona fede, tali effetti si applicheranno nei suoi confronti e nei confronti dei figli. Se entrambi i coniugi hanno agito in mala fede, gli effetti del matrimonio valido si applicheranno unicamente nei confronti dei figli nati o concepiti durante il matrimonio dichiarato nullo. Il coniuge responsabile dell'annullamento del matrimonio è obbligato a mantenere l'altro coniuge in buona fede per cinque anni. Tale obbligazione viene meno nel caso in cui quest'ultimo contragga nuovamente matrimonio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Non vi sono rimedi alternativi stragiudiziali.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La domanda di divorzio, di separazione giudiziale o di annullamento di un matrimonio civile deve essere presentata presso la cancelleria del Tribunale civile (Sezione Diritto di famiglia), mentre la domanda di trascrizione della sentenza di annullamento emessa dal tribunale ecclesiastico di Malta deve essere inoltrata alla Corte d'appello. La domanda di divorzio, separazione o annullamento di un matrimonio civile deve essere redatta sotto giuramento. La risposta alla domanda deve essere presentata entro venti giorni. I documenti da allegare variano a seconda del fatto che si intende provare. Tuttavia, per richiedere la trascrizione del decreto di annullamento emesso dal tribunale ecclesiastico, è necessario produrre una copia della sentenza emessa dal tribunale metropolitano di Malta, il decreto emanato dal tribunale regionale nel procedimento di secondo grado, il decreto di attuazione e un certificato di matrimonio.

Ciascuna parte di un procedimento di separazione può presentare una richiesta, in ogni momento durante il procedimento ma prima che la corte si ritiri per deliberare, chiedendo che la domanda di separazione oggetto del procedimento sia considerata una domanda di divorzio.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso qualora siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 912 del codice di organizzazione e di procedura civile.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, è possibile proporre ricorso avverso una sentenza di divorzio, di separazione giudiziale o di annullamento. Occorre tuttavia tenere presente che il decreto di conferma della nullità del matrimonio emesso dal tribunale ecclesiastico di Malta non è appellabile.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

La decisione di un giudice straniero che riguarda o modifica lo status di una persona sposata è riconosciuta a tutti gli effetti dal diritto maltese, purché tale decisione sia stata emessa dal giudice competente del paese in cui una delle parti è residente o di cui possiede la cittadinanza. A Malta, tale decisione deve essere trascritta nel registro pubblico (Evans Building, Merchant's Street, Valletta VLT 2000).

Oltre al diritto maltese sono applicabili anche le disposizioni della normativa europea in materia, cioè a dire, il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, il cui articolo 22 elenca i motivi di non riconoscimento delle decisioni di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio, che sono i seguenti:

"(a) se il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro richiesto;

(b) quando è resa in contumacia, ovvero la domanda giudiziale o un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprie difese, salvo che sia stato accertato che il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione;

(c) se la decisione è incompatibile con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti nello Stato membro richiesto; o

(d) se la decisione è incompatibile con una decisione anteriore avente le stesse parti, resa in un altro Stato membro o in un paese terzo, purché la decisione anteriore soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento nello Stato membro richiesto".

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Il riconoscimento di una decisione di divorzio, separazione giudiziale o annullamento è impugnabile dinanzi al Tribunale civile (sezione Diritto di famiglia). La procedura applicabile è quella stabilita dal capo 12 delle leggi di Malta.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

I giudici della giurisdizione civile sono competenti a conoscere e a decidere delle domande di divorzio, soltanto qualora sussista almeno una delle seguenti condizioni:

  • almeno uno dei coniugi era domiciliato a Malta nel momento in cui la domanda di divorzio è stata depositata presso la cancelleria del tribunale civile competente; oppure
  • almeno uno dei coniugi ha risieduto stabilmente a Malta per un anno nel periodo immediatamente precedente il deposito della domanda di divorzio.
Ultimo aggiornamento: 22/03/2017

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Divorzio - Paesi Bassi

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

L'istanza di divorzio può essere presentata da uno dei coniugi (domanda unilaterale) o da entrambi i coniugi (domanda congiunta); la procedura applicabile è la stessa (v. domanda 11).

In entrambi i casi, durante il procedimento le parti devono essere rappresentate da un avvocato. L'istanza di divorzio è esaminata dal tribunale distrettuale (rechtbank) del luogo in cui risiede il ricorrente o uno dei ricorrenti. Il divorzio può essere chiesto in qualsiasi momento dopo la conclusione del matrimonio; non occorre essere stati sposati per un determinato periodo di tempo. Il divorzio produce effetti a decorrere dalla trascrizione della decisione giudiziaria nel registro dello stato civile (burgerlijke stand). La trascrizione può avere luogo solo dopo che la decisione è divenuta inoppugnabile (ossia dopo il suo "passaggio in giudicato"). Il divorzio deve essere trascritto entro sei mesi dal passaggio in giudicato della decisione; in mancanza, quest'ultima perde effetto e la trascrizione non può più avere luogo. Se il matrimonio è stato celebrato all'estero e l'atto di matrimonio straniero non è stato registrato allo stato civile olandese, la decisione olandese di divorzio deve essere trascritta nello speciale registro dello stato civile dell'Aia.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il diritto olandese prevede, quale unica causa del divorzio, il deterioramento irreversibile del rapporto coniugale. Tale causa può essere addotta quando la prosecuzione della convivenza matrimoniale sia divenuta intollerabile e non sussista alcuna prospettiva di ristabilire relazioni coniugali corrette. In caso di istanza unilaterale, il coniuge richiedente deve invocare tale deterioramento irreversibile del matrimonio e dimostrarlo, se l'altro coniuge lo nega. Spetta al giudice stabilire se ricorra effettivamente la causa addotta. In caso di istanza congiunta, la decisione di divorzio viene adottata in base alla presunzione che entrambi i coniugi considerano il loro matrimonio irreversibilmente deteriorato.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il divorzio può avere conseguenze sull'uso del cognome dell'ex-coniuge. Una volta che il divorzio sia divenuto definitivo, è possibile risposarsi o costituire un'unione civile.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Regime legale (comunione dei beni)

Nei Paesi Bassi vige un regime piuttosto particolare per quanto riguarda i redditi e i beni durante il matrimonio. Il regime ordinario, previsto dalla legge, è la comunione dei beni (algehele gemeenschap van goederen). In linea di massima, rientrano nel regime di comunione tutti i beni dei coniugi, acquisiti sia durante il matrimonio che prima di esso. I beni dei coniugi si confondono in un unico patrimonio. In questo stesso regime rientrano in via di principio anche tutti i debiti, risalenti sia al periodo del matrimonio che a prima di esso, indipendentemente da quale dei coniugi li abbia contratti. Ogni creditore dei coniugi può rivalersi sull'intero patrimonio comune. La comunione dei beni cessa con il divorzio, vale a dire nel momento in cui la decisione di divorzio viene trascritta nei registri dello stato civile. I beni dei coniugi non sono più confusi in un unico patrimonio e devono essere ripartiti. Deve essere stabilito quali beni del patrimonio comune spettino a ciascun coniuge. Di norma, ad ogni coniuge spetta la metà. I coniugi possono tuttavia optare per soluzioni diverse e convenire altre modalità in una convenzione di divorzio (echtscheidingsconvenant) o al momento della divisione dei beni (verdeling).

Convenzioni matrimoniali

I coniugi possono scegliere un sistema diverso da quello previsto per legge concludendo una convenzione prima del matrimonio o (raramente) dopo di esso. Tale convenzione stabilisce anche le modalità di divisione dei beni in caso di divorzio.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Potestà genitoriale

Dopo il divorzio, i genitori continuano ad esercitare congiuntamente la potestà sui figli, se tale era la situazione durante il matrimonio. Solo in situazioni eccezionali può essere chiesto al giudice di affidare la potestà a uno solo di essi. Tale richiesta può essere presentata da entrambi i genitori o da uno solo. Il genitore che non ha la potestà ha il diritto di vedere il figlio. Entrambi i genitori o uno di essi possono chiedere al giudice di stabilire le modalità di esercizio dei diritti di visita.

Obblighi alimentari

Se i genitori, dopo il divorzio, continuano a esercitare insieme la potestà, devono accordarsi sulle modalità di ripartizione delle spese di mantenimento dei figli. Possono anche chiedere al giudice di formalizzare il loro accordo. Se non riescono ad accordarsi, il giudice può stabilire una somma da versare a titolo di alimenti. Se la potestà viene affidata a uno solo dei genitori, il giudice, su richiesta, può accertare in quale misura l'altro genitore debba contribuire alle spese ordinarie per i figli. Di norma, i genitori provvedono da soli a tali pagamenti. Per ulteriori informazioni sull'argomento si prega di consultare il sito Internet dell'Ufficio nazionale per la riscossione degli assegni alimentari (Landelijk Bureau Inning Onderhoudsbijdragen) (Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.lbio.nl/).

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

L'obbligo dei coniugi di provvedere al reciproco mantenimento continua a valere anche dopo lo scioglimento del matrimonio. Qualora uno degli ex-coniugi non disponga di redditi sufficienti per il proprio sostentamento e non ci si possa ragionevolmente attendere che li otterrà in futuro, può chiedere al giudice di imporre all'altro ex coniuge, nella sentenza di divorzio o in una decisione successiva, di corrispondergli un assegno alimentare. Per determinare l'entità di tale assegno, il giudice tiene conto delle esigenze dell'uno e delle risorse economiche dell'altro. Possono essere presi in considerazione anche fattori non economici, come la durata del matrimonio o della convivenza. Se il giudice non fissa un termine di durata dell'obbligazione alimentare, questa si estingue dopo dodici anni. Qualora il coniuge che ha chiesto gli alimenti versi in una situazione economica particolarmente difficile, può chiedere al giudice una proroga. In linea di principio, se il matrimonio ha avuto breve durata (meno di cinque anni) e i coniugi non hanno avuto figli, l'obbligazione alimentare non può avere una durata superiore a quella del matrimonio stesso. Se i coniugi o ex-coniugi si sono accordati sull'assegno alimentare, possono integrare tale accordo nella convenzione di divorzio.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione legale (scheiding van tafel en bed) è uno strumento giuridico per mezzo del quale i coniugi cessano la convivenza senza sciogliere il matrimonio. Possono ricorrere alla separazione legale i coniugi che intendano separarsi e regolarne le conseguenze giuridiche, ma anche i coniugi che non vogliano sciogliere il matrimonio, ad esempio per motivi religiosi o economici. La separazione legale implica la possibilità di una riconciliazione, ma può anche costituire una fase intermedia verso lo scioglimento del matrimonio. La separazione legale produce effetti a decorrere dalla trascrizione della decisione giudiziaria nel registro dei regimi patrimoniali. Come nel caso del divorzio, la trascrizione deve essere effettuata entro sei mesi.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

L'unico motivo per la separazione legale è il deterioramento irreversibile del rapporto coniugale.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

La separazione legale produce gli stessi effetti del divorzio quanto a rapporti patrimoniali, potestà sui figli (diritti di visita), obblighi alimentari e pensioni. Il matrimonio continua ad esistere. La legge prevede che i coniugi legalmente separati non ereditano reciprocamente. Se, dopo la separazione legale, i coniugi intendono separarsi in via definitiva, possono presentare istanza di divorzio. Il coniuge legalmente separato può convivere con un nuovo partner e costruirsi una nuova vita, ma non risposarsi né costituire un'unione civile.

Se, dopo la separazione legale, viene presentata un'istanza di divorzio unilaterale, si applicano alcune restrizioni. Le istanze unilaterali sono soggette a un periodo di sospensione di tre anni. In alcune circostanze, tale periodo può essere ridotto dal giudice a un anno. Il termine triennale decorre dalla data in cui è stata registrata la separazione legale. Il termine di sospensione non si applica se l'istanza di divorzio a seguito di separazione legale viene presentata congiuntamente da entrambi i coniugi. Lo scioglimento del matrimonio produce effetti a decorrere dalla trascrizione nei registri dello stato civile.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il matrimonio può essere annullato solo con decisione dell'autorità giudiziaria. Il procedimento di annullamento si avvia mediante ricorso. Pertanto, il matrimonio contratto dalle parti non è mai automaticamente nullo e continua a produrre effetti fino all'annullamento. La legge stabilisce i motivi di annullamento e i soggetti legittimati alla presentazione del ricorso.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

La legge prevede i seguenti motivi di annullamento:

  • impedimenti ostativi al matrimonio (requisiti in materia di età minima, autorizzazione al matrimonio di un minorenne, bigamia, parentela);
  • minaccia o errore;
  • matrimonio fittizio;
  • disturbi mentali di uno dei coniugi;
  • incompetenza dell'ufficiale di stato civile; o
  • mancanza di testimoni.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

L'annullamento ha effetto retroattivo a decorrere dalla data del matrimonio. Ciò significa che, a seguito dell'annullamento da parte del tribunale, il matrimonio è considerato come mai esistito. In determinate circostanze viene fatta eccezione; in tali casi, l'annullamento ha le stesse conseguenze del divorzio. Ad esempio, i figli nati da un matrimonio dichiarato nullo continuano a essere legati da rapporti giuridici a entrambi i genitori. Un'altra eccezione riguarda il coniuge in buona fede, ossia quello che non era consapevole del fatto che il matrimonio non fosse valido. Si vedano anche le condizioni per l'annullamento del matrimonio, elencate alla risposta 8. Il coniuge in buona fede può ad esempio chiedere che l'altro coniuge gli versi gli alimenti.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Nei Paesi Bassi si ricorre spesso alla mediazione per questioni di divorzio. I coniugi tentano, con l'aiuto di un mediatore ed eventualmente dei loro avvocati, di giungere a un accordo sul divorzio e sulle relative conseguenze. Tali accordi vengono registrati per iscritto in una convenzione di divorzio (echtscheidingsconvenant) e possono vertere ad esempio sulla divisione dei beni, sugli obblighi alimentari nei confronti di un coniuge e sulle modalità di esercizio della potestà sui figli. Il giudice può integrare nella sua sentenza la convenzione conclusa in fase di mediazione.

Esiste un'Associazione degli avvocati per il diritto di famiglia e dei mediatori per il divorzio (Vereniging van Familierechtadvocaten en Scheidingsbemiddelaars), i cui membri sono specializzati in questioni relative al divorzio e agli alimenti. Sono inoltre specializzati nelle mediazioni ai fini di divorzio e in tutte le questioni connesse. Per ulteriori informazioni si prega di consultare Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.vas-scheidingsbemiddeling.nl/.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Istanza

La procedura di divorzio inizia sempre con un'istanza al tribunale (verzoekschrift), in cui devono figurare cognome, nome, residenza o domicilio dei coniugi e dei figli minorenni, se ve ne sono. Oltre all'istanza di divorzio può anche essere presentata una domanda per provvedimenti ad esso collegati (nevenvoorzieningen). Il giudice può adottare questo tipo di provvedimenti, tra l'altro, per quanto riguarda:

  • la potestà sui figli minorenni e i diritti di visita;
  • gli obblighi alimentari nei confronti dei figli o del coniuge;
  • la divisione del patrimonio comune o l'applicazione del regime concordato dai coniugi mediante una convenzione matrimoniale;
  • l'uso dell'abitazione coniugale, e
  • la trasmissione ereditaria della pensione.

La domanda deve essere presentata dall'avvocato (advocaat) dell'istante presso il tribunale distrettuale. Se l'istante vive nei Paesi Bassi, può presentare la domanda presso il tribunale della circoscrizione in cui abita. Se l'istante non vive nei Paesi Bassi, ma vi vive il coniuge, la domanda deve essere inviata al tribunale della circoscrizione in cui abita quest'ultimo. Se nessuno dei coniugi vive nei Paesi Bassi, la domanda deve essere inviata al tribunale distrettuale dell'Aia.

Quali documenti occorre presentare?

  • Estratti originali (non anteriori di tre mesi) dell'anagrafe per entrambi i coniugi, indicanti la nazionalità, lo stato civile e, nel caso in cui non abbiano la cittadinanza olandese, la data di ingresso nei Paesi Bassi. Se solo uno dei due coniugi ha la cittadinanza olandese, deve essere indicata anche la data di stabilimento nei Paesi Bassi.
  • Estratti originali (non anteriori di tre mesi) del registro delle nascite per i figli minorenni.
  • Estratto originale del registro dei matrimoni (che può essere ottenuto presso il comune in cui è stato celebrato il matrimonio e non deve essere anteriore di tre mesi). Se il matrimonio è stato celebrato all'estero, può essere sufficiente presentare l'atto di matrimonio originale o un estratto più datato.
  • Se vi sono figli minorenni, una convenzione per l'esercizio della potestà sui medesimi; tale convenzione definisce gli accordi tra i coniugi in relazione alla prole e contiene disposizioni in materia di cura quotidiana dei figli, istruzione, sport da praticare, cure mediche, giorni particolari quali ferie e festività pubbliche, aspetti economici e pratici (portare e andare a prendere i figli).

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Se l'istante non è in grado di sostenere, o non completamente, il costo di un avvocato può, a determinate condizioni, essere ammissibile al patrocinio a spese dello Stato. Il Consiglio per l'assistenza giudiziaria (Raad voor de rechtsbijstand) fornisce tale patrocinio solo tramite mediatori iscritti ad esso. Per ulteriori informazioni sull'ammissibilità, si prega di fare riferimento all'indirizzo Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.rvr.org/.

Il diritto di chiedere il patrocinio a spese dello Stato è riconosciuto anche nel caso delle controversie transfrontaliere, se l'istante vive fuori dai Paesi Bassi ma all'interno dell'UE. Le norme in materia figurano nella direttiva europea sul patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere (GU L 26 del 31.1.2003). La domanda di patrocinio può essere presentata al Consiglio per l'assistenza giudiziaria servendosi del formulario uniforme previsto dalla direttiva, identico in tutti gli Stati membri. Se necessario, il Consiglio per l'assistenza giudiziaria può prestare assistenza per la scelta di un avvocato. Per ulteriori informazioni si prega di fare riferimento all'indirizzo: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.rvr.org/.

Se l'istante vive al di fuori dell'UE, in determinati casi può ottenere il patrocinio a spese dello Stato nei Paesi Bassi. Si tratta di casi per i quali esistono delle convenzioni, fra le quali rilevano, al riguardo, la Convenzione dell'Aia del 1954 relativa alla procedura civile, l'Accordo europeo del 1977 sulla trasmissione delle richieste di assistenza giudiziaria gratuita, e la Convenzione dell'Aia del 1980 volta ad agevolare l'accesso internazionale alla giustizia. Tali convenzioni prevedono, sostanzialmente, che i cittadini dei paesi firmatari siano ammissibili al patrocinio a spese dello Stato in tutti gli altri paesi firmatari alle stesse condizioni dei loro cittadini. Nel caso dei Paesi Bassi, l'istante deve chiedere una dichiarazione di incapacità finanziaria (verklaring van onvermogen) alle autorità competenti del luogo in cui risiede. La richiesta di patrocinio e la dichiarazione di incapacità finanziaria vengono successivamente inviate da tali autorità alle autorità competenti del paese in cui deve essere concesso il patrocinio. In tale paese viene valutato se l'istante vi abbia diritto.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, è possibile depositare un ricorso presso la cancelleria della Corte d'appello (gerechtshof) entro tre mesi dalla data della sentenza di divorzio. Di norma, la decisione della Corte d'appello è impugnabile con ricorso per cassazione dinanzi alla Corte suprema (Hoge Raad der Nederlanden). Le parti devono essere rappresentate da un avvocato anche in tali procedimenti.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Il 1º marzo 2005 è entrato in vigore negli Stati membri il regolamento noto come "regolamento Bruxelles II bis" (o "regolamento Bruxelles IIa"), la cui denominazione completa è regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000. Il regolamento Bruxelles II bis vale sia per il divorzio che per la separazione e l'annullamento del matrimonio. In base a tale regolamento, le decisioni di divorzio emesse in altri Stati membri (ad eccezione della Danimarca) sono riconosciute nei Paesi Bassi senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento (articolo 21, paragrafo 1). Non è inoltre necessaria alcuna procedura particolare per aggiornare gli atti dello stato civile, ad esempio quando si debba apporre un'annotazione relativa al divorzio sull'atto di matrimonio.

L'interessato può avviare un procedimento giudiziario per stabilire se una decisione di divorzio emessa in un altro Stato membro debba essere riconosciuta o meno. Il regolamento Bruxelles II bis indica una serie di motivi per i quali può essere negato il riconoscimento del divorzio. Tale riconoscimento non può ad esempio essere in contrasto con l'ordine pubblico. Viene inoltre esaminato se il convenuto (la parte che non ha chiesto il divorzio) sia stato debitamente informato del procedimento. Tuttavia, la decisione in sé non è soggetta a riesame. In base al regolamento Bruxelles II bis, il giudice dello Stato membro in cui è stata emessa la decisione rilascia, su richiesta dell'interessato, un certificato relativo a tale decisione (su un modulo standard). Detto certificato indica, fra l'altro, il paese da cui proviene la decisione, i dati delle parti, se la decisione sia stata emessa in contumacia, di quale decisione si tratti (divorzio o separazione), la data della decisione e l'autorità che l'ha emessa.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Se un interessato vuole opporsi al riconoscimento nei Paesi Bassi di una decisione estera, può presentare una richiesta di non riconoscimento presso il giudice delle procedure d'urgenza (voorzieningenrechter) del tribunale della circoscrizione in cui risiede abitualmente.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Il 1° gennaio 2012 è entrato in vigore il libro decimo del codice civile olandese (Burgerlijk Wetboek), che contiene, tra l'altro, le norme sul conflitto di leggi che determinano il diritto applicabile.

In linea di principio, i giudici applicano sempre la legge olandese sul divorzio, a prescindere dalla cittadinanza dei coniugi e dal luogo in cui essi risiedono abitualmente. Se, ad esempio, l'istanza di divorzio viene presentata nei Paesi Bassi da una coppia di cittadini belgi che abitano nei Paesi Bassi, si applica automaticamente la legge olandese sul divorzio. Tale regola non si applica solo se i coniugi scelgono la legge applicabile al divorzio. Una coppia belga può quindi optare per l'applicazione della legge sul divorzio belga.

Ultimo aggiornamento: 27/11/2019

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Divorzio - Austria

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

La legge austriaca ammette tre tipi di divorzio: il divorzio per colpa, il divorzio a seguito di separazione di almeno tre anni e il divorzio consensuale.

Un coniuge può chiedere il divorzio se il vincolo matrimoniale si è sciolto in modo irrecuperabile a causa di una grave colpa o di una condotta disonorevole o immorale di uno dei coniugi nei confronti dell’altro, tale da non potersi attendere che possa essere ristabilito un rapporto equivalente, nella sostanza, al matrimonio.

Se la coppia ha vissuto separata per tre anni, ciascuno dei coniugi può chiedere il divorzio sulla base del fatto che il vincolo matrimoniale si è sciolto irrimediabilmente.

Se per almeno sei mesi non è esistito alcun rapporto matrimoniale e se entrambe le parti riconoscono che il vincolo matrimoniale si è sciolto in modo irrecuperabile, esse possono formulare istanza congiunta di divorzio.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il principale motivo di divorzio è il venir meno in modo irrecuperabile del vincolo matrimoniale. Tale rottura può essere stata causata da una colpa grave di uno dei coniugi, specialmente nel caso in cui uno di essi sia stato infedele, fisicamente violento o abbia inflitto gravi sofferenze psicologiche all’altro. L’altro coniuge può chiedere il divorzio anche se la condotta non può essere considerata come colpa matrimoniale, in quanto imputabile a un disturbo psichico, ma il vincolo matrimoniale si è comunque dissolto in modo tale da non potersi prevedere il ripristino di un rapporto che sia, nella sua essenza, equivalente al matrimonio, o se uno dei coniugi è affetto da patologia psichica o soffre di una malattia altamente infettiva o contagiosa o di una malattia che causa repulsione. In tutti questi casi, il coniuge che chiede il divorzio deve dimostrare i motivi addotti nel ricorso. Tuttavia, se i coniugi hanno vissuto separati per tre anni, non occorre eccepire né provare la colpa matrimoniale.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Di norma, entrambi i coniugi mantengono il cognome che utilizzavano in costanza di matrimonio. Se uno dei coniugi ha adottato con il matrimonio il cognome dell’altro, può ricominciare a usare il cognome precedente.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

In linea di principio, i coniugi possono concordare liberamente come suddividere la proprietà. Ciò può avvenire mediante atti di rinuncia reciproci (nel senso che la separazione legale della proprietà in costanza di matrimonio è mantenuta dopo lo scioglimento del matrimonio), ripartendo mediante contratto la proprietà acquisita e detenuta in comune o trasferendo la proprietà da un coniuge all’altro.

I coniugi, se non hanno raggiunto un accordo sulle loro proprietà, possono chiedere al giudice di ripartire taluni beni di proprietà di entrambi. Si tratta dei cosiddetti “beni matrimoniali” e “risparmi matrimoniali” che sono oggetto di divisione tra di loro. I “beni matrimoniali” sono la casa matrimoniale e gli effetti domestici e tutte le altre cose effettivamente utilizzate da entrambi i coniugi nella loro vita quotidiana in costanza di matrimonio. I “risparmi matrimoniali” indicano tutti gli investimenti accumulati dalla coppia quando vivevano insieme come marito e moglie.

Tutti i beni che i coniugi hanno portato nel matrimonio o hanno ereditato o ricevuto in donazione da un soggetto terzo sono esclusi dalla divisione della proprietà, allo stesso modo dei beni che uno dei coniugi utilizzava da solo per fini personali o per le sue esigenze lavorative, comprese aziende ed azioni all’interno di società salvo che si sia trattato di meri investimenti.

Il giudice può distribuire i beni in modo equo tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti e prestando particolare attenzione all’importanza e alla portata del contributo di ciascun coniuge all’acquisto dei beni matrimoniali e all’accumulo dei risparmi matrimoniali, oltre che al benessere dei figli. Il pagamento del contributo di mantenimento, il contributo all’acquisizione dei mezzi di sussistenza, la gestione della casa e la cura e l’educazione dei figli di entrambi i coniugi e ogni altra attività di assistenza matrimoniale sono valutati come contributo.

3.3 i figli minori dei coniugi?

A partire dalla legge del 2001 che modifica la legge sui figli, entrata in vigore il 1° luglio 2001, i coniugi separati hanno un ampio margine di discrezionalità nello stabilire i propri accordi in materia di custodia. In caso di divorzio, entrambi i coniugi mantengono di norma la responsabilità genitoriale sui figli minorenni. Tuttavia, se i coniugi desiderano mantenere la responsabilità genitoriale piena come avevano in costanza di matrimonio, essi devono concludere entro un lasso di tempo ragionevole un accordo dinanzi al giudice sul luogo di residenza principale del figlio. I genitori possono anche raggiungere un accordo in sede giudiziale che riconosce a uno dei coniugi la responsabilità genitoriale esclusiva o che prevede che la responsabilità genitoriale di uno dei coniugi sia limitata a materie specifiche.

A partire dalla legge del 2013 che modifica la legge sui figli e sui nomi (Kindschaftsrechts-Änderungsgesetz), il giudice può concedere ai genitori la responsabilità parentale congiunta, contro il desiderio di uno o entrambi i coniugi, se ritiene che ciò rientri negli interessi dei figli. I genitori possono anche concordare con quale dei coniugi il figlio è chiamato a vivere. Se la responsabilità genitoriale congiunta non risponde al meglio agli interessi del figlio, il giudice stabilisce a quale dei parenti debba essere accordata la responsabilità genitoriale esclusiva.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il coniuge cui deve essere imputata in via esclusiva o in via principale la separazione deve pagare all’altro coniuge un contributo di mantenimento sufficiente a permettergli di mantenere il suo stile di vita, se tale coniuge non trae un reddito sufficiente dai propri beni o dal lavoro che è ragionevole attendersi che egli svolga nelle circostanze del caso. Se il divorzio deve essere imputato a entrambi i coniugi ma nessuno dei due può essere ritenuto più responsabile dell’altro, è possibile riconoscere al coniuge che non è in grado di mantenersi un contributo di mantenimento se ciò può risultare equo alla luce delle esigenze, dei beni e degli introiti dell’altro coniuge. Tutte le suddette obbligazioni devono essere soggette a termine. In caso di divorzio consensuale, i coniugi possono liberamente stabilire se uno dei coniugi sia tenuto a versare il contributo di mantenimento o se entrambi i coniugi rinunciano a ogni pretesa in tal senso.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Il diritto austriaco non prevede tali accordi.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

V. risposta alla quarta domanda.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

V. risposta alla quarta domanda.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

La legge matrimoniale austriaca prevede l’ipotesi della “nullità del matrimonio” (“Ehenichtigkeit”). Un matrimonio è nullo se non è stato contratto nella forma prescritta, se uno dei coniugi era legalmente incapace, non consapevole o soggetto a un disturbo psichico temporaneo al momento della contrazione del vincolo matrimoniale o se il matrimonio è stato stipulato soltanto o primariamente al fine di permettere a uno dei coniugi di acquisire il cognome o la cittadinanza dell’altro, senza la volontà di creare un vincolo matrimoniale. Un matrimonio è nullo anche se uno dei coniugi era legalmente sposato con un terzo al momento della contrazione del vincolo matrimoniale o se il matrimonio è stato contratto illegalmente tra persone legate da vincolo di sangue.

Un matrimonio può essere annullato mediante sentenza giudiziale se, all’atto della sua conclusione, uno dei coniugi aveva capacità legale limitata e il suo legale rappresentante non ha acconsentito al matrimonio, se uno dei coniugi non sapeva di star contraendo matrimonio o sapeva di contrarre matrimonio ma non intendeva dichiarare la sua volontà in tal senso, se uno dei coniugi non conosceva la reale identità dell’altro, se i coniugi erano in errore rispetto a una circostanza determinante attinente all’altro coniuge che, se avessero conosciuto la situazione e avessero correttamente valutato le conseguenze del matrimonio, li avrebbe trattenuti dal contrarre matrimonio, se i coniugi sono stati indotti in matrimonio mediante raggiri su fatti essenziali o se sono stati illegalmente obbligati (anche sotto minaccia) a contrarre matrimonio.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

V. risposta alla settima domanda.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Il matrimonio annullato è considerato come se non avesse mai avuto luogo. Se solo uno dei coniugi era consapevole della nullità del matrimonio al momento della sua celebrazione, la situazione tra i coniugi rispetto alle loro proprietà deve essere definita sulla base delle disposizioni applicabili in caso di divorzio. Tutti i figli nati in costanza di matrimonio sono considerati come legittimi anche dopo l’annullamento del matrimonio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Il divorzio o l’annullamento possono essere disposti soltanto dal giudice, ma i problemi connessi con il divorzio possono essere definiti anche in sede stragiudiziale (ad esempio ricorrendo alla mediazione).

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Le controversie in materia di divorzio o annullamento o in materia di esistenza o meno del matrimonio rientrano nella competenza del giudice distrettuale (Bezirksgerichte). Tali controversie ricadono nella competenza esclusiva del tribunale distrettuale nel cui distretto i coniugi hanno o avevano l’ultima residenza abituale congiunta. Se al momento della presentazione della domanda nessuno dei coniugi aveva la residenza abituale in tale distretto o se i coniugi non avevano una residenza abituale comune in Austria, ha competenza esclusiva il giudice del distretto in cui il convenuto ha la residenza abituale o, se il convenuto non ha la residenza abituale in Austria, il tribunale nel distretto in cui il coniuge richiedente ha la residenza abituale o, in mancanza, il tribunale distrettuale di Vienna centro (Bezirksgericht Innere Stadt Wien). Tali controversie ricadono nella competenza interna dei giudici austriaci se il convenuto o, in caso di istanza di annullamento presentata congiuntamente da entrambi i coniugi, almeno uno di essi è abitualmente residente in Austria o il ricorrente è abitualmente residente in Austria e entrambi i coniugi hanno la loro ultima residenza abituale in Austria o il richiedente è un apolide o era cittadino austriaco al momento della contrazione del matrimonio. Benché si tratti di un foro esclusivo, è possibile concordare un foro diverso.

Le istanze di divorzio devono soddisfare i requisiti di forma generali previsti per la domanda. Le domande di divorzio consensuale, su cui si delibera nell’ambito di una procedura non contenziosa, devono essere firmate da entrambi i coniugi. In tutti i casi deve essere allegato un certificato di matrimonio. È anche consigliabile allegare ogni altro documento a fondamento della domanda.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Nei casi di divorzio è possibile richiedere il gratuito patrocinio nel rispetto delle regole generali in materia (v. “Patrocinio a spese dello Stato - Austria”). Nei procedimenti di divorzio esiste un obbligo relativo di ricorrere a un avvocato; se una parte non vuole comparire in giudizio personalmente può essere rappresentata soltanto da un avvocato.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Contro una sentenza del giudice di primo grado che si pronuncia sul divorzio o sull’annullamento o sull’esistenza o meno del matrimonio, l’impugnazione può essere proposta dinanzi al rispettivo tribunale superiore, vale a dire dinanzi al tribunale regionale (Landesgericht) che opera quale giudice di secondo grado per il competente giudice distrettuale.

Le sentenze della Corte d’appello possono essere impugnate soltanto in diritto se la decisione comporta la risposta a una questione di diritto sostanziale o processuale importante al fine di garantire la coerenza legale o la certezza del diritto o lo sviluppo della legge, ad esempio perché la Corte d’Appello si allontana dalla giurisprudenza della Corte Suprema o non esiste una tale giurisprudenza o essa non è coerente.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

A partire dal 1° marzo 2001, il riconoscimento dei procedimenti di divorzio tra gli Stati membri dell’Unione europea (con l’eccezione della Danimarca) si fonda sul Il link si apre in una nuova finestraregolamento (CE) n. 1347/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi (GU L 160, pag. 19). In base a tale regolamento, noto come il regolamento Bruxelles II, non è più richiesta una decisione esplicita di riconoscimento di un provvedimento di divorzio accordato in un altro Stato membro. I giudici singoli o amministrativi devono invece pronunciarsi sul riconoscimento quale questione preliminare del procedimento. Tale previsione si applica in particolare al controllo che deve essere compiuto dall’ufficio del registro per stabilire se un divorzio accordato in un altro Stato membro legittimi la contrazione di nuove nozze.

Ciascuna parte che abbia un interesse legittimo può chiedere che un divorzio concesso all’estero sia o non sia riconosciuto. Di norma, i procedimenti per il riconoscimento o il mancato riconoscimento di sentenze straniere riguardanti l’esistenza di un matrimonio sono condotti dinanzi ai giudici distrettuali. La richiesta di riconoscimento o non riconoscimento dei provvedimenti di divorzio deve essere presentata al tribunale distrettuale in cui il ricorrente ha la residenza abituale o, se questi non ha la propria residenza in Austria, dinanzi al giudice del distretto in cui il convenuto è abitualmente residente o, in mancanza, presso il Bezirksgericht Innere Stadt Wien.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

V. risposta alla domanda 14. I documenti da presentare sono elencati nell’articolo 32 del Il link si apre in una nuova finestraregolamento Bruxelles II.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La legge che fissa le condizioni di divorzio è individuata nel rispetto del regolamento (UE) del Consiglio n. 1259/2010, del 20 dicembre 2010, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale (GU L 343 del 29 dicembre 2010, pag. 10), noto come il regolamento Roma III. La coppia può scegliere la legge da applicare. Può trattarsi della legge dello Stato in cui i coniugi sono abitualmente residenti al momento della scelta o della legge dello Stato in cui essi avevano l’ultima residenza abituale, a condizione che uno di essi sia ancora ivi abitualmente residente all’atto del compimento della scelta, o della legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento del compimento della scelta o dello Stato in cui la domanda è presentata. In mancanza di elezione di un foro determinato, si applica la legge dello Stato in cui la coppia è abitualmente residente al momento della presentazione della domanda o, se la coppia non ha una residenza abituale, la legge dello Stato in cui la coppia è stata da ultimo residente abitualmente, a condizione che essa abbia cessato di essere ivi residente da non più di un anno prima della presentazione della domanda o, in mancanza, la legge dello Stato di appartenenza dei coniugi al momento della presentazione della domanda o la legge dello Stato in cui la domanda è presentata.

Ultimo aggiornamento: 16/10/2019

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Divorzio - Polonia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il giudice pronuncia una sentenza di divorzio e stabilisce quale dei coniugi sia eventualmente responsabile della dissoluzione del matrimonio. Se i coniugi ne fanno richiesta di comune accordo, il giudice rinuncia alla deliberazione sulla responsabilità.

Per divorziare non è necessario che vi sia stata precedentemente una separazione.

2 Quali sono le cause del divorzio?

La decisione di divorzio si basa sulla constatazione che il matrimonio si è completamente e irrimediabilmente deteriorato. È necessario che queste due condizioni si verifichino congiuntamente (articolo 56, paragrafo 1 del codice della famiglia e della tutela).

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Nei tre mesi successivi all'entrata in vigore della decisione di divorzio, il coniuge divorziato che ha cambiato il proprio cognome a seguito del matrimonio può presentare una dichiarazione al direttore dell'anagrafe civile esprimendo la volontà di riprendere il cognome che portava prima di contrarre matrimonio.

Il coniuge divorziato può contrarre un nuovo matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

La legge stabilisce che, a partire dal momento in cui è celebrato il matrimonio, i beni acquistati dai coniugi sono sottoposti a regime di comunione (regime legale di comunione dei beni). Tale comunione termina con lo scioglimento del matrimonio, ossia finisce quando la sentenza di divorzio passa in giudicato.

Su richiesta di uno dei coniugi, il giudice può dividere i beni comuni nella sentenza di divorzio. Per beni acquisiti si intendono i beni acquistati da uno o da entrambi i coniugi nel periodo in cui si applicava il regime di comunione dei beni.

Entrambi i coniugi hanno diritto a parti uguali dei beni comuni.

Qualora vi siano seri motivi, ognuno dei coniugi può chiedere al giudice di dividere i beni comuni in funzione della misura in cui ciascun coniuge ha contribuito all'acquisizione di tali beni.

Inoltre, nel caso in cui i coniugi condividano la stessa abitazione, nella sentenza di divorzio il giudice stabilisce le modalità di uso dell'abitazione per il periodo in cui i coniugi divorziati continuino a coabitarvi. Qualora entrambi i coniugi lo richiedano, il giudice può stabilire le modalità di divisione dell'abitazione comune o assegnare quest'ultima a uno dei coniugi, se l'altro acconsente a lasciarla, senza che sia fornita un'abitazione sostitutiva.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Nella sentenza di divorzio il giudice decide in merito alla responsabilità genitoriale nei confronti dei figli minori comuni e ai diritti di visita. Inoltre, il giudice stabilisce in quale misura ognuno dei coniugi deve contribuire ai costi per il mantenimento e l'istruzione dei figli (articolo 56, paragrafo 1, del codice relativo alla famiglia e alla tutela).

Il giudice può attribuire la responsabilità genitoriale a uno dei genitori, limitando quella dell'altro a determinati obblighi e diritti nei confronti dei figli.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Un coniuge divorziato che non sia stato riconosciuto come l'unico responsabile del deterioramento del matrimonio e che si trovi in difficoltà materiali può chiedere all'ex coniuge il pagamento degli alimenti, conformemente alle proprie legittime esigenze e alle capacità di guadagno e alle possibilità finanziarie dell'altro coniuge (articolo 60, paragrafo 1, del codice relativo alla famiglia e alla tutela).

Qualora il divorzio comporti un sostanziale peggioramento della situazione finanziaria del coniuge non responsabile del deterioramento del matrimonio, il coniuge che è stato riconosciuto come l'unico responsabile di tale deterioramento ha l'obbligo di provvedere al soddisfacimento delle esigenze dell'altro coniuge, anche quando quest'ultimo non si trova in difficoltà finanziarie (articolo 60, paragrafo 2, del codice relativo alla famiglia e alla tutela).

Gli obblighi alimentari nei confronti dell'ex coniuge cessano quando quest'ultimo contrae un nuovo matrimonio. Qualora si ritenga che il coniuge tenuto a pagare gli alimenti non sia l'unico responsabile del deterioramento del matrimonio, tale obbligo decade cinque anni dopo il divorzio (articolo 60, paragrafo 3, del codice relativo alla famiglia e alla tutela).

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

È la separazione formale stabilita dal tribunale con una sentenza, conformemente agli articoli da 611 a 616 del codice relativo alla famiglia e alla tutela.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

La condizione richiesta per la separazione legale è la constatazione che il matrimonio sia del tutto compromesso.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Le conseguenze giuridiche della separazione legale sono le stesse del divorzio. Tuttavia, un coniuge separato non può contrarre un nuovo matrimonio.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Per “annullamento del matrimonio” s'intende la cancellazione, con effetto retroattivo, di tutti gli effetti del matrimonio, ad eccezione dello status dei figli nati dal matrimonio annullato, che conservano lo status di figli legittimi nati in costanza di matrimonio.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Le condizioni per l'annullamento del matrimonio sono specificate nel codice relativo alla famiglia e alla tutela:

  • uno dei coniugi non ha l'età richiesta per il matrimonio (articolo 10 del codice relativo alla famiglia e alla tutela);
  • uno dei coniugi è totalmente interdetto (articolo 11 del codice relativo alla famiglia e alla tutela);
  • uno dei coniugi è affetto da una patologia psichica o da una disabilità mentale (articolo 12 del codice relativo alla famiglia e alla tutela);
  • uno dei coniugi è già sposato con un'altra persona (articolo 13 del codice relativo alla famiglia e alla tutela);
  • tra i coniugi esiste un legame di consanguineità in linea retta, in linea collaterale (fratelli e sorelle, compresi fratelli e sorelle unilaterali, nati sia all'interno sia all'esterno del matrimonio) o di affinità in linea retta (articolo 14 del codice relativo alla famiglia e alla tutela);
  • esiste un legame di adozione tra i coniugi (articolo 15 del codice relativo alla famiglia e alla tutela);
  • è stata presentata una dichiarazione dalla quale risulta che uno dei coniugi ha contratto matrimonio mentre, per una qualsiasi ragione, non era in grado di esprimere coscientemente la propria volontà, a causa di un errore per quanto riguarda l'identità dell'altra persona o di una minaccia illegittima (articolo 151 del codice relativo alla famiglia e alla tutela).

Ai fini dell'annullamento, la legge richiede che ognuna delle summenzionate cause fosse presente al momento in cui è stato celebrato il matrimonio.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

La sentenza di annullamento del matrimonio è costitutiva e produce effetti nei confronti di terzi (erga omnes). Tali effetti sono di due tipi:

  • ex tunc, vale a dire che risalgono alla data in cui è stato contratto il matrimonio, per cui i coniugi recuperano lo stato civile che avevano prima del matrimonio e i cognomi precedenti; la relazione di affinità tra ciascun coniuge e la famiglia dell'altro coniuge è annullata e non sussiste successione legale;
  • ex nunc, ossia decorrono dal momento in cui la sentenza di annullamento del matrimonio diventa definitiva, per esempio per quanto riguarda le relazioni patrimoniali.

Gli effetti dell'annullamento del matrimonio per quanto riguarda i rapporti dei coniugi con i figli comuni e le relazioni patrimoniali tra i coniugi sono disciplinati dalle norme pertinenti in materia di divorzio. Tali norme prevedono, in particolare, che il coniuge che abbia contratto matrimonio in malafede venga considerato responsabile della dissoluzione del medesimo.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

In Polonia i coniugi possono ricorrere alla mediazione familiare, il cui obiettivo fondamentale è risolvere i conflitti tra i coniugi, evitando in tal modo che si giunga alla separazione o al divorzio, e preparare i termini del divorzio (questioni patrimoniali, affidamento dei figli) in maniera amichevole. I servizi di mediazione sono affidati principalmente a organizzazioni non governative, fondazioni e la chiesa.

I coniugi con situazioni conflittuali hanno la possibilità di usufruire di forme diverse di terapia familiare, assistenza psicologica e psicoterapeutica, gruppi di sostegno e così via.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La domanda di divorzio, di separazione o di annullamento del matrimonio deve essere presentata al tribunale regionale (sąd okręgowy) competente sulla base dell'ultima residenza comune dei coniugi o, in mancanza di esso, al tribunale regionale competente sulla base della residenza dell'attore.

All'atto della domanda occorre pagare una tassa. Tuttavia, il coniuge la cui situazione finanziaria non consenta il pagamento di tale tassa può chiedere al giudice un'esenzione totale o parziale delle spese giudiziarie e la nomina di un avvocato d'ufficio.

Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti: copie dei documenti anagrafici (certificato di matrimonio, certificati di nascita dei figli), dichiarazioni dei redditi (entrate), la procura all'avvocato che rappresenta la parte (qualora una delle parti abbia scelto un avvocato) e tutti i certificati che possono risultare utili al caso (certificati medici, decisioni amministrative, ecc.).

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Si veda il punto 11.

Per ottenere l'esenzione totale o parziale dal pagamento delle spese giudiziarie o la nomina di un avvocato d'ufficio occorre allegare alla domanda una dichiarazione relativa alla propria situazione finanziaria (sull'apposito modulo reperibile presso il tribunale).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, in tutti i casi è possibile presentare appello a un tribunale di secondo grado. I coniugi possono impugnare la decisione del tribunale regionale dinanzi alla corte d'appello.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

In conformità del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (in prosieguo: il “regolamento Bruxelles IIa”), le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono automaticamente riconosciute in Polonia, senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento (articolo 21 del regolamento Bruxelles IIa).

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Ogni parte interessata può far dichiarare che una decisione deve essere o non può essere riconosciuta (articolo 21, paragrafo 3, del regolamento Bruxelles IIa). In Polonia, tali domande sono presentate ai tribunali regionali. La competenza territoriale è determinata dalla residenza abituale della parte contro cui è chiesta l'esecuzione ovvero il non riconoscimento della decisione. Se nessuno dei suddetti luoghi si trova in Polonia, la competenza territoriale è determinata dal luogo dell'esecuzione (articolo 29, paragrafo 2, del regolamento Bruxelles IIa).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La Polonia è parte di numerosi accordi internazionali in materia. Le disposizioni di tali accordi prevalgono sul diritto internazionale privato polacco. Pertanto, qualora i coniugi non abbiano la stessa cittadinanza, possono trovare applicazione disposizioni diverse. In mancanza di un accordo internazionale, si applica la legge del 14 febbraio 2011 sul diritto internazionale privato. Ai sensi dell'articolo 54 di tale legge, lo scioglimento del matrimonio è disciplinato secondo la legge dello Stato di cui i coniugi sono cittadini nel momento in cui viene depositata l'istanza. In mancanza di tale criterio, la legge applicabile è quella del paese in cui entrambi i coniugi risiedevano nel momento in cui è stata depositata l'istanza o, in mancanza, la legge del paese dell'ultima residenza comune, purché uno di essi vi risieda ancora abitualmente. Negli altri casi, lo scioglimento del matrimonio è disciplinato dal diritto polacco.

Ultimo aggiornamento: 03/12/2015

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Divorzio - Portogallo

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

In Portogallo è possibile ottenere il divorzio in via consensuale o giudiziale.

Il divorzio consensuale presuppone l'accordo di entrambi i coniugi in merito allo scioglimento del vincolo matrimoniale e, in principio, alla prestazione degli alimenti a favore del coniuge che ne ha bisogno, all'esercizio della potestà genitoriale sui figli minori e alla destinazione della casa familiare.

La domanda di divorzio giudiziale viene presentata al giudice da un coniuge contro l'altro ed è basata su fatti accertati che, indipendentemente dall'attribuzione della colpa all'uno o all'altro coniuge, provano l'irreparabile rottura del matrimonio.

2 Quali sono le cause del divorzio?

In caso di divorzio consensuale, i coniugi non sono tenuti a comunicare i motivi della domanda di divorzio.

Costituiscono cause di divorzio giudiziale:

a) la separazione di fatto per un anno intero. A tal fine, si ha separazione di fatto quando non esiste alcuna comunione di vita tra i coniugi e uno dei coniugi o entrambi non abbiano l'intenzione di ripristinarla;

b) l'alterazione delle facoltà mentali dell'altro coniuge, quando tale stato perduri da oltre un anno e comprometta, a causa della sua gravità, la possibilità di convivenza;

c) l'assenza di uno dei coniugi, per un periodo non inferiore a un anno, senza che si abbiano notizie dell'assente;

d) qualsiasi altro fatto, indipendentemente dalla colpevolezza dei coniugi, che dimostri l'irrimediabile rottura del matrimonio.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il divorzio scioglie il vincolo matrimoniale. Dal punto di vista giuridico ha gli stessi effetti dello scioglimento per causa di morte, fatte salve le eccezioni previste dalla legge.

Il divorzio produce effetti dal momento in cui la relativa sentenza diventa definitiva e inappellabile, ma gli effetti retroagiscono alla data di introduzione dell'istanza di divorzio con riguardo ai rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Se, durante il procedimento, viene dimostrato che tra i coniugi esisteva una separazione di fatto, uno dei coniugi può chiedere che gli effetti del divorzio retroagiscano alla data fissata nella sentenza in cui si considera che abbia avuto inizio la separazione.

Nonostante il divorzio, ciascuno dei coniugi può conservare i cognomi dell'altro da esso adottati, sempre che l'altro coniuge dia il suo consenso o che il giudice l'autorizzi tenuto conto delle ragioni invocate. Il consenso dell'ex coniuge può essere concesso tramite atto notarile, atto redatto in giudizio (registrazione scritta, nel corso del procedimento, della manifestazione della volontà della parte) o dichiarazione dinanzi all'ufficiale di stato civile. La domanda di autorizzazione giudiziale all'utilizzo dei cognomi dell'ex coniuge può essere regolata in occasione del procedimento di divorzio o presentata in un procedimento separato, anche dopo la pronuncia del divorzio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

In caso di divorzio nessun coniuge può ricevere più di quanto avrebbe ricevuto se il matrimonio fosse stato regolato secondo il regime patrimoniale di comunione dei beni.

Ciascun coniuge perde tutti i benefici ricevuti o ancora da ricevere dall'altro coniuge o da terzi in virtù del matrimonio o in considerazione dello stato di persona coniugata, a prescindere dal fatto che la stipula sia anteriore o posteriore alla celebrazione del matrimonio. Il donante può disporre che il beneficio sia trasferito ai figli della coppia.

Il divorzio produce effetti dal momento in cui la relativa sentenza diventa definitiva e inappellabile, ma gli effetti retroagiscono alla data di introduzione dell'istanza di divorzio con riguardo ai rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Se, durante il procedimento, viene dimostrato che tra i coniugi esisteva una separazione di fatto, uno dei coniugi può chiedere che gli effetti del divorzio retroagiscano alla data fissata nella sentenza in cui si considera che abbia avuto inizio la separazione.

Il giudice può concedere in locazione la casa familiare ad uno dei due coniugi, su domanda, sia essa di proprietà comune o dell'altro coniuge, tenendo conto, in particolare, delle necessità di ciascun coniuge e dell'interesse dei figli della coppia. La locazione è disciplinata dalle disposizioni in materia di locazione delle abitazioni, ma il giudice può fissare le condizioni del contratto, dopo avere sentito i coniugi, e annullare il contratto di locazione, su richiesta del proprietario, quando circostanze sopravvenute lo giustifichino. Il regime così stabilito, per omologazione dell'accordo tra i coniugi o per decisione giudiziale, può essere modificato secondo le disposizioni generali in materia di giurisdizione volontaria.

3.3 i figli minori dei coniugi?

In caso di divorzio, di separazione legale, di dichiarazione di nullità o di annullamento del matrimonio, l'affidamento dei figli, gli alimenti loro dovuti e il modo di prestarli sono regolati da un accordo tra i genitori, che deve essere omologato dal tribunale (o dall'ufficiale di stato civile in caso di separazione o divorzio consensuale).

In mancanza di un accordo l'autorità giudiziaria delibera tutelando gli interessi del minore, ivi compreso quello di mantenere rapporti stretti con entrambi i genitori, promuovendo e approvando accordi o adottando decisioni che aumentino le opportunità di contatto con entrambi i genitori e favoriscano la condivisione della responsabilità genitoriale. L'affidamento del minore può essere attribuito a uno dei due genitori, a un terzo o a un istituto di rieducazione o di assistenza.

Per informazioni più dettagliate si prega di consultare la scheda "Responsabilità genitoriale".

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

A seguito della pronuncia di divorzio ciascun coniuge provvede al proprio sostentamento. Uno dei coniugi può aver diritto agli alimenti, indipendentemente dalla circostanza che il divorzio sia stato consensuale o giudiziale. Per evidenti ragioni di equità, il diritto agli alimenti può venire negato.

Nel determinare l'importo degli alimenti, il giudice tiene conto della durata del matrimonio, del contributo al bilancio familiare, dell'età e delle condizioni di salute dei coniugi, delle loro qualificazioni professionali e delle possibilità di lavoro, del tempo che dovranno dedicare, eventualmente, all'educazione dei figli comuni, dei loro redditi e proventi e, in generale, di tutte le circostanze che influiscono sui bisogni del coniuge che riceve gli alimenti e sulle possibilità del coniuge che deve versarli.

Il giudice deve dare priorità agli obblighi alimentari nei confronti di un figlio minore del coniuge obbligato rispetto agli obblighi nei confronti dell'ex coniuge derivanti dal divorzio.

Il coniuge creditore non può esigere i mezzi per mantenere il tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio.

Per informazioni più dettagliate si prega di consultare la scheda relativa alle "obbligazioni alimentari".

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La separazione legale non scioglie il vincolo matrimoniale, ma estingue gli obblighi di coabitazione e di assistenza, lasciando però intatto il diritto agli alimenti.

Per quanto riguarda i beni, la separazione produce gli stessi effetti dello scioglimento del matrimonio.

La separazione legale cessa con la riconciliazione dei coniugi o con lo scioglimento del matrimonio.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

I motivi della separazione legale, sia essa consensuale o giudiziale, sono gli stessi alla base del divorzio giudiziale, mutatis mutandis.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Come detto nella risposta alla domanda n. 4, la separazione legale estingue gli obblighi di coabitazione e di assistenza, lasciando intatto il diritto agli alimenti, e produce, per quanto riguarda i beni, gli stessi effetti dello scioglimento del matrimonio.

Le disposizioni in materia di divorzio si applicano mutatis mutandis alla separazione legale.

La separazione legale può essere convertita in divorzio, ma non costituisce né una condizione né una fase del procedimento di divorzio.

Invero, se non vi è stata riconciliazione tra i coniugi dopo un anno dalla data in cui la decisione che decreta la separazione legale (giudiziale o consensuale) è diventata definitiva e inappellabile, uno qualsiasi dei coniugi può chiedere di convertire la separazione in divorzio. Se la conversione è chiesta da entrambi i coniugi, non è necessario osservare il detto periodo e viene pronunciata direttamente la sentenza di divorzio.

Se la conversione è chiesta da un solo coniuge, l'istanza viene notificata all'altro coniuge, personalmente o attraverso il suo rappresentante legale, affinché questi possa presentare un'opposizione, entro 15 giorni, che può basarsi unicamente sul motivo della riconciliazione tra i coniugi. Dopo la presentazione delle relative prove, il giudice statuisce sull'opposizione entro 15 giorni.

L'istanza di conversione della separazione legale in divorzio può essere presentata anche a un ufficiale dello stato civile. La richiesta di conversione, fondata su motivi di fatto e di diritto, deve essere presentata con apposita domanda all'ufficio dello stato civile, corredata dei relativi elementi di prova e documenti giustificativi.

L'altro coniuge può presentare un'impugnazione entro 15 giorni, allegando i relativi elementi di prova e i documenti giustificativi.

In mancanza di opposizione e qualora i fatti indicati dall'istante siano considerati accertati, l'ufficiale di stato civile, dopo aver constatato l'adempimento dei requisiti di legge, accoglie l'istanza.

Se viene presentata opposizione, l'ufficiale dello stato civile fissa una data per un tentativo di riconciliazione, da realizzarsi entro 15 giorni, e può richiedere il compimento di atti giuridici nonché la produzione delle prove necessarie per verificare la sussistenza dei requisiti di legge.

Se l'altro coniuge si è opposto e non è possibile raggiungere un accordo, le parti vengono invitate a presentare osservazioni e a richiedere la produzione di nuove prove entro otto giorni. La pratica viene poi trasmessa al giudice di primo grado competente nella materia della circoscrizione cui appartiene l'ufficio dello stato civile.

Una volta deferita la causa al giudice competente, quest'ultimo ordina la presentazione di prove e fissa una data per l'udienza.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

L'"annullamento del matrimonio" determina il venir meno degli effetti giuridici del matrimonio a seguito di un'azione per far valere un vizio grave.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Il matrimonio è annullabile nei seguenti casi:

a) quando esiste un impedimento (assoluto o relativo);

b) quando manca il consenso o se tale consenso è viziato da errore o da coercizione da parte di uno o di entrambi i nubendi;

c) in assenza di testimoni, quando la loro presenza è richiesta dalla legge.

I seguenti impedimenti sono assoluti, cioè impediscono al soggetto di sposarsi con qualsiasi persona:

a) età inferiore a sedici anni;

b) persona notoriamente inferma di mente, anche se il matrimonio è stato contratto in un momento di lucidità, o persona interdetta o incapace per anomalia psichica;

c) matrimonio precedente non sciolto, di rito cattolico o civile, anche qualora il relativo atto non sia stato trascritto nei registri anagrafici.

Gli impedimenti relativi, di seguito elencati, impediscono al soggetto di sposarsi con una determinata persona:

a) vincolo di parentela in linea retta;

b) vincolo di parentela in linea collaterale di secondo grado;

c) affinità in linea retta;

d) precedente condanna di uno dei coniugi come autore o complice di omicidio volontario, anche se non commesso, contro il coniuge dell'altro.

Il matrimonio è annullabile per vizi del consenso:

a) se al momento di contrarre matrimonio una delle parti non era consapevole delle proprie azioni a causa di un'incapacità accidentale o per altri motivi;

b) se una delle parti è stata indotta in errore circa l'identità fisica dell'altro coniuge;

c) se il consenso è stato estorto con la coercizione fisica;

d) per simulazione.

I vizi del consenso rilevano ai fini dell'annullamento solo qualora attengano alle qualità personali essenziali dell'altro coniuge e sia dimostrato che il matrimonio non sarebbe stato ragionevolmente contratto in assenza di tale vizio.

I matrimoni contratti sotto coercizione morale sono annullabili se uno degli sposi è stato seriamente e illegalmente minacciato e i timori circa la consumazione del matrimonio siano giustificati.

L'azione di chi estorce, consapevolmente e illecitamente, il consenso dell'altra parte con la promessa di liberarla da un danno imprevedibile o da un danno causato da terzi equivale ad una illecita minaccia.

Nella celebrazione del matrimonio, la dichiarazione di consenso è presunzione non soltanto della volontà degli sposi di contrarre matrimonio, ma anche dell'assenza di vizi del consenso imputabili a errore o coercizione.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

L'annullamento di un matrimonio civile, che sia stato contratto in buona fede da entrambi gli sposi, produce effetti su questi ultimi e sui terzi, allorché la relativa sentenza passa in giudicato.

Tuttavia, qualora soltanto uno dei due coniugi abbia contratto matrimonio in buona fede, solo quest'ultimo potrà arrogarsi i benefici dello status coniugale ed opporli ai terzi, sempreché si tratti di un mero riflesso del rapporto tra i coniugi.

Si considera che abbia agito in buona fede il coniuge che abbia contratto matrimonio nella scusabile ignoranza del vizio che ha determinato la nullità o l'annullamento del matrimonio o il cui consenso sia stato estorto con coercizione fisica o morale.

Il riconoscimento giudiziario della buona fede è di esclusiva competenza degli organi giurisdizionali statali. La buona fede dei coniugi si presume.

Una volta che il matrimonio sia stato dichiarato nullo o sia stato annullato, il coniuge in buona fede conserva il diritto agli alimenti dopo il passaggio in giudicato e la trascrizione della relativa sentenza.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Prima di avviare la procedura di divorzio, l'ufficiale dello stato civile o il giudice deve informare i coniugi in merito all'esistenza e agli obiettivi dei servizi di mediazione familiare.

La mediazione familiare è un metodo stragiudiziale di risolvere i conflitti che insorgono all'interno dei rapporti familiari, in cui le parti, attraverso il loro intervento personale e diretto e con l'aiuto di un mediatore dei conflitti familiari, tentano di raggiungere un accordo.

Il ricorso a tale metodo alternativo di risoluzione delle controversie consenti di risolvere i conflitti che derivano dalla regolamentazione, dalla modifica o dall'inosservanza degli obblighi connessi all'esercizio della responsabilità genitoriale, nonché dalle situazioni di divorzio, separazione legale, conversione della separazione in divorzio, riconciliazione di coniugi separati, attribuzione o modifica di obblighi alimentari provvisori o definitivi, destinazione dell'abitazione familiare, diniego del diritto di utilizzare il cognome dell'altro coniuge e autorizzazione all'uso del cognome dell'ex coniuge.

Il mediatore familiare è un professionista abilitato dal ministero della Giustizia (Ministério da Justiça), cui è attribuita la responsabilità di guidare gli incontri con autonomia e imparzialità per aiutare le parti a raggiungere un accordo.

La domanda di divorzio consensuale può essere presentata all'ufficio di stato civile, tranne nelle situazioni createsi per effetto di un accordo ottenuto nel corso di un procedimento di divorzio giudiziale e purché la domanda di divorzio consensuale sia accompagnata da un inventario dettagliato dei beni comuni dei coniugi, da un accordo sulla destinazione dell'abitazione coniugale, da un accordo sugli alimenti da versare al coniuge in stato di bisogno e da un certificato relativo alla decisione giudiziaria regolante l'esercizio della responsabilità genitoriale o un accordo sull'esercizio di tale responsabilità sugli eventuali figli minorenni, qualora tale aspetto non sia stato regolato in precedenza con decisione giudiziaria.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Separazione e divorzio consensuali

Le domande di separazione e di divorzio consensuali devono essere presentate da entrambi i coniugi, di comune accordo, all'ufficio di stato civile. La domanda deve essere corredata dei seguenti documenti:

a) un inventario dettagliato dei beni comuni con l'indicazione del rispettivo valore o, qualora i coniugi decidano di dividersi i beni, un accordo sulla divisione dei beni o la richiesta di redazione dell'accordo;

b) un certificato relativo alla decisione giudiziaria sull'esercizio della potestà genitoriale o un accordo sull'esercizio della potestà genitoriale su eventuali figli minorenni, qualora tale aspetto non sia stato regolato in precedenza con decisione giudiziaria;

c) un accordo sugli alimenti da versare al coniuge in stato di bisogno;

d) un accordo sulla destinazione dell'abitazione coniugale;

e) un certificato relativo alla convenzione prematrimoniale, se esiste.

Salvo disposizione contraria nei documenti presentati, si intende che gli accordi sono validi per la durata del procedimento e del periodo successivo.

I procedimenti di separazione o divorzio consensuale sono avviati presentando una domanda firmata da entrambi i coniugi o dai loro rappresentanti all'ufficio di stato civile. La domanda va presentata assieme ai suddetti documenti e ad una copia integrale dell'atto di matrimonio.

Una volta ricevuta la domanda, l'ufficiale di stato civile convoca i coniugi ad un incontro per verificare che i presupposti di legge siano rispettati. Durante l'incontro, i coniugi sono informati dell'esistenza dei servizi di mediazione familiare; se i coniugi persistono nella loro volontà di divorziare, vengono esaminati gli accordi e i coniugi sono invitati a modificare tali accordi qualora non tutelino debitamente gli interessi di uno di essi o dei loro figli. A tal fine è possibile compiere atti giuridici e acquisire prove. Qualora i requisiti di legge siano soddisfatti e le suddette procedure osservate, l'ufficiale accoglie la domanda.

Quando viene presentato un accordo sull'esercizio della potestà genitoriale sui figli minori, gli atti vengono trasmessi al pubblico ministero presso il tribunale di primo grado competente per la zona alla quale appartiene l'ufficio di stato civile, affinché il pubblico ministero si pronunci sull'accordo entro il termine di 30 giorni.

Se il pubblico ministero ritiene che l'accordo non tuteli sufficientemente gli interessi dei minori, i richiedenti possono modificare l'accordo in conformità delle indicazioni del pubblico ministero o presentare un nuovo accordo, che sarà ugualmente sottoposto al parere del pubblico ministero. Se quest'ultimo ritiene che l'accordo tuteli sufficientemente gli interessi dei minori o se i coniugi hanno modificato l'accordo secondo le indicazioni del pubblico ministero, il divorzio è pronunciato.

Se i richiedenti non si conformano alle modifiche indicate dal pubblico ministero, ma persistono nell'intenzione di divorziare, e/o se gli accordi presentati non tutelano a sufficienza gli interessi di un coniuge, l'istanza non è accolta e la causa è rinviata al tribunale del distretto giudiziario cui fa capo l'ufficio di stato civile.

Una volta ricevuto il caso, il giudice esamina gli accordi presentati dai coniugi invitando questi ultimi a modificarli qualora non tutelino gli interessi di uno di essi o dei loro figli.

In seguito, il giudice stabilisce le conseguenze del divorzio relativamente alle questioni che i coniugi non hanno modificato. Qualora uno qualsiasi degli accordi non tuteli in misura sufficiente gli interessi di uno dei coniugi, il giudice può, a tale scopo e ai fini dell'esame degli accordi proposti, ordinare il compimento di atti giuridici e la produzione delle prove necessarie. Quando stabilisce le conseguenze del divorzio, il giudice deve non solo promuovere ma anche prendere in considerazione l'accordo tra i coniugi.

Si procede quindi alla pronuncia del divorzio consensuale e alla sua annotazione nell'apposito registro.

Le domande di separazione legale o di divorzio consensuali sono presentate all'autorità giudiziaria qualora i coniugi non alleghino tutti i summenzionati accordi.

In tale caso, l'istanza di divorzio viene inoltrata all'autorità giudiziaria. Una volta ricevuta l'istanza, il giudice esamina gli accordi presentati dai coniugi, invitando questi ultimi a modificarli qualora non tutelino gli interessi di uno di essi o dei loro figli. Il giudice determina le conseguenze del divorzio relativamente alle questioni non concordate tra i coniugi e, a tale scopo e ai fini dell'esame degli accordi presentati, può richiedere il compimento di atti e la produzione delle prove necessarie. Quando stabilisce le conseguenze del divorzio, il giudice deve non solo promuovere ma anche prendere in considerazione l'accordo tra i coniugi. Il divorzio consensuale viene quindi pronunciato e annotato nell'apposito registro.

Separazione o divorzio giudiziali

L'istanza di separazione o di divorzio giudiziale è presentata al Tribunale della famiglia o, in mancanza, al tribunale regionale competente per territorio. La competenza territoriale è definita in funzione del domicilio o della residenza dell'attore (il coniuge che promuove l'azione).

Le disposizioni in materia di divorzio si applicano, mutatis mutandis, alla separazione legale.

La separazione legale cessa con la riconciliazione dei coniugi o con lo scioglimento del matrimonio.

La domanda di divorzio giudiziale può essere presentata da uno dei due coniugi per le seguenti cause: separazione di fatto per un anno intero; alterazione delle facoltà mentali dell'altro coniuge, quando tale stato perduri da oltre un anno e comprometta, a causa della sua gravità, la possibilità di convivenza; l'assenza, per un periodo non inferiore ad un anno, senza che si abbiano notizie dell'assente, e altri fatti che, indipendentemente dalla colpabilità dei coniugi, dimostrano l'irreparabile rottura del matrimonio.

Il coniuge danneggiato ha diritto a promuovere un'azione per risarcimento nei confronti dell'altro coniuge ai sensi delle disposizioni generali regolanti la responsabilità civile e rivolgendosi al giudice ordinario.

Il coniuge che ha promosso l'azione di divorzio invocando un'alterazione delle facoltà mentali dell'altro coniuge deve risarcire quest'ultimo per i danni personali subiti in conseguenza dello scioglimento del matrimonio; la domanda va presentata nell'ambito dello stesso procedimento di divorzio.

Se il motivo di divorzio è l'alterazione delle facoltà mentali dell'altro coniuge che perdura da oltre un anno e compromette, a causa della sua gravità, la possibilità di convivenza ovvero l'assenza, per un periodo non inferiore ad un anno, senza che si abbiano notizie dell'assente, soltanto il coniuge che invoca l'alterazione delle facoltà mentali o l'assenza dell'altro coniuge può proporre l'azione di divorzio.

Qualora il coniuge legittimato a chiedere il divorzio sia interdetto, l'azione può essere promossa dal suo rappresentante legale, con l'autorizzazione del consiglio di famiglia; se il rappresentante legale è l'altro coniuge, l'azione può essere promossa, per conto del soggetto legittimato a chiedere il divorzio, da un parente in linea retta o da un parente in linea collaterale fino al terzo grado, sempre con l'autorizzazione del consiglio di famiglia.

Il diritto al divorzio non è trasferibile in caso di morte, ma gli eredi dell'attore possono proseguire l'azione a fini patrimoniali qualora il richiedente deceda durante il procedimento; allo stesso modo, l'azione può proseguire nei confronti degli eredi del convenuto.

Una volta presentata la domanda, se l'azione può proseguire, il giudice fissa un incontro per tentare una riconciliazione ed entrambi i coniugi, l'attore e il convenuto, sono invitati a comparire personalmente dinanzi al giudice.

Se il tentativo di conciliazione fallisce, il giudice cerca di ottenere dai coniugi un accordo sul divorzio consensuale; qualora venga raggiunto un accordo o se i coniugi optano per il divorzio consensuale in qualsiasi fase del procedimento, quest'ultimo proseguirà secondo le regole applicabili al divorzio consensuale, mutatis mutandis.

Qualora il giudice non riesca a ottenere un accordo dei coniugi sul divorzio o la separazione consensuali, cercherà di ottenere l'accordo dei coniugi sugli alimenti e sull'esercizio della potestà genitoriale. Se del caso, il giudice cercherà di ottenere l'accordo dei coniugi anche sull'utilizzo della casa familiare per la durata del procedimento.

Nel tentativo di giungere a una conciliazione o in qualsiasi fase del procedimento, le parti possono raggiungere un accordo sul divorzio o la separazione consensuali, purché i necessari presupposti siano soddisfatti.

In mancanza dell'accordo di una delle parti e qualora una conciliazione risulti impossibile, il giudice ordina al convenuto di presentare le proprie difese entro 30 giorni; al momento della notificazione viene consegnata al convenuto una copia originale della domanda.

Qualora l'indirizzo del convenuto sia ignoto e tutti i tentativi di rintracciarlo secondo le modalità previste dal diritto processuale si siano rivelate vane, la fissazione della data per la conciliazione rimane priva di effetto e il convenuto viene invitato mediante notifica pubblica a presentare le proprie difese.

Scaduto il termine per la presentazione della memoria di difesa, si prosegue in base alle norme del procedimento ordinario. Nel corso del procedimento, si identifica l'oggetto della lite e si procede all'ammissione dei mezzi di prova. Nell'ambito di tale procedimento si svolge l'udienza finale con l'assunzione delle prove. Una volta conclusa l'udienza, il processo è chiuso e gli atti vengono trasmessi al giudice che emette una decisione entro 30 giorni.

La separazione legale può essere chiesta all'interno di una domanda riconvenzionale, anche qualora l'attore abbia chiesto il divorzio; nel caso in cui l'attore abbia chiesto la separazione legale, anche il convenuto potrà chiedere il divorzio con domanda riconvenzionale. In tali casi, si dovrà pronunciare il divorzio, qualora la domanda dell'attore e la domanda riconvenzionale vengano accolte.

Annullamento del matrimonio

La nullità del matrimonio non è invocabile in nessuna domanda, giudiziale o stragiudiziale, fintantoché non venga riconosciuta da una sentenza pronunciata nell'ambito di un'apposita azione di annullamento.

Il procedimento di annullamento viene introdotto con la presentazione di una domanda introduttiva al tribunale della famiglia e dei minori, nella quale, sotto forma di articoli, vengono individuate le parti e vengono esposti i fatti pertinenti, e che si conclude con una richiesta.

I soggetti legittimati a promuovere l'azione variano in funzione del fondamento della pretesa (v. risposta alla domanda n. 8).

Sono legittimati a promuovere o a proseguire l'azione di annullamento in presenza di un impedimento, i coniugi ovvero un parente in linea retta o in linea collaterale fino al quarto grado, gli eredi, i genitori adottivi dei coniugi e il pubblico ministero. Oltre a queste persone, possono promuovere o proseguire l'azione anche il tutore o il curatore in caso di minore età, di interdizione o di incapacità per anomalia psichica, e il primo coniuge dell'autore del fatto, in caso di bigamia.

L'annullamento del matrimonio per simulazione può essere chiesto dai coniugi stessi o dalle persone danneggiate dal matrimonio. In caso di matrimonio contratto senza consenso, l'azione di annullamento può essere promossa soltanto dal coniuge non consenziente; possono tuttavia proseguire l'azione i parenti in linea retta, gli eredi o i genitori adottivi se il coniuge che ha promosso l'azione muore nel corso del procedimento.

L'azione di annullamento fondata su un vizio del consenso può essere promossa soltanto dal coniuge vittima dell'errore o della coercizione. Possono tuttavia proseguire l'azione i parenti in linea retta, gli eredi o i genitori adottivi se l'attore muore nel corso del procedimento.

L'azione di annullamento per mancanza di testimoni può essere promossa soltanto dal pubblico ministero.

L'azione di annullamento fondata su un impedimento può essere promossa:

a) nei casi di minore età, interdizione o incapacità per anomalia psichica o infermità di mente notoria, se proposta dall'incapace stesso, entro sei mesi dal raggiungimento della maggiore età, ovvero dalla revoca dell'interdizione o dell'incapacità o dalla fine dell'infermità di mente; se proposta da altre persone, entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio, ma mai dopo il raggiungimento della maggiore età, dopo la revoca dell'incapacità o dopo la fine dell'infermità di mente;

b) in caso di condanna per omicidio contro il coniuge dell'altra parte, entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio;

c) negli altri casi, entro sei mesi dallo scioglimento del matrimonio.

Solo il pubblico ministero può promuovere l'azione prima dello scioglimento del matrimonio.

L'azione di annullamento fondata sull'esistenza di un precedente matrimonio non sciolto non può essere né promossa né proseguita fintantoché è in corso il procedimento di dichiarazione di nullità o di annullamento del primo matrimonio del bigamo.

L'azione di annullamento per mancanza di consenso di uno o di entrambi i nubendi può essere promossa soltanto nei tre anni successivi alla celebrazione del matrimonio o, se il richiedente ignorava l'esistenza del matrimonio, entro sei mesi dal momento in cui ne è venuto a conoscenza.

L'azione di annullamento fondata su un vizio del consenso decade se non viene promossa entro i sei mesi successivi alla cessazione del vizio.

L'azione di annullamento per mancanza di testimoni può essere promossa soltanto entro l'anno successivo alla celebrazione del matrimonio.

Il certificato di matrimonio e, eventualmente (se la domanda di annullamento è fondata sull'età), l'atto di nascita della parte interessata dovranno essere allegati alla domanda introduttiva.

Una volta scaduto il termine per la presentazione della memoria di difesa, il processo si svolge secondo le norme summenzionate che regolano la procedura ordinaria.

Si considerano sanati i vizi di nullità del matrimonio e quest'ultimo viene considerato valido fin dal momento della celebrazione se, prima che la sentenza di annullamento passi in giudicato, si verifica uno dei seguenti eventi:

a) se un minore che si sia sposato senza avere l'età minima per contrarre matrimonio conferma il matrimonio dinanzi a un ufficiale dello stato civile e a due testimoni, dopo aver raggiunto la maggiore età;

b) se una persona interdetta o incapace per anomalia psichica conferma il matrimonio nei termini esposti alla precedente lettera a), dopo la revoca dell'interdizione o dell'incapacità o, nel caso di una persona affetta da infermità mentale, dopo che il giudice abbia verificato la salute psichica dell'infermo;

c) se il primo matrimonio contratto dal bigamo viene dichiarato nullo o annullato;

d) se l'assenza dei testimoni sia dovuta a circostanze attendibili, come quelle riconosciute dal cancelliere, sempreché non sussistano dubbi circa la celebrazione del matrimonio.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Sì. Il sistema del gratuito patrocinio si applica in tutti gli organi giurisdizionali, indipendentemente dalla forma del processo.

Per informazioni più dettagliate, si prega di consultare la scheda "Patrocinio a spese dello Stato".

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, è sempre possibile ricorrere in appello avverso una decisione di separazione giudiziale, di divorzio o di annullamento del matrimonio.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Se è stata pronunciata in uno Stato membro dell'Unione europea, ad eccezione della Danimarca, la decisione in questione viene riconosciuta negli altri Stati membri ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003.

Se la decisione è stata pronunciata in Danimarca, si applica il procedimento speciale di delibazione delle sentenze straniere.

Nell'ambito di questo procedimento, il documento contenente la decisione di cui si chiede il riconoscimento viene presentato unitamente alla domanda, e la controparte viene citata affinché possa proporre opposizione nel termine di 15 giorni. Il richiedente può rispondere nei 10 giorni successivi alla notificazione della presentazione dell'opposizione. Avendo le parti formulato le rispettive richieste ed essendo stati eseguiti i provvedimenti ritenuti indispensabili, tutti gli atti del procedimento sono messi a disposizione delle parti e del pubblico ministero, rispettivamente per 15 giorni.

Perché la sentenza possa essere confermata occorre:

a) che non vi siano dubbi sull'autenticità del documento dal quale risulta la sentenza, né sulle ragioni della decisione;

b) che la decisione sia passata in giudicato secondo il diritto del paese in cui è stata pronunciata;

c) che sia stata pronunciata da un giudice straniero la cui competenza non sia stata invocata per aggirare la legge e non riguardi una materia di competenza esclusiva dei giudici portoghesi;

d) che non possa invocarsi l'eccezione di litispendenza o di cosa giudicata sulla base di una causa in trattazione dinanzi a un giudice portoghese, tranne il caso in cui sia stato il giudice straniero a impedire l'avvio del procedimento;

e) che il convenuto sia stato regolarmente citato, conformemente alla legge del paese del giudice di origine, e che nel corso del procedimento siano stati rispettati i principi del contraddittorio e dell'uguaglianza delle parti;

f) che non riguardi una decisione il cui riconoscimento dia luogo a un risultato manifestamente incompatibile con i principi dell'ordine pubblico internazionale dello Stato portoghese.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Negli Stati membri dell'Unione europea, ad eccezione della Danimarca, se la parte interessata vuole chiedere il riconoscimento della decisione di divorzio, di separazione legale o di annullamento del matrimonio, la domanda deve essere presentata al tribunale della famiglia. L'autorità giudiziaria territorialmente competente è determinata dal diritto interno dello Stato membro nel quale la domanda di riconoscimento è stata presentata.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

In conformità delle norme nazionali sul conflitto di leggi, nei procedimenti di divorzio e di separazione legale si applica la legge nazionale comune dei coniugi. Se i coniugi non possiedono la stessa cittadinanza, si applica la legge del luogo della loro residenza abituale comune e, in mancanza, la legge del paese con il quale la loro vita familiare è più strettamente legata.

Se, tuttavia, durante il matrimonio la legge applicabile cambia, la separazione o il divorzio possono essere basati solo su fatti rilevanti al momento in cui ciò si verifica.

Ulteriori informazioni

Informazioni più dettagliate sono reperibili sui seguenti siti Internet:

Ultimo aggiornamento: 30/04/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Divorzio - Romania

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il divorzio può essere ottenuto con il consenso di entrambi i coniugi (mediante procedura giudiziale, amministrativa o notarile). In mancanza del mutuo consenso il divorzio può essere concesso dal giudice.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Ai sensi dell'articolo 373 del codice civile, si può ottenere il divorzio nei seguenti casi:

  • con il consenso di entrambi i coniugi;
  • se sussiste un grave deterioramento del rapporto tra i coniugi e la continuazione del matrimonio non è più possibile;
  • su richiesta di uno dei coniugi, dopo una separazione de facto durata almeno due anni;
  • su richiesta del coniuge le cui condizioni di salute rendano impossibile la continuazione del matrimonio.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

  • La qualità di coniuge cessa di esistere ed entrambi i coniugi divorziati possono risposarsi.
  • Con lo scioglimento del matrimonio attraverso il divorzio, i coniugi possono concordare di mantenere i nomi che avevano durante il matrimonio. In mancanza di accordo, in casi debitamente giustificati il giudice può consentire ai coniugi di mantenere i nomi usati durante il matrimonio. In mancanza sia di un accordo sia di una decisione del giudice, ciascun coniuge riacquista il nome che aveva prima del matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

In conseguenza del divorzio, il regime patrimoniale tra i coniugi si scioglie con effetto dalla presentazione della domanda di divorzio. Tuttavia, su richiesta di uno dei coniugi – o di entrambi congiuntamente, in caso di divorzio consensuale – il giudice può dichiarare lo scioglimento del regime patrimoniale tra di essi a far data dalla separazione de facto.

Se il regime di comunione dei beni cessa con lo scioglimento del matrimonio, gli ex coniugi rimangono comproprietari dei beni in comunione, fintantoché non vengano determinate le loro rispettive quote.

Con lo scioglimento del regime di comunione, ciascun coniuge riprende possesso dei propri beni, successivamente si procede alla divisione dei beni in comune e alla liquidazione dei debiti. A tal fine, la quota di beni spettante a ciascun coniuge viene stabilita in primo luogo in base al contributo di ciascuno all'acquisto dei beni comuni e all'adempimento degli obblighi comuni. Salvo prova contraria, si presume che i coniugi abbiano contribuito in egual misura.

A prescindere dalla sussistenza di eventuali obblighi alimentari tra gli ex coniugi e da un eventuale indennizzo, il coniuge esente da colpa, che subisce perdite finanziarie in conseguenza dello scioglimento del matrimonio, può chiedere un risarcimento al coniuge cui sia stata addebitata la colpa. Il giudice per le questioni familiari decide in merito a tale richiesta nell'ambito della sentenza di divorzio.

Inoltre, il divorzio comporta la perdita dei diritti reciproci di successione.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Dopo aver pronunciato il divorzio, il giudice per le questioni familiari decide in merito alla relazione tra i genitori divorziati e i figli minori. Di norma, dopo un divorzio, i genitori esercitano congiuntamente la potestà genitoriale. Il giudice per le questioni familiari fissa il domicilio del minore presso l'abitazione del genitore con cui il minore vive abitualmente, mentre il genitore separato dal figlio ha il diritto di avere contatti personali con quest'ultimo. Inoltre, il giudice stabilisce in quale misura ciascun genitore contribuisce alle spese relative all'accudimento, all'educazione, all'istruzione e alla formazione dei figli.

Se le circostanze cambiano, il giudice per le questioni familiari può modificare i provvedimenti relativi ai diritti e agli obblighi dei genitori divorziati nei confronti dei figli minorenni, su richiesta di uno dei genitori o di un altro membro della famiglia, del figlio, del tutore, di un istituto per la protezione dei minori ovvero del pubblico ministero.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Con lo scioglimento del matrimonio cessano le obbligazioni alimentari tra i coniugi. L'ex coniuge ha diritto agli alimenti qualora non abbia mezzi finanziari sufficienti, a causa dell'incapacità al lavoro sopravvenuta prima o durante il matrimonio, o entro un anno dal divorzio (purché tale incapacità sia dovuta a eventi che si riferiscono al matrimonio).

Il coniuge che presenta una domanda di alimenti non può chiedere anche un risarcimento. Nel caso in cui l'addebito di colpa del divorzio sia stato dichiarato solo nei confronti del coniuge convenuto, l'attore può ottenere un risarcimento. È possibile ottenere tale risarcimento solo se il matrimonio è durato per almeno 20 anni.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Il diritto rumeno non prevede la nozione di “separazione legale” ma solo quella di “separazione di fatto” e di divisione giudiziale dei beni. Tale situazione deve essere provata dinanzi al giudice. Una separazione di fatto che duri da almeno due anni è una ragione valida per ottenere una pronunzia giudiziale di divorzio.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il matrimonio è annullato in seguito alla violazione di uno dei requisiti di legge che disciplinano il contratto matrimoniale. Il matrimonio può essere annullato solo con una decisione del giudice. L'annullamento ha effetti retroattivi e futuri; il matrimonio annullato si considera come se non fosse mai stato celebrato.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Le seguenti violazioni dei requisiti di legge relativi al matrimonio costituiscono cause di annullamento assolute:

  • il matrimonio è stato contratto senza consenso;
  • il matrimonio è stato contratto tra persone dello stesso sesso;
  • il matrimonio è stato contratto da una persona già sposata;
  • il matrimonio è stato contratto tra persone imparentate in linea retta, oppure tra parenti collaterali fino al quarto grado;
  • uno dei coniugi è affetto da infermità o disabilità mentale;
  • il matrimonio è stato celebrato senza il consenso dei futuri coniugi o tale consenso non soddisfa la procedura prevista dalla legge;
  • il matrimonio è stato contratto da una persona minore di 16 anni;
  • il matrimonio è stato contratto per un fine diverso da quello di creare una famiglia.

Le cause di annullamento relative sono le seguenti:

  • il matrimonio è stato contratto da un minore di 16 anni sulla base di un parere medico, senza il consenso dei genitori o del genitore avente la tutela legale, oppure senza l'autorizzazione della persona titolare della potestà genitoriale;
  • quando il consenso è nullo per errore (in relazione all'identità fisica dell'altro coniuge), dolo o violenza;
  • la persona che contrae matrimonio è affetta da incapacità temporanea di intendere e di volere;
  • il matrimonio è stato contratto tra un genitore adottivo e un minore posto sotto la sua tutela.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Fino alla pronuncia della sentenza di annullamento definitiva, il coniuge che abbia contratto un matrimonio invalido o nullo in buona fede mantiene il suo status di coniuge di un matrimonio valido e i rapporti patrimoniali tra gli ex coniugi sono disciplinati, per analogia, dalle disposizioni in materia di divorzio.

La nullità del matrimonio non produce effetti sui figli, che sono considerati nati in costanza di matrimonio. In relazione ai diritti e doveri reciproci di genitori e figli, si applicano per analogia le disposizioni in materia di divorzio.

La sentenza di un giudice che dichiari l'invalidità o la nullità di un matrimonio è opponibile a terzi; si applicano mutatis mutandis le disposizioni relative alle formalità inerenti al regime patrimoniale tra i coniugi, alla pubblicità del contratto di matrimonio e all'inopponibilità del contratto di matrimonio.

L'annullamento del matrimonio non è opponibile a un terzo rispetto ad un atto stipulato da uno dei coniugi prima dell'annullamento, a meno che non siano state rispettate le formalità stabilite dalla legge in relazione alla pubblicità delle azioni di accertamento della nullità o delle azioni di annullamento, o nel caso in cui il terzo interessato fosse stato altrimenti edotto delle cause di annullamento del matrimonio prima della conclusione dell'atto.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Il ricorso alla mediazione prima di avviare un procedimento dinanzi al giudice è facoltativo. Nel corso del procedimento l'autorità giudiziaria è tenuta a informare le parti circa la possibilità e i vantaggi dell'utilizzo della mediazione.

La mediazione permette di risolvere malintesi tra i coniugi riguardanti il proseguimento del matrimonio, l'esercizio dei diritti genitoriali, la determinazione della residenza dei figli, il contributo dei genitori al mantenimento dei figli ed eventuali altre incomprensioni sorte in virtù della relazione tra i coniugi in relazione ai diritti loro conferiti dalla legge. Il mediatore garantisce che il risultato della mediazione non sia contrario al miglior interesse del figlio e invita i genitori a concentrarsi principalmente sui bisogni del figlio e ad assumere la responsabilità genitoriale, al fine di assicurare che la separazione di fatto o il divorzio non compromettano l'educazione e lo sviluppo del bambino.

La convenzione conclusa in esito alla mediazione e contenente l'accordo tra le parti sull'esercizio dei diritti genitoriali, sul contributo di ciascun genitore al mantenimento dei figli e sulla residenza degli stessi deve essere vidimata dal giudice, che ha l'obbligo di verificare se l'accordo è conforme agli interessi del figlio.

In caso di divorzio consensuale e in mancanza di figli minori nati in costanza di matrimonio, fuori dal vincolo matrimoniale o adottivi, il cancelliere o un notaio del luogo in cui è stato contratto il matrimonio, ovvero dell'ultima residenza comune dei coniugi, può dichiarare lo scioglimento del matrimonio mediante l'accordo dei coniugi e rilasciare loro un certificato di divorzio.

Il divorzio ottenuto sulla base di una convenzione tra i coniugi può essere pronunciato da un notaio anche in presenza di figli minori, nati nell'ambito o al di fuori del matrimonio o adottivi, qualora tra i coniugi esista un accordo su tutti gli aspetti relativi ai cognomi, all'esercizio della potestà genitoriale, alla residenza dei figli, ai modi per mantenere le relazioni personali e alla determinazione del contributo di ciascun genitore all'accudimento, all'educazione, all'istruzione e alla formazione dei figli.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

La domanda di divorzio deve essere presentata all'autorità giudiziaria.

Secondo il criterio della competenza territoriale, la domanda dev'essere presentata presso l'organo giurisdizionale competente del luogo in cui si trova l'ultima abitazione coniugale. Qualora i coniugi non avessero un'abitazione coniugale o qualora entrambi non vivano più nel luogo ove si trova la suddetta abitazione, la domanda dev'essere presentata presso l'organo giurisdizionale competente del luogo in cui si trova la residenza del convenuto. Tuttavia, se il convenuto non è residente in Romania e i giudici rumeni hanno competenza giurisdizionale internazionale, la domanda deve essere presentata presso l'organo giurisdizionale competente per il luogo in cui si trova la residenza della parte attrice. Se né l'attore né il convenuto risiedono in Romania, le parti possono convenire di presentare la domanda di divorzio presso qualsiasi organo giurisdizionale in Romania. In mancanza di tale accordo tra le parti, la domanda di divorzio deve essere presentata presso il tribunale del distretto n. 5 di Bucarest.

La domanda di divorzio deve riportare, oltre alle osservazioni contenute negli atti di citazione, i nomi dei figli minori. Alla domanda devono essere allegati il certificato di matrimonio, copie dei certificati di nascita dei figli minori e, se del caso, la convenzione stipulata dai coniugi in esito alla procedura di mediazione.

Nel caso in cui la domanda di divorzio sia basata su una convenzione tra le parti, essa deve essere firmata da entrambi i coniugi o da un rappresentante di entrambe le parti debitamente autorizzato attraverso una procura speciale autentica. Qualora il rappresentante sia un avvocato, questi deve certificare le firme dei coniugi, conformemente alla legge vigente.

Nei procedimenti dinanzi ai giudici di primo grado le parti devono comparire personalmente, tranne nel caso in cui un coniuge stia scontando una pena detentiva, sia affetto da malattia grave che gli impedisce di comparire, sia colpito da un'ingiunzione del giudice, sia residente all'estero o si trovi in un'altra situazione che gli impedisce di comparire personalmente; in tali situazioni, la persona interessata può farsi rappresentare da un avvocato, da un rappresentante autorizzato o, se del caso, da un tutore o da un curatore (curator). Se all'udienza in primo grado l'attore è assente ingiustificato e il convenuto è l'unico a comparire, la domanda è respinta poiché infondata.

Anche qualora non venga richiesto nella domanda di divorzio, il giudice adito deve adottare una decisione in merito all'esercizio della potestà genitoriale, al contributo dei genitori alle spese per l'educazione e l'istruzione dei figli, al loro domicilio e al diritto del genitore non affidatario di avere rapporti personali con i figli.

Una domanda di annullamento del matrimonio per motivi assoluti può essere presentata da qualsiasi parte interessata. La domanda di annullamento ha carattere personale e senza trasmissione di effetti agli eredi. Tuttavia, se l'annullamento è stato chiesto da un coniuge, la procedura può essere portata avanti da uno dei suoi eredi.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato alle condizioni stabilite dal decreto di urgenza del governo n. 51/2008 sul gratuito patrocinio nei procedimenti civili, approvato con modifiche e integrazioni dalla legge n. 193/2008, come modificata.

Il patrocinio può essere concesso, separatamente o cumulativamente, sotto forma di prestazione di assistenza legale; pagamento dei compensi spettanti ai periti, ai traduttori o agli interpreti; pagamento del compenso dovuto all'ufficiale giudiziario e, in termini di esenzioni, sotto forma di riduzione, rateizzazione o differimento dei pagamenti delle spese giudiziarie.

Per essere ammessa al gratuito patrocinio in forma completa, una persona deve disporre di un reddito medio mensile netto per ogni membro familiare inferiore a 300 RON nei due mesi immediatamente precedenti la presentazione della domanda. Se il reddito è inferiore a 600 RON, il patrocinio viene concesso al 50%. Il gratuito patrocinio può essere concesso in proporzione ai bisogni del richiedente anche nelle situazioni in cui i costi effettivi o previsti del procedimento possano limitare l'accesso effettivo alla giustizia, a causa, per esempio, delle disparità esistenti tra il costo della vita nello Stato membro di residenza del richiedente e il costo della vita in Romania.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Il nuovo codice di procedura civile stabilisce un termine per l'impugnazione di 30 giorni dalla notifica della decisione.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

La normativa applicabile nei casi relativi al riconoscimento di una sentenza di divorzio è il regolamento (CE) n. 2201/2003. La domanda deve essere presentata all'organo giurisdizionale competente del luogo in cui il convenuto ha il domicilio o la residenza in Romania. Se la residenza del convenuto non è nota, la domanda deve essere presentata all'organo giurisdizionale competente del luogo in cui si trova il domicilio o la residenza dell'attore.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Una decisione di riconoscimento può essere impugnata dinanzi alla Corte d'appello competente per territorio o con un ricorso alla Corte di cassazione.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Per stabilire quale sia la legge applicabile ai rapporti di diritto internazionale privato, i giudici rumeni applicano il regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale oppure gli articoli 2957 e seguenti del codice civile.

I coniugi possono scegliere la legge dello Stato in cui entrambi hanno il domicilio abituale o in cui avevano l'ultima residenza comune (se almeno un coniuge vi abita ancora alla data in cui viene stipulato l'accordo sulla scelta della legge applicabile), la legge dello Stato di cittadinanza di uno dei coniugi, la legge dello Stato in cui i coniugi hanno vissuto per almeno tre anni o la legge rumena.

In mancanza di una scelta da parte dei coniugi, si applica la legge dello Stato in cui entrambi hanno il domicilio abituale o, in mancanza, la legge dello Stato dell'ultimo domicilio abituale di entrambi i coniugi (se almeno uno di essi vi abita ancora alla data di deposito della domanda di divorzio); qualora i coniugi non abbiano un domicilio abituale, si applica la legge dello Stato del quale entrambi hanno la cittadinanza alla data di deposito della domanda di divorzio o, infine, se i coniugi hanno cittadinanze diverse, si applica la legge del paese dell'ultima cittadinanza comune (se almeno uno di essi l'ha ancora alla data di deposito della domanda di divorzio). In tutte le altre situazioni si applica la legge rumena.

Ultimo aggiornamento: 03/12/2015

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

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Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Divorzio - Slovenia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

L'ordinamento sloveno riconosce due categorie di divorzio: a) il divorzio consensuale e b) il divorzio giudiziale.

a) In caso di divorzio consensuale il giudice concede il divorzio ai sensi dell'articolo 64 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari (Zakon o zakonski zvezi in družinskih razmerjih, ZZZDR) sempreché sia stato raggiunto un accordo in merito alla cura, all'educazione e al mantenimento di eventuali figli della coppia e ai contatti dei figli con i genitori (per il quale occorre ottenere un parere del centro di assistenza sociale), e allorché i coniugi abbiano presentato un accordo scritto, autenticato da un notaio e dotato di forza esecutiva, sulla divisione dei beni comuni, in cui si specifichi a quale coniuge spettano i diritti di abitazione della casa coniugale, e che contenga clausole relative al mantenimento del coniuge che sia privo di mezzi di sostentamento e disoccupato senza propria colpa.

b) Quando il matrimonio è divenuto "intollerabile" per una qualsivoglia ragione, ciascun coniuge può inoltrare una domanda di divorzio giudiziale. In tale caso è il giudice che decide anche in merito alla cura, all'educazione e al mantenimento di eventuali figli della coppia, e ai contatti dei figli con i genitori. Prima di decidere, il giudice deve consultare i servizi sociali.

In entrambi i casi, dopo aver ricevuto una domanda di divorzio consensuale o giudiziale, il giudice dispone un colloquio di consulenza tra il centro di assistenza sociale e i coniugi, al quale i coniugi devono partecipare personalmente e senza i loro rappresentanti. Il centro di assistenza sociale riferisce al giudice sull'esito del colloquio.

2 Quali sono le cause del divorzio?

  • La legge sul matrimonio e i rapporti familiari riconosce come unica causa di divorzio la situazione in cui il matrimonio sia divenuto intollerabile. Ciò significa che il matrimonio è completamente e irreparabilmente finito e che non può più essere salvato. Un matrimonio si considera "intollerabile" quando i rapporti tra i coniugi si siano interrotti non solo temporaneamente, ma quando siano compromessi, per gravi motivi, in modo completo ed irreparabile. L'intollerabilità viene valutata sulla base della situazione tra i coniugi al momento dell'udienza, tenuto conto di tutte le circostanze che l'hanno provocata. Il giudice valuta l'intollerabilità anche quando il coniuge convenuto acconsente al divorzio.
  • Il matrimonio può essere sciolto su richiesta di un solo coniuge, non essendo necessario che il rapporto sia considerato intollerabile da entrambi i coniugi.
  • La questione relativa alla colpa di uno dei coniugi, che ha fatto sì che il matrimonio diventasse intollerabile, è ininfluente e non deve essere accertata dal giudice nel corso del procedimento. Un matrimonio può essere sciolto anche su domanda del coniuge responsabile del fatto che il rapporto dia divenuto intollerabile.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

Le conseguenze giuridiche del divorzio sono esposte dettagliatamente di seguito.

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Una persona che ha preso il cognome del coniuge in seguito al matrimonio può dichiarare, entro sei mesi dalla pronuncia della sentenza definitiva di divorzio o dalla sentenza di scioglimento del matrimonio, che intende riprendere il cognome che aveva prima di sposarsi. Tale dichiarazione è ammessa soltanto per una persona che non abbia cambiato ulteriormente il proprio cognome durante il matrimonio (articolo 17 della legge sul cognome/Zakon o osebnem imenu, ZOI-1). Il cambio del cognome è una questione amministrativa che non viene decisa da un giudice ma da un organismo amministrativo.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Nella divisione dei beni in comune si presume che i beni appartengano ai coniugi in parti uguali, tuttavia, se uno dei coniugi ritiene che la divisione dei beni in parti uguali lo metta in una posizione di svantaggio, può chiedere che i beni siano divisi in proporzione all'apporto di ciascun coniuge. In tale contesto, il giudice tiene conto non solo del reddito di ciascun coniuge, ma anche di altre circostanze, come l'assistenza prestata da un coniuge verso l'altro coniuge, la cura e l'educazione dei figli, lo svolgimento dei lavori domestici, la manutenzione dei beni, e ogni altra forma di lavoro e di partecipazione all'amministrazione, alla manutenzione e alla valorizzazione dei beni comuni.

3.3 i figli minori dei coniugi?

CURA ED EDUCAZIONE DEI FIGLI

Nel caso in cui il divorzio sia consensuale i coniugi devono raggiungere un accordo sull'educazione e sulla cura dei figli, mentre spetta al giudice accertare che l'accordo sia nell'interesse di questi ultimi. I genitori possono decidere di comune accordo:

  • che entrambi avranno o continueranno ad avere la responsabilità per la cura e l'educazione dei loro figli, oppure
  • che tutti i figli vengano affidati alla custodia di un solo genitore, oppure
  • che una parte dei figli sia data in affidamento a un genitore e l'altra parte all'altro genitore.

Qualora i genitori non riescano ad accordarsi tra loro, i servizi sociali li aiuteranno a raggiungere un accordo.

Se i genitori si accordano sulla cura e sull'educazione dei figli, possono proporre che il giudice decida in merito tramite un processo di volontaria giurisdizione.

Se i genitori non raggiungono un accordo o se quest'ultimo non è nell'interesse dei figli, il giudice non può sciogliere il matrimonio sulla base di una domanda consensuale, ma dovrà essere avviato un procedimento di divorzio giudiziale.

Se i genitori non riescono ad accordarsi neanche con l'intervento dei servizi sociali, il giudice decide su richiesta di uno dei genitori o di entrambi i genitori:

  • che tutti i figli vengano affidati alla custodia di uno dei genitori;
  • che una parte dei figli venga affidata alla custodia di un genitore e l'altra parte all'altro genitore;
  • in casi eccezionali, il giudice può decidere che tutti i figli o alcuni di essi vengano affidati a un terzo.

Prima di decidere, il giudice deve ottenere il parere del centro per l'assistenza sociale e deve altresì tenere conto del parere dei figli, qualora sia espresso dai figli stessi o tramite una persona di loro fiducia e da essi scelta, e a condizione che i figli siano in grado di capirne il significato e le conseguenze.

Nei casi di divorzio giudiziale, e al fine di disciplinare le relazioni tra i coniugi divorziati e i figli minorenni avuti in comune, il giudice decide in merito alla cura e all'educazione dei figli dopo aver stabilito in che modo il migliore interesse dei figli sia tutelato. Anche in tale caso i genitori possono accordarsi sulle questioni riguardanti la cura e l'educazione dei figli in comune nell'interesse di questi ultimi. Le stesse regole si applicano mutatis mutandis alle questioni attinenti alla cura e all'educazione dei figli nel caso di un divorzio consensuale. La decisione in merito al genitore presso il quale il minore dovrà vivere dopo il divorzio e ai contatti con l'altro genitore nonché sul mantenimento è parte integrante della sentenza di divorzio.

VISITE

  • I genitori devono cercare di raggiungere un accordo sulle condizioni di esercizio del diritto di visita.
  • Se i genitori trovano un accordo, possono proporre al giudice di decidere in merito tramite un processo di volontaria giurisdizione; se il giudice accerta che l'accordo non è nell'interesse dei figli, respinge la proposta.
  • Se i genitori non riescono ad accordarsi, il giudice decide sulla base di una proposta dell'uno o dell'altro genitore (in caso di divorzio consensuale, i coniugi devono includere nell'accordo di divorzio un accordo sul diritto di visita, ed il giudice inserirà tale accordo nella sentenza di divorzio); la proposta dovrà includere la prova del previo tentativo dei genitori di raggiungere un accordo attraverso l'intervento del centro per l'assistenza sociale.
  • Il giudice decide ex officio in merito al diritto di visita solo qualora la questione sorga dopo un divorzio giudiziale o dopo lo scioglimento del matrimonio.
    • La decisione sul diritto di visita spetta in primo grado ai tribunali distrettuali (okrožna sodišča) nell'ambito di un processo di volontaria giurisdizione, a meno che la questione delle visite non venga risolta congiuntamente ad una controversia sulla cura e l'educazione dei figli (in tal caso, la questione delle visite verrà decisa nell'ambito di un procedimento civile).
    • Nel decidere sul diritto di visita gli interessi del minore sono di primaria importanza: si deve ritenere che le visite non siano nell'interesse del minore qualora implichino una pressione psicologica sullo stesso o compromettano il suo sviluppo fisico e mentale.
    • Nell'adottare una decisione, il giudice deve tenere conto anche del parere dei figli, qualora sia espresso dai figli stessi o tramite una persona di loro fiducia e da essi scelta, e a condizione che questi siano in grado di capirne il significato e le conseguenze.
    • I figli hanno inoltre il diritto di avere contatti con altri membri della famiglia con cui hanno uno stretto legame personale (per esempio i nonni, o fratelli e sorelle unilaterali).

OBBLIGAZIONI ALIMENTARI a favore dei coniugi e dei figli

  • I coniugi possono accordarsi in merito al mantenimento dei figli e quindi stipulare un accordo sulle obbligazioni alimentari nei confronti dei figli, che deve essere firmato dinanzi al giudice; in tal caso, il giudice emana una decisione speciale nell'ambito di un processo di volontaria giurisdizione. Se l'accordo non è nell'interesse del minore, il giudice respinge la proposta di emanare una decisione che approvi l'accordo.
  • Se i coniugi non raggiungono un accordo nemmeno con l'assistenza dei servizi sociali, possono chiedere che la decisione in merito sia adottata dal giudice. Prima di decidere, il giudice deve ottenere il parere del centro per l'assistenza sociale e deve tenere conto anche del parere dei figli, qualora l'abbiano espresso dai figli stessi e a condizione che siano in grado di capirne l'importanza e le conseguenze.
  • I genitori sono tenuti a provvedere ai bisogni dei propri figli fino alla maggiore età o anche, dopo il conseguimento della maggiore età, fino al termine di un regolare corso di studi e al compimento dei 26 anni, finché lo consentono le risorse e le capacità economiche di cui dispongono, al fine di tutelare gli interessi dei figli (sviluppo complessivo dei figli).
  • Gli alimenti nei confronti dei figli sono calcolati sulla base dei bisogni di questi ultimi e tenendo conto delle risorse e delle capacità economiche della persona su cui grava l'obbligo degli alimenti. Nel calcolare gli obblighi alimentari il giudice deve tenere conto degli interessi dei figli, di modo che gli alimenti consentano di garantire lo sviluppo fisico e mentale dei figli. L'importo dei crediti alimentari è attualizzato ogni anno sulla base dell'indice dei prezzi al consumo applicato in Slovenia.
  • Il coniuge o il partner non coniugato deve provvedere ai bisogni del figlio minorenne del coniuge o del convivente se vive con loro e nessuno dei genitori è in grado di provvedere ai bisogni del minore.
  • I figli maggiorenni devono provvedere ai bisogni dei genitori se questi non dispongono di mezzi di sussistenza sufficienti e non sono in grado di procurarseli autonomamente, e qualora un genitore a carico non possa essere mantenuto dal coniuge.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

  • Il coniuge che non dispone di mezzi di sussistenza ed è disoccupato – senza responsabilità alcuna – ha diritto di ricevere gli alimenti dall'altro coniuge.
  • La richiesta degli alimenti può essere inoltrata durante il procedimento di divorzio o attraverso la proposizione di un'azione speciale entro un anno dallo scioglimento definitivo del matrimonio, nel caso in cui le condizioni per beneficiare dei crediti alimentari fossero presenti al momento del divorzio e permangano nel momento in cui viene presentata la richiesta.
  • I coniugi possono accordarsi sull'obbligo di pagamento degli alimenti in caso di divorzio stipulando una scrittura privata con forza esecutiva dinanzi ad un notaio.
  • Le obbligazioni alimentari sono stabilite per un periodo indeterminato o determinato, a seconda di quanto risulti necessario per consentire al coniuge di trovare una nuova occupazione e di organizzare le proprie attività.
    • Gli alimenti sono fissati in funzione dei bisogni del beneficiario e delle capacità del coniuge su cui grava l'obbligo di pagamento. Il credito alimentare è stabilito su base mensile e in anticipo; può essere richiesto a partire dal momento in cui viene avviata l'azione in giudizio. In casi eccezionali può essere versato come importo unico forfettario.
    • Il giudice respinge una richiesta di alimenti qualora il pagamento degli alimenti al beneficiario risulti ingiusto nei confronti del coniuge sul quale grava l'obbligo di pagamento, alla luce delle ragioni che hanno reso il matrimonio intollerabile o se il beneficiario ha commesso un reato ai danni del coniuge tenuto al pagamento degli alimenti o di uno dei suoi parenti stretti prima o dopo il procedimento di divorzio.
    • Il coniuge non è tenuto al mantenimento dell'altro coniuge se ciò potrebbe compromettere la sua capacità di provvedere ai propri bisogni o ai bisogni di uno o più minori che la legge pone a suo carico.
    • Il calcolo degli alimenti è attualizzato ogni anno sulla base dell'indice dei prezzi al consumo applicato in Slovenia.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Il "rapporto di convivenza " (življenjska skupnost) costituisce un elemento essenziale del matrimonio (articolo 3 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari). La fine del rapporto di convivenza (prenehanje življenjske skupnosti), o la separazione legale, comporta l'interruzione permanente dell'elemento essenziale delle relazioni reciproche tra i coniugi. Quando il rapporto di convivenza finisce, cessano i legami patrimoniali, intimi ed affettivi tra i coniugi, come accade, per esempio, con il tetto coniugale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

La legge non stabilisce condizioni specifiche per la separazione legale. I giudici decidono in merito alla separazione in ogni singolo procedimento in funzione delle circostanze e delle caratteristiche specifiche di ciascun caso particolare.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

La separazione legale non produce effetti giuridici sul vincolo del matrimonio; ciò significa, quindi, che la separazione pone fine soltanto al rapporto di convivenza e non al matrimonio. Per sciogliere il vincolo matrimoniale è necessario avviare un'azione legale o presentare una proposta di divorzio consensuale. Con la separazione legale i coniugi pongono fine alla comunione dei beni. Il coniuge a carico può chiedere gli alimenti in via giudiziale entro un anno dalla separazione legale.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Per "annullamento del matrimonio" s'intende che, nel momento in cui il matrimonio è stato contratto, non sussistevano le condizioni stabilite dalla legge per considerarlo valido (ad esempio, mancanza del libero consenso, consenso ottenuto con la forza o per errore, mancato rispetto della procedura prescritta dalla legge, matrimonio contratto tra persone aventi un legame di parentela diretto, affette da gravi disturbi mentali o prive della capacità di agire). Gli effetti giuridici del matrimonio cessano a partire dal giorno in cui la sentenza di annullamento diventa definitiva.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Il matrimonio non viene annullato ipso iure, ma con sentenza di annullamento.

L'ordinamento sloveno opera una distinzione tra le cause di annullamento del matrimonio relative e assolute. La distinzione si riferisce alle categorie di persone che possono chiedere l'annullamento.

a) Cause di annullamento relative:

  • il matrimonio è stato contratto tra persone affette da gravi disturbi mentali o prive della capacità di agire (l'annullamento può essere chiesto da uno qualsiasi dei due coniugi, ma solo dopo che sia cessata la causa di invalidità del matrimonio);
  • il consenso al matrimonio è stato ottenuto con la forza o per errore (può chiedere l'annullamento il coniuge che sia stato costretto a sposarsi o sia stato indotto in errore);
  • il matrimonio è stato contratto da una persona di età inferiore ai 18 anni (genitori o tutori).

b) Cause di annullamento assolute [in tal caso, oltre ai coniugi, sono legittimate a chiedere l'annullamento determinate persone che traggono un beneficio diretto e giuridicamente tutelato dall'annullamento (per esempio gli eredi del coniuge deceduto possono, dopo la morte di quest'ultimo, chiedere l'annullamento del matrimonio affinché il coniuge superstite perda il diritto alla successione); inoltre i beneficiari possono intentare un'azione anche dopo l'annullamento del matrimonio; un'azione può essere avviata anche dal pubblico ministero]:

  • uno dei coniugi è affetto da gravi disturbi mentali o è privo della capacità di agire, ove tale situazione persista nel momento in cui viene chiesto l'annullamento;
  • uno dei coniugi era già sposato al momento di contrarre matrimonio;
  • il matrimonio è stato contratto tra persone aventi un legame di parentela in linea diretta o collaterale fino al quarto grado incluso;
  • assenza di entrambi i coniugi alla celebrazione del matrimonio; assenza di uno dei coniugi o del rappresentante dell'altro coniuge;
  • i coniugi non hanno contratto matrimonio con l'intenzione di coabitare.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

L'annullamento produce effetti giuridici dal giorno in cui viene pronunciata la sentenza definitiva. Per le questioni riguardanti le relazioni patrimoniali tra i coniugi, le obbligazioni alimentari nei confronti del coniuge a carico, i regali scambiati tra i coniugi e i rapporti dei coniugi con i figli avuti in comune, in caso di annullamento del matrimonio valgono le stesse disposizioni applicabili in caso di divorzio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

La legge relativa alla mediazione in materia civile e commerciale (Zakon o mediaciji v civilnih in gospodarskih zadevah), che è entrata in vigore nel giugno 2008, disciplina il ricorso alla mediazione nelle controversie riguardanti le questioni di diritto civile e commerciale, le questioni derivanti dai rapporti di diritto del lavoro, di famiglia o altri rapporti di diritto privato, con riferimento alle pretese che le parti possono liberamente far valere e definire, tranne quando una legge specifica disponga altrimenti in relazione a uno qualsiasi dei tipi di controversie suindicati. Il matrimonio non può essere sciolto senza l'intervento del giudice, essendo necessaria la presentazione di una domanda di divorzio giudiziale o consensuale.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

  • Ai sensi dell'articolo 32 del codice di procedura civile (Zakon o pravdnem postopku), i tribunali distrettuali sono competenti a decidere delle controversie matrimoniali (divorzio o annullamento – la legislazione slovena non prevede un'azione specifica per la separazione legale).

L'istanza di divorzio giudiziale o consensuale dovrà includere una copia dell'estratto di matrimonio e degli estratti di nascita dei coniugi, mentre all'udienza i coniugi dovranno esibire un documento di identità.

  • I coniugi dovranno accludere alla proposta di divorzio consensuale anche i seguenti documenti:
    • un accordo relativo alla cura, all'educazione e al mantenimento di eventuali figli comuni, e ai contatti dei figli con i genitori (è necessario ottenere il parere di un centro di assistenza sociale);
    • un accordo scritto autenticato da un notaio e avente forza esecutiva sulla divisione dei beni comuni;
    • un accordo che specifichi a quale dei due coniugi spettano i diritti di abitazione della casa coniugale;
    • un accordo sul mantenimento del coniuge privo di mezzi di sussistenza e disoccupato senza propria colpa.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Il giudice può esonerare le parti dal pagamento delle spese giudiziali qualora il versamento di queste spese riducesse in maniera considerevole il livello di sussistenza minimo delle stesse e dei loro familiari. I cittadini stranieri nelle situazioni definite dagli accordi internazionali o gli stranieri cui si riconoscano le condizioni di reciprocità sono esonerati dal pagamento delle spese giudiziali (articoli 10 e 11 della legge sulle spese giudiziali /Zakon o sodnih taksah, ZST-1).

Le parti possono richiedere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi relativi agli onorari degli avvocati e dei periti; la decisione relativa a una domanda di patrocinio a spese dello Stato spetta al tribunale distrettuale nel cui territorio l'interessato ha la residenza permanente. Nell'ambito di tale procedura, il giudice valuta i criteri (sostanziali ed economici) per l'ammissione al beneficio del gratuito patrocinio alla luce delle disposizioni di cui alla legge pertinente (Zakon o brezplačni pravni pomoči).

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

È possibile impugnare una sentenza di divorzio o di annullamento del matrimonio dinanzi ad un tribunale superiore (višje sodišče), generalmente entro 15 giorni dalla pronuncia della sentenza. Una sentenza di divorzio consensuale può essere impugnata per i seguenti motivi:

  • violazioni sostanziali delle norme di procedura civile;
  • se il consenso di una parte è stato ottenuto per errore, con l'uso della forza o con l'inganno;
  • se non erano soddisfatte le condizioni per pronunciare una sentenza di divorzio congiunto.

La revisione (mezzo di ricorso straordinario) non è ammessa per le controversie matrimoniali.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Ai sensi dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 2201/2003, le decisioni pronunciate in un altro Stato membro sono riconosciute senza che sia necessario ricorrere ad alcun procedimento.

Ogni persona interessata può chiedere che venga emanata una decisione per riconoscere ‑ o non riconoscere ‑ una sentenza emessa da un giudice straniero. In tale caso, l'interessato deve presentare una domanda al tribunale distrettuale competente in Slovenia per ottenere una dichiarazione di esecutività.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

La procedura per inoltrare una richiesta in tal senso è regolata dalle leggi slovene.

Chiunque richieda o contesti il riconoscimento di una decisione giudiziaria o richieda una dichiarazione di esecutività deve presentare la seguente documentazione:

  • una copia della decisione giudiziaria che presenti i requisiti di autenticità prescritti;
  • la conferma, redatta su un modulo standard, della decisione resa nella controversia matrimoniale.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Le disposizioni del regolamento (CE) n. 2201/2003 (Bruxelles II bis) si applicano principalmente e direttamente alle questioni di giurisdizione internazionale che riguardano i cittadini e i residenti degli Stati membri dell'UE.

Se al momento della presentazione dell'istanza di divorzio i coniugi sono cittadini di paesi diversi, si applicano cumulativamente le leggi dei paesi di cui sono cittadini, conformemente alle disposizioni della legge slovena (articolo 37, paragrafo 2, della legge recante norme di diritto internazionale privato e processuale/Zakon o mednarodnem zasebnem pravu in postopku).

Se il matrimonio non può essere sciolto in base alle norme succitate, si applicherà la legge slovena se al momento della presentazione dell'istanza di divorzio uno dei coniugi aveva la residenza permanente nella Repubblica di Slovenia.

Se uno dei coniugi è cittadino sloveno, ma non ha la residenza permanente in Slovenia, e il matrimonio non può essere sciolto secondo le norme indicate all'articolo 37, paragrafo 2, della legge recante norme di diritto internazionale privato e processuale, si applicherà la legge slovena vigente.

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Ultimo aggiornamento: 05/03/2018

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Divorzio - Slovacchia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Nella Repubblica slovacca il matrimonio può essere sciolto esclusivamente da un giudice.

2 Quali sono le cause del divorzio?

L'autorità giudiziaria può sciogliere un matrimonio su istanza di un coniuge, qualora i rapporti tra i coniugi siano deteriorati in maniera talmente grave e permanente che il matrimonio non può più assolvere la propria funzione e non vi sia motivo di sperare in una riconciliazione dei coniugi.

Il tribunale accerta quali siano state le cause che hanno portato a tale grave deterioramento dei rapporti coniugali e ne tiene conto al fine di prendere una decisione. Quando decide in merito a una domanda di divorzio, il giudice tiene sempre conto degli interessi di eventuali figli minorenni.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il coniuge che nel contrarre matrimonio ha assunto il cognome dell'altro coniuge può, entro tre mesi dall'entrata in vigore della decisione di divorzio, comunicare all'anagrafe che intende riprendere il proprio cognome da nubile/celibe.

Il coniuge che nel contrarre matrimonio ha assunto il cognome dell'altro coniuge e contemporaneamente ha mantenuto, come secondo cognome, il proprio cognome può, entro tre mesi dall'entrata in vigore della decisione di divorzio, comunicare all'anagrafe che non utilizzerà più il cognome dell'ex coniuge.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il divorzio pone fine al regime di comunione dei beni. Le questioni relative alla divisione dei beni sono disciplinate dalle disposizioni dell'articolo 150 del Codice civile (Občiansky zákonník). Il regime di comunione dei beni può essere regolato: a) mediante un accordo, b) mediante una decisione giudiziaria, c) sulla base del tempo trascorso.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Nella decisione di divorzio dei genitori di un figlio minorenne, il giudice specifica i diritti e gli obblighi dei genitori nei confronti del figlio nel periodo successivo al divorzio, stabilendo, in particolare, a quale genitore sarà affidata la custodia del figlio, chi ne assumerà la tutela e ne amministrerà i beni. Tale decisione sui diritti e sulle responsabilità dei genitori può essere sostituita da un accordo tra gli stessi.

Se i genitori non pervengono a un accordo sui diritti di visita del figlio minorenne, è il giudice a stabilire quali siano tali diritti nella decisione di divorzio. Qualora si renda necessario nell'interesse del bambino, il giudice limita i diritti di visita di un genitore o li vieta.

Inoltre, il giudice stabilisce in che modo il genitore che non ha ottenuto l'affidamento del figlio minore debba contribuire al suo mantenimento; in alternativa, il giudice approva l'accordo dei genitori sull'importo degli alimenti.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il coniuge divorziato che non sia in grado di provvedere al proprio sostentamento può chiedere all'ex-coniuge di contribuirvi, secondo le possibilità di quest'ultimo. Qualora i coniugi non pervengano a un accordo sull'entità degli alimenti da corrispondere, la decisione relativa al pagamento degli stessi è adottata dall'autorità giudiziaria su richiesta di uno dei coniugi.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

L'ordinamento giuridico slovacco non prevede la separazione legale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Oltre al divorzio, è anche possibile procedere all'annullamento di un matrimonio mediante una decisione giudiziaria. In tale caso, si considera che il matrimonio non sia stato contratto fin dall'inizio (matrimonium nullum). Inoltre, il giudice può dichiarare che il matrimonio non è mai esistito (non matrimonium).

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

  1. I motivi per chiedere l'annullamento del matrimonio sono i seguenti:
  • l'esistenza di un matrimonio precedente;
  • l'esistenza di un vincolo di parentela (ascendenti-discendenti diretti, fratelli e sorelle e vincoli creati con l'adozione);
  • difetto di età, quando si tratta di un minore che ha più di 16 anni ma meno di 18;
  • infermità di mente che determini la limitazione dell'esercizio della capacità giuridica;
  • una dichiarazione da cui risulti che il matrimonio non è stato contratto liberamente, in maniera seria, determinata e comprensibile.

Quando un matrimonio viene contratto nonostante l'esistenza di uno dei suddetti impedimenti, si ritiene che esista finché il giudice non emette una decisione di annullamento.

  1. Il matrimonio è nullo nei seguenti casi:
  • se è stato contratto con la coercizione;
  • se è stato contratto da un minore di 16 anni;
  • se è stato contratto presso un ufficio dell'anagrafe non competente, tranne che per i casi di cui all'articolo 4, paragrafi 2 e 3, o se è stato contratto dinanzi a un sindaco o a un membro del consiglio municipale privi della competenza necessaria;
  • se è stato contratto dinanzi ad un'autorità ecclesiastica o presso una comunità religiosa non registrate sulla base delle disposizioni specifiche in materia oppure dinanzi a una persona, appartenente a una chiesa o a una comunità religiosa registrata, ma non autorizzata a svolgere funzioni ecclesiastiche;
  • se è stato contratto all'estero, dinanzi ad un'autorità non designata a tale fine;
  • se a contrarre matrimonio è stato un sostituto senza una procura valida o se la procura è stata revocata, conformemente alla legge in materia.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Quando il giudice dichiara l'invalidità di un matrimonio, esso viene considerato come non contratto.

I diritti e i doveri dei coniugi nei confronti dei figli comuni e le loro relazioni patrimoniali a seguito della decisione giudiziaria di annullamento sono regolamentati dalle stesse disposizioni che disciplinano i diritti e i doveri dei coniugi divorziati nei confronti dei figli comuni e le loro relazioni patrimoniali. Quando un matrimonio viene annullato mediante decisione giudiziaria, anche le dichiarazioni dei coniugi in merito al cognome comune non sono più valide e ciascuno dei coniugi deve riassumere il proprio cognome originale.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Una decisione di divorzio può essere pronunciata solo da un giudice. Per la soluzione delle questioni relative al divorzio occorre fare riferimento alla legge n. 420/2004 sulla mediazione (zákon č. 420/2004 Z.z. o mediácii).

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Le domande di divorzio, di annullamento del matrimonio e di accertamento dell'inesistenza del matrimonio devono essere presentate al tribunale distrettuale (okresný súd).

L'organo giurisdizionale competente a deliberare in materia è il tribunale nella cui area di giurisdizione i coniugi hanno avuto l'ultima residenza comune, sul territorio slovacco, purché almeno uno di essi risieda ancora in tale area. Se così non è, è competente il tribunale ordinario (všeobecný súd) del convenuto e, in mancanza, il tribunale ordinario del richiedente.

La domanda deve essere conforme ai requisiti di cui all'articolo 42, paragrafo 3 e all'articolo 79, paragrafo 1, del codice di procedura civile (Občiansky súdny poriadok).

Nella domanda, debitamente firmata e datata, deve essere indicato chiaramente il giudice cui ci si rivolge, le generalità del richiedente, l'oggetto della domanda e il fine perseguito. Oltre a ciò, la domanda deve indicare il nome, il cognome, il luogo di residenza delle parti (ed eventualmente del loro rappresentante) e la loro nazionalità; la domanda deve contenere una descrizione veritiera dei fatti fondamentali, un elenco delle prove a cui il richiedente fa riferimento e deve indicare chiaramente lo scopo che si prefigge il richiedente.

Il richiedente deve allegare alla domanda le prove documentali cui fa riferimento, tranne quelle che non possono essere allegate per motivi indipendenti dalla sua volontà.

La domanda deve essere presentata nel numero di esemplari richiesti con gli allegati, affinché il giudice possa serbarne una copia e fornire un esemplare alle parti, se del caso. Qualora la parte non fornisca il numero necessario di esemplari e allegati, il tribunale effettuerà le copie a spese del richiedente.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

La concessione del patrocinio a spese dello Stato è disciplinata dalla legge n. 327/2005, relativa alla concessione del patrocinio gratuito ai cittadini che si trovano in difficoltà materiali (zákon č. 327/2005 Z.z. o poskytovaní právnej pomoci osobám v materiálnejnúdzi).

Un procedimento di divorzio è soggetto al pagamento di spese processuali. Una parte può chiedere l'esonero dal pagamento di tali spese.

Su domanda della parte interessata, il giudice può concedere un esonero totale o parziale dal pagamento delle spese processuali, se ciò è giustificato dalla situazione finanziaria del richiedente e se il caso non concerne un'applicazione arbitraria o manifestamente infondata o la tutela di un diritto. Salvo nei casi in cui il giudice stabilisca diversamente, tale esonero si applica all'intero procedimento e ha effetto retroattivo; tuttavia, le spese affrontate prima dell'adozione della decisione sull'esonero non vengono rimborsate.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Si può ricorrere in appello entro 30 giorni dalla notifica della decisione giudiziaria.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Occorre presentare una domanda per ottenere il riconoscimento della decisione. Il tribunale competente è il tribunale regionale (Krajský súd) di Bratislava.

Le decisioni definitive in materia matrimoniale emanate dopo il 1° maggio 2004 in altri Stati membri (con l'esclusione della Danimarca) vengono riconosciute conformemente al regolamento n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000. Non è richiesta alcuna procedura particolare per il riconoscimento delle decisioni e, soprattutto, non è richiesta alcuna procedura particolare per modificare un'iscrizione all'anagrafe. La persona interessata può, tuttavia, chiedere che venga emessa una decisione speciale sul riconoscimento di una decisione giudiziaria di un altro Stato membro in materia matrimoniale. L'organo giurisdizionale competente per il riconoscimento della decisione di un giudice di un altro Stato membro è il tribunale regionale di Bratislava.

Nel caso di una decisione emessa in Danimarca - oppure in uno Stato membro prima del 1º maggio 2004 - occorre presentare una domanda per il riconoscimento della decisione di un giudice straniero in materia matrimoniale se almeno una delle parti in causa è cittadina slovacca. Tale procedimento è avviato sulla base della domanda, che può essere presentata da una persona designata come parte nella decisione del giudice di un altro Stato membro. L'organo giurisdizionale competente per il riconoscimento della decisione emessa dal giudice di un altro Stato membro è il tribunale regionale di Bratislava.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

È possibile impugnare una decisione relativa al riconoscimento o al mancato riconoscimento di una decisione pronunciata in un altro Stato membro. L'impugnazione deve essere presentata al tribunale regionale di Bratislava e a decidere nel merito è la Corte suprema (Najvyšší súd).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio è disciplinato dal diritto applicabile dello Stato di cui erano cittadini i coniugi all'epoca in cui è stato avviato il procedimento. Qualora i coniugi non abbiano la stessa cittadinanza, il divorzio è disciplinato dal diritto slovacco.

Ultimo aggiornamento: 14/01/2019

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Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Divorzio - Finlandia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Le istanze di divorzio sono trattate dai käräjäoikeus (tribunali di circoscrizione). L'istanza di divorzio può essere presentata da uno dei coniugi o da entrambi i coniugi.

Il divorzio può essere concesso dopo un periodo di riflessione di sei mesi. Tale periodo non è richiesto quando i coniugi hanno vissuto separatamente per almeno due anni prima della presentazione dell'istanza di divorzio.

2 Quali sono le cause del divorzio?

L'istanza non deve indicare le ragioni della richiesta di divorzio. I tribunali di circoscrizione non esaminano i rapporti tra i coniugi o i motivi alla base dell'istanza di divorzio. V. la risposta alla domanda n. 1.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

I coniugi mantengono i loro cognomi dopo il divorzio. Se uno dei coniugi ha cambiato cognome a seguito del matrimonio, lui o lei può chiedere di modificarlo dopo il divorzio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

La concessione del divorzio e la divisione dei beni sono questioni distinte. Sciolto il matrimonio, i coniugi possono concordare come dividere tra loro i beni o possono chiedere al giudice di nominare un esecutore. La regola generale prevede che tutti i beni dei coniugi siano divisi equamente. È possibile derogare alla regola generale sulla base di un accordo prematrimoniale. La divisione può anche essere rivista qualora il risultato possa altrimenti risultare irragionevole. Si può dare avvio alla divisione del patrimonio coniugale con l'inizio del periodo di riflessione.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Questioni quali la custodia, l'abitazione, il mantenimento e i diritti di visita agli eventuali figli minori comuni dei coniugi possono essere definite congiuntamente alla richiesta di divorzio. V. le voci "Responsabilità dei genitori – Finlandia" e "Crediti alimentari– Finlandia".

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Nel disporre il divorzio il giudice può, se richiesto, prevedere che uno dei coniugi sia tenuto a garantire il mantenimento all'altro, se ciò è reputato ragionevole. (V. la voce "Crediti alimentari – Finlandia".) Tuttavia, ciò accade di rado.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

L'ordinamento giuridico finlandese non riconosce la separazione giudiziale. In pratica, separazione significa che i coniugi vivono separatamente, a indirizzi diversi.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

V. la risposta alla domanda n. 4.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

V. la risposta alla domanda n. 4.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il diritto finlandese non comprende disposizioni relative all'annullamento del matrimonio. Tuttavia, il pubblico ministero ha il dovere d'intentare un'azione legale perché venga concesso immediatamente il divorzio, se risulta che i coniugi sono parenti stretti o se uno dei due, al momento della celebrazione delle nozze, era già vincolato da un altro matrimonio valido.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

V. la risposta alla domanda n. 7.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

V. la risposta alla domanda n. 7.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Le istanze di divorzio devono sempre essere presentate al tribunale di circoscrizione. La legge prevede però che i coniugi debbano anzitutto tentare di risolvere il loro conflitto mediante trattative, cercando di raggiungere un accordo; a tal fine, i coniugi possono chiedere l'assistenza di un consulente familiare della sosiaalilautakunta (commissione per gli affari sociali) del comune di residenza. Anche il giudice deve informare i coniugi che è disponibile un servizio di conciliazione familiare. Il consulente familiare cercherà di aiutare i coniugi a trovare un'intesa reciproca su come risolvere il conflitto familiare nel modo più soddisfacente per tutti i membri della famiglia. Il consulente familiare può anche assistere i coniugi nella conclusione di accordi e nell'avvio di altre procedure intese a comporre il conflitto. Il consulente è tenuto in particolare a salvaguardare la situazione di eventuali figli minori dei coniugi. La conciliazione ha sempre carattere volontario.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

I coniugi possono presentare un'istanza congiunta di divorzio o possono presentare istanza singolarmente. La richiesta di divorzio deve essere presentata per iscritto dinanzi al tribunale di circoscrizione del luogo in cui uno dei due coniugi ha la propria residenza. Le richieste di divorzio possono essere presentate personalmente o mediante un rappresentante. Esse possono essere trasmesse al tribunale di circoscrizione anche a mezzo posta, fax o e-mail.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

È previsto il patrocinio a spese dello Stato per i casi di divorzio (V. la voce "Patrocinio a spese dello Stato – Finlandia".)

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Le sentenze di divorzio possono essere impugnate dinanzi alla hovioikeus (corte d'appello).

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Di regola, il riconoscimento di una sentenza di divorzio pronunciata in un altro Stato membro è disciplinato dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio. V. la voce "Divorzio - Diritto comunitario".

A norma di tale regolamento, le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento. Tuttavia, ogni parte interessata può far dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta.

Le domande di delibazione delle sentenze sono trattate dai tribunali di circoscrizione.

Tuttavia, nelle cause di divorzio presentate nei paesi nordici, si applica la convenzione nordica sul matrimonio del 1931. I paesi dell'Unione europea firmatari di tale convenzione sono la Finlandia, la Svezia e la Danimarca. Una sentenza di divorzio pronunciata ai sensi di tale convenzione è valida in tutti i paesi nordici senza che ne sia necessaria una separata delibazione.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

La procedura è la stessa indicata nella risposta alla domanda n. 14.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

La legge finlandese si applica a tutte le istanze di divorzio presentate in Finlandia.

Ultimo aggiornamento: 02/03/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Divorzio - Svezia

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il divorzio può essere chiesto da uno dei coniugi o da entrambi i coniugi congiuntamente. In determinate circostanze, il divorzio deve essere preceduto da un periodo di riflessione di sei mesi. Ciò vale nei seguenti casi:

  • se entrambi i coniugi ne fanno richiesta;
  • se uno dei coniugi vive permanentemente con un figlio di entrambi avente un'età inferiore a sedici anni di cui è affidatario; o
  • se solo uno dei coniugi desidera lo scioglimento del matrimonio.

Tuttavia, in casi eccezionali, anche i coniugi che rientrano in una delle tre condizioni di cui sopra possono divorziare senza il periodo di riflessione. Ciò vale nel caso in cui i coniugi siano stati separati per due anni. Inoltre, un coniuge può divorziare senza dover attendere il periodo di riflessione qualora risulti probabile che sia stato indotto al matrimonio sotto costrizione, o qualora abbia contratto il matrimonio prima di avere compiuto diciotto anni senza la necessaria autorizzazione ufficiale. Se il matrimonio è stato contratto benché i coniugi abbiano un rapporto di parentela diretto, o se il matrimonio è stato contratto benché i coniugi fossero già sposati o partner di un'unione registrata e il matrimonio o l'unione precedente non fossero stati sciolti, ciascuno dei coniugi ha il diritto di chiedere il divorzio senza dover prima attendere un periodo di riflessione.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Un coniuge ha sempre il diritto di ottenere una decisione di divorzio; non occorre che vi siano motivazioni speciali per ottenerlo.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Se uno dei coniugi ha acquisito il cognome dell'altro, ha il diritto di riprendere il cognome che aveva prima del matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Dopo il divorzio, i beni dei coniugi devono essere divisi tra loro. Di norma, essi vengono divisi in parti uguali. I motivi dello scioglimento del matrimonio sono irrilevanti ai fini della divisione dei beni dei coniugi.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Dopo il divorzio, i coniugi continuano ad avere l'affidamento congiunto dei figli. Tuttavia, il giudice può porre fine all'affidamento congiunto:

  • su iniziativa del giudice stesso, qualora ritenga che l'affidamento congiunto sia manifestamente incompatibile con il migliore interesse del minore; o
  • su richiesta di uno dei coniugi, qualora il giudice ritenga che nell'interesse superiore dei figli sia meglio che uno solo dei coniugi ne abbia l'affidamento.

Se entrambi i coniugi chiedono di porre fine all'affidamento congiunto, il giudice deve soddisfare tale richiesta.

Entrambi i coniugi sono responsabili del mantenimento dei figli. Il genitore che non vive con i figli adempie i propri obblighi di mantenimento versando all'altro coniuge assegni alimentari per i figli.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Dopo il divorzio, ciascuno dei coniugi è responsabile del proprio sostentamento personale. Possono esservi eccezioni solo in circostanze particolari, per esempio se uno dei coniugi ha difficoltà a provvedere al proprio sostentamento dopo lo scioglimento di un matrimonio di lunga durata o se vi sono altre ragioni particolari.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino la separazione legale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino la separazione legale.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino la separazione legale.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino la separazione legale. Un matrimonio può essere sciolto a seguito della morte di uno dei coniugi o di un provvedimento giudiziario di divorzio.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino l'annullamento del matrimonio.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino l'annullamento del matrimonio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Soltanto un giudice può decidere di sciogliere un matrimonio con un divorzio. Esistono però delle soluzioni alternative per i vari problemi che possono insorgere in connessione con un divorzio.

I coniugi possono ottenere una "mediazione familiare" intesa ad affrontare i conflitti legati alla coabitazione. In tal modo, i coniugi ricevono aiuto per la soluzione dei problemi e dei conflitti, in modo da poter proseguire il matrimonio. Qualora vi sia già una separazione di fatto, il servizio di mediazione familiare può invece attenuare i conflitti e adoperarsi affinché gli adulti cooperino nel loro ruolo di genitori. La mediazione familiare viene fornita dal settore pubblico (a livello locale), da enti religiosi e da altri soggetti. Le autorità locali hanno la responsabilità di garantire che possa accedere alla mediazione familiare chiunque ne faccia richiesta.

I coniugi hanno inoltre diritto ai cosiddetti "incontri di conciliazione". In tali incontri si discutono problemi inerenti non alla relazione tra gli adulti, ma a quella con i figli. L'obiettivo principale degli incontri di conciliazione, che vengono diretti da esperti, è quello di trovare un accordo su problemi come l'affidamento, la residenza e le visite ai figli. Le autorità locali hanno la responsabilità di garantire che possa accedere agli incontri di conciliazione chiunque ne faccia richiesta.

Se i coniugi desiderano modificare le condizioni relative all'affidamento, alla residenza e alle visite ai figli, devono concludere un accordo che deve essere successivamente approvato dal comitato sociale dell'autorità locale.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino la separazione legale o l'annullamento del matrimonio.

La prima condizione da soddisfare per poter chiedere il divorzio a un tribunale svedese è che tale tribunale deve essere competente per l'esame del caso. Ciò vale naturalmente quando entrambi i coniugi sono di nazionalità svedese e vivono in Svezia. I tribunali svedesi sono competenti anche nei seguenti casi:

  • quando entrambi i coniugi sono di nazionalità svedese;
  • quando il ricorrente è un cittadino svedese che risiede in Svezia o vi ha la residenza dal compimento della maggiore età;
  • quando il ricorrente non è un cittadino svedese, ma ha risieduto in Svezia almeno per un anno immediatamente prima della domanda; o
  • se il convenuto risiede in Svezia.

Se viene riconosciuto che un tribunale svedese è competente per l'esame del procedimento di divorzio, il caso è esaminato dal tingsrätt (tribunale distrettuale svedese) del distretto in cui risiede uno dei coniugi. Se nessuno dei coniugi è residente in Svezia, il caso è esaminato dal tribunale distrettuale di Stoccolma (Stockholms tingsrätt).

Vi sono due modi per adire il tribunale distrettuale per una causa di divorzio. Se entrambi i coniugi vogliono il divorzio, possono presentare una domanda di divorzio congiunta. Se però solo uno di essi lo desidera, il coniuge che vuole il divorzio deve presentare una domanda al tribunale distrettuale. In entrambi i casi, occorre allegare i certificati di nascita di entrambi i coniugi, che possono essere chiesti all'ufficio delle imposte svedese (Skatteverket).

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Nelle cause riguardanti il divorzio e i problemi ad esso connessi, il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso solo per motivi speciali.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Nel diritto svedese non vi sono norme che disciplinino la separazione legale o l'annullamento del matrimonio.

Sì, si può ricorrere in appello contro una decisione di divorzio.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Conformemente al regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio [SI PREGA DI INSERIRE IL LINK], relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (il regolamento Bruxelles II), una decisione emessa in uno Stato membro deve essere riconosciuta negli altri Stati membri senza che sia richiesta nessuna procedura speciale. Vi sono, però, alcuni motivi che determinano il mancato riconoscimento.

Il principio su cui si basa il regolamento Bruxelles II è dunque che una decisione di divorzio, di separazione legale o di annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro deve essere riconosciuta automaticamente e avere gli stessi effetti giuridici di un'analoga decisione svedese. Benché il regolamento si basi quindi sul principio del riconoscimento automatico, l'interessato può chiedere una dichiarazione che attesti se la decisione straniera è riconosciuta in Svezia o meno. La domanda deve essere presentata alla Svea hovrätt (Corte d'appello di Svea), che in questo caso adotta una decisione in merito alla domanda senza ascoltare la controparte.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Per avvalersi dell'opzione prevista dal regolamento Bruxelles II al fine di ottenere una dichiarazione attestante che la decisione straniera è riconosciuta in Svezia occorre presentare una domanda alla Corte d'appello di Svea (Svea hovrätt) (si veda la risposta alla precedente domanda 14) [SI PREGA DI INSERIRE IL LINK ALLA PRECEDENTE DOMANDA 14]. Se la Corte d'appello di Svea ha dichiarato che la decisione in questione deve essere riconosciuta in Svezia, la controparte può chiedere il riesame della decisione facendone richiesta alla medesima Corte d'appello, che ascolterà entrambe le parti. La decisione sulla domanda di riesame della Corte d'appello di Svea può essere impugnata dinanzi all'Högsta domstolen (Corte suprema).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Una domanda di divorzio per la quale è stato adito un tribunale svedese deve sempre essere esaminata sulla base del diritto svedese (principio della lex fori).

Tuttavia, nei seguenti casi, occorre fare riferimento anche alle disposizioni di diritto straniero:

  • quando entrambi i coniugi sono cittadini stranieri e nessuno dei due ha risieduto in Svezia per almeno un anno, non può essere pronunciata una decisione di divorzio contraria ai desideri di uno dei coniugi se non vi sono motivi per farlo conformemente al diritto dello Stato di cui i coniugi o uno dei coniugi sono cittadini;
  • se entrambi i coniugi sono cittadini stranieri e uno di essi sostiene che non vi sono gli estremi per lo scioglimento del matrimonio conformemente al diritto dello Stato di cui è cittadino/a, non può essere resa una decisione di divorzio qualora, in considerazione dell'interesse del coniuge o dei figli di entrambi i coniugi, vi siano particolari motivi per non pronunciarla.

Occorre sottolineare che anche nei due casi di cui sopra si tratta semplicemente di applicare la legge svedese, ma con prudenza, per evitare che venga presa una decisione di divorzio sulla base del diritto svedese in casi in cui i coniugi abbiano scarsi legami con la Svezia e vi siano motivazioni serie che sconsiglino tale decisione.

Ultimo aggiornamento: 21/12/2015

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Divorzio - Inghilterra e Galles

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Uno dei due coniugi deve presentare al giudice una domanda scritta (denominata "petition", istanza). Le domande di divorzio sono trattate dal tribunale della famiglia cui i coniugi devono presentare le proprie istanze. Il richiedente deve fornire prova della rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale e di uno dei cinque fatti elencati nel prosieguo.

Il divorzio non può essere richiesto prima che sia decorso almeno un anno dal matrimonio, mentre una domanda di annullamento può essere presentata in qualsiasi momento successivo ad esso. Tuttavia, al fine di provare la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale è possibile avvalersi di elementi di prova riferiti al primo anno successivo al matrimonio.

A partire da marzo 2014 in Inghilterra e in Galles le coppie omosessuali possono contrarre matrimonio. Al divorzio si applicano le medesime disposizioni, che si tratti di una coppia omosessuale o eterosessuale.

Dal 2005 le coppie omosessuali hanno la possibilità, in Inghilterra, di formalizzare dal punto di vista giuridico la loro relazione stipulando un'unione civile. Le parti di una siffatta unione possono chiederne lo scioglimento o chiedere un provvedimento di separazione in caso di fallimento della loro relazione. Il procedimento è analogo al divorzio, alla separazione giudiziale e all'annullamento del matrimonio, come descritta sopra. Maggiori informazioni sono reperibili sul Il link si apre in una nuova finestrasito del governo.

Nell'ambito di un matrimonio contratto tra persone dello stesso sesso si parla, nel caso di due uomini, di marito e marito, e nel caso di due donne, di moglie e moglie.

2 Quali sono le cause del divorzio?

L'unico motivo di divorzio è la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale. Al fine di dimostrare tale circostanza, occorre fornire prova di una o più "inadempienze" coniugali, ossia:

  • che l'altro coniuge ha commesso adulterio con una persona dell'altro sesso e che il richiedente considera intollerabile vivere con lui o con lei;
  • un comportamento irragionevole, ovvero che l'altro coniuge si è comportato in modo tale da rendere ragionevolmente impossibile pretendere che il richiedente possa continuare a vivere con lui o lei;
  • l'abbandono, ossia che l'altro coniuge ha lasciato il richiedente per un periodo di due anni prima della presentazione dell'istanza di divorzio;
  • la separazione delle parti per un periodo di due anni prima della domanda di divorzio (in presenza del consenso dell'altro coniuge);
  • la separazione per un periodo di cinque anni prima della domanda di divorzio (in assenza del consenso dell'altro coniuge).

Il giudice deve verificare al meglio i fatti asseriti dal richiedente (attore) ed eventualmente dall'altro coniuge (convenuto). Il giudice, se ritiene che sia stata fornita prova della rottura irreversibile del rapporto matrimoniale, emette un provvedimento di divorzio.

Il giudice, se ritiene che la rottura irreversibile del rapporto matrimoniale sia stata provata, emetterà inizialmente un "decree nisi" (un decreto provvisorio). Dopo sei settimane è possibile chiedere che il decreto sia dichiarato irrevocabile ("decree absolute"). Non sono previsti limiti di tempo per la presentazione di quest'ultima domanda.

Tuttavia, se la domanda di decreto irrevocabile è presentata più di 12 mesi dopo il decreto provvisorio, il richiedente è tenuto a fornire una spiegazione scritta che:

  • indichi le motivazioni del ritardo;
  • chiarisca se abbia convissuto con il coniuge dopo l'emanazione del decreto provvisorio e, in caso affermativo, in quale intervallo di tempo, e
  • se la moglie – nel caso di coppie dello stesso sesso ci si riferisce a ciascuno dei coniugi di sesso femminile ‑ abbia avuto figli dopo l'emanazione del decreto provvisorio e, in caso affermativo, se si presuma o meno che si tratta di un figlio della coppia.

Il tribunale della famiglia può esigere dal richiedente che renda una dichiarazione giurata comprovante la spiegazione fornita e, ove lo ritenga opportuno, può farlo al momento della presentazione della domanda.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Le parti sono libere di contrarre nuove nozze (o di stipulare un'unione civile) se lo desiderano. Esse possono scegliere se mantenere il loro cognome da sposate o se riacquistare il cognome anteriore al matrimonio o all'unione.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il giudice, nell'emettere il decreto di divorzio, di annullamento o di separazione giudiziale, o in un momento successivo, può disporre che determinati beni siano trasferiti da un coniuge all'altro, o a un figlio della coppia o a un terzo a beneficio di esso.

Il giudice può anche disporre che siano effettuati pagamenti periodici o che siano venduti determinati beni, può adottare provvedimenti con riferimento alla pensione o disporre pagamenti forfettari o altre misure. Può decidere discrezionalmente quali misure adottare in un determinato caso al fine di soddisfare le esigenze presenti nelle circostanze specifiche.

Nell'esercitare i suoi poteri discrezionali, il giudice deve tener conto del benessere di eventuali figli della coppia minori di 18 anni, nonché dei seguenti aspetti:

  • entrate, capacità reddituali, proprietà e altre risorse finanziarie di cui ciascuno dei coniugi dispone o disporrà verosimilmente nel prossimo futuro;
  • anche il contributo, sia finanziario sia di altra natura, reso da ciascuno dei coniugi per la cura della casa e dei figli
  • le esigenze finanziarie, gli obblighi e le responsabilità che ciascuno dei coniugi ha o si presume avrà in un futuro imminente;
  • il tenore di vita della famiglia anteriore alla rottura del vincolo matrimoniale;
  • l'età di ciascuna parte e la durata del matrimonio;
  • eventuali infermità mentali o fisiche di ciascuna delle parti;
  • i contributi che ciascuna parte ha reso o si presume renderà in futuro per il benessere della famiglia;
  • l'eventualità che la condotta dei coniugi sia tale da richiedere di essere considerata in sede di divisione dei beni;
  • il valore, per ciascuna delle parti, di eventuali indennità che essa perderebbe l'opportunità di percepire a causa del divorzio o dell'annullamento del matrimonio.

3.3 i figli minori dei coniugi?

A seguito del divorzio entrambi i genitori continuano ad avere la potestà sui figli nati dal matrimonio. Sui figli nati da altri rapporti ciascun genitore continuerà ad esercitare la potestà che aveva al momento del divorzio. Entrambi i genitori sono tenuti a continuare a mantenere i figli che hanno vissuto come figli della coppia.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

L'obbligo di mantenere l'altro coniuge cessa di norma con il perfezionamento del divorzio (ossia con l'emanazione del decreto irrevocabile), ad eccezione dei casi in cui, nell'ambito del procedimento di divorzio, è stato disposto il versamento degli alimenti a favore del coniuge. Resta valido inoltre ogni impegno assunto in base a un preesistente provvedimento giudiziale (quali, ad esempio, le obbligazioni alimentari tra coniugi) ed è possibile modificare un tale provvedimento per il futuro qualora le circostanze alla base della sua adozione mutino significativamente.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

In Inghilterra e in Galles la "separazione legale" è nota come "separazione giudiziale". Se il giudice emette una sentenza di separazione giudiziale, il coniuge che ne ha fatto richiesta non è più tenuto a convivere con la moglie o il marito, ma non può risposarsi. In effetti la separazione giudiziale è un'opzione per quei coniugi che sono giunti a una rottura irreversibile del rapporto matrimoniale, ma non intendono convolare a nuove nozze. La domanda di separazione giudiziale non presuppone che sia fornita la prova della rottura irreversibile del rapporto matrimoniale. È possibile richiedere una sentenza di divorzio dopo che è stata pronunciata la sentenza di separazione.

Le parti di un'unione civile possono richiedere la pronuncia di una sentenza di separazione che ha esattamente gli stessi effetti.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Il richiedente deve fornire la prova di uno o più dei fatti attestanti la rottura irreversibile del rapporto matrimoniale e, a differenza di chi chiede l'emanazione di un provvedimento di divorzio, non deve attendere un anno dalla data di inizio del matrimonio.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Se una delle parti di un provvedimento di separazione giudiziale muore senza aver fatto testamento, i suoi beni sono distribuiti in conformità alle norme di successione ab intestato e il decreto di separazione spiega gli stessi effetti di un divorzio. Nessuno dei coniugi vanta pertanto alcun diritto sui beni della parte deceduta senza lasciare testamento. Se una delle parti di un provvedimento di separazione giudiziale muore dopo aver fatto testamento, la separazione giudiziale non sortisce alcun effetto sui diritti in esso riconosciuti, ad esempio, se il coniuge separato sopravvissuto è ivi indicato come beneficiario.

In caso di separazione giudiziale il giudice applica le stesse diposizioni in materia di divisione dei beni applicabili in caso di divorzio.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Due sono le forme di annullamento del matrimonio. Il matrimonio può essere dichiarato "nullo", il che significa che non è mai stato valido e non è mai esistito. In circostanze diverse il matrimonio può essere "annullabile", il che significa che uno dei coniugi può richiedere che il matrimonio sia dichiarato invalido. Se entrambi i coniugi lo desiderano, il matrimonio può continuare a spiegare effetti.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio è nullo e invalido:

  • se non soddisfa le condizioni delle leggi sul matrimonio (Marriage Acts) dal 1949 al 1986, ossia:
    • esiste un legame di parentela troppo stretto fra le parti;
    • una delle parti è minore di sedici anni;
    • non sono state osservate le corrette formalità per il matrimonio;
  • se al momento del matrimonio una delle parti era già legalmente coniugata o parte di un'unione civile;
  • in caso di matrimonio poligamo stipulato al di fuori dell'Inghilterra e del Galles, se uno dei coniugi era residente in Inghilterra e Galles all'atto della sua contrazione.

Un matrimonio è "annullabile" nelle seguenti circostanze:

  • non è stato consumato a causa dell'incapacità di uno dei coniugi a farlo; la presente previsione si applica soltanto ai matrimoni tra coniugi di sesso diverso;
  • il matrimonio non è stato consumato a causa del rifiuto intenzionale del convenuto; la presente previsione si applica soltanto ai matrimoni tra coniugi di sesso diverso;
  • uno dei coniugi non ha regolarmente consentito al matrimonio perché sotto pressione e obbligato ad accettare, in errore in merito agli effetti giuridici del matrimonio o mentalmente incapace di valutare le conseguenze della decisione di contrarre matrimonio;
  • all'atto della celebrazione del matrimonio una delle parti soffriva di disturbi mentali tali da non renderla idonea al matrimonio o soffriva di una malattia venerea in forma trasmissibile e il richiedente ne era all'epoca all'oscuro;
  • all'atto della celebrazione del matrimonio la convenuta era incinta di una persona diversa dal ricorrente e quest'ultimo non ne era all'epoca a conoscenza;
  • è stato emesso nei confronti di una delle parti un certificato di riconoscimento del genere (Gender Recognition Certificate) dopo la celebrazione del matrimonio;
  • il convenuto è una persona il cui sesso all'atto della celebrazione del matrimonio è divenuto il sesso acquisito in base al Gender Recognition Act (legge sul riconoscimento del genere) del 2004 e il richiedente non ne era a conoscenza all'epoca dei fatti.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Un matrimonio, se nullo, è completamente invalido e viene considerato come mai esistito. Questo non incide sullo status dei figli.

Se un matrimonio è annullabile, esso è considerato come invalido dalla data in cui la sentenza di annullamento diviene irrevocabile, mentre è ritenuto valido fino a quel momento.

In caso di matrimonio nullo e di matrimonio annullabile, per la divisione dei beni il giudice può adottare le stesse disposizioni previste per l'ipotesi del divorzio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Il governo promuove il ricorso alla mediazione per la definizione delle controversie in determinati casi. La mediazione può essere uno strumento utile nel caso di controversie relative ai figli nonché ai beni e alle risorse economiche. In alcuni settori il servizio di consulenza e assistenza al tribunale della famiglia e dei minori – Children and Family Court Advisory and Support Service – ossia Il link si apre in una nuova finestraCAFCASS (Inghilterra) oppure Il link si apre in una nuova finestraCAFCASS Cymru (Galles), fornisce assistenza per la risoluzione di controversie relative ai figli in tribunale. Il giudice può rinviare la causa ove si cerchi di definire la controversia in tal modo.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

L'istanza può essere presentata dinanzi a qualsiasi tribunale della famiglia e deve indicare se è richiesto il divorzio, la separazione giudiziale o l'annullamento. Dettagli in merito ai giudici e i formulari necessari sono reperibili sul sito del Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia.

Di norma è richiesto il pagamento di un diritto all'atto della presentazione della domanda, ma sono previste eccezioni per i soggetti che beneficiano di sussidi statali o che possono dimostrare che il pagamento dei diritti arrecherebbe loro un grave danno. Maggiori dettagli possono essere reperiti sul sito internet del Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia.

La parte dovrebbe utilizzare il Il link si apre in una nuova finestramodulo di richiesta (D8) e inviare:

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Il ricorso al patrocinio a spese dello Stato non è di norma possibile per il divorzio o per le controversie attinenti ai figli o in materia di proprietà, esclusi i casi di violenza domestica. È quindi compiuta una valutazione dei mezzi e dei meriti. Maggiori informazioni possono essere reperite sul Il link si apre in una nuova finestrasito internet del governo.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Se è stato emesso un decreto provvisorio, ciascuno dei coniugi può chiedere al giudice di dimostrare i motivi per cui tale decreto non può essere reso irrevocabile. Il giudice può annullare il decreto, prescriverne l'irrevocabilità, ordinare ulteriori indagini o deliberare nel modo che ritiene più opportuno.

A seguito dell'emanazione di un decreto irrevocabile non è più possibile presentare appello, salvo casi eccezionali.

Non è ammesso appello avverso un provvedimento di separazione giudiziale, ma è possibile non tenerne conto se entrambe le parti concordano.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 stabilisce che una decisione di divorzio, separazione legale (separazione giudiziale) o annullamento del matrimonio pronunciata in uno Stato membro è riconosciuta negli altri Stati membri. I documenti necessari possono essere ottenuti dal giudice che ha emesso la sentenza e devono essere presentati alla High Court.

Il regolamento in parola non pregiudica questioni quali la colpa dei coniugi, gli effetti del matrimonio sui rapporti patrimoniali, l'obbligo alimentare o altri provvedimenti accessori. Deve esistere un vincolo effettivo tra la parte interessata e lo Stato membro che esercita la competenza giurisdizionale.

Il riconoscimento può essere negato se la decisione è contraria all'ordine pubblico o è stata resa in contumacia, se la documentazione rilevante non è stata notificata al convenuto in tempo utile o se la decisione è in contrasto con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti in Inghilterra e Galles o se è in contrasto con una decisione resa precedentemente in un altro Stato, a condizione che la decisione anteriore possa essere riconosciuta in Inghilterra e Galles.

Qualsiasi parte interessata può far dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta. La High Court può sospendere il procedimento se è stato presentato un ricorso contro la decisione di cui si richiede il riconoscimento.

Se la decisione non può essere riconosciuta in base al regolamento succitato, si applicano le disposizioni per il riconoscimento dei divorzi ottenuti all'estero contenute nella legge sul diritto di famiglia (Family Law Act) del 1986. L'articolo 46 della legge in parola prescrive che:

  • la validità di un divorzio, di un annullamento del matrimonio o di una separazione legale ottenuti all'estero in sede giudiziale è riconosciuta se:
    • il divorzio, l'annullamento o la separazione legale sono effettivi in base alla legge dello Stato in cui sono stati ottenuti e
    • alla data di riferimento (ossia quando ha avuto inizio il procedimento per ottenere il divorzio) uno dei coniugi:
      • era abitualmente residente nello Stato in cui sono stati ottenuti il divorzio, l'annullamento o la separazione legale, o
      • era residente in tale Stato, o
      • era cittadino di tale Stato.
  • La validità di un divorzio, di un annullamento del matrimonio o di una separazione legale ottenuti all'estero non in sede giudiziale è riconosciuta se:
    • il divorzio, l'annullamento o la separazione legale sono effettivi in base alla legge dello Stato in cui sono stati ottenuti;
    • alla data di riferimento (ossia all'atto dell'ottenimento del divorzio):
      • entrambi i coniugi erano residenti in quello Stato o
      • uno dei coniugi era residente in detto Stato e l'altro in uno Stato in base al cui diritto il divorzio, l'annullamento o la separazione legale sono ritenuti validi e
      • nessuno dei coniugi aveva avuto la propria residenza abituale nel Regno Unito nell'anno immediatamente precedente alla suddetta data.

Chiunque può richiedere al giudice una dichiarazione di riconoscimento in Inghilterra e Galles di un divorzio, di un annullamento o di una separazione giudiziale ottenuti al di fuori di tali paesi. Il tribunale può deliberare in merito alla domanda a condizione che il richiedente:

  • sia residente in Inghilterra e Galles alla data di avvio del procedimento oppure
  • abbia risieduto abitualmente in Inghilterra e Galles nell'anno precedente a tale data.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Alle condizioni indicate supra chiunque può chiedere a un tribunale della famiglia di dichiarare che un divorzio, un annullamento o una separazione giudiziale non siano riconosciuti in Inghilterra e in Galles.

Le domande di riconoscimento in base al regolamento (CE) devono essere presentate alla High Court. Il richiedente deve informare il convenuto in merito alla domanda e fornirgli l'opportunità di opporsi al riconoscimento della decisione inviandogli i documenti, a meno che il giudice non decida che il convenuto ha accettato la decisione inequivocabilmente.

Il regolamento stabilisce che qualsiasi parte interessata può far dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta. La High Court può sospendere il procedimento se è stato presentato un ricorso contro la decisione di cui si richiede il riconoscimento nello Stato membro in cui è stata pronunciata.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

I giudici di Inghilterra e Galles applicano sempre il diritto di tali paesi alle cause dinanzi a loro pendenti. Essi sono competenti a deliberare in materia di divorzio, anche se il matrimonio è stato celebrato all'estero, se una delle parti:

  • è residente in Inghilterra e Galles alla data d'avvio del procedimento oppure
  • ha risieduto abitualmente in Inghilterra e Galles per un anno prima di tale data.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraDivorzio, separazione e rottura del vincolo matrimoniale

Il link si apre in una nuova finestraPatrocinio a spese dello Stato

Ultimo aggiornamento: 20/02/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Divorzio - Irlanda del Nord

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

In Irlanda del Nord la legge sul divorzio è disciplinata dal Matrimonial causes (Northern Ireland) Order 1978 (legge sulle cause matrimoniali, in appresso la "legge del 1978").

Ciascuno dei coniugi può ottenere il divorzio presentando domanda scritta (chiamata "petition") al giudice. La persona che chiede il divorzio è definita "ricorrente" ("petitioner"), mentre l'altra parte è definita "convenuto" ("respondent"). Il ricorrente deve dimostrare che il matrimonio è fallito in maniera irreparabile fornendo la prova di uno di cinque motivi di divorzio (si veda la domanda 2 infra). L'istanza di divorzio non può essere presentata nei primi due anni di matrimonio. Tuttavia, per dimostrare la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale è possibile ricorrere a prove che risalgono a tale periodo.

2 Quali sono le cause del divorzio?

L'unico motivo di divorzio è la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale. Di norma, al fine di comprovare la suddetta circostanza, il ricorrente deve dimostrare uno o più dei seguenti fatti:

il convenuto ha commesso adulterio. Siffatta motivazione non può essere invocata se, dopo esserne venuto a conoscenza, il ricorrente continua a vivere con il convenuto per un periodo o per periodi complessivamente superiori a 6 mesi;

  • il convenuto si è comportato in modo tale da rendere ragionevolmente impossibile pretendere che il ricorrente possa continuare a vivere con lui o con lei. Tale motivazione non può essere invocata se le parti hanno continuato a convivere per almeno 6 mesi dopo l'ultimo episodio di comportamento irragionevole;
  • il convenuto ha abbandonato il ricorrente per un periodo ininterrotto di due anni prima della data della presentazione dell'istanza;
  • le parti hanno vissuto ininterrottamente separate nei due anni precedenti alla presentazione dell'istanza e il convenuto acconsente alla concessione del divorzio;
  • le parti hanno vissuto ininterrottamente separate nei cinque anni precedenti alla presentazione dell'istanza. Il consenso del convenuto non è necessario e questi può opporsi al divorzio obiettando che esso comporterebbe per lui gravi difficoltà finanziarie o di altra natura.

Ai fini di valutare se il convenuto abbia abbandonato il ricorrente o se le parti abbiano vissuto separate per un periodo ininterrotto, non si tiene conto dei periodi (complessivamente non superiori a 6 mesi) in cui le parti hanno ripreso a convivere. Tuttavia, tali periodi non sono computati ai fini della quantificazione del periodo di abbandono o separazione.

Il giudice, se ritiene che sia stata dimostrata la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale, emette un decree nisi (il provvedimento giudiziale che porta al divorzio).

Il procedimento di divorzio si conclude quando la sentenza provvisoria diventa definitiva. Dopo sei settimane e un giorno dalla data di pronuncia della sentenza provvisoria è possibile presentare istanza per renderla definitiva. Se l'istanza non viene presentata entro 12 mesi dalla data della sentenza provvisoria, il ricorrente può essere invitato a rendere una dichiarazione giurata (affidavit) che motivi il ritardo. In alcune circostanze, il convenuto può richiedere che il decreto venga reso irrevocabile. Le parti non possono contrarre nuovo matrimonio prima che la sentenza diventi definitiva.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Non vi sono regole particolari che disciplinano la situazione personale degli ex coniugi. Tuttavia si presume che le parti non continuino a vivere insieme e, se la moglie ha adottato il cognome del marito, può decidere di riprendere il proprio cognome da nubile.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

La legge del 1978 contiene disposizioni di ampia portata che consentono al giudice di pronunciarsi sui beni delle parti e di disciplinare i loro accordi finanziari, riferiti sia alle parti stesse sia ai figli.

Nel pronunciare la sentenza di divorzio o in seguito, il giudice può emanare una o più delle seguenti ingiunzioni:

  • un'ingiunzione di pagamenti periodici;
  • un'ingiunzione di pagamento forfettario;
  • un'ingiunzione di ripartizione dei beni patrimoniali;
  • un'ingiunzione di condivisione della pensione o di attribuzione dei fondi pensione.

Prima di emanare un'ingiunzione, il giudice deve considerare tutte le circostanze del caso. Tuttavia, il suo primo interesse è il benessere dei figli che non hanno ancora raggiunto i 18 anni di età.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Dopo il divorzio, entrambi i genitori continuano a esercitare la potestà sui figli nati dal matrimonio e conservano l'obbligo di mantenere i figli minori che hanno vissuto come figli comuni.

Quando vi sono figli minori (meno di 16 anni) o figli di età superiore ai 16 anni che seguono un percorso di studi o di formazione in vista di intraprendere un'attività commerciale, professionale o artigianale, il ricorrente deve compilare un modulo (modulo M4) indicando quali disposizioni sono state adottate nei confronti di essi. Il modulo invita ciascuna parte a raggiungere un accordo sulle proposte per il futuro del figlio. Tuttavia, in caso di disaccordo, il convenuto ha la possibilità di formulare osservazioni sulle disposizioni proposte e il giudice può esercitare i poteri conferitigli dalla legge sui minori - Children (Northern Irland) Order - del 1995 (ad esempio per stabilire dove deve vivere il figlio).

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

L'obbligo di mantenere il coniuge si estingue con il divorzio, a meno che il giudice non abbia emanato un'ingiunzione di pagamento o di condivisione patrimoniale.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

La domanda di separazione giudiziale può essere presentata se, per qualche motivo, il ricorrente non vuole ottenere il divorzio, nonostante la rottura del vincolo matrimoniale. Se il ricorrente ottiene una sentenza di separazione giudiziale, non è più obbligato/a a vivere sotto lo stesso tetto con il/la proprio/a coniuge. Tuttavia, non può risposarsi. È possibile chiedere il divorzio dopo che è stata pronunciata la sentenza di separazione giudiziale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

In sede di presentazione della domanda di separazione giudiziale, non occorre dimostrare la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Si presume che i coniugi non vivano più insieme. In presenza di una valida sentenza di separazione giudiziale, se uno dei coniugi muore senza aver fatto testamento (ab intestato), la successione ereditaria opererà come se l'altro coniuge fosse già deceduto ed eventuali benefici di cui avrebbe altrimenti goduto andranno persi. In generale, il giudice dispone degli stessi poteri in materia patrimoniale tanto nella separazione giudiziale che in caso di divorzio. Tuttavia, il giudice non può emanare un'ingiunzione di condivisione della pensione.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

L'annullamento viene concesso se il ricorrente dimostra che il matrimonio è nullo o annullabile. Un matrimonio nullo è un matrimonio che non avrebbe mai dovuto essere celebrato ed è privo di qualsiasi effetto giuridico. Un matrimonio annullabile è riconosciuto e produce effetti fino al suo annullamento.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio è nullo e invalido se si dimostra uno dei seguenti fatti:

  • esiste un legame di parentela troppo stretto fra le parti;
  • una delle parti ha un'età inferiore ai sedici anni;
  • non sono state osservate le formalità previste per il matrimonio;
  • al momento del matrimonio una delle parti era già legalmente coniugata;
  • le parti non sono di sesso diverso (una di sesso maschile e l'altra di sesso femminile);
  • in caso di matrimonio poligamo celebrato al di fuori dell'Irlanda del Nord, uno dei coniugi era residente in Irlanda del Nord all'atto della celebrazione del matrimonio.

Un matrimonio è annullabile se si dimostra uno dei seguenti fatti:

  • non è stato consumato a causa dell'incapacità di uno dei coniugi;
  • uno dei coniugi si è rifiutato di consumarlo;
  • uno dei coniugi non ha liberamente acconsentito al matrimonio (ad esempio perché sotto pressione e obbligato ad accettare o in errore in merito alla natura della cerimonia);
  • all'atto della celebrazione del matrimonio uno dei coniugi soffriva di malattia mentale;
  • all'atto della celebrazione del matrimonio uno dei coniugi soffriva di una malattia venerea trasmissibile;
  • all'atto della celebrazione del matrimonio la moglie era incinta di una persona diversa dal marito.

Se la domanda di dichiarazione di nullità si basa su uno degli ultimi quattro fatti, deve essere presentata entro tre anni dal matrimonio. Tuttavia, in alcune circostanze il giudice può accettare una domanda anche dopo tale periodo.

Se la domanda si basa su uno degli ultimi due fatti, il ricorrente deve dimostrare che al momento del matrimonio non era a conoscenza della malattia o della gravidanza.

Il giudice non annullerà un matrimonio annullabile se il convenuto dimostra:

  • che il ricorrente sapeva che il matrimonio poteva essere annullato, ma si è comportato in modo tale da indurre ragionevolmente a ritenere che non ne avrebbe mai chiesto l'annullamento e
  • che un tale atto sarebbe ingiusto.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Se un matrimonio è nullo, esso non ha alcun effetto giuridico ed è considerato come mai esistito. Se un matrimonio è annullabile, viene considerato come nullo dalla data in cui la sentenza di annullamento diventa definitiva.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

In Irlanda del Nord esistono numerose agenzie che forniscono servizi di mediazione (ad esempio, Relate). Il servizio di mediazione può offrire un aiuto nel gestire le pratiche di divorzio, inclusi gli accordi economici e le questioni relative ai figli.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Le istanze di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio possono essere presentate alla High Court o a un tribunale di contea (County Court) competente in materia di divorzio. Tuttavia, se il convenuto replica a una domanda presentata a un tribunale di contea, la causa viene trasferita alla High Court.

Gli indirizzi e i numeri telefonici dei tribunali sono disponibili sul sito dei servizi giudiziari dell'Irlanda del Nord: Il link si apre in una nuova finestraNorthern Ireland Courts and Tribunals Service.

Per avviare il procedimento occorre inviare una serie di moduli all'organo giudiziario competente unitamente a:

  • il certificato originale di matrimonio (non una fotocopia), corredato di una traduzione giurata e di un affidavit se il matrimonio è stato celebrato al di fuori dell'Irlanda del Nord;
  • il certificato di nascita in originale di eventuali figli della coppia di età inferiore ai 18 anni (in forma estesa, con tutti i dettagli relativi a genitori e figlio);
  • una copia di qualsiasi provvedimento giudiziale menzionato nella domanda;
  • l'originale, oltre a due copie, di qualsiasi accordo (relativo, ad esempio, alle risorse finanziarie) in relazione al quale il giudice deve emettere un'ingiunzione, e
  • il pagamento delle spese giudiziarie (la cancelleria del tribunale fornirà indicazioni sull'importo dovuto).

La cancelleria del tribunale fornisce copia dei moduli e spiegazioni utili per la loro compilazione. Tuttavia, il personale giudiziario non può fornire consulenza legale né suggerire cosa dichiarare.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Si può chiedere di essere ammessi al beneficio del patrocinio a spese dello Stato. Tuttavia, il grado (eventuale) di assistenza economica fornita dipende da una valutazione delle risorse finanziarie del richiedente. Anche se si è ritenuti idonei a ottenere l'assistenza, è possibile che sia richiesto un contributo economico ai costi. È possibile raggiungere un accordo al fine di rimborsare detto contributo all'ufficio competente – il Legal Aid Department - nel corso di un determinato periodo di tempo. Oltre al criterio d'idoneità finanziaria occorre anche superare la prova del merito della causa, devono cioè sussistere validi motivi per avviare un'azione giudiziaria o per difendersi in un tale procedimento e deve essere, in ogni caso, ragionevole farlo.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Un decreto definitivo di divorzio o di annullamento del matrimonio è inappellabile se la parte lesa ha avuto l'opportunità di presentare ricorso contro il decreto provvisorio, ma non l'ha fatto. Inoltre, le ordinanze pronunciate con il consenso delle parti possono essere impugnate solo con l'autorizzazione del giudice. La corte d'appello dispone di diversi poteri e può confermare, revocare o modificare la decisione originaria.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Il regolamento (CE) n. 1347/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, (nel prosieguo "il regolamento") stabilisce che una decisione di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio pronunciata in uno Stato membro sia riconosciuta negli altri Stati membri senza alcuna procedura speciale (diversa da quella stabilita nel regolamento stesso).

Qualsiasi parte interessata può richiedere che la decisione sia riconosciuta e i motivi di diniego sono ridotti al minimo indispensabile (ad esempio, il riconoscimento può essere rifiutato se la decisione è contraria all'ordine pubblico).

La domanda di riconoscimento deve essere presentata alla High Court in Irlanda del Nord.

Se il regolamento non è applicabile, la decisione può ricadere nell'ambito di applicazione dell'articolo 46 della legge sul diritto di famiglia (Family Law Act) del 1986, che definisce le condizioni generali per il riconoscimento di un divorzio, una separazione legale o un annullamento pronunciati all'estero.

Per il riconoscimento di un divorzio, una separazione legale o un annullamento pronunciati all'estero occorre presentare domanda alla High Court. Ciò avviene mediante ricorso, al quale occorre allegare una copia della sentenza di divorzio, separazione o annullamento.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

La High Court, essendo chiamata a pronunciarsi sul riconoscimento del divorzio, della separazione o dell'annullamento [in base sia al regolamento che alla legge sul diritto di famiglia (Family Law Act) del 1986], statuisce anche in merito a qualsiasi obiezione al riconoscimento proposto. I motivi di diniego del riconoscimento sono previsti all'articolo 15 del regolamento e all'articolo 51 della legge sul diritto di famiglia del 1986.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Se il giudice dell'Irlanda del Nord si ritiene competente a statuire sul divorzio, sulla separazione o sull'annullamento, trova applicazione il diritto di tale paese.

Un giudice dell'Irlanda del Nord ha competenza a deliberare in merito a un divorzio o a una separazione giudiziale (anche se il matrimonio è stato celebrato all'estero) se:

  • la competenza gli è attribuita dal regolamento o
  • nessun giudice di uno Stato contraente (vale a dire uno degli Stati originariamente parte contraente del regolamento o che vi hanno aderito successivamente) è competente in forza del regolamento e una delle parti del matrimonio è residente in Irlanda del Nord all'atto dell'avvio del procedimento.

Un giudice dell'Irlanda del Nord è competente a pronunciarsi nell'ambito di un procedimento di annullamento di un matrimonio (anche se il matrimonio è stato celebrato all'estero) se:

  • la competenza gli è attribuita dal regolamento;
  • il regolamento non stabilisce la competenza di alcuno Stato contraente e una delle parti del matrimonio è residente in Irlanda del Nord alla data dell'avvio del procedimento o
  • una delle parti del matrimonio è deceduta prima di tale data e alla sua morte era residente in Irlanda del Nord o ha risieduto continuativamente in Irlanda del Nord per un anno prima del decesso.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraNorthern Ireland Courts and Tribunals Service

Ultimo aggiornamento: 08/01/2019

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Divorzio - Gibilterra

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Uno dei coniugi deve presentare al giudice una domanda scritta (denominata "petition", istanza). Le istanze di divorzio sono trattate dalla Supreme Court (Corte Suprema) cui i coniugi devono rivolgersi. Il richiedente deve fornire prova della rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale e di uno dei cinque fatti elencati nel prosieguo.

Il divorzio non può essere richiesto prima che siano decorsi tre anni dal matrimonio. Fanno eccezione soltanto i casi in cui il richiedente ha patito un danno eccezionale o il convenuto ha dimostrato un livello eccezionale di depravazione o il ricorrente aveva meno di 16 anni alla data della contrazione del matrimonio.

2 Quali sono le cause del divorzio?

L'unico motivo di divorzio è la rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale. Al fine di dimostrare tale circostanza, occorre fornire prova di una o più "inadempienze" coniugali ossia:

  • che l'altro coniuge ha commesso adulterio e che il richiedente considera intollerabile vivere con lui o con lei;
  • un comportamento irragionevole, ossia che l'altro coniuge si è comportato in modo tale da rendere ragionevolmente impossibile pretendere che il richiedente possa continuare a vivere con lui o lei;
  • l'abbandono, ossia che l'altro coniuge ha lasciato il richiedente per un periodo di due anni prima della presentazione della domanda di divorzio;
  • la separazione delle parti per un periodo di due anni prima della domanda di divorzio (con il consenso dell'altro coniuge);
  • la separazione per un periodo di cinque anni prima della domanda di divorzio (senza il consenso dell'altro coniuge).

Il giudice deve verificare al meglio i fatti asseriti dal richiedente (attore) ed eventualmente dall'altro coniuge (convenuto). La Corte Suprema, se ritiene che sia stata data prova della rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale, emette un provvedimento di divorzio a condizione che sia soddisfatto degli accordi conclusi in merito a eventuali figli dei divorziandi.

Il giudice, se ritiene che sia stata data prova della rottura irrimediabile del vincolo matrimoniale, emette in un primo momento un "decree nisi" (un decreto provvisorio). Dopo sei settimane le parti possono chiedere che il decreto sia dichiarato irrevocabile ("decree absolute"). Tranne in casi eccezionali, la domanda diretta a rendere il decreto irrevocabile può essere presentata senza limiti di tempo.

Tuttavia, se la domanda di decreto irrevocabile è presentata più di 12 mesi dopo il decreto provvisorio, il richiedente è tenuto a fornire una spiegazione scritta che:

  • illustri le motivazioni del ritardo;
  • precisi se abbia convissuto con il coniuge dopo l'emanazione del decreto provvisorio e, in caso affermativo, in quale intervallo di tempo; e
  • dichiari ‑ se si tratta della moglie – se abbia avuto figli dopo l'emanazione del decreto provvisorio e, in caso affermativo, indichi i fatti di rilievo e se si presuma o meno che si tratti di un figlio del marito.

Il giudice può esigere che il ricorrente presenti una dichiarazione giurata attestante la spiegazione fornita e, ove lo ritenga opportuno, può intimargli di farlo all'atto della presentazione della domanda.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il matrimonio è sciolto e non esiste più alcun obbligo di coabitare o di intrattenere rapporti personali, salvo che le parti lo vogliano. Le parti sono libere di contrarre nuove nozze se lo desiderano. Esse possono scegliere se mantenere il cognome da coniugate o se riacquistare il cognome anteriore al matrimonio.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

È disposta dal giudice dopo aver preso conoscenza delle circostanze del caso. Anche se esiste un accordo fra le parti a tale riguardo, il giudice si riserva la facoltà generale di approvarlo o di modificarlo.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Sia prima sia dopo la sentenza definitiva di divorzio, la Corte Suprema ha il potere di pronunciarsi sull'affidamento, il mantenimento e l'educazione dei figli nati dal matrimonio o persino di prescrivere l'avvio di procedimenti per porre i minori sotto la custodia del giudice. La Corte Suprema non può pronunciare una sentenza definitiva di divorzio a meno che non ritenga che per i figli siano state adottate misure soddisfacenti.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Nel pronunciare un decreto provvisorio di divorzio o in qualsiasi momento successivo, la Corte Suprema ha il potere di ordinare che il marito corrisponda alla moglie, durante la convivenza, una somma mensile o settimanale, ritenuta ragionevole dalla Corte, per il suo mantenimento e sostentamento. Il diritto della moglie al mantenimento cessa qualora essa si sposi nuovamente, ma il nuovo matrimonio della madre non pregiudica la corresponsione di eventuali assegni di mantenimento al figlio nato dal matrimonio.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Nel diritto di Gibilterra la separazione legale viene definita "separazione giudiziale" (judicial separation). Una volta emesso un provvedimento in tal senso, le parti non sono più obbligate a convivere ma non possono risposarsi. In effetti, la separazione giudiziale è un'opzione per quei coniugi che sono giunti a una rottura irreversibile del rapporto matrimoniale ma non intendono convolare a nuove nozze. La domanda di separazione giudiziale non richiede che sia fornita la prova della rottura irreversibile del rapporto matrimoniale. È possibile chiedere una sentenza di divorzio dopo che è stata pronunciata la sentenza di separazione.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Il richiedente deve fornire la prova di uno o più dei fatti attestanti la rottura irreversibile del rapporto matrimoniale e, a differenza di chi chiede l'emanazione di un provvedimento di divorzio, non deve attendere un anno dalla celebrazione del matrimonio per avviare il procedimento.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Se una delle parti di un provvedimento di separazione giudiziale muore senza aver fatto testamento, i suoi beni saranno distribuiti in conformità delle norme di successione ab intestato e il decreto di separazione spiega gli stessi effetti di un divorzio. Nessuno dei coniugi vanta pertanto alcun diritto sui beni della parte deceduta senza lasciare testamento. Se una delle parti di un provvedimento di separazione giudiziale muore dopo aver fatto testamento, la separazione giudiziale non spiega alcun effetto sui diritti riconosciuti nel suddetto testamento, ad esempio, se il coniuge separato sopravvissuto è ivi indicato come beneficiario.

Il giudice può applicare, nell'ambito della separazione giudiziale, le medesime disposizioni applicabili alla divisione della proprietà in caso di divorzio.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Due sono le forme di annullamento del matrimonio. Il matrimonio può essere dichiarato "nullo", il che significa che non è mai stato valido e non è mai esistito. In circostanze diverse il matrimonio può essere "annullabile", il che significa che uno dei coniugi può richiedere che il matrimonio sia dichiarato invalido. Se entrambi i coniugi lo desiderano, il matrimonio può continuare a spiegare effetti.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio è nullo e invalido se:

  • non soddisfa le condizioni della legge sul matrimonio (Marriage Act);
  • all'atto della celebrazione del matrimonio una delle parti era già legalmente coniugata;
  • le parti non sono di sesso diverso. Un matrimonio è valido solo se contratto da una persona di sesso maschile e una di sesso femminile;
  • in caso di matrimonio poligamo stipulato al di fuori di Gibilterra, uno dei coniugi era residente a Gibilterra all'atto della celebrazione del matrimonio.

Un matrimonio è "annullabile" nelle seguenti circostanze:

  • non è stato consumato a causa dell'incapacità di uno dei coniugi a farlo;
  • il matrimonio non è stato consumato a causa del rifiuto intenzionale del convenuto;
  • uno dei coniugi non ha regolarmente consentito al matrimonio perché sotto pressione e obbligato ad accettare, in errore in merito agli effetti giuridici del matrimonio o mentalmente incapace di valutare le conseguenze della decisione di contrarre matrimonio;
  • all'atto della celebrazione del matrimonio una delle parti soffriva di disturbi mentali tali da non renderla idonea al matrimonio o soffriva di una malattia venerea in forma trasmissibile e all'epoca il richiedente non ne era a conoscenza;
  • all'atto della celebrazione del matrimonio la convenuta era incinta di una persona diversa dal ricorrente e quest'ultimo non ne era, all'epoca, a conoscenza.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Un matrimonio, se nullo, è completamente invalido e viene considerato come mai esistito. Tuttavia, in presenza di figli nati dal matrimonio, la Corte Suprema deve accertarsi che siano state adottate misure adeguate. Può anche disporre la corresponsione di assegni di mantenimento e l'affidamento/mantenimento di eventuali figli.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Il divorzio ricade unicamente nella competenza della Corte Suprema di Gibilterra. Tuttavia, è possibile ottenere un certo grado di assistenza sociale nell'ambito della consulenza matrimoniale.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Le domande devono essere presentate alla cancelleria della Corte Suprema, 277 Main Street, Gibilterra.

La domanda è presentata mediante ricorso e deve essere accompagnata da un atto notorio corredato di copia del certificato di matrimonio e dei certificati di nascita di eventuali figli oltre all'esposizione dei motivi del divorzio/della separazione giudiziale/dell'annullamento. Occorre inoltre indicare i figli nati dal matrimonio e la situazione finanziaria del richiedente. Ulteriori dettagli possono essere richiesti alla cancelleria della Corte Suprema, 277 Main Street, Gibilterra, telefono (+350) 200 75608.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Per coprire le spese è possibile ricorrere all'assistenza legale ove siano soddisfatti i requisiti applicabili in materia di reddito. Moduli e ulteriori dettagli possono essere richiesti alla cancelleria della Corte Suprema, 277 Main Street, Gibilterra.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Una sentenza di divorzio o annullamento può essere impugnata in qualsiasi momento finché non diventa definitiva. In caso di separazione giudiziale, la sentenza può essere annullata in qualsiasi momento dopo la sua pronuncia. Le decisioni relative agli alimenti, all'affidamento e al mantenimento dei figli possono essere modificate dopo la pronuncia della sentenza definitiva.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 stabilisce che una decisione di divorzio, separazione legale (separazione giudiziale) o annullamento del matrimonio pronunciata in uno Stato membro è riconosciuta negli altri Stati membri. I documenti necessari possono essere ottenuti dal giudice che ha emesso la sentenza e devono essere presentati alla Corte Suprema.

Il regolamento in parola non pregiudica questioni quali la colpa dei coniugi, gli effetti del matrimonio sui rapporti patrimoniali, le obbligazioni alimentari o altri provvedimenti accessori. Deve esistere un vincolo effettivo tra la parte interessata e lo Stato membro che esercita la competenza giurisdizionale.

Il riconoscimento può essere negato se la decisione è contraria all'ordine pubblico o è stata resa in contumacia, se la documentazione rilevante non è stata notificata al convenuto in tempo utile o se la decisione è in contrasto con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti a Gibilterra o con una decisione riguardante le medesime parti, resa precedentemente in un altro paese a condizione che la sentenza anteriore possa essere riconosciuta a Gibilterra.

Qualsiasi parte interessata può far dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta. La Corte Suprema può sospendere il procedimento se è stato presentato un ricorso contro la decisione di cui si richiede il riconoscimento.

Se la decisione non può essere riconosciuta in base al regolamento in parola, si applicano le disposizioni per il riconoscimento dei divorzi ottenuti all'estero del Matrimonial Causes Act (legge sulle cause matrimoniali). Tale legge prevede che la validità di un divorzio o di una separazione legale ottenuti all'estero in sede giudiziale è riconosciuta se:

  • il divorzio o la separazione legale sono effettivi in base alla legge dello Stato in cui sono stati ottenuti e
  • alla data di riferimento (ovvero alla data in cui ha avuto inizio il procedimento per ottenere il divorzio) una delle parti contraenti il matrimonio:
    • era abitualmente residente nello Stato in cui sono stati ottenuti il divorzio o la separazione legale, o
    • era residente in tale Stato o
    • era cittadino di tale Stato.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

I divorzi e le separazioni legali pronunciati in altri paesi sono riconosciuti in base alla legge di Gibilterra se sono soddisfatte determinate condizioni. Un'opposizione al riconoscimento di un siffatto divorzio/separazione legale può essere presentata in ragione del mancato rispetto di una delle condizioni fissate nel Matrimonial Causes Act. In tali casi, è opportuno presentare domanda alla Corte Suprema di Gibilterra chiedendo che dichiari l'invalidità di un determinato divorzio o separazione legale ottenuti in un altro Stato.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

I giudici di Gibilterra applicano sempre il diritto di tale Stato alle cause pendenti dinanzi a loro. I giudici sono competenti a pronunciarsi sul divorzio, anche se il matrimonio è stato celebrato all'estero, se una delle parti:

  • è residente a Gibilterra alla data d'avvio del procedimento, oppure
  • ha ivi risieduto abitualmente per un anno fino a tale data.
Ultimo aggiornamento: 23/08/2019

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