Divorzio e separazione legale

Germania
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Rete giudiziaria europea (in materia civile e commerciale)

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Ai sensi dell'articolo 1564, prima frase, del Bürgerliches Gesetzbuch (BGB, codice civile), un matrimonio può essere sciolto mediante divorzio soltanto tramite decisione giudiziaria su istanza di uno o entrambi i coniugi.

Un matrimonio può essere sciolto se è fallito (articolo 1565, primo comma, prima frase, del codice civile). In tale contesto si tratta dello stato corrente del matrimonio e di una prognosi per il futuro. Ai fini della constatazione del fallimento del matrimonio il legislatore ha previsto le seguenti ipotesi:

  • il matrimonio si considera fallito se tra i coniugi non c'è comunione materiale e spirituale e se non si può prevedere che essi la ristabiliranno (articolo 1565, primo comma, seconda frase, del codice civile);
  • a sensi dell'articolo 1566 del codice civile, l'organo giurisdizionale constata una presunzione assoluta del fallimento del matrimonio se i coniugi vivono separati da un certo periodo di tempo e se:
  • entrambi i coniugi chiedono il divorzio e stanno già vivendo separati da un anno; o
  • uno dei coniugi chiede il divorzio e l'altro acconsente e stanno già vivendo separati da un anno; oppure
  • uno dei coniugi chiede il divorzio e l'altro non acconsente, ma i coniugi vivono già separati da tre anni;
  • qualora i coniugi non abbiano ancora vissuto separati per un anno, il matrimonio può essere sciolto mediante divorzio soltanto in alcuni casi eccezionali, ad esempio, se la prosecuzione del matrimonio sarebbe irragionevole per il richiedente per motivi imputabili all'altro coniuge (ad esempio in caso di abuso fisico da parte dell'altro coniuge) (articolo 1565, secondo comma, del codice civile).

2 Quali sono le cause del divorzio?

Il diritto tedesco conosce quale unico motivo di divorzio il fallimento del matrimonio. Non esiste il divorzio per colpa di un coniuge.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il coniuge divorziato conserva il cognome del coniuge secondo quanto stabilito dai coniugi. Mediante dichiarazione resa all'ufficiale di stato civile, i coniugi possono riprendere il loro cognome di nascita o il cognome che avevano utilizzato fino all'assunzione del cognome da sposato, oppure possono aggiungere al cognome da sposato il loro cognome di nascita o quello che avevano utilizzato fino all'assunzione del cognome da sposato facendolo apparire prima o dopo quest'ultimo (articolo 1355, quinto comma, del codice civile).

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

3.2.1 Divisione dell’abitazione e delle suppellettili domestiche

In linea di principio, a norma degli articoli 1568a e 1568b del codice civile riguardanti l'abitazione comune e la divisione delle suppellettili domestiche dopo il divorzio si applica quanto segue: il coniuge più dipendente dall'uso dell'abitazione e di tali suppellettili può chiedere all'altro coniuge di cederglieli. A tale proposito occorre tenere conto della situazione di entrambi i coniugi e dell'interesse superiore dei loro figli. A tale proposito occorre tenere conto della situazione di entrambi i coniugi e dell'interesse superiore dei loro figli.

Nel caso di un alloggio in affitto, il coniuge autorizzato a rimanere presso tale abitazione subentra nell'accordo di locazione, indipendentemente dal fatto che in precedenza soltanto uno dei coniugi o entrambi agissero da locatario.

Nel caso di un'abitazione di proprietà, si applica quanto segue:

  • se uno soltanto dei coniugi è il proprietario dell'abitazione, l'altro coniuge ha il diritto di utilizzarla soltanto in casi eccezionali, in particolare se ciò è necessario per evitare situazioni difficili, cfr. articolo 1568a, secondo comma, del codice civile;
  • se l'abitazione è di proprietà comune dei coniugi, si applica il principio di cui al primo comma.

In entrambi i casi, tanto il coniuge al quale è stata assegnata la casa quanto quello che non può più utilizzare la sua proprietà hanno diritto alla stipula di un accordo di locazione tra di loro e alla definizione di un canone di affitto locale tipico.

Per quanto riguarda le suppellettili domestiche occorre operare una distinzione tra quelle di proprietà comune dei coniugi e quelle appartenenti a uno solo di essi:

  • nel caso di suppellettili domestiche appartenenti ai coniugi congiuntamente, si applicano i principi di cui al primo comma relativi a tale aspetto. Il coniuge che deve rinunciare alle suppellettili può chiedere un risarcimento adeguato per tale circostanza;
  • l'altro coniuge non può vantare alcun diritto sulle suppellettili appartenenti esclusivamente al coniuge.

3.2.2 Perequazione delle plusvalenze

Se i coniugi hanno scelto il regime patrimoniale della comunione dei beni e non raggiungono un accordo in merito alla divisione dei loro beni in caso di divorzio, le plusvalenze possono essere oggetto di perequazione a fronte di un'istanza presentata da uno dei coniugi nel contesto di un procedimento giudiziario distinto (articoli 1372 e seguenti del codice civile). Ciò avviene come segue:

il punto di partenza per il calcolo è il valore dei beni di ciascun coniuge al momento della celebrazione del matrimonio (beni iniziali, articolo 1374 del codice civile) e al termine del regime patrimoniale (beni finali, articolo 1375 del codice civile). I beni ereditati o donati a un coniuge in costanza di matrimonio vanno ad aggiungersi a tali beni iniziali di detto coniuge. La data di riferimento pertinente per il calcolo dei beni finali è il giorno della notifica all'altro coniuge dell'istanza di divorzio. Le plusvalenze corrispondono alla differenza tra l'ammontare dei beni finali di un coniuge e i suoi beni iniziali (articolo 1373 del codice civile). La persona con le plusvalenze inferiori ha diritto alla metà della differenza di valore rispetto alle plusvalenze dell'altra persona (domanda di perequazione) (articolo 1378, primo comma, del codice civile). La presentazione di una domanda di perequazione delle plusvalenze comporta il pagamento di una somma di denaro. Di norma la persona avente diritto alla perequazione non può chiedere il trasferimento a proprio favore di beni specifici appartenenti alla persona tenuta a soddisfare tale domanda. Tuttavia, in casi eccezionali, anche il Familiengericht (tribunale della famiglia) può trasferire singoli beni (articolo 1383 del codice civile). Tuttavia ciò è possibile soltanto se:

  • ciò è ragionevole per la persona tenuta al soddisfacimento di una domanda di perequazione; e
  • ciò consente di evitare una grave disparità per la persona avente diritto alla perequazione, che si verificherebbe altrimenti attraverso la perequazione delle plusvalenze in contanti.

Il valore di tali beni trasferiti viene compensato con la domanda di perequazione.

Ai sensi del diritto tedesco, anziché essere assoggettati al regime patrimoniale previsto dalla legge, i coniugi possono altresì optare per il regime patrimoniale della separazione dei beni tramite atto notarile (articolo 1414 del codice civile), della comunione dei beni (articoli da 1415 a 1518 del codice civile) o del regime facoltativo della comunione delle plusvalenze (articolo 1519 del codice civile).

3.2.3 Conseguenze concernenti i diritti a pensione dei coniugi

I diritti a pensione acquisiti dai coniugi durante il matrimonio (ad esempio il diritto a prestazioni del regime pensionistico obbligatorio, del regime pensionistico per il personale pubblico, del regime pensionistico professionale o dei regimi pensionistici privati e di invalidità) sono in ogni caso divisi a metà in caso di divorzio tramite perequazione dei diritti a pensione. Ciò garantisce che entrambi i coniugi condividano equamente i diritti acquisiti durante il matrimonio e che ciascun coniuge riceva diritti pensionistici indipendenti.

3.3 i figli minori dei coniugi?

3.3.1 Responsabilità genitoriale

Se i genitori esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale, tale situazione continua dopo il divorzio. A parte i casi in cui è a repentaglio il benessere del minore, la responsabilità genitoriale è oggetto di esame e di decisione giudiziale soltanto se un genitore chiede al tribunale della famiglia che gli venga attribuita la responsabilità genitoriale o parte della stessa in via esclusiva. Siffatta richiesta deve essere accolta se l'altro genitore acconsente e se il figlio minore avente almeno 14 anni di età non si oppone o se vi è motivo di ritenere che la revoca della responsabilità genitoriale congiunta e l'attribuzione di tale responsabilità al solo richiedente corrisponda all'interesse superiore del minore (articolo 1671, primo comma, del codice civile). L'ordinamento tedesco parte dal presupposto che, di norma, al minore giova il contatto con entrambi i genitori e riconosce quindi tanto il diritto del minore ad avere contatti con entrambi i genitori, quanto il diritto e l'obbligo di entrambi i genitori di avere contatti con il figlio (articolo 1684, primo comma, del codice civile). Ciò vale indipendentemente dall'attribuzione della responsabilità genitoriale.

3.3.2 Alimenti

I genitori devono mantenere i figli (articolo 1601 del codice civile). Questi ultimi hanno diritto al mantenimento se non sono in grado di mantenersi da soli (articolo 1602 del codice civile). L'obbligo di mantenimento gravante sui genitori è limitato alle loro possibilità (articolo 1603 del codice civile). Tuttavia, l'obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli deve essere valutato in senso ampio: ad esempio, per quanto concerne le loro possibilità, decisivo è il reddito realizzabile, non solo il reddito disponibile (articolo 1603, secondo comma, del codice civile). In linea di principio i genitori devono mantenere i figli proporzionalmente al loro reddito e al loro patrimonio. Tuttavia, il genitore che presti al figlio cure ed educazione adempie di norma al suo obbligo di mantenimento (articolo 1606, terzo comma, del codice civile). Di conseguenza, in seguito al divorzio dei genitori, spetta di norma soltanto al genitore presso il quale i figli non vivono corrispondere le obbligazioni alimentari in contanti.

Il mantenimento dei figli comprende tutte le loro esigenze di vita, compresi i costi di un'istruzione adeguata (articolo 1610 del codice civile).

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il coniuge divorziato deve provvedere al proprio mantenimento (articolo 1569 del codice civile). È quindi richiesto che svolga un'adeguata attività lavorativa retribuita (articolo 1574, primo comma, del codice civile). Laddove ciò sia necessario per intraprendere una tale attività lavorativa, egli deve seguire un corso di formazione, perfezionamento o riqualificazione qualora sia prevedibile che concluderà tale corso con successo (articolo 1574, terzo comma, del codice civile).

Il coniuge divorziato ha comunque diritto agli alimenti nei seguenti casi:

  • fino a quando e nella misura in cui non può svolgere un'attività lavorativa retribuita perché si occupa di un figlio nato dal matrimonio di cui gli ex-coniugi hanno la responsabilità genitoriale congiunta (articolo 1570 del codice civile) o perché è affetto da una malattia o altre infermità o da limitazioni delle proprie capacità fisiche o mentali (articolo 1572 del medesimo codice);
  • fino a quando e nella misura in cui non può svolgere un'attività lavorativa retribuita a causa della propria età in un determinato momento, in particolare in quando si verifica il divorzio o una volta concluse le attività di cura e di educazione di un figlio dei coniugi (articolo 1571 del codice civile);
  • fino a quando e nella misura in cui il coniuge divorziato segue un corso di formazione, perfezionamento o riqualificazione per compensare lacune nella propria educazione o svantaggi connessi con il matrimonio. È però necessario che il coniuge divorziato inizi tale corso il prima possibile, in modo da poter ottenere un lavoro retribuito adeguato che gli assicuri un sostentamento duraturo, e deve inoltre essere prevedibile che concluderà il corso con successo (articolo 1575 del codice civile);
  • fino a quando e nella misura in cui non riesce a trovare un'adeguata attività lavorativa retribuita (articolo 1573, primo comma, del codice civile);
  • nella misura in cui e fino a quando non può svolgere un'attività lavorativa per altri motivi gravi, se, tenuto conto degli interessi di entrambi i coniugi, rifiutare il mantenimento risulti gravemente ingiusto (articolo 1576 del codice civile);
  • nella misura in cui il reddito derivante da un'attività lavorativa retribuita è insufficiente per coprire tutti i costi di sostentamento (articolo 1573, secondo comma, del codice civile).

Il livello degli alimenti dipende dalle condizioni di vita matrimoniali e comprende anche i costi di un'adeguata assicurazione contro la malattia, la necessità di cure nonché, in determinate circostanza, anche la vecchiaia e la ridotta capacità di reddito (articolo 1578 del codice civile). Se il coniuge tenuto a versare gli alimenti, considerati il suo reddito, il suo patrimonio e i suoi altri obblighi, non è in grado di farlo senza pregiudicare la possibilità di provvedere al proprio sostentamento in misura adeguata, egli deve versare gli alimenti soltanto nella misura che si possa ritenere equa considerati i bisogni, il reddito e il patrimonio dei coniugi divorziati (articolo 1581, prima frase, del codice civile).

Le obbligazioni alimentari possono essere ridotte e/o soggette a un termine temporale nel caso in cui il pagamento continuo di un credito alimentare senza restrizioni sarebbe iniquo (articolo 1578b, del codice civile). La possibilità di una riduzione/limitazione temporale (termine) ai sensi dell'articolo 1578b del codice civile si estende in particolare agli articoli da 1570 a 1573, in base ai quali, conformemente all'articolo 1570, le considerazioni di equità necessarie per il prolungamento delle obbligazioni alimentari per l'assistenza dopo il terzo compleanno del figlio, per motivi relativi a quest'ultimo o ai genitori, rappresentano un accordo speciale in merito al termine.

Ai fini della valutazione a norma dell'articolo 1578b del codice civile occorre tenere conto degli interessi dei figli dei coniugi affidati al coniuge avente diritto a ricevere le obbligazioni alimentari per cure o educazione. Inoltre, occorre prendere in considerazione la misura in cui il matrimonio ha causato svantaggi per quanto riguarda la possibilità per il coniuge di provvedere al proprio mantenimento. Tali svantaggi esistono se il reddito percepito dal coniuge avente diritto alle obbligazioni alimentari è inferiore a quello che sarebbe stato qualora non avesse contratto matrimonio. A norma dell'articolo 1578b, primo comma, terza frase, del codice civile, tale svantaggio può derivare dalla cura dei figli e dall'organizzazione della gestione familiare e dell'attività lavorativa retribuita. Nel valutare gli svantaggi causati dal matrimonio, occorre tenere conto di tutte le circostanze del singolo caso specifico effettuando una valutazione esaustiva che consideri anche la durata del matrimonio.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Ciascun coniuge può decidere di vivere separato dall'altro, senza formalità particolari. Gli articoli da 1361 a 1361b del codice civile contengono norme relative alla durata della vita separata (cfr. domanda 6).

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

I coniugi devono vivere separati. Si ritiene che i coniugi vivano separati quando non abitano nella stessa casa e risulta chiaramente la volontà di un coniuge di non ristabilire la convivenza a causa del rifiuto della comunità di vita coniugale (articolo 1567, primo comma, del codice civile).

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Quando i coniugi vivono separati o uno di essi intende separarsi, un coniuge può chiedere all'altro di cedere la casa coniugale, o una parte di essa, al suo uso esclusivo (assegnazione della casa), ove ciò risulti necessario per evitare difficoltà irragionevoli (articolo 1361b del codice civile). Se un coniuge ha maltrattato fisicamente o minacciato l'altro, l'intera casa è di norma assegnata al coniuge maltrattato o minacciato. L'assegnazione della casa non serve a preparare e a facilitare il divorzio.

Anche l'uso delle suppellettili domestiche può essere disciplinato per il periodo della separazione (articolo 1361a del codice civile). Ciascun coniuge può chiedere all'altro di consegnargli le suppellettili domestiche che gli appartengono. Tuttavia ciò non si applica se la persona tenuta a rinunciare a tali suppellettili ha bisogno delle stesse ai fini del mantenimento del suo nuovo nucleo familiare separato e ciò è equo nella situazione specifica (ad esempio il trasferimento della lavatrice al coniuge con cui vivono i figli).

Inoltre, mentre i coniugi vivono separati, un coniuge può chiedere all'altro il versamento di obbligazioni alimentari adeguate in relazione al tenore di vita e alla situazione reddituale e patrimoniale dei coniugi, conformemente all'articolo 1361 del codice civile. Il versamento di obbligazioni alimentari durante la separazione risulta della solidarietà coniugale ed è inteso a garantire che i coniugi non si trovino in difficoltà economiche in ragione della separazione. Inoltre ciò offre altresì l'opportunità ai coniugi di tornare alla vita coniugale, indipendentemente dai vincoli economici. Di conseguenza i coniugi sono ancora responsabili l'uno dell'altro in misura relativamente ampia e pertanto si applicano prescrizioni limitate in relazione all'autonomia economica e all'obbligo di guadagnarsi da vivere. Un coniuge che vive separato ha diritto a ricevere il versamento di obbligazioni alimentari se tale persona non è in grado di soddisfare le proprie esigenze utilizzando il proprio reddito e patrimonio.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Non è prevista alcuna dichiarazione di "nullità del matrimonio". Un matrimonio può essere annullato con una decisione di un organo giurisdizionale a fronte della presentazione di un'istanza corrispondente (articoli 1313 e seguenti del codice civile). Nella pratica i procedimenti di annullamento del matrimonio sono rari.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Un annullamento del matrimonio si basa su violazioni della legge o su un consenso viziato al matrimonio. I motivi per l'annullamento sono elencati esaustivamente all'articolo 1314 del codice civile.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Le conseguenze dell'annullamento del matrimonio corrispondono a quelle in caso di divorzio (articolo 1318 del codice civile). A tale riguardo, vedere le osservazioni relative alla domanda 3.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

In caso di divorzio i genitori hanno il diritto di ricevere consulenza da parte dello Jugendamt (Ufficio per l'assistenza ai giovani) nel contesto dell'assistenza minorile. Tale consulenza è diretta ad aiutare i genitori separati o divorziati a creare le condizioni che consentano di esercitare la responsabilità parentale in maniera orientata a garantire l'interesse superiore del minore. I genitori sono affiancati, con un'adeguata partecipazione del minore, nello sviluppare un piano per l'adempimento dei loro doveri genitoriali basato sul consenso. All'indirizzo https://www.dajeb.de/ è reperibile una banca dati di tutti i consultori. È inoltre possibile risolvere i conflitti e raggiungere un accordo consensuale con l'aiuto di un mediatore. Maggiori informazioni sulla mediazione familiare sono disponibili all'indirizzo https://www.bafm-mediation.de/.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Ai sensi del diritto tedesco [articolo 121 della Gesetz über das Verfahren in Familiensachen und in den Angelegenheiten der freiwilligen Gerichtsbarkeit (FamFG, legge sui procedimenti in materia di diritto familiare e di volontaria giurisdizione)] esistono soltanto lo scioglimento del matrimonio (divorzio), l'annullamento del matrimonio o la constatazione dell'esistenza o meno di un matrimonio tra i partecipanti.

Una domanda in materia di matrimonio deve essere presentata in linea di massima all'Amtsgericht (tribunale distrettuale) o al tribunale della famiglia [articolo 111 e 121 della legge sui procedimenti in materia di diritto familiare e di volontaria giurisdizione ed articolo 23b della Gerichtsverfassungsgesetz (legge sull'ordinamento giudiziario)]. La competenza territoriale si basa sull'articolo 122 della legge sui procedimenti in materia di diritto familiare e di volontaria giurisdizione. È necessario farsi rappresentare da un avvocato.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Chi si trovi in condizioni personali ed economiche che non gli consentono di sostenere i costi di un processo o che gli consentono di sostenere tali costi solo in parte o a rate può chiedere il patrocinio a spese dello Stato per i procedimenti dinanzi ai tribunali della famiglia. Per ottenere tale patrocinio occorre che la progettata azione o difesa in giudizio abbia sufficienti probabilità di successo e non sembri pretestuosa. Ciò garantisce l'accesso alla giustizia anche ai cittadini meno abbienti. Il patrocinio a spese dello Stato copre in tutto o in parte, a seconda del reddito di cui dispone il beneficiario, la quota dei costi processuali che deve essere pagata dal beneficiario. Le spese per la rappresentanza legale sono coperte nel caso in cui l'organo giurisdizionale assegni un avvocato. Ulteriori informazioni sono riportate nell'opuscolo in materia di patrocinio a spese dello Stato e consulenza legale "Beratungshilfe und Prozesskostenhilfe" disponibile sulla pagina web del ministero federale della Giustizia e della protezione dei consumatori all'indirizzo https://www.bmjv.de/.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

A norma degli articoli 58 e seguenti della legge sui procedimenti in materia di diritto familiare e di volontaria giurisdizione è possibile presentare un'impugnazione nei confronti della decisione che dichiara il divorzio o l'annullamento del matrimonio. L'organo giurisdizionale competente a pronunciarsi in merito a tale impugnazione è l'Oberlandesgericht (corte d'appello).

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Una decisione siffatta (a meno che non sia stata emessa da un organo giurisdizionale danese) è automaticamente riconosciuta nella Repubblica Federale di Germania ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003 (regolamento "Bruxelles II bis"), ovvero senza ricorrere ad alcuna procedura di riconoscimento. Il regolamento Bruxelles II bis richiede di norma che il divorzio, l'annullamento o la dichiarazione di nullità del matrimonio sia stato/a richiesto/a dopo il 1° marzo 2001 (cfr. articolo 64 del regolamento Bruxelles II bis per le relative eccezioni). Ai vecchi casi si applica principalmente il regolamento predecessore del regolamento Bruxelles II bis, ossia il Bruxelles II. Di norma per le decisioni degli organi giurisdizionali danesi continua a essere necessario il ricorso a una specifica procedura di riconoscimento.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Laddove si applichi il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, l'organo giurisdizionale competente a esaminare una domanda di non riconoscimento di tale decisione è di norma il tribunale distrettuale (tribunale della famiglia) del luogo della corte d'appello nel distretto di cui:

  • il convenuto o il minore interessato dalla decisione risiede abitualmente; oppure
  • laddove non si applichi tale giurisdizione, sussiste un evidente interesse alla determinazione oppure una necessità di cure;
  • o, altrimenti, il tribunale della famiglia di Pankow/Weißensee.

Un'eccezione opera per la Bassa Sassonia dove la competenza per tutti i distretti regionali, in base a tali criteri, è concentrata nel tribunale distrettuale di Celle.

Si applicano le prescrizioni procedurali di cui alla legge sui procedimenti in materia di diritto familiare e di volontaria giurisdizione.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

In Germania e ora in altri 16 Stati membri dell'Unione europea la legge applicabile al divorzio che comporti un conflitto di leggi è disciplinata dalle disposizioni del regolamento "Roma III" [regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale]. La legge designata a norma del regolamento Roma III deve quindi essere applicata indipendentemente dal fatto che sia o meno la legge di uno Stato membro che ne è parte.

Ultimo aggiornamento: 16/10/2020

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