Divorzio e separazione legale

Bulgaria
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European Judicial Network
Rete giudiziaria europea (in materia civile e commerciale)

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il diritto bulgaro riconosce le seguenti forme di scioglimento del matrimonio attraverso il divorzio:

  • il divorzio consensuale ai sensi degli articoli 50 e 51 del codice di diritto familiare (Semeen kodeks);
  • il divorzio chiesto da uno dei coniugi sulla base di una rottura grave e irreparabile del matrimonio, ai sensi dell'articolo 49 del codice di diritto familiare;
  • il divorzio senza colpa che viene chiesto sulla base di una rottura grave e irreparabile del matrimonio tramite la presentazione di un accordo concluso tra i coniugi a norma dell'articolo 49, quarto comma, del codice di diritto familiare.

Nel divorzio consensuale i coniugi presentano una domanda congiunta al tribunale distrettuale (rayonen sad), contenente un accordo sottoscritto a norma dell'articolo 50 del codice di diritto familiare. Nell'accordo i coniugi regolano le questioni relative alla residenza dei figli, all'esercizio della potestà genitoriale, al diritto di visita e al mantenimento dei figli, nonché i rapporti patrimoniali tra i coniugi, la destinazione dell'abitazione familiare, gli obblighi alimentari tra i coniugi, l'uso del cognome familiare e così via. L'accordo deve essere approvato dal giudice dopo che questi abbia accertato che gli interessi dei figli sono tutelati. Se il giudice ritiene che l'accordo presenti alcune carenze o che gli interessi dei figli non siano adeguatamente tutelati, impartisce un termine per la rettifica dell'accordo. Qualora le irregolarità non siano sanate entro il termine impartito, il giudice respinge la domanda di divorzio.

Nel caso del divorzio giudiziale fondato su una rottura grave e irreparabile del vincolo coniugale, la domanda è presentata da uno dei coniugi. L'organo giurisdizionale competente per esaminare la domanda è il tribunale distrettuale del luogo di residenza del convenuto. Il giudice deve statuire d'ufficio sulle seguenti questioni: addebito della colpa per la rottura del matrimonio, esercizio della potestà genitoriale, diritto di visita e mantenimento dei figli nati dal matrimonio, rapporto patrimoniale tra i coniugi, uso dell'abitazione familiare, obblighi alimentari tra i coniugi e uso del cognome del marito. Tali disposizioni si applicano nei casi in cui i coniugi non abbiano stipulato una convenzione matrimoniale che disciplina i suddetti rapporti in caso di divorzio.

Nel caso del divorzio chiesto con domanda giudiziale, i coniugi possono dichiarare di aver concluso una convenzione che li obbliga a trovare un accordo sulle questioni relative all'esercizio della potestà genitoriale, al diritto di visita e al mantenimento dei figli nati dal matrimonio, al regime patrimoniale tra i coniugi, all'uso dell'abitazione familiare, agli obblighi alimentari tra i coniugi e all'uso del cognome del marito. Il giudice decide sull'addebito della colpa solo su richiesta di una o di entrambe le parti, ma deve nondimeno accertare la sussistenza dei presupposti per sciogliere il matrimonio, ossia l'esistenza di una rottura grave e irreparabile del rapporto coniugale.

2 Quali sono le cause del divorzio?

Nel caso del divorzio consensuale:

il presupposto per la concessione del divorzio consensuale è la solenne dichiarazione dei coniugi dell'irrevocabilità della loro volontà comune di sciogliere il matrimonio. Il giudice non valuta le motivazioni dei coniugi per chiedere lo scioglimento del matrimonio.

Nel caso del divorzio giudiziale:

il presupposto per ottenere il divorzio giudiziale è la rottura grave e irreparabile del matrimonio. Non esiste una definizione giuridica della nozione di "rottura grave e irreparabile del matrimonio" (dalboko i nepopravimo razstroystvo na braka). In base alla dottrina e alla giurisprudenza interpretativa elaborata dalla Corte suprema di cassazione (Varhoven kasatsionen sad), una rottura grave e irreparabile del matrimonio si verifica allorché il vincolo del matrimonio esiste formalmente ma è totalmente privo dei contenuti richiesti dalla moralità pubblica e dalla legge. La rottura grave e irreparabile del matrimonio è una situazione oggettiva che deve essere accertata caso per caso. Sono ammissibili tutti i mezzi di prova, comprese le audizioni di testimoni. La legge non stabilisce presupposti assoluti per la rottura grave e irreparabile del matrimonio. La giurisprudenza ammette, sebbene l'elenco non sia esaustivo, l'adulterio, una separazione di fatto prolungata, l'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, la crudeltà fisica e mentale e la persistente trascuratezza della famiglia. Il nuovo codice del diritto di famiglia non chiede più al giudice di decidere d'ufficio sull'addebito della colpa per la rottura grave e irreparabile del matrimonio, tranne nei casi in cui una parte o entrambe le parti abbiano espressamente richiesto una decisione in merito. Tuttavia, in mancanza di un accordo, l'addebito della colpa rimane una questione determinante ai fini della decisione sull'esercizio della potestà genitoriale, sul diritto di visita e sul mantenimento dei figli nati dal matrimonio, nonché sull'uso dell'abitazione familiare.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Dopo il divorzio, il giudice può ordinare il mantenimento del cognome coniugale o la riacquisizione del cognome che il coniuge aveva prima del matrimonio, su sua richiesta. L'altro coniuge non può opporsi alla domanda di conservazione del cognome da coniugata o della riacquisizione del cognome da nubile.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il nuovo codice di diritto di famiglia contempla diversi regimi patrimoniali tra i coniugi: il regime di comunione dei beni; il regime di separazione dei beni; e il regime contrattuale.

1. Il regime di comunione dei beni prevede la comunione indivisibile dei beni, compresi i depositi bancari, acquisiti durante il matrimonio. Tali beni appartengono a entrambi i coniugi, a prescindere dal cognome del titolare al momento dell'acquisto, qualora siano stati acquistati con il contributo di entrambi i coniugi. Il contributo comune dei coniugi può essere espresso attraverso un investimento finanziario, in termini di lavoro, di accudimento dei figli e di lavoro domestico. Il contributo comune viene presunto tranne che sia provato il contrario. Dall'adozione del codice della famiglia nel 2009, i depositi in contanti non rientrano più nella comunione dei beni dei coniugi.

Il patrimonio personale di ciascun coniuge è composto dai beni acquisiti prima del matrimonio e dai beni ricevuti in donazione o in eredità durante il matrimonio. I beni (mobili) acquistati da un coniuge durante il matrimonio per il proprio uso quotidiano o personale ovvero per l'esercizio della propria attività professionale sono considerati beni personali.

Con il divorzio, la comunione dei beni si estingue e i beni sono assoggettati a un regime di proprietà "normale".

2. Regime di separazione dei beni

I diritti acquisiti da ciascun coniuge durante il matrimonio fanno parte del patrimonio personale del coniuge, ma qualora venga accordato lo scioglimento del matrimonio su istanza di parte, ciascun coniuge ha diritto a una quota del valore dei beni acquisiti dall'altro coniuge durante il matrimonio, nei limiti in cui il coniuge richiedente abbia contribuito al mantenimento della famiglia attraverso il proprio lavoro, i mezzi finanziari, l'accudimento dei figli, l'economia domestica o con altri mezzi. Le spese sostenute per soddisfare i bisogni della famiglia sono a carico di entrambi i coniugi; i coniugi hanno una responsabilità condivisa per soddisfare le esigenze della famiglia.

3. Regime contrattuale

Ai sensi del nuovo diritto di famiglia i coniugi possono stipulare una convenzione matrimoniale, possibilità recentemente introdotta nel diritto bulgaro. I coniugi possono stipulare una convenzione matrimoniale anche durata il matrimonio. La convenzione matrimoniale contiene accordi vertenti unicamente sulle relazioni patrimoniali fra le parti, quali: i diritti delle parti sui beni acquisiti durante il matrimonio; i diritti delle parti sui beni posseduti prima del matrimonio; le modalità di gestione e di alienazione dei beni comuni, compresa l'abitazione familiare; la ripartizione delle spese e degli obblighi tra le parti; le conseguenze di un eventuale divorzio sui diritti patrimoniali dei coniugi; il mantenimento dei coniugi durante il matrimonio e in caso di divorzio, il mantenimento dei figli nati dal matrimonio. Qualsiasi clausola che trasformi un bene immobile posseduto da un coniuge prima del matrimonio in bene comune è inammissibile. Una convenzione matrimoniale non può contenere disposizioni relative ad accordi ante mortem, salvo per quanto riguarda le rispettive quote dei beni in regime concordato di comunione alla data di scioglimento della comunione. Le disposizioni di legge in materia di diritti patrimoniali tra i coniugi si applicano a tutti i rapporti patrimoniali che non sono regolati dalla convenzione matrimoniale.

A prescindere dal regime particolare scelto dai coniugi, il regime generale si applica alla vendita dell'abitazione familiare, per esempio, qualora l'immobile sia di proprietà esclusiva di uno dei coniugi, per la vendita è richiesto il consenso dell'altro coniuge, a meno che i coniugi non possiedano altre abitazioni in comproprietà o a titolo personale. In mancanza del consenso, gli atti dispositivi dell'abitazione familiare possono essere autorizzati dal giudice distrettuale una volta accertato che la disposizione dell'immobile non pregiudica gli interessi dei figli minorenni e della famiglia. Una volta concesso il divorzio, se l'abitazione familiare non può essere utilizzata separatamente dai coniugi, il giudice assegnerà l'uso della casa a uno dei coniugi qualora ne abbia fatto richiesta e abbia bisogno di un alloggio. In presenza di figli nati dal matrimonio che non abbiano ancora raggiunto la maggiore età, il giudice decide d'ufficio in merito all'abitazione familiare e può concederne l'uso al coniuge cui sono stati affidati i figli, per l'intero periodo dell'affidamento.

Con il divorzio, l'ex coniuge perde la qualità di potenziale erede dell'altro coniuge e tutti gli altri benefici stabiliti negli accordi prematrimoniali. Dopo il divorzio, le donazioni o le altre liberalità di valore importante effettuate durante il matrimonio o in relazione ad esso da un coniuge o dai suoi parenti stretti a favore dell'altro coniuge possono essere revocati, tranne quando la revoca sia contraria alla moralità pubblica. La richiesta di revoca delle liberalità può essere presentata entro un anno dalla data della dichiarazione di divorzio.

Il regime patrimoniale legale si applica allorché al momento di contrarre matrimonio i nubendi non abbiano scelto un regime per regolare i loro rapporti patrimoniali o siano minorenni o colpiti da limitata capacità giuridica. Il regime patrimoniale viene iscritto nel Registro dei regimi patrimoniali delle famiglie. Il regime può essere modificato durante il matrimonio. La modifica viene annotata nell'atto di matrimonio e nel suddetto registro. Le convenzioni matrimoniali e il regime patrimoniale applicabile sono registrati in un archivio elettronico centrale presso l'Agenzia del registro; tale archivio è accessibile al pubblico. tale archivio è accessibile al pubblico. Quando uno o entrambi i coniugi realizzano un'operazione con un terzo, qualora il regime patrimoniale non sia iscritto nel registro, si applica il regime patrimoniale legale.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Il termine legalmente accettato dalla legislazione bulgara è "esercizio della potestà genitoriale" (ouprazhnyavane na roditelski prava).

Nella decisione di divorzio che scioglie il matrimonio, il giudice deve statuire sulle questioni relative all'esercizio della potestà genitoriale, al mantenimento dei figli nati dal matrimonio e all'uso dell'abitazione familiare. Per adottare la sua decisione, il giudice tiene conto degli interessi dei figli; il giudice decide quale dei genitori debba avere l'affidamento, prendendo provvedimenti per l'esercizio di tali diritti, nonché per i contatti tra genitori e figli e il mantenimento di questi ultimi. Quando attribuisce l'affidamento dei figli a un genitore, il giudice valuta tutte le circostanze rilevanti per l'interesse dei figli, ascoltando i genitori e i figli maggiori di dieci anni.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

A norma dell'articolo 83 del codice di diritto familiare, gli alimenti sono dovuti all'altro coniuge unicamente se questi non è responsabile del divorzio. Gli alimenti sono dovuti per un periodo massimo di tre anni dopo lo scioglimento del matrimonio, tranne che le parti abbiano concordato un periodo più lungo. Il giudice può prorogare tali periodi se l'ex coniuge beneficiario degli alimenti si trova in una situazione di particolare indigenza e l'ex coniuge obbligato può provvedere al suo mantenimento senza particolari difficoltà. Il diritto a ricevere gli alimenti dell'ex coniuge cessa nel momento in cui il beneficiario si sposa. Nella pratica, sono assai rari in casi in cui il giudice stabilisca un diritto agli alimenti o un obbligo alimentare nei confronti degli ex coniugi.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

L'attuale legislazione bulgara non conosce la nozione di separazione legale.

Nella giurisprudenza, la separazione di fatto significa soltanto che i coniugi non vivono più insieme e non condividono l'abitazione familiare. Tale situazione non equivale alla "separazione legale".

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Cfr. punto 4.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Cfr. punto 4.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Nel diritto bulgaro, l'annullamento è uno dei mezzi di scioglimento del matrimonio (ounishtozhavane na braka). Il matrimonio annullato produce tutti gli effetti giuridici di un matrimonio valido prima del suo scioglimento tramite procedimento giudiziario. Un matrimonio può essere annullato solo con procedimento giudiziario: la nullità del matrimonio può essere fatta valere soltanto dopo che sia stata dichiarata dal giudice.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

L'annullamento del matrimonio è possibile se uno dei coniugi:

  • era minore di 18 anni al momento di contrarre matrimonio; senza autorizzazione del giudice competente per i minori di più di 16 anni;
  • era sposato con un'altra persona;
  • è stato dichiarato giuridicamente incapace o è affetto da una forma di infermità o disabilità mentale che costituisce motivo sufficiente per essere dichiarato tale;
  • è affetto da una malattia che compromette seriamente la vita e la salute dei figli o del coniuge, a meno che la malattia non metta in pericolo soltanto la vita del coniuge e questi ne sia al corrente;
  • è un ascendente o discendente diretto del coniuge;
  • è fratello o sorella, nipote o altro parente collaterale del coniuge fino al quarto grado, incluso l'altro coniuge;
  • è genitore o figlio adottivo dell'altro coniuge;
  • è stato costretto a contrarre matrimonio con la minaccia di un grave e imminente pericolo per la vita, la salute o l'onore suo o dei suoi familiari.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

A seconda della causa di invalidità del matrimonio, la legittimazione a chiederne l'annullamento spetta al coniuge cui si riferisce la causa di invalidità, ma anche al pubblico ministero, al coniuge del precedente matrimonio, ovvero al pubblico ministero e al coniuge. L'articolo 97 del codice di diritto familiare elenca espressamente e in maniera esaustiva le persone legittimate a presentare un'azione di annullamento e i relativi termini processuali.

L'annullamento del matrimonio produce gli stessi effetti del divorzio sui rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi, nonché con riguardo ai rapporti tra i genitori e i figli. In caso di annullamento del matrimonio, la mala fede equivale alla colpa nei casi di divorzio. I figli concepiti o nati durante il matrimonio annullato si considerano nati nell'ambito del matrimonio e godono della presunzione di paternità.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

L'unica procedura possibile per sciogliere il matrimonio mediante il divorzio è quella dell'azione processuale o della domanda giudiziale.

Se le parti scelgono la mediazione, la causa si chiude.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

Quale giudice di primo grado, il tribunale distrettuale è di norma l'autorità competente a esaminare le domande di divorzio per colpa e le domande di annullamento. I tribunali distrettuali esaminano altresì le domande di divorzio consensuale. Le domande devono essere presentate al tribunale del luogo di residenza del convenuto. Il giudice non è tenuto a verificare d'ufficio la propria competenza, ma deve rinviare la causa al giudice competente qualora il convenuto sollevi un'eccezione d'incompetenza entro il termine stabilito per presentare la comparsa di risposta.

La parte che ha chiesto il divorzio deve presentarsi di persona all'udienza della causa. In caso di divorzio consensuale entrambe le parti devono essere presenti di persona. In caso di contumacia senza valido motivo la causa è chiusa.

Nei procedimenti di divorzio non è ammessa la sentenza contumaciale.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

Le parti in causa possono ottenere il patrocinio a spese dello Stato alle condizioni generali previste per tale istituto. Tali condizioni sono indicate nella legge sul patrocinio a spese dello Stato.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

La decisione che concede il divorzio consensuale non è impugnabile.

Quando le viene notificata una decisione relativa alla domanda di annullamento o di divorzio, una parte dispone di due settimane per proporre impugnazione presso il tribunale provinciale (Okrazhen sad). La decisione sul divorzio acquista efficacia anche qualora sia stata proposta impugnazione nei confronti della parte cui viene addebitata la colpa.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Si applica il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, attuato dall'articolo 621 del codice di procedura civile. Il riconoscimento di una decisione giudiziaria o di un altro atto da parte dell'autorità dinanzi alla quale sono invocati esige il rilascio di una copia certificata conforme dall'organo giurisdizionale che ha emesso la sentenza, corredata del relativo certificato quando questo è richiesto da un atto dell'Unione europea. Le decisioni di cui all'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, sono riconosciute dalle autorità responsabili della registrazione.

La parte interessata può chiedere il riconoscimento della decisione a norma dell'articolo 623 del codice di procedura civile, presso il tribunale distrettuale del domicilio o della sede della controparte o, se cresta non ha domicilio fisso o sede sul territorio della Repubblica di Bulgaria, presso il tribunale del proprio domicilio o sede. Se neanche la parte interessata ha domicilio fisso o sede sul territorio della Repubblica di Bulgaria, la domanda è presentata presso il tribunale della città di Sofia (Sofiyski gradski sad).

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Si applica il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, attuato dagli articoli 622 e 623 del codice di procedura civile.

La parte che si oppone al riconoscimento della decisione può impugnare l'ordinanza di riconoscimento e quindi l'autorizzazione all'esecuzione. L'ordinanza può essere impugnata dinanzi alla Corte d'appello di Sofia (Sofiyski apelativen sad). La sentenza della Corte d'appello di Sofia può essere oggetto ricorso per cassazione dinanzi alla Corte suprema di Cassazione (Varhoven kasatsionen sad).

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Si applica il regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale.

Nei casi in cui il suddetto regolamento non sia applicabile, si applicano le disposizioni del codice di diritto internazionale privato.

La legge applicabile nel quadro di una procedura di annullamento del matrimonio è la legge del luogo in cui si è celebrato il matrimonio stesso.

I rapporti personali tra i coniugi sono regolati dalla legge nazionale comune. Nel caso di coniugi con diversa cittadinanza, i rapporti tra i coniugi sono regolati dalla legge dello Stato in cui essi hanno stabilito la residenza abituale o, in mancanza, dalla legge dello Stato con cui entrambi i coniugi hanno mantenuto legami più forti.

Il regime patrimoniale coniugale è regolato dalla legge applicabile ai rapporti personali tra i coniugi.

Il divorzio di coniugi stranieri è disciplinato dalla legge dello Stato di cittadinanza delle parti al momento della presentazione della domanda di divorzio. Il divorzio di coniugi con diversa cittadinanza è disciplinato dalla legge dello Stato in cui i coniugi avevano la residenza abituale al momento della presentazione della domanda di divorzio. Nel caso in cui i coniugi non abbiano una residenza abituale comune, si applica la legge bulgara.

Ultimo aggiornamento: 08/09/2020

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