Diritti dei minori nei procedimenti giudiziari

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1. Capacità giuridica del minore

In Croazia, i minori dispongono di capacità giuridica (capacità di avere diritti e doveri) e di capacità processuale (capacità di essere parte attrice o convenuta). I minori possono acquisire la capacità di agire (capacità di compiere atti aventi effetti giuridici, normalmente ottenuta all'età di 18 anni) e la capacità processuale prima dei 18 anni solo sposandosi, diventando genitori oppure ottenendo l'emancipazione (a partire dall'età di 16 anni), o stipulando un contratto di lavoro (a partire dall'età di 15 anni).

2. Accesso a procedimenti speciali

I soggetti interessati coinvolti nei procedimenti penali in cui partecipano persone minorenni sono:

  1. il Difensore civico per i diritti del minore;
  2. agenti specializzati di polizia presso il ministero dell'Interno, formati nel trattamento dei minori vittime e autori di reato;
  3. tribunali per i minorenni per i procedimenti penali che coinvolgono i minori;
  4. giudici specializzati nel trattamento dei giovani, che lavorano presso i tribunali per i minorenni;
  5. un procuratore specializzato nel trattamento dei giovani presso la procura;
  6. avvocati specializzati nei procedimenti riguardanti i minori, nominati dai giudici per i minori, ove necessario, dall'elenco della camera croata degli avvocati (generalmente come avvocati difensori);
  7. assistenti sociali, che ricoprono un ruolo centrale nei procedimenti penali riguardanti i minori;
  8. cliniche e ospedali pediatrici specializzati;
  9. numerose ONG specializzate, assistenti non legali specializzati (presso i tribunali per i minorenni e la procura), volontari, ecc.

In casi in cui il minore o il giovane (fino all'età di 23 anni) sia autore di un reato, la sua partecipazione nei procedimenti giudiziari è disciplinata dalla legge sui tribunali per i minorenni.

Le cause civili si svolgono presso gli organi giurisdizionali ordinari e non esistono giurisdizioni speciali competenti esclusivamente per i casi riguardanti i minori. I tribunali municipali sono competenti in primo grado per il trattamento di casi di mantenimento e in materia di esistenza o non-esistenza del matrimonio, di annullamento del matrimonio e divorzio, di accertamento o non riconoscimento di paternità o maternità, nonché di affidamento del minore e responsabilità genitoriale.

I centri di assistenza sociale sono enti pubblici che operano con l'obiettivo di proteggere e sostenere i minori, e possono influenzare le decisioni dei tribunali. Tali centri hanno lo status giuridico di parte nel processo e possono altresì partecipare in qualità di autorità ausiliarie dei tribunali o di partecipanti sui generis: dal momento che svolgono un ruolo importante nella protezione dei minori nei procedimenti giudiziari, essi dispongono di diverse opportunità per difendere l'interesse superiore dei minori.

Il Difensore civico per i diritti del minore è una autorità indipendente, responsabile soltanto nei confronti del parlamento, stabilita con l'obiettivo esclusivo della tutela, del monitoraggio e della promozione dei diritti e degli interessi dei minori. In Croazia, non esistono istituzioni o organi giurisdizionali specializzati nel trattamento dei minori o dei giovani nei procedimenti giudiziari amministrativi. I tribunali amministrativi sono organi giurisdizionali con competenza generale istituiti per risolvere le controversie amministrative, ivi comprese quelle riguardanti i giovani e i minori. Oltre alle autorità governative generalmente responsabili della tutela dei diritti dei minori (il ministero della Politica sociale e della gioventù, il ministero della Salute, il ministero del Lavoro e del regime pensionistico e il ministero della Giustizia), esistono altre autorità competenti specializzate, come il Difensore civico.

3. Misure giuridiche e politiche per evitare indebiti ritardi nel trattamento delle cause riguardanti i minori

Tutte le autorità competenti coinvolte in eventuali procedimenti penali riguardanti giovani o minori devono agire di urgenza al fine di portare a termine le loro attività il prima possibile. Ai sensi della legge sui tribunali per i minorenni, le decisioni pertinenti prese dai giudici e l'avvio dei procedimenti dovrebbero avere luogo senza indebito ritardo nei procedimenti penali a carico di minori o di giovani adulti nonché nel caso di reati commessi a danno dei minori.

Nello specifico, sono di natura urgente i procedimenti giudiziari a carico di minori autori di reati e i procedimenti istruttori quali le indagini preliminari condotte dalla polizia e dai pubblici ministeri. I ritardi nell'esecuzione delle sanzioni nei confronti dei più giovani sono ridotti al minimo anche dall'obbligo del giudice di avviare tali procedimenti senza indebito ritardo dopo che una decisione giudiziaria è divenuta definitiva e non vi sono ostacoli giuridici alla sua esecuzione.

Sono urgenti i procedimenti in cui si decidono i diritti personali del minore, la cui prima udienza deve tenersi entro 15 giorni dalla data di avvio del procedimento. Durante i procedimenti aventi per oggetto le misure provvisorie e l'esecuzione, una decisione riguardante l'esercizio delle cure genitoriali e il mantenimento di una relazione personale con il minore, nonché la consegna del minore, deve essere pronunciata e trasmessa entro 30 giorni dalla data di avvio del procedimento. Il giudice di secondo grado deve pronunciare e trasmettere la decisione entro 30 giorni dalla data di ricevimento dell'impugnazione.

4. Procedure e meccanismi di sostegno specifici per il minore e interesse superiore del minore

Ai sensi del codice di procedura penale, una presunta vittima minorenne ha il diritto di essere sentita, di testimoniare e di partecipare ai procedimenti penali. Il minore ha il diritto di informare le autorità competenti in merito ai fatti pertinenti e di richiedere l'ammissione di prove relative al reato e ai procedimenti penali, nonché di esercitare il suo diritto di ricorso. A tal proposito egli ha il diritto di porre domande agli indagati, ai testimoni e ai periti nel corso delle udienze e di presentare le sue osservazioni e spiegazioni in merito alle loro deposizioni.

In pratica, la valutazione dell'interesse superiore del minore è considerata compito degli specialisti coinvolti nelle procedure di tutela dei minori, i quali possono anche proporre al giudice una misura di protezione per il minore. Tale valutazione si basa sui principi e i metodi di lavoro dei professionisti esperti (assistenti sociali, psicologi e altri). Nel rispetto della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori, il giudice può nominare un rappresentante speciale per il minore nel caso in cui il titolare della responsabilità genitoriale sia stato privato della facoltà di rappresentare il minore a causa di un conflitto di interesse. Tale rappresentante è generalmente un avvocato con comprovata esperienza in materia di procedimenti giudiziari riguardanti i minori. I rappresentanti speciali possono essere nominati in alcuni procedimenti giudiziari riguardanti i diritti familiari, quali l'affidamento dei figli nelle cause di divorzio e le adozioni, nonché i casi riguardanti la tutela dei diritti personali e degli interessi del minore.

La tutela dell'interesse superiore del minore è uno dei principi sanciti dalla costituzione, in cui si afferma, tra le altre cose, che i genitori sono responsabili per la crescita, il benessere e l'istruzione dei loro figli e hanno la responsabilità di garantire il loro diritto a uno sviluppo personale pieno e armonioso. Lo stato deve dedicare particolare attenzione agli orfani e ai minori abbandonati dai loro genitori e tutti hanno sia il dovere di proteggere i minori sia il diritto di informare le autorità competenti in merito a potenziali danni causati a essi. I giovani, le madri e le persone con disabilità hanno diritto a ricevere una protezione speciale sul luogo di lavoro. Chiunque deve avere accesso all'istruzione a parità di condizioni. L'istruzione obbligatoria è gratuita, in conformità con quanto stabilito dalla legge.

5. Monitoraggio ed esecuzione delle decisioni nei processi riguardanti i minori

La Croazia ha adottato una legge in merito all'esecuzione delle sanzioni imposte ai minori condannati per la commissione di reati. L'obiettivo di tale legge è di disciplinare i seguenti aspetti:

  • le condizioni per l'esecuzione delle sanzioni imposte al minore autore di reati e ai giovani adulti nell'ambito di un procedimento penale, in particolare le misure correttive, la detenzione minorile e le misure di sicurezza; e
  • le condizioni per l'esecuzione delle sanzioni imposte al minore autore di reati nell'ambito di procedimenti di infrazione, in particolare le misure correttive, la detenzione minorile e le misure di sicurezza.

I rappresentanti del centro di assistenza sociale competente ricoprono un ruolo significativo nel garantire il corretto trattamento dei minori autori di reati. Il centro di assistenza sociale ha inoltre la responsabilità di convocare e istruire il minore in merito all'esecuzione di qualsiasi misura correttiva, fornendogli tutte le informazioni e il sostegno necessari. Le misure correttive hanno lo scopo di prestare protezione, cure, assistenza e istruzione generale o specifica ai minori condannati. Tali misure dovrebbero avere un impatto positivo sull'educazione, lo sviluppo e la personalità dell'autore del reato, rafforzandole e al fine di prevenire la commissione di nuovi reati.

I tipi di misure correttive sono:

ammonizione da parte del giudice;

obblighi speciali per il minore autore del reato, quali: scusarsi con la parte lesa, risarcire o riparare, nei limiti del possibile, il danno derivante dal reato, prendere parte alla normale istruzione scolastica, alla formazione e alla qualificazione professionale, accettare un posto di lavoro e mantenerlo, far monitorare l'utilizzo del suo reddito, prendere parte ad attività di organizzazioni umanitarie o attività di rilevanza comunale o ambientale, astenersi dal visitare determinati luoghi, eventi o essere in compagnia di determinate persone, sottoporsi a cure mediche quali la disintossicazione dalle droghe o da altre dipendenze, beneficiare di consulenza o assistenza psicosociale, partecipare ad attività di formazione professionale ecc.

Come ultima risorsa può inoltre essere imposta la detenzione presso un istituto penale per minorenni, sotto condizioni specifiche per quanto riguarda l'adozione di tale misura, la sua durata, la sua finalità e il suo contenuto. Soltanto i ragazzi più grandi (di età compresa tra i 16 e i 18 anni) autori di un reato possono essere condannati alla detenzione minorile, e solo per reati penali passibili di una pena detentiva di almeno tre anni, qualora, a causa della natura e della gravità del reato e della "elevata colpevolezza" (ad esempio in casi di estrema persistenza nella commissione del reato o di azioni particolarmente disumane), una misura correttiva non possa essere giustificata.

I minori che non dispongono di capacità processuale sono rappresentati dai loro rappresentanti legali, e in quei casi essi ricevono le informazioni sulle decisioni giudiziarie e la loro esecuzione tramite il loro rappresentante legale.

I giudici possono adottare alcune misure protettive nel corso delle procedure di esecuzione al fine di proteggere i minori da danni inutili in seguito allo svolgimento di un procedimento di volontaria giurisdizione. Tali misure protettive consistono in provvedimenti restrittivi di divieto di contatto o di contatto limitato con il genitore, il nonno, il fratello o la sorella (o fratello o sorella unilaterali) del minore.

6. Accesso ai mezzi di ricorso

a) Chiunque ha il diritto di impugnare una decisione emessa dall'organo giurisdizionale competente, come indicato nelle norme e disposizioni generali sui mezzi di ricorso stabilite dal codice di procedura penale. Godono del diritto di impugnare una decisione di un tribunale di primo grado la vittima minorenne, il procuratore, il convenuto e l'avvocato della difesa. In qualità di parte nei procedimenti penali, una vittima minorenne può impugnare la decisione del giudice relativa alle spese processuali nonché la decisione del giudice in merito alle sue richieste di natura finanziaria.

Chiunque goda del diritto di impugnare una decisione giudiziaria può proporre impugnazione contro una decisione che impone una pena, una misura correttiva nei confronti di un minore o una decisione di sospensione del processo, entro otto giorni dal ricevimento della sentenza o della decisione. L'avvocato della difesa, il pubblico ministero, il coniuge, un parente in linea retta, un genitore adottivo, un tutore, un fratello, sorella o un genitore affidatario possono proporre impugnazione a favore del minore anche contro la sua volontà. Un'impugnazione non rinvia l'esecuzione della decisione.

Gli organi giurisdizionali di secondo grado possono riformare la decisione del giudice di primo grado adottando una sanzione più pesante nei confronti di un minore solo se ciò viene richiesto nell'impugnazione.

b) I minori coinvolti nei procedimenti giudiziari hanno il diritto di presentare un ricorso, un'impugnazione o una richiesta ai sensi delle norme generali stabilite dal codice di procedura civile e dalla legge relativa alle obbligazioni.

Poiché di norma i minori non hanno la capacità di agire in giudizio, solitamente i loro genitori o tutori agiscono in qualità di rappresentanti per loro conto. Il rappresentante legale può compiere tutti gli atti del processo per conto del minore, ivi compresa la proposta di impugnazione. Un'impugnazione può essere presentata dalle parti contro una sentenza di primo grado degli organi giurisdizionali. Le impugnazioni contro le decisioni di primo grado sospendono l'esecutività delle decisioni giudiziarie. È possibile proporre impugnazione contro la sentenza di un organo giurisdizionale di primo grado per i seguenti motivi: violazione sostanziale delle norme di procedura civile, esposizione dei fatti errata o incompleta e errata applicazione delle norme rilevanti. Solitamente il termine massimo per presentare impugnazione contro una decisione di primo grado è di 15 giorni dalla data in cui è stata notificata una copia della sentenza.

7. Adozione

La legge sulla famiglia disciplina l'adozione considerandola una forma speciale di assistenza legale alla famiglia e protezione di minori che non dispongono di un'adeguata assistenza genitoriale, la quale consente l'adozione ai genitori adottivi. Il genitore adottivo deve essere un cittadino croato (in via eccezionale è possibile ammettere all'adozione un cittadino straniero, se ciò è di particolare interesse per il minore), deve essere una persona di età non inferiore ai 21 anni e che abbia almeno 18 anni di differenza con l'adottato. Un minore può essere adottato congiuntamente da coppie sposate e coppie di fatto, da un coniuge o membro della coppia di fatto se l'altro coniuge o membro della coppia è il genitore biologico o adottivo, da un coniuge o membro della coppia di fatto con il consenso dell'altro coniuge o membro della coppia e da una persona non coniugata. L'adozione è possibile fino al compimento del diciottesimo anno di età del minore, e un minore può essere adottato solo se è conforme ai requisiti di legge sull'adozione e se tale adozione risulta essere nel suo interesse. Un minore di età pari o superiore ai 12 anni deve esprimere per iscritto il suo consenso all'adozione.

Il procedimento di adozione viene svolto dal centro dei servizi sociali del luogo di residenza permanente o temporanea delle persone che intendono adottare. Se il genitore adottivo è un cittadino straniero, l'adozione può essere accordata solo previo consenso del ministero responsabile per l'assistenza sociale.

Giustizia a misura di minore in Croazia  PDF (690 Kb) en

Ultimo aggiornamento: 31/07/2020

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