Parental responsibility - child custody and contact rights

Parental responsibility means all rights and obligations towards a child and its assets. Although this concept varies between the Member States, it usually covers custody and visiting rights. If you are an international couple with one or more children and are now separating, you will need to agree the custody arrangements for them.

Where to start?

What is custody? What are visiting rights?

As long as the parents live together, they usually hold custody over their children jointly. However, if the parents get divorced or split up, they need to decide how this responsibility will be exercised in the future.

The parents may decide that the child shall live alternately with both parents, or with one parent. In the latter case, the other parent usually has a right to visit the child at certain times.

Custody rights also cover other rights and duties linked to the education and care of the child, including the right to look after the child and his/her assets. The parents usually have the parental responsibility for a child, but parental responsibility may also be given to an institution to which the child is entrusted.

Who decides on the custody and visiting rights?

The parents may decide on these matters by mutual agreement. A mediator or lawyer can help if the parents do not manage to reach an agreement. Visit the link at the bottom of this page to find a mediator.

If the parents are unable to reach an agreement they may have to go to court. The court may decide that both parents shall have custody over the child (joint custody) or that one of the parents shall have custody (single custody). In the case that only one parent has custody, the court may decide on visiting rights for the other parent.

In the case of an international couple, EU rules determine which court has the responsibility to deal with the case. Visit the link at the bottom of this page to find the responsible court.

The main aim is to avoid both parents addressing the court in their own country and two decisions being issued for the same case. The principle is that the responsible court is the court in the country where the child habitually resides.

Will the decision of the court be enforced in the other EU country?

A mechanism for the recognition and enforcement of decisions ensures that the decision of the court is applied in other EU countries once it has been issued. This makes it easier for those with parental responsibility to exercise their rights.

In particular, a judgment on access rights will be recognised in another EU Member State without any special procedure being required, thus supporting the relationship between the child and both parents.

Which EU rules apply?

The rules settling cross-border matters between children and their parents are part of the Brussels IIa Regulation. These rules apply equally to all children, whether they are born in wedlock or not. The Brussels IIa Regulation is the cornerstone of EU judicial cooperation in matrimonial matters and matters of parental responsibility. The Regulation has applied since 1 March 2005 in all EU countries except Denmark.

Please select the relevant country's flag to obtain detailed national information.

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Last update: 18/01/2019

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Responsabilità genitoriale - Belgio

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

L’autorità genitoriale è un meccanismo giuridico di protezione e di rappresentanza del figlio fino al raggiungimento della maggiore età o fino all’emancipazione dello stesso e riguarda sia la persona sia i beni del figlio. L’autorità genitoriale è disciplinata dagli articoli da 371 a 387 ter e dall’articolo 203 del codice civile.

L’autorità genitoriale è esercitata a tutti gli effetti dai genitori legali del bambino, ovvero dalle persone considerate tali dalla legge per via di un rapporto di paternità, di maternità o di comaternità stabilito da un legame di parentela, dalla legge o per effetto di adozione. I genitori biologici che non siano giuridicamente riconosciuti come genitori legali non hanno l’autorità genitoriale.

Il figlio resta sotto l’autorità del padre e della madre fino alla maggiore età (18 anni) o fino alla sua emancipazione. Spettano ai genitori le decisioni riguardanti l’alloggio, il mantenimento, la salute, la sorveglianza, l’istruzione, la formazione e il pieno sviluppo del figlio (articolo 203 del codice civile).

Le attribuzioni dell’autorità genitoriale comprendono l’autorità sulla persona del figlio, la gestione dei suoi beni e alcune particolari prerogative dell’autorità genitoriale. L’autorità sulla persona del figlio si divide tra “diritto di custodia” - che consiste nel “vivere” con il figlio (prendersene cura, sorvegliarlo, prendere le decisioni educative legate alla sua presenza in casa) - e il diritto di educazione (che consiste nell’assumere decisioni in merito al suo mantenimento, alla sua istruzione e formazione). La gestione dei beni del figlio comprende invece il diritto di amministrare i suoi beni e il diritto di goderne in base alla legge. Con “prerogative particolari” s’intendono infine le attribuzioni dei genitori relative al matrimonio, all’adozione e all’emancipazione del figlio.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

L’autorità genitoriale sulla persona del figlio minorenne è di norma esercitata congiuntamente da ciascuno dei genitori. Se il rapporto di filiazione intercorre nei confronti di entrambi i genitori, essi esercitano congiuntamente le varie prerogative dell’autorità genitoriale (articoli 373 e 374 del codice civile) a prescindere che vivano insieme e che siano sposati.

Se il rapporto di filiazione non intercorre nei confronti di uno dei genitori o se uno dei due è deceduto, assente o nell’impossibilità di manifestare la propria volontà, l’altro genitore esercita da solo tale autorità.

Quando ciascun genitore compie da solo un atto di autorità genitoriale si ritiene che esso agisca, nei confronti di terzi (in buona fede), con il consenso dell’altro (articolo 373 del codice civile).

In assenza di accordo tra i genitori sull’organizzazione dell’alloggio del figlio, sulle decisioni importanti riguardanti la salute, l’educazione, la formazione, il tempo libero e l’orientamento religioso o filosofico del figlio, o se l’accordo è ritenuto dal giudice contrario all’interesse del figlio, il tribunal de la famille (tribunale della famiglia) può affidare l’esercizio esclusivo dell’autorità genitoriale a un solo genitore.

In questo caso l’altro genitore conserva, secondo le modalità stabilite, 1) il diritto di sorveglianza, ovvero il diritto di rimanere informato sulla situazione del figlio e di rivolgersi al tribunale della famiglia competente se ritiene che l’altro genitore non abbia rispettato l’interesse del figlio; 2) il diritto alle relazioni personali. Dette relazioni possono essere negate solo per gravissimi motivi (articolo 374 del codice civile).

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se né il padre né la madre sono in condizione di esercitare l’autorità genitoriale, si procede all’apertura di una tutela (articolo 375 del codice civile).

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Di norma la separazione o il divorzio dei genitori non ha conseguenze sulle regole di attribuzione dell’autorità genitoriale. Il principio giuridico consiste nell’esercizio congiunto di tale autorità da parte di ciascuno dei genitori (cfr. punto 2). Ciò significa che entrambi i genitori esercitano e continuano a esercitare le attribuzioni dell’autorità genitoriale e che nessuno dei due può adottare da solo una decisione che interferirebbe con l’esercizio delle prerogative dell’altro. Ogni genitore deve quindi ottenere il consenso dell’altro; in caso contrario, non può agire. Tuttavia, per quanto riguarda ad esempio l’alloggio del figlio, è il genitore presso il quale quest’ultimo è collocato a prendere le decisioni riguardanti orari, regole di cortesia, ecc.

I genitori possono mettersi d’accordo sulle modalità di esercizio dell’autorità genitoriale nel rispetto dell’interesse del minore.

In caso contrario deve essere adito il tribunale della famiglia, il quale può decidere se affidare l’esercizio esclusivo dell’autorità genitoriale a un solo genitore (cfr. punto 2).

In tal senso occorre stabilire le modalità di alloggio del figlio, il luogo presso il quale risulta iscritto all’anagrafe e le modalità del contributo dei genitori al suo mantenimento e alla sua istruzione e formazione.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori non sono tenuti a presentarsi dinanzi al tribunale della famiglia e possono stipulare un accordo con scrittura privata per disciplinare la questione dell’autorità genitoriale del figlio. Per beneficiare di aiuto, i genitori possono ricorrere in qualsiasi momento, anche durante il procedimento, a un mediatore abilitato e formato (avvocato, notaio o altro mediatore abilitato) (articolo 1730 del codice giudiziario).

Per poter eventualmente dare esecuzione alla suddetta decisione, i genitori devono sottoporre l’accordo al tribunale della famiglia competente il quale stabilirà se l’interesse del figlio è rispettato o meno.

In caso di divorzio per désunion irrémédiable (divorzio fondato sul carattere irrimediabile dello scioglimento dell’unione coniugale) (cfr. la scheda “Divorzio - Belgio”), i genitori possono chiedere al tribunale della famiglia, in qualsiasi fase del procedimento, di omologare l’accordo sui provvedimenti provvisori relativi ai figli. Se l’accordo è contrario all’interesse dei figli, il giudice può rifiutarsi di procedere all’omologazione.

In caso di divorzio consensuale (cfr. la scheda “Divorzio - Belgio”), negli accordi preliminari relativi al divorzio, le parti devono indicare i provvedimenti riguardanti l’autorità genitoriale (esercizio di tale autorità, diritto alle relazioni personali, amministrazione dei beni del figlio) e le modalità con cui ciascun genitore contribuisce al mantenimento, all’educazione, alla salute, alla formazione e al pieno sviluppo del figlio, sia durante il procedimento di divorzio sia dopo. Il procureur du Roi (procuratore del re) formula un parere e il tribunale della famiglia può far sopprimere o modificare le disposizioni contrarie all’interesse del figlio minorenne. Il tribunale della famiglia pronuncia il divorzio e omologa gli accordi relativi ai figli minorenni.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Quando una domanda viene presentata, il cancelliere informa le parti della possibilità di ricorrere alla mediazione, alla conciliazione o a qualsiasi altra modalità di risoluzione amichevole delle controversie (articolo 1253 ter/1 del codice giudiziario). Inoltre il giudice può proporre in qualsiasi momento alle parti di valutare la possibilità di ricorrere alla conciliazione o alla mediazione e, con il loro consenso, può rinviare la causa per consentire alle parti di valutare se possono raggiungere accordi o se una mediazione può offrire loro una soluzione, o può rinviare la causa dinanzi alla camera di composizione amichevole (articolo 1253 ter/3 del codice giudiziario).

In caso di accordo tra le parti, il giudice omologa l’accordo, a condizione che quest’ultimo non sia palesemente contrario agli interessi del figlio (articolo 1253 ter/2 del codice giudiziario).

Ciascuna delle parti può inoltre proporre di ricorrere alla mediazione, indipendentemente dall’eventuale procedimento giudiziario (articolo 1730 del codice giudiziario). L’accordo ottenuto da un mediatore abilitato può, a sua volta, essere oggetto di omologazione alle condizioni sopra indicate.

Infine nulla impedisce alle parti di consultare esperti (assistenti sociali, psicologi, psichiatri infantili) per ottenere un parere specialistico o chiedere la nomina di un perito nell’ambito di un procedimento giudiziario. Nell’ambito di tale procedimento, il procuratore del re può far intervenire i servizi sociali per ottenere informazioni sui figli e il tribunale della famiglia terrà conto di quest’opinione (articolo 1253 ter/6 del codice giudiziario).

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

In assenza di accordo, in caso di accordo parziale tra i genitori o di accordo contrario agli interessi del figlio, è il tribunale della famiglia a pronunciarsi sull’esercizio dell’autorità genitoriale tenendo conto della volontà espressa dai genitori e dal figlio (se è in età per farlo) e della situazione e delle circostanze del caso. Tra le questioni sottoposte al tribunale vi sono:

- l’esercizio congiunto o esclusivo dell’autorità genitoriale (cfr. punto 2);

- il luogo in cui il bambino è iscritto a titolo principale nel registro dell’anagrafe (= domicilio);

- le condizioni di alloggio (in assenza di accordo, nel caso dell’autorità genitoriale congiunta, viene privilegiata l’ipotesi del collocamento paritario del figlio, se a chiederlo è almeno uno dei genitori. Ove questa non sia la soluzione più appropriata, può essere valutata l’ipotesi dell’hébergement secondaire élargi (alloggio a titolo secondario esteso) o possono essere vagliate altre formule. Il tribunale della famiglia terrà conto delle circostanze concrete e degli interessi del bambino e dei genitori);

- i contributi alimentari (ciascun genitore è tenuto, in proporzione alle proprie facoltà, a pagare le spese relative all’alloggio, al mantenimento, alla salute, alla sorveglianza, all’istruzione, alla formazione e al pieno sviluppo del bambino).

Il tribunale della famiglia può altresì essere chiamato a pronunciarsi sull’istruzione e sulla formazione del figlio. Può infine, a seconda dei casi, essere adito dalle parti su questioni precise come la divisione dei periodi di vacanza tra i genitori, la ripartizione di determinate spese, l’iscrizione a una scuola, ecc.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Il fatto che uno dei genitori sia titolare in via esclusiva dell’autorità genitoriale non significa che abbia carta bianca sulle decisioni riguardanti il figlio, ma occorre vedere ciò che nella fattispecie è stato stabilito. Peraltro, l’altro genitore conserva (cfr. punto 2) il diritto di sorveglianza sull’educazione del figlio.

Il fatto di traslocare con il figlio senza avvertire l’altro genitore può avere ripercussioni sull’alloggio del figlio, sul diritto alle relazioni personali, ecc. In tal caso, la parte che non è stata avvertita o che non è d’accordo può adire il tribunale della famiglia (articoli 374 e 387 bis del codice civile) o, in caso di assoluta necessità, il giudice del procedimento sommario (articolo 584, comma 4, del codice giudiziario).

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

(Cfr. punto 2). Ciò significa che entrambi esercitano e continuano a esercitare le attribuzioni dell’autorità genitoriale (esercizio della “custodia” del figlio, del diritto di istruzione del figlio, del diritto di amministrazione e godimento legale dei suoi beni) e che nessuno dei genitori può adottare da solo una decisione che ostacolerebbe l’esercizio delle prerogative dell’altro. Ciascun genitore deve quindi ottenere il consenso dell’altro e, in caso contrario, non può agire. Tuttavia, per quanto riguarda ad esempio la “custodia” del bambino, è il genitore presso il quale quest’ultimo è collocato a prendere le decisioni riguardanti orari, regole di cortesia, ecc. Quando ciascun genitore compie da solo un atto di autorità genitoriale si ritiene che esso agisca, nei confronti di terzi (in buona fede), con il consenso dell’altro (articolo 373 del codice civile).

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Ai sensi dell’articolo 572 bis, comma 4, del codice giudiziario, il tribunale della famiglia è competente per le domande riguardanti l’autorità genitoriale, il collocamento e i diritti alle relazioni personali nei confronti dei figli minorenni. I documenti da allegare alla domanda variano in base all’azione promossa.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Alcune cause di competenza del tribunale della famiglia, come le cause riguardanti l’autorità genitoriale, il diritto al collocamento e le relazioni personali, sono considerate urgenti dalla legge e possono essere promosse con istanza contraddittoria, con citazione o istanza congiunta. La decisione viene pronunciata con procedimento sommario. Se la causa viene promossa con citazione, il termine è di almeno 2 giorni (cfr. articolo 1035, comma 2, del codice giudiziario). Negli altri casi, l’udienza introduttiva ha luogo entro 15 giorni dal deposito dell’istanza in cancelleria (articolo 1253 ter/4, paragrafo 2, del codice giudiziario).

In tutte le cause riguardanti figli minorenni, le parti devono comparire di persona non solo all’udienza introduttiva, ma anche alle udienze in cui si discutono questioni riguardanti i figli e alle udienze dibattimentali (articolo 1253 ter/2, commi 1 e 2, del codice giudiziario). Peraltro il minore ha diritto a essere sentito sulle questioni che lo riguardano relativamente all’autorità genitoriale, al diritto di alloggio e al diritto alle relazioni personali (articolo 1004/1, capitolo 1 del codice giudiziario).

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Si applicano le norme di diritto comune (cfr. la scheda “Patrocinio a spese dello Stato - Belgio”).

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Il divorzio consensuale presuppone che le parti si siano messe d’accordo sulle modalità relative all’autorità genitoriale, che il procuratore del re abbia emesso un parere e che il tribunale della famiglia abbia omologato gli accordi e pronunciato il divorzio. In linea di principio non vi è quindi alcun motivo di impugnazione.

Negli altri casi, le decisioni relative all’autorità genitoriale sono impugnabili generalmente entro un mese. Tale termine decorre dalla notificazione o dalla comunicazione della decisione (impugnazione di un’ordinanza emessa su istanza unilaterale). Talvolta il termine decorre dalla data di pronuncia della decisione (ad esempio, appello del pubblico ministero).

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Il tribunale della famiglia che ha stabilito i periodi di alloggio del figlio presso l’uno e l’altro genitore, o che ha fissato il diritto alle relazioni personali per un genitore o addirittura per un terzo è competente a emanare a posteriori misure coercitive per l’esecuzione della sua decisione (articolo 387 ter, paragrafo 1, comma 5, del codice civile). Il giudice stabilisce la natura di queste misure e le modalità di attuazione tenendo conto dell’interesse del figlio e, se lo ritiene necessario, designa le persone abilitate ad assistere l’ufficiale giudiziario nell’esecuzione della sua decisione. Il tribunale della famiglia può applicare una penale per garantire il rispetto della decisione.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Dal 1° marzo 2005, in applicazione del regolamento n. 2201/2003, detto “Bruxelles II bis”, tutte le decisioni relative alla responsabilità genitoriale emesse in uno Stato membro dell’UE (salvo la Danimarca) sono di norma riconosciute a tutti gli effetti. La loro esecuzione presuppone tuttavia - tranne per le decisioni relative al diritto di visita e le decisioni relative al ritorno del figlio in caso di sottrazione - la presentazione di una domanda di exequatur presso il tribunale della famiglia, il quale si pronuncerà nell’ambito di un procedimento sommario.

Questa procedura semplificata non si applica tuttavia alle decisioni emesse prima di tale data al di fuori dello svolgimento di un procedimento di divorzio. In tal caso va seguita la procedura ordinaria di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Per opporsi al riconoscimento di una decisione emessa all’estero, la persona interessata può rivolgersi al tribunale della famiglia. Se però la decisione in questione è stata impugnata nel paese di origine, il tribunale in questione può sospendere il procedimento.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I tribunali belgi applicano di norma la legge del luogo di residenza abituale del figlio.

Tuttavia se questa legge non permette di garantire la necessaria protezione della persona o dei beni del figlio, si tiene conto della legge dello Stato del quale quest’ultimo ha la cittadinanza. La legge belga si applica nei casi in cui è materialmente o giuridicamente impossibile prendere i provvedimenti previsti dal diritto straniero applicabile.

Ultimo aggiornamento: 27/06/2019

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Responsabilità genitoriale - Bulgaria

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

I termini giuridici utilizzati dalla legislazione della Bulgaria sono "diritti e doveri dei genitori" (родителски права и задължения) e esercizio dei diritti genitoriali (упражняване на родителски права). Rientrano in tale concetto tutti i diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli che non hanno raggiunto la maggiore età.

Il diritto bulgaro distingue tra i minori di età inferiore a quattordici anni e i minori di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, ma i diritti genitoriali sono esercitati nei confronti di entrambe le categorie.

In seguito a un'adozione, i diritti e i doveri dei genitori che adottano nei confronti dei figli adottati e dei loro discendenti sono assimilati a tutti gli effetti a quelli dei genitori nei confronti dei figli naturali mentre cessano i diritti e i doveri dei genitori di origine nei confronti dei figli dati in adozione.

Al momento di emettere la sentenza di divorzio, il giudice è tenuto a pronunciarsi su tutte le questioni inerenti all'esercizio dei diritti genitoriali come il diritto di visita, gli obblighi alimentari nei confronti dei figli nati dal matrimonio e l'utilizzazione dell'abitazione familiare.

Il giudice decide quale dei coniugi deve esercitare i diritti genitoriali e stabilisce le misure relative all'esercizio di tali diritti, al diritto di visita e agli obblighi alimentari. Al fine di stabilire quale dei genitori debba esercitare i diritti genitoriali, il giudice valuta tutte le circostanze tenendo conto dell'interesse dei figli, e ascoltando i genitori e i figli, qualora essi abbiano compiuto dieci anni.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Di norma, i diritti genitoriali vengono esercitati dai due genitori insieme e separatamente.

La legge stabilisce il diritto dei nonni al contatto con i nipoti.

I figli minori sono tenuti a vivere con i genitori tranne quando vi siano gravi motivi che impongano che essi vivano altrove. Se tale obbligo non viene rispettato, su domanda dei genitori, il giudice competente ordina il ritorno del figlio dai genitori dopo averlo ascoltato se questi ha compiuto dieci anni.

Ciascuno dei genitori può rappresentare legalmente i propri figli che hanno meno di 14 anni e dare il proprio accordo alle azioni legali intraprese dai figli di età compresa tra i 14 e i 18 anni, a condizione che ciò sia nell'interesse di questi ultimi.

Qualora un minorenne possieda beni mobili o immobili, ad eccezione di generi alimentari deperibili, per poterli alienare, ipotecare o disporre di essi in qualsiasi modo è necessario ottenere l'autorizzazione del tribunale distrettuale competente sulla base della residenza e solo in caso di evidente necessità e utilità per il minore. Per quanto riguarda le proprietà dei minorenni, esse non possono essere oggetto di donazione, e né è possibile la rinuncia dei propri diritti su di esse ed esse non possono essere né impegnate né ipotecate per pagare debiti altrui.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Quando il comportamento di un genitore rappresenta un pericolo per la personalità, l'educazione, la salute o le proprietà di un figlio, il tribunale distrettuale, su richiesta dell'altro genitore o di un procuratore o d'ufficio, prende le misure necessarie ai fini della tutela degli interessi del figlio e, qualora ciò si renda necessario, lo colloca in un luogo sicuro.

Tali misure vengono prese anche quando uno dei genitori, a causa di una malattia fisica o mentale o di una prolungata assenza o di altre ragioni obiettive, non esercita la propria responsabilità genitoriale. In casi particolarmente gravi (quando un genitore non si è preso cura del figlio e non ha provveduto al suo sostentamento senza ragioni fondate, quando ha collocato il figlio in un istituto e non lo ha ripreso nei sei mesi successivi al giorno in cui avrebbe dovuto riprenderlo) il genitore viene privato della responsabilità genitoriale.

Il procedimento per privare della responsabilità genitoriale viene avviato dal tribunale distrettuale d'ufficio o su richiesta dell'altro genitore o del procuratore. In tutti i casi relativi alla limitazione o privazione della responsabilità genitoriale il tribunale stabilisce anche misure che regolano i rapporti personali tra genitori e figli.

A seguito di un cambiamento delle circostanze o su richiesta del genitore il tribunale può ripristinare la responsabilità del genitore.

Il tribunale comunica ufficialmente alle autorità comunali del luogo di residenza la registrazione della privazione e del ripristino della responsabilità genitoriale in modo che possa essere nominato un tutore (detto nastojnik per i minori di 14 e popecitel per minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni).

Su richiesta dei servizi sociali comunali, il tribunale può ordinare che un minore sia sottratto alla famiglia qualora i genitori siano deceduti, siano ignoti, siano stati privati del tutto o in parte della responsabilità genitoriale, siano incapaci di prendersi cura dei figli per motivi fondati o per cause che sfuggono alla loro volontà, oppure qualora il minore sia vittima di violenze e corra il rischio di essere danneggiato nel proprio sviluppo fisico, psichico, morale, intellettuale e sociale. I minori vengono accolti in istituti o famiglie di accoglienza anche nei casi di cui all'articolo 11 della convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo del 1996.

Il tribunale può decidere di collocare un minore presso parenti e familiari, in una famiglia d'accoglienza o in istituto. Nell'attesa di una decisione del tribunale sono i servizi sociali del comune in cui risiede il minore a prendersi temporaneamente cura di lui.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Se i genitori che vivono insieme dissentono quanto al modo di esercitare la responsabilità genitoriale, la controversia viene risolta dal tribunale distrettuale che ascolta i genitori ed eventualmente il minore. La decisione può essere impugnata in base alle norme generali pertinenti.

Quando i genitori non coabitano e non possono raggiungere un accordo su dove debbano vivere i figli, la controversia è risolta dal tribunale distrettuale competente per il luogo di residenza dei figli, dopo aver ascoltato i minori qualora essi abbiano compiuto dieci anni. La decisione può essere impugnata.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori possono concludere accordi stragiudiziali sulla custodia dei minori, sul'esercizio della responsabilità genitoriale e sulle visite dell'altro genitore, ma l'esecuzione di tali accordi non è obbligatoria. Indipendentemente dall'esistenza di un accordo stragiudiziale, ciascun genitore può adire il tribunale per risolvere una controversia relativa ai diritti genitoriali o ai contatti con il minore e il giudice si pronuncerà sull'esercizio dei diritti genitoriali da quel momento in poi indipendentemente dall'accordo stragiudiziale. L'ambito giuridico è anche lo stesso per i contatti del minore con il genitore che non ha la custodia e che non vive con il minore.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Conformemente alla legge sulla mediazione, le controversie familiari possono essere oggetto di mediazione ma l'accordo raggiunto in materia di responsabilità genitoriale non è soggetto a esecuzione forzata sulla base del codice di procedura civile.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il giudice può prendere decisioni su tutti i casi per i quali viene adito. Può quindi stabilire dove deve risiedere il minore, quale genitore deve esercitare la responsabilità genitoriale, come devono svolgersi i contatti dell'altro genitore con il minore, quali siano i diritti di visita e di accesso, chi ha l'obbligo alimentare nei confronti del minore. Può inoltre scegliere la scuola in cui deve studiare il minore e il nome da attribuire. Si vedano le risposte 3 e 4.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

In linea di massima, il genitore che esercita la responsabilità genitoriale prende le decisioni inerenti alla vita quotidiana del minore, per esempio, scegliendo la scuola in cui il minore deve studiare. Vi sono situazioni nelle quali è necessario che vi sia l'accordo di entrambi il genitori, per esempio per il rilascio dei documenti di identità del minore, per uscire dal paese, indipendentemente dalla durata e dallo scopo della partenza, compreso lo scopo turistico.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Quando i genitori non vivono insieme, il tribunale stabilisce quale dei due genitori deve esercitare la responsabilità genitoriale e le modalità con cui si svolgono i contatti con l'atro genitore. Nonostante ciò, non esistono limitazioni quanto alla possibilità per i genitori di ottenere diritti di visita più estesi di quelli usuali mediante un accordo giudiziario. La pratica consolidata dei tribunali nei casi di divorzio, comunemente accettata da entrambi i genitori, è di stabilire un diritto di visita di due o più giornate non lavorative al mese più un certo numero di settimane durante le vacanze del minore.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il tribunale competente è il tribunale distrettuale per il luogo di residenza del ricorrente. Quando la richiesta è associata ad una domanda di assegni alimentari per il minore, il richiedente può rivolgersi anche al tribunale competente per il proprio luogo di residenza.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Le controversie relative all'esercizio della responsabilità genitoriale sono esaminate in procedimenti ordinari.

Quando tali controversie vengono esaminate nell'ambito di procedimenti di divorzio, i genitori possono chiedere al tribunale di stabilire misure provvisorie per l'esercizio della responsabilità genitoriale e del diritto di visita.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Le parti in causa possono ottenere il patrocinio a spese dello Stato alle condizioni previste dalla legge sul patrocinio a spese dello Stato.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

La decisione presa dal giudice de tribunale distrettuale può essere impugnata ricorrendo al tribunale provinciale entro due settimane dal ricevimento della decisione.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Ai sensi del codice di procedura civile, le decisioni giudiziarie entrate in vigore possono essere oggetto di esecuzione forzata. Vi sono disposizioni giuridiche speciali per i casi in cui viene ordinato a una parte di compiere un atto insostituibile o di astenersi dal compierlo oppure in relazione all'obbligo di affidamento del minore. L'esecuzione avviene mediante un ufficiale giudiziario pubblico o privato in funzione della scelta del richiedente.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 è applicato dall'articolo 621 del codice di procedura civile (in vigore dal 24/7/2007).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 è applicato dall'articolo 622 del codice processuale civile (in vigore dal 24/7/2007).

La giurisdizione naturale è del tribunale distrettuale competente per il luogo di residenza della controparte. Se tale parte non risiede permanentemente in Bulgaria, la giurisdizione è del tribunale distrettuale competente per il luogo di residenza della parte interessata. Se tale parte non risiede permanentemente in Bulgaria, la giurisdizione è del tribunale di Sofia (Sofijski Gradski Sad).

Le domande di riconoscimento e di esecuzione in Bulgaria delle decisioni prese da un tribunale o da un altro organo di un altro paese sull'affidamento dei minori e il ristabilimento dell'affidamento in caso di trasferimento illegale di minori sulla base della convenzione di Lussemburgo del 20 maggio 1980 sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell'affidamento (ratificata dalla legge – GU della Bulgaria, n. 21 del 2003) (GU della Bulgaria, n.104 del 2203), in appresso convenzione di Lussemburgo, vengono esaminate dal tribunale della città di Sofia in un'udienza a porte aperte a cui partecipano il Ministero della Giustizia o il richiedente, le parti chiamate in causa dalla decisione del tribunale straniero e il procuratore. Il tribunale ascolta il minore dopo aver ascoltato il parere dei servizi sociali del comune in cui risiede il minore. Il procedimento per il riconoscimento e l'esecuzione di una decisione presa da un tribunale straniero viene sospeso nei seguenti casi: qualora in un tribunale bulgaro vi sia un procedimento pendente in merito alla stessa controversia; quando un'altra decisione relativa è oggetto di un procedimento di riconoscimento ed esecuzione in un tribunale bulgaro. In tal caso, tale tribunale viene informato immediatamente e deve emettere la propria decisione entro un mese dalla notifica.

Il tribunale della città di Sofia emette la propria decisione entro un mese dalla domanda. Tale decisione può essere impugnata dinanzi alla Corte d'Appello di Sofia la cui decisione è definitiva.

La stessa procedura si applica alle domande relative al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni sull'affidamento e la collocazione sotto tutela nei casi se, sulla base di tali decisioni, il trasferimento dei minori sia stato dichiarato illegale. Il riconoscimento e l'esecuzione della decisione di un altro Stato ai sensi della convenzione di Lussemburgo viene rifiutato sulla base dei motivi di cui agli articoli 8, 9 e se i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 1, della convenzione e viene ammesso solo se è eseguibile nello Stato in cui è stato stabilito. La stessa procedura si applica anche per quanto riguarda la convenzione sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I rapporti tra genitori e figli sono disciplinati dal diritto del paese in cui questi risiedono abitualmente. Quando i genitori e i figli non risiedono abitualmente nello stesso luogo, i loro rapporti sono disciplinati dal diritto del paese in cui i figli risiedono abitualmente o dal diritto del paese in cui sono nati se ciò è più vantaggioso per loro. La nomina e la revoca della nomina dei tutori avviene sulla base del diritto in cui risiede abitualmente il minore che viene posto sotto tutela. I rapporti tra i minori posti sotto tutela e i loro tutori sono disciplinati dal diritto applicato all'atto della collocazione sotto tutela.

Ultimo aggiornamento: 12/10/2016

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Responsabilità genitoriale - Repubblica ceca

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

L'espressione "responsabilità genitoriale" designa un istituto sancito dal codice civile (legge n. 89/2012) e comprende un insieme di diritti e obblighi dei genitori:

  • prendersi cura del figlio, soprattutto della sua salute e del suo sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e morale,
  • proteggere il figlio,
  • mantenere contatti personali con il figlio,
  • assicurare la sua educazione e istruzione,
  • stabilirne il luogo di residenza,
  • assumerne la rappresentanza legale e amministrarne i beni.

La responsabilità genitoriale trae origine dalla nascita del figlio e cessa quando questi acquisisce la piena capacità giuridica. La durata e i limiti della responsabilità genitoriale possono essere modificati solo dall'autorità giudiziaria. La responsabilità genitoriale viene esercitata dai genitori nell'interesse del figlio. Prima di adottare una decisione incidente sugli interessi del figlio, i genitori devono fornirgli tutte le informazioni necessarie affinché possa formarsi un parere sulla questione e comunicarlo loro, a meno che il medesimo non sia in grado di comprendere adeguatamente le informazioni, di formarsi un parere o di comunicarlo ai genitori. Questi ultimi devono prestare particolare attenzione al parere del figlio e tenerne conto ai fini della decisione. La responsabilità genitoriale nei confronti del figlio viene esercitata dai genitori in maniera commisurata al suo grado di sviluppo. Per adottare una decisione sull'istruzione o l'occupazione del figlio, i genitori devono tenere conto del suo parere nonché delle sue capacità e attitudini.

Fino a quando il figlio non abbia acquisito la capacità giuridica, i genitori possono orientarne il comportamento con misure educative adeguate alle sue capacità evolutive, comprese le restrizioni intese a tutelare la sua morale, la sua salute e i suoi diritti, nonché i diritti dei terzi e l'ordine pubblico. Il figlio deve sottostare a tali misure. Le risorse educative possono essere utilizzate solo nel modo e nei limiti adeguati alle circostanze, senza mettere a rischio la salute o lo sviluppo del figlio e senza pregiudicarne la dignità umana.

Si presume che ogni minore che non abbia acquisito la piena capacità legale possa compiere atti giuridici adatti alla maturità intellettuale e psicologica corrispondenti alla sua età. I genitori hanno il diritto-dovere di rappresentare il figlio nei negozi giuridici per i quali non sia legalmente capace. I genitori rappresentano il figlio congiuntamente, ma possono agire separatamente; se uno dei genitori agisce da solo nell'ambito di un rapporto tra il figlio e un terzo di buona fede, si presume che agisca con il consenso dell'altro genitore. Un genitore non può assumere la rappresentanza di un figlio se potrebbe derivarne un conflitto di interessi con il medesimo oppure tra figli degli stessi genitori. In tal caso, il giudice designa un tutore per il figlio. Se i genitori non si accordano su quale di loro debba rappresentare il figlio nei negozi giuridici, il giudice stabilisce – su domanda di uno dei genitori – quale genitore possa agire legalmente per conto del figlio e con quali modalità.

I genitori hanno il diritto-dovere di gestire i beni del figlio, e in particolare di amministrarli con la dovuta diligenza. Essi devono gestire in modo sicuro i fondi che possono essere considerati non necessari per coprire le spese relative ai suoi beni. Nei rapporti giuridici concernenti singole parti del patrimonio del figlio, i genitori agiscono come suoi rappresentanti; un genitore non può rappresentare un figlio se potrebbe derivarne un conflitto di interessi con il medesimo o tra figli degli stessi genitori. In tal caso, il giudice designa un tutore per il figlio. Se uno dei genitori contravviene all'obbligo di amministrare il patrimonio del figlio con la dovuta diligenza, i genitori sono tenuti in solido a risarcire il figlio per i danni subiti. Se i genitori non raggiungono un accordo su una questione essenziale relativa alla gestione dei beni del figlio, tale questione viene risolta da un giudice su istanza di uno dei genitori. I genitori devono ottenere il consenso dell'autorità giudiziaria per compiere atti giuridici concernenti il patrimonio futuro o attuale del figlio o singole parti di tale patrimonio, salvo per le questioni ordinarie e per quelle straordinarie riguardanti beni di valore trascurabile.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale è un obbligo per entrambi i genitori e spetta a ciascuno di essi fino a quando non ne sia privato. È irrilevante che i genitori siano o meno coniugati e che il figlio sia nato dal matrimonio o fuori da esso.

I genitori esercitano la responsabilità genitoriale di comune accordo. Se il ritardo nell'adozione di una decisione relativa al figlio potrebbe comportare dei rischi, uno dei genitori può assumere la decisione o prestare il proprio assenso da solo, ma deve informare tempestivamente l'altro genitore della situazione. Se uno dei genitori agisce da solo in relazione a un rapporto tra il minore e un terzo di buona fede, si presume che agisca con il consenso dell'altro genitore. Se i genitori non raggiungono un accordo su una questione importante per il figlio, e in particolare riguardo ai suoi interessi, tale questione sarà risolta dal giudice su richiesta di uno dei genitori. Ciò vale anche nel caso in cui un genitore escluda l'altro dalla decisione su una questione importante per il figlio. Sono considerate questioni importanti, tra l'altro, la determinazione del luogo di residenza e la scelta delle scuole o dell'occupazione del figlio, ma non le normali procedure mediche e questioni analoghe.

L'autorità giudiziaria può decidere di sospendere la responsabilità genitoriale se i genitori non sono in grado di esercitarla per gravi motivi e si può ritenere che tale sospensione sia necessaria nell'interesse del figlio. Se un genitore non esercita adeguatamente la sua responsabilità genitoriale e l'interesse del figlio lo richiede, il giudice può limitare tale responsabilità, o limitarne l'esercizio, stabilendo al contempo la portata della limitazione. Se un genitore abusa della responsabilità genitoriale o del suo esercizio e/o li trascura in modo grave, il giudice può privarlo di detta responsabilità. Se un genitore commette un reato doloso contro il figlio o si serve del medesimo – che non è penalmente responsabile – per commettere un reato, l'autorità giudiziaria deve valutare, tra l'altro, se ricorrano motivi per privarlo della responsabilità genitoriale.

Se uno dei genitori è deceduto o ignoto, oppure non ha la responsabilità genitoriale o è stato sospeso dal suo esercizio, tale responsabilità è esercitata dall'altro genitore; ciò vale anche in caso di limitazione della responsabilità genitoriale di uno dei genitori o del suo esercizio. Se nessuno dei genitori ha la piena responsabilità genitoriale, o se l'esercizio della responsabilità genitoriale di entrambi i genitori è stato sospeso e/o la responsabilità genitoriale è stata modificata in uno dei modi sopra indicati, ma con effetti diversi per ciascuno dei genitori, il giudice assegna al figlio un tutore, il quale sarà investito dei diritti e obblighi dei genitori oppure eserciterà tali diritti e obblighi in luogo dei genitori. Se la responsabilità genitoriale o il suo esercizio sono stati limitati, il giudice designa un tutore per il figlio.

Nel caso dei figli adottivi, i diritti e gli obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale si trasferiscono all'adottante al momento del passaggio in giudicato della decisione giudiziaria che dispone l'adozione.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se il giudice decide di limitare la capacità giuridica di un genitore, deve pronunciarsi anche in ordine alla sua responsabilità genitoriale. L'esercizio della responsabilità genitoriale da parte di un minore che ha avuto un figlio ma non ha ancora acquisito la piena capacità giuridica, attraverso una dichiarazione o per matrimonio, è sospeso fino a quando egli non abbia acquisito la suddetta capacità; ciò non vale per l'esercizio dei diritti e obblighi inerenti alla cura del minore, a meno che il giudice decida di sospendere l'esercizio di tali diritti e obblighi fino a quando il genitore non abbia acquisito la piena capacità giuridica. L'esercizio della responsabilità genitoriale di un genitore la cui capacità giuridica sia stata limitata in tale ambito rimane sospeso per tutta la durata della restrizione, a meno che il giudice decida che il genitore, in considerazione della sua persona, possa continuare ad esercitare i diritti e gli obblighi inerenti alla cura del figlio e ai contatti personali con il medesimo.

In mancanza di entrambi i genitori che dovrebbero esercitare la piena responsabilità genitoriale sul figlio, il giudice assegna a quest'ultimo un tutore. Fondamentalmente, il tutore ha gli stessi diritti e obblighi dei genitori nei confronti del minore, ma non ha l'obbligo di sostegno e mantenimento. In casi eccezionali, la portata dei diritti e degli obblighi del tutore può essere definita diversamente in considerazione della sua persona o della situazione del minore, nonché del motivo per il quale non spettano ai genitori tutti i diritti e gli obblighi. Il tutore deve disporre della piena capacità giuridica e il suo stile di vita deve essere tale da garantirne l'idoneità a svolgere adeguatamente tale funzione. Il giudice può anche designare due persone – di norma una coppia di coniugi – come tutori. Può inoltre designare come tutore una persona indicata da un genitore, se ciò non risulta contrario all'interesse del minore. In mancanza, il giudice designa come tutore un parente o una persona vicina al minore o alla sua famiglia, a meno che uno dei genitori escluda espressamente tale persona. Se una persona del genere non esiste, il giudice designa come tutore un'altra persona ritenuta idonea. In mancanza di una persona fisica che possa essere nominata come tutore, il giudice designa un'autorità per la protezione sociale e giuridica dei minori fino a quando non venga designato un nuovo tutore o quello designato non accetti l'incarico. Il tutore, che è soggetto alla vigilanza del giudice, deve redigere un elenco dei beni all'inizio e al termine dell'incarico. Egli deve presentare al giudice relazioni periodiche sul minore e sul suo sviluppo nonché la contabilità relativa all'amministrazione dei suoi beni. Le decisioni del tutore su questioni straordinarie devono essere approvate dal giudice.

In alternativa, il minore può essere dato in affido. Prendere in affido significa prendersi cura personalmente del figlio di un'altra persona, ma non implica il riconoscimento come proprio di un figlio altrui come nel caso dell'adozione. Nell'educare il minore, il genitore affidatario esercita entro limiti ragionevoli i diritti e gli obblighi dei genitori. L'affidatario può e deve assumere solo le decisioni relative alle questioni ordinarie concernenti il minore, rappresentarlo per tali questioni e gestirne i beni, e deve informare i suoi genitori in merito alle questioni importanti. Se le circostanze lo richiedono, il giudice può stabilire diritti e obblighi supplementari del genitore affidatario. I genitori del minore mantengono i diritti e gli obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale, compresi il diritto di avere contatti personali regolari e il diritto di ricevere informazioni sul figlio, ad eccezione dei diritti e degli obblighi riservati per legge al genitore affidatario, a meno che il giudice – per particolari motivi – decida diversamente. Il genitore affidatario non ha un obbligo di sostegno e mantenimento nei confronti del minore.

Il genitore affidatario deve garantire un'educazione adeguata, essere residente nella Repubblica ceca ed acconsentire a prendere il minore in affido. Di norma, l'affidatario è un parente, ma può anche trattarsi di un'altra persona scelta dall'autorità per la protezione sociale e giuridica dei minori (a tal fine, i tribunali regionali conservano i dati dei candidati idonei ad assumere l'incarico di genitori affidatari). Il giudice può dare un minore in affido per un periodo di tempo limitato (ad esempio per la durata della permanenza del genitore in una struttura sanitaria) o illimitato. L'affido è quindi inteso ad affrontare una crisi familiare o a garantire la cura del minore in un ambiente familiare alternativo. Per ridurre il numero di minori affidati a istituti o strutture analoghe, l'affidamento a una famiglia viene considerato prioritario rispetto all'affidamento a un istituto. Il genitore affidatario riceve dallo Stato un contributo per l'affidamento (ad esempio un contributo per soddisfare le esigenze del minore, un contributo al termine del periodo di affido, un'indennità per il genitore affidatario, ecc.).

Inoltre, il codice civile disciplina l'istituto dell'affido di un minore a terzi nei casi in cui nessuno dei genitori né un tutore possano prendersene cura personalmente. Tale forma di affido non è alternativa a quella sopra descritta, né all'affido che deve precedere l'adozione, ed è prioritaria rispetto all'affidamento a un istituto. L'affidatario deve garantire un'educazione adeguata, essere residente nella Repubblica ceca e acconsentire a prendere personalmente il minore in affido. I diritti e gli obblighi dell'affidatario sono definiti dal giudice; in mancanza, si applicano le norme sull'affido pertinenti.

Per gestire gli affari del figlio, salvo che siano riservati alla sua persona, i genitori, in quanto rappresentanti legali, possono sottoscrivere un contratto di rappresentanza con una persona dotata di conoscenze specifiche o altra persona idonea. Se il minore conclude un contratto di rappresentanza, quest'ultimo non pregiudica i poteri di rappresentanza legale dei genitori. Se i rappresentanti legali e contrattuali sono in disaccordo, la questione viene risolta dal giudice nell'interesse del minore.

Se l'educazione del figlio o il suo stato fisico, intellettuale o psichico e/o il suo sviluppo armonioso sono minacciati o perturbati in misura contraria ai suoi interessi, e/o i genitori non possono provvedere all'educazione del figlio per gravi motivi, il giudice può disporre l'affidamento a un istituto in quanto misura necessaria. Tale provvedimento può essere adottato in casi particolari, qualora le precedenti misure non abbiano portato a una soluzione. A tal fine, il giudice deve sempre valutare se sia opportuno preferire l'affidamento del minore a una persona fisica. L'affidamento a un istituto può essere disposto per un periodo massimo di tre anni, prorogabile (ripetutamente) nel caso in cui ne persistano i motivi (sempre per un periodo massimo di tre anni). Se sono venuti meno i motivi per i quali è stato disposto l'affidamento a un istituto, o è possibile ricorrere a modalità di affido diverse, il giudice revoca senza indugio l'affidamento a un istituto individuando al contempo il successivo affidatario in funzione delle circostanze.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

La decisione sull'affidamento del figlio è una condizione essenziale del divorzio dei genitori. Il giudice statuisce tenendo conto dell'interesse del minore e può discostarsi dal mutuo accordo tra i genitori solo se risulta necessario per tutelare tale interesse. Il giudice può affidare il minore a uno dei genitori oppure disporne l'affidamento congiunto o condiviso; può inoltre affidarlo a una persona diversa dai genitori, se l'interesse del minore lo richiede. Il giudice tiene conto della personalità del minore, in particolare delle sue attitudini e capacità in relazione alle possibilità evolutive, e dello stile di vita dei genitori, nonché dell'orientamento affettivo e delle esperienze del minore, della capacità di ciascuno dei genitori di provvedere alla sua educazione, della stabilità attuale e prevedibile dell'ambiente educativo in cui il minore dovrebbe vivere e dei suoi legami affettivi con fratelli e sorelle, nonni, altri parenti o altre persone. Il giudice tiene sempre conto di quale genitore abbia provveduto adeguatamente al minore fino a quel momento e si sia preso cura adeguatamente della sua educazione affettiva, intellettuale e morale, e di quale genitore offra al figlio le migliori possibilità di un sano e positivo sviluppo. Il giudice concentrerà inoltre l'attenzione sul diritto del minore di essere educato da entrambi i genitori e di mantenere con loro regolari contatti personali, nonché sul diritto del genitore non affidatario di ricevere regolarmente informazioni sul figlio, e terrà conto altresì della capacità di ciascun genitore di accordarsi con l'altro in merito all'educazione del figlio. Il giudice può inoltre decidere di omologare un accordo tra i genitori, a meno che risulti che le modalità concordate per l'esercizio della responsabilità genitoriale non sono conformi all'interesse del figlio.

Se i genitori di un minore privo della piena capacità giuridica non sono conviventi e non si accordano sulla regolamentazione del suo affido, il giudice statuisce d'ufficio sulla questione. A tal fine, esso si attiene alle stesse regole che disciplinano l'affidamento del figlio in caso di divorzio dei genitori.

Il genitore affidatario deve stabilire insieme all'altro genitore le modalità con cui quest'ultimo si terrà in contatto con il figlio. Se i genitori non si accordano, o risulta necessario nell'interesse dell'educazione del figlio e dei rapporti familiari, il giudice definisce le modalità dei contatti tra genitore e figlio. In casi giustificati il giudice può stabilire il luogo dei contatti tra genitore e figlio. Se necessario nell'interesse del figlio, il giudice limita il diritto del genitore ad avere contatti personali con il figlio e/o vieta tali contatti.

Se le circostanze dovessero cambiare, il giudice modificherà la decisione relativa all'esercizio dei diritti e obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale anche in assenza di un'istanza.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se i genitori divorziano, il loro accordo sulle modalità di esercizio della responsabilità genitoriale deve specificare in quale modo ciascuno di essi provvederà al minore dopo il divorzio. In tale accordo i genitori possono anche regolare i loro contatti con il figlio. L'accordo è soggetto al consenso del giudice, il quale lo approva a meno che risulti chiaramente che le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale concordate non sono conformi all'interesse del figlio. Ciò vale anche per gli accordi tra genitori non conviventi.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Per tutelare gli interessi del minore, il giudice, durante il procedimento relativo all'affidamento, indirizza i genitori verso una soluzione conciliativa. Esso può ordinare loro di partecipare a una conciliazione stragiudiziale, ad incontri di mediazione o a una terapia familiare per un periodo massimo di tre mesi, o ad incontri con un esperto in psicologia infantile.

È anche possibile fare ricorso ai servizi dei cosiddetti centri di consulenza matrimoniale e familiare, che forniscono assistenza attraverso psicologi qualificati e operatori sociali qualificati.

Inoltre, l'autorità per la tutela sociale e giuridica dei minori può persuadere un genitore che non rispetti i diritti del figlio o dell'altro genitore (ad esempio a educare il figlio o a mantenere contatti regolari con il medesimo) o informarlo in merito alla legislazione e alle conseguenze del suo comportamento. Detta autorità può anche imporre ai genitori di ricorrere alla consulenza di esperti, se non sono in grado di risolvere i problemi inerenti all'educazione del figlio, in particolare nell'ambito di controversie vertenti sulla modifica della sua educazione o dei diritti di visita.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Se sussistono le condizioni prescritte, il giudice può deliberare, su richiesta dei genitori, in particolare sulle seguenti questioni attinenti ai rapporti tra genitori e figli:

  1. diritti di natura personale (ad esempio il diritto di decidere nome e cognome del figlio o il diritto di acconsentire o meno alla sua adozione),
  1. affidamento del figlio e regolamentazione dei contatti con il medesimo,
  1. forme alternative di affidamento del figlio (ad esempio tutela, affidamento a un'altra persona o a un istituto),
  1. obblighi di mantenimento e sostegno,
  1. rappresentanza e amministrazione dei beni del minore e consenso agli atti giuridici compiuti dal medesimo,
  1. questioni importanti per il minore, nel caso in cui i genitori non raggiungano un accordo (sono considerate questioni importanti, in particolare, la scelta del luogo di residenza e delle scuole o dell'occupazione del figlio, ma non le normali procedure mediche e questioni analoghe).

Nella maggior parte dei casi il giudice decide a chi affidare il minore e può deliberare in merito ai contatti con il minore e agli obblighi di mantenimento e sostegno.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Prendersi cura del figlio rappresenta solo una parte dei diritti e obblighi che costituiscono la responsabilità genitoriale. Se il genitore non affidatario non è stato privato della responsabilità genitoriale, e quest'ultima non è stata limitata o sospesa, il suddetto genitore può ancora esercitarla sotto gli altri aspetti e non decade dal diritto di assumere le decisioni sulle questioni importanti per il figlio. La responsabilità genitoriale viene esercitata dai genitori di comune accordo e conformemente all'interesse del figlio. Se un ritardo nella decisione su una questione concernente il minore comporterebbe un rischio di inadempimento, uno dei genitori può assumere la decisione o prestare il suo consenso individualmente, ma deve tempestivamente informare l'altro genitore della situazione.

Se i genitori non raggiungono un accordo su una questione importante per il figlio, segnatamente in relazione ai suoi interessi, la decisione viene adottata dal giudice, su richiesta di uno dei genitori; lo stesso vale nel caso in cui uno dei genitori abbia escluso l'altro dalla decisione su una questione importante per il figlio. Inoltre, il giudice adotta una decisione, su richiesta di uno dei genitori, nei casi in cui i medesimi non raggiungano un accordo per stabilire quale di loro debba rappresentare il figlio in un negozio giuridico o per questioni importanti relative alla gestione dei suoi beni.

I genitori sono tenuti a scambiarsi tutte le informazioni importanti sul figlio e sui suoi interessi.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Il codice civile distingue tra affidamento a uno dei genitori, affidamento condiviso, affidamento congiunto e affidamento a soggetti diversi dai genitori. Nel deliberare sull'affidamento, il giudice adotterà una decisione che soddisfi l'interesse del minore. Esso può rinunciare ad adottare una decisione sull'affidamento condiviso o congiunto se i genitori sono in grado di comunicare e collaborare.

Affidamento congiunto (educazione congiunta)

Questa modalità di regolamentazione dell'affido implica l'assenza di una specifica decisione sull'affidamento del figlio a uno dei genitori. In pratica, ciò significa che nell'affidamento congiunto, ad esempio, un genitore può garantire le esigenze educative del figlio e l'altro farsi carico delle sue attività sportive, e/o che un genitore si prende cura dell'apprendimento linguistico del figlio e l'altro ne segue le attività extrascolastiche. I genitori condividono l'obbligo di garantire l'assistenza sanitaria e di soddisfare le esigenze materiali del figlio (ad esempio per quanto riguarda l'alimentazione, l'igiene, l'abbigliamento ecc.). L'affidamento congiunto presuppone il consenso di entrambi i genitori.

Affidamento condiviso (educazione alternata)

L'affidamento condiviso implica che il figlio sia affidato alle cure dell'uno e dell'altro genitore in modo alternato per un periodo di tempo prestabilito. Il giudice definisce anche i diritti e gli obblighi spettanti ai genitori in tali periodi.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le istanze relative ai diritti e agli obblighi dei genitori devono essere proposte dinanzi al tribunale distrettuale (a Praga dinanzi a un tribunale distrettuale e a Brno dinanzi al tribunale municipale) competente per il distretto in cui il minore risiede o, in mancanza di una residenza permanente, dinanzi al tribunale distrettuale competente per il distretto in cui si trova il minore. Il giudice può deliberare sulle questioni concernenti i minori anche in assenza di un'istanza.

I requisiti della domanda dipendono dal tipo di istanza. Tuttavia, è sempre necessario fornire nome, cognome e indirizzo delle parti, oppure i numeri di identificazione personale delle parti e dei loro rappresentanti, una descrizione dei fatti rilevanti nonché un'indicazione delle prove sulle quali si fonda l'azione, e dalla domanda deve risultare chiaramente che cosa chiede l'istante e a quale giudice sia diretta l'istanza.

L'istanza deve contenere tutti i documenti rilevanti per la questione di cui trattasi – ad esempio certificati di nascita o di matrimonio, precedenti decisioni giudiziarie concernenti il minore e così via – e deve essere presentata in formato cartaceo in un numero di copie pari al numero delle parti, se necessario, più una copia per il tribunale.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Il giudice può avviare un procedimento per l'affidamento giudiziale di un minore anche in mancanza di una specifica domanda.

Anche prima di adottare una decisione nel merito, il giudice, ove sia necessario per regolare temporaneamente i rapporti tra le parti, o se vi è il rischio che possa essere compromessa l'attuazione di una decisione giudiziaria, può ordinare a una parte, con sentenza preliminare, di pagare gli alimenti essenziali e/o affidare il minore a uno dei genitori, oppure a una persona designata dal giudice stesso. Di norma, le sentenze preliminari vengono emesse su richiesta, ma, nei casi in cui sia possibile avviare d'ufficio il procedimento di merito (quindi anche in relazione all'affidamento giudiziale di un minore), possono essere rese anche in assenza di un'istanza. Le sentenze preliminari sono pronunciate dal giudice competente per il procedimento principale, salvo diversa disposizione di legge. La domanda di sentenza preliminare deve contenere gli elementi richiesti dall'articolo 42, paragrafo 4, e dall'articolo 75 del codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche), vale a dire, in particolare, le informazioni concernenti il giudice presso il quale viene presentata l'istanza, la persona che presenta l'istanza e l'oggetto della stessa ‑ ossia una descrizione dei fatti che giustificherebbero la sentenza preliminare richiesta ‑, quale sia il risultato cui mira l'istanza ‑ vale a dire quale sia la sentenza preliminare richiesta dall'istante ‑, l'illustrazione dei motivi per i quali occorre regolare temporaneamente i rapporti tra le parti o in base ai quali si teme che possa essere compromessa l'attuazione di una decisione giudiziaria, nonché la data in cui la domanda è stata redatta e la firma del richiedente o del suo rappresentante. I documenti sui quali si basa l'istanza devono essere allegati alla domanda. In generale, per assicurare il risarcimento dei danni o delle perdite che potrebbero derivare dalla sentenza preliminare, il richiedente deve presentare, al più tardi il giorno stesso in cui ha depositato la domanda presso il giudice, una cauzione per l'importo stabilito. Tuttavia, la cauzione non è richiesta se la sentenza preliminare riguarda il mantenimento e sostegno o potrebbe essere pronunciata anche in assenza di un'istanza. Il giudice deve pronunciarsi senza ritardo sulla domanda di sentenza preliminare. Se non sussiste un rischio di inadempimento, il giudice deve pronunciarsi sulla domanda di sentenza preliminare entro sette giorni dalla sua presentazione. La decisione viene adottata senza sentire le parti. Quando pronuncia una sentenza preliminare, il giudice stabilisce un termine entro il quale il richiedente deve presentargli la domanda di avvio del procedimento. Può inoltre disporre che la sentenza preliminare sia valida solo per un determinato periodo di tempo.

La legge sui procedimenti giudiziari speciali (legge n. 292/2013 e successive modifiche) prevede una sentenza preliminare speciale per i casi in cui un minore sia privo di assistenza adeguata, a prescindere dalla circostanza che vi sia o meno una persona avente diritto al suo affidamento, oppure sussista una grave minaccia o una turbativa alla vita, allo sviluppo e ad altri importanti interessi del minore. In tal caso, il giudice, con una sentenza preliminare che può essere pronunciata solo su richiesta di un'autorità per la tutela sociale e giuridica dei minori, regola i rapporti del minore per il tempo necessario disponendo che il medesimo sia collocato in un ambiente idoneo indicato nella decisione. Mediante tale sentenza preliminare è possibile dare il minore in affido per un periodo provvisorio fintanto che il genitore sia impossibilitato ad occuparsene per gravi motivi, o, alla scadenza di tale periodo, disporne l'affidamento preadottivo, se i genitori hanno acconsentito all'adozione o è stato deciso che il consenso dei genitori all'adozione non è necessario. Il giudice deve pronunciarsi senza ritardo sulla domanda di sentenza preliminare, al più tardi entro ventiquattr'ore dalla sua presentazione. La decisione viene eseguita immediatamente dopo essere stata resa e il giudice deve collaborare con le pubbliche autorità competenti per la sua attuazione.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Ai sensi della legge sulle spese di giudizio (legge n. 549/1991 e successive modifiche), il procedimento relativo alla tutela e all'affidamento giudiziale dei minori è gratuito. Di conseguenza, il richiedente non deve sostenere alcuna spesa quando introduce un'istanza in materia di diritti e obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale.

A determinate condizioni è possibile designare un legale gratuitamente o ad un costo ridotto. Il giudice nomina un difensore su richiesta di una parte che presumibilmente sarà esentata in tutto o in parte dalle spese di giudizio, se tale esenzione è necessaria, ad esempio, per tutelare gli interessi del richiedente. Se risulta necessario per tutelare gli interessi di una parte, viene assegnato un avvocato. La designazione di un legale deve essere giustificata dalla situazione della parte (in pratica se la sua situazione patrimoniale o sociale è sfavorevole, ma devono essere sempre prese in considerazione le circostanze specifiche del caso di specie) e il diritto non deve essere fatto valere o difeso in modo illegittimo o palesemente infondato.

La legge relativa all'assistenza giudiziaria nelle controversie transfrontaliere all'interno dell'Unione europea (legge n. 629/2004 e successive modifiche) disciplina l'accesso al gratuito patrocinio nei procedimenti che si svolgono in uno Stato membro dell'Unione europea e di cui sia parte una persona fisica residente in un altro Stato membro. L'assistenza giudiziaria viene concessa sia per il processo sia per le fasi esecutive.

La legge sulla professione forense (legge n. 85/1996 e successive modifiche) definisce le condizioni in cui l'assegnazione di un avvocato d'ufficio può essere chiesta direttamente all'Ordine degli avvocati ceco.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, è possibile proporre appello avverso una sentenza sulla responsabilità genitoriale. I tribunali distrettuali sono competenti in primo grado per i procedimenti in materia di diritti e obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale. I tribunali regionali (o il tribunale municipale di Praga) si pronunciano sui ricorsi di appello contro le decisioni dei tribunali di primo grado. L'appello deve essere presentato entro quindici giorni dalla ricezione di una copia scritta della decisione che s'intende impugnare, a meno che l'impugnazione non sia consentita per legge (ad esempio non sono impugnabili le decisioni con cui vengono omologati gli accordi tra i genitori sull'affidamento dei figli). L'appello si considera presentato entro i termini anche dopo la scadenza del termine di quindici giorni se l'appellante ha seguito istruzioni errate fornitegli dal giudice di appello.

È d'uopo sottolineare che alcune decisioni sono provvisoriamente esecutive e possono quindi essere eseguite anche se sono state impugnate. Sono provvisoriamente esecutive le decisioni che impongono obblighi alimentari e le decisioni di proroga dei provvedimenti con cui i genitori o altre persone sono stati temporaneamente privati dell'affidamento di un minore.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Nella Repubblica ceca è necessario presentare al tribunale una domanda di esecuzione di qualsiasi decisione in materia di responsabilità genitoriale. La procedura applicabile è disciplinata dalla legge sui procedimenti giudiziari speciali (legge n. 292/2013 e successive modifiche).

La competenza per tali procedimenti spetta al foro generale del minore, ossia il tribunale distrettuale (il tribunale distrettuale a Praga e il tribunale municipale a Brno) della zona in cui il minore risiede in base all'accordo tra i genitori, a una decisione giudiziaria o ad altri fatti rilevanti. La domanda deve contenere tutte le informazioni necessarie (l'avente diritto e la parte obbligata, la portata e il contenuto dell'obbligo della parte obbligata e il termine per l'adempimento dell'obbligo in questione, nonché la specificazione del cosiddetto titolo esecutivo – la decisione di cui si chiede l'esecuzione).

Prima di ordinare l'esecuzione di una decisione, il tribunale, qualora ravvisi particolari motivi e/o se la parte obbligata non è stata informata delle conseguenze dell'inadempimento di un obbligo, può chiedere alla parte obbligata di conformarsi alla decisione o all'accordo e informarla della possibilità che la decisione venga eseguita attraverso l'irrogazione di ammende o l'allontanamento del minore. Il tribunale può inoltre chiedere all'autorità competente per la tutela sociale e giuridica dei minori di indurre la parte obbligata ad adempiere i suoi obblighi senza che occorra ordinare l'esecuzione della decisione.

Se l'interessato non adempie il suo obbligo neppure dopo avere ricevuto le istruzioni dell'autorità giudiziaria, quest'ultima ordina l'esecuzione della decisione comminando un'ammenda, anche ripetutamente. L'importo delle singole ammende non può superare 50 000 CZK. Il tribunale può, tra l'altro, ordinare la partecipazione a incontri con un mediatore o con un esperto in psicologia infantile, o definire un piano di acclimatamento per agevolare i contatti graduali tra il minore e una persona avente un diritto di contatto con il medesimo.

Se, nonostante l'attuazione delle suddette misure, gli obblighi non vengono rispettati o risulta dalle circostanze che l'approccio adottato non ha determinato l'adempimento degli obblighi, in casi eccezionali il giudice dispone l'allontanamento del minore dalla persona con cui, secondo la decisione o l'accordo, non dovrebbe stare. La decisione che dispone l'allontanamento del minore viene notificata alla parte obbligata solo nella fase dell'esecuzione.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziarie in materia di responsabilità genitoriale emesse da giudici di Stati membri dell'Unione europea sono riconosciute nella Repubblica ceca conformemente al regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (in prosieguo: il "regolamento n. 2201/2003"), senza che occorra una specifica procedura. Tuttavia, chiunque vi abbia un legittimo interesse può presentare al giudice un'istanza di riconoscimento o di non riconoscimento della decisione. Nella Repubblica ceca, la competenza a conoscere di tali procedimenti in primo grado spetta ai tribunali distrettuali (tribunali distrettuali a Praga e tribunale municipale a Brno). Il giudice competente è quello del foro generale dell'istante o, in mancanza, il tribunale distrettuale nella cui zona di competenza ricorre o può ricorrere la situazione per la quale è importante il riconoscimento.

Prima di poter essere eseguita nella Repubblica ceca, una decisione in materia di responsabilità genitoriale emessa in un altro Stato membro deve essere dichiarata esecutiva secondo una specifica procedura prevista dal succitato regolamento n. 2201/2003. Nella Repubblica ceca, l'istanza diretta ad ottenere la dichiarazione di esecutività deve essere presentata al tribunale distrettuale competente per territorio (tribunali distrettuali a Praga, tribunale municipale a Brno). La competenza territoriale viene determinata, conformemente al regolamento n. 2201/2003, in base al luogo della residenza abituale della persona nei cui confronti è stata chiesta l'esecuzione o al luogo della residenza abituale del minore; se non viene individuato nessuno di tali luoghi nello Stato membro in cui deve svolgersi l'esecuzione, la competenza territoriale si determina in base al luogo di esecuzione della decisione.

Ai sensi degli articoli 41 e 42 del regolamento n. 2201/2003, le decisioni sul diritto di contatto con un minore e le decisioni che ordinano il ritorno di un minore, adottate in forza dell'articolo 11, paragrafo 8, del medesimo regolamento, sono esecutive negli altri Stati membri senza che occorra una dichiarazione di esecutività e senza che sia possibile opporsi al riconoscimento, se la decisione è stata certificata nello Stato membro d'origine utilizzando un modello standard contenuto in un allegato del suddetto regolamento.

L'istanza con cui si chiede il riconoscimento o non riconoscimento di una decisione, o una dichiarazione di esecutività di una decisione, deve essere corredata di una copia della decisione rispondente alle condizioni prescritte per determinarne l'autenticità (ad esempio un duplicato o una copia autenticata della decisione) e di un certificato ai sensi dell'articolo 39 del regolamento n. 2201/2203 rilasciato dall'autorità competente dello Stato membro in cui è stata emessa la decisione, su un modello standard contenuto in un allegato del suddetto regolamento. Nel caso delle decisioni rese in contumacia occorre inoltre presentare l'originale o una copia autenticata del documento attestante che la parte non è comparsa nel procedimento, che la domanda giudiziale o l'atto equivalente è stato notificato o che il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione. Se il certificato o il documento richiesto nel caso delle decisioni contumaciali non viene prodotto, si procede conformemente all'articolo 38, paragrafo 1, del regolamento n. 2201/2003.

Se ricorrono le condizioni previste da tale regolamento, le decisioni in materia di responsabilità genitoriale emesse in altri Stati membri dell'Unione europea vengono eseguite con il medesimo procedimento previsto per l'esecuzione delle decisioni nazionali. Per ulteriori informazioni si veda la risposta alla domanda precedente.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Il ricorso (appello) contro una decisione giudiziaria deve essere proposto dinanzi al giudice che ha emesso la decisione. Il ricorso viene deciso da un giudice superiore.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Nei procedimenti in materia di responsabilità genitoriale, la legge applicabile è determinata in base alla Convenzione del 19 ottobre 1996 concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori. Le convenzioni internazionali bilaterali alle quali è vincolata la Repubblica ceca prevalgono sulla Convenzione del 1996, a meno che sia stata effettuata una dichiarazione ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 1, di detta convenzione (una simile dichiarazione è stata adottata in relazione a un accordo bilaterale tra la Repubblica ceca e la Polonia, che ha sancito la prevalenza della Convenzione del 1996).

Ultimo aggiornamento: 06/03/2019

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Responsabilità genitoriale - Estonia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La responsabilità genitoriale concerne l'affidamento dei figli minori, che contempla l'obbligo e il diritto del genitore di prendersi cura dei propri figli. La responsabilità genitoriale include il diritto di prendersi cura della persona del figlio (affidamento della persona), il diritto di gestirne i beni (amministrazione dei beni) e il diritto di prendere decisioni su questioni che lo riguardano. L'amministrazione dei beni consiste nel diritto e nell'obbligo di gestire il patrimonio dei figli, nonché di rappresentarli. Non è tuttavia precluso il diritto dei figli di amministrare direttamente i loro beni nei casi previsti dalla legge.

I genitori hanno un potere decisionale rispetto ai figli minori, che consiste nel diritto di decidere in merito ad aspetti quotidiani (solitamente connessi alle cure parentali) che li riguardano. In genere le decisioni relative agli aspetti quotidiani sono decisioni ordinarie, frequenti e che non hanno effetti permanenti sullo sviluppo del figlio. Oltre al potere decisionale, il genitore che ha il diritto all'affidamento ha altresì il diritto di rappresentanza dei figli minori. I genitori con affidamento condiviso hanno altresì un diritto di rappresentanza congiunto.

Entrambi i genitori hanno il diritto di mantenere contatti parentali con i figli, che comporta l'obbligo e il diritto dei due genitori di intrattenere contatti diretti con i figli. Il diritto di intrattenere contatti con i figli non dipende dall'esistenza dell'affidamento. I genitori hanno inoltre un obbligo di mantenimento nei confronti dei figli minori.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

I diritti e doveri reciproci dei genitori e dei figli derivano dalla filiazione, accertata secondo la procedura prevista dalla legge. La donna che mette alla luce un figlio ne è la madre, mentre l'uomo con cui l'ha concepito è il padre. Si considera che un figlio sia stato concepito dall'uomo sposato con la madre del bambino al momento della nascita, che ne ha riconosciuto la paternità o la cui paternità è stata stabilita da un tribunale.

I genitori legati da matrimonio esercitano una responsabilità genitoriale congiunta, ossia l'affidamento dei figli. Nel caso in cui non siano sposati alla nascita del figlio, i genitori avranno una responsabilità genitoriale congiunta, a meno che non abbiano espresso la volontà di affidare la responsabilità genitoriale a uno solo dei genitori al momento della presentazione delle dichiarazioni di intenti relative al riconoscimento della paternità o della maternità.

Se nessuno dei genitori di un figlio minore ha il diritto di rappresentanza o se non è possibile verificare la discendenza, il figlio è affidato a un tutore legale. In questo caso sarà il tutore legale ad avere l'affidamento. Il tutore legale ha il dovere di garantire la crescita e lo sviluppo del minore nonché la protezione dei suoi interessi personali e patrimoniali.

Possono essere tutori legali le persone fisiche adulte con piena capacità giuridica (ad esempio, un parente del figlio o un terzo) oppure le persone giuridiche (un'impresa o un'amministrazione locale). La nomina di una persona giuridica quale tutore legale avviene soltanto laddove non siano disponibili persone fisiche adatte o se il genitore ha precisato nel testamento o nella dichiarazione successoria che per la tutela giuridica del figlio debba essere nominata una persona giuridica. La persona giuridica è tenuta sistematicamente a reperire persone fisiche che possano agire quali tutori per le persone sotto la propria tutela e a fornire loro consulenza e formazione.

Sino alla nomina di un tutore legale, i doveri del tutore sono svolti in via provvisoria dall'amministrazione locale o provinciale del luogo di residenza del minore, iscritto nel registro della popolazione, purché siano soddisfatti i requisiti per l'istituzione della tutela. Nell'esercitare i doveri di tutore, l'amministrazione locale o provinciale ha i diritti e gli obblighi di un tutore legale.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

I genitori incapaci di esercitare la responsabilità genitoriale nei confronti dei figli o che non desiderino farlo possono decidere di darli in adozione. Il consenso dei genitori all'adozione prende effetto soltanto dopo otto settimane dalla nascita del figlio e non è possibile presentare domanda di adozione al tribunale prima che l'accordo dei genitori divenga effettivo. Con il consenso dei genitori, i figli possono essere affidati alle cure della persona che intende adottarli prima che l'accordo per l'adozione divenga effettivo.

Se nessuno dei genitori di un figlio minorenne ha il diritto di rappresentanza o non è possibile verificare la discendenza, spetta al giudice decidere in merito alla nomina di un tutore legale, di sua iniziativa oppure su richiesta dell'amministrazione locale o provinciale oppure di una persona interessata.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In caso di divorzio o separazione, i genitori dovranno decidere come gestire le questioni riguardanti l'affidamento. I genitori che hanno in affidamento i figli possono decidere le modalità di esercizio del diritto di rappresentanza congiunto. Tuttavia, la modifica delle modalità dell'affidamento, così come la fine dell'affidamento condiviso possono essere decise in sede giudiziaria.

Ciascun genitore ha il diritto di chiedere al giudice, nell'ambito di un procedimento avviato su istanza di parte, di ottenere l'affidamento parziale o esclusivo dei figli. Il giudice può altresì pronunciarsi nelle controversie in materia di affidamento nell'ambito di una causa se chiesto dalle parti assieme a un procedimento di divorzio o per il pagamento delle obbligazioni alimentari.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori che hanno l'affidamento dei figli possono decidere liberamente le modalità di esercizio dell'affidamento condiviso. Tuttavia, la modifica delle modalità dell'affidamento nonché la fine dell'affidamento condiviso possono essere decise soltanto in sede giudiziaria. Le questioni connesse all'affidamento sono oggetto di decisioni e disposizioni vincolanti del giudice. Nell'esaminare un caso relativo a un minore, il giudice si basa innanzitutto sull'interesse superiore del minore, tenendo contro di tutte le circostanze e degli interessi legittimi delle persone interessate. I conflitti sull'affidamento sono questioni di diritto di famiglia, che vengono dibattute in tribunale su istanza di parte e si concludono con un ordine restrittivo. Per l'attribuzione dei diritti nei confronti dei figli, i genitori sono tenuti a presentare un'istanza al tribunale.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

I genitori che hanno l'affidamento dei figli possono decidere liberamente le modalità di esercizio dell'affidamento congiunto. Tuttavia, la modifica delle modalità dell'affidamento, nonché la fine dell'affidamento condiviso, può essere decisa soltanto in sede giudiziaria. Per trovare un accordo i genitori possono ricorrere ai servizi di mediazione familiare. L'amministrazione locale può indirizzarli ai servizi competenti. Ad esempio, i genitori possono accordarsi sulla procedura di visita del figlio da soli oppure con l'aiuto di un mediatore familiare. Tuttavia, nel caso in cui l'accordo non venga rispettato, dovranno recarsi in tribunale per ottenere un titolo esecutivo (ad esempio, un ordine restrittivo).

Nel determinare le procedure di visita a un minore, il tribunale agisce anche quale organismo di conciliazione nei procedimenti giudiziari, cercando di portare alla conclusione di un accordo tra i genitori sulle visite ai figli. I giudici sentono le parti prima possibile, facendo loro presente la possibilità di avvalersi dell'assistenza di un consulente familiare, in particolare per raggiungere una posizione comune in materia di cure e responsabilità nei confronti dei figli. L'autorità giudiziaria può sospendere i procedimenti relativi ai minori, purché la sospensione non comporti un ritardo pregiudizievole per l'interesse superiore del minore e se le parti interessate sono disposte a ricevere una consulenza stragiudiziale oppure qualora ritenga che, per altre ragioni, la controversia possa essere risolta con un accordo tra le parti.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il giudice è competente a pronunciarsi riguardo alle questioni connesse al diritto dei genitori di mantenere i contatti con i figli, alle modifiche all'affidamento, alla ridefinizione dell'affidamento, all'obbligo di corrispondere le obbligazioni alimentari e alle modifiche all'importo degli alimenti su richiesta di un genitore.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

I diritti e gli obblighi reciproci di genitori e figli derivano dalla filiazione, in base alla quale il genitore da cui discende un figlio ha il dovere di prendersi cura del figlio. I diritti e gli obblighi reciproci di genitori e figli sono determinati in base a chi ha l'affidamento: se il figlio è affidato soltanto a un genitore, questo ultimo può decidere di tutte le questioni relative al figlio senza consultare l'altro genitore.

Un genitore può avere l'affidamento esclusivo del figlio sin dalla nascita del figlio, ad esempio nei casi in cui i genitori abbiano espresso la volontà di lasciare la responsabilità genitoriale a uno solo dei genitori al momento della presentazione delle dichiarazioni di intenti relative al riconoscimento della paternità. I genitori possono inoltre ottenere l'affidamento esclusivo del figlio, ad esempio, nei tre casi presentati di seguito.

Un genitore ottiene l'affidamento esclusivo presentando al giudice, nell'ambito di un procedimento avviato su istanza di parte, una richiesta affinché gli venga trasferito del tutto o in parte l'affidamento dei figli. Un genitore chiede di norma l'affidamento esclusivo dei figli nel caso in cui i genitori che hanno l'affidamento condiviso dei figli vivano lontani in modo permanente oppure qualora, per altre ragioni, non intendano più avere l'affidamento condiviso.

Un genitore può avere l'affidamento esclusivo anche laddove, in una situazione di affidamento condiviso, l'affidamento all'altro genitore sia stato sospeso. Se l'affidamento esclusivo del figlio concesso a un genitore in base a una legge o a una decisione è sospeso e non vi sono motivi per attendersi che le ragioni della sospensione vengano meno, il giudice dispone l'affidamento esclusivo all'altro genitore, purché ciò sia in linea con l'interesse superiore del minore.

Un giudice disporrà inoltre l'affidamento all'altro genitore qualora il genitore con l'affidamento esclusivo deceda oppure gli sia stato revocato l'affidamento, a meno che ciò non si contrapponga all'interesse superiore del minore.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

In caso di affidamento condiviso, i genitori sono entrambi responsabili dell'affidamento del figlio e onorano l'obbligo di affidamento sotto la loro responsabilità e di comune accordo, prendendo in considerazione il benessere generale del figlio. I genitori che hanno l'affidamento condiviso hanno altresì un diritto di rappresentanza congiunto.

Se i genitori che esercitano l'affidamento condiviso non raggiungono un accordo su una questione fondamentale per il figlio, il giudice può, su richiesta del genitore, assegnare i poteri decisionali per la questione a un solo genitore. In caso di trasferimento dei poteri decisionali, il giudice può limitarne l'esercizio o disporre obblighi supplementari per il genitore che esercita tale diritto.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le controversie in materia di affidamento sono di competenza dei tribunali di contea. In caso di controversia in materia di affidamento, l'istante deve presentare un'istanza al tribunale di contea affinché si pronunci sulla questione nell'ambito di un procedimento su istanza di parte. L'istanza deve essere presentata presso il tribunale di contea del luogo di residenza del minore.

Nell'istanza devono essere indicati la denominazione del tribunale, i dati personali dell'attore, della persona interessata e dei figli e la domanda esplicita dell'istante. In aggiunta, l'istanza deve contenere i fatti e l'istante è tenuto a elencare e presentare le prove a sua disposizione. L'istanza deve essere firmata dall'istante o dal suo rappresentante. In questo ultimo caso occorre allegare all'istanza una procura o un altro documento che attesti i poteri di rappresentanza.

L'istanza e i documenti giustificativi devono essere presentati per iscritto in lingua estone. Nel caso in cui un'istanza, una domanda, un reclamo o una dichiarazione di opposizione presentata al tribunale da una parte di un procedimento non sia in lingua estone, il giudice chiederà alla parte che ha presentato il documento di fornire una traduzione entro un termine da lui fissato.

Le questioni relative alla determinazione dei diritti dei genitori in merito al figlio e le modalità delle visite, ossia le questioni riguardanti l'affidamento, possono anch'esse essere decise nell'ambito di una causa, purché l'azione sia proposta assieme al procedimento di divorzio o per il pagamento delle obbligazioni alimentari.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

I giudici esaminano le cause in materia di affidamento su istanza di parte in conformità alle disposizioni riguardanti le azioni. tenendo conto delle differenze previste per i procedimenti avviati su istanza di parte (cfr. Il codice di procedura civile [1]).

Nelle procedure di urgenza, il giudice può decidere soltanto in merito alla domanda di obbligazioni alimentari presentata dal genitore che non vive con il figlio minore. Le questioni relative all'affidamento non possono essere esaminate nell'ambito di una procedura semplificata. Ad ogni modo, trattandosi di questioni esaminate su istanza di parte, differiscono dalle azioni ordinarie. Nelle cause avviate su istanza di parte il giudice verifica i fatti e raccoglie le prove necessarie autonomamente, a meno che la legge non preveda altrimenti. Il giudice non è vincolato dalle richieste o dai fatti presentati dalle parti nell'ambito del procedimento né dalla loro valutazione dei fatti, se non diversamente prescritto dalla legge. In aggiunta, i requisiti per la redazione dei verbali delle udienze e per la comunicazione e/o notificazione degli atti sono meno restrittivi. Nelle questioni relative all'affidamento i giudici possono altresì adottare misure volte a regolamentare l'esercizio dell'affidamento e le visite al figlio durante il procedimento oppure a garantire il futuro rispetto degli accordi.

Il giudice può applicare provvedimenti preventivi o provvisori se vi sono motivi per ritenere che la mancata applicazione delle misure adottate possa rendere difficile o impossibile l'esecuzione di una decisione. Nelle cause di diritto di famiglia esaminate in seguito a istanza di parte, i provvedimenti provvisori possono essere applicati da ogni giudice competente nel luogo dell'adozione delle misure. Tali provvedimenti includono ad esempio il rientro del figlio presso l'altro genitore o il rispetto delle obbligazioni alimentari legali; tra altri aspetti, i giudici possono disporre che il convenuto versi le obbligazioni alimentari durante il periodo del procedimento oppure prevedere garanzie per il rispetto delle obbligazioni alimentari.

[1] Codice di procedura civile (RT I 2005, 26, 197; RT I, 21.06.2014, 58). Online: Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.riigiteataja.ee/en/eli/513122013001/consolide.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Laddove concluda che una persona fisica non possa sostenere i costi del procedimento a causa della propria situazione finanziaria, il giudice può esonerarla da tutti o parte dei costi dell'assistenza legale, nonché dal pagamento delle spese statali.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Le decisioni pronunciate nei procedimenti su istanza di parte sono titoli esecutivi cui si applicano le disposizioni relative agli ordini restrittivi, a meno che la legge non disponga altrimenti. È possibile proporre ricorso contro un ordine restrittivo in materia di affidamento, conformemente alle disposizioni generali che disciplinano i procedimenti di ricorso, se il ricorrente ritiene che la decisione del tribunale di primo grado sia fondata sulla violazione di una disposizione giuridica (ad esempio, se il tribunale di primo grado ha applicato erroneamente una disposizione di diritto sostanziale o procedurale). Per le suddette ragioni, è altresì possibile proporre un appello per cassazione alla corte suprema.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Le questioni riguardanti l'affidamento sono dibattute in un procedimento su presentazione di istanza di parte. Nelle questioni di diritto di famiglia decise su presentazione di un'istanza di parte, il giudice emette un ordine restrittivo, esecutivo dal momento dell'entrata in vigore, a meno che la legge non disponga altrimenti. Un ordine restrittivo emesso in una causa su istanza di parte è un titolo esecutivo. Nel caso in cui un debitore non rispetti volontariamente l'ordine restrittivo in materia di affidamento, l'ordine verrà eseguito nell'ambito di un procedimento esecutivo avviato in seguito alla domanda dell'attore. A tal fine, l'istante deve presentare una domanda a un ufficiale giudiziario competente nel territorio in cui il debitore ha la residenza o la sede e in cui sono situati i suoi beni. Nelle questioni riguardanti le visite ai figli, l'ufficiale giudiziario è coadiuvato per le procedure di esecuzione da un rappresentante dell'amministrazione locale del luogo di residenza del figlio o, in via eccezionale, del luogo di residenza della persona obbligata, specializzato in interazioni coi minori. Se necessario, l'ufficiale giudiziario può proporre all'amministrazione locale di affidare temporaneamente il minore a una struttura di assistenza. Alle persone obbligate che ostacolino l'esecuzione obbligatoria può essere inflitto il pagamento di una sanzione.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Secondo il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento. Il regolamento si applica a tutti gli Stati membri dell'Unione europea, ad eccezione della Danimarca.

Le decisioni relative all'esercizio della responsabilità genitoriale su un minore, emesse ed esecutive in un determinato Stato membro, saranno eseguite in un altro Stato membro dopo esservi state dichiarate esecutive su istanza della parte interessata, purché siano state notificate. A tal fine è necessario presentare al tribunale una domanda di dichiarazione di esecutività

Per sapere a quale tribunale presentare la domanda, si veda qui.

La parte che chiede o contesta il riconoscimento o che chiede una dichiarazione di esecutività deve produrre quanto segue:

a) una copia della decisione che presenti le condizioni di autenticità prescritte, e

b) il certificato relativo alle decisioni sulla responsabilità genitoriale.

Il modulo è disponibile qui.

Le decisioni relative alla responsabilità genitoriale non sono riconosciute nei casi seguenti:

a) se, tenuto conto dell'interesse superiore del figlio, il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro richiesto;

b) se, salvo i casi d'urgenza, la decisione è stata resa senza che il figlio abbia avuto la possibilità di essere ascoltato, in violazione dei principi fondamentali di procedura dello Stato membro richiesto;

c) quando è stata resa in contumacia se la domanda giudiziale e un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al contumace in tempo utile e in modo tale che questi possa presentare le proprie difese, salvo che sia stato accertato che egli ha accettato inequivocabilmente la decisione;

d) su richiesta di colui che ritiene che la decisione sia lesiva della propria responsabilità genitoriale, se è stata emessa senza dargli la possibilità di essere ascoltato;

e) se la decisione è incompatibile con una decisione successiva sulla responsabilità genitoriale emessa nello Stato membro richiesto;

f) se la decisione è incompatibile con una decisione successiva sulla responsabilità genitoriale emessa in un altro Stato membro o nel paese terzo in cui il figlio risieda, la quale soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento nello Stato membro richiesto;

o

g) se la procedura prevista dall'articolo 56 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio non è stata rispettata.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Per sapere a quale tribunale presentare la domanda, si veda qui.

La parte che chiede o contesta il riconoscimento o che chiede una dichiarazione di esecutività deve produrre quanto segue:

a) una copia della decisione che presenti le condizioni di autenticità prescritte, e

b) il certificato relativo alle decisioni sulla responsabilità genitoriale di cui all'articolo 39 del regolamento (CE) n. 2001/2003 del Consiglio.

Il modulo è disponibile qui.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

A norma della legge estone in materia di diritto privato internazionale [1], i rapporti tra figli e genitori sono disciplinati dalla legge dello Stato di residenza del minore.

Inoltre, agli Stati firmatari si applica la convenzione dell'Aia del 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori.

La scelta della legge applicabile può dipendere altresì dagli accordi sull'assistenza giudiziaria. La Repubblica di Estonia ha sottoscritto accordi in materia di assistenza giudiziaria con i seguenti paesi:

  • accordo sull'assistenza giudiziaria e i rapporti giuridici fra la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Estonia, la Repubblica di Lituania e la Repubblica di Lettonia (1993);
  • accordo sull'assistenza giudiziaria e i rapporti giuridici in materia civile, penale e di famiglia tra la Repubblica di Estonia e la Federazione russa (1993);
  • accordo sull'assistenza giudiziaria e i rapporti giuridici in materia civile e penale tra la Repubblica di Estonia e l'Ucraina (1995);
  • accordo sull'assistenza giudiziaria e i rapporti giuridici in materia civile, penale e di lavoro tra la Repubblica di Estonia e la Repubblica di Polonia (1999).

Poiché tutte le parti degli accordi sull'assistenza giudiziaria conclusi con la Lituania, la Lettonia e la Polonia sono anche parti della convenzione dell'Aia del 1996, le parti hanno deciso di attenersi alle disposizioni della convenzione per determinare la legge applicabile.

[1] Legge in materia di diritto privato internazionale (RT I 2002, 35, 217). Online: Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.riigiteataja.ee/en/eli/513112013009/consolide.

Ultimo aggiornamento: 05/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Irlanda

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

L'espressione giuridica "responsabilità genitoriale", in Irlanda denominata "guardianship", fa riferimento alla titolarità di tutti i diritti e doveri in relazione a un minore conferiti dalla legge o dall'organo giurisdizionale oppure in virtù di un accordo giuridico. I titolari della responsabilità genitoriale godono dei diritti di custodia e di visita, fra gli altri diritti afferenti al benessere del minore.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

In generale i genitori coniugati di un minore esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale sul minore. Nel caso di genitori non coniugati, di norma spetta alla madre la responsabilità genitoriale, tuttavia il padre biologico può essere nominato tutore mediante accordo fra i genitori o dall'organo giurisdizionale.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Sì. Lo Health Service Executive, attraverso il suo dipartimento TUSLA per i servizi al bambino e alla famiglia, può presentare domanda al tribunale distrettuale per ottenere le ordinanze necessarie per i minori. In circostanze eccezionali, il tribunale può nominare un tutore che eserciti le funzioni di responsabilità genitoriale se un genitore non può o non vuole farlo. Un tutore testamentario può essere nominato alla morte di un genitore se designato in virtù di un testamento o di una clausola oppure può essere nominato da un tribunale. In mancanza di tale nomina, lo Health Service Executive, attraverso il suo dipartimento TUSLA per i servizi al bambino e alla famiglia, può presentare domanda al tribunale distrettuale per ottenere le ordinanze necessarie per i minori, qualora i genitori siano deceduti o incapaci di prendersi cura del minore.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Nel caso in cui i genitori di un minore divorzino o si separino, gli accordi relativi all'affidamento e al diritto di visita possono essere decisi mediante accordo dai genitori. Nel caso in cui non sia possibile addivenire a un accordo, i genitori possono rivolgersi a un tribunale il quale può emettere ordinanze in materia di affidamento e di diritto di visita. Nel caso in cui entrambi i genitori siano tutori del minore, il divorzio o la separazione non incidono su tale situazione, sebbene, in circostanze assolutamente eccezionali e solo se il benessere del minore lo esige, il giudice possa porre fine alla tutela di un padre non coniugato.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori che concludono un accordo sulla questione della responsabilità genitoriale sono tenuti a presentarne dichiarazione al tribunale e ottenere un'ordinanza che rifletta tale accordo affinché diventi giuridicamente vincolante. Il tribunale deve ritenersi soddisfatto che i diritti del minore siano adeguatamente tutelati da qualsivoglia accordo e può rifiutarsi di pronunciare un'ordinanza se non è soddisfatto dal fatto che uno o entrambi i genitori rinuncino agli obblighi nei confronti del minore. Tale accordo non può porre fine allo status di tutore dei genitori.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

I soggetti possono ricorrere a mezzi non giuridici per la risoluzione dei conflitti come la mediazione o la consulenza.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il giudice può decidere in merito a tutte le questioni afferenti al benessere del minore, oltre a quanto concerne la tutela, l'affidamento e il diritto di visita. Cfr. anche le domande 4 e 5 sopra. La tutela dei genitori coniugati o della madre biologica non può essere annullata dal giudice sebbene il tribunale possa porre condizioni all'esercizio della responsabilità genitoriale di una persona.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

No. Mentre il genitore cui spetta l'affidamento unico gode della facoltà di decidere in merito alle cure quotidiane e al controllo del minore, il genitore cui non spetta l'affidamento ma ha la qualità di tutore, gode del diritto di essere consultato in merito a tutto quanto incida sul benessere del minore, fra cui ma non solo, il luogo in cui il minore dovrebbe essere educato e dovrebbe risiedere.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

L'affidamento congiunto è concesso ai genitori in assenza di profonda ostilità fra le parti e consente loro di decidere insieme in merito a quanto riguarda il benessere sostanziale del minore e le cure quotidiane, il che non significa che ciascun genitore abbia diritto alla parità di tempo trascorso con il minore, bensì garantisce che a entrambi i genitori spettino diritti e doveri corrispondenti nei confronti del minore.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Di norma le parti desiderose di presentare una domanda in materia di responsabilità genitoriale si rivolgono al tribunale distrettuale, tuttavia per talune domande accessorie ai procedimenti in materia di diritto di famiglia può essere necessario adire la Circuit Court o la High Court, che possiede competenza esclusiva per le questioni relative alla sottrazione di minore.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Sì. È possibile adire le vie giurisdizionali ex parte, il che significa che, se le circostanze sono pregiudizievoli per il minore se il richiedente cita il convenuto con le modalità abituali, un richiedente può citare la parte convenuta senza avvisarla.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì. Il patrocinio a spese dello Stato è concesso mediante il Civil Legal Aid Scheme. Il regime è subordinato a condizioni di reddito.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì. È possibile ricorrere avverso una decisione dell'organo giurisdizionale di primo grado, ossia il tribunale nel quale sono stati avviati i procedimenti In generale, non è tuttavia ricorrere avverso la sentenza degli organi di secondo grado.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Chi intende ottenere l'esecuzione di una decisione relativa alla responsabilità genitoriale dovrebbe consultare la normativa dei rispettivi organi giurisdizionali oppure degli altri organi competenti in tal senso. Escluse le istanze ex parte, è necessario informare la parte convenuta dell'intenzione di avviare eventuali procedimenti intesi a ottenere l'esecuzione di una sentenza.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Cfr. risposta alla domanda 14.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

La Corte suprema (High Court), che possiede piena competenza originaria.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

La legge del 2000 sulla protezione dei minori (convenzione dell'Aia) conferisce forza di legge alla convenzione dell'Aia sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori del 1996 che si applica in quest'ambito; in quest'ambito è inoltre applicabile il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (Bruxelles II bis).

Ultimo aggiornamento: 03/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Grecia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La responsabilità genitoriale è un diritto e un obbligo dei genitori e significa prendersi cura del figlio, gestirne i beni e rappresentarlo in ogni questione, operazione o controversia riguardante la sua persona o i suoi beni. La responsabilità genitoriale garantisce quindi la tutela dei diritti personali e patrimoniali del minore.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori congiuntamente. Le decisioni relative all'esercizio della responsabilità genitoriale devono essere assunte tenendo conto dell'interesse del minore.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se uno dei genitori non può esercitare la responsabilità genitoriale, per motivi pratici (ricovero in ospedale, detenzione in carcere) o legali (incapacità giuridica), mantiene solo la titolarità del diritto, mentre tale responsabilità viene esercitata in via esclusiva dall'altro genitore.

Se nessuno dei genitori può esercitare la responsabilità genitoriale, il minore viene posto sotto tutela; i genitori mantengono la responsabilità genitoriale come meri titolari del diritto e non possono esercitarla.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In caso di divorzio o separazione, e sempre che entrambi i genitori siano vivi, la questione della responsabilità genitoriale viene risolta dal giudice. Tale responsabilità può essere attribuita a uno dei genitori o a entrambi, se i medesimi si accordano e al contempo stabiliscono il luogo di residenza del figlio. Il giudice può decidere diversamente e in particolare può ripartire l'esercizio della responsabilità genitoriale tra i genitori o attribuirlo a una terza persona.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se il giudice deve deliberare in merito all'esercizio della responsabilità genitoriale, come nei procedimenti di divorzio o separazione, terrà conto di eventuali accordi tra i genitori, senza però esserne vincolato. Gli accordi di questo tipo non sono soggetti a formalità specifiche, purché vengano portati a conoscenza del giudice nei modi previsti dalla legge. Di norma, le parti interessate redigono e presentano un documento in cui è esposto il loro accordo. Ciò è espressamente previsto dalla legge per i casi di divorzio consensuale di coppie con figli minorenni, nei quali i genitori devono presentare al giudice un accordo scritto sull'affidamento dei figli e i contatti con i medesimi.

Sotto tutti gli altri aspetti, i genitori possono accordarsi informalmente sull'esercizio della responsabilità genitoriale, senza attenersi a forme specifiche e senza seguire alcuna procedura formale, per ripartire tra loro le responsabilità pratiche, cosicché un aspetto di tale responsabilità sia esercitato da un genitore e un altro dall'altro genitore (ad esempio, un genitore può avere la custodia del figlio e l'altro gestirne i beni e rappresentarne gli interessi).

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Se i genitori non raggiungono un accordo sulla questione della responsabilità genitoriale e l'interesse superiore del figlio esige che sia adottata una decisione, tale questione sarà risolta dal giudice. La mediazione costituisce un mezzo alternativo di risoluzione delle controversie.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Se i genitori sono in disaccordo su una questione specifica inerente all'esercizio della loro responsabilità genitoriale e si rivolgono all'autorità giudiziaria, il giudice può pronunciarsi solo su tale questione. Può trattarsi di qualsiasi questione sorta in occasione dell'esercizio della responsabilità genitoriale e tale da causare un contrasto tra i genitori, che mantengono ciascuno la propria posizione, cosicché l'interesse superiore del figlio imponga di trovare una soluzione. Possono essere questioni oggettivamente importanti, ad esempio la scelta del nome, il consenso a un intervento chirurgico e così via, oppure questioni prive di grande rilevanza oggettiva, ma che i genitori considerano sufficientemente importanti per portarle dinanzi al giudice.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Di regola sì, nella misura in cui la questione rientra nell'ambito della custodia del figlio affidato a uno dei genitori. Questi ultimi possono sempre scegliere di non applicare la decisione del giudice che ha disposto l'affidamento esclusivo a uno di loro: anche dopo che il giudice ha emesso la sentenza, essi possono accordarsi diversamente assegnando all'altro genitore un ruolo nell'educazione del figlio, a condizione, ovviamente, che tale accordo risponda al suo interesse.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Significa che le decisioni relative alla cura del figlio devono essere assunte dai genitori congiuntamente.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il giudice competente è sempre il tribunale di primo grado in composizione monocratica (μονομελές πρωτοδικείο). Le domande devono essere proposte al giudice competente per territorio e notificate al convenuto; occorre inoltre presentare al tribunale i documenti posti a fondamento della domanda.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Il tribunale di primo grado in composizione monocratica si pronuncia seguendo la procedura speciale prevista dagli articoli 681 B) e C) del codice di procedura civile. Si tratta di una procedura modellata su quella prevista per le controversie di lavoro, finalizzata a rendere più celere la trattazione delle cause. Data la natura prevalentemente personale delle controversie in materia di responsabilità genitoriale, si applicano anche talune disposizioni del procedimento in materia matrimoniale e le norme del procedimento di volontaria giurisdizione relative ai poteri istruttori e all'assunzione d'ufficio delle prove da parte del giudice. Tuttavia, se la controversia relativa all'esercizio della responsabilità genitoriale è connessa a una delle controversie in materia matrimoniale di cui all'articolo 592, paragrafo 1, del codice di procedura civile (ad esempio divorzio o annullamento del matrimonio) o a una delle controversie di cui all'articolo 614, paragrafo 1, del medesimo codice (ad esempio l'accertamento della paternità), il giudice deve applicare la procedura prevista dagli articoli 598‑612 e 616‑622. In caso di urgenza è possibile ricorrere ai provvedimenti cautelari (ασφαλιστικά μέτρα) e in caso di emergenza alle ingiunzioni temporanee (προσωρινή διαταγή).

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì, alle condizioni previste in generale per il patrocinio a spese dello Stato.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Le decisioni giudiziarie sulla responsabilità genitoriale possono essere revocate o modificate se è intervenuto un mutamento delle circostanze di cui il giudice aveva tenuto conto per pronunciarsi. Inoltre, le decisioni sulla responsabilità genitoriale possono essere impugnate con qualsiasi mezzo di ricorso ordinario [appello (έφεση), ricorso per cassazione (αναίρεση), istanza di annullamento (ανακοπή ερημοδικίας) e riesame (αναψηλάφηση)], secondo le norme generali.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Una decisione sulla responsabilità genitoriale può essere fatta valere come titolo esecutivo in forza dell'articolo 950 del codice di procedura civile se prevede anche degli obblighi, vale a dire se, oltre a risolvere la questione relativa alla responsabilità genitoriale, all'affidamento di un figlio minorenne o ai contatti con il medesimo, dispone anche la consegna o il ritorno del minore, definisce le modalità di visita o vieta alle parti di compiere atti contrari a quanto disposto. In particolare, a) la decisione che dispone la consegna o il ritorno del minore ordina al genitore presso cui si trova il figlio di ottemperare a quanto statuito dal giudice e, in caso di inosservanza, la medesima decisione può prevedere l'irrogazione automatica di una sanzione pecuniaria fino a 50 000 EUR da versare alla persona che chiede la consegna o il ritorno del minore, o di una pena detentiva della durata massima di un anno, o di entrambe le sanzioni [esecuzione indiretta (έμμεση εκτέλεση)], e b) in caso di turbativa al diritto di un genitore di avere contatti personali con il minore, la decisione relativa ai contatti può contenere l'avvertimento che potrà essere inflitta una pena pecuniaria e detentiva alla persona che ostacola tali contatti [esecuzione complementare (αναπληρωματική εκτέλεση)].

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziarie sulla responsabilità genitoriale rese in altri Stati membri sono automaticamente riconosciute dalle autorità amministrative greche senza ulteriori formalità. I giudici greci sono competenti a pronunciarsi sulla validità e sulle domande di riconoscimento delle decisioni straniere, senza esame preliminare della competenza del giudice dello Stato membro di origine. Quando il riconoscimento viene chiesto in Grecia, i giudici greci possono negare il riconoscimento di una decisione giudiziaria sulla responsabilità genitoriale nei seguenti casi: a) se è contrario all'ordine pubblico interno, tenuto conto in ogni caso dell'interesse superiore del minore, o b) se è incompatibile con una decisione successiva sulla responsabilità genitoriale resa da un giudice greco. Inoltre, nei casi in cui risultino competenti, in virtù del regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003, sulla base del luogo di residenza del minore, i giudici greci, in quanto giudici dello Stato membro in cui viene chiesto il riconoscimento, possono risolvere diversamente la questione relativa alla responsabilità genitoriale emettendo una propria decisione successiva, senza previo esame della competenza del giudice dello Stato membro di origine e dell'efficacia vincolante della sua decisione (ad esempio se la medesima sia soggetta a impugnazione).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

In questi casi il giudice competente è il tribunale di primo grado in composizione monocratica, che applica la procedura pertinente in funzione del tipo di controversia.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I rapporti tra genitori e figli sono disciplinati, in ordine di priorità: 1) dalla legge della loro ultima nazionalità comune; 2) dalla legge della loro ultima residenza abituale comune; 3) dalla legge della nazionalità del figlio.

Ultimo aggiornamento: 21/10/2016

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Responsabilità genitoriale - Spagna

1 Qual è il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Nel diritto spagnolo, di norma la responsabilità genitoriale è denominata “patria potestad” (potestà genitoriale) ed è costituita dai diritti e doveri di cui sono investite persone fisiche, di regola i genitori, o persone giuridiche incaricate della tutela dei minori per legge o per effetto di una decisione giudiziaria riguardante la persona e i beni di un minore.

La patria potestà deve sempre essere esercitata a vantaggio dei figli, tenendo conto della loro personalità e nel rispetto della loro integrità fisica e psichica. Essa comprende i seguenti doveri e le seguenti facoltà:

1. vigilare sui figli, stare con loro, nutrirli, educarli e garantire che ricevano un’istruzione completa;

2. rappresentare i figli e amministrarne i beni.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale sui minori spetta ai genitori.

In caso di separazione, divorzio, interruzione della convivenza o non convivenza dei genitori, tutti i diritti e doveri inerenti alle decisioni relative ai minori, alla loro persona e ai loro beni spettano ad entrambi i genitori, salvo casi eccezionali.

Se i genitori vivono separati, la patria potestà è esercitata dal genitore che convive con il figlio. Tuttavia, su domanda motivata dell’altro genitore e nell’interesse del figlio, il giudice può assegnare al richiedente la patria potestà affinché la eserciti congiuntamente all’altro genitore o ripartire tra il padre e la madre le funzioni inerenti al suo esercizio.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Nel diritto spagnolo è possibile designare altri parenti, persone o istituzioni, sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria, affinché esercitino la responsabilità genitoriale sui minori, nel caso in cui i genitori non adempiano affatto o non adempiano adeguatamente gli obblighi di tutela previsti dalle leggi sulla custodia dei minori.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Se i genitori divorziano o si separano, la responsabilità genitoriale può essere assegnata nei modi seguenti:

  • su proposta di entrambi i genitori, mediante accordo convenzionale (convenio regulado), che deve essere approvato dal giudice;
  • con una decisione giudiziaria nei procedimenti contenziosi.

La responsabilità genitoriale, in quanto istituto di tutela dei minori, spetta a entrambi i genitori.

Le modalità relative alla cura e all’affidamento dei minori possono essere riassunte come segue.

  • L’attribuzione a uno solo dei genitori è il caso più frequente tanto nei procedimenti di separazione o divorzio consensuale quanto nei procedimenti contenziosi. Di norma vengono stabilite le modalità di visita del genitore non affidatario.
  • Nell’affidamento congiunto si alternano periodi nei quali i minori risiedono con l’uno o l’altro genitore.
  • In casi eccezionali, se le circostanze lo richiedono e nell’interesse del minore, quest’ultimo può essere affidato con provvedimento giudiziario a un’altra persona, su proposta dei genitori o direttamente su decisione dal giudice.

Nel caso in cui la tutela del minore sia stata attribuita all’Amministrazione, si mantiene la situazione esistente e l’affidamento non viene assegnato a nessuno dei genitori.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perché l’accordo sia per loro vincolante?

Nel caso in cui i genitori raggiungano un accordo sulle questioni relative alla responsabilità genitoriale, devono presentare un accordo convenzionale firmato in cui siano specificate tutte le condizioni convenute e che definisca espressamente, fra l’altro:

  • l’affidamento e la cura del minore;
  • il regime di visite con i genitori;
  • l’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • l’uso dell’abitazione familiare;
  • gli alimenti per il minore.

L’accordo convenzionale deve essere presentato unitamente all’istanza presso il tribunale di primo grado competente ed essere confermato dai genitori dinanzi al tribunale; dopo aver ascoltato i minori, se dotati di sufficiente capacità di giudizio, e il Pubblico Ministero, il giudice convalida gli accordi.

Gli accordi conclusi dai coniugi per regolare le conseguenze dell’annullamento del matrimonio, della separazione o del divorzio sono omologati dal giudice, a meno che risultino pregiudizievoli per i figli. Se le parti propongono un regime di visite e comunicazione tra nonni e nipoti, il giudice può omologarli nell’ambito di un’udienza in cui i nonni prestano il loro consenso.

Gli accordi possono essere respinti con decisione motivata; in tal caso, i coniugi devono sottoporre al giudice una nuova proposta per l’eventuale approvazione.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

La mediazione familiare rappresenta, per eccellenza, lo strumento alternativo alla decisione giudiziaria per pervenire a un accordo tra le parti.

Per essere validi, gli accordi adottati devono sempre essere omologati da una decisione giudiziaria.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Nella propria decisione, il giudice, evitando se possibile di separare i fratelli, deve sempre statuire sui seguenti aspetti nell’interesse dei figli minorenni, dopo averli ascoltati se dotati di sufficiente capacità di giudizio:

  • sull’affidamento e sulla cura, che devono essere assegnati all’uno o all’altro genitore o a entrambi, nonché sull’educazione dei minori;
  • sul regime di visite, stabilendo la durata delle visite, le modalità e il luogo in cui i genitori possono comunicare con i figli e trascorrere del tempo con loro;
  • eccezionalmente può essere necessario limitare o sospendere tale diritto di visita qualora si verifichino gravi circostanze o in caso di grave e reiterata inosservanza dei propri doveri da parte di uno dei genitori;
  • sull’attribuzione della patria potestà ed eventualmente, se necessario e nell’interesse della prole, sull’esercizio totale o parziale della potestà da parte di uno dei genitori, ivi compresa l’eventuale privazione dell’esercizio della stessa qualora ciò risultasse giustificato;
  • sul contributo che ciascun genitore è tenuto a versare per il mantenimento della prole, tenendo conto delle condizioni economiche esistenti e adottando le misure necessarie per assicurarne l’efficacia;
  • sull’assegnazione dell’uso dell’abitazione familiare e degli oggetti di uso comune, in caso di disaccordo fra i genitori, dando la precedenza al coniuge cui è stato affidato il minore.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva a uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Come principio generale, la responsabilità genitoriale spetta ad entrambi i genitori. Pertanto, la facoltà di decidere e deliberare su tutte le questioni che riguardano il minore spetta ad entrambi i genitori, anche nel caso in cui il minore sia affidato ad uno solo di essi.

In caso di disaccordo fra i genitori sulle decisioni che si possono o si devono adottare relativamente al figlio minore, che possono riguardare, ad esempio, l’ambito dell’istruzione e dell’educazione come la scelta dell’istituto scolastico o delle attività extrascolastiche, l’ambito sanitario come la scelta di un medico, oppure questioni personali come la scelta del nome o la formazione religiosa o, ancora, la scelta del luogo o del paese di residenza dei minori, eccetera, e non sia possibile raggiungere un accordo, ognuno dei genitori può rivolgersi al giudice per comporre la controversia.

Il giudice, dopo aver ascoltato entrambi i genitori e il figlio, se dotato di sufficiente capacità di giudizio, attribuirà la facoltà di decidere al padre o alla madre con propria decisione inoppugnabile. Qualora i disaccordi siano ripetuti o sussistano altre cause che possono pregiudicare gravemente l’esercizio della responsabilità genitoriale, il giudice può attribuire a uno dei genitori - totalmente o parzialmente - il potere di decisione, ovvero distribuire fra i genitori le relative funzioni. Tutte le suddette misure possono essere adottate per un periodo massimo di due anni.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Nel caso in cui l’affidamento del minore sia attribuito congiuntamente a entrambi i genitori, in pratica ciascun genitore provvede, alternandosi, alle cure quotidiane del minore per periodi prestabiliti, di solito coincidenti con la durata di periodi del calendario scolastico, come i trimestri.

Tutti i periodi di vacanza sono ripartiti tra entrambi i genitori.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Nei procedimenti consensuali di separazione o divorzio il foro competente è il tribunale di primo grado dell’ultimo domicilio comune dei coniugi o di uno degli istanti.

Nei procedimenti contenziosi in materia matrimoniale, il foro competente è il tribunale di primo grado del luogo di domicilio coniugale e, nel caso in cui i coniugi risiedano in distretti giudiziari diversi, a scelta dell’istante, il tribunale del luogo in cui si trova l’ultimo domicilio coniugale o quello del luogo in cui risiede l’altro coniuge.

Nei procedimenti che, in mancanza di matrimonio fra i genitori, vertono esclusivamente sugli aspetti della cura e dell’affidamento dei figli minorenni e degli alimenti ad essi destinati, il foro competente è il tribunale di primo grado del luogo di ultimo domicilio comune dei genitori. Se questi ultimi risiedono in distretti giudiziari diversi, l’istante può scegliere tra il tribunale del luogo in cui risiede il convenuto e quello del luogo in cui risiede il minore.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

I procedimenti applicabili in questi casi sono i seguenti:

nel caso in cui sussista accordo fra le parti, il procedimento consensuale di cui all’articolo 777 del codice di procedura civile in materia di separazione, divorzio e adozione di provvedimenti definitivi relativi alla tutela, all’affidamento e al contributo al mantenimento dei figli minorenni in assenza di matrimonio;

nel caso in cui non sussista alcun accordo fra le parti, il procedimento contenzioso, disciplinato dagli articoli 770 e 774 del codice di procedura civile per i procedimenti in materia matrimoniale e relativi ai minori, anche qualora i genitori non siano uniti in matrimonio.

In caso di urgenza, si può richiedere l’adozione di misure attraverso i seguenti procedimenti:

provvedimenti provvisori precedenti alla presentazione della domanda di annullamento, separazione o divorzio o provvedimenti provvisori nel corso dei processi che vertono sulla cura e l’affidamento dei figli minori e degli alimenti ad essi destinati. La materia è disciplinata dagli articoli 771 e 772 del codice di procedura civile.

È espressamente previsto che, qualora sussistano motivi di urgenza, possano essere adottate misure di carattere immediato nella prima decisione che viene emessa;

provvedimenti provvisori connessi all’accoglimento di una domanda in materia matrimoniale o di minori, come nel caso precedente. Tale ipotesi è prevista dall’articolo 773 del codice di procedura civile.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Si può accedere ai benefici dell’assistenza giudiziaria gratuita, completa o parziale, purché si possa dimostrare di essere in possesso dei requisiti necessari per usufruirne, ai sensi della legge sul gratuito patrocinio (v. “Patrocinio a spese dello Stato – Spagna”).

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Per stabilire quali decisioni sono impugnabili, occorre anzitutto distinguere fra i vari tipi di decisioni in materia di responsabilità genitoriale, che sono così classificabili:

  • le sentenze dei procedimenti contenziosi, contro le quali si può ricorrere in appello presso il tribunale provinciale (Audiencia Provincial);
  • le decisioni dei procedimenti di divorzio o di separazione consensuali, contro le quali si può ricorrere in appello sempre presso il tribunale provinciale, soltanto a condizione che siano state adottate misure incompatibili con i termini previsti dall’accordo convenzionale.

La legge non prevede alcuna possibilità di ricorso avverso le decisioni in materia di misure provvisorie preventive o di misure provvisorie, o di decisioni in materia di esercizio della responsabilità genitoriale.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Nei casi in cui non sia data volontariamente esecuzione alle decisioni giudiziali in materia di responsabilità genitoriale, ci si può rivolgere al tribunale di primo grado che ha emesso tali decisioni presentando una richiesta di dichiarazione di esecutività al fine di ottenere l’esecuzione coatta della misura o delle misure disattese.

Devono essere indicate la sentenza o decisione di cui si chiede l’attuazione e la persona contro la quale si chiede che venga disposta l’esecuzione.

15 Che cosa è necessario fare per ottenere il riconoscimento e l’esecuzione in Italia di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Quali procedure si applicano in questi casi?

Le decisioni emesse in un altro Stato membro relative all’esercizio della responsabilità genitoriale sul figlio di entrambi i coniugi, a seguito di procedimenti in materia matrimoniale che abbiano avuto efficacia esecutiva in tale Stato membro e che siano state comunicate o notificate, devono essere riconosciute in Spagna su richiesta dell’interessato senza necessità di un procedimento, ai sensi di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale.

Per richiedere l’esecuzione è necessario presentare la relativa domanda presso il tribunale del luogo dove si trova il minore e dove si richiede l’esecuzione. Tale istanza deve essere corredata dalla copia della decisione esecutiva che presenti tutti i requisiti necessari per determinarne l’autenticità, conformemente al modulo uniforme di cui all’allegato V. A tal fine è necessaria l’assistenza di un avvocato o di un rappresentante legale.

16 A quale tribunale occorre rivolgersi in Italia per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Qual è la procedura applicabile in questi casi?

Per opporsi in Spagna al riconoscimento di una decisione in materia di responsabilità genitoriale resa in un altro Stato membro, l’interessato deve adire il tribunale di primo grado presso il quale si chiede il riconoscimento della stessa adducendo uno dei motivi di non riconoscimento previsti dal regolamento n. 2201/2003.

I motivi di non riconoscimento ammessi sono i seguenti:

  • la decisione è manifestamente contraria all’ordine pubblico, tenuto conto del superiore interesse del minore;
  • il minore non ha avuto la possibilità di essere ascoltato (tranne in caso di urgenza);
  • se la decisione è stata emessa in contumacia, l’atto introduttivo non è stata presentato o notificato, salvo che la decisione sia stata accettata;
  • se la parte che si oppone al riconoscimento afferma che la decisione sia lesiva dell’esercizio della responsabilità parentale e non ha avuto la possibilità di essere ascoltata;
  • la decisione è in contrasto con un’altra decisione successiva.

17 Qual è la legge applicabile in una procedimento sulla potestà genitoriale quando il minore o le parti non risiedono in Italia o sono di nazionalità diverse?

Conformemente alla Convenzione dell’Aia del 1996 sulla protezione dei minori, la legge applicabile è quella della residenza abituale del minore.

Ultimo aggiornamento: 05/04/2019

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Responsabilità genitoriale - Croazia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Per responsabilità genitoriale si intendono le responsabilità, i doveri e i diritti dei genitori intesi a tutelare e promuovere i diritti individuali e patrimoniali dei figli, nonché il loro interesse superiore. I genitori sono tenuti a garantire cure parentali adatte alle esigenze di sviluppo e alle capacità dei figli. Nessun genitore può astenersi dalle cure parentali. I genitori sono tenuti a discutere e concordare i singoli aspetti delle cure parentali con i figli, in base alla loro età e maturità.

Le cure parentali includono il diritto e il dovere di tutelare i diritti individuali dei figli in materia di salute, sviluppo, cure, protezione, crescita ed educazione, di scegliere il luogo di residenza dei figli, nonché il diritto e il dovere di amministrarne i beni. Le cure parentali contemplano anche il diritto e il dovere di rappresentare i diritti e gli interessi personali e patrimoniali dei figli.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

I genitori hanno il diritto e il dovere di provvedere alle cure parentali in modo equo, congiunto e di comune accordo. Nel caso non vivano assieme in modo permanente, i genitori sono tenuti a concordare le modalità delle cure parentali elaborando un piano di cure parentali condivise. La condivisione delle cure parentali può essere decisa anche in sede giudiziaria e, in tal caso, la decisione del giudice si baserà sulle modalità proposte dai genitori per tutte le questioni pertinenti del piano di cure parentali condivise. In caso di cure parentali condivise, i genitori devono cercare di risolvere gli eventuali problemi giungendo a un accordo.

Un genitore può garantire le cure parentali da solo, per tutti gli aspetti, parte di essi o nella misura necessaria per decidere in merito a una determinata questione importante che riguarda il figlio. In queste situazioni, il diritto dell'altro genitore di provvedere alle cure parentali può essere limitato solo da una decisione giudiziaria che tenga conto dell'interesse superiore del minore. In caso di cure parentali condivise e decesso di uno dei genitori, il genitore superstite è tenuto a garantire da solo le cure parentali senza una decisione giudiziaria che attesti il decesso o la dichiarazione di decesso dell'altro genitore. Laddove i genitori non riescano a trovare un accordo sul piano di cure parentali condivise né un accordo alternativo nel corso di un procedimento giudiziario, è possibile che le cure parentali siano affidate a uno solo dei genitori, previa decisione del tribunale a tal fine. In questo caso, il giudice è tenuto a dare priorità al genitore che ha dimostrato l'intenzione di cooperare e di giungere a un accordo sulle cure parentali condivise.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Nei casi in cui il genitore è un minore o una persona giuridicamente incapace per un ambito specifico delle cure parentali, le rispettive cure parentali saranno sospese per ostacoli legali. Nel periodo di validità della sospensione dalle cure parentali, il genitore in questione può occuparsi quotidianamente del figlio da solo, insieme all'altro genitore o insieme a un tutore designato ai sensi delle disposizioni della Obiteljski zakon (legge sulla famiglia) riguardanti la nomina dei tutori. Non può tuttavia rappresentare il figlio e, laddove sia stato privato della capacità giuridica, non è autorizzato a rappresentare il figlio nell'ambito per il quale gli è stata negata la capacità giuridica. Il figlio sarà rappresentato dall'altro genitore oppure dal tutore, il quale è tenuto a rispettare la volontà dell'altro genitore.

Se i genitori del minore o uno dei due genitori e il tutore non concordano sulla rappresentanza in merito a decisioni importanti che riguardano il figlio, il giudice, su proposta di questo ultimo, del genitore o del tutore, decide ex parte chi debba rappresentare il minore per quella questione.

In risposta a una proposta avanzata dal minore, dal genitore o da un centro di assistenza sociale, il giudice pronuncerà una sentenza ex parte riguardante la sospensione delle cure parentali (sospensione delle cure parentali a causa di ostacoli reali) nel caso in cui un genitore sia assente o risieda a un indirizzo non noto oppure qualora gli sia vietato, per ragioni oggettive, garantire le cure parentali per un lungo periodo di tempo. Il genitore in questione non è autorizzato a occuparsi delle cure parentali per il periodo della sospensione dovuta alle suddette ragioni. Durante il periodo di sospensione, le cure parentali saranno garantite esclusivamente dall'altro genitore per conto proprio oppure si provvederà all'affidamento del minore in base alle disposizioni della legge sulla famiglia. Quando cessano di esistere i motivi per cui è stata imposta la sospensione, il giudice emetterà, in seguito a una proposta avanzata dal minore, dal genitore le cui cure parentali sono state sospese o da un centro di assistenza all'infanzia, una decisione ex parte per porre fine alla sospensione delle cure parentali a causa di ostacoli reali.

In caso decesso di cure parentali condivise e decesso di uno dei genitori, il genitore superstite continuerà a garantire le cure parentali da solo. In caso di decesso del genitore che ha l'affidamento esclusivo del figlio, il giudice, su proposta del minore, del genitore superstite o di un centro di assistenza all'infanzia, deciderà ex parte di affidare le cure parentali al genitore superstite, purché lo ritenga nell'interesse superiore del bambino. In caso di decesso di entrambi i genitori, il figlio è affidato a un centro di assistenza all'infanzia. Quando ancora in vita, il genitore responsabile delle cure parentali può, mediante testamento o atto notarile [chiamato "anticipirana naredba" ("decisione/direttiva anticipata”) in croato], designare una persona che al momento del decesso potrebbe, a suo avviso, garantire al figlio le migliori cure possibili. Per la nomina del tutore in caso di decesso del genitore si terrà conto del parere del minore e della volontà del genitore superstite, purché ciò non sia contrario all'interesse superiore del minore.

Ai sensi dell'articolo 224 della legge sulla famiglia, i minori sono dati in affido se i genitori sono deceduti, scomparsi, sconosciuti o hanno risieduto per almeno un mese a un indirizzo non noto, se sono stati privati del diritto alle cure parentali o della capacità giuridica in un ambito che impedisce loro di fornire le cure parentali, se non hanno affidato il bambino a una persona che soddisfa i criteri previsti per la tutela o se hanno acconsentito all'adozione del bambino. A norma dell'articolo 225 della legge sulla famiglia, spetta ai centri di assistenza all'infanzia decidere di dare il minore in affidamento e nominare un tutore. I centri di assistenza all'infanzia possono dare il bambino in affidamento quotidiano a un tutore, a un'altra persona, a una famiglia affidataria, a un istituto per minori abbandonati o a una persona giuridica che operi nel settore dell'assistenza sociale, a meno che la legge sulla famiglia non disponga altrimenti.

Nel caso in cui si rilevi che i diritti e l'interesse superiore del minore sono stati violati oppure che i diritti, l'interesse superiore e lo sviluppo del minore sono stati messi a repentaglio, le misure per la tutela dei diritti personali e dell'interesse superiore del minore saranno adottate in seguito a una valutazione di esperti. Si considerano messi a repentaglio i diritti del minore quando le cure sono inadeguate, il minore incontra difficoltà psicosociali (manifestate attraverso il comportamento, eventuali problemi emotivi, a scuola o di altro tipo connessi alla crescita) oppure qualora vi siano probabilità che si verifichino le circostanze summenzionate. Per proteggere i diritti e l'interesse superiore del minore, i centri di assistenza sociale possono:

1. adottare un provvedimento urgente per separare il minore dal nucleo familiare e garantirgli una sistemazione alternativa;

2. emettere un avvertimento in seguito a errori o omissioni nelle cure parentali;

3. predisporre per i genitori una consulenza e sostegno professionale riguardo alle cure parentali;

4. garantire ai genitori un sostegno professionale intensivo e la supervisione delle cure parentali garantite al figlio.

Per proteggere i diritti personali e l'interesse superiore del minore, i giudici possono:

1. affidare il minore in via provvisoria a un terzo, a una famiglia affidataria o a un istituto di assistenza sociale;

2. emanare un ordine restrittivo;

3. revocare ai genitori il diritto di vivere nella stessa abitazione del figlio e dare il figlio in affidamento a un terzo, a una famiglia affidataria o a un istituto di assistenza sociale;

4. sostenere l'educazione del figlio in caso di abbia problemi comportamentali, affidandolo a una famiglia affidataria o a un istituto di assistenza sociale;

5. revocare ai genitori il diritto alle cure parentali. Tra le misure volte a tutelare i diritti e l'interesse superiore dei figli, la legge sulla famiglia contiene disposizioni relative alle modalità per garantire ai figli un alloggio temporaneo o una sistemazione provvisoria presso un terzo, per revocare ai genitori il diritto di vivere nella stessa abitazione del figlio, ecc.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Le questioni relative alla responsabilità genitoriale possono essere risolte con l'elaborazione di un piano di cure parentale condivise oppure in sede giudiziaria.

Il piano di cure parentali condivise è un accordo scritto tra i genitori, in cui sono definite le modalità per fornire ai figli le cure parentali qualora i genitori non vivano in modo permanente quale nucleo familiare. Nel piano di cure parentali condivise devono essere precisati i seguenti aspetti:

1. il luogo e l'indirizzo di residenza del figlio,

2. il tempo che il figlio deve trascorrere con ciascun genitore,

3. le modalità di scambio di informazioni sul consenso necessario in caso di decisioni importanti per il figlio e di scambio di informazioni fondamentali relative al figlio;

4. il livello di obbligazioni alimentari a carico del genitore con cui non vive il figlio;

5. le modalità per la risoluzione delle questioni future. I genitori possono redigere il piano di cure parentali condivise da soli oppure nell'ambito della procedura di consulenza obbligatoria o di mediazione familiare.

Se i genitori non trovano un accordo sul piano di cure parentali condivise oppure laddove il piano non sia accolto dal giudice, ciascun genitore o il figlio può proporre un'azione legale per risolvere le questioni riguardanti la scelta del genitore con cui il figlio dovrà vivere, le modalità delle cure parentali, i contatti del figlio con l'altro genitore o il mantenimento del figlio. Nei procedimenti volti a determinare il genitore con cui il figlio andrà a vivere, le modalità delle cure parentali o i contatti del figlio con l'altro genitore, il giudice non è vincolato da alcuna richiesta delle parti. Il giudice può decidere sulla scelta genitore con il quale il figlio andrà a vivere, sulle modalità con cui il bambino manterrà i contatti con l'altro genitore e sull'erogazione delle cure parentali a partire da un accordo tra i genitori, laddove ritenga che l'accordo sia nell'interesse superiore del minore.

Il giudice si pronuncerà d'ufficio per stabilire con quale genitore risiederà il figlio, le modalità delle cure parentali, i contatti del figlio con l'altro genitore e il mantenimento del figlio, emanando una decisione che determini il fallimento irreparabile del matrimonio o il suo annullamento o una sentenza di divorzio e in altri casi in cui i genitori vivono separati oppure una decisione riguardante casi di maternità o paternità contestata, se la pronuncia della decisione è possibile e necessaria per l'esito del procedimento giudiziario e i fatti del caso.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Per essere esecutivo, il piano di cure parentali condivise può essere sottoposto all'autorità giudiziaria nell'ambito di un procedimento ex parte, che consentirà al giudice di verificarne il contenuto e di approvarlo o respingerlo in conformità alle disposizioni della legge sulla famiglia. Il piano di cure parentali condivise può essere modificato in funzione dell'età e della maturità del figlio o qualora le modifiche siano giustificate da cambiamenti significativi delle circostanze. In caso di modifica, il piano deve essere presentato al tribunale nell'ambito di un procedimento ex parte, per consentire al giudice di verificarne il contenuto e di approvare o respingere le modifiche.

Il giudice può pronunciarsi sulla scelta del genitore con cui il figlio andrà a vivere, sulle modalità con cui il bambino manterrà i contatti con l'altro genitore e sulla sull'erogazione delle cure parentali a partire da un accordo tra i genitori, laddove ritenga che l'accordo sia nell'interesse superiore del bambino. Nel caso in cui i genitori optino per le cure parentali condivise, l'accordo dovrà regolamentare tutte le questioni importanti sollevate nel piano di cure parentali condivise. Per quanto riguarda i mezzi di impugnazione o la modifica della sentenza del tribunale, la sentenza basata sull'accordo dei genitori in merito alle cure parentali condivise avrà gli stessi effetti giuridici del piano di cure parentali condivise approvato dal giudice. Laddove la sentenza sia fondata sull'accordo dei genitori relativo alle cure parentali condivise, non sarà necessario includere note esplicative nella decisione relativa alle cure parentali o ai contatti del figlio con l'altro genitore.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Qualora non giungano a un accordo sul piano di cure parentali condivise, i genitori saranno assistiti da un centro di assistenza sociale che li aiuti a raggiungere un accordo nell'ambito del processo di mediazione familiare, a meno che il caso in questione non sia soggetto a requisiti di mediazione previsti dalla legge. Laddove due genitori che intendono divorziare non riescano a trovare un accordo sul piano di cure parentali condivise, i centri di assistenza sociale comunicheranno loro che, nell'ambito del procedimento di divorzio avviato su istanza di uno dei coniugi, il giudice provvederà d'ufficio a:

1. decidere con quale genitore risiederà il figlio, le modalità delle cure parentali, i contatti con l'altro genitore e il suo mantenimento;

2. consentire al figlio di esprimere la propria opinione a norma della legge sulla famiglia;

3. nominare un tutore speciale per il figlio, in conformità alle disposizioni della legge sulla famiglia.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

In base all'articolo 413 della legge sulla famiglia, il giudice si pronuncerà d'ufficio per stabilire con quale genitore risiederà il figlio, le modalità delle cure parentali, i contatti del figlio con l'altro genitore e il mantenimento del figlio, emanando una decisione che determini la rottura irrimediabile del matrimonio o il suo annullamento o una sentenza di divorzio e in altri casi in cui i genitori vivono separati oppure una decisione riguardante un caso di maternità o paternità contestata, se la pronuncia della decisione è possibile e necessaria per l'esito del procedimento giudiziario e i fatti del caso. Il giudice può:

1. limitare o vietare i contatti del figlio con l'altro genitore;

2. decidere che i contatti debbano avvenire sotto la supervisione di un esperto;

3. prendere misure per la tutela dei diritti e dell'interesse superiore del minore a seconda delle circostanze del caso;

4. decidere le modalità di contatto con la matrigna o il patrigno, laddove abbiano vissuto con il minore e se ne siano occupati al momento dello scioglimento del matrimonio.

Ai sensi dell'articolo 417 della legge sulla famiglia, nel procedimento relativo ai contatti del figlio con l'altro genitore, il giudice è tenuto a informare i genitori che la frequentazione dell'altro genitore è di particolare importanza per il benessere del figlio, a incoraggiare i genitori a raggiungere un accordo e a partecipare al processo di mediazione familiare nei casi che non riguardino questioni di violenza domestica e, se i genitori non riescono a raggiungere un accordo, a garantire che il luogo in cui il figlio intratterrà i contatti con l'altro genitore sia adatto a lui, tenendo conto dei vincoli geografici e temporali dell'altro genitore. La decisione giudiziaria deve contenere informazioni specifiche relative alle modalità, al momento e al luogo in cui l'altro genitore può prendere e riconsegnare il figlio e, se necessario, relative alle spese sostenute per intrattenere i contatti. Nelle note esplicative della decisione, il tribunale includerà un ammonimento scritto che indichi le conseguenze giuridiche del mancato rispetto dell'obbligo di facilitare il contatto del minore con l'altro genitore (inclusa un'ammenda, una pena detentiva o una decisione di modificare la sentenza sulla determinazione del genitore con cui il figlio andrà a vivere).

A norma dell'articolo 418 della legge sulla famiglia, il giudice può, nell'ambito del procedimento riguardante la definizione dei contatti del figlio con l'altro genitore, stabilire una o più misure intese a garantire l'esecuzione qualora ritenga che il genitore con cui risiede il figlio difficilmente si atterrà alla decisione sui contatti, e specificatamente:

1. nominare una persona che assista nell'esecuzione della decisione o delle disposizioni che consentono al figlio di contattare l'altro genitore;

2. disporre che il genitore presso il quale risiede il figlio lasci una cauzione in contanti.

Nel definire tali misure, il giudice terrà conto in particolare del comportamento tenuto in passato dal genitore con cui vive il figlio.

Secondo l'articolo 419 della legge sulla famiglia, il giudice può, nell'ambito del procedimento riguardante la definizione dei contatti del figlio con l'altro genitore, disporre una o più misure intese a garantire il rientro del figlio o a impedirne la sottrazione da parte del genitore con cui il figlio non vive (ad esempio, obbligando tale genitore a consegnare al tribunale che ha preso il provvedimento il passaporto durante le frequentazioni del figlio, imponendogli di depositare una cauzione in contanti, vietando alienazioni o gravami sui suoi diritti patrimoniali con l'iscrizione del divieto nei pubblici registri, imponendogli di recarsi regolarmente assieme al figlio presso un organismo autorizzato, quale un centro di assistenza sociale, e nel luogo delle frequentazioni, specificando il luogo in cui si terranno le frequentazioni, vietando al figlio di lasciare il paese in cui intrattiene contatti con tale genitore e iscrivendo tale divieto in un sistema di informazione nazionale o transnazionale). Nel definire le misure di cui sopra, il giudice deve, in particolare, tenere conto del comportamento tenuto in passato dal genitore che non vive con il figlio.

Ai sensi dell'articolo 421 della legge sulla famiglia, se la decisione è fondata su un accordo tra i genitori, raggiunto in conformità alle disposizioni della legge sulla famiglia oppure se è stata pronunciata oralmente in presenza di tutte le parti e tutte le parti si sono impegnate a non impugnarla, nella decisione riguardante le cure parentali e le modalità dei contatti con i figli non sono necessarie note esplicative.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Conformemente all'articolo 99 della legge sulla famiglia, ciascun genitore è tenuto a rappresentare da solo il figlio negli ambiti delle cure parentali per i quali il coinvolgimento dell'altro genitore è stato limitato da disposizioni della legge sulla famiglia o da una decisione giudiziaria.

L'articolo 105 della legge sulla famiglia prevede che ciascun genitore può provvedere da solo a tutte le cure parentali o a parte di esse oppure nella misura necessaria a decidere su questioni di particolare importanza riguardanti il figlio. In queste situazioni, il diritto dell'altro genitore di provvedere alle cure parentali può essere limitato solo da una decisione giudiziaria che tenga conto dell'interesse superiore del minore. In caso di cure parentali condivise e decesso di uno dei genitori, il genitore superstite è tenuto a garantire da solo le cure parentali senza una decisione giudiziaria che attesti il decesso o la dichiarazione di decesso dell'altro genitore. Nel pronunciarsi sulle cure parentali esclusive, il giudice deciderà se nelle questioni riguardanti i diritti essenziali del minore il genitore cui è stato affidato il figlio debba rappresentarlo da solo o se sia necessario il consenso dell'altro genitore, come previsto dall'articolo 100 della legge sulla famiglia (per rappresentanza del minore in questioni relative ai suoi diritti personali fondamentali si intende la rappresentanza in caso di eventuali modifiche del nome, del domicilio permanente o temporaneo del figlio oppure nelle questioni riguardanti la libertà del figlio di scegliere o cambiare il suo credo religioso).

Ai sensi dell'articolo 110 della legge sulla famiglia, indipendentemente dal fatto che l'affidamento sia esclusivo o condiviso, i genitori possono decidere da soli in merito alle questioni ordinarie che interessano il figlio nei periodi di permanenza presso tale genitore. In situazioni urgenti, ossia in caso di minaccia immediata per il figlio, ciascun genitore ha il diritto di decidere di prendere tutte le misure necessarie per tutelare l'interesse superiore del figlio, senza chiedere il consenso dell'altro genitore, ma con l'obbligo di informarlo quanto prima.

Indipendentemente dal fatto che le cure parentali siano affidate a un unico genitore o condivise, i genitori sono tenuti a scambiarsi informazioni sulla salute del bambino, sulla congruenza dell'educazione, nonché sulle sue attività scolastiche ed extrascolastiche. Lo scambio di informazioni deve essere rapido, trasparente e incentrato esclusivamente sul figlio.

Nessuno dei due genitori può abusare del dovere di cooperazione per esercitare un controllo sull'altro genitore.

In aggiunta a quanto sopra, ai sensi dell'articolo 112 della legge sulla famiglia, il genitore cui è stata imposta una limitazione in un ambito particolare delle cure parentali ha il diritto di mantenere i contatti con il figlio, prendere decisioni ordinarie che riguardano il figlio, adottare misure urgenti in caso di minaccia immediata per il figlio e ricevere informazioni su fatti importanti riguardanti i diritti personali del figlio. Tali diritti possono essere limitati o revocati mediante decisione giudiziaria solo qualora ciò sia necessario per proteggere l'interesse superiore del figlio. Il genitore che non ha l'affidamento del figlio ha il diritto di chiedere all'altro genitore informazioni su fatti importanti relativi ai diritti personali del figlio laddove abbia un legittimo interesse a ottenerle e nella misura in cui ciò non contrasti con l'interesse superiore del figlio. In caso di disputa, il giudice emetterà, nell'ambito di un procedimento ex parte e in risposta a una proposta del figlio o di uno dei due genitori, una decisione che garantisca la protezione dell'interesse superiore del minore.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Ai sensi dell'articolo 108 della legge sulla famiglia, in caso di affidamento condiviso i genitori sono tenuti a prendere le decisioni importanti relative al figlio e a dare il loro consenso di comune accordo. Le decisioni importanti per il figlio riguardano la rappresentanza del minore in questioni relative ai suoi diritti personali fondamentali, nonché i beni di valore e i diritti patrimoniali del figlio. Le decisioni importanti per il figlio possono anche essere rappresentate da decisioni di altro tipo suscettibili di avere un'incidenza significativa sulla vita del figlio, come quelle riguardanti i contatti con persone a lui prossime, eventuali procedure o cure mediche straordinarie e la libertà del di scegliere una scuola. Tutte le decisioni di questo tipo saranno considerate valide a condizione che l'altro genitore dia il proprio consenso. In casi eccezionali, ad esempio in caso di procedura medica d'urgenza, si applicano le disposizioni delle norme specifiche in materia di tutela dei diritti dei pazienti. L'articolo 100 della legge sulla famiglia contiene disposizioni sulla rappresentanza del minore nelle questioni relative ai suoi diritti personali fondamentali (in caso di modifica del nome o dell'indirizzo di residenza permanente o temporaneo del figlio oppure per quanto concerne la libertà del figlio di scegliere o cambiare il proprio credo religioso). La rappresentanza nelle questioni relative ai diritti essenziali del minore è considerata valida se il genitore che rappresenta il figlio ha ottenuto il consenso scritto dell'altro genitore con diritto di rappresentanza. Nei casi previsti dalla legge tale consenso non è necessario qualora il genitore con cui risiede il figlio abbia ottenuto l'approvazione di un centro di assistenza sociale. Se il genitore che rappresenta il minore non può ottenere un consenso scritto, il giudice, in un procedimento ex parte e in risposta a una proposta avanzata dal figlio o da uno dei due genitori, deciderà quale genitore rappresenterà il minore nella questione in oggetto al fine di tutelarne l'interesse superiore.

L'articolo 101 della legge sulla famiglia contiene disposizioni sulla rappresentanza in questioni riguardante i ben idi valore del minore o i suoi diritti patrimoniali.

Ai sensi dell'articolo 109 della legge sulla famiglia, quando i genitori che hanno il diritto di rappresentare il bambino non riescono a giungere a un accordo su una decisione importante per il figlio, il giudice deciderà, in un procedimento ex parte e in risposta a una proposta avanzata dal figlio o da uno dei due genitori, quale genitore rappresenterà il figlio nella questione in oggetto. Laddove le decisioni importanti riguardino i diritti personali del figlio, i genitori sono tenuti a partecipare al processo di consulenza obbligatoria prima che venga avviata un'azione ex parte.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le proposte e le azioni devono essere presentate al tribunale municipale competente a livello locale.

Ai sensi dell'articolo 34 della Zakon o parničnom postupku (legge di procedura civile), i tribunali municipali decidono sempre in primo grado nei seguenti conflitti: fallimento irreparabile del matrimonio o annullamento del matrimonio mediante divorzio, controversie riguardanti la determinazione o la contestazione della paternità o della maternità, dispute sulla scelta del genitore con cui andrà a vivere il figlio, nonché in materia di cure parentali, qualora sia in corso un'azione contestuale intesa a stabilire il fallimento irreparabile del matrimonio, ad annullare il vincolo matrimoniale o a garantire il divorzio.

La legge sulla famiglia prevede il ricorso a una consulenza obbligatoria, prima della presentazione di una richiesta di divorzio tra coniugi cotitolari della responsabilità genitoriale congiunta nei confronti del figlio minorenne o prima dell'avvio di altri procedimenti giudiziari relativi alle cure parentali e ai contatti. Le disposizioni della legge sulla famiglia relative alla consulenza obbligatoria prima della presentazione di una domanda di divorzio tra coniugi cotitolari delle cure parentali nei confronti del figlio minorenne si applicano mutatis mutandis alla consulenza obbligatoria intrapresa prima dell'avvio di un'azione in materia di cure parentali e i contatti del figlio con l'altro genitore, qualora non sia possibile rimediare alla dio alla rottura del matrimonio/dell'unione tra i genitori. La legge precisa i casi in cui non è prevista la consulenza obbligatoria. La procedura di consulenza obbligatoria è avviata su richiesta presentata a tal fine da una parte. La richiesta deve essere rivolta a un centro di assistenza sociale, per iscritto o verbalmente (con una dichiarazione da iscrivere in un registro). Il servizio di consulenza obbligatoria è fornito da un gruppo di esperti del centro di assistenza sociale competente nel luogo del domicilio permanente o temporaneo del figlio oppure dell'ultimo domicilio comune, permanente o temporaneo dei coniugi o partner legati in un'unione di fatto. La consulenza obbligatoria consiste in un procedimento che comporta la partecipazione personale dei membri della famiglia (non sono ammessi rappresentanti). Una volta concluso, il centro di assistenza sociale preparerà una relazione, che rimarrà valida per sei mesi dalla data di conclusione della consulenza.

La partecipazione alla prima riunione di mediazione familiare è necessaria per poter presentare una richiesta di divorzio.

A seconda del tipo di azione proposta (controversie in ambito matrimoniale, controversie per determinare o contestare la maternità o la paternità, controversie relative alle cure parentali, controversie in materia di contatti con il figlio, azioni di divorzio per mutuo consenso o azioni per la richiesta di approvazione di un piano di cure parentali condivise), il richiedente deve presentare, tra altri documenti, la relazione della consulenza obbligatoria/un documento che attesti la partecipazione alla prima riunione di mediazione familiare/il piano di cure parentali condivise. I documenti necessari dipendono dall'azione promossa.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

In tutte le azioni riguardanti le questioni di diritto di famiglia relative ai minori, gli organi competenti sono tenuti ad adottare provvedimenti urgenti, tutelando al tempo stesso l'interesse superiore del minore.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì. L'assistenza legale gratuita è regolamentata dalla legge sul patrocinio a spese dello Stato (Zakon o besplatnoj pravnoj pomoći) (Narodne novine (NN; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia) n. 143/2013).

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì. Le parti possono presentare ricorso contro una decisione di primo grado entro quindici giorni da quando ne è stata notificata loro una copia, a meno che la legge sulla procedura civile non preveda un termine diverso. Salvo diversa disposizione di legge, è possibile impugnare una decisione di primo grado emessa in seguito ad azioni speciali ex parte regolamentate dalle legge sulla famiglia. I ricorsi devono essere presentati entro 15 giorni dalla notifica della sentenza.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Il tribunale da contattare è il tribunale municipale competente a livello locale. Tutti i procedimenti di esecuzione sono attuati conformemente alle disposizioni della Ovršni zakon (legge sull'esecuzione forzata). La legge sulla famiglia contiene tuttavia disposizioni speciali per i procedimenti esecutivi volti a garantire la consegna del minore e il mantenimento dei contatti con il figlio (articoli 509-525 della legge sulla famiglia).

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Ai sensi della Zakon o rješavanju sukoba zakona s propisima drugih zemalja u od određenim odnosima (legge sulla risoluzione dei conflitti tra leggi croate e regolamenti di altri paesi relativi a determinati rapporti; NN n. 53/91, 8/01), per ottenere il riconoscimento di una sentenza emessa da un tribunale straniero occorre proporre un'azione.

Dal 1° luglio 2013 la Croazia applica il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000. Il capo III del regolamento si applica mutatis mutandis al riconoscimento e all'approvazione dell'esecutività delle decisioni in materia di responsabilità genitoriale.

Le domande di riconoscimento o non riconoscimento, le domande di convalida dell'esecutività e le proposte di esecuzione devono essere trasmesse al tribunale municipale competente a livello locale.

Le proposte e le azioni devono essere presentate al tribunale municipale competente a livello locale.

Alle procedure per il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni emesse da tribunali stranieri si applicano le disposizioni del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

I ricorsi devono essere proposti dinanzi a un tribunale municipale e sono esaminati da un tribunale di contea.

I procedimenti di impugnazione sono soggetti alle disposizioni del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, e alle disposizioni della legge sulla procedura civile.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

A norma dell'articolo 40 della legge sulla risoluzione dei conflitti tra le leggi croate e i regolamenti di altri paesi relativi a determinati rapporti, la legge applicabile alle relazioni tra genitori e figli è la legge dello Stato di cittadinanza dei genitori e dei figli. Laddove genitori e figli siano cittadini di paesi diversi, la legge applicabile è quella del paese in cui tutti hanno un indirizzo di domicilio permanente. Nel caso in cui i genitori e i figli siano cittadini di paesi diversi e non abbiano un indirizzo di domicilio permanente nello stesso paese, si applica la legge croata qualora il figlio o uno dei genitori abbia la cittadinanza croata. I rapporti tra genitori e figli non disciplinati dalle disposizioni di cui sopra sono soggetti alla legge dello Stato di cittadinanza del figlio.

Dal 1° gennaio 2010 la Croazia applica la convenzione dell'Aia del 1996 sulla competenza giurisdizionale, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e misure per la protezione dei minori.

Per maggiori informazioni, si veda:

legge sulla famiglia (NN n. 103/15);

legge in materia di esecuzione (NN n. 112/12, 25/13, 93/14);

legge sulla risoluzione dei conflitti tra leggi croate e regolamenti di altri paesi relativi a taluni rapporti (NN n. 53/91, 88/01);

legge sul patrocinio a spese dello Stato (NN n. 143/2013);

legge sull'attuazione del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (NN n. 127/2013).

Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.

Ultimo aggiornamento: 17/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Italia

1 Qual è il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La nozione di “potestà genitoriale” è stata sostituita nel diritto italiano dal concetto di “responsabilità genitoriale”, per effetto della legge di riforma della filiazione (legge 2012 n. 219) e del decreto legislativo 2013 n. 154 - le cui previsioni sono entrate in vigore dal 7.2.2014.

La responsabilità genitoriale è il dovere di mantenere, educare, istruire e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni ed aspirazioni.

Il figlio ha inoltre il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Anche il figlio ha, a sua volta, dei doveri: quello di rispettare i genitori e contribuire al mantenimento della famiglia finché convive con essa.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale sorge per effetto di legge in caso di genitori sposati tra loro. In questo caso entrambi i genitori sono titolari della responsabilità genitoriale sui propri figli.

Se i genitori non sono sposati tra loro, la responsabilità genitoriale spetta al genitore che riconosce il figlio. Se entrambi i genitori riconoscono il figlio, entrambi sono titolari ed esercitano la responsabilità genitoriale sul figlio, come se fossero sposati. Se i due genitori non sposati tra loro non riconoscono contemporaneamente il figlio, il secondo riconoscimento non può avvenire senza il consenso del genitore che ha già effettuato il riconoscimento.

La responsabilità deve essere esercitata dai genitori di comune accordo, tenendo conto delle capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni del figlio. In particolare, i genitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se il minore è temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, si provvede al suo affidamento ad un'altra famiglia.

Inoltre, quando i genitori non dimostrano un sufficiente grado di capacità nel prendersi cura della crescita dei figli, ad esempio quando estremamente conflittuali, i tribunali spesso dispongono l’affidamento al servizio sociale del luogo di residenza della famiglia. Questo di regola comporta una limitazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale: normalmente le decisioni concernenti la salute, l’istruzione e l’educazione del minore sonio assunte dal servizio sociale del luogo di residenza della famiglia. In questi casi, spesso il minore resta a vivere con i genitori o con uno di essi. Nei casi più gravi il tribunale dispone l’allontanamento dalla casa familiare.

Se un genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio, il giudice può dichiarare la decadenza di quel genitore dalla responsabilità genitoriale.

Se entrambi i genitori sono morti, decaduti dalla responsabilità genitoriale o per altre cause non possono esercitare la responsabilità, viene nominato un tutore. Il tutore ha la cura del minore, lo rappresenta in tutti gli atti civili e ne amministra i beni.

Il codice civile prevede anche la possibilità di nomina da parte del tribunale di un curatore speciale, quando i genitori congiuntamente (o quello che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale), non possono o non vogliono compiere uno o più atti di interesse del figlio, eccedenti l'ordinaria amministrazione. Il curatore, in questi casi, il curatore speciale è autorizzato al compimento di specifici tali atti.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

La responsabilità genitoriale di entrambi i genitori non cessa a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio.

Il generale modello di affidamento, idoneo a garantire la bigenitorialità, è l’affidamento condiviso in cui entrambi i genitori hanno l’esercizio della responsabilità genitoriale.

Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, alla educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, della inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli, mentre sulle questioni di ordinaria amministrazione i genitori possono esercitare la responsabilità genitoriale in forma separata (art. 337 ter codice civile)

L’affido condiviso non comporta necessariamente che il figlio divida il suo tempo in parti uguali presso ciascuno dei genitori. Normalmente, nel provvedimento di separazione o divorzio viene stabilito qual è il genitore collocatario, cioè quello presso cui il figlio vive stabilmente, e si prevedono poi le modalità e tempi e di frequentazione del figlio da parte del genitore non collocatario. La ripartizione dei tempi di permanenza dei figli presso i genitori può anche essere paritaria se le abitazioni dei genitori sono vicine e lo stile di vita omogeneo a condizione che ciò non incida negativamente sulla vita relazionale e scolastica dei minori.

Tuttavia, se l’affidamento condiviso non risponde all’interesse dei minori, il giudice può orientarsi verso l’affidamento esclusivo, con provvedimento motivato (art. 337 quater codice civile).

I casi più ricorrenti di affido esclusivo sono: 1. se uno dei genitore è pericoloso per l’incolumità fisica e psichica del figlio minore (genitore violento, genitore con gravi precedenti penali, genitore tossicodipendente o alcolista); 2. se il genitore è incapace di provvedere all’assistenza morale e materiale del figlio, o non ha mai mostrato un interessamento nei confronti del figlio; 3. se il genitore, nei confronti del figlio, scredita l’altro genitore; 4. In caso di grave conflittualità tra i genitori tale da alterare l’equilibrio e lo sviluppo psicofisico del minore.

In caso di affidamento esclusivo, l’esercizio della responsabilità genitoriale compete solo all’affidatario, ma le decisioni di maggiore interesse per il figlio devono essere adottate da entrambi i genitori, salvo che –per circostanze particolarmente gravi (ad es. comportamenti violenti o abusanti) non sia diversamente stabilito (art. 337 quater codice civile).

Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale ha il diritto-dovere di vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio (art. 316 ultimo comma)

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perché l’accordo sia per loro vincolante?

L’accordo tra i genitori sulle modalità di esercizio della responsabilità dopo la separazione deve essere presentato al tribunale territorialmente competente, il quale verifica che l’accordo garantisca i diritti e il benessere dei figli e, in caso di giudizio positivo, lo omologa.

Se la coppia sposata con figli minori vuole separarsi o divorziare e ha raggiunto un accordo anche sull’affidamento dei figli e l’esercizio della responsabilità genitoriale, può scegliere fra due soluzioni.

a) presentare un ricorso congiunto al tribunale e ottenere l’omologa dell’accordo;

b) ricorrere alla c.d. negoziazione assistita da avvocati (art. 6 del d.l. Il link si apre in una nuova finestra 132/2014): si tratta di un accordo  mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia relativa alla separazione e all’affidamento dei figli.

In presenza di figli minori (ma anche di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti), l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, se ritiene che l’accordo risponda all’interesse dei figli, lo autorizza. Se invece ritiene che l’accordo non risponda all’interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Una volta autorizzato, l'accordo è equiparato ai provvedimenti giudiziali in materia di separazione o divorzio.

Se la coppia genitoriale non è sposata, è possibile solo la prima soluzione (=accordo omologato dal tribunale).

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Per risolvere le questioni relative all’esercizio della responsabilità genitoriale, i genitori possono rivolgersi ad un mediatore familiare. Lo scopo dell'attività di mediazione non è di raggiungere una riconciliazione della coppia, ma di permettere la formazione di un consenso reciproco in ordine alle condizioni di esercizio della responsabilità genitoriale, evitando e riducendo ogni forma di conflitto. Le soluzioni condivise eventualmente raggiunte devono comunque essere sottoposte al giudice, il quale dovrà valutare che sia rispettato l’interesse del minore.

In caso di perdurante contrasto, la controversia va portata avanti al giudice competente per la separazione, divorzio e affidamento dei figli.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Bisogna distinguere due casi.

a) I genitori si possono rivolgere al giudice in caso di disaccordo sulle questioni di particolare importanza. In tali casi, il giudice innanzi tutto suggerisce le soluzioni più adeguate all’interesse del minore e dell’unità familiare. Se il conflitto permane, il giudice attribuisce il potere di decidere sulla specifica questione al genitore che ritiene più idoneo a curare l’interesse del figlio.

b) I genitori si rivolgono al giudice chiedendo una decisione sull’affidamento dei figli e sulla loro collocazione (normalmente quando si separano). In questo caso, il giudice decide su:

  • affidamento dei figli, prevalentemente scegliendo la soluzione dell’affidamento congiunto (=ad entrambi i genitori),
  • tempi e modalità della convivenza presso ciascun genitore,
  • ammontare dell’assegno di mantenimento e, in generale, del contributo di ciascuno dei genitori alle spese per la cura, l’istruzione e l’educazione dei figli.

Poiché anche in caso di separazione o divorzio dei genitori le decisioni di maggiore importanza devono essere prese di comune accordo, in caso di disaccordo sulle singole questioni i genitori possono ricorrere al giudice come si è spiegato al punto a).

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva a uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva ha l'esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale, salva diversa disposizione del giudice. In particolare, egli può prendere autonomamente anche le decisioni di straordinaria amministrazione

Tuttavia, anche in caso di affidamento esclusivo a uno dei genitori le decisioni di maggiore interesse per i figli (quelle relative a istruzione, educazione, salute) devono essere adottate da entrambi i genitori, salvo che non sia diversamente stabilito dalla decisione sull’affidamento.

In genere, i giudici stabiliscono che non è necessario l’accordo del genitore non affidatario quando questo è sia assente, indifferente, irreperibile o abbia tenuto comportamenti violenti od abusanti.

Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e condizioni di vita del figlio e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

In caso di affidamento congiunto, la responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori, i quali devono condividere l’indirizzo della vita dei figli e le decisioni di maggiore interesse relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale dei minori. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, di regola, i genitori esercitano la responsabilità genitoriale separatamente nei periodi di rispettiva permanenza dei figli.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il tribunale ordinario è competente per tutti i procedimenti in materia affidamento dei figli e per le questioni connesse relative alla responsabilità genitoriale.

Se la controversia riguarda la decadenza dalla responsabilità genitoriale o la limitazione della responsabilità genitoriale, la reintegra nella responsabilità genitoriale, senza coinvolgere i profili relativi all’affidamento dei figli, la competenza è del tribunale per i minorenni.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Se la questione relativa all’affidamento ed esercizio della responsabilità genitoriale sui figli nati dal matrimonio si inserisce nel contenzioso relativo alla separazione o al divorzio, la procedura è quella descritta nella sezione Divorzio.

I provvedimenti in materia di affidamento esercizio della responsabilità genitoriale per i figli non nati da matrimonio sono adottati dal tribunale, assunte sommarie informazioni, in camera di consiglio, dopo avere sentito il pubblico ministero e i genitori; in caso di urgente necessità, il tribunale può adottare, anche di ufficio, provvedimenti temporanei nell’interesse del figlio.

In entrambe le situazioni, il giudice può adottare provvedimenti provvisori e urgenti a tutela dei minori. Il procedimento è differenziato per i procedimenti relativi ai figli di coppie non coniugate ovvero di coppie coniugate, pur essendo, per entrambi, competente il tribunale ordinario.

Come in tutte le procedure che lo riguardano, il minore è sentito dal giudice se ha compiuto dodici anni o comunque se è capace di discernimento.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

E’ possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per la copertura dei costi dei procedimenti di separazione, divorzio, affidamento dei figli, limitazione o ablazione della responsabilità genitoriale.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Contro le decisioni sulla responsabilità genitoriale è possibile proporre reclamo alla corte d’appello (giudice di secondo grado)

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Le decisioni del tribunale sulla responsabilità genitoriale costituiscono titolo esecutivo.

15 Che cosa è necessario fare per ottenere il riconoscimento e l’esecuzione in Italia di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Quali procedure si applicano in questi casi?

Il riconoscimento della decisione sulla responsabilità genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE è automatico. Tuttavia, ogni parte interessata può anche far dichiarare che la decisione deve o non deve essere riconosciuta ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del 27 novembre 2003.

Per l’esecuzione della decisione, la parte interessata deve presentare istanza di esecutività alla corte di appello territorialmente competente. Dopo che la decisione è stata dichiarata esecutiva, viene eseguita alle stesse condizioni che si applicherebbero per la decisione pronunciata in tale Stato membro.

16 A quale tribunale occorre rivolgersi in Italia per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Qual è la procedura applicabile in questi casi?

L’autorità giudiziaria competente è la corte d’appello territorialmente competente (con riferimento al luogo di attuazione della decisione, in applicazione delle norme interne). Il giudizio si svolge nelle forme del procedimento contenzioso e si conclude con una sentenza di accertamento, avverso la quale è previsto il ricorso per cassazione.

17 Qual è la legge applicabile in una procedimento sulla potestà genitoriale quando il minore o le parti non risiedono in Italia o sono di nazionalità diverse?

Avendo l’Italia ratificato la Convenzione dell’Aia del 1996, si applicano le disposizioni di tale Convenzione. Pertanto, per l’attribuzione e l’estinzione della responsabilità̀ genitoriale, per l’esercizio della responsabilità genitoriale, per la revoca o limitazione della responsabilità genitoriale si applica la legge dello Stato di residenza abituale del minore.

Ultimo aggiornamento: 29/08/2018

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Responsabilità genitoriale - Cipro

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La nozione di "responsabilità genitoriale" concerne il dovere dei genitori di dare un nome ai figli, assisterli, amministrarne i beni e rappresentarli nelle questioni od operazione legali che riguardano la loro persona o i loro beni. Nella pratica riguarda tutte le questioni pertinenti per i figli (in quanto persone) e il loro patrimonio.

La responsabilità genitoriale è rappresentata dal dovere e dal diritto dei genitori di esercitare assieme questa responsabilità, tenendo conto degli interessi del figlio (articolo 6 della legge n. 216/1990).

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale è esercitata congiuntamente da entrambi i genitori.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Sì, in questi casi, i tribunali possono nominare un tutore che eserciti la responsabilità genitoriale (articolo 18, comma 1, della legge sulle relazioni tra genitori e figli, legge n. 216/1990).

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In caso di divorzio oppure di annullamento o dichiarazione di nullità del matrimonio, la questione della responsabilità genitoriale è decisa dal giudice, che potrà affidare i figli a uno dei genitori, a entrambi oppure a una terza persona (articoli 14 e 15 della legge n. 216/1990). Se il giudice decide di affidare la responsabilità genitoriale a uno solo dei genitori, può altresì decidere in merito al diritto di visita ai figli, tenendo conto dei loro interessi (articolo 17 della legge 216/1990).

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Affinché l'accordo divenga legalmente vincolante, il giudice deve emettere un'ordinanza in merito.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Per il momento non esistono mezzi alternativi di soluzione delle controversie oltre ai procedimenti giudiziari.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il giudice può pronunciarsi su tutte le questioni relative ai figli, tra cui la responsabilità genitoriale, il diritto di visita, l'istruzione, la salute, l'amministrazione dei beni, il nome, il mantenimento, i viaggi all'estero e la sottrazione.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

No, perché ci sono questioni, come ad esempio l'amministrazione dei beni dei figli, che non rientrano nel concetto di "affidamento" in senso stretto.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Nella pratica, in caso di affidamento condiviso, i genitori adottando assieme le decisioni sulle questioni relative ai figli. Di norma, in questi casi i figli vivono in misura uguale con entrambi i genitori.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il tribunale competente è il tribunale che si occupa del diritto di famiglia del distretto in cui il minore ha la residenza abituale. I procedimenti vengono avviati su presentazione di un atto introduttivo, senza una dichiarazione giurata. In questa fase non è necessaria alcuna documentazione di supporto.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

La domanda è notificata all'altra parte, cui è chiesto di comparire in tribunale il giorno precisato sulla domanda, per poter presentare le proprie posizioni. Nei casi che coinvolgono un minore non sono previste procedure urgenti, ad eccezione dei casi di sottrazione di minori. Ciò detto, per la natura di tali casi, i giudici garantiscano che siano esaminati in via prioritaria. In aggiunta, a tutti questi procedimenti si applicano l'articolo 6 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e l'articolo 30 della costituzione della Repubblica di Cipro. In base a queste disposizioni, tutti i procedimenti giudiziari devono concludersi entro tempi ragionevoli.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì, purché siano soddisfatti i criteri previsti dalla legge e sia stata emessa un'ordinanza del giudice sulla questione, a norma della legge n. 165(I)/2002.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì. È possibile proporre reclamo alla corte di appello che si occupa di diritto di famiglia.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Il tribunale cui compete l'esecuzione di una decisione sulla responsabilità genitoriale è quello che ha emesso la decisione. Il procedimento è avviato in seguito a un'istanza mediante atto di citazione senza dichiarazione giurata, utilizzando il modulo di tipo I di cui al regolamento di procedura n. 2/90.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

È necessario registrare l'istanza di riconoscimento ed esecuzione, in linea con l'articolo 21, comma 3, del regolamento (CE) n. 2201/2003. La domanda dovrà essere registrata presso il tribunale competente per le questioni di famiglia del distretto in cui vive il figlio o, laddove questo viva all'estero, la parte convenuta.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

L'autorità giudiziaria competente è il tribunale che si occupa di diritto di famiglia della regione in cui vivono i figli oppure, qualora questi vivano all'estero, la parte convenuta.

Una volta notificatagli l'istanza, il convenuto ha il diritto di comparire e presentare le proprie difese, come previsto dalla legge n. 121(I)/2000. Tali procedimenti rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 2201/2003.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Si applica la legge della Repubblica di Cipro e, in particolare, la legge n. 216/1990. Se nessuna delle parti vive a Cipro, in base alla legge n. 216/1990 i tribunali che si occupano di diritto di famiglia della Repubblica non hanno competenza per l'esame del caso.

Ultimo aggiornamento: 08/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Lettonia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

I figli sono sotto la responsabilità dei genitori sino al raggiungimento della maggiore età.

Per responsabilità genitoriale si intendono il diritto e il dovere dei genitori di prendersi cura dei figli, di amministrarne i beni e di rappresentarli nelle relazioni personali e patrimoniali.

Occuparsi di un figlio implica garantirgli assistenza e supervisione e avere il diritto di determinarne il luogo di residenza.

L'assistenza ai figli è rappresentata dal mantenimento, ossia dal fatto di provvedere alla loro alimentazione, all'abbigliamento, all'abitazione, alla salute, all'istruzione e alla crescita (garantendone lo sviluppo mentale e fisico, tenendo conto nella misura del possibile della loro personalità, delle loro capacità e interessi, e preparandoli ad attività socialmente utili).

Per supervisione dei figli si intende il fatto di occuparsi della loro sicurezza e prevenire eventuali pericoli provenienti da terzi. Il diritto di stabilire il luogo di residenza dei figli residenza comporta la scelta geografica del luogo di residenza e la scelta dell'abitazione.

Amministrare i beni dei figli implica conservarne e utilizzarne il patrimonio, per preservarne e accrescerne il valore.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

I genitori che vivono assieme hanno l'affidamento condiviso dei figli, che non cessa qualora i genitori si separino. L'assistenza e la supervisione sono esercitate dal genitore con cui vivono i figli. I genitori prendono decisioni comuni per le questioni che possono avere un'incidenza significativa sullo sviluppo dei figli.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Nel caso in cui la salute o la vita di un figlio è messa in pericolo per colpa del genitore (a causa di un suo comportamento intenzionale o negligente) o se il genitore abusa dei suoi diritti o non è in grado di garantirne l'assistenza e la supervisione, mettendone così a repentaglio lo sviluppo fisico, mentale o morale, il giudice può dichiarare la decadenza dal diritto di affidamento del genitore in questione.

In questo caso, il giudice dispone l'affidamento esclusivo del minore all'altro genitore. Qualora l'affidamento all'altro genitore non garantisca una tutela adeguata del figlio dal pericolo oppure l'affidamento sia revocato a entrambi i genitori, l'autorità giudiziaria incarica il giudice che si occupa di diritto di famiglia di disporre l'allontanamento del figlio dalla casa familiare.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Nel caso in cui i genitori si separino, l'affidamento parentale condiviso non cessa. L'assistenza e la supervisione sono esercitate dal genitore con cui vivono i figli. I genitori prendono decisioni comuni per le questioni che possono avere un'incidenza significativa sullo sviluppo dei figli. Le controversie tra genitori sono esaminate dal tribunale che si occupa di diritto di famiglia, a meno che la legge non preveda altrimenti. L'affidamento congiunto dei genitori cessa nel caso in cui sia disposto l'affidamento esclusivo, mediante accordo tra genitori o decisione del giudice.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se i genitori raggiungono un accordo sulla questione della responsabilità genitoriale e lo applicano di buon grado, non è necessario ottenere l'approvazione di un'autorità o un giudice.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

In caso di controversie, la risoluzione dei conflitti è di competenza del tribunale che si occupa di diritto di famiglia. Laddove la suddetta autorità giudiziaria non riesca a risolvere i conflitti tra i genitori oppure qualora non venga data esecuzione alla decisione del tribunale che si occupa di diritto di famiglia, i genitori dovranno rivolgersi al tribunale distrettuale (o di primo grado).

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Per i genitori che ricorrono all'autorità giudiziaria è disposto l'affidamento condiviso o esclusivo. Inoltre, se necessario, il giudice decide sul mantenimento, sul luogo di residenza, ecc. Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva ne ha l'affidamento, che include il diritto di agire per loro conto nei rapporti personali e patrimoniali, nonché il diritto di decidere il loro luogo di residenza. Ciascun genitore ha l'obbligo e il diritto di mantenere un rapporto personale e un contatto diretto con i figli. Questa disposizione si applica anche se i figli sono separati dalla famiglia oppure non vivono con uno o nessuno dei due genitori. Il genitore che non vive con i figli ha il diritto di ricevere informazioni che riguardano i figli, in particolare il loro sviluppo, la salute, i risultati scolastici, gli interessi e le condizioni di vita. Le decisioni sulle controversie tra genitori in materia di affidamento vengono prese tenendo conto degli interessi del figlio e chiedendone l'opinione, se in grado di esprimerla.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Al genitore che hanno l'affidamento esclusivo dei figli spettano tutti i diritti e gli obblighi derivanti dall'affidamento. I genitori hanno l'obbligo di provvedere al sostegno dei figli, in funzione delle rispettive capacità e della loro situazione finanziaria. Tale obbligo spetta al padre e alla madre finché il figlio non è in grado di provvedere a se stesso.

L'obbligo di mantenimento dei figli non termina se i figli sono separati dalla famiglia o non vivono con uno dei genitori.

Nel decidere se disporre l'affidamento esclusivo, i giudici considerano le circostanze del caso, cioè, con quale genitore vive il figlio al momento della proposta d'azione e quale genitore ne ha l'affidamento quotidiano. Il figlio ha il diritto di mantenere relazioni personali e contatti diretti con entrambi i genitori (diritto di visita). Ciascun genitore ha l'obbligo e il diritto di mantenere un rapporto personale e un contatto diretto con i figli. Il genitore che non vive con i figli ha il diritto di ricevere informazioni che riguardano i figli, in particolare il loro sviluppo, la salute, i risultati scolastici, gli interessi e le condizioni di vita. La decisione di affidare il figlio in via esclusiva a un genitore, non priva l'altro genitore del diritto di affidamento.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

In caso di affidamento congiunto, entrambi i genitori possono agire per conto dei figli nei loro rapporti personali e patrimoniali. I genitori prendono decisioni comuni su tutte le questioni relative allo sviluppo del figlio.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le azioni derivanti dal diritto di affidamento e dal diritto di visita sono proposte dinanzi al tribunale del luogo di residenza del figlio. Il luogo di residenza dei genitori è considerato il luogo di residenza del figlio per le azioni derivanti dal diritto di affidamento e dal diritto di visita. Se i luoghi di residenza registrati dei genitori si trovano in diversi territori amministrativi, si considera luogo di residenza del figlio il luogo di residenza del genitore con cui vive. Se i genitori o il figlio non hanno un luogo di residenza registrato, si considera luogo di residenza del figlio il luogo di residenza dei genitori.

La domanda giudiziale deve essere presentata conformemente all'articolo 128 della legge di procedura civile. Per gli atti da allegare alla domanda giudiziale è applicato l'articolo 129 della legge di procedura civile.

Alla domanda giudiziale può essere allegato anche un parere del tribunale che si occupa del diritto di famiglia.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

I procedimenti giudiziari nelle cause civili sono regolamentati dalle disposizioni del codice di procedura civile lettone. Le cause relative alla tutela dei diritti e degli interessi dei figli sono esaminate dal tribunale al di fuori dell'ordine stabilito. Il giudice chiede il parere del tribunale che si occupa di diritto di famiglia su questioni relative all'attribuzione dell'affidamento, all'assistenza ai minori e alla procedura per l'esercizio del diritto di visita e invita un rappresentante a partecipare all'udienza e a conoscere il parere del figlio, qualora sia in grado di esprimerlo in funzione dell'età e del grado di maturità.

Il tribunale esamina le cause civili nell'ambito di udienza pubblica, ad eccezione, ad esempio, dei casi riguardanti il diritto di affidamento e il diritto di visita. Allo stesso modo, il giudice può, su richiesta motivata delle parti della causa o di propria iniziativa, dichiarare l'udienza o parte di essa a porte chiuse, nell'interesse del figlio.

Le parti hanno il diritto di presentare una richiesta motivata al tribunale per accelerare l'esame della causa, Il giudice valuterà la richiesta motivata.

Su richiesta di una delle parti, la sentenza del giudice può stabilire che le decisioni giudiziarie o le parti relative al mantenimento dei figli, nonché nei casi in materia di affidamento e diritto di visita, siano applicabili senza indugio.

Su richiesta di una delle parti, il giudice formula una decisione giudiziaria che determini in via provvisoria il mantenimento dei figli sino alla pronuncia della sentenza.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Le persone con un reddito basso o indigenti cui è stata riconosciuta tale situazione in base alla procedura prevista dalla legge e le persone che si ritrovano improvvisamente in una posizione e una situazione finanziaria tale da impedire loro di tutelare i propri diritti (a causa di calamità naturali, circostanze di forza maggiore o altre condizioni indipendenti dalla volontà dell'interessato) o che sono totalmente sotto la tutela dello Stato o del comune (di seguito denominata "situazione particolare") hanno il diritto di chiedere un sostegno finanziario per l'assistenza legale.

Su presentazione di una richiesta motivata, il tribunale o il giudice esamina la situazione finanziaria di un soggetto e lo esonera del tutto o in parte dal pagamento delle spese legali nel bilancio dello Stato e sospende o scagliona il pagamento delle spese giudiziarie nel bilancio dello Stato.

Conformemente alla legge di procedura civile, le parti attrici sono esonerate dal pagamento delle spese processuali nel bilancio dello Stato per le domande relative all'esazione delle prestazioni alimentari per i figli.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

In base alla procedura generale è possibile impugnare una sentenza proponendo un ricorso (dinanzi al tribunale regionale) o un ricorso per cassazione (dinanzi alla Corte suprema).

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Le sentenze sono eseguite una volta passate in giudicato oppure immediatamente se dichiarate immediatamente esecutive.

L'esecuzione delle sentenze è effettuata dagli ufficiali giudiziari.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le sentenze dei tribunali stranieri sono riconosciute ed eseguite dai tribunali lettoni.

Le decisioni dei tribunali stranieri sono riconosciute ed eseguite secondo la procedura stabilita dalla legge di procedura civile e ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.

L'istanza per la dichiarazione di esecutività è sottoposta all'esame del tribunale distrettuale (o di primo grado) del luogo di residenza abituale della persona contro cui è chiesta l'esecuzione o del luogo di residenza abituale del figlio cui si riferisce l'esecuzione. Le decisioni giudiziarie sulle dichiarazioni di esecutività o sul rigetto della dichiarazione di esecutività sono emesse a sola discrezione del giudice, in base alla domanda presentata e ai documenti ad essa allegati entro 10 giorni dal giorno del deposito della domanda, senza invitare le parti.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Nelle cause per il riconoscimento di una decisione emessa da un tribunale straniero, può essere presentato al tribunale distrettuale un reclamo individuale sulla decisione di un tribunale di primo grado. La decisione del tribunale distrettuale sul reclamo individuale può essere impugnata dinanzi al Senato presentando una procedura di ricorso individuale.

Le parti di un procedimento che abbiano la residenza o la dimora abituale in Lettonia possono presentare un reclamo individuale entro 30 giorni dalla data di emissione di una copia della decisione giudiziaria, mentre le parti di una procedimento che non abbiano la residenza o la residenza abituale in Lettonia hanno a disposizione 60 giorni dalla data di emissione di una copia della decisione.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

La Lettonia è vincolata dalla convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, e dagli accordi bilaterali in materia di assistenza giudiziaria conclusi con la Repubblica di Lettonia e la Federazione Russa, l'Ucraina, la Repubblica di Bielorussa, la Repubblica dell'Uzbekistan, la Repubblica del Kirghizistan e la Repubblica di Moldova.

Ultimo aggiornamento: 09/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Lituania

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

I diritti e i doveri tra figli e genitori sono regolamentati dalle disposizioni della parte IV del libro III del codice civile della Repubblica di Lituania, il Lietuvos Respublikos civilinis kodeksas(qui di seguito, "il codice civile"). A norma dell'articolo 3.155 del codice civile, i genitori sono tenuti a prendersi cura dei figli sino al raggiungimento della loro maggiore età o dell'indipendenza. I genitori hanno il diritto e il dovere di crescere ed educare i figli a una vita onesta, occuparsi della loro salute e avere cura del loro stato fisico e mentale, creare condizioni favorevoli a uno sviluppo completo ed equilibrato, al fine di prepararli a una vita indipendente in società. Il capitolo XI del libro III del codice civile stabilisce i diritti e i doveri dei genitori e il capitolo XII definisce i doveri e i diritti di proprietà tra genitori e figli.

A norma dell'articolo 3.227, comma 2, del codice civile, i genitori adottivi sono per legge considerati al pari dei genitori biologici a partire dal giorno in cui la sentenza del tribunale sull'adozione diviene definitiva, salvo nei casi eccezionali previsti dall'articolo 3.222, comma 4, del codice civile.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

In base all'articolo 3.156 del codice civile, un padre e una madre devono avere gli stessi diritti e doveri nei confronti dei figli. I genitori devono avere uguali diritti e doveri nei confronti dei figli, indipendentemente dal fatto che siano nati da una coppia sposata o meno, dopo il divorzio, l'annullamento del matrimonio o la separazione dei genitori.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la responsabilità genitoriale sui propri figli, al loro posto può essere nominata un'altra persona. A tal fine, il codice civile prevede la nomina di un tutore o di un curatore per i minori. Le norme di base che disciplinano l'affidamento temporaneo e permanente a un tutore/curatore sono contenute negli articoli 3.254 e 3.257.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In caso di divorzio, la futura responsabilità genitoriale è determinata a seconda del tipo di divorzio.

Laddove il matrimonio sia sciolto con mutuo consenso tra i coniugi, i coniugi sono tenuti a presentare al giudice un accordo sulle conseguenze dello scioglimento del matrimonio (separazione dei beni, assegni di mantenimento per i figli, ecc.). A norma dell'articolo 3.54, comma 3, del codice civile, nell'emettere una sentenza di divorzio, il giudice deve approvare un accordo sulle conseguenze dello scioglimento del matrimonio, che definisca le modalità per gli assegni di mantenimento dei figli minori e di ciascuno di loro, il luogo di residenza dei figli minori, il coinvolgimento del coniuge nell'educazione dei figli e altri diritti e doveri patrimoniali. Il contenuto dell'accordo è integrato nella sentenza di divorzio. In caso di cambiamento delle circostanze (malattia o incapacità al lavoro di uno degli ex coniugi, ecc.), i due ex coniugi o uno di loro possono chiedere al giudice di modificare i termini e le condizioni dell'accordo sulle conseguenze dello scioglimento del matrimonio.

Se il matrimonio cessa per volontà di uno dei coniugi, l'istanza che questi presenterà al giudice dovrà indicare anche come intende onorare i propri obblighi nei confronti dell'altro coniuge e dei figli minori. Al momento della concessione del divorzio, il giudice deve risolvere le questioni relative al luogo di residenza e al mantenimento dei figli minorenni, al mantenimento di uno dei coniugi e alla separazione dei beni comuni dei coniugi, salvo nei casi in cui i beni siano stati divisi di comune accordo da un notaio (articolo 3.59 del codice civile).

Il divorzio per colpa di entrambi i coniugi ha le stesse conseguenze dello scioglimento del matrimonio di comune accordo tra i coniugi (articoli da 3.51 a 3.54 del codice civile). I procedimenti di divorzio basati sulla colpa di uno dei due coniugi sono soggetti, mutatis mutandis, all'articolo 3.59 del codice civile.

Per quanto concerne la separazione, uno dei coniugi può chiedere al giudice di definire un regime di vita separata se la convivenza con il coniuge è diventata insostenibile, impossibile, può ledere gravemente gli interessi dei figli minori a causa di circostanze specifiche che non dipendono dall'altro coniuge oppure se i coniugi non hanno più interesse a vivere assieme. Con la concessione della separazione personale, il giudice dovrà designare il coniuge con il quale devono vivere i figli e risolvere le questioni relative al mantenimento dei figli e al coinvolgimento del padre (o della madre) separato nell'educazione dei figli. I due coniugi possono chiedere congiuntamente all'autorità giudiziaria di approvare la separazione qualora abbiano raggiunto un accordo sulle conseguenze della separazione in termini di luogo di residenza, mantenimento e istruzione dei figli minorenni, divisione dei beni e mantenimento reciproco. Se i coniugi hanno raggiunto un accordo sulle conseguenze della separazione, il giudice approverà l'accordo purché sia conforme all'ordine pubblico e non leda i diritti e gli interessi legittimi dei figli minorenni o di uno dei coniugi. Dopo aver approvato l'accordo, il giudice lo integra nella sentenza sulla separazione personale.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se i genitori vivono insieme, le modalità e la forma degli alimenti sono stabilite di comune accordo. Non esiste un modello specifico per tale accordo né una procedura da seguire per concluderlo. L'articolo 3.193 del codice civile prevede che, in caso di divorzio consensuale (articolo 3.51 del codice civile) o di separazione (articolo 3.73 del codice civile), i coniugi concludono un accordo che stabilisce i doveri reciproci in materia di mantenimento dei figli minori, nonché i mezzi, l'importo e la forma del mantenimento. L'accordo deve essere approvato dal giudice (articolo 3.53 del codice civile). I genitori di figli minorenni possono altresì concludere un accordo sul mantenimento dei figli se il divorzio è dovuto ad altri motivi. Laddove uno dei genitori non rispetti l'accordo sul mantenimento dei figli minorenni approvato dal tribunale, l'altro genitore acquisisce il diritto di rivolgersi al tribunale per l'emissione del titolo esecutivo.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

I genitori possono ricorrere ai servizi di mediazione quale mezzo alternativo di soluzione extragiudiziale delle controversie. I servizi di mediazione giudiziaria sono disponibili in tutti i tribunali ordinari. La mediazione giudiziaria è gratuita. È un metodo di risoluzione delle controversie più economica e rapida. Occorre osservare che la mediazione giudiziaria garantisce riservatezza e tutte le parti possono ritirarsi dalla stessa senza addurre giustificazioni. Il rinvio di una controversia alla mediazione giudiziaria può essere avviato dal giudice (camera) che si occupa della causa civile o da una delle parti in causa. Maggiori informazioni sulla mediazione nonché un elenco dei mediatori, sono disponibili sul Il link si apre in una nuova finestrasito web dei tribunali lituani.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Se i genitori fanno ricorso all'autorità giudiziaria il giudice può decidere in merito a tutte le questioni relative ai figli, tra cui il luogo di residenza, il diritto di visita dei genitori, il mantenimento dei figli minori e ogni altra questione indicata nella domanda presentata al tribunale.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

In base all'articolo 3.156 del codice civile, il padre e la madre hanno uguali diritti e doveri nei confronti dei figli, indipendentemente dal fatto che i figli siano nati da una coppia sposata o meno, in seguito al divorzio o all'annullamento del matrimonio o alla separazione. I genitori hanno il diritto e il dovere di crescere i figli, essere responsabili della loro educazione e del loro sviluppo, prendersi cura della loro salute e garantire loro sostegno psicologico e morale. Nell'adempimento di questi doveri, i diritti dei genitori hanno la precedenza sui diritti di altre persone. I genitori sono tenuti a creare le condizioni necessarie affinché i figli possano frequentare gli istituti scolastici fino al raggiungimento dell'età prescritta dalla legge.

L'affidamento esclusivo a un genitore può essere disposto solo nei casi di limitazione dell'autorità parentale dell'altro genitore. Quando i genitori (il padre o la madre) non adempiono al dovere di crescere i figli, abusano dell'autorità parentale, trattano i figli con crudeltà, hanno su di loro un'influenza dannosa a causa di un comportamento immorale o non se ne prendono cura, il giudice può emettere una sentenza che limita in via provvisoria o a tempo indeterminato l'autorità parentale (quella del padre o della madre). Nell'emettere tale decisione, il giudice terrà conto delle circostanze specifiche su cui si basa la domanda di limitazione dell'autorità parentale. I genitori conservano tuttavia il diritto di avere contatti con i figli, a meno che ciò sia contrario agli interessi dei figli. Se l'autorità parentale è limitata a tempo indeterminato, il figlio può essere adottato senza il consenso specifico dei genitori.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

I genitori decidono di comune accordo su tutte le questioni relative all'educazione dei figli e ad altre questioni relative alla responsabilità genitoriale. Laddove non giungano a un accordo, le questioni conflittuali vengono risolte dal giudice.

Il padre, la madre o i genitori (tutori/curatori) di genitori minorenni legalmente incapaci possono rivolgersi al tribunale per le decisioni riguardanti i contatti dei genitori con i figli o il loro coinvolgimento nell'educazione dei figli. Il giudice definisce le modalità dei contatti tra genitori e figli per il padre o la madre separati, tenendo conto degli interessi del bambino, al fine di consentire al padre o alla madre separati di essere coinvolti il più possibile nell'educazione dei figli. Il giudice disporrà che i contatti con i figli siano minimi soltanto nei casi in cui tenere contatti massimi e costanti comprometta gli interessi dei figli.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Per presentare una domanda in materia di responsabilità genitoriale è necessario rivolgersi al tribunale distrettuale. Le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda dipendono dai requisiti indicati nella domanda e dai diritti e doveri che vengono contestati, cui occorre trovare una soluzione o che devono essere determinati (per quanto riguarda la responsabilità genitoriale).

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Le controversie e questioni principali relative alla responsabilità genitoriale sono esaminate secondo una procedura semplificata.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

La disponibilità dell'assistenza legale gratuita è disciplinata dalle disposizioni della Valstybės garantuojamos teisinės pagalbos įstatymas (legge sul patrocinio a spese dello Stato). La possibilità di ottenere il patrocinio a spese dallo Stato dipende dalla situazione finanziaria personale.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, è possibile proporre reclamo contro la decisione al tribunale superiore, in conformità con le norme generali di procedura civile.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Le decisioni del tribunale sono eseguite dagli ufficiali giudiziari.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, si applica senza procedure speciali, con il riconoscimento della decisione resa da un tribunale di un altro Stato membro dell'UE in Lituania. Il presente regolamento si applica a tutti gli Stati membri dell'UE, ad eccezione della Danimarca.

L'esecuzione delle decisioni in materia di diritto di visita e delle decisioni che prescrivono il ritorno del minore emesse dai tribunali degli Stati membri dell'UE è disciplinata dalle norme contenute nella parte VI del Lietuvos Respublikos civilinio proceso kodeksas (codice di procedura civile della Repubblica di Lituania, qui di seguito "codice di procedura civile").

Le domande di trasferimento delle competenze dall'autorità giurisdizionale di un altro paese o verso l'autorità giurisdizionale di un altro paese, di cui all'articolo 15 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio (e agli articoli 8 e 9 della convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996),sono esaminate dalla Lietuvos apeliacinis teismas (Corte d'appello della Lituania).

L'esame delle suddette domande è effettuato secondo la procedura di cui al capitolo 39 del codice di procedura civile, purché il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio non disponga altrimenti. Per tali domande non sono previste spese processuali.

Le domande presentate alla Corte d'appello della Lituania devono soddisfare i requisiti generali per gli atti processuali (articolo 111 del codice di procedura civile). In base all'articolo 15 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, la domanda e i relativi allegati devono essere presentati nella lingua nazionale oppure corredate di una traduzione in lituano. Se il richiedente non risiede nella Repubblica di Lituania e non ha nominato un rappresentante per la causa né una persona autorizzata a ottenere atti processuali che ha la residenza o la sede professionale nella Repubblica di Lituania (articolo 805 del codice di procedura civile), nella domanda deve essere indicato un indirizzo nella Repubblica di Lituania o l'indirizzo di un terminale di telecomunicazione, che verrà utilizzato per la notificazione e la comunicazione degli atti processuali al richiedente. Tuttavia, tali requisiti non si applicano alle domande presentate alla Corte d'appello della Lituania da un tribunale di un paese straniero.

Ove opportuno, la Corte d'appello della Lituania può incaricare il servizio statale per la tutela dei diritti dei minori e le adozioni del Valstybės vaiko teisių apsaugos ir įvaikinimo tarnyba prie Lietuvos Respublikos socialinės apsaugos ir darbo ministerijos (ministero della Sicurezza sociale e del lavoro della Repubblica di Lituania) di presentare un parere sulla possibilità di rilevare o trasferire la competenza giurisdizionale. La Corte d'appello della Lituania fissa un termine entro il quale deve essere presentato il parere.

La domanda deve essere esaminata dalla Corte d'appello della Lituania entro sei settimane dalla data in cui perviene al tribunale.

Dopo aver esaminato la domanda relativa alla competenza giurisdizionale di un tribunale di un altro paese e dopo aver deciso di accogliere la domanda, la Corte d'appello lituana, tenuto conto delle circostanze del caso, designerà un tribunale lituano competente per esaminare il caso in Lituania. I procedimenti avviati presso il tribunale del paese straniero sono deferiti al tribunale lituano competente per l'esame nel merito del caso. In questo caso, si applicano mutatis mutandis le disposizioni dell'articolo 35 del codice di procedura civile e il procedimento prosegue dinanzi al tribunale lituano competente. Se del caso, il tribunale lituano competente determina la posizione delle parti nel procedimento e adotta provvedimenti per colmare le eventuali lacune negli atti processuali.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

In Lituania, un appello deve essere presentato dinanzi alla Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema di Lituania) Sarà esaminato come ricorso per cassazione, conformemente alle disposizioni del codice di procedura civile.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

La legge applicabile ai rapporti tra genitori e figli è determinata dall'articolo 1.32 del codice civile. I rapporti personali e patrimoniali tra genitori e figli sono disciplinati dalla legge dello Stato di residenza abituale del figlio. Se nessuno dei due genitori ha la residenza abituale nello Stato in cui il figlio ha la residenza abituale e il figlio e i due genitori sono cittadini dello stesso Stato, si applica la legge dello Stato di cui sono tutti cittadini.

Per le questioni in materia di responsabilità genitoriale, l'organo giurisdizionale competente è determinato conformemente con la convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 sulla competenza giurisdizionale, la legge applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni nonché la cooperazione, in materia di responsabilità genitoriale e di misure per la tutela dei minori

La legge applicabile alla protezione, alla tutela e alla curatela dei minori è determinata ai sensi della convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 relativa alla competenza delle autorità e della legge applicabile in materia di protezione dei minori.

Le obbligazioni alimentari (alimenti) all'interno della famiglia sono regolamentate dalla convenzione dell'Aia del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari.

Ultimo aggiornamento: 10/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Ungheria

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Nella pratica la responsabilità genitoriale (affidamento dei figli) implica l'attribuzione del nome del figlio minore, la rispettiva cura e crescita, la scelta del luogo di residenza, l'amministrazione dei beni, nonché i diritti e gli obblighi di rappresentanza legale e il diritto di nominare un tutore o di escludere determinate persone dalla tutela.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

In mancanza di un accordo tra i genitori o di disposizioni contrarie da parte dell'autorità tutoria o giudiziaria, i genitori hanno l'affidamento condiviso dei figli indipendentemente dal fatto che vivano ancora assieme o meno.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

In Ungheria la tutela è un provvedimento giuridico che garantisce, in mancanza di un genitore che abbia la responsabilità genitoriale, la cura dei minori, la loro rappresentanza e l'amministrazione dei loro beni mediante la nomina di un tutore da parte dell'autorità tutoria. Chiunque può segnalare all'autorità tutoria la necessità di nominare un tutore. I familiari stretti di un minore o le persone che se ne occupano, così come i tribunali e le altre autorità, sono tenute a comunicare all'autorità tutoria la necessità di designare un tutore.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In mancanza di un accordo tra i genitori o di disposizioni contrarie da parte dell'autorità tutoria o giudiziaria, i genitori hanno l'affidamento condiviso dei figli anche se non vivono più assieme. I genitori separati possono decidere di comune accordo di suddividersi i diritti e gli obblighi della responsabilità genitoriale, purché garantiscano ai figli uno stile di vita equilibrato (il collocamento alternato del minore non è possibile, ad esempio, nel caso in cui i genitori vivano troppo lontani l'uno dall'altro e l'alternanza rappresenti un onere eccessivo per il figlio). L'accordo dei genitori deve essere approvato dal giudice. Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo sulle questioni relative ai diritti e agli obblighi dell'affidamento genitoriale, sarà il giudice a decidere quale genitore avrà l'affidamento. Nel prendere tale decisione, il giudice tiene conto di come garantire nel migliore dei modi lo sviluppo fisico, mentale e morale del minore.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Quando un matrimonio è sciolto in seguito a dichiarazione congiunta dei coniugi riguardo alla volontà e all'intenzione di sciogliere il matrimonio, presentata per iscritto al tribunale, nella richiesta va incluso l'accordo dei genitori in materia di affidamento dei figli. L'accordo è approvato dal giudice con la sentenza definitiva nel corso del procedimento di divorzio. Senza tale accordo non è possibile procedere allo scioglimento del matrimonio per mutuo consenso.

Ove necessario, il giudice dovrà decidere sull'affidamento in caso di scioglimento del matrimonio, anche senza la presentazione di una domanda al riguardo. Se non impugnata, la decisione del tribunale di prima istanza diventa definitiva dopo soli quindici giorni dalla scadenza del termine per la presentazione di un ricorso.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Prima di avviare un procedimento di divorzio o durante tale procedimento, i coniugi possono ricorrere volontariamente o su iniziativa del giudice alla mediazione, al fine di risolvere con mutuo consenso le eventuali controversie riguardanti la loro relazione o lo scioglimento del matrimonio, tra cui ad esempio la questione della responsabilità genitoriale. I genitori hanno la possibilità di redigere l'accordo raggiunto in seguito alla mediazione, affinché sia integrato al procedimento di composizione giudiziaria. Al fine di garantire che la responsabilità genitoriale sia esercitata correttamente e con la necessaria cooperazione dei genitori, il tribunale e/o l'autorità tutoria possono, nell'ambito della stessa procedura (su richiesta o di propria iniziativa nelle questioni di loro competenza), disporre che i genitori partecipino a una procedura di mediazione per definire un'adeguata cooperazione tra il genitore che ha l'affidamento e quello che non vive con il figlio e per garantire l'esercizio dei diritti del genitore separato dal figlio.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

In caso di conflitti il giudice decide a quale genitore affidare il minore dopo avere sentito entrambi i genitori e, se del caso, il minore stesso. Il giudice può decidere di accordare a un solo genitore l'affidamento completo del figlio oppure attribuire a un genitore l'esercizio di taluni diritti e doveri dell'affidamento e all'altro di altri diritti e doveri dell'affidamento. Il giudice può autorizzare il genitore che non vive con il figlio ad occuparsi di alcuni compiti riguardanti la cura e la crescita del figlio oppure, in via eccezionale, di amministrare l'integralità o parte dei beni del figlio e di agire quale legale rappresentante nelle questioni che concernono il suo patrimonio. Laddove sia nell'interesse del minore, il giudice può limitare o revocare il diritto di decidere su aspetti fondamentali che abbiano ripercussioni sul futuro del minore stesso. Il giudice non può tuttavia disporre l'affidamento condiviso. L'affidamento condiviso è possibile soltanto mediante accordo dei genitori, che potrà essere autorizzato dal giudice.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

No. Se il giudice garantisce l'affidamento a un solo genitore, il genitore che non vive con il figlio può continuare a esercitare i diritti di responsabilità genitoriale per le questioni fondamentali che si ripercuotono sul futuro del figlio. Sono considerate questioni fondamentali l'attribuzione e la modifica del nome del figlio minore, la determinazione della sua residenza, se diversa da quella del genitore, la determinazione della residenza del minore all'estero ai fini di un soggiorno di lunga durata o di un trasferimento, la modifica della cittadinanza del figlio e la scelta della scuola e della professione.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Il giudice non può disporre l'affidamento condiviso e si limita ad approvare l'accordo dei genitori al riguardo nel corso del procedimento in ambito matrimoniale, tenendo conto degli interessi del figlio. Condizione essenziale ai fini dell'approvazione è che i genitori separati garantiscano uno stile di vita equilibrato per i loro figli nell'esercizio dell'affidamento condiviso. Laddove non lo ritenga fattibile, il giudice può negare l'approvazione dell'accordo. Tuttavia, in situazioni che richiedono un'azione immediata, un genitore può decidere in modo autonomo, informando senza indugio l'altro genitore (ad esempio in caso di intervento medico urgente).

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Per le questioni afferenti all'affidamento dei figli è possibile rivolgersi all'autorità tutoria o all'autorità giudiziaria: alla prima, qualora la controversia sull'esercizio dell'affidamento condiviso sia tra i genitori, mentre alla seconda laddove l'affidamento debba essere determinato in sede giudiziaria.

L'azione deve essere proposta al tribunale del luogo di residenza del convenuto (o, in assenza di questa, del domicilio del convenuto) oppure dell'ultima residenza condivisa dei coniugi.

L'azione deve essere presentata per iscritto all'autorità giudiziaria competente. Si veda altresì la sezione Come procedere? per quanto concerne l'avvio di un procedimento giudiziario e il contenuto della domanda. Oltre alle informazioni necessarie in via generale, devono essere fornite informazioni sulla celebrazione del matrimonio e sulla nascita dei figli nati dal matrimonio e ancora in vita. Nelle questioni in materia di responsabilità genitoriale, occorre allegare altresì i certificati di nascita dei figli.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Procedimento giudiziario in un'azione per la definizione dei diritti di affidamento dei figli e il collocamento del figlio presso un terzo

Se i genitori separati non raggiungono un accordo, il giudice decide, su richiesta o di propria iniziativa, a quale genitore affidare i figli. Nel prendere una decisione, il giudice tiene conto degli interessi del minore e valuta come garantire al meglio il suo sviluppo fisico, mentale e morale.

Le azioni legali intese a stabilire chi debba esercitare la responsabilità genitoriale, avere l'affidamento o apportare modifiche riguardanti i diritti individuali di affidamento e a decidere il collocamento del minore presso terzi o la modifica del collocamento possono essere proposte da un genitore o dall'autorità tutoria. L'azione dovrà essere proposta da un genitore contro l'altro oppure dall'autorità tutoria contro entrambi i genitori. Le azioni volte a modificare il collocamento del figlio presso un terzo devono essere proposte contro la persona cui era stato affidato il minore.

Nel corso del procedimento il giudice è tenuto a sentire entrambi i genitori nonché il figlio, ove necessario o su sua richiesta. Per i minori che abbiano almeno 14 anni, il giudice può decidere riguardo all'affidamento e al collocamento solo con il loro consenso, purché la loro scelta non ne metta a repentaglio lo sviluppo.

Il giudice può obbligare i genitori a ricorrere alla mediazione, per garantire un corretto esercizio della responsabilità genitoriale e una cooperazione adeguata dei genitori a tal fine.

La procedura dell'autorità tutoria nelle controversie relative all'affidamento condiviso

Laddove non riescano a raggiungere un accordo su questioni riguardanti l'affidamento condiviso (indipendentemente dal fatto che vivano insieme o separati), i genitori possono chiedere all'autorità tutoria di prendere una decisione al riguardo, fatte salve le questioni relative alla libertà di coscienza o alla libertà di religione.

Nel caso in cui i genitori separati aventi diritto a esercitare congiuntamente l'affidamento dei figli accettino di ripartirsi i relativi diritti e obblighi oppure decidano che in futuro i diritti di affidamento saranno esercitati da soltanto uno di loro, l'autorità tutoria iscrive, su loro richiesta, l'accordo nel verbale. Nel verbale occorre inoltre riportare l'accordo sulla scelta del genitore che crescerà il figlio e sull'esercizio congiunto dei diritti di affidamento dei figli per le questioni fondamentali che riguardano il loro futuro, a meno che il giudice non abbia disposto diversamente.

I genitori devono essere informati della possibilità di modificare l'accordo e del fatto che l'accordo non ha la stessa valenza di una decisione giudiziaria adottata nell'ambito di un procedimento relativo al matrimonio o alla definizione dell'affidamento dei figli.

Nei procedimenti matrimoniali, il giudice si pronuncia in via provvisoria, a sua discrezione, per le questioni riguardanti il collocamento dei figli minori e la rispettiva dimora presso un genitore o un terzo, l'estensione o la limitazione dei diritti di affidamento o i contatti tra genitori e i figli.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Si veda altresì la sezione Come procedere? relativa a questo aspetto.

Nei procedimenti per la revoca o il ripristino dell'affidamento e quelli relativi al collocamento e al trasferimento dei figli o al diritto di visita, è previsto per le parti un diritto alla posticipazione dei pagamenti, indipendentemente dalla loro situazione economica e finanziaria. In base a tale diritto, i costi e le altre spese sostenute nel corso del procedimento non sono anticipati dalle parti, ma dallo Stato, cui dovranno comunque essere rimborsati dalla parte soccombente al termine del procedimento.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, le decisioni in materia di affidamento sono impugnabili conformemente alle norme generali. Le opposizioni possono essere proposte sia dai genitori che dai figli. Il termine per l'impugnazione è di quindici giorni dalla data di notificazione della decisione.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Per dare esecuzione a una decisione in materia di responsabilità genitoriale, il titolo esecutivo è emesso dal giudice di primo grado o, nel caso di una decisione di un tribunale straniero (composizione giudiziaria) certificata ai sensi dell'articolo 42 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 [regolamento (CE) n. 2201/2003], dal tribunale distrettuale che opera presso la sede del tribunale regionale del luogo di residenza abituale del minore o della persona oggetto della decisione di esecuzione o dal Budai Központi Kerületi Bíróság, il tribunale distrettuale centrale di Budapest.

Nel dare esecuzione a una decisione giudiziaria (accordo approvato dal giudice) riguardante la consegna e il collocamento dei figli, il giudice invita la persona oggetto della decisione ad adempiere volontariamente all'obbligo impostogli, fissando un termine adeguato. In caso di mancato rispetto del termine, il giudice disporrà la consegna del minore con intervento della polizia.

Il minore deve essere consegnato alla persona che ha chiesto l'esecuzione o, in assenza di questa, al suo rappresentante, autorizzato dall'autorità tutoria, oppure all'autorità tutoria. Al momento della consegna del minore, la persona tenuta a consegnarlo deve informare la persona cui è affidato del suo stato di salute e di ogni altra circostanza che, se non nota, potrebbe metterne in pericolo la vita o l'integrità fisica.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni pronunciate in uno Stato membro in materia di responsabilità genitoriale sono riconosciute dai tribunali ungheresi senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento. Il contenuto della decisione non può essere riesaminato in nessuna circostanza.

Ciononostante, le parti interessate possono rivolgersi al tribunale competente per chiedere di riconoscere o meno una decisione.

Esecuzione:

Le decisioni relative all'esercizio della responsabilità genitoriale emesse ed esecutive in uno Stato membro sono eseguite in Ungheria dopo esservi state dichiarate esecutive su richiesta di una parte interessate e purché siano state notificate.

Su richiesta di una parte interessata, il tribunale o l'autorità competente nello Stato membro in cui è stata emessa la decisione rilascia un certificato, a norma dell'articolo 42 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio.

Il tribunale distrettuale che opera presso la sede del tribunale regionale del luogo di residenza abituale del minore o della persona soggetta all'obbligo esecutivo oppure il tribunale distrettuale centrale di Buda a Budapest emette un titolo esecutivo basandosi su una decisione straniera (composizione giudiziaria) recante tale certificato.

Le decisioni dei tribunali stranieri sono esecutive se, a seconda della loro natura, presentano i seguenti requisiti: si tratta di sentenza attestanti attestante una violazione nel procedimento civile; in un procedimento penale, rappresentano la parte della sentenza che constata la violazione nella relativa causa civile; sono accordi approvati in sede giudiziaria.

A seconda del titolo esecutivo, la procedura di esecuzione avviene conformemente alla legislazione ungherese in materia di esecuzione.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute in Ungheria senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento. Il contenuto della decisione non può essere riesaminato in nessuna circostanza.

Tuttavia, le parti interessate possono rivolgersi al tribunale competente per chiedere che una decisione sia riconosciuta o meno.

Tutte le parti possono impugnare una decisione emessa in merito a una domanda di dichiarazione di esecutività.

L'opposizione dovrà essere esaminata conformemente alle norme che disciplinano i procedimenti giudiziari.

L'opposizione contro una dichiarazione di esecutività deve essere proposta nel termine di un mese dalla notificazione della stessa. Se la parte nei cui confronti è chiesta l'esecuzione ha la residenza abituale in un altro Stato membro (non in Ungheria), il termine per presentare ricorso è di due mesi dalla data della notificazione brevi manu o presso il domicilio. Detto termine non è prorogabile per ragioni inerenti alla distanza.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

L'Ungheria è parte della convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, che contiene norme relative alla legge applicabile, incluse altresì in alcuni trattati bilaterali di assistenza reciproca.

A norma del diritto nazionale ungherese, la legge personale applicabile ai minori disciplina i rapporti tra i genitori e i figli nell'ambito del diritto di famiglia e, nello specifico, l'attribuzione del nome, il collocamento, le cure, la rappresentanza legale del figlio e l'amministrazione dei suoi beni, ad eccezione delle obbligazioni alimentari. Per quanto concerne lo stato di famiglia del minore e i rapporti con i genitori a norma della legge sulla famiglia, ai minori cittadini ungheresi o che vivono in Ungheria è applicato il diritto ungherese (salvo per le obbligazioni alimentari), purché sia più vantaggioso per il minore.

Ultimo aggiornamento: 04/07/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Responsabilità genitoriale - Malta

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Il termine include tutti i doveri e gli obblighi di un genitore nei confronti di un minore indicati nel codice civile, capo 16, delle leggi di Malta. La "responsabilità genitoriale", che la legislazione maltese definisce "autorità genitoriale", comprende l'affidamento, il diritto di frequentazione, le decisioni su questioni quali il luogo di residenza, il viaggio, gli obblighi alimentari, l'istruzione, le decisioni importanti relative alla salute e l'amministrazione dei beni del minore.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Il genitore biologico o, in caso di adozione, i genitori adottivi al momento della conclusione del procedimento di adozione. Una madre sola ha inoltre la responsabilità genitoriale, a meno che il padre non riconosca il figlio congiuntamente alla madre.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Quando un minore è oggetto di un provvedimento di assistenza o di una decisione giudiziale, l'assistenza e l'affidamento sono attribuiti al ministro secondo la legge sui minori (provvedimenti di affidamento (Children and Young Persons (Care Orders) Act), capo 285, delle leggi di Malta.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In caso di divorzio o separazione, le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale sono stabilite con decisione giudiziaria o mediazione. È inoltre possibile stabilire dette modalità mediante un documento avente efficacia esecutiva che vincola giuridicamente le parti e firmato in presenza di un notaio.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se è concluso al di fuori del procedimento di separazione, affinché sia giuridicamente vincolante, l'accordo deve essere omologato dall'organo giurisdizionale e iscritto nel registro pubblico. Se invece l'accordo sulla responsabilità genitoriale è raggiunto nel corso del procedimento di separazione o divorzio, è presentato dinanzi al giudice investito del procedimento che emette un decreto che lo approva o meno.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

In tali casi un mezzo alternativo è il procedimento di mediazione. Se i genitori non raggiungono un accordo neppure nel corso di tale procedimento, si avvia un procedimento presso l'organo giurisdizionale civile (sezione "Famiglia").

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il giudice può decidere su tutte le questioni considerate importanti per il benessere del minore, può fissare, ad esempio, la residenza del minore, il genitore affidatario, i diritti di visita e di frequentazione e l'obbligo di pagare un assegno di mantenimento per il minore.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Il giudice concede raramente l'affidamento esclusivo a un solo genitore, ma ciò viene valutato caso per caso. Tuttavia anche nel caso in cui il giudice conceda l'affidamento in via esclusiva a un solo genitore, alcune questioni necessitano comunque il consenso dell'altro genitore, in particolare per quanto riguarda la frequentazione o il trasferimento di un minore in un paese terzo che inciderebbe direttamente sul diritto di visita del genitore non affidatario.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Ciò significa che i genitori discutono le questioni e prendono le decisioni relative al minore congiuntamente. Non sono tuttavia incluse le attività quotidiane, ma soltanto le decisioni principali concernenti la residenza abituale, l'istruzione e la salute del minore. L'articolo 136, comma 3, del Il link si apre in una nuova finestracodice civile fa riferimento ad atti di straordinaria amministrazione per cui è necessario il consenso di entrambi i genitori.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

In caso di fallimento della mediazione, si può depositare una domanda presso l'organo giurisdizionale civile (sezione "Famiglia"). Non è previsto un elenco ufficiale di documenti richiesti. Possono pertanto essere allegati documenti e certificati pertinenti, in particolare quelli che provano la responsabilità genitoriale, compresi eventuali accordi sull'assistenza e la custodia o decreti giudiziali.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

È fissata una data per l'udienza relativa alla domanda. Nel corso dell'udienza il giudice ascolterà le parti e altri testimoni convocati dalle parti. Se necessario, l'organo giurisdizionale può nominare assistenti sociali e psicologi per redigere una relazione sul minore. I consulenti nominati dal giudice redigeranno la relazione dopo aver parlato con i genitori, il minore e altri professionisti legati in qualche modo al caso. Si ricorre a procedimenti d'urgenza se la parte che presenta la domanda indica sufficienti motivi validi a dimostrazione dell'urgenza. Se nell'interesse del minore, l'organo giurisdizionale emette un decreto interlocutorio per la questione ritenuta urgente, ad esempio, per impedire una partenza o per stabilire l'assistenza e l'affidamento.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì, è possibile richiedere il patrocinio a spese dello Stato, ma il richiedente deve essere sottoposto a un esame dei propri mezzi, come disposto dal titolo X, libro terzo, del codice di organizzazione e procedura civile (Il link si apre in una nuova finestracapo 12, delle leggi di Malta). Ulteriori dettagli sul patrocinio a spese dello Stato sono reperibili nella relativa sezione.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

È possibile presentare ricorso in punto di diritto, ad esempio, se a una parte non è stato concesso il diritto di convocare un testimone senza che l'organo giurisdizionale abbia fornito un motivo valido. In tali casi si può proporre appello dinanzi alla Corte di Appello.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Una decisione dell'organo giurisdizionale civile (sezione "Famiglia") è automaticamente esecutiva. Tuttavia, nei casi in cui uno dei genitori non vi si conformi, il genitore la cui responsabilità genitoriale è menomata può presentare denuncia presso la polizia che avvierà quindi un procedimento penale dinanzi al tribunale dei magistrates per ottenere l'esecuzione nonché una pena pecuniaria (multa) e/o detentiva. È inoltre possibile presentare istanza all'organo giurisdizionale civile (sezione "Famiglia") per chiedere la modifica del decreto giudiziale.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

La procedura applicabile è quella che figura nel Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio del 27 novembre 2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (Bruxelles II bis), che prevede che il giudice competente rilasci un certificato che, unitamente alla sentenza giudiziale e alla domanda di riconoscimento e di esecuzione di tale decisione, sarà depositato presso l'organo giurisdizionale civile (sezione "Famiglia"). È necessario fornire un indirizzo per le notifiche. Tutti i documenti devono essere tradotti in maltese o in inglese.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

L'opposizione può essere presentata dinanzi allo stesso organo giurisdizionale presso cui si è depositata la domanda di esecuzione e riconoscimento. L'opposizione contiene i motivi per cui il riconoscimento o l'esecuzione dovrebbero essere rigettate e ha la forma di una risposta alla domanda.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

La legge applicabile è il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.

Ultimo aggiornamento: 10/07/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Responsabilità genitoriale - Paesi Bassi

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Il termine "responsabilità genitoriale" significa avere l'autorità su un minore e la responsabilità di crescerlo e di prendersene cura.

L'articolo 247 del libro 1 del Burgerlijk Wetboek (codice civile) stabilisce quanto segue su questo argomento:

1. la responsabilità genitoriale comprende il dovere e il diritto dei genitori di prendersi cura e di crescere i loro figli minorenni;

2. i concetti di "prendersi cura e crescere" comprendono il fornire assistenza e l'assunzione di responsabilità per il benessere mentale e fisico e la sicurezza dei figli e la promozione dello sviluppo della loro personalità. I genitori non possono usare violenza mentale o fisica o qualsiasi altro trattamento umiliante nel prendersi cura e nel crescere i loro figli;

3. la responsabilità genitoriale comprende l'obbligo del genitore di promuovere lo sviluppo del legame del figlio con l'altro genitore;

4. un figlio i cui genitori esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale continua ad avere diritto ad essere assistito e cresciuto in maniera equivalente da entrambi i genitori in seguito allo scioglimento del matrimonio dovuto a cause diverse dal decesso, in seguito a una separazione personale o dopo lo scioglimento di un'unione registrata per motivi diversi dal decesso, oppure in seguito alla cessazione della convivenza nel caso in cui sia stata effettuata un'iscrizione ai sensi dell'articolo 252, primo comma;

5. ai fini dell'attuazione del quarto comma, i genitori possono tenere conto, in un accordo o in un piano per la genitorialità, di ostacoli pratici che possono insorgere in relazione allo scioglimento del matrimonio dovuto a cause diverse dal decesso, in seguito a una separazione personale o allo scioglimento di un'unione registrata per motivi diversi dal decesso, oppure in seguito alla cessazione della convivenza nel caso in cui sia stata effettuata un'iscrizione ai sensi dell'articolo 252, primo comma, ma soltanto se e fintantoché tali ostacoli pertinenti sussistono.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

I genitori hanno l'autorità e la responsabilità di prendersi cura dei loro figli e di crescerli. Tuttavia, esistono delle eccezioni rispetto a tale norma.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se i genitori non desiderano o sono incapaci di esercitare la responsabilità genitoriale, quest'ultima può essere trasferita ad un'altra persona da un organo giurisdizionale.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In seguito a un divorzio, entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale nei confronti dei propri figli. Entrambi continuano ad essere responsabili per assicurare la crescita dei loro figli e per fornire loro assistenza. Tuttavia, esistono delle eccezioni rispetto a tale norma. In taluni casi può accadere che, su richiesta, l'organo giurisdizionale conferisca l'affidamento a uno dei genitori. Anche la genitorialità (che per definizione non è equivalente alla responsabilità genitoriale) e i diritti e doveri ad essa associati possono essere disciplinati in maniera diversa nel piano per la genitorialità che viene stabilito in caso di divorzio.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

In caso di divorzio, gli accordi presi sono definiti in un piano per la genitorialità che viene esaminato dall'organo giurisdizionale. L'organo giurisdizionale pronuncia il divorzio.

Cfr. anche: Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.rijksoverheid.nl/onderwerpen/scheiden/vraag-en-antwoord/checklist-bij-scheiden-of-uit-elkaar-gaan.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

La mediazione costituisce un metodo possibile per risolvere controversie in materia di genitorialità.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

La decisione dell'organo giurisdizionale riguarda tutti gli aspetti inclusi nel piano per la genitorialità tra i quali vi sono l'affidamento, la suddivisione dei compiti relativi all'assicurazione dell'assistenza e della crescita dei figli e il luogo di residenza principale dei figli.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

No. Il genitore affidatario deve mantenere informato il genitore non affidatario in merito a questioni importanti riguardanti la persona [HM-B1] e i beni dei figli, nonché consultare quest'ultimo genitore in merito a decisioni riguardanti i figli. Tuttavia, spetta al genitore affidatario decidere in ultima analisi.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Ciò significa che entrambi i genitori hanno gli stessi diritti e doveri che spettano a un genitore affidatario (cfr. domanda 1), se i genitori hanno concordato una divisione diversa, nel piano per la genitorialità, dei compiti in merito all'assistenza da fornire e alla crescita dei figli.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Al fine di ottenere l'affidamento di un minore, occorre presentare una domanda presso l'organo giurisdizionale competente per il luogo di residenza di tale minore. I documenti da presentare dipendono dalla situazione del genitore e del figlio. Informazioni sui documenti necessari sono disponibili nella sezione Il link si apre in una nuova finestraprocesreglement (norme procedurali), Gezag en omgang (affidamento e accesso). Un avvocato può fornire assistenza a tale proposito.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Non esistono procedure particolari per le situazioni citate. Sì, è possibile avviare procedimenti per ottenere provvedimenti provvisori.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì, il patrocinio a spese dello Stato è possibile, sebbene sia soggetto a determinate condizioni. Il link si apre in una nuova finestraMaggiori informazioni sono disponibili a tale proposito sul sito web del Raad voor Rechtsbijstand (Consiglio per il patrocinio a spese dello Stato).

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, è possibile presentare impugnazioni dinanzi al gerechtshof (corte d'appello).

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

In questo caso si applica la procedura ordinaria prevista per gli organi giurisdizionali.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

In linea di principio, non è necessario intraprendere alcuna azione. Ciò avviene automaticamente se lo Stato membro è parte del regolamento Bruxelles II bis. Tale regolamento è applicabile in tutti gli Stati membri dell'Unione europea, ad eccezione della Danimarca.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Le impugnazioni devono essere presentate presso l'organo giurisdizionale che ha emesso la decisione.

Un ricorso in materia di diritto di famiglia nei Paesi Bassi richiede l'assistenza di un avvocato. L'avvocato può presentare il ricorso presso la Il link si apre in una nuova finestracancelleria della corte d'appello. Dopo che l'organo giurisdizionale si è pronunciato in un caso in materia di diritto di famiglia, l'avvocato ha tre mesi di tempo per presentare ricorso. La corte d'appello applica tale termine in maniera rigorosa. La data in cui la cancelleria riceve la domanda di deposito del ricorso è la data ufficiale di presentazione di quest'ultimo.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Gli organi giurisdizionali dei Paesi Bassi applicano soltanto la legge neerlandese.

Ultimo aggiornamento: 02/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Austria

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Il concetto di custodia (responsabilità genitoriale) fa riferimento ai doveri e ai diritti dei genitori. Comprende il prendersi cura dei figli sostenendone la crescita, nonché la gestione dei beni dei figli, oltre ad altre questioni [articolo 158 dell'Allgemeines Bürgerliches Gesetzbuch (codice civile austriaco)].

Conformemente all'articolo 160 del codice civile austriaco, prendersi cura di un figlio significa innanzitutto prendersi cura del suo benessere fisico e della sua salute e supervisionare direttamente il figlio; sostenere la crescita di un figlio comporta invece, in particolare, garantirgli uno sviluppo fisico, mentale, emotivo e morale e promuoverne i talenti, le capacità, le inclinazioni, il potenziale di sviluppo, nonché l'istruzione/la formazione professionale. L'assistenza include anche le cure mediche erogate a favore dei figli e il sostegno alla loro crescita comprende anche la decisione sul luogo di residenza dei figli (articolo 162 del codice civile austriaco) e, di conseguenza, anche l'adozione di decisioni ad esempio in merito ai viaggi all'estero, alla selezione delle scuole, nonché alla scelta e alla variazione della religione praticata dai figli. Il diritto dei genitori di crescere i figli implica anche il diritto di assegnare loro un nome.

La gestione dei beni dei figli comprende, ad esempio, eventuali obbligazioni alimentari erogate a favore dei figli (determinazione, modifica, ricezione, riscossione e utilizzo). L'articolo 164 del codice civile austriaco afferma che i genitori gestiscono i beni dei figli "con la cura di genitori dignitosi".

La "rappresentanza legale" del figlio è definita come il diritto e l'obbligo di trattare questioni giuridiche per conto del figlio. Ciò comprende la rappresentanza del figlio nei casi in cui gli vengono assegnati direttamente diritti od obblighi oppure o è richiesto il rilascio del consenso per conto del figlio. La rappresentanza legale può riferirsi all'assistenza e al sostegno alla crescita del figlio, nonché alla gestione dei beni di quest'ultimo, in senso "esterno" (ad esempio stipula di un contratto per cure mediche con un medico, consenso per cure mediche a favore del figlio) anziché svolgere in effetti tali compiti "internamente" (ad esempio somministrazione di farmaci, cambiare il pannolino di un figlio, monitorare il completamento dei compiti scolastici assegnati da fare a casa). La rappresentanza legale si applica anche al di fuori di questi contesti (nel senso "puro" del termine), come ad esempio nei casi di modifica del nome o della cittadinanza del figlio, di riconoscimento della paternità extraconiugale e di esercizio dei diritti personali del figlio.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Di norma, se il figlio è nato all'interno di un matrimonio o se i genitori si sposano tra loro in seguito alla sua nascita, la responsabilità genitoriale spetta a entrambi i genitori del figlio (articolo 177, primo comma, del codice civile austriaco). Se il figlio nasce fuori dal matrimonio, per legge la responsabilità genitoriale spetta soltanto alla madre (articolo 177, secondo comma, prima frase, del codice civile austriaco).

L'articolo 177, secondo comma, seconda frase, del codice civile austriaco stabilisce che i genitori non sposati, dopo essere stati informati delle conseguenze giuridiche, possono dichiarare di persona davanti al cancelliere che vogliono entrambi disporre della responsabilità genitoriale in relazione al figlio, a meno che tale responsabilità non sia già stata oggetto di una decisione da parte di un organo giurisdizionale. Se i genitori non vivono nel medesimo nucleo familiare, devono raggiungere un accordo in merito a quale genitore disporrà in via prevalente della responsabilità genitoriale sul figlio. In alternativa, i genitori possono stipulare un accordo dinanzi un organo giurisdizionale o presentare un tale accordo a un organo giurisdizionale (articolo 177, terzo comma, del codice civile austriaco). L'organo giurisdizionale può altresì riconoscere l'affidamento a entrambi i genitori (affidamento condiviso) (articolo 180, secondo comma, del codice civile austriaco).

È possibile porre fine a un affidamento condiviso soltanto mediante decisione da parte di un organo giurisdizionale. In tal caso l'organo giurisdizionale deve cercare di definire una composizione amichevole. Qualora non riesca in tale intento, l'organo giurisdizionale concederà l'affidamento ad un genitore o, nuovamente, ad entrambi i genitori (articolo 180 del codice civile austriaco). Se si pronuncia a favore dell'affidamento condiviso, l'organo giurisdizionale deve altresì stabilire il nucleo familiare presso il quale il figlio riceverà assistenza in via prevalente. Nel contesto di tali decisioni l'organo giurisdizionale riconoscerà sempre la priorità a ciò che è nel miglior interesse del figlio.

Nel caso in cui l'affidamento sia riconosciuto nei confronti di un solo genitore, all'altro sarà garantito il diritto al contatto personale con il figlio, nonché i diritti di informazione, espressione e rappresentanza così come definiti all'articolo 189 del codice civile austriaco.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se entrambi i genitori sono impossibilitati ad esercitare la responsabilità genitoriale, l'organo giurisdizionale deve decidere quali nonni (o, in loro assenza, quale nonno/a) oppure quali genitori affidatari non naturali (o quale genitore affidatario non naturale) dovrebbero ottenere l'affidamento dei figli dei genitori impossibilitati. Qualora sia necessario assegnare l'affidamento ai nonni o a genitori affidatari non naturali, di norma si dà precedenza a una coppia rispetto a un nonno o a una nonna oppure a un genitore affidatario singolo, a meno che ciò non sia nel miglior interesse del figlio. Se entrambi i genitori sono impossibilitati a provvedere ad alcuni aspetti dell'assistenza, ciò si applicherà di conseguenza. Il benessere del figlio è sempre il criterio considerato in via principale al momento della concessione dell'affidamento.

Se un genitore che detiene l'affidamento esclusivo è impossibilitato a esercitare la responsabilità genitoriale, l'organo giurisdizionale decide se in tal caso sia opportuno concedere un affidamento totale o parziale all'altro genitore, ai nonni o a un/a nonno/a oppure a genitori affidatari non naturali (o a un genitore affidatario non naturale). L'altro genitore avrà la precedenza sui nonni e sui genitori affidatari non naturali a condizione che tale genitore sia in grado di garantire il benessere del figlio.

Se non vi sono genitori, nonni o genitori affidatari non naturali ai quali può essere riconosciuto l'affidamento, è possibile concedere quest'ultimo a un'altra persona idonea (articolo 204 del codice civile austriaco). Il benessere del figlio rappresenta il fattore decisivo nella scelta di questa persona; in tal caso occorre tener conto anche dei desideri del figlio e dei genitori (articolo 205, primo comma, del codice civile austriaco). I parenti sono i primi a essere presi in considerazione, seguiti da altre persone vicine al figlio, arrivando, infine, ad altre persone idonee, quali organizzazioni per la tutela dell'infanzia o della gioventù (articolo 209 del codice civile austriaco).

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

L'affidamento condiviso continua ad applicarsi anche in seguito a un divorzio o un annullamento del matrimonio. Tuttavia, se i genitori desiderano mantenere l'affidamento condiviso come prima, devono presentare un accordo all'organo giurisdizionale entro un lasso di tempo ragionevole specificando il genitore con il quale il figlio risiederà in via prevalente. L'organo giurisdizionale deve omologare tale accordo qualora esso sia nel miglior interesse del figlio. Tuttavia, non è consentito ai genitori che condividono l'affidamento condividere la responsabilità genitoriale in maniera da fare sì, ad esempio, che un genitore sia l'unico responsabile per l'assistenza e il sostegno alla crescita del figlio e l'altro si occupi soltanto della gestione dei beni del figlio e della sua rappresentanza. Il genitore presso il quale il figlio risiede in via prevalente deve sempre disporre della piena responsabilità genitoriale. Se un tale accordo non viene presentato entro un lasso di tempo ragionevole dopo lo scioglimento del matrimonio o se tale accordo non è nel miglior interesse del figlio, l'organo giurisdizionale deve decidere, nel caso in cui non sia possibile raggiungere un accordo amichevole, se necessario in seguito a mediazione, quale genitore otterrà l'affidamento esclusivo del figlio in futuro.

I genitori possono altresì specificare che soltanto un genitore debba mantenere l'affidamento del figlio in seguito allo scioglimento del matrimonio. In tali casi, non è chiaramente necessario un accordo che stabilisca qual è il genitore con il quale il figlio risiederà in via prevalente. Ciò non si applica soltanto ai casi in cui il matrimonio è sciolto, ma anche alle circostanze nelle quali i genitori di un figlio sono ancora sposati ma vivono separati in maniera permanente. In tali casi l'organo giurisdizionale deciderà soltanto su richiesta di uno dei genitori.

Le informazioni di cui sopra relative all'affidamento in seguito allo scioglimento del matrimonio dei genitori si applicano anche ai casi nei quali dei conviventi si separano. I genitori di un figlio nato fuori dal matrimonio possono quindi ottenere l'affidamento condiviso dall'organo giurisdizionale se il nucleo familiare condiviso è stato abolito o anche se tale nucleo familiare non è mai esistito, a condizione che esista un accordo sulla residenza che è nel migliore interesse del figlio.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Cfr. domanda 4.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Al fine di ricevere consulenza i genitori possono rivolgersi ai servizi per la tutela dell'infanzia e della gioventù (consulenza familiare) oppure a organizzazioni private. In alternativa, i genitori possono prendere parte a una mediazione, partecipare a una consulenza di coppia o rivolta ai genitori oppure avvalersi di altri servizi di consulenza.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il Pflegschaftsgericht (giudice tutelare) ha soltanto la facoltà di avviare e giudicare ufficialmente procedimenti relativi all'affidamento e i diritti di accesso. In presenza di un rischio elevato per il benessere del figlio occorre notificare i servizi per la tutela dell'infanzia e della gioventù. Se il figlio è soggetto a un pericolo imminente, il giudice tutelare può adottare i provvedimenti adeguati, compresa la revoca dell'affidamento nei casi più gravi.

Le obbligazioni alimentari nei confronti del figlio possono essere decise soltanto su richiesta del rappresentante legale del figlio minorenne o della persona maggiorenne avente diritto a tali alimenti, ma non è un aspetto che può essere deciso d'ufficio da tale giudice. Le obbligazioni alimentari a favore di un figlio devono essere richieste nel contesto di un Außerstreitverfahren (procedimento non contenzioso). Ciò si applica anche ai figli maggiorenni. Tale competenza spetta ai Rechtspfleger (funzionari giudiziari).

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Il genitore non affidatario ha il diritto di essere informato tempestivamente dalla persona affidataria in merito a questioni importanti che riguardano il figlio, nonché a misure previste che richiedono una rappresentanza collettiva in caso di affidamento condiviso (articolo 167, secondo e terzo comma, del codice civile austriaco); inoltre detto genitore ha il diritto di presentare osservazioni in merito a tali osservazioni (diritto all'informazione e all'espressione). Tali osservazioni dovrebbero essere prese in considerazione qualora quanto espresso sia maggiormente nell'interesse del figlio. Tali diritti si estendono anche a questioni meno importanti (purché non si tratti soltanto di questioni quotidiane) se, nonostante la disponibilità del genitore non affidatario, questi non ha contatti regolari di persona con il figlio, ad esempio perché le circostanze non lo consentono o perché il figlio rifiuta tali contatti (articolo 189, terzo comma, del codice civile austriaco).

Se il genitore affidatario non ottempera in maniera costante ai propri obblighi, l'organo giurisdizionale può emettere ingiunzioni appropriate su richiesta e, se il benessere del figlio è a rischio, di propria iniziativa (articolo 189, quarto comma, del codice civile austriaco). L'organo giurisdizionale può, ad esempio, emettere ordini specifici nei confronti del genitore inadempiente o autorizzare il genitore non affidatario a ottenere informazioni dal medico o dalla scuola. Se il comportamento del genitore affidatario mette a rischio il benessere del minore, l'affidamento può essere revocato parzialmente o integralmente ai sensi dell'articolo 181 del codice civile austriaco.

Il diritto all'informazione e all'espressione può essere limitato o revocato dall'organo giurisdizionale se l'esercizio di tali diritti mette seriamente in pericolo il benessere del figlio. Lo stesso si applica se il genitore interessato abusa di tali diritti o li esercita in maniera inaccettabile per l'altro genitore. Tali diritti cessano di sussistere anche se il genitore stesso rifiuta il contatto con il minore senza giustificazione (articolo 189, secondo comma, del codice civile austriaco).

La responsabilità genitoriale deve essere sempre esercitata in maniera tale da soddisfare al meglio gli interessi del figlio. Nel determinare quali siano i migliori interessi del figlio è necessario tenere conto della personalità e delle esigenze di quest'ultimo, in particolare dei suoi talenti, delle sue capacità, delle sue inclinazioni e del suo potenziale di sviluppo, nonché delle condizioni di vita dei genitori.

Al fine di salvaguardare il benessere del minore, tutte le persone affidatarie (genitori, nonni, genitori affidatari non naturali, altri) e le persone titolari di altri diritti e doveri in relazione a un minore (ad esempio diritti di accesso) devono astenersi dal compiere qualsiasi azione che possa compromettere il rapporto del minore con altre persone che hanno diritti e doveri nei suoi confronti o che potrebbero rendere più difficile per tali soggetti svolgere i propri compiti [Wohlverhaltensgebot (prescrizioni in materia di buona condotta), articolo 159 del codice civile austriaco].

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Il principio della rappresentanza esclusiva si applica alla rappresentanza legale, ossia ciascun genitore ha il diritto e l'obbligo di rappresentare il figlio disgiuntamente. Un'azione giudiziaria intrapresa da un genitore è quindi comunque legalmente valida anche se l'altro genitore non è d'accordo con la stessa (articolo 167, primo comma, del codice civile austriaco). L'accordo di entrambi i genitori autorizzati a rappresentare il figlio è richiesto soltanto nei casi elencati all'articolo 167, secondo comma, del codice civile austriaco (ad esempio in caso di variazione del nome o del cognome del figlio, di scelta o variazione della religione del figlio, di trasferimento del figlio ad assistenza esterna, ecc.).

L'approvazione dell'altro genitore autorizzato a rappresentare il figlio e il consenso dell'organo giurisdizionale sono invece necessari quando il minore è rappresentato o quando viene espresso il consenso a nome del minore in questioni patrimoniali non soggette alle attività ordinarie d'impresa (articolo 167, terzo comma, del codice civile austriaco). Tali attività comprendono, ad esempio, la dismissione o la costituzione di ipoteche su beni, la rinuncia di un diritto all'eredità, l'accettazione o la rinuncia incondizionata di/a una successione e l'accettazione di doni soggetti a vincoli.

Nel contesto di un procedimento civile ciascun genitore ha il diritto di rappresentare il figlio disgiuntamente. Se i genitori non trovano un accordo o l'organo giurisdizionale non ha designato nessuno di loro o una terza parte in veste di rappresentante del minore, il rappresentante sarà il genitore che ha completato la Verfahrenshandlung (prima fase procedurale) (articolo 169 del codice civile austriaco). I genitori devono rispettare le prescrizioni in materia di buona condotta (cfr. domanda 9).

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

A norma dell'articolo 109 della Jurisdiktionsnorm (legge in materia di giurisdizione, JN), l'organo giurisdizionale competente è il Bezirksgericht (tribunale distrettuale) del distretto nel quale il minore risiede abitualmente o, in assenza di tale residenza in Austria, la sua residenza (effettiva). Se il minore non ha una residenza in Austria, l'organo giurisdizionale competente è quello del distretto nel quale il suo rappresentante legale risiede abitualmente. Se non è presente una tale residenza in Austria, è competente l'organo giurisdizionale del distretto nel quale un genitore ha la propria residenza abituale, altrimenti la giurisdizione spetta al Bezirksgericht Innere Stadt Wien (tribunale distrettuale di Vienna centro). La residenza abituale si differenzia dalla residenza (semplice) in quanto di norma si tratta del luogo di residenza per un periodo specifico e continuo (circa sei mesi).

Le domande per il trasferimento dell'affidamento esclusivo o la partecipazione all'affidamento possono essere presentate per iscritto o di persona presso il tribunale distrettuale in quelli che sono noti come "Amtstage" (giorni d'ufficio), che hanno luogo almeno una volta la settimana, solitamente il martedì mattina. Non è necessario che le parti siano rappresentate da un avvocato. Qualora tuttavia desiderino farsi rappresentare possono essere rappresentate soltanto da un avvocato [relative Anwaltspflicht (prescrizione relativa in materia di rappresentanza legale) ai sensi dell'articolo 101, primo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi].

La domanda deve contenere una descrizione del caso, i nomi, i cognomi e gli indirizzi del richiedente e del suo rappresentante e, se necessario, i nomi e gli indirizzi delle altre parti a lui note, e in questioni relative allo stato civile anche la data e il luogo di nascita e la cittadinanza delle parti (articolo 10, terzo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi).

Se la forma o il contenuto della domanda sono errati o incompleti in una maniera tale da impedire ulteriori fasi procedurali, l'organo giurisdizionale non deve rigettarla o respingerla immediatamente, ma dovrebbe prima cercare di ottenerne una rettifica (articolo 10, quarto comma, della legge si procedimenti non contenziosi).

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

In questi casi trova applicazione un procedimento non contenzioso, in conformità con la legge sui procedimenti non contenziosi.

Conformemente all'interesse superiore del minore, l'organo giurisdizionale deve assegnare o revocare l'affidamento e il diritto al contatto personale, in particolare al fine di mantenere un contatto affidabile e stabilire una chiarezza giuridica, e a volte deve farlo in via provvisoria nel quadro di una procedura di urgenza. Ciò può essere necessario, in particolare, in seguito allo scioglimento del matrimonio dei genitori o del nucleo familiare comune (articolo 180, primo comma, primo punto, del codice civile austriaco). Tale decisione è provvisoriamente vincolante ed esecutiva, salvo diversa decisione dell'organo giurisdizionale.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

In conformità con gli articoli da 63 a 73 del Zivilprozessordnung (codice di procedura civile) (ZPO), il patrocinio a spese dello Stato è concesso su richiesta nel contesto di un procedimento civile se una parte non è in grado di sostenere i costi del procedimento senza incorrere in una situazione inferiore al livello di sussistenza necessario. Conformemente all'articolo 7, primo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi, queste disposizioni devono essere applicate di conseguenza nei procedimenti non contenziosi (come nei procedimenti relativi alle obbligazioni alimentari nei confronti di figli).

Il livello di sussistenza necessario, in termini astratti, si colloca tra il reddito medio statistico di un lavoratore dipendente e il livello minimo di sussistenza. Si ritiene che sia a rischio se la parte e la sua famiglia aventi diritto a ricevere le obbligazioni alimentari non sarebbero in grado di condurre nemmeno una vita modesta, tenendo conto di tutti i beni utilizzabili o della possibilità di accumulare risparmi nei procedimenti più lunghi. È possibile che venga concesso anche un patrocinio parziale a spese dello Stato.

Il patrocinio a spese dello Stato viene approvato soltanto se l'azione giudiziaria o la difesa prevista non sembra essere manifestamente frivola o futile. Il patrocinio può essere concesso tanto a persone fisiche quanto a persone giuridiche. La cittadinanza della parte è irrilevante.

Il patrocinio a spese dello Stato comprende un'esenzione provvisoria dal pagamento delle spese di giudizio e delle spese per testimoni, periti, interpreti, nonché il risarcimento delle spese di viaggio della parte in questione qualora debba comparire di persona in aula. Se la rappresentanza da parte di un avvocato è richiesta dalla legge [come nelle controversie relative a importi superiori a 5 000 EUR o nei procedimenti dinanzi ai Landesgerichte (tribunali regionali)] o se appare necessario alla luce delle circostanze del caso, alla parte in questione sarà messo provvisoriamente a disposizione un avvocato austriaco a titolo gratuito. L'avvocato fornirà consulenza legale a detta parte prima del procedimento al fine di risolvere la controversia in via stragiudiziale.

L'articolo 71 del codice di procedura civile stabilisce che le parti che beneficiano del patrocinio a spese dello Stato saranno tenute a rimborsare parte o la totalità degli importi dai quali sono state provvisoriamente esentate e che non sono ancora stati rimborsati. Inoltre, dette parti dovranno pagare l'avvocato assegnato loro secondo i prezzi stabiliti se e non appena saranno in grado di farlo senza mettere a rischio il proprio sostentamento necessario. Dopo un periodo di tre anni dalla conclusione del procedimento, l'obbligo di rimborso non può più essere imposto. Al fine di verificare se le condizioni per il rimborso siano rispettate, l'organo giurisdizionale può chiedere alla parte di presentare una nuova Vermögensbekenntnis (dichiarazione delle attività) unitamente a prove ragionevoli entro un arco di tempo appropriato.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

È possibile impugnare le decisioni dell'organo giurisdizionale di primo grado in materia di responsabilità genitoriale (articolo 45 della legge sui procedimenti non contenziosi). Il termine per l'impugnazione è di 14 giorni dalla data in cui è stata notificata la copia scritta della decisione (articolo 46, primo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi). Di norma, spetta all'organo giurisdizionale di secondo grado pronunciarsi su tale impugnazione.

In taluni casi, le impugnazioni basate su una Revisionsrekurs (questione di diritto) possono essere presentate presso la Oberster Gerichtshof (Corte suprema) contro una decisione emessa dal Rekursgericht (organo competente per il ricorso) nel quadro di un procedimento per l'impugnazione in tal senso (cfr. articolo 62 della legge sui procedimenti non contenziosi). Tali impugnazioni sono consentite soltanto se risolvono una questione giuridica di notevole importanza per il mantenimento dell'unità, della certezza o dello sviluppo a livello giuridico. Su alcune questioni, tuttavia, tali impugnazioni non sono ammissibili, ad esempio in materia di patrocinio a spese dello Stato, costi e onorari. Il termine per le impugnazioni su questioni di diritto è di 14 giorni dalla data in cui è stata notificata la decisione dell'organo competente per il ricorso (articolo 65, primo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi). L'appello deve essere firmato da un avvocato o da un notaio (articolo 65, terzo comma, quinto punto, della legge sui procedimenti non contenziosi).

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

A norma dell'articolo 110, secondo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi, le decisioni non possono essere soggette ad esecuzione conformemente all'Exekutionsordnung (regolamento in materia di esecuzione). Conformemente all'articolo 79, secondo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi, l'organo giurisdizionale deve ordinare provvedimenti vincolanti adeguati su richiesta o di propria iniziativa. Tali provvedimenti includono sanzioni pecuniarie, la detenzione fino a un anno, la presenza obbligatoria, l'ispezione di documenti, informazioni e altri beni mobili, nonché la nomina di amministratori fiduciari che devono adottare provvedimenti ragionevoli a spese e a rischio della persona inadempiente. Le decisioni in materia di contatto personale devono essere applicate anche contro la volontà del genitore che non vive nell'abitazione comune con il figlio. L'organo giurisdizionale può inoltre dare esecuzione a decisioni in materia di affidamento ricorrendo all'impiego di un'adeguata forza diretta.

Ai sensi dell'articolo 110, terzo comma, della legge sui procedimenti non contenziosi, l'organo giurisdizionale può astenersi, di propria iniziativa, dal perseguire l'applicazione se e fintantoché tale applicazione mette a repentaglio il benessere del figlio. Inoltre, quando si dà esecuzione a decisioni in materia di affidamento pronunciate o approvate dall'organo giurisdizionale, quest'ultimo può chiedere assistenza ai servizi per la tutela dell'infanzia e della gioventù oppure al tribunale della famiglia, in particolare in relazione all'assistenza temporanea a favore del figlio, qualora ciò sia necessario per assicurarne il benessere. Tuttavia, soltanto gli organi giudiziari possono utilizzare la forza pubblica per dare esecuzione alle decisioni emesse dagli stessi. A tale fine possono chiedere l'assistenza della polizia.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

A norma dell'articolo 21 del regolamento Bruxelles II bis, le decisioni di altri Stati membri vengono riconosciute senza che sia richiesto il ricorso ad alcun procedimento.

Per dare esecuzione a decisioni in materia di affidamento è necessario un procedimento per l'omologazione di una decisione pronunciata da un organo giurisdizionale straniero (exequatur) (articolo 28 e seguenti del regolamento Bruxelles II bis); ai sensi dell'articolo 30 del regolamento la disciplina dei dettagli del procedimento è demandata agli Stati membri. In Austria tale aspetto è disciplinato dagli articoli da 112 a 116 della legge sui procedimenti non contenziosi.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Le richieste di non riconoscimento di una decisione in materia di affidamento adottata in un altro Stato membro (articolo 21, terzo comma, del regolamento Bruxelles II bis) rientrano, come per l'exequatur, nelle competenze del tribunale distrettuale del distretto nel quale il figlio ha la sua residenza abituale o, in assenza di tale residenza, del distretto della sua residenza in Austria. Se il figlio non ha una residenza in Austria, l'organo giurisdizionale competente è quello del distretto nel quale il suo rappresentante legale ha la sua residenza abituale o, in assenza di tale residenza in Austria, e nella misura in cui la vertenza riguardi un figlio minorenne, ha giurisdizione l'organo giurisdizionale del distretto nel quale uno dei genitori ha la sua residenza abituale. In alternativa, l'organo giurisdizionale competente è il tribunale distrettuale di Vienna centro (articolo 109a della legge in materia di giurisdizione degli organi giurisdizionali in combinato disposto con l'articolo 109 della stessa legge).

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Se gli organi giurisdizionali austriaci sono ritenuti competenti a norma del regolamento Bruxelles II bis o della convenzione dell'Aia del 1996 sulla protezione dei minori, essi applicheranno principalmente il diritto austriaco.

Ultimo aggiornamento: 19/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Romania

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Il codice civile rumeno (Codul Civil) utilizza la nozione di potestà genitoriale. La potestà genitoriale è costituita da tutti i diritti e doveri nei confronti del figlio e dei suoi beni. Tali diritti e doveri spettano in pari misura a entrambi i genitori e devono essere esercitati nell'interesse del figlio. La potestà genitoriale viene esercitata fino a quando il figlio non acquisisca la piena capacità giuridica.

I diritti e doveri dei genitori (previsti agli articoli da 487 a 499 del codice civile e dalla legge n. 272/2004 (Legea nr. 272/2004) sulla tutela e la promozione dei diritti dei minori) nei confronti dei figli comprendono:

  • il diritto-dovere di stabilire e preservare l'identità dei figli. I figli devono essere registrati subito dopo la nascita e hanno diritto a un nome e alla cittadinanza. I genitori devono scegliere il nome e il cognome dei figli;
  • il diritto-dovere di allevare i figli. I genitori hanno il diritto-dovere di allevare i figli e di prendersi cura della loro salute e del loro sviluppo fisico, psichico e intellettuale nonché della loro educazione, istruzione e formazione professionale, nel rispetto delle loro convinzioni, caratteristiche ed esigenze;
  • il diritto-dovere di controllare i figli;
  • il diritto-dovere di mantenere i figli. I genitori sono tenuti in solido a mantenere i figli minorenni e devono provvedere al sostentamento dei figli maggiorenni nel caso in cui proseguano gli studi, fino al completamento degli stessi, ma non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età;
  • il diritto di prendere taluni provvedimenti disciplinari nei confronti dei figli. È vietato adottare alcuni provvedimenti, quali le punizioni corporali, che pregiudicherebbero lo stato fisico, mentale o affettivo del minore;
  • il diritto di esigere che i figli siano restituiti da qualsiasi persona che li abbia in custodia senza averne diritto;
  • il diritto di ricongiungersi con i figli. Tale diritto si ricollega al diritto dei figli a non essere separati dai genitori se non ricorrono motivi eccezionali e contingenti (ad esempio provvedimenti di affido);
  • il diritto di avere contatti personali con i figli. I contatti personali possono assumere la forma, ad esempio, di visite dei figli a casa, di visite dei figli a scuola oppure di vacanze dei figli con ognuno dei genitori;
  • il diritto di stabilire dove debbano vivere i figli. I figli minorenni devono vivere con i genitori. Se i genitori non vivono insieme, devono decidere di comune accordo con chi vivranno i figli. In caso di disaccordo tra i genitori, tale decisione viene assunta dal giudice tutelare (Instanţa de tutelă);
  • il diritto di acconsentire o meno al fidanzamento e al matrimonio dei figli che hanno raggiunto l'età di sedici anni; il diritto di acconsentire o meno all'adozione dei figli;
  • il diritto di impugnare i provvedimenti adottati dalle autorità in relazione ai figli e di presentare richieste e ricorsi in nome proprio o per conto dei figli.

I diritti e doveri dei genitori (previsti dagli articoli 500‑502 del codice civile) relativi ai beni dei figli comprendono:

  • la gestione dei beni dei figli. I genitori non hanno alcun diritto sui beni dei figli, né i figli hanno alcun diritto sui beni dei genitori, salvo il diritto all'eredità e agli alimenti. I genitori hanno il diritto-dovere di gestire il patrimonio dei figli minorenni e di rappresentare questi ultimi negli atti di diritto civile o di prestare il proprio consenso a tali atti. Dopo il compimento del quattordicesimo anno, i minori esercitano i loro diritti e adempiono i loro obblighi autonomamente, ma previa approvazione dei genitori e, se del caso, del giudice tutelare;
  • il diritto-dovere di rappresentare il minore negli atti di diritto civile o di prestare il proprio consenso a tali atti. Prima dei quattordici anni, i figli sono rappresentati dai genitori ai fini degli atti di diritto civile, in quanto totalmente privi della capacità giuridica. Tra i quattordici e i diciotto anni i figli esercitano i loro diritti e adempiono i loro obblighi autonomamente, ma, poiché dispongono di una capacità giuridica limitata, è richiesto il previo assenso dei genitori.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

I diritti-doveri spettano: in pari misura a entrambi i genitori (articolo 503, paragrafo 1, del codice civile) se i medesimi sono coniugati e dopo il divorzio (articolo 397 del codice civile); al genitore di cui è stata accertata la filiazione, se il figlio è nato fuori dal matrimonio; e a entrambi i genitori, se i medesimi sono conviventi (articolo 505, paragrafo 1, del codice civile).

La potestà genitoriale viene esercitata in modo diverso dai genitori (separati): in caso di divorzio, se il giudice ritiene che, nell'interesse del figlio, la potestà genitoriale debba essere esercitata da uno solo dei genitori (articolo 398 del codice civile), in caso di scioglimento del matrimonio (articolo 305, paragrafo 2, del codice civile) o se il figlio è nato fuori dal matrimonio e i genitori non sono conviventi (articolo 505, paragrafo 2, del codice civile).

La potestà genitoriale è esercitata da uno solo dei genitori ai sensi dell'articolo 507 del codice civile se l'altro genitore è deceduto, è stato privato dei suoi diritti di genitore, è stato posto sotto tutela, ecc.

La potestà genitoriale è esercitata parzialmente dai genitori se i diritti-doveri spettano a un terzo o un istituto per l'infanzia (articolo 399 del codice civile).

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Il genitore di un minore che abbia raggiunto l'età di quattordici anni ha diritti e doveri genitoriali solo in relazione alla persona del figlio. I diritti e doveri relativi ai beni del minore spettano al tutore o un'altra persona.

I minori sono posti sotto tutela se entrambi i genitori sono deceduti o ignoti, sono stati privati dell'esercizio dei diritti genitoriali o hanno subito una condanna penale che comporta la decadenza da tali diritti, oppure sono stati posti sotto interdizione giudiziale, sono irreperibili o sono stati dichiarati deceduti e il giudice stabilisce, alla cessazione dell'adozione, che sia nell'interesse del minore disporne la tutela.

La tutela viene disposta se il minore è privato delle cure di entrambi i genitori, dopo che i medesimi sono decaduti dall'esercizio dei diritti genitoriali.

Eccezionalmente, il giudice tutelare può disporre l'affidamento del minore a un parente, a un'altra famiglia o a un'altra persona, con il loro consenso, o a un istituto per l'infanzia.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In linea di principio, dopo il divorzio, la potestà genitoriale spetta a entrambi i genitori o a uno solo di essi se sussistono fondati motivi, tenuto conto dell'interesse superiore del figlio. Nel secondo caso, l'altro genitore mantiene il diritto di vigilare sull'educazione e l'istruzione del figlio e di acconsentire o meno alla sua adozione.

Eccezionalmente, il giudice tutelare può disporre l'affidamento del minore a un parente, a un'altra famiglia o a un'altra persona, con il loro consenso, o a un istituto per l'infanzia. L'affidatario esercita i diritti e doveri dei genitori nei confronti del figlio (articolo 399 del codice civile).

Nel caso dei figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti da entrambi i genitori, la potestà viene esercitata dai genitori congiuntamente e in pari misura se i medesimi sono conviventi. Se i genitori di un figlio nato fuori dal matrimonio non sono conviventi, la potestà genitoriale viene esercitata da uno solo di essi.

Il divorzio consensuale può essere disposto da un notaio anche qualora vi siano figli minorenni nati dal matrimonio o fuori da esso, o adottati, oppure se i coniugi concordano sotto tutti gli aspetti per quanto riguarda il cognome da utilizzare dopo il divorzio, l'esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi i genitori, la determinazione del luogo di residenza dei figli dopo il divorzio, le modalità con cui saranno mantenuti i legami personali tra il genitore separato e i figli, nonché la definizione del contributo di ciascun genitore alle spese per l'educazione, l'istruzione e la formazione scolastica e professionale dei figli. Se dalla relazione dei servizi sociali risulta che l'accordo dei coniugi sull'esercizio congiunto della potestà genitoriale o sulla determinazione del luogo in cui dovrà vivere il figlio non è conforme all'interesse del minore, il notaio respinge l'istanza di divorzio e invita i coniugi ad adire l'autorità giudiziaria.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori possono accordarsi sull'esercizio della potestà genitoriale o sui provvedimenti per tutelare il minore, con l'approvazione del giudice tutelare, se ciò è conforme all'interesse superiore del figlio (articolo 506 del codice civile).

Gli interessati possono intervenire in qualsiasi fase del procedimento, anche senza essere stati citati, per chiedere che le loro transazioni siano convalidate con una sentenza concordata. Tale sentenza è definitiva e costituisce titolo esecutivo.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

È possibile ricorrere alla mediazione prima di adire il giudice. Durante il procedimento giudiziario, il giudice deve informare le parti della possibilità e dei vantaggi di ricorrere alla mediazione. Se dalla mediazione non scaturisce un accordo, le questioni controverse vengono risolte dal giudice.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Si veda la risposta alla domanda 1.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Se il tribunale stabilisce che la potestà genitoriale deve essere esercitata da un solo genitore, quest'ultimo adotta individualmente ogni decisione sulle questioni concernenti il figlio. L'altro genitore mantiene il diritto di essere informato sull'educazione e l'istruzione del figlio, nonché il diritto di acconsentire o meno alla sua adozione.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

I genitori esercitano la potestà congiuntamente e in pari misura. Nei rapporti con i terzi di buona fede, si presume che il genitore che compie autonomamente un atto giuridico ordinario inerente all'esercizio dei diritti e doveri genitoriali agisca con il consenso dell'altro genitore.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le istanze per la tutela delle persone fisiche rientranti nella competenza del giudice tutelare e per la famiglia (il tribunale distrettuale o eventualmente il tribunale in composizione specializzata per i minori e le famiglie) sono esaminate dal tribunale nel cui circondario è domiciliata o risiede la persona tutelata [articolo 94 del codice di procedura civile (Codul de Procedură Civilă)].

Il tribunale del domicilio del ricorrente è competente per le istanze relative all'accertamento della filiazione; il tribunale nel cui circondario risiede il ricorrente-creditore è competente per le domande relative alle obbligazioni alimentari (compresi gli assegni statali per i figli).

L'atto di citazione deve essere corredato di una copia del certificato di nascita del figlio minorenne, di una copia della carta d'identità e della sentenza di divorzio, nonché dell'eventuale accordo di mediazione e di ogni altro documento considerato utile per la risoluzione della controversia. La domanda è esente dall'imposta di bollo.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

L'organo giurisdizionale può adottare, durante tutto il procedimento di divorzio (procedura speciale con termini per la decisione abbreviati), con ordinanza del suo presidente, provvedimenti provvisori sulla determinazione del luogo di residenza dei figli minorenni, sugli alimenti, sulla percezione degli assegni statali per i figli e sull'uso dell'abitazione familiare (articolo 919 del codice di procedura civile).

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Il patrocinio a spese dello Stato può essere chiesto in forza del decreto legge n. 51/2008 (Ordonanța de Urgență nr. 51/2008) sull'assistenza giudiziaria pubblica in materia civile, convertito con modificazioni nella legge n. 193/2008 (Legea nr. 193/2008) e successive modifiche.

Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso separatamente o cumulativamente sotto forma di assistenza di un avvocato, pagamento degli onorari di periti, traduttori, interpreti e ufficiali giudiziari, esenzioni, sconti e rinvii o proroghe di pagamento delle spese di giudizio.

Possono beneficiare integralmente del patrocinio a spese dello Stato le persone il cui reddito netto mensile individuale sia stato inferiore a 300 RON negli ultimi due mesi precedenti la domanda. Se tale reddito è inferiore a 600 RON, l'assistenza giudiziaria viene concessa nella misura del 50%. Tuttavia, le condizioni prescritte non ostano a che i ricorrenti con redditi superiori alla quota fissata beneficino dell'assistenza giudiziaria qualora dimostrino di non poter sostenere le spese di giudizio a causa delle differenze in termini di costo della vita tra lo Stato in cui hanno il loro domicilio o la loro residenza abituale e lo Stato del foro.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Le decisioni rese nei procedimenti aventi ad oggetto l'esercizio della potestà genitoriale (come questione accessoria al divorzio o come questione principale) sono soggette solo ad appello, che deve essere proposto entro trenta giorni dalla decisione, oppure solo a ricorso per cassazione, nel caso delle sentenze concordate che omologano l'accordo delle parti.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Se il debitore non adempie volontariamente la sua obbligazione, il creditore deve informarne l'ufficiale giudiziario. Quest'ultimo chiederà al giudice competente l'autorizzazione all'esecuzione. La decisione viene adottata in camera di consiglio senza convocazione delle parti.

Se la domanda di esecuzione è stata accolta, l'ufficiale giudiziario trasmette un'ingiunzione e un mandato di comparizione al genitore o alla persona che ha il minore in custodia, comunicandogli la data in cui deve presentarsi con il minore affinché sia consegnato al richiedente, oppure gli ordina di consentire all'altro genitore di esercitare il suo diritto ad avere rapporti personali con il minore.

Se l'esecutato non adempie il suo obbligo, l'ufficiale giudiziario procede all'esecuzione forzata alla presenza di un rappresentante della Direzione generale per l'assistenza sociale e la tutela dei minori nonché, se del caso, di uno psicologo e di agenti di polizia. Nessuno può esercitare costrizioni o pressioni sul minore al fine di ottenere l'esecuzione.

Se l'esecutato non adempie il suo obbligo, la sanzione comminata dal giudice perdura fino all'esecuzione; l'ufficiale giudiziario trasmette gli atti al Pubblico Ministero affinché promuova l'azione penale.

Se il minore si oppone, l'esecutante trasmette la relazione ufficiale al rappresentante della Direzione generale per l'assistenza sociale e la tutela dei minori e il tribunale competente disporrà che il minore sia sottoposto a un programma di assistenza psicologica, integrato dalla relazione dello psicologo. Se il minore si oppone successivamente alla riassunzione del procedimento esecutivo, l'esecutante può chiedere al tribunale di applicare una sanzione.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Il riconoscimento delle decisioni sulla potestà genitoriale è soggetto alle disposizioni del regolamento (CE) n. 2201/2003. L'istanza deve essere presentata al tribunale del domicilio o della residenza del convenuto in Romania. La decisione di riconoscimento può essere impugnata dinanzi alla Corte d'appello (Curtea de Apel) territorialmente competente o presentando un ricorso dinanzi alla Corte di cassazione (Înalta Curte de Casație și Justiție).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla potestà genitoriale, l'interessato può adire il tribunale del domicilio o della residenza del convenuto in Romania.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Ai sensi dell'articolo 2611 del codice civile, la legge applicabile alla potestà genitoriale e alla tutela dei minori si determina in base alla Convenzione concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori, conclusa a L'Aia il 19 ottobre 1996 e ratificata con legge n. 361/2007.

Ultimo aggiornamento: 31/10/2016

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Responsabilità genitoriale - Slovenia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La responsabilità genitoriale è un rapporto giuridico disciplinato dal diritto di famiglia. Tale rapporto inizia con la nascita di un figlio o la determinazione della paternità e della maternità. Nell'ordinamento giuridico sloveno, i figli nati da genitori non sposati hanno gli stessi diritti e doveri di quelli nati da genitori sposati. La legislazione slovena ha adottato un sistema di "adozione piena" (legittimante), il che significa che i figli adottati sono trattati allo stesso modo di quelli biologici.

La base giuridica è fornita dall'articolo 54 della Ustava Republike Slovenije (costituzione slovena), secondo il quale i genitori hanno il diritto e il dovere di mantenere, educare e far crescere i propri figli. Tale diritto e tale dovere possono essere revocati o limitati soltanto per motivi stabiliti dalla legge al fine di tutelare gli interessi del figlio. I figli nati da genitori non sposati hanno gli stessi diritti di quelli nati da genitori sposati.

I genitori hanno il diritto e il dovere di assicurare, attraverso l'assistenza diretta e il lavoro e le attività che svolgono, un buon sviluppo fisico e mentale dei loro figli. I genitori hanno il diritto e il dovere di salvaguardare la vita, lo sviluppo personale, i diritti e gli interessi di un figlio che non ha raggiunto la maggiore età al fine di garantirne una crescita sana e uno sviluppo personale equilibrato e di assicurare che successivamente siano in grado di vivere e lavorare in maniera indipendente. La responsabilità genitoriale comprende tali diritti e doveri [articolo 4 della Zakon o zakonski zvezi in družinskih razmerjih (legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia)].

I genitori devono salvaguardare gli interessi dei loro figli in tutte le attività e procedure che li riguardano. Si ritiene che i genitori lavorino nell'interesse dei figli se ne soddisfano i bisogni materiali, emotivi e psicosociali attraverso una condotta che soddisfi standard accettabili e che sia necessaria per garantire l'assistenza e la responsabilità nei confronti dei figli, con il dovuto riguardo per la personalità e i desideri dei figli (articolo 5a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

I genitori devono mettere a disposizione dei loro figli le condizioni per consentire una crescita sana e uno sviluppo personale equilibrato, e aiutarli a sviluppare la capacità di vivere e di lavorare in maniera indipendente. Devono provvedere al sostentamento e a crescere i loro figli, nonché a salvaguardarne la salute e la vita. Sono tenuti a garantire, al meglio delle loro possibilità, che i loro figli siano istruiti e formati professionalmente in linea con le capacità, le inclinazioni e i desideri di questi ultimi. Un figlio ha il diritto di avere contatti con entrambi i genitori ed entrambi i genitori hanno il diritto di avere contatti con il figlio (articoli 102, 103 e 106 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

La responsabilità legale dei genitori nei confronti dei loro figli è sancita dall'articolo 142 dell'Obligacijski zakonik (codice delle obbligazioni). I genitori sono responsabili per i danni causati a terzi da un figlio di età inferiore ai sette anni, indipendentemente dal fatto che essi siano responsabili per il danno cagionato. I genitori sono responsabili per i danni causati a terzi da un figlio minore di età superiore ai sette anni, a meno che non riescano a dimostrare di non essere responsabili per il danno cagionato.

L'articolo 107 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia disciplina la rappresentanza di un figlio nei rapporti di quest'ultimo con il mondo esterno. I figli minori sono rappresentati dai loro genitori. Se è necessario notificare o consegnare qualcosa formalmente a un minore o informarlo di qualcosa, entrambi i genitori possono accettare tale consegna. Se i genitori non vivono insieme, tale compito viene svolto dal genitore con il quale il figlio vive. Se entrambi i genitori sono impegnati a prendersi cura e a crescere il figlio, devono concordare il luogo di residenza permanente del figlio e stabilire chi di loro deve accettare la consegna di qualsiasi corrispondenza indirizzata al figlio.

I beni di un figlio sono gestiti dai suoi genitori nell'interesse del figlio fino a quando quest'ultimo raggiunge la maggiore età (articolo 109 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale è esercitata tanto dal padre quanto dalla madre (articolo 4 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

I genitori esercitano la loro responsabilità genitoriale di comune accordo in conformità con gli interessi del figlio. Quando non vivono insieme e non hanno l'affidamento condiviso del figlio, i genitori decidono entrambi, di comune accordo e nel rispetto degli interessi del figlio, in merito a questioni che hanno un impatto significativo sullo sviluppo di quest'ultimo. Il genitore affidatario del figlio è colui che decide su questioni relative alla sua vita quotidiana. Quando a uno dei genitori è impedito di esercitare la sua responsabilità genitoriale, quest'ultima viene esercitata dall'altro genitore in maniera autonoma (articolo 113 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Se uno dei genitori non è più in vita o non è noto, oppure se gli è stata revocata la responsabilità genitoriale o la capacità di agire, la responsabilità genitoriale deve essere esercitata dall'altro genitore (articolo 115 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Un minore può essere accudito da altre persone o da un'istituzione. Un Center za socialno delo (centro servizi sociali) può togliere un figlio ai genitori e affidarlo a un'altra persona o a un'istituzione se i genitori hanno trascurato di crescere e fornire assistenza al loro figlio o se ciò è nell'interesse del figlio per altri motivi importanti (articolo 120 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Un centro servizi sociali può porre un minore in affidamento familiare qualora questi non abbia una famiglia propria o, per vari motivi, non sia in grado di vivere con i suoi genitori; lo stesso vale per un minore il cui sviluppo fisico e mentale sia minacciato dall'ambiente in cui vive (articolo 157 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia). L'affidamento familiare è disciplinato in maniera più dettagliata dalla Zakon o izvajanju rejniške dejavnosti (legge sull'affidamento familiare).

Un genitore adottivo può prendersi cura di un minore. Un minore può essere adottato soltanto se i suoi genitori non sono noti, se la residenza dei genitori è sconosciuta da un anno, se i suoi genitori acconsentono dinanzi a un'autorità competente a dare il loro figlio in adozione o se i suoi genitori sono deceduti (articolo 141 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Un minore che non ha genitori o al quale i genitori non forniscono assistenza deve essere affidato alle cure di un tutore da un centro servizi sociali. Al tutore di un minore spetta la responsabilità di prendersi cura del minore come se fosse un suo genitore (articoli 201 e 202 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

I genitori che non vivono insieme o che intendono separarsi devono giungere ad un accordo sull'affidamento dei figli che hanno insieme e lo devono fare agendo nell'interesse di tali figli. Possono concordare di mantenere un affidamento paritario dei loro figli, di conferire l'affidamento a uno dei genitori o di dividersi i figli tra loro. Se non sono in grado di raggiungere un accordo in merito, un centro servizi sociali fornisce loro assistenza a farlo. Se i genitori non sono in grado di raggiungere un accordo sull'affidamento dei loro figli nemmeno con l'assistenza di un centro servizi sociali, un organo giurisdizionale può acconsentire, su richiesta di uno o entrambi i genitori, affinché l'affidamento sia riconosciuto a uno dei genitori o affinché i figli siano suddivisi tra i genitori. Di propria iniziativa, l'organo giurisdizionale può altresì decidere che l'affidamento di tutti o di taluni dei figli debba essere accordato a una terza persona. Prima che l'organo giurisdizionale pronunci la propria decisione è tenuto a chiedere il parere di un centro servizi sociali in merito agli interessi dei figli. L'organo giurisdizionale tiene altresì conto del parere dei figli qualora questo sia espresso dai figli stessi o da una persona della quale essi si fidano e che è stata scelta dai figli stessi, a condizione che i figli siano in grado di comprendere il significato e le conseguenze di tale parere (articolo 105 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Quando un organo giurisdizionale annulla un matrimonio, disciplina anche l'affidamento e le obbligazioni alimentari per tutti i figli che i coniugi hanno avuto insieme, nonché il loro contatto con i rispettivi genitori (articolo 78 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Quando non vivono insieme e non hanno l'affidamento condiviso del figlio, i genitori decidono entrambi, di comune accordo e nel rispetto degli interessi del figlio, in merito a questioni che hanno un impatto significativo sullo sviluppo del figlio. Il genitore affidatario del figlio è colui che decide su questioni relative alla vita quotidiana del figlio (articolo 113 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori che non vivono insieme o che intendono separarsi devono giungere ad un accordo sull'affidamento dei figli che hanno insieme e lo devono fare agendo nell'interesse di tali figli. Se i genitori raggiungono un accordo sull'affidamento dei figli, essi possono proporre a un organo giurisdizionale di emettere una decisione in merito nel contesto di un procedimento non contenzioso. Se l'organo giurisdizionale stabilisce che tale accordo non è nell'interesse del figlio, respinge la proposta. Se i genitori non sono in grado di raggiungere un accordo sulla questione autonomamente, un centro servizi sociali fornisce loro assistenza a farlo. Se i genitori non sono in grado di raggiungere un accordo nemmeno con l'assistenza del centro servizi sociali, l'organo giurisdizionale emette una decisione su richiesta di uno o di entrambi i genitori (articolo 105 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

I genitori che non vivono insieme o che intendono separarsi raggiungono un accordo sulle obbligazioni alimentari a favore dei figli che hanno avuto insieme. Se non sono in grado di raggiungere un accordo in merito, un centro servizi sociali fornisce loro assistenza a farlo. Se i genitori non sono in grado di raggiungere un accordo sulle obbligazioni alimentari a favore dei figli che hanno avuto insieme nemmeno con l'assistenza del centro servizi sociali, l'organo giurisdizionale pronuncia una decisione su richiesta di uno o di entrambi i genitori (articolo 105a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Un figlio ha il diritto di avere un contatto con entrambi i genitori ed entrambi i genitori hanno il diritto di avere un contatto con il figlio. Tale contatto deve garantire innanzitutto il soddisfacimento degli interessi del minore. Il genitore con cui vive il figlio e che ha l'affidamento del figlio oppure una terza persona con cui il figlio vive deve astenersi da qualsiasi condotta che renda difficile o impedisca a tale figlio di mantenere i contatti con l'altro genitore o con i suoi genitori e deve sforzarsi di incoraggiare il figlio ad adottare un atteggiamento appropriato in relazione ai contatti con l'altro genitore o i suoi genitori. Il genitore che ha contatti con il figlio deve astenersi da qualsiasi condotta che impedisca l'erogazione di assistenza ed educazione al figlio. Se i genitori raggiungono un accordo sui contatti, possono proporre a un organo giurisdizionale di emettere una decisione in merito nel contesto di un procedimento non contenzioso. Se l'organo giurisdizionale stabilisce che tale accordo non è nell'interesse del figlio, respinge la proposta. Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo in materia di contatti nemmeno con l'assistenza del centro servizi sociali, l'organo giurisdizionale emette una decisione su richiesta di uno o di entrambi i genitori (articolo 106a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Un figlio ha altresì il diritto di avere contatti con altre persone con le quali egli ha rapporti di famiglia e che hanno uno stretto legame personale con lui, a meno che ciò non sia contrario agli interessi del figlio stesso. In particolare si suppone che tali persone siano i nonni, i fratelli e le sorelle, i fratellastri e le sorellastre, precedenti genitori affidatari e un precedente o attuale coniuge o partner non sposato di uno o dell'altro genitore del figlio. L'accordo in materia di contatti deve essere raggiunto dai genitori, dal figlio (qualora sia in grado di comprendere l'importanza dell'accordo) e dalle persone con le quali il figlio ha un legame personale. Se non sono in grado di raggiungere un accordo in merito, un centro servizi sociali fornisce loro assistenza a farlo. La misura e la maniera in cui vengono mantenuti i contatti devono essere nell'interesse del figlio. Se i genitori, il figlio e le persone con le quali il figlio ha un legame personale giungono ad un accordo in materia di contatti, possono proporre all'organo giurisdizionale di emettere una decisione in merito nel contesto di un procedimento non contenzioso. Se l'organo giurisdizionale stabilisce che tale accordo non è nell'interesse del figlio, respinge la proposta. Se non sono in grado di raggiungere un accordo nemmeno con l'assistenza del centro servizi sociali, l'organo giurisdizionale decide in materia di contatti (articolo 106a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo autonomamente, un centro servizi sociali fornisce loro assistenza per farlo. Se non riescono a raggiungere un accordo nemmeno con l'assistenza del centro servizi sociali, l'organo giurisdizionale emette una decisione in materia.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

L'organo giurisdizionale può decidere che uno dei genitori debba avere l'affidamento di tutti i figli o che i figli debbano essere divisi tra i genitori. Di propria iniziativa, l'organo giurisdizionale può altresì decidere che l'affidamento di tutti o di taluni dei figli debba essere accordato a una terza persona (articolo 105 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

L'organo giurisdizionale si pronuncia anche in materia di obbligazioni alimentari a favore dei figli e di contatti (articoli 105a, 106 e 106a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Nel prendere una decisione in materia di contatti, l'organo giurisdizionale è guidato principalmente dagli interessi dei figli. La proposta o l'istanza per l'emissione di una decisione in materia di contatti deve essere accompagnata dalla prova fornita da un centro servizi sociali competente che attesti il tentativo compiuto dai genitori di giungere ad un accordo in materia di contati con l'assistenza di tale centro. L'organo giurisdizionale può revocare o limitare il diritto di avere contatti nella misura in cui ciò è necessario per salvaguardare gli interessi del figlio. I contatti non sono nell'interesse del figlio se impongono una pressione psicologica su quest'ultimo o ne compromettono lo sviluppo fisico o mentale. L'organo giurisdizionale può decidere che i contatti debbano avvenire sotto la supervisione di una terza parte o che non debbano comportare un contatto e un'associazione personale (ossia debbano avvenire in altro modo) qualora ciò non sia altrimenti nell'interesse del figlio (articolo 106 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Le obbligazioni alimentari sono stabilite tenendo in debito conto le esigenze del richiedente e le capacità materiali e di guadagno della persona tenuta a corrispondere tali obbligazioni. Nel calcolare le obbligazioni alimentari dovute a un figlio, l'organo giurisdizionale deve agire nell'interesse di quest'ultimo, stabilendo un importo adeguato per assicurare un buon sviluppo fisico e mentale del figlio (articoli 129 e 129a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Se non vivono insieme e non hanno l'affidamento condiviso del figlio, i genitori decidono entrambi, di comune accordo e nel rispetto degli interessi del figlio, in merito a questioni che hanno un impatto significativo sullo sviluppo del figlio. Se non sono in grado di raggiungere un accordo in merito, un centro servizi sociali fornisce loro assistenza a farlo. Il genitore affidatario del figlio è colui che decide su questioni relative alla vita quotidiana del figlio. Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo su questioni che hanno un impatto significativo sullo sviluppo del figlio nemmeno con l'assistenza del centro servizi sociali, l'organo giurisdizionale emette una decisione nel contesto di un procedimento non contenzioso su richiesta di uno o di entrambi i genitori (articolo 113 della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Significa che entrambi i genitori sono ugualmente responsabili dell'educazione e dello sviluppo del figlio e che entrambi devono continuare a prendersi cura del figlio.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Gli okrožna sodišča (tribunali distrettuali) sono organi giurisdizionali aventi competenza per materia in tali casi [articolo 32 della Zakon o pravdnem postopku (codice di procedura civile)].

La competenza territoriale generale spetta all'organo giurisdizionale del luogo nel quale il convenuto ha la sua residenza permanente. Se un organo giurisdizionale sito in Slovenia è competente perché il convenuto ha una residenza temporanea in Slovenia, l'organo giurisdizionale avente giurisdizione per la zona nella quale il convenuto ha la sua residenza temporanea ha competenza territoriale generale. Se oltre alla sua residenza permanente, il convenuto ha anche una residenza temporanea in un'altra località e si può presumere che, in ragione delle circostanze, egli vivrà presso tale località per un lungo periodo di tempo, la competenza territoriale generale spetta anche all'organo giurisdizionale avente giurisdizione per la zona nella quale il convenuto ha la sua residenza temporanea (articolo 47 del codice di procedura civile).

Se nel contesto di una controversia in materia di obbligazioni alimentari previste per legge il ricorrente è la persona che richiede di ottenere tali versamenti, è competente l'organo giurisdizionale avente giurisdizione per la zona nella quale il ricorrente ha la sua residenza permanente o temporanea, oltre all'organo giurisdizionale avente competenza territoriale generale. Se in una controversia in materia di obbligazioni alimentari previste per legge a carattere internazionale un organo giurisdizionale in Slovenia è competente perché il ricorrente è un figlio avente residenza permanente in Slovenia, la competenza territoriale spetta all'organo giurisdizionale avente giurisdizione per la zona nella quale il ricorrente ha la sua residenza permanente. Se in una controversia in materia di obbligazioni alimentari previste per legge un organo giurisdizionale in Slovenia è competente perché il convenuto ha beni in Slovenia realizzando i quali sarebbe possibile pagare tali obbligazioni, la competenza territoriale spetta all'organo giurisdizionale avente giurisdizione per la zona nella quale si trovano tali beni. (articolo 50 del codice di procedura civile).

Le parti e gli altri partecipanti coinvolti nel procedimento devono presentare azioni, impugnazioni e altre istanze in lingua slovena o nella lingua di una comunità nazionale ufficialmente in uso presso l'organo giurisdizionale. (articolo 104 del codice di procedura civile).

Un'azione deve includere una richiesta specifica che illustri l'oggetto principale del caso e le domande secondarie, i fatti a sostegno della domanda del ricorrente, prove a sostegno di tali fatti e altre informazioni che ogni azione è tenuta a contenere (articolo 180 del codice di procedura civile).

A seconda dell'atto, una domanda è un'azione, una risposta a un'azione, così come lo sono mezzi di ricorso e altre dichiarazioni, proposte o comunicazioni presentate al di fuori del procedimento. Le domande devono essere comprensibili e includere tutto ciò che è necessario per consentire un'udienza giudiziaria. In particolare devono comprendere quanto segue: il riferimento all'organo giurisdizionale, i nomi e i luoghi di residenza permanente o temporanea o il luogo di stabilimento delle parti, i nomi dei loro rappresentanti legali o delegati, l'oggetto della controversia e il contenuto della dichiarazione. Il richiedente deve firmare la domanda, a meno che non sia possibile farlo in ragione della forma della domanda. La firma originale del richiedente è considerata essere la sua firma autografa, nonché una firma elettronica sicura verificata mediante un certificato qualificato. Se la dichiarazione comprende una richiesta, la parte deve dichiarare nella domanda i fatti sui quali si basa la domanda e, ove richiesto, le prove (articolo 105 del codice di procedura civile).

Le spese di giudizio devono essere versate al momento del deposito di un'azione giudiziaria. Le spese di giudizio devono essere versate entro e non oltre il termine stabilito dall'organo giurisdizionale nell'ordinanza per il pagamento delle spese di giudizio. (articolo 105a del codice di procedura civile).

Le domande devono essere presentate per iscritto. Una domanda scritta è una domanda scritta a mano o stampata e firmata di proprio pugno dal richiedente (domanda in forma fisica) oppure una domanda in formato elettronico che è stata firmata utilizzando una firma elettronica sicura verificata mediante un certificato qualificato. Una domanda scritta viene presentata mediante posta convenzionale, per via elettronica, utilizzando una tecnologia di comunicazione, consegnandola direttamente ad un'autorità oppure consegnandola tramite una persona impegnata professionalmente nella presentazione di domande (fornitore commerciale). Le domande elettroniche sono inviate per via elettronica al sistema informatico. Il sistema informatico conferma automaticamente al richiedente la ricezione della domanda. Le domande possono essere presentate anche utilizzando il modulo prescritto o altrimenti preparato (articolo 105b del codice di procedura civile).

Le domande che devono essere consegnate all'opponente devono essere presentate all'organo giurisdizionale nel numero di copie richiesto da detto organo e dall'opponente, nonché in una forma che consenta all'organo giurisdizionale di consegnarle. Ciò vale anche per gli allegati. Le domande e gli allegati presentati per via elettronica che devono essere inviati all'opponente vengono spediti sotto forma di una copia singola. L'organo giurisdizionale provvederà quindi a effettuare il numero di copie elettroniche o le fotocopie richieste dall'opponente (articolo 106 del codice di procedura civile). I documenti allegati alla domanda possono essere originali o copie (articolo 107 del codice di procedura civile).

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Un tribunale distrettuale si pronuncia nel contesto di un procedimento civile, a meno che la legge stabilisca che dovrebbe farlo nell'ambito di un procedimento non contenzioso. Gli organi giurisdizionali risolvono le questioni disciplinate dalla legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia in via prioritaria (articolo 10a della legge sul matrimonio e i rapporti di famiglia).

Durante i procedimenti nel contesto di controversie riguardanti i rapporti tra genitori e figli, l'organo giurisdizionale, su proposta di una parte o di propria iniziativa, può emettere provvedimenti provvisori (ingiunzione temporanea) in materia di affidamento e obbligazioni alimentari a favore dei figli, nonché provvedimenti provvisori concernenti la revoca o la limitazione del diritto di contatto oppure concernenti il metodo con il quale deve aver luogo tale contatto. Le misure provvisorie sono emesse conformemente alle procedure di cui alla Zakon o izvršbi in zavarovanju (legge in materia di esecuzione e protezione dei crediti civili) (articolo 411 del codice di procedura civile).

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì, è possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento. Spetta al giudice che presiede il tribunale distrettuale pronunciarsi in merito all'assegnazione di tale patrocinio [articolo 2 della Zakon o brezplačni pravni pomoči (legge sul patrocinio a spese dello Stato)].

Il patrocinio a spese dello Stato può essere approvato per coprire le spese di consulenza legale, consulenti legali e altri servizi legali determinati dalla legge, per tutte le forme di tutela giurisdizionale dinanzi a tutti gli organi giurisdizionali aventi giurisdizione generale e gli organi giurisdizionali specializzati in Slovenia, dinanzi alla Ustavno sodišče Republike Slovenije (Corte costituzionale slovena) e dinanzi a tutte le autorità, le istituzioni e le persone in Slovenia competenti per la risoluzione extragiudiziale delle controversie e per la rinuncia al pagamento delle spese di un procedimento giudiziario (articolo 7 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

Coloro che hanno diritto a beneficiare del patrocinio a spese dello Stato sono: 1. i cittadini sloveni; 2. i cittadini stranieri con residenza permanente o temporanea in Slovenia e le persone senza cittadinanza (apolidi) che risiedono legalmente in Slovenia; 3. altri cittadini stranieri, in condizioni di reciprocità o nel rispetto delle condizioni e nei casi definiti nei trattati internazionali vincolanti per la Slovenia; 4. associazioni e organizzazioni non governative che operano senza scopo di lucro e nell'interesse pubblico e che sono registrate nel registro corrispondente conformemente alla legislazione applicabile, nel contesto di controversie correlate allo svolgimento di attività di interesse pubblico o all'intenzione per la quale sono state stabilite; 5. altre persone a favore delle quali la legge o un trattato internazionale vincolante per la Slovenia prescrive il diritto al patrocinio a spese dello Stato (articolo 10 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

Una persona avente diritto al patrocinio a spese dello Stato può farne richiesta durante qualsiasi fase del procedimento. Nel decidere in merito alle richieste di patrocinio a spese dello Stato, si stabiliscono la situazione finanziaria del richiedente, così come altre condizioni definite nella legge in materia (articolo 11 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, la competenza per la decisione in merito ad appelli contro una decisione in materia di responsabilità genitoriale emessa da un tribunale distrettuale spetta a un višje sodišče (tribunale di grado superiore) (articolo 35 del codice di procedura civile). È possibile presentare tale appello dinanzi l'organo giurisdizionale di primo grado che ha emesso la sentenza di primo grado, secondo un numero sufficiente di copie per detto organo e l'opponente (articolo 342 del codice di procedura civile).

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Le procedure di esecuzione sono stabilite nella legge in materia di esecuzione e protezione dei crediti civili. Fatto salvo il caso in cui la legge disponga diversamente, la competenza per materia per consentire l'esecuzione spetta al okrajno sodišče (tribunale circondariale) (articolo 5 della legge in materia di esecuzione e protezione dei crediti civili).

L'organo giurisdizionale avente competenza territoriale per decidere su una proposta di esecuzione di una decisione giudiziaria in materia di affidamento di un minore e per l'esecuzione della stessa è l'organo avente giurisdizione per la zona nella quale la persona nei confronti della quale è stata presentata la proposta di esecuzione ha la sua residenza permanente o temporanea. Anche l'organo giurisdizionale della zona nella quale si trova il minore è un organo avente competenza territoriale sull'esecuzione diretta (articolo 238a della legge in materia di esecuzione e protezione dei crediti civili).

A norma di un titolo esecutivo viene imposto l'obbligo di consegnare un minore alla persona alla quale il provvedimento esecutivo è rivolto, alla persona dalla cui volontà dipende la consegna del minore e alla persona che si trova con il minore al momento dell'emissione di tale provvedimento. L'organo giurisdizionale annuncia in tale titolo esecutivo che l'obbligo di consegnare il minore si applica anche nei confronti di qualsiasi altra persona con la quale il minore si trovi nel momento in cui viene attuata l'esecuzione (articolo 238c della legge in materia di esecuzione e protezione dei crediti civili).

Tenendo conto di tutte le circostanze del caso e al fine di tutelare gli interessi del minore, l'organo giurisdizionale decide se dare esecuzione alla decisione in materia di affidamento del minore imponendo una sanzione pecuniaria alla persona alla quale il titolo esecutivo si riferisce oppure prelevando il minore e consegnandolo alla persona alla quale è stato concesso l'affidamento del minore (articolo 238č della legge in materia di esecuzione e protezione dei crediti civili).

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Una decisione di un organo giurisdizionale in materia di responsabilità genitoriale è riconosciuta ed eseguita conformemente al regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio. L'organo giurisdizionale svolge un procedimento non contenzioso ai sensi delle disposizioni della Zakon o nepravdnem postopku (legge sulla procedura civile non contenziosa).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Tutti i tribunali distrettuali sono competenti per la gestione di richieste di dichiarazione di esecutività.

L'organo giurisdizionale che ha dichiarato una decisione giudiziaria esecutiva è competente a trattare i mezzi di ricorso contro una decisione giudiziaria che dichiara l'esecutività.

L'organo giurisdizionale svolge un procedimento non contenzioso ai sensi delle disposizioni della legge sulla procedura civile non contenziosa.

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17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Ai sensi della Zakon o mednarodnem zasebnem pravu in postopku (legge in materia di procedura e diritto internazionale privato), i rapporti tra genitori e figli sono valutati secondo il diritto del paese di cui essi sono cittadini. Qualora i genitori e i figli siano cittadini di paesi diversi, si applica la legge del paese nel quali tutti hanno la loro residenza permanente. Laddove genitori e figli siano cittadini di paesi diversi e non abbiano una residenza permanente nello stesso paese, si applica la legge del paese del quale il figlio è cittadino (articolo 42).

Ultimo aggiornamento: 24/07/2019

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Responsabilità genitoriale - Slovacchia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

In base alla legge slovacca sulla famiglia (legge n. 36/2005 sulla famiglia e recante modifiche ed emendamenti a determinate leggi) e alla giurisprudenza, la responsabilità genitoriale (ossia i diritti e i doveri di custodia dei genitori) comprende, in particolare, la cura del figlio, il mantenimento, la rappresentanza e la gestione dei suoi beni.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Entrambi i genitori condividono congiuntamente i loro diritti e doveri nei confronti del figlio, a prescindere dal fatto che questi sia nato in costanza di matrimonio e dal fatto che i genitori vivano insieme oppure no (che siano sposati, separati o divorziati).

Un genitore può essere privato dei suoi diritti e doveri genitoriali (o vederli limitati) dal giudice in presenza di gravi circostanze, come previsto dall'articolo 38, paragrafo 4, della legge sulla famiglia.

Il giudice può riconoscere i diritti e i doveri genitoriali di un genitore minorenne che abbia compiuto i sedici anni, relativamente alla cura di un figlio minorenne, alle condizioni fissate nell'articolo 29 della legge sulla famiglia.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Sì. Se entrambi i genitori di un figlio minore sono privi di capacità giuridica, sono stati privati dei loro diritti e doveri genitoriali, o sono deceduti, il giudice deve nominare un custode che deve crescere personalmente il minore, rappresentarlo e amministrare i suoi beni.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Il giudice deve pronunciarsi sull'attribuzione e l'esercizio dei diritti e doveri genitoriali (anche se entrambi i genitori continuano a esercitarli congiuntamente) o può approvare un accordo tra le parti.

In base all'articolo 36, paragrafo 1, della legge sulla famiglia "[i] genitori di un figlio minore che vivono separatamente possono in ogni momento addivenire a un accordo sull'esercizio dei loro diritti e doveri genitoriali. Se i genitori non raggiungono un siffatto accordo, il giudice può stabilire come tali diritti e doveri debbano essere esercitati, anche se non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso; in particolare, il giudice deve decidere a quale dei genitori deve essere attribuito l'affidamento (osobná starostlivosť – cura personale) di un figlio minorenne. Le disposizioni di cui agli articoli 24, 25 e 26 si applicano mutatis mutandis".

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

L'accordo tra i genitori vertente sui loro diritti e doveri genitoriali deve essere approvato dal giudice.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

La risoluzione stragiudiziale delle controversie è possibile in base alla legge n. 420/2004 sulla mediazione. La legge in parola si applica anche alle controversie che traggono origine dai rapporti disciplinati dalla legge sulla famiglia. La mediazione è una procedura stragiudiziale nell'ambito della quale le parti interessate si avvalgono dell'assistenza di un mediatore per dirimere una controversia che trae origine dai loro rapporti contrattuali o da rapporti di altra natura. Ogni accordo raggiunto mediante mediazione deve essere redatto per iscritto ed è vincolante per le parti del procedimento.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

In linea di principio, il giudice può adottare qualsiasi decisione salvo l'affidamento esclusivo (cura personale) a uno dei genitori. Solo se uno dei genitori è stato privato dei suoi diritti e doveri genitoriali, è possibile attribuire a un singolo genitore l'affidamento esclusivo del figlio. In pratica, tuttavia, il giudice stabilisce quale tra i genitori debba occuparsi della cura personale del figlio, rappresentarlo e gestirne i beni. Il giudice stabilisce anche in che modo il genitore cui non è stato attribuito l'affidamento debba contribuire al mantenimento del figlio o approva l'accordo intercorso tra i genitori sul pagamento degli alimenti.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

L'espressione "responsabilità genitoriale" non è agevolmente traducibile nel contesto del diritto di famiglia slovacco. Quest'ultimo riconosce l'espressione "diritti e doveri genitoriali", che sono sempre condivisi congiuntamente da entrambi i genitori (con l'effetto che non può mai esserci un "affidamento esclusivo" salvo che l'altro genitore sia deceduto, sia privo di capacità giuridica o sia stato privato dei suoi diritti e doveri genitoriali). Occorre distinguere tra tali casi e l'affidamento del figlio alla "cura personale" di un terzo. Se un figlio è affidato alla cura personale di uno dei genitori, questi può decidere su tutte le questioni di routine attinenti alla vita quotidiana del figlio senza il consenso dell'altro coniuge; tutte le questioni importanti relative all'esercizio del diritti e doveri genitoriali (amministrazione dei beni del figlio, trasferimento del figlio all'estero, cittadinanza, prestazione del consenso a trattamenti sanitari, preparazione per una futura occupazione) richiedono però il consenso dell'altro genitore. Se i genitori non sono in grado di addivenire a un accordo, il giudice decide su richiesta di uno di essi.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Il giudice può prevedere che la cura personale spetti ai genitori alternativamente (ossia l'affidamento congiunto) se entrambi sono in grado di crescere il figlio e sono interessati alla sua cura personale e se un siffatto accordo risulta essere nell'interesse del figlio per soddisfare al meglio le sue esigenze. Se almeno uno dei genitori è favorevole all'affidamento congiunto, il giudice è tenuto a verificare se esso sia nell'interesse del figlio.

Si vedano tutte le risposte che precedono, in particolare quella al quesito 8.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Competente a conoscere delle domande in materia di diritti e doveri genitoriali è il tribunale distrettuale nel cui distretto risiede il figlio minore. Non devono essere rispettati requisiti di forma e non è necessario allegare documenti, trattandosi di una procedura che il giudice può avviare d'ufficio. La presentazione di documenti dipende dal contenuto della domanda; di norma è richiesto il certificato di nascita del figlio.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Si applica una procedura semplificata e meno formale. È possibile richiedere un provvedimento provvisorio, che prende la forma di una procedura d'urgenza.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Tutti i procedimenti per la definizione dei diritti e dei doveri genitoriali sono esenti da spese. Il sistema del gratuito patrocinio in Slovacchia è attualmente limitato a un'esenzione dal pagamento delle spese giudiziali e alla messa a disposizione, a titolo gratuito, di un rappresentante. Visto il carattere non contenzioso dei procedimenti in materia di diritti e doveri genitoriali, pochissimi scelgono di farsi rappresentare da un avvocato. Tuttavia, se una persona soddisfa i requisiti giuridici previsti per l'esenzione dalle spese giudiziali, il giudice può, a sua discrezione, fornire gratuitamente un rappresentante, compreso un avvocato, se ritiene che tale rappresentanza sia necessaria per la protezione degli interessi della parte.

Il giudice indirizza tutte le parti che chiedono la nomina di un avvocato e che soddisfano i requisiti per l'esenzione dalla spese giudiziali al Centro per il gratuito patrocinio. Il giudice comunica tale possibilità alle parti. Il giudice può riconoscere un'esenzione totale o parziale dalle spese giudiziali se ciò appare giustificato alla luce delle circostanze, non integra un esercizio arbitrario o manifestamente infondato della giustizia e non costituisce un ostacolo ad essa. Salvo diversa previsione da parte del giudice, l'esenzione si applica all'intero procedimento e ha effetto retroattivo. Tuttavia, le spese eventualmente versate prima dell'emanazione della decisione sull'esenzione non sono rimborsate.

Il Centro per il gratuito patrocinio fornisce assistenza legale e il sistema di sicurezza a persone fisiche che non sono in grado di ricorrere ai servizi legali per esercitare e proteggere i propri diritti in ragione della situazione economica in cui versano. La portata dell'assistenza legale fornita è disciplinata dalla legge n. 327/2005 sulla fornitura di assistenza legale alle persone in difficoltà economiche.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, è possibile impugnare una decisione in materia di diritti e doveri genitoriali.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

La domanda di esecuzione di una decisione è presentata dinanzi al foro generale del figlio. La procedura applicata in caso di esecuzione di una decisione è disciplinata dalla legge n. 99/1963, il codice di procedura civile.

Si applicano le ordinarie procedure esecutive (esecuzione giudiziale) ad eccezione dei casi di esecuzione di decisioni in materia di cura personale (se il figlio deve essere riportato al genitore che – in base alla decisione – ha il diritto di cura personale). In tali ipotesi, la procedura è più rigorosa (sanzioni finanziarie e possibile intervento delle forze di polizia o di altre autorità competenti per l'esecuzione).

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziali in materia di diritti e doveri genitoriali emanate dal giudice di un altro Stato membro sono riconosciute ed eseguite in Slovacchia, senza necessità di ricorrere a procedimenti speciali, in conformità del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (articolo 21, paragrafo 1), ossia senza che occorra ottenere una dichiarazione di esecutività della decisione.

Tuttavia, la parte interessata può chiedere che una decisione sui diritti e doveri genitoriali emanata in un altro Stato membro sia dichiarata esecutiva; in tal caso si applica la procedura di cui al capo III, sezione 2, del regolamento.

Le domande sono presentate dinanzi al tribunale distrettuale del distretto in cui il figlio risiede, oppure, se quest'ultimo non è residente, al tribunale nel cui distretto il figlio attualmente vive; in mancanza di esso, è competente il tribunale distrettuale di Bratislava I.

La domanda volta a ottenere che una decisione sia riconosciuta o dichiarata esecutiva deve essere accompagnata da una copia della decisione sui diritti e doveri genitoriali che soddisfi i requisiti di autenticità e da un documento che certifichi la decisione, emanato, su richiesta della parte interessata, dal relativo giudice d'origine, ossia dal tribunale che ha emesso la decisione sui diritti e doveri genitoriali.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Le impugnazioni sono proposte dinanzi al tribunale distrettuale che ha emesso la decisione, ma sugli appelli si pronuncia il tribunale regionale. Gli appelli proposti contro il riconoscimento delle decisioni sui diritti e doveri genitoriali sono trattati e decisi in conformità del codice di procedura civile.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I giudici slovacchi si pronunciano nei procedimenti in materia di diritti e doveri genitoriali solo se il figlio risiede abitualmente nella Repubblica slovacca. Se il figlio non vive nella Repubblica slovacca ma ha ivi la propria residenza abituale o se i genitori non vivono in tale paese o sono cittadini di altri Stati, le disposizioni della legge slovacca si applicano in linea con la convenzione dell'Aia concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori (rif. n. 344/2002) (capo III della convenzione).

La legge n. 97/1963 sul diritto privato internazionale e sul diritto processuale internazionale stabilisce che i rapporti tra genitori e figli, compresa l'insorgenza o l'estinzione dei diritti e dei doveri genitoriali, sono disciplinati dalla legge del paese in cui il figlio ha la propria residenza abituale. In casi eccezionali, il giudice può prendere in considerazione la legge di un altro paese con cui esista un collegamento significativo nella vicenda in esame, se ciò risulta necessario per proteggere il bambino o i suoi beni. I diritti e doveri genitoriali che hanno origine nel paese in cui il figlio ha la propria residenza abituale, restano validi anche se il figlio sposta altrove la propria residenza abituale. Se nessuno dei genitori era titolare di diritti e doveri genitoriali riconosciuti in base al diritto slovacco, tali diritti e doveri insorgono nel momento in cui il figlio inizia ad avere la propria residenza abituale nella Repubblica slovacca. L'esercizio dei diritti e dei doveri genitoriali è disciplinato dalla legge del paese in cui il figlio risiede abitualmente.

Le disposizioni della legge sul diritto privato internazionale e sul diritto processuale internazionale si applicano soltanto in mancanza di un accordo internazionale o se l'eventuale accordo internazionale esistente non contiene regole di conflitto per individuare la legge applicabile.

Accanto alla convenzione dell'Aia del 1966, la Repubblica slovacca è vincolata da numerosi accordi bilaterali che contengono disposizioni sulla legge applicabile. Le disposizioni in parola prevalgono su quelle contenute nella legge sul diritto privato internazionale e sul diritto processuale internazionale nei procedimenti vertenti sui diritti e doveri genitoriali. Tali accordi sono:

Bulgaria: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare di Bulgaria sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Sofia, 25 novembre 1976, decreto n. 3/1978);

Croazia, Slovenia: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica socialista federativa di Jugoslavia sulla regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Belgrado, 20 gennaio 1964, decreto n. 207/1964);

Ungheria: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare d'Ungheria sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Bratislava, 28 marzo 1989, rif. n. 63/1990);

Polonia: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare di Polonia sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare, di lavoro e penale (Varsavia, 21 dicembre 1987, decreto n. 42/1989);

Romania: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare di Romania sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Praga, 25 ottobre 1958, decreto n. 31/1959).

Ultimo aggiornamento: 14/01/2019

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Responsabilità genitoriale - Svezia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La "responsabilità genitoriale" riguarda, tra le altre cose, i diritti e gli obblighi relativi al prendersi cura della persona fisica e dei beni di un figlio e comprende le questioni relative al suo affidamento e al luogo nel quale deve vivere, ai contatti con il figlio e alla sua tutela.

L'affidamento fa riferimento alla responsabilità legale in relazione alla persona fisica del minore. La persona affidataria ha il diritto e l'obbligo di prendere decisioni in merito a questioni personali in relazione al minore, ad esempio il luogo nel quale deve vivere e la scuola che deve frequentare. La persona affidataria è tenuta a garantire che le esigenze del minore in termini di assistenza, sicurezza e buona educazione siano soddisfatte. La persona affidataria del minore è altresì tenuta a garantire che il minore riceva la supervisione necessaria in considerazione della sua età, del suo sviluppo e di altre circostanze e deve altresì monitorare se il minore sta ricevendo o meno un sostegno e un'educazione soddisfacenti. Man mano che il minore cresce e si sviluppa, la persona affidataria dello stesso deve tener conto sempre più delle opinioni e dei desideri del minore.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Solitamente la persona affidataria è costituita dai genitori del minore o da uno di loro. Se i genitori del minore sono sposati tra loro al momento della nascita del figlio, a entrambi i genitori spetta automaticamente la responsabilità genitoriale condivisa per il figlio. Se i genitori si sposano soltanto più tardi, acquisiscono congiuntamente la responsabilità genitoriale attraverso il matrimonio. Se i genitori di un minore non sono sposati tra loro al momento della sua nascita, la responsabilità genitoriale spetta alla madre. Tuttavia, i genitori possono ottenere facilmente l'esercizio congiunto della responsabilità genitoriale tramite una registrazione. Inoltre, il padre può rivolgersi a un organo giurisdizionale per ottenere l'esercizio condiviso o esclusivo della responsabilità genitoriale nei confronti del figlio.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

In taluni casi la responsabilità genitoriale di un minore può essere trasferita dai genitori del minore o da uno di essi, a un tutore appositamente nominato. Un trasferimento di questo tipo può essere pertinente se un genitore si rende colpevole di un abuso o di negligenza oppure se non presta altrimenti assistenza al minore e ciò costituisce un rischio permanente per la salute o lo sviluppo del minore. Un trasferimento può altresì rendersi opportuno se a uno o entrambi i genitori viene vietato in maniera permanente l'esercizio della responsabilità genitoriale nei confronti del figlio.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Se i genitori divorziano, la condivisione della responsabilità genitoriale perdura senza che l'organo giurisdizionale debba prendere alcuna decisione in merito, in sede di divorzio. Se uno dei genitori desidera apportare una variazione a tale riguardo deve presentare una domanda per richiedere lo scioglimento della condivisione della responsabilità genitoriale.

Se uno dei genitori desidera apportare una variazione alla responsabilità genitoriale, tale questione può essere risolta da un organo giurisdizionale. Se i genitori sono d'accordo in merito a una tale variazione, essi possono definire la questione tramite un accordo, senza il coinvolgimento di un organo giurisdizionale. Tale accordo, per essere valido, deve essere omologato dalla commissione per i socialnämd (servizi sociali). Lo stesso vale per le questioni quali la decisione del genitore con il quale il figlio dovrebbe vivere e la definizione delle modalità di contatto con l'altro genitore.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

L'accordo deve essere definito in forma scritta e deve essere firmato da entrambi i genitori. Inoltre, deve essere omologato dalla commissione per i servizi sociali del comune presso il quale il figlio è registrato.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Il comune ha l'obbligo, attraverso la commissione per i servizi sociali, di offrire ai genitori una mediazione professionale destinata al raggiungimento di un accordo in materia di affidamento, residenza e contatto. La mediazione è volontaria; di conseguenza, per potervi accedere è necessario che entrambi i genitori ne facciano domanda. Se i genitori riescono ad accordarsi in materia di affidamento, residenza e contatto, possono firmare un accordo che, una volta omologato dalla commissione per i servizi sociali avrà il medesimo effetto di una sentenza di un organo giurisdizionale.

Se i genitori adiscono un organo giurisdizionale, quest'ultimo può deferirli a una mediazione da parte della commissione per i servizi sociali, qualora tale mediazione non abbia avuto luogo in precedenza e l'organo giurisdizionale ritenga che vi siano le condizioni per il raggiungimento di soluzioni concordate. Se i genitori hanno partecipato a una mediazione ma non hanno raggiunto un accordo, l'organo giurisdizionale può invece nominare qualcuno che faccia da mediatore tra i genitori. L'organo giurisdizionale ha il dovere generale di sforzarsi a sostegno di soluzioni concordate nei casi in materia di affidamento, residenza e contatto.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

L'organo giurisdizionale può decidere in materia di:

  • affidamento (esclusivo o condiviso);
  • residenza del figlio (con quale dei genitori deve vivere il figlio oppure se il figlio dovrebbe vivere con ciascun genitore alternativamente); e
  • contatto (il diritto del figlio al contatto con il genitore con il quale non vive).

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Il genitore che dispone dell'affidamento esclusivo ha il diritto di prendere autonomamente decisioni in merito a questioni personali in relazione al figlio. La persona affidataria non è tenuta a consultare l'altro genitore o a ricevere l'approvazione da quest'ultimo in tali materie. Tuttavia, il minore ha il diritto di avere contatti con l'altro genitore e la persona affidataria ha il dovere di consentire l'esercizio di tale diritto. La persona affidataria è tenuta altresì a fornire all'altro genitore informazioni per facilitare il contatto con il minore.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

L'affidamento condiviso comporta l'adozione congiunta di decisioni da parte dei genitori in merito a questioni personali del figlio. Il punto di partenza è costituito dal fatto che i genitori devono accordarsi su tutte le questioni relative al figlio. Tuttavia, il disaccordo su questioni relative al contatto e alla residenza del figlio può essere deciso da un organo giurisdizionale (cfr. sopra).

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

In materia di affidamento, residenza o contatto, un genitore può avviare un'azione giuridica dinanzi al tingsrätt (tribunale circoscrizionale) dove il figlio ha il suo domicilio. Qualora non vi sia alcun tribunale circoscrizionale competente, la competenza giurisdizionale spetta al Stockholms tingsrätt (tribunale circoscrizionale di Stoccolma). Le questioni relative all'affidamento, alla residenza e al contatto possono essere affrontate anche nel contesto di un procedimento di divorzio.

Una domanda di citazione deve avere forma scritta e deve essere firmata personalmente dal richiedente o dal suo rappresentante. La domanda deve contenere informazioni sulle parti, una richiesta specifica (ad esempio, descrizione della questione che viene chiesto all'organo giurisdizionale di dirimere), il contesto della richiesta, informazioni sulle prove sulle quali essa si basa e su cosa ogni prova intende dimostrare, nonché informazioni sulle circostanze sulla base delle quali l'organo giurisdizionale è competente. Le prove scritte sulle quali si fonda la richiesta devono essere presentate unitamente alla domanda.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Le questioni relative ad affidamento, residenza e contatto sono non discrezionali.

In generale, le questioni relative ad affidamento, residenza e contatto devono essere prese in considerazione tempestivamente. L'organo giurisdizionale può adottare una decisione provvisoria in merito a tali aspetti. Una decisione provvisoria può riguardare ad esempio il luogo presso il quale il minore deve vivere durante lo svolgimento della controversia e applicarsi fino a quando la questione viene decisa mediante una decisione passata in giudicato.

Sebbene non esista una procedura formale speciale per accelerare l'esame di questioni relative ad affidamento, residenza e contatto, viene effettuata una valutazione dell'urgenza della questione nell'ambito di ciascun singolo caso.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Nei casi in materia di affidamento, residenza e contatto, la regola generale prevede che ciascuna parte sostenga le proprie spese di giudizio.

Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso se sono soddisfatte le condizioni pertinenti.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Una sentenza o la decisione di un tribunale circoscrizionale in materia di affidamento, residenza o contatto può essere impugnata dinanzi alla hovrätt (corte d'appello). Tuttavia, affinché la corte d'appello prenda in considerazione tale impugnazione, deve essere stata innanzitutto concessa l'autorizzazione all'impugnazione.

Una sentenza o una decisione della corte d'appello può essere impugnata dinanzi la Högsta domstolen (Corte suprema). Affinché la Corte suprema prenda in considerazione tale impugnazione, deve essere stata innanzitutto concessa l'autorizzazione all'impugnazione.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

È possibile dare esecuzione a sentenze, decisioni o accordi in materia di affidamento, residenza o contatto. L'esecuzione va richiesta presso il tribunale circoscrizionale del luogo nel quale il minore ha il suo domicilio. Se non esiste un organo giurisdizionale competente, la questione dell'esecuzione viene esaminata dal tribunale circoscrizionale di Stoccolma.

Il tribunale circoscrizionale può decidere in merito a vari provvedimenti. Innanzitutto, tale organo giurisdizionale cercherà di ottenere la consegna volontaria del minore. Qualora ciò non fosse possibile, detto organo potrebbe decidere in ultima analisi di imporre una sanzione pecuniaria condizionale o il prelievo del minore. L'imposizione di una sanzione pecuniaria condizionale fa sì che la persona che si sta prendendo cura del minore possa vedersi infliggere una pena pecuniaria consistente nel pagamento di un importo considerevole qualora non consegni il minore. Il prelievo del minore è un provvedimento molto insolito che viene deciso soltanto se non è possibile risolvere la situazione in altro modo e al fine di evitare che il minore subisca un danno grave. Implica che la polizia prelevi il minore e lo consegni alla persona affidataria.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

In taluni casi si applica il regolamento Bruxelles II. In Svezia le domande di dichiarazione di esecutività vanno presentate alla Svea hovrätt (Corte d'appello di Svea).

In altri casi, per i paesi che hanno firmato la convenzione europea del 1980 e la convenzione dell'Aia del 1996, si applicano tali convenzioni. Ai sensi della convenzione europea del 1980, le domande di esecuzione vanno presentate al tribunale circoscrizionale nel luogo in cui il minore ha il suo domicilio. Ai sensi della convenzione dell'Aia del 1996, le domande di esecuzione vanno presentate alla Corte d'appello di Svea.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Le disposizioni che disciplinano questo aspetto sono contenute nel regolamento Bruxelles II.

È possibile altresì presentare un'opposizione nella quale si sostenga che una decisione non è applicabile o non è esecutiva nei casi in cui possa sollevarsi tale eccezione.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

In linea di principio, si applica la legge del paese nel quale il minore è domiciliato.

Ultimo aggiornamento: 19/07/2019

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