Parental responsibility - child custody and contact rights

Parental responsibility means all rights and obligations towards a child and its assets. Although this concept varies between the Member States, it usually covers custody and visiting rights. If you are an international couple with one or more children and are now separating, you will need to agree the custody arrangements for them.

Where to start?

What is custody? What are visiting rights?

As long as the parents live together, they usually hold custody over their children jointly. However, if the parents get divorced or split up, they need to decide how this responsibility will be exercised in the future.

The parents may decide that the child shall live alternately with both parents, or with one parent. In the latter case, the other parent usually has a right to visit the child at certain times.

Custody rights also cover other rights and duties linked to the education and care of the child, including the right to look after the child and his/her assets. The parents usually have the parental responsibility for a child, but parental responsibility may also be given to an institution to which the child is entrusted.

Who decides on the custody and visiting rights?

The parents may decide on these matters by mutual agreement. A mediator or lawyer can help if the parents do not manage to reach an agreement. Visit the link at the bottom of this page to find a mediator.

If the parents are unable to reach an agreement they may have to go to court. The court may decide that both parents shall have custody over the child (joint custody) or that one of the parents shall have custody (single custody). In the case that only one parent has custody, the court may decide on visiting rights for the other parent.

In the case of an international couple, EU rules determine which court has the responsibility to deal with the case. Visit the link at the bottom of this page to find the responsible court.

The main aim is to avoid both parents addressing the court in their own country and two decisions being issued for the same case. The principle is that the responsible court is the court in the country where the child habitually resides.

Will the decision of the court be enforced in the other EU country?

A mechanism for the recognition and enforcement of decisions ensures that the decision of the court is applied in other EU countries once it has been issued. This makes it easier for those with parental responsibility to exercise their rights.

In particular, a judgment on access rights will be recognised in another EU Member State without any special procedure being required, thus supporting the relationship between the child and both parents.

Which EU rules apply?

The rules settling cross-border matters between children and their parents are part of the Brussels IIa Regulation. These rules apply equally to all children, whether they are born in wedlock or not. The Brussels IIa Regulation is the cornerstone of EU judicial cooperation in matrimonial matters and matters of parental responsibility. The Regulation has applied since 1 March 2005 in all EU countries except Denmark.

Please select the relevant country's flag to obtain detailed national information.

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Last update: 18/01/2019

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Responsabilità genitoriale - Bulgaria

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

I termini giuridici utilizzati dalla legislazione della Bulgaria sono "diritti e doveri dei genitori" (родителски права и задължения) e esercizio dei diritti genitoriali (упражняване на родителски права). Rientrano in tale concetto tutti i diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli che non hanno raggiunto la maggiore età.

Il diritto bulgaro distingue tra i minori di età inferiore a quattordici anni e i minori di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, ma i diritti genitoriali sono esercitati nei confronti di entrambe le categorie.

In seguito a un'adozione, i diritti e i doveri dei genitori che adottano nei confronti dei figli adottati e dei loro discendenti sono assimilati a tutti gli effetti a quelli dei genitori nei confronti dei figli naturali mentre cessano i diritti e i doveri dei genitori di origine nei confronti dei figli dati in adozione.

Al momento di emettere la sentenza di divorzio, il giudice è tenuto a pronunciarsi su tutte le questioni inerenti all'esercizio dei diritti genitoriali come il diritto di visita, gli obblighi alimentari nei confronti dei figli nati dal matrimonio e l'utilizzazione dell'abitazione familiare.

Il giudice decide quale dei coniugi deve esercitare i diritti genitoriali e stabilisce le misure relative all'esercizio di tali diritti, al diritto di visita e agli obblighi alimentari. Al fine di stabilire quale dei genitori debba esercitare i diritti genitoriali, il giudice valuta tutte le circostanze tenendo conto dell'interesse dei figli, e ascoltando i genitori e i figli, qualora essi abbiano compiuto dieci anni.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Di norma, i diritti genitoriali vengono esercitati dai due genitori insieme e separatamente.

La legge stabilisce il diritto dei nonni al contatto con i nipoti.

I figli minori sono tenuti a vivere con i genitori tranne quando vi siano gravi motivi che impongano che essi vivano altrove. Se tale obbligo non viene rispettato, su domanda dei genitori, il giudice competente ordina il ritorno del figlio dai genitori dopo averlo ascoltato se questi ha compiuto dieci anni.

Ciascuno dei genitori può rappresentare legalmente i propri figli che hanno meno di 14 anni e dare il proprio accordo alle azioni legali intraprese dai figli di età compresa tra i 14 e i 18 anni, a condizione che ciò sia nell'interesse di questi ultimi.

Qualora un minorenne possieda beni mobili o immobili, ad eccezione di generi alimentari deperibili, per poterli alienare, ipotecare o disporre di essi in qualsiasi modo è necessario ottenere l'autorizzazione del tribunale distrettuale competente sulla base della residenza e solo in caso di evidente necessità e utilità per il minore. Per quanto riguarda le proprietà dei minorenni, esse non possono essere oggetto di donazione, e né è possibile la rinuncia dei propri diritti su di esse ed esse non possono essere né impegnate né ipotecate per pagare debiti altrui.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Quando il comportamento di un genitore rappresenta un pericolo per la personalità, l'educazione, la salute o le proprietà di un figlio, il tribunale distrettuale, su richiesta dell'altro genitore o di un procuratore o d'ufficio, prende le misure necessarie ai fini della tutela degli interessi del figlio e, qualora ciò si renda necessario, lo colloca in un luogo sicuro.

Tali misure vengono prese anche quando uno dei genitori, a causa di una malattia fisica o mentale o di una prolungata assenza o di altre ragioni obiettive, non esercita la propria responsabilità genitoriale. In casi particolarmente gravi (quando un genitore non si è preso cura del figlio e non ha provveduto al suo sostentamento senza ragioni fondate, quando ha collocato il figlio in un istituto e non lo ha ripreso nei sei mesi successivi al giorno in cui avrebbe dovuto riprenderlo) il genitore viene privato della responsabilità genitoriale.

Il procedimento per privare della responsabilità genitoriale viene avviato dal tribunale distrettuale d'ufficio o su richiesta dell'altro genitore o del procuratore. In tutti i casi relativi alla limitazione o privazione della responsabilità genitoriale il tribunale stabilisce anche misure che regolano i rapporti personali tra genitori e figli.

A seguito di un cambiamento delle circostanze o su richiesta del genitore il tribunale può ripristinare la responsabilità del genitore.

Il tribunale comunica ufficialmente alle autorità comunali del luogo di residenza la registrazione della privazione e del ripristino della responsabilità genitoriale in modo che possa essere nominato un tutore (detto nastojnik per i minori di 14 e popecitel per minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni).

Su richiesta dei servizi sociali comunali, il tribunale può ordinare che un minore sia sottratto alla famiglia qualora i genitori siano deceduti, siano ignoti, siano stati privati del tutto o in parte della responsabilità genitoriale, siano incapaci di prendersi cura dei figli per motivi fondati o per cause che sfuggono alla loro volontà, oppure qualora il minore sia vittima di violenze e corra il rischio di essere danneggiato nel proprio sviluppo fisico, psichico, morale, intellettuale e sociale. I minori vengono accolti in istituti o famiglie di accoglienza anche nei casi di cui all'articolo 11 della convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo del 1996.

Il tribunale può decidere di collocare un minore presso parenti e familiari, in una famiglia d'accoglienza o in istituto. Nell'attesa di una decisione del tribunale sono i servizi sociali del comune in cui risiede il minore a prendersi temporaneamente cura di lui.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Se i genitori che vivono insieme dissentono quanto al modo di esercitare la responsabilità genitoriale, la controversia viene risolta dal tribunale distrettuale che ascolta i genitori ed eventualmente il minore. La decisione può essere impugnata in base alle norme generali pertinenti.

Quando i genitori non coabitano e non possono raggiungere un accordo su dove debbano vivere i figli, la controversia è risolta dal tribunale distrettuale competente per il luogo di residenza dei figli, dopo aver ascoltato i minori qualora essi abbiano compiuto dieci anni. La decisione può essere impugnata.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori possono concludere accordi stragiudiziali sulla custodia dei minori, sul'esercizio della responsabilità genitoriale e sulle visite dell'altro genitore, ma l'esecuzione di tali accordi non è obbligatoria. Indipendentemente dall'esistenza di un accordo stragiudiziale, ciascun genitore può adire il tribunale per risolvere una controversia relativa ai diritti genitoriali o ai contatti con il minore e il giudice si pronuncerà sull'esercizio dei diritti genitoriali da quel momento in poi indipendentemente dall'accordo stragiudiziale. L'ambito giuridico è anche lo stesso per i contatti del minore con il genitore che non ha la custodia e che non vive con il minore.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Conformemente alla legge sulla mediazione, le controversie familiari possono essere oggetto di mediazione ma l'accordo raggiunto in materia di responsabilità genitoriale non è soggetto a esecuzione forzata sulla base del codice di procedura civile.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Il giudice può prendere decisioni su tutti i casi per i quali viene adito. Può quindi stabilire dove deve risiedere il minore, quale genitore deve esercitare la responsabilità genitoriale, come devono svolgersi i contatti dell'altro genitore con il minore, quali siano i diritti di visita e di accesso, chi ha l'obbligo alimentare nei confronti del minore. Può inoltre scegliere la scuola in cui deve studiare il minore e il nome da attribuire. Si vedano le risposte 3 e 4.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

In linea di massima, il genitore che esercita la responsabilità genitoriale prende le decisioni inerenti alla vita quotidiana del minore, per esempio, scegliendo la scuola in cui il minore deve studiare. Vi sono situazioni nelle quali è necessario che vi sia l'accordo di entrambi il genitori, per esempio per il rilascio dei documenti di identità del minore, per uscire dal paese, indipendentemente dalla durata e dallo scopo della partenza, compreso lo scopo turistico.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Quando i genitori non vivono insieme, il tribunale stabilisce quale dei due genitori deve esercitare la responsabilità genitoriale e le modalità con cui si svolgono i contatti con l'atro genitore. Nonostante ciò, non esistono limitazioni quanto alla possibilità per i genitori di ottenere diritti di visita più estesi di quelli usuali mediante un accordo giudiziario. La pratica consolidata dei tribunali nei casi di divorzio, comunemente accettata da entrambi i genitori, è di stabilire un diritto di visita di due o più giornate non lavorative al mese più un certo numero di settimane durante le vacanze del minore.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il tribunale competente è il tribunale distrettuale per il luogo di residenza del ricorrente. Quando la richiesta è associata ad una domanda di assegni alimentari per il minore, il richiedente può rivolgersi anche al tribunale competente per il proprio luogo di residenza.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Le controversie relative all'esercizio della responsabilità genitoriale sono esaminate in procedimenti ordinari.

Quando tali controversie vengono esaminate nell'ambito di procedimenti di divorzio, i genitori possono chiedere al tribunale di stabilire misure provvisorie per l'esercizio della responsabilità genitoriale e del diritto di visita.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Le parti in causa possono ottenere il patrocinio a spese dello Stato alle condizioni previste dalla legge sul patrocinio a spese dello Stato.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

La decisione presa dal giudice de tribunale distrettuale può essere impugnata ricorrendo al tribunale provinciale entro due settimane dal ricevimento della decisione.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Ai sensi del codice di procedura civile, le decisioni giudiziarie entrate in vigore possono essere oggetto di esecuzione forzata. Vi sono disposizioni giuridiche speciali per i casi in cui viene ordinato a una parte di compiere un atto insostituibile o di astenersi dal compierlo oppure in relazione all'obbligo di affidamento del minore. L'esecuzione avviene mediante un ufficiale giudiziario pubblico o privato in funzione della scelta del richiedente.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 è applicato dall'articolo 621 del codice di procedura civile (in vigore dal 24/7/2007).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 è applicato dall'articolo 622 del codice processuale civile (in vigore dal 24/7/2007).

La giurisdizione naturale è del tribunale distrettuale competente per il luogo di residenza della controparte. Se tale parte non risiede permanentemente in Bulgaria, la giurisdizione è del tribunale distrettuale competente per il luogo di residenza della parte interessata. Se tale parte non risiede permanentemente in Bulgaria, la giurisdizione è del tribunale di Sofia (Sofijski Gradski Sad).

Le domande di riconoscimento e di esecuzione in Bulgaria delle decisioni prese da un tribunale o da un altro organo di un altro paese sull'affidamento dei minori e il ristabilimento dell'affidamento in caso di trasferimento illegale di minori sulla base della convenzione di Lussemburgo del 20 maggio 1980 sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell'affidamento (ratificata dalla legge – GU della Bulgaria, n. 21 del 2003) (GU della Bulgaria, n.104 del 2203), in appresso convenzione di Lussemburgo, vengono esaminate dal tribunale della città di Sofia in un'udienza a porte aperte a cui partecipano il Ministero della Giustizia o il richiedente, le parti chiamate in causa dalla decisione del tribunale straniero e il procuratore. Il tribunale ascolta il minore dopo aver ascoltato il parere dei servizi sociali del comune in cui risiede il minore. Il procedimento per il riconoscimento e l'esecuzione di una decisione presa da un tribunale straniero viene sospeso nei seguenti casi: qualora in un tribunale bulgaro vi sia un procedimento pendente in merito alla stessa controversia; quando un'altra decisione relativa è oggetto di un procedimento di riconoscimento ed esecuzione in un tribunale bulgaro. In tal caso, tale tribunale viene informato immediatamente e deve emettere la propria decisione entro un mese dalla notifica.

Il tribunale della città di Sofia emette la propria decisione entro un mese dalla domanda. Tale decisione può essere impugnata dinanzi alla Corte d'Appello di Sofia la cui decisione è definitiva.

La stessa procedura si applica alle domande relative al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni sull'affidamento e la collocazione sotto tutela nei casi se, sulla base di tali decisioni, il trasferimento dei minori sia stato dichiarato illegale. Il riconoscimento e l'esecuzione della decisione di un altro Stato ai sensi della convenzione di Lussemburgo viene rifiutato sulla base dei motivi di cui agli articoli 8, 9 e se i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 1, della convenzione e viene ammesso solo se è eseguibile nello Stato in cui è stato stabilito. La stessa procedura si applica anche per quanto riguarda la convenzione sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I rapporti tra genitori e figli sono disciplinati dal diritto del paese in cui questi risiedono abitualmente. Quando i genitori e i figli non risiedono abitualmente nello stesso luogo, i loro rapporti sono disciplinati dal diritto del paese in cui i figli risiedono abitualmente o dal diritto del paese in cui sono nati se ciò è più vantaggioso per loro. La nomina e la revoca della nomina dei tutori avviene sulla base del diritto in cui risiede abitualmente il minore che viene posto sotto tutela. I rapporti tra i minori posti sotto tutela e i loro tutori sono disciplinati dal diritto applicato all'atto della collocazione sotto tutela.

Ultimo aggiornamento: 12/10/2016

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Responsabilità genitoriale - Repubblica ceca

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

L'espressione "responsabilità genitoriale" designa un istituto sancito dal codice civile (legge n. 89/2012) e comprende un insieme di diritti e obblighi dei genitori:

  • prendersi cura del figlio, soprattutto della sua salute e del suo sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e morale,
  • proteggere il figlio,
  • mantenere contatti personali con il figlio,
  • assicurare la sua educazione e istruzione,
  • stabilirne il luogo di residenza,
  • assumerne la rappresentanza legale e amministrarne i beni.

La responsabilità genitoriale trae origine dalla nascita del figlio e cessa quando questi acquisisce la piena capacità giuridica. La durata e i limiti della responsabilità genitoriale possono essere modificati solo dall'autorità giudiziaria. La responsabilità genitoriale viene esercitata dai genitori nell'interesse del figlio. Prima di adottare una decisione incidente sugli interessi del figlio, i genitori devono fornirgli tutte le informazioni necessarie affinché possa formarsi un parere sulla questione e comunicarlo loro, a meno che il medesimo non sia in grado di comprendere adeguatamente le informazioni, di formarsi un parere o di comunicarlo ai genitori. Questi ultimi devono prestare particolare attenzione al parere del figlio e tenerne conto ai fini della decisione. La responsabilità genitoriale nei confronti del figlio viene esercitata dai genitori in maniera commisurata al suo grado di sviluppo. Per adottare una decisione sull'istruzione o l'occupazione del figlio, i genitori devono tenere conto del suo parere nonché delle sue capacità e attitudini.

Fino a quando il figlio non abbia acquisito la capacità giuridica, i genitori possono orientarne il comportamento con misure educative adeguate alle sue capacità evolutive, comprese le restrizioni intese a tutelare la sua morale, la sua salute e i suoi diritti, nonché i diritti dei terzi e l'ordine pubblico. Il figlio deve sottostare a tali misure. Le risorse educative possono essere utilizzate solo nel modo e nei limiti adeguati alle circostanze, senza mettere a rischio la salute o lo sviluppo del figlio e senza pregiudicarne la dignità umana.

Si presume che ogni minore che non abbia acquisito la piena capacità legale possa compiere atti giuridici adatti alla maturità intellettuale e psicologica corrispondenti alla sua età. I genitori hanno il diritto-dovere di rappresentare il figlio nei negozi giuridici per i quali non sia legalmente capace. I genitori rappresentano il figlio congiuntamente, ma possono agire separatamente; se uno dei genitori agisce da solo nell'ambito di un rapporto tra il figlio e un terzo di buona fede, si presume che agisca con il consenso dell'altro genitore. Un genitore non può assumere la rappresentanza di un figlio se potrebbe derivarne un conflitto di interessi con il medesimo oppure tra figli degli stessi genitori. In tal caso, il giudice designa un tutore per il figlio. Se i genitori non si accordano su quale di loro debba rappresentare il figlio nei negozi giuridici, il giudice stabilisce – su domanda di uno dei genitori – quale genitore possa agire legalmente per conto del figlio e con quali modalità.

I genitori hanno il diritto-dovere di gestire i beni del figlio, e in particolare di amministrarli con la dovuta diligenza. Essi devono gestire in modo sicuro i fondi che possono essere considerati non necessari per coprire le spese relative ai suoi beni. Nei rapporti giuridici concernenti singole parti del patrimonio del figlio, i genitori agiscono come suoi rappresentanti; un genitore non può rappresentare un figlio se potrebbe derivarne un conflitto di interessi con il medesimo o tra figli degli stessi genitori. In tal caso, il giudice designa un tutore per il figlio. Se uno dei genitori contravviene all'obbligo di amministrare il patrimonio del figlio con la dovuta diligenza, i genitori sono tenuti in solido a risarcire il figlio per i danni subiti. Se i genitori non raggiungono un accordo su una questione essenziale relativa alla gestione dei beni del figlio, tale questione viene risolta da un giudice su istanza di uno dei genitori. I genitori devono ottenere il consenso dell'autorità giudiziaria per compiere atti giuridici concernenti il patrimonio futuro o attuale del figlio o singole parti di tale patrimonio, salvo per le questioni ordinarie e per quelle straordinarie riguardanti beni di valore trascurabile.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale è un obbligo per entrambi i genitori e spetta a ciascuno di essi fino a quando non ne sia privato. È irrilevante che i genitori siano o meno coniugati e che il figlio sia nato dal matrimonio o fuori da esso.

I genitori esercitano la responsabilità genitoriale di comune accordo. Se il ritardo nell'adozione di una decisione relativa al figlio potrebbe comportare dei rischi, uno dei genitori può assumere la decisione o prestare il proprio assenso da solo, ma deve informare tempestivamente l'altro genitore della situazione. Se uno dei genitori agisce da solo in relazione a un rapporto tra il minore e un terzo di buona fede, si presume che agisca con il consenso dell'altro genitore. Se i genitori non raggiungono un accordo su una questione importante per il figlio, e in particolare riguardo ai suoi interessi, tale questione sarà risolta dal giudice su richiesta di uno dei genitori. Ciò vale anche nel caso in cui un genitore escluda l'altro dalla decisione su una questione importante per il figlio. Sono considerate questioni importanti, tra l'altro, la determinazione del luogo di residenza e la scelta delle scuole o dell'occupazione del figlio, ma non le normali procedure mediche e questioni analoghe.

L'autorità giudiziaria può decidere di sospendere la responsabilità genitoriale se i genitori non sono in grado di esercitarla per gravi motivi e si può ritenere che tale sospensione sia necessaria nell'interesse del figlio. Se un genitore non esercita adeguatamente la sua responsabilità genitoriale e l'interesse del figlio lo richiede, il giudice può limitare tale responsabilità, o limitarne l'esercizio, stabilendo al contempo la portata della limitazione. Se un genitore abusa della responsabilità genitoriale o del suo esercizio e/o li trascura in modo grave, il giudice può privarlo di detta responsabilità. Se un genitore commette un reato doloso contro il figlio o si serve del medesimo – che non è penalmente responsabile – per commettere un reato, l'autorità giudiziaria deve valutare, tra l'altro, se ricorrano motivi per privarlo della responsabilità genitoriale.

Se uno dei genitori è deceduto o ignoto, oppure non ha la responsabilità genitoriale o è stato sospeso dal suo esercizio, tale responsabilità è esercitata dall'altro genitore; ciò vale anche in caso di limitazione della responsabilità genitoriale di uno dei genitori o del suo esercizio. Se nessuno dei genitori ha la piena responsabilità genitoriale, o se l'esercizio della responsabilità genitoriale di entrambi i genitori è stato sospeso e/o la responsabilità genitoriale è stata modificata in uno dei modi sopra indicati, ma con effetti diversi per ciascuno dei genitori, il giudice assegna al figlio un tutore, il quale sarà investito dei diritti e obblighi dei genitori oppure eserciterà tali diritti e obblighi in luogo dei genitori. Se la responsabilità genitoriale o il suo esercizio sono stati limitati, il giudice designa un tutore per il figlio.

Nel caso dei figli adottivi, i diritti e gli obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale si trasferiscono all'adottante al momento del passaggio in giudicato della decisione giudiziaria che dispone l'adozione.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se il giudice decide di limitare la capacità giuridica di un genitore, deve pronunciarsi anche in ordine alla sua responsabilità genitoriale. L'esercizio della responsabilità genitoriale da parte di un minore che ha avuto un figlio ma non ha ancora acquisito la piena capacità giuridica, attraverso una dichiarazione o per matrimonio, è sospeso fino a quando egli non abbia acquisito la suddetta capacità; ciò non vale per l'esercizio dei diritti e obblighi inerenti alla cura del minore, a meno che il giudice decida di sospendere l'esercizio di tali diritti e obblighi fino a quando il genitore non abbia acquisito la piena capacità giuridica. L'esercizio della responsabilità genitoriale di un genitore la cui capacità giuridica sia stata limitata in tale ambito rimane sospeso per tutta la durata della restrizione, a meno che il giudice decida che il genitore, in considerazione della sua persona, possa continuare ad esercitare i diritti e gli obblighi inerenti alla cura del figlio e ai contatti personali con il medesimo.

In mancanza di entrambi i genitori che dovrebbero esercitare la piena responsabilità genitoriale sul figlio, il giudice assegna a quest'ultimo un tutore. Fondamentalmente, il tutore ha gli stessi diritti e obblighi dei genitori nei confronti del minore, ma non ha l'obbligo di sostegno e mantenimento. In casi eccezionali, la portata dei diritti e degli obblighi del tutore può essere definita diversamente in considerazione della sua persona o della situazione del minore, nonché del motivo per il quale non spettano ai genitori tutti i diritti e gli obblighi. Il tutore deve disporre della piena capacità giuridica e il suo stile di vita deve essere tale da garantirne l'idoneità a svolgere adeguatamente tale funzione. Il giudice può anche designare due persone – di norma una coppia di coniugi – come tutori. Può inoltre designare come tutore una persona indicata da un genitore, se ciò non risulta contrario all'interesse del minore. In mancanza, il giudice designa come tutore un parente o una persona vicina al minore o alla sua famiglia, a meno che uno dei genitori escluda espressamente tale persona. Se una persona del genere non esiste, il giudice designa come tutore un'altra persona ritenuta idonea. In mancanza di una persona fisica che possa essere nominata come tutore, il giudice designa un'autorità per la protezione sociale e giuridica dei minori fino a quando non venga designato un nuovo tutore o quello designato non accetti l'incarico. Il tutore, che è soggetto alla vigilanza del giudice, deve redigere un elenco dei beni all'inizio e al termine dell'incarico. Egli deve presentare al giudice relazioni periodiche sul minore e sul suo sviluppo nonché la contabilità relativa all'amministrazione dei suoi beni. Le decisioni del tutore su questioni straordinarie devono essere approvate dal giudice.

In alternativa, il minore può essere dato in affido. Prendere in affido significa prendersi cura personalmente del figlio di un'altra persona, ma non implica il riconoscimento come proprio di un figlio altrui come nel caso dell'adozione. Nell'educare il minore, il genitore affidatario esercita entro limiti ragionevoli i diritti e gli obblighi dei genitori. L'affidatario può e deve assumere solo le decisioni relative alle questioni ordinarie concernenti il minore, rappresentarlo per tali questioni e gestirne i beni, e deve informare i suoi genitori in merito alle questioni importanti. Se le circostanze lo richiedono, il giudice può stabilire diritti e obblighi supplementari del genitore affidatario. I genitori del minore mantengono i diritti e gli obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale, compresi il diritto di avere contatti personali regolari e il diritto di ricevere informazioni sul figlio, ad eccezione dei diritti e degli obblighi riservati per legge al genitore affidatario, a meno che il giudice – per particolari motivi – decida diversamente. Il genitore affidatario non ha un obbligo di sostegno e mantenimento nei confronti del minore.

Il genitore affidatario deve garantire un'educazione adeguata, essere residente nella Repubblica ceca ed acconsentire a prendere il minore in affido. Di norma, l'affidatario è un parente, ma può anche trattarsi di un'altra persona scelta dall'autorità per la protezione sociale e giuridica dei minori (a tal fine, i tribunali regionali conservano i dati dei candidati idonei ad assumere l'incarico di genitori affidatari). Il giudice può dare un minore in affido per un periodo di tempo limitato (ad esempio per la durata della permanenza del genitore in una struttura sanitaria) o illimitato. L'affido è quindi inteso ad affrontare una crisi familiare o a garantire la cura del minore in un ambiente familiare alternativo. Per ridurre il numero di minori affidati a istituti o strutture analoghe, l'affidamento a una famiglia viene considerato prioritario rispetto all'affidamento a un istituto. Il genitore affidatario riceve dallo Stato un contributo per l'affidamento (ad esempio un contributo per soddisfare le esigenze del minore, un contributo al termine del periodo di affido, un'indennità per il genitore affidatario, ecc.).

Inoltre, il codice civile disciplina l'istituto dell'affido di un minore a terzi nei casi in cui nessuno dei genitori né un tutore possano prendersene cura personalmente. Tale forma di affido non è alternativa a quella sopra descritta, né all'affido che deve precedere l'adozione, ed è prioritaria rispetto all'affidamento a un istituto. L'affidatario deve garantire un'educazione adeguata, essere residente nella Repubblica ceca e acconsentire a prendere personalmente il minore in affido. I diritti e gli obblighi dell'affidatario sono definiti dal giudice; in mancanza, si applicano le norme sull'affido pertinenti.

Per gestire gli affari del figlio, salvo che siano riservati alla sua persona, i genitori, in quanto rappresentanti legali, possono sottoscrivere un contratto di rappresentanza con una persona dotata di conoscenze specifiche o altra persona idonea. Se il minore conclude un contratto di rappresentanza, quest'ultimo non pregiudica i poteri di rappresentanza legale dei genitori. Se i rappresentanti legali e contrattuali sono in disaccordo, la questione viene risolta dal giudice nell'interesse del minore.

Se l'educazione del figlio o il suo stato fisico, intellettuale o psichico e/o il suo sviluppo armonioso sono minacciati o perturbati in misura contraria ai suoi interessi, e/o i genitori non possono provvedere all'educazione del figlio per gravi motivi, il giudice può disporre l'affidamento a un istituto in quanto misura necessaria. Tale provvedimento può essere adottato in casi particolari, qualora le precedenti misure non abbiano portato a una soluzione. A tal fine, il giudice deve sempre valutare se sia opportuno preferire l'affidamento del minore a una persona fisica. L'affidamento a un istituto può essere disposto per un periodo massimo di tre anni, prorogabile (ripetutamente) nel caso in cui ne persistano i motivi (sempre per un periodo massimo di tre anni). Se sono venuti meno i motivi per i quali è stato disposto l'affidamento a un istituto, o è possibile ricorrere a modalità di affido diverse, il giudice revoca senza indugio l'affidamento a un istituto individuando al contempo il successivo affidatario in funzione delle circostanze.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

La decisione sull'affidamento del figlio è una condizione essenziale del divorzio dei genitori. Il giudice statuisce tenendo conto dell'interesse del minore e può discostarsi dal mutuo accordo tra i genitori solo se risulta necessario per tutelare tale interesse. Il giudice può affidare il minore a uno dei genitori oppure disporne l'affidamento congiunto o condiviso; può inoltre affidarlo a una persona diversa dai genitori, se l'interesse del minore lo richiede. Il giudice tiene conto della personalità del minore, in particolare delle sue attitudini e capacità in relazione alle possibilità evolutive, e dello stile di vita dei genitori, nonché dell'orientamento affettivo e delle esperienze del minore, della capacità di ciascuno dei genitori di provvedere alla sua educazione, della stabilità attuale e prevedibile dell'ambiente educativo in cui il minore dovrebbe vivere e dei suoi legami affettivi con fratelli e sorelle, nonni, altri parenti o altre persone. Il giudice tiene sempre conto di quale genitore abbia provveduto adeguatamente al minore fino a quel momento e si sia preso cura adeguatamente della sua educazione affettiva, intellettuale e morale, e di quale genitore offra al figlio le migliori possibilità di un sano e positivo sviluppo. Il giudice concentrerà inoltre l'attenzione sul diritto del minore di essere educato da entrambi i genitori e di mantenere con loro regolari contatti personali, nonché sul diritto del genitore non affidatario di ricevere regolarmente informazioni sul figlio, e terrà conto altresì della capacità di ciascun genitore di accordarsi con l'altro in merito all'educazione del figlio. Il giudice può inoltre decidere di omologare un accordo tra i genitori, a meno che risulti che le modalità concordate per l'esercizio della responsabilità genitoriale non sono conformi all'interesse del figlio.

Se i genitori di un minore privo della piena capacità giuridica non sono conviventi e non si accordano sulla regolamentazione del suo affido, il giudice statuisce d'ufficio sulla questione. A tal fine, esso si attiene alle stesse regole che disciplinano l'affidamento del figlio in caso di divorzio dei genitori.

Il genitore affidatario deve stabilire insieme all'altro genitore le modalità con cui quest'ultimo si terrà in contatto con il figlio. Se i genitori non si accordano, o risulta necessario nell'interesse dell'educazione del figlio e dei rapporti familiari, il giudice definisce le modalità dei contatti tra genitore e figlio. In casi giustificati il giudice può stabilire il luogo dei contatti tra genitore e figlio. Se necessario nell'interesse del figlio, il giudice limita il diritto del genitore ad avere contatti personali con il figlio e/o vieta tali contatti.

Se le circostanze dovessero cambiare, il giudice modificherà la decisione relativa all'esercizio dei diritti e obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale anche in assenza di un'istanza.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se i genitori divorziano, il loro accordo sulle modalità di esercizio della responsabilità genitoriale deve specificare in quale modo ciascuno di essi provvederà al minore dopo il divorzio. In tale accordo i genitori possono anche regolare i loro contatti con il figlio. L'accordo è soggetto al consenso del giudice, il quale lo approva a meno che risulti chiaramente che le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale concordate non sono conformi all'interesse del figlio. Ciò vale anche per gli accordi tra genitori non conviventi.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Per tutelare gli interessi del minore, il giudice, durante il procedimento relativo all'affidamento, indirizza i genitori verso una soluzione conciliativa. Esso può ordinare loro di partecipare a una conciliazione stragiudiziale, ad incontri di mediazione o a una terapia familiare per un periodo massimo di tre mesi, o ad incontri con un esperto in psicologia infantile.

È anche possibile fare ricorso ai servizi dei cosiddetti centri di consulenza matrimoniale e familiare, che forniscono assistenza attraverso psicologi qualificati e operatori sociali qualificati.

Inoltre, l'autorità per la tutela sociale e giuridica dei minori può persuadere un genitore che non rispetti i diritti del figlio o dell'altro genitore (ad esempio a educare il figlio o a mantenere contatti regolari con il medesimo) o informarlo in merito alla legislazione e alle conseguenze del suo comportamento. Detta autorità può anche imporre ai genitori di ricorrere alla consulenza di esperti, se non sono in grado di risolvere i problemi inerenti all'educazione del figlio, in particolare nell'ambito di controversie vertenti sulla modifica della sua educazione o dei diritti di visita.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Se sussistono le condizioni prescritte, il giudice può deliberare, su richiesta dei genitori, in particolare sulle seguenti questioni attinenti ai rapporti tra genitori e figli:

  1. diritti di natura personale (ad esempio il diritto di decidere nome e cognome del figlio o il diritto di acconsentire o meno alla sua adozione),
  1. affidamento del figlio e regolamentazione dei contatti con il medesimo,
  1. forme alternative di affidamento del figlio (ad esempio tutela, affidamento a un'altra persona o a un istituto),
  1. obblighi di mantenimento e sostegno,
  1. rappresentanza e amministrazione dei beni del minore e consenso agli atti giuridici compiuti dal medesimo,
  1. questioni importanti per il minore, nel caso in cui i genitori non raggiungano un accordo (sono considerate questioni importanti, in particolare, la scelta del luogo di residenza e delle scuole o dell'occupazione del figlio, ma non le normali procedure mediche e questioni analoghe).

Nella maggior parte dei casi il giudice decide a chi affidare il minore e può deliberare in merito ai contatti con il minore e agli obblighi di mantenimento e sostegno.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Prendersi cura del figlio rappresenta solo una parte dei diritti e obblighi che costituiscono la responsabilità genitoriale. Se il genitore non affidatario non è stato privato della responsabilità genitoriale, e quest'ultima non è stata limitata o sospesa, il suddetto genitore può ancora esercitarla sotto gli altri aspetti e non decade dal diritto di assumere le decisioni sulle questioni importanti per il figlio. La responsabilità genitoriale viene esercitata dai genitori di comune accordo e conformemente all'interesse del figlio. Se un ritardo nella decisione su una questione concernente il minore comporterebbe un rischio di inadempimento, uno dei genitori può assumere la decisione o prestare il suo consenso individualmente, ma deve tempestivamente informare l'altro genitore della situazione.

Se i genitori non raggiungono un accordo su una questione importante per il figlio, segnatamente in relazione ai suoi interessi, la decisione viene adottata dal giudice, su richiesta di uno dei genitori; lo stesso vale nel caso in cui uno dei genitori abbia escluso l'altro dalla decisione su una questione importante per il figlio. Inoltre, il giudice adotta una decisione, su richiesta di uno dei genitori, nei casi in cui i medesimi non raggiungano un accordo per stabilire quale di loro debba rappresentare il figlio in un negozio giuridico o per questioni importanti relative alla gestione dei suoi beni.

I genitori sono tenuti a scambiarsi tutte le informazioni importanti sul figlio e sui suoi interessi.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Il codice civile distingue tra affidamento a uno dei genitori, affidamento condiviso, affidamento congiunto e affidamento a soggetti diversi dai genitori. Nel deliberare sull'affidamento, il giudice adotterà una decisione che soddisfi l'interesse del minore. Esso può rinunciare ad adottare una decisione sull'affidamento condiviso o congiunto se i genitori sono in grado di comunicare e collaborare.

Affidamento congiunto (educazione congiunta)

Questa modalità di regolamentazione dell'affido implica l'assenza di una specifica decisione sull'affidamento del figlio a uno dei genitori. In pratica, ciò significa che nell'affidamento congiunto, ad esempio, un genitore può garantire le esigenze educative del figlio e l'altro farsi carico delle sue attività sportive, e/o che un genitore si prende cura dell'apprendimento linguistico del figlio e l'altro ne segue le attività extrascolastiche. I genitori condividono l'obbligo di garantire l'assistenza sanitaria e di soddisfare le esigenze materiali del figlio (ad esempio per quanto riguarda l'alimentazione, l'igiene, l'abbigliamento ecc.). L'affidamento congiunto presuppone il consenso di entrambi i genitori.

Affidamento condiviso (educazione alternata)

L'affidamento condiviso implica che il figlio sia affidato alle cure dell'uno e dell'altro genitore in modo alternato per un periodo di tempo prestabilito. Il giudice definisce anche i diritti e gli obblighi spettanti ai genitori in tali periodi.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le istanze relative ai diritti e agli obblighi dei genitori devono essere proposte dinanzi al tribunale distrettuale (a Praga dinanzi a un tribunale distrettuale e a Brno dinanzi al tribunale municipale) competente per il distretto in cui il minore risiede o, in mancanza di una residenza permanente, dinanzi al tribunale distrettuale competente per il distretto in cui si trova il minore. Il giudice può deliberare sulle questioni concernenti i minori anche in assenza di un'istanza.

I requisiti della domanda dipendono dal tipo di istanza. Tuttavia, è sempre necessario fornire nome, cognome e indirizzo delle parti, oppure i numeri di identificazione personale delle parti e dei loro rappresentanti, una descrizione dei fatti rilevanti nonché un'indicazione delle prove sulle quali si fonda l'azione, e dalla domanda deve risultare chiaramente che cosa chiede l'istante e a quale giudice sia diretta l'istanza.

L'istanza deve contenere tutti i documenti rilevanti per la questione di cui trattasi – ad esempio certificati di nascita o di matrimonio, precedenti decisioni giudiziarie concernenti il minore e così via – e deve essere presentata in formato cartaceo in un numero di copie pari al numero delle parti, se necessario, più una copia per il tribunale.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Il giudice può avviare un procedimento per l'affidamento giudiziale di un minore anche in mancanza di una specifica domanda.

Anche prima di adottare una decisione nel merito, il giudice, ove sia necessario per regolare temporaneamente i rapporti tra le parti, o se vi è il rischio che possa essere compromessa l'attuazione di una decisione giudiziaria, può ordinare a una parte, con sentenza preliminare, di pagare gli alimenti essenziali e/o affidare il minore a uno dei genitori, oppure a una persona designata dal giudice stesso. Di norma, le sentenze preliminari vengono emesse su richiesta, ma, nei casi in cui sia possibile avviare d'ufficio il procedimento di merito (quindi anche in relazione all'affidamento giudiziale di un minore), possono essere rese anche in assenza di un'istanza. Le sentenze preliminari sono pronunciate dal giudice competente per il procedimento principale, salvo diversa disposizione di legge. La domanda di sentenza preliminare deve contenere gli elementi richiesti dall'articolo 42, paragrafo 4, e dall'articolo 75 del codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche), vale a dire, in particolare, le informazioni concernenti il giudice presso il quale viene presentata l'istanza, la persona che presenta l'istanza e l'oggetto della stessa ‑ ossia una descrizione dei fatti che giustificherebbero la sentenza preliminare richiesta ‑, quale sia il risultato cui mira l'istanza ‑ vale a dire quale sia la sentenza preliminare richiesta dall'istante ‑, l'illustrazione dei motivi per i quali occorre regolare temporaneamente i rapporti tra le parti o in base ai quali si teme che possa essere compromessa l'attuazione di una decisione giudiziaria, nonché la data in cui la domanda è stata redatta e la firma del richiedente o del suo rappresentante. I documenti sui quali si basa l'istanza devono essere allegati alla domanda. In generale, per assicurare il risarcimento dei danni o delle perdite che potrebbero derivare dalla sentenza preliminare, il richiedente deve presentare, al più tardi il giorno stesso in cui ha depositato la domanda presso il giudice, una cauzione per l'importo stabilito. Tuttavia, la cauzione non è richiesta se la sentenza preliminare riguarda il mantenimento e sostegno o potrebbe essere pronunciata anche in assenza di un'istanza. Il giudice deve pronunciarsi senza ritardo sulla domanda di sentenza preliminare. Se non sussiste un rischio di inadempimento, il giudice deve pronunciarsi sulla domanda di sentenza preliminare entro sette giorni dalla sua presentazione. La decisione viene adottata senza sentire le parti. Quando pronuncia una sentenza preliminare, il giudice stabilisce un termine entro il quale il richiedente deve presentargli la domanda di avvio del procedimento. Può inoltre disporre che la sentenza preliminare sia valida solo per un determinato periodo di tempo.

La legge sui procedimenti giudiziari speciali (legge n. 292/2013 e successive modifiche) prevede una sentenza preliminare speciale per i casi in cui un minore sia privo di assistenza adeguata, a prescindere dalla circostanza che vi sia o meno una persona avente diritto al suo affidamento, oppure sussista una grave minaccia o una turbativa alla vita, allo sviluppo e ad altri importanti interessi del minore. In tal caso, il giudice, con una sentenza preliminare che può essere pronunciata solo su richiesta di un'autorità per la tutela sociale e giuridica dei minori, regola i rapporti del minore per il tempo necessario disponendo che il medesimo sia collocato in un ambiente idoneo indicato nella decisione. Mediante tale sentenza preliminare è possibile dare il minore in affido per un periodo provvisorio fintanto che il genitore sia impossibilitato ad occuparsene per gravi motivi, o, alla scadenza di tale periodo, disporne l'affidamento preadottivo, se i genitori hanno acconsentito all'adozione o è stato deciso che il consenso dei genitori all'adozione non è necessario. Il giudice deve pronunciarsi senza ritardo sulla domanda di sentenza preliminare, al più tardi entro ventiquattr'ore dalla sua presentazione. La decisione viene eseguita immediatamente dopo essere stata resa e il giudice deve collaborare con le pubbliche autorità competenti per la sua attuazione.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Ai sensi della legge sulle spese di giudizio (legge n. 549/1991 e successive modifiche), il procedimento relativo alla tutela e all'affidamento giudiziale dei minori è gratuito. Di conseguenza, il richiedente non deve sostenere alcuna spesa quando introduce un'istanza in materia di diritti e obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale.

A determinate condizioni è possibile designare un legale gratuitamente o ad un costo ridotto. Il giudice nomina un difensore su richiesta di una parte che presumibilmente sarà esentata in tutto o in parte dalle spese di giudizio, se tale esenzione è necessaria, ad esempio, per tutelare gli interessi del richiedente. Se risulta necessario per tutelare gli interessi di una parte, viene assegnato un avvocato. La designazione di un legale deve essere giustificata dalla situazione della parte (in pratica se la sua situazione patrimoniale o sociale è sfavorevole, ma devono essere sempre prese in considerazione le circostanze specifiche del caso di specie) e il diritto non deve essere fatto valere o difeso in modo illegittimo o palesemente infondato.

La legge relativa all'assistenza giudiziaria nelle controversie transfrontaliere all'interno dell'Unione europea (legge n. 629/2004 e successive modifiche) disciplina l'accesso al gratuito patrocinio nei procedimenti che si svolgono in uno Stato membro dell'Unione europea e di cui sia parte una persona fisica residente in un altro Stato membro. L'assistenza giudiziaria viene concessa sia per il processo sia per le fasi esecutive.

La legge sulla professione forense (legge n. 85/1996 e successive modifiche) definisce le condizioni in cui l'assegnazione di un avvocato d'ufficio può essere chiesta direttamente all'Ordine degli avvocati ceco.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, è possibile proporre appello avverso una sentenza sulla responsabilità genitoriale. I tribunali distrettuali sono competenti in primo grado per i procedimenti in materia di diritti e obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale. I tribunali regionali (o il tribunale municipale di Praga) si pronunciano sui ricorsi di appello contro le decisioni dei tribunali di primo grado. L'appello deve essere presentato entro quindici giorni dalla ricezione di una copia scritta della decisione che s'intende impugnare, a meno che l'impugnazione non sia consentita per legge (ad esempio non sono impugnabili le decisioni con cui vengono omologati gli accordi tra i genitori sull'affidamento dei figli). L'appello si considera presentato entro i termini anche dopo la scadenza del termine di quindici giorni se l'appellante ha seguito istruzioni errate fornitegli dal giudice di appello.

È d'uopo sottolineare che alcune decisioni sono provvisoriamente esecutive e possono quindi essere eseguite anche se sono state impugnate. Sono provvisoriamente esecutive le decisioni che impongono obblighi alimentari e le decisioni di proroga dei provvedimenti con cui i genitori o altre persone sono stati temporaneamente privati dell'affidamento di un minore.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Nella Repubblica ceca è necessario presentare al tribunale una domanda di esecuzione di qualsiasi decisione in materia di responsabilità genitoriale. La procedura applicabile è disciplinata dalla legge sui procedimenti giudiziari speciali (legge n. 292/2013 e successive modifiche).

La competenza per tali procedimenti spetta al foro generale del minore, ossia il tribunale distrettuale (il tribunale distrettuale a Praga e il tribunale municipale a Brno) della zona in cui il minore risiede in base all'accordo tra i genitori, a una decisione giudiziaria o ad altri fatti rilevanti. La domanda deve contenere tutte le informazioni necessarie (l'avente diritto e la parte obbligata, la portata e il contenuto dell'obbligo della parte obbligata e il termine per l'adempimento dell'obbligo in questione, nonché la specificazione del cosiddetto titolo esecutivo – la decisione di cui si chiede l'esecuzione).

Prima di ordinare l'esecuzione di una decisione, il tribunale, qualora ravvisi particolari motivi e/o se la parte obbligata non è stata informata delle conseguenze dell'inadempimento di un obbligo, può chiedere alla parte obbligata di conformarsi alla decisione o all'accordo e informarla della possibilità che la decisione venga eseguita attraverso l'irrogazione di ammende o l'allontanamento del minore. Il tribunale può inoltre chiedere all'autorità competente per la tutela sociale e giuridica dei minori di indurre la parte obbligata ad adempiere i suoi obblighi senza che occorra ordinare l'esecuzione della decisione.

Se l'interessato non adempie il suo obbligo neppure dopo avere ricevuto le istruzioni dell'autorità giudiziaria, quest'ultima ordina l'esecuzione della decisione comminando un'ammenda, anche ripetutamente. L'importo delle singole ammende non può superare 50 000 CZK. Il tribunale può, tra l'altro, ordinare la partecipazione a incontri con un mediatore o con un esperto in psicologia infantile, o definire un piano di acclimatamento per agevolare i contatti graduali tra il minore e una persona avente un diritto di contatto con il medesimo.

Se, nonostante l'attuazione delle suddette misure, gli obblighi non vengono rispettati o risulta dalle circostanze che l'approccio adottato non ha determinato l'adempimento degli obblighi, in casi eccezionali il giudice dispone l'allontanamento del minore dalla persona con cui, secondo la decisione o l'accordo, non dovrebbe stare. La decisione che dispone l'allontanamento del minore viene notificata alla parte obbligata solo nella fase dell'esecuzione.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziarie in materia di responsabilità genitoriale emesse da giudici di Stati membri dell'Unione europea sono riconosciute nella Repubblica ceca conformemente al regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (in prosieguo: il "regolamento n. 2201/2003"), senza che occorra una specifica procedura. Tuttavia, chiunque vi abbia un legittimo interesse può presentare al giudice un'istanza di riconoscimento o di non riconoscimento della decisione. Nella Repubblica ceca, la competenza a conoscere di tali procedimenti in primo grado spetta ai tribunali distrettuali (tribunali distrettuali a Praga e tribunale municipale a Brno). Il giudice competente è quello del foro generale dell'istante o, in mancanza, il tribunale distrettuale nella cui zona di competenza ricorre o può ricorrere la situazione per la quale è importante il riconoscimento.

Prima di poter essere eseguita nella Repubblica ceca, una decisione in materia di responsabilità genitoriale emessa in un altro Stato membro deve essere dichiarata esecutiva secondo una specifica procedura prevista dal succitato regolamento n. 2201/2003. Nella Repubblica ceca, l'istanza diretta ad ottenere la dichiarazione di esecutività deve essere presentata al tribunale distrettuale competente per territorio (tribunali distrettuali a Praga, tribunale municipale a Brno). La competenza territoriale viene determinata, conformemente al regolamento n. 2201/2003, in base al luogo della residenza abituale della persona nei cui confronti è stata chiesta l'esecuzione o al luogo della residenza abituale del minore; se non viene individuato nessuno di tali luoghi nello Stato membro in cui deve svolgersi l'esecuzione, la competenza territoriale si determina in base al luogo di esecuzione della decisione.

Ai sensi degli articoli 41 e 42 del regolamento n. 2201/2003, le decisioni sul diritto di contatto con un minore e le decisioni che ordinano il ritorno di un minore, adottate in forza dell'articolo 11, paragrafo 8, del medesimo regolamento, sono esecutive negli altri Stati membri senza che occorra una dichiarazione di esecutività e senza che sia possibile opporsi al riconoscimento, se la decisione è stata certificata nello Stato membro d'origine utilizzando un modello standard contenuto in un allegato del suddetto regolamento.

L'istanza con cui si chiede il riconoscimento o non riconoscimento di una decisione, o una dichiarazione di esecutività di una decisione, deve essere corredata di una copia della decisione rispondente alle condizioni prescritte per determinarne l'autenticità (ad esempio un duplicato o una copia autenticata della decisione) e di un certificato ai sensi dell'articolo 39 del regolamento n. 2201/2203 rilasciato dall'autorità competente dello Stato membro in cui è stata emessa la decisione, su un modello standard contenuto in un allegato del suddetto regolamento. Nel caso delle decisioni rese in contumacia occorre inoltre presentare l'originale o una copia autenticata del documento attestante che la parte non è comparsa nel procedimento, che la domanda giudiziale o l'atto equivalente è stato notificato o che il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione. Se il certificato o il documento richiesto nel caso delle decisioni contumaciali non viene prodotto, si procede conformemente all'articolo 38, paragrafo 1, del regolamento n. 2201/2003.

Se ricorrono le condizioni previste da tale regolamento, le decisioni in materia di responsabilità genitoriale emesse in altri Stati membri dell'Unione europea vengono eseguite con il medesimo procedimento previsto per l'esecuzione delle decisioni nazionali. Per ulteriori informazioni si veda la risposta alla domanda precedente.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Il ricorso (appello) contro una decisione giudiziaria deve essere proposto dinanzi al giudice che ha emesso la decisione. Il ricorso viene deciso da un giudice superiore.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Nei procedimenti in materia di responsabilità genitoriale, la legge applicabile è determinata in base alla Convenzione del 19 ottobre 1996 concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori. Le convenzioni internazionali bilaterali alle quali è vincolata la Repubblica ceca prevalgono sulla Convenzione del 1996, a meno che sia stata effettuata una dichiarazione ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 1, di detta convenzione (una simile dichiarazione è stata adottata in relazione a un accordo bilaterale tra la Repubblica ceca e la Polonia, che ha sancito la prevalenza della Convenzione del 1996).

Ultimo aggiornamento: 06/03/2019

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Responsabilità genitoriale - Grecia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La responsabilità genitoriale è un diritto e un obbligo dei genitori e significa prendersi cura del figlio, gestirne i beni e rappresentarlo in ogni questione, operazione o controversia riguardante la sua persona o i suoi beni. La responsabilità genitoriale garantisce quindi la tutela dei diritti personali e patrimoniali del minore.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori congiuntamente. Le decisioni relative all'esercizio della responsabilità genitoriale devono essere assunte tenendo conto dell'interesse del minore.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se uno dei genitori non può esercitare la responsabilità genitoriale, per motivi pratici (ricovero in ospedale, detenzione in carcere) o legali (incapacità giuridica), mantiene solo la titolarità del diritto, mentre tale responsabilità viene esercitata in via esclusiva dall'altro genitore.

Se nessuno dei genitori può esercitare la responsabilità genitoriale, il minore viene posto sotto tutela; i genitori mantengono la responsabilità genitoriale come meri titolari del diritto e non possono esercitarla.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In caso di divorzio o separazione, e sempre che entrambi i genitori siano vivi, la questione della responsabilità genitoriale viene risolta dal giudice. Tale responsabilità può essere attribuita a uno dei genitori o a entrambi, se i medesimi si accordano e al contempo stabiliscono il luogo di residenza del figlio. Il giudice può decidere diversamente e in particolare può ripartire l'esercizio della responsabilità genitoriale tra i genitori o attribuirlo a una terza persona.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

Se il giudice deve deliberare in merito all'esercizio della responsabilità genitoriale, come nei procedimenti di divorzio o separazione, terrà conto di eventuali accordi tra i genitori, senza però esserne vincolato. Gli accordi di questo tipo non sono soggetti a formalità specifiche, purché vengano portati a conoscenza del giudice nei modi previsti dalla legge. Di norma, le parti interessate redigono e presentano un documento in cui è esposto il loro accordo. Ciò è espressamente previsto dalla legge per i casi di divorzio consensuale di coppie con figli minorenni, nei quali i genitori devono presentare al giudice un accordo scritto sull'affidamento dei figli e i contatti con i medesimi.

Sotto tutti gli altri aspetti, i genitori possono accordarsi informalmente sull'esercizio della responsabilità genitoriale, senza attenersi a forme specifiche e senza seguire alcuna procedura formale, per ripartire tra loro le responsabilità pratiche, cosicché un aspetto di tale responsabilità sia esercitato da un genitore e un altro dall'altro genitore (ad esempio, un genitore può avere la custodia del figlio e l'altro gestirne i beni e rappresentarne gli interessi).

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Se i genitori non raggiungono un accordo sulla questione della responsabilità genitoriale e l'interesse superiore del figlio esige che sia adottata una decisione, tale questione sarà risolta dal giudice. La mediazione costituisce un mezzo alternativo di risoluzione delle controversie.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Se i genitori sono in disaccordo su una questione specifica inerente all'esercizio della loro responsabilità genitoriale e si rivolgono all'autorità giudiziaria, il giudice può pronunciarsi solo su tale questione. Può trattarsi di qualsiasi questione sorta in occasione dell'esercizio della responsabilità genitoriale e tale da causare un contrasto tra i genitori, che mantengono ciascuno la propria posizione, cosicché l'interesse superiore del figlio imponga di trovare una soluzione. Possono essere questioni oggettivamente importanti, ad esempio la scelta del nome, il consenso a un intervento chirurgico e così via, oppure questioni prive di grande rilevanza oggettiva, ma che i genitori considerano sufficientemente importanti per portarle dinanzi al giudice.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Di regola sì, nella misura in cui la questione rientra nell'ambito della custodia del figlio affidato a uno dei genitori. Questi ultimi possono sempre scegliere di non applicare la decisione del giudice che ha disposto l'affidamento esclusivo a uno di loro: anche dopo che il giudice ha emesso la sentenza, essi possono accordarsi diversamente assegnando all'altro genitore un ruolo nell'educazione del figlio, a condizione, ovviamente, che tale accordo risponda al suo interesse.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Significa che le decisioni relative alla cura del figlio devono essere assunte dai genitori congiuntamente.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il giudice competente è sempre il tribunale di primo grado in composizione monocratica (μονομελές πρωτοδικείο). Le domande devono essere proposte al giudice competente per territorio e notificate al convenuto; occorre inoltre presentare al tribunale i documenti posti a fondamento della domanda.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Il tribunale di primo grado in composizione monocratica si pronuncia seguendo la procedura speciale prevista dagli articoli 681 B) e C) del codice di procedura civile. Si tratta di una procedura modellata su quella prevista per le controversie di lavoro, finalizzata a rendere più celere la trattazione delle cause. Data la natura prevalentemente personale delle controversie in materia di responsabilità genitoriale, si applicano anche talune disposizioni del procedimento in materia matrimoniale e le norme del procedimento di volontaria giurisdizione relative ai poteri istruttori e all'assunzione d'ufficio delle prove da parte del giudice. Tuttavia, se la controversia relativa all'esercizio della responsabilità genitoriale è connessa a una delle controversie in materia matrimoniale di cui all'articolo 592, paragrafo 1, del codice di procedura civile (ad esempio divorzio o annullamento del matrimonio) o a una delle controversie di cui all'articolo 614, paragrafo 1, del medesimo codice (ad esempio l'accertamento della paternità), il giudice deve applicare la procedura prevista dagli articoli 598‑612 e 616‑622. In caso di urgenza è possibile ricorrere ai provvedimenti cautelari (ασφαλιστικά μέτρα) e in caso di emergenza alle ingiunzioni temporanee (προσωρινή διαταγή).

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Sì, alle condizioni previste in generale per il patrocinio a spese dello Stato.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Le decisioni giudiziarie sulla responsabilità genitoriale possono essere revocate o modificate se è intervenuto un mutamento delle circostanze di cui il giudice aveva tenuto conto per pronunciarsi. Inoltre, le decisioni sulla responsabilità genitoriale possono essere impugnate con qualsiasi mezzo di ricorso ordinario [appello (έφεση), ricorso per cassazione (αναίρεση), istanza di annullamento (ανακοπή ερημοδικίας) e riesame (αναψηλάφηση)], secondo le norme generali.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Una decisione sulla responsabilità genitoriale può essere fatta valere come titolo esecutivo in forza dell'articolo 950 del codice di procedura civile se prevede anche degli obblighi, vale a dire se, oltre a risolvere la questione relativa alla responsabilità genitoriale, all'affidamento di un figlio minorenne o ai contatti con il medesimo, dispone anche la consegna o il ritorno del minore, definisce le modalità di visita o vieta alle parti di compiere atti contrari a quanto disposto. In particolare, a) la decisione che dispone la consegna o il ritorno del minore ordina al genitore presso cui si trova il figlio di ottemperare a quanto statuito dal giudice e, in caso di inosservanza, la medesima decisione può prevedere l'irrogazione automatica di una sanzione pecuniaria fino a 50 000 EUR da versare alla persona che chiede la consegna o il ritorno del minore, o di una pena detentiva della durata massima di un anno, o di entrambe le sanzioni [esecuzione indiretta (έμμεση εκτέλεση)], e b) in caso di turbativa al diritto di un genitore di avere contatti personali con il minore, la decisione relativa ai contatti può contenere l'avvertimento che potrà essere inflitta una pena pecuniaria e detentiva alla persona che ostacola tali contatti [esecuzione complementare (αναπληρωματική εκτέλεση)].

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziarie sulla responsabilità genitoriale rese in altri Stati membri sono automaticamente riconosciute dalle autorità amministrative greche senza ulteriori formalità. I giudici greci sono competenti a pronunciarsi sulla validità e sulle domande di riconoscimento delle decisioni straniere, senza esame preliminare della competenza del giudice dello Stato membro di origine. Quando il riconoscimento viene chiesto in Grecia, i giudici greci possono negare il riconoscimento di una decisione giudiziaria sulla responsabilità genitoriale nei seguenti casi: a) se è contrario all'ordine pubblico interno, tenuto conto in ogni caso dell'interesse superiore del minore, o b) se è incompatibile con una decisione successiva sulla responsabilità genitoriale resa da un giudice greco. Inoltre, nei casi in cui risultino competenti, in virtù del regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003, sulla base del luogo di residenza del minore, i giudici greci, in quanto giudici dello Stato membro in cui viene chiesto il riconoscimento, possono risolvere diversamente la questione relativa alla responsabilità genitoriale emettendo una propria decisione successiva, senza previo esame della competenza del giudice dello Stato membro di origine e dell'efficacia vincolante della sua decisione (ad esempio se la medesima sia soggetta a impugnazione).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

In questi casi il giudice competente è il tribunale di primo grado in composizione monocratica, che applica la procedura pertinente in funzione del tipo di controversia.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I rapporti tra genitori e figli sono disciplinati, in ordine di priorità: 1) dalla legge della loro ultima nazionalità comune; 2) dalla legge della loro ultima residenza abituale comune; 3) dalla legge della nazionalità del figlio.

Ultimo aggiornamento: 21/10/2016

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Responsabilità genitoriale - Spagna

1 Qual è il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Nel diritto spagnolo, di norma la responsabilità genitoriale è denominata “patria potestad” (potestà genitoriale) ed è costituita dai diritti e doveri di cui sono investite persone fisiche, di regola i genitori, o persone giuridiche incaricate della tutela dei minori per legge o per effetto di una decisione giudiziaria riguardante la persona e i beni di un minore.

La patria potestà deve sempre essere esercitata a vantaggio dei figli, tenendo conto della loro personalità e nel rispetto della loro integrità fisica e psichica. Essa comprende i seguenti doveri e le seguenti facoltà:

1. vigilare sui figli, stare con loro, nutrirli, educarli e garantire che ricevano un’istruzione completa;

2. rappresentare i figli e amministrarne i beni.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale sui minori spetta ai genitori.

In caso di separazione, divorzio, interruzione della convivenza o non convivenza dei genitori, tutti i diritti e doveri inerenti alle decisioni relative ai minori, alla loro persona e ai loro beni spettano ad entrambi i genitori, salvo casi eccezionali.

Se i genitori vivono separati, la patria potestà è esercitata dal genitore che convive con il figlio. Tuttavia, su domanda motivata dell’altro genitore e nell’interesse del figlio, il giudice può assegnare al richiedente la patria potestà affinché la eserciti congiuntamente all’altro genitore o ripartire tra il padre e la madre le funzioni inerenti al suo esercizio.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Nel diritto spagnolo è possibile designare altri parenti, persone o istituzioni, sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria, affinché esercitino la responsabilità genitoriale sui minori, nel caso in cui i genitori non adempiano affatto o non adempiano adeguatamente gli obblighi di tutela previsti dalle leggi sulla custodia dei minori.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Se i genitori divorziano o si separano, la responsabilità genitoriale può essere assegnata nei modi seguenti:

  • su proposta di entrambi i genitori, mediante accordo convenzionale (convenio regulado), che deve essere approvato dal giudice;
  • con una decisione giudiziaria nei procedimenti contenziosi.

La responsabilità genitoriale, in quanto istituto di tutela dei minori, spetta a entrambi i genitori.

Le modalità relative alla cura e all’affidamento dei minori possono essere riassunte come segue.

  • L’attribuzione a uno solo dei genitori è il caso più frequente tanto nei procedimenti di separazione o divorzio consensuale quanto nei procedimenti contenziosi. Di norma vengono stabilite le modalità di visita del genitore non affidatario.
  • Nell’affidamento congiunto si alternano periodi nei quali i minori risiedono con l’uno o l’altro genitore.
  • In casi eccezionali, se le circostanze lo richiedono e nell’interesse del minore, quest’ultimo può essere affidato con provvedimento giudiziario a un’altra persona, su proposta dei genitori o direttamente su decisione dal giudice.

Nel caso in cui la tutela del minore sia stata attribuita all’Amministrazione, si mantiene la situazione esistente e l’affidamento non viene assegnato a nessuno dei genitori.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perché l’accordo sia per loro vincolante?

Nel caso in cui i genitori raggiungano un accordo sulle questioni relative alla responsabilità genitoriale, devono presentare un accordo convenzionale firmato in cui siano specificate tutte le condizioni convenute e che definisca espressamente, fra l’altro:

  • l’affidamento e la cura del minore;
  • il regime di visite con i genitori;
  • l’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • l’uso dell’abitazione familiare;
  • gli alimenti per il minore.

L’accordo convenzionale deve essere presentato unitamente all’istanza presso il tribunale di primo grado competente ed essere confermato dai genitori dinanzi al tribunale; dopo aver ascoltato i minori, se dotati di sufficiente capacità di giudizio, e il Pubblico Ministero, il giudice convalida gli accordi.

Gli accordi conclusi dai coniugi per regolare le conseguenze dell’annullamento del matrimonio, della separazione o del divorzio sono omologati dal giudice, a meno che risultino pregiudizievoli per i figli. Se le parti propongono un regime di visite e comunicazione tra nonni e nipoti, il giudice può omologarli nell’ambito di un’udienza in cui i nonni prestano il loro consenso.

Gli accordi possono essere respinti con decisione motivata; in tal caso, i coniugi devono sottoporre al giudice una nuova proposta per l’eventuale approvazione.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

La mediazione familiare rappresenta, per eccellenza, lo strumento alternativo alla decisione giudiziaria per pervenire a un accordo tra le parti.

Per essere validi, gli accordi adottati devono sempre essere omologati da una decisione giudiziaria.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Nella propria decisione, il giudice, evitando se possibile di separare i fratelli, deve sempre statuire sui seguenti aspetti nell’interesse dei figli minorenni, dopo averli ascoltati se dotati di sufficiente capacità di giudizio:

  • sull’affidamento e sulla cura, che devono essere assegnati all’uno o all’altro genitore o a entrambi, nonché sull’educazione dei minori;
  • sul regime di visite, stabilendo la durata delle visite, le modalità e il luogo in cui i genitori possono comunicare con i figli e trascorrere del tempo con loro;
  • eccezionalmente può essere necessario limitare o sospendere tale diritto di visita qualora si verifichino gravi circostanze o in caso di grave e reiterata inosservanza dei propri doveri da parte di uno dei genitori;
  • sull’attribuzione della patria potestà ed eventualmente, se necessario e nell’interesse della prole, sull’esercizio totale o parziale della potestà da parte di uno dei genitori, ivi compresa l’eventuale privazione dell’esercizio della stessa qualora ciò risultasse giustificato;
  • sul contributo che ciascun genitore è tenuto a versare per il mantenimento della prole, tenendo conto delle condizioni economiche esistenti e adottando le misure necessarie per assicurarne l’efficacia;
  • sull’assegnazione dell’uso dell’abitazione familiare e degli oggetti di uso comune, in caso di disaccordo fra i genitori, dando la precedenza al coniuge cui è stato affidato il minore.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva a uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Come principio generale, la responsabilità genitoriale spetta ad entrambi i genitori. Pertanto, la facoltà di decidere e deliberare su tutte le questioni che riguardano il minore spetta ad entrambi i genitori, anche nel caso in cui il minore sia affidato ad uno solo di essi.

In caso di disaccordo fra i genitori sulle decisioni che si possono o si devono adottare relativamente al figlio minore, che possono riguardare, ad esempio, l’ambito dell’istruzione e dell’educazione come la scelta dell’istituto scolastico o delle attività extrascolastiche, l’ambito sanitario come la scelta di un medico, oppure questioni personali come la scelta del nome o la formazione religiosa o, ancora, la scelta del luogo o del paese di residenza dei minori, eccetera, e non sia possibile raggiungere un accordo, ognuno dei genitori può rivolgersi al giudice per comporre la controversia.

Il giudice, dopo aver ascoltato entrambi i genitori e il figlio, se dotato di sufficiente capacità di giudizio, attribuirà la facoltà di decidere al padre o alla madre con propria decisione inoppugnabile. Qualora i disaccordi siano ripetuti o sussistano altre cause che possono pregiudicare gravemente l’esercizio della responsabilità genitoriale, il giudice può attribuire a uno dei genitori - totalmente o parzialmente - il potere di decisione, ovvero distribuire fra i genitori le relative funzioni. Tutte le suddette misure possono essere adottate per un periodo massimo di due anni.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Nel caso in cui l’affidamento del minore sia attribuito congiuntamente a entrambi i genitori, in pratica ciascun genitore provvede, alternandosi, alle cure quotidiane del minore per periodi prestabiliti, di solito coincidenti con la durata di periodi del calendario scolastico, come i trimestri.

Tutti i periodi di vacanza sono ripartiti tra entrambi i genitori.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Nei procedimenti consensuali di separazione o divorzio il foro competente è il tribunale di primo grado dell’ultimo domicilio comune dei coniugi o di uno degli istanti.

Nei procedimenti contenziosi in materia matrimoniale, il foro competente è il tribunale di primo grado del luogo di domicilio coniugale e, nel caso in cui i coniugi risiedano in distretti giudiziari diversi, a scelta dell’istante, il tribunale del luogo in cui si trova l’ultimo domicilio coniugale o quello del luogo in cui risiede l’altro coniuge.

Nei procedimenti che, in mancanza di matrimonio fra i genitori, vertono esclusivamente sugli aspetti della cura e dell’affidamento dei figli minorenni e degli alimenti ad essi destinati, il foro competente è il tribunale di primo grado del luogo di ultimo domicilio comune dei genitori. Se questi ultimi risiedono in distretti giudiziari diversi, l’istante può scegliere tra il tribunale del luogo in cui risiede il convenuto e quello del luogo in cui risiede il minore.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

I procedimenti applicabili in questi casi sono i seguenti:

nel caso in cui sussista accordo fra le parti, il procedimento consensuale di cui all’articolo 777 del codice di procedura civile in materia di separazione, divorzio e adozione di provvedimenti definitivi relativi alla tutela, all’affidamento e al contributo al mantenimento dei figli minorenni in assenza di matrimonio;

nel caso in cui non sussista alcun accordo fra le parti, il procedimento contenzioso, disciplinato dagli articoli 770 e 774 del codice di procedura civile per i procedimenti in materia matrimoniale e relativi ai minori, anche qualora i genitori non siano uniti in matrimonio.

In caso di urgenza, si può richiedere l’adozione di misure attraverso i seguenti procedimenti:

provvedimenti provvisori precedenti alla presentazione della domanda di annullamento, separazione o divorzio o provvedimenti provvisori nel corso dei processi che vertono sulla cura e l’affidamento dei figli minori e degli alimenti ad essi destinati. La materia è disciplinata dagli articoli 771 e 772 del codice di procedura civile.

È espressamente previsto che, qualora sussistano motivi di urgenza, possano essere adottate misure di carattere immediato nella prima decisione che viene emessa;

provvedimenti provvisori connessi all’accoglimento di una domanda in materia matrimoniale o di minori, come nel caso precedente. Tale ipotesi è prevista dall’articolo 773 del codice di procedura civile.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Si può accedere ai benefici dell’assistenza giudiziaria gratuita, completa o parziale, purché si possa dimostrare di essere in possesso dei requisiti necessari per usufruirne, ai sensi della legge sul gratuito patrocinio (v. “Patrocinio a spese dello Stato – Spagna”).

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Per stabilire quali decisioni sono impugnabili, occorre anzitutto distinguere fra i vari tipi di decisioni in materia di responsabilità genitoriale, che sono così classificabili:

  • le sentenze dei procedimenti contenziosi, contro le quali si può ricorrere in appello presso il tribunale provinciale (Audiencia Provincial);
  • le decisioni dei procedimenti di divorzio o di separazione consensuali, contro le quali si può ricorrere in appello sempre presso il tribunale provinciale, soltanto a condizione che siano state adottate misure incompatibili con i termini previsti dall’accordo convenzionale.

La legge non prevede alcuna possibilità di ricorso avverso le decisioni in materia di misure provvisorie preventive o di misure provvisorie, o di decisioni in materia di esercizio della responsabilità genitoriale.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Nei casi in cui non sia data volontariamente esecuzione alle decisioni giudiziali in materia di responsabilità genitoriale, ci si può rivolgere al tribunale di primo grado che ha emesso tali decisioni presentando una richiesta di dichiarazione di esecutività al fine di ottenere l’esecuzione coatta della misura o delle misure disattese.

Devono essere indicate la sentenza o decisione di cui si chiede l’attuazione e la persona contro la quale si chiede che venga disposta l’esecuzione.

15 Che cosa è necessario fare per ottenere il riconoscimento e l’esecuzione in Italia di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Quali procedure si applicano in questi casi?

Le decisioni emesse in un altro Stato membro relative all’esercizio della responsabilità genitoriale sul figlio di entrambi i coniugi, a seguito di procedimenti in materia matrimoniale che abbiano avuto efficacia esecutiva in tale Stato membro e che siano state comunicate o notificate, devono essere riconosciute in Spagna su richiesta dell’interessato senza necessità di un procedimento, ai sensi di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale.

Per richiedere l’esecuzione è necessario presentare la relativa domanda presso il tribunale del luogo dove si trova il minore e dove si richiede l’esecuzione. Tale istanza deve essere corredata dalla copia della decisione esecutiva che presenti tutti i requisiti necessari per determinarne l’autenticità, conformemente al modulo uniforme di cui all’allegato V. A tal fine è necessaria l’assistenza di un avvocato o di un rappresentante legale.

16 A quale tribunale occorre rivolgersi in Italia per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Qual è la procedura applicabile in questi casi?

Per opporsi in Spagna al riconoscimento di una decisione in materia di responsabilità genitoriale resa in un altro Stato membro, l’interessato deve adire il tribunale di primo grado presso il quale si chiede il riconoscimento della stessa adducendo uno dei motivi di non riconoscimento previsti dal regolamento n. 2201/2003.

I motivi di non riconoscimento ammessi sono i seguenti:

  • la decisione è manifestamente contraria all’ordine pubblico, tenuto conto del superiore interesse del minore;
  • il minore non ha avuto la possibilità di essere ascoltato (tranne in caso di urgenza);
  • se la decisione è stata emessa in contumacia, l’atto introduttivo non è stata presentato o notificato, salvo che la decisione sia stata accettata;
  • se la parte che si oppone al riconoscimento afferma che la decisione sia lesiva dell’esercizio della responsabilità parentale e non ha avuto la possibilità di essere ascoltata;
  • la decisione è in contrasto con un’altra decisione successiva.

17 Qual è la legge applicabile in una procedimento sulla potestà genitoriale quando il minore o le parti non risiedono in Italia o sono di nazionalità diverse?

Conformemente alla Convenzione dell’Aia del 1996 sulla protezione dei minori, la legge applicabile è quella della residenza abituale del minore.

Ultimo aggiornamento: 05/04/2019

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Responsabilità genitoriale - Italia

1 Qual è il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

La nozione di “potestà genitoriale” è stata sostituita nel diritto italiano dal concetto di “responsabilità genitoriale”, per effetto della legge di riforma della filiazione (legge 2012 n. 219) e del decreto legislativo 2013 n. 154 - le cui previsioni sono entrate in vigore dal 7.2.2014.

La responsabilità genitoriale è il dovere di mantenere, educare, istruire e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni ed aspirazioni.

Il figlio ha inoltre il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Anche il figlio ha, a sua volta, dei doveri: quello di rispettare i genitori e contribuire al mantenimento della famiglia finché convive con essa.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

La responsabilità genitoriale sorge per effetto di legge in caso di genitori sposati tra loro. In questo caso entrambi i genitori sono titolari della responsabilità genitoriale sui propri figli.

Se i genitori non sono sposati tra loro, la responsabilità genitoriale spetta al genitore che riconosce il figlio. Se entrambi i genitori riconoscono il figlio, entrambi sono titolari ed esercitano la responsabilità genitoriale sul figlio, come se fossero sposati. Se i due genitori non sposati tra loro non riconoscono contemporaneamente il figlio, il secondo riconoscimento non può avvenire senza il consenso del genitore che ha già effettuato il riconoscimento.

La responsabilità deve essere esercitata dai genitori di comune accordo, tenendo conto delle capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni del figlio. In particolare, i genitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Se il minore è temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, si provvede al suo affidamento ad un'altra famiglia.

Inoltre, quando i genitori non dimostrano un sufficiente grado di capacità nel prendersi cura della crescita dei figli, ad esempio quando estremamente conflittuali, i tribunali spesso dispongono l’affidamento al servizio sociale del luogo di residenza della famiglia. Questo di regola comporta una limitazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale: normalmente le decisioni concernenti la salute, l’istruzione e l’educazione del minore sonio assunte dal servizio sociale del luogo di residenza della famiglia. In questi casi, spesso il minore resta a vivere con i genitori o con uno di essi. Nei casi più gravi il tribunale dispone l’allontanamento dalla casa familiare.

Se un genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio, il giudice può dichiarare la decadenza di quel genitore dalla responsabilità genitoriale.

Se entrambi i genitori sono morti, decaduti dalla responsabilità genitoriale o per altre cause non possono esercitare la responsabilità, viene nominato un tutore. Il tutore ha la cura del minore, lo rappresenta in tutti gli atti civili e ne amministra i beni.

Il codice civile prevede anche la possibilità di nomina da parte del tribunale di un curatore speciale, quando i genitori congiuntamente (o quello che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale), non possono o non vogliono compiere uno o più atti di interesse del figlio, eccedenti l'ordinaria amministrazione. Il curatore, in questi casi, il curatore speciale è autorizzato al compimento di specifici tali atti.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

La responsabilità genitoriale di entrambi i genitori non cessa a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio.

Il generale modello di affidamento, idoneo a garantire la bigenitorialità, è l’affidamento condiviso in cui entrambi i genitori hanno l’esercizio della responsabilità genitoriale.

Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, alla educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, della inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli, mentre sulle questioni di ordinaria amministrazione i genitori possono esercitare la responsabilità genitoriale in forma separata (art. 337 ter codice civile)

L’affido condiviso non comporta necessariamente che il figlio divida il suo tempo in parti uguali presso ciascuno dei genitori. Normalmente, nel provvedimento di separazione o divorzio viene stabilito qual è il genitore collocatario, cioè quello presso cui il figlio vive stabilmente, e si prevedono poi le modalità e tempi e di frequentazione del figlio da parte del genitore non collocatario. La ripartizione dei tempi di permanenza dei figli presso i genitori può anche essere paritaria se le abitazioni dei genitori sono vicine e lo stile di vita omogeneo a condizione che ciò non incida negativamente sulla vita relazionale e scolastica dei minori.

Tuttavia, se l’affidamento condiviso non risponde all’interesse dei minori, il giudice può orientarsi verso l’affidamento esclusivo, con provvedimento motivato (art. 337 quater codice civile).

I casi più ricorrenti di affido esclusivo sono: 1. se uno dei genitore è pericoloso per l’incolumità fisica e psichica del figlio minore (genitore violento, genitore con gravi precedenti penali, genitore tossicodipendente o alcolista); 2. se il genitore è incapace di provvedere all’assistenza morale e materiale del figlio, o non ha mai mostrato un interessamento nei confronti del figlio; 3. se il genitore, nei confronti del figlio, scredita l’altro genitore; 4. In caso di grave conflittualità tra i genitori tale da alterare l’equilibrio e lo sviluppo psicofisico del minore.

In caso di affidamento esclusivo, l’esercizio della responsabilità genitoriale compete solo all’affidatario, ma le decisioni di maggiore interesse per il figlio devono essere adottate da entrambi i genitori, salvo che –per circostanze particolarmente gravi (ad es. comportamenti violenti o abusanti) non sia diversamente stabilito (art. 337 quater codice civile).

Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale ha il diritto-dovere di vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio (art. 316 ultimo comma)

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perché l’accordo sia per loro vincolante?

L’accordo tra i genitori sulle modalità di esercizio della responsabilità dopo la separazione deve essere presentato al tribunale territorialmente competente, il quale verifica che l’accordo garantisca i diritti e il benessere dei figli e, in caso di giudizio positivo, lo omologa.

Se la coppia sposata con figli minori vuole separarsi o divorziare e ha raggiunto un accordo anche sull’affidamento dei figli e l’esercizio della responsabilità genitoriale, può scegliere fra due soluzioni.

a) presentare un ricorso congiunto al tribunale e ottenere l’omologa dell’accordo;

b) ricorrere alla c.d. negoziazione assistita da avvocati (art. 6 del d.l. 132/2014): si tratta di un accordo  mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia relativa alla separazione e all’affidamento dei figli.

In presenza di figli minori (ma anche di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti), l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, se ritiene che l’accordo risponda all’interesse dei figli, lo autorizza. Se invece ritiene che l’accordo non risponda all’interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Una volta autorizzato, l'accordo è equiparato ai provvedimenti giudiziali in materia di separazione o divorzio.

Se la coppia genitoriale non è sposata, è possibile solo la prima soluzione (=accordo omologato dal tribunale).

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

Per risolvere le questioni relative all’esercizio della responsabilità genitoriale, i genitori possono rivolgersi ad un mediatore familiare. Lo scopo dell'attività di mediazione non è di raggiungere una riconciliazione della coppia, ma di permettere la formazione di un consenso reciproco in ordine alle condizioni di esercizio della responsabilità genitoriale, evitando e riducendo ogni forma di conflitto. Le soluzioni condivise eventualmente raggiunte devono comunque essere sottoposte al giudice, il quale dovrà valutare che sia rispettato l’interesse del minore.

In caso di perdurante contrasto, la controversia va portata avanti al giudice competente per la separazione, divorzio e affidamento dei figli.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Bisogna distinguere due casi.

a) I genitori si possono rivolgere al giudice in caso di disaccordo sulle questioni di particolare importanza. In tali casi, il giudice innanzi tutto suggerisce le soluzioni più adeguate all’interesse del minore e dell’unità familiare. Se il conflitto permane, il giudice attribuisce il potere di decidere sulla specifica questione al genitore che ritiene più idoneo a curare l’interesse del figlio.

b) I genitori si rivolgono al giudice chiedendo una decisione sull’affidamento dei figli e sulla loro collocazione (normalmente quando si separano). In questo caso, il giudice decide su:

  • affidamento dei figli, prevalentemente scegliendo la soluzione dell’affidamento congiunto (=ad entrambi i genitori),
  • tempi e modalità della convivenza presso ciascun genitore,
  • ammontare dell’assegno di mantenimento e, in generale, del contributo di ciascuno dei genitori alle spese per la cura, l’istruzione e l’educazione dei figli.

Poiché anche in caso di separazione o divorzio dei genitori le decisioni di maggiore importanza devono essere prese di comune accordo, in caso di disaccordo sulle singole questioni i genitori possono ricorrere al giudice come si è spiegato al punto a).

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva a uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva ha l'esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale, salva diversa disposizione del giudice. In particolare, egli può prendere autonomamente anche le decisioni di straordinaria amministrazione

Tuttavia, anche in caso di affidamento esclusivo a uno dei genitori le decisioni di maggiore interesse per i figli (quelle relative a istruzione, educazione, salute) devono essere adottate da entrambi i genitori, salvo che non sia diversamente stabilito dalla decisione sull’affidamento.

In genere, i giudici stabiliscono che non è necessario l’accordo del genitore non affidatario quando questo è sia assente, indifferente, irreperibile o abbia tenuto comportamenti violenti od abusanti.

Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e condizioni di vita del figlio e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

In caso di affidamento congiunto, la responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori, i quali devono condividere l’indirizzo della vita dei figli e le decisioni di maggiore interesse relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale dei minori. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, di regola, i genitori esercitano la responsabilità genitoriale separatamente nei periodi di rispettiva permanenza dei figli.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Il tribunale ordinario è competente per tutti i procedimenti in materia affidamento dei figli e per le questioni connesse relative alla responsabilità genitoriale.

Se la controversia riguarda la decadenza dalla responsabilità genitoriale o la limitazione della responsabilità genitoriale, la reintegra nella responsabilità genitoriale, senza coinvolgere i profili relativi all’affidamento dei figli, la competenza è del tribunale per i minorenni.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Se la questione relativa all’affidamento ed esercizio della responsabilità genitoriale sui figli nati dal matrimonio si inserisce nel contenzioso relativo alla separazione o al divorzio, la procedura è quella descritta nella sezione Divorzio.

I provvedimenti in materia di affidamento esercizio della responsabilità genitoriale per i figli non nati da matrimonio sono adottati dal tribunale, assunte sommarie informazioni, in camera di consiglio, dopo avere sentito il pubblico ministero e i genitori; in caso di urgente necessità, il tribunale può adottare, anche di ufficio, provvedimenti temporanei nell’interesse del figlio.

In entrambe le situazioni, il giudice può adottare provvedimenti provvisori e urgenti a tutela dei minori. Il procedimento è differenziato per i procedimenti relativi ai figli di coppie non coniugate ovvero di coppie coniugate, pur essendo, per entrambi, competente il tribunale ordinario.

Come in tutte le procedure che lo riguardano, il minore è sentito dal giudice se ha compiuto dodici anni o comunque se è capace di discernimento.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

E’ possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per la copertura dei costi dei procedimenti di separazione, divorzio, affidamento dei figli, limitazione o ablazione della responsabilità genitoriale.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Contro le decisioni sulla responsabilità genitoriale è possibile proporre reclamo alla corte d’appello (giudice di secondo grado)

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Le decisioni del tribunale sulla responsabilità genitoriale costituiscono titolo esecutivo.

15 Che cosa è necessario fare per ottenere il riconoscimento e l’esecuzione in Italia di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Quali procedure si applicano in questi casi?

Il riconoscimento della decisione sulla responsabilità genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE è automatico. Tuttavia, ogni parte interessata può anche far dichiarare che la decisione deve o non deve essere riconosciuta ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003 del 27 novembre 2003.

Per l’esecuzione della decisione, la parte interessata deve presentare istanza di esecutività alla corte di appello territorialmente competente. Dopo che la decisione è stata dichiarata esecutiva, viene eseguita alle stesse condizioni che si applicherebbero per la decisione pronunciata in tale Stato membro.

16 A quale tribunale occorre rivolgersi in Italia per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla potestà genitoriale resa da un tribunale di un altro Paese della UE? Qual è la procedura applicabile in questi casi?

L’autorità giudiziaria competente è la corte d’appello territorialmente competente (con riferimento al luogo di attuazione della decisione, in applicazione delle norme interne). Il giudizio si svolge nelle forme del procedimento contenzioso e si conclude con una sentenza di accertamento, avverso la quale è previsto il ricorso per cassazione.

17 Qual è la legge applicabile in una procedimento sulla potestà genitoriale quando il minore o le parti non risiedono in Italia o sono di nazionalità diverse?

Avendo l’Italia ratificato la Convenzione dell’Aia del 1996, si applicano le disposizioni di tale Convenzione. Pertanto, per l’attribuzione e l’estinzione della responsabilità̀ genitoriale, per l’esercizio della responsabilità genitoriale, per la revoca o limitazione della responsabilità genitoriale si applica la legge dello Stato di residenza abituale del minore.

Ultimo aggiornamento: 29/08/2018

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Responsabilità genitoriale - Romania

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

Il codice civile rumeno (Codul Civil) utilizza la nozione di potestà genitoriale. La potestà genitoriale è costituita da tutti i diritti e doveri nei confronti del figlio e dei suoi beni. Tali diritti e doveri spettano in pari misura a entrambi i genitori e devono essere esercitati nell'interesse del figlio. La potestà genitoriale viene esercitata fino a quando il figlio non acquisisca la piena capacità giuridica.

I diritti e doveri dei genitori (previsti agli articoli da 487 a 499 del codice civile e dalla legge n. 272/2004 (Legea nr. 272/2004) sulla tutela e la promozione dei diritti dei minori) nei confronti dei figli comprendono:

  • il diritto-dovere di stabilire e preservare l'identità dei figli. I figli devono essere registrati subito dopo la nascita e hanno diritto a un nome e alla cittadinanza. I genitori devono scegliere il nome e il cognome dei figli;
  • il diritto-dovere di allevare i figli. I genitori hanno il diritto-dovere di allevare i figli e di prendersi cura della loro salute e del loro sviluppo fisico, psichico e intellettuale nonché della loro educazione, istruzione e formazione professionale, nel rispetto delle loro convinzioni, caratteristiche ed esigenze;
  • il diritto-dovere di controllare i figli;
  • il diritto-dovere di mantenere i figli. I genitori sono tenuti in solido a mantenere i figli minorenni e devono provvedere al sostentamento dei figli maggiorenni nel caso in cui proseguano gli studi, fino al completamento degli stessi, ma non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età;
  • il diritto di prendere taluni provvedimenti disciplinari nei confronti dei figli. È vietato adottare alcuni provvedimenti, quali le punizioni corporali, che pregiudicherebbero lo stato fisico, mentale o affettivo del minore;
  • il diritto di esigere che i figli siano restituiti da qualsiasi persona che li abbia in custodia senza averne diritto;
  • il diritto di ricongiungersi con i figli. Tale diritto si ricollega al diritto dei figli a non essere separati dai genitori se non ricorrono motivi eccezionali e contingenti (ad esempio provvedimenti di affido);
  • il diritto di avere contatti personali con i figli. I contatti personali possono assumere la forma, ad esempio, di visite dei figli a casa, di visite dei figli a scuola oppure di vacanze dei figli con ognuno dei genitori;
  • il diritto di stabilire dove debbano vivere i figli. I figli minorenni devono vivere con i genitori. Se i genitori non vivono insieme, devono decidere di comune accordo con chi vivranno i figli. In caso di disaccordo tra i genitori, tale decisione viene assunta dal giudice tutelare (Instanţa de tutelă);
  • il diritto di acconsentire o meno al fidanzamento e al matrimonio dei figli che hanno raggiunto l'età di sedici anni; il diritto di acconsentire o meno all'adozione dei figli;
  • il diritto di impugnare i provvedimenti adottati dalle autorità in relazione ai figli e di presentare richieste e ricorsi in nome proprio o per conto dei figli.

I diritti e doveri dei genitori (previsti dagli articoli 500‑502 del codice civile) relativi ai beni dei figli comprendono:

  • la gestione dei beni dei figli. I genitori non hanno alcun diritto sui beni dei figli, né i figli hanno alcun diritto sui beni dei genitori, salvo il diritto all'eredità e agli alimenti. I genitori hanno il diritto-dovere di gestire il patrimonio dei figli minorenni e di rappresentare questi ultimi negli atti di diritto civile o di prestare il proprio consenso a tali atti. Dopo il compimento del quattordicesimo anno, i minori esercitano i loro diritti e adempiono i loro obblighi autonomamente, ma previa approvazione dei genitori e, se del caso, del giudice tutelare;
  • il diritto-dovere di rappresentare il minore negli atti di diritto civile o di prestare il proprio consenso a tali atti. Prima dei quattordici anni, i figli sono rappresentati dai genitori ai fini degli atti di diritto civile, in quanto totalmente privi della capacità giuridica. Tra i quattordici e i diciotto anni i figli esercitano i loro diritti e adempiono i loro obblighi autonomamente, ma, poiché dispongono di una capacità giuridica limitata, è richiesto il previo assenso dei genitori.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

I diritti-doveri spettano: in pari misura a entrambi i genitori (articolo 503, paragrafo 1, del codice civile) se i medesimi sono coniugati e dopo il divorzio (articolo 397 del codice civile); al genitore di cui è stata accertata la filiazione, se il figlio è nato fuori dal matrimonio; e a entrambi i genitori, se i medesimi sono conviventi (articolo 505, paragrafo 1, del codice civile).

La potestà genitoriale viene esercitata in modo diverso dai genitori (separati): in caso di divorzio, se il giudice ritiene che, nell'interesse del figlio, la potestà genitoriale debba essere esercitata da uno solo dei genitori (articolo 398 del codice civile), in caso di scioglimento del matrimonio (articolo 305, paragrafo 2, del codice civile) o se il figlio è nato fuori dal matrimonio e i genitori non sono conviventi (articolo 505, paragrafo 2, del codice civile).

La potestà genitoriale è esercitata da uno solo dei genitori ai sensi dell'articolo 507 del codice civile se l'altro genitore è deceduto, è stato privato dei suoi diritti di genitore, è stato posto sotto tutela, ecc.

La potestà genitoriale è esercitata parzialmente dai genitori se i diritti-doveri spettano a un terzo o un istituto per l'infanzia (articolo 399 del codice civile).

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Il genitore di un minore che abbia raggiunto l'età di quattordici anni ha diritti e doveri genitoriali solo in relazione alla persona del figlio. I diritti e doveri relativi ai beni del minore spettano al tutore o un'altra persona.

I minori sono posti sotto tutela se entrambi i genitori sono deceduti o ignoti, sono stati privati dell'esercizio dei diritti genitoriali o hanno subito una condanna penale che comporta la decadenza da tali diritti, oppure sono stati posti sotto interdizione giudiziale, sono irreperibili o sono stati dichiarati deceduti e il giudice stabilisce, alla cessazione dell'adozione, che sia nell'interesse del minore disporne la tutela.

La tutela viene disposta se il minore è privato delle cure di entrambi i genitori, dopo che i medesimi sono decaduti dall'esercizio dei diritti genitoriali.

Eccezionalmente, il giudice tutelare può disporre l'affidamento del minore a un parente, a un'altra famiglia o a un'altra persona, con il loro consenso, o a un istituto per l'infanzia.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

In linea di principio, dopo il divorzio, la potestà genitoriale spetta a entrambi i genitori o a uno solo di essi se sussistono fondati motivi, tenuto conto dell'interesse superiore del figlio. Nel secondo caso, l'altro genitore mantiene il diritto di vigilare sull'educazione e l'istruzione del figlio e di acconsentire o meno alla sua adozione.

Eccezionalmente, il giudice tutelare può disporre l'affidamento del minore a un parente, a un'altra famiglia o a un'altra persona, con il loro consenso, o a un istituto per l'infanzia. L'affidatario esercita i diritti e doveri dei genitori nei confronti del figlio (articolo 399 del codice civile).

Nel caso dei figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti da entrambi i genitori, la potestà viene esercitata dai genitori congiuntamente e in pari misura se i medesimi sono conviventi. Se i genitori di un figlio nato fuori dal matrimonio non sono conviventi, la potestà genitoriale viene esercitata da uno solo di essi.

Il divorzio consensuale può essere disposto da un notaio anche qualora vi siano figli minorenni nati dal matrimonio o fuori da esso, o adottati, oppure se i coniugi concordano sotto tutti gli aspetti per quanto riguarda il cognome da utilizzare dopo il divorzio, l'esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi i genitori, la determinazione del luogo di residenza dei figli dopo il divorzio, le modalità con cui saranno mantenuti i legami personali tra il genitore separato e i figli, nonché la definizione del contributo di ciascun genitore alle spese per l'educazione, l'istruzione e la formazione scolastica e professionale dei figli. Se dalla relazione dei servizi sociali risulta che l'accordo dei coniugi sull'esercizio congiunto della potestà genitoriale o sulla determinazione del luogo in cui dovrà vivere il figlio non è conforme all'interesse del minore, il notaio respinge l'istanza di divorzio e invita i coniugi ad adire l'autorità giudiziaria.

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

I genitori possono accordarsi sull'esercizio della potestà genitoriale o sui provvedimenti per tutelare il minore, con l'approvazione del giudice tutelare, se ciò è conforme all'interesse superiore del figlio (articolo 506 del codice civile).

Gli interessati possono intervenire in qualsiasi fase del procedimento, anche senza essere stati citati, per chiedere che le loro transazioni siano convalidate con una sentenza concordata. Tale sentenza è definitiva e costituisce titolo esecutivo.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

È possibile ricorrere alla mediazione prima di adire il giudice. Durante il procedimento giudiziario, il giudice deve informare le parti della possibilità e dei vantaggi di ricorrere alla mediazione. Se dalla mediazione non scaturisce un accordo, le questioni controverse vengono risolte dal giudice.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

Si veda la risposta alla domanda 1.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

Se il tribunale stabilisce che la potestà genitoriale deve essere esercitata da un solo genitore, quest'ultimo adotta individualmente ogni decisione sulle questioni concernenti il figlio. L'altro genitore mantiene il diritto di essere informato sull'educazione e l'istruzione del figlio, nonché il diritto di acconsentire o meno alla sua adozione.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

I genitori esercitano la potestà congiuntamente e in pari misura. Nei rapporti con i terzi di buona fede, si presume che il genitore che compie autonomamente un atto giuridico ordinario inerente all'esercizio dei diritti e doveri genitoriali agisca con il consenso dell'altro genitore.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Le istanze per la tutela delle persone fisiche rientranti nella competenza del giudice tutelare e per la famiglia (il tribunale distrettuale o eventualmente il tribunale in composizione specializzata per i minori e le famiglie) sono esaminate dal tribunale nel cui circondario è domiciliata o risiede la persona tutelata [articolo 94 del codice di procedura civile (Codul de Procedură Civilă)].

Il tribunale del domicilio del ricorrente è competente per le istanze relative all'accertamento della filiazione; il tribunale nel cui circondario risiede il ricorrente-creditore è competente per le domande relative alle obbligazioni alimentari (compresi gli assegni statali per i figli).

L'atto di citazione deve essere corredato di una copia del certificato di nascita del figlio minorenne, di una copia della carta d'identità e della sentenza di divorzio, nonché dell'eventuale accordo di mediazione e di ogni altro documento considerato utile per la risoluzione della controversia. La domanda è esente dall'imposta di bollo.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

L'organo giurisdizionale può adottare, durante tutto il procedimento di divorzio (procedura speciale con termini per la decisione abbreviati), con ordinanza del suo presidente, provvedimenti provvisori sulla determinazione del luogo di residenza dei figli minorenni, sugli alimenti, sulla percezione degli assegni statali per i figli e sull'uso dell'abitazione familiare (articolo 919 del codice di procedura civile).

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Il patrocinio a spese dello Stato può essere chiesto in forza del decreto legge n. 51/2008 (Ordonanța de Urgență nr. 51/2008) sull'assistenza giudiziaria pubblica in materia civile, convertito con modificazioni nella legge n. 193/2008 (Legea nr. 193/2008) e successive modifiche.

Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso separatamente o cumulativamente sotto forma di assistenza di un avvocato, pagamento degli onorari di periti, traduttori, interpreti e ufficiali giudiziari, esenzioni, sconti e rinvii o proroghe di pagamento delle spese di giudizio.

Possono beneficiare integralmente del patrocinio a spese dello Stato le persone il cui reddito netto mensile individuale sia stato inferiore a 300 RON negli ultimi due mesi precedenti la domanda. Se tale reddito è inferiore a 600 RON, l'assistenza giudiziaria viene concessa nella misura del 50%. Tuttavia, le condizioni prescritte non ostano a che i ricorrenti con redditi superiori alla quota fissata beneficino dell'assistenza giudiziaria qualora dimostrino di non poter sostenere le spese di giudizio a causa delle differenze in termini di costo della vita tra lo Stato in cui hanno il loro domicilio o la loro residenza abituale e lo Stato del foro.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Le decisioni rese nei procedimenti aventi ad oggetto l'esercizio della potestà genitoriale (come questione accessoria al divorzio o come questione principale) sono soggette solo ad appello, che deve essere proposto entro trenta giorni dalla decisione, oppure solo a ricorso per cassazione, nel caso delle sentenze concordate che omologano l'accordo delle parti.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

Se il debitore non adempie volontariamente la sua obbligazione, il creditore deve informarne l'ufficiale giudiziario. Quest'ultimo chiederà al giudice competente l'autorizzazione all'esecuzione. La decisione viene adottata in camera di consiglio senza convocazione delle parti.

Se la domanda di esecuzione è stata accolta, l'ufficiale giudiziario trasmette un'ingiunzione e un mandato di comparizione al genitore o alla persona che ha il minore in custodia, comunicandogli la data in cui deve presentarsi con il minore affinché sia consegnato al richiedente, oppure gli ordina di consentire all'altro genitore di esercitare il suo diritto ad avere rapporti personali con il minore.

Se l'esecutato non adempie il suo obbligo, l'ufficiale giudiziario procede all'esecuzione forzata alla presenza di un rappresentante della Direzione generale per l'assistenza sociale e la tutela dei minori nonché, se del caso, di uno psicologo e di agenti di polizia. Nessuno può esercitare costrizioni o pressioni sul minore al fine di ottenere l'esecuzione.

Se l'esecutato non adempie il suo obbligo, la sanzione comminata dal giudice perdura fino all'esecuzione; l'ufficiale giudiziario trasmette gli atti al Pubblico Ministero affinché promuova l'azione penale.

Se il minore si oppone, l'esecutante trasmette la relazione ufficiale al rappresentante della Direzione generale per l'assistenza sociale e la tutela dei minori e il tribunale competente disporrà che il minore sia sottoposto a un programma di assistenza psicologica, integrato dalla relazione dello psicologo. Se il minore si oppone successivamente alla riassunzione del procedimento esecutivo, l'esecutante può chiedere al tribunale di applicare una sanzione.

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Il riconoscimento delle decisioni sulla potestà genitoriale è soggetto alle disposizioni del regolamento (CE) n. 2201/2003. L'istanza deve essere presentata al tribunale del domicilio o della residenza del convenuto in Romania. La decisione di riconoscimento può essere impugnata dinanzi alla Corte d'appello (Curtea de Apel) territorialmente competente o presentando un ricorso dinanzi alla Corte di cassazione (Înalta Curte de Casație și Justiție).

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla potestà genitoriale, l'interessato può adire il tribunale del domicilio o della residenza del convenuto in Romania.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

Ai sensi dell'articolo 2611 del codice civile, la legge applicabile alla potestà genitoriale e alla tutela dei minori si determina in base alla Convenzione concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori, conclusa a L'Aia il 19 ottobre 1996 e ratificata con legge n. 361/2007.

Ultimo aggiornamento: 31/10/2016

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua slovacco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Responsabilità genitoriale - Slovacchia

1 Qual é il significato nella pratica della nozione di "potestà genitoriale"? Quali sono i diritti e i doveri del titolare della potestà genitoriale?

In base alla legge slovacca sulla famiglia (legge n. 36/2005 sulla famiglia e recante modifiche ed emendamenti a determinate leggi) e alla giurisprudenza, la responsabilità genitoriale (ossia i diritti e i doveri di custodia dei genitori) comprende, in particolare, la cura del figlio, il mantenimento, la rappresentanza e la gestione dei suoi beni.

2 Come regola generale, chi ha la potestà genitoriale sul figlio minore?

Entrambi i genitori condividono congiuntamente i loro diritti e doveri nei confronti del figlio, a prescindere dal fatto che questi sia nato in costanza di matrimonio e dal fatto che i genitori vivano insieme oppure no (che siano sposati, separati o divorziati).

Un genitore può essere privato dei suoi diritti e doveri genitoriali (o vederli limitati) dal giudice in presenza di gravi circostanze, come previsto dall'articolo 38, paragrafo 4, della legge sulla famiglia.

Il giudice può riconoscere i diritti e i doveri genitoriali di un genitore minorenne che abbia compiuto i sedici anni, relativamente alla cura di un figlio minorenne, alle condizioni fissate nell'articolo 29 della legge sulla famiglia.

3 Se i genitori sono incapaci o non desiderano esercitare la potestà genitoriale, un’altra persona può essere nominata al loro posto?

Sì. Se entrambi i genitori di un figlio minore sono privi di capacità giuridica, sono stati privati dei loro diritti e doveri genitoriali, o sono deceduti, il giudice deve nominare un custode che deve crescere personalmente il minore, rappresentarlo e amministrare i suoi beni.

4 Se i genitori divorziano o si separano, le modalità di esercizio della potestà genitoriale come sono regolate per il futuro?

Il giudice deve pronunciarsi sull'attribuzione e l'esercizio dei diritti e doveri genitoriali (anche se entrambi i genitori continuano a esercitarli congiuntamente) o può approvare un accordo tra le parti.

In base all'articolo 36, paragrafo 1, della legge sulla famiglia "[i] genitori di un figlio minore che vivono separatamente possono in ogni momento addivenire a un accordo sull'esercizio dei loro diritti e doveri genitoriali. Se i genitori non raggiungono un siffatto accordo, il giudice può stabilire come tali diritti e doveri debbano essere esercitati, anche se non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso; in particolare, il giudice deve decidere a quale dei genitori deve essere attribuito l'affidamento (osobná starostlivosť – cura personale) di un figlio minorenne. Le disposizioni di cui agli articoli 24, 25 e 26 si applicano mutatis mutandis".

5 Se i genitori concludono un accordo sulle modalità di esercizio della potestà genitoriale, quali sono le formalità da rispettare perchè l’accordo sia per loro vincolante?

L'accordo tra i genitori vertente sui loro diritti e doveri genitoriali deve essere approvato dal giudice.

6 Se i genitori non raggiungono un accordo sulle questioni relative all’esercizio della potestà genitoriale, quali sono i mezzi alternativi di soluzione delle controversie?

La risoluzione stragiudiziale delle controversie è possibile in base alla legge n. 420/2004 sulla mediazione. La legge in parola si applica anche alle controversie che traggono origine dai rapporti disciplinati dalla legge sulla famiglia. La mediazione è una procedura stragiudiziale nell'ambito della quale le parti interessate si avvalgono dell'assistenza di un mediatore per dirimere una controversia che trae origine dai loro rapporti contrattuali o da rapporti di altra natura. Ogni accordo raggiunto mediante mediazione deve essere redatto per iscritto ed è vincolante per le parti del procedimento.

7 Se i genitori fanno ricorso all’autorità giudiziaria, su quali questioni relative ai figli il giudice può pronunciarsi?

In linea di principio, il giudice può adottare qualsiasi decisione salvo l'affidamento esclusivo (cura personale) a uno dei genitori. Solo se uno dei genitori è stato privato dei suoi diritti e doveri genitoriali, è possibile attribuire a un singolo genitore l'affidamento esclusivo del figlio. In pratica, tuttavia, il giudice stabilisce quale tra i genitori debba occuparsi della cura personale del figlio, rappresentarlo e gestirne i beni. Il giudice stabilisce anche in che modo il genitore cui non è stato attribuito l'affidamento debba contribuire al mantenimento del figlio o approva l'accordo intercorso tra i genitori sul pagamento degli alimenti.

8 Se il tribunale dispone l’affidamento del minore in via esclusiva ad uno dei coniugi, questo significa che il coniuge affidatario potrà assumere decisioni concernenti il minore senza prima consultare l’altro genitore?

L'espressione "responsabilità genitoriale" non è agevolmente traducibile nel contesto del diritto di famiglia slovacco. Quest'ultimo riconosce l'espressione "diritti e doveri genitoriali", che sono sempre condivisi congiuntamente da entrambi i genitori (con l'effetto che non può mai esserci un "affidamento esclusivo" salvo che l'altro genitore sia deceduto, sia privo di capacità giuridica o sia stato privato dei suoi diritti e doveri genitoriali). Occorre distinguere tra tali casi e l'affidamento del figlio alla "cura personale" di un terzo. Se un figlio è affidato alla cura personale di uno dei genitori, questi può decidere su tutte le questioni di routine attinenti alla vita quotidiana del figlio senza il consenso dell'altro coniuge; tutte le questioni importanti relative all'esercizio del diritti e doveri genitoriali (amministrazione dei beni del figlio, trasferimento del figlio all'estero, cittadinanza, prestazione del consenso a trattamenti sanitari, preparazione per una futura occupazione) richiedono però il consenso dell'altro genitore. Se i genitori non sono in grado di addivenire a un accordo, il giudice decide su richiesta di uno di essi.

9 Se il tribunale dispone l’affidamento congiunto del minore, cosa significa questo nella pratica?

Il giudice può prevedere che la cura personale spetti ai genitori alternativamente (ossia l'affidamento congiunto) se entrambi sono in grado di crescere il figlio e sono interessati alla sua cura personale e se un siffatto accordo risulta essere nell'interesse del figlio per soddisfare al meglio le sue esigenze. Se almeno uno dei genitori è favorevole all'affidamento congiunto, il giudice è tenuto a verificare se esso sia nell'interesse del figlio.

Si vedano tutte le risposte che precedono, in particolare quella al quesito 8.

10 Qual è il tribunale (o altra autorità) competente a decidere in materia di potestà genitoriale?

Competente a conoscere delle domande in materia di diritti e doveri genitoriali è il tribunale distrettuale nel cui distretto risiede il figlio minore. Non devono essere rispettati requisiti di forma e non è necessario allegare documenti, trattandosi di una procedura che il giudice può avviare d'ufficio. La presentazione di documenti dipende dal contenuto della domanda; di norma è richiesto il certificato di nascita del figlio.

11 Qual è la procedura applicabile in questi casi? Esiste una procedura di urgenza?

Si applica una procedura semplificata e meno formale. È possibile richiedere un provvedimento provvisorio, che prende la forma di una procedura d'urgenza.

12 È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire i costi del procedimento?

Tutti i procedimenti per la definizione dei diritti e dei doveri genitoriali sono esenti da spese. Il sistema del gratuito patrocinio in Slovacchia è attualmente limitato a un'esenzione dal pagamento delle spese giudiziali e alla messa a disposizione, a titolo gratuito, di un rappresentante. Visto il carattere non contenzioso dei procedimenti in materia di diritti e doveri genitoriali, pochissimi scelgono di farsi rappresentare da un avvocato. Tuttavia, se una persona soddisfa i requisiti giuridici previsti per l'esenzione dalle spese giudiziali, il giudice può, a sua discrezione, fornire gratuitamente un rappresentante, compreso un avvocato, se ritiene che tale rappresentanza sia necessaria per la protezione degli interessi della parte.

Il giudice indirizza tutte le parti che chiedono la nomina di un avvocato e che soddisfano i requisiti per l'esenzione dalla spese giudiziali al Centro per il gratuito patrocinio. Il giudice comunica tale possibilità alle parti. Il giudice può riconoscere un'esenzione totale o parziale dalle spese giudiziali se ciò appare giustificato alla luce delle circostanze, non integra un esercizio arbitrario o manifestamente infondato della giustizia e non costituisce un ostacolo ad essa. Salvo diversa previsione da parte del giudice, l'esenzione si applica all'intero procedimento e ha effetto retroattivo. Tuttavia, le spese eventualmente versate prima dell'emanazione della decisione sull'esenzione non sono rimborsate.

Il Centro per il gratuito patrocinio fornisce assistenza legale e il sistema di sicurezza a persone fisiche che non sono in grado di ricorrere ai servizi legali per esercitare e proteggere i propri diritti in ragione della situazione economica in cui versano. La portata dell'assistenza legale fornita è disciplinata dalla legge n. 327/2005 sulla fornitura di assistenza legale alle persone in difficoltà economiche.

13 È possibile proporre appello avverso una decisione sulla potestà genitoriale?

Sì, è possibile impugnare una decisione in materia di diritti e doveri genitoriali.

14 In certi casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un giudice o ad altra autorità per avere una decisione sulla potestà genitoriale da far valere come titolo esecutivo? Quali procedure si applicano in tali casi?

La domanda di esecuzione di una decisione è presentata dinanzi al foro generale del figlio. La procedura applicata in caso di esecuzione di una decisione è disciplinata dalla legge n. 99/1963, il codice di procedura civile.

Si applicano le ordinarie procedure esecutive (esecuzione giudiziale) ad eccezione dei casi di esecuzione di decisioni in materia di cura personale (se il figlio deve essere riportato al genitore che – in base alla decisione – ha il diritto di cura personale). In tali ipotesi, la procedura è più rigorosa (sanzioni finanziarie e possibile intervento delle forze di polizia o di altre autorità competenti per l'esecuzione).

15 In che modo si deve agire per far riconoscere ed eseguire in questo Stato membro una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro?

Le decisioni giudiziali in materia di diritti e doveri genitoriali emanate dal giudice di un altro Stato membro sono riconosciute ed eseguite in Slovacchia, senza necessità di ricorrere a procedimenti speciali, in conformità del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (articolo 21, paragrafo 1), ossia senza che occorra ottenere una dichiarazione di esecutività della decisione.

Tuttavia, la parte interessata può chiedere che una decisione sui diritti e doveri genitoriali emanata in un altro Stato membro sia dichiarata esecutiva; in tal caso si applica la procedura di cui al capo III, sezione 2, del regolamento.

Le domande sono presentate dinanzi al tribunale distrettuale del distretto in cui il figlio risiede, oppure, se quest'ultimo non è residente, al tribunale nel cui distretto il figlio attualmente vive; in mancanza di esso, è competente il tribunale distrettuale di Bratislava I.

La domanda volta a ottenere che una decisione sia riconosciuta o dichiarata esecutiva deve essere accompagnata da una copia della decisione sui diritti e doveri genitoriali che soddisfi i requisiti di autenticità e da un documento che certifichi la decisione, emanato, su richiesta della parte interessata, dal relativo giudice d'origine, ossia dal tribunale che ha emesso la decisione sui diritti e doveri genitoriali.

16 A quale giudice di questo Stato membro occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una decisione sulla responsabilità genitoriale emessa dal giudice di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Le impugnazioni sono proposte dinanzi al tribunale distrettuale che ha emesso la decisione, ma sugli appelli si pronuncia il tribunale regionale. Gli appelli proposti contro il riconoscimento delle decisioni sui diritti e doveri genitoriali sono trattati e decisi in conformità del codice di procedura civile.

17 A quale diritto deve fare riferimento il giudice in un procedimento relativo alla responsabilità genitoriale, in cui il minore o le parti non risiedono in questo Stato membro oppure hanno cittadinanze diverse?

I giudici slovacchi si pronunciano nei procedimenti in materia di diritti e doveri genitoriali solo se il figlio risiede abitualmente nella Repubblica slovacca. Se il figlio non vive nella Repubblica slovacca ma ha ivi la propria residenza abituale o se i genitori non vivono in tale paese o sono cittadini di altri Stati, le disposizioni della legge slovacca si applicano in linea con la convenzione dell'Aia concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori (rif. n. 344/2002) (capo III della convenzione).

La legge n. 97/1963 sul diritto privato internazionale e sul diritto processuale internazionale stabilisce che i rapporti tra genitori e figli, compresa l'insorgenza o l'estinzione dei diritti e dei doveri genitoriali, sono disciplinati dalla legge del paese in cui il figlio ha la propria residenza abituale. In casi eccezionali, il giudice può prendere in considerazione la legge di un altro paese con cui esista un collegamento significativo nella vicenda in esame, se ciò risulta necessario per proteggere il bambino o i suoi beni. I diritti e doveri genitoriali che hanno origine nel paese in cui il figlio ha la propria residenza abituale, restano validi anche se il figlio sposta altrove la propria residenza abituale. Se nessuno dei genitori era titolare di diritti e doveri genitoriali riconosciuti in base al diritto slovacco, tali diritti e doveri insorgono nel momento in cui il figlio inizia ad avere la propria residenza abituale nella Repubblica slovacca. L'esercizio dei diritti e dei doveri genitoriali è disciplinato dalla legge del paese in cui il figlio risiede abitualmente.

Le disposizioni della legge sul diritto privato internazionale e sul diritto processuale internazionale si applicano soltanto in mancanza di un accordo internazionale o se l'eventuale accordo internazionale esistente non contiene regole di conflitto per individuare la legge applicabile.

Accanto alla convenzione dell'Aia del 1966, la Repubblica slovacca è vincolata da numerosi accordi bilaterali che contengono disposizioni sulla legge applicabile. Le disposizioni in parola prevalgono su quelle contenute nella legge sul diritto privato internazionale e sul diritto processuale internazionale nei procedimenti vertenti sui diritti e doveri genitoriali. Tali accordi sono:

Bulgaria: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare di Bulgaria sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Sofia, 25 novembre 1976, decreto n. 3/1978);

Croazia, Slovenia: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica socialista federativa di Jugoslavia sulla regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Belgrado, 20 gennaio 1964, decreto n. 207/1964);

Ungheria: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare d'Ungheria sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Bratislava, 28 marzo 1989, rif. n. 63/1990);

Polonia: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare di Polonia sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare, di lavoro e penale (Varsavia, 21 dicembre 1987, decreto n. 42/1989);

Romania: accordo tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare di Romania sull'assistenza giudiziaria e la regolamentazione dei rapporti giuridici in materia civile, familiare e penale (Praga, 25 ottobre 1958, decreto n. 31/1959).

Ultimo aggiornamento: 14/01/2019

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