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Tipi di professioni giuridiche

Austria

Questa pagina contiene una panoramica delle professioni giuridiche in Austria.

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Professioni giuridiche – Introduzione

Si contano attualmente 1 693 giudici togati, di cui è responsabile il ministero federale austriaco della Giustizia (i dati si riferiscono al 1° novembre 2012 e rappresentano equivalenti attivi a tempo pieno, compresi gli organici della Corte suprema).

I giudici vengono nominati anche al di fuori del sistema giudiziario, per esempio presso il tribunale amministrativo (circa 63) e il tribunale competente in materia di asilo.

Inoltre, giudici non togati che adempiono la loro funzione su base volontaria sono assegnati a casi specifici. Essi operano in qualità di giudici onorari o di giurati nei processi penali, oppure come periti in controversie di diritto commerciale, del lavoro e della previdenza sociale.

Vi sono 375 pubblici ministeri (i dati si riferiscono al 1° novembre 2012 e rappresentano equivalenti attivi a tempo pieno, compresi quelli relativi alla procura generale attiva presso la Corte suprema) e 4 864 funzionari e impiegati a contratto (i dati si riferiscono al 1° novembre 2012 e rappresentano equivalenti attivi a tempo pieno, compresi quelli relativi alla Corte suprema e alla procura generale attiva presso la Corte suprema stessa), che contribuiscono al corretto funzionamento dei tribunali e delle procure.

Nel complesso 3 631 operatori prestano servizio nel sistema penitenziario (i dati si riferiscono al 1° novembre 2012 e rappresentano equivalenti attivi a tempo pieno, compresi i membri della direzione delle carceri); questa cifra comprende un totale di 3 098 guardie carcerarie (tra cui 127 responsabili dell'insegnamento ai detenuti).

1. Giudici

Formazione e nomina

Dopo aver completato gli studi di giurisprudenza, seguiti dalla pratica in tribunale nel quadro del servizio di preparazione alla professione giudiziaria, i giudici svolgono la formazione pratica. Ogni anno vengono nominati circa 60 - 80 candidati giudici. Il servizio di preparazione alla professione giudiziaria (compresa la pratica in tribunale) dura in linea di principio quattro anni e si svolge presso i tribunali distrettuali, i tribunali regionali, una procura della repubblica, un carcere o un centro di protezione o assistenza per le vittime, o ancora presso lo studio di un avvocato o di un notaio, o presso una procura del ministero federale delle Finanze. Una parte del servizio di formazione si può assolvere presso il tribunale regionale superiore, la Corte suprema, il ministero federale della Giustizia, la direzione delle carceri, un centro di assistenza ai condannati durante la sospensione condizionale della pena, associazioni di amministratori fiduciari o uffici di assistenza alla gioventù, o ancora presso l'ufficio del mediatore per i diritti dei cittadini oppure imprese operanti in tale ambito, o nel settore finanziario. Il servizio di preparazione alla professione giudiziaria si conclude con l'esame per l'ingresso in magistratura.

Una volta superato l'esame per l'ingresso in magistratura, i candidati giudici possono presentare domanda per una posizione vacante di ruolo nella magistratura.

Le nomine dei giudici vengono effettuate dal Presidente federale, che in gran parte dei casi delega tale compito al ministro federale della Giustizia. Possono essere nominati giudici solo i cittadini austriaci.

Occorre distinguere i giudici non togati dai giudici togati; i primi - per i quali non è necessaria alcuna formazione giuridica - adempiono alla loro funzione su base volontaria. Possono essere giudici onorari o giurati in processi penali o fungere da periti dotati di specifiche competenze in materia di diritto del lavoro e della previdenza sociale.

Status dei giudici

I giudici togati sono titolari di un rapporto di pubblico impiego con lo Stato federale. Oltre alla Legge costituzionale federale, la Legge sul servizio dei giudici costituisce la principale fonte giuridica per la formazione e lo status professionale dei giudici (la denominazione completa di questa fonte giuridica è Legge sul servizio dei giudici e dei pubblici ministeri; in particolare, sono determinate in maniera analoga numerose disposizioni cui sono soggetti giudici e pubblici ministeri e che regolano, per esempio, le procedure disciplinari e le descrizioni del servizio).

I giudici togati sono nominati per un periodo illimitato e cessano dalle funzioni alla fine dell’anno in cui compiono sessantacinque anni di età.

Ai sensi degli articoli 87 e 88 della Legge costituzionale federale, nell'interpretazione della legge e nella risoluzione delle controversie i giudici operano come organi statali indipendenti. Tale indipendenza si esprime nella libertà da direttive (indipendenza sostanziale) nonché nell'impossibilità di rimuovere il giudice o di trasferirlo a un'altra posizione (indipendenza personale). I giudici sono soggetti soltanto alla legge e decidono sulla base delle loro convinzioni giuridiche. Essi, inoltre, non sono vincolati a sentenze precedentemente pronunciate da altri tribunali in cause simili (precedenti).

A parte il definitivo collocamento a riposo al raggiungimento del limite di età previsto per legge, i giudici possono essere rimossi dall'incarico o trasferiti ad altra posizione o collocati a riposo contro la propria volontà solo nelle circostanze e nei modi previsti dalla legge (articolo 88 della Legge costituzionale federale).

Lo status speciale accordato ai giudici dalla Costituzione si esplica solo nell'esercizio della loro funzione giudiziaria (nello svolgimento di tutte le attività giudiziarie previste dalla legge o nel quadro del sistema di assegnazione delle attività). Un’eccezione è rappresentata dalle questioni di “amministrazione della giustizia” (misure finalizzate a preservare il funzionamento del sistema giudiziario). In questi casi, però, i giudici sono indipendenti unicamente se si occupano di tali questioni (come per esempio distribuzione del lavoro giudiziario, suggerimenti in ordine alla nomina di cariche giudiziarie) all’interno di collegi o commissioni. In caso contrario, essi sono vincolati alle direttive impartite dai loro superiori. L’assegnazione del lavoro giudiziario secondo criteri precostituiti garantisce il diritto a un giudice naturale, sancito dalla Costituzione.

Ruolo e funzioni

Ai giudici è demandata la giurisdizione nelle controversie civili e penali. Nelle questioni di diritto amministrativo e costituzionale essi esercitano un controllo sull’amministrazione e fungono da custodi della Costituzione.

Responsabilità di fronte alla legge

Tribunale disciplinare: un giudice che si rende responsabile di violazione colposa dei propri doveri professionali ne risponde di fronte al tribunale disciplinare, istituito presso il tribunale regionale superiore o la Corte suprema e formato solamente da giudici (il tribunale disciplinare è competente anche per i comportamenti illeciti dei pubblici ministeri).

Tribunale penale: un giudice che, nella violazione colposa dei propri doveri professionali, commette anche un reato penale, ne risponde di fronte a un tribunale penale (per esempio in caso di abuso di d’ufficio).

Tribunale civile: una parte che abbia subito un danno a causa della condotta illegale e colposa di un giudice (o, se del caso, di un pubblico ministero) può rivalersi solo nei confronti dello Stato. Lo Stato può poi agire nei confronti del giudice (o, se del caso, nei confronti del pubblico ministero) in caso di atti intenzionali o di negligenza grave.

2. Pubblici ministeri

Organizzazione

L’organizzazione gerarchica della procura generalmente riflette quella del tribunale.

Presso ogni tribunale avente competenza penale (ovvero in tutto 17 tribunali) opera un ufficio della procura della Repubblica. Esiste inoltre un Servizio centrale per la lotta contro la criminalità economica, con competenza estesa a tutta l’Austria. Presso ciascun tribunale regionale superiore è costituita una procura generale; inoltre presso la Corte suprema è presente l’ufficio del Procuratore generale. Sia le procure generali che l’ufficio del procuratore generale presso la Corte suprema dipendono direttamente dal ministero federale della Giustizia.

Formazione e nomina

La formazione di un pubblico ministero corrisponde a quella di un giudice togato.

Chiunque soddisfi i requisiti per la nomina a giudice può essere nominato anche pubblico ministero.

Come per le posizioni di ruolo dei giudici, anche per l’assegnazione delle posizioni di ruolo vacanti dei pubblici ministeri occorre bandire un concorso pubblico. Il diritto di nomina dei pubblici ministeri spetta al Presidente federale ma, come nel caso dei giudici, anche per gran parte delle posizioni di ruolo dei pubblici ministeri egli delega il diritto di nomina al ministro federale della Giustizia.

Status dei pubblici ministeri

Le procure sono autorità giudiziarie separate dai tribunali, ma non indipendenti. Hanno una struttura gerarchica e sono tenute a rispettare le direttive impartite dalle procure generali e, da ultimo, dal ministro federale della Giustizia.

Il diritto di impartire direttive è regolato da precise norme di legge. Le direttive di una procura generale o del ministro federale della Giustizia possono essere formulate solo in forma scritta e devono essere motivate. Inoltre, le direttive ricevute devono essere registrate negli atti della causa penale. Il ministro federale della Giustizia è responsabile a livello ministeriale ed è pertanto obbligato a rendere conto e a fornire informazioni al Parlamento.

Il personale delle singole procure della Repubblica deve rispettare le direttive impartite dal direttore della procura. Tuttavia, se si ha motivo di ritenere che una direttiva sia illegittima, se ne può richiedere la stesura per iscritto e addirittura l’esenzione dalla trattazione della causa penale in esame. Le procure della Repubblica, pertanto, sono gerarchicamente organizzate in livelli superiori e inferiori. Tale struttura risulta necessaria anche in considerazione del fatto che - a differenza delle sentenze dei tribunali - le decisioni adottate non possono essere impugnate con alcuno strumento giuridico.

Ruolo e funzioni

Le procure della Repubblica sono organi speciali, separati dai tribunali. Il loro ruolo consiste nella tutela dell’interesse pubblico relativo all’amministrazione della giustizia penale. Ciò si traduce in primo luogo nella formulazione dell’imputazione e nella rappresentanza dell’accusa nei processi penali; per questo motivo le procure sono definite anche “autorità dell’accusa”. Ad esse inoltre compete condurre le indagini preliminari nei procedimenti penali.

I pubblici ministeri sono responsabili della formulazione dell’imputazione e della rappresentanza dell’accusa, sia dinanzi al tribunale regionale sia dinanzi ai tribunali distrettuali del rispettivo distretto cui fa capo il tribunale regionale. Di norma, i pubblici ministeri a livello distrettuale - che sono pubblici ufficiali dotati di competenze specifiche, ma non devono necessariamente essere in possesso di un titolo accademico - presentano l’atto d’accusa dinanzi ai tribunali distrettuali.

Un ruolo speciale spetta al Servizio centrale per la lotta contro la criminalità economica, la cui giurisdizione, estesa a tutto il paese, abbraccia ora anche i settori degli atti illeciti commessi da funzionari pubblici e dei reati economici concernenti importi superiori a 5 000 000 EUR. Rientrano nella competenza del Servizio anche i reati finanziari concernenti importi superiori a 5 000 000 EUR, i casi ammissibili di frodi ai danni del sistema di sicurezza sociale, le azioni di un debitore che danneggiano i creditori, e i reati previsti dalla Legge sulle società per azioni o dalla Legge sulle società a responsabilità limitata commessi in seno a imprese di dimensioni corrispondenti (con un capitale azionario di almeno 5 000 000 EUR o oltre 2 000 dipendenti).

Le procure generali sono gerarchicamente superiori alle procure e sono costituite presso i tribunali regionali superiori di Vienna, Graz, Linz e Innsbruck. Oltre a rappresentare l’accusa dinanzi al tribunale regionale superiore, esse sono altresì responsabili della supervisione di tutte le procure presenti nel loro distretto e dipendono direttamente dal ministero federale della Giustizia.

Una posizione particolare è occupata dalla procura generale costituita presso la Corte suprema. Essa risponde direttamente al ministero federale della Giustizia e non ha il diritto di impartire direttive né alle procure né alle procure generali. Inoltre non formula imputazioni, ma è incaricata di coadiuvare la Corte suprema. La procura generale costituita presso la Corte suprema è munita della speciale autorizzazione a proporre i cosiddetti ricorsi di nullità per il rispetto della legge in cause penali in cui le parti non dispongono di (ulteriori) possibilità di proporre impugnazione. In tal modo essa assolve l’importante funzione di preservare l’uniformità della legge e di assicurare la certezza del diritto in materia penale.

Responsabilità di fronte alla legge

La responsabilità disciplinare, penale e civile dei pubblici ministeri è regolata nello stesso modo di quella dei giudici.

3. Cancellieri

Organizzazione

In Austria, i cancellieri costituiscono un pilastro indispensabile del sistema giudiziario. Oltre l’80% delle sentenze nelle cause civili vengono ora pronunciate dai 662 cancellieri (i dati si riferiscono al 1° novembre 2012 e rappresentano equivalenti attivi a tempo pieno, compreso il gruppo di assegnazione del personale).

Formazione

Per essere ammesso al corso di formazione per cancelliere, il candidato deve aver superato gli esami di diploma e/o aver ottenuto il diploma di assolvimento degli studi oppure il diploma di formazione professionale (in altre parole, deve essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore). Gli esami in questione possono essere sostituiti da un apprendistato oppure dal positivo completamento degli studi presso un istituto tecnico oppure degli studi per l’esame di ingresso all’università.

Prima di essere ammesso al corso di formazione per cancelliere, l’interessato deve lavorare negli uffici del tribunale per almeno due anni e superare l’esame previsto per il personale impiegatizio, nonché l’esame per il servizio specialistico. Solo a questo punto il dipendente del tribunale può essere ammesso alla formazione per l’incarico di cancelliere, da parte del giudice che presiede il tribunale regionale superiore.

La formazione per l’incarico di cancelliere dura tre anni e comprende le seguenti fasi:

  • lavoro presso uno o più tribunali, come preparazione a trattare i soggetti del settore prescelto
  • partecipazione a un corso di base e a un corso specifico sul settore prescelto e
  • partecipazione all’esame di cancelliere, da superare in due prove.

Dopo aver superato l’esame di cancelliere, il candidato riceve un diploma rilasciato dal ministro federale della Giustizia.

Tale diploma va distinto dal certificato di cancelliere, che viene rilasciato soltanto dopo il programma di formazione triennale e conferma l’autorizzazione a svolgere la professione di cancelliere. Il certificato di cancelliere autorizza l’ufficiale giudiziario interessato a svolgere il lavoro giudiziario che rientra nel suo campo di attività, nell’ambito del territorio federale.

Il giudice che presiede il tribunale regionale superiore deve quindi indicare il tribunale presso il quale l’ufficiale giudiziario interessato deve assumere l’incarico di cancelliere e, se del caso, il periodo dell’incarico. All’interno del tribunale in questione, il cancelliere è assegnato, dal direttore del tribunale, a una sezione del tribunale diretta da un giudice o, se del caso, a più sezioni. All’interno della sezione, il giudice pertinente è responsabile della distribuzione del lavoro.

Status dei cancellieri

I cancellieri sono ufficiali giudiziari dotati di una formazione specifica, cui è stata affidata la trattazione in prima istanza di questioni estremamente circoscritte in materia civile, ai sensi della Legge costituzionale federale austriaca (articolo 87, lettera a)) e della Legge austriaca sui cancellieri. I cancellieri sono vincolati solo alle direttive del giudice responsabile del caso in base alla distribuzione del lavoro giudiziario. Il giudice può disporre in qualsiasi momento e in qualsiasi fase che la causa gli venga riassegnata. I cancellieri sono autorizzati a emettere soltanto ordinanze, contro le quali i giudici possono accogliere ricorsi in appello. Esiste poi lo strumento giuridico della richiesta di rimessione della causa a un giudice.

In pratica, il lavoro dei cancellieri è indipendente nella massima misura possibile. Le direttive dei giudici non sono consuete, e vengono anzi emanate solo in casi rarissimi.

Ruolo e funzioni

Si ricorre ai cancellieri per i seguenti ambiti di lavoro:

  • procedura civile, questioni di esecuzione e insolvenza (“procedimenti di regolamento dei debiti”)
  • materie stragiudiziali
  • questioni relative al registro immobiliare e al registro navale
  • questioni relative al registro delle imprese.

Ciascuno di questi ambiti richiede una formazione specifica e una nomina specifica a cancelliere per l’ambito di lavoro pertinente.

Divisione delle responsabilità fra giudici e cancellieri

La sfera di attività dei cancellieri non comprende tutto il lavoro e le decisioni che si sviluppano nei settori appena menzionati. Gli aspetti che rientrano nella sfera di attività dei cancellieri sono indicati specificamente nella Legge austriaca sui cancellieri, e l’ampiezza della sfera di attività varia notevolmente da un ambito di lavoro all’altro.

La sfera di competenza dei cancellieri comprende, tra l’altro:

  • i procedimenti ingiuntivi;
  • la conferma degli effetti giuridici e dell’esecutorietà delle sentenze emesse dai giudici nel loro ambito di attività;
  • le decisioni in ordine a richieste di patrocinio a carico dello Stato in procedimenti svolti dagli ausiliari di giustizia;
  • l’esecuzione di atti pubblici sulla base di una richiesta di assistenza giudiziaria di un tribunale o di un’autorità locali.

4. Avvocati

Aspetti generali

Gli avvocati hanno il compito e l’autorizzazione di rappresentare le parti in tutte le controversie giudiziali e stragiudiziali, vertenti su questioni pubbliche e private, dinanzi a ogni tribunale e autorità pubblica della Repubblica austriaca.

Per esercitare la professione di avvocato in Austria non è richiesta alcuna nomina ufficiale; l’esercizio della professione è però condizionato al rispetto dei requisiti di seguito elencati.

Le basi giuridiche sostanziali comprendono il codice deontologico forense austriaco, Gazzetta ufficiale n. 96/1896, lo statuto disciplinare per gli avvocati e i candidati all’avvocatura, Gazzetta ufficiale n. 474/1990, la Legge federale sulle tariffe degli avvocati, Gazzetta ufficiale n. 189/1969 e la Legge sull’esame di avvocatura, Gazzetta ufficiale n. 556/1985.

Requisiti per l’esercizio della professione

Dopo aver studiato il diritto austriaco, chiunque desideri esercitare la professione di avvocato deve dimostrare di aver lavorato nel settore legale a livello professionale per almeno cinque anni, di cui almeno cinque mesi presso un tribunale o una procura della Repubblica e tre anni presso lo studio di un avvocato austriaco in qualità di candidato all’avvocatura.

L’esame di avvocatura, il cui superamento è una condizione per poter esercitare la professione, si può sostenere dopo tre anni di pratica, di cui almeno cinque mesi trascorsi presso un tribunale e almeno due anni presso lo studio di un avvocato. Un altro requisito per sostenere l’esame è la partecipazione ai corsi di formazione prescritti obbligatoriamente per i candidati all’avvocatura dall’ordine degli avvocati.

Chi soddisfi i requisiti previsti può chiedere l’iscrizione all’albo dell’ordine degli avvocati della regione in cui intende esercitare.

In talune circostanze, in Austria, un avvocato straniero, cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato contraente della Convenzione sullo Spazio economico europeo o della Svizzera, può:

  • esercitare la professione di avvocato su base temporanea
  • chiedere l’iscrizione all’albo degli avvocati dell’ordine degli avvocati pertinente, dopo aver superato un esame attitudinale, oppure
  • esercitare immediatamente la professione in Austria, senza aver sostenuto un esame attitudinale, con la qualifica professionale usata nel paese d’origine, e acquisire una completa integrazione nella professione legale austriaca dopo tre anni di esercizio “effettivo e regolare” della professione in Austria.

In talune circostanze, un membro di un ordine degli avvocati o di uno Stato membro dell’Accordo generale sul commercio di servizi (GATS) può svolgere temporaneamente alcune attività precisamente delimitate, in qualità di avvocato, nella Repubblica austriaca.

Responsabilità di fronte alla legge

Gli avvocati che violino i doveri professionali o gettino il discredito sulla professione ne rispondono di fronte a un consiglio disciplinare nominato dal locale ordine degli avvocati. Il consiglio disciplinare può infliggere sanzioni che giungono fino alla radiazione dell’interessato dall’albo degli avvocati. Le decisioni di secondo grado vengono adottate dalla suprema commissione disciplinare d’appello, in sezioni di quattro membri formate da due giudici della Corte suprema e due avvocati.

Inoltre gli avvocati sono ovviamente soggetti alla responsabilità penale e civile.

Ordine degli avvocati, Consiglio nazionale forense austriaco

In ogni Land federale, gli avvocati e i candidati avvocati iscritti all’albo formano insieme l’ordine degli avvocati. Gli ordini sono organismi di diritto pubblico ed enti autonomi con poteri di autogoverno.

Per coordinare i propri compiti, i delegati degli ordini degli avvocati dei singoli Land federali formano un organismo rappresentativo comune a livello federale, il Consiglio nazionale forense austriaco (http://www.rechtsanwaelte.at/).

5. Notai

Aspetti generali

I notai, in quanto istituzione indipendente e imparziale dell’amministrazione precauzionale della giustizia, sono a disposizione dei cittadini che necessitano servizi giuridici per regolarne i rapporti giuridici privati.

Il loro compito principale è quello di partecipare ai procedimenti legali e di fornire assistenza legale ai cittadini. I notai eseguono rogiti di atti pubblici, custodiscono beni di terzi, redigono scritture private e rappresentano parti, soprattutto in questioni stragiudiziali. Essi hanno inoltre il compito di operare in qualità di incaricati del tribunale in procedure stragiudiziali. In particolare, vengono consultati in qualità di “commissari giudiziali” per svolgere procedure di successione.

I notai devono garantire che i beni di una persona deceduta siano custoditi e trasferiti agli aventi diritto. Tale attività esige una conoscenza specifica della legge sulla successione e della procedura stragiudiziale e ciò significa di conseguenza che i notai vengono costantemente consultati dai cittadini per fornire assistenza nella redazione di testamenti e specialmente consulenza e rappresentanza nelle pratiche di successione.

I notai svolgono una funzione pubblica, ma non sono funzionari pubblici. Si assumono il rischio commerciale di gestire uno studio professionale, ma non gestiscono un’impresa commerciale. La loro posizione è simile a quella di chi esercita una professione liberale, ma in qualità di commissari giudiziali essi sono funzionari giudiziari. La professione notarile è un’occupazione principale e non si può esercitare insieme alla professione forense.

Le modifiche del numero delle posizioni notarili e delle sedi dei distretti notarili vengono effettuate con regolamento del ministro federale della Giustizia. Attualmente in Austria esistono 490 distretti notarili.

Le basi giuridiche sostanziali per questa attività comprendono il codice notarile, Gazzetta ufficiale n. 75/1871, la Legge sugli atti notarili, Gazzetta ufficiale n. 76/1871, la Legge sulle tariffe dei notai, Gazzetta ufficiale n. 576/1973, la Legge sugli esami per i notai, Gazzetta ufficiale n. 522/1987, la Legge sui Commissari giudiziali, Gazzetta ufficiale n. 343/1970, e la Legge sulle tariffe dei notai in qualità di commissari giudiziali, Gazzetta ufficiale n. 108/1971.

Formazione

Chiunque abbia portato a termine gli studi di giurisprudenza (studi di diritto austriaco) e sia interessato alla professione notarile deve cercare un notaio che lo accetti come dipendente e iscriva il suo nome nell’elenco dei candidati notai.

L’iscrizione nell’elenco dei candidati notai da parte dell’ordine dei notai interessato è possibile solo se la persona in questione ha svolto cinque mesi di pratica giudiziaria in qualità di praticante legale presso un tribunale o una procura della Repubblica e non ha ancora compiuto i 35 anni di età quando è stata iscritta per la prima volta nell’elenco dei candidati.

Per essere ammesso all’esame notarile, il candidato notaio deve frequentare le sedute di formazione prescritte obbligatoriamente dall’ordine dei notai.

L’esame notarile si compone di due prove.

  • Il candidato notaio può sostenere la prima prova dopo 18 mesi di candidatura, ma deve superarla non più tardi della fine del quinto anno di candidatura; in caso contrario, il suo nome viene depennato dall’elenco dei candidati notai.
  • La seconda prova si può sostenere dopo un ulteriore periodo di pratica di almeno un anno come candidato notaio. La seconda parte dell’esame notarile dev’essere superata non più tardi della fine di una candidatura decennale; in caso contrario, il nome del candidato viene depennato dall’elenco.

Nomina

Le posizioni notarili che si sono rese vacanti o che sono state create ex novo devono essere segnalate pubblicamente prima di essere assegnate. La legge (sezione 6 del codice notarile austriaco) esige tra l’altro che coloro i quali fanno domanda per una posizione notarile siano:

  • cittadini di uno Stato membro dell’UE o di un altro Stato membro del SEE o della Svizzera
  • abbiano portato a termine con esito positivo gli studi di diritto austriaco
  • abbiano superato l’esame notarile e
  • siano in grado di dimostrare di aver esercitato per sette anni la professione legale, compresi almeno tre anni in qualità di candidato notaio dopo aver sostenuto l’esame notarile.

Questi requisiti di base, tuttavia, non danno di per sé il diritto alla nomina a notaio. Nella procedura di nomina, i richiedenti vengono valutati e classificati secondo una graduatoria dall’ordine dei notai avente giurisdizione geografica, e successivamente dai dipartimenti per il personale del tribunale regionale e del tribunale regionale superiore responsabili; nel quadro di tale procedura la durata dell’esercizio pratico della professione riveste un’importanza decisiva. L’ordine dei notai e i due dipartimenti del personale propongono ciascuno una terna di persone al ministro federale della Giustizia. Il ministro, benché non sia vincolato da queste proposte, in pratica nomina solo uno dei richiedenti inseriti nelle terne.

Il notaio può esercitare fino al 31 gennaio dell’anno successivo al compimento del settantesimo anno. Un notaio non può trasferirsi ufficialmente a una posizione notarile differente.

Vigilanza sui notai; responsabilità di fronte alla legge

In considerazione degli obblighi che loro incombono nella redazione di documenti pubblici e in qualità di commissari giudiziali, i notai sono soggetti a una vigilanza particolare. La responsabilità per la vigilanza sui notai spetta al ministro federale per la Giustizia, al dipartimento per l’amministrazione della Giustizia e, direttamente, agli Ordini dei notai.

I notai dispongono di un proprio codice disciplinare. Le infrazioni disciplinari sono punite in primo grado dal tribunale regionale superiore in qualità di tribunale disciplinare per i notai, e in secondo grado dalla Corte suprema in qualità di tribunale disciplinare per i notai; i tribunali dinanzi ai quali si svolge la causa devono sempre contare tra i propri membri dei notai. Il tribunale disciplinare può infliggere un ventaglio di sanzioni che giunge fino alla rimozione dall’incarico. Le sanzioni per le comuni infrazioni all’ordinamento giuridico sono inflitte dall’ordine dei notai.

Oltre alla responsabilità disciplinare, i notai sono ovviamente soggetti alla responsabilità penale e civile.

Quando agiscono in qualità di commissari giudiziali, ai fini del diritto penale i notai sono considerati funzionari pubblici e sono quindi eventualmente perseguibili per “reati d’ufficio”, tra cui in particolare l’abuso d’ufficio. La responsabilità ai sensi del diritto civile è regolata in maniera differente. Se agiscono in qualità di commissari giudiziali, in materia di responsabilità i notai sono soggetti alle stesse norme di giudici e pubblici ministeri. Le parti non possono perciò sporgere querela direttamente nei loro confronti, ma devono invece inoltrare allo Stato le proprie richieste di risarcimento. Lo Stato può poi agire legalmente in caso di atti intenzionali o negligenza grave. A parte la loro attività di commissari giudiziali, i notai rispondono direttamente alle parti a norma del diritto civile.

Collegi notarili, Consiglio nazionale del notariato austriaco

I notai che esercitano la professione in un Land federale, o sono iscritti come candidati notai nell’elenco di candidati notai di quel Land federale, costituiscono un collegio notarile. I Land federali di Vienna, della Bassa Austria e del Burgenland hanno collegi comuni, così come i Land federali del Tirolo e del Vorarlberg.

Il Collegio ha il compito di tutelare la dignità e l’onorabilità della professione e di rappresentarne gli interessi.

Ciascun Collegio notarile elegge in seno ai suoi membri un ordine dei notai. L’ordine dei notai è formato da un notaio avente funzione di presidente e da altri sei notai (dodici a Vienna) e tre candidati notai (sei a Vienna) in qualità di membri.

Il Consiglio nazionale del notariato austriaco (http://www.notar.at/) è formato dagli ordini dei notai dei Land federali. Il Consiglio nazionale del notariato austriaco ha il compito di rappresentare i notai e di tutelarne diritti e interessi nelle questioni che riguardano l’intera categoria notarile austriaca o che travalicano le competenze di un singolo ordine dei notai.

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Ultimo aggiornamento: 02/07/2013

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