Time limits on procedures

When you are involved in a civil dispute and think you may have to litigate, you must be aware that there is certain deadline for taking action.

All modern legal systems including those of the 28 Member States provide for the temporal limitation of civil claims. The laws governing limitation or prescription periods vary greatly with respect to the length of the time limits, when exactly the time limit starts and depending on which act or event suspends or interrupts the time limit. The law applicable to the claim also governs the limitation period affecting the claim.

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Last update: 18/01/2019

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Termini processuali - Belgio

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il codice giudiziario fa riferimento a una serie di termini diversi.

Questi termini possono essere suddivisi in due categorie: i termini di sospensione e i termini di decadenza.

I termini cosiddetti "d'attesa" sono termini che devono giungere a scadenza, nel senso che occorre attendere la loro scadenza per poter avviare validamente un’azione.

Un esempio di termine di attesa è il Il link si apre in una nuova finestratermine di citazione. Tra la data di notifica della citazione e l’udienza introduttiva occorre rispettare un “termine a comparire” pari a otto giorni per la citazione nel merito (cause civili) e a due giorni per un procedimento sommario.

I termini di decadenza sono termini entro i quali deve essere intrapresa un’azione legale, entro l’ultimo giorno di tale termine (il Il link si apre in una nuova finestradies ad quem), pena la scadenza del diritto di intraprendere tale azione legale.

Un esempio di termine di decadenza è il termine per la presentazione dei ricorsi e in particolare:

  • il termine di un mese per impugnare una sentenza in contraddittorio (articolo 1051 del codice giudiziario), termine che decorre dalla notifica di tale sentenza;
  • il termine di un mese per proporre opposizione contro una sentenza pronunciata in contumacia (articolo 1048 del codice giudiziario), termine che decorre dalla notifica di tale sentenza;
  • il termine di tre mesi per presentare ricorso in cassazione (articolo 1073 del codice giudiziario);
  • il termine di tre mesi per proporre opposizione di terzo (articolo 1129 del codice giudiziario);
  • il termine di trenta giorni per la presentazione di una domanda di risarcimento danni nei confronti di un giudice per errore giudiziario (articolo 1142 del codice giudiziario);
  • il termine di sei mesi per le azioni civili (articolo 1136 del codice giudiziario).

Il termine a comparire è quindi un termine di attesa.

Nel caso delle persone aventi domicilio o residenza in Belgio, l’articolo 707 del codice giudiziario fissa a otto giorni il termine ordinario per la citazione nel merito.

La stessa regola si applica:

1° quando la citazione è notificata in Belgio al domicilio eletto;

2° quando la persona alla quale la citazione è notificata non ha domicilio o residenza noti, né in Belgio né all’estero;

3° quando una citazione a una parte domiciliata all’estero viene notificata di persona in Belgio.

Nei procedimenti sommari il termine di citazione è ridotto a due giorni (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 1035 del codice giudiziario). Analogamente, il termine a comparire dinanzi al Il link si apre in una nuova finestragiudice dei procedimenti esecutivi è di due giorni, nella misura in cui quest’ultimo si pronuncia con procedimento sommario.

Se la parte citata non ha domicilio, residenza o domicilio eletto in Belgio, i suddetti “termini di base” di otto e due giorni sono prorogati ai sensi dell’Il link si apre in una nuova finestraarticolo 55 del codice giudiziario.

Il termine è quindi di (otto o due giorni +.....):

1° quindici giorni, se la parte risiede in un paese limitrofo o nel Regno Unito;
2° trenta giorni, se risiede in un altro paese europeo;
3° ottanta giorni, se risiede in un’altra parte del mondo”.

Questa proroga deve tuttavia essere prevista dalla legge. È il caso della citazione (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 709 del codice giudiziario) e della citazione nei procedimenti sommari (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 1035 del codice giudiziario).

In alcune circostanze specifiche, può essere necessario procedere rapidamente alla citazione: in tal caso è possibile presentare al tribunale competente, tramite avvocato o ufficiale giudiziario, un’istanza di riduzione dei termini (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 708 del codice giudiziario nel merito, Il link si apre in una nuova finestraarticolo 1036 del codice giudiziario nei procedimenti sommari).

Al momento della notifica della citazione, l’ufficiale giudiziario correda la citazione di una copia della decisione per informare la parte citata dell’autorizzazione a ridurre i termini in questione.

Uno dei principali aspetti di un termine è il calcolo del termine stesso. La procedura prevista in tal senso è definita dagli Il link si apre in una nuova finestraarticoli da 48 a 57 del codice giudiziario (ossia il capitolo VIII della prima parte del codice giudiziario) (cfr. infra).

Questi articoli riguardano aspetti generali (articoli 48 e 49), i termini di decadenza (articolo 50, comma 1), il Il link si apre in una nuova finestracalcolo dei termini (articoli 52 e 53, comma 1, nonché gli articoli 53 bis, 54 e 57), i casi Il link si apre in una nuova finestradi forza maggiore, di Il link si apre in una nuova finestraproroga del termine (articolo 50, secondo comma; articoli 51 e 53, secondo comma, e articolo 55) e la sospensione per decesso di una delle parti (articolo 56).

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

1° gennaio

Pasqua e lunedì di Pasqua (date variabili)

1° maggio (festa del lavoro)

festa dell’Ascensione (sesto giovedì dopo Pasqua)

Pentecoste e lunedì di Pentecoste (domenica e lunedì dopo Pasqua)

Festa nazionale: 21 luglio

15 agosto (Assunzione)

1° novembre (Ognissanti)

11 novembre (armistizio del 1918)

25 dicembre (Natale)

Questo elenco non figura nel codice giudiziario.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Cfr. domanda 1 (sopra).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Di norma, il dies a quo (il giorno dell’atto o dell’evento che fa decorrere il termine) NON è incluso nel termine, mentre lo è il dies ad quem (l’ultimo giorno) (“dies a quo non computatur in termino”).

Il link si apre in una nuova finestraArticolo 52 del codice giudiziario: “Il termine si calcola da mezzanotte a mezzanotte. È calcolato dal giorno successivo a quello dell’atto o dell’evento che lo ha fatto decorrere e comprende tutti i giorni, anche il sabato, la domenica e i giorni festivi”.

In tal senso, un termine non decorre dal giorno della notifica di una citazione o di una sentenza (dies a quo), ma dal giorno successivo (più precisamente, il giorno successivo dalle ore 00:00).

Ad esempio: se una citazione viene notificata lunedì 4 maggio (dies a quo), il Il link si apre in una nuova finestratermine di citazione decorre da martedì 5 maggio. In altre parole, il primo giorno del termine di otto giorni è martedì 5 maggio.

Se il 4 maggio cade di venerdì, il termine di citazione decorre da sabato 5 maggio. Il primo giorno di un termine di citazione può infatti cadere di sabato, di domenica o in un giorno festivo legale.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

A/Notifica di ufficiale giudiziario:

Ai sensi dell’articolo 57 del codice giudiziario, salvo diversa disposizione di legge, il termine di opposizione, appello e ricorso in cassazione decorre dalla notifica della decisione a mani proprie o al domicilio della persona interessata o, se del caso, dalla consegna o dal deposito della copia, come previsto dagli Il link si apre in una nuova finestraarticoli 38Il link si apre in una nuova finestra40.

Nel caso delle persone che non hanno domicilio, residenza o domicilio eletto in Belgio e che non ricevono la notifica a mani proprie, il termine decorre dalla consegna di una copia dell’atto di notifica presso l’ufficio postale o, se del caso, al procuratore del re.

Nel caso delle persone incapaci, il termine decorre soltanto a partire dalla notifica della decisione al loro legale rappresentante.

B/Notifica su supporto cartaceo (posta):

Salvo diversa disposizione di legge, ai sensi dell’articolo 53 bis del codice giudiziario, i termini che decorrono nei confronti del destinatario a partire da una notifica su supporto cartaceo si calcolano nel seguente modo:

  1. se la notifica è effettuata con lettera giudiziaria o a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, dal primo giorno successivo a quello in cui la lettera è stata presentata al domicilio del destinatario o, se del caso, alla sua residenza o al domicilio eletto;
  2. se la notifica è effettuata a mezzo raccomandata o con lettera semplice, a partire dal terzo giorno lavorativo successivo a quello in cui la lettera è stata consegnata ai servizi postali, salvo prova contraria del destinatario;
  3. in caso di notifica effettuata a fronte di una ricevuta di ritorno datata, a partire dal primo giorno successivo.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Di norma il dies a quo (il giorno dell’atto o dell’evento che fa decorrere il termine) NON è incluso nel termine, MA lo è il dies ad quem (l’ultimo giorno o la scadenza).

DIES A QUO:

Il link si apre in una nuova finestraArticolo 52 del codice giudiziario: “Il termine si calcola da mezzanotte a mezzanotte. È calcolato dal giorno successivo a quello dell’atto o dell’evento che lo ha fatto decorrere e comprende tutti i giorni, anche il sabato, la domenica e i giorni festivi”.

Un termine non decorre nel giorno della notifica di una citazione o di una sentenza (dies a quo), ma dal giorno successivo (più precisamente, dalle ore 00:00).

Ad esempio: se una citazione viene notificata lunedì 4 maggio (dies a quo), il Il link si apre in una nuova finestratermine di citazione decorre da martedì 5 maggio. In altre parole, il primo giorno del termine di otto giorni è martedì 5 maggio.

Se il 4 maggio cade di venerdì, il termine di citazione decorre da sabato 5 maggio. Il primo giorno di un termine di citazione può infatti cadere di sabato, di domenica o in un giorno festivo legale.

DIES AD QUEM:

Il link si apre in una nuova finestraArticolo 53 del codice giudiziario: “Il giorno della scadenza è incluso nel termine. Tuttavia, quando questo giorno cade di sabato, di domenica o in un Il link si apre in una nuova finestragiorno festivo legale, la data di scadenza è posticipata al primo giorno lavorativo successivo.

Il dies ad quem è la data di scadenza di un termine. È incluso nel termine, il che significa che è l’ultimo giorno.

Se però questo dies ad quem cade di sabato, di domenica o in un giorno festivo legale, la data di scadenza è posticipata al giorno lavorativo successivo.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Ai sensi dell’articolo 52 del codice giudiziario, il termine è calcolato da mezzanotte a mezzanotte. È calcolato dal giorno successivo a quello dell’atto o dell’evento che lo ha fatto decorrere e comprende tutti i giorni, anche il sabato, la domenica e i giorni festivi”.

Tuttavia un atto può essere validamente compiuto in cancelleria solo nei giorni e negli orari in cui questa è accessibile al pubblico, a meno che l’atto non venga effettuato elettronicamente.

Occorre pertanto tenere conto dei giorni di calendario.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Ai sensi dell’articolo 54 del codice giudiziario, un termine stabilito in mesi o in anni è calcolato da una data di calendario di un mese al giorno che precede la corrispondente data di calendario di un altro mese.

Il presente articolo si applica solo ai termini calcolati in mesi o in anni (ad esempio, il termine per l’opposizione o per l’appello: un mese); letto in combinato disposto con l’articolo 53 del codice giudiziario, questo significa, ad esempio, che un termine di un mese non è sempre di 30 o 31 giorni, ma che può essere anche più lungo o più corto.

Per “giorno di calendario” si intende il primo giorno del termine, vale a dire il giorno successivo alla notifica.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Ai sensi dell’articolo 53, primo comma, del codice giudiziario, il giorno della scadenza (cioè il dies ad quem) è incluso nel termine.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

In applicazione dell’articolo 53, secondo comma, del codice giudiziario, è tuttavia previsto che quando questo giorno cade di sabato, di domenica o in un giorno festivo legale, la data di scadenza è posticipata al primo giorno lavorativo successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

a/ Termini che non si prescrivono a pena di decadenza:

L’articolo 49 del codice giudiziario specifica che i termini sono stabiliti per legge e che il giudice può fissarli solo se la legge glielo consente.

Ai sensi dell’articolo 51 del codice giudiziario, il giudice può, prima della scadenza, ridurre o prorogare i termini non stabiliti a pena di decadenza. Salvo diversa disposizione di legge, la proroga non può avere durata superiore al termine iniziale e non possono essere concesse ulteriori proroghe se non per gravi motivi e con decisione motivata.

b/ Persona senza domicilio, residenza o domicilio eletto in Belgio:

Ai sensi dell’articolo 55 del codice giudiziario, se la legge prevede che nei confronti della parte che non ha domicilio, residenza o domicilio eletto in Belgio debbano essere aumentati i termini concessi alla stessa, la proroga è di:

  1. quindici giorni, se la parte risiede in un paese limitrofo o nel Regno Unito;
  2. trenta giorni, se risiede in un altro paese europeo;
  3. ottanta giorni, se risiede in un’altra parte del mondo.

c/ Durante le vacanze giudiziarie:

Ai sensi dell’articolo 50, secondo comma, del codice giudiziario, il termine per l’appello o l’opposizione di cui agli Il link si apre in una nuova finestraarticoli 1048, Il link si apre in una nuova finestra1051 e all’articolo Il link si apre in una nuova finestra1253 quater, lettere c) e d) che decorre e scade durante le vacanze giudiziarie è prorogato fino al quindicesimo giorno del nuovo anno giudiziario.

Le vacanze giudiziarie vanno dal 1° luglio al 31 agosto di ogni anno.

Se il termine per l’opposizione o l’appello decorre o termina in questo periodo, il dies ad quem del suddetto termine è prorogato fino al 15 settembre.

Esempio 1: una sentenza viene notificata il 30 giugno (dies a quo). Il termine decorre il 1° luglio e termina (dies ad quem) il 31 luglio.

Esempio 2: una sentenza viene notificata il 31 luglio (dies a quo). Il termine decorre il 1° agosto e termina (dies ad quem) il 31 agosto.

In entrambi gli esempi, sia il primo giorno del termine che il dies ad quem cadono durante le vacanze giudiziarie, tanto che il termine è prorogato al 15 settembre, che è l’ultimo giorno utile per notificare un appello o un’opposizione.

Esempio 3: una sentenza viene notificata il 29 giugno. Il termine decorre il 30 giugno. Il dies ad quem cade il 29 luglio.

Esempio 4: una sentenza viene notificata il 1° agosto. Il termine decorre il 2 agosto. Il dies ad quem cade il 1° settembre.

In entrambi gli esempi, o il primo giorno del termine o il dies ad quem cade al di fuori del periodo di vacanze giudiziarie, quindi il termine non è prorogato fino al 15 settembre.

Occorre prestazione attenzione all’applicazione dell’articolo 50, secondo comma (proroga per vacanze giudiziarie) e dell’articolo 53, secondo comma, del codice giudiziario (rinvio dal giorno della scadenza al giorno lavorativo successivo più vicino, quando cade di sabato, di domenica o in un giorno festivo), in altre parole quando l’ultimo giorno delle vacanze giudiziarie, il 31 agosto, cade di sabato o di domenica e l’ultimo giorno del termine (dies ad quem) cade il 31 agosto.

Occorre innanzitutto applicare l’articolo 50, secondo comma, del codice giudiziario, e poi eventualmente l’articolo 53, secondo comma, del codice giudiziario.

Ipotesi:

Un atto viene notificato il 31 luglio. Il termine per l’appello o l’opposizione va dal 1° agosto al 31 agosto. Il 31 agosto cade di sabato o di domenica.

Ai sensi dell’articolo 50, secondo comma, del codice giudiziario, il primo e l’ultimo giorno del termine cadono durante le vacanze giudiziarie, il che implica una proroga del termine fino al 15 settembre.

Solo quando il 15 settembre cade di sabato o di domenica, può essere applicato l’articolo 53, secondo comma, del codice giudiziario e l’ultimo giorno utile è rinviato al lunedì.

d/ Decesso della parte che può presentare opposizione, appello o ricorso in cassazione:

Ai sensi dell’articolo 56 del codice giudiziario, il decesso della parte sospende il termine concesso alla stessa per l’opposizione, l’appello o il ricorso in cassazione.

Questo termine riprende solo dopo che la decisione è stata nuovamente notificata al domicilio del defunto e decorre solo a partire dalla scadenza dei termini per la redazione e l’esame di un inventario, se la decisione è notificata prima della scadenza di tali termini.

La decisione può essere notificata congiuntamente agli eredi, senza indicare il loro nome e la loro qualità. Tuttavia qualsiasi parte interessata può essere esonerata dalla decadenza derivante dallo scadere dei termini di ricorso, qualora risulti che non era a conoscenza della notifica.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

La regola generale è che, ai sensi dell’articolo 1050 del codice giudiziario, in tutte le materie l’appello può essere proposto sin dalla pronuncia della sentenza, anche se quest’ultima è stata resa in contumacia. Per quanto riguarda una decisione sulla competenza o, salvo diversa decisione del giudice, una decisione provvisoria, l’impugnazione può essere proposta solo con l’impugnazione della decisione definitiva.

In applicazione dell’articolo 1051 del codice giudiziario, il termine per l’impugnazione è di un mese dalla notifica o dalla comunicazione della sentenza ai sensi dell’Il link si apre in una nuova finestraarticolo 792, secondo e terzo comma. Tuttavia, ai sensi dell’articolo 1054 del codice giudiziario, il convenuto può presentare in qualsiasi momento un’impugnazione incidentale contro qualsiasi parte del procedimento dinanzi al giudice d’appello, anche se la decisione è stata notificata senza riserve o se è stata accettata prima della notifica.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Ai sensi dell’articolo 51 del codice giudiziario, il giudice può, prima della scadenza, ridurre o prorogare i termini non stabiliti a pena di decadenza. Salvo diversa disposizione di legge, la proroga non può avere durata superiore al termine iniziale e non possono essere concesse ulteriori proroghe se non per gravi motivi e con decisione motivata.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

L’articolo 55 del codice giudiziario è stato introdotto soprattutto per questa parte. Quando quest’ultima soddisfa le condizioni di cui al presente articolo, essa può beneficiare del vantaggio conferito da tale disposizione.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

In applicazione dell’articolo 50, primo comma, del codice giudiziario, i termini stabiliti a pena di decadenza non possono essere ridotti o prorogati, anche d’intesa tra le parti, a meno che tale decadenza non sia coperta nelle condizioni previste dalla legge.

In altre parole, l’atto giuridico deve essere compiuto prima della scadenza del termine, altrimenti rischia di oltrepassare il termine impartito e di non essere ammissibile.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

La decisione di lasciare scadere un termine di decadenza è definitiva, nel senso che non è più possibile presentare ricorso, a meno che la legge non sia stata violata.

Ultimo aggiornamento: 24/10/2019

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Termini processuali - Bulgaria

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

A) Il diritto alla tutela giurisdizionale dei diritti sostanziali soggettivi è disciplinato dai termini di prescrizione e di preclusione stabiliti dalla legge.

Il termine di prescrizione rappresenta il periodo di inattività del titolare di un diritto soggettivo, la cui scadenza determina la perdita della possibilità di chiedere la tutela giuridica di tale diritto da parte di detto titolare. La scadenza di un tale termine di prescrizione determina la perdita non soltanto del diritto sostanziale, bensì anche del diritto di agire e del diritto all'esecuzione ad esso correlati. La prescrizione non viene applicata ufficialmente, bensì soltanto a seguito di un'opposizione presentata dal debitore dinnanzi a un organo giurisdizionale o un ufficiale giudiziario competenti.

Le norme relative alla durata, alla cessazione e alla sospensione dei termini di prescrizione sono stabilite nella legge sulle obbligazioni e sui contratti. A tutte le domande prive di termini di prescrizione specifici viene assegnato un termine di prescrizione generale di cinque anni. (Articolo 110 della legge sulle obbligazioni e sui contratti).

Un termine di prescrizione di tre anni è invece previsto per tre gruppi di domande (articolo 111 della legge sulle obbligazioni e sui contratti):

  • crediti relativi a remunerazioni per le quali non è previsto nessun altro termine di prescrizione;
  • crediti relativi a indennizzi e risarcimenti derivanti da un contratto al quale non è stata data esecuzione;
  • crediti relativi a pagamenti di canoni di locazione, interessi e altre prestazioni periodiche.

Un termine di prescrizione di tre anni è altresì stabilito per il diritto di richiedere l'annullamento per legge di contratti stipulati per errore o in seguito a frode o minaccia, nonché di contratti stipulati da persone incapaci o loro rappresentanti in assenza di soddisfacimento dei requisiti pertinenti.

Un termine di prescrizione di un anno è invece fissato per il diritto di richiedere l'annullamento per legge di un contratto concluso a causa di una necessità eccezionale o di condizioni palesemente sfavorevoli (articolo 33 della legge sulle obbligazioni e sui contratti).

È previsto altresì un termine di prescrizione di sei mesi per crediti relativi a carenze nella vendita di beni mobili o a manodopera difettosa nel caso di un contratto di fabbricazione, fatta eccezione per i lavori di costruzione nel qual caso il credito si prescrive secondo il termine generale di cinque anni (articolo 265 della legge sulle obbligazioni e sui contratti).

Il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il diritto di agire viene originato, il quale dipende dalla natura del diritto sostanziale in questione. Può infatti trattarsi del momento in cui l'obbligazione contrattuale è divenuta esigibile, del momento in cui è stato commesso l'atto illecito, del momento in cui l'autore dell'atto illecito è stato individuato oppure del momento della consegna dell'oggetto in questione nel caso di una domanda per difetti, ecc.

Il termine di prescrizione non può essere abbreviato o prolungato tramite il consenso delle parti.

Il termine di prescrizione può essere sospeso o interrotto.

Il termine di prescrizione viene sospeso nei casi stabiliti in maniera esauriente dall'articolo 115 della legge sulle obbligazioni e sui contratti:

  • tra figli e genitori, durante l'esercizio da parte di questi ultimi dei loro diritti genitoriali;
  • tra persone soggette a curatela o amministrazione fiduciaria e i loro curatori o amministratori fiduciari nel corso della durata di tale curatela o amministrazione fiduciaria;
  • tra coniugi;
  • per domande di persone i cui beni, per legge o ai sensi dell'ordinanza di un organo giurisdizionale, sono soggetti ad amministrazione nei confronti dell'amministratore nel corso della durata di tale incarico di amministrazione;
  • per domande riguardanti il risarcimento di persone giuridiche nei confronti dei loro amministratori, mentre questi ultimi sono in carica;
  • per le domande di minori e di persone soggetti a restrizioni per il periodo di assenza di un rappresentante legale o di un amministratore fiduciario e per 6 mesi dopo la nomina di tale persona o dopo che tale incapacità è cessata;
  • per tutta la durata del procedimento giudiziario relativo a una domanda.

In questi casi, la parte è temporaneamente e legalmente privata della possibilità di esercitare il diritto di agire. Il termine di prescrizione decorso fino al momento della sospensione rimane in vigore e continua a decorrere una volta che la circostanza che ha determinato la sospensione cessa di avere effetto.

Il termine di prescrizione viene interrotto nei seguenti casi:

  • riconoscimento del credito da parte del debitore;
  • presentazione di una domanda o di un'opposizione oppure di una richiesta di conciliazione; tuttavia, qualora la domanda o l'opposizione non siano accolte, il termine di prescrizione non si considera essere stato interrotto;
  • presentazione di una domanda nel contesto di procedure concorsuali;
  • adozione di provvedimenti di esecuzione.

In questi casi, il periodo di tempo trascorso dal momento dell'origine del diritto di agire fino all'interruzione della prescrizione perde la sua rilevanza giuridica e inizia a decorrere un nuovo termine di prescrizione. Nel caso in cui l'interruzione sia determinata da una domanda o da un'opposizione, la legge stabilisce anche un'altra conseguenza importante: il nuovo termine di prescrizione che inizia dopo detta interruzione è sempre di cinque anni.

I termini perentori (di preclusione) sono quelli alla scadenza dei quali i diritti sostanziali decadono. Tali termini iniziano a decorrere dal momento dell'origine del diritto soggettivo e non dal momento dell'origine del diritto di agire.

I termini perentori non possono essere interrotti o sospesi come nel caso dei termini di prescrizione.

Sono applicati ufficialmente dall'organo giurisdizionale o da un ufficiale giudiziario e laddove non venga formulata alcuna opposizione da parte del debitore.

Tali termini includono: il termine di tre mesi durante i quali il creditore pignoratizio o il creditore ipotecario possono opporsi al pagamento di un'indennità assicurativa a favore del proprietario del bene anziché a loro favore; il termine di due mesi durante il quale un comproprietario può avviare un'azione legale per l'acquisto di un bene in comproprietà qualora l'altro comproprietario abbia venduto la sua quota a terzi; il termine di un anno per adire le vie legali al fine di ottenere l'annullamento di una donazione, ecc.

B) I termini per l'esecuzione di determinati atti processuali ad opera delle parti e dell'organo giurisdizionale nel contesto di procedimenti per la composizione di controversie, nonché nei procedimenti di esecuzione, sono stabiliti dal codice di procedura civile (CPC). I termini per l'esecuzione di atti processuali nel contesto di procedure concorsuali sono stabiliti dalla legge sul commercio.

In relazione alle parti, il mancato rispetto del termine comporta la perdita del diritto di eseguire il corrispondente atto processuale. Il mancato rispetto del termine da parte dell'organo giurisdizionale non costituisce un impedimento all'esecuzione di tale atto processuale in un momento successivo, poiché tale diritto è sempre valido.

I termini ai quali le parti sono soggette per effettuare atti processuali sono quelli stabiliti dalla legge e quelli stabiliti dall'organo giurisdizionale.

I termini stabiliti dalla legge (termini di legge) includono:

  • il termine per porre rimedio a irregolarità nell'esposizione della domanda (una settimana dalla comunicazione alla parte; articolo 129, secondo comma, del CPC);
  • il termine per fornire risposta alla domanda del convenuto, per la specificazione di prove, per contestare la veridicità degli elementi di prova contenuti nell'esposizione della domanda, per presentare una domanda riconvenzionale, per la presentazione di terzi (accessori) ad opera del convenuto e per avviare azioni contro gli stessi, nonché per contestare la procedura stabilita dall'organo giurisdizionale per l'esame del procedimento. Tale termine inizia a decorrere dalla ricezione della copia dell'esposizione della domanda da parte del convenuto ed è pari a un mese o a due settimane a seconda che il procedimento sia soggetto alle norme procedurali generali o a quelle per le domande speciali (articolo 131, articolo 133 e articolo 367 del CPC);
  • il termine per richiedere all'attore di presentare una memoria aggiuntiva nei procedimenti relativi a controversie commerciali (due settimane dal ricevimento della risposta del convenuto; articolo 372 del CPC);
  • il termine concesso al convenuto per rispondere alla memoria aggiuntiva nei procedimenti relativi a controversie commerciali (due settimane dal ricevimento dell'esposizione aggiuntiva della domanda; articolo 373 del CPC);
  • il termine per l'impugnazione di sentenze pronunciate dall'organo giurisdizionale (due settimane dalla notifica della sentenza alla parte; articolo 259 del CPC);
  • il termine per la risposta all'impugnazione da parte dell'opponente e per la presentazione di una contro-impugnazione (due settimane dal ricevimento di una copia dell'impugnazione; articolo 263 del CPC);
  • il termine per l'impugnazione per cassazione contro sentenze pronunciate dall'organo giurisdizionale (un mese dalla notificazione della sentenza alla parte; articolo 283 del CPC);
  • il termine per l'impugnazione di sentenze emesse dall'organo giurisdizionale (una settimana dalla comunicazione della sentenza alla parte e, qualora la sentenza in questione sia stata comunicata nel corso di un'udienza alla quale la parte ha partecipato, il termine decorre dalla data di tale udienza; articolo 275 del CPC);
  • il termine per la presentazione di una domanda di annullamento di una decisione eseguita (tre mesi dal verificarsi del motivo che giustifica detta domanda di annullamento; articolo 305 del CPC);
  • il termine entro il quale la parte può chiedere la ricusazione del giudice (la prima udienza successiva al verificarsi del motivo che giustifica la ricusazione o al momento in cui la parte è venuta a conoscenza di tale motivo; articolo 23 del CPC);
  • il termine entro il quale la parte può presentare un'opposizione per mancanza di competenza giurisdizionale esclusiva (fino al completamento del procedimento di secondo grado; articolo 119 del CPC);
  • il termine entro il quale una parte può presentare un'opposizione per mancanza di competenza giurisdizionale territoriale in base all'ubicazione del bene immobile: fino al completamento dell'inchiesta giudiziaria di primo grado (articolo 119 del CPC) e, in tutti gli altri casi di violazione delle norme in materia di competenza territoriale, un'opposizione può essere presentata soltanto dal convenuto entro il termine per la risposta alla domanda (articolo 119 del CPC);
  • il termine entro il quale l'attore può ritirare l'esposizione della domanda senza il consenso del convenuto (fino al completamento della prima udienza; articolo 232 del CPC);
  • il termine entro il quale una parte può presentare una domanda incidentale (in occasione della prima udienza per l'attore ed entro il termine per la risposta all'esposizione della domanda da parte del convenuto; articolo 212 del CPC);
  • il termine per contestare la veridicità di un documento: con la risposta all'azione legale con la quale tale documento viene presentato, al più tardi, e se presentato unitamente all'esposizione della domanda, il convenuto deve contestare tale documento nella sua risposta scritta (articolo 193 del CPC);
  • il termine per presentare un'opposizione contro un'ingiunzione di pagamento (due settimane dalla notificazione dell'ingiunzione; articolo 414 del CPC);
  • il termine per impugnare un rifiuto ad emettere un'ingiunzione di pagamento (una settimana dalla comunicazione al richiedente; articolo 413 del CPC);
  • il termine per impugnare l'ordinanza per l'emissione di un titolo esecutivo (due settimane che decorrono dalla notificazione dell'ordinanza per il richiedente e dalla notificazione della richiesta di adempimento volontario per il debitore; articolo 407 del CPC);
  • il termine per l'adempimento volontario da parte del debitore nei procedimenti di esecuzione (due settimane dalla notificazione della richiesta da parte dell'ufficiale giudiziario; articolo 428 del CPC);
  • il termine per impugnare le azioni dell'ufficiale giudiziario (una settimana dall'esecuzione dell'azione se la parte ha partecipato a tale esecuzione o se è stata regolarmente convocata e, in altri casi, dalla data della notificazione; articolo 436 del CPC);
  • il termine per la presentazione di una domanda nel contesto di procedure concorsuali (entro un mese ed entro tre mesi, rispettivamente, dall'iscrizione nel registro delle imprese della decisione di apertura della procedura concorsuale; articolo 685 e articolo 688 della legge sul commercio);
  • il termine per la richiesta di un piano di ricostituzione (entro un mese dalla data di iscrizione nel registro delle imprese della sentenza dell'organo giurisdizionale per l'approvazione dell'elenco delle dei crediti accettati; articolo 696 della legge sul commercio);
  • il termine per la presentazione di opposizioni contro l'elenco dei crediti accettati (sette giorni dalla divulgazione dell'elenco nel registro delle imprese; articolo 690 della legge sul commercio);
  • il termine per la presentazione di opposizioni contro il resoconto di assegnazione preparato dal curatore fallimentare (quattordici giorni dall'iscrizione del resoconto nel registro delle imprese; articolo 727 della legge sul commercio);
  • altro.

I termini determinati dall'organo giurisdizionale includono:

  • il termine per l'assunzione delle prove (articolo 157 del CPC);
  • il termine per il deposito dei costi per l'assunzione delle prove (convocazione di testimoni, pagamento del compenso per i consulenti tecnici, ecc.) (articolo 160 del CPC);
  • il termine per porre rimedio a irregolarità di un atto processuale eseguito dalla parte (articolo 101 del CPC);
  • altro.

I termini sono altresì divisi in due tipi a seconda che possano essere prorogati dall'organo giurisdizionale oppure che tale opzione sia esclusa.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

I giorni festivi includono:

1° gennaio – Capodanno;

3 marzo – Festa della liberazione – Festa nazionale;

1° maggio – Festa del lavoro;

6 maggio – Festa di San Giorgio, Giornata del coraggio e dell'esercito bulgaro;

24 maggio – Giornata dell'istruzione e della cultura bulgara e della letteratura slava;

6 settembre – Giornata dell'unificazione;

22 settembre – Giornata dell'indipendenza;

1° novembre – Giornata dei leader nazionali – giornata di chiusura di tutti gli istituti di istruzione;

24 dicembre – Vigilia di Natale, 25 e 26 dicembre – Natale;

Venerdì Santo, Sabato Santo e domenica di Pasqua – due giorni (domenica e lunedì), che sono fissati per la celebrazione nell'anno rispettivo.

Il consiglio dei ministri può altresì dichiarare, in un'unica occasione, altri giorni come giorni festivi, giorni per la celebrazione di determinate professioni, così come giornate non lavorative durante l'anno.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Le norme generali in materia di termini per l'esecuzione di determinati atti processuali ad opera delle parti e dell'organo giurisdizionale nel contesto di procedimenti per la composizione di controversie, nonché nei procedimenti di esecuzione, sono stabiliti dal codice di procedura civile del 2007 (CPC). Informazioni dettagliate sulle norme generali stabilite nel capo settimo del codice di procedura civile "Termini e rimessione in termini" sono riportate nelle risposte alle domande 4, 5 e 6.

Le norme generali sui termini di prescrizione sono stabilite dagli articoli 110 e seguenti della legge sulle obbligazioni e sui contratti. Informazioni dettagliate su tali termini sono riportate nella risposta alla domanda 1.

Le norme generali sui termini per l'adempimento in relazione alle obbligazioni derivanti da relazioni che determinano obbligazioni sono stabilite negli articoli 69-72 della legge sulle obbligazioni e sui contratti.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il momento iniziale dal quale inizia a decorrere il termine per l'avvio di un determinato atto processuale è, di norma, la data in cui la parte viene informata del fatto che essa dovrebbe eseguire tale atto oppure riceve la notificazione corrispondente di un atto emesso dall'organo giurisdizionale nei confronti del quale è possibile presentare un ricorso.

  • Il termine per porre rimedio a qualsiasi irregolarità dell'esposizione della domanda decorre dalla data in cui le istruzioni dell'organo giurisdizionale vengono comunicate alla parte;
  • il termine concesso al convenuto per presentare una risposta scritta all'esposizione della domanda decorre dal ricevimento di una copia di tale esposizione e delle prove correlate; inoltre, nella notificazione tramite la quale l'organo giurisdizionale invia le copie al convenuto detto organo deve specificare il termine per la risposta e le conseguenze del mancato rispetto di tale termine;
  • il termine per impugnare una sentenza decorre dal momento della sua notificazione alla parte;
  • il termine per impugnare una sentenza pronunciata nel contesto di una causa esaminata ai sensi della procedura relativa ai "procedimenti sommari" (parte terza, capo 25 del codice di procedura civile) decorre dalla data in cui l'organo giurisdizionale ha dichiarato che avrebbe divulgato la propria sentenza;
  • il termine per l'impugnazione della sentenza decorre dalla loro comunicazione alla parte e, qualora la sentenza in questione sia stata comunicata nel corso di un'udienza alla quale la parte ha partecipato, il termine decorre dalla data di tale udienza;
  • l'impugnazione di azioni di un ufficiale giudiziario deve avvenire entro un termine di una settimana dall'esecuzione dell'azione se la parte ha partecipato a tale esecuzione o se è stata regolarmente convocata e, in altri casi, dalla data della comunicazione;
  • nel contesto delle procedure concorsuali i termini decorrono dalla divulgazione dell'azione pertinente del curatore fallimentare (ad esempio, compilazione di un elenco di creditori con i crediti accettati) oppure da un atto dell'organo giurisdizionale iscritto nel registro delle imprese.

Esistono anche dei termini che iniziano a decorrere dal momento dell'avvio del procedimento per la composizione di controversie, in quanto la legge stabilisce soltanto il momento finale per la loro esecuzione.

Ad esempio:

  • l'attore può modificare i motivi o l'istanza relativa alla sua domanda oppure rinunciare all'azione senza il consenso del convenuto fino al completamento della prima udienza nel contesto della causa;
  • ciascuno dei successori coinvolti in un procedimento di divisione può, al momento della prima udienza, richiedere, presentando un'istanza scritta, che vengano inclusi beni aggiuntivi ai beni oggetto di divisione, ecc.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Il termine decorre dal momento della notificazione alla parte. Il momento in cui si ritiene che la notificazione alla parte sia stata correttamente eseguita viene determinato in maniera diversa, a seconda della modalità di notificazione. Il capo VI "Notificazioni e citazioni" del codice di procedura civile stabilisce le norme concernenti le modalità di notificazione e citazione nei confronti delle parti, nonché il momento in cui si ritiene che tali notificazioni siano state debitamente eseguite.

Laddove la notificazione avvenga di persona al destinatario o al suo rappresentante oppure ad un'altra persona, rispettivamente, che vive o lavora presso l'indirizzo previsto, la citazione deve indicare la data in cui la notificazione è stata ricevuta dalla persona, se è stata consegnata da un messo dell'organo giurisdizionale o da un impiegato delle poste. A partire da tale data iniziano a decorrere i termini per l'esecuzione dell'atto processuale pertinente.

Le notificazioni possono essere effettuate anche tramite l'invio a un indirizzo di posta elettronica specificato dalla parte; in tal caso, le notificazioni si considerano debitamente eseguite al momento del loro inserimento nel sistema informativo specificato.

In presenza di presupposti giuridici (ad esempio, quando la parte ha modificato l'indirizzo specificato per la causa senza avvisare l'organo giurisdizionale), l'organo giurisdizionale può ordinare che la notificazione venga effettuata allegando l'atto da notificare al fascicolo della causa, nel qual caso il termine inizia a decorrere dalla data dell'aggiunta di tale allegato.

Nel caso non sia possibile reperire un convenuto presso il suo indirizzo permanente e non si trovi nessuna persona che possa ricevere la notificazione, la persona incaricata della notifica deve apporre un avviso sulla porta o sulla cassetta delle lettere specificando che i documenti sono stati lasciati presso l'ufficio competente dell'organo giurisdizionale e possono essere ritirati entro due settimane dalla data della notificazione. In questo caso, qualora il convenuto non si presenti a ritirare gli atti, la notificazione e i documenti correlati vengono considerati essere stati notificati alla scadenza del termine per il loro ritiro.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Il termine è computato in anni, settimane e giorni. Un termine computato in giorni viene computato a decorrere dal giorno successivo a quello di inizio del termine e scade alla fine dell'ultimo giorno. Ad esempio, se a una parte viene intimato di porre rimedio a irregolarità in un atto processuale entro sette giorni e la notificazione avviene il 1° giugno, tale data è la data di inizio del termine, tuttavia il conteggio comincia a decorrere dal giorno di calendario successivo, ossia il 2 giugno, e il termine scadrà l'8 giugno.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

I termini sono computati in giorni di calendario.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Un termine che viene computato in settimane scade nel rispettivo giorno dell'ultima settimana. Ad esempio, se a una parte viene intimato di rimediare a irregolarità presenti nell'esposizione della domanda entro una settimana e la notificazione corrispondente avviene il venerdì, tale giorno costituisce la data a partire dalla quale inizia a decorrere il termine che scadrà il venerdì della settimana successiva.

Un termine che viene computato in mesi scade alla data corrispondente dell'ultimo mese e, qualora l'ultimo mese non preveda tale data, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese.

Un termine che viene computato in anni scade alla data corrispondente dell'ultimo anno e, qualora l'ultimo anno non preveda tale data, il termine scade l'ultimo giorno di tale anno.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Cfr. risposta alla domanda 8.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Se l'ultimo giorno di un termine è un giorno non lavorativo, il termine scade sempre il primo giorno lavorativo seguente.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Soltanto i termini per l'impugnazione di sentenze e ordinanze, nonché per la presentazione di richieste di annullamento di una sentenza eseguita, non possono essere prorogati dall'organo giurisdizionale. Lo stesso dicasi per il termine per il deposito di un'opposizione contro un'ingiunzione di pagamento.

Tutti gli altri termini di legge e stabiliti da un organo giurisdizionale possono essere prorogati da quest'ultimo su richiesta della parte interessata, presentata prima della scadenza del termine, qualora vi siano fondati motivi (articolo 63 del CPC). Il nuovo termine stabilito non potrà essere più breve rispetto a quello inizialmente definito. Il termine prorogato decorre dalla scadenza di quello iniziale.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Il codice di procedura civile stabilisce le norme generali per l'impugnazione di sentenze e ordinanze in tutte le questioni di natura civile e commerciale, prevedendo:

  • un termine di due settimane per impugnare sentenze pronunciate da un organo giurisdizionale, che decorre dalla notificazione della sentenza alla parte;
  • un termine di un mese per presentare un'impugnazione per cassazione in relazione a sentenze pronunciate da un organo giurisdizionale, che decorre dalla notificazione della sentenza alla parte;
  • un termine di una settimana per l'impugnazione di una sentenza pronunciata da un organo giurisdizionale, che decorre dalla sua comunicazione alla parte e, qualora la sentenza in questione sia stata comunicata nel corso di un'udienza alla quale la parte ha partecipato, tale termine decorre dalla data di tale udienza.

Le esclusioni a tali norme generali sono stabilite in maniera esauriente dalla legge e si basano sulle caratteristiche specifiche dei procedimenti pertinenti. Tali esclusioni sono previste in caso di:

  • decisioni relative all'avvio di procedure concorsuali soggette a impugnazione entro sette giorni dalla loro iscrizione nel registro delle imprese;
  • decisioni che respingono un'istanza di apertura di una procedura concorsuale, soggette a impugnazione entro sette giorni dalla data della notificazione secondo la procedura prevista dal codice di procedura civile;
  • una decisione nel contesto di un procedimento di divisione che un organo giurisdizionale pronuncia in relazione alle domande di parti coinvolte nella divisione di conti, una decisione che assoggetta un immobile indivisibile a una vendita pubblica, una decisione che assegna un immobile indivisibile a una delle parti coinvolte nella divisione e una decisione di divulgazione del protocollo di divisione finale possono essere soggette a impugnazione tramite ricorso congiunto entro il termine previsto per l'impugnazione dell'ultima decisione;
  • una decisione emessa in contumacia non è soggetta a impugnazione, tuttavia, entro un mese dalla sua notificazione la parte contro cui tale decisione è stata emessa può chiedere all'organo giurisdizionale di appello competente di annullare la decisione qualora detta parte non sia stata in grado di partecipare alla causa;
  • una decisione che acconsente a un divorzio consensuale non è soggetta a impugnazione;
  • per altri casi di impugnazione espressamente previsti dalla legge.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Non è previsto che l'organo giurisdizionale possa abbreviare i termini stabiliti dallo stesso o dalla legge; detto organo può soltanto prorogare tali termini su richiesta delle parti. Soltanto i termini per l'impugnazione di sentenze e ordinanze, nonché per la presentazione di richieste di annullamento di una sentenza eseguita, non possono essere prorogati dall'organo giurisdizionale. Lo stesso dicasi per il termine per il deposito di un'opposizione contro un'ingiunzione di pagamento.

Tuttavia, non vi sono impedimenti di sorta al fatto che l'organo giurisdizionale modifichi, di propria iniziativa o su richiesta di una delle parti, la data di un'udienza pianificandola per una data precedente o successiva, qualora ciò venga richiesto in ragione di circostanze importanti. In tali casi, tuttavia, l'organo giurisdizionale deve notificare la nuova data alle parti e la notificazione deve avere luogo al più tardi entro una settimana prima della data dell'udienza.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Le norme procedurali del codice di procedura civile, ivi incluse quelle relative alla proroga di termini, si applicano a tutti i partecipanti al procedimento, indipendentemente dal loro luogo di residenza.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Il principio comune prevede che gli atti processuali eseguiti dopo la scadenza dei termini non vengano presi in considerazione dall'organo giurisdizionale. Oltre a questa norma, il codice di procedura civile prevede espressamente che, qualora non si rimedi tempestivamente a eventuali carenze dell'esposizione della domanda, la stessa venga dichiarata inammissibile. Qualora un'impugnazione, una richiesta di annullamento o un'opposizione a un titolo esecutivo vengano presentate dopo la scadenza del termine previsto, le stesse vengono dichiarate inammissibili per presentazione oltre i termini. Qualora una parte non riesca a presentare nei termini previsti le prove delle quali dispone, dette prove non saranno ammesse nel procedimento a meno che tale omissione non sia dovuta a circostanze particolari impreviste.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Una parte che non abbia rispettato il termine stabilito dalla legge o dall'organo giurisdizionale può chiedere la rimessione in termini qualora dimostri che detta inosservanza era dovuta a circostanze particolari impreviste che la parte non era in grado di controllare. Non è ammessa alcuna rimessione in termini nel caso in cui fosse stato possibile concedere una proroga del termine per l'esecuzione dell'atto processuale.

Una richiesta di rimessione in termini in relazione al termine scaduto deve essere presentata entro una settimana dalla notificazione del mancato rispetto del termine, indicando tutte le circostanze che giustificherebbero detta rimessione in termini e fornendo qualsiasi prova del merito della richiesta. La richiesta deve essere presentata all'organo giurisdizionale dinanzi il quale il relativo atto processuale avrebbe dovuto essere stato eseguito. Unitamente alla richiesta di rimessione in termini in relazione al termine scaduto, devono essere presentati anche gli atti per i quali viene richiesta detta rimessione in termini e, qualora il termine riguardi il pagamento di spese, l'organo giurisdizionale stabilirà un nuovo termine per la loro corresponsione.

Ultimo aggiornamento: 28/09/2018

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Termini processuali - Repubblica ceca

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

In generale, i termini rilevanti per i procedimenti civili sono processuali o sostanziali.

Esistono due tipi di termini processuali: statutari e giudiziari.

I termini legali sono stabiliti per legge. Il mancato rispetto di un termine processuale fissato con legge comporta sempre conseguenze procedurali (ad esempio, la perdita della possibilità di porre in essere un determinato atto, l'imposizione di una sanzione disciplinare). Il mancato rispetto di un termine legale può essere giustificato (cfr. articolo 58 della zákon č.99/1963 Sb., občanský soudní řád, ve znění pozdějších předpisů - legge n. 99/1963, il codice di procedura civile - e successive modifiche) se la parte o il suo legale rappresentante non lo hanno rispettato per un valido motivo, a causa del quale non ha potuto compiere l'atto che era legittimata a porre in essere. La domanda deve essere presentata entro 15 giorni dal giorno in cui l'impedimento ha cessato di sussistere e contestualmente deve essere eseguito l'atto. Il giudice può, su richiesta di parte, concedere alla domanda effetto sospensivo per sanare in tal modo il mancato rispetto del termine.

Se il termine per l'esecuzione di un'azione non è fissato direttamente dalla legge, è fissato dal presidente dell'organo giurisdizionale (o dal giudice in composizione monocratica). Il presidente dell'organo giurisdizionale (o il giudice in composizione monocratica) può fissare un termine non solo nei casi previsti dalla legge, ma anche nei casi in cui ciò si rende necessario per garantire l'efficacia e la regolarità del procedimento. Un tribunale può prorogare un termine giudiziario in base alle circostanze (cfr. articolo 55 della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche). Non è consentita la giustificazione di un termine non rispettato.

I termini applicabili agli organi giurisdizionali, ad esempio per emettere decisioni, non hanno carattere processuale, ma natura amministrativa.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Giorno della Restaurazione dello Stato ceco indipendente, Capodanno: 1° gennaio

Lunedì di Pasqua: il giorno cambia, ma di solito la festività cade tra la fine di marzo e l'inizio di aprile.

Festa del lavoro: 1° maggio

Giorno della liberazione: 8 maggio

Giorno dei Santi Cirillo e Metodio: 5 luglio

Giorno del sacrificio di Jan Hus: 6 luglio

Festa della Repubblica ceca: 28 settembre

Giorno della Fondazione dello Stato cecoslovacco indipendente : 28 ottobre

Giorno della lotta per la libertà e la democrazia: 17 novembre

Vigilia di Natale: 24 dicembre

Natale: 25 dicembre

Santo Stefano: 26 dicembre

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Le norme statutarie per il calcolo dei termini sono stabilite agli articoli 55-58 della legge n. 99/1963, (codice di procedura civile), e successive modifiche.

Un termine fissato in giorni decorre dal giorno successivo all'evento determinante per il suo inizio.

La metà di un mese significa quindici giorni.

Un termine fissato in settimane, mesi o anni scade il giorno che coincide, per nome o numero, con la data in cui si è verificato l'evento a partire dal quale decorrono i termini. Se tale giorno non esiste nell'ultimo mese, il termine coincide con l'ultimo giorno del mese.

Se l'ultimo giorno di un termine coincide con un sabato, domenica o giorno festivo, l'ultimo giorno del termine è il giorno lavorativo successivo.

I termini fissati in ore si concludono alla scadenza dell'ora che, per denominazione, coincide con l'ora in cui si è verificato l'evento a partire dal quale decorrono i termini.

Un termine processuale è rispettato se, entro l'ultimo giorno previsto, l'azione viene eseguita in tribunale o se la relativa richiesta viene depositata presso un'autorità tenuta a consegnarla, vale a dire, il più delle volte, un titolare di licenza postale.

In caso di interruzione del procedimento, viene interrotta anche la decorrenza dei termini processuali (articolo 111, comma 1, del codice di procedura civile). Se il procedimento riprende, i termini ricominciano a decorrere.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il giorno in cui si è verificato l'evento che determina la decorrenza di un termine non è incluso nel calcolo del termine stesso. Questo principio non è applicabile in caso di un termine fissato in ore. Di conseguenza, un termine decorre generalmente dal giorno successivo a quello in cui si è verificato l'evento determinante per il decorso del termine (cfr. articolo 57, comma 1, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

No.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Il giorno in cui si è verificato l'evento che determina la decorrenza di un termine non è incluso nel calcolo del termine stesso. Ciò non si applica nel caso di un termine fissato in ore (cfr. articolo 57, comma 1, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Un termine viene calcolato in giorni di calendario.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

I termini fissati in settimane figurano solo raramente nel codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche) (ad esempio articolo 260, comma 3, articolo 295, commi 1 e 2). Più spesso, sono termini giudiziari applicati nei processi.

I termini fissati in mesi ricorrono nel codice di procedura civile come aventi durata rispettivamente di un mese, (ad esempio, articolo 82, comma 3, articolo 336m, comma 2, e articolo 338za, comma 2), due mesi (ad esempio articolo 240, comma 1, e sezione 247, comma 1), tre mesi (ad esempio articolo 111, comma 3, articolo 233, comma 1, e articolo 234, comma 1) e sei mesi (ad esempio articolo 77a, comma 2, e articolo 260g, comma 3).

Nel codice di procedura civile sono previsti due tipi di termini annuali: un termine di un anno (ad esempio, articolo 111, comma 3) e un termine di tre anni (ad esempio, articolo 99, comma 3, articolo 233, comma 2, e articolo 234, comma 2).

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

I termini fissati in settimane, mesi o anni scadono alla conclusione del giorno che, per denominazione, coincide con il giorno in cui si è verificato l'evento che ha determinato la decorrenza del termine e, in caso di assenza di tale giorno nel mese, l'ultimo giorno del mese (cfr. articolo 57, comma 2, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì (cfr. articolo 57, comma 2, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

I termini processuali previsti da norme di legge non possono essere modificati da una decisione giudiziaria.

Il termine processuale può essere prorogato da un organo giurisdizionale, a seconda delle circostanze.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Una parte può impugnare la decisione di un okresní soud (tribunale distrettuale) o la decisione di un krajský soud (tribunale regionale) di un procedimento di primo grado avente la forma di sentenza, salvo che la legge non escluda tale possibilità (cfr. articolo 201 della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche). Il ricorso deve essere presentato entro quindici giorni dalla notifica di una decisione scritta, presso l'organo giurisdizionale di cui viene impugnata la decisione. Il termine per la presentazione del ricorso non comprende il giorno in cui è stata notificata alla parte la decisione. Per rispettare questo termine processuale è sufficiente che il ricorso sia consegnato a un'autorità tenuta a notificarlo (in particolare, un titolare di licenza postale, un'istituzione penitenziaria in caso di persone detenute o sottoposte a custodia cautelare in carcere, un riformatorio per le persone ivi domiciliate, ecc.) o presso l'organo giurisdizionale alla scadenza del termine.

Se è stata emanata una sentenza di rettifica (correttiva) in relazione alla decisione stessa, il termine decorre dalla data di entrata in vigore della sentenza di rettifica (cfr. articolo 204, comma 1, del codice di procedura civile).

Un ricorso proposto dopo la scadenza del termine di quindici giorni, per il solo fatto che il ricorrente ha seguito un'istruzione errata impartita dal giudice in merito all'impugnazione, si considera presentato in modo corretto. Se la decisione non contiene istruzioni sul ricorso, sul termine di impugnazione o sull'organo giurisdizionale presso il quale deve essere presentato, oppure se contiene istruzioni inesatte che stabiliscono che il ricorso non è ammesso, l'impugnazione può essere proposta entro tre mesi dalla notifica della decisione.

È possibile impedire che un'ingiunzione di pagamento emessa in una causa diventi esecutiva soltanto se il convenuto presenta un ricorso in opposizione, entro il termine legale di 15 giorni dalla notifica dell'ingiunzione, presso l'organo giurisdizionale che ha emesso la decisione (cfr. articolo 172, comma 1, del codice di procedura civile). L'ingiunzione di pagamento è annullata con la presentazione del ricorso in opposizione; successivamente il giudice convocherà una nuova udienza. Un ricorso può essere proposto solo contro la decisione relativa alle spese processuali, ma ciò naturalmente non annulla l'ingiunzione di pagamento.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Il codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche) consente di rinviare l'udienza per motivi importanti, qualora non sia possibile deliberare e decidere in un'unica udienza (cfr. articolo 119 del codice di procedura civile). Un motivo importante per il rinvio può essere, ad esempio, il fatto che una delle parti del procedimento non si sia presentata davanti all'organo giurisdizionale e che non sia possibile svolgere l'udienza in sua assenza (cfr. art. 101, n. 3, del codice di procedura civile) oppure che una delle parti non abbia avuto tempo a sufficienza per prepararsi all'udienza a causa della mancata notifica della citazione con sufficiente anticipo o per altri motivi importanti.

Una parte può chiedere al giudice di rinviare l'udienza. Il giudice deciderà in merito a una richiesta di rinvio presentata anticipatamente da una parte, sulla base della gravità del motivo addotto. Se il giudice non accoglie la domanda della parte, quest'ultima deve comparire in udienza.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Le leggi della Repubblica ceca non disciplinano esplicitamente tale situazione.

In caso di procedimento che comporti un elemento internazionale, nel corso del quale un atto deve essere notificato o comunicato a una parte all'estero, si applicano le norme processuali della lex fori, vale a dire le norme processuali dell'organo giurisdizionale competente.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Il mancato rispetto di un termine processuale ha conseguenze processuali.

Se il codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche) stabilisce un determinato termine per l'esecuzione di un'azione (ad esempio, presentazione di un ricorso in appello o di ricorso straordinario), il mancato rispetto del termine comporta la perdita della possibilità di eseguirla. La mancata osservanza del termine può essere giustificata se la parte, o il suo rappresentante, non l'ha rispettata per una motivazione ragionevole (ad es. malattia improvvisa, incidente, ecc.) e non è stata quindi in grado di eseguire l'azione che era legittimata a compiere (cfr. art. 58 del codice di procedura civile), a meno che la giustificazione del mancato rispetto di un determinato termine non sia esclusa dal codice di procedura civile (ad esempio, ai sensi dell'art. 235, comma 1, del codice di procedura civile, la giustificazione del mancato rispetto di un termine è esclusa in caso di domande di nuovo procedimento e per confusione). In caso di termine fissato per l'adempimento a un determinato obbligo, il mancato rispetto del termine comporta l'irrogazione di una determinata sanzione (ad esempio un'ammenda).

Ogni caso di mancato rispetto di un termine processuale giudiziario implica per legge alcune conseguenze. Un termine giudiziario può essere prorogato dal presidente di una camera giurisdizionale (o da un giudice in composizione monocratica). Non è consentito giustificare il mancato rispetto di un termine giudiziario.

L'ingiunzione di pagamento contro la quale non è stata presentata opposizione produce gli effetti di una sentenza definitiva ed esecutiva (cfr. articolo 174, comma 1, del codice di procedura civile).

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

La mancata comparizione in udienza ha conseguenze diverse rispetto al mancato rispetto di un termine. Se una parte regolarmente citata in giudizio non si presenta all'udienza e non ha chiesto tempestivamente un rinvio per un motivo importante, l'organo giurisdizionale può deliberare in merito e decidere in sua assenza (cfr. articolo 101, comma 3, della legge n. 99/1963, (codice di procedura civile), e successive modifiche). Qualora ricorrano le condizioni di cui all'articolo 153b del codice di procedura civile, può pronunciare una sentenza in contumacia.

Se il convenuto, per motivi giustificabili, non si presenta alla prima udienza di una causa in cui è stata pronunciata una sentenza contumaciale, il giudice può annullare la sentenza su richiesta del convenuto e ordinarne la convocazione di un'altra. Una parte può presentare tale domanda fino alla data in cui la sentenza contumaciale produce effetti (cfr. articolo 153b, comma 4, del codice di procedura civile).

È inoltre ammesso un ricorso sul merito contro una sentenza pronunciata in contumacia. Se il convenuto, oltre ad aver presentato domanda di annullamento di una sentenza del tribunale di primo grado, ha impugnato la sentenza e l'istanza di annullamento è stata accolta con una decisione esecutiva, l'appello non è preso in considerazione (cfr. articolo 153b, comma 5, del codice di procedura civile).

Ultimo aggiornamento: 22/07/2019

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Termini processuali - Grecia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Per temine processuale si intende il periodo entro il quale va compiuta un'azione o il tempo necessario prima che un caso sia esaminato o un'azione eseguita. Obiettivo dell'introduzione dei termini processuali è garantire un'amministrazione della giustizia celere e l'applicazione del diritto al contraddittorio. I termini processuali comportano sempre conseguenze procedurali, sia in caso di rispetto che di inosservanza. Sono distinti in due categorie principali: 1) i termini perentori per l'esecuzione di un'AZIONE sono quelli entro i quali occorre effettuare un determinato atto procedurale - ad esempio, il termine legale per presentare ricorso (cfr. articolo 318, comma 1, del CPC), e 2) i termini PREPARATORI sono quelli alla cui scadenza è necessario effettuare l'atto procedurale. Questi termini, come ad esempio il termine per la citazione della parte convenuta (cfr. articolo 228 del CPC), sono solitamente a favore del convenuto, garantendogli il tempo per prepararsi. La distinzione è importante, poiché i termini per l'esecuzione di un'azione possono essere prorogati con il mutuo accordo delle parti, mentre quelli preparatori non possono essere oggetto di proroga. Inoltre, nel caso in cui il termine coincida con un giorno festivo legale, i termini per l'esecuzione di un'azione scadono il giorno lavorativo seguente, mentre i termini preparatori si concludono il giorno della loro scadenza, indipendentemente dal fatto che il giorno sia festivo o feriale. I principali termini processuali previsti dal codice di procedura civile (CPC) sono, a titolo indicativo, i seguenti:

  1. il termine per la citazione delle parti in seguito alla presentazione di un'azione è di sessanta (60) giorni prima della sentenza, a meno che la parte non risieda all'estero o il domicilio non sia noto, nel cui caso il termine è di novanta (90) giorni prima dell'udienza (cfr. articolo 228 del CPC);
  2. il termine per annullare una sentenza è di quindici (15) giorni dalla notificazione della sentenza, se la parte processata in absentia risiede in Grecia, a meno che la parte non comparsa non risieda all'estero o il domicilio non sia noto, nel cui caso, il termine è di sessanta (60) giorni dopo la notificazione della sentenza (cfr. articolo 503 del CPC);
  3. il termine per proporre ricorso è di trenta (30) giorni dopo la notificazione della sentenza se l'attore risiede in Grecia, a meno che la parte che presenta il ricorso non risieda all'estero o il domicilio non sia noto, nel cui caso il termine è di sessanta (60) giorni dopo la notificazione della sentenza. Se la sentenza definitiva non viene notificata, il termine per presentare ricorso è di tre (3) anni dalla pubblicazione della sentenza (cfr. articolo 518 del CPC);
  4. il termine per la riapertura di un processo è di sessanta (60) giorni se la parte attrice è residente in Grecia; nel caso in cui risieda all'estero oppure se il domicilio non è conosciuto il termine è invece di centoventi (120) giorni (cfr. articolo 545 del CPC);
  5. il termine per un presentare un nuovo ricorso è di trenta (30) giorni dopo la notificazione della sentenza se l'attore risiede in Grecia, a meno che l'attore non risieda all'estero o il domicilio non sia noto, nel cui caso il termine è di novanta (90) giorni dopo la notificazione della sentenza. Se la sentenza non viene notificata, il termine per una nuova impugnazione è di tre (3) anni dalla pubblicazione della sentenza (cfr. articolo 564 del CPC).

Il CPC fissa inoltre, in particolare, i termini processuali per altri procedimenti, come ad esempio i procedimenti in materia coniugale (divorzio, annullamento del matrimonio, ecc.), istanze per ingiunzioni di pagamento e relative opposizioni (cfr. articolo 632 del CPC), controversie in materia di locazione e di lavoro, provvedimenti provvisori, procedimenti di esecuzione e relative opposizioni.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

In Grecia le festività sono elencate, in modo non esaustivo, dalla legge n. 1157/1981. Il criterio per definire una festività è l'assenza di attività in generale, mentre non rientrano in questa categoria i giorni festivi di specifici mestieri o servizi. Le festività possono essere di carattere nazionale, religioso o di altro tipo, anche di natura locale o non permanente. I giorni festivi per i servizi pubblici sono giorni non lavorativi. Si considerano giorni festivi: il 25 marzo (festa nazionale), il 28 ottobre (festa nazionale), il giorno di Capodanno, l'Epifania (6 gennaio), il Venerdì Santo, il Sabato Santo, il 1° maggio, il 15 agosto, Natale e Santo Stefano, il Lunedì di Pentecoste, il primo giorno di Quaresima, il Lunedì di Pasqua e tutte le domeniche.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Gli articoli da 144 a 151 del CPC disciplinano i termini processuali. In base alla fonte che ne determina la durata, i termini processuali si distinguono in termini legali (stabiliti dalla legge, quali i termini per proporre un'azione), termini giudiziari (fissati dall'organo giurisdizionale che esamina il caso, ad esempio i termini di comparizione delle parti in persona – cfr. articolo 245 del CPC), termini di sospensione (la cui inosservanza è punibile con il rinvio dell'udienza) e termini perentori (la cui inosservanza è punibile con la decadenza del diritto). L'avvio e la scadenza dei termini sono presentati di seguito. In caso di decesso di una delle parti, i termini sono interrotti. Laddove a stabilire la decorrenza del termine sia la notificazione di un atto, il nuovo termine decorre dalla data della nuova notificazione ai successori legali del deceduto. Laddove a stabilire la decorrenza del termine sia un altro evento, il nuovo termine decorre dalla data della nuova notificazione della dichiarazione pertinente alle suddette persone. L'interruzione di un processo durante il corso di un termine ne comporta la decadenza e il nuovo termine parte dalla data del nuovo processo. Il periodo dal 1° al 31 agosto non viene calcolato per i termini per l'esecuzione di un'azione di cui all'articolo 147, comma 7, del CPC, come ad esempio nel caso dei termini per proporre un'azione e quelli per opporvisi.

La legge consente di prorogare un termine non solo con un mutuo accordo tra le parti, ma anche con l'approvazione del giudice. Sia i termini legali che giudiziari possono essere prorogati, a condizione che non ledano i diritti delle parti. Il giudice non è vincolato dalla domanda di proroga dell'accordo e può approvarla anche solo in parte o respingerla, valutando le circostanze caso per caso. Le parti sono quindi tenute a presentare motivazioni che giustifichino la proroga. Infine il termine può essere abbreviato con decisione giudiziaria, su accordo delle parti. Tutti i termini legali possono essere abbreviati, ad eccezione di quelli per proporre un'azione.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

I termini procedurali decorrono dal giorno successivo alla data in cui ha avuto luogo l'evento che ne determina la decorrenza (a momento ad momentum).

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Il codice di procedura civile non prevede un'estensione o una riduzione dei termini se gli atti sono trasmessi o inviati per posta o con altri servizi di trasporto.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Il giorno in cui ha avuto luogo l'accadimento che determina il momento iniziale per la decorrenza dei termini è computato solo se espressamente previsto dalla legge, dalla sentenza o dal contratto. La disposizione che prevede che un termine specifico decorra dalla data di notificazione non rientra tra i suddetti casi. Pertanto, il termine fondamentale per i mezzi di ricorso dell'impugnazione, dell'appello o ricorso in opposizione decorre a partire dal giorno successivo alla data di notificazione o di pubblicazione della sentenza. Tuttavia, quando è previsto che il termine decorra da un giorno specifico, tale giorno è incluso nel computo del termine. Laddove l'evento che determina il momento iniziale per il decorso del termine sia rappresentato dalla notificazione, tutte le altre modalità di comunicazione del contenuto dell'atto da notificare sono irrilevanti per il calcolo del termine.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

La presenza di giorni festivi è irrilevante. I giorni lavorativi sono calcolati solo se espressamente previsto (come nel caso del termine per impugnare un'ingiunzione di pagamento).

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Allo stesso modo, se il termine è espresso in mesi o anni, la presenza di festività nel periodo di decorrenza è irrilevante, a meno che la legge non preveda espressamente che il termine cada in un giorno lavorativo.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

I termini espressi in anni scadono al trascorrere della data corrispondente dell'anno precedente. È opportuno notare che, ai fini del calcolo, è irrilevante se nel corso del periodo vi sia un anno bisestile o meno.

I termini espressi in mesi scadono al trascorrere del giorno dell'ultimo mese che corrisponde al giorno di avvio. Se non esiste una corrispondenza di questo tipo, viene utilizzato l'ultimo giorno del mese. Occorre tenere presente che il numero di giorni di cui è composto un mese non ha rilevanza.

Il termine di mezzo anno equivale a sei (6) mesi e il temine di mezzo mese equivale a quindici (15) giorni.

I termini espressi in settimane scadono al trascorrere del giorno della settimana corrispondente che coincide con il giorno di avvio del termine, ossia se l'evento si è verificato il lunedì, il termine settimanale si conclude il lunedì successivo.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Se la scadenza del termine cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il termine è prorogato al giorno feriale successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

La legge consente di prorogare un termine non solo con un mutuo accordo tra le parti, ma anche con l'approvazione del giudice. Sia i termini legali che giudiziari possono essere prorogati, a condizione che non ledano i diritti delle parti. Il giudice non è vincolato dalla domanda di proroga dell'accordo e può approvarla anche solo in parte o respingerla, valutando le circostanze caso per caso.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

  1. Il termine per annullare una sentenza è di quindici (15) giorni dopo la notificazione della sentenza, se la parte processata in absentia risiede in Grecia, a meno che la parte non comparsa non risieda all'estero o il domicilio non sia noto, nel cui caso, il termine è di sessanta (60) giorni dopo la notificazione della sentenza (cfr. articolo 503 del CPC).
  2. I termini per l'impugnazione sono precisati dall'articolo 518, comma 1, del CPC. Se l'attore risiede in Grecia, il termine è di trenta (30) giorni, mentre se è residente all'estero o se il domicilio non è conosciuto, è di sessanta (60) giorni. Il termine di sessanta (60) giorni non si applica a chi si trova all'estero in via provvisoria (viaggi di piacere, assenze di pochi giorni per fini specifici), per i quali la durata dei termini è correlata al rispettivo stato professionale o coniugale.
  3. Il termine per la riapertura di un processo è di sessanta (60) giorni se la parte attrice è residente in Grecia; nel caso in cui risieda all'estero oppure se il domicilio non è conosciuto il termine è invece di centoventi (120) giorni (cfr. articolo 545 del CPC);
  4. il termine per un presentare un nuovo ricorso è di trenta (30) giorni dopo la notificazione della sentenza se l'attore risiede in Grecia, a meno che l'attore non risieda all'estero o il domicilio non sia noto, nel cui caso il termine è di novanta (90) giorni dopo la notificazione della sentenza. Se la sentenza non viene notificata, il termine per una nuova impugnazione è di tre (3) anni dalla pubblicazione della sentenza (cfr. articolo 564 del CPC).

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

La domanda di tutela giudiziaria include, a norma del diritto greco, sia la tutela giudiziaria permanente che provvisoria, indipendentemente dalla natura della controversia. I casi in cui, per l'urgenza della questione o per prevenire un pericolo imminente, i giudici possono ordinare misure intese a garantire o salvaguardare un diritto o a regolamentare, rivedere o abrogare una situazione sono risolti con procedura sommaria (ai sensi degli articoli da 682 a 738 del CPC). Considerata l'urgenza, il giudice, agendo per garantire una rapida risoluzione e tenendo conto del diritto al contraddittorio delle parti, può decidere l'ora e il luogo dell'udienza per la domanda di provvedimenti provvisori. È quindi il giudice a scegliere il metodo di emissione dell'atto di citazione e i termini di comparizione anche per le persone residenti all'estero o il cui domicilio non è noto. La data di un'udienza può essere fissata anche di domenica o in un giorno festivo. I suddetti termini si applicano a tutti i procedimenti civili, ad eccezione dei provvedimenti provvisori per cui non sono previsti rinvii.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

La legislazione greca non contiene disposizioni al riguardo.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

L'inosservanza dei termini relativi a un'azione giudiziaria non ha conseguenze in termini processuali. Il mancato rispetto del termine per l'esecuzione di un'azione contro atti delle parti comporta la decadenza dal diritto, mentre nel caso dei termini preparatori vi sono altri tipi di conseguenze, per esempio l'inammissibilità della sentenza (cfr. articolo 271, comma 1, del CPC).

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

La restitutio in integrum è un rimedio giuridico previsto dalla Costituzione, mediante il quale una parte che, per cause di forza maggiore o per l'intento fraudolento dell'altra parte, non sia riuscita a rispettare il termine, può chiedere il ripristino della propria posizione allo stato originario precedente alla scadenza del termine.

Tuttavia, in via eccezionale, non è possibile chiedere l'applicazione di questa procedura se la richiesta è basata a) su un errore dell'avvocato autorizzato o del legale rappresentante dell'attore o b) su fatti che il giudice ha valutato durante l'udienza per la domanda di proroga o rinvio dei termini volta a garantirne la proroga o il rinvio necessari. La domanda deve contenere le motivazioni dell'inosservanza del termine, elementi che attestino la veridicità dei fatti e l'atto omesso oppure che ne comprovino l'esecuzione. Le domande per la restitutio in integrum devono essere esaminate entro trenta (30) giorni dalla data in cui l'ostacolo che ha rappresentato la causa di forza maggiore è eliminato oppure qualora sia notificato un intento fraudolento, fermo restando che non è possibile applicare un nuovo temine se il suddetto termine non è rispettato per qualsivoglia ragione (cfr. articoli 152-158 del CPC).

Tuttavia, in via eccezionale, le domande non possono essere presentate se a) si basano su un errore dell'avvocato autorizzato o del legale rappresentante dell'attore, b) su fatti che il giudice ha esaminato durante l'udienza della domanda di proroga o rinvio dei termini volta a garantirne la proroga o il rinvio necessari. La domanda deve contenere le motivazioni dell'inosservanza del termine, elementi che attestino la veridicità dei fatti e l'atto omesso oppure che ne comprovino l'esecuzione. Le domande per la restitutio in integrum devono essere esaminate entro trenta (30) giorni dalla data in cui l'ostacolo che ha rappresentato la causa di forza maggiore è eliminato oppure qualora sia notificato un intento fraudolento, fermo restando che non è possibile applicare un nuovo temine se il suddetto termine non è rispettato per qualsivoglia ragione (cfr. articoli 152-158 del CPC).

Ultimo aggiornamento: 20/06/2018

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Termini processuali - Francia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Oltre ai termini processuali, esistono nel diritto francese termini di prescrizione e termini di decadenza.

Il termine di prescrizione è il periodo al termine del quale una persona può acquisire un diritto reale (si parla in tal caso di "termine di prescrizione acquisitiva") oppure il titolare di un diritto può perderlo per non averlo esercitato (è il cosiddetto "termine di prescrizione estintiva"). Il termine di prescrizione può essere soggetto a sospensione e interruzione.

Il termine di decadenza costituisce una limitazione della durata del diritto di azione e corrisponde alla nozione anglosassone di "limitation of action". I termini di decadenza non sono suscettibili di sospensione e in linea di principio nemmeno di interruzione. Tuttavia, ai sensi degli articoli 2241 e 2244 del codice civile, alcuni atti hanno l'effetto di interrompere questi termini, come nel caso di una citazione in giudizio o di un atto esecutivo (ad es. un pignoramento).

I termini processuali sono quelli che si applicano agli atti del procedimento una volta avviato; sono fissati per legge o sono stabiliti dal giudice. Diversamente dai termini di decadenza, i termini processuali non estinguono l'azione. Detti termini non sono suscettibili di interruzione né di sospensione.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Sono considerati giorni festivi in virtù dei testi attualmente in vigore:

  • domenica
  • 1° gennaio
  • lunedì di Pasqua
  • 1° maggio
  • 8 maggio
  • Ascensione
  • lunedì di Pentecoste
  • 14 luglio
  • Assunzione (il 15 agosto)
  • Ognissanti (il 1° novembre)
  • 11 novembre
  • Natale (il 25 dicembre)

In alcuni dipartimenti e collettività territoriali sono stati istituiti dei giorni festivi per commemorare l'abolizione della schiavitù: il 27 maggio per la Guadalupa, il 10 giugno per la Guyana, il 22 maggio per la Martinica, il 20 dicembre per l'isola della Riunione e il 27 aprile per Mayotte.

Nei dipartimenti di Alsazia-Mosella, il 26 dicembre e il Venerdì santo sono giorni festivi.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

A partire dall'entrata in vigore della legge n. 2008-561 del 17 giugno 2008 (che comprende disposizioni transitorie), il termine ordinario della prescrizione estintiva è di 5 anni (prima era di 30 anni).

Esistono tuttavia numerose eccezioni a questo principio, in particolare per le azioni di responsabilità civile risultanti da un evento che abbia provocato una lesione personale - per le quali il termine di prescrizione è di 10 anni dal consolidamento della lesione o dal suo aggravamento - oppure per le azioni reali immobiliari che si prescrivono in 30 anni.

La durata dei termini di decadenza e dei termini processuali variano a seconda delle materie e dei procedimenti.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Per quanto riguarda i termini processuali, ai sensi dell'articolo 640 del codice di procedura civile, quando un atto o una formalità devono essere compiuti prima della scadenza di un termine, questo ha come origine la data dell'atto, dell'evento, della decisione o della comunicazione che lo fa decorrere.

Tale regola si applica anche ai termini di prescrizione e di decadenza, fatte salve disposizioni particolari. Pertanto, in applicazione dell'articolo 2226 del codice civile, le azioni di responsabilità civile per lesioni personali si prescrivono in dieci anni a decorrere dalla manifestazione della lesione o dal suo aggravamento.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

In virtù dell'articolo 664-1 del codice di procedura civile, quando la comunicazione avviene con atto di un ufficiale giudiziario, la data è quella del giorno in cui la comunicazione è effettuata in mani proprie, presso il domicilio, il luogo di residenza oppure la data di stesura del verbale con cui l'ufficiale giudiziario ripercorre le azioni compiute per cercare il destinatario dell'atto. La data e l'ora della notifica per posta elettronica sono quelle dell'invio dell'atto al destinatario.

Ai sensi degli articoli 668 e 669 del codice di procedura civile, la data della comunicazione a mezzo postale è, per colui che la effettua, quella della spedizione, mentre per colui al quale è destinata è la data di ricezione della lettera. La data di spedizione di una comunicazione a mezzo postale è quella che appare sul timbro dell'ufficio che l'ha emessa, mentre la data di consegna è quella della ricevuta o dell'apposizione della firma. La data di ricezione di una comunicazione effettuata mediante raccomandata con ricevuta di ritorno è quella apposta dall'amministrazione postale al momento della consegna della lettera al destinatario.

In deroga a tali disposizioni, l'articolo 647-1 del codice di procedura civile prevede che la data di comunicazione di un atto in una collettività d'oltremare, in Nuova Caledonia o all'estero sia, per colui che la effettua, la data di spedizione dell'atto da parte dell'ufficiale giudiziario o della cancelleria o, in assenza, la data di ricezione da parte della procura competente.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

In applicazione dell'articolo 641 del codice di procedura civile, quando un termine è espresso in giorni, quello dell'atto, dell'evento, della decisione o della comunicazione che lo fa decorrere non conta.

Il dies a quo del termine non è influenzato dalla forma della comunicazione. Tuttavia se l'atto non è stato consegnato in mani proprie, alcune disposizioni permettono di differire il dies a quo del termine fino alla data della notifica di un atto in mani proprie oppure fino alla data dell'adozione di provvedimenti di esecuzione forzata in applicazione dell'atto.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Ai sensi dell'articolo 642 del codice di procedura civile, un termine che normalmente scade di sabato, di domenica o in un giorno festivo o non lavorativo viene prorogato fino al primo giorno lavorativo successivo.

Questo significa che il termine continua a decorrere di domenica e nei giorni festivi, ma che viene prorogato se termina di sabato, di domenica o in un giorno festivo o non lavorativo.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

In applicazione dell'articolo 641 del codice di procedura civile, quando un termine è espresso in mesi o in anni, detto termine scade nel giorno dell'ultimo mese o dell'ultimo anno corrispondente per numerazione a quello dell'atto, dell'evento, della decisione o della comunicazione che lo fa decorrere. Se non esiste un giorno corrispondente, il termine scade l'ultimo giorno del mese.

Quando un termine è espresso in mesi e in giorni, si contano prima i mesi e poi i giorni.

La norma sancita dall'articolo 642 del codice di procedura civile (cfr. domanda precedente) si applica a qualsiasi termine, a prescindere che sia espresso in giorni, mesi o anni.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Come precedentemente indicato, ai sensi dell'articolo 642 del codice di procedura civile, qualsiasi termine scade l'ultimo giorno alle ore 24, salvo proroga applicabile quando il termine scade di sabato, di domenica o in un giorno festivo o non lavorativo.

Come già illustrato, qualsiasi termine ha come origine la data dell'atto, dell'evento, della decisione o della comunicazione che lo fa decorrere.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Come già specificato, un termine che scade normalmente di sabato, di domenica o in un giorno festivo o non lavorativo viene prorogato fino al primo giorno lavorativo successivo.

Il dies a quo di un termine è necessariamente determinato o determinabile; all'occorrenza, può essere valutato dal giudice. La proroga del termine fino al primo giorno lavorativo successivo si applica a tutte le materie e a tutti i procedimenti.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Ai sensi dell'articolo 643 del codice di procedura civile, quando la domanda viene presentata dinanzi a un organo giurisdizionale che ha sede nella Francia metropolitana, i termini di comparizione, di appello, di opposizione, di ricorso per revisione e di ricorso per cassazione sono incrementati:

  • di un mese per le persone che risiedono in un dipartimento d'oltremare o in un territorio o una collettività d'oltremare;
  • di due mesi per i residenti all'estero.

In virtù dell'articolo 644 del codice di procedura civile, quando la domanda viene presentata dinanzi a un organo giurisdizionale che ha sede nelle collettività territoriali d'oltremare da esso stabilite, i termini di comparizione, di appello, di opposizione e di ricorso per revisione sono incrementati:

  • di un mese per le persone che non risiedono nella collettività territoriale nella cui circoscrizione ha sede l'organo giurisdizionale;
  • di due mesi per i residenti all'estero.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Ai sensi dell'articolo 538 del codice di procedura civile, di norma il termine d'appello è di un mese in materia contenziosa e di quindici giorni in materia non contenziosa; tuttavia diversi testi derogano a questo principio. Ad esempio, il termine d'appello è di quindici giorni per le ordinanze emesse in sede di procedimento sommario, per le decisioni del giudice dell'esecuzione, le ordinanze del giudice per gli affari familiari e per le decisioni del giudice dei minori in materia di assistenza educativa, ecc.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

In caso di urgenza, i giudici possono ridurre i termini di comparizione e permettere la citazione a un giorno fisso. Viceversa, essi possono rimandare l'esame della causa a una data successiva per consentire la comparizione delle parti.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Ai sensi dell'articolo 647 del codice di procedura civile, quando un atto destinato a una parte che è domiciliata in un luogo in cui essa gode di una proroga del termine le viene comunicato in mani proprie in un luogo in cui coloro che vi risiedono non ne beneficerebbero, per tale comunicazione valgono esclusivamente i termini concessi in quest'ultimo caso.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

L'adempimento della prescrizione o la scadenza di un termine di decadenza mettono fine all'esistenza del diritto di azione e sono sanzionati con l'irricevibilità, che ha l'effetto di far dichiarare la domanda irricevibile senza esame nel merito.

Le sanzioni comminate in caso di inosservanza di un termine processuale fissato per legge o stabilito dal giudice variano a seconda del ruolo del termine e dell'atto da compiere. Il mancato rispetto di un termine di comparizione rende nulla la sentenza pronunciata prima della sua scadenza in caso di convenuto non comparso. La mancata diligenza delle parti viene solitamente sanzionata con la cancellazione, mentre l'inadempimento degli atti processuali con la nullità.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Non vi è alcuna disposizione che permetta di annullare l'estinzione del diritto di agire in giudizio, che è un effetto giuridico dell'adempimento della prescrizione o della decadenza.

Tuttavia, laddove un testo lo preveda, il giudice ha la facoltà di evitare che una parte incorra nella decadenza derivante dalla scadenza di un termine. Nello specifico, l'articolo 540 del codice di procedura civile prevede la possibilità di evitare che la parte incorra nella decadenza risultante dalla scadenza di un termine di ricorso nei confronti di una sentenza pronunciata in absentia o in contraddittorio se tale parte non è stata informata della sentenza in tempo utile per esercitare il diritto di ricorso, senza che vi sia stata colpa da parte sua, o se si è trovata nell'impossibilità di agire.

La decisione di un giudice che dichiari nullo e privo di effetti un atto processuale può essere oggetto di un ricorso o di una richiesta di annullamento. Se da un lato la nullità interrompe il procedimento, dall'altro il diritto di agire in giudizio permane. Questo significa che può essere formulata una nuova domanda finché non si verifichi una causa di estinzione dell'azione, in particolare la prescrizione.

La decisione di cancellazione dal ruolo non è suscettibile di ricorso, ma la cancellazione non mette fine al procedimento. Questo significa che continua a sussistere l'interruzione della prescrizione o della decadenza determinata dalla citazione. L'adempimento di una formalità - la richiesta di reinscrizione della causa a ruolo - consente di mettere fine alla sospensione del procedimento provocata dalla cancellazione.

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Ultimo aggiornamento: 23/07/2018

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Termini processuali - Croazia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Nella Repubblica di Croazia i termini applicabili in un procedimento civile sono disciplinati dagli articoli da 111 a 114 del codice di procedura civile (Zakon o parničnom postupku - Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Croazia n. 53/91, 91/92, 112/99, 129/00, 88/01, 117/03, 88/05, 2/07, 96/08, 84/08, 123/08, 57/11, 25/13 et 89/14; in prosieguo: CPC).

Un termine è un periodo di tempo determinato nel corso del quale può essere compiuto un atto processuale o prima del quale un atto non può essere compiuto.

Il diritto processuale croato conosce diversi tipi di termini:

• termini legali (zakonski) e giudiziari (sudski rokovi) – i termini legali non possono essere modificati, né dal giudice né dalle parti, giacché la loro durata è fissata dalla legge; per quanto riguarda i termini giudiziari la loro durata è fissata discrezionalmente dal giudice che decide caso per caso sulla base della fattispecie;

• termini prorogabili (produživi) e improrogabili (neproduživi rokovi) – i termini legali sono improrogabili mentre quelli giudiziari possono essere prorogati; il giudice decide della proroga del termine ma esclusivamente su richiesta debitamente motivata dell'interessato (articolo 111, paragrafo 2 del CPC);

• termini soggettivi (subjektivni) e oggettivi (objektivni rokovi) – i termini soggettivi sono quelli in cui decorso dipende dal momento nel quale la persona ha preso conoscenza di un fatto che è rilevante per il computo del loro decorso, mentre i termini oggettivi sono calcolati a decorrere dalla realizzazione di un evento, indipendentemente dal momento in cui la persona ne avrà presa conoscenza;

• termini di decadenza (prekluzivni) e termini ordinatori (instruktivni rokovi) – i termini di decadenza sono quelli il cui mancato rispetto comporta la perdita del diritto di compiere un atto processuale, e i termini ordinatori sono quelli il cui mancato rispetto non ha conseguenze negative e che permette quindi l'eventuale ulteriore compimento dell'atto processuale;

• termini dilatori (dilatorni) e periodo di tolleranza (paricijski rokovi) – i termini dilatori sono quelli che non permettono il compimento di un atto processuale prima della scadenza di un determinato periodo di tempo e i periodi di tolleranza sono quelli che comportano il fatto che un giudice non possa compiere un atto prima della scadenza di un termine;

• termini di diritto civile (građanskopravni) e termini di diritto procedurale (procesnopravni rokovi) – i termini di diritto civile sono quelli che fissano un periodo di tempo per l'esercizio di un potere o per l'esercizio di funzioni che derivano da disposizioni di diritto civile sostanziali, i termini di diritto procedurale sono quelli che fissano un periodo di tempo per esercizio di un potere o l'esercizio di funzioni derivanti da disposizioni di diritto (civile) processuale.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

In Repubblica di Croazia l'elenco dei giorni non lavorativi è disciplinato dalla legge relativa ai giorni feriali, alle commemorazioni e ai giorni non lavorativi in Repubblica di Croazia (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia n. 33/96, 96/01, 13/02, 136/02, 112/05, 59/06, 55/08, 74/11 e 130/11).

I giorni festivi in Repubblica di Croazia sono i seguenti:

1 gennaio– Capodanno

6 gennaio– Epifania

domeniche e lunedì di Pasqua

Corpus Domini

1 maggio– festa del lavoro

22 giugno– giornata della lotta antifascista

25 giugno– festa nazionale

5 agosto– festa della vittoria e della riconoscenza nazionale e giornata dei combattenti croati

15 agosto– Assunzione

8 ottobre– giorno dell'indipendenza

1° novembre– Ognissanti

25 dicembre– Natale

26 dicembre– Santo Stefano

In Repubblica di Croazia non si lavora i giorni festivi.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

I termini sono calcolati in giorni, mesi e anni.

Le norme relative al calcolo dei termini si applicano a tutti termini. I termini sono calcolati in giorni interi, da mezzanotte a mezzanotte (computatio civilis, a die ad diem), e non da un momento all'altro in ore e i minuti (computatio naturalis, a momento ad momentum). Per quanto riguarda le norme generali si veda la risposta alla questione n. 1.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il momento iniziale dal quale inizia il decorso del termine è la data dell'avvio della procedura o di un altro atto (ad esempio, comunicazione o notifica). Questa data non è compresa nei termini espressi in giorni ed il termine comincia a decorrere il giorno successivo.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

La norma generale in materia di comunicazione o di notifica prevede che essa sia effettuata i giorni feriali a partire dalle 7:00 fino alle 20:00, presso il domicilio o il luogo di lavoro del destinatario o presso il tribunale, qualora ivi si trovi la detta persona. L'eccezione alla suddetta regola, secondo la quale le notifiche o le comunicazioni sono effettuate esclusivamente i giorni feriali dalle 7:00 fino alle 20, non si applica alle notifiche effettuate via posta o tramite notaio.

Una comunicazione o una notifica possono anche essere effettuate al di fuori di queste fasce orarie e in un altro luogo soltanto previo consenso del destinatario.

Qualora il tribunale lo ritenga necessario, può ordinare che la notifica o la comunicazione siano fatte in un altro luogo o in un altro momento. Durante una notifica o una comunicazione di questo tipo viene rilasciata al destinatario una copia della decisione del tribunale che ordina questo tipo di notifica o di comunicazione. Questa decisione non deve necessariamente essere motivata.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Qualora il termine sia fissato in giorni, il giorno in cui la comunicazione o la notifica sono state effettuate o il giorno in cui si è realizzato l'evento cui è connesso il decorso del termine non sono presi in considerazione. Il termine comincia a decorrere il giorno successivo.

Ad esempio, se l'evento cui è connesso il decorso del termine di 15 giorni ha luogo il 5 febbraio, il termine di 15 giorni scadrà il 20 febbraio a mezzanotte.

Il decorso del termine non inizia quindi il giorno in cui si realizza l'evento (dies a quo), ma il giorno successivo.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Qualora un termine sia espresso in giorni, si tratta di giorni civili. Tuttavia, se l'ultimo giorno di un termine è un giorno festivo, una domenica o un altro giorno non lavorativo per la giurisdizione, il termine scade alla fine del primo giorno lavorativo successivo.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Qualora un termine sia espresso in settimane, in mesi o in anni, scade con lo spirare del giorno che, nell'ultima settimana, nell'ultimo mese o nell'ultimo anno indicato con il termine, ha lo stesso nome o lo stesso numero del giorno a partire da cui il termine dev'essere calcolato, ossia il giorno in cui si è verificato l'evento o è stato compiuto l'atto a partire da cui il termine dev'essere calcolato, e non il giorno successivo.

I termini espressi in mesi o in anni scadono alla fine del giorno dell'ultimo mese o dell'ultimo anno.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Si veda la questione n. 8.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Un termine fissato da un giudice può essere prorogato soltanto su domanda debitamente motivata dell'interessato.

La domanda deve essere depositata prima della scadenza del termine di cui si chiede la proroga.

Contro la relativa decisione non si può ricorrere.

La proroga del termine decorre dal giorno successivo della data di scadenza del termine di cui richiesta la proroga.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Le parti possono ricorrere in appello nei confronti di una sentenza di primo grado entro 15 giorni dalla notifica della sentenza salvo che non sia previsto dalla legge un altro termine. Questo termine è di otto giorni per le cambiali o gli assegni.

Inoltre, nell'ambito delle procedure per la risoluzione delle controversie di modesta entità, delle procedure dinnanzi ai tribunali commerciali e per le cause di diritto del lavoro il termine d'appello è di otto giorni.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Un termine fissato da un giudice può essere prorogato soltanto su domanda debitamente motivata dell'interessato.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Le norme in materia di procedura civile della Repubblica di Croazia non prevedono una proroga del termine in funzione del luogo di residenza delle parti.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Le conseguenze dipendono dalla natura giuridica del termine vale a dire se si tratta di un termine legale che non è prorogabile e se una parte non ha compiuto un atto procedurale entro i termini impartiti a tal fine. Tale non rispetto del termine avrà per conseguenza la perdita del diritto di poter compiere ancora questo atto procedurale.

D'altro lato esistono anche i termini di cui non rispetto non comporta affatto la perdita del diritto di porre in essere un atto procedurale questi termini sono chiamati termini ordinatori.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Qualora una parte non sia comparsa in udienza o non abbia rispettato termine previsto per compiere un qualsiasi atto nell'ambito della procedura e qualora essa perda dunque a causa di ciò il diritto di compiere quest'atto, il giudice permetterà alla parte, su sua domanda di compierlo, (rimessa in termini) se il giudice ritenga che motivi legittimi giustifichino questa mancanza.

La domanda deve essere deposita entro 8 giorni a decorrere dalla data in cui è cessato il motivo in base al quale il termine non era stato rispettato, e se la parte ha avuto conoscenza soltanto successivamente dell'inosservanza del termine, — il termine decorre allora dalla data in cui essa ne ha avuta conoscenza. La rimessa in termini non può più essere richiesta dopo la scadenza di 2 mesi dalla data di scadenza del termine.

Ultimo aggiornamento: 23/08/2018

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Termini processuali - Italia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il termine processuale, ossia il periodo di tempo entro il quale va compiuta una determinate attività, può essere a) perentorio, ossia previsto a pena di decadenza dell’attività prescritta; b) ordinatorio, ossia indicativo e non sanzionato con una decadenza o una nullità; c) dilatorio, che segna il momento a partire dal quale l’attività può essere compiuta, cosicché è invalida quella compiuta prima. (codice di procedura civile articoli da 152 a 155 allegati)

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Si considerano giorni festivi: tutte le domeniche, il 1° gennaio, il 6 gennaio, il 25 aprile, il lunedì dopo Pasqua, il 1° maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, il 1° novembre, l’8 dicembre, il 25 e il 26 dicembre.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Nel computare un termine processuale non si calcola il giorno iniziale (dies a quo); se il dies ad quem (finale) cade in un giorno festivo si posticipa automaticamente al primo non festivo successivo. Se la legge fa riferimento al concetto di “giorni liberi” non viene computato neanche il dies ad quem.

Se la legge non prevede espressamente la perentorietà del termine, lo stesso va considerato ordinatorio.

Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune; quindi la scadenza si ha con lo spirare dell’ultimo istante del giorno e del mese ovvero (per i termini annuali) del giorno, del mese e dell’anno (successivo) corrispondenti a quelli iniziali, a nulla rilevando che i mesi siano di 31 o 28 giorni ovvero che nel computo sia compreso il mese di febbraio di un anno bisestile.

I termini perentori non sono soggetti a proroga.

Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative (con l’eccezione del processo del lavoro) è sospeso di diritto dal 1° al 31 agosto di ciascun anno, in base alla riforma attuata con il d.l. n.132/2014 (in precedenza la sospensione durava sino al 15 settembre) e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Ove la decorrenza non sia indicata dal giudice, in genere la decorrenza del termine si calcola partendo dal momento di conoscenza effettiva o legale dell’onere in capo alla parte (ad esempio: il termine per l’appello decorre dalla notificazione della sentenza o, in mancanza, dalla pubblicazione della stessa).

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Il problema può porsi in due differenti ipotesi:

a) Con riferimento ai termini che iniziano a decorrere dalla data di notificazione o comunicazione di un atto (così, per esempio i termini di impugnazione di una sentenza).

In tali casi, poiché ai fini dell’impugnazione nel termine breve di cui all’art. 325 codice procedura civile (30 gg per l’appello, 60 gg per il ricorso per cassazione) rileva il momento di ricezione della copia della sentenza da parte del destinatario, di fatto il momento iniziale di decorrenza del termine di impugnazione può variare in relazione alle diverse modalità di notificazione, in quanto il mezzo del servizio postale può comportare tempi più lunghi rispetto alla notificazione mediante consegna da parte dell’ufficiale giudiziario.

b) La Corte costituzionale, in materia di notificazione a mezzo del servizio postale (n. 477 del 2002 e n. 28 del 2004) ha affermato il principio secondo il quale la notifica di un atto processuale - qualunque sia la modalità di trasmissione ( a mezzo servizio postale o mediante consegna da parte dell’ufficiale giudiziario) - si intende perfezionata nei confronti del notificante al momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, mentre nei confronti del destinatario il procedimento di notificazione si perfeziona alla data di ricezione dell’atto.

Tale principio, che comporta la scissione del momento di perfezionamento della notifica per il notificante e per il destinatario  (principio già accolto dal regolamento comunitario 1348/2000), assume, tuttavia, rilievo solo ai fini della tempestività della notifica dell’atto, nel senso che il termine di legge deve ritenersi osservato (dal notificante) se l’atto da notificare viene consegnato all’ufficiale giudiziario prima della scadenza; nessuna incidenza ha, invece, sulla data di decorrenza del termine e cioè sul dies a quo, che può essere costituito dalla notificazione o comunicazione di un atto ovvero dalla pubblicazione della sentenza o da fatti diversi, come sopra meglio precisati.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

No, il dies a quo non va computato.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Vengono computati tutti i giorni; soltanto nel caso in cui il termine finale cada in un giorno festivo è prorogato fino al primo giorno lavorativo successivo.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

In questi casi la scadenza si ha con lo spirare dell’ultimo istante del giorno e del mese ovvero (per i termini annuali) del giorno, del mese e dell’anno (successivo) corrispondenti a quelli iniziali, a nulla rilevando che i mesi siano di 31 o 28 giorni ovvero che nel computo sia compreso il mese di febbraio di un anno bisestile.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Si.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

I termini perentori non possono essere prorogati. Tuttavia la parte può chiedere al giudice di essere “rimessa in termini” quando dimostri di essere incorsa nella cadenza per causa ad essa non imputabile.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Occorre distinguere, innanzitutto, tra termini lunghi e termini brevi.

Il termine lungo è pari a sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. Il termine breve, che decorre dalla notificazione della sentenza, è pari a trenta giorni per l’appello e a sessanta giorni per il ricorso per cassazione. L’opposizione di terzo revocatoria e la revocazione si propongono nei trenta giorni successivi alla scoperta rispettivamente del dolo o della collusione ovvero del vizio. Il regolamento di competenza si propone entro 30 giorni.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Normalmente il giudice è libero di fissare il termine entro un intervallo fissato dalla legge. Tuttavia nel caso specifico dei termini di comparizione della parte è la legge, e non il giudice, ad individuarli. Ai sensi dell’art. 168bis codice procedura civile il giudice può differire la data della prima udienza fino ad un massimo di 45 giorni.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

In Italia non esiste un istituto generale che preveda benefici dei termini, anche se in taluni casi – a fronte di calamità naturali – i termini sono stati sospesi. In linea generale, dunque, il beneficio della proroga si applica soltanto al soggetto o alla zona interessata da un provvedimento normativo o da un decreto ministeriale.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Il mancato rispetto di un termine perentorio dà luogo alla decadenza dal potere di compiere l’atto che lo stesso consentiva.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Le parti incorse nella decadenza possono chiedere, dimostrando una causa loro imputabile, di essere rimesse in termini.

Allegati correlati

procedural time limit Codice procedura civile articoli 323- 338(72 Kb)

procedural time limit Codice di Procedura Civile articoli 152 - 155(41 Kb)

Ultimo aggiornamento: 04/02/2019

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Termini processuali - Cipro

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Le principali scadenze fissate dalle norme di procedura civile sono le seguenti:

Termini per il deposito dei documenti giudiziari:

Nel caso di un atto generale di citazione convalidato a tergo, l'attore deve depositare un atto introduttivo presso il tribunale e notificarlo al convenuto entro 10 giorni dalla data di deposito della comparsa di costituzione da parte del convenuto, salvo disposizione contraria del tribunale.

Il convenuto che abbia presentato la comparsa di costituzione deve depositare la propria memoria difensiva entro 14 giorni dalla data della ricezione dell'atto introduttivo, salvo che tale termine sia prorogato dal giudice.

Termine per l'esecuzione di una decisione giudiziaria:

Si può dare esecuzione a una decisione giudiziaria entro 6 anni dalla data in cui la decisione ha acquistato efficacia esecutiva. Qualora non sia possibile dare esecuzione a una sentenza entro il termine prestabilito, l'attore può chiedere un "rinnovo" della decisione (che costituisce indirettamente una proroga del termine).

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Nella Repubblica di Cipro, oltre ai sabati e alle domeniche, sono considerati giorni festivi:

  • 1° gennaio: capodanno
  • 6 gennaio: epifania
  • il primo giorno di Quaresima (data mobile)
  • 25 marzo: festa nazionale (inizio della rivoluzione del 1821)
  • 1° aprile: festa nazionale (inizio della lotta per la liberazione di Cipro del 1955-1959)
  • 1° maggio
  • Venerdì Santo
  • Lunedì di Pasqua
  • Pentecoste (data mobile)
  • 15 agosto: Dormizione della Vergine Maria
  • 1° ottobre: festa dell'Indipendenza
  • 28 ottobre: festa nazionale (anniversario del "No" del 1940)
  • 24 dicembre: vigilia di Natale
  • 25 dicembre: Natale
  • 26 dicembre: Santo Stefano.

Inoltre, conformemente all'articolo 61 del codice di procedura civile, sono ufficialmente considerate ferie dell'amministrazione giudiziaria le seguenti date:

  • il periodo compreso tra il 10 luglio e il 9 settembre inclusi (vacanze estive);
  • il periodo compreso tra il 24 dicembre e il 6 gennaio inclusi (vacanze di Natale);
  • il periodo compreso tra il Giovedì Santo e la domenica di San Tommaso (seconda domenica di Pasqua) inclusi (vacanze di Pasqua).

Lo svolgimento di udienze o di altre procedure nei periodi summenzionati può avvenire unicamente su istruzione della Corte suprema o di un giudice, se la procedura rientra fra le sue competenze.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

  • Le norme di procedura civile si applicano ai vari procedimenti civili.
  • In merito ai termini per proporre un'azione, si applicano le disposizioni della legge 165(I)/2012 sui termini di prescrizione.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il termine inizia a decorrere dal giorno successivo alla notificazione, in quanto, ai sensi dell'articolo 2 della legge d'interpretazione, per "giorni" s'intendono i "giorni liberi".

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Ai sensi delle norme di procedura civile, nella Repubblica di Cipro i documenti vengono notificati personalmente da un ufficiale giudiziario (tranne in casi eccezionali, in cui il tribunale può, su richiesta, disporre diversamente). Il termine processuale non viene influenzato dalla data della notificazione.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

No. Si prega di leggere la risposta alla domanda n. 4, sopra.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Quando un termine è espresso in giorni, il numero indicato si riferisce ai "giorni di calendario", salvo che il giudice disponga diversamente in relazione ad un caso specifico. Per esempio, il giudice può ordinare che il convenuto depositi l'opposizione "entro 3 giorni lavorativi a decorrere dalla data odierna" o che un provvedimento ingiuntivo debba essere notificato (per esempio al convenuto di un procedimento ex-parte o ad una banca, nell'ambito di una procedura di congelamento di fondi) "entro 5 giorni lavorativi dalla sua stesura".

Ai sensi della legge d'interpretazione il termine "giorni" indica sempre i "giorni liberi".

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Per il computo del termine si fa riferimento a settimane o mesi di calendario.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

In tali casi il termine scade nell'ultima ora dell'ultimo giorno della settimana, del mese o dell'anno del termine in questione.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì, in tali casi il termine è prorogato fino al primo giorno lavorativo successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Ai sensi della norma n. 57, paragrafo 2, del codice di procedura civile, il giudice può prorogare o ridurre i termini processuali imposti dalle norme di cui sopra o fissati in un provvedimento ingiuntivo, senza condizioni o alle condizioni che siano richieste nell'interesse della giustizia.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

L'impugnazione di un provvedimento ingiuntivo, provvisorio o definitivo, su una questione che non costituisce un'azione civile, al pari dell'impugnazione avverso il rigetto di una domanda di misure provvisorie, deve essere proposta entro 14 giorni dalla data in cui l'ingiunzione diventa vincolante o dalla data della decisione di rigetto.

In tutti gli altri casi (per esempio, un ricorso avverso una sentenza definitiva in un procedimento civile) il ricorso deve essere depositato entro 6 settimane dalla data in cui la sentenza passa in giudicato.

Il suddetto termine può essere prorogato soltanto in casi rari ed eccezionali.

I termini per proporre un'azione sono stabiliti dalla legge 165(I)/2012 sui termini di prescrizione.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Dopo la notificazione dell'atto introduttivo di un'istanza, il convenuto ha 10 giorni per presentare la sua comparsa di costituzione.

Per quanto riguarda il resto, le date indicate alle parti per comparire all'udienza sono fissate dal giudice.

La prima data per la comparizione nel caso di un ricorso è fissata dalla cancelleria del tribunale in seguito al deposito del ricorso, a meno che non esista un motivo speciale per fissare una data precisa. In tale caso, la data viene fissata solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione del giudice adito.

Con riferimento ad altre alterazioni dei termini processuali si veda la risposta alla domanda n. 11.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Se la legge applicabile nella giurisdizione è quella di Cipro, valgono le stesse norme e gli stessi termini a prescindere dal luogo di residenza della parte cui viene notificato l'atto.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Se il convenuto non presenta una comparsa di costituzione o se, successivamente, non presenta una memoria di difesa entro i termini stabiliti, l'attore può chiedere che venga adottata una decisione in suo favore.

Analogamente, un convenuto può presentare una domanda in cui chiede il rigetto dell'azione se, nel caso di un atto di citazione generale convalidato a tergo, l'attore non ha presentato un atto introduttivo di ricorso entro il termine all'uopo stabilito.

Inoltre, il giudice può ignorare un'opposizione che venga presentata tardivamente e, di conseguenza, il convenuto contumace può perdere il suo diritto di essere ascoltato durante il procedimento.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

La parte attrice inadempiente la cui azione sia stata respinta può chiedere che l'azione sia reintrodotta.

Il convenuto contumace avverso il quale sia stata emessa una sentenza può chiedere l'annullamento di quest'ultima.

Tali richieste sono accolte solo a titolo di eccezione.

Ultimo aggiornamento: 15/10/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Termini processuali - Lituania

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il Civilinis kodeksas (codice civile) prevede un termine di prescrizione generale e termini di prescrizione più brevi. I termini di prescrizione possono essere prorogabili, "acquisitori" o perentori.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Le domeniche;

il 1° gennaio: Capodanno;

il 16 febbraio: giornata della restaurazione dello Stato della Lituania;

l'11 marzo: giornata della restaurazione dell'indipendenza della Lituania;

la domenica e il lunedì di Pasqua (secondo la tradizione occidentale);

il 1° maggio: festa internazionale del lavoro;

la prima domenica di maggio: festa della mamma;

la prima domenica di giugno: festa del papà;

il 24 giugno: festa di mezza estate, festa di San Giovanni;

il 6 luglio: festa dello Stato (incoronazione di re Mindaugas);

il 15 agosto: Assunzione;

il 1° novembre: Ognissanti;

il 24 dicembre: vigilia di Natale;

il 25 e 26 dicembre: Natale e Santo Stefano.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Un termine di prescrizione determinato per legge, da un contratto o da un'autorità giudiziaria è espresso sotto forma di una data di calendario o di un numero di anni, mesi, settimane, giorni od ore.

Un termine di prescrizione può essere altresì definito come un evento che deve inevitabilmente verificarsi. Un tale termine può essere prorogabile, acquisitorio o perentorio. Un termine di prescrizione prorogabile (di remissione in termini) è un termine che può essere ripristinato da un organo giurisdizionale dopo che è scaduto a condizione che il termine pertinente non sia stato rispettato per motivi importanti. Un termine di prescrizione "acquisitorio" (dilatorio) è un termine decorso il quale sorge un determinato diritto o obbligo civile (ossia allo scadere del quale tale diritto o obbligo viene acquisito). Un termine di prescrizione perentorio è un termine decorso il quale un determinato diritto o obbligo civile decade. I termini di prescrizione perentori non possono essere ripristinati da un organo giurisdizionale o tramite arbitrato.

Il termine di prescrizione generale è di dieci anni.

La legislazione lituana stabilisce termini di prescrizione più brevi per particolari tipologie di controversie.

Un termine di prescrizione più breve, pari a un mese, si applica alle domande derivanti dalle risultanze di procedure di gara.

Un termine di prescrizione più breve, pari a tre mesi, si applica invece alle domande che mirano a ottenere la dichiarazione di nullità degli organi di una persona giuridica.

Un termine di prescrizione più breve, pari a sei mesi, si applica a:

  1. controversie riguardanti l'applicazione di un'infrazione (una multa, interessi di mora);
  2. controversie riguardanti difetti di articoli venduti.

Un termine di prescrizione più breve, pari a sei mesi, si applica alle controversie derivanti da relazioni tra imprese di trasporto e i loro clienti in merito a spedizioni spedite dall'interno della Lituania; mentre un termine di prescrizione di un anno si applica alle spedizioni spedite all'estero.

Un termine di prescrizione più breve, pari a un anno, viene applicato alle controversie assicurative.

Un termine di prescrizione più breve, pari a tre anni, viene applicato alle richieste di risarcimento danni, ivi comprese quelle derivanti da un'inadeguata qualità dei prodotti.

Un termine di prescrizione più breve, pari a cinque anni, si applica alle domande per ottenere l'esecuzione di interessi e altri pagamenti periodici.

10. Le domande relative a difetti di lavori eseguiti sono soggette a termini di prescrizione più brevi.

Le domande derivanti dal trasporto di merci, passeggeri e bagagli sono soggette ai termini di prescrizione stabiliti nei codici (leggi) applicabili alle specifiche modalità di trasporto.

Un termine di prescrizione o le norme per il computo di tale termine non possono essere modificati tramite accordo tra le parti.

Un termine di prescrizione non si applica a:

1) domande derivanti dalla violazione di diritti personali non patrimoniali, fatta eccezione per i casi stabiliti dalla legge;

2) domande di depositanti per ottenere il rimborso dei loro depositi detenuti presso una banca o un altro istituto di credito;

3) altre richieste di risarcimento danni risultanti dai seguenti crimini specificati nel Il link si apre in una nuova finestraBaudžiamasis kodeksas (codice penale) (in lituano):

1) genocidio (articolo 99);

2) trattamento di persone in maniera vietata dal diritto internazionale (articolo 100);

3) uccisione di persone protette dal diritto umanitario internazionale (articolo 101);

4) deportazione o trasferimento di civili (articolo 102);

5) cagionamento di lesioni corporali, tortura o altri trattamenti disumani di persone protette dal diritto umanitario internazionale (articolo 103);

6) uso forzato di civili o prigionieri di guerra nelle forze armate di un nemico (articolo 105);

7) distruzione di oggetti protetti o saccheggio di tesori nazionali (articolo 106);

8) aggressione (articolo 110);

9) attacchi militari proibiti (articolo 111);

10) uso di mezzi di guerra proibiti (articolo 112);

11) esecuzione negligente delle funzioni di un comandante;

4) casi specificati in altre leggi e in relazione ad altre controversie.

Per quanto riguarda i termini applicabili alle udienze di cause civili, un organo giurisdizionale deve mirare a decidere una causa civile nel più breve tempo possibile, a evitare ritardi e ad assicurare che una causa civile sia esaminata nel contesto di un'unica seduta.

Determinate leggi possono stabilire termini specifici per trattare talune categorie di cause civili. Qualora l'organo giurisdizionale di primo grado ometta di eseguire un atto processuale richiesto a norma del codice civile, una parte coinvolta nel procedimento che ha interesse a che tale atto processuale venga effettuato è legittimata a presentare istanza a una corte d'appello per chiedere che venga fissato un termine per l'esecuzione di tale atto processuale. La domanda deve essere presentata attraverso l'organo giurisdizionale che sta trattando la causa e quest'ultimo deve decidere in merito all'ammissibilità della domanda stessa entro e non oltre il giorno lavorativo successivo al suo ricevimento. Qualora l'organo giurisdizionale che ha omesso l'esecuzione dell'atto processuale che ha dato adito alla domanda esegua gli atti in questione entro sette giorni lavorativi dal ricevimento della domanda, si ritiene che la parte in questione abbia rinunciato all'azione. In caso contrario, la domanda viene trasferita alla corte d'appello entro sette giorni lavorativi dalla data del suo ricevimento. Di norma tali domande vengono esaminate mediante procedimento scritto senza che le parti vengano informate dell'ora e del luogo della seduta o siano invitate a parteciparvi. La domanda deve essere esaminata entro sette giorni lavorativi dal suo ricevimento da parte della corte d'appello. La domanda deve essere esaminata e una decisione in merito deve essere presa dal presidente della corte d'appello, dal presidente della Sezione delle cause civili o da un giudice designato dagli stessi. La decisione emessa non può essere impugnata presentando un ricorso separato.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il termine inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo alla data di calendario o all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Qualsiasi domanda e notificazione scritta inviata a mezzo posta, telegrafata o trasmessa con altri mezzi di comunicazione prima della mezzanotte dell'ultimo giorno di un termine è considerata inviata entro il termine (articolo 1.122 del codice civile).

L'articolo 123, terzo e quarto comma, del Civilinio proceso kodeksas (codice di procedura civile) stabilisce che quando una persona che consegna un atto processuale non trova il destinatario presso il suo luogo di residenza o il suo luogo di lavoro, il documento deve essere notificato a qualsiasi membro adulto della sua famiglia che risieda con lui/lei (figli (adottivi), genitori (genitori adottivi), coniuge, ecc.), fatta eccezione nei casi in cui i familiari abbiano interessi giuridici contrari rispetto all'esito della causa oppure, nel caso anche questi ultimi siano assenti, presso l'amministrazione del luogo di lavoro.

Qualora una persona incaricata di notificare un atto processuale non trovi il destinatario presso la sede legale di una persona giuridica o in altro luogo specificato dalla persona giuridica, tale atto processuale deve essere notificato a qualsiasi dipendente della persona giuridica presente presso il luogo di consegna. Qualora un atto processuale non venga consegnato secondo le modalità specificate nel presente paragrafo, esso deve essere spedito per posta all'indirizzo dell'ufficio della persona giuridica e si ritiene essere stato consegnato entro dieci giorni dalla data di invio a mezzo posta.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Il termine inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche (articolo 73 del codice di procedura civile).

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Un termine di prescrizione è computato in giorni di calendario. Inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo alla data di calendario o all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Un termine processuale espresso in anni, mesi, settimane o giorni inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo alla data di calendario o all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Un termine espresso in settimane scade alle ore 24 e 00 minuti del giorno corrispondente dell'ultima settimana inclusa nel termine. Un termine espresso in mesi scade alle ore 24 e 00 minuti del giorno corrispondente dell'ultimo mese incluso nel termine. Un termine espresso in anni scade alle ore 24 e 00 minuti del giorno corrispondente del mese corrispondente dell'ultimo anno incluso nel termine. Qualora un termine espresso in anni o mesi scada in un mese che non contiene la data in questione, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

I giorni festivi e di riposo ufficiali (sabato e domenica) sono inclusi nel computo del termine. Se l'ultimo giorno del termine è un giorno di riposo o festivo, il termine si considera scadere il giorno lavorativo successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Rimessione in termini. Le persone che non rispettano un termine fissato da leggi specifiche o da un organo giurisdizionale per motivi che l'organo giurisdizionale riconosce essere importanti, possono ottenere una rimessione in termini. Un organo giurisdizionale ha il diritto di effettuare una rimessione in termini di propria iniziativa laddove il fascicolo della causa indichi che il termine in questione non è stato rispettato per motivi importanti.

L'istanza di rimessione in termini deve essere depositata presso l'organo giurisdizionale dinnanzi il quale doveva essere eseguito l'atto processuale. La domanda sarà esaminata mediante procedimento scritto. L'atto processuale (deposito di una domanda, presentazione di documenti o esecuzione di altre azioni) rispetto al quale non è stato rispettato il termine deve essere eseguito parallelamente alla domanda. Un'istanza di rimessione in termini deve essere motivata e deve essere accompagnata da prove che giustifichino la necessità di tale rimessione in termini.

Una parte viene rimessa in termini tramite una decisione dell'organo giurisdizionale. Un respingimento della rimessione in termini di un termine processuale è emesso sotto forma di decisione motivata dell'organo giurisdizionale. Una decisione di un organo giurisdizionale che respinge un'istanza di rimessione in termini può essere impugnata con ricorso separato.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Un'impugnazione di una sentenza di un tribunale regionale può essere presentata entro 30 giorni dalla data di emissione della sentenza da parte dell'organo giurisdizionale di primo grado.

Un'impugnazione separata di una decisione di un tribunale regionale può essere presentata:

  • entro 7 giorni dalla data di emissione della decisione nei casi in cui la sentenza dell'organo giurisdizionale di primo grado soggetta a impugnazione sia stata emessa nel corso di un'udienza;
  • entro 7 giorni dalla data di notifica di una copia autenticata della decisione nei casi in cui la sentenza dell'organo giurisdizionale di primo grado soggetta a impugnazione sia stata emessa nel corso di un procedimento scritto.

È possibile impugnare le sentenze di tribunali regionali che esaminano una causa nel merito, mentre si possono presentare impugnazioni separate nei confronti di decisioni provvisorie di tribunali regionali espressamente menzionate nel codice di procedura civile (ad esempio nel caso di una decisione che respinge un'istanza di rimessione in termini (articolo 78, sesto comma, del codice di procedura civile), nei confronti di una decisione sulle spese di contenzioso (articolo 100 del codice di procedura civile) o nei confronti di una decisione che impedisce ulteriori procedimenti).

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

In ogni caso, un'udienza deve essere condotta in maniera continua, tranne nel caso in cui venga annunciato un aggiornamento, che non può essere superiore a cinque giorni lavorativi. Può essere annunciato un aggiornamento al fine di consentire all'organo giurisdizionale e alle parti del procedimento di riposare dopo un'udienza prolungata e di acquisire eventuali prove mancanti, garantendo in tal modo che la causa sia risolta il più rapidamente possibile.

Se un organo giurisdizionale aggiorna un'udienza, l'ora dell'udienza successiva deve essere fissata e notificata ai partecipanti, ottenendo una ricevuta firmata. Le persone che non si sono presentate in giudizio o che sono state incluse per la prima volta nel procedimento ricevono la notifica dell'orario dell'udienza successiva in conformità al codice di procedura civile.

In determinate situazioni un'udienza può essere sospesa. Tale sospensione significa che qualsiasi atto processuale da svolgere ai fini della decisione della causa nel merito è temporaneamente sospeso per un periodo di tempo indefinito. Una causa può essere sospesa per ragioni oggettive specificate in leggi specifiche che impediscono il trattamento di una causa civile e non sono soggette alla discrezione delle parti o dell'organo giurisdizionale oppure in circostanze che non sono previste da leggi specifiche ma che impediscono comunque all'organo giurisdizionale di esaminare la causa nel merito.

L'organo giurisdizionale deve sospendere un'udienza nelle seguenti circostanze:

  • in caso di decesso di una persona fisica o di cessazione di una persona giuridica che erano parte in una causa che consentiva la successione di diritti alla luce dei rapporti giuridici implicati nella controversia; nel caso in cui una parte perda la sua capacità di agire, la causa deve essere sospesa fino a quando non viene designato il successore della persona fisica deceduta o della persona giuridica cessata o fino a quando le circostanze che determinano la mancata successione non siano state chiarite oppure fino a quando non sia stato nominato un rappresentante legale di una persona fisica che ha perso la sua capacità di agire;
  • laddove una causa specifica non possa essere trattata fino a quando non viene decisa un'altra causa, un procedimento giudiziario in materia civile, penale o amministrativa sarà sospeso fintantoché non entrerà in vigore una decisione, una sentenza o una delibera dell'organo giurisdizionale oppure fino a quando non verrà emessa una sentenza, nel caso di un procedimento amministrativo;
  • nel caso in cui, nel contesto di una controversia di natura patrimoniale nei confronti di un convenuto, si evinca che la soddisfazione di tale domanda patrimoniale è legata alla trattazione di un procedimento penale, la causa sarà sospesa fino a quando il procedimento penale non sarà stato sottoposto a giudizio oppure fino a quando le restrizioni temporanee sui diritti reali non saranno revocate; ulteriori circostanze sono indicate anche in leggi specifiche.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Non applicabile.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

La scadenza di un termine di prescrizione prima del deposito di una domanda comporterà il respingimento di detta domanda.

Laddove l'organo giurisdizionale riconosca che un termine non è stato rispettato in ragione di un motivo importante, il diritto violato deve essere difeso e il termine di prescrizione in questione deve essere rimesso in termini.

Le questioni relative al diritto in materia di proprietà e possesso concernenti beni il cui recupero è soggetto a termini di prescrizione che sono scaduti sono risolte in conformità con le disposizioni del tomo IV del codice civile.

Il diritto di eseguire un atto processuale decade nel momento in cui il termine stabilito dalla legge o da un organo giurisdizionale è scaduto. Eventuali atti processuali depositati dopo la scadenza di un termine vengono restituiti ai richiedenti. Il mancato rispetto di un termine per l'esecuzione di una determinata obbligazione processuale non esonera la persona interessata da tale obbligazione.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Qualora i termini non siano stati rispettati per motivi importanti e non siano trascorsi più di tre mesi dall'emissione della sentenza dell'organo giurisdizionale, su istanza del ricorrente, l'organo giurisdizionale può effettuare una rimessione in termini. Un termine per la presentazione di un'impugnazione può essere oggetto di rimessione in termini laddove l'organo giurisdizionale riconosca che il termine in questione non è stato rispettato per motivi importanti. Una decisione dell'organo giurisdizionale che respinge un'istanza di rimessione in termini di un termine di impugnazione può essere contestata depositando un ricorso separato. Qualora la corte d'appello accolga tale impugnazione separata ed effettui una rimessione in termini per il termine di impugnazione, il presidente della Sezione delle cause civili della corte d'appello deve trasferire l'impugnazione, unitamente al fascicolo della causa, all'organo specializzato della corte d'appello oppure rinviare la questione dell'ammissibilità dell'impugnazione all'organo giurisdizionale di primo grado per una decisione. Se, in queste circostanze, il fascicolo della causa viene rinviato all'organo specializzato della corte d'appello, la corte d'appello deve inviare copie dell'impugnazione e dei relativi allegati alle parti del procedimento entro tre giorni lavorativi dalla data in cui è stata ammessa l'impugnazione. Una volta scaduto il termine per la contestazione di una sentenza e per la risposta a un'impugnazione, l'organo giurisdizionale di primo grado rinvierà la causa alla corte d'appello entro sette giorni e lo notificherà alle parti. Qualora la causa sia rinviata alla corte d'appello e quest'ultima stabilisca che il termine per l'impugnazione non è stato rispettato, l'organo giurisdizionale può effettuare una rimessione in termini di propria iniziativa (ex officio) a condizione che il fascicolo della causa indichi chiaramente che il termine non è stato rispettato per motivi importanti, oppure può suggerire alla parte del procedimento di presentare un'istanza di rimessione in termini per il termine di impugnazione (articolo 307, secondo e terzo comma, articolo 338 e articolo 78 del codice di procedura civile). Una decisione che respinge l'istanza di rimessione in termini del ricorrente può essere impugnata presentando un ricorso separato (articolo 78, sesto comma, del codice di procedura civile).

Ultimo aggiornamento: 21/10/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Termini processuali - Lussemburgo

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il diritto lussemburghese fissa i termini per l'esercizio delle azioni giudiziarie, l'espletamento delle formalità procedurali, per comparire in tribunale, per chiedere una proroga a causa della distanza e via dicendo.

I termini di prescrizione o di decadenza dell'azione privi di carattere procedurale non sono contemplati da questa sezione.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Sabato e domenica non sono considerati giorni lavorativi, analogamente alle seguenti festività ufficiali:

  • Capodanno, Lunedì di Pasqua, primo maggio, Ascensione, Pentecoste e il 23 giugno (festa nazionale lussemburghese);
  • Ferragosto, Ognissanti, Natale e Santo Stefano.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

I termini processuali variano a seconda della materia e del tipo di procedimento.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il termine inizia a decorrere dalla mezzanotte del giorno in cui si produce l'atto, l'evento, la decisione o la notifica dell'atto.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Sì, se la legge richiede una notifica da parte dell'ufficiale giudiziario o una comunicazione del cancelliere, si considera che la notifica o la comunicazione siano avvenute in un giorno diverso da quello in cui il documento viene effettivamente consegnato nelle mani dell'interessato (per esempio, se il documento viene rifiutato, se viene consegnato presso il domicilio del destinatario ecc.).

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Tutti i termini sono calcolati a partire dalla mezzanotte del giorno in cui si produce l'atto, l'evento, la decisione o la notifica che dà inizio alla decorrenza.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Le festività ufficiali, i sabati e le domeniche sono compresi nel calcolo dei termini processuali.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Le festività ufficiali, i sabati e le domeniche sono compresi nel calcolo dei termini processuali.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

I termini processuali scadono sempre alla mezzanotte dell'ultimo giorno del periodo di decorrenza.

Quando un termine è espresso in settimane, esso scade nel giorno dell'ultima settimana corrispondente al giorno della settimana in cui si produce l'atto, l'evento, la decisione o la notifica che dà inizio al periodo di decorrenza.

Quando un termine è espresso in mesi o in anni, esso scade nel giorno dell'ultimo mese o del mese dell'ultimo anno corrispondente al giorno del mese in cui si è prodotto l'atto, l'evento, la decisione o la notifica a partire dal quale è iniziato il periodo di decorrenza. In mancanza di una data corrispondente, il termine scade l'ultimo giorno del mese.

Quando un termine è espresso in mesi e giorni o in frazioni di un mese, si contano prima i mesi interi e poi i giorni o le frazioni del mese; quando si devono contare le frazioni di un mese, si considera che il mese abbia trenta giorni.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Tutti i termini che scadono un sabato, una domenica, nei giorni festivi ufficiali o durante una festività nazionale, sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo alla scadenza prevista. Le stesse regole valgono per la presentazione di documenti ai funzionari comunali qualora il termine scada nel giorno di chiusura al pubblico dei servizi comunali.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Quando viene proposta un'azione giudiziaria dinanzi ai giudici lussemburghesi nei confronti di persone residenti all'estero, i termini ordinari sono prorogati a motivo della distanza. La proroga del termine può variare da 15 a 35 giorni, in funzione del luogo in cui è domiciliato il convenuto.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Il termine per la presentazione di un'impugnazione è generalmente di 40 giorni, ma può essere prorogato in considerazione della distanza nel caso dei residenti all'estero. I ricorsi avverso le sentenze che non sono provvisoriamente esecutive possono essere presentati solo dopo che siano trascorsi almeno otto giorni dalla pronuncia.

Il termine per chiedere la pronuncia di una sentenza in contumacia è di 15 giorni e inizia a decorrere dalla data della notifica.

I provvedimenti urgenti (ordonnances de référé) sono impugnabili entro 15 giorni dalla notifica. Se un'ordinanza di provvedimenti urgenti è contumaciale, il termine per presentare un'opposizione è di otto giorni dalla notifica. Tale termine decorre parallelamente al termine di ricorso.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Nel caso di un procedimento sommario diretto all'emanazione di un provvedimento urgente viene emessa una citazione a comparire all'udienza nel giorno e nell'ora all'uopo stabiliti per tale procedimento. Tuttavia, in situazioni di particolare urgenza, il presidente del tribunale, o il giudice che lo sostituisce, può citare le parti a comparire ad un'udienza pubblica che si terrà nell'aula del tribunale o nella sua residenza privata, in una determinata data e ad una determinata ora, anche durante un fine settimana, un giorno festivo o in una data che non sia abitualmente un giorno lavorativo.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Quando una parte residente all'estero viene invitata a comparire personalmente in Lussemburgo, si applicano i normali termini processuali, a meno che il giudice non decida di prorogarli.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Un'azione che non venga proposta entro i termini stabiliti è considerata prescritta. Quando scade il termine per espletare le formalità procedurali, le azioni di norma decadono o vengono cancellate dal ruolo.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Se una parte non presenta un'azione entro i termini processuali stabiliti, la prescrizione conseguente alla scadenza dei termini può essere revocata qualora, per motivi estranei alla responsabilità dell'interessato, l'atto che dà inizio alla decorrenza del termine non sia stato tempestivamente portato a conoscenza della persona interessata oppure se quest'ultima si sia trovata nell'impossibilità di agire. Un ricorso è ricevibile solo se viene presentato entro 15 giorni dalla data in cui la parte interessata è venuta a conoscenza dell'atto che dà inizio alla decorrenza del termine oppure dal momento in cui cessa la situazione che le rende impossibile agire. Di norma, non sono ricevibili i ricorsi presentati dopo che sia trascorso più di un anno dalla scadenza del termine di presentazione normalmente applicabile. Tali termini non hanno effetto sospensivo.

L'azione decade qualora il procedimento sia sospeso da tre anni. Tale termine è prorogato di sei mesi nei casi in cui sussistano i presupposti per chiedere la ripresa del procedimento o per designare un nuovo avvocato. Il procedimento si estingue, ma l'azione non si prescrive. Una parte che intenda agire dovrà avviare una nuova azione giudiziaria per far valere i propri diritti, sempreché non sia prescritta anche quest'ultima.

L'ordinanza di cancellazione dovuta a un'inosservanza dei termini impartiti, da parte degli avvocati, non è impugnabile.

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Ultimo aggiornamento: 30/04/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Termini processuali - Paesi Bassi

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

I termini applicabili nel diritto processuale civile possono essere raggruppati come segue:

a. Termine minimo di preavviso per inviare un atto di citazione in giudizio a una controparte, nonché a eventuali terzi e testimoni. Normalmente si applica un termine di almeno una settimana. In linea di principio, si applica un termine di almeno una settimana anche per la citazione a comparire in giudizio delle parti interessate, se non diversamente specificato dall'organo giurisdizionale (articoli 114-119 e 276 (citazione in giudizio di parti e terzi) e articoli 170 e 284 (citazione in giudizio di testimoni) del Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering (codice di procedura civile). È importante notare che se il convenuto dispone di un indirizzo noto o se è risaputo che risiede effettivamente al di fuori dei Paesi Bassi, il termine di preavviso per la citazione di tale parte è di almeno 4 settimane (articolo 115 del codice di procedura civile).

b. Termini massimi per la ricerca dei mezzi di ricorso. Il verzet (ricorso giurisdizionale in opposizione) deve essere normalmente avviato entro 4 settimane. Generalmente, i termini di tre mesi si applicano a un hoger beroep (ricorso in appello), a un ricorso dinanzi alla cassatie (Corte suprema) e a una herroeping (azione di abrogazione di una sentenza divenuta definitiva) (cfr. articolo 143 (opposizione), articoli 339 e 358 (ricorso in appello), articoli 402 e 426 (ricorso dinanzi alla Corte suprema) e articoli 383 e 391 (abrogazione di una sentenza definitiva) del codice di procedura civile).

c. Termini per l'esecuzione degli atti processuali ad opera delle parti e per le decisioni dell'organo giurisdizionale. Questi generalmente oscillano tra le 2 e le 6 settimane. In determinate circostanze, l'organo giurisdizionale può consentire il differimento dell'esecuzione degli atti processuali.

d. Termini di prescrizione per l'avvio di azioni legali e per l'esercizio dell'autorità di esecuzione. Il termine di prescrizione generale è di 20 anni. In molti casi, tuttavia, si applica un termine di prescrizione più breve di 5 anni. Le penalità di mora incrementali scadono dopo sei mesi dalla data in cui maturano. Un termine di prescrizione già in corso può essere interrotto, dopodiché potrebbe iniziare un nuovo termine di prescrizione. Ad esempio, il termine di prescrizione che si applica all'autorità di esecuzione può essere interrotto con la notificazione o comunicazione della sentenza o con qualsiasi altro atto di esecuzione (articoli 306-325, libro 3, del Burgerlijk Wetboek (codice civile)).

I termini regolamentari sono inoltre soggetti alle norme stabilite dalla Il link si apre in una nuova finestraAlgemene Termijnenwet (legge generale sulla proroga dei termini).

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Oltre alle giornate di sabato e domenica, la Il link si apre in una nuova finestralegge generale sulla proroga dei termini specifica le seguenti festività pubbliche riconosciute:

  • Capodanno: 1° gennaio
  • Venerdì Santo: venerdì prima di Pasqua
  • Lunedì di Pasqua: lunedì dopo Pasqua
  • Ascensione: il giovedì 40 giorni dopo Pasqua
  • Giorno del re: 27 aprile
  • Giorno della liberazione: 5 maggio
  • Lunedì di Pentecoste: lunedì dopo la Pentecoste
  • Natale e Santo Stefano: 25 e 26 dicembre.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

I termini regolamentari sono soggetti alle norme stabilite dalla legge generale sulla proroga dei termini. Tale legge stabilisce che un termine fissato in un atto che termini il sabato, la domenica o in un giorno festivo generalmente riconosciuto è prorogato fino alla fine del giorno successivo che non sia un sabato, una domenica o un giorno festivo generalmente riconosciuto. Se necessario, un termine di almeno 3 giorni è prorogato in modo da includere almeno 2 giorni che non siano un sabato, una domenica o un giorno festivo generalmente riconosciuto.

Nelle Landelijk procesreglement voor civiele dagvaardingen bij de rechtbanken (norme processuali nazionali relative alle cause civili promosse con citazione in giudizio) si prende come punto di partenza per l'esecuzione degli atti processuali ad opera delle parti e per la pronuncia della sentenza un termine di sei settimane. Conformemente alle Landelijk reglement voor de civiele rol van de kantonsectoren (norme nazionali di procedura civile per i tribunali cantonali), in linea di principio i tribunali cantonali adattano un termine di 4 settimane (Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.rechtspraak.nl/).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

La data di decorrenza è sempre il primo giorno successivo all'evento decisivo.

Citazione in giudizio

Non applicabile.

Mezzi di ricorso

Il termine per il ricorso giurisdizionale in opposizione (possibile solo contro le sentenze in contumacia) decorre da tre momenti diversi:

  1. nel momento in cui la sentenza è notificata o comunicata personalmente alla parte condannata;
  2. nel caso in cui si ricorra a un'altra forma di notificazione: nel momento in cui la parte condannata compie un atto comprovante che è a conoscenza della sentenza o dell'inizio dell'esecuzione; e
  3. in altri casi: il momento in cui è completata l'esecuzione della sentenza.

Il termine per i ricorsi in appello e i ricorsi dinanzi alla Corte suprema contro le sentenze decorre dalla data di pronuncia della sentenza. L'inizio del termine coincide con il giorno successivo a quello della sentenza. Si veda anche la domanda 12.

Il termine per i ricorsi in appello e i ricorsi alla Corte suprema contro le decisioni è calcolato come segue:

  • a decorrere dalla data di pronuncia della decisione, nel caso in cui l'attore e le parti interessate compaiano nel procedimento, e
  • dopo che la decisione è stata notificata o altrimenti comunicata, nel caso di altre parti interessate.

Il termine per la richiesta di abrogazione di una sentenza o decisione divenuta definitiva decorre dal momento in cui è sorto il motivo per l'abrogazione e l'attore o il richiedente ne è venuto a conoscenza, ma in ogni caso non prima che la sentenza o la decisione sia divenuta definitiva, vale a dire che non può più essere annullata mediante opposizione, ricorso in appello o ricorso dinanzi alla Corte suprema.

Atti processuali

I termini fissi per l'esecuzione degli atti processuali sono generalmente calcolati a partire dalla data precedente di iscrizione al ruolo in settimane intere. Per esempio: in seguito a un'iscrizione al ruolo nella giornata di mercoledì, una causa viene nuovamente iscritta al ruolo il mercoledì di 4 settimane dopo e il termine ultimo per la presentazione è fissato alle ore 10:00. Se, per esempio, la causa viene rimossa dal ruolo, allora l'organo giurisdizionale determina la data in cui verrà nuovamente iscritta.

Termini di prescrizione

La data di decorrenza dei termini di prescrizione applicabili alle azioni legali dipende dalla natura dell'azione. Ad esempio, il diritto di azione per rivendicare l'adempimento di un obbligo contrattuale di fornire o fare qualcosa scade 5 anni a decorrere dal giorno successivo a quello in cui il reclamo è diventato esigibile. Per esempio: il diritto di chiedere la cessazione di una situazione illegittima scade cinque anni a decorrere dal giorno successivo a quello in cui può essere chiesta la cessazione immediata della situazione.

Esecuzione

In linea di principio, l'autorità di esecuzione scade dopo 20 anni a decorrere dal giorno successivo a quello della pronuncia della sentenza.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

No. Tuttavia, in alcuni casi, il modo in cui una parte viene a conoscenza della sentenza influenza la decorrenza del termine per chiedere un ricorso, ad esempio per presentare un'opposizione. Si veda anche la domanda 4.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

No. Il termine decorre dal giorno successivo a quello in cui si è verificato l'evento.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Salvo indicazione contraria, la legislazione olandese utilizza i giorni di calendario. La legge generale sulla proroga dei termini stabilisce che un termine che scade il sabato, la domenica o in una giornata festiva generalmente riconosciuta è esteso fino alla fine del giorno successivo che non sia un sabato, una domenica o un giorno festivo generalmente riconosciuto.

Inoltre, se necessario, un termine fissato in un atto di almeno 3 giorni è prorogato in modo da includere almeno 2 giorni che non siano sabato, domenica o un giorno festivo generalmente riconosciuto.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Si riferiscono anche ai mesi e agli anni civili.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Citazione in giudizio

Non applicabile.

Mezzi di ricorso

Nel procedimento sommario i mezzi di ricorso sono richiesti mediante atto di citazione in giudizio. A meno che non sia consentito dal giudice davanti al quale la parte è chiamata a comparire, l'ufficiale giudiziario non può procedere alla notifica degli atti dopo le ore 20:00. Il termine scade quindi effettivamente alle ore 20:00 dell'ultimo giorno disponibile. In tali procedimenti va inoltre tenuto presente che né il giorno di emissione dell'atto di citazione, né il giorno in cui la parte è citata a comparire (la prima data di iscrizione al ruolo) vengono conteggiati nel calcolo del termine di preavviso per la citazione. Il termine di preavviso minimo deve pertanto collocarsi tra queste due date.

Nei procedimenti, i mezzi di ricorso sono avviati depositando una domanda presso la cancelleria dell'organo giurisdizionale. Ciò può essere fatto per posta o di persona durante l'orario di apertura della cancelleria, o via fax fino alla mezzanotte dell'ultimo giorno del termine previsto.

Per i ricorsi in cause familiari, la data di decorrenza è leggermente diversa da quella applicabile ai ricorsi in appello in altri procedimenti (cfr. anche domanda 4. "Mezzi di ricorso") L'attore può presentare ricorso entro tre mesi dalla pronuncia della sentenza. Le altre parti interessate possono presentare ricorso entro tre mesi dalla notifica o comunicazione della decisione.

Atti processuali

Se una causa è iscritta al ruolo, per la presentazione dei documenti si applica quanto segue. In linea di principio, un documento dovuto per una data di iscrizione al ruolo è presentato alla cancelleria del tribunale entro il termine di presentazione. Si tratta del termine ultimo entro il quale qualsiasi documento, ad eccezione dell'atto di citazione, e relazione deve essere in possesso del giudice. Conformemente alle norme procedurali nazionali, il giorno e l'ora entro i quali i documenti devono essere presentati sono i seguenti: mercoledì alle ore 10:00. Se non si tiene alcuna udienza perché la causa è esaminata per iscritto, i documenti sono presentati alla cancelleria dell'organo giurisdizionale entro la data di iscrizione al ruolo delle cause. Il settore cantonale di un organo giurisdizionale svolge sempre un'udienza, poiché in tal caso gli atti processuali possono essere compiuti anche oralmente. I documenti devono essere presentati alla cancelleria dell'organo giurisdizionale al più tardi il giorno precedente la data di iscrizione al ruolo della causa. Ciò può essere fatto per posta o di persona durante l'orario di apertura della cancelleria, o via fax fino alla mezzanotte del giorno in questione.

Termini di prescrizione

Cfr. anche "Termini di prescrizione" alla domanda 4. Per alcuni diritti d'azione è importante il momento in cui una parte viene a conoscenza di un determinato fatto. Per esempio: il diritto di azione per rivendicare il recupero di un pagamento non dovuto scade dopo 5 anni a decorrere dal giorno successivo a quello in cui il creditore è venuto a conoscenza dell'esistenza del credito e dell'identità del destinatario, e in ogni caso 20 anni dopo l'insorgenza del credito.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì, un termine che scade il sabato, la domenica o un giorno festivo generalmente riconosciuto viene prorogato fino alla fine del giorno successivo che non sia un sabato, una domenica o un giorno festivo generalmente riconosciuto. Tuttavia, conformemente alla legge generale sulla proroga dei termini, ciò non si applica alle scadenze determinate conteggiando a ritroso a partire da un determinato momento o evento. In altre parole, questa regola si applica ai termini massimi e non a quelli minimi.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

In alcuni casi la legge prevede una proroga di un termine. Ad esempio, se la parte soccombente muore durante il periodo per la presentazione di un ricorso e gli eredi di tale parte desiderano sostituirla nel procedimento di ricorso, si applica un nuovo termine di tre mesi.

In generale, tuttavia, le norme relative ai termini sono applicate rigorosamente, sebbene la Hoge Raad der Nederlanden (Corte suprema dei Paesi Bassi) abbia previsto un'eccezione per le cause in cui l'attore non sia stato informato prontamente della sentenza a causa di un errore o di un'omissione da parte dell'organo giurisdizionale. In tal caso, la parte in questione non ha rispettato il termine non per propria colpa e viene pertanto concessa una breve proroga.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Il termine per la presentazione di un ricorso è di norma di 3 mesi. In alcuni cause civili, come i procedimenti sommari (procedimenti accelerati), si applicano termini più brevi per i ricorsi in appello e i ricorsi alla Corte suprema, rispettivamente di 4 e 8 settimane.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Tutti i termini relativi alla comparizione di una parte sono termini minimi. Non è stato fissato un termine massimo.

Citazione in giudizio

Se necessario, i termini di preavviso per la citazione in giudizio di una parte possono essere abbreviati dal giudice su richiesta dell'attore a determinate condizioni. Nell'ambito di un procedimento sommario, l'atto di citazione viene emesso solo dopo che il giudice ha precisato la data e l'ora dell'udienza, che può anche svolgersi di domenica. Se necessario, una parte può essere convocata con brevissimo preavviso. Il giudice può inoltre fissare un termine di preavviso più breve per la citazione in giudizio di una parte.

Il giudice non può prorogare i termini di preavviso per la citazione di una parte, anche se può fissare un termine di preavviso più lungo per la comparizione in un procedimento (cfr. domande 7 e 8).

Atti processuali

Se richiesto congiuntamente dalle parti, il giudice può prorogare i termini entro i quali le parti sono tenute ad eseguire gli atti processuali. Se una richiesta viene presentata unilateralmente, il differimento è concesso solo per motivi impellenti o per cause di forza maggiore. Tra i motivi impellenti figurano, ad esempio, la complessità effettiva o giuridica della causa, la necessità di attendere una sentenza in un altro procedimento pertinente o laddove la parte o il suo avvocato siano malati o in ferie.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

La legislazione olandese non contiene alcuna disposizione in materia.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Citazione in giudizio

Se una parte è citata in giudizio con un preavviso insufficiente, l'atto di citazione diventa illegittimo nel caso in cui il convenuto non si presenti e sarà dichiarato nullo dal giudice. Non diviene tuttavia nullo automaticamente. L'attore può rimediare a tale mancanza emettendo una notifica modificata da parte dell'ufficiale giudiziario prima della prima data di iscrizione al ruolo.

Se il convenuto non si presenta alla prima data di iscrizione al ruolo, la citazione viene controllata per individuare eventuali vizi che possano renderla invalida. Se è in regola, il convenuto viene dichiarato inadempiente per mancata comparizione e l'azione è generalmente ammessa in contumacia. Se il convenuto non si presenta ed è probabile che non abbia ricevuto la notifica dell'ufficiale giudiziario a causa di una mancanza, il tribunale dichiara la notifica non valida.

Se il convenuto omette di comparire o di nominare un avvocato sebbene abbia ricevuto una notifica in tal senso nell'atto di citazione e risulta che la notifica dell'ufficiale giudiziario conteneva un difetto che la rende invalida, il convenuto non è dichiarato inadempiente per mancata comparizione. Il giudice fissa una nuova data di iscrizione al ruolo e ordina di sanare la mancanza a spese dell'attore. Se il convenuto si presenta e non invoca il vizio di forma, l'atto di citazione si considera emesso correttamente.

Mezzi di ricorso

Se viene oltrepassato il termine per il ricorso, la sanzione è costituita dal rigetto del ricorso. La decisione di base dell'organo giurisdizionale diviene pertanto definitiva, vale a dire non può più essere annullata mediante opposizione, ricorso in appello o appello dinanzi alla Corte suprema.

Atti processuali

Se un atto processuale non viene eseguito entro il termine stabilito, a determinate condizioni è possibile ottenere un rinvio (cfr. domanda 10). Se non è possibile ottenerlo, il diritto di eseguire l'atto processuale scade.

Termini di prescrizione

Se l'interessato ha lasciato scadere il termine per l'avvio dell'azione legale, continua a sussistere il diritto di azione tutelato dalla domanda. Tuttavia, non è più possibile esercitarlo attraverso gli organi giurisdizionali.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

I seguenti mezzi di ricorso sono a disposizione delle parti che non hanno rispettato le scadenze.

Citazione in giudizio

Il convenuto che non compare alla prima data di iscrizione al ruolo è generalmente giudicato in contumacia. Fino alla pronuncia della sentenza definitiva, il convenuto può prevenire una sentenza contumaciale comparendo come parte nel procedimento. Dopo la pronuncia della sentenza definitiva, la parte giudicata in contumacia può chiedere il ricorso in opposizione. La sentenza pronunciata in contumacia, la prevenzione di una sentenza contumaciale presentandosi in udienza e l'opposizione non si applicano nei procedimenti. In tali casi, l'interessato che non è comparso può presentare ricorso in appello.

Mezzi di ricorso

I termini per il ricorso giurisdizionale sono applicati d'ufficio dal giudice. I termini per la presentazione di ricorsi in appello e appelli alla Corte suprema sono obbligatori. I giudici sono molto severi nell'applicazione di questi termini, nell'interesse della certezza del diritto. Tuttavia, la Corte suprema dei Paesi Bassi ha introdotto una certa flessibilità per i ricorsi in appello. L'atto d'impugnazione deve indicare i motivi dell'impugnazione, ma nei casi in cui la decisione è stata pronunciata ma non ancora trasmessa e l'attore non ha quindi accesso alla relativa motivazione, è consentito presentare i motivi dell'impugnazione in un successivo atto di impugnazione complementare. Il ricorso in appello deve tuttavia essere presentato entro il termine prescritto. Solo in casi eccezionali in cui il giudice abbia commesso un doppio errore, il termine è prorogato di 14 giorni dal ricevimento della decisione. Ciò avviene se la parte che presenta il ricorso non sapeva e non poteva sapere quando la decisione sarebbe stata pronunciata a causa di un errore del giudice (o del cancelliere) e se la decisione è stata trasmessa o emessa solo dopo la scadenza del termine per i ricorsi, a causa di un errore non attribuibile all'attore. In un giudizio l'atto d'impugnazione non deve essere motivato. La presentazione delle motivazioni avviene solo in una fase successiva del procedimento.

Atti processuali

In determinate circostanze può essere richiesto un rinvio per l'esecuzione degli atti processuali (cfr. domanda 13). Se non si ottiene un rinvio, il diritto di eseguire l'atto processuale scade.

Termini di prescrizione

Non è disponibile alcun mezzo di ricorso dopo la scadenza dei termini di prescrizione, se non la relativa interruzione in tempo utile (cfr. domanda 1. d.). Tuttavia, in circostanze del tutto eccezionali, il giudice può decidere che l'invocazione della prescrizione sia contraria ai principi di ragionevolezza ed equità.

Ultimo aggiornamento: 01/10/2019

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Termini processuali - Austria

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il diritto austriaco prevede varie tipologie di termini.

Si distingue tra termini processuali, vale a dire i termini entro i quali una parte o un altro soggetto coinvolto nel procedimento può o deve compiere uno specifico atto ai fini del procedimento, e termini sostanziali, vale a dire termini entro i quali deve verificarsi un determinato evento per produrre taluni effetti sostanziali all’interno dell’ordinamento giuridico [ad esempio il termine per presentare domanda di accertamento della violazione della proprietà ai sensi dell’articolo 454 del codice di procedura civile (ZPO) o per inviare un recesso ai sensi dell’articolo 560 ZPO]. Un aspetto importante è che il tempo necessario per la notifica a mezzo servizio postale non rientra nei termini processuali ma in quelli sostanziali. Ciò significa, ad esempio, che un appello si considera proposto tempestivamente se è stato inviato l’ultimo giorno del termine processuale previsto per la sua proposizione (data del timbro postale), anche se il giudice lo riceve successivamente.

Una distinzione è compiuta a seconda che il termine sia fissato direttamente dalla legge (ad esempio il termine per la proposizione dell’appello) o dal giudice sulla base del caso di specie (è il caso, ad esempio, della fissazione di una garanzia per coprire i costi). I termini per il compimento di indagini per i quali la legge prevede unicamente un determinato arco temporale (durata minima o massima o approssimativa, come nell’articolo 257, paragrafo 1, ZPO, per la data dell’udienza preliminare) sono una combinazione delle due tipologie di termini.

I termini perentori sono determinati dalla data in cui giungono a scadenza (di norma un giorno di calendario), mentre i termini ordinatori sono definiti sulla base della loro data di decorrenza e della loro durata.

In generale, i giudici possono estendere i termini (termini prorogabili). In casi eccezionali in cui la legge vieta una proroga dei termini, si parla di termini non prorogabili o perentori (ad esempio, i termini per la proposizione dell’appello).

Si distingue tra termini reversibili e non reversibili, a seconda che sia possibile o meno la rimessione nella posizione ex ante in caso di mancato rispetto dei termini. I termini reversibili costituiscono la regola generale. In casi eccezionali in cui è esclusa la rimessione nella situazione precedente, il termine è detto preclusivo o fisso (Fallfrist). Esempi di termini preclusivi sono i termini per la presentazione della domanda di annullamento o una domanda di nuovo processo (articolo 534 ZPO).

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

I sabati, le domeniche, il venerdì Santo, e le festività pubbliche non sono giorni lavorativi in Austria. Capodanno (il 1° gennaio), l’Epifania (il 6 gennaio), il lunedì di Pasqua, il primo maggio, l’Ascensione, Pentecoste, il Corpus Christi, l’Assunzione (15 agosto), la festa nazionale austriaca (26 ottobre), Ognissanti (1° novembre), la festa dell’immacolata concezione (8 dicembre), Natale (25 dicembre) e Santo Stefano (26 dicembre) sono tutte festività pubbliche in Austria.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

La maggior parte delle disposizioni in materia di termini sono reperibili negli articoli da 123 a 129 e da 140 a 143 del codice di procedura civile (ZPO) e nell’articolo 89 della legge sull’organizzazione giudiziaria (GOG).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Nella maggior parte dei casi, un termine inizia a decorrere nel giorno dell’effettiva notifica della decisione che fissa il termine o ne dispone la decorrenza; in caso contrario esso decorre nel momento in cui è pronunciata la decisione (articolo 124 ZPO).

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

No. Come stabilito al punto 4 che precede, la notifica è di norma l’evento che comporta la decorrenza del termine, a prescindere dalle modalità di notifica.

Il termine inizia a decorrere con la notifica o con la pronuncia della decisione che fissa il termine o che ne dispone la decorrenza.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

No, la data dell’evento che dà avvio al decorso del termine (ad esempio la notifica) non è compresa ai fini del calcolo della scadenza.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

I termini sono calcolati in giorni di calendario.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Anche in questo caso i termini sono calcolati in giorni di calendario.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

I termini espressi in settimane, mesi o anni si concludono a mezzanotte del giorno dell’ultima settimana o dell’ultimo mese corrispondente, nel nome o nel numero, alla data di decorrenza del termine (articolo 125, paragrafo 2, ZPO). Se non esiste una data siffatta nell’ultimo mese del termine (se, ad esempio, il termine di un mese inizia a decorrere il 31 gennaio), il termine scade l’ultimo giorno di detto mese (articolo 125, paragrafo 2, ZPO). I giorni non lavorativi non incidono sulla decorrenza o la durata dei termini.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì, i termini che scadono di sabato, domenica, in concomitanza di una festività pubblica o il Venerdì Santo scadono il giorno lavorativo successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

I termini processuali perentori nei procedimenti in appello sono sospesi tra il 15 luglio e il 17 agosto e tra il 24 dicembre e il 6 gennaio. Se uno di tali periodi inizia a decorrere in pendenza di un termine perentorio o se il decorso del termine perentorio cade in uno di detti periodi, il termine è esteso per l’intero periodo o per il periodo rimanente al momento del suo decorso.

La suddetta previsione non si applica in taluni procedimenti speciali, in particolare nelle controversie vertenti in materia di violazione di confini, di manutenzione, nelle azioni esecutive e nelle azioni inibitorie o nelle sentenze di mancato riconoscimento.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Di norma, i termini dipendono dal tipo di decisione (sentenza o ordinanza) e dalla materia trattata. Nei giudizi civili contenziosi, il termine per impugnare un’ordinanza (Rekurs) è in genere di 14 giorni, mentre il termine per proporre appello avverso una sentenza (Berufung) è di quattro settimane.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

I giudici possono, in linea di principio, prorogare i termini (termini prorogabili). I casi eccezionali, in cui la legge impedisce la proroga, sono noti come termini non prorogabili o perentori (ad esempio per la presentazione dell’appello).

Tutti i termini possono essere abbreviati mediante un accordo documentato delle parti. Il giudice può abbreviare un termine su richiesta di una delle parti, a condizione che essa possa provare che un termine più breve è richiesto al fine di evitare il rischio di perdite considerevoli e l’altra parte possa agevolmente compiere le azioni processuali richieste dal termine più breve (articolo 129 ZPO).

Un termine può essere prorogato su istanza di parte se la parte che beneficia della proroga ha ragioni inevitabili o molto serie per non poter compiere gli atti processuali tempestivamente e, in particolare, se la mancata proroga le arrecherebbe danni irreparabili (articolo 128, paragrafo 2, ZPO). I termini possono essere prorogati mediante accordo tra le parti (articolo 128, paragrafo 1, ZPO).

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

No, perché ciò che rileva è che gli atti processuali siano compiuti tempestivamente per un giudice austriaco.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

In linea generale, se una parte non rispetta un termine fissato per un adempimento processuale, quest’ultimo le è precluso (effetto preclusivo, articolo 144 ZPO). Esistono eccezioni, come ad esempio l’articolo 289, paragrafo 2, ZPO (che disciplina la mancata comparizione ai fini dell’assunzione della testimonianza) e l’articolo 491 ZPO (che disciplina le conseguenze della mancata comparizione in udienza).

Gli atti processuali compiuti tardivamente sono di norma sanzionati per legge, ma in taluni casi è richiesta un’istanza in tal senso.

Talvolta la mancata adozione di un atto ha specifiche conseguenze ulteriori rispetto ai normali effetti. Ciò varia considerevolmente. La conseguenza specifica più importante del mancato compimento di un atto è che l’altra parte può chiedere la pronuncia di una sentenza contumaciale (articoli 396 e 442 ZPO). Tra gli altri esempi rientra la mancata comparizione in giudizio di entrambe le parti, che comporta la sospensione del giudizio per almeno tre mesi (articolo 170 ZPO), e la mancata partecipazione del ricorrente ai procedimenti in materia matrimoniale che fa sì che – su istanza del convenuto - la domanda si consideri come ritirata, ma non abbandonata (articolo 460, punto 5, ZPO).

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

I mezzi disponibili per porre rimedio alle conseguenze stabilite dalla legge per la mancata comparizione in udienza o la mancata adozione di atti processuali, sono i seguenti:

Rimessione nella situazione anteriore (articoli 146 e seguenti ZPO)

La rimessione nella situazione anteriore può essere utilizzata per eliminare le conseguenze della mancata comparizione in udienza o il mancato rispetto di un termine per un atto processuale, quando l’assenza della parte o dei suoi rappresentati era dovuta a un evento imprevisto o inevitabile e non poteva essere ravvisata alcuna colpa in capo alla parte o ai suoi rappresentanti, o solo una colpa lieve. Un’istanza per ottenere tale rimedio deve essere presentata entro 14 giorni dalla rimozione dell’impedimento.

Opposizione (articoli da 397a a 442a ZPO)

L’opposizione è uno strumento di legge diretto a impugnare una sentenza contumaciale ai sensi dell’articolo 396 o 442 ZPO. Di norma, le opposizioni devono essere presentate dinanzi al giudice che ha emanato la sentenza, sotto forma di memorie preparatorie ed entro 14 giorni dalla notifica della sentenza contumaciale (termine non prorogabile).

Impugnazione (articoli 461 e seguenti ZPO)

Un’impugnazione avverso una sentenza contumaciale può essere proposta principalmente adducendo che non vi è stato alcun inadempimento o sulla base di una delle cause di invalidità elencate nell’articolo 477, paragrafo 1, punti 4 e 5, ZPO (errata notifica o mancanza di potere di rappresentanza della parte nel procedimento).

Ultimo aggiornamento: 16/10/2019

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Termini processuali - Polonia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

La procedura civile polacca prevede: 1) termini di legge, giudiziari e contrattuali per gli atti processuali che devono essere eseguiti dalle parti; e 2) termini indicativi per gli atti processuali che devono essere eseguiti dall'organo giurisdizionale.

I termini di legge e giudiziari sono definitivi e non possono essere superati.

I termini di legge, definiti come termini perentori (ossia termini il cui mancato rispetto rende nullo un determinato atto processuale), sono stabiliti da leggi. Tali termini non possono essere prorogati o abbreviati. Un termine stabilito per legge inizia a decorrere dal momento specificato in una legge. Esistono due tipi di termini di legge: i termini entro i quali deve essere compiuto un atto e i termini dopo i quali è possibile compiere un atto. I termini di legge includono quelli per la presentazione di mezzi di ricorso, ad esempio il termine per presentare un'impugnazione o un reclamo.

I termini giudiziari sono anch'essi definiti come termini perentori, tuttavia sono stabiliti da un organo giurisdizionale o da un giudice. I termini giudiziari possono essere prorogati o abbreviati, ma soltanto per un motivo importante e a fronte di una richiesta presentata prima della scadenza del termine, anche senza aver sentito l'opponente. Questi termini iniziano a decorrere dal momento in cui viene pronunciata una decisione o viene emesso un ordine in tal senso. Laddove il codice di procedura civile prevede la notificazione automatica, detti termini iniziano a decorrere dal momento della notificazione della decisione o dell'ordine. I termini giudiziari comprendono i termini per regolarizzare una mancanza dal punto di vista della capacità processuale o per porre rimedio a difetti formali presenti in un'impugnazione o una denuncia.

I termini contrattuali, come suggerito dal nome stesso, sono stabiliti tramite un accordo tra le parti. Un esempio classico è la sospensione di un procedimento a fronte di una richiesta congiunta delle parti. Qualora le parti presentino tale richiesta l'organo giurisdizionale può sospendere il procedimento (ma non è tenuto a farlo). L'applicazione di questo tipo di termine dipende soltanto dalla volontà delle parti.

Di norma i termini indicativi sono rivolti alle autorità giudiziarie (organi giurisdizionali) e non alle parti. L'inosservanza di tali termini non ha conseguenze negative sui procedimenti corrispondenti. Il loro scopo fondamentale è quello di applicare il principio della rapidità processuale. Un esempio di tali termini è il termine entro il quale un organo giurisdizionale deve redigere i motivi di una sentenza.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Ai sensi della legge del 18 gennaio 1951 sui giorni non lavorativi, si applicano i seguenti giorni non lavorativi stabiliti per legge:

  • tutte le domeniche (i sabati non sono giorni non lavorativi stabiliti per legge);
  • 1 gennaio - Capodanno;
  • 6 gennaio - Epifania;
  • Domenica di Pasqua;
  • Lunedi di Pasqua;
  • 1 maggio - Festa nazionale;
  • 3 maggio - Festa nazionale del tre maggio;
  • Domenica di Pentecoste;
  • Corpus Domini;
  • 15 agosto - Assunzione di Maria;
  • 1 novembre - Ognissanti;
  • 11 novembre - Festa nazionale - giorno dell'indipendenza;
  • 25 dicembre - Natale;
  • 26 dicembre - Santo Stefano.

Nel 2017 la domenica di Pasqua cade il 16 aprile, il lunedì di Pasqua il 17 aprile, la domenica di Pentecoste il 4 giugno e il Corpus Domini il 15 giugno.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Nel diritto civile, la parola "termine" può avere due significati: può indicare un momento specifico (ad esempio il 5 aprile 2017) oppure un periodo specifico con un inizio e una fine (ad esempio 14 giorni).

Laddove sia fissato un termine finale (una data entro la quale si deve compiere qualche azione), ciò che conta è il momento esatto in cui detto termine scade. Un termine non deve essere necessariamente specificato come un giorno, ma deve in tal caso essere definito dal verificarsi dell'evento previsto dalle parti contraenti in una situazione specifica.

I termini processuali vengono definiti utilizzando come unità di tempo i giorni, le settimane, i mesi o gli anni. Ai sensi dell'articolo 165 del codice di procedura civile, il metodo di calcolo dei termini nel contesto di un procedimento giudiziario civile è disciplinato dalle disposizioni del codice civile in materia di termini, qualora una legge, una sentenza di un organo giurisdizionale, una decisione di un'altra autorità statale o un atto giuridico fissino un termine senza specificare come lo stesso debba essere calcolato (articolo 110 del codice civile). L'invio di un documento processuale presso un ufficio postale polacco o presso un ufficio postale di un operatore che fornisce un servizio postale universale in un altro Stato membro dell'Unione europea è considerato equivalere alla presentazione di tale atto processuale presso l'organo giurisdizionale. Lo stesso si applica in caso di presentazione di un documento da parte di un soldato presso il quartier generale della sua unità, da parte di una persona privata della libertà presso l'amministrazione dell'istituto penitenziario o da parte di un membro dell'equipaggio di una nave marittima polacca presso il comandante di tale nave.

Un giorno è costituito da 24 ore e inizia e termina alle 24:00. Un termine specificato in giorni scade alla fine dell'ultimo giorno. Un termine espresso in settimane, mesi o anni scade alla fine del giorno corrispondente, indicato per nome o data, rispetto al primo giorno del termine oppure, se tale giorno non esiste nell'ultimo mese, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese. Se un termine è espresso come inizio, metà o fine di un mese, detto termine si intende corrispondere al primo, al quindicesimo o all'ultimo giorno del mese; mentre metà mese corrisponde a 15 giorni. Se un termine è fissato in mesi o anni e la continuità non è richiesta, si presume che un mese abbia 30 giorni e un anno 365 giorni. Se la fine del termine per il compimento di un atto cade in un giorno a norma di legge non lavorativo o di sabato, il termine scade il primo giorno successivo che non sia un giorno non lavorativo o un sabato.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Se l'inizio di un termine fissato in giorni è un evento specifico, il giorno in cui si verifica tale evento non viene preso in considerazione per il calcolo del termine. Ad esempio, se l'11 gennaio 2017 un organo giurisdizionale notifica a una parte un atto che intima ad essa di eseguire una determinata azione entro un termine di sette giorni, tale termine scade alla mezzanotte (24:00) del 18 gennaio 2017.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Un organo giurisdizionale può notificare un atto processuale in modi diversi: tramite posta, un ufficiale giudiziario, messi o un servizio di notificazione degli atti processuali dell'organo giurisdizionale. La notificazione al destinatario può essere effettuata anche consegnando il documento al destinatario presso la cancelleria dell'organo giurisdizionale. Fintantoché la notificazione viene debitamente effettuata, tutti questi metodi sono ugualmente validi e la scelta del metodo non influisce sul rispetto dei termini.

Dall'8 settembre 2016 le norme in vigore consentono a un organo giurisdizionale di notificare atti processuali tramite un sistema di trasmissione dati, qualora il destinatario abbia depositato documenti tramite tale sistema o abbia scelto di farlo. Un destinatario che abbia scelto di presentare documenti tramite un sistema di trasmissione dati può scegliere di non utilizzare la notificazione elettronica.

Un documento notificato per via elettronica viene considerato debitamente notificato alla data specificata nella conferma elettronica di ricezione della corrispondenza, anche se tale data cade in un giorno che per legge è un giorno non lavorativo. Il fatto che la corrispondenza elettronica sia ricevuta di notte non ha alcuna influenza sull'efficacia della notificazione. In assenza di una conferma elettronica di ricezione della corrispondenza, la notificazione viene considerata efficace 14 giorni dopo la data in cui il documento è stato caricato nel sistema di trasmissione dati. Le norme di cui sopra richiedono che le parti verifichino il proprio account elettronico almeno una volta ogni 14 giorni.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Se l'inizio di un termine fissato in giorni è un evento specifico, il giorno in cui si verifica tale evento non viene preso in considerazione per il calcolo del termine.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

I termini fissati in giorni sono espressi in giorni di calendario. Se la fine del termine per il compimento di un'azione cade in un giorno a norma di legge non lavorativo o di sabato, il termine scade il primo giorno successivo che non sia un giorno non lavorativo o un sabato.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Un termine espresso in settimane, mesi o anni scade alla fine del giorno corrispondente, indicato per nome o data, rispetto al primo giorno del termine oppure, se tale giorno non esiste nell'ultimo mese, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese.

Se un termine è espresso come inizio, metà o fine di un mese, detto termine si intende corrispondere al primo, al quindicesimo o all'ultimo giorno del mese. Metà mese corrisponde a 15 giorni.

Se un termine è fissato in mesi o anni e la continuità non è richiesta, si presume che un mese abbia 30 giorni e un anno 365 giorni.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Un termine espresso in settimane, mesi o anni scade alla fine del giorno corrispondente, indicato per nome o data, rispetto al primo giorno del termine oppure, se tale giorno non esiste nell'ultimo mese, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese.

Se un termine è espresso come inizio, metà o fine di un mese, detto termine si intende corrispondere al primo, al quindicesimo o all'ultimo giorno del mese. Metà mese corrisponde a 15 giorni.

Se un termine è fissato in mesi o anni e la continuità non è richiesta, si presume che un mese abbia 30 giorni e un anno 365 giorni.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Se la fine del termine per il compimento di un atto cade in un giorno a norma di legge non lavorativo o di sabato, il termine scade il primo giorno successivo che non sia un giorno non lavorativo o un sabato.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Soltanto i termini giudiziari, ossia i termini stabiliti da un organo giurisdizionale o dal presidente dello stesso, possono essere prorogati o abbreviati. La decisione di prorogare o abbreviare un termine può essere presa dal presidente di un organo giurisdizionale o da quest'ultimo, tuttavia soltanto per motivi importanti, lasciando alla discrezione degli stessi la valutazione delle motivazioni.

Un termine può essere prorogato o abbreviato soltanto su richiesta di una parte, un partecipante a procedimenti non contenziosi, una parte interveniente, un pubblico ministero, un ispettore del lavoro, un difensore civico dei consumatori, un'organizzazione non governativa, un esperto nominato dall'organo giurisdizionale o un testimone, qualora il termine riguardi i loro atti. Tale decisione non può essere presa su iniziativa propria dell'organo giurisdizionale o del giudice.

È infatti necessario che venga presentata una richiesta a tal fine prima della scadenza del termine fissato.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Il codice di procedura civile polacco stabilisce i termini processuali di legge per la presentazione di mezzi di ricorso in base al tipo di decisione giudiziaria interessata (wyrok (sentenza), postanowienie co do istoty sprawy w postępowaniu nieprocesowym (decisione sul merito della causa nei procedimenti non contenziosi), wyrok zaoczny (sentenza in contumacia), nakaz zapłaty w postępowaniu upominawczym (ingiunzione di pagamento nel contesto di un procedimento avviato tramite mandato di pagamento), nakaz zapłaty w postępowaniu nakazowym (ingiunzione di pagamento nel contesto di un procedimento per ottenere un'ingiunzione di pagamento) e postanowienie (decisioni)). In particolare, sono stati stabiliti i seguenti termini di legge:

  • una sentenza e una decisione sul merito della causa in procedimenti non contenziosi: le motivazioni della sentenza devono essere preparate per iscritto su richiesta di una parte per la notificazione della sentenza e delle motivazioni e devono essere depositate entro una settimana dalla data in cui è stato pronunciato il dispositivo di tale sentenza. In due casi - 1) laddove una parte, che agisce senza avvocato, consulente legale o consulente in materia di brevetti, non fosse stata presente nel momento in cui veniva pronunciata la sentenza perché privata della libertà e 2) laddove una sentenza sia stata emessa nel contesto di una sessione a porte chiuse - tale termine è invece di una settimana a decorrere dalla data della notificazione del dispositivo della sentenza. È possibile presentare un'impugnazione presso l'organo giurisdizionale che ha emesso la sentenza impugnata entro due settimane dalla notificazione della sentenza e delle motivazioni al ricorrente. Qualora una parte non abbia richiesto, entro una settimana dalla data in cui è stato pronunciato il dispositivo della sentenza, che la sentenza e le motivazioni venissero notificate, il termine per presentare un'impugnazione decorrono dal giorno in cui scade il termine per la presentazione di tale richiesta;
  • una decisione: il termine per la presentazione di un'impugnazione è di una settimana e decorre dalla notificazione della decisione oppure dalla pronuncia della decisione stessa, qualora una parte non abbia richiesto, entro il termine prescritto, che la decisione presa in sede di udienza venisse notificata;
  • una sentenza in contumacia nei confronti del convenuto: il convenuto nei confronti del quale è stata emessa una sentenza contumaciale può presentare un'opposizione entro due settimane dalla notificazione della sentenza;
  • una sentenza in contumacia nei confronti del ricorrente: l'organo giurisdizionale deve fornire le motivazioni di una sentenza in contumacia qualora l'azione sia stata respinta in toto o in parte, e il ricorrente abbia chiesto di ricevere le motivazioni della stessa entro una settimana dalla notificazione della sentenza oppure se il ricorrente che non ha depositato una tale richiesta ha presentato un'impugnazione entro il termine prescritto;
  • un'ingiunzione di pagamento nel contesto di un procedimento avviato tramite mandato di pagamento: il convenuto è tenuto, nell'ingiunzione di pagamento, a soddisfare il credito per intero, unitamente alle relative spese oppure a presentare un'opposizione entro due settimane dalla notificazione dell'ingiunzione;
  • un'ingiunzione di pagamento nel contesto di un procedimento per ottenere un'ingiunzione di pagamento: al momento del rilascio di un'ingiunzione di pagamento, l'organo giurisdizionale stabilisce che il convenuto è tenuto a soddisfare il credito per intero, unitamente alle spese corrispondenti, entro due settimane dalla notificazione dell'ingiunzione oppure a presentare i motivi dedotti entro tale termine.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Un testimone o una parte coinvolta in un procedimento ha il dovere assoluto di comparire dinanzi all'organo giurisdizionale. Un testimone deve comparire dinanzi all'organo giurisdizionale anche se non è a conoscenza delle circostanze del caso o se ha già deciso di esercitare il proprio diritto di rifiutarsi di testimoniare. Un testimone deve giustificare la propria assenza (mancata comparizione) per iscritto prima della data dell'udienza. Presentare giustificazioni per una mancata comparizione in una data successiva non impedirà all'organo giurisdizionale di imporre una sanzione pecuniaria al testimone in occasione dell'udienza. Un testimone deve allegare alla sua giustificazione scritta un documento che corrobori la motivazione per la sua incapacità di comparire. La mancata comparizione di un testimone può essere giustificata in caso di motivi di malattia, un importante viaggio di lavoro o un grave incidente imprevisto. Laddove si adduca una malattia come motivazione della mancata comparizione all'atto della convocazione, un medico dell'organo giurisdizionale deve rilasciare un certificato attestante l'impossibilità a comparire. In tal caso, l'organo giurisdizionale fisserà un'altra data per la comparizione.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Una parte o un testimone sono soggetti alle norme di procedura civile applicate dall'autorità giudiziaria (organo giurisdizionale).

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Un atto processuale eseguito da una parte in seguito alla scadenza del termine è nullo. Questo principio si applica sia ai termini di legge sia a quelli giudiziari. La nullità di un atto processuale comporta il fatto che un atto compiuto in ritardo non abbia effetti giuridici associati alla sua esecuzione a norma di legge. Un atto processuale compiuto dopo la scadenza del termine è nullo anche se l'organo giurisdizionale non ha ancora emesso la sentenza come conseguenza della scadenza del termine.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

In caso di superamento di un termine, una parte può chiedere di essere rimessa in termini presentando domanda di riapertura del procedimento.

Qualora la parte non abbia rispettato il termine per l'esecuzione di un atto processuale senza che la colpa sia imputabile alla stessa, l'organo giurisdizionale ripristinerà il termine su richiesta di detta parte. Il ripristino del termine non è tuttavia ammesso se il mancato rispetto del termine non ha conseguenze processuali negative per detta parte. Una memoria contenente una richiesta di rimessione in termini deve essere depositata presso l'organo giurisdizionale dinanzi il quale doveva essere compiuto l'atto, non più di una settimana dopo che la motivazione per il mancato rispetto del termine cessa di applicarsi. Le circostanze che giustificano la richiesta devono essere motivate nella memoria. La parte dovrebbe eseguire l'atto processuale contemporaneamente al deposito della sua richiesta. Dopo un anno dal mancato rispetto del termine, quest'ultimo può essere ripristinato soltanto in casi eccezionali. Il ripristino di un termine per il deposito di un'impugnazione contro una sentenza che annulla un matrimonio o la pronuncia di un divorzio, oppure la dichiarazione di non esistenza di un matrimonio non è ammissibile se anche solo una delle parti si è risposata dopo che la sentenza è diventata definitiva. Una richiesta di rimessione in termini che viene depositata in ritardo o è inammissibile a norma di legge viene respinta dall'organo giurisdizionale. Il fatto di presentare una richiesta di rimessione in termini non interrompe il procedimento o l'esecuzione della sentenza. Tuttavia, a seconda delle circostanze, l'organo giurisdizionale può sospendere il procedimento o l'esecuzione della sentenza. Laddove la richiesta venga accolta, l'organo giurisdizionale può procedere immediatamente all'esame del caso.

La riapertura del procedimento consente di esaminare nuovamente un caso concluso con una sentenza definitiva. Una denuncia che richieda la riapertura del procedimento è spesso considerata come un rimedio giurisdizionale straordinario (o un'impugnazione straordinaria) da utilizzare per contestare sentenze definitive, in opposizione alle impugnazioni ordinarie (da utilizzare in relazione a sentenze non definitive). La riapertura di un procedimento può essere richiesta sulla base di motivi secondo i quali: la sentenza si è basata su un documento contraffatto o modificato o su una condanna penale che è stata successivamente annullata; oppure la sentenza è stata ottenuta tramite la commissione di un crimine. È possibile richiedere la riapertura del procedimento anche: se una sentenza definitiva riguardante lo stesso rapporto giuridico viene eccepita successivamente oppure se vengono rivelate circostanze o prove di fatto che potrebbero influenzare l'esito della causa e che la parte non ha potuto utilizzare nei procedimenti giudiziari precedenti; se il contenuto della sentenza è stato influenzato da una decisione che non ha concluso il procedimento nell'ambito della causa, emessa sulla base di un atto normativo che il tribunale costituzionale riconosce essere contrario alla Il link si apre in una nuova finestracostituzione, a un trattato internazionale ratificato o a leggi (annullata o modificata in conformità con il codice di procedura civile).

La riapertura di un procedimento giudiziario non può essere richiesta più di dieci anni dopo la data in cui una sentenza è divenuta definitiva (a meno che una parte non sia stata in grado di agire o non fosse rappresentata in maniera adeguata).

Ultimo aggiornamento: 27/06/2018

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Termini processuali - Portogallo

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il tempo ha ripercussioni nel campo del diritto. In ambito civile, le situazioni giuridiche sono interessate e condizionate da due tipi distinti di termini: civili e processuali. I termini sono soggetti a regole e metodi di computo particolari, a seconda che si tratti di termini di natura sostanziale o procedurale.

Salvo espressa disposizione contraria, i termini sanciti dalla legge sono di tipo civile.

Con riferimento ai termini relativi alle cause civili, la legislazione portoghese indica espressamente i termini di prescrizione, decadenza e non uso (articolo 298 del codice civile).

È possibile invocare la prescrizione quando il titolare di un determinato diritto non lo abbia esercitato per un periodo di tempo previsto dalla legge, purché tale diritto sia soggetto alla libera disponibilità del suo titolare e questo non ne risulti esente per legge. Impedendo che l'esercizio dei diritti venga rinviato indefinitamente si vuole affermare l'importanza della certezza e della sicurezza delle relazioni giuridiche. La prescrizione deve essere fatta valere dalla parte che ne beneficia e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

La decadenza in senso stretto consiste nell'estinzione, senza effetti retroattivi, di un diritto o di una situazione giuridica semplicemente per decorso di un termine.

Se si tratta di una materia sottratta alla disponibilità delle parti, la decadenza viene rilevata d'ufficio dal giudice e può essere fatta valere in qualsiasi fase del procedimento. Se viene rilevata in una materia non sottratta alla disponibilità delle parti, per essere efficace essa deve essere fatta valere in sede giudiziaria o extragiudiziale.

Il non uso consiste nel mancato esercizio del diritto di utilizzare qualcosa integralmente o in parte, ossia di godere dei suoi benefici o vantaggi economici, per un periodo di tempo previsto dalla legge. Esso comporta l'estinzione del relativo diritto.

Il non uso non può essere rilevato d'ufficio dal giudice.

I termini processuali sono i periodi stabiliti dalla legge per produrre un determinato effetto in un procedimento (come, ad esempio, i termini per l'avvio di un procedimento o per l'opposizione) e possono essere dilatori o perentori.

Si parla di termini dilatori quando la possibilità di compiere un determinato atto o l'avvio del computo di un altro periodo di tempo sono rinviati a un momento specifico.

Quando a un termine dilatorio fa seguito un termine perentorio, i due termini sono computati come un unico termine.

Il termine processuale può essere stabilito per legge o fissato mediante ordinanza del giudice.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

In Portogallo si considerano giorni festivi ai fini del suddetto regolamento:

Il 1º gennaio, il Venerdì Santo, il 25 aprile, il 1º maggio, il 10 giugno, il 15 agosto, l'8 dicembre e il 25 dicembre.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Nel diritto processuale civile portoghese vige la norma generale secondo cui, in mancanza di disposizioni specifiche, le parti dispongono di 10 giorni per richiedere qualsiasi atto o procedimento giudiziario, eccepire la nullità, proporre questioni incidentali o esercitare qualsiasi altro diritto procedurale; è di 10 giorni anche il termine di cui la parte dispone per rispondere alle istanze presentate dalla parte avversa (articolo 149 del Codice di procedura civile).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Di norma, il termine per qualsiasi risposta decorre sempre dalla notificazione dell'atto a cui si risponde (articolo 149, paragrafo 2, del codice di procedura civile).

Le notificazioni alle parti nei procedimenti in corso sono trasmesse ai loro rappresentanti in giudizio.

Quando la notificazione è intesa a invitare una parte a comparire personalmente dinanzi al giudice, oltre ad essere notificata al suo rappresentante, essa viene spedita alla parte in questione a mezzo di lettera raccomandata, con indicazione della data, del luogo e dello scopo della comparizione.

Ai rappresentanti in giudizio la comunicazione viene inviata mediante posta elettronica [per ulteriori dettagli si veda il Il link si apre in una nuova finestradecreto di attuazione (Portaria) n. 280/13, del 26 agosto 2013], e il sistema informatico certifica la data della notificazione, presumendo che questa sia stata eseguita trascorsi tre giorni dall'elaborazione dell'atto oppure, se il terzo giorno non è un giorno lavorativo, il primo giorno lavorativo successivo a tale data.

La notifica inviata a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento si dà per eseguita alla data della firma dell'avviso di ricevimento e si considera effettuata al destinatario anche quando l'avviso di ricevimento sia stato firmato da terzi, presumendo, fino a prova contraria, che la lettera sia stata tempestivamente consegnata al destinatario (articolo 230, paragrafo 1, del codice di procedura civile).

Nei procedimenti per l'esecuzione di obbligazioni pecuniarie derivanti da un contratto scritto in cui le parti abbiano eletto un domicilio a fini di notifica, la notifica viene inviata per posta all'indirizzo indicato, purché il valore reclamato non superi l'importo di 30 000 EUR oppure, qualora ecceda tale importo, purché l'obbligazione riguardi la prestazione continuativa di beni e servizi. Se il destinatario rifiuta di firmare l'avviso di ricevimento o rifiuta la lettera stessa, l'agente postale ne prende nota e rinvia la lettera al mittente, e la notifica si considera avvenuta sulla base della registrazione dell'incidente. In questa situazione, il momento rilevante per iniziare il computo del termine è la data in cui viene registrato il fatto.

Se il piego è rinviato al mittente perché il destinatario non ha provveduto al suo ritiro presso l'ufficio postale entro i termini legali, o perché una terza persona ha rifiutato di firmare l'avviso di ricevimento o di ricevere il piego stesso, viene eseguita una nuova notificazione, inviando al destinatario una nuova lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In tal caso, viene lasciata la lettera stessa, scritta su un modulo ufficiale, contenente una copia di tutti gli elementi di trasmissione obbligatoria. Il postino deve certificare la data e il luogo esatto in cui ha depositato il piego e deve trasmettere immediatamente il certificato all'autorità giudiziaria; se non può depositare il piego nella cassetta della corrispondenza del destinatario, il postino lascia un avviso. In tali circostanze, la notificazione si considera eseguita alla data certificata dall'agente postale o, se è stato lasciato un avviso, decorsi otto giorni da tale data (avendo informato il destinatario di tale termine, nell'ultima lettera inviatagli). È questo il momento dal quale decorre il termine processuale iniziato con la notificazione.

Quando la notificazione viene eseguita attraverso un rappresentante legale, un ufficiale giudiziario o un cancelliere, il termine inizia a decorrere quando la persona che la riceve firma il certificato di notificazione.

Il diritto processuale civile prevede un termine dilatorio (periodo di tempo supplementare concesso dal legislatore), in funzione della distanza geografica tra il luogo della notificazione e la sede dell'organo giurisdizionale in cui si svolge il procedimento o del fatto che l'atto non è stato notificato personalmente al destinatario. In tali circostanze, il computo del termine perentorio inizia soltanto alla scadenza di tale periodo.

La notificazione avviene mediante l'affissione di avvisi e la pubblicazione di annunci quando non si conosce il luogo in cui si trova il destinatario, cui fa seguito la pubblicazione di un avviso sulla pagina web accessibile al pubblico (v. il citato articolo 24 del decreto di attuazione n. 280/13 del 26 agosto 2013). In tale contesto, la notificazione si considera eseguita il giorno della pubblicazione dell'ultimo annuncio. Il termine dilatorio inizia a decorrere dalla data di notifica, mentre il termine per la costituzione in difesa decorre dalla scadenza del termine dilatorio stabilito dalla legge.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Sì. Si veda, al riguardo, la risposta alla domanda precedente.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

La data effettiva dell'atto, dell'evento, della decisione, della notificazione e/o dell'avviso non rientra nel computo del termine.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

I termini processuali stabiliti per legge o fissati mediante ordinanza del giudice sono continui; essi vengono sospesi, tuttavia, durante le ferie giudiziarie, tranne quando la loro durata sia maggiore o uguale a sei mesi o nel caso di atti da eseguire in procedimenti considerati urgenti dalla legge, a meno che il giudice, con ordinanza motivata e sentite le parti, non decida la sospensione del termine processuale. Quando il termine per l'esecuzione di un atto processuale scade nel giorno in cui i tribunali sono chiusi, esso viene prorogato fino al primo giorno seguente non festivo.

Le ferie giudiziarie vanno dal 22 dicembre al 3 gennaio, dalla domenica delle Palme al lunedì di Pasqua e dal 16 luglio al 31 agosto.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Se il termine è espresso in mesi o anni, il momento iniziale viene determinato allo stesso modo: ossia, il periodo inizia a decorrere dal giorno successivo alla data di notifica o avviso o alla data in cui si verifica il fatto rilevante ai fini della decorrenza.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Il termine espresso in giorni si calcola aggiungendo il numero dei giorni in esso previsti al momento iniziale e osservando le regole indicate nella risposta 7.

Il termine espresso in settimane, mesi o anni a partire da una data definita scade alla mezzanotte del giorno nell'ultima settimana, nell'ultimo mese o nell'ultimo anno, che corrisponde al giorno a partire dal quale esso comincia a decorrere; se nell'ultimo mese non vi è un giorno corrispondente, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese [articolo 279, lettera c), del codice civile].

Poiché le domeniche e i giorni festivi sono considerati ferie giudiziarie, i termini che scadono una domenica o un giorno festivo sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo, se l'atto in questione deve essere esaminato dal giudice.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

I tribunali sono aperti soltanto nei giorni lavorativi.

Per il computo dei termini processuali vige la regola in base alla quale, qualora coincida con un giorno di chiusura dei tribunali, la scadenza del termine per l'esecuzione dell'atto processuale è prorogata fino al primo giorno lavorativo successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Il termine processuale stabilito dalla legge può essere prorogato nei casi da essa previsti. Previo accordo delle parti, il termine può essere prorogato una volta per la medesima durata (articolo 141 del codice di procedura civile).

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Il termine per proporre ricorso è di 30 giorni a decorrere dalla notificazione della decisione; esso è ridotto a 15 giorni nei casi urgenti e in quelli previsti Il link si apre in una nuova finestradall'articolo 644, paragrafo 2 e Il link si apre in una nuova finestradall'articolo 677 del codice di procedura civile.

Se una parte è contumace e non può essere citata ai sensi dell'articolo 249 del codice di procedura civile, il termine per presentare ricorso inizia a decorrere dalla data di pubblicazione della decisione, tranne quando la parte si costituisca prima della scadenza del termine; in tal caso deve ricevere notifica della sentenza o dell'ordinanza in questione e il termine inizia a decorrere dalla data della notificazione.

In caso di ordinanza o sentenza orale riprodotta nel procedimento, il termine inizia a decorrere dal giorno della pronuncia, sempreché la parte fosse presente o fosse stata invitata ad assistere all'atto.

Quando, oltre ai casi descritti in precedenza, la notificazione non è richiesta, il termine inizia a decorrere dal giorno in cui la persona interessata viene a conoscenza della decisione.

Il termine di cui dispone il convenuto per presentare la comparsa di risposta è uguale al termine previsto per la presentazione del ricorso.

Nelle sue allegazioni, il convenuto può contestare la ricevibilità o la tempestività del ricorso, nonché la legittimazione del ricorrente.

Se nel ricorso si chiede la rivalutazione di una prova registrata, il termine per la presentazione del ricorso e della comparsa di risposta è aumentato di 10 giorni.

Se il convenuto chiede di ampliare l'oggetto del ricorso, il ricorrente può rispondere alla richiesta entro 15 giorni dalla notificazione della stessa.

Qualora vi siano più ricorrenti o più convenuti, anche qualora siano rappresentati da avvocati diversi, ciascun ricorso sarà soggetto al proprio termine. Incombe alla segreteria il compito di assicurare che le cause siano esaminate entro i termini stabiliti.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

I termini processuali stabiliti per legge non possono essere abbreviati.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Il termine di cui dispone il convenuto per contestare un atto di citazione può essere prorogato qualora l'atto sia stato notificato fuori dalla circoscrizione in cui ha sede l'organo giurisdizionale nel quale si svolge il procedimento. La possibilità di ottenere una proroga del termine per presentare la memoria difensiva dipende quindi dalla distanza geografica tra il luogo della notificazione e la circoscrizione in cui ha sede l'organo giurisdizionale nel quale si svolge il procedimento, ma non dal luogo di residenza del convenuto - Il link si apre in una nuova finestraarticolo 245 del codice di procedura civile.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

La scadenza di un termine perentorio estingue il diritto di compiere l'atto. Tuttavia, l'atto può essere compiuto dopo la scadenza del termine nei casi di forza maggiore e, qualora non sia possibile invocare la forza maggiore, entro i primi tre giorni lavorativi successivi alla scadenza del termine, dietro pagamento immediato di una multa.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

L'atto può essere compiuto dopo la scadenza del termine nei casi di forza maggiore, come indicato nel precedente paragrafo 14, cioè a dire, in caso di evento non imputabile alle parti alle quali è stato imposto il termine o ai loro rappresentanti, che impedisca l'esecuzione tempestiva di un determinato atto. In tale caso, la parte che invoca la forza maggiore dovrà presentare immediatamente la prova dell'impedimento.

A prescindere dalla forza maggiore, l'atto può essere compiuto entro i primi tre giorni lavorativi successivi alla scadenza del termine, dietro pagamento di una multa, come indicato in precedenza; in via eccezionale, il giudice può ridurre o cancellare la multa nelle situazioni di evidente difficoltà economica o qualora ritenga l'importo manifestamente sproporzionato, in particolare, nelle azioni per le quali non sia richiesto il patrocinio di un avvocato e l'atto sia stato compiuto direttamente dalle parti interessate.

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento: 10/09/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Termini processuali - Romania

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Dal punto di vista procedurale, il termine processuale, come definizione generale, è l'intervallo di tempo entro il quale determinati atti processuali devono essere eseguiti o, al contrario, sono vietati. La nozione di termine processuale è disciplinata dagli articoli 180-186 della legge n. 134/2010 sul codice di procedura civile, e successive modifiche e integrazioni (entrata in vigore il 15 febbraio 2013).

Per quanto riguarda i vari tipi di termini applicabili nel contesto dei procedimenti civili, sono tutti classificati secondo il modo in cui gli stessi sono stati definiti; di conseguenza si possono avere termini di legge, giudiziari o convenzionali (indipendentemente dalla loro natura). I termini di legge sono quelli espressamente previsti dalla legge e sono in linea di principio fissi, ossia non possono essere abbreviati o prorogati dal giudice o dalle parti (ad esempio, il termine di cinque giorni per la notificazione di un atto giudiziario). In via eccezionale, la legge consente la proroga o l'abbreviazione di taluni termini di legge. I termini giudiziari sono invece quelli stabiliti dall'organo giurisdizionale in sede di trattazione delle cause, per la comparizione delle parti, l'audizione di testimoni, la presentazione di altre prove, ad esempio documenti, perizie, ecc. I termini convenzionali sono invece quelli che possono essere fissati dalle parti durante il giudizio di controversie e non richiedono l'approvazione dell'autorità giudiziaria.

A seconda della loro tipologia, i termini processuali possono essere imperativi (perentori) e dilatori (cosiddetti "proibitivi"), laddove i primi sono quelli entro i quali deve essere compiuto un determinato atto processuale (ad esempio, i termini entro i quali deve essere presentata un'impugnazione: appello, ricorso per cassazione, ecc.) mentre gli ultimi sono quelli durante i quali la legge vieta qualsiasi atto processuale.

Un altro criterio per la classificazione dei termini è relativo alla sanzione applicabile in caso di mancata osservanza; secondo tale classificazione i termini possono quindi essere perentori o ordinatori. I termini perentori, qualora non rispettati, influenzano sostanzialmente la validità degli atti processuali; mentre l'inosservanza dei termini ordinatori, sebbene non comporti necessariamente l'annullamento degli atti processuali, può determinare l'applicazione di sanzioni disciplinari o pecuniarie per le parti incorse nella decadenza (termine per la pronuncia di una decisione, termine per la preparazione, ecc.).

Infine, in relazione alla loro durata, i termini possono essere calcolati in ore, giorni, settimane, mesi e anni e anche questa classificazione è prevista dall'articolo 181 del codice di procedura civile. Inoltre, vi sono casi particolari nei quali la legge non prevede specificamente un determinato termine (ora, giorni, ecc.), bensì indica un momento nel tempo per il completamento dell'atto processuale (ad esempio, nel caso dell'opposizione a un'esecuzione, che può essere depositata fino al momento dell'ultimo atto di esecuzione) oppure stabilisce disposizioni che indicano che l'atto deve essere eseguito "senza indugio" o "il prima possibile" o "con urgenza".

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

Ai sensi del diritto rumeno, i giorni non lavorativi sono tutti i sabati e tutte le domeniche, ai quali si aggiungono le festività nazionali (festa nazionale: 1 dicembre, festa del lavoro: 1 maggio), oltre a importanti festività religiose (Natale: 25 e 26 dicembre; Pasqua: due giorni; Pentecoste: un giorno a seconda delle date del calendario; assunzione di Maria: 15 agosto, Sant'Andrea: 30 novembre) e a capodanno (1 e 2 gennaio).

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Le norme applicabili in materia di termini sono quelle stabilite dagli articoli 180-186 del codice di procedura civile.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Ciascun termine è definito da un momento iniziale (dies a quo), un momento finale (dies ad quem) e una durata intermedia tra tali momenti.

Per quanto riguarda il momento iniziale, l'articolo 184, primo comma, del codice di procedura civile prevede che i termini decorrano dalla data di notificazione degli atti processuali, salvo diversa disposizione di legge.

Tuttavia, vi sono anche casi in cui la notificazione dell'atto processuale, stabilita come momento dal quale iniziano a decorrere i termini, può essere sostituita da atti processuali equivalenti (casi di equipollenza). Di conseguenza, la notificazione dell'atto processuale che avvia il decorso del termine viene sostituita, in alcuni casi, da altri provvedimenti che costituiscono il punto di partenza del decorso del termine (ad esempio, la richiesta di notificare atti processuali alla parte avversa, la presentazione di un'impugnazione o la notificazione di un atto di esecuzione).

In deroga alla regola generale, vi sono altresì casi in cui i termini iniziano a decorrere da momenti diversi da quello della notificazione, ossia: dalla sentenza (constatando la scadenza del termine di prescrizione, integrando la sentenza); dal riconoscimento delle prove (per la presentazione del numero o dell'elenco di testimoni richiesti entro cinque giorni); dalla pubblicazione di determinati documenti (per la pubblicità per la vendita di un edificio entro cinque giorni).

Per quanto riguarda il momento finale, esso è definito come il momento in cui viene raggiunto l'effetto del termine, che può coincidere con la fine della possibilità di eseguire l'atto per il quale era stato fissato un termine (per i termini acceleratori) oppure, al contrario, che può determinare/segnare il momento a partire dal quale diviene efficace il diritto di svolgere determinati atti processuali (per i termini dilatori).

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Tra il momento iniziale e quello finale i termini decorrono, in linea di principio, in maniera continuativa senza alcuna possibilità di interruzione o sospensione. Tuttavia, un eventuale impedimento dovuto a una circostanza che è al di là della volontà della parte, di cui all'articolo 186 del codice di procedura civile, è un motivo per l'interruzione dei termini processuali. A tale caso specifico si aggiungono altre circostanze speciali (ad esempio, l'interruzione del termine di impugnazione - a norma dell'articolo 469 del codice di procedura civile). Nel contempo, la legge prevede anche che il termine processuale possa essere sospeso (come nel caso del termine di prescrizione - articolo 418 del codice di procedura civile). Qualora il termine venga interrotto ai sensi dell'articolo 186 del codice di procedura civile, in seguito alla cessazione dell'esistenza dell'impedimento, inizia a decorrere un termine invariabile di 15 giorni, indipendentemente dalla durata dell'interruzione del termine. In caso di sospensione, invece il termine continuerà a decorrere a partire dal momento della cessazione della sospensione e al termine verrà aggiunto anche il tempo trascorso prima della sospensione del termine stesso.

A norma dell'articolo 183 del codice di procedura civile, l'atto processuale presentato entro il termine di legge tramite lettera raccomandata consegnata all'ufficio postale o a un servizio di corriere espresso o a un servizio di comunicazione specializzato è considerato essere stato depositato entro il termine stabilito. Anche il documento presentato dalla parte interessata entro il termine di legge presso l'unità militare o presso l'ufficio amministrativo del luogo in cui tale parte è detenuta è considerato depositato entro il termine stabilito. La ricevuta rilasciata dall'ufficio postale e la registrazione o certificazione da parte del servizio di corriere espresso, del servizio di comunicazione specializzato, dell'unità militare o dell'ufficio amministrativo del luogo presso il quale la parte interessata è trattenuta, se del caso, apposta sul documento presentato, costituiscono la prova della data in cui la parte interessata ha avviato l'atto.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Ai sensi dell'articolo 181 del codice di procedura civile, i termini espressi in giorni sono calcolati secondo il sistema esclusivo, ossia secondo i giorni "liberi", senza prendere in considerazione né il giorno in cui il termine inizia a decorrere (dies a quo) né il giorno in cui esso cessa di decorrere (dies ad quem), e le norme applicabili sono quelle specificate in relazione al momento iniziale, come descritto nella sezione 4.

I termini espressi in giorni sono sempre calcolati in giorni interi; tuttavia l'atto può essere presentato soltanto entro le ore di lavoro dei servizi dell'organo giurisdizionale. Questa carenza può tuttavia essere risolta inviando l'atto processuale tramite posta, dato che il funzionario postale indica la data e i mezzi di comunicazione efficace al destinatario. Cfr. anche la risposta alla domanda 4.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Ad esempio, se una persona deve agire o riceve una notifica in data lunedì 4 aprile 2005 e le viene intimato di fornire una risposta entro 14 giorni dalla notificazione, ciò significa che la persona interessata deve rispondere prima di:

i. lunedì 18 aprile (giorni di calendario); o

ii. venerdì 22 aprile (giorni lavorativi)?

La risposta corretta è che il numero di giorni specificato include i giorni di calendario. L'interessato deve adottare misure efficaci entro il 18 aprile incluso.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

A norma dell'articolo 182 del codice di procedura civile, i termini espressi in anni, mesi o settimane terminano il giorno dell'anno, del mese o della settimana corrispondente al giorno di inizio.

Il termine che, decorrendo dal 29°, 30° o 31° giorno di un mese, termina in un mese che non contempla tale giorno, si considera cessato il giorno precedente di tale mese.

Il termine che scade in un giorno festivo o quando il servizio è sospeso verrà prorogato fino alla fine del primo giorno lavorativo seguente.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Il termine espresso in settimane, mesi o anni scade nel giorno corrispondente nell'ultima settimana o nell'ultimo mese o anno. Qualora l'ultimo mese non abbia un giorno corrispondente a quello in cui è iniziato il decorso del termine, quest'ultimo cessa l'ultimo giorno di tale mese. Quando l'ultimo giorno di un termine è un giorno non lavorativo, il termine viene prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì, quando l'ultimo giorno di un termine è un giorno non lavorativo, il termine viene prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

L'articolo 184 del codice di procedura civile specifica che il termine processuale è interrotto e un nuovo termine inizia a decorrere dalla data della nuova notificazione nei seguenti casi:

  • qualora una delle parti sia deceduta - in questo caso, viene notificato un nuovo atto all'ultimo domicilio della parte deceduta, all'erede, senza indicare il nome e la posizione di ciascun erede;
  • qualora il rappresentante di una delle parti sia deceduto - in questo caso, viene notificato un nuovo atto alla parte interessata.

Il termine processuale non inizia a decorrere e, qualora sia iniziato a decorrere in precedenza, viene interrotto, in relazione alla parte che non ha la capacità di agire o che ha una capacità limitata di agire, fino a quando non viene nominata una persona per rappresentare o assistere tale parte, laddove opportuno.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Sì, sono stati stabiliti termini speciali relativi a settori del diritto. Ai sensi del codice di procedura civile i termini generali per presentare un appello e un ricorso per cassazione sono di 30 giorni. In alcuni casi (procedimenti speciali), ad esempio, nel caso di un'ordinanza presidenziale, il termine per l'impugnazione è di cinque giorni, ossia un termine più breve rispetto a quello concesso per presentare un'impugnazione ai sensi del diritto comune.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

La risposta è positiva, nel senso che, in alcuni casi eccezionali, la legge consente al giudice di prorogare il termine (ad esempio, di cinque giorni a norma degli articoli 469 e 490 del codice di procedura civile - rispettivamente in caso di appello e ricorso per cassazione) oppure di abbreviarlo (ad esempio a norma dell'articolo 159 del codice di procedura civile in relazione al termine di notificazione di un atto cinque giorni prima della data dell'udienza).

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

A norma dell'articolo 1087 del codice di procedura civile, nei procedimenti civili internazionali, l'organo giurisdizionale applica il diritto processuale rumeno salvo espressa disposizione contraria. Cfr. anche la risposta alle domande 5, 11 e 16.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Come menzionato in precedenza, l'inosservanza di un termine perentorio incide sostanzialmente sulla validità degli atti processuali; mentre l'inosservanza di termini ordinatori, sebbene non comporti necessariamente l'annullamento degli atti processuali, può determinare l'applicazione di sanzioni disciplinari o pecuniarie per le parti incorse nella decadenza (termini per la pronuncia di una decisione, termini per la preparazione, ecc.).

È probabile che il mancato rispetto dei termini processuali comporti l'applicazione di varie sanzioni, ossia quelle specificate qui di seguito:

  • la nullità dell'atto processuale;
  • la decadenza rispetto al termine previsto per l'esecuzione dell'atto processuale;
  • la scadenza della validità della richiesta presentata all'organo giurisdizionale;
  • la scadenza del termine di prescrizione sul diritto all'esecuzione forzata;
  • sanzioni pecuniarie;
  • sanzioni disciplinari;
  • l'obbligo di eseguire nuovamente o di modificare un atto compiuto senza alcuna formalità di legge;
  • l'obbligo di concedere un risarcimento alla parte lesa per violazione delle formalità procedurali.

L'articolo 185 del codice di procedura civile prevede che, qualora un diritto procedurale debba essere esercitato entro un determinato termine, l'inosservanza di tale obbligo determini la decadenza dal diritto, salvo diversamente statuito dalla legge. L'atto processuale effettuato dopo la scadenza del termine è nullo. Laddove la legge preveda l'interruzione di un atto processuale entro un termine, l'atto compiuto prima della scadenza del termine può essere annullato su richiesta della parte interessata.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

L'articolo 186 del codice di procedura civile stabilisce che alla parte incorsa nella decadenza del termine sarà concesso un nuovo termine a condizione che essa dimostri che il ritardo è debitamente giustificato. La parte interessata dovrà effettuare l'atto processuale entro 15 giorni dalla data in cui è cessata l'interruzione e, nel contempo, chiederà che le venga concesso un nuovo termine. Qualora la parte interessata cerchi di ottenere un rimedio, tale termine è il medesimo rispetto a quello previsto per presentare un'impugnazione. La richiesta di un nuovo termine sarà gestita dall'organo giurisdizionale competente che esamina la richiesta in merito al diritto non esercitato entro il termine. Laddove la colpa sia imputabile alla parte, non sono disponibili rimedi processuali.

Ultimo aggiornamento: 28/06/2018

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Termini processuali - Slovacchia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

a) I termini di legge – sono fissati dalla legge.

b) I termini giudiziari – un giudice, su istanza della parte interessata, può prorogare il termine.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

I giorni non lavorativi sono i giorni di riposo ininterrotto dei lavoratori nel corso della settimana e i giorni festivi.

a) Giorni non lavorativi in Slovacchia: 6 gennaio, Venerdì santo, Domenica di Pasqua, Lunedì di Pasqua, 1° maggio, 8 maggio, 15 settembre, 1° novembre, 24 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre.

b) Giorni festivi in Slovacchia: 1° gennaio, 5 luglio, 29. agosto, 1° settembre, 17 novembre.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

a) In base alla legge n. 160/2015 (zákon č. 160/2015 Z.z. Civilný sporový poriadok), salvo disposizioni contrarie , il termine impartito per effettuare un atto viene fissato dal giudice. Un termine espresso in giorni non include il giorno in cui si è verificato l'evento che determina il decorso del termine.

b) Il termine non decorre per colui che ha perso la capacità processuale nel procedimento in oggetto oppure la capacità a stare in giudizio in generale (articolo 119 del codice di procedura civile).

c) Nel caso in cui un'altra parte, un rappresentante legale o il curatore di una parte intervenga nel procedimento, un nuovo termine comincia a decorrere per queste parti a partire dal momento in cui sono intervenute nel procedimento (articolo 120 del codice di procedura civile).

d) Qualora nell'ultimo giorno del termine un atto venga depositato o svolto in tribunale oppure alcuni documenti siano presentati presso l'autorità che è tenuta a notificarli, tale termine è considerato come rispettato. (articolo 121, quinto comma del codice di procedura civile).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Il termine inizia a decorrere il giorno successivo al giorno in cui si è verificato l'evento che determina l'inizio del termine.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

No.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

No.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

I termini vengono calcolati in base ai giorni di un anno civile.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Il termine è calcolato anche in base ai giorni di un anno civile nel caso in cui sia espresso in settimane, in mesi o in anni.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

I termini espressi in settimane, in mesi o in anni scadono nel giorno che corrisponde (per come è stato designato), al giorno in cui si è verificato l'evento che determina l'inizio del decorso del termine e qualora il mese in questione non contenga tale giorno, l'ultimo giorno del suddetto mese. Qualora un termine scada di sabato, di domenica o in un giorno festivo, l'ultimo giorno del termine è il primo giorno lavorativo seguente (articolo 121 del codice di procedura civile).

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Sì.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Qualora la legge non fissi il termine per il compimento di un atto il giudice lo fissa nel caso in cui lo ritenga necessario. Il giudice può anche prorogare il termine che ha fissato (articolo 118, secondo comma, del codice di procedura civile).

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Si può presentare ricorso nei 15 giorni seguenti la notifica o la comunicazione della decisione presso il tribunale la cui decisione è stata impugnata (articolo 362 del codice di procedura civile).

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Sì, ma per il termine relativo alle udienze a carattere informativo.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Il fatto di aver superato il termine comporta il mancato rispetto del termine stesso.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Il tribunale può giustificare il mancato rispetto di un termine qualora la parte o il suo rappresentante non l'abbia considerato come motivo valido e perciò non abbia svolto l'atto che doveva effettuare. La domanda dev'essere depositata entro i 15 giorni successivi alla rimozione dell'impedimento e dev'essere accompagnata dall'atto non effettuato (articolo 122 del codice di procedura civile). La valutazione della validità del motivo di mancato rispetto del termine spetta integralmente al tribunale.

Ultimo aggiornamento: 14/01/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Termini processuali - Finlandia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

I termini sono scadenze fissate per il completamento di una determinata fase del procedimento. Alcuni termini sono stabiliti dalla legge, altri sono posti dall'autorità giudiziaria.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

In Finlandia, oltre a sabato e domenica, sono considerati festivi i seguenti giorni:

  • Capodanno (1° gennaio)
  • Epifania (6 gennaio)
  • Venerdì Santo (variabile)
  • Pasqua (variabile)
  • Lunedì dell'Angelo (variabile)
  • Primo maggio (1° maggio)
  • Ascensione (variabile)
  • Pentecoste (variabile)
  • Vigilia del solstizio d'estate (variabile)
  • Solstizio d'estate (variabile)
  • Ognissanti (variabile)
  • Giorno dell'Indipendenza (6 dicembre)
  • Natale (25 dicembre)
  • Santo Stefano (26 dicembre)

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Le regole per il calcolo dei termini sono contenute nella määräaikalaki (legge sui termini) (150/1930). Talune disposizioni in materia di durata dei termini sono contenute anche nel oikeudenkäymiskaari (codice di procedura civile) e in numerose altre leggi.

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

I termini sono generalmente computati a partire dal giorno successivo a quello in cui si è verificato l'evento alla base dell'atto o della formalità. Ad esempio, il termine previsto per l'impugnazione di un testamento è computato a decorrere dal giorno successivo a quello della sua comunicazione.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

La modalità di trasmissione o notifica dei documenti non incide sulla decorrenza del termine. Il termine inizia a decorrere solo dopo che il documento è stato notificato.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Quando un periodo è espresso in un numero di giorni successivo a una determinata data, quest'ultima (dies a quo) non è presa in considerazione. Non si tiene conto ad esempio della data in cui è avvenuta la notifica.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Il numero di giorni indicati comprende tutti i giorni del calendario e non soltanto i giorni lavorativi. Tuttavia, se il termine cade in uno dei giorni elencati nella risposta alla domanda n. 2, esso è prorogato al giorno lavorativo successivo.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

I termini espressi in settimane, mesi e anni a partire da una certa data scadono nel giorno della settimana o del mese corrispondente, nel nome o nel numero, a tale data. Se non esiste una data corrispondente nel mese di scadenza del termine, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Si veda la risposta alla domanda n. 8.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Si veda la risposta alla domanda n. 7.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

I termini possono essere prorogati ove la necessità di una proroga sia giustificata. Una proroga dei termini applicabili ai procedimenti giudiziari in corso può, ad esempio, essere accordata dall'organo giurisdizionale, se richiesta. La persona incaricata della causa decide se debba essere concessa una proroga.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

La parte in un procedimento giudiziario che intenda impugnare una decisione del käräjäoikeus (tribunale di circoscrizione) deve notificare la sua volontà in tal senso entro sette giorni dalla data in cui il suddetto giudice ha emanato la decisione. Il termine per la presentazione dell'impugnazione è di 30 giorni a decorrere dal giorno in cui è stata pronunciata la decisione del tribunale di circoscrizione. Il soggetto che propone l'impugnazione deve presentare il proprio atto di impugnazione alla cancelleria del tribunale di circoscrizione entro l'ultimo giorno del termine, in orario d'ufficio.

Per quanto attiene alle decisioni della hovioikeus (corte d'appello), il termine per richiedere l'autorizzazione a impugnare e per presentare la lettera di impugnazione è di 60 giorni dalla data della pronuncia della sentenza della suddetta corte. Entro l'ultimo giorno del termine, il soggetto che presenta l'impugnazione deve depositare dinanzi alla cancelleria della corte d'appello la propria lettera d'impugnazione diretta alla korkein oikeus (corte suprema) e accompagnata dalla richiesta di autorizzazione a proporre l'impugnazione e dall'atto di impugnazione stesso.

Se l'impugnazione si riferisce a una causa nella quale la corte d'appello si è pronunciata come giudice di primo grado, il termine per presentare l'impugnazione è di 30 giorni a decorrere dalla data in cui la corte d'appello ha pronunciato la sentenza.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

I termini previsti nella legge sui termini non possono essere abbreviati. Nella maggior parte dei casi l'autorità giudiziaria può fissare dei termini per atti o formalità specifiche e può altresì ampliare i suddetti termini. In taluni casi, gli organi giurisdizionali possono anche prolungare i termini previsti per la proposizione delle impugnazioni.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

In Finlandia non esistono luoghi con tali caratteristiche; una situazione siffatta non può pertanto verificarsi.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Di norma, il mancato rispetto di un termine va a pregiudizio della parte che non lo ha rispettato e può comportare per essa la perdita dei suoi diritti in materia.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

Non è previsto un rimedio universale per il mancato rispetto dei termini. Talvolta, in caso di richiesta in tal senso, è possibile fissare un nuovo termine. Si tratta tuttavia di ipotesi oltremodo rare.

Ultimo aggiornamento: 12/09/2019

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Termini processuali - Svezia

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Vi sono diversi tipi di termini applicabili secondo le norme processuali in materia civile, nonché vari termini indicati dalla Costituzione. Tra questi figurano, ad esempio, i termini per le impugnazioni, per la presentazione di un reclamo e per la riapertura di un procedimento (termine entro il quale occorre adire l'organo giurisdizionale). Vi sono, inoltre, disposizioni che si limitano a prevedere l'adempimento di un determinato atto, lasciando al giudice la discrezionalità di decidere il termine entro cui dev'essere compiuto; è quanto avviene, ad esempio, per i termini relativi alla presentazione di informazioni supplementari, di prove e di memorie difensive.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

I sabati, le domeniche e le festività nazionali sono considerati giorni festivi.

Le festività nazionali svedesi previste dalla legge (n. 253 del 1989) sulle festività nazionali (lagen om allmänna helgdagar) sono le seguenti:

  • Capodanno (1° gennaio)
  • Epifania (6 gennaio)
  • Venerdì santo (ultimo venerdì prima di Pasqua)
  • Domenica di Pasqua (prima domenica dopo il plenilunio del o dopo il 21 marzo)
  • Lunedì dell'Angelo (il giorno dopo la domenica di Pasqua)
  • Ascensione (sesto giovedì dopo la domenica di Pasqua)
  • Pentecoste (settima domenica dopo Pasqua)
  • Festa nazionale svedese (6 giugno)
  • Festa di mezza estate (il sabato che cade tra il 20 e il 26 giugno)
  • Ognissanti (il sabato che cade tra il 31 ottobre e il 6 novembre)
  • Natale (25 dicembre)
  • Santo Stefano (26 dicembre)

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Il principio fondamentale in materia di termini processuali è che quando un soggetto deve compiere, su richiesta di un giudice, un determinato atto nell'ambito di un procedimento, deve poter contare su un periodo di tempo ragionevole per ottemperare alla richiesta (capo 32, articolo 1, del rättegångsbalken, codice di procedura giudiziaria svedese). Nella maggior parte dei casi, a decidere il periodo di tempo concesso è il giudice, che fissa, pertanto, un termine tale da lasciare alla parte un lasso di tempo accettabile entro cui ottemperare alla richiesta.

In un numero limitato di casi, il codice di procedura giudiziaria svedese stabilisce un periodo di tempo preciso. Questo riguarda principalmente i termini per impugnare una sentenza o una decisione giudiziaria, l'istanza di riapertura di un procedimento già chiuso, ovvero la modifica dei termini in taluni procedimenti.

Il soggetto che intende impugnare la sentenza di un tribunale distrettuale relativa a un procedimento civile deve farlo entro tre settimane dalla pronuncia della sentenza. Lo stesso termine si applica per l'impugnazione di una decisione di un tingsrätt (tribunale distrettuale) relativa a un procedimento civile. Tuttavia, nel caso in cui la decisione adottata durante un procedimento non sia stata pronunciata in aula e non sia stata data comunicazione dinanzi al giudice circa la data del pronunciamento, il termine per la presentazione del ricorso viene calcolato a partire dal giorno in cui il ricorrente riceve notifica della decisione. Per le impugnazioni delle sentenze o delle decisioni dell'hovrätt (Corte d'appello), il termine è di quattro settimane (capo 50 articolo 1, capo 52 articolo 1, capo 55 articolo 1 e capo 56 articolo 1 del codice di procedura giudiziaria svedese).

La parte contro cui sia stata emessa una sentenza in contumacia da un tribunale distrettuale (tingsrätt) può, entro un mese dalla data di notifica della sentenza, presentare istanza di riapertura del procedimento (capo 44, articolo 9, del codice di procedura giudiziaria svedese).

Nel caso in cui l'appello sia stato cancellato in quanto l'appellante non si è presentato all'udienza in Corte d'appello (hovrätt), quest'ultimo, entro tre settimane dalla data di emanazione della decisione, può chiedere al giudice di riassumere il procedimento (capo 50, articolo 22, del codice di procedura giudiziaria svedese).

La parte che ha lasciato scadere il termine per la presentazione di un appello o per la riassunzione o riapertura di un procedimento può chiedere il ripristino del termine. L'istanza deve essere presentata entro tre settimane dalla cessazione delle circostanze che hanno giustificato l'inosservanza del termine o, al più tardi, entro un anno dalla scadenza dello stesso (capo 58, articolo 12, del codice di procedura giudiziaria svedese).

Anche ai procedimenti abbreviati presso l'autorità esecutiva svedese si applicano numerosi termini. Al convenuto verrà richiesto di formulare osservazioni su una determinata istanza entro un certo periodo di tempo dalla data di notifica. Tranne che in certe circostanze speciali, tale periodo non può essere superiore a due settimane [articolo 25 della legge (n. 746 del 1990) sulle ingiunzioni di pagamento e assistenza (lagen om betalningsföreläggande och handräckning)]. Nel caso in cui il convenuto impugni l'istanza, il richiedente dispone di un massimo di quattro settimane dalla data in cui gli è stata inviata la notifica dell'impugnazione per richiedere la trasmissione degli atti a un tribunale distrettuale (tingsrätt) per la successiva trattazione (articolo 34). Nel caso in cui l'autorità esecutiva svedese emani una decisione nell'ambito di un procedimento riguardante un'ingiunzione di pagamento o di assistenza ordinaria, il convenuto può chiedere che il procedimento venga riaperto entro un mese dalla data della decisione (articolo 53). Può essere presentato ricorso contro altri tipi di decisioni emanate dall'autorità esecutiva entro tre settimane dalla data di adozione della decisione (articoli da 55 a 57).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Nel caso in cui un atto debba essere eseguito entro un certo periodo di tempo, tale periodo comincia normalmente a decorrere dal giorno in cui è stata emanata la decisione o l'ingiunzione. Tuttavia, nei casi in cui vi sia necessità di notificare un documento alla parte interessata, il periodo non decorre fintanto che la parte non abbia ricevuto il documento (data della notifica).

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Nei casi in cui vi sia necessità di notificare un documento alla parte interessata, il periodo non decorre fintanto che la parte non abbia ricevuto il documento (data della notifica).

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

Quando la data di inizio del termine corrisponde alla data in cui è stata emanata la decisione o l'ingiunzione, il termine finale viene di solito espresso con una data specifica entro cui va compiuta l'azione oggetto della decisione o ingiunzione. Talvolta, tuttavia, viene fissato un termine preciso anche quando si stabilisce che un'azione debba essere compiuta entro un certo numero di giorni, settimane, mesi o anni a partire da una determinata data. Nel caso in cui la data di inizio del termine corrisponda alla data di notifica, si presuppone sempre che l'azione debba essere compiuta entro un certo numero di giorni, settimane, mesi o anni a partire dalla data di notifica, vale a dire dalla data in cui la parte riceve il documento.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

Nel caso in cui il periodo di tempo sia espresso in giorni, il numero di giorni indicati comprende i giorni di calendario e non soltanto i giorni lavorativi.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Nel caso in cui un atto debba essere eseguito entro un certo periodo di tempo, tale periodo comincia normalmente a decorrere dal giorno in cui è stata emanata la decisione o l'ingiunzione. Tuttavia, nei casi in cui vi sia necessità di notificare un documento alla parte interessata, il periodo non decorre fintanto che la parte non abbia ricevuto il documento (data della notifica).

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

La legge (n. 173 del 1930) relativa al calcolo dei termini di legge (lag om beräkning av lagstadgad) stabilisce che quando i termini sono espressi in settimane, mesi o anni, la data finale corrisponde al giorno della settimana o al numero del giorno corrispondente al giorno di inizio della decorrenza del termine. Nel caso in cui gli ultimi giorni del mese non corrispondano, verrà considerato come ultimo giorno del termine l'ultimo giorno del mese in questione.

Nel caso in cui il giorno entro il quale deve essere compiuto un determinato atto coincida con un sabato, una domenica o un giorno di festività nazionale (cfr. risposta alla domanda n. 2), con la vigilia della Festa di mezza estate, la vigilia di Natale (24 dicembre) o la vigilia di Capodanno (31 dicembre), il termine viene prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Ciò vale altresì nel caso in cui il termine abbia inizio dalla data di notifica.

Ove applicabili, subentrano le norme di cui al regolamento n. 1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date, e ai termini.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

Nel caso in cui il giorno entro il quale deve essere compiuto un determinato atto coincida con un sabato, una domenica o un giorno di festività nazionale (cfr. risposta alla domanda n. 2), con la vigilia della Festa di mezza estate, la vigilia di Natale (24 dicembre) o la vigilia di Capodanno (31 dicembre), il termine viene prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Ciò vale altresì nel caso in cui il termine abbia inizio dalla data di notifica.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Non vi sono norme specifiche circa la proroga dei termini nei procedimenti in cui una parte sia residente o abbia la sede o il domicilio fuori dal territorio svedese o in una località lontana. Tuttavia, come già accennato, in molti casi è il giudice a decidere l'ampiezza di un termine, garantendo alla parte interessata un lasso di tempo ragionevole entro cui compiere una determinata azione.

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Di norma, i termini di impugnazione delle sentenze o decisioni giudiziarie sono di tre o quattro settimane.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

Il termine previsto per legge (ad esempio, il termine per la presentazione di un ricorso) non può essere abbreviato né prolungato. Nel caso in cui a una parte venga ingiunto di essere presente in aula o di compiere un determinato atto, il giudice può prorogare il termine fissando una nuova scadenza. In caso di urgenza, nulla può impedire al giudice di annullare un'udienza prevista per convocarne un'altra in data anticipata. Alle parti deve essere, comunque, concesso un lasso di tempo ragionevole per prepararsi.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

No; cfr. la risposta alla domanda 11.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

Termini per l'osservanza di ingiunzioni, ecc.

Nel caso in cui l'attore non rispetti l'ingiunzione di fornire informazioni supplementari ai fini della sua citazione o vi siano altri ostacoli che impediscano di adire l'autorità giudiziaria competente, l'istanza viene rigettata. Nel caso in cui il convenuto non presenti memorie difensive, potrà essere pronunciata contro di lui una sentenza in contumacia. La mancata osservanza dei termini di un'ingiunzione non impedisce al giudice di pronunciarsi in merito al procedimento.

Mancata comparizione in giudizio

Nei procedimenti in cui è possibile una soluzione extragiudiziale (ad esempio, nelle controversie commerciali), la mancata comparizione di una delle parti dinanzi al tribunale distrettuale (tingsrätt) può portare alla pronuncia di una sentenza in contumacia. In altri casi è possibile irrogare una sanzione. Tuttavia, nei procedimenti che non prevedono soluzioni stragiudiziali (ad esempio, nelle controversie su questioni familiari), la mancata comparizione dell'attore può portare all'abbandono del procedimento, mentre la mancata comparizione della parte convenuta può dar luogo a sanzioni o alla citazione in giudizio. La mancata comparizione dell'attore dinanzi alla Corte d'appello può determinare la cancellazione del procedimento di appello. La mancata comparizione della parte convenuta può dar luogo a sanzioni.

Termine per la presentazione di un ricorso

Nel caso in cui una parte presenti ricorso oltre i termini, il ricorso viene rigettato.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

In caso di termine non stabilito per legge, la parte deve, prima della scadenza dello stesso, presentare istanza al giudice chiedendo una proroga del termine. Nel caso in cui il termine sia scaduto e il giudice abbia successivamente intrapreso delle azioni, ad esempio si sia pronunciato sul procedimento, diverse sono le misure ordinarie e straordinarie che una parte può adottare. Scopo di queste misure è la riassunzione del procedimento già chiuso oppure, in certi casi, la modifica del termine (cfr. risposta alla domanda n. 3).

Ultimo aggiornamento: 09/09/2019

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