Succession

National rules on inheritance vary considerably between Member States (as to, for example, who inherits, what the portions and reserved shares are, how the estate is to be administered, how wide the heirs' liability of debts is, etc .).

General information

A major step to facilitate cross-border successions was the adoption, on 4 July 2012, of new Union rules designed to make it easier for citizens to handle the legal aspects of an international succession. These new rules apply to the succession of those who die on or after 17 August 2015.

The Regulation ensures that a cross-border succession is treated coherently, under a single law and by one single authority. In principle, the courts of the Member State in which citizens had their last habitual residence will have jurisdiction to deal with the succession and the law of this Member State will apply. However, citizens can choose that the law that should apply to their succession should be the law of their country of nationality. The application of a single law by a single authority to a cross-border succession avoids parallel proceedings with possibly conflicting judicial decisions. It also ensures that decisions given in a Member State are recognised throughout the Union without the need for any special procedure.

The Regulation also introduces a European Certificate of Succession (ECS). This document issued by the authority dealing with the succession can be used by heirs, legatees, executors of wills and administrators of the estate to prove their status and exercise their rights or powers in other Member States. Once issued, the ECS will be recognised in all Member States without any special procedure being required.

On 9 December 2014, the Commission adopted an Implementing Regulation establishing the forms to be used under the Succession Regulation:

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The e-Justice Portal allows the possibility to complete and create a PDF of form V (European Certificate of Succession) on-line here.

Denmark, Ireland and the United Kingdom do not participate in the Regulation. As a result, cross-border succession procedures handled by the authorities of these three Member States will continue to be governed by their national rules.

Matters of inheritance tax law are excluded from the scope of the Regulation.

You will find information about the new EU succession rules in this leaflet.

Please click on the relevant country flag on this page to consult the information sheets on national succession law and procedures in each Member State. These information sheets were prepared by the European Judicial Network in civil and commercial matters (EJN-civil) in cooperation with the Council of the Notariats of the EU (CNUE).

Successions in Europe, a site proposed by CNUE, can help you find answers to questions on succession in 22 Member States.

If you would like to find a notary in a Member State, you can use the Find a notary search tool provided by the European Commission in cooperation with participating notaries associations.

National rules on registration of wills vary considerably. In some Member States, the person that makes a will (the "testator") must register it. In other Member States, registration is recommended or concerns only certain types of wills. In a few Member States, registers of wills do not exist.

If you need to know how to register a will in a Member State or whether a deceased person had made a will, you can consult the information sheets prepared by the European Network of the Registers of Wills Association (ENRWA) available in 3-4 languages. These information sheets explain how to register a will in each Member State and give advice on how to find a will in each Member State.

Related links

Succession - notifications of the Member States and a search tool helping to identify competent court(s)/authority(ies)

A citizen’s guide : how EU rules simplify international inheritances

Outcomes of the project “Further developments in the area of interconnection of registers of wills“, focusing on the possibilities for making cross-border succession proceedings more efficient by electronic means, led by the Estonian Ministry of Justice and carried out in cooperation with the European Network of Registers of Wills Association, the Council of the Notariats of the European Union, the Estonian Chamber of Notaries, Estonian Centre of Registers and Information Systems, and the Member States of the European Union:

- The feasibility study  PDF (755 Kb) en

- Final report PDF (507 Kb) en

- Recommendations PDF (153 Kb) en

Last update: 10/12/2018

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Informazioni generali - Belgio

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Il diritto belga prevede essenzialmente tre tipi di testamento; il testamento pubblico o depositato presso un notaio, il testamento olografo (che deve essere redatto per iscritto, datato e firmato dal solo testatore) e il testamento internazionale.

I testatori devono possedere la capacità di esprimere validamente e liberamente la loro volontà (articoli da 901 a 904 del codice civile).

In linea di principio e fatte salve alcune eccezioni, sono vietati i patti successori.

Nelle situazioni transfrontaliere, in linea di massima il testamento è valido in Belgio se risulta conforme alla legge del luogo in cui è stato redatto ("locus regit actum") o ad una delle altre leggi indicate nella Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il notaio dinanzi al quale viene formato un testamento pubblico o internazionale o presso cui viene depositato un testamento olografo è tenuto ad iscrivere il medesimo nel registro centrale dei testamenti, gestito dalla Federazione reale dei notai in Belgio (Fédération Royale du Notariat belge). L'autore di un testamento olografo depositato presso un notaio può chiedere che il suo testamento non sia iscritto nel registro.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Nel diritto belga vige il principio della riserva, secondo cui una quota minima (cosiddetta"legittima") dell'eredità spetta obbligatoriamente al coniuge superstite, ai figli o ai genitori del de cuius, a seconda dei casi.

Se vi sono figli (o discendenti), la porzione riservata è pari alla metà del patrimonio ereditario se il figlio è uno solo, ai due terzi se i figli sono due e ai tre quarti se i figli sono tre o più.

In mancanza di discendenti, ciascuno dei genitori ha diritto a un quarto dell'eredità. In questo caso, tuttavia, l'intero patrimonio può essere lasciato al coniuge superstite.

Il coniuge superstite riceve sempre almeno l'usufrutto (il diritto di usare e fruire della cosa altrui) della metà dei beni del patrimonio ereditario, oppure l'usufrutto dell'immobile utilizzato come abitazione principale e del relativo mobilio, anche nel caso in cui ciò corrisponda a una quota superiore alla metà del patrimonio ereditario.

Se il testatore ha scelto di non tenere conto della porzione riservata nel testamento e gli eredi accettano di rispettarne la volontà, si applica il testamento. Tuttavia, i soggetti la cui porzione riservata non sia stata rispettata e che intendano rivendicarla possono esercitare un'azione di riduzione (action en réduction).

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se il de cuius non era coniugato e non aveva figli, ereditano per primi gli ascendenti e i collaterali privilegiati (fratelli e sorelle). Il padre e la madre ricevono un quarto ciascuno e i fratelli e le sorelle, o i loro eventuali discendenti, la parte rimanente. Se uno o entrambi i genitori sono deceduti, la loro quota si trasmette ai fratelli e alle sorelle del de cuius. Se non vi sono ascendenti né fratelli o sorelle o loro discendenti, metà del patrimonio ereditario si trasmette ai parenti della linea materna e l'altra metà ai parenti della linea paterna (zii, cugini, ecc.).

Se il de cuius non era coniugato e lascia dei figli, la presenza di questi ultimi esclude dalla successione tutti gli altri familiari. I figli si ripartiscono la piena proprietà del patrimonio ereditario in parti uguali. Tuttavia, se uno dei figli è premorto al de cuius (oppure ha rinunciato all'eredità o è stato dichiarato indegno) e lascia dei discendenti, questi ultimi ereditano al suo posto.

Se il de cuius lascia un coniuge e dei figli, il coniuge superstite riceve l'usufrutto di tutti i beni del patrimonio ereditario. I figli ereditano la nuda proprietà in parti uguali.

Se il de cuius lascia un coniuge ma non dei figli, il coniuge superstite diviene l'unico erede se il de cuius non aveva discendenti né parenti collaterali entro il quarto grado. Se ne aveva, in linea di principio il coniuge riceve l'usufrutto e gli altri eredi la nuda proprietà. Tuttavia, la porzione spettante al coniuge superstite in tali circostanze dipende anche dal regime matrimoniale in cui vivevano i coniugi. Se essi avevano optato per un regime di comunione legale, il coniuge superstite eredita la piena proprietà della quota del patrimonio comune che apparteneva al de cuius.

Se il de cuius lascia una persona con la quale aveva costituito un'unione registrata, la modalità di unione registrata riconosciuta in Belgio è la "convivenza legale". Nella successione, il convivente legale superstite acquista l'usufrutto dell'immobile utilizzato come abitazione familiare comune durante la convivenza, con il relativo mobilio. Tuttavia, il convivente legale superstite può essere privato di tale usufrutto mediante testamento o donazioni tra vivi a favore di terzi.

Se il de cuius lascia un partner con cui non aveva costituito un'unione registrata – convivenza senza accordo scritto (unione di fatto non registrata), il partner può ereditare solo se il de cuius ha disposto in tal senso nel testamento; la legge belga non gli riconosce alcun diritto automatico di successione.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Non esiste alcuna specifica autorità incaricata del procedimento successorio.

Tuttavia, la legge richiede l'intervento di un notaio nel caso del testamento olografo o internazionale. Inoltre, in alcuni casi è richiesto l'intervento del tribunale di primo grado o del giudice di pace (juge de paix), in particolare se l'eredità si devolve a soggetti incapaci (ad esempio minorenni) o viene accettata con beneficio di inventario, in caso di eredità vacante, quando sia richiesto un provvedimento di immissione nel possesso (envoi en possession) o la consegna di un legato, oppure in caso di liquidazione/divisione contenziosa per la quale sia richiesto l'intervento di un notaio designato dall'autorità giudiziaria.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La proprietà dei beni del patrimonio ereditario si trasmette agli eredi per il solo fatto del decesso.

Tuttavia, gli eredi possono scegliere se accettare l'eredità incondizionatamente, oppure con beneficio d'inventario, o rinunciarvi.

L'accettazione può essere espressa o tacita: è espressa se l'interessato assume la qualità o la capacità di erede in un atto pubblico o privato. È tacita se l'erede compie un atto che implica necessariamente l'intenzione di accettare l'eredità e che egli sarebbe legittimato a compiere solo in qualità di erede.

È possibile accettare la successione "con beneficio di inventario" (sous bénéfice d'inventaire) secondo la procedura prevista dagli articoli 793 e segg. del codice civile.

Se l'erede intende accettare la successione con beneficio di inventario, deve effettuare un'apposita dichiarazione presso la cancelleria del tribunale di primo grado del circondario in cui è stata aperta la successione, oppure dinanzi a un notaio.

Analogamente, è possibile rinunciare alla successione presentando una copia del certificato di morte e sottoscrivendo un atto di rinuncia (articoli 784 e segg. del codice civile) presso la cancelleria del tribunale di primo grado del luogo in cui era domiciliato il de cuius o dinanzi a un notaio.

Le suddette dichiarazioni devono essere trascritte in un registro tenuto presso la cancelleria del tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

V, infra, punto 7.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Non esiste un'apposita procedura (v. supra, punto 3).

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Ai sensi del codice civile belga, in linea di principio l'eredità si devolve automaticamente, senza che occorra alcuna procedura.

Per il solo fatto del decesso di una persona, i suoi beni, diritti e quote si trasmettono automaticamente agli eredi, fatto salvo l'obbligo di pagare le imposte di successione (articoli 718 e 724 del codice civile). Esistono tuttavia alcune eccezioni (v. infra, punto 7).

In caso di liquidazione/divisione contenziosa, il procedimento successorio è gestito da un notaio designato dall'autorità giudiziaria e si conclude con un rendiconto liquidativo. In caso di liquidazione/divisione amichevole, è richiesto un atto notarile solo per la divisione dei beni immobili.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

In diritto belga vige il principio secondo cui l'intero asse ereditario (attività e passività) si trasmette agli eredi per il solo fatto del decesso. Tuttavia:

  • i beneficiari di legati universali costituiti con testamento olografo o internazionale devono ottenere un "provvedimento di immissione nel possesso" (envoi en possession) del presidente del tribunale della famiglia (articolo 1008 del codice civile);
  • i beneficiari di legati a titolo particolare (articolo 1014 del codice civile) o universale (articolo 1011 del codice civile) nonché, in presenza di eredi riservatari, i beneficiari di legati universali costituiti con testamento pubblico (articolo 1004 del codice civile) devono chiedere la "consegna del legato" (délivrance du legs);
  • alcune categorie di legatari devono ottenere l'autorizzazione di una pubblica autorità ad accettare i legati disposti in loro favore (ad esempio per i legati in favore di comuni, persone giuridiche di pubblica utilità nonché, in alcuni casi, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi rispondono dei debiti se accettano la successione incondizionatamente. In tal caso, essi rispondono di tutte le spese e di tutti i debiti a carico dell'eredità (articolo 724 del codice civile).

Se gli eredi accettano la successione con beneficio di inventario, rispondono dei debiti a carico dell'eredità solo nei limiti del valore dell'attivo ricevuto (articolo 802 del codice civile). L'erede che intenda accettare la successione con beneficio di inventario deve effettuare un'apposita dichiarazione presso la cancelleria del tribunale di primo grado del circondario in cui è stata aperta la successione o dinanzi a un notaio.

Gli eredi non rispondono dei debiti se rinunciano alla successione con dichiarazione effettuata presso la cancelleria del tribunale di primo grado competente o dinanzi a un notaio (articolo 785 del codice civile).

Inoltre, i legatari a titolo particolare, a differenza dei legatari universali e dei legatari a titolo universale, in linea di principio non rispondono dei debiti a carico dell'eredità (articolo 1024 del codice civile).

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

La legge ipotecaria del 16 dicembre 1851 disciplina la pubblicità delle transazioni immobiliari disponendo, all'articolo 1, che "tutti gli atti tra vivi, a titolo gratuito o oneroso, traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari, ad esclusione dei privilegi e delle ipoteche, sono trascritti su un apposito registro presso l'ufficio della conservatoria delle ipoteche del circondario in cui è situato l'immobile".

A tale proposito, l'articolo 2 della medesima legge precisa che "sono soggetti a trascrizione solo le decisioni giudiziarie, gli atti pubblici e le scritture private riconosciute dall'autorità giudiziaria o redatte dinanzi a un notaio. La procura per il compimento di tali atti deve essere conferita nelle stesse forme".

Tuttavia, la legge ipotecaria del 16 dicembre 1851 non disciplina la pubblicità dei trasferimenti di proprietà per causa di morte.

Nondimeno, la legge prescrive la trascrizione degli atti di divisione (actes de partage). In tal caso, tutti gli eredi, a prescindere dalla circostanza che siano attributari di beni immobili, sono identificati nell'atto che deve essere successivamente trascritto nei registri della conservatoria delle ipoteche. Lo stesso vale per la vendita all'asta o a trattativa privata di beni immobili indivisi tra gli eredi.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

In linea di principio, in Belgio non esiste un sistema di amministrazione dell'eredità.

Tuttavia, l'articolo 803 bis del codice civile prevede che l'erede che abbia accettato con beneficio di inventario può declinare l'incarico di amministrare e liquidare l'eredità. In tal caso, l'erede deve chiedere previamente al presidente del tribunale di designare un amministratore al quale devono essere trasmessi tutti i beni ereditari e che provvede alla liquidazione conformemente a determinate regole.

Inoltre, l'articolo 804 del codice civile dispone che, se gli interessi dei creditori ereditari o dei legatari potrebbero essere compromessi dalla negligenza o dalla situazione economica dell'erede beneficiario, qualunque interessato può chiederne la sostituzione con un amministratore incaricato di liquidare l'eredità, che viene nominato con provvedimento giudiziario d'urgenza, dopo avere sentito o informato l'erede.

Oltre a ciò, il testatore può nominare un esecutore testamentario che assicuri la corretta esecuzione del testamento.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Si veda la domanda precedente.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore designato ai sensi degli articoli 803 bis e 804 dispone degli stessi poteri dell'erede beneficiario ed è soggetto agli stessi obblighi; non è tenuto a prestare una cauzione.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

La qualità di erede si dimostra con un atto di notorietà (acte de notoriété) o (nella maggior parte dei casi) con un certificato/atto di successione. Quest'ultimo viene rilasciato da un notaio o, in determinate circostanze, dall'esattore dell'ufficio delle imposte di successione competente a ricevere la dichiarazione di successione al de cuius (articolo 1240 bis del codice civile).

L'atto notarile (acte notarié) è un documento che rispecchia la realtà. Esso ha valore probatorio: la dichiarazione della persona che lo compie si presume veritiera. Il notaio attesta determinati fatti dichiarando l'identità delle persone comparse dinanzi a sé e constatando ciò che esse gli chiedono di certificare. L'atto notarile fa fede del suo contenuto. Inoltre, l'atto pubblico ha data certa. La falsità di un atto pubblico può essere dimostrata solo mediante querela di falso.

Ultimo aggiornamento: 04/09/2019

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Informazioni generali - Bulgaria

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Chiunque abbia compiuto diciotto anni e sia sano di mente può disporre a causa di morte del proprio patrimonio mediante testamento. Il testatore può disporre del suo intero patrimonio. Il testamento può essere olografo (interamente manoscritto e firmato dal testatore) oppure notarile, ossia redatto da un notaio alla presenza di due testimoni.

Il testamento olografo deve essere interamente scritto a mano, datato e firmato dal testatore. La firma deve essere apposta sotto le istruzioni dispositive. Il testamento può essere consegnato in busta sigillata a un notaio affinché lo custodisca. In tal caso, il notaio deve apporre sulla busta una dichiarazione di custodia. Tale dichiarazione viene firmata dal testatore e dal notaio ed iscritta in un apposito registro.

Il testamento notarile è redatto dal notaio alla presenza di due testimoni.

Il testatore dichiara oralmente le proprie volontà dinanzi al notaio, il quale trascrive le dichiarazioni e successivamente le rilegge al testatore alla presenza dei testimoni. Il notaio fa menzione nel testamento dell'espletamento di tali formalità, indicando il luogo e la data in cui esso è stato redatto. Il testamento viene quindi firmato dal testatore, dai testimoni e dal notaio. Ai fini della formazione del testamento notarile il notaio si attiene all'articolo 578, paragrafi 1 e 2, del codice di procedura civile.

Se il testatore non può firmare il testamento, deve dichiararne i motivi e il notaio fa menzione di tale dichiarazione prima di procedere alla lettura del testamento.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In seguito alle modifiche introdotte il 1° gennaio 2001 nel regolamento in materia di registrazione, le copie dei testamenti pubblici che dispongono di beni immobili o diritti immobiliari devono essere registrate.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il coniuge superstite e i figli o, in mancanza di discendenti, i genitori del de cuius hanno diritto a una quota di legittima. Se il testatore lascia discendenti, genitori superstiti o un coniuge, non può effettuare disposizioni o donazioni tali da pregiudicare la loro quota di legittima. Il valore complessivo delle quote di legittima di tutti i beneficiari può ammontare a cinque sesti del patrimonio se il de cuius lascia un coniuge e due o più figli. La parte residua del patrimonio è la quota di cui il testatore può disporre.

In mancanza di un coniuge superstite, i discendenti (compresi i figli adottivi) hanno diritto alle seguenti quote di legittima: metà del patrimonio del de cuius, se vi sono un solo figlio o i suoi discendenti, e due terzi di tale patrimonio, se vi sono due o più figli o i loro discendenti.

Se vi sono discendenti e un coniuge superstite, la quota di legittima del coniuge è pari alla quota di legittima di ciascun figlio. In tal caso, la quota disponibile ammonta a un terzo del patrimonio se vi è un solo figlio, a un quarto se vi sono due figli e a un sesto se vi sono tre o più figli.

Se il testatore non lascia discendenti, la quota di legittima del coniuge è pari alla metà se questi è l'unico erede o ad un terzo se vi sono genitori superstiti.

La quota di legittima del genitore o dei genitori superstiti è pari a un terzo.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Nella successione intestata si applicano i seguenti principi, in funzione del caso specifico.

  • Se il de cuius non era coniugato e non aveva figli, i genitori superstiti ne ereditano il patrimonio in parti uguali (articolo 6 della legge sulle successioni; di seguito la "ZN"). Se il de cuius lascia solo ascendenti di terzo grado o oltre, quelli più prossimi ereditano in parti uguali (articolo 7 della ZN). Se vi sono solo fratelli o sorelle superstiti, ereditano in parti uguali (articolo 8, paragrafo 1, della ZN). Se vi sono fratelli o sorelle e ascendenti di terzo grado o oltre, i primi ricevono due terzi del patrimonio e i secondi un terzo (articolo 8, paragrafo 2, della ZN).
  • Se il de cuius non era coniugato ma vi sono figli superstiti, questi ultimi ereditano in parti uguali (articolo 5, paragrafo 1, della ZN). La quota di un figlio premorto si devolve ai suoi discendenti per ordine di successione (rappresentazione).
  • Se il de cuius lascia un coniuge ma non dei figli, ascendenti, fratelli o sorelle o loro discendenti, il coniuge eredita l'intero patrimonio (articolo 9 della ZN).

Se il coniuge eredita insieme agli ascendenti o ai fratelli e alle sorelle del de cuius, o loro discendenti, ha diritto a metà del patrimonio se la successione viene aperta meno di dieci anni dopo il matrimonio. In caso contrario, il coniuge riceve due terzi del patrimonio. Se il coniuge eredita insieme agli ascendenti e ai fratelli e alle sorelle del de cuius o loro discendenti, il coniuge ha diritto a un terzo del patrimonio nel primo caso e a due terzi nel secondo.

  • Se il de cuius lascia un coniuge e dei figli, l'uno e gli altri ereditano in parti uguali (articolo 9, paragrafo 1, della ZN).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Non esiste una procedura specifica per l'accettazione dell'eredità da parte di un erede.

Chiunque detenga un testamento olografo deve chiederne la pubblicazione a un notaio non appena venga a conoscenza del decesso del testatore.

Qualsiasi interessato può chiedere al giudice distrettuale del luogo in cui è stata aperta la successione di fissare un termine entro il quale il testamento deve essere presentato a un notaio ai fini della pubblicazione.

Il notaio pubblica il testamento redigendo una dichiarazione in cui descrive lo stato del testamento e fa menzione della sua apertura. Tale dichiarazione viene sottoscritta dalla persona che ha presentato il testamento e dal notaio. I fogli sui quali è stato scritto il testamento vengono allegati alla dichiarazione e i soggetti sopra indicati appongono le loro firme su ciascuna pagina.

Se il testamento era stato consegnato in custodia a un notaio (articolo 25, paragrafo 2, della ZN), quest'ultimo provvede d'ufficio agli adempimenti di cui sopra.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

L'eredità si acquista con l'accettazione. Quest'ultima produce effetti all'apertura della successione.

L'accettazione può essere esplicitata presentando un'istanza scritta al giudice distrettuale del luogo in cui è stata aperta la successione. In tal caso, l'atto di accettazione viene iscritto in un apposito registro.

Si ritiene che l'accettazione sia stata esplicitata anche nel caso in cui l'erede compia un atto dal quale risulti chiaramente la sua volontà di accettare la successione, oppure occulti beni ereditari. In quest'ultimo caso, l'erede perde il diritto alla sua quota dei beni occultati.

Il giudice distrettuale, su richiesta di qualsiasi interessato, dopo avere convocato la persona avente diritto all'eredità, fissa un termine entro il quale tale persona deve accettare la successione o rinunciarvi. Se l'erede è stato convenuto in giudizio, il suddetto termine è fissato dal giudice adito.

Se l'erede non risponde entro il termine stabilito, decade dal diritto di accettare la successione.

La dichiarazione di accettazione viene iscritta in un apposito registro presso il tribunale.

La rinuncia alla successione è soggetta alla medesima procedura e viene registrata con le stesse modalità.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Si applica la procedura di accettazione o rinuncia.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Non esiste una procedura specifica per l'accettazione o la rinuncia a una quota di legittima. Un erede avente diritto a una quota di legittima che non possa percepirla interamente a causa di legati o donazioni può chiedere al giudice di ridurre tali legati o donazioni nella misura necessaria per reintegrare la quota di legittima, previo recupero dei legati e delle donazioni disposti a favore dell'erede interessato, ad esclusione delle donazioni ordinarie.

Se un erede la cui quota sia stata lesa rivendica diritti di successione nei confronti di persone che non sono eredi legittimi, deve accettare l'eredità sulla base di un inventario dei beni ereditari.

Per stabilire la quota di cui il testatore può disporre e l'entità delle quote di legittima degli eredi, tutti i beni appartenenti al testatore al momento del decesso vengono conferiti nell'asse ereditario previa deduzione dei debiti e degli eventuali accrescimenti dell'eredità ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 2, della legge sulle successioni. Vengono quindi sommate le donazioni, ad eccezione delle donazioni ordinarie, in funzione della loro qualità al momento in cui sono state effettuate e del loro valore al momento dell'apertura della successione, nel caso degli immobili, o al momento in cui sono state effettuate, nel caso dei beni mobili.

I lasciti testamentari vengono ridotti pro rata senza distinzione tra eredi e legatari, salvo che il testatore abbia disposto diversamente.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Di norma si procede allo scioglimento di un patrimonio mediante divisione giudiziale o volontaria. Ogni comproprietario ha diritto alla divisione, a prescindere dall'entità della sua quota.

La divisione volontaria presuppone il consenso di tutti i comproprietari e riveste la forma di un contratto. Ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 1, della legge sulla proprietà, la divisione volontaria dei beni mobili di valore superiore a 50 BGN e dei beni immobili deve essere effettuata per iscritto e le firme devono essere autenticate da un notaio. Nel caso della divisione volontaria, la quota nozionale di ogni comproprietario si converte in un diritto separato e autonomo di proprietà su una quota effettiva del bene comune.

La divisione giudiziale si svolge secondo un procedimento speciale disciplinato dagli articoli 341 e seguenti del codice di procedura civile. La domanda di divisione del patrimonio non è soggetta a termini. Tale procedimento speciale comprende due fasi.

La prima fase verte sull'ammissibilità della divisione.

Il coerede che chiede la divisione presenta una domanda scritta al tribunale distrettuale, allegando:

1. il certificato di morte del de cuius e un certificato di successione;

2. un certificato o altra prova scritta concernente il patrimonio ereditario;

3. copie della domanda e dei relativi allegati per gli altri coeredi.

Alla prima udienza, ogni altro coerede può presentare una domanda scritta diretta a far includere altri beni nell'asse ereditario. Sempre alla prima udienza, qualsiasi coerede può contestare il diritto di un altro coerede a partecipare alla divisione o l'entità della sua quota, o l'inclusione di determinati beni nell'asse ereditario.

Nel procedimento di divisione il giudice dirime le controversie concernenti la discendenza, le adozioni, i testamenti, l'autenticità delle prove scritte o le domande dirette alla riduzione dell'importo delle disposizioni o donazioni testamentarie.

La prima fase si conclude con una decisione sull'ammissibilità della divisione. Il giudice stabilisce quali beni debbano essere divisi e tra quali persone, nonché la quota di ciascun coerede. Nel pronunciarsi sull'ammissibilità della divisione di un bene mobile, il giudice stabilisce anche quale partecipante alla divisione debba avere il possesso del bene.

Nella medesima decisione o successivamente, se uno o più eredi non utilizzano il patrimonio ereditario conformemente ai loro diritti successori, il giudice può stabilire, su domanda di un erede, quali eredi possano utilizzare i beni ereditari in attesa del completamento della divisione e quali somme gli utilizzatori debbano corrispondere agli altri eredi per tale utilizzo.

La seconda fase consiste nella divisione in senso stretto. Si definiscono le quote e i beni vengono assegnati in via esclusiva ai singoli partecipanti. Ciò ha luogo attraverso l'elaborazione di un progetto di divisione e un'estrazione a sorte. Il giudice redige un progetto di divisione in base al parere di un perito, conformemente alla legge sulle successioni. Convoca poi le parti per esporre loro il progetto e ascoltare le loro obiezioni. Successivamente redige il piano definitivo di divisione e lo adotta con sentenza. Una volta divenuta esecutiva la decisione sulla divisione, il giudice convoca le parti per il sorteggio. Il giudice può dividere i beni ereditari tra le parti della divisione senza procedere al sorteggio se la determinazione delle quote e l'estrazione a sorte risultano impossibili o eccessivamente onerose.

Se un bene è indivisibile e non può essere assegnato a una quota, il tribunale ne dispone la vendita al pubblico incanto, a cui le parti della divisione possono presentare offerte.

Se il bene indivisibile è una casa che rientrava nel patrimonio coniugale delle parti di un matrimonio cessato alla morte di uno dei coniugi o a seguito di divorzio, e il coniuge superstite o l'ex-coniuge che esercita la potestà sui figli nati dal matrimonio non dispone di un'abitazione propria, il giudice può, su richiesta di detto coniuge o ex-coniuge, considerare la suddetta casa come una quota, compensando le quote degli altri partecipanti alla divisione con altri beni o somme di denaro.

Se il bene indivisibile è una casa, ogni partecipante alla divisione che vi abiti al momento dell'apertura della successione e non abbia un'abitazione propria può chiedere che tale bene sia assegnato alla sua quota e che le quote degli altri partecipanti siano compensate con altri beni o somme di denaro. Se più partecipanti alla divisione soddisfano tali requisiti e rivendicano il bene, viene data priorità al partecipante che offre il prezzo maggiore.

La domanda di assegnazione deve essere presentata entro la prima udienza dopo il passaggio in giudicato della decisione giudiziaria che dichiara l'ammissibilità della ripartizione. Il bene viene valutato al suo valore attuale.

In caso di compensazione in denaro, il capitale e gli interessi legali devono essere pagati entro sei mesi dalla data in cui è divenuta esecutiva la decisione di assegnazione.

Il partecipante alla divisione che ha ricevuto un bene assegnato alla sua quota ne diviene proprietario, previo pagamento entro il termine prescritto della compensazione pecuniaria con gli interessi legali. In caso di mancato pagamento entro il termine, la decisione di assegnazione diviene nulla ipso iure e il bene viene posto in vendita al pubblico incanto. Il bene può essere assegnato senza vendita all'incanto a un altro partecipante alla divisione che soddisfi i requisiti e ne abbia chiesto l'assegnazione entro il termine prescritto, purché detto partecipante ne paghi immediatamente il prezzo stimato previa deduzione del valore della sua quota. I proventi vengono ripartiti pro rata tra gli altri partecipanti alla divisione.

È possibile porre termine al procedimento di divisione giudiziale e provvedere alla liquidazione del patrimonio ereditario mediante un accordo tra le parti omologato dal tribunale.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Si diventa erede o legatario nel momento in cui si accetta la successione. Prima di accettare, la persona avente diritto ad ereditare può amministrare il patrimonio ed esercitare azioni possessorie per tutelarlo.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Ogni erede o legatario, acquisendo la sua quota (indivisa) del patrimonio del de cuius, acquista una quota nozionale delle attività e passività dell'asse ereditario.

Gli eredi che hanno accettato la successione rispondono dei debiti gravanti sul patrimonio ereditario in misura proporzionale alla loro quota.

L'erede che abbia accettato la successione con beneficio di inventario risponde dei debiti ereditari solo nei limiti del patrimonio ricevuto.

La dichiarazione di accettazione della successione con beneficio di inventario deve essere presentata per iscritto al giudice distrettuale entro tre mesi dalla data in cui l'erede ha avuto conoscenza dell'apertura della successione. Il giudice distrettuale può prorogare tale termine per un massimo di tre mesi. L'atto di accettazione viene iscritto in un apposito registro presso il tribunale.

Le persone legalmente incapaci e le organizzazioni governative o non governative possono accettare un'eredità esclusivamente con beneficio di inventario.

Se un erede accetta la successione con beneficio di inventario, gli altri eredi possono trarne vantaggio, senza pregiudizio per il loro diritto di accettare la successione o di rinunciarvi.

L'inventario è redatto conformemente al codice di procedura civile.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Le copie dei testamenti pubblici che dispongono di beni immobili o diritti immobiliari devono essere registrate. Nel caso delle successioni universali, l'esistenza di un immobile nel distretto giudiziario di pertinenza viene attestato con una dichiarazione, recante la firma del beneficiario autenticata da notaio, che identifica gli immobili ubicati in tale distretto dei quali il beneficiario è a conoscenza. La dichiarazione deve essere presentata, unitamente al testamento, al giudice competente per la registrazione del distretto in cui si trova l'immobile.

Il giudice della registrazione dà istruzioni all'ufficio competente del luogo in cui è ubicato l'immobile affinché ne effettui la registrazione collocando gli atti pertinenti nei registri accessibili al pubblico.

Alla domanda di registrazione devono essere allegate due copie autenticate da notaio del testamento che dispone degli immobili o dei diritti immobiliari.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Non è obbligatorio nominare un amministratore. Il testatore può designare come amministratori una o più persone legalmente capaci di agire.

Su richiesta di qualsiasi interessato, il tribunale distrettuale competente in relazione al luogo in cui è stata aperta la successione può fissare un termine entro il quale la persona designata può accettare l'incarico. Se, alla scadenza del termine, detta persona non ha accettato l'incarico, si presume che l'abbia rifiutato.

Il giudice distrettuale può revocare l'amministratore qualora il medesimo perda la capacità giuridica oppure agisca negligentemente o in modo incompatibile con la fiducia che gli è stata accordata.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Si veda la risposta alla domanda precedente.

Se il de cuius non ha lasciato testamento o non ha designato un esecutore testamentario, ogni avente diritto ad ereditare può amministrare i beni ed esercitare azioni possessorie per tutelarli nelle more dell'accettazione dell'eredità.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore deve redigere un inventario dei beni invitando gli eredi e i legatari a partecipare.

L'amministratore prende possesso del patrimonio ereditario e lo gestisce nella misura necessaria per dare esecuzione alle disposizioni testamentarie.

L'amministratore non può cedere beni, salvo che sia necessario e consentito dal tribunale distrettuale, che statuisce al riguardo dopo avere sentito gli eredi.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se il de cuius ha lasciato un testamento olografo, il notaio lo pubblica, redigendo una dichiarazione in cui descrive lo stato del testamento e fa menzione della sua apertura.

Lo status di erede legittimo è attestato da un certificato di successione rilasciato dal sindaco del comune dell'ultima residenza permanente del de cuius. I certificati di successione vengono rilasciati solo in relazione a persone iscritte all'anagrafe alla data del decesso per le quali sia stato redatto un certificato di morte.

Il certificato di successione viene rilasciato conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, della legge sulle registrazioni civili e all'articolo 9 del regolamento sul rilascio di certificati in base al registro anagrafico. Detto certificato è rilasciato agli eredi legittimi o ai loro rappresentanti, oppure a terzi che lo richiedano per poter esercitare legittimi poteri o che siano espressamente autorizzati con procura notarile.

Ai fini del rilascio del certificato occorrono:

–          una domanda redatta sul modulo del centro informazioni del registro civile (GRAO), indicante le generalità degli eredi del de cuius, che deve essere presentata dall'erede o da una persona da questi autorizzata;

–          una copia del certificato di morte (se rilasciato da un comune diverso);

–          il documento di identità del richiedente;

–          una procura notarile, se la domanda è presentata da un rappresentante autorizzato.

Ultimo aggiornamento: 11/12/2015

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Informazioni generali - Repubblica ceca

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Forma generale di redazione di un testamento

Salvo che si tratti di circostanze eccezionali, un testamento deve essere redatto per iscritto. Non è necessario che il testamento sia datato, tranne che in due casi: 1) se il testatore ha redatto più testamenti che appaiono contraddittori e incompatibili; 2) se gli effetti giuridici di un testamento dipendono dal momento materiale in cui questo è stato redatto. La legge ceca non ammette i testamenti congiunti.

Ai sensi della legge ceca in materia di successioni, il testamento può essere redatto in una delle seguenti forme:

a) testamento olografo, scritto e sottoscritto a mano dal testatore;

b) il testatore può anche redigere un testamento senza scriverlo a mano, purché lo sottoscriva in presenza di due testimoni i quali dichiarino che il documento contiene le ultime volontà del testatore. I testimoni firmano il documento e vi allegano la loro dichiarazione testimoniale, unitamente alle informazioni necessarie per identificarli;

c) il documento contenente le disposizioni mortis causa di un testatore non vedente viene redatto in presenza di tre testimoni e viene letto a voce alta da uno dei testimoni che non lo ha scritto. Se il testatore è affetto da un'altra disabilità sensoriale che lo rende incapace di leggere o di scrivere, il contenuto del testamento deve essergli comunicato attraverso un mezzo che possa essere compreso dal testatore e dai testimoni;

d) il testatore può inoltre redigere il proprio testamento sotto forma di atto pubblico notarile.

Testamento redatto in circostanze eccezionali

Sono previste regole speciali per i casi in cui il testamento sia redatto in condizioni estreme, soprattutto in circostanze che mettono in pericolo la vita del testatore.

a) Se, per effetto di circostanze impreviste, esiste un pericolo chiaro e imminente per la vita del testatore o se questo si trova in un posto ove, a causa di una situazione di emergenza (per esempio stato di guerra o calamità naturale), le relazioni sociali siano interrotte al punto tale da impedire la redazione di un testamento in qualsiasi altra forma, il testatore può esprimere la propria volontà oralmente dinanzi a tre testimoni contemporaneamente. Se il testatore rimane in vita, il testamento orale viene dichiarato nullo e privo di effetti dopo che siano trascorse due settimane dalla data in cui è stato redatto.

b) Se esistono validi motivi per ritenere che il testatore muoia prima di poter fare testamento dinanzi a un notaio, le disposizioni testamentarie possono essere registrate dinanzi al sindaco del comune in cui si trova il testatore. Tali disposizioni rimangono valide per tre mesi a decorrere dal momento in cui il testatore è in grado di fare testamento dinanzi a un notaio. Questo tipo di testamento prende il nome di "dorf testament".

c) Le disposizioni testamentarie possono essere raccolte a bordo di un aeromobile o di un'imbarcazione marittima della Repubblica ceca, dalla persona responsabile dell'aeromobile o dell'imbarcazione o da un suo rappresentante, ove esistano seri motivi per ricorrere a tale procedura e alla presenza di due testimoni. Anche il testamento redatto in siffatte circostanze ha un limite di validità di tre mesi.

d) Le ultime volontà di un soldato coinvolto in un conflitto armato possono essere raccolte dal comandante dell'unità o da un altro ufficiale, in presenza di due testimoni. Come nei casi precedenti, questo tipo di testamento rimane valido al massimo per tre mesi.

Patto successorio

Con il patto successorio il testatore che sia maggiorenne e nel pieno della sua capacità giuridica attribuisce la qualità di erede o di legatario all'altra parte contraente o a un terzo. Il testatore non può revocare il patto successorio unilateralmente.

Mediante patto successorio il testatore può disporre di una quota del proprio patrimonio non superiore a tre quarti; una quota pari a un quarto dell'asse ereditario deve rimanere libera, anche se il testatore ne può disporne la destinazione tramite testamento.

Un coniuge può nominare suo erede l'altro coniuge attraverso un patto successorio. Le parti possono concordare che i diritti e gli obblighi costituiti attraverso un patto successorio si estinguano con il divorzio.

Un patto successorio deve essere redatto nella forma di un documento autentico, per esempio, di un atto notarile

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il registro centrale dei testamenti è stato istituito nel 2001. Dal 1° gennaio 2014, in seguito alla ricodificazione generale del diritto privato della Repubblica ceca, detto registro è stato sostituito dal Registro delle disposizioni a causa di morte. Tale registro è costituito da un elenco elettronico privato che viene aggiornato, gestito e amministrato dal Consiglio nazionale del notariato della Repubblica ceca. Le seguenti disposizioni a causa di morte del testatore sono registrate nel Registro delle disposizioni a causa di morte:

a) testamenti, codicilli o patti successori;

b) disposizioni di diseredazione e disposizioni che vietano a un erede legittimo di prendere possesso dell'eredità;

c) disposizioni relative a un accordo di compensazione per una quota ereditaria, salvo che non siano contenute nel testamento;

d) la nomina di un amministratore, a meno che non sia già stato nominato nel testamento;

e) un accordo sulla rinuncia all'eredità;

f) la cancellazione degli atti menzionati nelle precedenti lettere da a) a e).

Qualora un notaio rediga uno dei suddetti documenti sotto forma di atto notarile o abbia ricevuto un tale strumento in forma diversa da un atto notarile e lo debba conservare nel suo repertorio, dovrà trasmettere per via elettronica al suddetto registro i dati relativi a detto strumento e alla persona che lo ha redatto.

Gli atti relativi alle ultime volontà del testatore che non sono redatte sotto forma di atti notarili vengono registrati solo se sono custoditi nel repertorio di un notaio

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Quote di legittima – informazioni generali

Gli eredi legittimari del testatore sono i parenti in linea discendente. Un erede legittimario che (i) non ha rinunciato al diritto di successione o al diritto alla quota di legittima, (ii) è un erede legittimo e (iii) non è stato effettivamente diseredato, ha diritto a una quota di legittima o alla reintegrazione qualora sia stato parzialmente o interamente omesso dal testatore nelle disposizioni a causa di morte, ossia qualora non riceva, sotto forma di quota ereditaria o legato, un bene il cui valore corrisponda alla sua quota di legittima. Il coniuge superstite ed eventuali familiari in linea ascendente non sono eredi riservatari. I discendenti minori di età devono ricevere almeno una quota equivalente ai tre quarti della loro quota ereditaria; i discendenti adulti devono ricevere un valore pari ad almeno un quarto della loro quota ereditaria. Se il testamento non rispetta tale ripartizione, e se il testatore non ha diseredato un erede riservatario per motivi stabiliti dalla legge, tale erede ha diritto al pagamento di una somma di denaro equivalente alla sua quota di riserva. Se il testatore è vedovo e ha due figli, la quota ereditaria di ciascuno di loro è pari alla metà. Se uno di essi è minorenne, la sua quota di legittima è pari a tre ottavi; per un discendente adulto, la quota di legittima è pari a un ottavo.

Casi speciali

Qualora un legittimario sia (volontariamente) estromesso dal testamento senza essere diseredato, ma abbia compiuto atti che soddisfano i presupposti di legge per la diseredazione, tale estromissione viene considerata come una diseredazione tacita e valida, e in tal caso il discendente non ha diritto a una quota di legittima.

Qualora un legittimario sia estromesso dal testamento per la sola ragione che, quando ha redatto le disposizioni a causa di morte, il testatore non era al corrente della sua esistenza (per esempio, se il testatore pensava che tale discendente fosse morto o non sapeva che una determinata persona era un suo discendente), il legittimario ha diritto alla quota di legittima che gli spetta per legge.

Possibilità di rinunciare al diritto alla quota di legittima

Un legittimario può rinunciare al diritto alla quota di riserva stipulando un accordo formale con il testatore sotto forma di atto notarile. È possibile rinunciare al diritto all'eredità a favore di un terzo con la stessa procedura. La rinuncia a favore di un terzo è valida se quest'ultimo diventa un erede.

La rinuncia anticipata al diritto di successione o la rinuncia al solo diritto alla quota ereditaria, che viene decisa nell'ambito di un accordo con il testatore (ancora in vita) sotto forma di atto notarile, deve essere distinta dal rifiuto della successione o dalla rinuncia alla quota ereditaria (può compiere quest'ultimo atto solo l'erede che non abbia rifiutato la successione). Il rifiuto del diritto di successione o la rinuncia all'eredità possono avvenire soltanto dopo la morte del de cuius.

Altre restrizioni

Nel testamento il testatore può indicare condizioni e termini temporali o disporre che, in seguito alla morte di un erede, la successione passi a un altro erede (sostituzione ordinaria). Tuttavia, tali clausole non possono essere dirette alla vessazione manifesta di un erede o di un legatario attraverso un atto visibilmente arbitrario del testatore e non possono essere visibilmente contrarie all'ordine pubblico.

Benché il testatore non possa imporre all'erede o al legatario la condizione di contrarre o non contrarre matrimonio, ovvero di non sciogliere il matrimonio, egli o ella può nondimeno stabilire che il diritto di una persona conservi i propri effetti fino al momento in cui contragga matrimonio.

Se tutti gli eredi (o gli eredi chiamati alla successione per sostituzione) sono contemporanei del testatore, la linea di successione definita dal testatore nelle disposizioni per causa di morte (a determinate condizioni) non è soggetta a restrizioni. Se, al momento del decesso del testatore, un erede non è più in vita, la linea di successione definita dal de cuius si interrompe quando il primo degli eredi superstiti accetta l'eredità.

I diritti disposti con sostituzione rimangono validi per un periodo massimo di cento anni dalla morte del testatore. Tuttavia, se un erede istituito con sostituzione ordinaria accetta l'eredità dopo la morte di un erede che era contemporaneo del testatore, la sostituzione si interrompe solo quando il primo degli eredi in tale linea di successione accetta l'eredità.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Qualora il de cuius non abbia fatto testamento, i soggetti che ereditano ai sensi di legge sono divisi in sei categorie. I successibili vengono chiamati a succedere per gradi, in funzione della loro prossimità con il de cuius. Gli eredi di grado più basso escludono gli eredi dei gradi più alti (per esempio, gli eredi di primo grado nella linea di successione ereditano l'intero patrimonio, mentre gli eredi di secondo grado non ereditano). Solo nel caso in cui gli eredi di primo grado non ereditino, l'eredità passa agli eredi di secondo grado. Le quote ereditarie stabilite dalla legge si applicano soltanto nel caso in cui gli eredi non raggiungano un accordo differente dinanzi al giudice. Se il de cuius non ha lasciato disposizioni a causa di morte (un testamento, un patto successorio o un codicillo), oppure se il de cuius lo permetta (ossia non lo abbia vietato) nelle disposizioni mortis causa, gli eredi possono dividersi i beni di comune accordo dinanzi a un giudice.

Categorie di successibili

Tra i successibili di primo grado, i figli e il coniuge del de cuius ereditano in parti uguali. Se il defunto e il coniuge erano sposati in comunione dei beni, il giudice procede anzitutto alla divisione dei beni affinché una porzione spetti al coniuge superstite e l'altra parte (generalmente la metà) rientri nell'asse ereditario. I beni che rientrano nella massa ereditaria sono trasferiti al coniuge e ai figli del de cuius in parti uguali. La quota destinata al coniuge non include i beni acquistati dal coniuge in regime di comunione dei beni. Nella Repubblica ceca il codice civile non opera distinzioni tra figli nati in costanza di matrimonio o al di fuori di esso, figli biologici di un coniuge e figli adottivi.

Se un figlio del de cuius non eredita (per esempio, se rinuncia alla quota ereditaria quando il testatore è ancora in vita, se rinuncia alla successione o se muore prima del testatore), la quota ereditaria spettante al figlio deceduto viene trasferita per rappresentanza ai figli di quest'ultimo in parti uguali. La stessa regola vale per i parenti che sono più lontani in linea discendente.

Se il defunto non era coniugato, ma aveva figli, l'intero suo patrimonio viene ereditato dai figli (o dai parenti in ordine discendente – v. supra). Tuttavia, se il de cuius aveva un coniuge ma non aveva figli, il coniuge non eredita l'intero patrimonio, ma solo una quota, unitamente agli eredi di secondo grado nella linea di successione.

Gli eredi del secondo grado di successione sono il coniuge del cuius, i suoi genitori e le persone che hanno vissuto con il de cuius nella stessa abitazione per almeno un anno prima della sua morte, e che quindi si sono prese cura dell'abitazione comune, o le persone che erano a carico del de cuius. Tutti questi soggetti, tranne il coniuge, ereditano in parti uguali. Al coniuge superstite, tuttavia, spetta almeno la metà dell'eredità. Pertanto, se al de cuius sopravvivono il coniuge ed entrambi i genitori, al coniuge spetta metà dell'eredità e a ciascuno dei genitori un quarto.

Il coniuge e uno qualsiasi dei genitori, nel secondo grado di successione, concorrono per l'intera eredità. Tuttavia, se il de cuius aveva un convivente, ma non un coniuge o i genitori, il convivente non acquisisce l'intera eredità, ma concorre con gli altri eredi di terzo grado.

Nel terzo grado di successione, i fratelli e il convivente del de cuius ereditano in parti uguali. Se uno dei fratelli non eredita, la sua quota spetta ai suoi figli, ossia ai nipoti del defunto (sempre in parti uguali). Ognuno di tali successibili può ereditare l'intero patrimonio.

Se l'eredità non viene trasmessa ai fratelli o ai conviventi del de cuius, nel quarto grado di successione subentrano i nonni del defunto che ereditano in parti uguali.

Qualora nessuno dei nonni erediti, nel quinto grado di successione l'eredità passa ai nonni dei genitori del de cuius (ossia ai bisnonni). I bisnonni di parte paterna ricevono metà dell'eredità, i bisnonni di parte materna l'altra metà. Le coppie di bisnonni si spartiscono l'eredità in parti uguali.

Se un membro di una coppia non eredita, la sua quota di un ottavo passa al coniuge. Se nessun membro della coppia eredita, il quarto spettante a tale coppia passa all'altra coppia dallo stesso ramo della famiglia. Se nessuna coppia eredita, l'eredità ricade sulle coppie dell'altro ramo della famiglia nella stessa proporzione applicata per dividere la metà dell'eredità che spetta loro direttamente.

Infine, nel sesto grado di successione, se nessuno dei summenzionati successibili eredita, l'eredità passa ai discendenti dei figli dei fratelli del de cuius. (ossia ai figli dei/delle nipoti) e ai figli dei nonni del de cuius (zii e zie). Se uno degli zii o delle zie non eredita, la sua quota viene ereditata dai suoi figli (i cugini del de cuius).

Se nessuno eredita, il patrimonio è devoluto allo Stato, che viene trattato come erede

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il tribunale distrettuale è competente a conoscere delle successioni (compresi gli atti di rinuncia e di accettazione dell'eredità, i legati o le quote di riserva). In osservanza di un calendario di lavoro prestabilito, il giudice incarica un notaio di gestire il procedimento di successione. Quindi, nell'ambito del procedimento, il notaio agisce e prende decisioni per conto del giudice. La legge ceca non permette alle parti di un procedimento di successione di scegliere il notaio.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

I giudici cechi conoscono dei procedimenti in materia successoria se, al momento del decesso, il de cuius risiedeva stabilmente nella Repubblica ceca o se possedeva proprietà immobiliari in tale paese.

Pertanto, tali immobili ricadono nella competenza dei giudici cechi, anche se il de cuius non risiedeva abitualmente nella Repubblica ceca.

Negli altri casi, i giudici cechi si occupano dei procedimenti in materia di successioni, se:

a) i beni sono stati lasciati nella Repubblica ceca da un cittadino ceco che risiedeva abitualmente all'estero e uno degli eredi del defunto che ha la residenza abituale nella Repubblica ceca si rivolge al giudice ceco per aprire la successione; o

b) un altro Stato (la cui autorità sarebbe altrimenti competente a conoscere del procedimento di successione) rifiuta di aprire la successione o non risponde; oppure

c) non esistono rapporti di reciprocità in materia successoria tra lo Stato la cui autorità avrebbe altrimenti la competenza ad aprire la successione e la Repubblica ceca, per esempio, se tale Stato non presenta dinanzi ai giudici cechi i casi relativi all'eredità di testatori che avevano la residenza abituale nella Repubblica ceca e non riconosce gli effetti giuridici delle decisioni dei giudici cechi.

Giurisdizione

Se la competenza ricade su un giudice ceco, l'organo competente a conoscere delle cause di successione è il tribunale distrettuale del luogo di residenza permanente o domicilio del de cuius, come risulta dal sistema di informazione pertinente. In mancanza di un luogo di residenza permanente o domicilio registrato, è competente il tribunale distrettuale del luogo della dimora effettiva del defunto (ove l'indirizzo sia noto). Qualora tale luogo non possa essere identificato, è competente il giudice dell'ultimo luogo in cui il de cuius è stato presente.

Se il defunto non risiedeva nella Repubblica ceca, è competente il tribunale distrettuale del luogo in cui è situato l'immobile del defunto. Se quest'ultimo non possedeva immobili nella Repubblica ceca (e qualora il foro competente non possa essere determinato in base a nessuno dei metodi suindicati), è competente il tribunale distrettuale del luogo in cui il de cuius è deceduto (ossia, del luogo in cui è stato trovato il corpo).

Apertura della successione nella Repubblica ceca

Il giudice apre la successione d'ufficio, non appena viene a conoscenza del decesso di una persona. Le morti sono comunicate al giudice competente dal cancelliere. Tuttavia, il giudice può venire a conoscenza di un decesso in altro modo, ad esempio attraverso la polizia, una struttura sanitaria o gli eredi.

Il giudice apre il procedimento di successione anche su richiesta di chiunque vanti un diritto su un immobile in qualità di erede. Qualora il giudice concluda che non è competente per territorio, rinvia la causa al giudice competente. Le cause in materia successoria possono essere deferite a un altro organo giurisdizionale anche nelle situazioni in cui ciò risulti opportuno, per esempio, perché gli eredi del defunto risiedono in un'altra giurisdizione.

Procedimento

Anzitutto, nella fase istruttoria, il giudice raccoglie informazioni sul defunto, sugli attivi e i passivi di quest'ultimo, sul gruppo degli eredi e sull'eventuale presenza di un testamento o di altra disposizione a causa di morte. Il giudice normalmente ricava tali informazioni dagli archivi dello stato civile, dal registro degli atti di morte, dall'archivio dei documenti relativi ai beni coniugali e, infine, interrogando la persona incaricata delle esequie del defunto.

Ove sia richiesto per legge o per altre ragioni, il giudice adotta misure urgenti per conservare il patrimonio, in particolare, facendo un inventario e sigillando i beni caduti in successione.

Al termine della fase istruttoria, il giudice convoca un'udienza e informa i potenziali eredi del loro diritto di successione e del diritto di chiedere che sia redatto un inventario dei beni caduti in successione. Qualora uno degli eredi lo richieda, il giudice dispone che sia redatto un inventario.

Se il defunto possedeva beni in comunione con il coniuge, il giudice – facendo seguito a una comunicazione delle parti – redige un elenco di tali beni e un elenco delle passività comuni, e determina il valore dell'asse ereditario. I beni contesi dalle parti non vengono presi in considerazione. In questa fase, il coniuge superstite ha la possibilità di concludere con gli eredi un accordo sulla liquidazione dei beni coniugali. Tale accordo stabilisce quali beni rientrano nell'eredità e quali rimangono al coniuge superstite (non è obbligatorio rispettare il principio secondo cui le quote dei coniugi sono uguali). È anche possibile stabilire con un accordo che tutti i beni comuni spettino al coniuge superstite, e che nessuno di tali beni rientri nell'asse ereditario.

L'accordo sulla liquidazione dei beni coniugali tra gli eredi e il coniuge superstite non deve contraddire la legge né le istruzioni impartite dal de cuius nelle disposizioni a causa di morte, altrimenti il giudice non lo approva.

Se il giudice non approva l'accordo sulla liquidazione dei beni coniugali, o in mancanza di tale accordo, il giudice stabilisce la ripartizione dei beni coniugali nel rispetto dei seguenti criteri:

a) le quote dei coniugi del patrimonio da liquidare sono uguali;

b) ciascun coniuge reintegra le risorse sottratte ai beni comuni e utilizzate per il suo patrimonio personale;

c) ciascun coniuge ha il diritto di chiedere un risarcimento per le risorse sottratte al suo patrimonio personale e spese per i beni comuni;

d) prende in considerazione le esigenze di eventuali figli a carico;

e) considera in che misura ogni coniuge si sia preso cura della famiglia, in particolare dei figli e dell'abitazione familiare;

f) tiene conto del contributo di ciascun coniuge all'acquisto e al mantenimento dei beni in comunione.

Dopo aver liquidato i beni comuni, il giudice redige un elenco degli attivi e dei passivi; a tal fine, il giudice si basa principalmente sulle informazioni ottenute dagli eredi e, qualora sia stato chiesto un inventario dell'eredità, si basa su detto inventario. Gli attivi e i passivi controversi non sono presi in considerazione.

Di norma, il giudice stima il valore dei beni oggetto della successione in base alle dichiarazioni concordanti degli eredi. È assai raro che venga richiesto il parere di esperti ai fini di tali valutazioni.

Se il de cuius non ha lasciato disposizioni a causa di morte, gli eredi possono concludere un accordo per dividere l'eredità come meglio credono. Ai sensi di tale accordo, il giudice conferma l'acquisizione dell'eredità da parte degli eredi. In mancanza di un accordo, il giudice conferma la successione secondo le quote previste dalla legge. Se gli eredi ne fanno richiesta, il giudice procede alla divisione dei beni tra gli eredi.

Qualora, nelle disposizioni a causa di morte, il testatore fornisca istruzioni su come dividere l'eredità, il giudice conferma l'acquisizione dell'eredità in base a tali istruzioni. Altrimenti, gli eredi possono accordarsi sulla suddivisione dell'eredità. Ciononostante, gli eredi possono accordarsi sui diversi livelli delle quote in successione solo se tale possibilità è stata espressamente prevista dal testatore.

Se un erede legittimario fa valere il proprio diritto alla quota di riserva, gli altri eredi possono concludere un accordo con il legittimario sulla liquidazione della quota di riserva (un'indennità di buonuscita). Altrimenti deve essere disposto un inventario dei beni in successione per calcolare la quota di riserva.

Prima che venga presa una decisione sull'eredità, si deve dimostrare al giudice che i lasciti esigibili sono stati adempiuti e che gli altri legatari sono stati informati del loro diritto a un lascito.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Alla morte del testatore, i suoi eredi sono chiamati alla successione. Salvo che la devoluzione dei beni ereditari non sia differita per volontà del testatore, come da disposizioni a causa di morte ‑ per esempio, qualora sia subordinata a una condizione (l'erede può accettare l'eredità dopo aver conseguito il diploma universitario) o a un'indicazione temporale (alla scadenza di un determinato periodo) ‑, uno o più soggetti ereditano alla morte del testatore. Il giudice decide chi deve ricevere l'eredità in tale modo sulla base dell'esito del procedimento di successione. Se il testatore, nelle proprie disposizioni a causa di morte, posticipa la devoluzione dell'eredità (stabilendo una condizione o un determinato dies a quo), uno o più eredi principali ereditano alla morte del testatore, mentre uno o più eredi successivi ereditano quando viene adempiuta la condizione (la scadenza di un determinato periodo). Il giudice decide in merito al trasferimento dell'eredità dagli eredi principali agli eredi successivi nell'ambito di procedimenti separati.

Le decisioni in materia successoria sono emanate per conto dell'autorità giudiziaria da un notaio incaricato dal tribunale distrettuale di eseguire gli atti nei procedimenti di successione. Quando esegue gli atti di un commissario giudiziale in un procedimento successorio, il notaio, il funzionario di uno studio notarile e il praticante hanno tutti i privilegi di un tribunale come autorità pubblica che amministra la giustizia.

Un legatario acquisisce il diritto a un legato alla morte del testatore e deve essere informato del suo diritto prima della fine del procedimento di successione. I legati esigibili devono essere adempiuti prima della chiusura del procedimento di successione.

Rinuncia al diritto di successione, rinuncia all'eredità, cessione

Al diritto di successione si può rinunciare a priori, stipulando un accordo con il testatore nella forma di atto notarile.

Dopo la morte del testatore, un erede può rinunciare alla successione con un'apposita dichiarazione resa dinanzi al giudice entro un mese dalla data in cui riceve notifica del suo diritto di successione. Un erede residente all'estero può rinunciare alla successione entro tre mesi dalla notifica. Tale termine può essere prorogato per gravi motivi, ma non può essere esteso dopo la sua scadenza (la scadenza non è derogabile). Dopo tale scadenza si considera che l'erede non abbia rinunciato alla successione.

Un legittimario può rinunciare alla successione pur conservando il diritto alla quota di riserva, per esempio, rinunciando ai beni ereditati attraverso le disposizioni mortis causa senza però rinunciare al diritto alla quota di legittima. Sotto alcuni aspetti tale privilegio costituisce un'eccezione alla regola generale secondo cui un erede non può essere dispensato dagli obblighi che gli incombono in forza delle disposizioni a causa di morte, non accettando l'eredità che gli è stata trasmessa dal testatore con le sue ultime volontà, e, al contempo, conservando i suoi diritti in qualità di erede legittimo – la persona nominata erede nelle disposizioni mortis causa può accettare o rinunciare alla successione testamentaria. La dichiarazione di rinuncia o di accettazione non è revocabile.

Non può rinunciare alla successione chi, attraverso le proprie azioni, dimostri chiaramente di non avere l'intenzione di rinunciare, soprattutto alienando beni caduti in successione.

È inoltre possibile cedere il proprio diritto di successione a favore di un altro erede. Un erede legittimario che cede il proprio diritto di successione perde anche il diritto alla quota di riserva; tale decisione produce effetti anche sui parenti in linea discendente. La rinuncia a favore di un altro erede produce effetti se il beneficiario acconsente. Tuttavia, un erede che cede il proprio diritto di successione non è, in virtù di tale atto, sollevato dagli obblighi e dalle incombenze relative ai legati o ad altre misure cui, secondo la volontà del testatore, l'erede debba adempiere personalmente.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi possono decidere di esercitare o meno il loro diritto di chiedere la redazione di un inventario dell'eredità. Gli eredi che non chiedono il beneficio d'inventario rispondono di tutti i debiti del defunto. Se più eredi non esercitano il diritto al beneficio d'inventario, essi saranno responsabili in solido. L'erede che non chiede l'inventario risponde in toto dei debiti del de cuius, anche se il giudice redige un elenco dei beni ereditari per altri motivi (per esempio, perché l'inventario è chiesto da un altro erede).

Su richiesta di un erede, il giudice redige un inventario dell'asse ereditario. L'erede che chiede il beneficio d'inventario risponderà dei debiti del defunto solo a concorrenza del valore della quota ereditaria ricevuta. Se più eredi si avvalgono di tale diritto, essi risponderanno in solido dei debiti del defunto, ma ciascuno dovrà rispondere in misura pari al valore della quota ricevuta in eredità.

In taluni casi, il giudice ordina la redazione di un inventario dell'eredità anche in mancanza della richiesta da parte di un erede, principalmente allo scopo di tutelare eredi minorenni o il cui luogo di residenza non sia noto e, altresì, per tutelare i creditori del testatore.

In determinati casi, il giudice può decidere di sostituire l'inventario dell'eredità con un elenco di beni redatto dall'amministratore, oppure con una dichiarazione comune sui beni ereditari redatta e firmata da tutti gli eredi

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

La trascrizione dei diritti nei registri immobiliari è regolata dalla legge n. 256/2013 sui registri immobiliari (legge catastale).

Le seguenti voci vengono inserite nei registri immobiliari:

  • appezzamenti di terreno;
  • edifici cui viene assegnato un numero civico o un numero di riferimento catastale, a meno che non facciano parte di un diritto di superficie o di un diritto di utilizzo del terreno;
  • edifici cui non è stato assegnato un numero civico o un numero di riferimento catastale, a meno che non siano parte di un diritto di superficie o di un diritto di utilizzo del terreno, purché costituiscano la struttura principale del terreno e non siano classificate come "piccole strutture";
  • unità definite in base al codice civile;
  • unità definite in base alla legge n. 72/1994 che disciplina determinati rapporti di comproprietà relativi a edifici e determinati rapporti di proprietà relativi ad appartamenti e locali non destinati ad uso abitativo e che modifica talune leggi (in prosieguo: la "legge sulla proprietà immobiliare"), come modificata.
  • diritti di superficie;
  • opere idrauliche.

I diritti reali acquisiti con l'eredità sono iscritti nei registri immobiliari conformemente a una decisione successoria o atto notorio di successione emesso in uno Stato membro e attraverso un certificato successorio emesso da un giudice o dall'autorità competente di uno Stato membro di origine oppure in base a un certificato successorio europeo (in prosieguo: i "documenti").

Il registro immobiliare del comprensorio in cui si trova l'immobile è competente a svolgere la procedura di trascrizione.

L'immobile deve essere indicato nei documenti presentati ai fini della trascrizione di diritti nel registro degli immobili (la decisione successoria, l'atto notorio e/o il certificato successorio europeo) in conformità dell'articolo 8 della legge n. 256/2013:

  • i terreni vengono identificati attraverso particelle numerate, indicando se siano edificabili o meno, e con il nome del comune catastale in cui sono situati.
  • I terreni soggetti a una procedura di registrazione semplificata sono identificati attraverso il numero di particella figurante nel precedente registro catastale, indicando se si tratta di un numero di particella assegnato dal registro catastale, dal piano d'uso, dallo strumento unico di pianificazione o dal registro immobiliare, nonché in base al nome del comune catastale in cui sono situati.
  • Un edificio che non è classificato come parte di un terreno o di un diritto di superficie viene identificato attraverso il numero di particella del terreno sul quale è stato costruito, il numero civico o il numero di riferimento catastale (se non è stato assegnato alcun numero, viene indicato l'uso dell'edificio) e attraverso il nome del comune al quale appartiene.
  • Un'unità è identificata attraverso la designazione dell'edificio che la delimita o dalla designazione del diritto di uso del terreno o di superficie, qualora l'edificio che la delimita sia classificato come parte di tale terreno, dal numero e dal nome dell'unità e, ove necessario, dall'indicazione che si tratta di un'unità incompleta.
  • Un diritto di superficie viene identificato attraverso il numero della particella catastale, nonché con l'indicazione del carattere edificabile del terreno e con lo stesso nome del comune catastale in cui è stato costituito.
  • Un opera idraulica è identificata attraverso il numero della particella catastale, nonché l'indicazione del carattere edificabile del terreno, dal nome del comune catastale e dalle modalità d'uso.

I documenti presentati per la registrazione dei diritti nel registro immobiliare devono soddisfare i requisiti previsti per la registrazione dei diritti di proprietà; il contenuto di tali documenti deve giustificare la domanda di registrazione di un diritto e tale domanda deve mostrare continuità con le precedenti iscrizioni nel registro immobiliare.

I documenti devono identificare gli eredi o altri beneficiari indicandone il nome, la residenza, il numero d'identificazione personale o la data di nascita (oppure, nel caso di una persona giuridica, il nome, la sede e il numero di registrazione, ove applicabile). Il documento deve indicare le quote in base alle quali ciascun erede acquista diritti di proprietà sui beni immobili e, se del caso, i diritti reali eventualmente costituiti, con i corrispondenti soggetti beneficiari e obbligati. Nei procedimenti di successione, oltre al diritto di proprietà, possono essere costituiti diritti di superficie, servitù, vincoli, anche futuri, e privilegi, diritti di prelazione, diritti di usufrutto futuri, diritti di comproprietà accessori, fondi fiduciari, e divieti di cessione o gravami.

Quando il diritto da trascrivere nel registro immobiliare sulla base del relativo documento riguarda solo una porzione della superficie di terreno, è necessario allegare una mappatura che definisca la porzione di terreno in questione. La mappatura è considerata parte integrante del documento.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Il testatore può nominare un amministratore e/o un esecutore nelle sue disposizioni mortis causa.

Il giudice nomina un amministratore per eseguire le ultime volontà del de cuius su proposta di un erede che non vuole occuparsi personalmente di eseguire il testamento. Tale proposta deve contenere gli elementi generali di un'istanza, ossia, deve indicare chiaramente il giudice al quale viene rivolta, l'autore, l'oggetto e lo scopo della richiesta; deve inoltre essere datata e firmata.

Il giudice può inoltre nominare un amministratore d'ufficio nei seguenti casi:

a) se non è stato nominato un esecutore testamentario, se l'esecutore rifiuta di amministrare i beni dell'eredità o se è manifestamente inadatto ad amministrare tali beni, e qualora gli eredi non siano in grado di amministrare i beni in maniera adeguata;

b) se è necessario redigere un elenco degli attivi dell'eredità;

c) se esistono altri validi motivi per nominare un amministratore; oppure

d) se il precedente amministratore è deceduto, è stato sollevato dall'incarico o ha subito limitazioni della propria capacità mentre persiste la necessità di svolgere tali mansioni.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

L'esecutore (qualora sia nominato dal testatore) è responsabile dell'esatta esecuzione delle ultime volontà del de cuius. Se non viene nominato un amministratore, l'esecutore è altresì responsabile dell'amministrazione dell'asse ereditario.

Se vengono nominati un esecutore e un amministratore, quest'ultimo amministra il patrimonio ereditario secondo le indicazioni dell'esecutore.

Se viene nominato un amministratore ma non un esecutore, questi amministra i beni. Su richiesta di un erede, il giudice può altresì ordinare all'amministratore di vedere le ultime volontà de testatore.

Qualora non vengano nominati né un amministratore né un esecutore, tutti gli eredi sono responsabili dell'amministrazione comune dei beni del defunto. Gli eredi possono anche concordare che solo uno di loro amministri i beni ereditari.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore è responsabile unicamente dell'amministrazione dei beni ereditari. Ciò significa che esegue quanto necessario per mantenere tali beni. Ciò facendo, l'amministratore può esercitare i diritti relativi ai beni amministrati. L'amministratore può trasferire beni dell'eredità o utilizzarli come garanzia, ove ciò risponda all'interesse di preservare il valore o la sostanza dei beni amministrati, o usarli quale corrispettivo. Alle stesse condizioni, l'amministratore può cambiare la destinazione dei beni amministrati.

L'amministratore di un'eredità o l'esecutore testamentario può adottare misure che vanno ben oltre l'ambito dell'ordinaria amministrazione, qualora gli eredi glielo consentano. Se gli eredi non raggiungono un accordo o se un erede viene qualificato come persona bisognosa di particolare tutela, è necessaria l'approvazione del giudice.

L'esecutore ha il compito di curare l'esecuzione delle volontà del testatore con la dovuta diligenza. L'esecutore può esercitare tutti i diritti necessari per svolgere i suoi compiti, compreso il diritto di difendere la validità del testamento in giudizio e di eccepire l'incompetenza di un erede o di un legatario, nonché di garantire che le volontà del testatore siano interamente eseguite. Nel testamento, il testatore può stabilire compiti supplementari per l'esecutore.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Il procedimento di successione si chiude con l'emanazione di un'ordinanza che dichiara espressamente i diritti e gli obblighi relativi ai beni ereditari. Le parti hanno il diritto di impugnare tale provvedimento entro 15 giorni dalla sua notifica. La decisione diventa definitiva se non viene presentata impugnazione entro il termine stabilito. La decisione definitiva serve come prova dei diritti e degli obblighi ivi contenuti. L'ordinanza ha lo status giuridico di un atto pubblico.

Prima della chiusura del procedimento successorio, il giudice può emanare una conferma ufficiale dei fatti noti contenuti nel fascicolo. Anche tale dichiarazione costituisce un atto pubblico.

Ultimo aggiornamento: 11/12/2018

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Informazioni generali - Germania

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Un testamento può essere redatto in uno dei seguenti modi: come testamento olografo o come testamento pubblico.

Il testamento olografo può essere redatto unicamente da persone che hanno compiuto 18 anni, deve essere scritto a mano dall'inizio alla fine e, inoltre, deve essere sottoscritto. Se il testamento è stato scritto a macchina o al computer, se manca la firma o se è stato dettato (ad esempio su nastro), è invalido e, di conseguenza, solo gli eredi legittimi hanno diritto di ereditare il patrimonio, se non esiste un altro testamento valido che nomini un diverso erede. A fini probatori, è inoltre molto importante che il testatore firmi con il proprio nome per intero (ossia nome e cognome) per non ingenerare confusione sull'identità del soggetto che ha redatto il testamento. Si raccomanda infine caldamente di inserire nel testamento la data e il luogo al fine di indicare quando e dove è stato redatto detto documento scritto ufficiale. Ciò assume importanza in quanto un testamento anteriore può essere revocato – in tutto o in parte – da un nuovo testamento. In mancanza della data su uno o eventualmente su entrambi i testamenti, è spesso impossibile stabilire quale sia il più recente e debba essere considerato valido.

Le coppie sposate o i partner di un'unione registrata possono anche redigere un testamento olografo congiunto. In questo caso, il testamento olografo redatto a mano da uno o da entrambi i coniugi o partner deve essere firmato congiuntamente da entrambi (per maggiori dettagli si veda "Was ist ein gemeinschaftliches Testament?" ("Cos'è un testamento congiunto?") a pagina 24 del prospetto informativo intitolato "Erben und Vererben" ("Ereditare e disporre mortis causa") del ministero federale della Giustizia e per la tutela dei consumatori (Bundesministerium der Justiz und für Verbraucherschutz).

Se si desidera evitare di compiere errori nel redigere un testamento, è opportuno optare per un testamento pubblico (detto anche "testamento notarile"). Esso consiste nell'esporre verbalmente le proprie volontà e le proprie disposizioni testamentarie a un notaio che le registra per iscritto o nel redigerle in proprio e consegnarle al notaio in forma scritta (per maggiori dettagli, si veda "Das öffentliche Testament" ("Il testamento pubblico") a pagina 23 del prospetto informativo intitolato "Erben und Vererben" ("Ereditare e disporre mortis causa") del ministero federale della Giustizia e per la tutela dei consumatori). Anche i minori che hanno compiuto i 16 anni possono redigere tale tipo di testamento.

Per concludere un patto successorio entrambe le parti devono comparire contestualmente dinanzi a un notaio (v., per maggiori dettagli, "Der Erbvertrag" ("Il patto successorio") a pagina 29 del prospetto informativo intitolato "Erben und Vererben" ("Ereditare e disporre mortis causa") del Ministero federale della Giustizia e per la tutela dei consumatori).

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Per far fronte al rischio che un testamento olografo sia nascosto, gettato o dimenticato è spesso opportuno (ma non obbligatorio) depositarlo presso il tribunale (Amtsgericht) locale – o in Baden-Württemberg, sino alla fine del 2017, presso un notaio (Notariat) – affinché possa essere ivi custodito al sicuro.

Il testamento notarile è sempre custodito al sicuro. Lo stesso vale per il patto successorio salvo che le parti escludano specificamente la custodia ufficiale; in quest'ultimo caso il documento è depositato invece presso il notaio stesso. I testamenti e i patti successori custoditi al sicuro devono essere aperti dopo il decesso dell'autore delle disposizioni mortis causa ivi contenute (la legge lo definisce il "testatore").

Dal 1° gennaio 2012, i testamenti olografi e le disposizioni mortis causa redatte dinanzi a un notaio (testamenti e patti successori) che sono conservati al sicuro presso i tribunali locali – o in Baden-Württemberg, sino a fine 2017, presso gli uffici dei notai – sono registrati elettronicamente nel registro centrale dei testamenti presso la Camera federale notarile (Bundesnotarkammer). In caso di disposizioni mortis causa redatte prima di tale data e consegnate in custodia, le informazioni rilevanti degli uffici di Stato civile sono trasferite al suddetto registro.

Di tutti i decessi sul territorio nazionale è informata la Camera notarile federale, quale autorità del registro, che comunica al tribunale delle successioni competente (Nachlassgericht) le disposizioni che risultano registrate e il luogo in cui sono custodite per permettere l'apertura degli atti di disposizione mortis causa eventualmente tenuti in custodia.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

I parenti prossimi possono essere esclusi dalla successione mediante testamento. Tuttavia una situazione in cui il coniuge superstite, i figli, i figli dei figli o i genitori non ricevono alcuna quota dell'eredità, anche se, in mancanza di disposizioni testamentarie sarebbero stati eredi legittimi, è sempre stata percepita come ingiusta. In ragione dell'assunzione di reciproca responsabilità ufficialmente riconosciuta e legalmente sancita, lo stesso principio si applica anche al partner di un'unione registrata superstite dello stesso sesso. Per tale ragione, la legge riconosce a questo circoscritto gruppo di persone una cosiddetta "quota di legittima". I beneficiari di una quota di legittima hanno diritto di pretendere dall'erede o dagli eredi il pagamento in denaro di un importo corrispondente a metà del valore della quota di eredità loro spettante ex lege.

Esempio: al testatore sopravvivono il marito (con cui viveva in regime patrimoniale di comunione degli incrementi di proprietà) – in base al quale ciascun coniuge mantiene la proprietà dei propri beni ma l'incremento del valore netto combinato degli sposi nel corso del matrimonio è distribuito equamente – e una figlia. Nel suo testamento il testatore indica quale proprio erede unico il marito. Il patrimonio ha un valore di 100 000 EUR. La frazione da impiegare per stabilire la quota di legittima spettante alla figlia è ¼ (mentre la quota a lei spettante ex lege è pari a un mezzo, come quella dovuta al marito che viveva con il testatore in regime legale patrimoniale di comunione degli incrementi di proprietà). Per calcolare l'importo di denaro cui lei ha titolo, occorre moltiplicare la frazione della quota di legittima per il valore del patrimonio alla data dell'apertura della successione. Ciò significa che la figlia può chiedere al marito del testatore il riconoscimento di una quota di legittima pari a 25 000 EUR (¼ × 100 000 EUR).

I testatori non possono eludere tale diritto alla suddetta quota di legittima inserendo i relativi beneficiari nei loro testamenti ma riconoscendo loro meno della metà della quota spettante ex lege. In tali casi, il beneficiario della quota di legittima può richiedere un importo aggiuntivo così da ottenere, a titolo di quota di legittima, la metà della quota spettante ex lege.

Esempio: il testatore nomina eredi sua moglie (con cui viveva in regime patrimoniale di comunione degli incrementi di proprietà) e sua figlia, prevedendo che esse ereditino rispettivamente ⅞ e ⅛ del suo patrimonio. Il suo patrimonio ha un valore di 800 000 EUR. La frazione necessaria per determinare la quota di legittima della figlia è ¼ (= 200 000 EUR). Posto che è stata inserita nel testamento ed eredita così già 100 000 EUR (⅛ di 800 000 EUR), la figlia ha titolo soltanto di richiedere un importo aggiuntivo a copertura della differenza (100 000 EUR).

I diritti sulla quota di legittima devono essere azionati entro tre anni dal momento in cui il relativo beneficiario viene a conoscenza dell'apertura della successione e dell'atto di disposizione che lo danneggia e, in ogni caso, entro trent'anni dall'apertura della successione.

Gli eredi possono chiedere che la richiesta della quota di legittima sia differita se l'immediato soddisfacimento della domanda può arrecare loro ingiustamente un grave danno. La legge cita, a titolo di esempio, la necessità, in caso contrario, di dover vendere la casa di famiglia. Occorre tuttavia tener conto degli interessi del beneficiario o dei beneficiari. Differimento significa che la quota di legittima non deve essere versata immediatamente. Spetta al giudice decidere, di caso in caso, per quanto tempo possa essere differito il soddisfacimento della quota di legittima e se debba essere fornita una garanzia rispetto ad essa.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di testamento e di patto successorio, si applicano le disposizioni della successione ab intestato.

In base al diritto successorio tedesco, sono classificati come eredi solo i parenti, ossia le persone che hanno i medesimi genitori, nonni o bisnonni del testatore oltre alle persone che condividono con il testatore un antenato ancora più lontano. In base alla definizione in parola, i rapporti derivanti da matrimonio non sono minimamente considerati come riferiti al testatore e sono così esclusi dalla successione legittima, ad esempio, la matrigna, il figliastro, il patrigno, la figliastra, la zia e lo zio acquisiti con matrimonio, ecc., in quanto essi non condividono con il testatore nessun antenato comune.

Il rapporto familiare può derivare anche dall'adozione (di un figlio) in quanto tale procedura crea un rapporto giuridico familiare di pieno diritto tra il figlio e l'adottante e i parenti di quest'ultimo, con tutti i diritti e gli obblighi ad esso associati. Ne consegue che i figli adottati hanno di norma gli stessi diritti dei figli biologici (sono previste condizioni speciali quando i "figli" adottati sono maggiorenni).

I coniugi costituiscono un'eccezione al principio della devoluzione dell'eredità ai soli parenti. Benché non siano di norma imparentati l'uno con l'altro e non condividano così nessun antenato comune, essi continuano a mantenere un autonomo diritto a ereditare dal coniuge. Se i coniugi sono divorziati, essi non vantano nessun diritto sull'eredità. A determinate condizioni, ciò vale anche per i coniugi che non sono ancora divorziati ma vivono separatamente.

In base al diritto successorio, i partner di un'unione registrata hanno gli stessi diritti dei coniugi. Di contro, le altre forme di coabitazione non fondano alcun diritto successorio.

Norme di diritto successorio attinenti ai parenti

Non a tutti i parenti sono riconosciuti gli stessi diritti successori. La legge li divide tra eredi di diverso grado.

Eredi di 1° grado

Tra gli eredi di 1° grado rientrano i discendenti del de cuius, ossia i figli, i nipoti, i pronipoti, ecc.

I figli nati al di fuori del matrimonio sono eredi legittimi della madre e del padre e dei rispettivi parenti (un'eccezione è prevista per le successioni in cui il testatore è deceduto prima del 29 maggio 2009, se il figlio era nato, fuori dal matrimonio, anteriormente al 1° luglio 1949 – v. note a pagina 11 e 15 del prospetto informativo "Erben und Vererben" ("Ereditare e disporre mortis causa") del Ministero federale della Giustizia e per la tutela dei consumatori).

In presenza di una persona rientrante in questo gruppo di parenti molto stretti, tutti i parenti più lontani non ricevono nulla e sono esclusi dalla successione.

Esempio: il testatore ha una figlia e numerosi nipoti. I nipoti non sono chiamati a succedere.

In figli dei figli (ossia i nipoti, i pronipoti, ecc.) sono chiamati a succedere se i loro genitori sono già morti o hanno rifiutato l'eredità.

Esempio: al de cuius è sopravvissuta una figlia oltre a tre nipoti nati da un figlio che è già deceduto. La figlia riceve metà dell'eredità mentre i nipoti devono dividere tra loro l'altra metà – ossia la metà che sarebbe altrimenti spettata al padre. Ciò significa che ciascun nipote riceve ⅙ dell'eredità.

Eredi di 2° grado

Eredi di 2° grado sono i genitori del de cuius e i loro figli e nipoti, ossia i fratelli e i nipoti del testatore. Ancora una volta i figli dei genitori sono chiamati a succedere solo se i genitori del testatore sono già deceduti. Essi possono ereditare la quota spettante al padre o alla madre defunti.

I parenti di 2° grado sono chiamati a succedere solo in assenza di parenti di 1° grado.

Esempio: al testatore sono sopravvissuti una nipote e un nipote. La sorella e i genitori del testatore sono già deceduti. La nipote e il nipote ereditano quindi una metà ciascuno del patrimonio.

Eredi di 3° grado e gradi successivi

La categoria degli eredi di 3° grado comprende i nonni e i loro figli e i figli dei loro figli (zia, zio, cugino, ecc.), mentre eredi di 4° grado sono i bisnonni e i loro figli, nipoti, ecc. La successione legittima si fonda essenzialmente sulle stesse regole previste per i gradi che precedono. Tuttavia, a partire dal 4° grado, se i figli dei nonni sono già deceduti, non sono più i loro eredi a subentrare; la persona o le persone che costituiscono i soli parenti più prossimi divengono così gli unici eredi (si passa qui da un sistema successorio basato sulla parentela – che comporta che si scenda lungo ciascuna linea (parentela) che trae origine da un antenato sino a individuare un erede – a un sistema basato sul grado di parentela (che implica l'individuazione del parente più vicino sulla base dei gradi di parentela)).

Trova applicazione sempre la seguente regola: è sufficiente che sia in vita un parente del grado anteriore per escludere tutti i possibili eredi di grado successivo.

Coniugi e partner di unioni registrate

A prescindere dal rispettivo regime patrimoniale applicato in costanza di matrimonio, la moglie, il marito o il partner in un'unione registrata sopravvissuti al de cuius hanno diritto a ottenere ¼ del patrimonio in presenza di altri discendenti o la metà dello stesso in presenza di eredi di 2° grado (ossia genitori, fratelli o nipoti del testatore) e di eventuali nonni.

Se i coniugi vivevano in "regime patrimoniale della comunione degli incrementi patrimoniali" (che costituisce il regime ordinario, salvo che i coniugi abbiano concordato un diverso regime di proprietà nell'ambito di un accordo prematrimoniale o successivo al matrimonio), la suddetta quota è aumenta di ¼. Lo stesso vale per i partner di un'unione registrata.

In mancanza di parenti di 1° o 2° grado e di nonni, il coniuge/partner è destinatario dell'intera eredità.

Esempio: al testatore sopravvivono la moglie (con cui viveva in regime patrimoniale della comunione degli incrementi patrimoniali) e i suoi genitori. La moglie riceve ¾ (½ + ¼) e i genitori – quali eredi di 2° grado – ciascuno ⅛ del patrimonio. Inoltre, se gli altri eredi sono parenti di 2° grado, come nel caso di specie, o i nonni, la moglie ha anche titolo a quello che è noto in Germania come il "Großer Voraus" che costituisce un diritto preferenziale che, nella maggior parte dei casi, copre tutti gli oggetti domestici e i regali di matrimonio (quando gli altri eredi sono parenti di 1° grado, il coniuge superstite che eredita come erede legittimo ha diritto a tali beni sono se ha ne bisogno al fine di un'adeguata gestione della casa).

Il diritto a succedere riconosciuto dalla legge allo Stato

Se non possono essere individuati coniuge, partner o parenti, erede legittimo è lo Stato. La sua responsabilità è però limitata al valore del patrimonio.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In linea di principio, competente a conoscere delle questioni attinenti alla successione è il tribunale delle successioni presso il tribunale locale dell'ultimo luogo di residenza abituale del testatore (o in Baden-Württemberg, sino a fine 2017, la sede notarile competente).

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La rinuncia all'eredità è compiuta mediante dichiarazione al tribunale delle successioni; la dichiarazione in parola deve essere messa a verbale presso il tribunale delle successioni o presentata previa certificazione da parte di un notaio (v. infra per maggiori dettagli).

La dichiarazione di accettazione non deve essere presentata nel rispetto di formalità particolari e non occorre una conferma di ricevimento. Il superamento del termine per la rinuncia è sufficiente a costituire accettazione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il legato o il lascito sono accettati o rinunciati mediante dichiarazione resa alla persona su cui essi gravano. Si può trattare di un erede o di un legatario.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il diritto tedesco delle successioni non prevede alcuna norma sull'accettazione o sulla rinuncia della quota di legittima.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Apertura del testamento

L'atto di disposizione testamentaria presentato al tribunale delle successioni o tratto dalla custodia è aperto ufficialmente dal tribunale delle successioni a seguito del decesso del testatore. Ne viene data comunicazione ufficiale agli eredi.

Procedura di richiesta di un certificato ereditario

Il certificato ereditario è emesso dal tribunale delle successioni (o in Baden-Württemberg, sino a fine 2017, dall'ufficio notarile) e indica l'identità dell'erede, la portata del suo diritto di successione e, se del caso, la nomina di eredi di grado successivo o l'esecuzione del testamento.

Il tribunale delle successioni emette il certificato ereditario su richiesta. Il richiedente deve dimostrare che le indicazioni richieste dalla legge sono tutte corrette o fornire una dichiarazione giurata attestante che non vi sono motivi di dubitare della loro correttezza. Il richiedente può rendere una dichiarazione giurata comparendo dinanzi a un notaio o al tribunale, salvo che la legge dello Stato federale considerato preveda che solo i notai possono occuparsi della questione.

Emissione di un certificato successorio europeo

La legge internazionale sui procedimenti in materia successoria (Internationale Erbrechtsverfahrensgesetz, IntErbRVG) disciplina le procedure per l'emissione del certificato successorio europeo. Il certificato successorio europeo è un certificato ereditario valido in quasi tutti i paesi dell'Unione europea (ad eccezione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca). Esso è emanato anche su richiesta del tribunale delle successioni sotto forma di copia autentica con un periodo di validità circoscritto. Il certificato mira anzitutto a semplificare la definizione delle questioni in materia di proprietà all'interno dell'UE.

Distribuzione del patrimonio

In presenza di più eredi che vantano diritti sul patrimonio, quest'ultimo diviene loro proprietà comune. Ne consegue che i coeredi possono disporre dei singoli beni del patrimonio solo congiuntamente, ad esempio, quando si tratta di vendere un'autovettura del testatore che non è più utilizzata. Essi devono quindi gestire l'eredità insieme. Ciò è spesso causa di notevoli difficoltà, in particolare se gli eredi vivono distanti e non possono trovare un accordo. Questa "comunione forzata" è di norma oltremodo scomoda e, in linea di principio, ciascuno degli eredi può pretendere lo scioglimento della comunione ereditaria chiedendo che il patrimonio sia diviso. L'eccezione più importante è, a questo riguardo, il caso in cui il testatore abbia previsto, nel suo testamento, che il patrimonio deve restare indiviso per un determinato periodo per permettere, ad esempio, a un'azienda familiare di poter continuare a operare.

Se il testatore ha nominato un esecutore, questi è responsabile della divisione del patrimonio. In caso contrario, gli eredi devono occuparsene personalmente. A tal fine, essi possono chiedere l'assistenza di un notaio. Se gli eredi non trovano un accordo pur avendo nominato un notaio quale intermediario tra loro, l'unica opzione resta l'avvio di un'azione legale.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Per dettagli sulla successione legittima, si veda supra.

Se il de cuius ha lasciato testamento, quest'ultimo prevale sulle disposizioni sulla successione legittima. Ne consegue che se il testatore ha disposto, nel proprio testamento, di tutti i propri beni, solo le persone ivi indicate sono chiamate a succedere nel patrimonio. Per dettagli circa le persone aventi diritto a una quota di legittima, si veda supra.

Alla morte del testatore, l'eredità trasferisce ex lege agli eredi (principio dell'acquisto automatico dell'eredità). Gli eredi possono però rifiutare l'eredità loro devoluta (v. infra).

Il testatore può altresì prevedere nel suo testamento un legato o un lascito, attribuendo, ad esempio, specifici beni o specifiche somme di denaro a persone determinate. In tali casi, il destinatario del legato/lascito (il "legatario") non è qualificato come erede ma può agire nei confronti del soggetto o dei soggetti da essi gravati per ottenere quanto gli è stato specificamente attribuito nel testamento.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Rinuncia all'eredità

Gli eredi non sono responsabili per le passività collegate al patrimonio se hanno rinunciato all'eredità nei termini previsti. Come principio generale, il rispettivo erede deve rinunciare all'eredità entro sei settimane dal ricevimento della comunicazione dell'avvenuta apertura della successione e del fondamento dell'acquisto del suo status di erede, mediante dichiarazione ufficiale da rendersi dinanzi al tribunale delle successioni. La rinuncia può essere messa a verbale dinanzi al tribunale delle successioni o presentata previa certificazione da parte di un notaio. In quest'ultimo caso è sufficiente la presentazione di una lettera fermo restando che l'autenticità della firma deve essere attestata dal notaio. L'accettazione o la rinuncia all'eredità sono di norma vincolanti.

Responsabilità in caso di accettazione dell'eredità

Se gli eredi accettano l'eredità loro devoluta, essi rivestono essenzialmente i panni del testatore dal punto di vista giuridico. Ciò significa che essi ne ereditano anche i debiti e sono chiamati, in linea di principio, ad attingere anche ai propri beni per farvi fronte.

Tuttavia, gli eredi possono limitare la loro responsabilità per i debiti ereditati a quella che è nota come "massa ereditaria" ("Erbmasse"). Ciò significa che ogni creditore del de cuius può soddisfarsi per quanto gli è dovuto sulla massa ereditaria ma i beni personali degli eredi sono protetti rispetto ai terzi. Gli eredi possono ottenere questa limitazione della responsabilità in due modi: essi possono presentare al tribunale delle successioni un'istanza chiedendo che venga disposta l'amministrazione del patrimonio per conto dei creditori o possono chiedere l'apertura di una procedura fallimentare sul patrimonio presentando richiesta in tal senso al tribunale locale competente a operare come tribunale fallimentare.

Gli eredi possono ottenere una limitazione della loro responsabilità anche se il patrimonio non è nemmeno sufficiente a coprire le spese per la sua amministrazione per conto dei creditori o le spese del procedimento concorsuale. Se un creditore fa valere i propri diritti, gli eredi possono opporre la mancanza di capienza del patrimonio. Gli eredi possono quindi rifiutarsi di adempiere le obbligazioni del patrimonio se quest'ultimo non è sufficiente a soddisfarle. Essi sono tuttavia tenuti a consegnare ai creditori i beni che costituiscono il patrimonio.

Gli eredi che non vogliano trovarsi di fronte a debiti di cui non avevano conoscenza, devono semplicemente avviare una procedura di evidenza pubblica ("Aufgebotsverfahren") nell'ambito della quale possono chiedere al tribunale delle successioni che tutti i creditori del testatore gli comunichino – entro una determinata data – l'importo del debito residuo del testatore nei loro confronti. Il creditore che omette di dichiarare il suo credito tempestivamente si soddisfa su quanto residua dell'eredità al termine della procedura. La procedura di evidenza pubblica permette anche di chiarire agli eredi se vi sia motivo per assoggettare il patrimonio ad amministrazione ufficiale chiedendone l'amministrazione o l'apertura su di esso di una procedura concorsuale.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

È necessario presentare istanza di rettifica del libro fondiario fornendo prova attestante che le sue risultanze sono errate cosicché l'erede del titolare del bene può essere ivi intavolato come proprietario. Ai fini della presentazione di un'istanza di rettifica del libro fondiario a seguito del decesso del proprietario intavolato, il richiedente deve prima fornire prova del suo status di erede.

Per ottenere la rettifica del libro fondiario, il richiedente deve comprovare, in tali casi, il suo status di erede presentando un certificato ereditario o un certificato successorio europeo.

Se la successione si fonda su una disposizione mortis causa contenuta in un documento pubblico (un testamento notarile o un patto successorio), è sufficiente presentare all'Ufficio del libro fondiario (Grundbuchamt) l'atto di disposizione e il verbale ufficiale della sua apertura.

In caso di legato di bene immobile, ai fini del trasferimento della proprietà a favore del legatario deve sempre essere presentato un atto notarile a prescindere dalle disposizioni in materia di successioni applicabili. Tale atto notarile deve attestare che il legatario ha titolo ad acquisire la proprietà del bene immobile.

Altri documenti possono essere richiesti a seconda della natura del caso considerato. Ad esempio, per registrare come erede una società commerciale, il richiedente deve fornire prova dei suoi poteri di rappresentanza (ad esempio, mediante estratto ufficiale dal registro delle imprese).

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

In base al diritto tedesco delle successioni, l'amministrazione del patrimonio a nome dei creditori può essere impiegata per evitare che i debiti siano azionati a carico del patrimonio dell'erede. Il tribunale delle successioni può ordinare che il patrimonio sia posto sotto amministrazione solo su richiesta di una persona autorizzata (erede, esecutore, creditore del patrimonio, acquirente dell'intera eredità o erede successivo).

L'amministratore è un soggetto nominato ufficialmente. Benché responsabile di amministrare l'insieme dei beni di un terzo, mantiene lo status di parte in proprio nome nel caso di una controversia legale. Egli svolge i propri compiti nell'interesse privato ad amministrare i beni di un terzo nell'ottica di soddisfare gli interessi di tutte le parti coinvolte (eredi e creditori). L'attività di amministrazione del patrimonio che l'amministratore può (e deve) svolgere non è diretta soltanto a mantenere e incrementare il patrimonio, ma primariamente a soddisfare i creditori della massa. Il compito principale dell'amministratore consiste nell'assicurare che le responsabilità del patrimonio siano chiarite.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Accanto agli eredi effettivi, all'amministratore (fallimentare) (v. sopra) e all'esecutore (v. sotto), ampi poteri possono essere riconosciuti anche al curatore del patrimonio.

Il tribunale delle successioni nomina ufficialmente un curatore quando vi è un'effettiva esigenza in tal senso in un momento in cui l'identità dell'erede responsabile è incerta o quando non è noto se egli abbia o meno accettato l'eredità. La curatela del patrimonio mira a salvaguardare e mantenere il patrimonio nell'interesse dell'erede ignoto.

Il tribunale delle successioni fissa l'ambito delle responsabilità del curatore in linea con quanto richiesto in ogni singolo caso. La portata può essere piuttosto ampia o concentrarsi semplicemente sull'amministrazione di determinati beni del patrimonio. Il curatore della massa è di norma responsabile dell'individuazione degli eredi ignoti nonché della tutela e del mantenimento del patrimonio.

In linea di principio, la curatela di un patrimonio non mira a soddisfare i creditori dello stesso, in quanto essa è primariamente diretta a tutelare gli eredi. In via eccezionale, i compiti del curatore possono anche comprendere l'uso di risorse del patrimonio per adempierne le obbligazioni se ciò risulta necessario a garantire un'amministrazione e un mantenimento corretti o al fine di evitare perdite o danni, in particolare, i costi che potrebbero derivare da inutili controversie legali.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Il testatore può, nelle sue disposizioni mortis causa, nominare uno o più esecutori. Egli può anche autorizzare un terzo, l'esecutore o il tribunale delle successioni a designare un (altro) esecutore. Gli obblighi dell'esecutore iniziano nel momento in cui la persona designata accetta la propria nomina a tale ruolo.

In base alla legge, compito dell'esecutore è dare esecuzione alle disposizioni testamentarie del testatore. In presenza di più eredi, l'esecutore è responsabile della divisione del patrimonio.

L'esecutore è chiamato ad amministrare il patrimonio. In particolare, prende possesso del patrimonio e dispone dei beni che lo compongono. In questa ipotesi, gli eredi non hanno alcun potere di disposizione su nessuno dei beni rientranti nel patrimonio oggetto di amministrazione da parte dell'esecutore. L'esecutore può altresì assumere obbligazioni in nome del patrimonio a condizione che ciò sia necessario per la sua corretta amministrazione. Egli può disporre di beni a titolo gratuito solo se sussiste un obbligo morale in tal senso o per rispetto della comune coscienza.

Il testatore può tuttavia, se lo reputa opportuno, limitare i poteri riconosciuti all'esecutore rispetto a quanto previsto nelle disposizioni di legge. Il testatore può anche fissare il termine entro il quale deve essere data esecuzione al testamento. Egli può, ad esempio, limitarsi ad autorizzare l'esecutore a gestire il patrimonio e a dividerlo entro un breve periodo. D'altro canto, può anche decidere di fornire istruzioni nel suo testamento o patto successorio prevedendo che il patrimonio sia oggetto di un'esecuzione a lungo termine. Di norma, esecuzioni a lungo termine possono essere previste per un periodo massimo di 30 anni, a decorrere dalla data di apertura della successione. Tuttavia, il testatore può dare istruzione che l'amministrazione continui sino alla morte dell'erede o dell'esecutore o sino a quando si verifica un determinato evento rispetto a uno o l'altro di essi. In tali casi, l'esecuzione della successione può durare oltre 30 anni.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se l'erede desidera, ad esempio, ottenere il trasferimento a proprio nome di un terreno o di un conto aperto a nome del testatore, deve di norma presentare un certificato di eredità o un certificato successorio europeo atto a provare il suo diritto all'eredità. In presenza di un testamento pubblico (v. supra), in tali casi può non essere richiesta la presentazione di un certificato di eredità o di un certificato successorio europeo.

Ultimo aggiornamento: 24/10/2018

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Informazioni generali - Estonia

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Un testatore può redigere atti di disposizione dei beni per l'eventualità della sua morte mediante testamento o patto successorio. Il testamento può essere notarile oppure olografo. Il testatore può revocare il testamento o una parte di esso in ogni momento mediante un testamento o un patto successorio successivo. Ciò non vale nel caso del testamento reciproco dei coniugi, dal momento che disposizioni specifiche disciplinano la modifica e la revoca di tali testamenti.

Testamento notarile

Il testamento notarile è un testamento redatto mediante atto notarile o un testamento che è stato preparato dal testatore ed è stato poi depositato presso un notaio in busta sigillata per essere da questi conservato.

Nel caso del testamento notarile, un notaio redige in forma notarile un testamento da questi predisposto sulla base delle indicazioni del testatore oppure il testatore prepara il testamento e lo sottopone al notaio per l'autenticazione. Il testamento notarile deve essere sottoscritto dal testatore alla presenza del notaio.

Un testamento può essere redatto mediante atto notarile anche da un ragazzo di età pari almeno a 15 anni. Il testatore, seppur così giovane, non necessita del consenso del suo legale rappresentante.

Nel caso del testamento depositato presso un notaio affinché questi lo conservi, il testatore consegna personalmente al notaio il suo testamento in una busta sigillata dichiarando al notaio che si tratta delle sue volontà mortis causa. In tale ipotesi, il notaio redige un atto in forma notarile indicante il fatto che il testamento è stato depositato e l'atto in parola è sottoscritto dal testatore e dal notaio. Il testatore può ritirare in qualsiasi momento il testamento depositato presso un notaio. In tale eventualità, il notaio redige un atto notarile indicante che il testamento è stato ritirato e l'atto è firmato dal testatore e dal notaio.

La validità dei testamenti notarili non è soggetta a limiti temporali; essi restano quindi validi finché non sono modificati o revocati.

Testamenti olografi

I testamenti olografi sono firmati in presenza di testimoni oppure senza testimoni.

Il testo di un testamento olografo sottoscritto dinanzi a testimoni non deve essere stato preparato dal testatore (e non deve neppure essere redatto a mano), ma deve essere firmato in presenza di almeno due testimoni capaci di agire e deve contenere indicazione della data e dell'anno in cui è stato redatto. I testimoni devono essere presenti alla firma contemporaneamente. Il testatore deve comunicare ai testimoni che essi sono stati chiamati in qualità di testimoni della redazione di un testamento e che il testamento contiene le sue volontà mortis causa. I testimoni non sono tenuti ad essere a conoscenza del contenuto del testamento. I testimoni firmano il testamento subito dopo che il testatore stesso l'ha sottoscritto. I testimoni confermano con la loro rispettiva firma che il testatore ha, a sua volta, firmato il testamento e che, al meglio della loro comprensione, il testatore ha capacità di agire e di testare. Una persona non può fungere da testimone se i suoi ascendenti o i suoi discendenti, i fratelli o sorelle e i loro discendenti, il suo coniuge o gli ascendenti o discendenti di quest'ultimo sono indicati come beneficiari nel testamento.

Un testamento olografo deve essere redatto dal testatore di proprio pugno, dall'inizio alla fine (non può essere scritto a macchina, stampato o preparato meccanicamente in altro modo) e deve contenere l'indicazione della data e dell'anno in cui il testamento è stato redatto. Il testamento olografo deve essere firmato personalmente dal testatore.

Il testatore può tenere presso di sé il testamento olografo o consegnarlo a un'altra persona affinché lo conservi.

Un testamento olografo perde validità dopo sei mesi dalla sua redazione se il testatore è ancora in vita. Il testamento olografo è nullo se non contiene indicazione della data o dell'anno in cui è stato redatto e non è possibile stabilirli in altro modo.

Testamento reciproco dei coniugi

Un testamento reciproco dei coniugi è un testamento redatto congiuntamente dai coniugi nel quale ciascuno di essi nomina l'altro quale proprio erede o dispone dei propri beni in caso della loro morte.

Nel testamento reciproco tra coniugi in cui ciascuno indica l'altro come suo unico erede, i coniugi possono indicare a chi dovranno essere trasferite le quote di proprietà del coniuge sopravvissuto dopo la morte.

Il testamento reciproco tra coniugi deve essere redatto con atto notarile. Il notaio predispone il suddetto tipo di testamento in linea con le indicazioni testamentarie dei coniugi, che lo sottoscrivono alla presenza del notaio.

Una disposizione contenuta in un testamento reciproco tra coniugi può essere revocata da uno di essi fintantoché entrambi sono in vita. Un testamento con cui è revocata una suddetta disposizione deve essere redatto in forma notarile. La disposizione si considera revocata quando l'atro coniuge ha ricevuto una comunicazione, inviata mediante procedura notarile, relativa alla suddetta revoca. Dopo la morte di uno dei coniugi, il coniuge superstite può revocare le proprie disposizioni solo se rinuncia alla quota di patrimonio che gli è stata devoluta sulla base del testamento reciproco.

Un testamento reciproco tra coniugi diviene nullo se il matrimonio è sciolto prima della morte del testatore. Esso diviene nullo anche se il testatore, prima di morire, aveva presentato domanda giudiziale di divorzio, aveva dato il suo consenso scritto al divorzio o aveva titolo per chiedere l'annullamento del matrimonio e aveva presentato una domanda giudiziale in tal senso.

Patti successori

Un patto successorio è un accordo tra il testatore e un'altra persona con cui il testatore nomina la controparte o un terzo quale proprio erede e specifica un legato, degli obblighi testamentari o delle istruzioni testamentarie. Il testatore può anche stipulare un patto successorio con il suo erede legittimo che preveda la rinuncia da parte di quest'ultimo all'eredità.

Un accordo successorio può anche contenere disposizioni unilaterali previste dal testatore; in tal caso, le clausole contenute nel testamento saranno applicate alle disposizioni.

I patti successori devono essere predisposti da un notaio e redatti mediante atto notarile. Essi sono sottoscritti alla presenza del notaio.

Il patto successorio o una disposizione ivi contenuta possono essere cancellati o revocati, quando le parti sono ancora in vita, mediante un accordo redatto in forma notarile concluso tra le persone coinvolte o mediante un nuovo patto successorio.

Inoltre, è possibile recedere dal patto successorio. Il testatore può recedere dal patto successorio se tale diritto gli è stato riconosciuto nel patto stesso. Il recesso è possibile inoltre anche quando il beneficiario ha commesso un reato contro il testatore, il suo coniuge, un suo ascendente o discendente o se la controparte viola consapevolmente il suo obbligo di legge a fornire un contributo di mantenimento al testatore. Il testatore può inoltre recedere quando una parte del patto successorio che è tenuta a rendere obbligazioni ripetitive a favore del testatore durante la sua vita – primo fra tutti, il versamento di un contributo di mantenimento – violi intenzionalmente e in modo rilevante tale obbligo. La revoca del patto successorio è compiuta mediante dichiarazione in forma notarile resa alla controparte. Se un patto successorio reciproco prevede il diritto di recedere, l'intero accordo diviene nullo con il recesso di una delle parti, salvo ivi diversamente previsto. Il diritto di recedere da un patto successorio reciproco si estingue con la morte di una delle parti. Dopo la morte di una delle parti, la parte superstite del patto successorio può revocare la propria disposizione soltanto se rinuncia ai beni che le sono stati assegnati in forza di esso.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

I testamenti notarili e i patti successori sono sempre iscritti nel registro delle successioni il giorno lavorativo successivo a quello dell'autenticazione dell'atto notarile. I notai devono inoltre iscrivere nel registro delle successioni tutte le modifiche ai patti successori, gli accordi volti a revocare tali patti e le dichiarazioni di recesso. La violazione dell'obbligo di iscrizione non inficia la validità del testamento.

La redazione di un testamento olografo può essere iscritta nel registro delle successioni dal testatore o da ogni altra persona che sia informata del fatto che esiste un testamento olografo e cui il testatore abbia chiesto di procedere alla registrazione. L'iscrizione nel registro delle successioni non è obbligatoria per il testamento olografo.

I testamenti notarili e i patti successori sono iscritti nel registro delle successioni dal notaio che ha autenticato il testamento o il patto successorio o presso il quale il testamento è stato depositato. A tal fine, il notaio deve effettuare un'iscrizione nel registro delle successioni o presentare una comunicazione in tal senso al registro. Dal 1° gennaio 2015 i notai non presentano più comunicazioni al registro delle successioni, modificando invece il registro delle successioni mediante iscrizione.

I dati relativi ai testamenti olografi possono essere inseriti nel registro delle successioni attraverso il portale statale Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.eesti.ee/ da chiunque sia a conoscenza dell'esistenza di un testamento e cui sia stato richiesto di effettuare la relativa iscrizione.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

In linea generale, non esistono limitazioni alla possibilità di testare e il diritto del testatore a disporre mortis causa non è neppure limitato quando questi redige un testamento.

La libertà di testare subisce dei limiti con l'istituzione della quota di legittima, che limita la libertà del testatore di lasciare i propri beni ad eredi di propria scelta. Se il testatore, mediante testamento o patto successorio, ha escluso dalla successione un discendente, i genitori o il coniuge che hanno titolo di succedere quali eredi legittimi e nei cui confronti il testatore aveva, al momento della propria morte, un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia o se il testatore ha ridotto la loro quota di eredità rispetto a quella loro spettante in caso di successione ab intestato, tali persone hanno diritto a far valere la quota di legittima nei confronti degli eredi. Pertanto, il beneficiario della quota di legittima vanta un diritto nei confronti degli eredi fondato sulle disposizioni in materia di obbligazioni. La domanda consiste nel fatto che la persona che ha titolo di ricevere la quota di legittima può chiedere il pagamento di un importo liquido pari alla quota di legittima, sulla base del valore del patrimonio. La persona che aziona la quota di legittima non ha lo status di erede. La quota in parola è pari alla metà del valore del patrimonio che un erede avrebbe ricevuto in caso di successione ab intestato, ove tutti gli eredi avessero accettato l'eredità.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se il testatore non ha lasciato un valido testamento o un patto successorio, si apre una successione ab intestato disciplinata dalle disposizioni di legge. Se il testatore non ha fatto testamento o non ha concluso un patto successorio rispetto a tutti i suoi beni, la successione si svolge, rispetto alla parte non considerata, in linea con le disposizioni di legge. Eredi legittimi sono il coniuge e i parenti del testatore; la successione ha luogo su tre gradi. Il coniuge succede ab intestato insieme agli eredi legittimi.

Gli eredi di primo grado sono i discendenti del testatore (figli, figli adottivi, nipoti, ecc.). Insieme a tali eredi, il coniuge eredita un importo pari alla quota riconosciuta a un figlio del testatore e non meno di un quarto del patrimonio.

In mancanza di eredi di primo grado, subentrano, come eredi di secondo grado, i genitori del testatore e i loro discendenti (fratelli e sorelle del testatore). Se entrambi i genitori del testatore sono vivi al momento dell'apertura della successione, essi hanno diritto all'intero patrimonio in parti uguali. Se il padre o la madre del defunto sono deceduti al momento dell'apertura della successione, i figli, i figli adottivi e i nipoti ecc. del genitore deceduto subentrano in suo luogo. In presenza di eredi di secondo grado, il coniuge eredità metà del patrimonio.

In mancanza di eredi di secondo grado, sono eredi di terzo grado i nonni del testatore e i loro discendenti (ad esempio, le zie e gli zii del testatore). Se tutti i nonni del testatore sono ancora in vita al momento dell'apertura della successione, essi si dividono il patrimonio in parti uguali. Se un nonno materno o paterno del testatore non è in vita all'apertura della successione, gli subentrano i suoi figli, figli adottivi, i nipoti, ecc. Se non ce ne sono, l'altro nonno dello stesso ramo della famiglia subentra nella sua quota. Se anche l'altro nonno è deceduto, il patrimonio va ai suoi figli, figli adottivi, nipoti, ecc. Se entrambi i nonni paterni o materni del testatore sono deceduti al momento dell'apertura della successione e non hanno discendenti, subentrano in loro luogo i nonni dell'altro ramo della famiglia e i loro figli, figli adottivi, nipoti, ecc. Le disposizioni riguardanti gli eredi di primo grado si applicano ai discendenti che subentrano ai loro genitori come eredi.

Se il testatore era coniugato e non aveva eredi di primo o secondo grado, il coniuge eredita l'intero patrimonio.

Se il testatore non ha eredi legittimi e non era coniugato, erede legittimo è il governo locale del luogo in cui è stata aperta la successione. Il luogo di apertura della successione è l'ultimo luogo di residenza del testatore. Se l'ultimo luogo di residenza abituale del testatore è al di fuori dell'Estonia, ma la successione è soggetta alla legge estone, erede è la Repubblica di Estonia.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In Estonia i procedimenti successori sono svolti dal notaio estone del luogo in cui si è aperta la successione. Il notaio iscrive l'apertura del procedimento nel registro delle successioni.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Le dichiarazioni di accettazione e di rinuncia alla successione devono essere presentate al notaio che sta trattando la successione. Le dichiarazioni possono anche essere autenticate da un diverso notaio che procede poi a inoltrarle al notaio che sta trattando la successione.

Anche gli uffici consolari con speciali qualifiche operanti come rappresentanze estere dell'Estonia possono certificare dichiarazioni di accettazione o di rinuncia alla successione. I funzionari consolari sono tenuti a inoltrare le dichiarazioni da essi autenticate al notaio che sta seguendo la successione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il meccanismo del legato riconosce al legatario il diritto di chiedere all'esecutore dello stesso di trasferire il relativo bene. Per riceve il legato, il legatario deve presentare una domanda di esecuzione del legato all'esecutore. Il testatore può imporre l'esecuzione del legato come onere in capo a un erede o a un altro legatario. Se il testatore non ha nominato un esecutore per il legato, l'erede agisce come esecutore.

Posto che le disposizioni in materia di accettazione o rinuncia all'eredità si applicano all'accettazione e alla rinuncia al legato, la mancata presentazione di una dichiarazione di rinuncia nei termini a tal fine previsti comporta l'accettazione del legato. Se il legatario desidera rinunciare al legato, la dichiarazione di rinuncia deve essere presentata entro il termine fissato a tal fine dalla legge, che è pari a tre mesi dalla morte del testatore e dal momento in cui si è venuti a conoscenza del diritto a ottenere un legato.

In quanto parte del procedimento successorio, il notaio deve contattare tutti i legatari nominati nel testamento e informarli del loro diritto a ottenere il legato. Prima di presentare la domanda di esecuzione del legato, il legatario ha diritto a ottenere informazioni in merito allo stesso. Analogamente a quanto previsto per l'accettazione della successione, la dichiarazione di accettazione o di rinuncia al legato è irrevocabile. Al fine di fondare il suo diritto, il legatario ha diritto di chiedere al notaio che sta seguendo la successione il rilascio di un certificato (certificato di legato) riguardante i diritti derivanti dal legato.

Se il legato si riferisce a un bene immobile o a un altro bene che richiede, in caso di vendita, un atto in forma notarile, il contratto di trasferimento del legato tra l'esecutore del legato e il legatario deve avvenire anch'esso nel rispetto di tali requisiti di forma.

Un legatario che è erede ha diritto al legato anche se rinuncia all'eredità.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il riconoscimento di una quota di legittima comporta il diritto a far valere una pretesa pecuniaria nei confronti di un erede, in base alla normativa sulle obbligazioni, che deve essere azionata contro gli eredi. Il diritto a ottenere una quota di legittima insorge con l'apertura della successione. Non è necessario presentare una domanda al notaio per ottenerla.

Se il testatore, mediante testamento o patto successorio, ha escluso dalla successione un discendente, i genitori o il coniuge che hanno titolo di succedere quali eredi legittimi e nei cui confronti il testatore aveva, al momento della propria morte, un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia o se il testatore ha ridotto la loro quota di eredità rispetto a quella loro spettante in caso di successione ab intestato, tali persone hanno diritto a far valere la quota di legittima nei confronti degli eredi.

Sulla base di una richiesta presentata in forma notarile da un erede, da un esecutore testamentario o da una persona avente titolo a ricevere una quota di legittima, il notaio è tenuto a rilasciare in forma autentica il certificato relativo alla richiesta di quota di legittima – anche noto come certificato del destinatario della quota di legittima. Il certificato del destinatario della quota di legittima indica il nome del beneficiario e la misura della quota di riserva come quota legale del patrimonio.

Il diritto a ottenere una quota di legittima può essere escluso con un patto successorio stipulato tra il testatore e la persona che ha diritto a succedere. Il patto deve essere stipulato mediante atto notarile.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Dopo l'apertura della successione – vale a dire dopo la morte del testatore – il patrimonio passa agli eredi che possono essere tali in forza di un patto successorio, di un testamento o ex lege.

Al fine di stabilire l'idoneità a rivestire la qualifica di erede, il procedimento di successione può essere avviato da un erede, da un creditore del testatore, da un legatario o da un'altra persona che vanta dei diritti sul patrimonio. Una persona che desidera aprire un procedimento deve contattare un notaio, che predispone e autentica una domanda a tal fine. Il procedimento può essere svolto soltanto da un singolo notaio; se il procedimento di successione è già stato avviato mediante una domanda presentata dinanzi a un notaio, il notaio che ha accettato la domanda successiva la inoltra al notaio incaricato di svolgere il procedimento di successione.

L'erede può accettare o rinunciare al legato. Il termine per rinunciare ai diritti successori è di tre mesi. Il periodo in parola inizia a decorrere nel momento in cui l'erede viene a conoscenza, o sarebbe dovuto venire a conoscenza, della morte del testatore e dei suoi diritti successori. Se l'erede non rinuncia al patrimonio durante tale periodo, si presume che abbia accettato l'eredità. Ai fini dell'accettazione dell'eredità, l'erede può anche fare domanda prima del suddetto termine dinanzi al notaio che si occupa della successione.

La decisione dell'erede di accettare l'eredità o di rinunciarvi è irrevocabile. Dopo aver rinunciato all'eredità egli non può più accettarla e, dopo averla accettata, non può più rinunciarvi. Il principio in parola si applica anche all'accettazione del legato e alla relativa rinuncia – con l'eccezione dei legatari che sono anche eredi, che possono ottenere il legato anche se hanno rinunciato all'eredità.

Le dichiarazioni di accettazione e di rinuncia devono essere redatte con atto notarile.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La successione si apre con la morte del de cuius. Con l'apertura della successione, il patrimonio ereditario si trasferisce in capo agli eredi. La successione si fonda sulla legge o sulle ultime disposizioni testamentarie del testatore, espresse in un testamento o in un patto successorio. I diritti successori riconosciuti all'interno di un patto successorio prevalgono sulla successione testamentaria ed entrambi prevalgono sulla successione legittima.

Al fine di ricevere l'eredità non è necessaria la presentazione di una domanda distinta. A seguito dell'accettazione della successione, tutti i diritti e gli obblighi del testatore si trasferiscono in capo all'erede, tranne quelli che, per loro natura, sono integralmente collegati alla persona del testatore o che, in base alla legge, non sono trasferibili. Se l'erede accetta l'eredità, la proprietà sui beni ereditari si considera trasferita retroattivamente alla data dell'apertura della successione. Se l'eredità è stata accettata da più di un erede (coeredi), il patrimonio appartiene ad essi congiuntamente.

Ogni persona avente capacità giuridica può succedere, ovvero le persone fisiche vive all'atto della morte del testatore e le persone giuridiche esistenti a tale data. Un bambino nato vivo dopo l'apertura della successione può succedere all'apertura della successione se era già stato concepito alla data di apertura della stessa. Una fondazione costituita sulla base di un testamento o di un patto successorio si considera come esistente al momento dell'apertura della successione se ha in seguito acquistato la capacità giuridica.

Il coniuge superstite non ha diritti successori e neppure il diritto di avanzare pretese sulla quota di legittima se il testatore, prima di morire, aveva presentato richiesta di divorzio o chiesto l'autorizzazione scritta al divorzio o se, al momento della sua morte, aveva diritto di chiedere l'annullamento del matrimonio e aveva presentato richiesta giudiziale in tal senso.

Un genitore cui è stata integralmente revocata la custodia non può essere erede legittimo del figlio.

Non può succedere chi si trova in una delle seguenti condizioni:

  • ha intenzionalmente e illegalmente causato o tentato di causare la morte del testatore,
  • ha intenzionalmente e illegalmente indotto il testatore nell'incapacità di esprimere o revocare le sue disposizioni testamentarie;
  • ha impedito al testatore, con la violenza o l'inganno, di rendere o modificare delle disposizioni testamentarie o, allo stesso modo, lo ha indotto a rendere o revocare le sue disposizioni testamentarie se non era per lui più possibile esprimere la sua effettiva volontà mortis causa;
  • ha intenzionalmente e illegalmente rimosso o distrutto un testamento o un patto successorio se per il testatore non era più possibile rinnovarlo;
  • ha falsificato il testamento reso dal testatore o il patto successorio o parti di esso.

In base alla normativa estone, un beneficiario di una quota di legittima non è considerato un erede; il destinatario di una quota di legittima ha un diritto di credito esigibile nei confronti dell'erede sulla base del diritto delle obbligazioni. Il diritto a richiedere la quota di legittima agli eredi nasce quando il testatore, mediante testamento o patto successorio, ha escluso dalla successione un discendente, i genitori o il coniuge che hanno titolo di succedere quali eredi legittimi e nei cui confronti il testatore aveva, al momento della propria morte, un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia o se il testatore ha ridotto la loro quota di eredità rispetto a quella loro spettante in caso di successione ab intestato. La quota di legittima è pari alla metà del valore del patrimonio che un erede avrebbe ricevuto in caso di successione legittima, ove tutti gli eredi avessero accettato l'eredità.

Il procedimento successorio può essere avviato da un erede, dal creditore del testatore, da un legatario e da ogni altra persona che vanti un diritto sul patrimonio sulla base di una richiesta formulata con atto notarile. I procedimenti successori sono trattati dal notaio estone dinanzi al quale il procedimento è stato avviato e che è iscritto nel registro delle successioni come esecutore della successione. Il procedimento può essere svolto soltanto da un singolo notaio; se il procedimento di successione è già stato avviato mediante una domanda presentata dinanzi a un notaio, il notaio che ha accettato la domanda successiva la inoltra al notaio incaricato di svolgere il procedimento di successione. Il notaio emette un certificato di successione in forma autentica se è stata fornita prova sufficiente dei diritti successori di un erede. Se ci sono più eredi, il notaio indicherà la misura della quota di asse ereditario spettante a ciascun erede.

L'erede può accettare l'eredità o rinunciarvi. Se una persona avente titolo di succedere non rinuncia all'eredità entro tre mesi dal momento in cui è venuta a conoscenza o sarebbe dovuto venire a conoscenza dei suoi diritti di successione, si presume che abbia accettato l'eredità. Chi rinuncia all'eredità si sottrae alle conseguenze giuridiche della successione.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì, l'erede è tenuto ad adempiere tutte le obbligazioni del testatore. Se l'asse ereditario non è sufficiente, l'erede è tenuto ad adempiere le obbligazioni facendo ricorso ai propri beni salvo che egli, dopo aver redatto un inventario, vi abbia adempiuto secondo la procedura stabilita dalla legge e sia stato dichiarato il fallimento sull'asse ereditario o la procedura concorsuale sia terminata con un abbattimento senza dichiarazione di fallimento.

Se un erede chiede di redigere un inventario dell'asse ereditario, i creditori dell'erede non possono soddisfare i propri crediti pecuniari nei confronti di esso aggredendo i beni caduti in successione fintantoché l'inventario non sia stato redatto, ma solo fino alla scadenza del termine per la sua redazione.

Dopo la redazione di un inventario, la responsabilità dell'erede per le obbligazioni derivanti dall'asse ereditario è limitata al valore dello stesso.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Se il testatore possedeva dei beni immobili, l'iscrizione nel registro immobiliare perde validità con la sua morte in quanto la persona ivi indicata come titolare del diritto reale non è la persona cui realmente appartiene l'effettivo diritto (in base al diritto sostanziale), poiché tutti i beni del testatore si sono trasferiti in capo a un terzo – l'erede – con l'apertura della successione.

Ai fini dell'iscrizione dell'erede o degli eredi nel registro immobiliare è richiesta la presentazione di una domanda di iscrizione da parte del nuovo titolare del diritto reale, accompagnata da un documento attestante la successione legittima, ossia il certificato ereditario.

Se il diritto reale è stato trasferito in capo a una comunione di coeredi, la dichiarazione di uno di essi è sufficiente per correggere l'iscrizione e gli altri coeredi non sono ritenuti pertinenti, nel senso che non è necessario il loro consenso a tal fine: infatti, un erede non può impedire che un diritto che gli è già stato trasferito risulti nel registro immobiliare. Lo stesso principio si applica in caso di trasferimento di una parte di comunione ereditaria.

La legge prevede requisiti specifici se, in base al certificato ereditario, i rapporti patrimoniali tra i coniugi erano disciplinati dal regime della comunione dei beni. In tal caso, ogni singolo bene può essere proprietà comune o esclusiva e tale questione non può essere chiarita in sede di emissione del certificato ereditario.

La legge prevede inoltre delle eccezioni nel caso in cui gli eredi abbiano ripartito l'asse ereditario al fine di sciogliere la comunione, stabilendo quale bene, o parte di esso, e quali diritti o obblighi caduti in successione debbano essere imputati a ciascun coerede e che i beni immobili parte dell'asse ereditario devono essere riconosciuti a uno specifico coerede.

Se il testatore non è mai stato coniugato, ai fini della correzione dei dati nel registro immobiliare devono essere presentati i seguenti documenti:

  • un certificato ereditario,
  • una richiesta di iscrizione, autenticata dal notaio o sottoscritta in via digitale; deve essere predisposta una richiesta di iscrizione da firmare in via digitale e inoltrare al dipartimento del registro immobiliare attraverso il suo sito internet (Il link si apre in una nuova finestrahttps://kinnistuportaal.rik.ee/KAEP/Login.aspx); è possibile accedere al sito utilizzando un documento di identità estone, una tessera identificativa digitale, determinati documenti di identità stranieri o attraverso il sito dello Stato Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.eesti.ee.

La correzione di un'iscrizione nel registro immobiliare non è soggetta ad alcuna tassa statale.

In tali casi, tutti gli eredi indicati nel certificato ereditario sono iscritti nel registro immobiliare come comproprietari.

Nello stesso caso, quando il patrimonio è ripartito tra gli eredi nel senso che i beni immobili sono assegnati a uno specifico co-erede, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un accordo di divisione del patrimonio autenticato da un notaio estone;
  • una richiesta di iscrizione (può essere compresa nel succitato accordo di divisione autenticato da un notaio estone).

Per la correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare è prevista una tassa statale.

In tal caso, è iscritta nel registro come proprietario la persona indicata nell'accordo di divisione come quella cui è riconosciuta, in base all'accordo, la proprietà sullo specifico immobile.

Il certificato ereditario deve essere presentato al notaio per l'autenticazione dell'accordo di divisione del patrimonio.

Se il matrimonio del testatore era terminato alla data dell'apertura della successione o è terminato con la morte del testatore, ma l'immobile caduto in successione non era in comunione tra gli ex coniugi, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un certificato ereditario,
  • un certificato di proprietà, che prova che la proprietà in parola è proprietà esclusiva del solo testatore,
  • una richiesta di iscrizione, autenticata dal notaio o sottoscritta in via digitale; deve essere predisposta una richiesta di iscrizione da firmare in via digitale e inoltrare al dipartimento del registro immobiliare attraverso il suo sito internet (https://kinnistuportaal.rik.ee); è possibile accedere al sito utilizzando un documento di identità estone, una tessera identificativa digitale, determinati documenti di identità stranieri o attraverso il sito dello Stato www.eesti.ee.

La correzione di un'iscrizione nel registro immobiliare non è soggetta ad alcuna tassa statale.

Tutti gli eredi indicati nel certificato ereditario sono iscritti nel registro immobiliare.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve provare al notaio che il bene era proprietà soltanto del coniuge (proprietà esclusiva). Di norma, devono essere presentati al notaio, se questi non è in grado di ottenerli, i documenti alla base dell'acquisto della proprietà al fine di comprovare che i coniugi hanno diviso la proprietà o specificato i beni come proprietà esclusive (ad esempio, un accordo matrimoniale sulla proprietà, un accordo sulla divisione dei beni in comunione, altri documenti relativi all'acquisto attestanti che si tratta di una proprietà esclusiva, quali un contratto a titolo gratuito, ecc.).

Se il matrimonio del testatore era terminato alla data dell'apertura della successione o è terminato con la morte del testatore e l'immobile caduto in successione era in comunione tra gli ex coniugi, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un certificato ereditario,
  • un certificato di proprietà attestante che la proprietà era in comunione tra il testatore e l'ex coniuge,
  • una richiesta di iscrizione, autenticata dal notaio o sottoscritta in via digitale; deve essere predisposta una richiesta di iscrizione da firmare in via digitale e inoltrare al dipartimento del registro immobiliare attraverso il suo sito internet (https://kinnistuportaal.rik.ee); è possibile accedere al sito utilizzando un documento di identità estone, una tessera identificativa digitale, determinati documenti di identità stranieri o attraverso il sito dello Stato www.eesti.ee.

La correzione di un'iscrizione nel registro immobiliare non è soggetta ad alcuna tassa statale.

Tutti gli eredi indicati nel certificato ereditario e il coniuge superstite o l'ex coniuge sono iscritti nel registro immobiliare a prescindere dal fatto che siano eredi.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve provare al notaio che si trattava di una proprietà in comunione. Di norma, devono essere presentati al notaio, se questi non è in grado di ottenerli, i documenti alla base dell'acquisto della proprietà (tra questi, l'accordo sulla divisione dei beni in comunione o l'accordo matrimoniale sulla proprietà).

Se il matrimonio del testatore era terminato alla data dell'apertura della successione o è terminato con la morte del testatore e l'immobile caduto in successione era in comunione tra gli ex coniugi e il patrimonio è ripartito tra gli eredi, nel senso che i beni immobili sono assegnati a uno specifico co-erede, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un certificato di proprietà e un accordo di divisione dei beni coniugali in comunione, autenticato da un notaio estone,
  • una richiesta di iscrizione (può essere contenuta nel succitato accordo di divisione della proprietà e dei beni in comunione autenticato da un notaio).

Per la correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare è prevista una tassa statale.

A fronte della divisione dei beni coniugali in comunione, il testatore e il coniuge superstite sono iscritti nel registro immobiliare come proprietari delle rispettive quote. Gli eredi indicati nel certificato ereditario cui, in base all'accordo, è trasferita la proprietà su uno specifico bene immobile sono iscritti nel registro immobiliare come proprietari della quota legale del testatore. Se la quota legale appartenente agli eredi è divisa tra di essi, occorre indicare la misura della quota riconosciuta a ciascuno.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve dimostrare al notaio che si trattava di una proprietà in comunione.

Un'altra possibilità è, in tal caso, la presentazione dei seguenti documenti al fine di modificare l'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un accordo di divisione della proprietà in comunione tra gli ex coniugi e un accordo di divisione del patrimonio, autenticato da un notaio estone,
  • una richiesta di iscrizione (può essere contenuta nel succitato accordo di divisione della proprietà e dei beni in comunione autenticato da un notaio).

Per la correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare è prevista una tassa statale.

La persona indicata nell'accordo di divisione come quella cui è riconosciuta, in base all'accordo, la proprietà sullo specifico bene immobile, è iscritta nel registro come proprietario.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve provare al notaio che si trattava di una proprietà in comunione.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

In caso di morte del testatore, il giudice può adottare provvedimenti di gestione del patrimonio se:

  • non vi è alcun erede noto,
  • non vi è alcun erede presente nel luogo in cui è situato l'immobile,
  • non è noto se un erede abbia accettato la successione,
  • un erede ha una limitata capacità di agire e non è stato nominato un tutore,
  • altri motivi previsti dalla legge.

I provvedimenti di gestione di un patrimonio consistono nell'organizzazione della sua gestione e nell'applicazione di misure dirette a garantire un intervento previsto dal codice di procedura civile. Il giudice nomina un amministratore per gestire il patrimonio.

Salvo diversa previsione di legge, il giudice attua misure di gestione di sua iniziativa. Un giudice può anche pronunciarsi sull'applicazione di misure di gestione del patrimonio su richiesta di un creditore del testatore, di un legatario o di una qualsiasi persona che vanti un diritto sull'asse ereditario se la loro mancata applicazione potrebbe mettere a rischio la possibilità di soddisfare il credito riconosciuto alle suddette persone sui beni ereditari. In caso di controversia in merito al diritto a succedere, un giudice può decidere di applicare misure di gestione del patrimonio anche a fronte di un'istanza in tal senso da parte di una persona che chiede il riconoscimento dei propri diritti successori.

In caso di mancata esecuzione di una disposizione testamentaria, un giudice può nominare un amministratore affinché dia attuazione alla disposizione sulla base di una richiesta di una persona interessata. L'amministratore deve avere i diritti e gli obblighi di un esecutore testamentario rispetto ai beni oggetto di esecuzione delle disposizioni testamentarie.

Le istituzioni governative nazionali e locali, i notai e gli ufficiali giudiziari sono tenuti a comunicare al giudice la necessità, ove ne vengano a conoscenza, di adottare misure di gestione.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Se non sono adottate misure di gestione del patrimonio, gli eredi gestiscono i beni in comunione. Gli eredi sono tenuti ad attuare tutte le disposizioni inserite nel testamento, compreso il trasferimento del patrimonio in esse previsto.

Se sono state adottate misure di gestione del patrimonio, quest'ultimo sarà gestito da un amministratore nominato giudizialmente cui il giudice può dare istruzioni circa il possesso, l'uso e gli atti di disposizione dei beni. L'amministratore può disporre del patrimonio soltanto per adempiere le sue obbligazioni e coprire le spese di amministrazione. L'amministratore deve adempiere le obbligazioni previste ex lege per l'amministratore patrimoniale.

Se nel testamento è stato nominato un esecutore, un erede non può disporre dei beni del patrimonio che l'esecutore richiede per svolgere i suoi compiti. L'esecutore è tenuto ad amministrare i beni in modo prudente e a consegnare agli eredi i beni di cui questi non necessita al fine di dare esecuzione al testamento. Fino all'accettazione della successione da parte degli eredi, l'esecutore è tenuto ad adempiere le obbligazioni dell'amministratore patrimoniale o a chiederne la nomina.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Diritti, obblighi e compenso dell'amministratore di un patrimonio

  • Amministrare la proprietà in modo prudente e garantire la sua conservazione.
  • Garantire che i membri della famiglia che hanno vissuto con il testatore sino alla sua morte e che erano a suo carico possano trarre dall'asse ereditario i mezzi di sussistenza.
  • Adempiere gli obblighi collegati al patrimonio servendosi dello stesso e relazionare sulla gestione della proprietà al giudice e agli eredi.
  • Prendere possesso dei beni che si trovano nelle mani di un erede o di un soggetto terzo o garantire, in altro modo, la separazione dei beni caduti in successione dalla proprietà dell'erede, se ciò è necessario per assicurare il mantenimento del patrimonio.
  • Presentare a un notaio una richiesta di avvio del procedimento successorio, se necessario, o adottare altre misure volte a individuare gli eredi, qualora i notai estoni non siano competenti a trattare il procedimento di successione.
  • L'amministratore del patrimonio deve, dopo aver redatto un inventario, dare seguito alle richieste indicate in inventario divenute esigibili. Egli può soddisfare i crediti non ancora esigibili solo con il consenso dell'erede. Ove un giudice abbia altresì deciso l'applicazione di misure di gestione del patrimonio su richiesta di un creditore del testatore, di un legatario o di una qualsiasi altra persona che vanta un diritto su di esso, nel caso in cui la loro mancata adozione possa mettere a rischio la possibilità di soddisfare un credito di uno dei suddetti soggetti sui beni ereditari, l'amministratore deve, dopo aver redatto un inventario dell'asse ereditario, soddisfare tutte le domande presenti in inventario utilizzando i beni ereditari secondo l'ordine previsto dalla legge. I beni ereditari non possono essere assegnati all'erede prima che siano soddisfatti i crediti.
  • Se il patrimonio non è sufficiente a soddisfare tutti i crediti e gli eredi non consentono a soddisfare le domande con i propri beni, l'amministratore o l'erede presentano tempestivamente un'istanza di apertura del fallimento sul patrimonio. L'amministratore può disporre del patrimonio solo al fine di adempiere le obbligazioni dello stesso e per coprire le spese connesse alla sua gestione. Un amministratore non può disporre dei beni immobili parte del patrimonio senza un'autorizzazione giudiziale. Ciò non vale nel caso in cui, entro sei mesi dall'apertura della successione, non sia stato individuato alcun erede o se l'erede che ha accettato la successione non ha iniziato ad amministrare il patrimonio entro sei mesi dall'accettazione della stessa; in tal caso, l'amministratore può, dopo aver redatto l'inventario, alienare il patrimonio e depositare il denaro ottenuto dalla vendita dei beni.
  • L'erede non può disporre del patrimonio affidato in gestione a un amministratore.
  • L'amministratore del patrimonio ha diritto ad ottenere un compenso per l'espletamento dei suoi compiti, la cui misura è determinata dal giudice.

Diritti, obblighi e compenso di un esecutore testamentario

  • Un esecutore testamentario adempie gli obblighi previsti dalla legge o diversamente indicati nel testamento. Un esecutore testamentario può derogare ai compiti affidatigli nel testamento con il consenso delle parti interessate se ciò è funzionale all'esecuzione delle volontà mortis causa del testatore.
  • Dopo l'accettazione dell'incarico, l'esecutore deve prontamente inviare all'erede una lista dei beni caduti in successione di cui necessita per espletare i suoi compiti.
  • Fino all'accettazione dell'eredità da parte dell'erede, l'esecutore è tenuto ad adempiere gli obblighi di un amministratore patrimoniale o a richiederne la nomina.
  • L'esecutore testamentario è tenuto a dare esecuzione ai legati, alle obbligazioni testamentarie e alle disposizioni contenute nel testamento oltre che ad adempiere gli altri obblighi derivanti dal testamento o dal patto successorio.
  • L'esecutore testamentario è tenuto ad amministrare in modo prudente e a conservare il patrimonio necessario per adempiere i suoi obblighi.
  • L'esecutore testamentario deve prendere possesso dei beni o garantire, in altro modo, la separazione dei beni caduti in successione dalla proprietà dell'erede, se ciò è necessario per adempiere gli obblighi previsti a suo carico.
  • L'esecutore testamentario può contrarre obbligazioni riguardo alla successione e può disporre dei beni rientranti nell'asse ereditario se ciò è necessario ai fini dell'adempimento dei suoi obblighi.
  • Se il testatore ha disposto in merito alla divisione del patrimonio, l'esecutore testamentario lo ripartisce tra gli eredi.
  • L'esecutore testamentario ha diritto di rappresentare l'erede o il legatario nella misura necessaria per adempiere i suoi obblighi di esecutore.
  • L'esecutore testamentario deve consegnare all'erede i beni patrimoniali in suo possesso e di cui egli non necessita al fine di adempiere i suoi obblighi.
  • L'esecutore testamentario, se non è tenuto a dare esecuzione personalmente a una disposizione del testatore, può chiedere a un erede di darvi seguito.
  • Un erede non può disporre dei beni caduti in successione di cui l'esecutore testamentario necessita per adempiere i suoi obblighi.
  • L'esecutore testamentario è responsabile dei danni illegittimamente cagionati a un erede o a un legatario in violazione dei suoi doveri.
  • L'esecutore testamentario deve relazionare in merito alla sua attività agli eredi e ai legatari.
  • Le spese necessarie che l'esecutore testamentario sostiene nell'espletamento dei suoi compiti sono rimborsate attingendo dal patrimonio.
  • L'esecutore testamentario ha diritto di richiedere un compenso ragionevole per le sue attività, salvo che sia diversamente previsto nel testamento.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se è fornita prova sufficiente del diritto degli eredi a succedere e della sua portata, il notaio deve emettere un certificato ereditario, che indichi la misura della quota di patrimonio spettante a ciascuno di essi; il certificato non deve tuttavia indicare la composizione dell'asse ereditario.

Ultimo aggiornamento: 29/10/2018

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Informazioni generali - Grecia

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Α. La successione volontaria può avere luogo solo mediante testamento (articoli 1710 e 1712 del codice civile).

Sono previsti i seguenti tipi di testamento:

(a) Testamenti comuni:

  • Testamento olografo: scritto per intero, datato e firmato dal testatore di suo pugno (senza utilizzare strumenti meccanici) (articoli da 1721 a 1723 del codice civile). Non è necessario presentare tale testamento a un'autorità. In seguito al decesso del testatore, chiunque detenga un testamento olografo, dopo essere stato informato del decesso e senza ritardo intenzionale, deve presentare il testamento per la pubblicazione al tribunale di primo grado del luogo in cui risiede o a quello dell'ultimo domicilio o dell'ultima residenza del defunto, oppure a un'autorità consolare greca nel caso in cui il possessore del testamento risieda all'estero (articoli 1774 e 1775 del codice civile).
  • Testamento sigillato: sottoscritto dal testatore e presentato in busta sigillata a un notaio alla presenza di tre testimoni o di due notai e un testimone. A seguito del decesso del testatore il notaio deve consegnare personalmente l'originale, senza ritardi intenzionali, al tribunale di primo grado competente per la regione in cui si trova la sua sede (articoli da 1738 a 1748 e articolo 1769 del codice civile).
  • Testamento pubblico: enunciato oralmente dal testatore al notaio alla presenza di tre testimoni o a due notai alla presenza di un testimone. Si redige un atto notarile, che contiene il testamento e viene conservato dal notaio, il quale, dopo essere stato informato del decesso del testatore e senza ritardo intenzionale, deve inviare una copia dell'atto al tribunale di primo grado competente per la regione in cui si trova la sua sede (articoli da 1724 a 1737 e articolo 1769 del codice civile).

(b) Testamenti speciali:

In circostanze eccezionali il testamento può essere fatto a bordo di una nave (articoli da 1749 a 1752 del codice civile) dai militari in campagna (articoli da 1753 a 1756 del codice civile) e dalle persone in isolamento (articolo 1757 del codice civile). Il testamento speciale deve essere consegnato senza ritardo all'autorità consolare greca più vicina o a un notaio in Grecia e notificato alla competente autorità di controllo (articoli 1761 e 1762 del codice civile). Se, dopo tre mesi dalla data in cui sono cessate le circostanze eccezionali che interessavano il testatore, quest'ultimo è ancora in vita, il testamento speciale perde efficacia (articoli da 1758 a 1760 del codice civile).

Tutti i testamenti hanno pari validità e un testamento successivo sostituisce gli eventuali testamenti precedenti, purché il testatore abbia espressamente annullato il testamento precedente oppure se il testamento successivo contiene disposizioni contraddittorie o diverse rispetto a quelle del testamento precedente. In quest'ultimo caso, il testamento successivo sostituisce solo le parti del precedente testamento con le quali è incompatibile (articoli da 1763 a 1768 del codice civile).

In ogni caso, il testatore deve essere dotato di capacità giuridica, agire secondo la propria volontà libera e non limitata e soddisfare i requisiti previsti dalla legge per la valida formazione di ciascun tipo di testamento.

B. In alternativa, si può effettuare una donazione in caso di morte del donante (articoli da 2032 a 2035 del codice civile). In questo caso, tuttavia, il donatario non è considerato erede o successore universale del donante.

C. Il testamento congiunto (vale a dire un testamento fatto da due o più persone con un unico atto) è vietato per legge (articolo 1717 del codice civile).

D. Sono parimenti vietati gli accordi relativi a eredità future (articolo 368 del codice civile).

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Α. Non è necessario presentare il testamento olografo a una specifica autorità. Tuttavia, per ragioni di sicurezza, il testatore può depositarlo presso un notaio affinché lo custodisca (articolo 1722 del codice civile).

B. I testamenti sigillati e quelli pubblici devono essere depositati presso un notaio e formare oggetto di uno specifico atto notarile (articoli 1743 e 1732 del codice civile).

C. I testamenti speciali devono essere notificati a un'autorità di controllo e trasmessi senza ritardo all'autorità consolare greca più vicina o a un notaio in Grecia (articoli 1761 e 1762 del codice civile).

D. Alla morte del testatore, il notaio presso il quale è stato depositato il testamento deve, in caso di testamento pubblico, inviarne copia al tribunale di primo grado e, in caso di testamento sigillato o speciale, consegnare personalmente il testamento originale ai fini della pubblicazione al tribunale di primo grado competente per la regione in cui si trova la sua sede (articoli da 1769 a 1780 del codice civile e articoli da 807 a 811 del codice di procedura civile). Chiunque detenga un testamento olografo, dopo essere stato informato del decesso del testatore e senza ritardo intenzionale, deve presentarlo per la pubblicazione al tribunale di primo grado dell'ultimo domicilio o dell'ultima residenza del testatore, o a quello del proprio domicilio (articoli 1774 e 1775 del codice civile e articoli da 807 a 811 del codice di procedura civile). Se il possessore del testamento risiede all'estero, può presentarlo a un'autorità consolare greca.

E. Chiunque trovi o detenga un testamento olografo e non lo consegni immediatamente a un'autorità competente è passibile di sanzioni civili e penali e, nel caso in cui sia un erede, può essere dichiarato indegno della successione (articoli 914, 902, 903 e 1860 del codice civile, articolo 811 del codice di procedura civile e articoli 222 e 242 del codice penale).

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Α. I discendenti e i genitori del defunto, nonché il coniuge superstite o un superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata, che sarebbero stati chiamati alla successione in qualità di eredi legittimi, hanno diritto a una quota riservata del patrimonio ereditario (articolo 1825 del codice civile e articolo 11 della legge n. 3719/2008).

B. La quota riservata del patrimonio ereditario corrisponde a metà della quota legittima. Il beneficiario legale di una quota riservata è considerato alla stregua di un erede apparente in relazione a tale quota (articolo 1825 del codice civile).

C. La quota in questione viene calcolata con un metodo complesso. Si tiene conto degli attivi imponibili già trasmessi dal defunto al beneficiario e del valore complessivo (nozionale) dell'asse ereditario (articoli da 1830 a 1834 del codice civile).

D. Le eventuali restrizioni imposte dal testamento al beneficiario della quota riservata del patrimonio ereditario sono considerate inesistenti nella misura in cui riguardino tale quota (articolo 1829 del codice civile). Se il patrimonio ancora disponibile al momento del decesso del de cuius non è sufficiente a coprire la quota riservata, il beneficiario della quota può chiedere, attraverso un'azione di revoca della donazione, l'annullamento di una donazione effettuata dal defunto mentre era in vita. Il diritto di promuovere l'azione di revoca è soggetto a un termine legale di prescrizione di due anni dal decesso del de cuius (articoli da 1835 a 1838 del codice civile).

E. Il beneficiario legale della quota riservata del patrimonio non può ricevere tale quota nel caso in cui sia stato diseredato dal de cuius (articoli da 1839 a 1845) o dichiarato indegno (articoli da 1860 a 1864). Il beneficiario legale della quota riservata può rinunciare all'eredità (articoli da 1847 a 1859 del codice civile) o al diritto alla quota riservata (articolo 1826 del codice civile).

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Vi sono sei classi di successibili legittimi. Una persona rientrante in una classe non viene chiamata alla successione se è stata chiamata un'altra persona rientrante in una classe superiore (articolo 1819 del codice civile):

Α. I discendenti del defunto rientrano nella prima classe dei successibili legittimi. La successione è determinata per stirpi. Il discendente più prossimo esclude quelli più remoti del medesimo capo. I figli ereditano il patrimonio in parti uguali (articolo 1813 del codice civile).

Il coniuge superstite rientra anche nella prima classe e riceve un quarto del patrimonio ereditario (articolo 1820 del codice civile).

Un superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata rientra anche nella prima classe e riceve un sesto del patrimonio ereditario (articolo 11 della legge n. 3719/2008).

B. I genitori, i fratelli e le sorelle del defunto nonché i figli e i nipoti di fratelli e sorelle premorti al de cuius o che abbiano rinunciato ai loro diritti di successione o siano stati dichiarati indegni rientrano anche nella seconda classe. I genitori, i fratelli e le sorelle nonché i figli e i nipoti di fratelli o sorelle premorti al de cuius o che abbiano rinunciato ai loro diritti di successione o siano stati dichiarati indegni, ereditano il patrimonio per stirpi (articolo 1814 del codice civile).

Se i fratelli o le sorelle unilaterali rientrano nella stessa classe dei genitori, o dei fratelli e delle sorelle bilaterali o dei loro figli e nipoti, ricevono metà della quota spettante ai fratelli e alle sorelle bilaterali. Metà della quota spetta inoltre ai figli o nipoti dei fratelli e delle sorelle premorti al de cuius o che abbiano rinunciato al loro diritto di successione o siano stati dichiarati indegni (articolo 1815 del codice civile).

Il coniuge superstite rientra anche nella seconda classe e riceve metà del patrimonio ereditario (articolo 1820 del codice civile).

Una persona superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata rientra anche nella seconda classe e riceve un terzo del patrimonio ereditario (articolo 11 della legge n. 3719/2008).

C. I nonni nonché i figli e i nipoti dei discendenti del defunto rientrano nella terza classe dei successibili legittimi.

Se, alla data del decesso del de cuius, i nonni in entrambe le linee sono viventi e non hanno rinunciato al loro diritto di successione né sono stati dichiarati indegni, saranno gli unici beneficiari del patrimonio e lo erediteranno in parti uguali.

Se, al momento del decesso del de cuius, il nonno o la nonna in linea paterna o materna non è vivente oppure ha rinunciato al diritto di successione o è stato/a dichiarato/a indegno/a, gli/le subentrano i suoi figli e nipoti. In mancanza di figli e nipoti, o se essi hanno rinunciato ai loro diritti di successione o sono stati dichiarati indegni, la quota della persona deceduta o che ha rinunciato al diritto di successione o è stata dichiarata indegna si devolve al nonno o alla nonna nella stessa linea e, in mancanza di tale nonno/a o nel caso in cui il/la medesimo/a abbia rinunciato al diritto di successione o sia stato/a dichiarato/a indegno/a, il suo diritto si devolve ai suoi figli e nipoti.

Se, al momento del decesso del de cuius, il nonno e la nonna in linea paterna o materna non sono viventi o hanno rinunciato al loro diritto di successione o sono stati dichiarati indegni e non hanno figli né nipoti oppure se i loro figli e nipoti hanno rinunciato al loro diritto di successione o sono stati dichiarati indegni, gli unici beneficiari sono il nonno o la nonna e i loro figli e nipoti nell'altra linea.

I figli ereditano il patrimonio in parti uguali ed escludono i nipoti del medesimo capo. I figli ereditano il patrimonio per capi (articolo 1816 del codice civile).

Il coniuge superstite rientra anche nella terza classe e riceve metà del patrimonio ereditario (articolo 1820 del codice civile).

La persona superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata rientra anche nella terza classe e riceve un terzo del patrimonio ereditario (articolo 11 della legge n. 3719/2008).

D. I bisnonni del defunto rientrano nella quarta classe dei successibili legittimi ed ereditano il patrimonio in quote uguali indipendentemente dalla linea (articolo 1817 del codice civile).

Il coniuge superstite rientra anche nella quarta classe e riceve metà del patrimonio ereditario (articolo 1820 del codice civile).

La persona superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata rientra anche nella quarta classe e riceve un terzo del patrimonio ereditario (articolo 11 della legge n. 3719/2008).

E. Il coniuge superstite o la persona superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata rientra anche nella quinta classe e riceve l'intero patrimonio ereditario (articolo 1821 del codice civile e articolo 11 della legge n. 3719/2008).

Il coniuge divorziato e la persona superstite con cui il defunto aveva costituito un'unione registrata, se l'unione è stata sciolta mentre il defunto era in vita, non sono inclusi tra i successibili legittimi.

Il coniuge superstite contro cui il defunto aveva presentato un ricorso di divorzio sorretto da validi motivi è escluso dalla successione legittima (articolo 1822 del codice civile).

F. Lo Stato greco rientra nella sesta classe dei successibili legittimi e riceve l'intero patrimonio con beneficio d'inventario (articolo 1824 del codice civile e articolo 118 della legge che istituisce il codice civile).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

La competenza per le questioni relative alla successione spetta al tribunale della successione, vale a dire il tribunale di primo grado della regione in cui il defunto aveva il suo domicilio al momento del decesso, o la sua residenza in mancanza di domicilio, oppure, in mancanza di residenza, il tribunale di primo grado della capitale (articoli 30 e 180 del codice di procedura civile).

Inoltre, i notai e le autorità consolari greche sono competenti a redigere e custodire gli atti testamentari.

Infine, le autorità tributarie greche sono competenti a ricevere le dichiarazioni fiscali di successione e a riscuotere le relative imposte.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Domande da 5(b) a 5(d): le seguenti dichiarazioni devono essere presentate presso la cancelleria del tribunale della successione:

  • Dichiarazioni relative alla rinuncia all'eredità o al legato da parte di un'erede (erede testamentario, legittimo o apparente). La rinuncia deve essere effettuata entro quattro mesi dalla data in cui il rinunciante è stato informato dell'apertura della successione e del motivo per il quale la successione è stata aperta. Se il defunto o l'erede abitava all'estero, il termine per la rinuncia è prorogato di un anno (articolo 812 del codice di procedura civile e articoli da 1847 a 1859 del codice civile).
  • Dichiarazioni relative all'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario (articolo 812 del codice di procedura civile e articoli da 1902 a 1912 del codice civile).
  • Dichiarazioni relative all'accettazione o alla rinuncia dell'incarico di esecutore testamentario o all'abbandono di tale incarico (articolo 812 del codice di procedura civile e articoli da 2017 a 2031 del codice civile).
  • Dichiarazioni relative all'accettazione o all'abbandono dell'incarico di curatore di un'eredità giacente (articolo 812 del codice di procedura civile e articoli da 1865 a 1870 del codice civile).

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

A. L'erede può presentare, entro il termine per la rinuncia all'eredità (vale a dire quattro mesi, o un anno se il de cuius o l'erede risiedeva all'estero al momento dell'apertura della successione – articolo 1847 del codice civile), presso la cancelleria del tribunale della successione (il tribunale competente viene individuato sulla base dell'articolo 810 del codice di procedura civile), una dichiarazione di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario. In questo caso, l'erede con beneficio di inventario risponde degli obblighi del patrimonio ereditario nei limiti dei beni che lo costituiscono (articoli 1902 e 1904 del codice civile).

L'erede con beneficio di inventario deve provvedere entro quattro mesi a redigere un inventario dei beni ereditari. Il patrimonio ereditario è costituito da un insieme di beni distinti dal patrimonio personale dell'erede. L'erede con beneficio di inventario deve soddisfare i creditori del patrimonio ereditario e in subordine i legatari. Per rinunciare ai beni ereditari, l'erede con beneficio di inventario deve chiedere l'autorizzazione al tribunale della successione (articoli da 1902 a 1912 del codice civile e articoli 812 e da 838 a 841 del codice di procedura civile).

B. I creditori del patrimonio ereditario o gli eredi possono chiedere al tribunale della successione di provvedere alla liquidazione giudiziale di tale patrimonio (articolo 1913 del codice civile). Il tribunale deve disporre la liquidazione del patrimonio su richiesta dell'erede con beneficio di inventario e, in tal caso, quest'ultimo può trasferire i beni ereditari ai creditori liberandosi di tutti gli obblighi (articolo 1909 del codice civile).

Il tribunale della successione nomina un liquidatore, il quale invita i creditori a comunicargli le loro pretese. I creditori vengono soddisfatti in via prioritaria rispetto ai legatari (articoli da 1913 a 1922 del codice civile).

C. Se gli eredi sono ignoti (eredità giacente), il tribunale della successione nomina un custode dell'eredità giacente, incaricato di amministrare il patrimonio ereditario e soddisfare i creditori fino a quando non venga individuato un erede (articoli da 1865 a 1870 del codice civile).

D. Se il defunto era già stato sottoposto a procedura fallimentare, tale procedura prosegue nei confronti dell'asse ereditario.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Α. Il patrimonio ereditario si devolve automaticamente all'erede al momento del decesso del de cuius. Pertanto, in linea di principio, non è richiesto un esplicito atto di accettazione dell'eredità (articolo 1846 del codice civile).

B. Se un erede indica con il proprio comportamento che intende diventare tale (partecipando alla successione), si ritiene che abbia tacitamente accettato l'eredità (articolo 1849 del codice civile).

C. Qualora l'erede non abbia esercitato il diritto alla rinuncia all'eredità entro il termine stabilito (ossia quattro mesi, o un anno se il de cuius o l'erede risiedeva all'estero al momento dell'apertura della successione – articolo 1847 del codice civile), l'eredità si presume accettata (articolo 1850 del codice civile).

D. È prevista un'eccezione al principio del trasferimento automatico del patrimonio ereditario nel caso in cui l'oggetto dell'eredità sia il diritto di proprietà o un diritto reale su un bene immobile. In questo caso, l'atto di accettazione dell'eredità o il certificato di successione deve essere iscritto nel registro immobiliare o nel registro catastale e l'erede acquista il diritto reale con effetto retroattivo dalla data del decesso del de cuius (articoli 1846, 1193, 1195 e 1198 del codice civile).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Α. L'erede, in quanto successore a titolo universale del defunto, risponde anche con il proprio patrimonio personale degli obblighi dell'eredità, a differenza dei legatari, che sono successori a titolo particolare del defunto (articolo 1901 del codice civile).

B. L'erede può dichiarare presso la cancelleria del tribunale della successione, entro il termine per la rinuncia all'eredità (ossia quattro mesi, o un anno se il de cuius o l'erede risiedeva all'estero al momento dell'apertura della successione – articolo 1847 del codice civile), che ha accettato l'eredità con beneficio di inventario. In questo caso, l'erede con beneficio di inventario risponde degli obblighi dell'eredità entro i limiti del patrimonio ereditario (articoli 1902 e 1904 del codice civile).

C. L'erede con beneficio di inventario deve provvedere entro quattro mesi a redigere un inventario dei beni ereditari. Il patrimonio ereditario è costituito da un insieme di beni distinti dal patrimonio personale dell'erede. L'erede con beneficio di inventario deve soddisfare i creditori del patrimonio ereditario e in subordine i legatari. Per rinunciare ai beni ereditari, l'erede con beneficio di inventario deve chiedere l'autorizzazione al tribunale della successione (articoli da 1902 a 1912 del codice civile e articoli 812 e da 838 a 841 del codice di procedura civile).

D. Durante l'inventario, i creditori del patrimonio ereditario possono chiedere al tribunale della successione di liquidare tale patrimonio (articolo 1913 del codice civile). Il tribunale deve disporre la liquidazione del patrimonio su richiesta dell'erede con beneficio di inventario e, in tal caso, quest'ultimo può trasferire i beni ereditati ai creditori liberandosi di tutti gli obblighi (articolo 1909 del codice civile).

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Per registrare un immobile ricevuto in eredità occorre un atto pubblico (normalmente un atto notarile di accettazione dell'eredità o un certificato di successione). Tale atto deve essere presentato all'autorità competente (ufficio del registro o ufficio del catasto) per il territorio nel quale è ubicato l'immobile.

Per ulteriori informazioni: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.ktimatologio.gr/

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Secondo la normativa greca in materia di successioni, il patrimonio si devolve all'erede direttamente alla morte del de cuius, senza l'intervento di un rappresentante o di un curatore (articoli 983 e 1846 del codice civile).

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

L'erede stesso, che pertanto deve amministrare il patrimonio ereditario. Se vi sono più eredi, essi amministrano il patrimonio ereditario congiuntamente fino alla sua divisione (articoli da 1884 a 1894 del codice civile).

Il defunto nel suo testamento, oppure gli eredi mediante accordo o istanza presentata al tribunale della successione, possono nominare un esecutore testamentario, incaricato dell'amministrazione e della divisione del patrimonio ereditario (articoli da 2017 a 2031 del codice civile).

Se gli eredi sono ignoti (eredità giacente), il tribunale della successione deve nominare un custode dell'eredità giacente, incaricato di amministrare il patrimonio ereditario e soddisfare i creditori fino a quando non venga individuato un erede (articoli da 1865 a 1870 del codice civile).

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'erede con beneficio di inventario amministra il patrimonio ereditario fino a quando non siano stati soddisfatti i relativi creditori (articoli da 1902 a 1912 del codice civile).

Su richiesta di un creditore o di un erede presentata al tribunale della successione, può essere disposta la liquidazione giudiziale del patrimonio ereditario, alla quale provvede un liquidatore nominato dal medesimo tribunale (articoli da 1913 a 1922 del codice civile).

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Α. Gli interessati (eredi, legatari, amministratori fiduciari, esecutori testamentari, creditori e acquirenti del patrimonio ereditario) possono chiedere al tribunale di primo grado competente per la successione di rilasciare loro un certificato di successione nell'ambito del procedimento non contenzioso (articolo 819 del codice di procedura civile).

B. Il certificato di successione è un documento rilasciato dal tribunale di primo grado competente per la successione che contiene le informazioni relative all'eredità (capacità e diritti, quote ereditarie) (articolo 1961 del codice civile e articolo 820 del codice di procedura civile). Il certificato di successione può essere un documento individuale (attestante la capacità e la quota di una singola persona) o collettivo (nel caso in cui sia stato rilasciato a eredi congiunti o a più di una persona) (articolo 1960 del codice civile).

C. Si presume che la persona indicata nel certificato quale erede, legatario, amministratore fiduciario o esecutore testamentario possieda la capacità e i diritti pertinenti indicati nel certificato. Tale presunzione può essere contestata (articolo 821 del codice di procedura civile e articolo 1962 del codice civile).

D. Il certificato di successione conferisce autenticità. I terzi contraenti in buona fede con la parte indicata come erede nel certificato di successione sono tutelati (articolo 822 del codice di procedura civile e articolo 1963 del codice civile).

E. Qualora il certificato emesso contenga errori, può essere revocato, modificato, annullato o rimosso e la decisione giudiziaria sul rilascio del certificato di successione può essere impugnata con tutti i ricorsi ordinari e straordinari (articoli da 1964 a 1966 del codice civile e articoli 823 e 824 del codice di procedura civile).

F. Se l'oggetto dell'eredità è un diritto reale su un bene immobile, l'erede può registrare il certificato di successione (articoli 1846, 1193, 1195 e 1198 del codice civile).

G. Oltre che con il certificato di successione, la capacità e i diritti dell'erede possono essere dimostrati anche con altri documenti (ad esempio copie del testamento, certificati di stato civile, domande dirette ad ottenere sentenze dichiarative, ecc.).

Ultimo aggiornamento: 24/09/2015

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Informazioni generali - Spagna

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Rispetto alla normativa in materia di successioni, la Spagna ha sette diversi sistemi giuridici. Essi sono direttamente applicabili ai residenti che non hanno la cittadinanza spagnola in ciascun territorio avente una propria normativa diversa da quella spagnola. I cittadini spagnoli devono fare riferimento al criterio della cittadinanza regionale (collegamento a ciascuna area normativa in base alle disposizioni interne spagnole) – articolo 36 del regolamento (UE) n. 650/2012 del 4 luglio 2012.

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di successioni, occorre distinguere tra la disciplina fissata dal diritto civile comune, come prevista dal codice civile del 1889 e modificata in più occasioni, in particolare a partire dalla pubblicazione della Costituzione spagnola del 1978, e la normativa in base alle leggi locali o speciali delle comunità autonome aventi competenza in materia di diritto civile (Galizia, Paesi Baschi, Navarra, Aragona, Catalogna e Isole Baleari).

In base al diritto civile comune, il testamento è il titolo di successione posto che, in via generale, il patto successorio o il testamento congiunto non sono ammessi. Esso può essere:

Pubblico: si tratta della modalità ordinaria di predisposizione di un testamento dinanzi a un notaio. Quest'ultimo ne redige la bozza ed è quindi a conoscenza del suo contenuto, che è incorporato nei registri ufficiali notarili e notificato al registro generale dei testamenti presso il ministero della Giustizia attraverso la Direzione generale dei registri e del notariato.

Segreto, ormai obsoleto: il testamento è autenticato senza che il notaio conosca il contenuto delle disposizioni testamentarie.

Olografo: questo tipo di testamento, molto inusuale, è redatto a mano dal testatore, ogni pagina è firmata e datata nel rispetto di taluni requisiti speciali di forma. Esso contiene la volontà testamentaria del testatore.

Le norme di diritto civile comune sono reperibili sul sito Internet ufficiale della Gazzetta ufficiale dello Stato (Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.boe.es/buscar/pdf/1889/BOE-A-1889-4763-consolidado.pdf). Una traduzione del presente testo in francese e in inglese è disponibile alla pagina: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.mjusticia.gob.es/cs/Satellite/es/1288774502225/ListaPublicaciones.html

Le leggi locali o speciali contengono regole proprie in materia di disposizioni testamentarie in ciascuno dei suddetti territori, con nozioni diverse e specifiche riconosciute in ciascuna delle suddette aree. Alcune accettano il testamento congiunto e l'accordo o il patto successorio.

I testi delle discipline specifiche in base alla legge locale o speciale sono reperibili al seguente indirizzo: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.boe.es/legislacion/codigos/codigo.php?id=48&modo=1&nota=0&tab=2

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Le disposizioni testamentarie rilasciate dinanzi a un notaio devono essere iscritte dal notaio rogante, senza una richiesta in tal senso da parte del testatore, nel registro generale dei testamenti che, come ricordato, è tenuto dal ministero della Giustizia, attraverso la Direzione generale dei registri e del notariato. Nel caso in cui risulti una disposizione testamentaria, il registro indica la data del testamento più recente, i testamenti precedenti e i registri notarili ufficiali in cui era iscritto detto testamento. Le associazioni notarili possono fornire informazioni aggiornate sul notaio o sull'archivio in cui è collocato il testamento se il notaio non è più in attività (Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.notariado.org).

Il registro non è aperto al pubblico e possono accedervi soltanto le persone che sono in grado di provare di avere un interesse legittimo alla successione una volta che il testatore è deceduto e, durante la sua vita, il testatore o un suo rappresentante munito di procura speciale o sulla base di un ordine giudiziale in caso di incapacità.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il diritto comune spagnolo riserva una parte dell'eredità a determinati parenti sotto forma di quota di legittima. In base al codice civile, «la quota di legittima è la porzione di patrimonio che un testatore non può distribuire in quanto tale porzione è riservata a determinati eredi, qualificati come "eredi legittimari".

  1. Sono eredi legittimari:
  2. i figli e i discendenti dei loro genitori e gli ascendenti;
  3. in mancanza di essi, i genitori e gli ascendenti dei loro figli e discendenti;
  4. il vedovo o la vedova secondo le modalità stabilite dalla legge.

La porzione di legittima riservata ai figli e ai discendenti è pari ai due terzi dell'asse ereditario del padre o della madre. Tuttavia, questi possono distribuire uno dei due terzi che formano la quota di legittima al fine di incrementare l'eredità dei figli o dei discendenti. Il restante terzo è liberamente disponibile. Esso si caratterizza per il fatto di attribuire un diritto sull'intera proprietà trattandosi, salvo poche eccezioni, di una pars bonorum.

Le disposizioni locali o speciali contengono varie regole specifiche in materia di quota di legittima. Ciascuna di tali regole deve essere esaminata al fine di individuare gli aspetti specifici disciplinati in ciascuno dei suddetti territori, che spaziano dalla quota di legittima come pars bonorum alla pars valoris - che implica un diritto a ripartire il valore di una proprietà che è liquidata in contanti e consiste in un semplice diritto di credito, come in Catalogna, sino a una quota di legittima simbolica, come in Navarra, che richiede unicamente una formula rituale nel testamento del testatore tenuto al pagamento.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Occorre sempre ricordare che la Spagna ha sette sistemi successori. In mancanza di eredi testamentari, in base al diritto civile comune, la legge ripartisce il patrimonio secondo il seguente ordine: figli, genitori (in entrambi i casi con un diritto di usufrutto del coniuge su un terzo, rispettivamente nella misura di un terzo o di un mezzo dell'eredità oggetto di usufrutto), il vedovo o la vedova, i parenti della persona defunta e lo Stato. In caso di successione ab intestato a favore dei parenti, solo i parenti entro il quarto grado (ad esempio i cugini di primo grado) possono ereditare. Il diritto a divenire erede non si estende oltre tale grado.

Le leggi locali contengono disposizioni specifiche in materia. In aggiunta alla possibilità di ereditare riconosciuta ai discendenti, agli ascendenti, ai vedovi e alle vedove e agli altri parenti, le normative locali riconoscono la possibilità che l'eredità sia devoluta alla Comunità autonoma nel suo territorio e persino a una specifica istituzione nella forma e alle condizioni previste dalle disposizioni che disciplinano la materia considerata.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

I notai, sulla base del grado di parentela, e i giudici, sono riconosciuti competenti a pronunciarsi sulla successione e i diritti successori.

Se l'erede è un cittadino spagnolo o, in caso contrario, se deve ricevere la sua eredità in Spagna, la dichiarazione di accettazione dell'eredità o di rinuncia alla stessa e, in aggiunta, la dichiarazione di accettazione con il beneficio di inventario possono essere rese dinanzi a un console spagnolo o a un funzionario diplomatico con funzioni consolari. Tuttavia, in ragione della loro funzione extraterritoriale, questi ultimi non sono competenti a conoscere dei casi di volontaria giurisdizione (expedientes de jurisdicción voluntaria) trattati da notai nel territorio spagnolo (ad esempio dichiarazioni ab intestato degli eredi).

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Come regola generale, l'accettazione di un'eredità e la sua rinuncia avvengono dinanzi a un notaio; esistono tuttavia casi specifici nei quali tale accettazione o rinuncia è compiuta dinanzi a un giudice. L'accettazione esplicita può anche essere dichiarata mediante un documento privato. Tuttavia, ai fini probatori e se si tratta di un'assegnazione di una proprietà, è richiesto un documento notarile, mentre la rinuncia può essere dichiarata dinanzi a un'autorità chiamata a intervenire in forza della competenza che la stessa è tenuta ad esercitare in una questione in materia di successioni. Ciò senza pregiudizio del possibile intervento, come sopra indicato, di un console spagnolo o di un funzionario diplomatico con funzioni consolari.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Di norma i notai, fermi restando i chiarimenti indicati nella sezione che precede.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Non si rinuncia o accetta la porzione di legittima in quanto tale, ma essa è ottenuta sotto forma di assegnazione di un legato o di un'eredità, ad eccezione dell'azione giuridica diretta a stabilire che l'eredità è gravata dal riconoscimento di un importo o di una proprietà.

Nei casi stragiudiziali i notai si occupano, di norma, di tutte le tipologie di dichiarazioni in materia di eredità, fermi restando i chiarimenti forniti nelle sezioni che precedono.

Occorre osservare che, per quanto riguarda il diritto spagnolo, le disposizioni di legge locali e speciali delle comunità autonome contengono specifiche disposizioni in materia di accettazione e rinuncia all'eredità. In via generale il diritto civile comune esclude un'accettazione o una rinuncia parziale, seppur con talune eccezioni (quali ad esempio l'incremento dell'eredità oltre la quota di legge, il prelegatario che è sia erede sia legatario, e taluni casi di pluralità di legati).

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

In caso di accordo tra i singoli che vantano diritti successori, il procedimento successorio è svolto da un notaio; in mancanza di un tale accordo, in sede giudiziale. Tutti i passaggi considerati sono compiuti su richiesta di una delle parti interessate.

La procedura giudiziale di divisione dell'eredità si compone di due fasi distinte:

  • inventario e valutazione dei beni ereditari;
  • divisione e assegnazione dei beni.

Se richiesto dalle parti, il giudice può anche adottare misure di intervento e di gestione del patrimonio.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Lo status di erede o di legatario si acquista con l'accettazione dell'eredità o del legato. L'accettazione dell'eredità può essere pura e semplice o con beneficio di inventario. A sua volta, l'accettazione pura e semplice può essere esplicita (mediante un documento pubblico o privato) oppure implicita (mediante atti che implicano necessariamente la volontà di accettare, o che la persona considerata non avrebbe titolo di compiere al di fuori del suo status di erede). Tuttavia, ai fini probatori e se si tratta di un'assegnazione di una proprietà, è richiesto un documento notarile.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

In caso di accettazione pura e semplice o di accettazione senza beneficio di inventario, l'erede diviene responsabile per tutti i debiti della successione il cui pagamento potrebbe imporre di impiegare non soltanto i beni ereditati ma anche quelli di sua proprietà.

In caso di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, l'erede è tenuto a pagare i debiti ereditari solo sino all'ammontare dei beni ereditati.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

L'iscrizione di una proprietà immobiliare richiede un atto pubblico di accettazione dell'eredità redatto da un notaio o, se del caso, la relativa decisione giudiziale emessa unitamente - quali documenti aggiuntivi - al titolo di successione (testamento, patto successorio), se accettato, e al certificato ereditario oltre al certificato completo di morte e al certificato rilasciato dal registro generale dei testamenti.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore non è richiesta dal diritto spagnolo ma, a determinate condizioni, può essere concordata nell'ambito della procedura di divisione dell'eredità.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Se l'esecutore è stato nominato nel testamento (in base al diritto comune), questi amministra i beni.

Il testatore può inoltre nominare, nel testamento, un revisore del patrimonio che valuta il medesimo e ripartisce la proprietà.

In linea generale, possono essere nominate tre persone – l'esecutore, il revisore e l'amministratore – ciascuna delle quali ha poteri amministrativi che possono essere modulati dal testatore o dal giudice e, in taluni casi, dagli stessi eredi.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Le principali funzioni dell'amministratore comprendono:

  • la descrizione del patrimonio,
  • la rendicontazione periodica,
  • il mantenimento della proprietà sul patrimonio e ogni altro atto di gestione che possa risultare necessario.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se la successione si svolge dinanzi a un notaio, questi emette un atto pubblico che fa piena prova.

Se la successione si svolge dinanzi a un giudice, le questioni controverse sono definite mediante decisione giudiziale, che costituisce un titolo sufficiente per coloro che sono chiamati ad ereditare e che è formalizzato davanti a un notaio come previsto dalla legge.

Ultimo aggiornamento: 31/10/2018

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Informazioni generali - Francia

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

In una situazione transfrontaliera un testamento è valido se è conforme alla legge dello Stato in cui è stato redatto.

Condizioni di base in Francia

• La persona che fa testamento (il testatore) deve essere sana di mente (articolo 901 del codice civile).

• Il testatore deve avere capacità giuridica (articolo 902 del codice civile).

• Sono previste disposizioni speciali per le persone sotto tutela giuridica; in tal senso, i minori di 16 anni non possono fare testamento (articolo 903 del codice civile), mentre i maggiorenni sotto tutelle (tutela) devono essere autorizzati dal giudice o dal consiglio di famiglia (articolo 476 del codice civile). Le persone sotto curatelle (curatela) possono liberamente fare testamento (articolo 470 del codice civile), fatte salve le disposizioni dell’articolo 901.

Requisiti di forma

L’ordinamento francese riconosce quattro tipi di testamento:

• Il testamento olografo: il testatore deve scrivere integralmente, datare e firmare il testamento di proprio pugno (articolo 970 del codice civile).

• Il testamento pubblico: deve essere fatto dinanzi a due notai o dinanzi a un notaio e a due testimoni (articolo 971 del codice civile). In caso di testamento dinanzi a due notai, il testatore lo detta a questi ultimi. La stessa regola vige qualora sia presente un solo notaio. In entrambi i casi, dopo essere stato redatto, il testamento viene letto al testatore (articolo 972 del codice civile). Il testamento deve essere firmato dal testatore in presenza del notaio e dei due testimoni (articolo 973 del codice civile), nonché firmato dal notaio e dai testimoni (articolo 974 del codice civile).

• Il testamento segreto: dattiloscritto o scritto a mano dal testatore o da un’altra persona, è firmato dal testatore e poi consegnato al notaio in busta chiusa e sigillata, in presenza di due testimoni (articolo 976 del codice civile).

• Il testamento internazionale: è consegnato dal testatore al notaio in presenza di due testimoni; viene da questi firmato e poi allegato a un certificato redatto dal notaio presso il quale tali atti verranno conservati (convenzione di Washington del 26 ottobre 1973).

Il testatore può revocare il testamento in ogni momento in virtù dell’articolo 895 del codice civile.

Patti successori

In linea di principio i patti sulle successioni future sono proibiti (articolo 722 del codice civile).

Da gennaio 2007 è tuttavia ammesso che una persona chiamata all’eredità (il figlio) possa rinunciare a priori ad invocare un pregiudizio alla propria eredità a favore di una o più persone aventi o meno la capacità successoria (fratelli o sorelle o suoi discendenti). Si tratta di una rinuncia anticipata all’action en réduction (azione di riduzione) (articolo 929 del codice civile). Per essere valida, la dichiarazione di rinuncia deve essere redatta sotto forma di atto pubblico dinanzi a due notai. Il patto deve indicare anche il nome dei beneficiari dell’eredità (cfr. anche il punto n. 3)

Inoltre, nell’ambito di una donation-partage trans-générationnelle (donazione inter vivos transgenerazionale), una persona chiamata all’eredità (il figlio) può acconsentire a che i propri discendenti ricevano al suo posto tutta o una parte della propria quota (articolo 1078-4 del codice civile).

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Qualsiasi testamento, e in particolare il testamento olografo, può essere registrato dal notaio presso il Fichier central des dispositions de dernières volontés (Registro generale dei testamenti). L’iscrizione nel registro non riguarda il contenuto del testamento, ma solo lo stato civile della persona interessata e le informazioni relative al notaio presso il quale è depositato il testamento. Questo registro ha pertanto lo scopo di indirizzare il richiedente verso il notaio che detiene l’atto e non quello di rivelarne il contenuto.

Dietro presentazione di un estratto del certificato di morte o di qualsiasi altro documento comprovante il decesso della persona di cui si cerca il testamento, chiunque può avere accesso al registro, a condizione che l’interessato si rivolga poi al notaio presso il quale il testamento è registrato. La domanda viene effettuata online: Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.adsn.notaires.fr/fcddvPublic/profileChoice.htm.

Il notaio potrà comunicare il contenuto del testamento solo agli eredi e ai legatari, salvo ordinanza del presidente del tribunal de grande instance (tribunale civile di primo grado).

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Secondo la normativa francese in materia di successioni, solo i discendenti del de cuius (figli, nipoti, ecc. in ordine di priorità) e il coniuge del defunto, in mancanza di discendenti, hanno diritto a una quota di legittima.

I parenti in linea ascendente e collaterale non hanno diritto a una quota di legittima.

Il diritto a una quota di legittima, che limita la libertà del testatore e la cui importanza varia a seconda del numero di figli del defunto o della qualità dell’héritier réservataire (legittimario) (figlio o coniuge), non può superare i tre quarti del patrimonio. Gli eredi legittimari non possono rinunciare a tale quota senza rinunciare alla successione. D’altra parte, possono rinunciare in anticipo al diritto di esercitare un’azione di riduzione nei confronti delle donazioni eccedenti la quota disponibile (la rinuncia in anticipo all’azione di riduzione di cui al punto 1 relativo ai patti successori).

Tali eredi possono quindi invocare un diritto alla quota di legittima (articolo 721 del codice civile, articolo 912 del codice civile).

• Quota di riserva a favore dei figli: è pari alla metà se il de cuius lascia solo un figlio al momento del decesso, è di due terzi se lascia due figli e di tre quarti se lascia tre o più figli (articolo 913 del codice civile).

• Quota di riserva per il coniuge superstite: la quota al coniuge superstite è pari a un quarto del patrimonio del defunto (articolo 914-1 del codice civile). Tale quota spetta al coniuge solo in mancanza di discendenti e di ascendenti e solo per le successioni aperte dopo il 1º luglio 2002.

Procedura per far valere il diritto alla quota di legittima

L’azione di riduzione consente agli eredi di esercitare il loro diritto alla quota di riserva. Perciò, qualora una donazione diretta o indiretta intacchi la legittima di uno o più eredi, tale donazione può essere dedotta dalla parte disponibile (non riservata) del patrimonio (articolo 920 del codice civile).

L’azione di riduzione può essere avviata unicamente dai legittimari entro cinque anni dall’apertura della successione o entro due anni dalla data in cui viene scoperta l’interferenza (articolo 921 del codice civile).

Qualsiasi legittimario maggiorenne può rinunciare in anticipo al diritto di esercitare un’azione di riduzione (articolo 929 del codice civile). La rinunzia deve essere dichiarata in un atto pubblico redatto dinanzi a due notai e viene firmata separatamente da ognuna delle parti che rinuncia ai propri diritti, in presenza dei soli notai. Tale dichiarazione deve indicare dettagliatamente le conseguenze giuridiche future che ricadranno su ciascuno dei rinunciatari.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di un testamento, la legge francese prescrive il seguente ordine di successione:

• Se il defunto non aveva un coniuge e ha lasciato figli, il patrimonio viene diviso tra i discendenti in parti uguali (articolo 734 e 735 del codice civile).

• Se il defunto non era sposato e non aveva figli, l’eredità viene trasmessa ai suoi genitori, ai fratelli e alle sorelle e ai loro discendenti (articolo 738 del codice civile).

Se il defunto non lascia fratelli o sorelle o loro discendenti, il padre e la madre ereditano ciascuno la metà del patrimonio (articolo 736 del codice civile).

In caso di premorienza della madre e del padre del de cuius, ereditano i suoi fratelli e sorelle o i discendenti di questi ultimi, escludendo altri parenti, ascendenti o collaterali (articolo 737 del codice civile).

• Se il defunto ha lasciato un coniuge, il regime patrimoniale tra i coniugi deve essere liquidato prima ancora della successione. Dopo la liquidazione del regime patrimoniale tra i coniugi derivante dal matrimonio, si procede secondo le seguenti regole:

• Se il defunto lascia il coniuge e i figli, il coniuge superstite può scegliere tra l’usufrutto di tutti i beni esistenti o la proprietà di un quarto del patrimonio, se tutti i figli sono nati dalla coppia, e la proprietà di un quarto, in presenza di uno o più figli che non siano nati dalla coppia (articolo 757 del codice civile). Si considera che il coniuge abbia optato per l’usufrutto se muore senza aver lasciato disposizioni.

• Se il defunto lascia il coniuge e i suoi ascendenti, il coniuge eredita la metà del patrimonio, mentre il padre e la madre ereditano un quarto ciascuno. In caso di premorienza di uno degli ascendenti, il quarto ad esso spettante viene ereditato dal coniuge (articolo 757-1 del codice civile).

• In mancanza di ascendenti o discendenti, l’intero patrimonio viene ereditato dal coniuge superstite (articolo 757-2 del codice civile). In deroga all’articolo 757-2 del codice civile, in mancanza di ascendenti, i fratelli e le sorelle del defunto o i loro discendenti ricevono la metà dei beni in natura compresi nell’eredità, nonché i beni che il defunto aveva ricevuto dai suoi ascendenti per successione o donazione. Si tratta di un diritto reversibile (articolo 757-3 del codice civile). Tutti gli altri beni vengono trasmessi al coniuge superstite.

Partner di un’unione civile

Il partner superstite di un’unione civile non ha diritto alla successione. Può però ricevere un legato.

Il partner di un’unione civile non è quindi considerato un erede del de cuius. Dopo il decesso del suo partner, beneficia soltanto di un diritto di godimento temporaneo gratuito di un anno dell’abitazione familiare (nonché dei mobili che la arredano), a condizione che l’abbia occupata effettivamente e come residenza principale al momento del decesso, in applicazione dell’articolo 515-6 del codice civile. Egli è pertanto chiamato all’eredità unicamente se nominato erede nel testamento.

Quando esistono figli, che siano nati dalla coppia o meno, solo la quota disponibile (non di riserva) può essere devoluta al partner superstite. La quota disponibile del patrimonio varia a seconda del numero di figli: un terzo dell’eredità se i figli sono due, un quarto se i figli sono tre o più (cfr. supra).

In assenza di figli, l’intera eredità può essere devoluta al partner superstite o a un terzo, poiché non vi sono eredi legittimari. Tuttavia, se i genitori del defunto sono ancora vivi, possono chiedere la restituzione dei beni donati al figlio scomparso, in misura pari a un quarto del patrimonio per ciascun genitore in vita (articolo 738-2 del codice civile).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In Francia le successioni sono trattate dai notai, il cui coinvolgimento è obbligatorio se l’eredità comprende beni immobili, mentre è facoltativo in assenza di beni immobili.

Il notaio stabilisce l’ordine di successione mediante atto notorio e redige i certificati che registrano il trasferimento di proprietà dei beni immobili dopo la morte del de cuius. Il notaio assiste gli eredi per quanto riguarda i loro adempimenti fiscali (con la redazione e il deposito della dichiarazione di successione entro i termini stabiliti dalla legge e il pagamento delle imposte di successione). Qualora la natura dei beni lo permetta e a seconda del numero degli eredi e della loro volontà, il notaio procede alla divisione dei beni tra gli eredi preparando un acte de partage (atto di divisione ereditaria).

In caso di controversia, il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione ha competenza materiale e territoriale esclusiva.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione è competente a ricevere dichiarazioni di rinuncia o di accettazione a concorrenza dell’attivo netto.

Non è richiesto l’espletamento di particolari formalità se l’eredità viene accettata senza riserve.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

La cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione è competente a ricevere le rinunzie ai legati universali e a titolo universale. Ai sensi del diritto francese, non è richiesta una dichiarazione di rinunzia per i legati a titolo particolare.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il diritto di accettazione o rinunzia all’eredità è indivisibile: riguarda l’intero patrimonio e non può quindi essere limitato alla quota di riserva.

Un erede può tuttavia rinunciare a chiedere la riduzione della quota disponibile che intacchi la sua quota di riserva.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

La successione viene aperta al momento del decesso nell’ultimo luogo di domicilio del defunto.

Subito dopo la morte gli eredi hanno a disposizione tre possibilità: accettare l’eredità senza riserve, accettare l’eredità a concorrenza dell’attivo netto o rinunciare all’eredità.

L’accettazione pura e semplice può essere espressa o tacita (articolo 782 del codice civile). Si parla di accettazione tacita quando gli eredi intraprendono azioni che implicano necessariamente la volontà di accettare l’eredità e che essi sono legittimati a intraprendere unicamente in qualità di eredi accettanti (articolo 783 del codice civile).

L’accettazione a concorrenza dell’attivo netto richiede il deposito di una dichiarazione presso la cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui si è aperta la successione (articoli 787 e 788 del codice civile). La dichiarazione è accompagnata o seguita, entro un massimo di due mesi, dall’inventario dei beni ereditari. L’inventario deve essere redatto da un notaio, da un commissaire-priseur (valutatore esperto di vendite all’asta) o da un huissier (ufficiale giudiziario) (articolo 789 del codice civile). In assenza di inventario, si considera che l’eredità sia stata accettata senza riserve (articolo 790 del codice civile). L’inventario deve contenere tutte le voci dell’eredità, sia attive sia passive.

L’accettazione dell’eredità a concorrenza dell’attivo netto consente agli eredi di evitare che il loro patrimonio personale venga confuso con l’eredità, di conservare nei confronti dell’eredità tutti i diritti vantati in precedenza sul patrimonio del defunto e di rispondere dei debiti ereditari solo per il valore del patrimonio ereditato. In tal caso l’erede risponderà dei debiti del defunto solo fino a concorrenza del valore dei beni ricevuti in eredità.

La rinunzia all’eredità non può essere tacita, deve essere espressa. Per essere opponibile a terzi, deve essere inviata o depositata presso il tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione (articolo 804 del codice civile). L’erede rinunciatario si considera come una persona che non sia mai stata chiamata all’eredità.

Il termine per l’esercizio dei diritti di accettazione o rinunzia all’eredità è di dieci anni, termine oltre il quale si presume che abbia rinunciato. All’erede può tuttavia essere intimato di esercitare tale diritto (articolo 771 del codice civile) e in tal caso deve rispondere entro due mesi. Trascorso tale periodo di riflessione, qualora un erede non abbia preso una decisione, si considera che abbia accettato senza riserve.

La regola generale nel diritto francese è la divisione amichevole dell’eredità senza l’intervento del giudice. L’intervento del giudice è necessario solamente qualora esista disaccordo tra gli eredi.

Nella maggior parte dei casi l’eredità viene decisa in via amichevole con l’aiuto di un notaio. In talune circostanze, tuttavia, l’intervento del notaio non è necessario, in particolare se il patrimonio del de cuius non comprende beni immobili. Quando gli eredi consultano un notaio, possono scegliere il notaio che preferiscono. Se non giungono a un accordo sulla scelta di un notaio comune, ciascuno può rivolgersi al proprio.

Una volta scelto il notaio, il passo successivo consiste nella determinazione del patrimonio del de cuius, tenuto conto del regime patrimoniale applicabile al rapporto coniugale del defunto, di eventuali donazioni effettuate in precedenza, ecc. Per determinare quali beni siano da prendere in considerazione ai fini della successione, il notaio contatta le varie organizzazioni interessate (compagnie di assicurazione, banche, ecc.) e chiede agli eredi di predisporre una stima degli immobili o degli altri beni non quotati in borsa. Occorre inoltre redigere un inventario dei beni mobili. Le passività vengono determinate attraverso un elenco dei debiti del defunto, che si tratti di semplici fatture, imposte dovute, prestazioni sociali ripetibili, fideiussioni o pagamenti compensativi a favore dell’ex coniuge.

Immediatamente dopo il decesso, gli eredi beneficiari diventano comproprietari di tutti i beni del defunto fino alla divisione dell’eredità e, in quanto comproprietari, sono anche responsabili dei debiti nelle stesse proporzioni. Gli atti di vendita dei beni indivisi (detti “atti di disposizione”) devono essere decisi all’unanimità. D’altra parte, gli atti di amministrazione possono essere decisi dalla maggioranza di almeno i due terzi degli aventi diritto. Inoltre, qualsiasi comproprietario può intraprendere le misure necessarie per mantenere la proprietà in comune. Qualora si verifichi una situazione di stallo, la questione può essere portata dinanzi al giudice per ovviare alla necessità di ottenere l’autorizzazione di alcuni comproprietari.

La divisione dei beni tra gli eredi pone fine alla proprietà comune. La divisione è decisa amichevolmente qualora esista accordo tra i beneficiari (principio stabilito dall’articolo 835 del codice civile) oppure in esito a un procedimento giudiziale in caso di disaccordo, con l’assistenza di un notaio (eccezione sancita dall’articolo 840 del codice civile). Inoltre, la divisione dell’eredità può essere totale o parziale, qualora continui ad esistere la proprietà indivisa dei beni (per esempio, nel caso dei beni in usufrutto). Qualsiasi erede può richiedere la divisione dell’eredità (articolo 815 del codice civile), così come può chiederlo il creditore di un comproprietario (articolo 815-17 del codice civile).

Questa fase finale del procedimento successorio comprende la trascrizione del trasferimento di proprietà agli eredi. A tal fine è necessario esibire i certificati di proprietà per provare che gli eredi sono i nuovi proprietari dei beni, a prescindere che si tratti di beni immobili, quote societarie, veicoli a motore o valori mobiliari. Nel caso di un immobile, gli eredi devono provvedere alla trascrizione del certificato di proprietà nei registri catastali. La stessa procedura si applica alle azioni delle società di diritto civile per cui è necessaria la pubblicazione presso la cancelleria del tribunal du commerce et des sociétés (tribunale commerciale).

In assenza di divisione, sussisterà tra gli eredi la proprietà indivisa dei beni.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Secondo il diritto francese, la morte di una persona determina l’apertura della successione e dà luogo a una proprietà indivisa tra gli eredi designati dalla legge, i quali subentrano di diritto nel patrimonio, nei diritti e nelle azioni del de cuius (articoli 720 e 724 del codice civile), mettendoli in linea di principio nella condizione di entrare immediatamente in possesso del patrimonio ereditario. Gli eredi dovranno tuttavia scegliere tra tre possibilità: accettare l’eredità senza riserve, accettare l’eredità a concorrenza dell’attivo netto oppure rinunciare all’eredità (cfr. punto 6).

I legatari e i donatari universali possono entrare in possesso dei beni solo in assenza di eredi legittimari (articolo 1006 del codice civile), mentre in presenza di eredi legittimari, devono richiedere loro il pagamento di un legato (articolo 1004 del codice civile).

I legatari a titolo universale e a titolo particolare devono presentare una richiesta agli eredi in possesso dei beni ereditari (articoli 1011 e 1014 del codice civile) attraverso i quali potranno ottenere il pagamento dei loro rispettivi legati.

In mancanza di eredi legittimi, lo Stato dovrà essere immesso nel possesso dei beni. In tal caso lo Stato è rappresentato dall’Administration des domaines (agenzia del demanio).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi universali o a titolo universale che accettano l’eredità senza riserve rispondono illimitatamente dei debiti e degli oneri gravanti sul patrimonio del defunto. Essi sono tenuti a pagare i legati di somme di denaro solo fino a concorrenza del valore dei beni ereditari al netto dei debiti (articolo 785 del codice civile).

Qualora esistano più eredi, ognuno di essi risponde personalmente dei debiti e degli oneri gravanti sull’eredità in proporzione alla quota ereditaria (articolo 873 del codice civile).

Gli eredi che hanno optato per l’accettazione pura e semplice rispondono illimitatamente di tutti i debiti e oneri del defunto. Tuttavia, gli eredi possono chiedere di essere sollevati in tutto o in parte da un’obbligazione debitoria gravante sull’eredità se al momento della successione potevano non essere al corrente dell’esistenza di tale obbligazione e qualora il pagamento dei debiti possa gravemente intaccare i loro beni.

• Se hanno optato per l’accettazione dell’eredità a concorrenza dell’attivo netto, gli eredi rispondono dei debiti del defunto solo per il valore dei beni ricevuti.

• Gli eredi che hanno rinunziato alla successione non rispondono dei debiti.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Ai sensi dell’articolo 710-1 del codice civile, i documenti richiesti ai fini dell’iscrizione nei registri catastali sono: l’atto pubblico redatto da un notaio che esercita in Francia, le decisioni giurisdizionali e gli atti pubblici redatti da un’autorità amministrativa.

In presenza di immobili compresi in una massa ereditaria, il notaio redige il certificato notarile, chiamato anche “attestation immobilière” (certificato immobiliare). Quest’atto pubblico comprende la trascrizione del trasferimento di proprietà dei beni immobili agli eredi e deve essere pubblicato ai servizi della pubblicità fondiaria. Il valore dell’immobile deve essere dichiarato dagli eredi e indicato nell’atto e deve corrispondere al prezzo di mercato.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Il diritto francese non prevede né richiede il coinvolgimento di un amministratore. È tuttavia possibile che il giudice nomini un amministratore. È compito degli eredi fornire informazioni al catasto con l’ausilio del notaio. Il testatore può nominare un esecutore testamentario, i cui poteri sono definiti dagli articoli 1025 e seguenti del codice civile.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

È compito degli eredi eseguire il testamento e amministrare l’eredità. Nel caso di una controversia, è competente il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione.

Il giudice può nominare un mandatario con il compito di amministrare l’eredità e di rappresentare tutti gli eredi entro i limiti dei poteri che gli sono conferiti (articolo 813-1 del codice civile).

L’ordinamento francese prevede anche altri tipi di mandato ai fini dell’amministrazione dell’eredità, in particolare il mandato post mortem (articolo 812 del codice civile), mediante il quale il testatore nomina un mandatario per amministrare o gestire tutta o parte dell’eredità nell’interesse degli eredi. Altre possibilità sono date dal contratto di mandato (articolo 813 del codice civile), che è soggetto all’applicazione delle regole generali del diritto, e infine dal mandato conferito dal giudice, menzionato in precedenza.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Gli eredi in possesso dei beni ereditari hanno pieni poteri. Se sorge un problema o si crea una situazione di stallo, la questione può essere portata dinanzi a un giudice, il quale può decidere di nominare un amministratore. In tal caso, il mandatario è responsabile dell’amministrazione provvisoria dell’eredità, qualora vi sia stata inerzia, negligenza o errore da parte di uno o più eredi. Nel proprio ruolo, il mandatario agisce per conservare, controllare e amministrare il patrimonio (articolo 813-4). Nei limiti dei poteri che gli sono conferiti, il mandatario agisce anche in rappresentanza dell’insieme degli eredi per gli atti in materia civile e giudiziaria (articolo 813-5 del codice civile).

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Nel diritto francese l’atto notorio è il documento che viene solitamente redatto dal notaio per provare la qualità di erede (articolo 730-1 del codice civile), anche se la prova è libera. Si tratta di un atto pubblico che stabilisce chi sono gli eredi e la quota di ciascuno di essi. Per farlo, il notaio ha bisogno che i parenti del defunto gli forniscano i documenti necessari a identificare i familiari interessati dalla successione (libretto di famiglia, contratto di matrimonio, sentenza di divorzio, ecc.). L’atto notorio fa fede fino a prova contraria. Quest’atto può essere sostituito da un semplice certificato di successione firmato dagli eredi per le piccole eredità.

Se necessario, il notaio può redigere un atto per l’accettazione o la rinuncia e un certificato immobiliare.

La successione si conclude con la divisione della proprietà, che spesso si concretizza in un atto notarile di divisione ereditaria.

Ultimo aggiornamento: 23/09/2019

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Informazioni generali - Croazia

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Il diritto di successione e le norme in base alle quali operano i giudici, le autorità competenti e le persone autorizzate in materia di successioni sono disciplinati dalla legge sulle successioni (Narodne Novine; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia nn. 48/03, 163/03, 35/05 e 127/13).

La disposizione patrimoniale a causa di morte può essere redatta sotto forma di testamento. Può fare testamento qualsiasi persona sana di mente che abbia compiuto i sedici anni.

Il testamento è valido solo se è fatto nelle forme legalmente prescritte e nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. In circostanze normali, il testamento può essere redatto sotto forma di testamento pubblico o privato, mentre il testamento orale è ammesso solo in circostanze eccezionali.

Il testamento privato è un testamento olografo o redatto alla presenza di testimoni. Il testamento olografo è scritto a mano e firmato dal testatore. Il testamento scritto alla presenza di testimoni può essere redatto da un testatore in grado di leggere e scrivere, il quale deve dichiarare dinanzi a due testimoni presenti simultaneamente che il documento, a prescindere dalla persona che l’ha redatto, è il suo testamento, e deve firmare tale documento alla presenza dei testimoni. Questi ultimi devono apporre la loro firma sul testamento.

Il testamento pubblico viene redatto con la partecipazione di una pubblica autorità. Chiunque può validamente fare testamento sotto forma di atto pubblico. Le persone che non sanno o non possono leggere o non sono in grado di apporre la loro firma possono fare testamento, in circostanze normali, solo sotto forma di atto pubblico. Il testamento pubblico può essere redatto, su richiesta del testatore, da un soggetto legalmente autorizzato, vale a dire un giudice del tribunale municipale, un uditore del tribunale municipale, un notaio o, all’estero, un rappresentante consolare o diplomatico-consolare della Repubblica di Croazia. La procedura e le azioni che il soggetto autorizzato deve intraprendere per la formazione del testamento sono stabilite dalla legge.

Il testatore che voglia conferire al suo testamento la forma di un testamento internazionale deve farne domanda a una persona abilitata a redigere testamenti pubblici. Lo scopo di tale procedura è redigere un testamento nelle forme riconosciute dagli Stati parte della Convenzione del 1973 sull’adozione di norme uniformi in materia testamentaria e dagli Stati che hanno recepito nei loro ordinamenti le norme relative al testamento internazionale.

Solo se ricorrono circostanze eccezionali, tali da impedire di testare in altre forme valide, il testatore può dichiarare oralmente le sue ultime volontà davanti a due testimoni presenti simultaneamente. La validità di tale testamento viene meno dopo trenta giorni dalla cessazione delle circostanze eccezionali in cui esso è stato formato.

I patti successori (accordi con cui una persona lascia il suo patrimonio, in tutto o in parte, alla controparte o a un terzo), i patti relativi a una successione o a un legato futuri (accordi con cui una parte cede un’eredità o un legato che si attende di ricevere; accordi sulla successione di un terzo ancora in vita; accordi relativi a un legato o ad altri vantaggi che una delle parti si attende di ricevere da una successione che non è ancora stata aperta) e i patti sul contenuto del testamento (accordi con cui una persona si impegna a inserire o a non inserire una determinata clausola nel suo testamento, oppure a revocarla o a non revocarla) sono vietati dal diritto croato e pertanto nulli.

Il diritto croato consente di concludere accordi per la cessione o ripartizione di beni mentre si è in vita. Si tratta di un patto stipulato tra un ascendente (cedente) e suoi discendenti con cui il primo cede e ripartisce tra i secondi la totalità o parte del patrimonio di cui dispone al momento della conclusione dell’accordo. La validità del patto è subordinata al consenso di tutti i figli e di altri discendenti chiamati all’eredità del cedente. Il patto deve essere concluso per iscritto e omologato da un giudice del tribunale competente, oppure redatto sotto forma di atto notarile o di atto confermato (autenticato) da un notaio. Il patto può essere esteso al coniuge del cedente e in tal caso è necessario anche il suo assenso. I beni che formano oggetto del patto non sono inclusi nella successione e non vengono presi in considerazione per determinare il valore dell’eredità.

Il diritto croato non consente di stipulare un patto di rinuncia a una successione non ancora aperta. In via d’eccezione, un discendente che disponga del libero esercizio dei suoi diritti può concludere un accordo con un ascendente per rinunciare anticipatamente all’eredità cui avrebbe diritto alla sua morte. Un accordo analogo può essere stipulato anche dal coniuge in relazione all’eredità cui avrebbe diritto alla morte dell’altro coniuge. Tali accordi devono essere conclusi per iscritto e omologati da un giudice del tribunale competente oppure redatti sotto forma di atto notarile o confermato (autenticato) da un notaio

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il fatto che un testamento è stato redatto, depositato e annunciato viene riportato nel registro croato dei testamenti, gestito dal Consiglio nazionale del notariato. Su richiesta del testatore, le informazioni relative a tali atti sono trasmesse per la registrazione dal giudice competente, da un notaio, da un avvocato o dalla persona che ha redatto il testamento. La trascrizione del testamento nel menzionato registro nazionale non è obbligatoria e il fatto che un testamento non sia registrato o depositato in uno specifico luogo non ne pregiudica la validità.

Nessuno può accedere ai dati del registro prima del decesso del testatore, ad eccezione del testatore stesso o della persona da questo espressamente autorizzata a tale scopo.

Nel procedimento successorio, il giudice o il notaio delegato deve assumere presso il registro dei testamenti croato tutte le informazioni disponibili su eventuali testamenti del de cuius.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

La libertà del testatore di disporre del suo patrimonio trova un limite nel diritto degli eredi legittimari a una quota riservata.

Sono eredi legittimari:

  • i discendenti, i figli adottivi, i figli posti sotto la tutela del testatore in qualità di partner e i loro discendenti, il coniuge o il partner non coniugato, il partner di unione civile o il partner di unione informale – tali persone hanno diritto a una quota di legittima pari a metà della porzione cui avrebbero diritto secondo l’ordine legale di successione in mancanza di testamento;
  • i genitori, i genitori adottivi e altri ascendenti del testatore – tali persone hanno diritto a una quota riservata solo se si trovano in situazione di inabilità permanente al lavoro e indigenza; tale quota è pari a un terzo della porzione cui avrebbero diritto secondo l’ordine legale di successione in mancanza di testamento.

Gli eredi legittimari possono rivendicare la loro quota riservata solo se, nel caso di specie, sono chiamati alla successione in tale qualità.

I motivi per i quali il testatore può escludere dalla successione, in tutto o in parte, un erede legittimario sono stabiliti dalla legge. Il testatore può disporre tale esclusione nei seguenti casi: se l’erede ha commesso una grave mancanza nei suoi confronti, in violazione di un obbligo giuridico o morale derivante dal loro rapporto familiare; se l’erede ha intenzionalmente commesso un reato grave contro il testatore o il coniuge, i figli o i genitori dello stesso; se l’erede ha commesso un reato contro la Repubblica di Croazia o i valori tutelati dal diritto internazionale; se l’erede conduce una vita dissipata o disonesta. Il testatore che intenda escludere un erede deve dichiararlo espressamente nel testamento, specificando i motivi dell’esclusione. Tali motivi devono sussistere nel momento in cui viene redatto il testamento. Per effetto dell’esclusione, l’erede decade dal diritto di successione nei limiti dell’esclusione stessa e i diritti delle altre persone che possono ereditare dal testatore vengono determinati come se l’erede escluso fosse deceduto prima del testatore.

Oltre alla possibilità di escludere gli eredi legittimari, il testatore può espressamente privare un discendente, in tutto o in parte, della sua quota di legittima se tale discendente è eccessivamente indebitato o prodigo. Tale quota si devolve, anziché all’erede che ne è stato privato, ai suoi discendenti. La privazione è valida solo se, al momento del decesso del testatore, il discendente privato della sua quota ha un figlio minorenne o un nipote minorenne il cui padre sia già deceduto, oppure un figlio maggiorenne, o un nipote maggiorenne il cui padre sia già deceduto, che sia inabile al lavoro e indigente. L’erede privato della sua quota eredita dal testatore nei limiti della porzione non esclusa, anche nel caso in cui i presupposti della privazione non sussistano più al momento del decesso del testatore.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se il de cuius non ha lasciato testamento, la legge prevede che gli eredi legittimi ereditano secondo l’ordine di successione, in base al principio secondo cui gli eredi dell’ordine successorio più prossimo escludono quelli dell’ordine più lontano.

Gli eredi legittimi del de cuius sono:

  • i discendenti, i figli adottivi, i figli posti sotto la tutela del de cuius in qualità di partner e i loro discendenti,
  • il coniuge,
  • il partner non coniugato,
  • il partner di unione civile,
  • il partner di unione informale,
  • i genitori,
  • i genitori adottivi,
  • i fratelli e le sorelle e i loro discendenti,
  • i nonni e i loro discendenti,
  • altri ascendenti.

Nel diritto delle successioni, il partner non coniugato è equiparato al coniuge, mentre i figli nati fuori del matrimonio e i loro discendenti sono equiparati ai figli nati dal matrimonio e ai loro discendenti. Si considera come unione non coniugale da cui derivano diritti di successione legittima un rapporto durevole di convivenza tra un uomo e una donna non coniugati (durato almeno tre anni, o per un periodo inferiore se da tale unione è nato un figlio comune) cessato alla morte del cuius, purché siano state rispettate le condizioni di validità previste per il matrimonio.

Nel diritto delle successioni, il partner di unione civile è equiparato al coniuge e i figli posti sotto la sua tutela in quanto partner sono equiparati ai suoi figli. L’unione civile è un rapporto di vita familiare tra due persone dello stesso sesso che è stato sancito dinanzi a un’autorità competente, conformemente alle disposizioni di una legge speciale (legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso).

Nel diritto delle successioni, il partner di unione informale è equiparato al partner di unione civile. L’unione informale è un rapporto di vita familiare tra due persone dello stesso sesso che non è stato sancito dinanzi a un’autorità competente. Ai fini dell’equiparazione, occorre che tale rapporto sia durato almeno tre anni e abbia soddisfatto fin dall’inizio le condizioni di validità previste per le unioni civili.

I discendenti del de cuius e il coniuge rientrano nel primo ordine successorio. Gli eredi del primo ordine ereditano in parti uguali. A tale ordine di successione si applica il diritto di rappresentazione, in forza del quale la quota che sarebbe spettata a un figlio già deceduto qualora fosse sopravvissuto al de cuius si devolve in parti uguali ai suoi figli, nipoti del de cuius, e se uno dei nipoti è premorto al de cuius, la quota che gli sarebbe spettata se fosse stato in vita al momento del decesso del de cuius si devolve in parti uguali ai suoi figli, pronipoti del de cuius, e così via fino all’ultimo discendente del de cuius.

I beni del de cuius che non lascia discendenti si devolvono agli eredi rientranti nel secondo ordine successorio, ossia i genitori e il coniuge. I genitori del de cuius ereditano metà del patrimonio e il coniuge l’altra metà. Se entrambi i genitori sono premorti al de cuius, il coniuge eredita l’intero patrimonio. Se il de cuius non era coniugato, i genitori ne ereditano l’intero patrimonio in parti uguali; se uno dei genitori è premorto al de cuius, la quota ereditaria che gli sarebbe spettata se fosse sopravvissuto al de cuius si devolve all’altro genitore. I fratelli e le sorelle del de cuius e i loro discendenti ereditano nell’ambito del secondo ordine di successione se il de cuius non era coniugato e uno o entrambi i suoi genitori sono già deceduti. In tal caso (se uno o entrambi i genitori del de cuius sono già deceduti e il de cuius non era coniugato), la quota di eredità che sarebbe spettata al genitore se fosse sopravvissuto al de cuius si devolve ai suoi figli (fratelli e sorelle del de cuius), nipoti, pronipoti e ulteriori discendenti, secondo le regole applicabili ai casi in cui l’eredità si devolve ai figli e altri discendenti del de cuius. Se uno dei genitori è premorto al de cuius e quest’ultimo non era coniugato e non aveva discendenti, la quota ereditaria che sarebbe spettata a tale genitore se fosse sopravvissuto al de cuius si devolve all’altro genitore; se anche l’altro genitore è premorto al de cuius e quest’ultimo non era coniugato, i discendenti dei genitori ereditano la quota che sarebbe spettata a questi ultimi.

L’eredità del de cuius che non ha lasciato discendenti, coniuge o genitori, o i cui genitori non abbiano lasciato discendenti, si devolve agli eredi del terzo ordine successorio, in cui rientrano i nonni. Metà del patrimonio ereditario si devolve ai nonni paterni e l’altra metà ai nonni materni. I nonni della medesima linea ereditano in parti uguali. Se uno di tali ascendenti è premorto al de cuius, la quota che gli sarebbe spettata se fosse sopravvissuto al de cuius si devolve ai suoi discendenti (figli, nipoti e ulteriori discendenti), secondo le regole applicabili ai casi in cui l’eredità si devolve ai figli e altri discendenti del de cuius. Se i nonni di una linea sono premorti al de cuius senza lasciare discendenti, la quota del patrimonio ereditario che sarebbe loro spettata si devolve ai nonni dell’altra linea e ai loro discendenti.

L’eredità del de cuius che non ha lasciato discendenti né genitori, e i cui genitori non abbiano lasciato discendenti, coniugi o nonni, i quali non abbiano a loro volta lasciato discendenti, si devolve agli eredi del quarto ordine successorio, in cui rientrano i bisnonni del de cuius. Metà del patrimonio ereditario si devolve ai bisnonni paterni (tale metà è ereditata in parti uguali dai genitori del nonno paterno e dai genitori della nonna paterna) e l’altra metà ai bisnonni materni (tale metà è ereditata in parti uguali dai genitori del nonno materno e dai genitori della nonna materna). Se uno degli ascendenti è deceduto, la parte che gli sarebbe spettata se fosse stato in vita si devolve al suo coniuge. Se una di tali coppie di ascendenti non è più in vita, le quote che le sarebbero spettate se lo fosse stata si devolvono all’altra coppia della stessa linea. Qualora non vi siano più bisnonni né bisnonne di una linea, la quota del patrimonio ereditario che sarebbe loro spettata se fossero stati in vita si devolve ai bisnonni dell’altra linea.

Se non vi sono eredi del quarto ordine successorio, ereditano gli ulteriori ascendenti del de cuius, secondo le regole di successione applicabili ai bisnonni.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Il procedimento successorio si svolge in primo grado dinanzi a un tribunale municipale o a un notaio da questo delegato.

Il tribunale municipale territorialmente competente ai fini del procedimento successorio si determina in base al domicilio del de cuius al momento del decesso o, in subordine, in base al suo luogo di residenza, al luogo in cui si trova la maggior parte dei beni ereditari nella Repubblica di Croazia o al luogo in cui il de cuius è registrato all’anagrafe. Il tribunale delega i procedimenti successori ai notai e, se nel suo circondario vi sono più notai, i procedimenti vengono assegnati secondo l’ordine alfabetico dei loro cognomi.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La dichiarazione di accettazione dell’eredità o di rinuncia alla stessa (dichiarazione di successione) può essere effettuata oralmente dinanzi a qualsiasi tribunale municipale, al tribunale delle successioni o al notaio delegato al procedimento successorio, oppure presentando un certificato contenente la dichiarazione di successione al tribunale delle successioni o al notaio delegato.

La dichiarazione di accettazione dell’eredità o di rinuncia alla stessa è irrevocabile.

Non è obbligatorio effettuare una dichiarazione di accettazione dell’eredità o di rinuncia alla stessa. Si presume che coloro che non hanno reso una dichiarazione di rinuncia intendano ereditare. Coloro che abbiano validamente effettuato una dichiarazione di accettazione non possono successivamente rinunciare all’eredità

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

La dichiarazione di accettazione dell’eredità o di rinuncia alla stessa può essere effettuata oralmente dinanzi al tribunale delle successioni o al notaio delegato. È inoltre possibile presentare un documento autenticato contenente tale dichiarazione di accettazione o rinuncia presso il tribunale delle successioni o il notaio delegato.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il diritto a una quota di legittima è un diritto di successione che si acquista al momento del decesso del de cuius. L’erede legittimario può effettuare oralmente una dichiarazione di accettazione della quota di legittima o di rinuncia alla stessa dinanzi a qualsiasi tribunale municipale, al tribunale delle successioni o al notaio delegato.

La quota di legittima viene stabilita nell’ambito del procedimento successorio solo su richiesta dell’erede legittimario. Se l’erede legittimario non rivendica la sua quota nel corso del procedimento, il tribunale o il notaio non è tenuto ad accertare il suo diritto a una quota di legittima.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Il procedimento successorio è un procedimento non contenzioso diretto a individuare gli eredi del de cuius, il contenuto dell’eredità e i diritti degli eredi, dei legatari e di altri soggetti sul patrimonio ereditario.

Il procedimento successorio si svolge dinanzi al tribunale municipale o a un notaio da esso delegato. Il tribunale municipale competente a conoscere del procedimento successorio è detto anche tribunale delle successioni. La competenza territoriale a conoscere di un procedimento successorio si determina in base al domicilio del de cuius al momento del decesso o, in mancanza, alla sua residenza, al luogo in cui si trova la maggior parte dei beni ereditari nella Repubblica di Croazia o al luogo in cui il de cuius è registrato all’anagrafe.

Il procedimento successorio viene avviato d’ufficio dal tribunale in seguito alla ricezione di un certificato di morte, di un estratto del registro dei decessi o di un documento equivalente. Il tribunale incarica del procedimento un notaio esercente nel suo circondario, gli trasmette il certificato di morte e fissa il termine di durata del procedimento. Il notaio espleta la procedura in qualità di delegato del tribunale conformemente alla decisione di delega e alla legge sulle successioni. Pertanto, di norma, il procedimento successorio si svolge dinanzi a un notaio delegato dal tribunale e solo eccezionalmente dinanzi al tribunale stesso.

Se il notaio intraprende un’azione nell’ambito di un procedimento successorio in qualità di delegato del tribunale, è autorizzato, analogamente a un giudice o a un consigliere del tribunale municipale, a compiere tutti gli atti necessari ai fini di tale azione e ad adottare tutte le decisioni, salvo diversa disposizione della legge sulle successioni. Qualora, nel corso del procedimento, sorgano controversie tra le parti in ordine a fatti che potrebbero incidere sui loro diritti (ad esempio il diritto di successione, l’entità della quota ereditaria, ecc.) o dai quali dipende la composizione del patrimonio ereditario o l’oggetto di un legato, il notaio deve rimettere il fascicolo al tribunale affinché disponga la sospensione del procedimento e inviti le parti ad esperire un procedimento civile o amministrativo. Analogamente, qualora, nel corso del procedimento, sorgano controversie tra le parti in ordine a fatti che potrebbero incidere sui loro diritti di successione definiti con testamento o su altri diritti, il notaio deve rimettere il fascicolo al tribunale, il quale inviterà le parti ad esperire un procedimento civile o amministrativo, ma senza sospendere il procedimento successorio. In alcuni casi previsti dalla legge (provvedimento che dispone la separazione dell’eredità dal patrimonio dell’erede, decisione sui diritti dei coeredi che hanno vissuto o condiviso acquisti con il de cuius nell’ambito di un’unione, decisione sulla ripartizione dei beni domestici), il notaio può adottare una decisione solo con il consenso di tutte le parti del procedimento e, in mancanza di tale consenso, deve rimettere il fascicolo al tribunale. Il tribunale che ha delegato il notaio al procedimento successorio deve vigilare costantemente sul suo operato.

L’udienza per l’esecuzione della successione è la fase principale del procedimento successorio; possono tenersi una o più udienze.

L’udienza per l’esecuzione della successione non si tiene se il de cuius non ha lasciato beni o se il testatore ha lasciato solo beni mobili o diritti equivalenti e nessuno dei chiamati all’eredità ha chiesto l’avvio del procedimento successorio.

Devono essere convocate all’udienza le parti (eredi, legatari e altri titolari di diritti sul patrimonio ereditario), le persone che possono legittimamente rivendicare un diritto sull’eredità (in presenza di testamento), l’esecutore testamentario (se è stato nominato) e gli altri interessati. Nella convocazione all’udienza, il tribunale o il notaio informa le parti e gli altri interessati dell’avvio del procedimento e se sia già stato ricevuto un testamento; li invita quindi a presentare immediatamente un testamento scritto o un documento comprovante il testamento orale, se lo posseggono, o a indicare i testimoni del testamento orale. Nella convocazione, il tribunale avvisa gli interessati in particolare che possono rinunciare all’eredità, prima della decisione di primo grado sulla successione, con dichiarazione verbale resa in udienza o con atto autenticato e che, qualora non si presentino all’udienza o non effettuino tale dichiarazione, si presumerà che abbiano accettato la successione.

All’udienza sull’esecuzione della successione vengono discusse tutte le questioni rilevanti ai fini della decisione sul procedimento successorio, in particolare il diritto alla successione, l’entità delle quote ereditarie e i diritti di legato. Il tribunale o il notaio adotta una decisione sulla base dei risultati di tutte le udienze. Può accertare fatti che non sono stati dedotti dalle parti e utilizzare prove che esse non hanno prodotto, se ritiene che tali fatti o prove siano pertinenti per la decisione. Di regola, il tribunale o il notaio statuisce sui diritti dopo avere dato agli interessati la possibilità di rendere le necessarie dichiarazioni. Per quanto riguarda i diritti delle persone che, pur essendo state debitamente convocate, non sono comparse all’udienza, il tribunale o il notaio adotta una decisione sulla base delle informazioni disponibili, tenendo conto delle dichiarazioni scritte di tali persone pervenutegli prima della decisione.

Le dichiarazioni di successione sono le dichiarazioni con le quali un erede accetta la successione o vi rinuncia. Chiunque può effettuare una dichiarazione di successione, ma nessuno è obbligato farlo. Si presume che coloro che non hanno presentato una dichiarazione di rinuncia alla successione intendano ereditare. Coloro che abbiano presentano una valida dichiarazione di accettazione dell’eredità non possono revocarla successivamente. Il tribunale o il notaio non richiede la dichiarazione di successione, ma l’erede che intenda effettuarla lo può fare oralmente dinanzi al tribunale delle successioni o al notaio delegato, o dinanzi a qualsiasi altro tribunale municipale, oppure presentando un documento autenticato contenente la dichiarazione di successione presso il tribunale delle successioni o il notaio delegato. Se riceve una dichiarazione di rinuncia all’eredità, il tribunale o il notaio deve informare l’erede delle conseguenze di tale dichiarazione e avvisarlo che può rinunciare all’eredità unicamente in nome proprio, oppure in nome proprio e dei suoi discendenti.

Se le parti contestano i fatti da cui dipende un loro diritto, la composizione del patrimonio ereditario o l’oggetto di un legato, il tribunale dispone la sospensione del procedimento successorio e le invita ad esperire un procedimento civile o amministrativo. Il tribunale rivolge il medesimo invito alle parti i cui diritti gli appaiano poco plausibili. Qualora sorgano controversie tra le parti in ordine a fatti che potrebbero incidere sui loro diritti di successione definiti con testamento o altri diritti, il tribunale invita le parti ad esperire un procedimento civile o amministrativo, ma senza sospendere il procedimento successorio.

Al termine del procedimento successorio, il tribunale o il notaio statuisce sulla successione. Poiché, in diritto croato, la successione produce effetti di pieno diritto (ipso iure) al momento del decesso del de cuius, la decisione sulla successione ha natura declaratoria, ossia designa le persone che sono divenute eredi al momento del decesso del de cuius e definisce i diritti acquisiti da altri soggetti. Tale decisione, il cui contenuto è stabilito dalla legge sulle successioni, contiene le seguenti informazioni: il de cuius (cognome e nome, numero di identificazione personale, nome di uno dei genitori, data di nascita, cittadinanza e, per le persone decedute mentre erano sposate, il cognome precedente al matrimonio); la composizione del patrimonio ereditario (elementi identificativi dei beni immobili, corredati delle informazioni del registro immobiliare necessarie per la trascrizione; elementi identificativi dei beni mobili e degli altri diritti che secondo gli accertamenti del tribunale rientrano nel patrimonio ereditario); gli eredi (cognome e nome, numero di identificazione personale, domicilio, rapporto con il de cuius, qualità di erede legittimo o testamentario; se vi sono più eredi, quota ereditaria di ciascuno di essi espressa in frazione); limitazioni o gravami sui diritti dell’erede (se il diritto di successione sia soggetto a condizioni, limiti temporali o istruzioni e, in caso affermativo, se e in qual modo sia limitato o gravato, e a favore di chi); i soggetti titolari di un diritto di successione o altro diritto sul patrimonio ereditario, con designazione esatta di tale diritto (cognome e nome, numero di identificazione personale e domicilio del titolare). La decisione sulla successione viene notificata a tutti gli eredi e legatari nonché alle persone che hanno rivendicato diritti ereditari durante il procedimento successorio. Dopo il passaggio in giudicato, la decisione viene inoltre trasmessa all’autorità tributaria competente. Nella decisione sulla successione, il tribunale o il notaio deve precisare che la medesima, dopo il passaggio in giudicato, dovrà essere trascritta nel registro immobiliare conformemente alle norme sul catasto e che i beni mobili depositati presso il tribunale, il notaio o, su loro disposizione, presso terzi dovranno essere consegnati alle persone autorizzate.

Prima di statuire sulla successione, il tribunale o il notaio può, su richiesta di un legatario, adottare una decisione separata su un legato, purché gli eredi non si oppongano. Se la composizione del patrimonio ereditario è contestata solo parzialmente, può essere adottata una decisione parziale sulla successione per definire gli eredi, i legatari e gli elementi di cui non è contestata l’appartenenza alla massa ereditaria.

Le decisioni adottate da un notaio in qualità di delegato del tribunale al procedimento successorio sono soggette a impugnazione. Il reclamo deve essere presentato al notaio entro otto giorni dalla notifica della decisione alle parti. Il notaio deve trasmettere immediatamente il reclamo, unitamente al fascicolo, al tribunale municipale competente, che si pronuncia in composizione monocratica. Il tribunale respinge le impugnazioni tardive, incomplete o irricevibili. Il tribunale che si pronuncia sulla decisione notarile può confermarla o annullarla in tutto o in parte. In caso di annullamento (parziale o integrale), il tribunale statuisce direttamente sulla parte annullata della decisione. La decisione del tribunale che annulla parzialmente o integralmente una decisione notarile non è soggetta a impugnazione. La decisione sull’impugnazione è notificata alle parti e al notaio.

Le decisioni adottate dal tribunale di primo grado nell’ambito di un procedimento successorio sono soggette a impugnazione, salvo che sia diversamente previsto dalla legge sulle successioni. Il ricorso deve essere proposto entro quindici giorni dalla decisione presso il giudice che si è pronunciato in primo grado, il quale può, se il ricorso è stato presentato entro i termini, modificare la decisione impugnata e adottarne una nuova, purché quest’ultima non pregiudichi i diritti di altre persone fondati sulla precedente decisione. Se il tribunale di primo grado non modifica la decisione, trasmette il ricorso al giudice d’appello, a prescindere dalla circostanza che sia stato o meno depositato entro il termine previsto dalla legge. In linea di principio, il giudice di appello statuisce esclusivamente sui ricorsi proposti entro i termini, ma può anche conoscere di un ricorso tardivo, purché ciò non leda i diritti di altre persone fondati sulla decisione impugnata.

Nel procedimento successorio non sono esperibili ricorsi straordinari.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La qualità di erede legittimo o testamentario si acquista ipso iure (di pieno diritto) al momento del decesso del de cuius. In tale momento, l’erede acquista il diritto di successione e il patrimonio del de cuius si devolve a suo favore di pieno diritto, divenendo così la sua eredità. Non è necessaria una dichiarazione espressa di accettazione. L’erede che non intenda ereditare può rinunciare alla successione fino alla decisione sulla successione in primo grado.

Il legatario acquista il diritto di legato al momento del decesso del testatore.

Il procedimento successorio in cui vengono stabiliti gli eredi, la composizione del patrimonio ereditario e i diritti sul medesimo degli eredi, dei legatari e di altri soggetti è descritto nella risposta al quesito 6 relativo al procedimento successorio.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi che non hanno rinunciato alla successione rispondono in solido dei debiti del de cuius fino a concorrenza della loro quota ereditaria.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Ai fini della trascrizione nel registro immobiliare, occorre presentare i seguenti documenti all’ufficio del registro immobiliare presso il tribunale municipale nel cui territorio si trova l’immobile:

  1. la domanda di trascrizione;
  2. l’originale o una copia autenticata del documento che conferisce il diritto di proprietà (base giuridica della proprietà – atto di acquisto o donazione, accordo sugli alimenti, decisione sulla successione, ecc.);
  3. la prova della cittadinanza dell’acquirente (certificato di cittadinanza, copia autenticata del passaporto, ecc.) o dello status del soggetto giuridico (estratto del registro delle società) se l’acquirente è una persona giuridica straniera;
  4. se il richiedente è rappresentato da un mandatario, deve essere prodotta la procura (originale o copia autenticata);
  5. se il richiedente non ha nominato un rappresentante e si trova all’estero, deve designare un delegato residente in Croazia ai fini della ricezione degli atti;
  6. la prova del versamento di 200,00 HRK, voce tariffaria 16, e di 50,00 HRK a titolo di imposta di bollo, voce tariffaria 15, conformemente alla legge sulle spese processuali (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia nn. 74/95, 57/96, 137/02, 26/03, 125/11, 112/12 e 157/13).

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Il diritto croato non prevede l’obbligo di nominare un amministratore. Ciò in quanto, al momento dell’apertura della successione (al decesso del de cuius o al momento della dichiarazione del suo decesso), l’eredità si devolve agli eredi di pieno diritto.

Il diritto croato prevede invece che, in alcuni casi, il tribunale delle successioni debba designare un amministratore provvisorio dell’eredità. Occorre procedere a tale designazione se gli eredi o i loro domicili sono ignoti o non è possibile contattarli, nonché in altre circostanze, ove necessario. L’amministratore provvisorio dell’eredità può stare in giudizio, rappresentare gli eredi e recuperare crediti o saldare debiti in loro nome. Se del caso, il tribunale può attribuire all’amministratore diritti e obblighi particolari. Inoltre, il tribunale può nominare un amministratore per i beni ereditari che sono stati separati dal patrimonio dell’erede su richiesta dei creditori del de cuius.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il patrimonio ereditario è amministrato dagli eredi, ad eccezione della parte affidata all’esecutore testamentario o all’amministratore dell’eredità.

Il de cuius può designare nel testamento uno o più esecutori testamentari. La persona designata non ha l’obbligo di accettare l’incarico. I compiti dell’esecutore testamentario sono definiti dal testatore nel testamento. Se il testatore non ha impartito istruzioni particolari, l’esecutore testamentario deve, in particolare:

  • custodire il patrimonio ereditario e compiere tutti gli atti necessari per conservarlo, in nome e per conto degli eredi;
  • amministrare il patrimonio ereditario;
  • compiere gli atti necessari per il pagamento dei debiti e dei legati in nome e per conto degli eredi.

Nell’espletamento del suo incarico, l’esecutore testamentario deve assicurarsi che il testamento sia eseguito sotto ogni aspetto secondo la volontà del testatore.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

In diritto croato, di norma non viene designato un amministratore del patrimonio ereditario. Ciò in quanto, al momento dell’apertura della successione (al decesso del de cuius o nel momento in cui viene dichiarato il suo decesso), l’eredità si devolve agli eredi di pieno diritto. L’erede amministra e dispone di tutti i beni che costituiscono l’eredità. Se vi sono più eredi, i coeredi amministrano e dispongono di tutti i beni che costituiscono l’eredità in qualità di comproprietari, salvo per la parte affidata all’esecutore testamentario o all’amministratore ereditario, fino alla decisione che definisce le quote spettanti a ciascun erede.

Dopo il passaggio in giudicato della decisione che determina le quote dei singoli eredi, e fino alla divisione dell’eredità, i coeredi amministrano e dispongono di tutti i beni ancora ricompresi nel patrimonio comune, secondo le regole sull’amministrazione e disposizione dei beni da parte dei comproprietari, salvo per la parte affidata all’esecutore testamentario o all’amministratore ereditario.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se, durante il procedimento, viene nominato un esecutore testamentario, il tribunale deve rilasciargli senza ritardo, su sua richiesta, un certificato che ne attesta qualità e poteri, in forza del quale le dichiarazioni dell’esecutore testamentario devono essere considerate come dichiarazioni del testatore. Gli interessati che agiscono in buona fede attenendosi alle dichiarazioni della persona che si è identificata come esecutore testamentario sulla base di un certificato giudiziario non sono responsabili degli eventuali danni subiti dagli eredi. Se il tribunale revoca l’esecutore testamentario, quest’ultimo deve immediatamente restituire il certificato che ne attesta la qualità e i poteri e, qualora non vi provveda, risponde di tutti i danni che possano derivarne.

Al termine del procedimento successorio, viene adottata una decisione sulla successione. Tale decisione designa le persone che sono divenute eredi del de cuius al momento del suo decesso e i diritti acquisiti da altri soggetti. Poiché, in diritto croato, l’eredità si devolve di pieno diritto (ipso iure), la designazione degli eredi non è finalizzata all’acquisizione del diritto di successione o dell’eredità stessa (acquisizione che si è già perfezionata al momento del decesso del de cuius), ma solo ad agevolare l’esercizio dei diritti e l’adempimento degli obblighi acquisiti con la successione.

L’effetto sulla successione di una decisione passata in giudicato consiste nel fatto che si presume che detta decisione abbia definito la composizione del patrimonio ereditario, gli eredi del de cuius e la quota ereditaria di ciascuno di essi, e abbia stabilito se il diritto di successione sia soggetto a limiti o gravami, e con quali modalità, nonché se esistano diritti di legato e, in caso affermativo, quali.

Il contenuto della decisione sulla successione passata in giudicato può essere contestato da chiunque non sia vincolato, in virtù della legge sulle successioni, dal carattere definitivo di tale decisione, promuovendo un’azione civile contro le persone che hanno beneficiato degli accertamenti di cui si intende contestare la fondatezza.

La decisione definitiva sulla successione non è vincolante per coloro che rivendichino diritti su beni di cui è stata accertata l’appartenenza al patrimonio ereditario, se tali persone non hanno partecipato come parti all’udienza sull’esecuzione della successione e non sono state debitamente convocate per parteciparvi personalmente. Analogamente, tale decisione non è vincolante per coloro che rivendichino un diritto di successione a motivo del decesso del de cuius in base alla legge o a un testamento, o che rivendichino un diritto di legato, se tali persone non hanno partecipato come parti all’udienza e non sono state debitamente convocate per parteciparvi personalmente.

In via d’eccezione, coloro che hanno partecipato come parti all’udienza e sono stati debitamente convocati per parteciparvi non sono vincolati dalla decisione definitiva sulla successione rispetto a diritti derivanti da un testamento rinvenuto successivamente e a diritti accertati in esito a procedimenti civili o amministrativi (che tali persone sono state invitate ad esperire) dopo il passaggio in giudicato della decisione, purché ricorrano le condizioni alle quali gli interessati potrebbero chiedere la riapertura del procedimento nell’ambito di un’azione contenziosa civile.

Ultimo aggiornamento: 18/03/2019

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Informazioni generali - Italia

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Le disposizioni a causa di morte possono essere redatte solo mediante testamento. Sono vietati i testamenti congiuntivi e i patti successori.
Le disposizioni testamentarie si distinguono in:

  • istituzione di erede, con cui il testatore dispone dell'intero patrimonio o di una sua quota senza specificazione dei beni oggetto del lascito;
  • legato, con cui il testatore dispone di uno o più beni specificamente identificati.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

La disposizione testamentaria non deve essere registrata, quale che sia la forma utilizzata.
Se si tratta di un testamento pubblico, cioè di un testamento redatto mediante atto notarile, il notaio - dopo la morte del testatore - dovrà trasferire il testamento dal repertorio degli atti di ultima volontà al repertorio degli atti tra vivi e registrare il verbale di trasferimento.
Se si tratta di un testamento olografo, cioè di un testamento redatto in forma privata, esso dovrà essere presentato ad un notaio - dopo la morte del testatore - affinchè egli lo renda efficace mediante un verbale di pubblicazione che sarà registrato.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il testatore può disporre validamente dell'intero patrimonio. Al coniuge, ai figli e ai loro discendenti e - in assenza di figli - ai genitori spetta una quota di "legittima", cioè una quota minima dell'eredità loro riservata, ma un testamento che non rispetta questo diritto è ugualmente valido ed efficace, fino a che non venga impugnato dai legittimari. Se l'impugnazione non si verifica o se si rivela infondata, il testamento conserva pienamente i suoi effetti.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se manca il testamento, operano le regole della successione legale previste dal codice civile. Può succedere che il testamento vi sia ma disponga solo di una parte del patrimonio: per la parte restante, opereranno le regole della successione legale in concorso con quella testamentaria. I soggetti che ereditano per legge sono il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle, i parenti fino al sesto grado. Le quote di eredità dipendono da quali tra i soggetti elencati siano effettivamente presenti. La presenza di figli esclude tanto i genitori quanto i fratelli e sorelle e i parenti meno prossimi.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

L'eredità si acquista mediante un atto di accettazione, mentre il legato si acquista automaticamente, salvo che vi si rinunci.L'accettazione dell'eredità non può essere parziale, e può avvenire in modo espresso - con apposito atto - o tacito (il che si verifica quando il soggetto chiamato all'eredità compie un atto che non potrebbe compiere se non in qualità di erede, come la vendita di un bene ereditario).La dichiarazione di accettazione o di rinuncia può essere compiuta mediante l'atto di un notaio oppure con un verbale del Cancelliere del Tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione.Le stesse regole valgono nel caso del legittimario, che non può accettare o rinunciare solo alla quota di legittima. Egli può però rinunciare a far valere il suo diritto ad una quota ereditaria riservata nei casi in cui tale quota sia stata lesa. Se il legittimario è stato escluso dall'eredità o è destinatario di una quota ereditaria inferiore a quella che gli viene riservata, può agire solo per ricevere la quota riservata.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Non esiste una procedura unica definita per legge.

La successione si apre nel momento in cui il soggetto muore. Con riferimento a quella data, sulla base del testamento o delle regole di legge si identificano i soggetti chiamati all'eredità o destinatari di un legato. Spetta a questi soggetti attivarsi per compiere gli atti di accettazione o di rinuncia, per effetto dei quali si stabilisce a chi spetti, e in quali quote, la proprietà dei beni ereditari.

Se ci sono più comproprietari, a ciascuno di essi spetta il diritto di chiedere la divisione della comunione ereditaria, che può avvenire mediante contratto oppure chiedendo al Tribunale, con un giudizio civile ordinario, di emettere una sentenza di divisione.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Il legato si acquista automaticamente, salvo rinuncia. L'eredità si acquista mediante dichiarazione di accettazione espressa, oppure mediante un atto che determina accettazione tacita. I chiamati all'eredità che si trovano nel possesso di beni ereditari diventano eredi automaticamente una volta decorsi tre mesi dalla data di apertura della successione.
L'accettazione espressa - che deve essere compiuta entro dieci anni dall'apertura della successione - può essere pura e semplice oppure può essere compiuta con beneficio di inventario, al fine di limitare la responsabilità per i debiti del defunto.
I minorenni e gli altri soggetti incapaci di agire devono necessariamente accettare espressamente e con beneficio di inventario.
Gli effetti dell'accettazione dell'eredità o del legato retroagiscono fino al momento in cui si è aperta la successione.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi rispondono di tutti i debiti del defunto, in misura proporzionale alla rispettiva quota di eredità. I legatari invece non ne rispondono.

L'erede puro e semplice risponde dei debiti ereditari senza limiti, anche con il proprio patrimonio personale, e quindi anche se i debiti fossero superiori all'attivo ereditario.

L'erede con beneficio di inventario, invece, risponde dei debiti del defunto solo fino a concorrenza del valore dell'attivo ereditario.

Per questo, nel caso di eredità con beneficio di inventario, deve essere redatto un verbale in cui si descrive e si indica il valore di tutti i beni compresi nell'attivo e di tutte le passività: l'erede dovrà essere autorizzato dal giudice a compiere atti di disposizione dei beni ereditari e l'autorizzazione sarà concessa solo se gli atti stessi rispondano agli interessi dei creditori ereditari.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Gli eredi e i legatari sono tenuti a presentare al fisco la Dichiarazione di Successione, che contiene l'indicazione di tutti i beni ereditari compresi gli immobili, con i rispettivi dati catastali. Una copia della Dichiarazione di Successione viene utilizzata per procedere alla voltura catastale, cioè alla intestazione dell'immobile a nome degli eredi o legatari che ne diventano proprietari.

Diversa è la procedura per procedere alla trascrizione dell'acquisto da parte degli eredi o legatari nei Registri Immobiliari. Se si tratta di un legato, la trascrizione avviene mediante una copia del testamento che lo contiene. Se si tratta di eredità, viene trascritto l'atto di accettazione espressa o l'atto che determina accettazione tacita.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore non è obbligatoria.

Chi redige un testamento può nominare un esecutore testamentario, che amministrerà i beni solo per quanto sia necessario al fine dell'adempimento del suo incarico.

La legge indica a chi spetta l'amministrazione nel caso in cui l'eredità sia devoluta a soggetti incapaci di agire.
Se nessuno dei chiamati all'eredità accetta, è possibile chiedere al Tribunale la nomina di un curatore dell'eredità giacente, che amministrerà i beni ereditari fino al momento in cui interverrà un primo atto di accettazione, quando egli decadrà automaticamente dalla sua funzione.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Se un legato prevede un adempimento a cura degli eredi, spetta a questi il dovere di dare esecuzione alla disposizione.

Il testatore può nominare un esecutore testamentario incaricandolo di eseguire le sue volontà.
L'amministrazione spetta ai soggetti che devono curare l'esecuzione della disposizione, fino a quando essa non sia adempiuta.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

In generale gli amministratori hanno solo poteri di ordinaria gestione, finalizzati alla conservazione dei beni e del loro valore. Per il compimento di atti di disposizione o di straordinaria amministrazione occorre l'autorizzazione del Tribunale.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

I Comuni di nascita o di residenza del defunto emettono i Certificati di Morte, gli Estratti dell'Atto di Morte e i Certificati di Stato di Famiglia dai quali si ricavano le informazioni relative al decesso della persona, ai suoi dati anagrafici e ai rapporti di parentela.

Lo status si erede o di legatario non è attestato da documenti rilasciati da parte di Enti Pubblici.

Chi vuole affermare tali status può ricorrere ad un Atto di Notorietà, cioè alla dichiarazione resa davanti ad un notaio da due attestanti che non sono interessati alla successione, sotto responsabilità penale. Gli Enti Pubblici accettano anche di ricevere una Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà, redatta da parte del soggetto interessato, sempre sotto responsabilità penale.

Ultimo aggiornamento: 28/10/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Informazioni generali - Cipro

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

In linea di principio, la normativa nazionale non contiene disposizioni in materia di testamento congiunto. Ciò che accade nella prassi è che, nel redigere i loro testamenti, i coniugi si nominano l’un l’altro come unici eredi.

I testamenti sono redatti ed eseguiti nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 23 del capo 195.

I testamenti devono essere redatti in forma scritta e sottoscritti dal testatore o da un’altra persona su richiesta e alla presenza del testatore. Inoltre, essi devono essere firmati in presenza di almeno due testimoni, tutti presenti nello stesso momento, per confermare e convalidare il testamento al cospetto del testatore. Se il testamento è composto da più di una pagina, tutte le pagine devono essere firmate o siglate.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Un testamento può alternativamente:

(a) essere depositato presso il registro della provincia del testatore a norma delle disposizioni di cui all’articolo 9 del capo 189;

(b) essere conservato presso l’ufficio dell’avvocato del testatore o

(c) essere custodito dal testatore stesso o da una persona da questi nominata a tal fine.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il diritto nazionale conosce il principio della quota di legittima che è disciplinato nell’articolo 41 del capo 195. Anche l’articolo 51 del capo 195 assume rilievo al riguardo.

I figli hanno diritto a ripartirsi sino al 25% del valore netto del patrimonio. In mancanza di figli, ma in presenza di un coniuge o di un genitore (padre o madre) superstite, questi ultimi hanno diritto a ripartirsi sino al 50% del patrimonio, mentre negli altri casi è possibile disporre dell’intera eredità.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di disposizioni a causa di morte, l’eredità è trasferita secondo le norme di cui all’articolo 44 e segg. del capo 195.

In presenza di figli e di un coniuge, il valore netto del patrimonio è distribuito tra il coniuge e i figli in parti uguali. Se non vi sono figli o discendenti, la quota del coniuge è incrementata a seconda che ci siano o meno altri parenti, sino al quarto grado di parentela. In particolare, in presenza di fratelli, sorelle o genitori del de cuius, la quota del coniuge ammonta al 50% del valore netto e, in mancanza di parenti entro il quarto grado di parentela, il coniuge ha diritto di ricevere i ¾ dell’eredità. In tutti gli altri casi l’intera eredità è devoluta al coniuge.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

In tutti i casi sopra citati l’autorità competente è il tribunale distrettuale dell’ultimo domicilio del testatore/defunto.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Presentazione della domanda

Presentazione dell’esenzione temporanea approvata dal registro delle imposte

Emissione dell’atto di concessione

Registrazione dell’inventario

Pagamento di tutti i debiti del patrimonio, inclusi i debiti tributari

Distribuzione del patrimonio

Registrazione del conto finale

Il diritto nazionale non prevede casi di apertura ex officio della successione da parte dell’organo giurisdizionale.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Una persona può diventare erede in caso di decesso di un parente entro il sesto grado di parentela. Disposizioni pertinenti sono reperibili negli articoli 44 e segg. del capo 195 e nel primo e secondo allegato al capo 195.

Una persona può divenire erede se il testatore le ha devoluto un patrimonio mediante testamento.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

In base alla normativa nazionale, gli eredi non sono responsabili per i debiti del de cuius. I debiti gravano soltanto sul patrimonio, che sarà distribuito agli eredi/legatari solo quando i suddetti debiti (compresi quelli di carattere tributario) saranno stati saldati. Disposizioni pertinenti sono reperibili nell’articolo 41, lettera b) e nell’articolo 42 del capo 189.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Se per “registrazione” della proprietà s’intende il trasferimento dei beni del de cuius ai suoi eredi/legatari, i documenti richiesti sono:

l’atto di concessione;

il certificato di avvenuto pagamento delle imposte, rilasciato dal registro delle imposte, e l’autorizzazione al trasferimento della proprietà;

il certificato attestante il pagamento delle imposte sui beni immobili/sui capitali;

la ricevuta e il certificato di pagamento delle imposte comunali e dei servizi di rete fognaria e una dichiarazione ufficiale di distribuzione rilasciata dall’amministratore e/o dall’esecutore;

ogni altro documento richiesto dal registro immobiliare e/o dal registro delle imposte.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore è obbligatoria ai fini della distribuzione del patrimonio. La nomina è effettuata, su richiesta in tal senso, con provvedimento giudiziale. La richiesta di amministrazione deve essere avanzata ai sensi del capo 189 compresi, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, gli articoli 18, 19, 20, 29, 49 e del capo 192. La domanda deve essere accompagnata da una dichiarazione giurata dell’amministratore o esecutore designato, da una decisione giurata del garante, se richiesto, e dalla garanzia, se richiesto. Essa deve anche essere accompagnata da un certificato di morte e da un certificato ereditario emessi dal sindaco del luogo di residenza del de cuius e dal consenso degli eredi alla nomina di un amministratore. Riguardo a tutti i suddetti aspetti deve essere seguita la procedura indicata nel quesito 6 che precede.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il diritto a dare esecuzione alle disposizioni mortis causa spetta all’esecutore e, qualora quest’ultimo muoia o non sia interessato, tale diritto si trasferisce in capo a chiunque abbia un interesse giuridico rispetto al patrimonio, ad esempio un legatario o un erede.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

I poteri dell’amministratore sono elencati nell’articolo 41 del capo 189.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

I documenti in parola sono l’atto di concessione indicante il nome dell’amministratore e/o dell’esecutore. I nomi dei beneficiari sono elencati nella domanda di amministrazione e/o convalida del testamento, nel certificato di morte e nel certificato ereditario rilasciati dal sindaco del luogo di residenza del de cuius.

Ultimo aggiornamento: 17/07/2017

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Informazioni generali - Lettonia

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Ai sensi dell'articolo 418 del codice civile (Civillikums) un testamento è un atto unilaterale mortis causa con cui il testatore dispone dell'intero patrimonio, di una parte di esso oppure di singoli beni e diritti. Secondo l'articolo 420 del codice civile ogni persona può fare testamento, tranne i minori di età. I minori che hanno compiuto 16 anni possono disporre tramite testamento del proprio patrimonio personale (articolo 195 del codice civile). Anche le persone sotto tutela possono fare testamento. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 421 del codice civile le persone incapaci di esprimere la propria volontà non possono redigere un testamento.

Il codice civile stabilisce che i testamenti sono redatti in scrittura pubblica o privata.

Il testamento pubblico è redatto dinanzi a un notaio o a un tribunale per le questioni familiari in presenza del testatore. Si considera come atto originale il testamento che viene iscritto nei registri notarili o consolari, ovvero nel registro delle successioni presso il tribunale per le questioni familiari. Il testatore ottiene una copia del testamento dopo aver firmato l'originale.

Con riguardo al testamento in scrittura privata, ai sensi degli articoli 445 e 446 del codice civile, tale atto è valido se è stato preparato dal testatore e se riflette fedelmente le ultime volontà di quest'ultimo. Il testamento olografo dev'essere redatto per iscritto. Esso deve essere scritto per intero e sottoscritto dal testatore.

A tenore dell'articolo 604 del codice civile, due o più persone possono nominarsi reciprocamente eredi in un unico atto, attraverso il testamento congiuntivo (savstarpējs testaments). Tuttavia, se, ai sensi di tale testamento la nomina di una persona come erede è subordinata alla condizione che esista e sia valida la nomina dell'altra persona come erede, talché le due nomine si convalidano o invalidano a vicenda, il testamento è detto reciproco (korrespektīvs testaments).

Ai sensi dell'articolo 639 del codice civile, l'eredità può essere trasmessa per contratto tramite un accordo con il quale una persona cede in tutto o in parte a un'altra persona i diritti derivanti da future successioni, o con cui più persone si cedono reciprocamente i diritti di successione. Tale tipo di contratto prende il nome di patto successorio. Con il patto successorio una parte può anche promettere un lascito a favore di un'altra parte o di un terzo. Non è possibile escludere una persona dall'eredità con un patto successorio.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Quando una disposizione testamentaria è redatta in forma pubblica (atto notarile, testamento omologato dal tribunale per le questioni familiari) viene iscritta nel registro delle successioni. Le disposizioni mortis causa in scrittura privata non vengono registrate a meno che non siano state consegnate in custodia a un notaio o al tribunale per le questioni familiari.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il testatore può liberamente disporre mortis causa dell'intero suo patrimonio, purché lasci agli eredi legittimari la quota spettante. Gli eredi legittimari hanno il diritto di reclamare la propria quota solo in forma monetaria.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Ai sensi del codice civile i soggetti che ereditano per legge sono i coniugi, i congiunti e i figli adottivi.

Una persona adottata e i suoi discendenti ereditano dall'adottante e dai suoi parenti. I discendenti di una persona adottata ereditano da quest'ultima, come l'adottante e i suoi parenti. Un erede con un grado di parentela inferiore nell'ordine di successione è escluso se gli eredi di grado superiore hanno espresso la volontà di ereditare.

Il coniuge eredita congiuntamente agli eredi di primo, secondo e terzo grado nell'ordine di successione. Se eredita insieme a un erede di primo grado, il coniuge riceve una quota equivalente a quella dei discendenti, qualora il numero dei discendenti che hanno dichiarato l'intenzione di accettare l'eredità sia inferiore a quattro, ma se questi ultimi sono quattro o più di quattro, al coniuge spetta un quarto dell'eredità. Quando eredita insieme agli eredi di secondo e terzo grado, il coniuge riceve la metà del patrimonio. Il coniuge riceve l'intero patrimonio in mancanza di eredi di primo, secondo e terzo grado, o se questi non dichiarano l'intenzione di accettare l'eredità.

I parenti prossimi del de cuius accedono all'eredità in un ordine specifico, basato sul tipo e sul grado del rapporto di parentela Ai fini della successione legale, gli eredi sono suddivisi in quattro gruppi:

  1. nel primo gruppo, ereditano da un lato (senza distinzioni del grado di parentela) tutti i discendenti del de cuius, da una parte, e il defunto dall'altra, nel caso in cui non esistano altri discendenti tra di loro con diritti successori;
  2. nel secondo gruppo ereditano gli ascendenti di grado più prossimo al de cuius, nonché i fratelli e le sorelle del defunto e, per rappresentazione, i figli dei fratelli o delle sorelle deceduti prima del de cuius;
  3. nel terzo gruppo ereditano i fratellastri e le sorellastre del de cuius e, per rappresentazione, i figli di questi ultimi qualora siano deceduti prima del de cuius;
  4. nel quarto gruppo ereditano gli altri collaterali con il grado di parentela più prossimo, senza distinzioni in base al vincolo di consanguineità, piena o parziale.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Il notaio (zvērināts notārs).

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Il notaio.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il notaio.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il notaio.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Una volta aperta la successione, l'erede deve manifestare la volontà di accettare l'eredità. Ciò comporta la presentazione di una domanda di eredità a un notaio. Quest'ultimo avvia la procedura di successione, annuncia l'apertura della successione, identifica gli aventi diritto alla successione ed emette un certificato di successione.

Nel caso di una successione testamentaria, il testamento viene inoltrato al notaio che ne dà lettura e ne riconosce la validità in conformità delle disposizioni di legge. Anche in tal caso l'erede deve esprimere la propria intenzione di accettare l'eredità. Qualora il testatore abbia nominato un legatario, il nome di quest'ultimo dovrà essere aggiunto nel certificato di successione.

La normativa lettone non prevede la liquidazione o la divisione dei beni del de cuius. Disposizioni in tal senso possono essere indicate dal testatore nelle disposizioni mortis causa, ma non sono comuni. Dopo che il notaio ha confermato gli eredi aventi diritto, questi ultimi possono mantenere la comproprietà dei beni ereditari oppure dividere il patrimonio stipulando un contratto in cui vengono definite le rispettive quote. Qualora soltanto uno o alcuni eredi vogliano procedere alla divisione dei beni ereditari e gli altri eredi non concordino, le parti che intendono dividere l'eredità possono chiedere al giudice la divisione forzata.

L'unico caso in cui la legge prevede la vendita dei beni del de cuius è quello in cui non vi siano eredi e il patrimonio sia riconosciuto come bona vacantia, che ricade nella giurisdizione dello Stato. In presenza di creditori, i beni vengono messi all'asta da un ufficiale giudiziario. In assenza di creditori, l'agenzia statale delle entrate decide in merito alla destinazione del patrimonio.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Con riferimento alla figura del legatario, ai sensi della definizione di cui all'articolo 500 del codice civile, qualora una persona abbia ricevuto in eredità un singolo oggetto piuttosto che l'intero patrimonio o una quota di esso, la donazione prende il nome di legato e la persona che la riceve è il legatario.

La persona interessata deve presentare una domanda relativa all'eredità presso un notaio. Qualora esista una disposizione mortis causa, anche tale documento deve essere presentato al notaio che ne dà lettura. Il notaio emette un certificato di eredità a nome degli eredi e dei legatari alla scadenza del periodo entro il quale deve essere accettata la successione, come stabilito dal notaio (non inferiore a tre mesi) oppure come previsto dal codice civile (un anno dall'apertura della successione o dalla data in cui si è avuta conoscenza dell'apertura della successione).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Il codice civile stabilisce che, con l'accettazione e l'acquisto dell'eredità, tutti i diritti e gli obblighi del de cuius che non si siano estinti con il decesso sono devoluti agli eredi. Gli eredi rispondono dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio, qualora i beni ereditati siano insufficienti. L'erede che abbia accettato l'eredità con beneficio d'inventario (ar inventāra tiesību) risponde dei debiti del defunto o delle altre pretese fatte valere nei confronti di quest'ultimo solo nei limiti dell'attivo della massa ereditaria.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Il certificato di eredità e la domanda di registrazione sono presentati al catasto.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Possono essere nominate le seguenti persone:

  • dopo l'apertura della successione – un amministratore del patrimonio. Su richiesta degli eredi o in determinati casi previsti dalla legge (per esempio, qualora l'eredità sia gravata da molti debiti, ove non vi siano eredi o questi non possano essere contattati ecc.), il notaio istituisce un mandato con atto speciale e lo trasmette al tribunale per le questioni familiari affinché venga nominato un amministratore;
  • esecutore testamentario – tale nomina avviene quando il testatore è in vita, nel momento in cui viene redatto il testamento.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il testamento legalmente efficace viene eseguito dall'esecutore testamentario appositamente nominato nel testamento o in altra disposizione testamentaria speciale. In mancanza della nomina di un esecutore, il testamento viene eseguito da un erede ivi nominato. Se, tuttavia, non vi è un erede testamentario diretto, il testamento viene eseguito da un amministratore dell'eredità nominato dal tribunale per le questioni familiari sulla base di una decisione del notaio.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Lo status giuridico di un esecutore testamentario, e i limiti dei suoi poteri e obblighi, sono definiti dalla volontà del testatore come espressa nel testamento. In mancanza di ulteriori istruzioni da parte del testatore, l'esecutore testamentario deve limitarsi a garantire l'adempimento e l'esecuzione delle ultime volontà del defunto, nonché a provvedere alla liquidazione dell'eredità e alla divisione di quest'ultima tra gli eredi e i legatari, nella misura a tal fine necessaria.

Gli amministratori dell'eredità agiscono in maniera indipendente nella gestione del patrimonio, in rappresentanza e nell'interesse dei beni ereditari. Un amministratore gestisce l'eredità usando la stessa cura e diligenza con cui un proprietario sollecito amministrerebbe i propri beni. Per la durata dell'amministrazione, l'amministratore trasmette annualmente una dichiarazione al tribunale per le questioni familiari e, dopo che l'eredità sia stata distribuita tra gli eredi ovvero che il mandato sia terminato per altre ragioni, produce una dichiarazione finale. L'amministrazione e i poteri dell'amministratore di agire nell'interesse dell'eredità terminano quando il notaio emette un certificato di successione.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Il notaio emette un certificato di successione sotto forma di atto notarile. La legittimazione di tale atto non può essere messa in questione, ma l'atto in sé può essere contestato in giudizio nell'ambito di un'azione separata.

Ultimo aggiornamento: 07/02/2019

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Informazioni generali - Lituania

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Una disposizione mortis causa è redatta sotto forma di testamento conformemente al codice civile della Repubblica di Lituania (Lietuvos Respublikos civilinis kodeksas). Il testamento può essere autentico (redatto per iscritto in due copie autenticate da un notaio ovvero da un funzionario consolare della Repubblica di Lituania all'estero) oppure privato (testamento olografo, che deve indicare nome e cognome del testatore, la data - giorno, mese, anno - e il luogo in cui viene redatto il testamento, le volontà del testatore e la firma di quest'ultimo; il testamento olografo può essere redatto in qualsiasi lingua). I coniugi possono redigere un testamento congiuntivo in cui si nominano reciprocamente eredi, talché alla morte di uno di essi il coniuge superstite eredita l'intero patrimonio del defunto (compresi i beni in comunione), con l'eccezione di eventuali quote di legittima.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il testamento ufficiale viene autenticato e iscritto nell'apposito registro notarile in presenza del testatore. Una copia del testamento viene detenuta dal testatore e un'altra copia rimane custodita presso l'organismo di certificazione. Il testamento olografo può essere affidato dal testatore in custodia a un notaio o a un funzionario consolare della Repubblica di Lituania all'estero. In Lituania, il registro delle successioni è gestito dall'Ufficio centrale delle ipoteche (Centrinė hipotekos įstaiga). I notai e i funzionari consolari devono notificare a detto Ufficio i testamenti autentici, accettati in custodia o annullati, entro tre giorni dal ricevimento di tali documenti. La relativa comunicazione deve indicare nome e cognome, numero personale d'identificazione e luogo di residenza del testatore, nonché la data, il luogo di emissione e il tipo di testamento, e il luogo in cui esso è custodito. Non è necessario specificare il contenuto del testamento.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Sì, il codice civile prevede il diritto a una quota di legittima: i figli del defunto (anche adottivi), il coniuge e i genitori (anche adottivi) che erano a carico del defunto alla data del decesso ereditano, indipendentemente dal contenuto del testamento, la metà della quota cui avrebbero avuto diritto attraverso la successione ab intestato (quota di legittima) salvo che il testamento non disponga un lascito di valore superiore. La quota di legittima è determinata sulla base del valore del patrimonio compresi i mobili e gli oggetti di uso domestico contenuti nell'abitazione familiare.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di un testamento si apre la successione legittima. In tale caso i soggetti che ereditano il patrimonio in parti uguali sono: gli eredi di primo grado - i figli del defunto, compresi i figli adottivi e i figli nati dopo la morte del de cuius; gli eredi di secondo grado - i genitori del defunto (inclusi i genitori adottivi) e i nipoti; gli eredi di terzo grado - i nonni paterni e materni del defunto e i suoi pronipoti; gli eredi di quarto grado - fratelli e sorelle del defunto, bisnonni paterni e materni; gli eredi di quinto grado - i figli dei fratelli o delle sorelle del defunto (nipoti) e i fratelli o le sorelle dei genitori del defunto (zii e zie); gli eredi di sesto grado - i figli degli zii o delle zie (cugini). Gli eredi di secondo grado accedono alla successione legittima solo in assenza di eredi di primo grado, nel caso in cui questi non accettino o rinuncino all'eredità, oppure qualora tutti gli eredi di primo grado siano stati privati dei rispettivi diritti di successione. Gli eredi di terzo, quarto, quinto e sesto grado ereditano in assenza di eredi di grado più prossimo o nel caso in cui questi ultimi rinuncino o siano stati privati dei diritti di successione. I figli adottivi e i loro discendenti che accedono all'eredità in seguito al decesso di un genitore adottivo o dei suoi parenti sono trattati alla stregua dei figli biologici dei genitori adottivi e dei loro discendenti. Essi non ereditano attraverso la successione legittima dopo il decesso dei loro genitori biologici e degli altri parenti consanguinei di grado più alto nell'ordine di successione, come accade in caso di decesso dei fratelli di sangue. I genitori adottivi e i loro parenti che ricevono un'eredità dopo il decesso di un figlio adottivo o dei suoi discendenti sono trattati alla stregua dei genitori biologici e degli altri parenti consanguinei. I genitori biologici di un figlio dato in adozione e i suoi parenti consanguinei di grado superiore nella linea di discendenza non ereditano in virtù di una successione legittima dopo il decesso del figlio dato in adozione o dei suoi discendenti. I figli di genitori sposati o di genitori il cui matrimonio è stato annullato hanno diritto alla successione legittima, come i figli nati fuori dal matrimonio la cui paternità sia stata accertata secondo la legge. Qualora il genitore di un nipote o di un pronipote del defunto avesse diritto all'eredità ma fosse deceduto al momento dell'apertura della successione, i nipoti e i pronipoti del de cuius accedono alla successione legittima assieme ai corrispondenti eredi di primo e di secondo grado. Essi ereditano in parti uguali le quote di eredità che sarebbero spettate al padre o alla madre premorti in base alla successione legittima. Il coniuge superstite eredita attraverso la successione legittima o assieme agli eredi di primo e di secondo grado. Al coniuge spetta un quarto dell'eredità come agli eredi di primo grado e qualora non vi siano più di tre eredi oltre al coniuge. Qualora esistano più di tre eredi, il coniuge eredita con gli altri eredi in parti uguali. Se il coniuge eredita assieme agli eredi di secondo grado, ha diritto a metà dell'eredità. In mancanza di eredi di primo e di secondo grado, il coniuge eredita l'intero patrimonio. Gli oggetti di arredo ordinario e di uso domestico dell'abitazione familiare passano agli eredi per via di successione legittima a prescindere dal loro grado di parentela e dalla rispettiva quota ereditaria, purché essi abbiano vissuto con la persona defunta per almeno un anno prima del decesso.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Il notaio e il giudice del luogo in cui viene aperta la successione.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Il notaio del luogo in cui viene aperta la successione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il notaio del luogo in cui viene aperta la successione.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il notaio del luogo in cui viene aperta la successione.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Ai sensi del codice civile, per acquistare l'eredità un erede deve accettarla. L'accettazione non può essere parziale né soggetta a condizioni o eccezioni. Si ritiene che un erede abbia accettato l'eredità quando inizia effettivamente a gestire i beni ereditari o allorché presenta una domanda di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario presso un notaio del luogo in cui è stata aperta la successione. Si considera che un erede abbia accettato l'eredità quando comincia effettivamente a gestire i beni ereditari, trattandoli come se fossero di sua proprietà (qualora gestisca, utilizzi, disponga e sorvegli i beni, paghi le tasse e abbia presentato all'autorità giudiziaria una domanda in cui esprime l'intenzione di accettare l'eredità e nomina un amministratore dell'eredità ecc.). L'erede che abbia iniziato a gestire una qualsiasi parte del patrimonio o perfino un singolo bene si considera come se avesse accettato l'eredità integralmente. Un erede che abbia iniziato a gestire il patrimonio ha il diritto di rinunciare alla successione entro il termine impartito per l'accettazione dell'eredità, presentando una domanda di rinuncia a un notaio del luogo in cui si è aperta la successione. In tale caso, si considera che l'erede abbia gestito la successione nell'interesse di altri beneficiari. Tali operazioni devono essere compiute entro tre mesi dall'apertura della successione. Le persone il cui diritto di successione si costituisca unicamente a seguito della rinuncia da parte di altri eredi possono manifestare la loro volontà di accettare la successione entro tre mesi dal giorno in cui è sorto il diritto alla successione. Il giudice può prorogare il termine per l'accettazione dell'eredità qualora si riconosca che l'inosservanza del termine sia imputabile a motivi gravi. La successione può anche essere accettata dopo la scadenza del termine senza inoltrare una richiesta all'autorità giudiziaria, qualora tutti gli eredi che hanno già accettato l'eredità siano d'accordo. Il notaio è tenuto a comunicare all'Ufficio centrale delle ipoteche l'accettazione della successione entro tre giorni lavorativi. L'erede o il legatario ha il diritto di rinunciare all'eredità entro tre mesi dall'apertura della successione. La rinuncia non può essere parziale né soggetta a condizioni o eccezioni. L'atto di rinuncia produce gli stessi effetti della mancata accettazione della successione. Il soggetto chiamato all'eredità rinuncia alla successione presentando una domanda a un notaio del luogo in cui è stata aperta la successione. Non può rinunciare alla successione l'erede che abbia già presentato domanda di accettazione presso un notaio competente ovvero che abbia richiesto un certificato di successione. Nel caso in cui ci siano più beneficiari, i beni ereditari cadono in comproprietà di tutti i beneficiari salvo che il testamento contenga una disposizione contraria. Nessuno può essere costretto a rinunciare al proprio diritto di separare la quota che gli spetta dalla massa ereditaria. L'eredità è suddivisa tra gli eredi di comune accordo. L'eredità non può essere divisa prima della nascita dell'erede o del legatario e nemmeno se, nel testamento, il de cuius abbia disposto che i beni ereditati devono rimanere in comproprietà degli eredi per un determinato lasso di tempo. Tale periodo non può essere superiore a cinque anni dall'apertura della successione, tranne nei casi in cui tra gli eredi vi siano dei minorenni. In tale caso, il testatore può proibire di procedere alla divisione dell'eredità finché gli eredi interessati avranno compiuto diciotto anni. Gli eredi possono dividere la massa ereditaria di comune accordo prima di iscrivere i rispettivi diritti sui beni ereditari nel pubblico registro. La divisione dei beni immobili è formalizzata con atto notarile, che deve essere iscritto nel pubblico registro. Se gli eredi non raggiungono un accordo sulla divisione dei beni ereditari, questi sono divisi dal giudice sulla base dei ricorsi presentati da ciascun erede. I beni divisibili sono devoluti in natura e i beni indivisibili sono devoluti ad uno degli eredi in considerazione della natura del bene e delle esigenze dell'erede, mentre gli altri eredi vengono compensati per il valore del bene indivisibile con un altro bene o una somma di denaro. Con il consenso dei beneficiari è possibile vendere all'asta l'intero patrimonio ereditario o singoli beni e quindi dividere i proventi tra i beneficiari; in alternativa, gli eredi possono organizzare tra di loro una vendita con incanto dei singoli beni ereditari e devolvere il bene all'erede che offre il prezzo più alto. Il trasferimento di singoli beni ad un erede in particolare può essere stabilito di comune accordo tirando a sorte.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La successione si considera aperta con la morte del de cuius, oppure nel giorno in cui diventa definitiva la sentenza del giudice che dichiara deceduta una persona o il giorno del decesso indicato nella sentenza dell'autorità giudiziaria. Per diventare erede, una persona deve accettare l'eredità (attraverso la gestione del bene ereditato o con la presentazione dell'apposita domanda di accettazione presso un notaio del luogo in cui si è aperta la successione). Un legatario comunica la propria accettazione all'esecutore testamentario (amministratore dell'eredità), a un erede che ha accettato l'eredità e che è autorizzato a dare esecuzione al legato oppure a un notaio del luogo in cui si è aperta la successione. Qualora il legato riguardi diritti su un bene immobile, la domanda deve essere rivolta al notaio.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Un erede che ha accettato la successione compiendo atti dispositivi dei beni ereditari o presentando una domanda al notaio risponde dei debiti del testatore con l'insieme del suo patrimonio. Qualora l'eredità sia stata accettata senza riserve da più eredi, questi ultimi rispondono in solido dei debiti del testatore con il loro intero patrimonio. Il soggetto chiamato all'eredità ha il diritto di dichiarare, nella domanda di accettazione dell'eredità rivolta al notaio, che intende accettare con beneficio d'inventario. In tale caso, l'erede risponderà dei debiti del testatore solo nella misura della porzione ereditata. Se almeno una persona ha accettato l'eredità con beneficio d'inventario, si presume che anche gli altri eredi abbiano accettato l'eredità con la stessa formula. L'inventario può essere richiesto anche dai creditori del testatore. Se, al momento di redigere l'inventario, l'avente diritto omette volontariamente di indicare tutti i beni che compongono la massa ereditaria o dissimula i debiti del testatore, oppure include debiti inesistenti nell'inventario di propria iniziativa, o se l'erede non adempie il proprio obbligo di fornire dati completi ai fini della redazione dell'inventario, tale erede risponde dei debiti del testatore con l'insieme del suo patrimonio.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

I beni immobili seguenti vengono iscritti nei registri immobiliari qualora siano stati classificati come singoli beni immobili e siano stati numerati conformemente alle procedure stabilite dalla legge lituana sul catasto (Lietuvos Respublikos nekilnojamojo turto kadastro įstatymas): appezzamenti di terreno, edifici, appartamenti inseriti in un fabbricato e fondi. La domanda per l'iscrizione di un immobile nel registro immobiliare (Nekilnojamojo turto registras) deve essere corredata dei seguenti documenti:

  1. una domanda di iscrizione nel registro dei diritti reali immobiliari (diritti di proprietà o di gestione) o di modifica dei dati del registro immobiliare relativi ai diritti di proprietà;
  2. i documenti relativi all'iscrizione nel registro fondiario dei dati catastali su un immobile che è stato classificato al catasto come singolo immobile, ed ogni documento di modifica di tali dati (decisione emessa da una pubblica autorità o da un ente di gestione, una sentenza, ordinanza, decisione o provvedimento del giudice, transazioni scritte, documenti ottenuti da altri uffici catastali e registri pubblici, o altri documenti previsti dalla legislazione o dal governo);
  3. i documenti attestanti la trasmissione della proprietà dell'immobile, la costituzione di diritti di proprietà, le restrizioni di tali diritti e fatti giuridici, nonché la donazione, la compravendita o la locazione di società; gli atti notarili attestanti la costituzione di diritti di proprietà, le restrizioni di tali diritti e fatti giuridici, trasmessi dal notaio alla cancelleria locale in formato elettronico;
  4. i documenti che identificano il richiedente la registrazione, tranne nei casi in cui la domanda sia inoltrata per posta ordinaria, per via elettronica o attraverso un notaio.

Nel caso della successione di un bene immobile, qualora i diritti di proprietà risultino già iscritti nel registro immobiliare, l'unico documento che l'erede deve presentare è il certificato di successione rilasciato dal notaio (o il certificato di proprietà, in caso di morte di un coniuge ove l'intera proprietà sia devoluta al coniuge superstite). Le menzioni del rilascio di un certificato di successione (ove l'immobile sia ereditato) e/o di un certificato di proprietà (in caso di morte di un coniuge) possono anche essere incluse nel registro immobiliare dopo il ricevimento di un'apposita comunicazione del notaio.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Quando la proprietà ereditata è un'impresa individuale o un'azienda agricola, o qualora i debiti del de cuius superino il valore della successione, al momento dell'accettazione dell'eredità l'avente diritto può rivolgersi al giudice del luogo in cui è stata aperta la successione per nominare un amministratore dell'eredità, o per nominare un amministratore e decidere in merito all'opportunità di condurre un'asta o di avviare una procedura fallimentare. In tale caso i debiti del defunto sono coperti unicamente dall'eredità. Se la massa ereditaria include un patrimonio da gestire (impresa individuale, azienda agricola, titoli ecc.) e tale patrimonio non può essere gestito dall'esecutore testamentario o dall'erede, oppure se i creditori del defunto intraprendono un'azione prima dell'accettazione dell'eredità, il tribunale distrettuale nomina un amministratore del patrimonio ereditario. L'amministrazione del patrimonio è decisa con decisione del tribunale distrettuale del luogo di apertura della successione. Con tale decisione il giudice nomina un amministratore dell'asse ereditario e determina il compenso di quest'ultimo.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Le disposizioni testamentarie sono eseguite dall'esecutore testamentario, da un erede nominati dal testatore oppure da un amministratore nominato dal giudice. Se il testatore non ha nominato un esecutore testamentario oppure se l'esecutore o l'erede nominato nel testamento non è in grado di esercitare le funzioni che gli sono state attribuite, il tribunale distrettuale del luogo in cui si è aperta la successione nomina un amministratore dell'eredità affinché compia tutte le operazioni necessarie per l'esecuzione del testamento. L'esecutore testamentario compie tutte le operazioni necessarie per l'esecuzione del testamento e, in attesa della nomina di un amministratore o della definizione degli eredi, svolge le funzioni degli eredi: provvede alla gestione dell'eredità, redige l'inventario dei beni, paga i debiti associati all'eredità, recupera i debiti dai debitori del defunto, paga gli alimenti per le persone a carico del defunto, ricerca gli eredi, verifica se gli eredi accettano la successione e così via.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore dell'eredità ha gli stessi diritti e doveri dell'esecutore testamentario ed è soggetto mutatis mutandis alle disposizioni relative ai diritti di proprietà contenute nel codice civile, regolanti l'amministrazione dei beni e delle attività di un'altra persona.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Trascorsi tre mesi dall'apertura della successione, gli eredi o i legatari possono rivolgersi a un notaio del luogo in cui si è aperta la successione per ottenere un certificato di successione. Tale certificato è un documento redatto secondo la forma stabilita dallo Stato, in cui si attesta che un erede ha accettato l'eredità ed ha acquistato diritti di proprietà sui beni ereditari. È importante osservare che, ai sensi del codice civile lituano, il diritto di proprietà su un bene ereditario sorge in virtù dell'accettazione dell'eredità piuttosto che con l'emissione del certificato di successione. Inoltre, ottenere detto certificato è un diritto del beneficiario, ma non un obbligo. Il certificato di successione attesta l'accettazione dell'eredità e fornisce il titolo giuridico per registrare i diritti di proprietà sui beni immobili ereditati. Ai sensi del codice di procedura civile lituano (Lietuvos Respublikos civilinio proceso kodeksas), un certificato di successione emesso da un notaio è considerato una prova scritta ufficiale con il massimo valore probatorio. I fatti riportati in una prova ufficiale scritta sono considerati pienamente accertati finché non vengano smentiti da prova contraria, con l'eccezione delle dichiarazioni dei testimoni.

Ultimo aggiornamento: 22/10/2019

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Informazioni generali - Lussemburgo

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Nel redigere un testamento è necessario rispettare, in particolare, le disposizioni di seguito indicate.

Anzitutto, il testatore deve essere sano di mente. Le persone dichiarate prive di capacità giuridica non possono fare testamento. Nel caso dei minori si applicano regole specifiche pensate principalmente per proteggere i beni della persona interessata.

Talune tipologie di testamento, come i testamenti congiunti, sono vietate, come lo sono i patti successori.

Il codice civile elenca le seguenti tipologie di testamento previste dal diritto successorio lussemburghese:

  • il testamento olografo;
  • il testamento pubblico;
  • il testamento segreto.

Procedure e accordi variano a seconda della tipologia di testamento scelto.

Testamento olografo

Un testamento olografo è un testamento interamente scritto, datato e firmato personalmente dal testatore.

I testamenti olografi hanno il vantaggio della semplicità. Lo svantaggio consiste nel fatto che può essere redatto dal testatore senza che nessuno ne sia a conoscenza, con la conseguenza che può accadere che non venga reperito dopo la morte del de cuius.

Esiste anche un rischio di falsificazione o distruzione. Un testamento olografo, inoltre, può risultare invalido in quanto illeggibile, ambiguo o incompleto. A tal proposito occorre considerare che persino una data errata su un testamento olografo potrebbe renderlo nullo. Esso potrebbe quindi essere invalidato da un errore materiale.

È quindi nell'interesse del testatore fare in modo che sia nota l'esistenza del testamento e il luogo in cui è conservato e garantire che esso sia valido.

Il testatore può garantire che l'esistenza del testamento sia nota informandone una persona di sua fiducia o, a pagamento, registrando i dati essenziali del testamento (quali nome e indirizzo del testatore e luogo in cui il testamento è stato depositato) presso il registro centrale dei testamenti. Il registro è un database gestito dall'Administration de l'Enregistrement et des Domaines (amministrazione del registro e dei beni) (v. anche infra).

Per quanto attiene alla validità del testamento, quest'ultimo deve essere redatto integralmente a mano dal testatore e deve essere da lui datato e firmato. Alla luce di quanto precede, si raccomanda di ricorrere a un esperto in materia di successioni, come un notaio, al fine di garantire la validità del testamento.

Testamento pubblico

Un testamento pubblico è un testamento ricevuto da due notai o da un notaio assistito da due testimoni.

Esso presenta notevoli vantaggi rispetto al testamento olografo.

In primo luogo, il notaio che redige il documento fornisce al testatore una consulenza legale. Ciò garantisce che il testamento del testatore non presenti vizi di procedura o materiali e che sia valido.

In secondo luogo, il testamento notarile, essendo depositato presso il notaio, resta sigillato sino alla morte del testatore e le sue ultime volontà sono comunque reperite dopo la sua morte. A tal riguardo, occorre altresì notare che rientra nella responsabilità del notaio che redige il testamento far sì che i relativi dati essenziali siano registrati nel registro dei testamenti.

Testamento segreto

Un testamento segreto è un documento scritto dal testatore o da un'altra persona e presentato dal testatore, chiuso e sigillato, alla presenza di due testimoni o di un secondo notaio. Il notaio che riceve il testamento segreto redige un verbale in forma di atto pubblico o in forma privata (acte de suscription en minute ou en brevet).

Il notaio conserva il testamento segreto per preservarlo da rischi di sostituzione o falsificazione.

Con un testamento segreto, come con un testamento pubblico, è possibile mantenere segreti gli atti di disposizione del testatore per tutta la sua vita. Inoltre, posto che è depositato presso un notaio, esso sarà reperito dopo la morte del testatore.

Il fatto che il notaio redige un verbale all'atto del ricevimento del testamento non significa che il testamento depositato sia valido. Infatti, anche se il testamento segreto è stato redatto e depositato nel rispetto delle disposizioni procedurali applicabili, esso potrebbe essere invalidato da vizi materiali. Il notaio non è in grado di assicurare che il testamento sia valido in quanto gli è presentato chiuso e sigillato.

Il testamento segreto è utilizzato di rado in Lussemburgo.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In Lussemburgo i dati essenziali di alcuni testamenti devono o possono essere iscritti nel registro dei testamenti (v. anche il quesito che precede). La registrazione è obbligatoria per i testamenti pubblici e per i testamenti segreti e olografi depositati presso un notaio. Lo stesso vale anche in caso di cancellazione, revoca o modifica in altro modo dei suddetti testamenti. La registrazione è facoltativa per i testamenti olografi detenuti da privati.

Il testamento in sé e il suo contenuto non sono depositati presso il registro. Il registro indica soltanto il nome proprio del testatore, il nome e cognome del coniuge se presente, la data e il luogo di nascita del testatore, il numero identificativo, la sua occupazione, l'indirizzo o il luogo di residenza, la tipologia e la data del documento da registrare, il nome e l'indirizzo del notaio che ha redatto il documento o presso il quale esso è depositato o, in caso di testamento olografo, se necessario, il nome e l'indirizzo di ogni altra persona o istituzione cui esso sia stato affidato o il luogo in cui è depositato.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il diritto delle successioni lussemburghese prevede taluni limiti alla libertà di disporre dei propri beni mortis causa.

Più nello specifico, la previsione di una quota di legittima impedisce a una persona di escludere dalla successione determinati eredi mediante donazioni o disposizioni testamentarie.

Nel diritto lussemburghese solo i discendenti del de cuius (i figli o i loro figli se i primi sono premorti al testatore) hanno diritto alla quota di legittima.

La quota di legittima è pari alla metà dei beni del patrimonio se il de cuius lascia un figlio, ai due terzi se lascia due figli e ai tre quarti se lascia tre o più figli.

È possibile rinunciare alla quota di legittima. La rinuncia deve essere compiuta in maniera esplicita mediante dichiarazione resa alla cancelleria del tribunale del luogo di apertura della successione, registrata in uno speciale registro istituito a tal fine.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di disposizioni mortis causa, la successione è disciplinata dalla legge applicabile.

L'ordine di successione è di norma il seguente:

  • discendenti (figli, nipoti);
  • coniuge superstite;
  • padre e madre, unitamente ai fratelli e alle sorelle del de cuius e ai discendenti di quest'ultimo;
  • ascendenti diversi dal padre e dalla madre (nonni, bisnonni, ecc.);
  • parenti in linea collaterale diversi dai fratelli e dalle sorelle (zii, zie, nipoti, ecc.);
  • lo Stato.

La suddetta gerarchia di eredi può presentarsi secondo combinazioni diverse:

Primo caso: il de cuius ha un coniuge superstite e dei figli (o nipoti)

In base alla legge, il coniuge superstite è un coniuge non divorziato nei confronti del quale non è stato emesso un provvedimento definitivo di separazione.

Il patrimonio è ripartito equamente tra i figli del de cuius in base al loro numero e fermi restando i diritti del coniuge superstite.

Esempio:

Se il de cuius ha lasciato solo un figlio, è quest'ultimo a ereditare l'intero patrimonio, fermi restando i diritti del coniuge superstite.

Se il de cuius ha lasciato due figli, questi si dividono il patrimonio del defunto, anche in questo caso fermi restando i diritti del coniuge superstite.

In tale situazione, il coniuge superstite può scegliere tra:

  • l'usufrutto (il diritto di usare e fruire della cosa altrui) sulla proprietà occupata congiuntamente dai coniugi e sui suoi mobili a condizione che il de cuius avesse la piena proprietà dell'immobile o ne fosse comproprietario con il superstite e
  • la quota legittima più bassa riconosciuta al figlio, a condizione che non sia inferiore a un quarto del patrimonio.

Il coniuge superstite può esercitare il suo diritto di scelta entro tre mesi e 40 giorni dalla data del decesso, mediante dichiarazione da rendere dinanzi alla cancelleria del giudice distrettuale della giurisdizione in cui la successione è aperta. Se non è compiuta nessuna scelta entro il termine succitato, si presume che il coniuge superstite abbia optato per l'usufrutto.

Se il coniuge superstite opta per la porzione riconosciuta al figlio, i figli riducono le loro quote proporzionalmente, nella misura necessaria a costituire la porzione del coniuge superstite.

Che cosa accade se uno dei figli del de cuius gli è premorto lasciando però dei figli?

In tal caso opera la rappresentazione (représentation). Il figlio o i figli del figlio premorto (vale a dire i nipoti del de cuius) ripartiscono tra di loro la parte di quota di legittima del loro padre o della loro madre.

In altre parole, essi ricevono insieme la porzione che sarebbe spettata a tale persona se fosse sopravvissuta al de cuius.

Che cosa accade se il coniuge superstite contrae nuove nozze dopo aver optato per l'usufrutto sulla casa comune?

In tal caso i figli o, in caso di premorienza di uno o più figli del de cuius, i nipoti, possono chiedere un accordo per convertire l'usufrutto in denaro.

Il capitale deve essere pari al valore dell'usufrutto, che dipende, tra l'altro, dall'età del beneficiario.

La domanda di conversione deve essere proposta entro sei mesi dal momento in cui il coniuge superstite ha contratto nuove nozze e deve essere presentata al giudice da tutti i figli o, in caso di premorienza di uno dei figli del de cuius, nipoti.

Se non tutti i figli hanno accettato la conversione in capitale, la decisione è rimessa alla discrezionalità del giudice.

Secondo caso: il de cuius ha un coniuge superstite ma non ha figli

Se il de cuius non lascia figli o discendenti dei figli, il coniuge superstite prevale su tutti gli altri parenti del coniuge deceduto e riceve di conseguenza l'intero patrimonio del defunto a prescindere dal fatto che egli successivamente si risposi.

Tuttavia, il coniuge superstite non assume la qualifica di erede (héritier réservataire). A differenza dei figli del defunto, questi non può quindi avanzare diritti su una quota di legittima. In altre parole, se il de cuius non ha figli, il coniuge superstite può teoricamente essere estromesso dal patrimonio del coniuge mediante donazione o disposizione testamentaria.

Terzo caso: il defunto non ha figli né coniuge ma lascia fratelli e sorelle (oppure nipoti)

In tale caso, occorre distinguere a seconda che i genitori del defunto siano ancora in vita o meno.

Se i genitori sono ancora vivi, il padre e la madre ricevono ciascuno un quarto del patrimonio, ossia una metà in totale.

L'altra metà viene suddivisa tra i fratelli e le sorelle o i loro discendenti.

Se solo il padre o la madre sopravvive al de cuius, il genitore superstite riceve un quarto del patrimonio mentre ai fratelli e alle sorelle o ai loro discendenti sono riconosciuti i restanti tre quarti.

I figli dei fratelli e delle sorelle (ovvero i nipoti del defunto) si ripartiscono per rappresentazione la quota di legittima riservata a favore del rispettivo genitore ove la madre o il padre siano premorti al de cuius.

Essi ricevono così la quota che avrebbe ricevuto il loro padre o la loro madre se fossero sopravvissuti al de cuius.

Quarto caso: il de cuius non ha figli, coniuge, fratelli e sorelle o nipoti ma i suoi genitori sono ancora in vita

In tal caso tutto il patrimonio va al padre e alla madre del de cuius, per metà ciascuno.

Se solo il padre o la madre sono ancora in vita, tale persona eredita l'intero patrimonio del figlio premorto (ibidem).

Quinto caso: il de cuius non ha figli, coniuge, fratelli o sorelle, o nipoti e i genitori o altri ascendenti sono morti

In tal caso devono essere considerati eredi gli zii e/o le zie del defunto, i suoi prozii e/o prozie, i cugini e i discendenti dei cugini.

Il patrimonio è diviso in pari misura nelle due linee di parentela, quella paterna e quella materna.

Nessun erede oltre il nipote del cugino, di linea materna o paterna, può ereditare. In tal caso il patrimonio diviene proprietà dello Stato: si parla di devoluzione della proprietà caduca.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

La procedura di successione è avviata dall'erede o dagli eredi che, di loro iniziativa, affidano tutte le operazioni per la definizione della situazione patrimoniale a un notaio da loro scelto o nominato dal testatore.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La legge lussemburghese non indica una specifica autorità competente per l'accettazione dell'eredità. In base alle disposizioni di legge applicabili, l'accettazione può essere espressa o tacita. L'accettazione è espressa quando una persona assume il titolo o la qualità di erede in un documento ufficiale o privato. L'accettazione è implicita quando un erede compie azioni che implicano necessariamente la sua intenzione di accettare e che potrebbe compiere soltanto nella sua qualità di erede.

In base al codice civile, la rinuncia all'eredità deve essere effettuata dinanzi alla cancelleria del giudice di primo grado del distretto in cui è aperta la successione, in uno speciale registro tenuto a tal fine.

Alla luce delle conseguenze, dei diritti e delle obbligazioni che possono derivare da una successione, è consigliabile consultare un notaio prima di accettare o rifiutare l'eredità.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il codice civile lussemburghese non contiene disposizioni specifiche al riguardo e la giurisprudenza del Lussemburgo si fonda pertanto sul principio secondo cui l'accettazione del legato può avvenire in base a qualsiasi procedura (universale, a titolo universale, individuale).

Lo stesso si applica alla rinuncia al legato individuale. Tale rinuncia può, in particolare, essere tacita se il legatario si rifiuta ad esempio di adempiere le obbligazioni associate al legato.

In caso di rinuncia a un legato universale o a un legato a titolo universale, taluni giudici chiedono che siano soddisfatti i requisiti formali previsti per la rinuncia alle successioni, mentre altri giudici negano che tali disposizioni trovino applicazione.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Le suddette regole si applicano all'accettazione di una quota di legittima del patrimonio.

È possibile rinunciare a una quota di legittima solo presso la cancelleria del giudice di primo grado del distretto in cui è stata aperta la successione, in un particolare registro tenuto al tal fine.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Il procedimento successorio è avviato dall'erede o dagli eredi che, di loro iniziativa, affidano tutte le operazioni necessarie per la definizione degli aspetti patrimoniali a un notaio di loro scelta o nominato dal testatore.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Al momento della morte il patrimonio del de cuius passa automaticamente agli eredi. Ciò non significa tuttavia che essi siano tenuti ad accettare l'eredità (v. supra).

Una persona può ereditare se sono soddisfatte, in particolare, le seguenti condizioni. La persona:

  • deve avere personalità giuridica al momento della morte del testatore, ossia deve essere stato almeno concepito, a condizione che il bambino di cui trattasi nasca vivo;
  • non deve essere esclusa per legge dalla successione; si tratta in particolare:
    • delle persone prive di capacità giuridica;
    • dei medici o dei chirurgi, del personale medico e dei farmacisti che hanno assistito la persona durante la malattia che ne ha portato alla morte, se il testamento a loro favore è stato redatto nel corso della malattia;
  • non deve essere esclusa dalla successione in quanto privata del diritto a succedere.

Per quanto attiene al legato, occorre seguire la procedura di liquidazione di un legato (délivrance de legs) o la procedura di immissione in possesso (envoi en possession) a seconda di quale, tra di esse, risulti più opportuna.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì, se gli eredi accettano la successione senza riserve.

Tuttavia, all'atto dell'apertura della successione, gli eredi possono anche accettarla con beneficio di inventario.

Il vantaggio offerto dalla redazione di un inventario consiste nel fatto che gli eredi sono responsabili, nel pagamento dei debiti, solo sino al valore dei beni ricevuti e possono anche essere esonerati dal pagamento dei debiti rimettendo tutti i beni ereditati ai creditori e ai legatari.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Il testatore può nominare una o più persone di sua scelta per dare esecuzione alle sue disposizioni testamentarie, esclusi i minori.

Si veda, infra, in merito al ruolo dell'amministratore della proprietà.

In base all'articolo 1 della legge del 25 settembre 1905 sulla registrazione dei diritti reali sugli immobili, tutti gli atti inter vivos, a titolo oneroso o gratuito, con cui sono trasferiti diritti reali su immobili, diversi dai diritti di prelazione e dalle ipoteche, devono essere registrati nel registro delle ipoteche del distretto in cui è collocata la proprietà. L'articolo 2 della legge stabilisce che possono essere registrati soltanto le decisioni giudiziali, gli atti pubblici e gli atti amministrativi.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La legge lussemburghese in materia di successioni prevede tre casi che possono richiedere la nomina di un amministratore del patrimonio.

1) Amministrazione di un'eredità vacante

Nel caso di un'eredità vacante, il competente giudice di primo grado nomina, su richiesta delle persone interessate o su richiesta del pubblico ministero, un amministratore per gestire la successione.

2) Atti di gestione quando la successione è accettata con beneficio di inventario

In questo caso particolare è l'erede beneficiario ad essere responsabile della gestione dei beni patrimoniali e a risponderne nei confronti di creditori e legatari.

In base al diritto lussemburghese, parte integrante dell'attività di gestione è, in particolare, l'obbligo di recuperare i crediti ereditari.

In via eccezionale, il giudice può affidare l'amministrazione a un soggetto terzo. Ciò è possibile quando, in ragione di un mancato intervento, di una cattiva gestione o di incompetenza, gli eredi che hanno scelto di accettare con beneficio di inventario compromettono gli interessi dei creditori del patrimonio in questione e possono danneggiarli (giurisprudenza lussemburghese).

3) Atti di gestione in caso di proprietà congiunta dei beni

In caso di proprietà congiunta dei beni, il presidente del tribunale distrettuale competente può nominare un coerede quale amministratore.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il testatore può nominare una o più persone di sua scelta per dare esecuzione alle sue disposizioni testamentarie, esclusi i minori.

V. supra, il ruolo dell'amministratore del patrimonio.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

V. supra.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

L'atto di notorietà (acte de notoriété) redatto da un notaio che ha un valore probatorio aggiuntivo [certificato ereditario].

Ultimo aggiornamento: 29/10/2019

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Informazioni generali - Ungheria

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

a) Testamenti

L'ordinamento giuridico ungherese riconosce tre tipi fondamentali di testamento: il testamento pubblico, il testamento privato in forma scritta e (in casi eccezionali) il testamento orale (articolo 7: 13, del codice civile (Polgári Törvénykönyv)).

aa) Il testamento pubblico viene redatto dinanzi ad un notaio. Quando redige un testamento pubblico il notaio applica le norme speciali pertinenti (le disposizioni della legge sul notariato applicabili agli atti notarili).

ab) Il diritto ungherese riconosce tre tipi di testamento privato:

il testamento olografo: tale testamento è formalmente valido qualora sia stato interamente scritto e firmato di mano del testatore (articolo 7:17(1)(a) del codice civile);

testamento scritto da un terzo (testamento allografo): il testamento allografo deve essere firmato dal testatore in presenza di due testimoni oppure, nel caso in cui sia stato previamente firmato, il testatore deve dichiarare che la firma è autentica in presenza di due testimoni. A loro volta i testimoni devono firmare il testamento indicando la loro qualità di testimoni. Il testamento dattiloscritto è sempre considerato allografo, anche se è stato lo stesso testatore a scriverlo (articolo 7:17(1)(b) del codice civile);

testamento privato depositato presso un notaio: per essere considerato formalmente valido, tale testamento deve essere sottoscritto dal testatore (che sia olografo o allografo), e poi depositato personalmente presso uno studio notarile; l'atto deve indicare specificamente che si tratta di un testamento. Un testamento può essere depositato presso un notaio come documento aperto o sigillato (articolo 7:17(1)(c) del codice civile).

Quale ulteriore requisito formale per la validità di tutti e tre i tipi di testamento privato, l'atto deve indicare chiaramente la data in cui è stato redatto.

All'interno della categoria dei testamenti privati esistono norme speciali applicabili ai testamenti che consistono di più fogli separati:

- nel testamento olografo le pagine devono essere numerate in sequenza;

- se il testamento è allografo, non soltanto le pagine devono essere numerate in sequenza, ma ogni pagina deve essere firmata dal testatore e da due testimoni (articolo 7:17(2) del codice civile).

Un testamento scritto può essere redatto soltanto in una lingua che il testatore è in grado di capire e

- di scrivere (nel caso di un testamento olografo); o

- di leggere (nel caso di un testamento allografo).

I testamenti redatti in linguaggio stenografico o con l'uso di simboli o codici diversi dalla normale scrittura sono invalidi (articolo 7:16 del codice civile).

ac) Il testamento orale (c.d. nuncupativo) può essere dettato da una persona che si trova in una situazione eccezionale di pericolo di vita e in cui non sia possibile fare testamento per scritto (articolo 7:20 del codice civile). Perché tale testamento sia valido, il testatore deve esprimere oralmente la sua volontà per intero, alla presenza di due testimoni e in una lingua che essi siano in grado di comprendere – o nel linguaggio dei segni, se il testatore usa tale linguaggio – e contemporaneamente annunciare che tale dichiarazione orale costituisce il suo testamento (articolo 7:21 del codice civile). Il carattere eccezionale del testamento orale è confermato dalla disposizione che ne prevede la caducità nel caso in cui il testatore avrebbe potuto agevolmente fare testamento nei trenta giorni successivi alla cessazione della situazione che aveva giustificato il testamento orale (articolo 7:45 del codice civile).

b) Requisiti formali speciali per il testamento congiuntivo

Il codice civile permette ai coniugi di fare un testamento congiuntivo durante la loro vita coniugale (articolo 7:23 del codice civile).

Si deve osservare che, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, della legge recante disciplina delle unioni civili (legge XXIX del 2009), oltre ai coniugi, anche i partner di un'unione civile possono fare un testamento congiuntivo.

I coniugi (o i partner di un'unione civile) possono redigere il testamento congiuntivo in una delle seguenti forme:

ba) come testamento pubblico (dinanzi ad un notaio);

bb) come testamento olografo: in tale caso, l'atto è interamente scritto e firmato per mano di uno dei testatori, mentre l'altro testatore include nello stesso documento una dichiarazione firmata scritta di suo pugno secondo la quale tale documento contiene anche le sue ultime volontà e disposizioni mortis causa;

bc) come testamento allografo: in tale caso, l'atto viene firmato dai testatori in presenza dell'altro testatore e di due testimoni contemporaneamente o, qualora sia stato firmato in precedenza, ciascun testatore dichiara alla presenza dell'altro testatore e di due testimoni contemporaneamente che la sua firma riportata sul documento è autentica.

Alcune disposizioni speciali si applicano al testamento congiuntivo composto da più pagine separate:

- se il testamento è scritto per mano di uno dei testatori, ciascuna pagina deve essere numerata in sequenza e firmata dall'altro testatore;

- se il testamento è allografo, oltre al requisito della numerazione in sequenza delle pagine, è altresì necessario che ciascuna pagina sia firmata da entrambi i testatori e i testimoni (articolo 7:23(3) del codice civile).

c) Patto successorio

Nel diritto ungherese, un patto successorio è un accordo in cui una delle parti contraenti (il testatore) nomina l'altra parte come suo erede in cambio di un assegno alimentare, di una rendita o della prestazione di cure (articolo 7:48 del codice civile).

Di conseguenza, nel diritto ungherese, un patto successorio è sempre un contratto a titolo oneroso. Con il patto successorio il testatore può nominare erede l'altra parte contraente in relazione all'intero patrimonio, a una parte specifica di esso o a un determinato bene. L'assegno alimentare, la rendita o le cure offerte in controprestazione possono essere a favore del testatore o di un terzo specificato nel contratto. Un patto successorio è una disposizione per causa di morte soltanto rispetto alla dichiarazione contrattuale del testatore, ma non rispetto all'altra parte contraente (la persona che versa gli alimenti, la rendita ovvero presta le cure).

Le disposizioni relative ai testamenti scritti si applicano ai requisiti formali di validità dei patti successori, ad eccezione del fatto che i requisiti formali dei testamenti allografi si applicano anche nel caso in cui tali patti siano scritti a mano da una delle parti (articolo 7:49(1) del codice civile). Di conseguenza, un patto successorio è formalmente valido se:

- viene stipulato con un atto autentico del notaio (analogamente a un testamento pubblico), oppure

- se viene redatto secondo le formalità richieste per il testamento allografo (ossia, la presenza di due testimoni).

Affinché un patto successorio sia valido, sono richiesti il consenso del rappresentante legale e l'approvazione del tutore, qualora la parte che stipula un patto successorio in qualità di testatore sia:

- un minore con capacità giuridica limitata oppure

- un adulto con capacità giuridica parzialmente limitata rispetto alle dichiarazioni giuridiche relative al patrimonio (articolo 7:49(2) del codice civile).

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

No. La validità delle disposizioni testamentarie non è subordinata all'iscrizione in un apposito registro ufficiale. Tuttavia, qualora sia coinvolto un notaio nella redazione di una disposizione mortis causa, questi provvede d'ufficio ad annotare nel registro nazionale delle successioni (Végrendeletek Országos Nyilvántartása) la redazione di un testamento (ovvero la sua revoca, la modifica o il ritiro di un testamento depositato presso un notaio). Pertanto, sono iscritte nel registro nazionale delle successioni le seguenti disposizioni per causa di morte (ovvero la revoca, la modifica delle stesse o il ritiro di testamenti depositati presso un notaio):

- testamento pubblico (redatto da un notaio con atto autentico);

- testamento privato depositato presso un notaio;

- patto successorio (se redatto da un notaio con atto autentico);

- donazione mortis causa (se costituita con atto pubblico notarile).

Tuttavia, l'omissione di tale registrazione, per una ragione qualsiasi, non inficia la validità del testamento.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

A norma dell'articolo 7:10 del codice civile, i testatori hanno il diritto di disporre liberamente del loro patrimonio, anche parzialmente, attraverso una disposizione testamentaria.

Pertanto, la libertà testamentaria si estende a tutti i beni del testatore. Sebbene l'ordinamento giuridico ungherese preveda disposizioni statutarie sulla quota di legittima a favore di determinati parenti prossimi (discendenti, coniuge, genitore) del testatore, nel diritto ungherese la quota di legittima è un credito soggetto al diritto delle obbligazioni, che il beneficiario può opporre agli eredi (il termine di prescrizione per l'esercizio del diritto alla legittima è di cinque anni). L'avente diritto alla quota di legittima non diventa un erede, ossia non acquista un diritto reale (in rem) sui beni ereditari, nemmeno qualora faccia valere il proprio diritto nei confronti di un erede.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di una disposizione mortis causa, la devoluzione dell'eredità è regolata dalle norme sulla successione ab intestato. Secondo tale regime di successione, sono chiamati all'eredità i congiunti (discendenti e parenti in linea ascendente o collaterale) nonché il coniuge superstite (o il partner di un'unione civile), in conformità delle disposizioni descritte di seguito.

a)Devoluzione ai congiunti

aa) Devoluzione ai discendenti (articolo 7:55 del codice civile)

Gli eredi legittimi sono prima di tutto i figli del defunto; due o più figli ereditano in parti uguali. Se un figlio (o un discendente di grado più remoto) è escluso dalla successione, i suoi discendenti ereditano in base alle regole sulla rappresentazione, ossia:

- in parti uguali;

- in forma aggregata, la quota che sarebbe spettata al loro ascendente escluso dall'eredità.

Tuttavia, nel determinare la quota dell'eredità spettante ai discendenti del de cuius, occorre considerare anche il cosiddetto obbligo di restituzione delle liberalità a carico dei discendenti (v. il punto e)).

ab) Devoluzione ai genitori e ai loro discendenti (articolo 7:63 del codice civile)

Se il defunto non ha discendenti né un coniuge (o se questi sono stati esclusi dall'eredità), i genitori del defunto ereditano in parti uguali. I discendenti di un genitore escluso ereditano per rappresentazione con le stesse modalità applicabili ai discendenti di un figlio chiamati all'eredità al posto di quest'ultimo (conformemente alle norme sulla rappresentazione). Se un genitore escluso dall'eredità non ha discendenti, o qualora anche il discendente sia escluso dalla successione, eredita l'altro genitore da solo o i suoi discendenti.

ac) Devoluzione ai nonni e ai loro discendenti (articolo 7:63 del codice civile)

Qualora il defunto non abbia discendenti, genitori o discendenti dei genitori né un coniuge (o nel caso in cui questi siano esclusi dalla successione), i nonni del defunto dividono l'eredità in parti uguali. Se i nonni sono esclusi dalla successione, ereditano i discendenti dei nonni per rappresentazione con le stesse modalità applicabili ai discendenti di un genitore escluso chiamati all'eredità al posto di quest'ultimo (secondo le norme in materia di rappresentazione).

Qualora un nonno/una nonna escluso/a dalla successione non abbia discendenti o questi siano, a loro volta, esclusi dalla successione, eredita il coniuge del nonno/della nonna al posto di questo/a o, in mancanza, i suoi discendenti. Se i nonni materni o paterni sono esclusi e non hanno discendenti che possano ereditare per rappresentazione (o se anche i loro discendenti sono esclusi dalla successione), il patrimonio è devoluto interamente ai nonni dell'altra parte o ai loro discendenti.

ad) Devoluzione ai bisnonni e ai loro discendenti (articolo 7:65 del codice civile)

Se non ci sono eredi appartenenti al gruppo dei nonni (o se sono esclusi dalla successione), gli eredi legittimi del defunto sono i suoi bisnonni cui spettano parti uguali dell'eredità. Per rappresentazione di un bisnonno escluso dalla successione, ereditano i suoi discendenti con le stesse modalità applicabili ai discendenti del nonno che ereditano al posto di quest'ultimo (secondo le norme in materia di rappresentazione).

Se un bisnonno escluso dalla successione non ha discendenti (o se il discendente è a sua volta escluso dalla successione), il coniuge del bisnonno eredita al posto di quest'ultimo, e se anche il coniuge è escluso, ereditano i suoi discendenti. Qualora i bisnonni di una sola linea siano esclusi e non abbiano discendenti (o se a loro volta i discendenti sono stati esclusi dalla successione), i bisnonni dell'altra linea dividono l'intera eredità in parti uguali.

ae) La successione ab intestato di parenti più remoti (articolo 7:66 del codice civile)

Se il defunto non ha bisnonni né discendenti dei bisnonni (o se questi sono esclusi dalla successione), i parenti più remoti del de cuius diventano eredi legittimi in parti uguali.

af) Devoluzione allo Stato (articolo 7:74 del codice civile)

In mancanza di eredi legittimi l'eredità è devoluta allo Stato.

Lo Stato è un erede necessario, nel senso che non può rinunciare all'eredità. Tuttavia, sotto altri aspetti, lo Stato ha lo stesso status giuridico degli altri eredi. Nell'ordinamento giuridico ungherese, l'eredità devoluta allo Stato è un'acquisizione regolata dal diritto civile e non dal diritto pubblico.

b) Devoluzione al coniuge (articoli 7:58 – 7:62 del codice civile)

La successione legittima del coniuge superstite è subordinata all'esistenza di un matrimonio legalmente valido con il defunto. Ciononostante, la mera esistenza del vincolo matrimoniale non è sufficiente per conferire al coniuge il diritto alla successione legittima. L'articolo 7:62 del codice civile indica una causa speciale di esclusione che riguarda l'assenza della vita in comune: il coniuge superstite potrebbe non ereditare se i coniugi erano separati al momento di apertura della successione e nel caso in cui le circostanze mostrino chiaramente che non si poteva ragionevolmente attendere una riconciliazione. Detto motivo di esclusione può essere invocato da una persona che, per effetto di tale esclusione, potrebbe accedere all'eredità ovvero essere esentata da obblighi o oneri che le incombono in forza del testamento.

Si deve osservare che le norme regolanti la successione dei coniugi contenute nel codice civile si applicano, con le necessarie modifiche, anche al partner registrato del defunto; in altre parole, i partner di un'unione civile hanno gli stessi diritti di successione dei coniugi, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, della legge recante disciplina delle unioni civili (legge XXIX del 2009).

A differenza di quanto accade per le unioni civili, i partner di un'unione di fatto (persona che vive more uxorio con il testatore fuori dal matrimonio e da un'unione civile) non hanno diritto alla successione ab intestato in base al diritto ungherese.

Lo status del coniuge nella successione ab intestato dipende dalla concorrenza di altri eredi legittimi del defunto.

ba) Devoluzione al coniuge e ai discendenti (articolo 7:58 del codice civile)

Se il defunto lascia discendenti e un coniuge che gli sopravvive, il coniuge ha i seguenti diritti di successione:

- il diritto di usufrutto a vita sull'abitazione che aveva in comune con il defunto, compresi i mobili e gli oggetti di uso domestico; e

- la stessa quota ereditaria che è devoluta ai figli del defunto (l'equivalente della "quota ereditaria per un figlio").

Il coniuge può chiedere in ogni momento, per l'avvenire, il riscatto del suo usufrutto a vita (articolo 7:59 del codice civile). In tale caso, il coniuge ha diritto all'equivalente di una "quota ereditaria per un figlio" – in natura o in denaro – dai beni riscattati. Il riscatto del diritto di usufrutto può anche intervenire durante la procedura di successione e in ogni caso deve avvenire tenuto debitamente conto degli interessi ragionevoli delle parti interessate (il coniuge e i discendenti).

Nell'ambito della procedura successoria, i discendenti e il coniuge possono stipulare un accordo sulla divisione dei beni ereditari (cosiddetto "accordo di ripartizione"), in virtù del quale invece della "quota ereditaria per un figlio" il coniuge riceverà un diritto di usufrutto sull'intero patrimonio.

bb) Devoluzione al coniuge e ai genitori (articolo 7:60 del codice civile)

Se il defunto non ha un discendente (o questi è escluso dalla successione) e lascia i genitori e un coniuge che gli sopravvivono, il coniuge ha diritto alla successione rispetto ai seguenti beni:

- l'abitazione familiare che aveva in comune con il defunto, compresi i mobili e gli oggetti di uso domestico (il diritto di proprietà su tale abitazione invece del diritto di usufrutto), e

- metà della restante parte del patrimonio ereditario.

L'altra metà è così ripartita:

- tale porzione è divisa tra i genitori del defunto in parti uguali;

- tuttavia, se un genitore è escluso dalla successione, l'altro genitore e il coniuge del defunto ereditano in parti uguali la porzione che sarebbe spettata al genitore escluso.

bc) Il coniuge come unico erede (articolo 7:61 del codice civile)

Se il defunto non ha discendenti né un genitore che gli sopravvive (o se questi sono esclusi dalla successione), il coniuge superstite eredita l'intero patrimonio. Di conseguenza, la successione ab intestato del coniuge superstite esclude dalla successione i discendenti dei genitori del defunto (i fratelli e le sorelle del de cuius), nonché i parenti più remoti in linea ascendente o collaterale.

c) Effetti giuridici dell'adozione sulla successione ab intestato

L'adozione fa sorgere diritti alla successione ab intestato tra l'adottato, il genitore adottivo e i suoi parenti. Inoltre, in determinati casi, i diritti alla successione ab intestato sussistono anche tra l'adottando e i suoi parenti di sangue.

ca) Successione ab intestato di un figlio adottivo

Durante il periodo dell'adozione, le persone adottate sono trattate, ai fini della successione legittima, alla stregua dei discendenti di sangue del genitore adottivo: i figli adottivi ereditano dal genitore adottivo e dai suoi congiunti alla stregua dei discendenti di sangue del genitore adottivo. Inoltre, il figlio adottivo conserva il diritto di ereditare dai suoi parenti biologici, ma soltanto qualora sia stato adottato da un parente in linea ascendente diretta, un fratello o una sorella, o un discendente di detto parente in linea ascendente diretta (articolo 7:72 del codice civile).

cb) Eredità dei beni di una persona adottata

Gli effetti successori dell'adozione si spiegano anche a contrario. Le seguenti persone sono legittimate a ereditare da una persona adottata:

- i suoi discendenti e il coniuge superstite;

- in mancanza di discendenti, ereditano il coniuge e i genitori adottivi;

- in mancanza di discendenti e del coniuge superstite, ereditano i genitori adottivi e i loro congiunti,

conformemente alle norme sulla successione ab intestato.

La successione legittima di un genitore adottivo e dei suoi congiunti è subordinata alla sussistenza dell'adozione al momento dell'apertura della successione.

Tuttavia, qualora le persone suelencate non ereditino dall'adottato, saranno eredi legittimi di quest'ultimo i suoi parenti di sangue, sempreché il defunto sia stato adottato da un parente in linea ascendente, un fratello o una sorella, o un discendente di tale parente in linea ascendente (articolo 7:73 del codice civile).

d) "Successione lineare" – disposizioni speciali applicabili alla successione legittima in relazione a beni particolari

La cosiddetta "successione lineare" costituisce un regime successorio specifico del diritto ungherese. Con tale espressione s'intende un particolare regime di successione legittima in virtù del quale determinati beni ereditari (detti "eredità lineare") ricevono un trattamento diverso rispetto a quello previsto dal regime generale sulla successione ab intestato.

Si deve osservare che le norme sulla successione lineare sono applicabili esclusivamente in assenza di discendenti. Nei casi in cui il defunto abbia lasciato dei discendenti quali eredi legittimi, si applicano le norme generali sulla successione ab intestato.

da) Beni facenti parte dell'eredità lineare (articolo 7:67 del codice civile)

L'eredità lineare è costituita da un sottogruppo di beni all'interno del patrimonio ereditario del defunto. Tale sottogruppo comprende i beni:

- che il defunto ha acquistato da un ascendente attraverso un'eredità o una donazione; e

- che il defunto ha ereditato o ricevuto in donazione da un fratello, una sorella o da un discendente di questi ultimi, sempreché il fratello, la sorella o i loro discendenti avessero a loro volta acquistato i beni in questione da un ascendente comune, in virtù di un'eredità o di una donazione.

Tuttavia, la legge sottrae alcuni beni al regime dell'eredità lineare (i cosiddetti "beni esclusi dall'eredità lineare"); v., infra, il punto dd).

La natura lineare del bene (ossia l'appartenenza del bene all'eredità lineare) deve essere provata dalla persona legittimata a ereditare a tale titolo.

db) Devoluzione dell'eredità lineare (articolo 7:68 del codice civile)

L'eredità lineare è devoluta ai genitori del defunto (o ai discendenti di un genitore escluso), ai nonni e agli ascendenti remoti ("eredi lineari") del de cuius. La devoluzione dell'eredità lineare avviene in base ai seguenti criteri:

- un genitore eredita i beni che il defunto aveva ricevuto dal genitore stesso o dai suoi ascendenti. Qualora il genitore sia escluso, al suo posto ereditano i suoi discendenti in conformità delle norme generali sulla successione ab intestato;

- qualora il genitore e i suoi discendenti aventi diritto all'eredità lineare siano stati esclusi, eredita il nonno/la nonna del defunto;

- nel caso in cui anche il nonno del defunto sia stato escluso, l'eredità lineare è devoluta a un ascendente più remoto del defunto.

Qualora il defunto non lasci alcuno dei suddetti eredi, le norme sulla successione lineare non si applicano: in tale caso la devoluzione dell'eredità lineare segue le norme generali sulla successione legittima.

dc) Diritto di usufrutto del coniuge superstite sul patrimonio lineare (articolo 7:69 del codice civile)

I soggetti definiti al punto db) (eredi lineari) ereditano i diritti di proprietà sui beni dell'eredità lineare. Tuttavia, il coniuge superstite ha un diritto di usufrutto su tali beni.

È possibile chiedere il riscatto del diritto di usufrutto con le seguenti modalità:

- ogni parte interessata – ossia il coniuge superstite avente diritto all'usufrutto o un erede lineare – può chiedere il riscatto dell'usufrutto sui beni lineari;

- tuttavia, il riscatto dell'usufrutto sulla dimora familiare condivisa con il defunto, compresi i mobili e gli oggetti di uso domestico, può essere reclamato unicamente dal coniuge superstite.

In caso di riscatto dell'usufrutto, il coniuge superstite ha diritto a un terzo del patrimonio lineare.

dd) Beni esclusi dalla successione lineare (articolo 7:70 del codice civile)

Fatte salve le disposizioni descritte nel precedente punto da), i seguenti beni sono esclusi dall'eredità lineare:

- donazioni di valore ordinario;

- beni che non esistono più al momento della morte del testatore. Tuttavia, le disposizioni sulla successione lineare si applicano ai relativi beni sostitutivi e ai beni acquistati con i proventi ottenuti dai beni che non esistono più.

Se il de cuius lascia un coniuge superstite non è possibile invocare le regole sulla successione lineare per reclamare un diritto sui mobili o sugli oggetti della casa di valore ordinario.

e) Obbligo di restituire i doni (collazione)

Se gli eredi del defunto sono i suoi discendenti, l'entità della quota ereditaria spettante a ciascun erede dipenderà anche dall'obbligo dei discendenti di restituirsi reciprocamente i doni. In sostanza, se nella successione concorrono più eredi, ciascuno accresce il valore del patrimonio ereditario attraverso la restituzione dei doni ricevuti a titolo gratuito dal de cuius quando era ancora in vita (articolo 7:56 del codice civile).

L'obbligo di restituire i doni è disciplinato nel modo indicato di seguito.

In forza dell'obbligo di restituire i doni, i coeredi aggiungono al valore dell'eredità il valore delle donazioni nei seguenti casi:

- la persona defunta aveva espressamente previsto che tali doni dovessero accrescere il valore delle quote ereditarie, oppure

- in considerazione delle circostanze è possibile presumere che i doni siano stati gravati da un obbligo di reintegrazione.

Ciononostante, l'obbligo di restituire i doni non si estende ai seguenti atti di liberalità (articolo 7:56(3) del codice civile):

- donazioni di valore ordinario; e

- prestazioni alimentari a favore dei discendenti bisognosi di sostegno

anche qualora tale restituzione fosse stata espressamente prevista dal defunto.

La procedura di restituzione dei doni si articola nelle seguenti azioni (articolo 7:57(1) del codice civile):

- gli eredi devono aumentare il valore dell'eredità con il valore dei doni ricevuti dal de cuius;

- il valore finale risultante da tale operazione (cioè il valore totale ottenuto sommando al valore del patrimonio ereditario il valore netto dei doni restituiti) deve essere diviso proporzionalmente alle quote spettanti agli eredi in base alla successione legittima;

- il valore dei doni restituiti da ciascun erede (ossia il valore dei doni che ogni erede ha ricevuto dal de cuius) deve essere dedotto dalle rispettive quote ereditarie.

Se il valore ottenuto da un coerede raggiunge o eccede il valore della sua quota ereditaria calcolata sulla base dei valori corretti, tale erede si considera soddisfatto in base alla porzione del patrimonio ricevuta in esito a tale suddivisione, ma non deve restituire la parte in eccesso (articolo 7:57(4) del codice civile).

Sui discendenti grava l'obbligo di restituire i doni:

- nell'ambito della successione ab intestato, oppure

- se i discendenti ereditano quote equivalenti alla quota loro spettante per legge, in virtù di un testamento (articolo 7:56(2) del codice civile).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In Ungheria, i procedimenti regolati dalla legge in materia di successioni sono di competenza del notaio o dell'autorità giudiziaria.

- In mancanza di una controversia tra le parti interessate alla successione, quest'ultima è generalmente regolata nell'ambito di una procedura successoria condotta da un notaio (per i dettagli si veda il punto 6). La procedura che si svolge dinanzi al notaio è una procedura non contenziosa, nella quale il notaio svolge funzioni simili a quelle dell'autorità giudiziaria, e che termina con l'emanazione di una decisione formale ("certificato di successione").

- Tuttavia, se esiste una controversia tra le parti interessate, poiché questa non può essere risolta da un notaio, in tali casi è d'uopo avviare un procedimento dinanzi al giudice.

Dal momento che le controversie in materia successoria sono abbastanza rare, in Ungheria, le questioni relative alle successioni sono per la maggior parte risolte dal notaio nell'ambito della procedura di successione.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La legge ungherese segue il principio della successione ipso iure; l'eredità viene trasferita all'erede con la morte del testatore, senza che sia necessario un atto giuridico separato. Di conseguenza, ai sensi del diritto ungherese, non è necessario emanare una dichiarazione sull'accettazione dell'eredità.

Se un successibile preferisce non ereditare, può dichiarare che rinuncia alla successione. La legge non stabilisce requisiti specifici quanto alla forma della dichiarazione di rinuncia, che è valida qualora sia resa oralmente o per iscritto.

Ciononostante, in Ungheria l'ordine della successione è determinato in base a una procedura giuridica, la cosiddetta procedura di successione (v. infra, al punto 6), perciò il notaio che gestisce tale procedura deve essere informato della rinuncia, qualora debba tenerne conto nel corso della procedura. Pertanto, nella pratica accade che le dichiarazioni orali di rinuncia siano rese dinanzi al notaio che conduce la procedura di successione e le rinunce con atto scritto siano comunque presentate al notaio.

Se un erede rinuncia alla successione, la rinuncia produce effetti retroattivi alla data della morte del testatore e l'eredità si considera non devoluta.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Le disposizioni descritte alla lettera b) e concernenti il trasferimento e la rinuncia alla successione regolano, mutatis mutandis, il legato specifico (legatum vindicationis).

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Come osservato in precedenza, nel diritto ungherese il diritto alla quota di legittima è disciplinato dalle norme in materia contrattuale, che possono essere fatte valere nei confronti degli eredi. La quota di legittima non rappresenta quindi un diritto reale (in rem) sui beni dell'eredità. Di conseguenza, il diritto ungherese non prevede una "dichiarazione di rinuncia o di accettazione della quota di legittima". Il mezzo per reclamare il diritto alla quota di legittima dipende principalmente dal rapporto che intercorre tra l'erede e il legittimario:

- se c'è consenso al riguardo tra l'erede e il legittimario (ossia, se l'erede riconosce il diritto di quest'ultimo alla quota di legittima), le parti possono concludere un accordo nell'ambito della procedura successoria per soddisfare il diritto alla quota di legittima (per esempio, al fine di soddisfare la pretesa del legittimario, l'erede può trasferirgli una parte dei beni dell'eredità);

- negli altri casi, il legittimario può far valere il proprio diritto dinanzi al giudice.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Il diritto ungherese prevede una procedura giuridica formale, nota come procedura successoria. Tale procedura è avviata d'ufficio (su iniziativa dell'autorità competente) con l'obiettivo di coinvolgere tutte le parti interessate (eredi, legatari, legittimari, creditori dell'eredità ecc.) per risolvere tutte le questioni giuridiche inerenti alla successione, possibilmente nell'ambito di un'unica procedura.

Secondo il diritto ungherese, la procedura successoria consta di due fasi. La prima fase è quella della procedura inventariale, che viene condotta da un funzionario designato dall'ufficio del sindaco, o funzionario inventariale. Tale procedura serve effettivamente a gettare le basi per la procedura che si svolge dinanzi al notaio ed è finalizzata a chiarire le circostanze materiali e personali della successione (in particolare, a individuare i beni compresi nell'eredità e la cerchia delle parti interessate, nonché a stabilire se il de cuius abbia lasciato un testamento). Tutti questi fatti vengono registrati nell'inventario dell'eredità che, una volta completato, viene trasmesso al notaio.

La seconda fase prevede la procedura dinanzi al notaio, che è condotta in base alle norme regolanti i procedimenti giudiziari non contenziosi. Nell'ambito di tale procedura, il notaio svolge un ruolo simile a quello del giudice ed esercita l'autorità pubblica dello Stato.

Tale procedura è soggetta alle norme specifiche sulla competenza: solo un notaio con le competenze definite dalla legge può condurre tale procedura; in altri termini, nella procedura successoria le parti interessate (per esempio, gli eredi) non hanno la facoltà di scegliere il notaio al quale rivolgersi.

Nel corso della procedura successoria il notaio esamina d'ufficio i fatti e le circostanze che determinano l'ordine di successione. Per chiarire i fatti è generalmente necessario convocare un'udienza; il notaio pubblico convoca le parti interessate all'udienza. Qualora risulti che il de cuius ha lasciato una disposizione mortis causa, il notaio adotta d'ufficio le misure necessarie per acquisire l'atto in questione.

In Ungheria, la divisione del patrimonio ereditario tra gli eredi avviene generalmente nell'ambito della procedura successoria. La divisione dell'eredità consiste essenzialmente nella cessazione del regime di comproprietà tra gli eredi instaurato con la successione. L'eredità viene generalmente divisa tramite accordo tra gli eredi interessati, cosiddetto accordo sulla divisione dei beni ereditari. Se gli eredi concludono tale accordo, il notaio emette il certificato di successione sulla base di tale accordo, con un contenuto corrispondente.

Nel corso della procedura successoria può essere stipulato altresì un accordo tra gli eredi e le altre parti interessate: gli eredi possono trasferire l'intero patrimonio ricevuto in eredità, o parte di esso, a un creditore dell'eredità o a un legittimario, per soddisfare le pretese di questi ultimi. Tale meccanismo permette di raggiungere una soluzione negoziata dei reclami dei creditori dell'eredità e degli aventi diritto alla quota di legittima nell'ambito della procedura successoria.

In esito a tale procedura, il notaio emette una decisione formale, detta certificato di successione. Con tale decisione il notaio trasferisce legalmente agli eredi (o ai legatari) le varie porzioni del patrimonio ereditario.

Le parti interessate possono impugnare la decisione del notaio dinanzi al tribunale regionale competente. In assenza di impugnazione, la decisione del notaio diventa definitiva. Il certificato di successione definitivo è un atto pubblico facente prova dello status di erede (o legatario) della persona ivi nominata. Il notaio provvede d'ufficio a trasmettere il certificato di successione definitivo all'autorità responsabile della tenuta del registro catastale (o del registro di altri beni immobili).

Si deve osservare che, qualora sorga una vertenza legale tra le parti interessate, questa non può essere risolta dal notaio durante la procedura successoria, ma soltanto nell'ambito di un procedimento giurisdizionale.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Ai sensi dell'articolo 7:1 del codice civile, il patrimonio del de cuius viene interamente devoluto agli eredi dopo la morte del testatore. Di conseguenza, la legge ungherese segue il principio della successione ipso iure. Un erede acquista l'eredità per legge, senza che sia necessario redigere un distinto atto giuridico (come una dichiarazione di accettazione) al momento della morte del testatore; l'"eredità giacente" (hereditas iacens) non esiste nel diritto ungherese. Qualora vi siano più eredi, ognuno eredita in proporzione alla propria quota ereditaria alla morte del testatore; di conseguenza, con la morte del de cuius si crea tra gli eredi una comproprietà indivisa.

L'ordinamento giuridico ungherese prevede due tipi di legato: il legato di cosa specifica (legatum vindicationis) e il legato obbligatorio (legatum damnationis).

Il legato di cosa specifica è la donazione, da parte del testatore di un determinato bene dell'eredità a un beneficiario specifico (il legatario specifico), disposta con il testamento. Il legato specifico comporta l'acquisizione diretta di un bene ereditario; ciò significa che anche il legatario acquista l'oggetto del legato specifico al momento della morte del testatore.

Con il legato obbligatorio il testatore, nella disposizione mortis causa, obbliga un erede a erogare una prestazione economica a un determinato beneficiario (per esempio, a versargli una somma di denaro). Quanto alla natura giuridica, il legato obbligatorio costituisce un onere a carico dell'erede e non comporta l'acquisizione diretta di diritti dal testatore.

Alle luce di quanto precede, ai sensi del diritto ungherese gli eredi e i legatari specifici acquistano l'eredità al momento della morte del testatore. Si deve tuttavia ricordare che, nonostante tale acquisizione diretta, ipso iure, dei diritti di successione, il diritto ungherese impone, di norma, lo svolgimento di una procedura giuridica formale (procedura successoria) per l'emissione di un certificato di successione autentico.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì. A norma dell'articolo 7:96 del codice civile, gli eredi rispondono per i debiti dell'eredità. La responsabilità degli eredi è limitata come indicato di seguito:

- l'erede risponde per i debiti dell'eredità principalmente con il patrimonio ereditario ("con i beni e i proventi dell'eredità") (responsabilità cum viribus);

- se, tuttavia, nel momento in cui viene fatta valere la pretesa creditoria gli eredi non sono ancora in possesso dei beni ereditari o dei proventi ottenuti attraverso tali beni, essi risponderanno dei debiti anche attraverso il proprio patrimonio fino al valore delle rispettive quote ereditarie (responsabilità pro viribus).

Si deve osservare che, a differenza di altri sistemi giuridici, l'ordinamento ungherese non stabilisce un nesso tra la responsabilità degli eredi e l'inventario dell'eredità. I limiti della responsabilità degli eredi sono posti dalla legge: gli eredi non sono tenuti a rendere "una dichiarazione che limiti la loro responsabilità" al momento di accettare la successione.

L'articolo 7:94 del codice civile precisa quali crediti costituiscono debiti dell'eredità. Ai sensi di tale disposizione i debiti dell'eredità comprendono:

a) i costi di un'adeguata sepoltura del defunto;

b) i costi indotti dall'acquisto, la conservazione e l'amministrazione dell'eredità ("costi della successione"), nonché i costi della procedura successoria;

c) i debiti del defunto;

d) gli obblighi in forza della quota di legittima;

e) le responsabilità derivanti da legati e donazioni.

Le suddette cinque categorie di debiti derivanti dall'eredità sono elencati in ordine gerarchico (articolo 7:95 del codice civile). I debiti sono pagati nell'ordine stabilito per ciascuna categoria. Qualora i debiti appartenenti a una categoria non possano essere interamente saldati, essi verranno pagati in proporzione alla loro entità all'interno della medesima categoria.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Se l'eredità comprende beni immobili, il notaio provvede d'ufficio a inoltrare il certificato di successione finale all'autorità competente per i registri catastali (v. il precedente punto 6), affinché questa proceda a trascrivere i trasferimenti di proprietà nell'apposito registro.

Ai sensi dell'articolo 29 della legge CXLI del 1997 relativa alla registrazione delle proprietà immobiliari (1997. évi CXLI. törvény az ingatlan-nyilvántartásról; in prosieguo: la "legge sui registri immobiliari"), di norma, i diritti e i fatti possono essere registrati sulla base di atti pubblici, scritture private aventi piena efficacia probatoria o copie di tali atti autenticate dinanzi a un notaio, che attestino la costituzione, la modifica ovvero la cessazione di un diritto o di un fatto oggetto di registrazione. Tali documenti devono contenere un'autorizzazione firmata dal titolare del diritto di iscrizione o del potenziale titolare del diritto di iscrizione in qualità di beneficiario intermedio (ossia una dichiarazione di autorizzazione rilasciata dal titolare del diritto di iscrizione attraverso un documento rispondente agli stessi requisiti formali richiesti per i documenti necessari alla registrazione).

L'articolo 32 della legge sui registri immobiliari precisa il contenuto obbligatorio dei documenti esibiti a fini di registrazione:

a) i dati per l'identificazione diretta del cliente, il suo indirizzo e il numero identificativo personale;

b) la denominazione, il numero statistico e la sede degli organismi aventi un numero statistico, il loro numero di iscrizione presso il tribunale o nel registro delle imprese nonché, per gli enti ecclesiastici, il numero di registrazione;

c) l'indirizzo completo e la descrizione dell'immobile in questione (comune nel quale l'immobile è situato e numero di registrazione catastale) nonché la porzione di proprietà che si vuole iscrivere;

d) una descrizione dettagliata del diritto o del fatto in questione;

e) il titolo giuridico a sostegno della modifica;

f) l'accordo delle parti interessate e/o una dichiarazione di autorizzazione incondizionata e irrevocabile rilasciata dal titolare del diritto di registrazione;

g) una dichiarazione delle parti contraenti relativa alla loro cittadinanza.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Il diritto ungherese non riconosce la figura giuridica dell'amministratore dell'eredità (mandatario).

Ciononostante, in taluni casi il notaio investito della successione può nominare un amministratore affinché svolga determinate funzioni di gestione del patrimonio ereditario. Ciò può accadere in due casi:

aa) nomina di un amministratore per l'esercizio di diritti spettanti ai soci di una società commerciale (articolo 32, paragrafo 2, della legge in materia di successione).

Se il patrimonio ereditario comprende una partecipazione/quota in una società commerciale (o in una cooperativa), il notaio può nominare un amministratore affinché eserciti temporaneamente i diritti derivanti da tale partecipazione/quota. L'amministratore è nominato su richiesta della società (o della cooperativa) ovvero di qualsiasi persona (organismo) avente un interesse nella gestione della società o della cooperativa.

ab) Nomina di un amministratore per le operazioni di recupero (articolo 32, paragrafo 3, della legge in materia di successione).

Qualora l'eredità comprenda crediti, il notaio può nominare un amministratore affinché proceda al recupero dei crediti, su richiesta di una parte che vanta un interesse nella successione. L'amministratore ha il compito di adottare le misure necessarie per far valere i crediti appartenenti all'eredità.

Non si procede alla nomina di un amministratore (nemmeno nei casi summenzionati) nell'ipotesi in cui gli atti di cui sopra siano eseguiti da un esecutore testamentario.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

In Ungheria, le questioni giuridiche relative alla successione sono regolate nell'ambito di una procedura formale prevista dalla legge (la procedura successoria), che è condotta da un notaio, il quale, in tale procedimento, svolge le funzioni di un giudice (v. punto 6).

Il notaio verifica d'ufficio se nel registro nazionale delle successioni vi sia un'iscrizione relativa a una disposizione mortis causa del defunto e qualora dalle informazioni disponibili risulti che esiste un testamento, il notaio procede d'ufficio ad acquisirlo.

Di conseguenza, nel diritto ungherese è compito e responsabilità del notaio condurre la procedura successoria per dare esecuzione a una disposizione mortis causa.

Ciononostante, il diritto ungherese permette al testatore di nominare un esecutore della disposizione mortis causa (testamento). Si deve tuttavia sottolineare che la nomina di un esecutore testamentario non sostituisce la procedura successoria; un esecutore testamentario non può "assumere" le responsabilità di un notaio.

I diritti e gli obblighi dell'esecutore testamentario sono disciplinati dalle disposizioni mortis causa. Se il testamento non contiene disposizioni al riguardo, l'esecutore testamentario ha i seguenti diritti e obblighi attribuiti ex lege (articolo 99 della legge in materia di successioni):

- assistere le autorità competenti a redigere l'inventario dei beni ereditari;

- all'occorrenza, prendere le misure conservative necessarie per tutelare il patrimonio successorio;

- amministrare il patrimonio ereditario. Nello svolgimento delle funzioni di amministrazione, l'esecutore testamentario ha i seguenti diritti e obblighi:

- chiedere agli eredi o legatari di eseguire le volontà del testatore;

- soddisfare le pretese dei creditori (agendo in nome proprio, ma attingendo dall'eredità);

- esercitare temporaneamente i diritti derivanti da una quota sociale o da una partecipazione in una società commerciale o in una cooperativa, facenti parte del patrimonio successorio;

- riscuotere i crediti dell'eredità (agendo in nome proprio, ma nell'interesse dell'eredità).

Tuttavia, i diritti di amministrazione dell'esecutore testamentario sono limitati: l'esecutore non può assumere obblighi in relazione a un bene ereditario né cederlo, tranne nel caso in cui tutte le persone interessate alla successione acconsentano; inoltre, l'esecutore testamentario non può disporre gratuitamente di un bene ereditario a spese dell'eredità.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Con riguardo ai diritti e agli obblighi dell'amministratore nominato dal notaio e dell'esecutore testamentario si veda il punto 9.1.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Come è stato indicato in precedenza (si veda il punto 6), in Ungheria le procedure successorie sono condotte da un notaio pubblico. Al termine della procedura il notaio emette una decisione formale, il certificato di successione. Con tale atto il notaio trasferisce legalmente i beni dell'eredità ai singoli eredi.

Occorre tuttavia notare che il trasferimento della proprietà agli eredi, tecnicamente, non avviene in virtù del certificato di successione. Come osservato in precedenza, il diritto ungherese applica il principio della successione ipso iure, in base al quale l'eredità è devoluta agli eredi alla morte del testatore. Sotto questo profilo, il certificato di successione è in realtà un atto declaratorio.

Una volta divenuto definitivo, il certificato di successione emesso dal notaio ha una funzione legittimante: è un documento autentico che certifica ai terzi lo status delle persone nominate come eredi (o legatari), salvo che il giudice disponga altrimenti nell'ambito di un procedimento giurisdizionale.

Ultimo aggiornamento: 29/10/2015

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Informazioni generali - Malta

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Gli atti di disposizione mortis causa possono essere compiuti in tre modi: (a) mediante testamento — che può essere congiunto tra marito e moglie, noto come "unica carta" — o (b) mediante testamento segreto depositato in tribunale dal testatore o dal notaio, o, in mancanza di essi, (c) i beni sono distribuiti in base alla legge (successione ab intestato).

Un testamento può contenere atti di disposizione dell'intero patrimonio o di parte di esso. I beni che non sono oggetto del testamento sono attribuiti in base alla legge. I testamenti possono comprendere disposizioni a titolo universale, quando il testatore attribuisce tutti i propri beni a una o più persone (note come eredi), e disposizioni a titolo particolare con le persone ivi chiamate ad ereditare, note come legatari.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Entro quindici giorni dalla data del testamento, il notaio redige una nota di iscrizione e lo iscrive dinanzi al direttore del pubblico registro. È possibile rendere un testamento segreto dinanzi a un giudice oppure dinanzi a un magistrato presso il tribunale di volontaria giurisdizione: tale tipologia di testamento può essere resa anche di persona dinanzi a un notaio che, entro quattro giorni lavorativi dalla data della formulazione del testamento, deve presentarlo al tribunale di volontaria giurisdizione affinché sia conservato presso la cancelleria dello stesso.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il codice civile fa riferimento alla quota di legittima. Si tratta di un diritto di credito sul patrimonio del defunto riservato dalla legge a favore dei discendenti del de cuius da parte della moglie o del marito superstiti. A norma dell'articolo 616 del suddetto codice, la quota di legittima accantonata per tutti i figli — a prescindere dal fatto che siano stati concepiti o nati in costanza di matrimonio o al di fuori di esso o che siano stati adottati — è pari, in presenza di non più di quattro figli, a un terzo del valore del patrimonio e, in presenza di cinque o più figli, a metà del patrimonio.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di testamento o di testamento valido, quando gli eredi non vogliono o non possono ereditare o non esiste un diritto di accrescimento tra gli eredi, la successione si apre ab intestato in base alle disposizioni di legge.

In tali casi l'eredità si trasferisce per legge ai discendenti, agli ascendenti, ai parenti in linea collaterale, nonché alla moglie o al marito del defunto e al governo di Malta. La successione opera così in ragione della prossimità del vincolo di parentela stabilita sulla base del numero di generazioni. Se al defunto non sopravvivono persone aventi titolo per succedere, l'eredità è devoluta al governo di Malta.

In caso di successione ab intestato, l'eredità non può essere devoluta a chi abbia impedito al defunto di fare testamento ricorrendo all'inganno o alla violenza e che sia pertanto incapace o indegno a riceverla.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

I giudici di Malta hanno competenza generale a definire le controversie in materia di successione. Il Tribunale competente in materia di divisione dell'eredità ha competenza speciale in determinate situazioni specifiche, quando gli eredi non concordano su come debba essere ripartita l'eredità.

Di norma, quando non ci sono disaccordi o controversie sulla successione, sono coinvolti notai o avvocati.

Ogni persona che vi abbia interesse può rivolgersi al giudice di volontaria giurisdizione chiedendo che emetta un provvedimento di apertura della successione a suo favore.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La cancelleria del tribunale e i notai.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

La cancelleria del tribunale e i notai.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

La cancelleria del tribunale e i notai.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

La successione si avvia quando una persona che vi abbia interesse si reca da un notaio o da un avvocato e quest'ultimo verifica, rispettivamente presso il registro pubblico o il tribunale, l'esistenza di eventuali testamenti pubblici o privati. La successione si apre a conclusione di tale procedura: il notaio o l'avvocato individua quindi gli eredi o i legatari, se presenti, e li informa dell'esito delle ricerche compiute. La proprietà è poi divisa in conformità alla volontà del testatore. Se il defunto non ha lasciato alcun testamento, la proprietà è divisa in base alle disposizioni di legge.

Sia i beni mobili sia i beni immobili possono essere venduti con il consenso degli eredi e il ricavato è ripartito tra questi ultimi secondo le proporzioni indicate in testamento.

In caso di controversia, ad esempio rispetto all'autenticità del testamento o alla divisione dell'eredità, l'erede che solleva la questione può adire la Prima sezione del Tribunale civile o il Tribunale competente in materia di divisione dell'eredità.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La successione si apre con la morte o con il passaggio in giudicato della sentenza che dichiara la morte presunta della persona della cui successione si tratta in ragione della sua lunga assenza.

Nessuno è tenuto ad accettare l'eredità che gli è stata devoluta. L'accettazione può essere espressa o implicita. Si ha accettazione implicita quando l'erede compie un atto che implica la sua intenzione di accettare l'eredità, mentre è espressa se egli assume lo status di erede in un atto pubblico o in un documento scritto privato. Di contro, non è possibile presumere la rinuncia.

Nel caso del legato, a partire dalla morte del testatore, il legatario ha il diritto di chiedere agli eredi di essere immesso nel possesso dei beni che gli sono stati devoluti a tale titolo.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì, gli eredi sono responsabili per i debiti del de cuius nella misura e secondo le modalità fissate dal testatore. Se il testatore muore senza testamento o se non ha previsto una ripartizione dei debiti, gli eredi vi adempiono in proporzione alle rispettive quote di eredità. Ciascun erede è personalmente responsabile per i debiti ereditari.

Se uno degli eredi è proprietario di beni ipotecati a garanzia del debito, egli risponde, rispetto a tali beni, per l'intero debito. Se un erede ha pagato, in ragione di tale ipoteca, un importo superiore alla quota di debito comune gravante su di lui, egli ha diritto di essere tenuto indenne dagli altri eredi nei limiti della loro quota.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

La normativa in materia di successioni non prevede a carico degli eredi alcun obbligo di registrazione della proprietà immobiliare ereditata. Tuttavia, in base alla legge sugli obblighi in materia di documenti e trasferimenti, chi eredita una proprietà immobiliare deve rendere una dichiarazione causa mortis dinanzi al registro pubblico. Tale dichiarazione contiene essenzialmente la data, i dati del defunto e del suo erede/legatario, la data e il luogo del decesso, una descrizione del patrimonio ereditato, il titolo di trasferimento, il valore della proprietà immobiliare, il luogo in cui la dichiarazione è stata resa e le firme del dichiarante e del notaio.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore non è obbligatoria.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

L'erede o l'esecutore testamentario.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore o l'esecutore testamentario redigono un inventario dell'eredità. Essi esercitano e promuovono i diritti inerenti a tale eredità reagendo a ogni azione giudiziaria avanzata nei confronti di essa, amministrano — con l'obbligo di deposito — il denaro eventualmente compreso nella suddetta eredità o ricevuto per la vendita di beni mobili o immobili e redigono un rendiconto a favore della persona interessata.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

In linea generale, non sono emessi documenti costituenti prova dello status e dei diritti del beneficiario dal momento che la successione è devoluta automaticamente con il decesso. Tuttavia, chi vi abbia interesse può rivolgersi al Tribunale di volontaria giurisdizione chiedendo l'apertura della successione a suo favore.

Ultimo aggiornamento: 06/03/2017

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Informazioni generali - Paesi Bassi

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Tranne un numero limitato di casi speciali (art. 4: 97-107 del Burgerlijk Wetboek, - codice civile olandese), un testamento può essere redatto soltanto mediante atto notarile o dichiarazione manoscritta consegnata nelle mani di un notaio (art. 4:94 BW). I testamenti congiunti non sono ammessi (art. 4: 93 BW). Analogamente non sono consentiti i contratti relativi a una futura successione. Ai sensi dell'articolo 4: 4 comma 2 del BW, i contratti relativi a successioni non ancora aperte sono considerati in tutto o parzialmente nulli o inesistenti.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il notaio che ha redatto il testamento deve registrare le informazioni il primo giorno lavorativo successivo all'iscrizione nel Centraal Testamenten Register (CTR, registro centrale dei testamenti).

Si veda anche: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.centraaltestamentenregister.nl/. La sezione "scheda informativa" dell'associazione della rete europea dei registri testamentari (Association du réseau européen des registres testamentaires -ARERT) contiene informazioni relative alla registrazione e alla ricerca di un testamento: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.arert.eu/

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Solo i discendenti del defunto (figli o - se essi sono già morti - i loro figli) hanno diritto a una legittima. Né il coniuge, né gli ascendenti hanno diritto a una legittima. La legittima comprende la metà del patrimonio ereditario, si veda l'articolo 4:64 BW. Se un discendente invoca il suo diritto alla legittima non viene più considerato come un erede ma come un creditore.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di testamento, ai differenti scenari si applicano le seguenti regole:

Se il defunto non era sposato e non aveva figli, i genitori e i fratelli e sorelle ereditano in principio in parti uguali, dato che ogni parte eredita sempre almeno un quarto.

Se il defunto non era sposato e aveva figli, l'eredità è suddivisa in parti uguali tra i figli.

Se il defunto aveva un complice, ma non aveva figli, il coniuge eredita la totalità della successione.

Se il defunto lascia un coniuge e dei figli, tutti ereditano in parti uguali, ma il coniuge acquisisce di pieno diritto l'attivo successorio. La liquidazione della successione è a carico del congiunto. Ciascuno dei figli e godrà di pieno diritto, in qualità di erede, di un diritto di credito nei confronti del congiunto vivente. L'importo del credito corrisponde alla quota del figlio nella successione. Questo credito diviene esigibile se i congiunto è dichiarato fallito o è ammesso a un accordo di ristrutturazione del debito (si veda anche la legge olandese relativa alla ristrutturazione del debito delle persone fisiche (Wet schuldsanering natuurlijke personen), o se muore. (art. 4:13 BW).

Gli sposi e i partner registrati beneficiano di un trattamento uguale.

5 Qual è l'autorità competente:

in materia successoria?

5.1 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.2 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.3 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Nei Paesi Bassi il notaio è l'autorità competente in materia di diritto successorio. Le parti sono libre di scegliere un notaio, indipendentemente dall'ultimo luogo di residenza del defunto.

L'erede dispone di tre opzioni. Se l'erede desidera semplicemente accettare la successione, può farlo in modo implicito o esplicito senza particolari formalità. La conseguenza dell'accettazione dell'eredità che l'erede è personalmente responsabile illimitatamente dei debiti successori. Tuttavia l'erede può limitare la sua responsabilità accettando l'eredità con beneficio di inventario (accettando cioè l'eredità a condizione che i debiti non superino l'attivo ereditario). Se l'erede desidera rinunciare o la accetta con beneficio di inventario, deve farne dichiarazione presso il tribunale. In quest'ultimo caso il tribunale fisserà un termine per l'accettazione dell'eredità.

I legati possono essere accettati o rifiutati senza specifiche formalità. Ai sensi del diritto olandese l'accettazione con beneficio di inventario non è possibile per i legati.

Un erede legittimario può semplicemente rinunciare a questo diritto e non avanzare pretese sulla sua parte di legittima. A tal fine la legge non prevede nessuna dichiarazione particolare. Invece, la rinuncia degli eredi legittimari alla loro parte di legittima può essere contenuta in una dichiarazione.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Nella maggior parte dei casi, in particolare quando si tratta di un contratto di matrimonio o di un testamento, il ricorso a un notaio rappresenta il mezzo più appropriato per procedere alla liquidazione dell'eredità. Nei Paesi Bassi ogni erede o l'esecutore testamentario, nei casi in cui esso sia presente, può rivolgersi a un notaio. Le parti possono liberamente scegliere il notaio, indipendentemente dall'ultimo luogo di residenza del defunto. Il notaio aiuta gli eredi nella materia successoria. Egli determinerà chi sono gli eredi, verificherà in seguito se esiste un testamento e svolgerà un'attività di consulenza nei confronti dei beneficiari per quanto riguarda l'eventuale accettazione o meno con beneficio d'inventario. Redigerà anche un inventario dell'eredità e determinerà la suddivisione dei beni che costituiscono il patrimonio ereditario. Egli può anche aiutare gli eredi ad assolvere i loro obblighi fiscali. Il giudice, di solito, non interviene nella liquidazione del patrimonio della successione. Egli interviene, di solito, nel caso in cui la successione è contestata o nel caso in cui taluni eredi non siano in grado di difendere i loro interessi (ad esempio a causa del fatto che sono in minoranza).

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Nei Paesi Bassi non è prevista nessuna procedura presso il tribunale. Esiste tuttavia uno strumento denominato «Verklaring van Erfrecht» (certificato successorio), si veda l'articolo 4: 188 BW, emesso dal notaio olandese (si veda l'articolo 3:31 BW) a tutte le parti interessate, in particolare agli eredi. L'esecutore testamentario può anche richiedere un certificato successorio. Nel certificato successorio il notaio designa, in virtù del potere a lui conferito, i nomi delle persone che hanno diritto all'eredità, la loro quota, e nel caso in cui sia applicabile anche il nome dell'esecutore testamentario. Il certificato successorio permette agli eredi/all'esecutore di identificarsi presso i debitori della successione e di disporre degli averi depositati in banca eccetera. Il trasferimento a uno degli eredi di un bene immobile o di un diritto su un bene immobile deve essere necessariamente effettuato mediante atto notarile.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Quando l'erede ha accettato in modo incondizionato l'eredità, egli diviene interamente responsabile dei debiti del defunto (art. 4: 182 BW). Se l'erede ha accettato con beneficio di inventario egli è responsabile dei debiti nella misura in cui essi siano coperti dall'attivo dell'eredità. Egli non è responsabile personalmente.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Il certificato successorio può essere registrato nel registro pubblico dei beni immobili. Il trasferimento della proprietà di un bene immobile o di diritti su un bene immobile avviene mediante un diverso atto autentico.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La legge olandese non prevede la designazione obbligatoria di un esecutore testamentario.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

I testatori possono designare nel loro testamento un esecutore testamentario incaricato della liquidazione dell'eredità. Nei casi in cui accettazione dell'eredità abbia luogo con beneficio d'inventario, il tribunale può nominare un amministratore speciale.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'esecutore designato nel testamento normalmente gode di poteri limitati, conformemente all'articolo 4:144 BW. Può amministrare l'eredità e pagarne i debiti. I testatori possono accordare ulteriori diritti all'esecutore testamentario, ad esempio il trasferimento dei beni oggetto dell'eredità senza il consenso degli eredi. Quando l'esecutore testamentario è nominato in qualità di esecutore speciale (l'amministratore) può trasferire beni e prendere tutte le decisioni relative alla suddivisione del patrimonio ereditario.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Gli eredi possono concludere un accordo di divisione sotto forma di atto autentico. Questa opzione è raccomandata qualora un erede sia incapace (a causa della sua minore età o sulla base di una curatela/amministrazione giudiziaria). Nei Paesi Bassi il trasferimento di un bene immobiliare o di diritti su beni immobiliari deve essere effettuato imperativamente mediante un atto autentico, si veda la risposta al summenzionato punto 7. In tutti gli altri casi l'accordo di divisione della successione non è obbligatorio. Per quanto riguarda il trasferimento di beni come i conti bancari e gli altri beni mobili è sufficiente il certificato successorio.

Ultimo aggiornamento: 01/10/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

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Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti.

Informazioni generali - Austria

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Il testamento è soggetto a specifici requisiti di forma. Il diritto austriaco riconosce in particolare i seguenti tipi di testamento:

  • testamento pubblico, redatto dinanzi a un notaio o a un giudice;
  • testamento olografo, che deve essere interamente scritto a mano e firmato dal testatore;
  • testamento redatto da un terzo (manoscritto o dattilografato da una persona diversa dal testatore) alla presenza di tre testimoni.

Il patto successorio [articoli 1249 e segg. del codice civile austriaco (Allgemeines bürgerliches Gesetzbuch; di seguito l'"ABGB")] può essere stipulato solo tra coniugi o futuri coniugi sotto forma di atto notarile [ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), della legge sugli atti notarili (Notariatsaktsgesetz)] e alla presenza di due testimoni o di un secondo notaio. Il patto successorio deve soddisfare i requisiti di validità previsti per le disposizioni a causa di morte e non può disporre di oltre tre quarti del patrimonio ereditario. In tale contesto, i partner di un'unione registrata godono degli stessi diritti dei coniugi e dei futuri coniugi (articolo 1217 del codice civile austriaco).

Il testamento congiunto può essere redatto solo dai coniugi o dai partner registrati (articoli 583 e 1248 del codice civile austriaco). N.B.: l'istituto dell'"unione registrata" è riservato alle coppie dello stesso sesso.

La donazione a causa di morte (donazione di beni personali, effettuata da una persona che si attende di morire nell'immediato futuro, i cui effetti si producono solo dopo il decesso del donante) è disciplinata dall'articolo 956 dell'ABGB e può essere effettuata mediante legato o con un contratto stipulato sotto forma di atto notarile.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

I testamenti, i patti successori e gli atti di rinuncia alla successione o alla riserva ereditaria depositati presso un notaio, un giudice o un avvocato possono essere registrati nel registro centrale dei testamenti austriaco [articolo 140b del regolamento sul notariato (Notariatsordnung)]. Tale registro elettronico è gestito dal Consiglio nazionale del notariato austriaco (Österreichische Notariatskammer) ed è l'unico registro dei testamenti previsto dalla legge. I giudici e i notai devono provvedere alla trascrizione degli atti sopra menzionati in tale registro (articolo 140c, paragrafo 2, del regolamento sul notariato). La registrazione è finalizzata ad assicurare l'accesso agli atti in questione nell'ambito dei procedimenti successori.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

La quota di riserva ereditaria, che comporta una limitazione della libertà di testare, è pari alla metà della quota ab intestato spettante ai discendenti del de cuius o, in mancanza di discendenti, a un terzo della quota ab intestato spettante agli ascendenti. La riserva ereditaria del coniuge o del partner registrato superstite è pari alla metà della sua quota ab intestato. Se un erede riservatario non ha mai avuto stretti rapporti familiari con il de cuius, la sua quota di riserva ereditaria può essere ridotta.

Gli eredi riservatari possono rinunciare alla quota di legittima, prima dell'apertura della successione, stipulando un contratto (atto notarile) con il futuro testatore.

La riserva ereditaria è un credito su una quota del valore pecuniario dell'eredità.

Il diritto alla riserva ereditaria deve essere fatto valere dinanzi all'autorità giudiziaria entro tre anni (articolo 1487 dell'ABGB). Il termine di decadenza decorre dalla data in cui è stato formato il processo verbale di ricezione conformemente all'articolo 152 della legge sui procedimenti stragiudiziali (Außerstreitgesetz; di seguito l'AußStrG).

È possibile rinunciare alla riserva ereditaria mentre il de cuius è ancora in vita. La rinuncia deve essere effettuata con le forme dell'atto notarile o del processo verbale giudiziario (articolo 551 del codice civile austriaco).

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se il de cuius non era sposato e non aveva figli, l'eredità si devolve ai genitori in parti uguali. Se i genitori sono già deceduti, l'eredità si devolve ai fratelli e alle sorelle del de cuius.

Se il de cuius non era sposato ma aveva figli, questi ultimi ereditano in parti uguali.

Se il de cuius era sposato ma non aveva figli, l'eredità si devolve al coniuge superstite in qualità di erede universale in mancanza di genitori, fratelli e sorelle o nonni superstiti del de cuius.

Se il de cuius era sposato e aveva figli, il coniuge riceve un terzo del patrimonio ereditario e la parte rimanente viene ripartita tra i figli in parti uguali.

Per i partner registrati valgono le stesse regole applicabili ai coniugi. Un partner non registrato (partner convivente) eredita solo se lo prevede una disposizione testamentaria. Tuttavia, il partner convivente superstite è tutelato dalla legge sulle locazioni (Mietrechtsgesetz) e dalla legge sulla proprietà degli alloggi (Wohnungseigentumsgesetz). Se il de cuius e il partner convivente erano comproprietari di un alloggio, la quota del primo si trasmette al partner superstite.

Se il de cuius non era coniugato e non aveva figli, il diritto di successione si devolve ai suoi genitori e ai loro discendenti (fratelli e sorelle del de cuius) (articoli 735 e 736 del codice civile austriaco).

Se al de cuius sopravvivono dei figli ma non il coniuge, i figli ereditano in parti uguali (articolo 732 dell'ABGB).

Se al de cuius sopravvivono coniuge e figli, il coniuge superstite riceve un terzo del patrimonio ereditario più il legato preferenziale sugli oggetti domestici previsto per legge. Gli altri due terzi del patrimonio ereditario sono ripartiti tra i figli in parti uguali (articolo 757 dell'ABGB).

I partner registrati sono equiparati ai coniugi (articolo 537a dell'ABGB). N.B.: l'istituto dell'"unione registrata" è riservato alle coppie dello stesso sesso.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Il tribunale distrettuale (Bezirksgericht) o il commissario del giudice (notaio) in qualità di organo del tribunale.

La competenza per materia e per territorio spetta al tribunale distrettuale del luogo in cui si trova l'ultimo domicilio o l'ultima residenza abituale del de cuius [articoli 105, 65 e 66 della legge sulla competenza giurisdizionale (Jurisdiktionsnorm)]. Il tribunale distrettuale incarica del procedimento un notaio facente funzioni di commissario del giudice [articolo 1 della legge sul commissario del giudice (Gerichtskommissärsgesetz; di seguito, la "GKG")].

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Il tribunale distrettuale o il commissario del giudice (notaio) in qualità di organo del tribunale.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il tribunale distrettuale o il commissario del giudice (notaio) in qualità di organo del tribunale.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il tribunale distrettuale o il commissario del giudice (notaio) in qualità di organo del tribunale.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Il procedimento successorio (Verlassenschaftsverfahren) è avviato d'ufficio dal tribunale distrettuale in seguito all'annuncio dell'apertura della successione. La competenza spetta al tribunale distrettuale del luogo in cui si trova l'ultimo domicilio o l'ultima residenza abituale del de cuius. Il procedimento è gestito da un notaio facente funzioni di commissario del giudice e si conclude con una decisione giudiziaria.

Il procedimento successorio deve essere avviato d'ufficio non appena il tribunale abbia conoscenza di un decesso (articolo 143, paragrafo 1, dell'AußStrG).

Il commissario del giudice individua gli eredi nell'ambito del procedimento ereditario (articolo 797 dell'ABGB).

Il commissario del giudice [articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, lettera b), e articolo 2, paragrafo 2, della GKG] redige un inventario dei beni ereditari nei seguenti casi: se è stata presentata una dichiarazione di accettazione condizionata dell'eredità (che limita la responsabilità dell'erede al valore dei beni ricevuti dalla successione), se vi sono riservatari minorenni o che necessitano di un legale rappresentante per altri motivi, se è stata autorizzata la separazione dell'eredità dal patrimonio dell'erede, se si deve prendere in considerazione un erede successivo, se è stata costituita per testamento una fondazione privata, se l'eredità può essere devoluta allo Stato per mancanza di eredi, o se l'inventario viene richiesto da un soggetto autorizzato o dal curatore dell'eredità (articolo 165 dell'AußStrG).

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Nessuno può prendere possesso del patrimonio ereditario per propria autorità. L'eredità si acquista de iure con un provvedimento, detto "immissione nel possesso" ("Einantwortung"), adottato dal tribunale delle successioni (Abhandlungsgericht) (articolo 797 dell'ABGB e articolo 177 dell'AußStrG). L'immissione nel possesso può essere disposta solo al termine del procedimento successorio avviato dal tribunale e previa presentazione da parte degli interessati di una dichiarazione di accettazione dell'eredità attestante la loro qualità di eredi. Anche la proprietà dei beni immobili viene trasferita al momento dell'immissione nel possesso, ossia prima dell'iscrizione del nuovo proprietario nel registro immobiliare. Tuttavia, se gli eredi non chiedono l'iscrizione nel registro immobiliare entro un termine ragionevole, deve provvedervi il commissario del giudice.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi rispondono dei debiti del de cuius con il loro intero patrimonio. Tuttavia, se è stato redatto un inventario, essi rispondono di tali debiti solo nei limiti del valore dell'eredità.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Il titolo di acquisto deve essere presentato al giudice competente in materia di catasto (Grundbuchsgericht). L'erede deve presentare il provvedimento di immissione nel possesso e il legatario deve presentare una conferma ufficiale. Possono inoltre essere richiesti un certificato attestante il pagamento delle imposte nonché, a seconda della legge del Land interessato, un'apposita autorizzazione rilasciata ai sensi delle norme sulle transazioni immobiliari e – se del caso –un certificato di cittadinanza del cessionario.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Non è necessario nominare un amministratore.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Qualunque erede che possa fornire una prova sufficiente del suo diritto di ereditare al momento dell'apertura della successione è legittimato a utilizzare e amministrare i beni ereditari e a rappresentare l'eredità, salvo che sia diversamente stabilito dal tribunale delle successioni; se vi sono più eredi legittimati, essi esercitano tale diritto congiuntamente, salvo diverso accordo tra loro (articolo 810, paragrafo 1, dell'ABGB).

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Nel procedimento successorio austriaco, l'esecutore svolge solo un ruolo secondario, a motivo della natura giurisdizionale di tale procedimento e della posizione del commissario del giudice, che vigila sull'esecuzione delle volontà del de cuius. Ai sensi dell'articolo 816 dell'ABGB, il de cuius può designare con disposizione testamentaria il responsabile dell'esecuzione delle sue ultime volontà. Gli obblighi dell'esecutore sono definiti dalla medesima disposizione testamentaria e possono variare, dalla vigilanza sul rispetto delle condizioni o della ripartizione dell'eredità da parte degli eredi o legatari all'amministrazione del patrimonio ereditario.

Se è prevista un'udienza nell'ambito del procedimento di convocazione dei creditori ereditari (articoli da 813 a 815 dell'ABGB), il commissario del giudice deve annunciarne la data e convocare l'esecutore testamentario (articolo 174 dell'AußStrG).

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Su richiesta, il commissario del giudice deve rilasciare ai beneficiari una conferma ufficiale del loro potere di rappresentanza (articolo 172 dell'AußStrG).

Se sono stati determinati gli eredi e le rispettive quote ed è stato dimostrato il rispetto delle altre condizioni, il giudice deve disporre l'immissione degli eredi nel possesso dell'eredità (articolo 177 dell'AußStrG: provvedimento d'immissione nel possesso). Una copia del provvedimento d'immissione nel possesso, corredata di un certificato di passaggio in giudicato, è sufficiente per sbloccare i fondi depositati presso un istituto di credito (artico l79 dell'AußStrG).

Ultimo aggiornamento: 16/10/2019

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Informazioni generali - Polonia

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Conformemente al diritto polacco, la disposizione a causa di morte può essere redatta solo sotto forma di testamento. Il testamento congiuntivo è invece vietato. Sono ammesse le seguenti forme di testamento:

  • testamento olografo, interamente scritto, datato e firmato dal testatore;
  • testamento redatto da un notaio sotto forma di atto notarile;
  • testamento disposto oralmente alla presenza di due testimoni dinanzi al sindaco di una municipalità (wójt) [sindaco di una città (burmistrz) o capo di un’amministrazione comunale (prezydent miasta)];
  • testamento orale (che può essere disposto da una persona prossima al decesso qualora sia impossibile o molto difficile fare testamento nei modi sopra descritti) fatto alla presenza di tre testimoni.

Per quanto riguarda i patti successori, sono ammessi solo gli accordi di rinuncia alla successione. Tali accordi possono essere stipulati tra il futuro testatore e un erede legittimo e sono validi solo se redatti sotto forma di atto notarile.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

La validità di un testamento non è subordinata alla sua registrazione. I testamenti redatti sotto forma di atto notarile o depositati presso un notaio possono essere registrati presso il Consiglio nazionale dei notai (Krajowa Rada Notarialna).

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

La legge polacca non impone restrizioni alla libertà del testatore di nominare uno o più eredi. Neppure il diritto a una quota riservata comporta una limitazione del diritto del testatore di disporre dei suoi beni, ma tutela gli interessi dei parenti più prossimi e del coniuge del testatore, che hanno diritto a percepire una determinata somma di denaro.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di testamento si applicano le seguenti regole.

Se il de cuius non era coniugato e non aveva figli, ereditano i suoi genitori. Se uno dei genitori è già deceduto al momento dell’apertura della successione, la sua quota viene divisa in parti uguali tra i fratelli e le sorelle del de cuius. Se uno dei fratelli o una delle sorelle del de cuius muore prima dell’apertura della successione e lascia discendenti, la sua quota viene divisa tra questi ultimi in parti uguali. Se non vi sono fratelli o sorelle né loro discendenti, l’intero asse ereditario viene ripartito tra i nonni del de cuius in parti uguali. Se uno dei nonni era già deceduto al momento dell’apertura della successione, la sua quota si devolve ai suoi discendenti. Se uno dei nonni è già deceduto al momento dell’apertura della successione e non ha discendenti, la sua quota viene divisa tra gli altri nonni in parti uguali. Se non vi sono parenti che hanno diritto per legge all’eredità, quest’ultima si devolve al comune in cui il de cuius aveva la sua ultima residenza. Se non è possibile individuare il luogo dell’ultima residenza del de cuius in Polonia o se il de cuius risiedeva all’estero, l’eredità si devolve allo Stato.

Se il de cuius non era coniugato e lascia dei figli, ereditano solo questi ultimi.

Se il de cuius lascia un coniuge, questi ne diviene l’unico erede se non vi sono figli, genitori, fratelli o sorelle o loro discendenti.

Se il de cuius lascia un coniuge e dei figli, l’eredità viene divisa tra il coniuge e i figli in parti uguali. Tuttavia, il coniuge non può riceverne meno di un quarto. Se il de cuius lascia il coniuge con cui conviveva in regime di comunione dei beni, il coniuge superstite riceve metà del patrimonio comune allo scioglimento della comunione, mentre l’altra metà confluisce nell’asse ereditario.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Gli interessati devono rivolgersi a un notaio o all’organo giurisdizionale competente in base all’ultima residenza del de cuius.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Le dichiarazioni di accettazione o rinuncia all’eredità devono essere presentate all’organo giurisdizionale della residenza o del domicilio del dichiarante, oppure dinanzi a un notaio. Se il dichiarante risiede all’estero, la dichiarazione può essere ricevuta dall’autorità consolare.

Le autorità menzionate nella risposta precedente.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il diritto polacco non contempla quote di legittima. Tuttavia, è possibile far valere un diritto al pagamento di una quota riservata, ossia di una congrua somma di denaro. Non si possono presentare dichiarazioni di rinuncia o di accettazione di quote riservate.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Chiunque desideri ottenere un documento che ne attesti la qualità di erede può chiedere al tribunale una dichiarazione di acquisizione dell’eredità oppure ottenere presso un notaio un atto registrato attestante la successione. Se vi sono più eredi, il patrimonio può essere ripartito dal tribunale, su loro richiesta, nell’ambito della procedura di liquidazione dell’asse ereditario, oppure da un notaio in base a un accordo per la liquidazione dell’eredità concluso sotto forma di atto notarile.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

L’eredità e il legato si acquistano all’apertura della successione conformemente alla legge (ma si può rinunciare alla successione).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

In linea di principio, l’erede risponde illimitatamente dei debiti del de cuius. Un erede può limitare la sua responsabilità accettando l’eredità con beneficio d’inventario. In tal caso, egli deve rendere un’apposita dichiarazione dinanzi a un notaio o al giudice competente, entro sei mesi dalla data in cui ha avuto conoscenza della successione. Gli eredi rispondono in solido dei debiti del de cuius.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Ai fini dell’iscrizione di un bene immobile ricompreso nell’asse ereditario in un registro degli immobili e delle ipoteche, di norma il richiedente deve presentare i documenti che ne attestano la qualità di erede, ossia una dichiarazione dell’autorità giudiziaria attestante l’acquisizione dell’eredità oppure un certificato notarile di successione.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

In primo luogo, secondo la legge polacca, un amministratore può essere nominato d’ufficio o su richiesta quando, per qualsiasi motivo, vi sia il rischio che l’asse ereditario non venga ripartito come previsto. A tal fine, l’interessato deve presentare domanda presso l’organo giurisdizionale competente in relazione al patrimonio del de cuius per dimostrare di essere erede o legatario o di avere diritto a una quota riservata. Tale domanda può essere proposta anche dall’esecutore testamentario, da un comproprietario o da un contitolare di diritti del de cuius, da un creditore munito di prova scritta del suo credito nei confronti del de cuius o da un ufficio delle imposte.

In secondo luogo, nel caso dell’eredità giacente, il tribunale designa, d’ufficio o su istanza, un amministratore dell’asse ereditario.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il de cuius può designare nel testamento un esecutore che ne amministri il patrimonio dopo il suo decesso.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L’esecutore testamentario deve amministrare l’eredità, pagare i debiti della successione, in particolare eseguire i legati e le istruzioni, e in seguito ripartire il patrimonio del de cuius tra gli eredi conformemente al testamento e alla legge applicabile, in ogni caso subito dopo la liquidazione dell’eredità.

L’esecutore può agire ed essere convenuto in giudizio per questioni relative all’amministrazione dell’eredità, nel suo complesso o limitatamente a un bene specifico. Può inoltre agire in giudizio per questioni relative a diritti che rientrano nel patrimonio ereditario ed essere citato in giudizio per questioni concernenti i debiti della successione.

Inoltre, l’esecutore deve consegnare i beni che formano oggetto di legati specifici ai legatari designati.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Gli eredi legittimi devono presentare copia dei pertinenti documenti di stato civile per dimostrare il loro rapporto con il de cuius (ad esempio certificati di nascita o di matrimonio). L’erede o legatario deve produrre un testamento per dimostrare il suo diritto all’eredità o al legato.

Ultimo aggiornamento: 20/05/2019

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Informazioni generali - Portogallo

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Le disposizioni mortis causa possono essere redatte in due forme: i) testamento o ii) contratto.

i) Testamento

Il testamento è un atto personale che non può essere redatto da un rappresentante del testatore.

È vietato il testamento congiuntivo, ossia redatto da due o più persone nel medesimo documento a vantaggio di un terzo o con disposizione reciproca.

Il testamento è una dichiarazione della volontà di una sola parte e non deve essere trasmesso o portato a conoscenza di una determinata persona. Può essere liberamente revocato e il trasferimento dei beni agli eredi o ai legatari avviene solamente dopo la morte del testatore.

Esistono forme ordinarie e forme speciali di testamento.

Il testamento ordinario può essere pubblico o chiuso.

Il testamento pubblico è redatto da un notaio nel proprio registro.

Il testamento chiuso è redatto e firmato dal testatore o da un terzo su richiesta del testatore, ma deve essere omologato da un notaio. Il testamento chiuso può essere conservato presso il testatore, una terza persona o uno studio notarile. La persona in possesso di un testamento chiuso deve presentare il documento entro tre giorni dalla data in cui sia venuta a conoscenza della morte del testatore, altrimenti sarà ritenuta responsabile di eventuali perdite o danni e, qualora si tratti di un successibile, potrebbe perdere il diritto alla successione per indegnità.

La legge prevede le seguenti forme di testamenti speciali: testamenti militari, testamenti redatti a bordo di una nave o di un aeromobile, testamenti redatti in caso di calamità. Il testamento redatto in una delle suddette forme è ammesso unicamente in presenza di determinate circostanze eccezionali previste dalla legge. I testamenti speciali perdono efficacia due mesi dopo che sia venuta meno la causa che ha impedito al testatore di redigere un testamento nelle forme comuni.

Tra le forme di testamento speciale, la legge portoghese prevede anche il testamento redatto da un cittadino portoghese all'estero secondo la legge straniera applicabile. Tale atto produce effetti in Portogallo qualora sia stato redatto o approvato formalmente.

ii) Successione contrattuale

L’ordinamento giuridico portoghese ammette in via eccezionale la successione mortis causa mediante contratto. Tale tipo di successione può prendere forma in un patto successorio o in una donazione in considerazione di un matrimonio, che produce effetti dopo la morte del donatore. Per essere validi, il patto successorio o la donazione mortis causa in considerazione di un matrimonio devono essere inclusi nel contratto di matrimonio.

Di norma, tuttavia, la successione per causa di morte non può essere disposta mediante contratto. Pertanto, in linea di principio i patti successori sono vietati, a pena di nullità. Anche le donazioni in considerazione di un matrimonio sono vietate, ma invece di essere nulle si convertono per legge in disposizioni testamentarie e sono liberamente revocabili.

Sono di due tipi i patti successori considerati validi dalla legge a titolo eccezionale: a) l’istituzione contrattuale di erede o legatario a favore di un coniuge, da parte dell’altro coniuge o di un terzo; b) l’istituzione di erede o legatario a favore di un terzo parte di uno dei coniugi. La distinzione tra erede e legatario è esposta infra, nell’ambito della risposta alla domanda “Come e quando si diventa eredi o legatari?”.

I patti successori validi producono effetti soltanto dopo la morte del testatore. Tuttavia, il contratto descritto sopra sub a) non può essere revocato unilateralmente dopo che sia stato accettato; inoltre, mentre è in vita, il testatore non può compiere atti di liberalità ai danni del beneficiario. Il patto successorio sub b) è liberamente revocabile se il terzo non è stato coinvolto nell’accordo prenuziale come parte accettante.

Oltre ai suddetti due tipi di patti successori, la legge ammette la validità delle donazioni per causa di morte in riguardo di matrimonio. Tali donazioni in riguardo di matrimonio sono disposte a favore di un coniuge dall’altro coniuge o da un terzo. La donazione mortis causa in riguardo di matrimonio è soggetta al regime applicabile ai patti successori e deve essere inserita nel contratto di matrimonio.

Nota bene:

Il diritto portoghese riconosce due tipi di successione: la successione volontaria – per testamento o patto successorio – cui si riferisce la risposta data al primo punto, e la successione legale – legittima o necessaria – descritta infra, nell’ambito della risposta alle domande “Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?” e “In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?”.

La successione volontaria è il risultato di un atto di volontà del testatore, espresso nella forma di un testamento o di un contratto.

La successione legale è ammessa dalla legge. Si parla di successione necessaria qualora sia direttamente imposta dalla legge prevalendo sulle volontà del testatore. La successione è detta legittima quando è regolata dalla legge ma soccombe alle volontà del testatore.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Di regola, non è necessario registrare le disposizioni per causa di morte.

Esistono tuttavia alcune eccezioni, previste in svariate disposizioni. Le disposizioni mortis causa devono essere registrate, per esempio, nei seguenti casi: i) disposizione testamentaria con valore preferenziale cui è stata attribuita efficacia reale ii), costituzione di prerogative e relative modificazioni; iii) obbligo di riduzione dei beni soggetti a collazione; iv) contratti matrimoniali.

Nei casi indicati sopra, sub i), ii) e iii), la registrazione deve essere effettuata presso le Conservatórias do Registo Predial (uffici catastali) dal soggetto attivo o passivo del rapporto giuridico, dalle parti interessate alla registrazione o dai soggetti che sono obbligati ex lege a promuovere la registrazione (in alcuni casi, la registrazione ufficiale è promossa dal giudice, dal pubblico ministero o dallo stesso conservatore del registro). La registrazione viene effettuata su presentazione di una descrizione dell’immobile, l’iscrizione dei fatti e i relativi commenti e l’annotazione di determinate circostanze.

Nel caso indicato sub iv), la registrazione viene effettuata presso le Conservatórias do Registo Civil (anagrafe) come iscrizione o registrazione di una dichiarazione delle parti. In tale caso possono intervenire nella registrazione le persone direttamente interessate o il cui consenso sia richiesto per la piena efficacia della registrazione.

Nota bene:

La prerogativa comprende il diritto del coniuge superstite di ricevere gli alimenti dal patrimonio del defunto.

La collazione implica la restituzione alla massa ereditaria, da parte dei discendenti che desiderano ereditare, dei beni o dei valori che sono stati loro donati da un ascendente.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Sì, ai sensi del diritto portoghese la quota di legittima costituisce una restrizione della libertà del de cuius di disporre mortis causa. La quota di legittima è la porzione di beni di cui il testatore non può disporre poiché spetta per legge agli eredi legittimari. Si tratta di una successione necessaria, ossia di una forma di successione legale che prevale sulla volontà del testatore.

Eredi legittimari sono il coniuge, i discendenti e gli ascendenti. Il coniuge e i discendenti appartengono al primo gruppo di eredi. In mancanza di discendenti ereditano il coniuge e gli ascendenti.

Le quote indisponibili mortis causa (quote di legittima) sono così determinate:

  • la quota riservata al coniuge e ai figli corrisponde a un terzo del patrimonio ereditario;
  • se il testatore non lascia discendenti o ascendenti, la quota riservata al coniuge è pari alla metà del patrimonio ereditario;
  • se il testatore non lascia un coniuge ma ha figli, la quota di legittima è pari alla metà dell’eredità in presenza di un solo figlio e a due terzi del patrimonio qualora vi siano due o più figli;
  • la quota riservata ai discendenti di secondo grado e dei gradi successivi è quella che spetterebbe ai loro ascendenti;
  • se non vi sono discendenti, la quota di legittima del coniuge e degli ascendenti corrisponde a due terzi dell’eredità;
  • in mancanza di discendenti e del coniuge superstite, la quota di legittima spettante ai genitori corrisponde a metà del patrimonio ereditario; se gli ascendenti di secondo grado e oltre sono nominati eredi, la quota riservata a questi ultimi è pari a un terzo dell’eredità.

Nota bene:

Il coniuge non viene nominato erede se, al momento della morte del testatore, i coniugi erano divorziati o separati legalmente con sentenza definitiva o con sentenza che sta per diventare definitiva. Nel caso in cui al momento della morte del testatore i procedimenti di divorzio o di separazione legale siano in corso, i beneficiari possono proseguire i procedimenti a fini patrimoniali. In tale caso, qualora in un secondo momento venga pronunciato il divorzio o la separazione, il coniuge non viene designato quale beneficiario.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se il defunto non ha lasciato disposizioni testamentarie valide, in tutto in parte, in merito alla devoluzione post mortem del patrimonio ereditario, sono chiamati alla successione i suoi eredi legittimi. Tale procedura si chiama successione legittima, una forma di successione legale che può essere disapplicata in forza delle volontà del testatore.

Sono eredi legittimi il coniuge, i parenti e lo Stato, nel seguente ordine: a) il coniuge e i discendenti; b) il coniuge e i parenti in linea ascendente; c) i fratelli, le sorelle e i loro discendenti; d) gli altri parenti in linea collaterale fino al quarto grado compreso; e) lo Stato.

5 Qual è l'autorità competente:

La determinazione dell’autorità competente dipende dalla circostanza che la successione sia stata impugnata (accettazione con beneficio d’inventario) oppure no (accettazione pura e semplice).

I notai sono competenti a trattare delle successioni litigiose. Se la successione non viene impugnata sono competenti i notai e gli uffici del registro, che possono abilitare gli eredi alla successione ed effettuare la rispettiva divisione dei beni ereditari. Attraverso l’autenticazione di una scrittura privata, gli avvocati e/o i procuratori possono procedere alla devoluzione dell’eredità, ma non possono chiamare gli eredi alla successione.

I notai e i cancellieri sono competenti ad abilitare gli eredi, confermando l’identità delle persone chiamate a succedere, mentre in alcuni casi può rendersi necessario applicare un contratto prematrimoniale relativo ai beni o al testamento.

5.1 in materia successoria?

In caso di successione litigiosa, a partire dal 2 settembre 2013 i notai del comune in cui si è aperta la successione sono competenti a svolgere il procedimento successorio. Tale procedimento si conclude dinanzi al giudice che deve omologare la decisione sulla divisione dei beni ereditari.

Il luogo di apertura della successione è l’ultimo domicilio del defunto.

Se il defunto abitava fuori dal Portogallo ma ha lasciato beni in tale paese, è competente il notaio del comune in cui sono situati gli immobili o la maggior parte di essi o, in mancanza, è competente il notariato del comune in cui si trova la maggior parte dei beni mobili appartenenti al defunto.

Se l’ultimo domicilio del defunto era all’estero e quest’ultimo non ha lasciato beni in Portogallo, sarà competente il notaio del luogo in cui è domiciliata la parte che autorizza la procedura.

Quando l’accettazione è pura e semplice, non è necessario avviare la procedura successoria. In tale caso la liquidazione e la devoluzione dell’eredità avvengono di comune accordo tra gli eredi e legatari, non essendo necessario aprire una procedura che richieda l’intervento del notaio o del giudice.

Quando l’eredità è devoluta allo Stato, la rispettiva procedura di liquidazione dei beni ereditari a favore dello Stato si svolge dinanzi al giudice.

In caso di successione non litigiosa, gli studi notarili, gli uffici di stato civile e gli uffici catastali sono competenti a trattare delle successioni senza limitazioni territoriali. Le parti interessate possono quindi compiere gli atti necessari presso l’autorità di loro scelta, senza restrizioni territoriali.

Analogamente, come si è ricordato in precedenza, la divisione dei beni ereditari può essere effettuata dinanzi a un avvocato o un procuratore che esercita in Portogallo, purché avvenga nei termini prestabiliti (dall’ufficio del registro o dal notaio).

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Per quanto riguarda l’autorità competente a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinunzia alla successione, non vi sono sostanziali differenze tra eredità e legati, o tra successione legittima e volontaria. Alle presenti questioni si può quindi dare un’unica risposta.

Se l’eredità è stata accettata con beneficio d’inventario, la dichiarazione di accettazione viene effettuata nell’ambito del procedimento successorio dinanzi al notaio competente. In tale caso, il notaio è l’autorità competente a ricevere la dichiarazione di accettazione dell’eredità.

L’accettazione con beneficio d’inventario si effettua presentando una richiesta di inventario o intervenendo nell’omonimo procedimento.

Nel caso dell’accettazione pura e semplice, l’eredità viene accettata e divisa senza la necessità di un procedimento successorio.

Le norme relative all’accettazione dell’eredità sono applicabili anche all’accettazione dei legati. La differenza tra eredità e legato è spiegata nella risposta alla domanda successiva.

Qualora sia stato aperto un procedimento successorio, l’atto di rinunzia deve essere compiuto nell’ambito di tale procedimento o incluso nella relativa documentazione. In tale caso, il notaio è l’autorità competente a ricevere una dichiarazione di rinuncia.

La rinunzia all’eredità deve essere dichiarata in una delle seguenti forme: atto pubblico o scrittura privata autenticata se esistono beni per la cui cessione la legge richieda una di dette forme; una scrittura privata negli altri casi.

L’accettazione e la rinunzia all’eredità o ad un legato sono negozi giuridici unilaterali che non possono essere respinti, ossia, entrambe sono espresse attraverso una dichiarazione del successibile che non deve essere trasmessa o portata alla conoscenza di una determinata persona.

In caso di eredità giacente, le parti interessate o l’ufficio del pubblico ministero possono chiedere al giudice di invitare l’erede ad accettare o a rifiutare l’eredità. In tal caso, è il giudice a ricevere la dichiarazione di accettazione. L’eredità si considera giacente nel periodo in cui non sia stata accettata né dichiarata vacante e quindi devoluta allo Stato.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Il tipo di procedimento varia a seconda del fatto che la successione sia litigiosa o meno.

SUCCESSIONE LITIGIOSA

La procedura successoria ha le seguenti finalità: dividere l’eredità ponendo fine al regime di comproprietà; elencare i beni ereditari qualora non sia necessario dividerli, e procedere alla liquidazione dell’eredità, ove ciò risulti necessario.

La procedura successoria si svolge presso uno studio notarile sotto la responsabilità di un notaio. Di norma, l’organo giurisdizionale si limita a intervenire nella fase finale del procedimento, allorché il giudice civile competente per territorio ratifica la decisione sulla divisione dei beni. Tuttavia, il giudice può intervenire nella fase iniziale del procedimento per nominare l’amministratore testamentario (cabeça-de-casal), qualora tutte le persone individuate dalla legge per coprire tale ruolo abbiano rinunciato o siano state rimosse.

La rappresentanza legale è richiesta solo qualora siano sollevate e discusse questioni di carattere giuridico o venga interposto appello.

La procedura successoria si compone delle seguenti fasi: i) domanda iniziale e dichiarazioni dell’amministratore; ii) notifica dei documenti; iii) opposizioni; iv) risposte dell’amministratore; v) debiti; vi) incontri preparatori; vii) riunione delle parti interessate; viii) determinazione della quota disponibile; ix) divisione; x) modifiche e annullamento della divisione.

Tali fasi procedurali sono descritte di seguito.

i) Domanda iniziale e dichiarazioni dell’amministratore

Il procedimento successorio non è avviato d’ufficio dal giudice. Le parti direttamente interessate alla divisione dei beni ereditari o i genitori, il tutore o il curatore, a seconda dei casi, possono chiedere di avviare la procedura qualora la successione sia devoluta a minorenni, a persone incapaci o a persone assenti con domicilio ignoto.

Chi richiede l’apertura della procedura successoria deve allegare il certificato di morte del de cuius e indicare chi assume il ruolo di amministratore.

Il notaio nomina un amministratore e lo invita a presentare le sue dichiarazioni, cui dovrà allegare il testamento, eventuali patti successori, contratti matrimoniali e atti di donazione, indicare gli eredi e/o i legatari, presentare un elenco dei beni con indicazione dei rispettivi valori assieme ai documenti richiesti per stabilire la situazione giuridica dei beni e un elenco separato dei debiti dell’eredità.

ii) Citazioni e notifiche

Il notaio cita le parti direttamente interessate alla divisione del patrimonio ereditario e i creditori dell’eredità. Se vi sono eredi legittimari saranno convocati anche i donatari.

iii) Opposizioni

Le parti direttamente interessate alla divisione del patrimonio ereditario possono presentare un’opposizione, un’impugnazione o un ricorso.

iv) Risposte dell’amministratore

Le questioni sollevate nella fase precedente vengono risolte dopo l’audizione dell’amministratore. Anche le altre parti interessate possono essere ascoltate e può essere richiesta la produzione di prove. Qualora la complessità delle questioni sollevate possa ritardare la soluzione delle controversie nell’ambito del procedimento d’inventario, il notaio rimette le parti al procedimento giudiziario convenzionale.

v) Debiti

La procedura descritta sub iii) e iv) si applica ai casi in cui un debito dell’eredità sia negato dal presunto debitore.

vi) Riunione preparatoria

Una volta risolte le questioni che possono influire sulla divisione dell’eredità, il notaio fissa una data per la riunione preparatoria. Nella riunione le parti interessate deliberano, a maggioranza dei due terzi, sulla composizione delle quote. Inoltre, le parti interessate approvano il passivo e decidono sui mezzi di adempimento dei legati e degli altri oneri a carico dell’eredità. L’inventario può concludersi nella riunione preparatoria con l’accordo unanime delle parti.

vii) Riunione delle parti interessate

Nel caso in cui l’inventario debba proseguire, viene fissata una data per la riunione delle parti interessate, che deve avere luogo nei venti giorni successivi alla riunione preparatoria. Tale riunione ha lo scopo di ripartire il patrimonio ereditario attraverso la presentazione di proposte in busta chiusa o instaurando una procedura negoziata.

viii) Determinazione della quota disponibile (collazione)

Se vi sono eredi legittimari o legatari, si può chiedere la vendita all’asta dei beni donati e dei lasciti, oppure una valutazione di questi e degli altri beni ereditari, per stabilire se eccedano la quota disponibile.

Se le donazioni o i lasciti eccedono la quota disponibile si procede alla loro riduzione.

Le donazioni e i lasciti eccedono la quota disponibile quando intaccano la quota di riserva spettante ai legittimari.

ix) Divisione

Dopo aver ascoltato gli avvocati, il notaio stabilisce le modalità di ripartizione del patrimonio ereditario, prima di decidere nel merito, e procede di seguito a determinare le quote. Se vi siano eccedenze dei beni venduti all’asta, donati o attribuiti in legato, ovvero se le donazioni e i legati eccedono la quota disponibile, il notaio emette un atto declaratorio. In tale caso, le parti interessate vengono informate affinché possano chiedere il pagamento dei conguagli, che la composizione delle rispettive quote sia stabilita in natura oppure, nel caso in cui sia intaccata la quota disponibile, chiedere la riduzione delle donazioni e dei legati. Le parti interessate avanzano le proprie pretese sulla base della dichiarazione sulla divisione dei beni ereditari. Il notaio decide in merito alle pretese delle parti e, all’occorrenza, dispone che le quote vengano sorteggiate.

Infine, il procedimento è deferito al giudice del distretto in cui si trova lo studio notarile che ha curato l’inventario. Il giudice civile competente emette una sentenza con cui ratifica la divisione dell’eredità effettuata sulla base della dichiarazione e del sorteggio e condanna alle spese le parti interessate.

È ammesso ricorso contro la decisione giudiziaria di omologazione della divisione dell’eredità.

x) Modifica e annullamento della divisione

Anche dopo che sia passata in giudicato la sentenza di omologazione della decisione relativa alla divisione dell’eredità, quest’ultima può essere modificata o annullata, qualora ricorrano determinate condizioni. Ad esempio, la divisione può essere modificata con l’accordo unanime delle parti o annullata, nel caso in cui siano stati ignorati i diritti di un erede.

SUCCESSIONE NON LITIGIOSA

Ciascuna parte interessata può risolvere le questioni relative all’eredità presso un notaio o un ufficio del registro che, con un sistema di sportello unico, tratterà tutte le questioni inerenti alla successione, dall’immissione nel possesso alla registrazione finale dei beni risultanti dalla divisione dell’eredità.

L’immissione nel possesso e la divisione possono pertanto essere trattate dinanzi a una qualsiasi delle due autorità summenzionate.

Dopo aver confermato il loro status di eredi presso un notaio o un ufficio del registro, le parti interessate possono anche effettuare la divisione dell’eredità con una scrittura privata, autenticata dinanzi a un avvocato o un procuratore.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Gli eredi ricevono la totalità o una frazione del patrimonio del de cuius; ciò significa che i beni che saranno devoluti agli eredi non sono previamente determinati.

Invece i legatari ereditano determinati beni o valori.

Nella successione legale, i diritti di successione sono conferiti dalla legge. Nella successione volontaria [testamentaria], i diritti di successione sono il frutto della volontà del testatore. I successibili possono avere la qualità di eredi o legatari secondo la successione legale o volontaria.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Se l’eredità è accettata con beneficio d’inventario, solo i beni inventariati partecipano all’estinzione dei debiti del defunto o di altri oneri legati all’eredità, a meno che i creditori o i legatari dimostrino che esistono altri beni. Se esiste un inventario, la prova dell’esistenza di altri beni è a carico dei creditori o dei legatari.

Neanche in caso di accettazione pura e semplice la responsabilità per i debiti del defunto o gli altri oneri legati all’eredità può eccedere il valore dei beni ereditati, ma in tale caso spetta agli eredi e ai legatari provare che l’asse ereditario non comprende beni di valore sufficiente per soddisfare i debiti e i legati. In tal caso l’onere di provare che tali beni non esistono è a carico degli eredi e dei legatari.

Sono a carico del patrimonio ereditario: le spese per il funerale e i suffragi del de cuius; gli oneri relativi all’esecuzione testamentaria, all’amministrazione e alla liquidazione della successione; il pagamento dei debiti del defunto e l’adempimento dei legati.

La comunione ereditaria comporta la responsabilità in solido per il pagamento dei suddetti debiti ereditari. Con la divisione dell’eredità, ciascun coerede risponde unicamente in proporzione alla quota ereditata.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Nella risposta che segue sono indicati separatamente i documenti e le informazioni richiesti per registrare gli immobili, le spese di registrazione e le modalità di presentazione della domanda di registrazione (in persona, per posta ordinaria o per via elettronica).

Documenti e informazioni richiesti

Le domande di registrazione di un bene immobile devono contenere informazioni relative all’identità del richiedente, ai fatti e agli immobili da registrare nonché un elenco dei documenti giustificativi.

Possono essere registrati unicamente i fatti attestati nei documenti giustificativi.

I documenti scritti in lingua straniera possono essere accettati soltanto se tradotti a norma di legge, tranne nei casi in cui siano redatti in inglese, francese o spagnolo e qualora l’autorità competente abbia padronanza della lingua di cui trattasi.

Quando la fondatezza di una domanda di registrazione deve essere valutata in base a una legge straniera, la parte interessata ha l’obbligo di provare il rispettivo contenuto per mezzo di qualsiasi documento appropriato.

Qualora una domanda di registrazione riguardi un edificio che non viene descritto, è necessario allegare una dichiarazione complementare contenente il nome, lo status e l’indirizzo degli ultimi proprietari prima del cedente e il precedente articolo catastale, a meno che, nella dichiarazione, il richiedente non indichi i motivi per cui tale dato è sconosciuto.

Se la registrazione riguarda una quota di un bene in comunione non descritto, devono essere dichiarati i nomi, lo status e l’indirizzo di tutti i comproprietari.

Spese di registrazione

I diritti di registrazione devono essere pagati all’atto di presentazione della domanda o spediti insieme a quest’ultima. Tali diritti corrispondono al probabile importo finale da versare. Il mancato pagamento all’atto di presentazione della domanda di registrazione può comportare il rigetto immediato di quest’ultima.

Qualora i diritti non siano stati pagati e la domanda non sia stata respinta, il servizio di registrazione comunica alla parte interessata il termine entro il quale dovrà essere effettuato il pagamento a pena del rigetto della domanda.

La stessa procedura si applica qualora il pagamento iniziale sia insufficiente e non venga completato.

Domanda di registrazione presentata personalmente, a mezzo di posta ordinaria o per via elettronica

Le domande di registrazione di beni immobili possono essere presentate personalmente, mediante posta ordinaria o per via elettronica.

Le domande di registrazione presentate personalmente e a mezzo posta devono essere redatte per scritto, secondo la modulistica approvata con delibera dell’organo direttivo dell’Instituto dos Registos e do Notariado, I.P. (Istituto dei registri e del notariato). I documenti destinati a comprovare i fatti da registrare e le summenzionate dichiarazioni complementari, se del caso, devono essere allegati ai moduli di domanda.

Non è necessario utilizzare i moduli succitati nel caso delle domande di registrazione redatte per iscritto dalle autorità pubbliche che intervengano in veste di soggetti passivi o attivi, dagli organi giurisdizionali, dall’Ufficio del pubblico ministero, dai curatori fallimentari o dagli agenti dell’esecuzione forzata, che siano presentate brevi manu o mediante posta ordinaria.

Le domande inoltrate da un giudice, dall’Ufficio del pubblico ministero, dagli agenti dell’esecuzione forzata o dagli ufficiali giudiziari che compiano atti propri degli agenti dell’esecuzione e, infine, dagli amministratori giudiziari, dovrebbero preferibilmente essere inviate elettronicamente, accompagnate dai documenti richiesti e dagli importi dovuti.

Si può inoltrare una domanda di registrazione di un immobile per via elettronica attraverso il sito Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.predialonline.mj.pt/. Le uniche procedure che non possono essere richieste online sono quelle dirette a giustificare, rettificare o contestare una decisione della conservatoria.

Per richiedere un atto di trasferimento della proprietà per via elettronica è necessario produrre un certificato digitale. I cittadini in possesso di una carta d’identità portoghese che abbiano attivato il certificato digitale associato a quest’ultima, gli avvocati, i notai e i procuratori possiedono già il certificato digitale.

I dirigenti e gli amministratori delle società commerciali e delle società di diritto civile aventi forma commerciale possono certificare che i documenti elettronici depositati sono conformi agli originali su supporto cartaceo quando presentano una domanda di registrazione online in cui le rispettive società sono parti interessate.

Nota bene:

Solo le persone fisiche e/o giuridiche legittimate dalla legge possono presentare domande di registrazione di beni immobili. Tali soggetti sono identificati nella risposta al quesito “La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?” e, in particolare, nella parte che riguarda la registrazione presso la Conservatoria dei registri immobiliari.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore è obbligatoria qualora sia stata avviata una procedura successoria. In tale caso è obbligatorio nominare l’amministratore, al quale è attribuito il compito di amministrare l’eredità. L’interessato che richiede il procedimento inventariale indica chi, secondo la legge, debba compiere le funzioni di amministratore. Tale indicazione è inserita nell’apposito modulo di richiesta dell’inventario.

Nei casi di eredità giacente può non esistere una persona legalmente legittimata ad amministrare il patrimonio ereditario. In tale caso qualsiasi erede può compiere atti di amministrazione dell’eredità, anche prima di accettarla o rinunziarvi. Se esiste il rischio di perdita o deterioramento dei beni dell’eredità giacente, il giudice, su richiesta del pubblico ministero o di una qualsiasi parte interessata, nomina un curatore. L’eredità giacente è stata già definita nell’ambito della domanda “Qual è l’autorità competente (...) a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell’eredità?”.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Capo famiglia

L’amministrazione del patrimonio spetta in linea di principio al cabeça-de-casal, finché l’eredità non venga liquidata e divisa.

Per legge, i doveri dell’amministratore sono attribuiti nel seguente ordine:

a) al coniuge sopravvissuto, che non si trovi in una situazione di separazione legale né in regime di separazione dei beni, qualora sia un erede o detenga una quota del patrimonio appartenente alla coppia;

b) all’esecutore testamentario, salvo diversa disposizione del testatore;

c) ai congiunti che siano eredi legali;

d) agli eredi testamentari.

Se l’intero patrimonio è devoluto a legatari, il principale beneficiario delle disposizioni testamentarie agirà nel ruolo di amministratore in sostituzione degli eredi; a parità di condizioni, viene scelto il più anziano.

Esistono casi specifici in cui l’amministrazione di una porzione o dell’insieme dei beni ereditari può essere affidata all’esecutore o all’istituito, come si illustra di seguito.

Esecutore

In caso di successione testamentaria il testatore può affidare a una o più persone il compito di assicurare l’esecuzione del testamento o di eseguirlo direttamente in tutto o in parte. Tale istituto è detto “esecuzione testamentaria” e la persona designata è, appunto, l’esecutore testamentario.

Istituito

La sostituzione fedecommissaria, o fedecommesso, è una disposizione testamentaria con cui il testatore affida all’erede designato il compito di conservare i beni ereditari che, alla sua morte, andranno automaticamente a un’altra persona. L’erede designato è detto “istituito”. Il beneficiario della sostituzione è detto “sostituito”. L’istituito sfrutta e amministra i beni soggetti a fedecommesso.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Poteri dell’amministratore (cabeça de casal)

L’amministratore amministra i beni del defunto e, se quest’ultimo era sposato in regime di comunione dei beni, amministra i beni comuni dei coniugi.

L’amministratore può chiedere agli eredi o a un terzo di consegnare i beni da amministrare che siano in loro possesso e può avviare un’azione possessoria contro gli eredi o i terzi e riscuotere i crediti dell’eredità qualora un ritardo possa pregiudicarne il recupero o allorché il pagamento sia effettuato spontaneamente.

L’amministratore deve vendere i frutti e gli altri beni deteriorabili e può usare i proventi delle vendite per pagare le spese del funerale, dei suffragi e gli oneri amministrativi.

L’amministratore può anche vendere i beni non deteriorabili nella misura necessaria per pagare le spese relative al funerale e ai suffragi, nonché per far fronte agli oneri amministrativi.

Oltre ai suddetti casi, i diritti relativi all’eredità possono essere fatti valere solo dagli eredi congiuntamente o contro tutti gli eredi.

Poteri dell’esecutore testamentario

Se l’esecutore è stato nominato nel testamento, questi eserciterà i poteri che gli sono stati conferiti dal testatore.

Se il testatore non specifica i poteri dell’esecutore testamentario, quest’ultimo dovrà svolgere i seguenti compiti: provvedere alle esequie del de cuius e pagare le relative spese; monitorare l’esecuzione delle disposizioni testamentarie e sostenere la loro validità in giudizio, ove necessario; compiere le funzioni dell’amministratore.

Il testatore può affidare all’esecutore testamentario il compito di adempiere i legati e gli altri atti di liberalità qualora egli/ella sia nominato amministratore e non sia necessario procedere all’inventario. A tal fine, l’esecutore può essere autorizzato dal testatore a vendere qualsiasi bene appartenente all’eredità (sia mobile sia immobile) o i beni indicati nel testamento.

Poteri dell’istituito

L’istituito non si limita ad amministrare i beni ereditari soggetti a fedecommesso, ma gode dei benefici da essi derivanti. Le disposizioni relative al godimento di tali beni sono applicabili nella misura in cui non sono incompatibili con il fedecommesso. L’istituito ha bisogno di un’autorizzazione del giudice per cedere o gravare con diritti reali i beni soggetti a fedecommesso.

Eredi e curatore dell’eredità giacente

L’eredità giacente costituisce un patrimonio autonomo con personalità giuridica e, pertanto, può essere un soggetto attivo o passivo di un’azione. In tale caso, se nessuno può amministrare l’eredità, è possibile adottare una delle seguenti soluzioni.

Prima di accettare o rinunziare all’eredità, ciascun erede può adottare misure amministrative urgenti nel periodo in cui l’eredità rimane giacente. Se viene presentata opposizione, nel caso in cui vi sia una pluralità di eredi, prevale la maggioranza.

Il curatore dell’eredità giacente può anche essere nominato dal tribunale. Il curatore ha il compito di applicare le necessarie procedure e di intentare le azioni che non possono essere differite senza mettere a rischio gli interessi della successione. Il curatore ha inoltre il compito di rappresentare l’eredità in tutte le azioni promosse contro di essa. Il curatore deve richiedere un’autorizzazione giudiziaria per cedere o gravare beni immobili, oggetti preziosi, titoli di credito, stabilimenti commerciali e altri beni rispetto ai quali la cessione o la costituzione di oneri non costituiscano atti di ordinaria amministrazione. Il giudice concede l’autorizzazione unicamente per evitare il deterioramento o la perdita dei beni stessi, per pagare i debiti dell’eredità nonché per far fronte alle spese delle migliorie necessarie o utili, o qualora sorga un’altra necessità urgente.

Quando l’eredità non è più giacente, perché è stata accettata, ma è rimasta indivisa, la legge permette a ogni erede di chiedere il riconoscimento giuridico del suo status di erede nonché la restituzione di tutti i beni ereditari o di parte di essi da chi ne sia in possesso in qualità di erede, in base a un altro titolo o senza alcun titolo. Tale procedura è detta azione possessoria e può essere esercitata da un solo un erede, senza la partecipazione degli altri eredi, ma non pregiudica il diritto dell’amministratore di chiedere la consegna dei beni che deve amministrare, come accennato in precedenza.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Documenti che attestano la qualità di erede o legatario

  1. Sentenze;
  2. atti notarili;
  3. procedura semplificata diretta a confermare lo status di erede a cura del registro di stato civile.

Detti documenti attestano lo status di erede e/o legatario che sopravvive al de cuius.

Le sentenze, gli atti notarili e le procedure semplificate di abilitazione degli eredi sono documenti autentici con pieno valore probatorio.

L’abilitazione degli eredi e dei legatari è iscritta al registro di stato civile mediante la vidimazione del certificato di morte del defunto.

Documenti attestanti la divisione dell’eredità

Nell’ambito della successione litigiosa:

  1. una sentenza resa dal giudice competente che ratifica la divisione dell’eredità in esito al procedimento successorio curato dal notaio competente. La sentenza stabilisce le modalità di determinazione delle quote (per esempio i beni ereditati da ciascun erede o legatario). Si tratta di un documento autentico con pieno valore probatorio.

Nell’ambito della successione volontaria:

  1. una scrittura privata redatta dinanzi ad un avvocato o ad un procuratore, che stabilisce come devono essere assegnate le quote. Non si tratta di un atto autentico, ma di un documento privato autenticato, che in questo caso ha un valore probatorio equivalente a quello pieno.
  2. Un documento che stabilisce la divisione dei beni nella procedura di successione semplificata presso l’ufficiale dello stato civile. Si tratta di un atto autentico con pieno valore probatorio.
  3. Un atto pubblico relativo alla divisione dei beni redatto dal notaio. Si tratta di un documento autentico con pieno valore probatorio.

Uno qualsiasi dei suddetti documenti che conferma la divisione può formare la base per registrare il trasferimento di proprietà dei beni ereditari a favore dell’erede o del legatario, a prescindere dalla forza probatoria piena.

Nota finale

L’informazione fornita in questa scheda ha carattere generale, non è esaustiva e non è vincolante per il Punto di contatto, la Rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale, gli organi giurisdizionali o qualsiasi altro destinatario, né dispensa dalla necessità di consultare la normativa applicabile.

Ultimo aggiornamento: 05/07/2018

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Informazioni generali - Romania

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Il diritto rumeno vieta il testamento congiunto e il patto successorio.

Un testamento può essere di due tipi: autentico o olografo.

Un testamento olografo è scritto, datato e firmato dal testatore e, prima di essere eseguito, è presentato a un notaio per essere debitamente stampato e convalidato.

Un testamento autentico è eseguito da un notaio o da un'altra persona avente autorità pubblica. Il testatore lo detta al notaio che lo scrive e glielo legge ad alta voce, menzionando le formalità in parola. Ove il testamento sia stato redatto in precedenza dal testatore, esso è letto ad alta voce dal notaio e, dopo la lettura, il testatore dichiara che esso rappresenta le sue ultime volontà. Il testamento è sottoscritto dal testatore, mentre la clausola di autenticazione è sottoscritta dal notaio. Durante l'autenticazione, il testatore può essere assistito da uno o due testimoni. I testamenti speciali, redatti in situazioni particolari da determinati pubblici ufficiali con l'assistenza di due testimoni, spiegano gli stessi effetti probatori di un testamento autentico.

In caso di importi di denaro da devolvere a istituzioni specializzate, devono essere soddisfatti i requisiti specifici di forma previsti nelle disposizioni speciali applicabili.

Il testamento contiene disposizioni circa la nomina di un legatario (in)diretto, la divisione, l'esclusione dall'eredità, la nomina di un esecutore testamentario, le responsabilità, la revoca dei legati, ecc.

Le disposizioni con cui sono trasferiti il patrimonio o i beni del defunto sono chiamate legati. I legati possono essere universali o a titolo universale/particolare. Il legato universale conferisce diritti su tutta l'eredità, mentre il legato a titolo universale conferisce dei diritti su una parte di esso.

Cfr. articoli 1034 e seguenti del codice civile.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il notaio che autentica il testamento deve iscriverlo nel Registrul naţional notarial de evidenţă a liberalităţilor (RNNEL, registro nazionale notarile degli atti di liberalità), in cui sono iscritti anche i testamenti.

Cfr. articolo 1046 del codice civile, articolo 162 della legge n. 36/1995 sui notai pubblici e sulle attività notarili, come ripubblicata.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

La quota di legittima del patrimonio è la parte di eredità cui hanno titolo gli eredi legittimari (coniuge superstite, discendenti e ascendenti privilegiati – genitori del defunto) anche contro la volontà del de cuius. La quota di legittima prevista per ciascun erede legittimario è pari alla metà della quota che gli sarebbe spettata come erede legittimo in mancanza di atti di liberalità o di disposizioni di esclusione dalla successione contenute nel testamento.

Cfr. articoli 1086 e seguenti del codice civile.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

L'eredità si trasferisce in capo agli eredi legittimi, ossia al coniuge superstite e ai parenti del defunto secondo il seguente ordine:

Discendenti – eredi di primo grado

Ascendenti e parenti in linea collaterale privilegiati – eredi di secondo grado

Ascendenti ordinari – eredi di terzo grado

Parenti in linea collaterale ordinari – eredi di quarto grado

I discendenti e gli ascendenti hanno titolo a ereditare a prescindere dal loro grado di parentela con il defunto, mentre i parenti in linea collaterale hanno titolo sino al quarto grado.

Solo i discendenti dei figli del defunto e i discendenti dei fratelli o delle sorelle del defunto possono succedere per diritto di rappresentazione. In caso di rappresentazione, l'eredità è suddivisa in base alla linea di parentela. Se una linea ha più di un ramo, si procede con la divisione nell'ambito della stessa linea ripartendo equamente la quota di eredità.

Il coniuge superstite succede insieme agli eredi legittimi di qualsiasi grado in forza delle seguenti proporzioni:

1/4 del patrimonio, se la quota restante è trasferita in capo ai discendenti.

1/3 del patrimonio, se la quota restante è trasferita in capo agli ascendenti privilegiati e ai parenti in linea collaterale privilegiati.

1/2 del patrimonio, se la quota restante è trasferita in capo agli ascendenti privilegiati oppure ai parenti in linea collaterale privilegiati.

3/4 del patrimonio, se la quota restante è trasferita in capo agli ascendenti ordinari o ai parenti in linea collaterale ordinari.

Il coniuge superstite ha diritto a risiedere nella casa coniugale ed eredita altresì gli arredi e gli elettrodomestici.

I discendenti, ossia i figli del defunto e i loro discendenti diretti, escludono tutti gli eredi di altro tipo e hanno diritto a ereditare in base alla prossimità del grado di parentela. Se il coniuge superstite ha diritto a ereditare, i discendenti ricevono complessivamente i 3/4 dell'eredità.

Gli ascendenti privilegiati sono il padre e la madre del defunto, cui l'eredità spetta in parti uguali.

I parenti in linea collaterale privilegiati sono i fratelli e le sorelle del defunto e i loro discendenti sino al quarto grado.

Se il coniuge superstite eredita insieme sia agli ascendenti privilegiati sia ai parenti in linea collaterale privilegiati, la quota spettante agli eredi di secondo grado è di 2/3; la quota spettante agli eredi di secondo grado è di 1/2 se ci sono ascendenti privilegiati o parenti in linea collaterale privilegiati, ma non entrambi.

L'eredità dovuta agli ascendenti privilegiati e ai parenti in linea collaterale privilegiati è ripartita tra di loro in base al numero di ascendenti privilegiati. In presenza di un solo genitore, a esso è devoluto 1/4 del patrimonio, mentre i parenti in linea collaterale privilegiati hanno titolo a ottenere i 3/4. In presenza di entrambi i genitori, questi hanno diritto, insieme, a metà del patrimonio, mentre i parenti in linea collaterale privilegiati hanno diritto a ottenere la restante metà.

L'eredità spettante ai parenti in linea collaterale privilegiati è equamente divisa tra di loro o, se partecipano alla successione per rappresentazione, tra le linee parentali. In caso di altri rapporti collaterali, l'eredità è divisa equamente tra la linea materna e paterna applicando le regole che precedono. I parenti in linea collaterale che sono legati al defunto su entrambe le linee hanno diritto a ricevere le quote cumulate.

In mancanza di eredi, l'eredità è vacante ed è devoluta al comune, alla cittadina o alla città in cui il patrimonio si trova al momento della distribuzione.

Cfr. gli articoli 970–983 e 1135–1140 del codice civile.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Gli enti competenti per i procedimenti successori non contenziosi sono i notai, mentre i giudici di primo grado (Judecătorie) sono competenti per i procedimenti contenziosi.

L'erede o qualsiasi altra persona interessata può agire direttamente dinanzi al giudice dopo aver presentato una copia autentica di un certificato attestante gli accertamenti compiuti nel registro delle successioni.

Cfr. gli articoli 101 e seguenti della legge n. 36/1995 e l'articolo 193 del codice di procedura civile.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Cfr. punto b).

Un erede accetta espressamente l'eredità assumendo esplicitamente il titolo o lo status di erede. Tale accettazione è tacita quando interviene mediante un atto o un'azione che può essere compiuta soltanto quale erede (articolo 1108 del codice civile).

La dichiarazione di rinuncia alla successione deve essere resa dinanzi a un notaio oppure a una rappresentanza diplomatica o consolare della Romania (articolo 1120, paragrafo 2, del codice civile).

Tutti i documenti notarili relativi all'accettazione o alla rinuncia della successione sono iscritti nel Registrul naţional notarial de evidenţă a opţiunilor succesorale (RNNEOS, Registro nazionale notarile delle opzioni in materia successoria).

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Cfr. punto b).

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Cfr. punto b).

A seguito dell'apertura del procedimento successorio, le liberalità che ledono la quota di legittima sono soggette a riduzione su richiesta degli eredi legittimari, dei loro eredi o dei loro creditori privi di garanzia. In presenza di più eredi legittimari, la riduzione si applica soltanto nei limiti della quota di riserva spettante al richiedente e avvantaggia solo quest'ultimo. La riduzione comporta l'inefficacia dei legati e l'annullamento delle donazioni.

Cfr. gli articoli 1092–1097 del codice civile.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Il procedimento successorio notarile è avviato su richiesta. La richiesta è iscritta nel registro delle successioni del notaio a seguito dell'iscrizione nel registro delle successioni tenuto presso la Camera notarile. Il notaio incaricato verifica la sua competenza territoriale e dispone che siano convocati i soggetti che hanno titolo ad acquistare l'eredità e, ove ci sia un testamento, convoca il legatario, l'esecutore testamentario, il rappresentante legale degli eredi incapaci, l'ente di supervisione e il rappresentante della pubblica amministrazione (in caso di successione vacante). Il notaio accerta la capacità degli eredi e dei legatari, la portata dei loro diritti e la composizione del patrimonio del defunto.

Il numero e la capacità degli eredi e/o il titolo del legato sono stabiliti mediante atti di stato civile, mediante testamento e con l'assistenza di testimoni. La consistenza dei beni è comprovata mediante documenti ufficiali/ogni altro mezzo di prova riconosciuto dalla legge.

Cfr. gli articoli 101–118 della legge n. 36/1995, ripubblicata.

L'erede o un terzo che vi abbia interesse può incaricare direttamente il giudice competente, dopo aver presentato copia autentica di un certificato attestante gli accertamenti compiuti nel registro delle successioni. La divisione giudiziale può essere compiuta mediante accordo tra le parti oppure, se ciò non è possibile, il giudice deve verificare la consistenza dei beni, lo status di erede, la quota di patrimonio, i crediti, i debiti e le obbligazioni. Il giudice può statuire in merito alla limitazione delle liberalità eccessive e alla restituzione delle donazioni. La divisione è compiuta in natura formando dei lotti o conferendo un determinato bene a uno degli eredi, a condizione che questi corrisponda l'importo dovuto agli altri eredi. Il giudice può ordinare la vendita della proprietà con il consenso delle parti o procedere alla vendita all'incanto mediante pubblico ufficiale. Il giudice emette un provvedimento e il ricavato è depositato da uno degli eredi per conto degli altri e quanto ricavato dalla vendita è suddiviso dal giudice.

Cfr. l'articolo 108 della legge n. 36/1995 e l'articolo 193, paragrafo 3, del codice di procedura civile.

Il notaio può precedere alla liquidazione dei debiti successori con il consenso di tutti gli eredi, nonché al recupero dei crediti, al pagamento di debiti e passività, alla vendita dei beni mobili (i) e all'esecuzione di legati particolari.

Nella fase preliminare obbligatoria, il notaio emettere un certificato di liquidazione della successione recante un elenco del patrimonio (crediti e passività), gli eredi e le rispettive quote, oltre al consenso degli eredi alla liquidazione delle passività secondo le modalità indicate, alla nomina di un liquidatore e alla tempistica per l'adempimento.

Il liquidatore incassa i crediti della successione, paga i debiti e vende i beni. Egli presenta un rendiconto al notaio nominato, elencando le operazioni compiute al fine di recuperare i crediti e le modalità di adempimento dei debiti. Al termine, il notaio emette un certificato ereditario e il ricavo netto della liquidazione è imputato al patrimonio.

Cfr. gli articoli 119–132 della legge n. 36/1995 e l'articolo 1114 del codice civile.

La divisione del patrimonio tra gli eredi è compiuta dopo l'emissione del certificato ereditario a conclusione della liquidazione. La ripartizione del patrimonio può essere volontaria. La collazione delle donazioni è l'obbligo del coniuge superstite e dei discendenti del defunto aventi titolo di erede di conferire nell'asse ereditario i beni donati senza dispensa dalla collazione.

Pagamento dei debiti. Eccezioni alla suddivisione ex lege dei debiti della successione

Gli eredi universali e gli eredi a titolo universale devono contribuire al pagamento dei debiti e delle obbligazioni del patrimonio in proporzione alle loro rispettive quote.

I creditori personali degli eredi e ogni persona che vi abbia interesse possono chiedere la divisione dell'eredità o esercitare il diritto a presenziare alla divisione volontaria o a intervenire in essa. Le richieste dei creditori sono registrate nel Registrul naţional notarial de evidenţă a creditorilor persoanelor fizice şi a opoziţiilor la efectuarea partajului succesoral (RNNEC, registro nazionale notarile dei creditori che sono persone fisiche e delle opposizioni alla divisione ereditaria).

L'erede universale/erede a titolo universale che ha versato un importo superiore alla sua parte di debito ha diritto di agire nei confronti degli altri eredi, ma soltanto per la parte di debito comune corrispondente a ciascuno di essi, anche se si è surrogato nei diritti dei creditori.

Divisione dei beni degli ascendenti

Gli ascendenti possono ripartire i propri beni tra i discendenti mediante donazione o testamento. I beni dell'asse ereditario ivi eventualmente non compresi sono divisi in base alle disposizioni di legge.

Cfr. gli articoli 669–686 e 1143–1163 del codice civile.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Una persona può ereditare se esiste al momento dell'apertura del procedimento di successione e/o può essere destinataria di atti di liberalità, a condizione che abbia titolo a ereditare, non sia indegna e non sia stata diseredata.

La persona chiamata a ereditare può accettare l'eredità o rinunciarvi. Il legatario che è erede legittimo può optare per l'accettazione o la rinuncia. Nel caso in cui, pur non essendo stata lesa la quota di legittima, il testamento mostri che il defunto voleva ridurre la quota dovuta al suo erede legale, quest'ultimo può agire solo come un legatario.

Cfr. gli articoli 957–963, 987, 989, 993, 1074–1076, 1100 e 1102 del codice civile.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì, cfr. il punto 6.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

La richiesta di iscrizione nel registro immobiliare è accompagnata dall'atto in originale o da una sua copia autentica e, ove si tratti di una decisione giudiziale, da una copia autentica recante la dicitura "definitiva". L'iscrizione si conclude con l'emissione di un documento attestante l'iscrizione, che viene emesso dal cancelliere del registro immobiliare se l'atto soddisfa vari requisiti di forma; l'individuazione della parte e del patrimonio immobiliare; la presentazione di una traduzione autentica (ove si tratti di un atto notarile, esso deve essere emesso da un notaio rumeno); la disponibilità degli estratti dal registro immobiliare; pagamento delle imposte, ecc. La prima iscrizione di un bene immobile nel sistema informativo integrato del catasto e del registro immobiliare può essere effettuata anche sulla base del certificato ereditario e della documentazione catastale.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Nomina volontaria

Il testatore può nominare una o più persone attribuendo loro i poteri di eseguire il testamento. L'esecutore testamentario gestisce il patrimonio per un periodo sino a due anni dopo l'apertura del procedimento successorio. Tale periodo può essere prorogato mediante decisione giudiziale.

Nomina obbligatoria

L'esecuzione forzata non può essere avviata se il debitore muore prima che sia stato dato incarico all'ufficiale giudiziario; se il debitore muore dopo l'avvio dell'esecuzione, essa non può essere portata avanti fintantoché l'eredità non sia stata accettata o sia stato nominato un curatore ereditario o un curatore ereditario speciale. Se il creditore e l'ufficiale giudiziario vengono a conoscenza del decesso del debitore, il primo è tenuto a chiedere alla Camera notarile competente per l'ultimo domicilio del de cuius di registrare il fatto nel registro speciale al fine di avviare l'esecuzione forzata e di emettere un certificato. Il certificato in parola deve indicare se l'eredità sia stata definita e, in caso affermativo, dovrebbe elencare gli eredi e se sia stato nominato un curatore sino all'accettazione dell'eredità.

Se sussiste un rischio di vendita, perdita, sostituzione/distruzione dei beni, il notaio mette i sigilli ai beni o li consegna a un custode.

Fino all'accettazione dell'eredità e ove l'identità degli eredi non sia nota, il notaio nomina un curatore speciale della successione al fine di tutelare i diritti dei potenziali eredi.

Cfr. l'articolo 686 del codice di procedura civile nonché l'articolo 1117, paragrafo 3, 1136, e gli articoli 1077–1085 del codice civile.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

L'esecutore testamentario, il liquidatore, un erede legittimo o testamentario, un custode/curatore nominato (cfr. punto a).

Il defunto, i suoi eredi o il giudice possono nominare un liquidatore, chiamato a svolgere le sue mansioni sotto la supervisione del notaio.

Cfr. l'articolo 124 della legge n. 36/1995, l'articolo 1117, paragrafo 3, e l'articolo 1136 del codice civile.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Cfr. punto a).

L'esecutore testamentario mette i sigilli, redige l'inventario, chiede al giudice di approvare la vendita dei beni, paga i debiti e incassa i crediti dell'eredità.

Cfr. gli articoli 1077–1085 del codice civile e gli articoli 101–132 della legge n. 36/1995.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Il notaio redige delle conclusioni motivate e, a seguito della definizione della successione, redige la conclusione finale sulla base della quale sono emessi il certificato ereditario e il certificato di legato.

Il certificato ereditario comprende le modalità di individuazione della portata dei diritti e funge da prova dello status di erede e del diritto di proprietà. Il notaio può emettere il certificato attestante lo status di erede, che stabilisce il numero, la capacità e la portata dei diritti, ma non il patrimonio.

In mancanza di eredi, l'eredità è considerata vacante e viene emesso un certificato di eredità vacante.

Il notaio può riaprire il procedimento al fine di integrare le conclusioni notarili con i beni omessi ed emette un addendum al certificato ereditario.

Chiunque ritenga di aver patito un danno può chiedere al giudice di annullare il certificato e di accertare i suoi diritti. In caso di annullamento, il notaio emette un nuovo certificato sulla base della decisione giudiziale finale.

In caso di azione di petizione ereditaria, l'erede universale/a titolo universale può ottenere in ogni momento che sia riconosciuto il suo status contro la persona in possesso del patrimonio senza diritti di proprietà.

Durante il procedimento successorio contenzioso, i giudici emettono conclusioni e decisioni giudiziali. La decisione sulla divisione ha effetto costitutivo e ha efficacia esecutiva una volta divenuta definitiva.

Cfr. gli articoli 1130–1134, 1635–1639 del codice civile e gli articoli 111–118 e seguenti della legge n. 36/1995.

Ultimo aggiornamento: 24/09/2015

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Informazioni generali - Slovenia

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

a) Testamenti: un testamento è valido se è stato redatto in una delle forme previste dalla legge sulle successioni (Zakon o dedovanju, in prosieguo: lo "ZD") e nel rispetto delle condizioni fissate in tale legge.

Lo ZD riconosce le seguenti forme di testamento: il testamento olografo, il testamento sottoscritto in presenza di testimoni, il testamento giudiziale, il testamento orale, il testamento redatto all'estero, il testamento redatto a bordo di una nave battente bandiera slovena, il testamento redatto in stato di emergenza o in guerra e il testamento internazionale.

Quanto ai requisiti di forma del testamento, lo ZD prevede quanto indicato di seguito.

Un testamento olografo è valido se scritto e firmato di proprio pugno dal dante causa (articolo 63, paragrafo 1, ZD).

Un dante causa in grado di leggere e scrivere redige un testamento firmato dinanzi a testimoni sottoscrivendo un documento in suo possesso, compilato da un terzo per suo conto alla presenza di due testimoni e dichiarando dinanzi a questi ultimi che si tratta delle sue volontà mortis causa. I testimoni firmano a loro volta con i propri nomi il testamento in un postscritto al fine di attestare che essi agiscono come testimoni, fermo restanto che tale postscritto non è una condizione che convalida il testamento (articolo 64, ZD).

Il testamento giudiziale è redatto per il dante causa, su sua richiesta, dal giudice di un tribunale competente che, per prima cosa, ne accerta l'identità. In seguito, il dante causa legge e firma il testamento e il giudice conferma sul testamento che il dante causa ha letto e sottoscritto in sua presenza. Se il dante causa non sa come leggere il testamento compilato dal giudice o non è in grado di farlo, il giudice legge il testamento al dante causa alla presenza di due testimoni. Il dante causa firma quindi il testamento alla presenza dei medesimi testimoni o appone su di esso un proprio segno dopo aver dichiarato che si tratta della sua volontà. I testimoni appongono quindi la loro firma sul testamento (articoli 65 e 66, ZD).

Un testamento redatto all'estero può essere redatto per un cittadino della Repubblica di Slovenia che si trova all'estero, nel rispetto delle disposizioni che si applicano alla redazione del testamento giudiziale, da un console o da un rappresentante diplomatico della Repubblica di Slovenia che si occupa di questioni consolari (articolo 69, ZD).

Il capitano di una nave può compilare un testamento a bordo di una nave battente bandiera slovena nel rispetto delle disposizioni applicabili alla redazione di un testamento giudiziale. Il testamento perde validità dopo 30 giorni dal rientro del dante causa nella Repubblica di Slovenia (articolo 70, ZD).

Testamento redatto in stato di emergenza o in guerra: durante uno stato di emergenza o in guerra, un comandante di compagnia o un comandante di un'unità equivalente o superiore, o chiunque altro alla presenza del comandante, può redigere un testamento per un membro dell'esercito in linea con le disposizioni previste per la redazione del testamento giudiziale. Il testamento perde validità dopo 60 giorni dalla cessazione dello stato di emergenza o di guerra, se il servizio militare del dante causa cessa prima o dopo di esso, o 30 giorni dopo il termine del servizio militare (articolo 71, ZD).

Il testamento internazionale deve essere redatto per iscritto. Il dante causa non è tenuto a redigere il testamento di suo pugno e il testamento può essere redatto in qualsiasi lingua, a mano o in altro modo. Il giudice di un tribunale competente può compilare un testamento internazionale su richiesta del dante causa, mentre per i cittadini della Repubblica di Slovenia che si trovano all'estero può provvedervi un diplomatico o un rappresentante consolare indicato nell'articolo 69, ZD (nel prosieguo: la "persona autorizzata"). Il dante causa deve dichiarare, alla presenza di due testimoni e della persona autorizzata, che si tratta del suo testamento e che è consapevole del suo contenuto e deve firmarlo dinanzi a loro o, se ha già firmato il testamento, deve riconoscere e confermare che si tratta della sua firma. Se il dante causa non è in grado di firmare, ne comunica le ragioni alla persona autorizzata, che lo registra nel testamento. Il dante causa può, in aggiunta, chiedere che un'altra persona firmi il testamento per suo conto. I testimoni e la persona autorizzata appongono le proprie firme alla presenza del dante causa in un postscritto, in cui si attesta che hanno firmato come testimoni o come persona autorizzata (articolo 71a, ZD). La legge fornisce anche ulteriori dettagli in merito a chi può fungere da testimone di un testamento internazionale (articolo 71b), alle firme e alle date indicate nel testamento internazionale (articolo 71c), alla tenuta del testamento internazionale (articolo 71č), alla sua cancellazione (articolo 71d) e alla sua conferma (articolo 71e), alla conferma della validità del testamento internazionale (articolo 71f) e alla validità rispetto alla forma e alle formalità di firma (articolo 71g).

Testamento orale: un dante causa può rendere testamento oralmente dinanzi a due testimoni solo ove circostanze eccezionali gli impediscano di redigere un testamento scritto. Un testamento orale perde efficacia dopo 30 giorni dal venir meno delle circostanze eccezionali in presenza delle quali esso è stato compilato (articolo 72, ZD). La legge contiene inoltre maggiori dettagli in merito a chi può fungere da testimone di un testamento orale (articolo 73) e a quali sono gli obblighi dei testimoni (articolo 74), alle disposizioni illecite in un testamento orale (articolo 75), al termine per contestare l'invalidità di un testamento (articolo 76) e alla prova dell'esistenza di un testamento (articolo 77).

La legge notarile (Zakon o notariatu, in prosieguo: lo "ZN") prevede anche un testamento notarile, che consiste in un testamento che un notaio compila sotto forma di verbalizzazione notarile delle volontà dettate dal dante causa e in un testamento che il dante causa, dopo aver reso per iscritto le sue ultime volontà e il proprio testamento, trasmette a un notaio per conferma. Un testamento notarile ha i medesimi effetti legali di un testamento giudiziale (articolo 46, paragrafo 1, ZN).

In aggiunta ai suddetti requisiti formali, al fine della validità del testamento è altresì richiesta la capacità di testare. In base allo ZD, un testamento può essere redatto da chiunque sia in grado di intendere e abbia compiuto 15 anni (articolo 59, paragrafo 1, ZD). Se un dante causa redige un testamento sotto minaccia, coercizione o inganno, o in errore, il suddetto testamento non è valido e la volontà espressa nel documento non riflette il diritto e la reale volontà del dante causa (articolo 60, paragrafo 1, ZD).

b) Testamento congiunto. La legge sulle successioni non parla di testamenti congiunti e, trattandosi di una tipologia di testamento che non è contemplata dalla legge, tale testamento deve essere considerato invalido ai sensi dell'articolo 62, ZD. Tuttavia, la giurisprudenza considera invalido soltanto il testamento in cui due persone, di norma i coniugi, si nominano reciprocamente eredi (ciò accade probabilmente in quanto un testamento di questo tipo è per sua natura molto simile a un patto successorio, vietato dall'articolo 103, ZD), ma non il testamento redatto da due persone a favore di un terzo [v. Prof. K. Zupančič, Prof. V. Žnidaršič Skubic, Dedno pravo (Diritto delle successioni), Uradni list, 2009, pagg. 127–128].

c) Patto successorio. In base alla legge sulle successioni, un patto successorio nel quale una persona lascia il suo patrimonio o una parte di esso al suo cofirmatario o a un'altra persona è nullo (articolo 103); allo stesso modo, anche un accordo avente ad oggetto un'eredità o un legato atteso (articolo 104) o un accordo che disciplina il contenuto di un testamento (articolo 105) sono dichiarati nulli dalla legge.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

No. La legge non dispone modalità specifiche per l'autenticazione di un testamento.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Sì. Gli eredi legittimari hanno diritto a una porzione del patrimonio di cui il dante causa non può disporre (articolo 26, paragrafo 1, ZD). Tale porzione di patrimonio è detta "quota di legittima". Eredi legittimari sono i discendenti del defunto, i suoi figli adottivi e i loro discendenti, i suoi genitori e il coniuge. I nonni, i fratelli e le sorelle sono eredi legittimari solo se definitivamente inabili al lavoro e se privi di mezzi di sostentamento. Le persone sopra indicate sono eredi legittimari se chiamati a ereditare in base all'ordine di successione previsto dalla legge (articolo 25, ZD).

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In tal caso, l'eredità è devoluta in base alla legge: il patrimonio del dante causa è assegnato ai suoi discendenti, ai suoi figli adottivi e ai loro discendenti, al coniuge, ai genitori e ai genitori adottivi e ai parenti di tali persone, ai suoi fratelli e sorelle e ai loro discendenti e ai suoi nonni e ai loro discendenti. Un uomo e una donna che hanno avuto una relazione di lunga durata senza contrarre matrimonio possono essere eredi l'uno dell'altro alla pari dei coniugi, ma solo se non vi sono ragioni che avrebbero reso invalido un matrimonio da loro eventualmente contratto. Le suddette persone ereditano in ragione del grado di successione, fermo restando che gli eredi di grado anteriore escludono dall'eredità le persone di grado più remoto (articolo 10, ZD).

Eredi di primo grado:

I discendenti del defunto e il coniuge sono eredi di primo grado ed ereditano in parti uguali prima degli altri (articolo 11, ZD).

Sulla base di una divisione per stirpes, la parte di patrimonio che sarebbe inizialmente stata devoluta a una determinata persona, se fosse sopravvissuta al dante causa, è ereditata dai suoi figli (nipoti del dante causa) in parti uguali. Se uno dei nipoti muore prima del dante causa, la quota che gli sarebbe spettata, se fosse stato in vita al momento della morte del dante causa, è devoluta ai figli del nipote (pronipoti del dante causa) in parti uguali. Questo meccanismo continua ad operare scendendo di grado sino all'ultimo discendente del dante causa (articolo 12, ZD).

Se il coniuge del dante causa non ha i mezzi necessari per il suo sostentamento ed eredita insieme agli altri eredi di primo grado, il giudice può disporre, su richiesta del coniuge, che a questi sia devoluta anche una parte del patrimonio che, in base alla legge, deve essere ereditato dai coeredi del coniuge. Il coniuge può chiedere un'integrazione della sua quota ereditaria nei confronti di uno o di tutti gli eredi. Il giudice può decidere che il coniuge deve ereditare l'intero patrimonio se il suo valore è talmente ridotto che questi potrebbe subire gravi disagi in caso di divisione (articolo 13, paragrafo 1, ZD).

Se altri eredi privi di mezzi di sostentamento sono chiamati quali eredi di primo grado insieme al coniuge del dante causa, il giudice può, su loro richiesta, decidere che sia loro devoluta anche una parte del patrimonio che, in base alla legge, spetterebbe al coniuge. Tutti gli eredi o alcuni di essi possono chiedere un incremento della loro quota a danno del coniuge (articolo 13, paragrafo 2, ZD).

Singoli eredi che non dispongono di mezzi di sussistenza possono anche chiedere un incremento della propria quota a danno degli altri coeredi (articolo 13, paragrafo 3, ZD).

Il giudice può decidere che tutti o alcuni coeredi devono ereditare l'intero patrimonio se il suo valore è talmente ridotto che potrebbero subire gravi disagi in caso di divisione (articolo 13, paragrafo 4, ZD).

Nel decidere delle richieste succitate vertenti su un incremento o una riduzione della quota ereditaria, il giudice tiene conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle condizioni economiche dei coeredi, della loro capacità di svolgere attività economiche e del valore del patrimonio (articolo 13, paragrafo 5, ZD).

Eredi di secondo grado:

In mancanza di discendenti in vita, il patrimonio del defunto è devoluto ai suoi genitori e al coniuge quali eredi di secondo grado. I genitori del defunto ereditano la metà del patrimonio in parti uguali, mentre il coniuge eredita l'altra metà. Se il defunto non ha un coniuge in vita, ai suoi genitori è devoluto l'intero patrimonio (articolo 14. ZD).

Se uno dei genitori del defunto gli è premorto, la quota di patrimonio che gli sarebbe stata devoluta se fosse sopravvissuto al dante causa è assegnata, in base a una divisione per stirpes, ai figli di tale genitore (ossia ai fratelli e alle sorelle del defunto), ai suoi nipoti e ai suoi pronipoti e ai successivi discendenti, in base alle regole applicabili in caso di devoluzione del patrimonio del defunto ai figli e agli altri discendenti del de cuius (articolo 15, paragrafo 1).

Se entrambi i genitori del defunto gli sono premorti, la quota di patrimonio che sarebbe andata a ciascuno di essi se fossero sopravvissuti al dante causa è devoluta ai loro discendenti: la quota del padre ai discendenti del padre, la quota della madre ai discendenti di quest'ultima. In tutti i casi, i fratelli e le sorelle unilaterali del dante causa di ramo paterno ereditano per quote uguali il patrimonio spettante al padre, mentre quelli di ramo materno ereditano per quote uguali il patrimonio spettante alla madre. I fratelli e le sorelle germani ereditano per quote uguali la quota spettante al padre o alla madre insieme ai fratelli e alle sorelle unilaterali rispettivamente paterni o materni (articolo 15, paragrafi 2 e 3, ZD).

Se uno dei genitori del defunto gli è premorto senza lasciare discendenti, la quota di patrimonio che gli sarebbe stata devoluta se fosse sopravvisuto al dante causa è ereditata dall'altro genitore. Se anche tale genitore è premorto al dante causa, i discendenti del suddetto genitore ereditano la quota di patrimonio che sarebbe stata ereditata da un genitore o dall'altro (articolo 15 dello ZD). Se entrambi i genitori sono premorti al dante causa senza lasciare eredi, l'intero patrimonio è devoluto al coniuge superstite (articoli 16 e 17, ZD).

Eredi di terzo grado:

In mancanza di eredi di primo o secondo grado vengono presi in considerazione gli eredi di terzo grado.

Nell'ambito della successione a favore degli eredi di terzo grado, il patrimonio del defunto morto senza lasciare discendenti o genitori e senza che questi ultimi lasciassero a loro volta eredi nonché senza lasciare un coniuge, è devoluto ai nonni del de cuius. Metà del patrimonio è devoluto ai nonni paterni e l'altra metà ai nonni materni (articolo 18, ZD).

I nonni dello stesso ramo ereditano quote uguali della loro porzione di patrimonio. Se uno dei nonni del dante causa di un lato della famiglia gli è premorto, la quota di patrimonio che gli sarebbe stata devoluta se fosse sopravvissuto al dante causa è assegnata ai suoi figli, ai suoi nipoti e agli ulteriori discendenti in base alle regole applicabili in cado di devoluzione del patrimonio del de cuius ai figli e agli altri discendenti di quest'ultimo. Rispetto a tutti gli altri, le regole che disciplinano i casi in cui ereditano i genitori e gli altri discendenti del dante causa (articolo 19, ZD) si applicano al diritto di succedere dei nonni di un lato e ai loro discendenti.

Se i nonni di un ramo della famiglia sono deceduti prima del dante causa senza lasciare discendenti, la parte del patrimonio che sarebbe stata loro devoluta se fossero sopravvissuti al dante causa è ereditata dai nonni dell'altro ramo della famiglia e dai loro figli, nipoti e discendenti successivi, come indicato nell'articolo 19 della legge sulle successioni (articolo 20, ZD).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Le questioni successorie sono definite dagli organi giurisdizionali della Repubblica di Slovenia, fermo restando che la competenza per materia in tali casi è rimessa ai tribunali circondariali (okrajno sodišče).

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Il giudice quale parte dell'udienza successoria.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il giudice quale parte dell'udienza successoria.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il giudice quale parte dell'udienza successoria.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Quando una persona muore o è dichiarata morta, il cancelliere competente per l'iscrizione della morte nel registro dei decessi invia il certificato di morte al giudice delle successioni entro 30 giorni (articolo 179, paragrafo 1, ZD).

Il procedimento è avviato d'ufficio nel momento in cui il giudice riceve il certificato di morte.

Se, in base al certificato di morte, il defunto non ha lasciato alcun bene, il giudice delle successioni decide di non avviare un procedimento successorio; il giudice adotta la stessa decisione se il defunto ha lasciato soltanto beni mobili e nessuna delle persone aventi diritto a succedere chiede che sia fissata un'udienza (articolo 203, paragrafi 1 e 2, ZD). In tutti gli altri casi, il giudice decide di fissare un'udienza successoria. Nel corso del procedimento successorio, il giudice stabilisce chi sono gli eredi del defunto, quali proprietà cadono nell'asse ereditario e quali diritti ivi inclusi devono essere devoluti agli eredi, ai legatari e ai terzi (articolo 162, ZD).

I procedimenti successori sono, per loro natura, procedimenti non contenziosi. Se uno dei fatti da cui dipendono i loro diritti è controverso tra le parti, il giudice sospende l'udienza e indica alle parti la necessità di proporre un'azione civile o di avviare un procedimento amministrativo (articolo 210, paragrafo 1, ZD).

Il giudice, quando decide che determinate persone vantano un diritto sul patrimonio, li dichiara eredi mediante una decisione sull'eredità (articolo 214, paragrafo 1, ZD). La decisione sull'eredità è notificata a tutti gli eredi e i legatari, oltre che a quelle persone che hanno avanzato una pretesa a titolo di successione nel corso del procedimento (articolo 215, paragrafo 1, ZD).

Con la propria decisione il giudice dispone che, dopo il passaggio in giudicato della decisione sull'eredità, siano effettuate le necessarie iscrizioni nel registro immobiliare.

Ciascuno degli eredi può chiedere in ogni momento la divisione del patrimonio, ma non in un momento inopportuno. Il diritto in parola può essere soggetto a limitazioni di legge. Un accordo in base al quale un erede rinuncia al suo diritto di chiedere la divisione di un patrimonio è nullo come ogni disposizione testamentaria che neghi o limiti tale diritto (articolo 144, ZD). La legge sulle successioni non contiene disposizioni volte a stabilire come debba essere attuata la divisione del patrimonio; tale materia è infatti disciplinata dalla legge sulla proprietà (Stvarnopravni zakonik, in prosieguo: lo "SPZ") come parte delle sue disposizioni in materia di divisione della comunione. Il patrimonio è quindi proprietà comune dei coeredi. I coeredi possono stabilire consensualmente come debba essere diviso il patrimonio. Se non sono in grado di raggiungere un accordo, il giudice si pronuncia sulle modalità di divisione nell'ambito di un procedimento non contenzioso. Se, nel corso del procedimento successorio, tutti gli eredi propongono di comune accordo la divisione e le relative modalità, il giudice fa riferimento a tale accordo nella decisione sull'eredità (articolo 214, paragrafo 3, ZD).

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La legge sulle successioni prevede che il patrimonio del defunto passi agli eredi in forza della legge (ipso iure) all'atto del decesso del dante causa (articolo 132, ZD). Pertanto, la decisione sulla successione con cui il giudice sancisce il nominativo degli eredi al termine del procedimento successorio ha soltanto natura dichiarativa.

Anche un legatario acquisisce il legato con la morte del dante causa, salvo che il legato sia soggetto a condizioni o riferito a un momento specifico; in tal caso il legatario riceve il legato solo quando la condizione è soddisfatta o solo quando è decorso il periodo previsto. L'acquisto del legato comporta che il legatario possa chiedere che siano soddisfatte le condizioni del legato. Le disposizioni generali dello SPZ si applicano al trasferimento del diritto di proprietà al legatario.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì. Tuttavia tale responsabilità è limitata. L'erede risponde dei debiti del dante causa sino alla concorrenza del valore dei beni ricevuti. Se gli eredi sono più di uno, questi rispondono in solido dei debiti del dante causa, ossia ognuno sino a concorrenza della propria quota di patrimonio, a prescindere dal fatto che la divisione abbia già avuto luogo o meno. Nei rapporti interni tra gli eredi, i debiti sono adempiuti in proporzione alle rispettive quote di patrimonio, salvo diversa previsione (articolo 142, ZD).

Un erede che abbia rinunciato alla propria quota di patrimonio non risponde dei debiti del dante causa (articolo 142, paragrafo 2, ZD).

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Il giudice del registro immobiliare decide se sia possibile effettuare un'iscrizione sulla base dei documenti comprovanti l'esistenza di una base legale per l'acquisto del diritto oggetto di iscrizione, purché siano soddisfatte le altre condizioni fissate dalla legge.

La base per l'iscrizione del diritto reale caduto in successione è la decisione definitiva sull'eredità emessa nel corso del procedimento successorio (articolo 40, paragrafo 1, punto 6, della legge sul registro immobiliare - Zakona o zemljiški knjigi, ZZK-1). Il giudice del registro immobiliare ordina ex officio l'iscrizione del diritto di proprietà di un erede nel registro immobiliare, in conformità con la decisione definitiva sull'eredità.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Non vi è alcun obbligo di nominare un amministratore patrimoniale.

In linea di principio, finché il patrimonio non è diviso esso è gestito e può essere oggetto di atti di disposizione da parte degli eredi congiuntamente. Un patrimonio può essere affidato in gestione a un amministratore speciale, se gli eredi vi acconsentono. Se gli eredi non possono raggiungere un accordo in merito alla gestione del patrimonio, il giudice nomina un amministratore, su richiesta di uno degli eredi, affinché lo gestisca per conto di tutti gli eredi o fissa la quota di patrimonio che ciascun erede è chiamato ad amministrare (articolo 145, ZD)

Un dante causa può nominare all'interno del proprio testamento una o più persone affinché agiscano come esecutori testamentari (articolo 95, paragrafo 1, ZD). L'esecutore si occupa, in particolare, della gestione del patrimonio (articolo 96, paragrafo 1, ZD).

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il dante causa può nominare una o più persone affinché operino come esecutori testamentari (articolo 95, paragrafo 1, ZD). Salvo diversa previsione del dante causa, i compiti di un esecutore testamentario comprendono in particolare la cura del patrimonio di cui gli è affidata la gestione, il pagamento di debiti e legati e, soprattutto, l'esecuzione del testamento secondo la volontà del dante causa (articolo 96, paragrafo 1, ZD). Se non è stato nominato un esecutore testamentario, gli eredi che gestiscono il patrimonio congiuntamente sino alla sua divisione possono affidare l'amministrazione del patrimonio a un amministratore speciale. Se gli eredi non riescono a raggiungere un accordo in merito alla gestione del patrimonio, il giudice, su richiesta di uno degli eredi, nomina un amministratore che lo gestisce per conto di tutti gli eredi o stabilisce le quote di patrimonio che ogni erede è chiamato ad amministrare in proprio (articolo 145, ZD)

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Se il dante causa ha nominato un esecutore testamentario all'interno del testamento, detto testamento ne stabilisce anche i compiti.

Salvo diversa previsione del dante causa, si applicano le seguenti disposizioni (articolo 96, paragrafo 1, ZD):

  • l'esecutore deve aver cura del patrimonio. Esso deve adottare in particolare tutte le misure di assicurazione, deve redigere un inventario dei beni e compierne una valutazione (articolo 184, ZD) e deve trattenere determinati beni mobili (articoli 190 e 191, ZD);
  • l'esecutore deve amministrare il patrimonio, fermo restando che una regolare amministrazione comprende anche gli atti di disposizione su singoli beni. Nel periodo in cui svolge le proprie funzioni, l'esecutore testamentario esclude gli eredi dall'amministrazione del patrimonio e dagli atti di disposizione dello stesso;
  • l'esecutore deve garantire che i debiti del dante causa siano pagati, che le condizioni dei legati siano rispettate e che i compiti (oneri) siano adempiuti;
  • l'esecutore deve garantire in termini generali che sia data al testamento esecuzione secondo le modalità volute dal dante causa [v. Prof. K. Zupančič, Prof. V. Žnidaršič Skubic, Dedno pravo (Diritto delle successioni), Uradni list 2009, pagg. 170–171].

In presenza di più esecutori testamentari, questi adempiono i compiti loro affidati congiuntamente, salvo che il dante causa abbia stabilito diversamente (articolo 96, paragrafo 2, ZD). Un esecutore testamentario deve presentare al giudice una relazione sul suo lavoro, avendo titolo di richiedere il rimborso delle spese sostenute e la corresponsione di un compenso per il suo lavoro, da pagarsi attingendo alla quota disponibile del patrimonio mediante decisione giudiziale (articolo 97, ZD).

In caso di mancata nomina di un esecutore testamentario, gli eredi che gestiscono il patrimonio congiuntamente sino alla sua divisione possono affidarne la gestione a un amministratore speciale. Se gli eredi non riescono a raggiungere un accordo in merito alla gestione del patrimonio, il giudice nomina – su richiesta di uno di essi ‑ un amministratore che gestisce il patrimonio per conto di tutti gli eredi o stabilisce le quote di patrimonio che ogni erede è chiamato ad amministrare in proprio (articolo 145, ZD).

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Al termine del procedimento successorio il giudice emette una decisione sull'eredità che costituisce una decisione di merito. Tale decisione individua la portata del patrimonio e indica il nominativo degli eredi, dei legatari e delle persone che hanno diritto a ottenere una porzione del patrimonio. In base alla legge sulle successioni, la decisione sull'eredità deve comprendere i seguenti elementi (articolo 214, paragrafo 2):

  1. il cognome e il nome (oltre a ogni precedente cognome) del defunto e il nome di suo padre, la professione del defunto, la data di nascita e la nazionalità e, ove si tratti di una donna coniugata, il suo cognome da nubile;
  2. un prospetto dei beni immobiliari, compresi i dati di iscrizione nel registro immobiliare, e un prospetto dei beni mobili con un rimando all'inventario;
  3. il cognome, il nome, la professione e il luogo di stabile residenza dell'erede, il rapporto tra erede e dante causa, se l'erede stia ereditando in qualità di erede ex lege o sulla base di un testamento e, in presenza di più eredi, le rispettive quote di patrimonio;
  4. se il procedimento diretto a individuare un erede sia stato sospeso;
  5. se il diritto di un erede sia stato sospeso perché il momento opportuno non è ancora giunto o se tale diritto sia stato limitato a un determinato momento, se sia stato sospeso a causa del mancato soddisfacimento di una condizione o se dipenda da una condizione risolutiva o da un'azione che può essere considerata come condizione risolutiva o se sia stato limitato al diritto di usufrutto e chi ne sia il beneficiario;
  6. il cognome, il nome proprio, la professione e il luogo di stabile residenza delle persone che hanno diritto a ottenere il legato, l'usufrutto o ogni altro diritto derivante dal patrimonio, con una precisa descrizione di tale diritto.
Ultimo aggiornamento: 24/06/2016

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Informazioni generali - Slovacchia

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

La legge slovacca non ammette i patti successori o i testamenti congiunti.

Esistono vari metodi per redigere un testamento:

1) Un testamento scritto di pugno dal testatore deve contenere la sua firma a mano e la data. Il testamento non deve essere firmato da testimoni.

2) Un testamento redatto ricorrendo a un diverso sistema di scrittura (ad esempio, un computer, una macchina da scrivere o una persona diversa dal testatore) deve essere firmato in presenza di due testimoni, che devono sottoscrivere il testamento al fine di attestare che il documento è realmente espressione dell'ultima volontà del testatore. Un testamento redatto con tale forma deve anche contenere la firma di pugno della persona e la data.

3) Un testamento notarile. Il notaio è responsabile dei requisiti contenutistici e formali della tipologia di testamento in parola. Ogni testamento notarile deve essere iscritto nel registro centrale dei testamenti.

4) Una forma speciale di testamento è impiegata quando il testatore soffre di gravi disturbi, non può vedere o sentire o è incapace di scrivere o di leggere. In tal caso è richiesta la presenza di tre testimoni. Essi certificano il testamento apponendovi la propria firma dopo averlo ascoltato. Il documento deve specificare la persona che lo ha scritto, la persona che lo ha letto ad alta voce e con quali modalità è stato confermato che il documento contiene la reale volontà del testatore.

Solo le persone aventi capacità giuridica possono fungere da testimoni. Le persone non vedenti, sorde o mute, quelle che non padroneggiano la lingua in cui il testamento è formulato e i beneficiari del testamento non possono essere testimoni.

Ai fini della sua validità, un testamento deve indicare il giorno, il mese e l'anno in cui è stato redatto. Naturalmente una parte importante del contenuto è rappresentata dalla nomina dei beneficiari che ereditano l'intero patrimonio, quote di esso o determinati beni (chi eredita cosa).

Se il testamento è stato scritto dal testatore di proprio pugno, è consigliabile che questi informi le persone a lui vicine del luogo in cui il testamento è depositato.

Eventuali condizioni apposte al testamento sono nulle.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

I notai sono tenuti a registrare d'ufficio i testamenti nel registro notarile centrale dei testamenti, che è tenuto dalla Camera dei notai. I testamenti redatti secondo le modalità indicate ai punti 1), 2) e 4) che precedono non devono essere registrati, ma possono essere accettati in custodia da un notaio su richiesta del testatore o di un'altra persona. Il notaio deve registrare anche tale custodia nel registro notarile centrale dei testamenti.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Sì, l'articolo 479 del codice civile (legge n. 40/1964) indica le quote di legittima del patrimonio e gli eredi che ne hanno titolo: "Ai discendenti minori di età dev'essere riconosciuta almeno una quota corrispondente a quanto riconosciuto loro dalla legge, mentre ai discendenti maggiorenni deve essere riconosciuta una quota pari almeno alla metà delle quote loro riconosciute dalla legge. Se un testamento viola tale previsione, la parte corrispondente del testamento sarà nulla, salvo che i discendenti in parola siano stati diseredati".

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

L'eredità si trasferisce ex lege, in forza di un testamento o in base ad entrambi detti meccanismi. Se il defunto non ha redatto un testamento o se esistono beni che non sono stati inclusi nel testamento, l'eredità si trasferisce ex lege in ragione delle classi di beneficiari.

Primo grado

Beneficiari di primo grado sono i figli e il coniuge del defunto per quote uguali. Se uno dei figli non partecipa alla successione, la sua quota è ripartita in parti uguali tra i suoi figli. Se nemmeno questi ultimi, o taluno di essi, ereditano, i beni sono devoluti ai loro discendenti in parti uguali.

Se il defunto non ha lasciato discendenti o se i suoi discendenti non partecipano alla successione (ad esempio, tutti rifiutano l'eredità o nessuno di essi ha la capacità di succedere o sono stati tutti validamente diseredati o non sono presi in considerazione) entrano in gioco i beneficiari di secondo grado.

Secondo grado

Quando l'eredità non è devoluta ai discendenti del defunto, i beneficiari di secondo grado comprendono il coniuge, i genitori del defunto e altresì chiunque abbia vissuto con il defunto in una casa comune per almeno un anno prima della sua morte e che, per tale ragione, se ne sia preso cura o sia stato a carico del defunto. I beneficiari di secondo grado ereditano per quote uguali; il coniuge deve tuttavia ricevere sempre almeno metà del patrimonio.

Terzo grado

Se non succedono né il coniuge, né i genitori, sono chiamati a succedere gli eredi di terzo grado per quote tra loro uguali, compresi i fratelli e le sorelle del defunto e chiunque abbia vissuto con il de cuius in una casa comune per almeno un anno prima della sua morte e se ne sia per tale ragione preso cura o sia stato a carico del defunto. Se uno dei fratelli o sorelle del defunto non eredita, la sua quota è devoluta ai suoi figli in parti uguali.

Quarto grado

Se l'eredità non è devoluta a nessun beneficiario di terzo grado, eredi di quarto grado sono i nonni del defunto che ereditano in parti uguali; se uno di essi non eredita, la sua quota è devoluta ai suoi figli in parti uguali.

Se non ci sono beneficiari, il patrimonio è trasferito in via residuale allo Stato.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Il giudice distrettuale nella cui giurisdizione si trovava l'ultima residenza del defunto o, se questi non aveva una residenza o essa non può essere stabilita, il giudice distrettuale nella cui giurisdizione il de cuius ha da ultimo soggiornato e, nel caso in cui non sia possibile individuare un tale giudice, il giudice del luogo in cui si trovano i beni. Il giudice distrettuale nomina un notaio come commissario giudiziale affinché segua l'intero procedimento successorio. Gli atti del notaio sono considerati atti giudiziari. Le domande di assistenza legale all'estero non rientrano tra gli atti posti in essere dal notaio.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

I beneficiari rendono una dichiarazione orale di accettazione dell'eredità o di rinuncia alla stessa dinanzi al notaio o redigono una dichiarazione scritta che essi inviano all'organo giurisdizionale competente entro un mese dal giorno in cui il tribunale delle successioni ha notificato loro il diritto di rinunciare o di accettare l'eredità e le conseguenze di tale dichiarazione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

La legge slovacca non prevede il legato.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Non sono previste modalità specifiche per dichiarare la rinuncia o l'accettazione alla quota di legittima. Il procedimento è analogo alla dichiarazione di accettazione/rinuncia all'eredità, ma non si applica il termine di un mese.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

L'Ufficio del registro notifica al giudice distrettuale competente la morte intervenuta nel suo distretto del registro. Il giudice avvia il procedimento anche d'ufficio quando viene a conoscenza del decesso o della dichiarazione di morte. Il giudice verifica anzitutto nel Registro notarile centrale dei testamenti se il defunto abbia lasciato un testamento, un atto diretto a diseredare un erede, oppure una revoca di una delle suddette disposizioni e individua il notaio presso il quale l'atto in questione è depositato. Il giudice compie talune indagini preliminari al fine di individuare i beneficiari, il patrimonio e i debiti del defunto ed assume i provvedimenti urgenti necessari per garantire la successione. Non è necessario fissare un'udienza per valutare la successione.

In quanto commissario giudiziale autorizzato, il notaio emette il certificato ereditario, previo consenso dei beneficiari, se:

  • un singolo beneficiario riceve i beni,
  • il patrimonio è trasferito in via residuale allo Stato,
  • i beneficiari hanno trovato un accordo sulla divisione, oppure
  • i beneficiari e i creditori del defunto hanno trovato un accordo di cessione per il patrimonio gravato da debiti eccessivi per il pagamento degli stessi.

Il certificato ereditario finale è un documento che comporta il trasferimento del titolo in capo ai beneficiari.

Se il procedimento di successione non si conclude con l'emissione di un certificato di eredità (ad esempio nel caso di una controversia), il notaio prepara il conto delle proprie spese e dei propri onorari, nonché tutti i documenti richiesti affinché il giudice emani un provvedimento, compresa una bozza del provvedimento giudiziale.

Se il patrimonio è gravato da debiti eccessivi e i beneficiari e i creditori del defunto non riescono a trovare un accordo sul trasferimento del patrimonio per pagare i debiti, il giudice può disporre la liquidazione del patrimonio. Nel provvedimento di liquidazione il giudice chiede ai creditori di comunicargli le loro domande entro un determinato periodo; diversamente le domande si considerano decadute.

Il giudice (il notaio come commissario giudiziale) liquida il patrimonio gravato da debiti eccessivi vendendo tutti i beni del defunto a un prezzo usuale per proprietà equiparabili. Nel vendere i beni, il commissario giudiziale agisce per le parti in nome proprio, ma tiene conto di eventuali validi suggerimenti delle parti ai fini della liquidazione. Se rimane qualche bene, esso è trasferito allo Stato con effetto dal giorno del decesso del de cuius.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

L'eredità si trasferisce con il decesso del de cuius. Il certificato di successione e il provvedimento giudiziale hanno soltanto effetti dichiarativi rispetto a un evento verificatosi nel passato. È tuttavia possibile disporre pienamente del patrimonio solo con un certificato finale di successione o con un ordine giudiziale.

Il giorno del decesso del de cuius deve essere indicato nel certificato di morte, nella notifica di morte compiuta dal registro speciale del ministero degli Interni slovacco quando un cittadino slovacco muore all'estero o nella decisione giudiziale di accertamento della morte in caso di scomparsa, all'interno della quale la data di morte è dichiarata dal giudice. Solo i giudici slovacchi possono dichiarare il decesso dei cittadini slovacchi. I giudici slovacchi possono dichiarare il decesso dei cittadini stranieri, ma gli effetti legali si applicano soltanto alle persone che vivono stabilmente in Slovacchia e solo su proprietà collocate in tale paese.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì, i beneficiari sono responsabili dei debiti del defunto, ma solo sino alla concorrenza del valore dei beni a loro trasferiti. I beneficiari non sono tenuti a saldare i debiti del defunto ricorrendo a beni propri.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

L'iscrizione nel registro immobiliare è compiuta presso l'autorità distrettuale competente per il luogo in cui il bene immobile si trova. L'autorità effettua l'iscrizione d'ufficio o su domanda del proprietario o di un'altra persona autorizzata. Le richieste devono essere presentate per iscritto e devono contenere (a) il nome del richiedente (denominazione commerciale) e la residenza abituale (sede registrata), (b) il nome dell'autorità distrettuale cui è inviata la domanda, (c) un certificato pubblico o un altro documento ufficiale attestante il titolo di proprietà del richiedente e (d) una lista di eventuali allegati.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore non è obbligatoria. Tuttavia, se richiesto da un interesse generale o da un interesse superiore delle parti, il giudice adotta d'ufficio le misure necessarie per garantire la successione e può anche nominare un amministratore. Il più delle volte, l'amministratore è uno dei beneficiari o un'altra persona vicina al defunto, ma può anche essere un notaio diverso dal commissario giudiziale nel procedimento successorio in parola.

Un amministratore nominato in base alla legge slovacca è diverso da un amministratore di common law.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il notaio nominato come commissario giudiziale dà esecuzione al testamento. I beneficiari gestiscono il patrimonio ricevuto per successione, ma necessitano dell'autorizzazione del giudice per compiere atti di disposizione dei beni caduti in successione e per compiere gli atti che eccedono la gestione ordinaria.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Nel corso del procedimento successorio, l'amministratore adotta tutti i provvedimenti necessari per mantenere i beni che compongono il patrimonio nei limiti fissati dal giudice. Il giudice stabilisce l'ambito dell'autorizzazione accordata nell'ottica di permettere all'amministratore di preservare il valore dei beni che compongono il patrimonio. L'amministratore è responsabile per tutti i danni da lui cagionati in violazione degli obblighi previsti dalla legge o dal giudice. Al termine del procedimento successorio l'amministratore presenta ai beneficiari una relazione finale e il giudice si pronuncia sul suo compenso, oltre che sul rimborso delle spese sostenute, che deve essere corrisposto dal beneficiario cui è devoluto il patrimonio.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Al termine del procedimento successorio, il notaio emette un certificato di successione che è equiparato a un provvedimento giudiziale. Il certificato contiene i nomi dei beneficiari, individua i beni che sono trasferiti a ciascuno di loro e le porzioni di patrimonio.

Su richiesta del beneficiario, nel corso del procedimento il notaio può emettere un certificato della comunione di eredi. Si tratta di una "conferma di fatti risultanti dal fascicolo", un atto in forma autentica emesso dal notaio che conduce la successione principalmente al fine di comprovare lo status di un beneficiario o di un'altra persona avente titolo cui deve essere trasferito un diritto del defunto (ad esempio, il risarcimento nell'ambito di una polizza assicurativa, i diritti quale socio, la posizione nell'ambito di procedimenti in corso, ecc.)

Ultimo aggiornamento: 14/01/2019

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Informazioni generali - Finlandia

 

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1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Le questioni in materia di successione sono disciplinate dal codice delle successioni (40/1965). In caso di morte, solo un testamento può stabilire come deve essere devoluto il patrimonio. Il testamento deve essere redatto per iscritto e con la presenza contemporanea di due testimoni. Il testatore deve firmare il testamento quando lo redige o riconoscere la firma precedentemente ivi apposta. I testimoni devono certificare il testamento firmandolo dopo che il testatore lo ha sottoscritto a sua volta, o dopo che egli ha riconosciuto la propria firma ivi apposta. In casi eccezionali anche un testamento verbale può essere vincolante.

È altresì possibile redigere un testamento reciproco che, nella maggior parte dei casi, è un testamento redatto dai coniugi per trasferire un diritto di proprietà tra di essi. I testamenti reciproci sono soggetti agli stessi requisiti di forma degli altri testamenti. Le regole applicabili ai testamenti reciproci tra i coniugi si applicano anche ai testamenti reciproci redatti tra le persone legate da un'unione civile.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In Finlandia le autorità non tengono un registro dei testamenti.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

La libertà di compiere atti di disposizione è limitata a favore dei discendenti diretti e del coniuge del defunto. I discendenti diretti e i figli adottivi, nonché i loro discendenti, hanno diritto a ottenere una quota di legittima del patrimonio del defunto. Tale quota ammonta alla metà del valore della quota di patrimonio devoluta a tali eredi in base all'ordine di successione stabilito dalla legge.

Il coniuge gode di tutela anche dal testamento redatto dal coniuge premorto. Il coniuge superstite può tenere il patrimonio del coniuge defunto indiviso, salvo che a ciò osti la richiesta di divisione avanzata da un diretto discendente o salvo esista un testamento redatto dalla persona defunta. In ogni caso, il coniuge superstite ha sempre il diritto di mantenere il possesso indiviso della dimora permanente utilizzata dai coniugi come abitazione comune, oltre agli oggetti domestici abituali, salvo che il coniuge superstite possieda un immobile adatto a essere utilizzato come abitazione.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

I primi beneficiari sono i discendenti diretti, che si ripartiscono in parti uguali il patrimonio. Se un figlio è morto, i suoi discendenti subentrano al suo posto e ciascun ramo della famiglia riceve una parte uguale del patrimonio.

Se il defunto era coniugato e non lascia discendenti diretti, il coniuge superstite erediterà per primo il patrimonio del coniuge defunto. I partner all'interno di unioni civili hanno diritto di ereditare alle stesse condizioni dei coniugi.

Se il defunto non lascia alcun discendente diretto e non era coniugato al momento della morte, i suoi genitori ricevono ciascuno metà del patrimonio. Se i genitori del defunto sono deceduti, detta quota sarà divisa tra i fratelli e le sorelle del de cuius. Se uno dei fratelli o delle sorelle è morto, i suoi discendenti subentrano al suo posto e ciascun ramo della famiglia riceve una quota uguale. Se non ci sono fratelli o sorelle, né loro discendenti, ma uno dei genitori del defunto è in vita, questi riceve l'intero patrimonio.

Se nessuno dei succitati eredi è sopravvissuto al defunto, l'intero patrimonio è devoluto ai genitori del padre e della madre del de cuius. Se il nonno o la nonna, di linea paterna o materna del defunto, è deceduto, la quota del patrimonio che gli sarebbe spettata è devoluta ai suoi figli. I cugini non vantano diritti ereditari.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Le questioni attinenti all'amministrazione delle successioni sono ripartite tra diverse autorità. L'inventario dei beni, che consiste in una lista delle attività e delle posizioni debitore del defunto, deve essere inviato all'ufficio delle entrate del luogo di residenza del defunto entro un mese dal momento della sua redazione. È anche possibile chiedere a un giudice di verificare la lista delle persone titolari di una quota dei beni oggetto dell'inventario. La tesoreria dello Stato è l'autorità centrale per le questioni attinenti all'acquisto della proprietà da parte dello Stato. Il tribunale di circoscrizione (käräjäoikeus) nella cui giurisdizione si trovava il luogo di residenza del defunto sarà il giudice competente a dirimere ogni controversia vertente sul patrimonio.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

L'eredità può essere accettata con la concreta presa in possesso dei beni di cui trattasi. L'erede può anche rendere una dichiarazione separata di ricevimento. Se l'immobile è stato diviso, la dichiarazione di ricevimento dell'eredità dovrebbe essere effettuata nei confronti del beneficiario o dei beneficiari. Se il patrimonio non è stato diviso, la dichiarazione dovrebbe essere effettuata nei confronti della persona che amministra il patrimonio. Una siffatta dichiarazione può anche essere presentata a un giudice.

La rinuncia all'eredità è volontaria, ma la rinuncia deve essere effettuata per iscritto. Una dichiarazione di rinuncia può essere resa nei confronti di uno dei titolari di una quota del patrimonio del defunto, dell'amministratore del patrimonio, della persona incaricata di effettuarne la divisione, dell'esecutore testamentario o di ogni discendente che prenda il posto degli eredi deceduti. Affinché la rinuncia possa essere opposta a fronte di un'esecuzione a carico dell'erede, quest'ultimo deve rilasciare una rinuncia scritta al patrimonio del de cuius, per fini informativi, oppure deve depositare la dichiarazione di rinuncia dinanzi al giudice competente affinché possa essere debitamente iscritta nei registri (capo 4, articolo 81, del codice delle esecuzioni).

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Quanto ai beneficiari del testamento, non sono previsti requisiti di forma per la manifestazione, da parte loro, delle loro intenzioni. Una dichiarazione resa dal beneficiario all'effettivo amministratore patrimoniale o al soggetto incaricato di effettuare la divisione dei beni è considerata quale dichiarazione del beneficiario del testamento, allo stesso modo dell'adozione di misure adeguate rispetto alla proprietà in questione. Ai fini della notifica agli eredi, è sufficiente una comunicazione in base alla quale un beneficiario intende affermare i suoi diritti in ragione del testamento in questione.

Ogni dichiarazione di rinuncia ad un legato deve essere compiuta per iscritto. Per opporre la rinuncia a un'esecuzione a proprio carico, il legatario deve rilasciare una dichiarazione scritta di rinuncia al patrimonio del de cuius, per fini informativi, oppure depositare la rinuncia dinanzi al giudice competente affinché possa essere correttamente iscritta nei registri (capo 4, articolo 81, del codice delle esecuzioni).

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

L'erede deve presentare la sua richiesta relativa alla quota di legittima al beneficiario mediante ufficiale giudiziario, o con una diversa modalità verificabile, entro sei mesi dal momento in cui egli è stato informato del testamento. La richiesta di riconoscimento della quota di legittima può inoltre essere compiuta mediante una pubblicazione in tal senso in un giornale ufficiale, entro il periodo sopra indicato, se tale richiesta non è stata inoltrata al beneficiario in quanto vi è motivo di ritenere che quest'ultimo non abbia fornito informazioni o se il suo indirizzo è sconosciuto.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

In Finlandia, l'autorità non avvia d'ufficio procedimenti successori. Dopo il decesso di una persona, si procede anzitutto alla redazione della documentazione attinente al patrimonio, compreso l'inventario dei beni. L'inventario dei beni è un documento che chiarisce la composizione del patrimonio del defunto; esso elenca, in altre parole, i beni e le passività del de cuius. Le persone titolari di quote del patrimonio del defunto sono indicate nell'inventario dei beni, insieme ai beni e alle passività del coniuge superstite nonché ai beni comuni e alle responsabilità dei due coniugi. La documentazione attinente al patrimonio deve essere redatta entro tre mesi dalla morte, ma l'ufficio delle entrate può prorogare tale termine in presenza di specifiche ragioni.

L'obbligo di redigere la documentazione relativa al patrimonio grava sul titolare di una quota del patrimonio che sia responsabile della gestione delle proprietà comprese nell'asse ereditario, oppure sull'amministratore patrimoniale o sull'esecutore. Detta persona deve individuare, per la redazione della documentazione relativa al patrimonio, due persone di fiducia. All'inventario dei beni deve essere allegato l'albero genealogico del defunto. In Finlandia, i dati relativi alla popolazione sono tenuti sia in chiesa sia nei registri pubblici della popolazione e gli estratti ufficiali dal registro possono essere richiesti al giudice o alla comunità ecclesiastica in cui il defunto era registrato. L'inventario dei beni deve essere inviato all'amministrazione fiscale finlandese (Verohallinto) entro un mese dalla redazione della documentazione relativa al patrimonio.

Quando una persona che ha redatto testamento muore, il beneficiario del testamento deve trasmettere il testamento agli eredi per informazione mediante un ufficiale giudiziario o in altro modo verificabile e ne deve fornire loro una copia autentica. L'erede che intenda impugnare il testamento deve presentare opposizione entro sei mesi dal momento in cui è stato informato dell'esistenza del testamento.

Il patrimonio può essere distribuito solo dopo essere stato liquidato. La liquidazione del patrimonio implica la determinazione della proprietà ivi compresa, l'adempimento delle obbligazioni del defunto e dei suoi beni rispetto a qualsiasi debito e il soddisfacimento dei diritti di eventuali eredi e/o legatari particolari. Ai fini della liquidazione del patrimonio, le persone che sono titolari di una sua quota hanno la proprietà congiunta dei beni che lo compongono, salvo che siano state adottate disposizioni speciali per la sua amministrazione. In luogo dell'amministrazione congiunta, i titolari di quote di patrimonio possono chiedere al giudice di nominare un amministratore patrimoniale per i beni del de cuius. Con l'affidamento del patrimonio all'amministratore, cessa l'amministrazione congiunta dei titolari delle quote di patrimonio e questi ultimi non hanno più diritto di decidere in merito al patrimonio del defunto. L'amministratore patrimoniale è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per liquidare il patrimonio. Una volta liquidato il patrimonio, l'amministratore patrimoniale deve informare i titolari delle quote e predisporre un rendiconto della propria amministrazione.

Conclusa la liquidazione del patrimonio, ogni titolare di una quota può chiederne la distribuzione. Se il defunto era coniugato o aveva contratto un'unione civile, la proprietà deve essere divisa prima di essere distribuita agli eredi. I titolari di quote del patrimonio possono dividere il patrimonio in base alle condizioni da loro concordate. È necessario redigere un atto di divisione del patrimonio, che deve essere sottoscritto dai titolari delle relative quote e la cui veridicità e correttezza devono essere accertate da due testimoni imparziali.

Il soggetto chiamato a effettuare la divisione del patrimonio può chiedere al giudice di emettere un provvedimento di divisione. Ciò accade di norma quando le persone titolari di quote del patrimonio non trovano un accordo in merito alla sua divisione. Salvo diversa previsione, l'amministratore patrimoniale o l'esecutore sarà il soggetto chiamato a dividere il patrimonio se questi non è titolare di una quota di esso e i titolari delle quote gli chiedono di occuparsi della divisione e non è stato indicato nessun altro soggetto a tal fine.

Il soggetto chiamato a dividere il patrimonio deve stabilire il luogo e la data in cui il patrimonio sarà diviso e deve convocare, con modalità verificabili, i titolari delle quote del patrimonio. Il soggetto chiamato a distribuire il patrimonio deve adoperarsi per garantire che i titolari delle quote siano d'accordo con la distribuzione. In caso di raggiungimento di un accordo siffatto, il patrimonio deve essere diviso in modo conforme. In mancanza di accordo, il soggetto chiamato a compiere la divisione ripartisce il patrimonio in modo tale da riconoscere a ciascun titolare di quota una parte della proprietà totale. Se il patrimonio non può essere diviso in altro modo, il giudice ordina, per volontà del soggetto chiamato a compiere la divisione, che determinati beni o, se necessario, tutti i beni che compongono il patrimonio siano da esso venduti. Egli predispone e sottoscrive un verbale di divisione del patrimonio. Il titolare di una quota del patrimonio può contestare la divisione compiuta dal soggetto chiamato ad effettuare la distribuzione, presentando un reclamo contro gli altri titolari di quote entro sei mesi dalla distribuzione.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Un soggetto può divenire erede se è legato da un rapporto di famiglia, di coniugio o di adozione con il de cuius, come richiesto dalla legge. Un beneficiario può essere una persona fisica o giuridica.

Solo una persona che sia in vita al momento della morte del de cuius o del testatore può essere erede o beneficiario. Un'eccezione è data dal figlio concepito prima della morte del de cuius e nato successivamente vivo.

Un erede o un beneficiario che intenda far valere i propri diritti dovrebbe accettare l'eredità o affermare il proprio diritto nei confronti della persona o delle persone che hanno accettato l'eredità. Se l'eredità non è stata divisa, la domanda deve essere presentata alla persona che amministra il patrimonio. La domanda può anche essere presentata in sede giudiziale. L'erede o il beneficiario deve aver cura dell'eredità o della volontà ricevuta se si è fatto carico del patrimonio da solo o con altre persone, se ha partecipato alla preparazione della documentazione relativa al patrimonio o alla distribuzione o se ha compiuto altre azioni rispetto alla proprietà in questione.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Il titolare di una quota del patrimonio del defunto non ha alcuna responsabilità personale per i debiti del defunto. Il titolare di una quota del patrimonio del defunto cui è stato richiesto di predisporre la documentazione relativa al patrimonio risponde dei debiti del defunto solo se omette di presentare la documentazione in parola entro i termini.

I debiti del defunto e del suo patrimonio sono estinti attingendo ai beni del patrimonio stesso. I titolari di quote del patrimonio del defunto rispondono però personalmente per ogni debito o passività contratto in ragione dell'eredità.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

I documenti richiesti ai fini dell'iscrizione della proprietà immobiliare variano a seconda che essa sia stata trasferita in base alla successione o mediante testamento. Nel richiedere la conferma dell'iscrizione nel registro immobiliare sulla base della successione, occorre trasmettere, unitamente alla richiesta, l'inventario dei beni, il verbale di divisione del patrimonio, l'albero genealogico del defunto, eventuali registrazioni attinenti alla divisione del patrimonio e la documentazione relativa alla consegna dei beni ereditati. Il richiedente deve anche dimostrare che la divisione del patrimonio ha acquisito efficacia legale, allegando un documento di accettazione sottoscritto da tutti i titolari delle quote di patrimonio del defunto o un certificato avente effetti legali rilasciato da un giudice competente per il luogo di residenza del defunto.

Nel richiedere la conferma dell'iscrizione nel registro immobiliare sulla base del testamento, occorre trasmettere, unitamente alla richiesta, l'inventario dei beni, l'albero genealogico del defunto, il testamento in originale, un certificato attestante che il testamento ha efficacia legale e prova del fatto che tutti gli eredi sono stati informati del testamento. L'albero genealogico non deve essere allegato alla domanda nei casi in cui è richiesta la certificazione dell'elenco dei titolari delle quote inserito nell'inventario dei beni.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Non è obbligatorio chiedere la nomina di un amministratore patrimoniale. Il giudice, se gli è fatta richiesta in tal senso, è tenuto a procedere alla nomina di un amministratore affinché si prenda cura del patrimonio. La richiesta può essere avanzata da ogni titolare di una quota di patrimonio del defunto, dall'esecutore o dal beneficiario del testamento. I beni che compongono il patrimonio possono anche essere trasferiti all'amministratore patrimoniale affinché vengano da questi amministrati su richiesta di un creditore del patrimonio o del defunto o dalla persona responsabile dei debiti del defunto.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

I titolari di quote di patrimonio del defunto gestiscono congiuntamente la proprietà che compone l'asse ereditario, salvo che siano state previste disposizioni speciali per tale gestione. Essi possono anche concordare l'amministrazione congiunta del patrimonio e prevedere che il patrimonio resti indiviso sino a diversa comunicazione o sino a una determinata data.

Il patrimonio del defunto può essere affidato in gestione a un amministratore patrimoniale mediante decisione giudiziale. In tal caso, l'amministrazione congiunta dei titolari delle quote di patrimonio cessa ed essi non possono più adottare decisioni in merito al patrimonio del de cuius, anche se tali decisioni sono adottate all'unanimità.

Il defunto può aver nominato una determinata persona per amministrare il patrimonio come esecutore del suo testamento. Il compito dell'esecutore è garantire la liquidazione del patrimonio e l'esecuzione del testamento. In tali casi, l'esecutore testamentario si occupa delle questioni che sarebbero altrimenti rientrate nella responsabilità dei titolari delle quote di patrimonio o dell'amministratore patrimoniale. La nomina di un esecutore testamentario non preclude la nomina di un amministratore patrimoniale. Se nel testamento è indicato il nome di un esecutore, questi sarà nominato amministratore patrimoniale salvo qualora vi siano buone ragioni per procedere diversamente.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministrazione congiunta del patrimonio del defunto è una forma di amministrazione unanime rispetto alla quale sono previste eccezioni solo per specifici casi. In caso di amministrazione congiunta del patrimonio del defunto, i titolari delle quote rappresentano il patrimonio nei rapporti con i terzi e possono agire ed essere convenuti in giudizio nell'ambito delle controversie vertenti sul patrimonio. Tuttavia, eventuali misure improrogabili possono essere adottate anche se non è possibile raccogliere il consenso di tutte le persone titolari di una quota del patrimonio. I titolari di quote possono autorizzare un singolo affinché si occupi del patrimonio ereditario.

Il giudice, nel nominare un amministratore patrimoniale, emette un atto di nomina che specifica i beni cui esso si riferisce. I poteri dell'amministratore patrimoniale si riferiscono soltanto al patrimonio per il quale esso è stato nominato. Dopo che il patrimonio del defunto è stato trasferito in gestione all'amministratore patrimoniale, quest'ultimo lo rappresenta nei rapporti con i terzi. Egli può agire ed essere convenuto in giudizio in relazione a questioni attinenti al patrimonio. L'amministratore patrimoniale adotta tutte le misure necessarie per liquidare il patrimonio. Egli è tenuto a chiedere l'opinione dei titolari delle quote del patrimonio del defunto rispetto a questioni che assumono importanza per uno o più di essi. Tuttavia, anche in tali casi, il consenso dei titolari delle quote di patrimonio non è una condizione essenziale dell'azione dell'amministratore patrimoniale.

L'ambito dei poteri dell'esecutore durante il procedimento di liquidazione dipende dal testamento. Salvo ivi diversamente previsto, l'esecutore testamentario ha gli stessi poteri dell'amministratore patrimoniale.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

I documenti attestanti lo status di legatario o di beneficiario che devono essere redatti durante il procedimento successorio sono l'inventario dei beni e il registro di divisione del patrimonio.

L'inventario dei beni deve indicare i titolari di quote di patrimonio del defunto, i beni e le passività del defunto, i beneficiari e il coniuge superstite (se il coniuge non è titolare di una quota di patrimonio).

Il registro di divisione del patrimonio sta alla base della divisione del patrimonio. Tuttavia, non si tratta di un documento esecutivo, nel senso che non può essere impiegato per avviare un'azione esecutiva o quale strumento di trasferimento della gestione. Ogni provvedimento esecutivo necessita di un distinto provvedimento giudiziale avente valore legale.

In Finlandia non è riconosciuta la nozione di valore probatorio formale di un documento.

Ultimo aggiornamento: 02/03/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Informazioni generali - Svezia

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Chiunque abbia compiuto 18 anni può redigere testamento. Un testamento non è valido se è stato redatto sotto l'influenza di una malattia psichica. Per essere valido, il testamento deve essere redatto per iscritto e firmato dal testatore. Il testamento necessita inoltre della presenza di testimoni e deve essere firmato da due testimoni contemporaneamente. I testimoni devono sapere che quello cui stanno assistendo è un testamento, ma non sono tenuti a conoscerne il contenuto.

I due testimoni devono aver compiuto 15 anni e non possono essere il coniuge, il partner convivente, un fratello, una sorella o un parente diretto e non possono avere un rapporto di affinità con il testatore. Non può fungere da testimone neppure il destinatario dei beni o il coniuge, il partner convivente, il fratello, la sorella, il parente diretto o chi ha un'affinità con la persona cui sono devoluti i beni.

Il testatore può redigere un "testamento speciale" quando è impossibilitato a ricorrere alle modalità sopra descritte in ragione di una malattia o di un'altra situazione di emergenza. Il testamento può essere reso verbalmente di fronte a due testimoni o essere redatto e firmato dal testatore.

Chiunque intenda far annullare un testamento deve impugnarlo in sede giudiziale. L'azione in parola deve essere presentata entro sei mesi dal ricevimento del testamento.

Gli atti di disposizione del patrimonio sono validi solo se rispettano le disposizioni in materia di testamenti. Sono quindi nulli i patti successori e gli altri accordi diretti a disciplinare il trasferimento di proprietà mortis causa.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In Svezia non esistono disposizioni in materia di registrazione dei testamenti.

Per garantire che esista un testamento e che esso sia rinvenuto dopo la morte del testatore, quest'ultimo dovrebbe informare una persona di sua fiducia del luogo in cui è conservato. È usuale che i testamenti siano conservati presso lo studio di un avvocato o in banca. Se dopo la morte del testatore non può essere reperito un testamento, la successione si apre in base alle disposizioni di legge. Se il testamento è rinvenuto in un momento successivo, il patrimonio può essere ridistribuito. Il termine di prescrizione è di dieci anni.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Sì, se una persona è coniugata e/o ha dei figli il suo diritto di disporre dei beni è soggetto a limiti.

Se il testatore era sposato, il coniuge superstite può ricevere proprietà che, unitamente a quanto da egli ricevuto all'atto della divisione della proprietà comune o che costituiva il patrimonio esclusivo, corrisponde a quattro volte l'importo base a norma del capo 2, sezioni 6 e 7, del codice della sicurezza sociale svedese (2014: 44 400 SEK x 4=177 600 SEK) (regola dell'importo base). Tale diritto sussiste a condizione che il patrimonio abbia valore sufficiente. Ciò significa che se non ci sono proprietà di tale valore, il coniuge superstite eredita le proprietà esistenti. Il testamento che limiti tale diritto è invalido sul punto.

I figli del defunto sono chiamati a ereditare e hanno diritto a ottenere la quota di legittima. Tale quota è pari alla metà della quota di eredità dovuta per legge agli eredi. In base alla legge, gli eredi del testatore hanno pari diritti all'eredità. I testamenti che limitino la quota di legittima sono nulli rispetto a tale punto. Per ricevere la quota di legittima, gli eredi devono chiedere una modifica entro sei mesi dal ricevimento del testamento.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di specifici atti di disposizione del patrimonio, l'eredità è distribuita in linea con le disposizioni previste in materia dalla legge. Per poter ereditare, la persona deve essere in vita al momento della morte del testatore. Anche chi è stato concepito al momento della morte del testatore, ma è nato successivamente, può ereditare.

Esistono tre categorie di eredi. La prima categoria comprende i figli e i nipoti del testatore. La seconda comprende i genitori e i fratelli o sorelle del testatore, mentre la terza comprende i nonni e i loro figli, vale a dire i fratelli o sorelle dei genitori del testatore. L'eredità è distribuita equamente tra ciascun ramo. La seconda categoria di eredi non è chiamata a ereditare se è in vita qualcuno della prima. La terza categoria di eredi è chiamata a succedere se nessuno della seconda categoria è in vita.

Se il defunto era coniugato, il patrimonio è devoluto al coniuge superstite. Dopo il decesso del coniuge superstite erediteranno gli eredi comuni; se non vi sono eredi comuni, subentrano in successione gli eredi della seconda o della terza categoria. Gli eredi comuni hanno quindi diritto di ereditare come eredi di seconda categoria dopo la morte del coniuge superstite.

Se alcuni degli eredi del testatore non sono eredi del coniuge superstite, essi hanno diritto di ricevere la loro quota dopo la morte del testatore.

Se non ci sono eredi, il patrimonio è devoluto al fondo successioni svedese.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

La distribuzione dell'asse ereditario avviene nella maggior parte dei casi senza l'intervento delle autorità. Sono infatti le parti che hanno diritto a ereditare, i proprietari comuni del patrimonio del defunto, a dividere tra di loro il patrimonio dopo la morte. Le parti titolari del patrimonio sono il coniuge superstite oppure il partner convivente, gli eredi e i legatari a titolo universale. Tre mesi dopo la morte, deve essere presentato un inventario dei beni all'ufficio delle entrate svedese (Skatteverket). Detto inventario elenca i beni e le passività che compongono il patrimonio del defunto. Esso indica inoltre chi ha diritto di rappresentare il patrimonio. L'ufficio delle entrate svedese è anche l'autorità competente a ricercare un erede di cui non è noto l'indirizzo mediante la pubblicazione di un annuncio sul Post- och Inrikes Tidningar.

Su richiesta di una delle parti titolari del patrimonio, il giudice può ordinare che i beni siano affidati in gestione a un amministratore ufficiale dei beni e nominarne uno. Se le parti non riescono a trovare un accordo sulla divisione del patrimonio, è nominato un incaricato speciale alla distribuzione del patrimonio. Tale persona può imporne la distribuzione. Esso è nominato dal giudice ordinario competente.

Anche le controversie in materia di successione sono definite dal giudice ordinario competente.

Se una delle parti titolari del patrimonio è minorenne o legalmente incapace, viene nominato un custode. Il custode è nominato dal tutore responsabile.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Non sono richieste modalità speciali di accettazione dei diritti di erede su un'eredità. L'erede deve tuttavia rendere nota la sua identità e, se è titolare del patrimonio, deve contribuire alla sua gestione.

Se una persona è stata nominata erede mediante un testamento, il legatario che voglia affermare il proprio diritto deve informare del testamento gli eredi legittimi. La notifica del testamento avviene mediante consegna di una sua copia autentica e conferma del ricevimento da parte dell'erede o degli eredi. A seguito della notifica, qualunque erede che ritenga che il testamento debba essere dichiarato nullo, gli eredi che ne chiedano la rettifica per ottenere la quota di legittima loro spettante o il coniuge superstite che intenda avvalersi della regola dell'importo base, hanno sei mesi per presentare opposizione in sede giudiziale.

L'erede del defunto può rinunciare all'eredità a favore del coniuge superstite. Ciò non comporta una rinuncia all'eredità, ma un rinvio del diritto all'eredità. L'erede potrà ereditare, come erede di secondo grado, dal patrimonio del coniuge superstite e, all'atto della morte di quest'ultimo, riceverà la propria quota di eredità. Qualora l'erede non sia in vita al momento della morte del coniuge superstite, subentreranno in suo luogo i suoi eredi.

L'erede o il legatario possono rinunciare al proprio diritto di ereditare direttamente nei confronti del testatore e quindi prima della sua morte. Tale rinuncia si applica, salvo diversa previsione, agli eredi del testatore. Tuttavia, l'erede o gli eredi hanno sempre diritto di ricevere la quota di legittima.

Se un erede o un legatario rinuncia o non avanza pretese sulla propria eredità, l'agenzia delle entrate svedese può chiedergli di dichiarare i propri diritti entro sei mesi da tale richiesta. Se l'erede o il legatario non fanno valere i propri diritti, essi perdono il diritto a succedere. Una persona può rinunciare ai suoi diritti sino alla distribuzione del patrimonio.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Quando il testatore muore, le parti titolari del patrimonio, vale a dire il coniuge superstite o il partner convivente, gli eredi e i legatari a titolo universale, sono tenuti ad amministrare congiuntamente le proprietà del defunto. Essi sono tenuti a redigere un inventario dei beni e a presentarlo all'ufficio delle imposte svedesi. Se i beni eccedono i debiti, l'importo residuo è distribuito come previsto dalla legge o nel testamento. Il patrimonio è ripartito mediante un atto di divisione del patrimonio che è redatto dagli eredi e dai legatari a titolo universale. L'atto di divisione del patrimonio deve essere redatto per iscritto e firmato dagli eredi. Se gli eredi non riescono a trovare un accordo in merito alla divisione, può essere nominato un incaricato a tal fine e può essere effettuata una divisione obbligatoria. Se è nominato un esecutore, questi sarà responsabile della divisione.

Se il defunto era coniugato o conviveva, si procede di norma alla divisione del patrimonio comune. La divisione del patrimonio comune è compiuta prima della divisione del patrimonio del defunto.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Una persona assume la qualità di erede in base alla legge. Per divenire erede, la persona deve essere in vita nel momento in cui il testatore muore. In alternativa, deve essere concepito al momento della morte e nascere successivamente. Esistono tre diverse classi di soggetti aventi titolo a ereditare; per maggiori informazioni, si veda il quarto quesito.

Si diviene legatario mediante l'assegnazione di un bene effettuata con un testamento valido. Se il legatario non è in vita quando il testatore muore, subentrano in suo luogo i suoi parenti a condizione che abbiano titolo di ereditare in base alla successione ab intestato.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

No, gli eredi non rispondono dei debiti del defunto. Quando una persona muore, i suoi beni e i suoi debiti ricadono nell'asse ereditario. Il patrimonio ha personalità giuridica autonoma e assume pertanto diritti ed obbligazioni proprie. Se i debiti eccedono i beni, si apre una procedura fallimentare sul patrimonio e non può essere effettuata nessuna divisione dell'eredità.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Chiunque sia divenuto proprietario di un bene immobile deve chiedere che l'acquisto sia iscritto (registrazione del titolo) presso il registro immobiliare nazionale svedese (Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.lantmateriet.se/), di norma entro tre mesi dall'acquisto. Chi chiede l'iscrizione del titolo deve presentare il documento di acquisto e gli altri documenti necessari per giustificarlo. Ciò significa che, ad esempio, in caso di compravendita deve essere presentato in particolare l'atto di compravendita. Se la proprietà è stata acquistata in forza di una successione, in linea di principio, ai fini dell'iscrizione è sufficiente in taluni casi (se è solo uno il titolare del patrimonio) l'inventario dei beni registrati in originale e in copia autentica. Negli altri casi deve essere presentato l'atto di divisione del patrimonio in originale e in copia autentica. Può essere necessario presentare ulteriori documenti, quali ad esempio il consenso del tutore responsabile se il titolare del patrimonio è un minore o una persona legalmente incapace. In alcuni casi è possibile chiedere l'iscrizione presentando un testamento che ha acquisito efficacia legale, in luogo dell'atto di divisione del patrimonio.

Chi per ultimo chiede l'iscrizione del titolo è considerato il proprietario.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

La nomina di un amministratore patrimoniale ufficiale è obbligatoria se richiesta da un titolare del patrimonio. Essa può essere chiesta da un legatario, ossia una persona cui è stato attribuito con il testamento uno specifico bene. L'amministratore patrimoniale è nominato dal giudice competente. L'amministratore patrimoniale deve avere le conoscenze richieste per gestire il patrimonio.

Il testatore può prevedere nel suo testamento che un esecutore si occupi della gestione del patrimonio in luogo degli eredi e dei legatari a titolo universale.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

In primis, i titolari del patrimonio, ossia il coniuge superstite o il partner convivente, gli eredi e i legatari a titolo universale. I titolari del patrimonio devono essere elencati nell'inventario dei beni. L'amministratore patrimoniale ufficiale o l'esecutore testamentario eventualmente nominati sono autorizzati a rappresentare il patrimonio in luogo dei titolari del patrimonio.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore patrimoniale ufficiale è incaricato di analizzare i beni e i debiti del patrimonio e di gestire la proprietà. Occorre inoltre stabilire quali siano gli eredi o legatari al fine di distribuire il patrimonio nel rispetto delle disposizioni in materia di successione o del testamento. L'amministratore patrimoniale è inoltre autorizzato a firmare i documenti ufficiali necessari a tal fine. Sono previsti taluni limiti ai poteri dell'amministratore patrimoniale, ad esempio, nell'alienare i beni immobili, egli deve avere il consenso scritto di tutti i proprietari comuni o, se tale consenso non può essere ottenuto, l'autorizzazione del competente giudice distrettuale.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

I documenti più comuni sono l'inventario dei beni e l'atto di divisione del patrimonio.

Inventario dei beni: a seguito dell'inventariazione del patrimonio, cui devono essere invitati tutti gli eredi e i legatari, è redatto un inventario dei beni che deve essere presentato all'agenzia delle entrate svedese. L'inventario indica in particolare chi sono gli eredi e i legatari, nonché i beni e le passività del patrimonio. La persona che meglio di tutti conosce il patrimonio, il soggetto chiamato a presentare l'inventario, deve certificare solennemente la correttezza delle informazioni ivi contenute. Due persone devono certificare che ogni cosa è stata correttamente verbalizzata nell'inventario del patrimonio. All'inventario deve essere allegato il testamento e l'accordo prematrimoniale. L'ufficio delle entrate svedese registra l'inventario del patrimonio. Un inventario dei beni registrato è importante a fini civilistici. Detto documento, da solo o insieme all'atto di divisione del patrimonio, può fungere da documento di identificazione dei titolari del patrimonio, ad esempio quando deve essere ritirato del denaro dal conto o dai conti correnti bancari del defunto e quando deve essere presentata una richiesta di iscrizione di un titolo di proprietà.

Atto di divisione del patrimonio: nel distribuire il patrimonio deve essere redatto un atto di divisione. Il documento in parola deve essere redatto per iscritto e firmato dall'erede e/o dai legatari. L'atto di divisione del patrimonio è anche importante a fini civilistici e costituisce un documento di identificazione dei titolari del patrimonio.

La legge svedese applica il principio della libera valutazione delle prove: ciò significa che non esistono disposizioni specifiche indicanti il valore probatorio da riconoscere a un determinato documento.

Ultimo aggiornamento: 23/10/2015

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Informazioni generali - Inghilterra e Galles

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

La disposizione a causa di morte è redatta dal testatore o dai testatori. Non è richiesta una consulenza giuridica né la partecipazione di un operatore del diritto.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Non è necessario registrare il testamento.

Il testamento determina la devoluzione dell'asse ereditario in capo agli esecutori a seguito del decesso del cuius. Esso non determina il trasferimento della proprietà.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

No, ma determinati familiari e altre persone a carico del de cuius possono chiedere all'autorità giudiziaria di disporre un'assegnazione in loro favore a carico dell'asse ereditario ai sensi dell'Il link si apre in una nuova finestraInheritance (Provision for Family and Dependants) Act 1975 [legge del 1975 sulle successioni (provvedimenti a favore dei familiari e delle persone a carico)].

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se o nella misura in cui il de cuius non ha lasciato un testamento valido, l'asse ereditario viene ripartito secondo le regole della successione intestata stabilite dall'Il link si apre in una nuova finestraAdministration of Estates Act 1925 [legge del 1925 sulla gestione degli assi ereditari], come modificato.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il patrimonio del de cuius si devolve agli esecutori. Questi ultimi possono chiedere l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria a disporre dell'asse ereditario (l'omologazione del testamento o l'autorizzazione ad amministrare il patrimonio in caso di successione intestata). L'autorizzazione giudiziale ratifica il potere degli esecutori di gestire l'asse ereditario conformemente al testamento o alle regole della successione intestata, a seconda dei casi. Le controversie relative ai diritti di successione o all'omologazione/autorizzazione possono essere sottoposte all'autorità giudiziaria. I procedimenti giurisdizionali sono disciplinati dalle Il link si apre in una nuova finestraNon-Contentious Probate Rules (norme sul procedimento non contenzioso in materia di successioni) o dalle Il link si apre in una nuova finestraCivil Procedure Rules (regolamento di procedura civile).

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Gli esecutori devono provvedere all'individuazione e alla raccolta dei beni del patrimonio del de cuius, al pagamento dei debiti a suo carico (comprese le Il link si apre in una nuova finestraimposte di successione) e alla distribuzione del residuo tra i beneficiari conformemente al testamento o alle regole della successione intestata.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Alla morte del de cuius o, nel caso dei beneficiari deceduti durante l'amministrazione dell'asse ereditario, alla morte del dante causa.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

No. I debiti sono a carico del patrimonio del de cuius.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Come indicato nella risposta alla domanda 5, l'asse ereditario si devolve agli esecutori del de cuius, i quali devono trasferire i beni immobili ai beneficiari nell'ambito dell'amministrazione del patrimonio. I beneficiari devono fornire al Registro immobiliare la prova dell'autorizzazione giudiziale e del trasferimento conformemente alle pertinenti Land Registration Rules (norme sulla registrazione dei beni immobili).

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Si veda la risposta alla domanda 9.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Si veda la risposta alla domanda 9.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Si veda la risposta alla domanda 9.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Gli esecutori amministrano l'asse ereditario e ne distribuiscono l'attivo netto. Le modalità di cessione dei beni dipendono dalla natura degli stessi. Alcuni beni possono essere trasmessi mediante trasferimento del possesso. Le somme di denaro possono essere pagate mediante assegno. Si veda la domanda 9 relativa ai beni immobili.

Ultimo aggiornamento: 27/12/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua inglese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Informazioni generali - Irlanda del Nord

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

La disposizione a causa di morte è redatta dal testatore o dai testatori. Non è richiesta una consulenza giuridica né la partecipazione di un operatore del diritto.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Non è necessario registrare il testamento.

Il testamento determina la devoluzione dell'asse ereditario in capo agli esecutori a seguito del decesso del cuius. Esso non determina il trasferimento della proprietà.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Le quote dei comproprietari defunti si devolvono automaticamente ai comproprietari superstiti.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se o nella misura in cui il de cuius non ha lasciato un testamento valido, l'asse ereditario viene ripartito secondo le regole della successione intestata stabilite dall'Il link si apre in una nuova finestraAdministration of Estates Act (Northern Ireland) 1955 [legge del 1955 sull'amministrazione degli assi ereditari (Irlanda del Nord)], come modificato.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il patrimonio del de cuius si devolve agli esecutori. Questi ultimi possono chiedere l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria a disporre dell'asse ereditario (l'omologazione del testamento o l'autorizzazione ad amministrare il patrimonio in caso di successione intestata). L'autorizzazione giudiziale ratifica il potere degli esecutori di gestire l'asse ereditario conformemente al testamento o alle regole della successione intestata, a seconda dei casi. Le controversie relative ai diritti di successione o all'omologazione/autorizzazione possono essere sottoposte all'autorità giudiziaria. I procedimenti giurisdizionali sono disciplinati dalle Il link si apre in una nuova finestraCounty Court Rules (NI) 1981 [regolamento di procedura dei tribunali di contea (Irlanda del Nord) del 1981] e dalle Il link si apre in una nuova finestraRules of the Court of Judicature (NI) 1980 [regolamento di procedura giudiziaria (Irlanda del Nord) del 1980].

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Gli esecutori devono provvedere all'individuazione e alla raccolta dei beni del patrimonio del de cuius, al pagamento dei debiti a suo carico (comprese le Il link si apre in una nuova finestraimposte di successione) e alla distribuzione del residuo tra i beneficiari conformemente al testamento o alle regole della successione intestata.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Al decesso del de cuius o, nel caso dei beneficiari deceduti durante l'amministrazione dell'asse ereditario, al decesso del dante causa.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

No. I debiti sono a carico del patrimonio del de cuius.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Gli esecutori trasferiscono i beni immobili ai beneficiari nell'ambito dell'amministrazione dell'asse ereditario. I beneficiari possono essere tenuti a fornire al Registro immobiliare o al Registro degli atti la prova dell'autorizzazione e del trasferimento conformemente alle Il link si apre in una nuova finestraLand Registration Rules (Northern Ireland) 1994 [norme del 1994 sulla registrazione dei beni immobili (Irlanda del Nord)] o ai Il link si apre in una nuova finestraRegistration of Deeds Regulations (Northern Ireland) 1997 [regolamento del 1997 sulla registrazione degli atti (Irlanda del Nord)].

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Si veda la risposta alla domanda 9.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Si veda la risposta alla domanda 9.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Si veda la risposta alla domanda 9.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Gli esecutori amministrano l'asse ereditario e ne distribuiscono l'attivo netto. Le modalità di cessione dei beni dipendono dalla natura degli stessi. Alcuni beni possono essere trasmessi mediante trasferimento del possesso. Le somme di denaro possono essere pagate mediante assegno. Si veda la domanda 9 relativa ai beni immobili.

Ultimo aggiornamento: 10/04/2018

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

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Informazioni generali - Scozia

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

I beni di una persona possono essere trasmessi a un'altra per causa di morte mediante legato testamentario. Secondo il Il link si apre in una nuova finestraWriting (Scotland) Act 1995 [legge del 1995 sul requisito della forma scritta (Scozia)], i testamenti redatti dopo il 1° agosto 1995 devono essere redatti per iscritto e firmati dal testatore.

In caso di comproprietà di beni mobili o immobili, può essere disposto che la quota del comproprietario defunto si devolva al comproprietario superstite (tale disposizione è comunemente nota come clausola di accrescimento).

Può inoltre essere previsto, mediante una clausola di destinazione speciale, che alla morte del proprietario o comproprietario un bene o la relativa quota si trasmettano a una determinata persona.

In mancanza di testamento, di una clausola di accrescimento o di una clausola di destinazione speciale, il patrimonio viene ripartito conformemente al Il link si apre in una nuova finestraSuccession (Scotland) Act 1964 [legge scozzese del 1964 sulle successioni].

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In Scozia non è necessario registrare il testamento.

I titoli relativi a beni mobili o immobili, compresi quelli soggetti a clausole di destinazione speciale o di accrescimento, devono essere trascritti nel Il link si apre in una nuova finestraRegister of Sasines (registro dei diritti immobiliari) o nel Il link si apre in una nuova finestraLand Register of Scotland (registro immobiliare scozzese).

In alcuni casi, i diritti su beni mobili, compresi quelli soggetti a una clausola di destinazione speciale o di accrescimento, devono essere registrati, ad esempio nel registro degli azionisti di una società.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Secondo la legge scozzese, i figli e il coniuge o partner civile superstite possono far valere diritti legali su beni mobili alla morte del genitore/coniuge/partner civile anche nel caso in cui il de cuius abbia lasciato testamento. I diritti legali sono uno strumento di tutela contro la diseredazione. I figli hanno diritto a ripartire tra loro un terzo dei beni mobili del de cuius (denaro, azioni, ecc.), nel caso in cui vi sia un coniuge o partner civile superstite, oppure la metà di tali beni in mancanza di coniuge o partner civile superstite. Il coniuge o partner civile superstite ha diritto a un terzo dei beni mobili del de cuius (denaro, azioni, ecc.) se questi ha lasciato figli, oppure alla metà di tali beni, se il de cuius non ha lasciato figli.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Il patrimonio ereditario si devolve secondo le regole della legge scozzese del 1964 sulle successioni nel seguente ordine.

a) DIRITTI PRIORITARI

La vedova, il vedovo o il partner civile superstite godono di un diritto prioritario sul patrimonio dell'ex coniuge o dell'ex partner civile.

Se il de cuius era proprietario dell'abitazione in cui vive il/la superstite, quest'ultimo/a può far valere i propri diritti su tale casa, il suo mobilio e i suoi arredi, entro determinati limiti. Il/la superstite può rivendicare:

  • l'abitazione, se il valore della stessa è inferiore a 473 000 GBP;
  • il mobilio e gli arredi, entro il limite di 29 000 GBP;
  • se il de cuius ha lasciato figli o discendenti, il superstite ha diritto ai primi 50 000 GBP del valore del patrimonio. Se il de cuius non ha lasciato figli né discendenti, il superstite ha diritto ai primi 89 000 GBP.

b) DIRITTI LEGALI

Se, una volta soddisfatti i "diritti prioritari", rimangono ancora beni nel patrimonio ereditario, il coniuge o partner civile superstite e i figli godono di determinati "diritti legali" sui "beni mobili" del defunto, come indicato nella risposta 3.

c) ASSE EREDITARIO RESIDUO

Una volta soddisfatti i diritti prioritari e i diritti legali, la parte rimanente del patrimonio che non forma oggetto di disposizione per causa di morte "si devolve" secondo le regole legali, ai soggetti e nell'ordine di seguito indicati:

  • i figli;
  • se vi sono almeno un genitore e fratelli o sorelle superstiti, il patrimonio viene diviso a metà tra il genitore o i genitori e i fratelli o sorelle;
  • i fratelli e le sorelle, in mancanza di un genitore superstite;
  • i genitori, in mancanza di fratelli o sorelle superstiti;
  • il coniuge o partner civile superstite;
  • gli zii o le zie (di entrambe le linee parentali);
  • i nonni (di entrambe le linee parentali);
  • i fratelli e le sorelle dei nonni (di entrambe le linee parentali);
  • altri ascendenti – più remoti dei nonni;
  • la Corona.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Nella maggior parte dei casi, l'esecutore (nominato dal de cuius o dalla sheriff court – tribunale di primo grado) deve ottenere l'autorizzazione (confirmation) della sheriff court. In virtù di tale provvedimento, l'esecutore può amministrare i beni indicati nell'inventario del patrimonio ereditario allegato alla domanda di autorizzazione e risolvere tutte le questioni successorie inerenti a tali beni.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

  • Nella maggior parte dei casi, il patrimonio deve essere amministrato da un esecutore, nominato nel testamento oppure designato dalla sheriff court (denominato executor dative) in mancanza di un testamento valido o nel caso in cui gli esecutori nominati non possano o non vogliano adempiere l'incarico.
  • Nella maggior parte dei casi, l'esecutore o gli esecutori devono chiedere l'autorizzazione della sheriff court ad amministrare il patrimonio ereditario.
  • Nella maggior parte dei casi, l'esecutore testamentario nominato dall'autorità giudiziaria deve stipulare un'assicurazione contro i danni (bond of caution) prima di assumere la gestione dell'asse ereditario.
  • Alla domanda di autorizzazione deve essere allegato un inventario contenente l'elenco di tutti i beni del patrimonio ereditario, unitamente all'eventuale testamento.
  • Il giudice ratifica l'inventario e il potere dell'esecutore di raccogliere tali beni.
  • Una volta raccolto il patrimonio, l'esecutore deve pagare eventuali debiti e imposte prima di ripartire l'asse ereditario conformemente al testamento o alla legge scozzese del 1964 sulle successioni.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Se vi è un testamento, il medesimo indica i beneficiari o la categoria di beneficiari che devono ereditare in tutto o in parte il patrimonio, fatti salvi gli eventuali diritti legali.

In mancanza di testamento, i diritti e l'ordine di successione vengono determinati conformemente alla legge scozzese del 1964 sulle successioni.

In mancanza di testamento, il convivente superstite può inoltre chiedere all'autorità giudiziaria, entro sei mesi dal decesso del cuius, di disporre un'assegnazione in suo favore a carico del patrimonio ereditario ai sensi del Il link si apre in una nuova finestraFamily Law (Scotland) Act 2006 [legge del 2006 sul diritto di famiglia (Scozia)].

La "devoluzione" è il momento in cui il beneficiario acquista un diritto patrimoniale su un legato. Conformemente alla legge scozzese del 1964 sulle successioni, il patrimonio ereditario si devolve all'esecutore, che deve amministrarlo. In questa fase il beneficiario acquista un diritto personale nei confronti dell'esecutore per la consegna dell'oggetto del legato. Nel momento in cui l'oggetto del legato viene consegnato al beneficiario, quest'ultimo acquista un "diritto reale".

I tempi della devoluzione dipendono dalla volontà del de cuius risultante dal testamento.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

L'esecutore deve pagare tutti i debiti a carico dell'asse ereditario prima di procedere alla sua ripartizione tra i beneficiari. L'asse ereditario non può essere distribuito prima che siano trascorsi sei mesi dal decesso, in modo che i creditori abbiano il tempo di far valere eventuali diritti. Se un creditore non fa valere il suo diritto entro sei mesi e l'esecutore procede alla ripartizione del patrimonio, i beneficiari sono teoricamente responsabili per gli eventuali debiti nei limiti del loro legato.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

La proprietà di un bene immobile può essere trasferita al beneficiario con una disposizione che deve essere trascritta nel registro immobiliare scozzese, oppure allegando un documento firmato (docket) all'autorizzazione giudiziale (o al certificato di omologazione).

Qualora operi una clausola di accrescimento, il diritto del comproprietario defunto si trasmette automaticamente al comproprietario superstite. In tal caso, nell'atto di proprietà deve essere inserito un estratto del certificato di morte.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

L'autorizzazione giudiziale non è richiesta per tutti i patrimoni ereditari; in alcuni casi si può procedere direttamente al trasferimento senza che sia necessaria tale autorizzazione. Se quest'ultima è necessaria, deve essere nominato un esecutore, designato nel testamento o, su richiesta, dall'autorità giudiziaria.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Il patrimonio ereditario è amministrato da un esecutore, nominato nel testamento o dall'autorità giudiziaria e munito dell'autorizzazione giudiziale. Tuttavia, in alcuni casi il patrimonio del defunto può essere trasferito senza che occorra detta autorizzazione.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

  • Raccogliere i beni indicati nell'inventario della domanda di autorizzazione/omologazione.
  • Pagare debiti e imposte.
  • Ripartire il residuo tra i beneficiari conformemente al testamento o, in mancanza, secondo la legge scozzese del 1964 sulle successioni.
  • Riscuotere i crediti del de cuius.
  • Se il de cuius ha subito lesioni personali prima del decesso, l'esecutore può far valere gli stessi diritti di risarcimento che spettavano al de cuius.
  • L'esecutore può proseguire le azioni di risarcimento per lesioni personali avviate dal de cuius prima del decesso.
  • Se, prima del decesso, il de cuius aveva promosso un'azione risarcitoria per diffamazione, il diritto di risarcimento può essere trasmesso all'esecutore.
  • Se il de cuius aveva diritto a un risarcimento per inadempimento contrattuale, l'esecutore può promuovere o proseguire la relativa azione.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Non esistono documenti la cui emissione sia necessaria per dimostrare lo status e i diritti dei beneficiari. I beni vengono trasferiti ai beneficiari dall'esecutore che amministra il patrimonio ereditario; in alcuni casi il trasferimento comporta la cessione formale del titolo ed eventualmente la trascrizione della stessa in un pubblico registro. Come già indicato, qualora operi una clausola di accrescimento, la quota di comproprietà si trasmette automaticamente al comproprietario superstite e nell'atto di proprietà deve essere inserito un estratto del certificato di morte. In Scozia, il procedimento di autorizzazione giudiziale prevede la presentazione di un modulo relativo alle imposte di successione, anche nel caso in cui tali imposte non siano dovute.

Ultimo aggiornamento: 24/05/2016

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

La versione originale in lingua inglese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Informazioni generali - Gibilterra

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

La disposizione a causa di morte è redatta dal testatore o dai testatori. Non è richiesta una consulenza giuridica né la partecipazione di un operatore del diritto.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Non è necessario registrare il testamento.

Il testamento determina la devoluzione dell'asse ereditario in capo agli esecutori a seguito del decesso del cuius. Esso non determina il trasferimento della proprietà.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

No.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se o nella misura in cui il de cuius non ha lasciato un testamento valido, l'asse ereditario viene ripartito secondo le regole della successione intestata stabilite dall'Il link si apre in una nuova finestraAdministration of Estates Act 1933 (legge del 1933 sull'amministrazione degli assi ereditari), come modificata.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il patrimonio del de cuius si devolve agli esecutori. Questi ultimi possono chiedere l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria a disporre dell'asse ereditario (l'omologazione del testamento o l'autorizzazione ad amministrare il patrimonio in caso di successione intestata). L'autorizzazione giudiziale ratifica il potere degli esecutori di gestire l'asse ereditario conformemente al testamento o alle regole della successione intestata, a seconda dei casi. Le controversie relative ai diritti di successione o all'omologazione/autorizzazione possono essere sottoposte all'autorità giudiziaria. I procedimenti giurisdizionali sono disciplinati dalle Il link si apre in una nuova finestraNon-Contentious Probate Rules (norme sul procedimento non contenzioso in materia di successioni) o dalle Il link si apre in una nuova finestraCivil Procedure Rules (regolamento di procedura civile).

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Gli esecutori devono provvedere all'individuazione e alla raccolta dei beni del patrimonio del de cuius, al pagamento dei debiti a suo carico e alla distribuzione del residuo tra i beneficiari conformemente al testamento o alle regole della successione intestata.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Alla morte del de cuius o, nel caso dei beneficiari deceduti durante l'amministrazione dell'asse ereditario, alla morte del dante causa.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

No. I debiti sono a carico del patrimonio del de cuius.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Gli esecutori devono trasferire i beni immobili ai beneficiari nell'ambito dell'amministrazione del patrimonio. I beneficiari devono fornire al Registro immobiliare la prova dell'autorizzazione giudiziale e del trasferimento conformemente al Il link si apre in una nuova finestraGibraltar Land Titles Act 2011 (legge del 2011 sui titoli relativi agli immobili ubicati a Gibilterra).

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Si veda la risposta alla domanda 9.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Si veda la risposta alla domanda 9.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Si veda la risposta alla domanda 9.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Gli esecutori amministrano l'asse ereditario e ne distribuiscono l'attivo netto. Le modalità di cessione dei beni dipendono dalla natura degli stessi. Alcuni beni possono essere trasmessi mediante trasferimento del possesso. Le somme di denaro possono essere pagate mediante assegno. Si veda la domanda 9 relativa ai beni immobili.

Ultimo aggiornamento: 01/04/2019

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.