Successioni

Francia
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European Judicial Network
Rete giudiziaria europea (in materia civile e commerciale)

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Consiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

In una situazione transfrontaliera un testamento è valido se è conforme alla legge dello Stato in cui è stato redatto.

Condizioni di base in Francia

• La persona che fa testamento (il testatore) deve essere sana di mente (articolo 901 del codice civile).

• Il testatore deve avere capacità giuridica (articolo 902 del codice civile).

• Sono previste disposizioni speciali per le persone sotto tutela giuridica; in tal senso, i minori di 16 anni non possono fare testamento (articolo 903 del codice civile), mentre i maggiorenni sotto tutelle (tutela) devono essere autorizzati dal giudice o dal consiglio di famiglia (articolo 476 del codice civile). Le persone sotto curatelle (curatela) possono liberamente fare testamento (articolo 470 del codice civile), fatte salve le disposizioni dell’articolo 901.

Requisiti di forma

L’ordinamento francese riconosce quattro tipi di testamento:

• Il testamento olografo: il testatore deve scrivere integralmente, datare e firmare il testamento di proprio pugno (articolo 970 del codice civile).

• Il testamento pubblico: deve essere fatto dinanzi a due notai o dinanzi a un notaio e a due testimoni (articolo 971 del codice civile). In caso di testamento dinanzi a due notai, il testatore lo detta a questi ultimi. La stessa regola vige qualora sia presente un solo notaio. In entrambi i casi, dopo essere stato redatto, il testamento viene letto al testatore (articolo 972 del codice civile). Il testamento deve essere firmato dal testatore in presenza del notaio e dei due testimoni (articolo 973 del codice civile), nonché firmato dal notaio e dai testimoni (articolo 974 del codice civile).

• Il testamento segreto: dattiloscritto o scritto a mano dal testatore o da un’altra persona, è firmato dal testatore e poi consegnato al notaio in busta chiusa e sigillata, in presenza di due testimoni (articolo 976 del codice civile).

• Il testamento internazionale: è consegnato dal testatore al notaio in presenza di due testimoni; viene da questi firmato e poi allegato a un certificato redatto dal notaio presso il quale tali atti verranno conservati (convenzione di Washington del 26 ottobre 1973).

Il testatore può revocare il testamento in ogni momento in virtù dell’articolo 895 del codice civile.

Patti successori

In linea di principio i patti sulle successioni future sono proibiti (articolo 722 del codice civile).

Da gennaio 2007 è tuttavia ammesso che una persona chiamata all’eredità (il figlio) possa rinunciare a priori ad invocare un pregiudizio alla propria eredità a favore di una o più persone aventi o meno la capacità successoria (fratelli o sorelle o suoi discendenti). Si tratta di una rinuncia anticipata all’action en réduction (azione di riduzione) (articolo 929 del codice civile). Per essere valida, la dichiarazione di rinuncia deve essere redatta sotto forma di atto pubblico dinanzi a due notai. Il patto deve indicare anche il nome dei beneficiari dell’eredità (cfr. anche il punto n. 3)

Inoltre, nell’ambito di una donation-partage trans-générationnelle (donazione inter vivos transgenerazionale), una persona chiamata all’eredità (il figlio) può acconsentire a che i propri discendenti ricevano al suo posto tutta o una parte della propria quota (articolo 1078-4 del codice civile).

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Qualsiasi testamento, e in particolare il testamento olografo, può essere registrato dal notaio presso il Fichier central des dispositions de dernières volontés (Registro generale dei testamenti). L’iscrizione nel registro non riguarda il contenuto del testamento, ma solo lo stato civile della persona interessata e le informazioni relative al notaio presso il quale è depositato il testamento. Questo registro ha pertanto lo scopo di indirizzare il richiedente verso il notaio che detiene l’atto e non quello di rivelarne il contenuto.

Dietro presentazione di un estratto del certificato di morte o di qualsiasi altro documento comprovante il decesso della persona di cui si cerca il testamento, chiunque può avere accesso al registro, a condizione che l’interessato si rivolga poi al notaio presso il quale il testamento è registrato. La domanda viene effettuata online: https://www.adsn.notaires.fr/fcddvPublic/profileChoice.htm.

Il notaio potrà comunicare il contenuto del testamento solo agli eredi e ai legatari, salvo ordinanza del presidente del tribunal de grande instance (tribunale civile di primo grado).

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Secondo la normativa francese in materia di successioni, solo i discendenti del de cuius (figli, nipoti, ecc. in ordine di priorità) e il coniuge del defunto, in mancanza di discendenti, hanno diritto a una quota di legittima.

I parenti in linea ascendente e collaterale non hanno diritto a una quota di legittima.

Il diritto a una quota di legittima, che limita la libertà del testatore e la cui importanza varia a seconda del numero di figli del defunto o della qualità dell’héritier réservataire (legittimario) (figlio o coniuge), non può superare i tre quarti del patrimonio. Gli eredi legittimari non possono rinunciare a tale quota senza rinunciare alla successione. D’altra parte, possono rinunciare in anticipo al diritto di esercitare un’azione di riduzione nei confronti delle donazioni eccedenti la quota disponibile (la rinuncia in anticipo all’azione di riduzione di cui al punto 1 relativo ai patti successori).

Tali eredi possono quindi invocare un diritto alla quota di legittima (articolo 721 del codice civile, articolo 912 del codice civile).

• Quota di riserva a favore dei figli: è pari alla metà se il de cuius lascia solo un figlio al momento del decesso, è di due terzi se lascia due figli e di tre quarti se lascia tre o più figli (articolo 913 del codice civile).

• Quota di riserva per il coniuge superstite: la quota al coniuge superstite è pari a un quarto del patrimonio del defunto (articolo 914-1 del codice civile). Tale quota spetta al coniuge solo in mancanza di discendenti e di ascendenti e solo per le successioni aperte dopo il 1º luglio 2002.

Procedura per far valere il diritto alla quota di legittima

L’azione di riduzione consente agli eredi di esercitare il loro diritto alla quota di riserva. Perciò, qualora una donazione diretta o indiretta intacchi la legittima di uno o più eredi, tale donazione può essere dedotta dalla parte disponibile (non riservata) del patrimonio (articolo 920 del codice civile).

L’azione di riduzione può essere avviata unicamente dai legittimari entro cinque anni dall’apertura della successione o entro due anni dalla data in cui viene scoperta l’interferenza (articolo 921 del codice civile).

Qualsiasi legittimario maggiorenne può rinunciare in anticipo al diritto di esercitare un’azione di riduzione (articolo 929 del codice civile). La rinunzia deve essere dichiarata in un atto pubblico redatto dinanzi a due notai e viene firmata separatamente da ognuna delle parti che rinuncia ai propri diritti, in presenza dei soli notai. Tale dichiarazione deve indicare dettagliatamente le conseguenze giuridiche future che ricadranno su ciascuno dei rinunciatari.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di un testamento, la legge francese prescrive il seguente ordine di successione:

• Se il defunto non aveva un coniuge e ha lasciato figli, il patrimonio viene diviso tra i discendenti in parti uguali (articolo 734 e 735 del codice civile).

• Se il defunto non era sposato e non aveva figli, l’eredità viene trasmessa ai suoi genitori, ai fratelli e alle sorelle e ai loro discendenti (articolo 738 del codice civile).

Se il defunto non lascia fratelli o sorelle o loro discendenti, il padre e la madre ereditano ciascuno la metà del patrimonio (articolo 736 del codice civile).

In caso di premorienza della madre e del padre del de cuius, ereditano i suoi fratelli e sorelle o i discendenti di questi ultimi, escludendo altri parenti, ascendenti o collaterali (articolo 737 del codice civile).

• Se il defunto ha lasciato un coniuge, il regime patrimoniale tra i coniugi deve essere liquidato prima ancora della successione. Dopo la liquidazione del regime patrimoniale tra i coniugi derivante dal matrimonio, si procede secondo le seguenti regole:

• Se il defunto lascia il coniuge e i figli, il coniuge superstite può scegliere tra l’usufrutto di tutti i beni esistenti o la proprietà di un quarto del patrimonio, se tutti i figli sono nati dalla coppia, e la proprietà di un quarto, in presenza di uno o più figli che non siano nati dalla coppia (articolo 757 del codice civile). Si considera che il coniuge abbia optato per l’usufrutto se muore senza aver lasciato disposizioni.

• Se il defunto lascia il coniuge e i suoi ascendenti, il coniuge eredita la metà del patrimonio, mentre il padre e la madre ereditano un quarto ciascuno. In caso di premorienza di uno degli ascendenti, il quarto ad esso spettante viene ereditato dal coniuge (articolo 757-1 del codice civile).

• In mancanza di ascendenti o discendenti, l’intero patrimonio viene ereditato dal coniuge superstite (articolo 757-2 del codice civile). In deroga all’articolo 757-2 del codice civile, in mancanza di ascendenti, i fratelli e le sorelle del defunto o i loro discendenti ricevono la metà dei beni in natura compresi nell’eredità, nonché i beni che il defunto aveva ricevuto dai suoi ascendenti per successione o donazione. Si tratta di un diritto reversibile (articolo 757-3 del codice civile). Tutti gli altri beni vengono trasmessi al coniuge superstite.

Partner di un’unione civile

Il partner superstite di un’unione civile non ha diritto alla successione. Può però ricevere un legato.

Il partner di un’unione civile non è quindi considerato un erede del de cuius. Dopo il decesso del suo partner, beneficia soltanto di un diritto di godimento temporaneo gratuito di un anno dell’abitazione familiare (nonché dei mobili che la arredano), a condizione che l’abbia occupata effettivamente e come residenza principale al momento del decesso, in applicazione dell’articolo 515-6 del codice civile. Egli è pertanto chiamato all’eredità unicamente se nominato erede nel testamento.

Quando esistono figli, che siano nati dalla coppia o meno, solo la quota disponibile (non di riserva) può essere devoluta al partner superstite. La quota disponibile del patrimonio varia a seconda del numero di figli: un terzo dell’eredità se i figli sono due, un quarto se i figli sono tre o più (cfr. supra).

In assenza di figli, l’intera eredità può essere devoluta al partner superstite o a un terzo, poiché non vi sono eredi legittimari. Tuttavia, se i genitori del defunto sono ancora vivi, possono chiedere la restituzione dei beni donati al figlio scomparso, in misura pari a un quarto del patrimonio per ciascun genitore in vita (articolo 738-2 del codice civile).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In Francia le successioni sono trattate dai notai, il cui coinvolgimento è obbligatorio se l’eredità comprende beni immobili, mentre è facoltativo in assenza di beni immobili.

Il notaio stabilisce l’ordine di successione mediante atto notorio e redige i certificati che registrano il trasferimento di proprietà dei beni immobili dopo la morte del de cuius. Il notaio assiste gli eredi per quanto riguarda i loro adempimenti fiscali (con la redazione e il deposito della dichiarazione di successione entro i termini stabiliti dalla legge e il pagamento delle imposte di successione). Qualora la natura dei beni lo permetta e a seconda del numero degli eredi e della loro volontà, il notaio procede alla divisione dei beni tra gli eredi preparando un acte de partage (atto di divisione ereditaria).

In caso di controversia, il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione ha competenza materiale e territoriale esclusiva.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

La cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione è competente a ricevere dichiarazioni di rinuncia o di accettazione a concorrenza dell’attivo netto.

Non è richiesto l’espletamento di particolari formalità se l’eredità viene accettata senza riserve.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

La cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione è competente a ricevere le rinunzie ai legati universali e a titolo universale. Ai sensi del diritto francese, non è richiesta una dichiarazione di rinunzia per i legati a titolo particolare.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il diritto di accettazione o rinunzia all’eredità è indivisibile: riguarda l’intero patrimonio e non può quindi essere limitato alla quota di riserva.

Un erede può tuttavia rinunciare a chiedere la riduzione della quota disponibile che intacchi la sua quota di riserva.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

La successione viene aperta al momento del decesso nell’ultimo luogo di domicilio del defunto.

Subito dopo la morte gli eredi hanno a disposizione tre possibilità: accettare l’eredità senza riserve, accettare l’eredità a concorrenza dell’attivo netto o rinunciare all’eredità.

L’accettazione pura e semplice può essere espressa o tacita (articolo 782 del codice civile). Si parla di accettazione tacita quando gli eredi intraprendono azioni che implicano necessariamente la volontà di accettare l’eredità e che essi sono legittimati a intraprendere unicamente in qualità di eredi accettanti (articolo 783 del codice civile).

L’accettazione a concorrenza dell’attivo netto richiede il deposito di una dichiarazione presso la cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui si è aperta la successione (articoli 787 e 788 del codice civile). La dichiarazione è accompagnata o seguita, entro un massimo di due mesi, dall’inventario dei beni ereditari. L’inventario deve essere redatto da un notaio, da un commissaire-priseur (valutatore esperto di vendite all’asta) o da un huissier (ufficiale giudiziario) (articolo 789 del codice civile). In assenza di inventario, si considera che l’eredità sia stata accettata senza riserve (articolo 790 del codice civile). L’inventario deve contenere tutte le voci dell’eredità, sia attive sia passive.

L’accettazione dell’eredità a concorrenza dell’attivo netto consente agli eredi di evitare che il loro patrimonio personale venga confuso con l’eredità, di conservare nei confronti dell’eredità tutti i diritti vantati in precedenza sul patrimonio del defunto e di rispondere dei debiti ereditari solo per il valore del patrimonio ereditato. In tal caso l’erede risponderà dei debiti del defunto solo fino a concorrenza del valore dei beni ricevuti in eredità.

La rinunzia all’eredità non può essere tacita, deve essere espressa. Per essere opponibile a terzi, deve essere inviata o depositata presso il tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione (articolo 804 del codice civile). L’erede rinunciatario si considera come una persona che non sia mai stata chiamata all’eredità.

Il termine per l’esercizio dei diritti di accettazione o rinunzia all’eredità è di dieci anni, termine oltre il quale si presume che abbia rinunciato. All’erede può tuttavia essere intimato di esercitare tale diritto (articolo 771 del codice civile) e in tal caso deve rispondere entro due mesi. Trascorso tale periodo di riflessione, qualora un erede non abbia preso una decisione, si considera che abbia accettato senza riserve.

La regola generale nel diritto francese è la divisione amichevole dell’eredità senza l’intervento del giudice. L’intervento del giudice è necessario solamente qualora esista disaccordo tra gli eredi.

Nella maggior parte dei casi l’eredità viene decisa in via amichevole con l’aiuto di un notaio. In talune circostanze, tuttavia, l’intervento del notaio non è necessario, in particolare se il patrimonio del de cuius non comprende beni immobili. Quando gli eredi consultano un notaio, possono scegliere il notaio che preferiscono. Se non giungono a un accordo sulla scelta di un notaio comune, ciascuno può rivolgersi al proprio.

Una volta scelto il notaio, il passo successivo consiste nella determinazione del patrimonio del de cuius, tenuto conto del regime patrimoniale applicabile al rapporto coniugale del defunto, di eventuali donazioni effettuate in precedenza, ecc. Per determinare quali beni siano da prendere in considerazione ai fini della successione, il notaio contatta le varie organizzazioni interessate (compagnie di assicurazione, banche, ecc.) e chiede agli eredi di predisporre una stima degli immobili o degli altri beni non quotati in borsa. Occorre inoltre redigere un inventario dei beni mobili. Le passività vengono determinate attraverso un elenco dei debiti del defunto, che si tratti di semplici fatture, imposte dovute, prestazioni sociali ripetibili, fideiussioni o pagamenti compensativi a favore dell’ex coniuge.

Immediatamente dopo il decesso, gli eredi beneficiari diventano comproprietari di tutti i beni del defunto fino alla divisione dell’eredità e, in quanto comproprietari, sono anche responsabili dei debiti nelle stesse proporzioni. Gli atti di vendita dei beni indivisi (detti “atti di disposizione”) devono essere decisi all’unanimità. D’altra parte, gli atti di amministrazione possono essere decisi dalla maggioranza di almeno i due terzi degli aventi diritto. Inoltre, qualsiasi comproprietario può intraprendere le misure necessarie per mantenere la proprietà in comune. Qualora si verifichi una situazione di stallo, la questione può essere portata dinanzi al giudice per ovviare alla necessità di ottenere l’autorizzazione di alcuni comproprietari.

La divisione dei beni tra gli eredi pone fine alla proprietà comune. La divisione è decisa amichevolmente qualora esista accordo tra i beneficiari (principio stabilito dall’articolo 835 del codice civile) oppure in esito a un procedimento giudiziale in caso di disaccordo, con l’assistenza di un notaio (eccezione sancita dall’articolo 840 del codice civile). Inoltre, la divisione dell’eredità può essere totale o parziale, qualora continui ad esistere la proprietà indivisa dei beni (per esempio, nel caso dei beni in usufrutto). Qualsiasi erede può richiedere la divisione dell’eredità (articolo 815 del codice civile), così come può chiederlo il creditore di un comproprietario (articolo 815-17 del codice civile).

Questa fase finale del procedimento successorio comprende la trascrizione del trasferimento di proprietà agli eredi. A tal fine è necessario esibire i certificati di proprietà per provare che gli eredi sono i nuovi proprietari dei beni, a prescindere che si tratti di beni immobili, quote societarie, veicoli a motore o valori mobiliari. Nel caso di un immobile, gli eredi devono provvedere alla trascrizione del certificato di proprietà nei registri catastali. La stessa procedura si applica alle azioni delle società di diritto civile per cui è necessaria la pubblicazione presso la cancelleria del tribunal du commerce et des sociétés (tribunale commerciale).

In assenza di divisione, sussisterà tra gli eredi la proprietà indivisa dei beni.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Secondo il diritto francese, la morte di una persona determina l’apertura della successione e dà luogo a una proprietà indivisa tra gli eredi designati dalla legge, i quali subentrano di diritto nel patrimonio, nei diritti e nelle azioni del de cuius (articoli 720 e 724 del codice civile), mettendoli in linea di principio nella condizione di entrare immediatamente in possesso del patrimonio ereditario. Gli eredi dovranno tuttavia scegliere tra tre possibilità: accettare l’eredità senza riserve, accettare l’eredità a concorrenza dell’attivo netto oppure rinunciare all’eredità (cfr. punto 6).

I legatari e i donatari universali possono entrare in possesso dei beni solo in assenza di eredi legittimari (articolo 1006 del codice civile), mentre in presenza di eredi legittimari, devono richiedere loro il pagamento di un legato (articolo 1004 del codice civile).

I legatari a titolo universale e a titolo particolare devono presentare una richiesta agli eredi in possesso dei beni ereditari (articoli 1011 e 1014 del codice civile) attraverso i quali potranno ottenere il pagamento dei loro rispettivi legati.

In mancanza di eredi legittimi, lo Stato dovrà essere immesso nel possesso dei beni. In tal caso lo Stato è rappresentato dall’Administration des domaines (agenzia del demanio).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi universali o a titolo universale che accettano l’eredità senza riserve rispondono illimitatamente dei debiti e degli oneri gravanti sul patrimonio del defunto. Essi sono tenuti a pagare i legati di somme di denaro solo fino a concorrenza del valore dei beni ereditari al netto dei debiti (articolo 785 del codice civile).

Qualora esistano più eredi, ognuno di essi risponde personalmente dei debiti e degli oneri gravanti sull’eredità in proporzione alla quota ereditaria (articolo 873 del codice civile).

Gli eredi che hanno optato per l’accettazione pura e semplice rispondono illimitatamente di tutti i debiti e oneri del defunto. Tuttavia, gli eredi possono chiedere di essere sollevati in tutto o in parte da un’obbligazione debitoria gravante sull’eredità se al momento della successione potevano non essere al corrente dell’esistenza di tale obbligazione e qualora il pagamento dei debiti possa gravemente intaccare i loro beni.

• Se hanno optato per l’accettazione dell’eredità a concorrenza dell’attivo netto, gli eredi rispondono dei debiti del defunto solo per il valore dei beni ricevuti.

• Gli eredi che hanno rinunziato alla successione non rispondono dei debiti.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Ai sensi dell’articolo 710-1 del codice civile, i documenti richiesti ai fini dell’iscrizione nei registri catastali sono: l’atto pubblico redatto da un notaio che esercita in Francia, le decisioni giurisdizionali e gli atti pubblici redatti da un’autorità amministrativa.

In presenza di immobili compresi in una massa ereditaria, il notaio redige il certificato notarile, chiamato anche “attestation immobilière” (certificato immobiliare). Quest’atto pubblico comprende la trascrizione del trasferimento di proprietà dei beni immobili agli eredi e deve essere pubblicato ai servizi della pubblicità fondiaria. Il valore dell’immobile deve essere dichiarato dagli eredi e indicato nell’atto e deve corrispondere al prezzo di mercato.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Il diritto francese non prevede né richiede il coinvolgimento di un amministratore. È tuttavia possibile che il giudice nomini un amministratore. È compito degli eredi fornire informazioni al catasto con l’ausilio del notaio. Il testatore può nominare un esecutore testamentario, i cui poteri sono definiti dagli articoli 1025 e seguenti del codice civile.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

È compito degli eredi eseguire il testamento e amministrare l’eredità. Nel caso di una controversia, è competente il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione.

Il giudice può nominare un mandatario con il compito di amministrare l’eredità e di rappresentare tutti gli eredi entro i limiti dei poteri che gli sono conferiti (articolo 813-1 del codice civile).

L’ordinamento francese prevede anche altri tipi di mandato ai fini dell’amministrazione dell’eredità, in particolare il mandato post mortem (articolo 812 del codice civile), mediante il quale il testatore nomina un mandatario per amministrare o gestire tutta o parte dell’eredità nell’interesse degli eredi. Altre possibilità sono date dal contratto di mandato (articolo 813 del codice civile), che è soggetto all’applicazione delle regole generali del diritto, e infine dal mandato conferito dal giudice, menzionato in precedenza.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Gli eredi in possesso dei beni ereditari hanno pieni poteri. Se sorge un problema o si crea una situazione di stallo, la questione può essere portata dinanzi a un giudice, il quale può decidere di nominare un amministratore. In tal caso, il mandatario è responsabile dell’amministrazione provvisoria dell’eredità, qualora vi sia stata inerzia, negligenza o errore da parte di uno o più eredi. Nel proprio ruolo, il mandatario agisce per conservare, controllare e amministrare il patrimonio (articolo 813-4). Nei limiti dei poteri che gli sono conferiti, il mandatario agisce anche in rappresentanza dell’insieme degli eredi per gli atti in materia civile e giudiziaria (articolo 813-5 del codice civile).

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Nel diritto francese l’atto notorio è il documento che viene solitamente redatto dal notaio per provare la qualità di erede (articolo 730-1 del codice civile), anche se la prova è libera. Si tratta di un atto pubblico che stabilisce chi sono gli eredi e la quota di ciascuno di essi. Per farlo, il notaio ha bisogno che i parenti del defunto gli forniscano i documenti necessari a identificare i familiari interessati dalla successione (libretto di famiglia, contratto di matrimonio, sentenza di divorzio, ecc.). L’atto notorio fa fede fino a prova contraria. Quest’atto può essere sostituito da un semplice certificato di successione firmato dagli eredi per le piccole eredità.

Se necessario, il notaio può redigere un atto per l’accettazione o la rinuncia e un certificato immobiliare.

La successione si conclude con la divisione della proprietà, che spesso si concretizza in un atto notarile di divisione ereditaria.

Ultimo aggiornamento: 23/09/2019

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